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Posts Tagged ‘Boko Haram’

UNICEF sul rilascio di oltre 80 studentesse rapite da Boko Haram nella scuola di Chibok

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]“L’UNICEF accoglie con favore il rilascio avvenuto sabato di oltre 80 ragazze che sono stati rapite da ribelli di Boko Haram nella loro scuola di Chibok più di tre anni fa. È incoraggiante sapere che le ragazze torneranno alle loro famiglie, che hanno aspettato questo giorno. Si troveranno ad affrontare un lungo e difficile processo di ricostruire la loro vita dopo l’indicibile orrore e il trauma che hanno subito da parte di Boko Haram.
L’UNICEF è pronto ad aiutare le autorità nigeriane a fornire un sostegno psicosociale completo e altri servizi specializzati necessari. Noi aiuteremo a riunire le ragazze con le loro famiglie e assicurarsi che possano continuare la loro formazione in un ambiente sicuro. Già gli operatori di un centro sanitario sostenuto dall’UNICEF hanno portato avanti i primi aiuti per identificare le ragazze e effettuare controlli medici prima del loro trasporto.L’UNICEF invita Boko Haram a porre fine a tutte le gravi violazioni nei confronti dei bambini, in particolare il rapimento dei bambini e l’abuso sessuale e il matrimonio forzato delle ragazze. Ringraziamo il governo per questo importante risultato nella protezione dei bambini colpiti dal conflitto nel nord-est della Nigeria, ma rimaniamo profondamente preoccupati per le migliaia di donne e bambini ancora detenuti in schiavitù da parte di Boko Haram. Dobbiamo fare grandi sforzi per portarli tutti in sicurezza e a casa delle loro famiglie. L’UNICEF ha un programma completo per aiutare i bambini che sono stati colpiti dal conflitto nel Bacino del lago Ciad e collabora con le autorità nazionali per aiutare centinaia di bambini e donne che sono fuggiti o sono stati liberati da Boko Haram. Ogni bambino è unico e richiede diversi livelli di supporto, quindi non esiste una formula standard o un tempo definito per recuperare questi bambini. L’UNICEF si impegna a fare tutto ciò che serve, fino a quando serve per aiutare questi bambini a recuperare un senso di normalità con le nostre risorse disponibili”.

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La violenza di Boko Haram nella regione del lago Ciad lascia i bambini sfollati e intrappolati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

Secondo il nuovo rapporto dell’UNICEF “Bambini in movimento, bambini lasciati indietro”, anni di violenza da parte di Boko Haram nella regione del bacino del lago Ciad in Africa hanno portato ad un peggioramento della crisi umanitaria che ha causato 1,4 milioni di bambini sfollati e ne ha lasciato almeno un milione ancora intrappolati in zone difficili da raggiungere. ciadIl rapporto rileva che:
• oltre ai 2,6 milioni di persone attualmente sfollate, si teme siano intrappolati nelle zone sotto il controllo di Boko Haram ulteriori 2,2 milioni di persone – di cui più della metà bambini –che hanno bisogno di assistenza umanitaria.
• Si stima che finora quest’anno circa 38 bambini siano stati utilizzati per effettuare attacchi suicidi nella regione del bacino del lago Ciad, arrivando così a 86 il numero totale di bambini utilizzati come attentatori suicidi dal 2014. Circa 1 attacco suicida su 4 è stato condotto utilizzando un bambino.
• Si stima che circa 475.000 bambini in tutto l’area del lago Ciad soffrano di malnutrizione acuta grave quest’anno, rispetto ai 175.000 all’inizio dell’anno.
• Solo nel nord-est della Nigeria, si stima che 20.000 bambini siano stati separati dalle loro famiglie.
“La crisi (della regione) del lago Ciad è una crisi di bambini che dovrebbe avere una grande importanza nell’agenda globale delle migrazioni”, ha detto Manuel Fontaine, Direttore regionale UNICEF per l’Africa occidentale e centrale. “I bisogni umanitari superano la risposta, soprattutto ora che le nuove aree precedentemente irraggiungibili nel nord-est della Nigeria sono accessibili”.
Lanciato in vista del vertice delle Nazioni Unite sui rifugiati e migranti (19 settembre), il rapporto analizza l’impatto della rivolta di Boko Haram sui bambini in Nigeria, Camerun, Ciad e Niger e il devastante tributo subito dai bambini.
Il Rapporto rileva inoltre che la maggior parte della popolazione sfollata – più di 8 persone su 10 – vive con famiglie e vicini, aggiungendo un ulteriore aggravio ad alcune delle comunità più povere del mondo. “Le comunità locali stanno condividendo il poco che hanno per aiutare chi ha bisogno in un atto di umanità che viene replicato in migliaia di case in tutto le aree colpite dal conflitto”, ha detto Fontaine.
L’UNICEF sta lavorando con i partner per soddisfare i bisogni fondamentali dei bambini e delle loro famiglie nelle zone colpite dal conflitto. Finora questo anno quasi 170.000 bambini hanno ricevuto sostegno psicosociale, quasi 100.000 sono stati curati contro la malnutrizione acuta grave e oltre 100.000 hanno preso parte a programmi per l’apprendimento.
L’UNICEF ha ricevuto solo il 13% dei 308 milioni di dollari di cui ha bisogno per fornire assistenza alle famiglie colpite dalle violenze di Boko Haram in Nigeria, Niger, Ciad e Camerun. L’UNICEF lancia un appello alla comunità dei donatori per intensificare il sostegno alle comunità colpite. Risorse aggiuntive aiuteranno l’UNICEF e i suoi partner a far fronte alla risposta umanitaria – in particolare per quanto riguarda l’accesso alle aree precedentemente sotto il controllo di Boko Haram.

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Attacchi di Boko Haram

Posted by fidest press agency su domenica, 3 gennaio 2016

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]Nigeria. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) denuncia il fallimento del governo e delle forze di sicurezza nigeriane nel proteggere la popolazione civile dalle violenze del gruppo terroristico Boko Haram. Nonostante le trionfanti dichiarazioni di successo del governo, solamente da Natale 2015 ad oggi sono morte 106 persone per gli attacchi compiuti da Boko Haram. Questa nuova escalation di violenza smentisce categoricamente il presidente nigeriano Muhammadu Buhari che alla vigilia di Natale aveva dichiarato la “sconfitta tecnica” di Boko Haram. All’inizio del suo incarico presidenziale in maggio 2015, Buhari ha chiesto all’esercito nigeriano di porre fine a Boko Haram entro la fine di dicembre 2015. In sei anni gli attacchi di Boko Haram e i metodi violenti e indiscriminati dell’esercito nigeriano hanno causato circa 17.700 morti.Negli ultimi sei mesi Boko Haram ha effettivamente perso il controllo di molti territori ma con i suoi attacchi suicidi riesce ancora a diffondere terrore e paura tra la popolazione civile del nordest del paese. Boko Haram semina terrore tra tutta la popolazione indipendentemente dalla religione di appartenenza e per i civili non c’è molta differenza tra vivere in una regione controllata dalle milizie di Boko Haram o in un luogo preso di mira con attacchi suicidi.Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre almeno 60 persone sono morte nei combattimenti e attacchi suicidi avvenuti vicino alla città di Maiduguri (Stato federale di Borno) mentre altre 30 persone sono morte e 16 sono rimaste ferite a causa di due attentati suicidi avvenuti il 28 dicembre nella città di Madagali (Stato di Adamawa). Il giorno di Natale sono invece morte 16 persone e sono rimaste ferite altre sei nel villaggio di Kimba (Stato federale del Borno) quando le milizie di Boko Haram hanno attaccato e bruciato il villaggio.Resta tuttora irrisolto il caso delle 219 studentesse rapite 624 giorni fa. I familiari delle ragazze che risultano tuttora scomparse hanno poca fiducia nell’operato dell’esercito e della politica. Secondo l’APM, il governo di Buhari tratta la questione di Boko Haram come un semplice problema di sicurezza mentre continua a non dare risposte politiche alla crisi del paese. In questo modo resta poca speranza per una pace duratura e stabile nel paese africano.

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Nigeria: gli estremisti di Boko Haram continuano ad avanzare

Posted by fidest press agency su domenica, 14 settembre 2014

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]In Nigeria i terroristi di Boko Haram continuano la loro avanzata. 150 giorni dopo il rapimento violento di centinaia di studentesse da parte degli estremisti, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa il governo e le forze di sicurezza nigeriane del fallimento nel proteggere la popolazione civile dal terrore della setta islamista radicale. Di 219 delle studentesse rapite di Chibok manca fino ad oggi qualunque segnale di vita. Polizia, esercito e governo nigeriani hanno ripetutamente annunciato la loro rapida liberazione, ma fino ad oggi non si è visto nessun risultato concreto. Il tragico destino dellee studentesse di Chibok è tipico della situazione di tutta la popolazione civile. La Nigeria del Nord rischia una deflagrazione del conflitto come nel nord dell’Iraq.Boko Haram è sempre meglio armata e fronteggia sempre meglio l’esercito nigeriano. I combattenti della setta, non si spostano più solamente con fuoristrada, ma usano armi pesanti e carri armati proprio come un esercito convenzionale. In questo modo il gruppo terroristico da luglio 2014 è riuscito a conquistare solamente nello stato di Borno ben sette città. Inoltre si è avvicinato fino a 70 km dalla metropoli di Maiduguri, dove hanno cercato rifugio centinaia di migliaia di profughi dal nord della Nigeria. Secondo le stime delle Nazioni Unite da gennaio 2014 almeno 650.000 persone sono fuggite in seguito alle azioni terroristiche di Boko Haram. Altre stime parlano invece di un numero di nuovi rifugiati che arriva a fino a 3,3 milioni di persone.Il governo e l’esercito della Nigeria cercano di propagandare un senso di fiducia e regolarmente annunciano la distruzione di Boko Haram. La realtà invece è molto diversa. Il gruppo terroristico è oggi più forte che mai e costringe il governo e le forze armate della Nigeria a mostrare tutta la loro incapacità. Invece di cercare congiuntamente soluzioni per la lotta contro il gruppo terroristico e per una più efficace protezione della popolazione civile, i politici nigeriani sfruttano il terrore per i propri fini politici e per la campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali del febbraio 2015. Se la politica della Nigeria non sarà in grado di dare una risposta credibile e definitiva alla sfida di Boko Haram, il gruppo terrorista potrebbe diventare una grave minaccia per la sopravvivenza dell’Africa occidentale.

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Nigeria: quasi 1.000 morti da maggio 2013 ad oggi

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2013

The 12 Nigerian states with Sharia law

The 12 Nigerian states with Sharia law (Photo credit: Wikipedia)

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è estremamente preoccupata per la situazione in Nigeria e teme nuovi attentati della setta estremista Boko-Haram per il giorno dell’anniversario dell’indipendenza del paese africano (1 ottobre). Secondo i dati dell’APM, solamente negli ultimi cinque giorni nel nord della Nigeria sono state uccise circa 87 persone. Da maggio 2013 ad oggi negli stati federali di Yobe, Borno e Adamawa sono stati compiuti da Boko Haram 44 attacchi terroristici che hanno causato 982 vittime. Per i prossimi giorni le forze di sicurezza nigeriane hanno disposto la massima allerta.L’ultimo terribile episodio dell’escalation di violenza che colpisce la Nigeria si è avuto ieri, 29 settembre, a Gubja, nello stato di Yobe. Alcuni miliziani di Boko Haram hanno assaltato un campus universitario incendiando le aule della facoltà di agraria e uccidendo almeno 42 studenti nel sonno. Nello stato federale di Yobe le scuole avevano riaperto solamente 13 giorni fa dopo essere state chiuse per 10 settimane proprio a causa degli attacchi da parte degli estremisti musulmani di Boko Haram. Sempre nello stato di Yobe altri 29 studenti e quattro insegnanti sono morti durante altri due attacchi compiuti da Boko Haram in giugno e luglio.Lo scorso 28 settembre due attacchi terroristici compiuti negli stati federali di Borno e Kaduna hanno causato la morte di complessivamente 18 persone. Sette persone sono morte durante l’attacco al villaggio di Gava West nel Borno mentre altre undici persone sono state uccise nel villaggio di Zangang in Kaduna. Lo scorso 25 e 26 settembre i miliziani di Boko Haram hanno ucciso 27 persone, tutti abitanti di un villaggio nelle vicinanze della città di Gamboru (Borno) e giovani appartenenti a una ronda di sicurezza civica.
Di fronte all’impressionante aumento della violenza nel paese molti iniziano a essere scettici rispetto alla certezza di vittoria militare delle forze di sicurezza. Lo stesso ex capo di Stato Maggiore, il generale Martin Luther Agwai, si è mostrato scettico rispetto alla possibilità di una vittoria militare su Boko Haram.

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Combattere la corruzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2013

«I Boko Haram sono un prodotto della corruzione nel nostro paese. Per combatterli è assolutamente necessario porre un freno a questa piaga dilagante e assicurare un futuro ai nostri giovani». Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Oliver Dashe Doeme, vescovo di Maiduguri, nel Nord della Nigeria.Il presule denuncia il grave stato di corruzione nel “gigante africano” e fa notare come l’economia nazionale si basi esclusivamente sull’estrazione del petrolio, con conseguenze gravissime sulle condizioni della popolazione. «Gli altri settori non sono adeguatamente sostenuti, soprattutto quello agricolo – aggiunge – Eppure la Nigeria è un paese ricco di risorse». Un immediato intervento in ambito economico favorirebbe inoltre le prospettive dei giovani, sottraendoli alle pressioni dei gruppi fondamentalisti, sempre alla ricerca di nuove leve. «Un ragazzo che ha un suo posto all’interno della società sarà meno incline a farsi manipolare – spiega il vescovo – Se dico a una persona di ucciderne un’altra, chi non ha nulla da perdere sarà di certo più disposto ad eseguire il mio ordine».In una fase in cui la Nigeria è «costantemente esposta alla minaccia terroristica», monsignor Doeme loda l’incredibile coraggio dei suoi fedeli. «La mia diocesi è stata duramente colpita dalle atrocità dei Boko Haram, tuttavia i cristiani continuano a offrire la propria testimonianza di fede», afferma raccontando la grande partecipazione alle funzioni, riscontrabile perfino all’indomani degli attentati. La dedizione del clero costituisce un ulteriore incoraggiamento, sia per i fedeli che per il vescovo. «I nostri sacerdoti rimangono nelle parrocchie e continuano a servire la comunità, a rischio della loro stessa vita». E non mancano nuove vocazioni: nella diocesi di Maiduguri vi sono adesso trenta seminaristi e di recente sono stati ordinati otto nuovi sacerdoti.Sotto la minaccia di nuovi attacchi, per la Chiesa del Nord della Nigeria è arrivato il momento di ricostruire le chiese e gli edifici distrutti dagli estremisti. «Questa è una delle principali sfide che abbiamo oggi di fronte a noi. Insieme al grande impegno della cura pastorale degli orfani e delle vedove dei cristiani uccisi».(mons. doeme)

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Attentati in Nigeria

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2011

National Church of Nigeria, Abuja

Image via Wikipedia

Gli attentati in Nigeria sono stati rivendicati dal gruppo islamista Boko Haram. Hanno provocato non meno di 110 vittime e centinaia di feriti. Ad aggravare la situazione è stata l’incapacità delle autorità a disporre tempestivi soccorsi ed anche la carenza di mezzi a disposizione. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto “la fine di tutte le violenze nel Paese”. Una voce forte è venuta soprattutto dal Santo Padre e Federico Lombardi, portavoce della sala stampa Vaticana, ha soggiunto: “Mentre preghiamo per le vittime ci auguriamo che questa insensata violenza non riesca ad indebolire la volontà di convivenza pacifica e di dialogo nel Paese”. L’attentato più grave è avvenuto nella chiesa cattolica di Santa Teresa a Madalla nello stato confederato di Niger a circa 45 Km dalla capitale Abuja. Si è trattato dell’esplosione di autobomba mentre dalla chiesa uscivano i fedeli dalla messa di Natale. Già da alcuni mesi i servizi segreti sia nigeriani sia internazionali avevano paventato il rischio di una escalation del terrorismo di matrice islamica avendo avuto sentore di un aumento della loro capacità strategica e operativa del gruppo che si richiama a Boko Haram e che è considerato tra i più sanguinari e pericolosi a livello mondiale.

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