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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Posts Tagged ‘bollette’

Draghi: su bollette, provvedimenti solo nei trimestri successivi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2022

Il presidente Draghi ha dichiarato oggi in conferenza stampa sull’emergenza bollette di luce e gas: “vedremo poi, è previsto vengano presi altri provvedimenti per affrontare l’emergenza bollette nel trimestre successivo e nei mesi a seguire”.”Una delusione la dichiarazione di Draghi! Un passo indietro rispetto a quanto aveva dichiarato nella conferenza stampa di fine anno in cui aveva ipotizzato un intervento oltre quello che era stato già deciso, ossia i 3,8 miliardi in manovra, visto che erano stati stanziati in previsione di aumenti molto forti ma inferiori a quelli poi visti a fine dicembre” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo in questo trimestre si concentra il 50% dei consumi di gas, mentre dal 15 aprile i caloriferi sono addirittura spenti. Quindi è evidente che un aiuto sarebbe ben più utile ora e non nei trimestri a seguire” conclude Vignola.

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Bollette alle stelle confermate. Organizzarsi per ridurre il danno

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2021

Ora che l’Autorità per l’energia ha confermato quello che tutti sapevano, cosa succede? Arera: gli aumenti della bolletta elettrica , al saldo dei “tamponi” finora approvati e applicati dal governo, saranno “solo” del 55%, mentre quelli del gas del 41,8%. E’ bene ricordare che si tratta di aumenti del mercato di maggior tutela, quello dove le tariffe sono stabilite dalla stessa Arera, e che non intaccano il mercato libero, che talvolta, per l’occasione e non solo, fa anche proposte interessanti (da valutare con molta attenzione –. Aumenti che non intaccano le famiglie disagiate che usufruiscono dei bonus sociali.Quindi succede che la situazione è identica a quella del giorno prima. Con: – il governo che cerca di aumentare gli stanziamenti tampone (tra quelli approvati e quelli in cantiere si sfondano 11 miliardi); – partiti di governo e di opposizione che chiedono ulteriori stanziamenti, senza specificare dove dovrebbero essere presi e come rimediare alle voci di bilancio da cui sono stornati; – associazioni di categorie varie tutte in allarme; – associazioni consumatori che sembra vivano su un altro Pianeta e paventano scioperi della bolletta contro il governo che non darebbe abbastanza soldi . – la certezza (che spesso viene dimenticata) che aumento dei prezzi dell’energia significa aumento dei prezzi di ogni tipo di prodotto e servizio e conseguente calo del potere di acquisto dei consumatori, già con stipendi tra i piu bassi del mondo cosiddetto ricco. Tutto questo mentre tra chi governa e chi legifera impazza il confronto su Mario Draghi nonno/presidente della Repubblica o sempre capo del governo: surreale perché di fronte a problemi reali (energia costosa e carenza della stessa, emergenza sanitaria ed economica) si deviano energie per minare l’unica certezza che abbiamo in questo periodo: la solidità del governo in carica, solidità senza la quale ogni pur timido, precario e insufficiente tentativo per ridurre il danno , viene trasferito nel “confronto agitato” tra partiti aspiranti al potere… costi quel che costi . Non ce lo possiamo permettere! Per questo crediamo che sia determinante una migliore e più parsimoniosa organizzazione di quanto abbiamo. Sì che nessuno muoia di freddo o per eccessivo consumo di cibo non-cotto o per bancarotta anche individuale: in modo che anche le imprese che creano servizi e prodotti non siano “costrette” a far lievitare alle stelle qualunque loro realizzazione. La realtà è simile all’emergenza covid. Occorrono: provvedimenti che non possono essere solo di storni di soldi (per i quali crediamo essere già al limite e, comunque, insufficienti alla bisogna), campagne di informazione, interventi mirati contro sprechi e abusi; una grande campagna di ri e nuova educazione all’uso e al consumo energetico, individuale ed aziendale (8). E per farlo non riusciamo a pensare ad altro che ad un governo di unità nazionale come l’attuale, e non la rissa partitica che, nonostante il valore del nonno/presidente, non potrebbe essere altrimenti. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Bollette energia. Si procede disuniti verso il caos? Governo, batti un colpo!

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2021

I rincari stellari delle bollette energetiche (essenzialmente gas) sono diventati luogo di verifica della capacità del governo. Che, a nostro avviso, è impegnato ma ha i mezzi limitai e non all’altezza dell’emergenza (riduzione leva fiscale), che fra qualche settimana esploderà più di quanto già non lo sia.L’unico mezzo che il governo avrebbe sarebbe quello di organizzare l’emergenza e cominciare una campagna pubblicitaria per coinvolgere l’utenza. Il resto sono chiacchiere.Vediamo cosa accade. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, saltella tra Roma e Bruxelles senza risultati tangibili. Quando si ferma e conversa con qualche giornalista, azzarda cose tipo “nucleare pulito”, “gas del mar Adriatico, della pianura Padana e di alcuni territori del sud Italia”. Gli fanno ecco alcune associazioni ambientaliste che, dicendo a loro modo il vero, non propongono nulla: nucleare non se ne parla, estrazioni gas sono pericolose per i territori e quantitativamente marginali, solo le energie alternativa POTRANNO garantire. Intanto Confcommercio lancia l’allarme che tutti conoscono: ci avviamo verso un buco di 11 miliardi sulle famiglie e con un impatto di oltre il 40% per le imprese. Alcune associazioni di consumatori si dicono pronte nel 2022 ad un maxi sciopero delle bollette: “Se interventi del Governo non eviteranno stangata inviteremo famiglie ad autoriduzione delle bollette di luce e gas”…. Sembra che vivano su un altro Pianeta…. Un quadro esplicativo della drammaticità in atto. Coi vari attori che non sanno cosa dire per l’immediato (ambientalisti) o non hanno capito che il Governo sta già dando il massimo (consumatori) o il ministro che sembra parli ad un convegno sul futuro dell’energia e non consideri la sua funzione esecutiva.Un contesto in cui al primo posto occorrerebbe “fare squadra”, ma ognuno va a ruota libera credendo che portando acqua al proprio mulino, siccome loro sono bravi e buoni ed hanno la ricetta pronta, “puf” tutto si risolve.Ma non è così.Il gas non c’è oggi e non ci sarà domani. Forse dopo-dopo-dopodomani, ma dipenderà dagli equilibri geopolitici che, Germania e Unione europea in testa, riusciranno a determinare per avere (come tampone, ma di una certa durata) il gas russo. E oggi il presidente Russo Vladimir Putin lo ha anche detto: voi europei vi siete creati la crisi da soli, perché il gas c’è, basta solo trattare con me….. che – aggiungiamo noi – non voglio che mi diate fastidio, per esempio, nel limitare gli approcci dell’Ucraina all’Ue.Il problema, nella temporaneità, è quindi SOLO politico.Ma nel frattempo che lo lasciamo gestire ai politici che hanno capacità e potere per dialogare con la Russia, che facciamo?Noi crediamo che non ci siano alternative a farsi meno danni, con una migliore e più parsimoniosa organizzazione di quanto abbiamo. Sì che nessuno muoia di freddo o per eccessivo consumo di cibo non-cotto, e in modo che le imprese che creano servizi e prodotti del nostro quotidiano non siano “costrette” a far lievitare alle stelle qualunque loro realizzazione.La realtà (e non più il rischio come timidamente qualcuno comincia a riconoscere) è simile all’emergenza covid. E occorre comportarsi di conseguenza: provvedimenti, campagne di informazione, interventi mirati contro sprechi e abusi. Qualcosa che può fare solo il governo – pur lodevole e auspicabile la capacità di ognuno di ridursi il danno da solo, a cominciare da queste feste di Natale.COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Bollette energetiche. L’impegno del Governo. Dalle parole ai fatti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

“Sul fatto di dovere procedere a una rapida risposta a questi aumenti non c’è assolutamente nessun disaccordo” a livello Ue. “La Commissione europea sta lavorando da parte sua, noi dobbiamo anche lavorare a livello nazionale. Quindi il sostegno alle imprese, alle famiglie per questi aumenti del gas ci sarà e se necessario, come sembra, oltre quello che è stato già deciso”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la conferenza stampa di fine anno.Belle e giuste parole, sicuramente sentite. Ma in pratica?In Unione europea, dove l’Italia come attore esiste solo in quanto membro autorevole della Commissione ma non certo decisore nazionale, la crisi è generalizzata: – Francia. Quattro reattori nucleari hanno chiuso. Energia importata e riattivazione di centrali a petrolio; – Germania. Alcuni reattori hanno chiuso. Le forniture dalla Germania (gasdotto Yamal), sono interrotte; – il prezzo all’ingrosso del gas ha raggiunto livelli record; – alcune navi cisterna di gas naturale liquefatto (Lng) in rotta verso l’Asia, hanno cambiato rotta dirigendosi in Ue. – il gasdotto russo Nord Stream 2 (via Germania) è sempre in alto mare e, se va bene, se ne parla per il 2023. Le ricadute su tutti i settori produttivi (e non solo il consumo domestico) sono già tangibili e con prospettive pessime. In Italia, tra provvedimenti in essere, quelli futuri e quelli auspicati, ci avviciniamo alla storno di oltre una decina di miliardi dalla specifica fiscalità delle bollette energetiche, in un crescendo che fa venire dubbi sul crack della fiscalità generale su cui grava questo storno,.I consumatori domestici sono ancora abbastanza tranquilli: gli aumenti partiti da ottobre e già tamponati non hanno al momento provocato numeri pazzeschi sulle loro bollette. Il tutto è in essere, in un crescendo che dovrebbe esplodere nei primi mesi del 2022, e non solo sulle bollette, bensì su tutta l’economia. Ora ci godiamo il “sonnifero” delle feste di fine anno ponendo, giustamente, più attenzione al covid che non ai consumi energetici. Ma dopo? Cosa sta facendo il governo per gestire questa emergenza che è per esplodere? E’ stato preparato un piano di resistenza come per il covid o arriveremo in ordine sparso all’ultimo momento, con i classici e insufficienti provvedimenti emergenziali? E’ in atto, per esempio, una campagna di informazione sul risparmio energetico sì da ridurre il danno a partire dalla quotidianità dei consumatori… oppure siamo nell’orgia delle luci natalizie e si teme che farle venire meno possa creare più danni della non-energia dei prossimi mesi? I fatti del governo ci sono, e siamo consapevoli che sono intelligenti quanto insufficienti. Non chiediamo a vanvera altri miliardi (che non ci sono), ma il coinvolgimento emergenziale di tutta la popolazione. Siamo stati abbastanza bravi col covid, e niente ci dice che non possiamo essere altrettanto bravi con il gas. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC: http://www.aduc.it

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Bollette: fino 1 mld per rate in 10 mesi a favore famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2021

Un emendamento del Governo alla manovra prevede che le famiglie possano rateizzare in 10 rate le bollette di luce e gas in arrivo con le fatture emesse da gennaio ad aprile 2022.”Una scappatoia insufficiente!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ la prova del nove che il Governo si attende una stangata senza precedenti e che i 3,8 miliardi finora previsti per contenere i rialzi sono ritenuti dall’Esecutivo stesso del tutto inadeguati. Per questo, invece di limitarsi a prevedere la rateizzazione delle bollette, rinviando soltanto la mazzata, dovrebbe raddoppiare gli stanziamenti, congelando temporaneamente la riforma dell’Irpef o prevedendo un’aliquota straordinaria per i redditi più alti come aveva proposto inizialmente Draghi” conclude Dona.

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Bollette: slitta stop mercato tutelato

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2021

Si allontana per le famiglie l’uscita dal mercato tutelato dell’energia. La scadenza prevista per il 31 dicembre del 2022, lascia il posto ad un regime transitorio in cui i clienti domestici potranno rimanere tutelati fino al primo gennaio 2024.”Evviva! Vittoria per i consumatori!” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se non conosciamo ancora i dettagli del regime transitorio, è evidente che non si può eliminare il tutelato in queste condizioni, con pochi grossi operatori che controllano il mercato, senza un albo dei fornitori, con una miriade di società incapaci di offrire il servizio, senza sapere che fine faranno i clienti dormienti. Ora però, visto i rialzi record che si stanno verificando, anche nel mercato tutelato devono cambiare le cose. Occorre ad esempio che Acquirente Unico torni ad acquistare l’energia non soltanto, come fa ora, nel mercato del giorno prima ma anche con contratti di medio-lungo termine per spuntare prezzi migliori” conclude Vignola.

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Bollette energetiche. Sempre più lontana la luce alla fine del tunnel

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2021

L’intervento del Governo per far fronte al rincaro delle bollette di gas ed elettricità è sicuramente, nella sua logica “provvisoria”, notevole: 5 miliardi già impegnati in questo terzo e quarto trimestre del 2021; 3,8 miliardi, inseriti nella legge di Bilancio (da approvare entro il 31 dicembre) per il primo trimestre 2022. Intanto, è allo studio l’aggiunta di altri 3 miliardi che, con decreto apposito sulla leva fiscale, dovrebbero azzerare l’Iva o ridurre una parte delle accise. L’Autorità dell’energia (Arera) entro fine anno ci farà sapere dei prossimi aumenti; nel frattempo si è incontrata coi tecnici del ministero ed ha fatto sapere che occorrerebbero altri 3 miliardi per un dimezzamento dei rincari.Governo al massimo, sembra. Ma il problema è che dal nostro Governo possiamo solo aspettarci provvedimenti tampone, ché la possibilità che lo stesso incida sulle motivazioni geopolitiche di quanto sta accadendo, sono direttamente inesistenti.La nostra geopolitica è affidata alla Commissione Ue. Che ha detto ad ogni Stato di arrangiarsi nel frattempo che si arrivi a soluzioni in cantiere. Fino a ieri. La maggior parte delle centrali elettriche sono alimentate a gas, quindi gli aumenti di quest’ultimo condizionano entrambe le filiere. La fornitura che dovrebbe aiutarci a gestire meglio la crisi mondiale dovrebbe arrivare dalla Russia (Nord Stream 2), via Germania che, al momento, causa intoppi burocratici, ha fatto slittare l’attivazione dalla primavera a fine 2022. Attivazione comunque soggetta all’approvazione di tutti gli Stati Ue, e che non è scontata ci sia… e questo potrebbe far slittare ulteriormente i tempi.Da ieri. Interrogata su Nord Stream 2, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha risposto così: “L’energia non può essere usata come mezzo di pressione. La sicurezza energetica dell’Europa e dei suoi vicini deve essere garantita”. Netta e precisa. Ma ieri sera il neo-ministro tedesco degli Esteri, Annalena Baerbock, parlando alla tv pubblica tedesca ZDF, sulla paventata invasione russa dell’Ucraina, ha chiaramente detto: “E’ stato concordato tra gli americani e l’ex governo tedesco (quello di Angela Merkel, ndr) che in caso di nuova escalation questo gasdotto non potrà entrare in servizio”. E che le decisioni della Germania siano quelle che contano in materia (territorialmente – il gasdotto russo passa in Germania e sono loro che gestiscono – e politicamente… il peso tedesco Ue non è in discussione), nessuno lo mette in dubbio. Bando alla chiacchiere di chi potrebbe sostenere che non possiamo continuare a dipendere dalle politiche della Germania. Se ne può anche discutere, ma oggi, per il gas e le nostre bollette è così. Realpolitik che non preclude altri progetti e aggiustamenti futuri, ma che oggi non ha alternative ad essere affrontata così com’è. Ed è evidente che l’Italia, quand’anche e giustamente volesse dire la sua in materia, non sposterebbe nulla rispetto all’aggravamento della crisi con l’arrivo della “variante Ucraina”.Questo è quanto. Sempre più lontana la luce alla fine del tunnel. Tutto mutevole, per carità. Ma intanto… che ognuno (singoli ed imprese) si prepari ad affrontare questo inverno… e tuttte le altre stagioni a seguire. Qui alcuni nostri consigli: https://www.aduc.it/articolo/c COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

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Bollette dell’energia lievitate di 4 volte e non è un’esagerazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

A lanciare l’allarme è Andrea Fabianelli, Vice Presidente di Confindustria Toscana Sud e Presidente del Consorzio Energia Toscana Sud che spiega “Ancora non c’è percezione di quello che sta accadendo, si parla di aumenti del 40 o del 50%, non capisco perché la gente non parli di quello che realmente si sta verificando ovvero che i costi della bolletta si stanno quadruplicando. Un esempio? Quello della mia azienda: la bolletta di 100.000 euro mensili arriverà a 400.000 e di questo ritmo, quante sono le imprese che riusciranno a sopravvivere? E’ chiaro che le aziende non potranno ribaltare tutto questo sui propri clienti e non tutte saranno in grado di sopravvivere ad un tale salasso. E la situazione non è certo destinata a migliorare: negli ultimi mesi le bollette dell’energia elettrica e del gas sono aumentate rispettivamente del 200% e del 350% – dice Fabianelli – la cosa drammatica è che questi valori di incremento tengono già conto della prolungata riduzione degli oneri generali di sistema concessi dal Governo! Anche l’ultimo stanziamento del Governo di 3,8 miliardi per il 2022 è destinato al contenimento della bolletta di famiglie, artigiani e microimprese e non prevede misure dedicate alle PMI ed alle aziende energivore. Gli analisti di mercato non addebitano più le cause di tale rialzo ad aspetti tecnici bensì a pura speculazione finanziaria e fa male vedere come ci si sia dimenticati dell’aria che si respirava durante il primo lockdown, dei momenti critici che abbiamo vissuto come imprenditori e della forza che abbiamo avuto nel rialzarci dando incredibilmente inizio ad una fase di crescita e di ripresa ma che adesso vede il cammino bruscamente interrotto. Stiamo vivendo un momento storico unico in cui le quotazioni hanno raggiunto picchi fino ad ora mai registrati: 198 €/MWh per l’energia elettrica e 1 €/mc per il gas. Con il nostro Consorzio Energia Toscana Sud siamo sempre riusciti a negoziare condizioni di favore, che hanno permesso alle aziende associate a Confindustria Toscana Sud di risparmiare importi notevoli. Anche quest’anno, aver negoziato dei prezzi fissi ha almeno consentito alle nostre aziende di subire il rincaro in modo posticipato, rispetto a tante altre realtà che già dal 2021 si sono affidate ad un prezzo variabile. Viste però le attuali condizioni di mercato, per l’anno 2022 abbiamo deciso di non contrattare energia a prezzi fissi e di partire invece a prezzo variabile. In questo modo, ci lasciamo la possibilità di poter fissare dei prezzi nel momento in cui il mercato scenderà, augurandoci che ciò avvenga il prima possibile”.

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Cingolani, se caro bollette resta lavoreremo a ricalcolo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 dicembre 2021

Il ministro Roberto Cingolani ha annunciato che per ora il Premier ha fatto un’azione per mitigare questo trimestre, essendoci la deadline di marzo-aprile, con tre miliardi, ma che se dovesse emergere che il gas è strutturalmente più costoso, lavorerà su altri concetti che vanno a vedere il calcolo della bolletta.”Il fatto che ad aprile si preveda un calo del prezzo del gas non interessa a nessuno, visto che ad aprile i caloriferi sono spenti e da sempre, salvo rare eccezioni, i prezzi crollano. Quello che serve è raddoppiare i 3 miliardi che si prevede di stanziare per il primo trimestre 2022, altrimenti sarà una carneficina per le famiglie” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, urge un ricalcolo immediato, ossia va messa subito in campo una riforma strutturale delle bollette energetiche, trasferendo gli oneri di sistema sulla fiscalità generale, eliminando le accise e le addizionali regionali del gas, stabilizzando la riduzione dell’Iva sul gas, ampliando le fasce di reddito per poter usufruire dei bonus sociali” conclude Vignola. Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, nel caso le previsioni rese note ieri da Nomisma fossero confermate, si tratterebbe di una stangata su base annua, per una famiglia tipo, pari a 136 euro per la luce, ipotizzando il rialzo minimo stimato del 17% e 679 per il gas, a fronte di un rincaro del 50%, per un totale pari a 815 euro. Se invece l’elettricità salisse del 25%, allora si tratterebbe di una batosta da 879 euro: 200 per la luce e 679 per il gas.

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Aumenti record bollette luce e gas

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Secondo i dati di Nomisma, senza interventi del Governo, al primo gennaio le bollette del gas aumenteranno del 50%, quelle dell’elettricità almeno del 17%, ma forse del 25%.”Se queste previsioni fossero confermate, si tratterebbe di una stangata record, che, su base annua, per la famiglia tipo, sarebbe pari, nell’ipotesi di prezzi costanti, a 815 euro: 136 per la luce, ipotizzando il rialzo minimo stimato del 17% e 679 per il gas” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ecco perché i 2 miliardi stanziati dal Governo o i 3 che sembrano profilarsi all’orizzonte, sono una barzelletta” conclude Vignola.

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Draghi, bollette pesanti, Governo pronto a investire di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Il premier Mario Draghi in conferenza stampa, dato che le bollette elettriche e del gas sono diventate molto pesanti, ha dichiarato: “ritengo che il Governo sia pronto a investire anche di più”. “Una buona notizia, anche se, visto che il premier Draghi in conferenza stampa ha parlato di 1 miliardo stanziato quando in realtà in manovra sono 2, si tratta di capire quale sia la svista. La speranza è che non abbia ritenuto possibile un esborso maggiore dato l’importo di 1 miliardo, altrimenti siamo spacciati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche perché con 4 miliardi si avrebbe una stangata analoga a quella del terzo trimestre 2021” conclude Vignola.

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Bollette: Camera, ok definitivo al decreto legge

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Il decreto per il contenimento delle bollette energetiche è stato approvato in via definitiva dalla Camera.”Bene. Una buona notizia, visto che oramai per il trimestre in corso non si poteva fare di più” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora però urge sapere quanti miliardi si intendono stanziare in manovra per il primo trimestre 2022, visto che 2 miliardi sono un affronto al buon senso e alle quotazioni internazionali del gas. Inoltre va discussa una riforma complessiva delle bollette di luce e gas che va inserita nel ddl concorrenza che deve affrontare urgentemente anche il tema della fine del mercato tutelato” conclude Vignola.

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Manovra: verso fondo da 1 mld per il taglio delle bollette

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Un miliardo per il taglio delle bollette energetiche. E’ lo stanziamento che sarebbe stato annunciato in cabina di regia sul Dpb e che dovrebbe confluire in un apposito fondo che sarà creato con la manovra. “Uno stanziamento del tutto insufficiente. Se con l’intervento di oltre 3 miliardi euro si è avuto un rialzo record delle bollette, +29,8% per la luce e +14,4% per il gas, con una stangata corrispondente pari a 355 euro su base annua, 184 euro in più per la luce e 171 euro per il gas, ci domandiamo cosa succederà con una somma pari a un terzo, peraltro, presupponiamo, valida non solo per il prossimo primo trimestre 2022 ma per tutto l’anno” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Draghi: in manovra misure strutturali su bollette luce e gas

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Il premier Mario Draghi ha dichiarato che per il caro bollette “bisogna pensare a misure di tipo strutturale”, e che questa riflessione “avrà luogo all’interno della legge di Bilancio”.”Bene, ottima notizia! Da anni lo chiediamo” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ci sono, però, due problemi. Il primo è che urge un intervento anche prima della Legge di Bilancio, data la stangata da 355 euro, luce 184 e gas 171, che abbiamo già iniziato a pagare dal primo ottobre. Bisogna che il Governo almeno mantenga subito la promessa di azzerare gli oneri di sistema, cosa avvenuta per la luce ma non per il gas, ridotti del 66,26%. Restano, infatti, 1,34 cent al metro cubo, che se fossero tolti ridurrebbero l’aumento di una famiglia tipo di circa 19 euro, 18 euro e 76 cent” prosegue Vignola. “Quanto all’intervento strutturale, la proposta è di trasferire gli oneri sulla fiscalità generale, eliminare le accise e le addizionali regionali del gas, stabilizzare la riduzione dell’Iva sul gas” conclude Vignola.

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Bollette acqua e recupero delle cosiddette “partite pregresse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

A fine giugno la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17959/2021, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”, ovvero i conguagli tariffari previsti dalla delibera ARERA n. 643/2013. Tale disposizione aveva dato il via a una pioggia di richieste di conguagli da parte dei gestori, che vantavano nei confronti degli utenti il recupero di somme relative ai consumi precedenti al 2011.La delibera ARERA, in quanto provvedimento amministrativo, non può porsi in contrasto con la legge e nello specifico con l’art. 11 delle Preleggi, che dispone il principio di irretroattività della legge. La recente sentenza smentisce tale orientamento, aprendo le porte alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato tali conguagli ritenuti illegittimi.Anche per coloro che hanno contenziosi aperti con i gestori si aprono spiragli positivi: questa pronuncia, infatti, influirà sull’esito del giudizio consolidando le posizioni degli utenti che avevano contestato i pagamenti.La contestazione delle partite pregresse sulle bollette dell’acqua è una battaglia che Federconsumatori porta avanti da molto tempo: questa importante pronuncia dà ancora più forza alle nostre rivendicazioni e consentirà a molti utenti di ottenere giustizia.Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere assistenza nelle richieste di rimborso. Federconsumatori aprirà confronti sul tema con le Associazioni d’impresa rappresentative del settore, con gli ATO territoriali e le autorità competenti a livello regionale.

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Bollette luce Enel, e il pagamento del servizio di “maggior tutela”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Molte banche sono convenzionate con Enel – servizio elettrico nazionale, il cosiddetto servizio di maggior tutela. Il pagamento fino alla scorsa bolletta, con le indicazioni del bollettino postale, era gratuito. Ora no. E’ venuta meno la convenzione tra banca e Enel? No. Solo che Enel ha deciso di organizzarsi per sottrarre alcuni euro agli utenti, quanti… dipende dalla propria banca. Nella bolletta non c’è più il bollettino che ti consentiva di pagare tramite banca o alle Poste, ma si può pagare solo col sistema CBILL.(Unicredit, per esempio, varia l’importo da 3,80 a 2 euro. IntesaSanPaolo da 5 a 2 euro). Se moltiplichiamo questi importi per i milioni di utenti che pagano queste bollette, i numeri diventano grossi. Parte di questi importi resteranno nelle mani di chi materialmente gestisce l’operazione e altri alla banca, considerando anche che le stesse banche fanno parte della società che gestisce il CBILL, la CBI spa Corporate Banking Interbancario. Qualcuno crede ancora la favoletta che tecnologia e semplificazione siano strumenti e metodi per renderci la vita meno costosa? Proprio come accade, per esempio, con la carta d’identità elettronica che, oltre a costare molto di più di quella cartacea, da quando c’è il covid ottenerla diventa un miraggio temporale. Vincenzo Donvito, Aduc

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Rincari bollette energia. Provvedimenti tampone e non per la benzina

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2021

Il premier Mario Draghi lo ha detto: “… abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese”. 3 miliardi i fondi che saranno presi dai proventi delle aste CO2. Poi aumento del bonus luce e gas, allargando la fascia dei beneficiari o aumentando gli importi per chi già ne gode. Rimandati, in luogo e modi da eventualmente definire, i tagli imposte (13% e oltre) e riforma degli oneri di sistema. Provvedimenti tampone in cui non rientra la regina dei consumi energetici, la benzina (oggi alle stelle). Si sa, per la benzina siamo abituati ad aumenti continui, oggi fanno più “scalpore” gli aumenti del 40% di luce e 31% di gas, e quindi è su questi che si interviene. Provvedimenti che daranno forse qualche respiro, ma che non saranno duraturi nel tempo. I problemi sono solo rimandati. Nessuna volontà di riforme radicali che rendano i prodotti energetici economici in assoluto, e non soggetti a diventare un dramma tutte le volte che aumentano i costi delle materie prime.La radicalità di partenza sarebbe la defiscalizzazione (-13% per luce e gas e -60/70% per la benzina): punto fermo che renderebbe permanentemente bassi i costi, e che renderebbe più incisive le altre riduzioni come quelle odierne su luce e gas. Un rovesciamento dell’attuale politica: da priorità assistenziali/tampone a priorità di stimolo, con consumatori e produttori attori principali. Sembra che questo non interessi. Al prossimo allarme/aumento.

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Governo contiene l’aumento delle bollette energetiche

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

“Bene l’intervento del Governo per contenere l’eccessivo aumento delle bollette energetiche, in rialzo fino al 20%, ma esso non può essere realizzato con le risorse destinate al programma “Parchi per il Clima”. Lo dichiara la Presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici, onorevole Alessia Rotta.”Invece di tagliare i fondi destinati ai Parchi -dichiara la Presidente della Commissione Ambiente della Camera – dovremmo rafforzare l’azione in sostegno degli interventi destinati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Per questo, dobbiamo continuare ad investire sulla valorizzazione di parchi che custodiscono un enorme patrimonio di biodiversità che va protetto e rilanciato con interventi specifici”.”Occorre individuare altre risorse da destinare alla riduzione tariffaria dell’energia -prosegue- affrontando quei nodi che ancora oggi sono lasciati ai margini della discussione relativi, per esempio, ai sussidi ambientalmente dannosi (SAD) e alle altre misure incentivanti che danneggiano il clima e le risorse naturali”.”Mi auguro che il MITE e il Governo ci ripensino. Il nostro obiettivo dev’essere quello di tenere insieme la lotta ai cambiamenti climatici con la sostenibilità economica e sociale della transizione green che deve essere giusta e non gravare sui cittadini”. Così conclude Alessia Rotta.

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Bollette energia. Verso il default del mercato? Occorrono scelte tampone

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

L’allarme lanciato dall’associazione Arte (fornitori privati di energia – 1) ha messo il dito su una piaga che fino ad oggi sembrava essere ignorata dai più: il peso del costo dei servizi energetici sui bilanci malmessi di famiglie ed aziende in questo periodo pandemico. Secondo i dati diffusi da questa associazione, il 40% degli utenti non sta pagando le bollette, e se si considera che la stagione fredda appena iniziata comporterà un maggiore consumo di energia, nel contesto economico pandemico esploso negativamente per tutti, non è azzardato pensare che questa percentuale di morosi sarà maggiore. A parte i colossi del settore (Enel ed Eni soprattutto), si tratta di più di 400 aziende che “in questa fase sono state utilizzate come ammortizzatori sociali (con capitali privati) per sopperire ai mancati pagamenti”. Il governo e il legislatore, consapevole del momento drammatico che stiamo vivendo, sta facendo i salti mortali per cercare di impedire il tracollo di famiglie ed aziende: con molti problemi e difficoltà che – indipendentemente dalle più o meno giuste critiche che si possono fare – pur nel caos generale percepito (più che reale), rappresentano un aiuto e una presa in carico della propria responsabilità.E’ bene ricordare che quasi il 90% di quello che viene incassato dalle aziende di questo mercato finisce allo Stato, e se gli utenti finali pagano in ritardo le loro bollette, altrettanto ritardo di pagamenti verso lo Stato non è “concesso” a questi fornitori dei servizi energetici.Se la situazione pandemica e di aiuti stati dovesse continuare così com’è oggi (e peggiorare, come tutti gli indicatori fanno intendere) è altamente probabile uno scenario del genere: – percentuali maggiori di utenti che non pagano le bollette. Nuovo probabile intervento dell’Autorità Arera per il blocco dei tagli ai morosi? – aziende del libero mercato che capitombolano per i mancati incassi e per i pagamenti comunque fatti allo Stato. Qualcuno “un po’ strano” potrebbe sostenere che è giunto il momento di mettere una parola fine alle velleità liberalizzatrici e tornare al vecchio monopolio, mandando a ramengo tutti gli impegni in sede comunitaria, non solo attirandosi multe da brivido ma compromettendo lo stesso nostro ruolo nell’Unione. O, sempre questo “un po’ strano”, potrebbe chiedere l’ulteriore rimando della fine del mercato tutelato (al momento fissato al 2022). Una “pezza” che, nell’apparenza politica, non risolverebbe in nessun modo la situazione in essere (e peggiorativa) di aziende e famiglie: i problemi di mancati pagamenti di utenze e di gestori rimarrebbero proprio dove sono ora.In situazione di emergenza vanno trovati metodi provvisori e di emergenza. Così come lo Stato si sta privando (o rimandando) di introiti importanti per la sua gestione, visto che più del 90% delle bollette energetiche sono di soldi che vanno allo Stato, quest’ultimo dovrebbe agire su questa percentuale, dissolvendola o ridimensionandola. E dando disposizioni per altrettanta ricaduta su utenti e gestori. Abbiamo tutti i caloriferi accesi. Siamo sempre più spesso in casa e usiamo l’energia domestica come non mai in passato. Mentre i risparmi energetici degli uffici con molto personale al lavoro a casa, sono molto bassi, ché non si possono energeticamente abbandonare a se stessi uffici e locali come se fossero terremotati o bombardati. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Bollette: Riformare la struttura tariffaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

C’è chi parla di aumenti record, chi di rimbalzi. Le stime di Arera sul prezzo di luce e gas per il prossimo trimestre hanno scatenato il solito caos di numeri che rischia soltanto di creare ancora più confusione nel mercato dell’energia, che per il consumatore è già di per sé una giungla in cui è facile perdersi. L’associazione Codici prova a fare chiarezza, sottolineando quello che è il vero problema.“Stanno circolando troppe analisi sbagliate sulle previsioni fatte da Arera – dichiara Antonella Votta, esperta dell’associazione Codici in materia di energia – commenti che rischiano di portare fuori strada i consumatori. È vero che l’Autorità parla di aumenti, per la precisione +15,6% per elettricità e +11,4% per gas, ma questi dati vanno analizzati nel loro complesso. Dopo i forti cali dovuti al lockdown, c’è infatti una ripresa dei consumi e dell’economia, tant’è che nelle stime generali di Arera nel 2020 si prevedono risparmi per 207 euro all’anno per la famiglia-tipo rispetto al 2019”.“Il nodo centrale della questione – aggiunge Massimiliano Scalisi, esperto dell’associazione Codici in materia di energia – è rappresentato dalla spesa per gli oneri di sistema. È necessario un intervento urgente del legislatore per eliminare da essi costi non direttamente connessi con obiettivi di sviluppo sostenibile o di contrasto alla povertà. La bolletta energetica dei consumatori italiani è attualmente tra le più salate d’Europa, soprattutto a causa proprio degli oneri generali di sistema. Basti pensare che nel 2018 hanno gravato per circa 600 euro l’anno su ogni famiglia italiana”.“È arrivato il momento di una riforma seria – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e di un intervento forte per risolvere definitivamente il problema degli oneri di sistema. Ci aspettiamo segnali importanti in questa direzione, nel frattempo invitiamo i consumatori a prestare la massima attenzione alle bollette e, soprattutto, alle offerte che arrivano dagli operatori. Gli aumenti previsti da Arera riguardano il mercato di maggior tutela, ma saranno utilizzati dai venditori per proporre contratti per il mercato libero con maggiore insistenza. Occhio, dunque, alle proposte, perché dietro un prezzo allettante può nascondersi una clausola che in pochi mesi può far diventare salatissima la bolletta e liberarsene non è sempre semplicissimo”.

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