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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘bollette’

Bollette: Riformare la struttura tariffaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

C’è chi parla di aumenti record, chi di rimbalzi. Le stime di Arera sul prezzo di luce e gas per il prossimo trimestre hanno scatenato il solito caos di numeri che rischia soltanto di creare ancora più confusione nel mercato dell’energia, che per il consumatore è già di per sé una giungla in cui è facile perdersi. L’associazione Codici prova a fare chiarezza, sottolineando quello che è il vero problema.“Stanno circolando troppe analisi sbagliate sulle previsioni fatte da Arera – dichiara Antonella Votta, esperta dell’associazione Codici in materia di energia – commenti che rischiano di portare fuori strada i consumatori. È vero che l’Autorità parla di aumenti, per la precisione +15,6% per elettricità e +11,4% per gas, ma questi dati vanno analizzati nel loro complesso. Dopo i forti cali dovuti al lockdown, c’è infatti una ripresa dei consumi e dell’economia, tant’è che nelle stime generali di Arera nel 2020 si prevedono risparmi per 207 euro all’anno per la famiglia-tipo rispetto al 2019”.“Il nodo centrale della questione – aggiunge Massimiliano Scalisi, esperto dell’associazione Codici in materia di energia – è rappresentato dalla spesa per gli oneri di sistema. È necessario un intervento urgente del legislatore per eliminare da essi costi non direttamente connessi con obiettivi di sviluppo sostenibile o di contrasto alla povertà. La bolletta energetica dei consumatori italiani è attualmente tra le più salate d’Europa, soprattutto a causa proprio degli oneri generali di sistema. Basti pensare che nel 2018 hanno gravato per circa 600 euro l’anno su ogni famiglia italiana”.“È arrivato il momento di una riforma seria – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e di un intervento forte per risolvere definitivamente il problema degli oneri di sistema. Ci aspettiamo segnali importanti in questa direzione, nel frattempo invitiamo i consumatori a prestare la massima attenzione alle bollette e, soprattutto, alle offerte che arrivano dagli operatori. Gli aumenti previsti da Arera riguardano il mercato di maggior tutela, ma saranno utilizzati dai venditori per proporre contratti per il mercato libero con maggiore insistenza. Occhio, dunque, alle proposte, perché dietro un prezzo allettante può nascondersi una clausola che in pochi mesi può far diventare salatissima la bolletta e liberarsene non è sempre semplicissimo”.

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Bollette a 28 giorni: Due passi avanti e uno indietro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Il Consiglio di Stato ha emesso oggi l’ordinanza sul ricorso promosso dalle principali compagnie telefoniche sul caso delle bollette a 28 giorni, rimettendo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione della sussistenza in capo alle autorità nazionali del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo contrattuale e di fatturazione.”Rimettere il giudizio alla Corte di Giustizia Europea è un deciso passo indietro. Un ennesimo rinvio che contraddice precedenti pronunce” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Al di là del fatto che, per fortuna, ora la cadenza mensile è stata fissata anche dal legislatore, e quindi è, almeno per il momento, intoccabile, è assurdo che si metta anche solo in dubbio la possibilità dell’Authority delle Comunicazioni di prevederla a tutela dei consumatori ed in nome della trasparenza informativa” conclude Dona.Si legge nell’ordinanza di oggi che si sollevano i seguenti ulteriori quesiti pregiudiziali: “c) se la corretta interpretazione ed applicazione del principio di proporzionalità, in combinazione con gli artt. 49 e 56 TFUE e il quadro normativo armonizzato espresso dalle direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE e, in particolare, dagli artt. 8, par. 2 e par. 4, Direttiva 2002/21/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, dall’art. 3 Direttiva 2002/20/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, e dagli artt. 20, 21 e 22 Direttiva 2002/22/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/136/CE, osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”; “d) se la corretta interpretazione ed applicazione dei principi di non discriminazione e di parità di trattamento, in combinazione con gli artt. 49 e 56 TFUE e il quadro normativo armonizzato espresso dalle direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e2002/22/CE e, in particolare, dagli artt. 8, par. 2 e par. 4, Direttiva 2002/21/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, dall’art. 3 Direttiva 2002/20/CE,come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, e dagli artt. 20, 21 e 22 Direttiva2002/22/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/136/CE, osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”.

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Dl Rilancio: energia, aumento bollette per emergenza Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

“Emendamento vergognoso presentato al Dl Rilancio. Per affrontare l’emergenza Covid è previsto un aumento degli oneri di sistema di luce e gas. Insomma, come fatto per i concerti, le palestre e i pacchetti turistici, ancora una volta i soldi vengono chiesti ai consumatori, facendogli svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare chi è in difficoltà” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In pratica, per aiutare chi, per via dell’emergenza Covid, ha avuto problemi di reddito ed è in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas, finalità giusta e sacrosanta, è prevista una detrazione da applicare sull’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef) che sarà, però, finanziata con la previsione di una nuova componente degli oneri di sistema” prosegue Vignola.
“Insomma, invece di dare un contributo a chi è in difficoltà a carico dello Stato, di tutti i contribuenti, ricorrendo alla fiscalità generale, l’aiuto sarà a carico degli altri consumatori, che in questo periodo, tra cassa integrazione o serrande abbassate, non navigano certo nell’oro, rincarando le loro bollette. E pensare che all’inizio dell’emergenza era stata addirittura proposta la sospensione di tutte le bollette di luce e gas. Una proposta a dir poco demagogica che avrebbe mandato in tilt il sistema. Certo che ora si esagera in senso opposto” prosegue Vignola. “Per non parlare del meccanismo farraginoso e complicato, che prevede un inspiegabile intervento di Arera ai fini di un fantomatico visto di conformità” prosegue Vignola.”Chiediamo che l’emendamento sia ritirato e, al suo posto sia prevista, per tutti, la sospensione fino alla fine dell’anno degli oneri generali di sistema e delle componenti Terna sulle bollette di luce e gas” conclude Vignola.Si tratta degli emendamenti che dopo l’art. 28 del dl Rilancio n. 34/2020 introducono l’art. 28 bis, emendamenti n. 28.012 e 28.031, a firma, rispettivamente, degli on Raciti (PD) e Manzo (M5S).

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Arera: via a riduzione 600 mln bollette piccole imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

Arera comunica che è al via la riduzione di 600 milioni di euro per le bollette dell’elettricità delle utenze non domestiche connesse in bassa tensione.”Ottima notizia per le piccole e medie imprese. Peccato che un analogo provvedimento non sia stato fatto anche per le famiglie” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo per le famiglie si è passati dalla proposta demagogica di sospendere in toto le bollette di luce e gas, cosa che avrebbe mandato in tilt il sistema, al nulla cosmico” prosegue Vignola.”Avevamo chiesto che nel decreto Cura Italia, per le bollette della luce, fosse prevista la sospensione della tariffa bioraria nel Servizio di Maggior Tutela e fosse applicata, anche nelle ore di punta, quella della fascia più bassa (F3), visto che gli italiani erano costretti a restare a casa. Avevamo chiesto l’estensione immediata dei bonus sociali di luce e gas a chiunque perdeva il posto di lavoro, la riduzione dell’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali, oltre che la sospensione degli oneri generali di sistema e delle componenti Terna sulle bollette di luce e gas, ma nessuna di queste ragionevoli proposte è stata accolta” conclude Vignola.

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Governo blocchi inaccettabili bollette di conguaglio durante crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

“È inaccettabile che in piena crisi da epidemia migliaia di famiglie e imprese si vedano recapitare bollette con richiesta di conguagli di anni per la fruizione di servizi pubblici essenziali”. È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.“Le associazioni per la tutela dei consumatori stanno raccogliendo migliaia di segnalazioni, come ad esempio l’U.Di.Con., in merito ai conguagli richiesti da Acea, Ato2 e altre società, continua il senatore di FdI. Questo in una fase in cui i diritti dei cittadini e degli utenti in generale risultano fortemente compromessi, per l’impossibilità oggettiva di verificare l’esattezza degli importi addebitati in bolletta e per la quasi totale impossibilità di poter ricorrere ai consueti strumenti di tutela che la legge mette a disposizione dei cittadini, quali reclami, procedure di contestazione, ricorsi. Il tutto in presenza di una grande incertezza normativa posto che il governo, dal 23 febbraio, giorno del primo decreto sulla zona rossa, ha emanato ben 218 atti inerenti l’emergenza. Sfido chiunque, a cominciare dal ministro Patuanelli, a dire quali siano oggi le norme che regolano le bollette di servizi pubblici essenziali, se e quali siano le sospensioni attive, per quanto tempo, e chi ne ha diritto”.“Come Fratelli d’Italia abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare, a mia firma, al ministro per lo Sviluppo economico per chiedere al governo se non ritenga necessario ed urgente intervenire per bloccare queste forse illegittime, ma sicuramente inopportune, bollette di conguaglio emesse da diversi gestori di servizi pubblici” conclude il senatore Fazzolari.

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Covid-19 e bollette

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Nonostante il calo del costo delle materie prime legate all’elettricità e al gas, non tutte le bollette energetiche sono destinate a diminuire e anzi, come evidenziato da Facile.it, sono molti gli italiani che, anche a causa dell’obbligo di stare a casa e del conseguente aumento dei consumi, potrebbero veder lievitare la propria spesa mensile.In un periodo come quello attuale, dunque, è bene fare attenzione se si vuole evitare il salasso. Cosa fare per contenere i costi? Conviene passare al mercato libero? Meglio una tariffa fissa a prezzo fisso o indicizzato, bioraria o monoraria? E se si sceglie di cambiare operatore luce e gas, si rischia di restare senza fornitura? Per rispondere a queste e altre domande, ecco un breve vademecum a cura di Facile.it

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Coronavirus: bozza decreto, riduzione bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Stando ad una delle bozze circolanti sul decreto legge del Governo per le misure economiche a favore di famiglie e imprese per l’emergenza Coronavirus, si ipotizza una riduzione delle bollette di luce e gas, attraverso un intervento sugli oneri di sistema.
“Se fosse così, sarebbe un’ottima notizia. Nel mercato tutelato, in questo trimestre, gli oneri di sistema gravano per il 21,26% sulle bollette della luce per il consumatore domestico tipo. Per il gas, però, l’incidenza è pari solo al 4,26%” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per il gas, quindi, sarebbe bene intervenire anche sulle imposte, che gravano per il 38,40%, ad esempio riducendo l’Iva al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali” prosegue Vignola.”Infine, andrebbe esteso immediatamente il bonus sociale a chiunque perde il posto di lavoro e, per la luce, sospesa la tariffa bioraria nel Servizio di Maggior Tutela, applicando, anche nelle ore di punta, la tariffa della fascia più bassa (F3), visto che gli italiani sono costretti a restare a casa tutto il giorno” conclude Vignola.

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Coronavirus: si chiede la sospensione delle bollette in scadenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Le nuove disposizioni del Governo contenenti tutte le misure utili a garantire la salute pubblica in questo delicato momento per il Paese chiedono ai cittadini di non muoversi da casa. È fondamentale adottare comportamenti responsabili, per preservare la propria salute e quella degli altri, per questo invitiamo tutti al massimo rispetto delle misure disposte dal Governo, che apprezziamo e delle quali ci facciamo promotori. In questo frangente riteniamo opportuno che le aziende e le società dispongano urgentemente una sospensione di tutti i pagamenti di bollette, rate di finanziamenti, mutui, rette scolastiche, fino a che dura il periodo di emergenza a nuove disposizioni del Governo. Al di là di chi ha la possibilità di operare attraverso l’home banking, chi non può uscire di casa è impossibilitato ad effettuare il pagamento per cause di forza maggiore che non dipendono dalla sua volontà e non deve in alcun modo essere sanzionato o penalizzato per questo. Nessuno, anche in caso di impossibilità di pagamento, deve vedersi negati i servizi essenziali. Anche il Governo, a nostro avviso, è chiamato a operare in tal senso. Analogamente, dal momento che le aree più colpite dal virus sono quelle in cui risiedono molti cittadini che, in questi giorni, avrebbero dovuto presentare domanda di accesso al FIR – Fondo Indennizzo Risparmiatori, la cui scadenza è fissata al 18 Aprile, chiediamo con urgenza al Ministero dell’Economia e al Governo di prorogare questa scadenza almeno fino a quando non sarà superata questa fase di emergenza ed il Governo non emani misure meno restrittive.

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Fare la spesa, ritirare una ricetta medica, passare in farmacia, pagare le bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Attività che possono esporre soprattutto gli over 65 al rischio di contagio da coronavirus. Per aiutare questi cittadini, spesso colpiti da malattie croniche e debilitati da terapie impegnative a livello fisico e psicologico, UGO, servizio di accompagnamento rivolto agli anziani, amplia la rosa dei servizi (il costo è di 15 euro all’ora). “Le abitudini quotidiane sono compromesse dall’emergenza coronavirus e le persone sole non sanno a chi rivolgersi per avere un aiuto e procurarsi il necessario – spiega Michela Conti, co-founder UGO -. Prima come persone poi come imprenditori, ci siamo subito chiesti come dare un contributo. In che modo convertire velocemente le risorse a nostra disposizione per soddisfare nuove urgenze? Fino a qualche giorno fa, fare la spesa era una banalità, oggi per molti è un’attività sconsigliata e pericolosa. Abbiamo confermato la presenza sul territorio e ampliato i servizi: da oggi UGO andrà a fare la spesa per te. E anche in farmacia o alle poste a pagare le bollette. Chiediamo ai Comuni in cui siamo presenti di aiutarci a fare informazione perché le persone sappiano che si possono rivolgere a noi, che c’è una soluzione in più”. UGO è presente a Milano, Roma, Torino e Genova.
Prossimità territoriale, solidarietà, consapevolezza. UGO mette a disposizione la piattaforma e gli operatori per delegare le commissioni che non si possono svolgere in sicurezza. Fare la spesa, ritirare una ricetta, passare in farmacia, pagare le bollette, accompagnare in auto senza utilizzare i mezzi pubblici, giocare a carte o leggere un libro a casa. Ogni attività sarà svolta nel rispetto delle direttive ricevute dalle autorità: gli operatori UGO sono stati formati e sensibilizzati per applicare le misure di igiene e prevenzione. UGO diventa portavoce di responsabilità e attenzione ma soprattutto della speranza che nasce dal reagire. Per donare normalità in un momento oscurato dalla paura, UGO favorisce i suoi utenti applicando il 10% di sconto sui servizi.
La promozione sarà attiva inserendo nella richiesta online o comunicando al servizio clienti il codice promozionale

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Anziani: bollette energetiche (62%) e telefonia (56%) i settori in cui chiedono più aiuto

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

“Bollette di luce, acqua e gas (62% delle risposte) e telefonia (56%) sono i settori di consumo nei quali gli anziani si sentono più bisognosi di tutela. A seguire i prodotti difettosi (29 risposte su 100) senza dimenticare l’alimentazione (19% delle risposte), i trasporti e il credito al consumo (entrambi indicati da 15 consumatori su 100)”. E’ quanto emerso dalla survey “Anziani e inclusione” realizzata dall’UNC nell’ambito del progetto “Quello che le persone non dicono, un’inclusione possibile” finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’art. 72 del CTS annualità 2017 e realizzato dall’Unione Nazionale Consumatori in partenariato con U.Di.Con. SCARICA I RISULTATI COMPLETI DELLA SURVEY “Il dato -spiega Massimiliano Dona, presidente dell’UNC- non ci sorprende affatto: basti pensare che sono centinaia le segnalazioni che il nostro sportello energia gestisce ogni mese e che riguardano proprio venditori porta a porta o telefonici che, sfruttando la debolezza soprattutto delle persone anziane, propongono contratti di luce e gas con modalità a dir poco fraudolente. E seppur l’indagine non abbia valore statistico ma intenda semplicemente fotografare il sentiment degli utenti -prosegue Dona- la grande partecipazione con oltre 900 risposte, evidenzia come gli anziani manifestino un disagio ed una richiesta di aiuto per sentirsi davvero inclusi”.Proseguendo nell’analisi dei risultati, emerge che è durante il rapporto con l’azienda in caso di problemi che gli anziani si sentono maggiormente bisognosi di tutela (57% delle risposte), mentre il 46% individua nel cambio operatore di un prodotto/servizio il momento in cui necessita di un supporto e ancora 40 anziani su 100 trovano invece difficoltà proprio nella scelta autonoma di un prodotto/servizio. Chiude la classifica la finalizzazione di un contratto con il 33% delle preferenze.Alla domanda “In quali forme vorresti il nostro aiuto?” l’e-mail la fa da padrone, scelta da ben 62 anziani su 100 e seguita dal telefono (44% delle preferenze). E se il 23% individua nelle indicazioni “guida” degli esperti UNC su come scrivere in autonomia all’azienda uno strumento valido per far valere i propri diritti, il coinvolgimento diretto degli esperti UNC “che contattano l’azienda per te” conquista il podio, con il 61% delle preferenze.“Quest’ultimo dato -afferma Dona- evidenzia quanto gli anziani si sentano soli e indifesi rispetto ai colossi del marketing, in un’asimmetria che vede troppo spesso il più debole soccombere al più forte. Ed è proprio per fornire un sostegno concreto, dando innanzitutto gli strumenti per autodifendersi, che la nostra associazione è costantemente impegnata in progetti come questo. Perché non ci stancheremo mai di ripeterlo -conclude Dona- la consapevolezza è la prima grande risorsa della quale disponiamo perché Davide possa davvero vincere contro Golia’”. (n.r. Apprezziamo l’iniziativa dell’associazione consumatori su un percorso particolarmente accidentato anche perchè talvolta gli addetti ai lavori una volta contattati mostrano poca sensibilità o incapacità di risolvere i problemi prospettati per una politica dei concessionari arrogante e che non lascia margini di manovra. Ognuno di noi, e i meno giovani sembrano diventate le “vittime ideali”, non può dire di essere rimasto immune da tali trattamenti. In proposito vorrei suggerire una specie di task-force per far emergere non solo i casi più eclatanti ma dare ad essi la massima diffusione mediatica e di cercare, con questa iniziativa, di coinvolgere il mondo della politica che spesso in queste cose predica bene e razzola male)

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Tlc – bollette 28 giorni. Vodafone condannata a restituire gratis i giorni rubati. Che fare?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

E’ stata finalmente pubblicata oggi dal Consiglio di Stato la sentenza che chiude definitivamente (almeno per Vodafone) la vicenda sulle fatturazioni a 28 giorni per i servizi di telefonia fissa e dà ragione all’Agcom e ai consumatori.Si tratta della sentenza n. 879 del 2020, emanata nel procedimento avviato da Vodafone (seguiranno le sentenze – plausibilmente di uguale tenore – nei procedimenti di appello avviati dagli altri gestori) con cui il Consiglio di Stato sancisce definitivamente che Vodafone dovrà restituire i giorni erosi erogando gratuitamente, e quindi posticipando una fattura, il servizio per un numero di giorni pari a quelli erosi “giacché il ripristino dello statu quo ante consta anche della riparazione degli effetti pregiudizievoli: tutto ciò ad un unico fine, ossia al fine di evitare che la scelta unilaterale degli operatori (sul piano della trasparenza, della conoscibilità dei costi del servizio, della buona fede contrattuale, del buon andamento del servizio) incida senza controllo sulla sfera giuridica degli utenti, che, in mercati regolati come quello in esame, sono soggetti che tengono condotte di c.d. “apatia” apparentemente razionale,
(l’attivazione da parte degli utenti di meccanismi ordinari di controllo comporterebbe effetti disfunzionali sul piano sia dell’andamento molecolare del contenzioso, sia dell’ingolfamento del sistema giudiziario, sia sul piano della rinuncia alla tutela da parte dei soggetti c.d. apatici)” .Questa forma di indennizzo – proseguono i giudici – non impone ai gestori “alcuna erogazione patrimoniale né in denaro, né in servizi, né in alcunché d’altro che non sia, da un lato, il mero riallineamento (ovviamente, d’ufficio) della cadenza mensile di fatturazione e, dall’altro, il conseguente conguaglio (sempre d’ufficio) per il disallineamento cagionato da una fatturazione a cadenza diversa”.Il Consiglio di Stato puntualizza – inoltre – l’”eccentricità” della scelta del gestore nel passare dalla fatturazione mensile a quella a 28 giorni, quando è fatto notorio che le utenze di qualsiasi tipo hanno cicli di faturazione mensili o per multipli di mese (“una cadenza temporale estranea, se non contraria agli usi commerciali inveterati ab immemorabili”); stigmatizza il tentativo degli operatori di “forzare il sistema dell’autonomia tariffaria eludendo gli obblighi di cui all’art. 70, co. 4, II per. ed all’art. 71, co. 1 CCE per dissimulare l’aumento tariffario e renderlo poco o nient’affatto intelligibile ai consumatori” ed evidenzia come il fatto che la modifica del ciclo di fatturazione lasci ipotizzare che si sia trattato di “un’intesa restrittiva, oltre che una pratica scorretta (cfr. provvedimento AGCM del 21 dicembre 2016), posto che scaturì dalla denunciata (da AGCOM ad AGCM) situazione di anomalia per cui tutti i principali operatori nel
settore della telefonia fissa e mobile erano passati, contemporaneamente, a cicli di fatturazione calcolati su 28 giorni” (comportamento sanzionato qualche giorno fa dall’Antitrust). Di conseguenza, “la scelta a 28 giorni limitò drasticamente la possibilità di reperire offerte basate su termini temporali mensili e rese difficoltoso, se non inutile, l’esercizio del diritto di recesso, non essendo più reperibili sul mercato alternative diverse da quella così adottata”.Questa la decisione dei giudici, in una sentenza decisamente corposa nella quale non manca una certa ironia sulle difese processuali di Vodafone: “essa propone l’esempio per cui l’Autorità avrebbe potuto chiedere agli operatori di chiarire, nella fattura o nel modulo per stipulare un contratto, la proiezione di costo anche sulla misura mensile. L’appellante espone quindi il seguente schema: il costo per 28 gg. è X, che corrisponde a Y secondo la tariffa a base mensile. Sfugge al Collegio, oltre al motivo dell’improvviso cambio della cadenza di fatturazione —di per sé inspiegabile o, comunque, non perspicuo, se non per le ragioni dianzi esposte—, perché mai un tal suggerimento, in disparte l’infondatezza della relativa censura, se ritenuto così efficace non sia stato poi attuato dall’appellante. E ciò se non subito, almeno per integrare gli obblighi di trasparenza quando il nuovo sistema non fu capito o per evitare a priori ogni fraintendimento, chiarendo agli utenti e, se del caso, alla stessa Autorità, il reale significato di esso”.
Cosa devono aspettarsi i consumatori ora?
Per chi ha già ottenuto il rimborso economico oppure per chi ha già accettato misure di compensazione alternativa non cambierà nulla, ha già ottenuto il suo “indennizzo”.
Chi non è più cliente Vodafone dovrà comunque attivarsi per chiedere il rimborso dell’importo indebitamente addebitato.
A chi invece è ancora cliente, Vodafone dovrebbe, dalla prima prossima fattura utile, erogare gratuitamente i giorni indebitamente sottratti, posticipando l’emissione della fattura.E se non lo fa? La definizione di “consumatore apatico” del Consiglio di Stato è particolarmente calzante e incisiva per descrivere quei consumatori che, per importi di modesto valore, preferiscono rinunciarvi piuttosto che inviare una messa in mora o un reclamo, andare davanti al Corecom per la conciliazione e se la conciliazione fallisce tornare innanzi al Corecom affinchè definisca la controversia. Ma esistono degli incentivi che ben possono “attivare” il consumatore apatico. Ad esempio, la moltiplicazione degli importi: se propongo reclamo al gestore e non ricevo risposta, avrò diritto ad un indennizzo economico fino a 300,00 euro. 300,00 euro sono un importo sufficiente per superare l’apatia? Immaginiamo di sì, qui quindi, le nostre istruzioni su come procedere: https://sosonline.aduc.it/scheda/telefonia+pay+tv+conciliazione+obbligatoria_15317.php (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Bollette a 28 giorni: condannati gli operatori telefonici

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

È appena stata comunicata, dopo la segnalazione di Altroconsumo e due anni di indagini, la decisione dell’Antitrust che condanna gli operatori telefonici Wind 3, Vodafone, TIM e Fastweb a pagare complessivamente 228 milioni di euro per aver fatto cartello e aver di fatto annullato la concorrenza sul mercato addebitando le bollette ogni 28 giorni, per un totale di 13 mensilità l’anno invece che 12. Una vicenda che ha coinvolto circa 12 milioni di utenti di linea fissa.Le sanzioni ammontano rispettivamente a 14.756.250 a Fastweb, 114.398.325 per TIM, 59.970.351, 25 per Vodafone Italia e 38.973750 per Wind Tre.“Esprimiamo la nostra massima soddisfazione per la decisione dell’Antitrust che ha confermato quello che avevamo denunciato ormai 2 anni fa: le compagnie telefoniche hanno fatto cartello sulla vicenda delle tariffe a 28 giorni soffocando la libertà di scelta e il risparmio degli utenti. – dichiara Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo – È dal 2017 che siamo in prima linea per difendere i consumatori in questa battaglia. La giustizia amministrativa ha già confermato gli abusi delle Telco e le ha obbligate a rimborsare i consumatori per i giorni erosi. Oggi arriva questa decisione che speriamo chiuda in maniera definitiva la “vicenda 28 giorni”. È arrivato il momento che le compagnie telefoniche mettano fine a tutti gli stratagemmi – dai costi nascosti alle offerte poco trasparenti – ai danni degli utenti e recuperino la fiducia dei consumatori”.L’Autorità ha coinvolto Altroconsumo nel percorso che ha portato alla decisione odierna: questa sanzione sottolinea il ruolo dell’Organizzazione a tutela dei consumatori.
Risale al 2015 la decisione di Wind che ha iniziato ad addebitare le bollette relative alla telefonia fissa ogni 28 giorni obbligando i consumatori a pagare 13 mensilità/anno invece che 12. Successivamente altre compagnie telefoniche si sono unite a questa azione indebita di rimodulazione ai danni dei consumatori, con un guadagno complessivo del settore pari a oltre 1 miliardo di euro all’anno.
A dicembre del 2017, Agcom accoglie le richieste delle associazioni dei consumatori e sanziona per 1,16 milioni di euro ciascuno (il massimo di legge) Tim, Vodafone, Wind 3 e Fastweb per non aver rispettato le modalità di comunicazione nel rinnovo delle offerte.
Altroconsumo in quell’occasione diffida gli operatori telefonici a restituire la tredicesima mensilità prelevata indebitamente dalle tasche dei consumatori e lancia la campagna “Ridateci la tredicesima” alla quale hanno aderito più di 30 mila persone nei primi mesi del 2018.
All’inizio del 2018, osservando i movimenti pressoché simultanei delle Telco e le modalità analoghe di comunicazione, Altroconsumo interviene nuovamente sulla vicenda segnalando all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato l’ipotesi di un cartello. A marzo scattano le perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi delle società.Contemporaneamente, per porre fine a questa prassi illegittima, Altroconsumo chiede alle Istituzioni un intervento legislativo che vede la luce a dicembre del 2017 (Legge 172/2017): la norma – entrata in vigore ad aprile 2018 – prevede che gli operatori tornino alla fatturazione mensile per i servizi di telefonia fissa e mobile, internet e pay tv.A luglio del 2019 era arrivata – dopo una lunga “guerra” di ricorsi tra Agcom, TAR Lazio e Consiglio di Stato – la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi di Wind 3, Vodafone, TIM e Fastweb intimando alle compagnie di rimborsare i giorni erosi con le tariffe a 28 giorni.

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Bollette: nuove regole per prescrizione e penali per le condotte illegittime. Le istruzioni di Aduc

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

La legge di bilancio 2020 introduce apprezzabili novità per i consumatori: viene ridotto il termine di prescrizione per il pagamento delle bollette telefoniche, internet e pay tv da cinque a due anni.Già la legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017, articolo 1, commi 4-10) aveva portato a due anni il termine di prescrizione per le forniture di energia elettrica (per le bollette emesse successivamente al 1 marzo 2018), gas (per le bollette emesse successivamente al 1 gennaio 2019) e per le utenze idriche (per le bollette emesse successivamente al 1 gennaio 2020). Con questa modifica normativa quindi tutti i pagamenti relativi alle utenze luce, acqua, gas, telefonia e pay tv saranno soggetti alla prescrizione biennale.Ancor più significativa per i consumatori la norma della legge di bilancio 2020 che impone a tutti i gestori di telefonia, energia elettrica, luce, gas, acqua e pay tv di pagare una penale del 10% dell’importo contestato (e comunque mai inferiore a 100,00 euro) per condotte illegittime e addebiti illegittimi in bolletta, dovuta ogni volta che il gestore:
1) Viola le modalità di rilevazione dei consumi. E’ il caso, ad esempio, delle fatture che non tengono conto dell’autolettura effettuata dal cliente oppure del mancato rispetto della frequenza delle letture dei contatori accessibili anche in assenza del proprietario (per il gas con contratto a maggior tutula consumi annuali inferiori a 500 smc, la lettura deve essere effettuata una volta l’anno, mentre per consumi annuali superiori a 500 smc la lettura deve avvenire almeno due volte l’anno; se invece la fornitura è in libero mercato, occorrerà verificare cosa prevede il contratto. Per la fornitura di energia elettrica con contatore elettronico la lettura deve avvenire ogni mese, altrimenti deve avvenire con cadenza annuale).
2) Viola le modalità di esecuzione dei conguagli, ad esempio – per i contratti a maggior tutela – fatturando importi significativi senza consentire la rateizzazione in caso di mancato invio delle bollette; oppure omettendo di registrare i pagamenti effettuati o ancora omettendo il rimborso dei crediti maturati dai consumatori.
3) Viola le modalità di fatturazione. Per i contratti a libero mercato la cadenza di invio delle fatture è indicata dal contratto mentre per gli utenti in maggior tutela le bollette devono essere inviate ogni due mesi per l’energia elettrica e – per il gas – con cadenza al massimo quadrimestrale per consumi annuali inferiori a 500 smc e al massimo trimestrali per consumi annuali superiori a 500 smc.
4) Addebita spese ingiustificate. I tipici casi di addebiti di spese non giustificate riguardano i gestori telefonici che spesso addebitano penali non dovute per recesso anticipato o “restituzione” sconti promozionali nonostante la disdetta del contratto sia avvenuta dopo la scadenza del periodo minimo di durata contrattuale.
5) Addebita costi per consumi, servizi o beni non dovuti. Nell’ambito della telefonia è il caso sicuramente più frequente, pensiamo ad esempio ai costi per servizi non richiesti, alle bollette che il gestore continua ad inviare nonostante sia avvenuta una migrazione verso un’altra compagnia, agli importi richiesti per le “sim dormienti”; nella sezione Telecomunicazioni del nostro sito si contano quasi 65.000 lettere di utenti che ci raccontano le loro disavventure in materia di bollette telefoniche.
Per ognuna di queste condotte (e/o per ogni fattura in cui simili voci siano addebitate) il consumatore, dal 1 gennaio 2020 ha diritto al pagamento di una penale pari al 10% dell’importo contestato e comunque non inferiore a 100 euro. Ad esempio, se nella bolletta telefonica vengono addebitati 5,00 euro per un servizio non richiesto, il gestore dovrà pagare al cliente 100,00 euro di penale, un importo 20 volte superiore all’addebito illecito.Ogni volta che il fornitore/gestore pone in essere le condotte sopra descritte, il consumatore dovrà:
– contestare l’addebito con una raccomandata AR o pec di messa in mora spiegando perchè l’importo non è dovuto e quindi chiedere il formale riconoscimento da parte del fornitore dell’illegittimità dell’addebito ed il pagamento della penale pari a 100 euro, di cui all’art. 1, commi 292 e 293 della legge 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) (oppure, per importi non dovuti superiori a 1.000,00 euro, pari al 10% dell’importo contestato);
– diffidare il gestore dall’addebitare, nelle bollette successive, ulteriori importi illegittimi rappresentando che altrimenti, per ogni fattura successiva, sarà dovuta una ulteriore penale del medesimo importo;
– specificare se preferisce ricevere il pagamento della penale tramite una decurtazione dalla fattura successiva oppure indicare le modalità di versamento.
A questo punto, se il gestore/fornitore riconosce l’illegittimità dell’addebito dando quindi positivo riscontro alla comunicazione, ha 15 giorni di tempo per pagare. Dalla nostra esperienza possiamo immaginare che la maggior parte delle volte il fornitore non risponderà oppure insisterà nella regolarità dell’addebito.
In questo caso, l’utente dovrà rivolgersi alla “autorità competente”, cioè al Corecom per telefonia e pay tv o al servizio di conciliazione Arera per acqua, luce e gas e, in caso di insuccesso della conciliazione, al giudice di pace .
Una volta che sarà accertata l’illegittimità dell’addebito degli importi contestati il gestore sarà tenuto a rimborsare gli importi eventualmente pagati e a versare al consumatore una penale pari al 10% dell’importo contestato e comunque mai inferiore a 100,00 euro.Quella che abbiamo descritto è sicuramente una procedura lunga: la legge non prevede penali “automatiche” se non c’è l’accordo del gestore (e temiamo che quasi mai ci sarà) ma è di certo un notevole passo avanti per i consumatori perchè finora le condotte illegittime dei vari gestori/fornitori venivano sanzionate dall’Antitrust o dall’Agcom con multe milionarie (spiccioli se paragonate al fatturato delle singole società) versate alle casse dello Stato che però non portavano alcun beneficio economico diretto al consumatore che le subiva.
E siccome il più delle volte i singoli addebiti illegittimi sono per importi esigui, il consumatore non è incentivato ad attivarsi per recuperarli: in pochi si avventurano in una conciliazione davanti al Corecom per una decina di euro.
L’introduzione di una penale del 10% (comunque mai inferiore a 100,00 euro) per ogni violazione commessa dai gestori avrà a nostro avviso un benefico duplice effetto: da un lato, invoglierà i consumatori ad attivarsi per ottenerne il pagamento e dall’altro potrebbe dissuadere i gestori dal porre in essere pratiche illegittime, visto che per ogni addebito non dovuto da – poniamo il caso – 2,00 euro devono pagarne al consumatore 100,00. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Energia: bollette, dal 1° gennaio elettricità -5,4%, gas +0,8%

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° gennaio per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un calo del 5,4% mentre quella del gas salirà dello 0,8%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare nel 2020 (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, nell’ipotesi di prezzi costanti), 30,5 euro in meno per la luce e 8,50 euro in più per il gas. Un risparmio complessivo pari, quindi, a 22 euro. “Ottima notizia. Una dimostrazione del buon funzionamento del mercato di tutela e di come sia stato quanto mai opportuno rinviare la sua fine dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022. Con il mercato libero, infatti, sarebbero cessati gli acquisti sul mercato all’ingrosso dell’elettricità da parte di Acquirente Unico, con effetti negativi sui prezzi finali pagati dalle famiglie” conclude Vignola.

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Manovra: ricompensa a utenti ‘vittime’ bollette pazze

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Un emendamento alla manovra prevede che chi riceve bollette pazze per luce, gas, acqua, servizi telefonici, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, avrà diritto a ricevere anche una somma pari al 10% dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro.”Magnifico! Ottima notizia! Finalmente un provvedimento dalla parte dei consumatori, che mira a risarcirli in modo automatico a fronte dei tanti disservizi, disagi, soprusi, pratiche commerciali scorrette ed aggressive perpetuate dai diversi fornitori di servizi essenziali, come luce e gas” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Speriamo che si inserisca in manovra anche l’emendamento che prevede l’obbligo per le compagnie telefoniche di rimborsare immediatamente i clienti per la nota questione delle bollette da 28 giorni, così da chiudere definitivamente questa vergognosa ed imbarazzante vicenda che si trascina da fin troppi mesi” conclude Dona.

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Manovra. FdI Senato: Approvati emendamenti su bollette pazze e truffe online

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“Due buone notizie per i consumatori e le famiglie italiane grazie agli emendamenti di Fratelli d’Italia alla legge di Bilancio approvati in Senato, che mettono fine al triste fenomeno degli importi non dovuti da parte dei gestori di servizi pubblici essenziali, e che puntano a contrastare più efficacemente le truffe online in ambito finanziario. Riguardo l’emendamento delle ‘bollette pazze’ si stabilisce il diritto dell’utente ad ottenere oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10 per cento dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro. Le modalità di rimborso sono scelte dall’utente che potrà optare per lo storno nelle fatturazioni successive o per un apposito versamento, entro un termine in ogni caso non superiore a 15 giorni dall’accertamento o dal riscontro positivo alla dichiarazione autonomamente trasmessa dall’utente. Il secondo emendamento approvato fa, invece, riferimento all’altrettanto delicato tema delle truffe online riguardanti la vendita di prodotti finanziari, senza prospetti, l’attività pubblicitaria di offerte abusive al pubblico e il trading a valere su prodotti derivati con leva finanziaria superiore ai limiti autorizzati da ESMA. Si tratta di prodotti ad altissimo rischio finanziario spesso offerti e venduti a persone ignare delle reali criticità. Grazie al nostro emendamento la Consob avrà il potere di chiedere direttamente ai fornitori di connettività alla rete internet l’inibizione dei siti web mediante i quali sono svolte queste attività illecite. Questo potere consentirà agevolmente di bloccare in Italia l’accesso ai siti web, senza dover fare affidamento sulla collaborazione dei provider che ospitano i singoli siti web. Possiamo quindi affermare con orgoglio che da oggi il portafoglio e i risparmi delle famiglie italiane sono più al sicuro”. Lo dichiara in una nota il gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

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Manovra: M5S, obbligo rimborsi per bollette a 28 giorni

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Il Movimento 5 Stelle con un emendamento alla manovra chiede di obbligare le compagnie di Tlc al rimborso delle bollette a 28 giorni. “Bene, ottima notizia! Un’iniziativa sacrosanta, quanto mai opportuna, a fronte del vergognoso ed inaccettabile comportamento delle compagnie telefoniche che, approfittando della mancata pubblicazione dei motivi della sentenza del Consiglio di Stato, nonostante il dispositivo sia stato reso noto oramai più di 4 mesi fa, il 12 luglio, ancora non hanno rimborsato automaticamente gli utenti, pretendendo una richiesta formale di ristoro da parte loro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per questo abbiamo già depositato, fin da agosto, un esposto contro le compagnie telefoniche sia all’Antitrust che all’Autorità delle Comunicazioni” prosegue Dona. “Ben venga, però, l’intervento del legislatore, per chiudere definitivamente questa buia pagina decisamente imbarazzante per un Paese civile, nel quale le delibere delle Authority e le sentenze della giustizia amministrativa dovrebbero essere rispettate, senza se e senza ma” conclude Dona. (n.r. Questa è la prova provata che in Italia non esiste la “certezza del diritto” se nella fattispecie non bastano tribinali amministrativi e ordinari per obbligare e anche sanzionare severamente le compagnie telefoniche che hanno non solo emesso bollette illegittime ma si guardano bene dal rispettare le sentenze dei tribunali che danno loro torto.)

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Bollette luce e gas: con l’IVA al 5%?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il taglio dell’IVA sulle bollette luce e gas è una delle misure allo studio del Governo; ma quanto risparmierebbero gli italiani se venisse confermata? Facile.it ha preso in esame la spesa media di una famiglia italiana* scoprendo che, a fronte di un costo complessivo annuo di circa 1.614 euro a famiglia, il risparmio stimato potrebbe essere compreso tra i 26 e i 144 euro l’anno.
Considerando il consumo medio di una famiglia italiana, secondo l’analisi di Facile.it la spesa media annuale sostenuta per l’energia elettrica è pari a 572 euro, dei quali 52 euro dovuti per l’IVA al 10%.Qualora l’imposta venisse ridotta al 5%, il risparmio complessivo sarebbe pari a circa 26 euro l’anno, vale a dire poco più di 2 euro al mese, e la spesa finale per la famiglia tipo scenderebbe a 546 euro.
Il risparmio sulla bolletta del gas potrebbe variare a seconda di come il Governo intenderà applicare la riduzione dell’aliquota. È bene sapere che sulla bolletta del gas grava un’IVA differente a seconda dei consumi: per i primi 480 smc di gas, l’IVA applicata è pari al 10% mentre per i consumi superiori a questa soglia, l’aliquota sale a 22%.
Secondo l’analisi di Facile.it, considerando il consumo medio di una famiglia italiana, la spesa annuale sostenuta per il gas è pari a 1.042 euro.Se la riduzione riguarderà solo l’aliquota del 10%, i benefici sulle tasche dei consumatori sarebbero estremamente ridotti; ogni famiglia risparmierebbe circa 13 euro l’anno, poco più di un caffè al mese, e il costo complessivo della bolletta scenderebbe a 1.029 euro. Ben più alto, invece, sarebbe il risparmio per i cittadini qualora il taglio dell’IVA riguardasse anche l’aliquota al 22%. In questo caso, gli italiani potrebbero risparmiare circa 118 euro l’anno e la bolletta del gas si ridurrebbe fino ad arrivare a 924 euro.

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Mise agirà per ridurre costi fissi bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha detto alla Camera che promuoverà una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette.”Ottima notizia, siamo contenti che, finalmente, si vogliano ridurre i costi delle bollette, sperando si cominci dagli oneri generali di sistema, una vera e propria tassa occulta che colpisce soprattutto i più poveri” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non vorremmo, però, che dietro a quella affermazione ci fosse la volontà di ritornare alle tariffe progressive, che graverebbero sulle famiglie più numerose e su chi non può permettersi elettrodomestici a basso consumo energetico o sistemi di riscaldamento più moderni ed efficienti” prosegue Vignola. “Anche perché le nuove tariffe non progressive servono a sviluppare l’elettrificazione del Paese e la riduzione delle emissioni, raggiungendo gli obiettivi di decarbonizzazione che stiamo pagando profumatamente da anni con gli incentivi alle fonti rinnovabili” conclude Vignola.

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Tlc. Bollette 28 gg. Gestori devono rimborsare. Come non farsi fregare

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Il Consiglio di Stato sulla vicenda delle bollette con cadenza ogni 28 giorni e non mensile, ha dato ragione all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) contro Fastweb, Wind Tre e Vodafone: ora i gestori devono rimborsare quanto prelevato illegalmente agli utenti stornando il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti (https://www.aduc.it/notizia/tlc+bollette+28+gg+consiglio+ stato+ragione+agcom_135972.php). Gli indennizzi dovrebbero essere automatici… ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo visto con chi abbiamo a che fare. Questi ultimi sono le compagnie Tlc che già da alcun mesi stanno cercando di fregare gli utenti proponendo loro servizi che, per il loro costo, dovrebbero essere economicamente compensativi di quanto hanno illegalmente prelevato con la vicenda dei 28 giorni. Servizi che, a parte la valutazione individuale sulla utilità e sul gradimento (spesso si tratta di aumento di Ciga per servizi di Rete in cui gli utenti sono già ampiamente soddisfatti di quelli che hanno a disposizione), vengono proposti in bolletta dicendo che se non arriva la disdetta entro un tot tempo saranno automaticamente approvati. Metodo che non va affatto bene, sia per la delibera AGCOM che a suo tempo aveva rilevato l’illegalità e, a maggior ragione, per la sentenza odierna del Consiglio di Stato. Occorrerà quindi essere molto vigili sulle prossime bollette e rispedire al mittente queste proposte indecenti, chiedendo anche di essere rimborsati per i danni. Questo, nel caso, ciò che dovrebbe essere fatto, nell’ordine:
1. inviare un’intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni: http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non si riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della propria Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il proprio giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all’Agcom utilizzando il formulario GU14.

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