Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘bolle’

La politica italiana delle bolle di sapone

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Da tempo gli italiani sono scontenti e insofferenti della politica e di chi l’amministra. Eppure vedevano che le cose non andavano bene ma hanno preferito fare come le tre famose scimmiette: turarsi la bocca, tapparsi le orecchie e coprirsi gli occhi.
Hanno dimenticato, ad esempio, che alla fine della seconda guerra mondiale l’Italia era, di fatto, profondamente divisa. Da una parte vi era il popolo “mafioso” con le sue spinte separatiste (ricordo il bandito Giuliano), dall’altra una burocrazia, dai grand commis ai piccoli funzionari fondamentalmente legati a logiche burocratiche che ingessavano il sistema.
Se vogliamo era una divisione “politica” che si sovrapponeva o si intersecava con certi uomini della finanza e della grande industria che già furono i convinti supporter all’ascesa al potere di Mussolini ritenendolo l’unico capace, con un atto di forza, di tacitare le turbolenze libertarie di una certa sinistra che per sua colpa, per colpa dei suoi integralismi, non seppe proporsi in modo unitario come un’alternativa democratica al governo del Paese.
Ed ecco come ci siamo trovati alla vigilia della grande svolta elettorale del 1948, dove l’elettorato si sentiva ancora “schiacciato” dal peso della “destra fascista” e dai timori di una “sinistra” incapace di portare il paese a una “pacificazione senza grossi traumi” ed entro una logica “capitalistica” che ancora oggi è malamente interpretata rispetto ai valori più propri della tradizione cattolica e laica italiana. In quel clima si collocarono la figura di De Gasperi e dei suoi successori alla guida della D.C. con la loro proposta “centrista” di uno schieramento che potesse fare da calmieratore tra gli opposti interessi.
Ma al tramonto degli anni dell’emergenza venne l’alba della consapevolezza nella quale si sentiva il bisogno di proporre qualcosa di diverso per restituire unità al paese, ed un ordine sociale ed economico più realistico e duraturo, e per ridare fiato alle energie sopite e ai richiami del diverso che provenivano oltre confine.
Per farlo dovevano cadere le “gestioni politiche” e se vogliamo “affaristiche” imperniate su un non ben definito “consociativismo” in quanto si riducevano nel trovare una loro composizione non più in sede politica ma in chiave di spartizione di voti, di tangenti, di concessioni, di assunzioni compiacenti e via dicendo. S’imponeva un cambiamento ma con quali guide politiche? Gli elettori, nell’ultima tornata delle politiche del 4 marzo scorso hanno pensato, questa volta, alla Lega e ai Pentastellati. Hanno visto giusto? E ancora avevano forse una valida alternativa? (Servizio Fidest)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le bolle della contemporaneità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

Ne ho ristretto il campo a solo tre, anche se a ben considerare potrei aggiungerne un altro paio. Tre per contemperare l’importanza che annetto ad altrettanti eventi di portata mondiale quali sono il proletariato e la sua forza organizzata in un grande movimento che nato dalla mente di Marx si è trasformata in un’idea di “stato” per poi “scoppiarci tra le mani”. Nello stesso tempo si è consolidato il capitalismo come il patriziato del parvenu e anch’esso oggi sembra voler esaurire la sua forza espansiva e fare la fine della prima bolla. La terza è più romantica e al tempo stesso capace di defilarsi alla nostra osservazione e ai venti del cambiamento: è quella che possiamo definire la “nobiltà dell’antico lignaggio”. Ad attraversarli vi è l’essere umano con le sue passioni, le sue tensioni ideali, le sue aberrazioni. Sono le bolle che abbiamo creato per suscitare una speranza, per indicare una strada, per definire un ruolo, per legare le generazioni che si avvicendano a un precetto di fede, a una visione del mondo ora egualitario ora esclusivo di alcune minoranze privilegiate per antico censo o per nuovi meriti. A guardarli crescere, prosperare e morire vi è quell’enorme folla che si chiama umanità.
E dire che il tutto è stato promosso ora in suo nome ora per illuderla che lo fosse, ora per sostenerla ora per tradirla.
Oggi mi chiedo se non è giunto il tempo per prendere coscienza di una nuova consapevolezza che sta diffondendosi intorno a noi e dentro di noi e che sta diventando qualcosa di diverso di una bolla. Forse è una bolla tecnologica e nulla di più ma è destinata, se non altro, a risvegliare le nostre coscienze.
Non possiamo più tollerare che la miseria estrema condanni a una morte prematura milioni di bambini e le loro madri.
Non possiamo più tollerare che la violenza e la sopraffazione soffochi la nostra identità.
Non possiamo più tollerare che la disinformazione ci renda complici degli interessi partigiani di una minoranza di nostri simili e dei loro illeciti traffici.
Non possiamo più tollerare che per un’idea formale si faccia strage di innocenti come l’idea della guerra santa, dell’integralismo religioso e del fanatismo politico.
Dobbiamo spezzare questa spirale velenosa che intorbida i nostri sentimenti e ci spinge ad atti di superbia contro i nostri simili e la stessa natura che ci circonda.
Dobbiamo cercare la strada maestra senza lasciarci attrarre dalle vie secondarie e dal rischio di finire in un vicolo cieco anche se a prima vista appaiono più belle e seducenti.
Dobbiamo imparare a essere costruttori di un disegno coerente quando pensiamo che le risorse dell’umanità non possono essere distrutte dalle guerre e che le guerre non devono essere alimentate dai mercanti di armi e a monte dalle fabbriche che le producono.
Dobbiamo essere votati a un disegno di solidarietà dove la mano che stringe quella del nostro vicino è la mano di chi ama e sa di essere riamato. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le bolle della contemporaneità

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

la follaNe ho ristretto il campo a solo tre, anche se a ben considerare potrei aggiungerne un altro paio. Tre per contemperare l’importanza che annetto ad altrettanti eventi di portata mondiale quali sono il proletariato e la sua forza organizzata in un grande movimento che nato dalla mente di Marx si è trasformata in un’idea di “stato” per poi “scoppiarci tra le mani”. Nello stesso tempo si è consolidato il capitalismo come il patriziato del parvenu e anch’esso oggi sembra voler esaurire la sua forza espansiva e fare la fine della prima bolla. La terza è più romantica e al tempo stesso capace di defilarsi alla nostra osservazione e ai venti del cambiamento: è quella che possiamo definire la “nobiltà dell’antico lignaggio”. Ad attraversarli vi è l’essere umano con le sue passioni, le sue tensioni ideali, le sue aberrazioni. Sono le bolle che abbiamo creato per suscitare una speranza, per indicare una strada, per definire un ruolo, per legare le generazioni che si avvicendano a un precetto di fede, a una visione del mondo ora egualitario ora esclusivo di alcune minoranze privilegiate per antico censo o per nuovi meriti. A guardarli crescere, prosperare e morire vi è quell’enorme folla che si chiama umanità.
E dire che il tutto è stato promosso ora in suo nome ora per illuderla che lo fosse, ora per sostenerla ora per tradirla.
Oggi mi chiedo se non è giunto il tempo per prendere coscienza di una nuova consapevolezza che sta diffondendosi intorno a noi e dentro di noi e che sta diventando qualcosa di diverso di una bolla. Forse è una bolla tecnologica e nulla di più ma è destinata, se non altro, a risvegliare le nostre coscienze.
Non possiamo più tollerare che la miseria estrema condanni a una morte prematura milioni di bambini e le loro madri.
Non possiamo più tollerare che la violenza e la sopraffazione soffochi la nostra identità.
Non possiamo più tollerare che la disinformazione ci renda complici degli interessi partigiani di una minoranza di nostri simili e dei loro illeciti traffici.
Non possiamo più tollerare che per un’idea formale si faccia strage di innocenti come l’idea della guerra santa, dell’integralismo religioso e del fanatismo politico.
Dobbiamo spezzare questa spirale velenosa che intorbida i nostri sentimenti e ci spinge ad atti di superbia contro i nostri simili e la stessa natura che ci circonda.
Dobbiamo cercare la strada maestra senza lasciarci attrarre dalle vie secondarie e dal rischio di finire in un vicolo cieco anche se appaiono più belle e seducenti.
Dobbiamo imparare a essere costruttori di un disegno coerente quando pensiamo che le risorse dell’umanità non possono essere distrutte dalle guerre e che le guerre non devono essere alimentate dai mercanti di armi e a monte dalle fabbriche che le producono.
Dobbiamo essere votati a un disegno di solidarietà dove la mano che stringe quella del nostro vicino è la mano di chi ama e sa di essere riamato. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Le bolle della contemporaneità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

terra madre1Ho ristretto il campo a solo tre anche se a ben considerare potrei aggiungerne un altro paio. Tre per contemperare l’importanza che annetto ad altrettanti eventi di portata mondiale quali sono il proletariato e la sua forza organizzata in un grande movimento che nato dalla mente di Marx si è trasformato in una idea di “stato” per poi “scoppiarci tra le mani”. Nello stesso tempo si è consolidato il capitalismo come il patriziato del parvenu e anch’esso oggi sembra voler esaurire la sua forza espansiva e fare la fine della prima bolla. La terza è più romantica e al tempo stesso capace di defilarsi alla nostra osservazione e ai venti del cambiamento: è quella che possiamo definire la “nobiltà dell’antico lignaggio”. Ad attraversarli vi è l’essere umano con le sue passioni, le sue tensioni ideali, le sue aberrazioni. Sono le bolle che abbiamo creato per suscitare una speranza, per indicare una strada, per definire un ruolo, per legare le generazioni che si avvicendano ad un precetto di fede, a una visione del mondo ora egualitario ora esclusivo di alcune minoranze privilegiate per antico censo o per nuovi meriti. E a guardarli crescere, prosperare e morire vi è quell’enorme folla che si chiama umanità. E dire che il tutto è stato promosso ora in suo nome ora per illuderla che lo fosse, ora per sostenerla ora per tradirla. Oggi mi chiedo se non è giunto il tempo per prendere coscienza di una nuova consapevolezza che sta diffondendosi intorno a noi e dentro di noi e che sta diventando qualcosa di diverso di una bolla. Forse è una bolla tecnologica e nulla di più ma è destinata, se non altro, a risvegliare le nostre coscienze. Non possiamo più tollerare che la miseria estrema condanni a una morte prematura milioni di bambini e le loro madri. Non possiamo più tollerare che la violenza e la sopraffazione soffochi la nostra identità. Non possiamo più tollerare che la disinformazione ci renda complici degli interessi partigiani di una minoranza di nostri simili e dei loro illeciti traffici. Non possiamo più tollerare che per una idea formale si faccia strage di innocenti come l’idea della guerra santa, dell’integralismo religioso e del fanatismo politico. Dobbiamo spezzare questa spirale velenosa che intorbida i nostri sentimenti e ci spinge ad atti di superbia contro i nostri simili e la stessa natura che ci circonda. Dobbiamo cercare la strada maestra senza lasciarci attrarre dalle vie secondarie e dal rischio di finire in un vicolo cieco anche se appaiono più belle e seducenti. Dobbiamo imparare ad essere costruttori di un disegno coerente allorché pensiamo che le risorse dell’umanità non possono essere distrutte dalle guerre e che le guerre non devono essere alimentate dai mercanti di armi e a monte dalle fabbriche che le producono. Dobbiamo essere votati ad un disegno di solidarietà dove la mano che stringe quella del nostro vicino è la mano di chi ama e sa di essere riamato. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Olio e Bolle: una sorpresa per il palato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Fontanellato (PR) 19 novembre nella Dimora Storica In Villa Serata tra informazione e degustazione a Ospite Matteo Pessina. Stuzzicano il palato. Taggiasca, Leccino, Peranzana, Tonda Iblea, Cellina, Maiatica: sono alcune delle più rinomate varietà di olive da cui si produce olio extravergine che potrete degustare in una serata informativa-degustativa particolare e piccante dal titolo curioso “Olio e bolle”, in programma venerdì 19 novembre a Fontanellato alle 20.30 nella Dimora Storica In Villa, sostenitore dell’Associazione Castelli del Ducato di Parma. La presentazione è a cura dell’esperto del gusto Matteo Pessina, ospite d’eccezione e conduttore dell’evento. Se l’olio è il condimento immancabile sulle tavole italiane, le altre sono le bollicine di vini e champagne che esaltano i sapori con un connubio innovativo, il tutto accompagnato da pani e focacce a lunga lievitazione, pinzimonio di verdure fresche, zuppetta rustica con lenticchie di Castelluccio.
Verrano proposte le seguenti varietà: Taggiasca “Öiu de s’ciappa” affiorato 2009-2010, Dino Abbo da Lucinasco, Imola; varietà Leccino “Leccio” biologico 2009-2010, Bettini da Montefalco; varietà Peranzana: nuovo raccolto 2010, Colonna da San Martino in Pensilis; varietà Cellina: ulivi secolari 2009-2010, Case Bianche di Squinzano; varietà Maiatica: Lamia 2009-2010 da Lacertosa, Ferrandina; varietà Tonda Iblea: “Pantarei” nuovo raccolto 2010 di Arianna Occhipinti da Vittoria in provincia di Ragusa; varietà Bosana: Denocciolato 2009-2010, Fratelli Pinna, Ittiri da Sassari; Metodo Classico da uve Fortana in bianco Brut “Nebbia e Sabbia” Podere Crocetta; Metodo Classico da uve Grillo Nature 2008 (magnum); Champagne Rosé Prestige Brut Moutard.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »