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Posts Tagged ‘bollette’

Bollette luce e gas: con l’IVA al 5%?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il taglio dell’IVA sulle bollette luce e gas è una delle misure allo studio del Governo; ma quanto risparmierebbero gli italiani se venisse confermata? Facile.it ha preso in esame la spesa media di una famiglia italiana* scoprendo che, a fronte di un costo complessivo annuo di circa 1.614 euro a famiglia, il risparmio stimato potrebbe essere compreso tra i 26 e i 144 euro l’anno.
Considerando il consumo medio di una famiglia italiana, secondo l’analisi di Facile.it la spesa media annuale sostenuta per l’energia elettrica è pari a 572 euro, dei quali 52 euro dovuti per l’IVA al 10%.Qualora l’imposta venisse ridotta al 5%, il risparmio complessivo sarebbe pari a circa 26 euro l’anno, vale a dire poco più di 2 euro al mese, e la spesa finale per la famiglia tipo scenderebbe a 546 euro.
Il risparmio sulla bolletta del gas potrebbe variare a seconda di come il Governo intenderà applicare la riduzione dell’aliquota. È bene sapere che sulla bolletta del gas grava un’IVA differente a seconda dei consumi: per i primi 480 smc di gas, l’IVA applicata è pari al 10% mentre per i consumi superiori a questa soglia, l’aliquota sale a 22%.
Secondo l’analisi di Facile.it, considerando il consumo medio di una famiglia italiana, la spesa annuale sostenuta per il gas è pari a 1.042 euro.Se la riduzione riguarderà solo l’aliquota del 10%, i benefici sulle tasche dei consumatori sarebbero estremamente ridotti; ogni famiglia risparmierebbe circa 13 euro l’anno, poco più di un caffè al mese, e il costo complessivo della bolletta scenderebbe a 1.029 euro. Ben più alto, invece, sarebbe il risparmio per i cittadini qualora il taglio dell’IVA riguardasse anche l’aliquota al 22%. In questo caso, gli italiani potrebbero risparmiare circa 118 euro l’anno e la bolletta del gas si ridurrebbe fino ad arrivare a 924 euro.

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Mise agirà per ridurre costi fissi bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha detto alla Camera che promuoverà una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette.”Ottima notizia, siamo contenti che, finalmente, si vogliano ridurre i costi delle bollette, sperando si cominci dagli oneri generali di sistema, una vera e propria tassa occulta che colpisce soprattutto i più poveri” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non vorremmo, però, che dietro a quella affermazione ci fosse la volontà di ritornare alle tariffe progressive, che graverebbero sulle famiglie più numerose e su chi non può permettersi elettrodomestici a basso consumo energetico o sistemi di riscaldamento più moderni ed efficienti” prosegue Vignola. “Anche perché le nuove tariffe non progressive servono a sviluppare l’elettrificazione del Paese e la riduzione delle emissioni, raggiungendo gli obiettivi di decarbonizzazione che stiamo pagando profumatamente da anni con gli incentivi alle fonti rinnovabili” conclude Vignola.

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Tlc. Bollette 28 gg. Gestori devono rimborsare. Come non farsi fregare

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Il Consiglio di Stato sulla vicenda delle bollette con cadenza ogni 28 giorni e non mensile, ha dato ragione all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) contro Fastweb, Wind Tre e Vodafone: ora i gestori devono rimborsare quanto prelevato illegalmente agli utenti stornando il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti (https://www.aduc.it/notizia/tlc+bollette+28+gg+consiglio+ stato+ragione+agcom_135972.php). Gli indennizzi dovrebbero essere automatici… ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo visto con chi abbiamo a che fare. Questi ultimi sono le compagnie Tlc che già da alcun mesi stanno cercando di fregare gli utenti proponendo loro servizi che, per il loro costo, dovrebbero essere economicamente compensativi di quanto hanno illegalmente prelevato con la vicenda dei 28 giorni. Servizi che, a parte la valutazione individuale sulla utilità e sul gradimento (spesso si tratta di aumento di Ciga per servizi di Rete in cui gli utenti sono già ampiamente soddisfatti di quelli che hanno a disposizione), vengono proposti in bolletta dicendo che se non arriva la disdetta entro un tot tempo saranno automaticamente approvati. Metodo che non va affatto bene, sia per la delibera AGCOM che a suo tempo aveva rilevato l’illegalità e, a maggior ragione, per la sentenza odierna del Consiglio di Stato. Occorrerà quindi essere molto vigili sulle prossime bollette e rispedire al mittente queste proposte indecenti, chiedendo anche di essere rimborsati per i danni. Questo, nel caso, ciò che dovrebbe essere fatto, nell’ordine:
1. inviare un’intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni: http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non si riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della propria Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il proprio giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all’Agcom utilizzando il formulario GU14.

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Arriva una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia l’allarme per l’Italia: in arrivo una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica delle aziende Italiane proprio nel momento di picco dei consumi.
(AJ-Com.Net) In un momento delicatissimo per le finanze italiane e per la trattativa che riguarda il nostro indebitamento e deficit, la crescita dei prezzi del petrolio potrà ulteriormente pesare sul nostro PIL a causa della nostra dipendenza dalla fonti fossili per produrre energia.Le tensioni geopolitche tra Iran e USA fanno nuovamente schizzare i prezzi del petrolio verso l’alto: Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), che dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, traccia un bilancio sulla situazione.Gli ultimi venti di guerra si vanno ad aggiungere ad una situazione estremamente stressata per il greggio dopo gli assalti ed affondamenti delle petroliere a largo dell’Oman tra Emirati Arabi e Iran.La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia dunque l’allarme per l’Italia: «Tutto il mondo sta cercando di affidarsi sempre di più alle rinnovabili ed in momenti come questo emerge il valore strategico del solare per una crescita economica sostenibile del sistema industriale. Poter far affidamento ad una propria ed indipendente fonte di approvvigionamento è l’unica arma di stabilità per navigare attraverso sconvolgimenti o dinamiche non controllabili neanche a livello Nazionale. Il solare è fulcro di questa unicamente efficace difesa» sottolinea l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network.Gli analisti di Solar Power Network confermano come in queste situazioni il mercato finanziario globale tende ad agire, in realtà in modo oramai molto ovvio e prevedibile, in due modi: il primo è caratterizzato da un sensibile aumento dei prezzi del greggio, principale attore coinvolto, il secondo è rappresentato da un correlato aumento di tutti i beni considerati rifugio per gli investitori. La prima tangibile conseguenza è quella di un aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto in un Paese come l’Italia, ove il mercato è strettamente legato al prezzo delle materie prime essendo il 60% della generazione elettrica basata su combustibili fossili, tra i quali, il principale, il gas naturale.
Ma l’effetto più devastante è rappresentato però dalla tipologia di relazione tra i prezzi del petrolio e gli indicatori macroeconomici di un Paese. Mentre la direzione di casualità é provata lungo la direzione aumento prezzo del greggio, aumento prezzo dell’energia, rallentamento della crescita del PIL in tutti i Paesi, purtroppo non si può affermare il contrario, ovvero una riduzione dei prezzi del petrolio non avrà effetti benefici di stesse proporzioni. Si può affermare che le dinamiche dei prezzi del petrolio non hanno effetti simmetrici sull’economia.«Una volta aumentati i prezzi del petrolio è quindi illusorio aspettarsi che gli effetti negativi di riflesso sull’economia reale, retrocedano con la stessa velocità o ampiezza al momento del ribasso» commenta Peter Goodman.E’ ciò ancor più vero in dimensioni economiche come l’Italia dove vi è un’elevata dipendenza dalle fonti fossili per la produzione dell’energia, soprattutto distribuita dalla rete.
«L’indipendenza ottenibile grazie al solare è la miglior arma di difesa e di linearizzazione delle dinamiche macroeconomiche, il metodo più rapido per mettere una barriera tra i propri obiettivi e tutto ciò che improvvisamente può allontanarli» conclude presidente e ceo di Solar Power Network. (by AJ-Com.Net)

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Unione Naz. Consumatori su bollette a 28 gg

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 Mag 2019

Il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva delle compagnie telefoniche sui rimborsi per la nota vicenda delle bollette a 28 giorni e le ha invitate a predisporre un piano per i rimborsi.”Era ora! Finalmente si stringe il cerchio intorno alle compagnie telefoniche e anche gli ultimi tentativi fatti dalle compagnie telefoniche si stanno rilevando inutili. Ora i rimborsi sono alle porte!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Peraltro le compagnie stanno già presentando dei piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi. I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom. In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore di avere il rimborso in fattura” conclude Dona.

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Bollette tlc 28 giorni: Il rimborso non lo vedremo mai

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Il Consiglio di Stato si pronuncerà almeno il prossimo 21 maggio. Avrebbe dovuto farlo entro il 31 marzo sulla misura cautelare che sospende i rimborsi da parte di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per i giorni erosi ai consumatori con il meccanismo della fatturazione a 28 giorni, così come aveva stabilito il Tar a novembre scorso. Motivo: non si conoscono ancora le motivazioni del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Quindi le bollette tlc che avevano trasformato l’anno in 13 mesi dovranno ancora aspettare per eventualmente essere rimborsate. Eventualmente, perché niente è sicuro. Visto anche l’andazzo di questa vicenda, che ha tutte le caratteristiche di beffa per gli utenti. Prevenuti? Non più di tanto.
Ammesso che il Consiglio di Stato decida a favore degli utenti, i rimborsi saranno di importi contenuti per questi ultimi, ma milionari per i gestori. Rimborsi che chissà quali meccanismi (tempi e denaro) verranno inventati per ottenerli…. Quanto se ne perderanno per strada? … Ammesso che il Consiglio di Stato decida pro-utenti….
Intanto i soldi (tantissimi) sono stati incassati dai gestori, che li hanno usati come profitti e come partite di giro per le loro attività e con ritorni molto probabilmente più alti di quanto fossero questi introiti aggiuntivi. E, quand’anche fossero restituiti con gli interessi (legali), per i singoli utenti sarebbe un di più ridicolo. Questo per sottolineare come l’eventuale pronuncia del Consiglio di Stato a favore degli utenti, senza nessuna sanzione (ormai cancellata) sarebbe per i gestori come il FASTIDIO DI UN CAPELLO SU UNA GIACCA: li hanno incassati senza doverli pagare (come dovrebbe fare un comune mortale per un qualunque prestito), li hanno usati, ne hanno tratto profitto, casomai dovessero restituirli sarebbe sicuramente meno di quelli incassati …. operazione che, pur se riconosciuta illecita, avrà dato i suoi frutti. E quindi: avanti con la prossima operazione del genere!! Perché no? Un meccanismo tritacarne per i diritti e per le tasche degli utenti, nonché ben architettato per incassi e utili dei gestori.
Allo stato dei fatti, l’unica arma che esisterebbe per farli pagare per il maltolto e farli desistere da simili progetti futuri, sarebbero multe non di importi fissi come quelli che esistono oggi, ma commisurate percentualmente ai bilanci (non agli utili), multe che non dovrebbero inoltre essere soppresse di fronte alla presunta disponibilità dei gestori di rimettere le cose come dovrebbero essere. Troppo severi? Suvvia, il meccanismo che abbiamo spiegato prima con l’uso di proventi illeciti (a costo zero) per ricavi leciti…. Non è una fantasia matematica di marketing sconclusionato, ma realtà quotidiana!! Perchè, riconosciuti colpevoli, non farglielo pagare? Nel frattempo ci potrebbe anche essere una pronuncia di un’altra Autorità, l’Antitrust, che ha ipotizzato un cartello tra i gestori che si sarebbero messi d’accordo per questo tipo di prestiti a costo zero a danno degli utenti. Vedremo. Ma anche con l’Antitrust si pone il problema degli importi delle multe e della loro potenziale soppressione a fronte degli impegni di redenzione da parte dei gestori.Siamo strani quando diciamo che siamo di fronte ad una beffa a danno di diritti e tasche degli utenti? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Energia: bollette, da 1° gennaio elettricità -0,08%, gas +2,3%

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° gennaio per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà una diminuzione dello 0,4% mentre la bolletta del gas salirà del 2,3%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare nel 2019 (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019), 50 centesimi in meno per la luce e 26,3 euro in più per il gas. Una maggior spesa complessiva, insomma, di 25,8 euro.”Un’ottima notizia! Considerato che, per la luce, avevamo in eredità un rialzo del 9%, pari per una famiglia tipo a 50 euro in più su base annua, si tratta di un calo inatteso e gradito” prosegue Vignola.”L’Authority, come da noi richiesto nei giorni scorsi, ha saggiamente spalmato nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri con l’operazione scudo. Da qui la bella novità di oggi” conclude Vignola.

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Tlc: Tar conferma entro 31/12 in bolletta rimborsi 28 giorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Il Tar del Lazio, nel giudizio di merito, ha confermato che entro il 31 dicembre 2018 le società telefoniche dovranno restituire in bolletta i giorni illegittimamente erosi agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni decisa in violazione della delibera Agcom.
“Anche se é una vergogna che il Tar abbia annullato la multa alle compagnie telefoniche, resta una vittoria per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale consumatori.”Se le compagnie telefoniche, senza alcun pudore, decideranno di ricorrere al Consiglio di Stato, ora non riusciranno più ad evitare i rimborsi entro il 31 dicembre ed i clienti potranno finalmente riavere il maltolto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Vigileremo perché ogni consumatore riceva quanto indebitamente percepito dalle compagnie telefoniche” conclude Dona.L’associazione ricorda che i giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018.Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi (eventualmente spalmati su più fatture).

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Codici: serve intervento strutturale sul caro bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bene l’azione del Parlamento, ma non basta. Secondo l’Associazione Codici, la convocazione del nuovo collegio dell’Autorità per l’Energia in Commissione Attività Produttive della Camera e in Commissione dell’Industria del Senato deve essere il primo passo per affrontare, e finalmente risolvere, il gravoso problema del caro bollette.Fa bene il Governo a chiedere chiarimenti, ma l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avrà sempre pronta una giustificazione. E la dimostrazione è già arrivata, con Arera che sostiene che la decisione arriva per far fronte ai forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche, che hanno raggiunto livelli record in Italia ed in Europa.
Nel settembre scorso, l’Arera aveva annunciato il congelamento dei rincari. È il secondo in pochi mesi. Quella che ad un primo sguardo sembrerebbe una buona notizia, in realtà, secondo l’Associazione Codici, è soltanto il rinvio di un problema che, con il passare del tempo, assumerà dimensioni sempre più grandi e preoccupanti, e che rischia di esplodere, con conseguenze gravi per i consumatori.Il nodo centrale della questione, secondo l’Associazione Codici, è legato agli oneri generali di sistema. Un problema che si trascina dietro da tempo degli interrogativi. Ad esempio, c’è ancora bisogno di incentivi a pioggia sulle rinnovabili? Che senso ha la messa in sicurezza del nucleare in un Paese dove le centrali nucleari sono chiuse? E poi, perché il cittadino deve sostenere i costi per garantire le agevolazioni tariffarie sulle ferrovie?Riconosciamo che ci sono anche degli oneri generali di sistema positivi, che si possono mantenere, a patto che vengano migliorati. Ci riferiamo al bonus elettrico per gli indigenti, che deve essere modificato perché è inammissibile che il 90% dei cittadini non sappiano cos’è e se ne hanno diritto. Bene anche il sostegno alla ricerca di sistema, così come la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia e la promozione dell’efficienza energetica, fermo restando che chiama in causa le abitutidini dei cittadini.Non siamo noi a dire chi deve intervenire prima tra Governo e Autorità per l’Energia, l’importante è che la questione degli oneri generali di sistema venga affrontata e risolta una volta per tutte, perché non devono più gravare sulle famiglie italiane.

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Energia: bollette, da 1° ottobre elettricità +7,6%, gas +6,1%

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° ottobre per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento dell’7,6% mentre la bolletta del gas salirà del 6,1%.
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare, su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2018 al 1° ottobre 2019), 42 euro per la luce e 67 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari a 109 euro.
“Una stangata. Nonostante l’Authority, opportunamente, abbia rinnovato l’intervento di scudo, già attuato nel trimestre precedente, si tratta di rialzi da record che avranno effetti pesanti sulle famiglie in difficoltà” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Agcom: fatturazione a 28 gg, entro il 31 i rimborsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

L’Agcom ha deciso che entro il 31 dicembre 2018 gli operatori di telefonia TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, dovranno restituire in bolletta i giorni illegittimamente erosi agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa.”Bene, ottima notizia! Era ora! Vittoria dei consumatori! Basta con i soprusi perpetuati dalle compagnie telefoniche” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ora nessuno potrà più accampare scuse e finalmente potranno essere rispettati i diritti degli utenti. Adesso si spera che le compagnie telefoniche non si arrampichino ancora sugli specchi ricorrendo al Tar, che comunque non avrà più motivi per impedire i legittimi rimborsi che i consumatori stanno aspettando oramai dal 23 giugno 2017” conclude Dona.

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Energia: bollette, da 1° luglio elettricità +6,5%, gas +8,2%

Posted by fidest press agency su sabato, 30 giugno 2018

L’Ufficio studi e regolazione di Codici ha calcolato un aumento della tariffa trimestrale per luce e gas, nel mercato di tutela, di +8% per il gas e +6,5% per l’energia ca., anche se sarebbe dovuto essere molto più alto. Con il Collegio dell’Autorità a guida Bortoni, sono letteralmente esplosi i prezzi di energia, gas e non dimentichiamo il settore idrico.Il settore gas è saturo di incentivi da cui si evince che la spesa per il metro cubo ha a che fare con voci estranee alla materia prima. Nonostante ciò, proseguono imperterriti i maxiconguagli e l’esistenza di distributori che non si assumono alcun rischio di mercato né alcuna responsabilità.Che dire poi dell’energia elettrica, che ha gravato enormemente negli ultimi anni col peso degli oneri di sistema, contemplati non solo come incentivo alle rinnovabili, ma come sussidio a tutto tondo per chi non è meritevole, in quanto non contribuisce affatto ad un sistema ambiente ed energia virtuoso. Oneri per il consumatore, che sono stati invece elargiti alle aziende come aiuti di Stato indiretti.Con l’Autorità uscente, la tassazione indiretta a carico dei consumatori e delle piccole e medie imprese è divenuta insostenibile: si pensi alla concezione stessa di consumo che sottende la riforma tariffaria progressiva, ovvero l’appiattimento dei consumi, facendo in modo che venga meno il principio secondo cui “più consumi più paghi”, in barba all’ambiente e all’efficienza energetica.Il servizio idrico, tasto più che dolente con una rete colabrodo e dispersioni fino al 75% in molte aree del Paese, con sindaci, consiglieri comunali e municipalizzate locali che millantano investimenti sulla rete che in realtà non vengono effettuati. E’ evidente che ci si sia trincerati dietro tariffe divenute esorbitanti, che non sono andate a finanziare gli investimenti finalizzati a migliorare la rete idrica, ma a rimpinguare le casse delle aziende del settore.Si pensi che per una famiglia che consuma intorno ai 100 metri cubi all’anno, si arriva a spendere fino a 500 euro, mentre oltre i 200 metri cubi fino a 1.200 euro annui. Ormai si lavora per pagare le bollette.Questi aumenti gravano in modo insopportabile sulle famiglie, che oramai non sono più numerose per ovvi motivi, ma sono sempre più povere come confermato dai dati Istat: siamo arrivati ad oltre 5 milioni di poveri assoluti, dato più alto dal 2015.Dunque, se lo Stato con la sua tassazione grava per il 50% sul bilancio familiare, le utenze di luce, gas e acqua incidono per il 30%, rimane un misero 20% con il quale sopravvivere.
Pertanto ci rivolgiamo al Governo, che speriamo vivamente dia luogo ad un nuovo corso, affinché dia priorità assoluta ai cittadini – consumatori ed all’impatto che la regolazione del settore ha sulla loro vita reale.“E’ assolutamente necessario​ -​ afferma Luigi Gabriele, ​Responsabile Affari Istituzionali di CODICI​ – porre rimedio ad una situazione che va ad esclusivo vantaggio di chi perpetua scorrettezze, rendite di posizione e vantaggi non più accettabili, senza curarsi di alcun tipo di efficientamento. Vogliamo un mercato competitivo ma trasparente, con regole chiare e tutele per i deboli, una cosa non deve necessariamente escludere l’altra. Inoltre, il servizio idrico deve diventare una volta per tutte esente da qualsiasi logica di mercato e dall’inefficienza della burocrazia pubblica. Deve essere un settore protetto e funzionale, insomma deve essere una riserva assoluta di uno Stato migliore”.

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Energia: Unc, esposto ad Antitrust su prescrizione bollette

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust contro Eni Gas e Luce in relazione alla prescrizione delle bollette di luce e gas e al tema dei maxiconguagli: la società, infatti, si ostina a non riconoscere il beneficio della prescrizione quinquennale, anche nei casi in cui questa venga regolarmente eccepita dal cliente, come previsto dall’art. 2934 del Codice Civile.Per questo l’associazione di consumatori ha inviato una segnalazione all’Autorità della Concorrenza e del Mercato chiedendo di valutare se la pratica attuata da Eni Gas e Luce possa considerarsi scorretta: “la prescrizione, che il legislatore ha appena portato a due anni proprio per evitare i maxi conguagli, deve decorrere dalla data di emissione della bolletta che il consumatore riceve a casa” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Eni Gas e Luce, invece, la fa partire da quando riceve i dati di consumo dal distributore e, quindi, rifiuta di riconoscere la prescrizione eccepita dal consumatore” prosegue Dona.La tesi dell’azienda non ci sembra accettabile dal punto di vista del consumatore: Eni Gas e Luce anche nel corso delle procedure di conciliazione presso Acquirente Unico continua a sostenere che “non sono applicabili le norme di prescrizione, ma le norme contrattuali che, al contrario consentono illimitatamente il conguaglio dei consumi effettivi dal momento in cui vengono resi noti alla società di vendita”. In pratica si addossa la responsabilità per il ritardo nella fatturazione al Distributore (che, ricordiamo, è il soggetto incaricato di effettuare le letture), ma ciò – secondo UNC- non può essere opposto al consumatore che ha un rapporto esclusivamente con la società di vendita!”Non riconoscendo la prescrizione e imputando la responsabilità dei maxi conguagli alle inadempienze del distributore, si oppone un ostacolo al legittimo esercizio dei diritti contrattuali del consumatore. Da qui il nostro esposto” conclude Dona.

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Bollette luce non pagate e oneri fiscali spalmati su tutti: Stato inefficiente e arrogante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 febbraio 2018

L’Arera (Autorita’ per l’energia) ha stabilito come ripartire fra tutti gli utenti del servizio elettrico gli oneri generali di sistema, una parte parafiscale della fattura elettrica, non pagati dai consumatori morosi.Si tratta delle imposte che le imprese elettriche -in qualita’ di sostituto d’imposta- fino ad oggi pagavano allo Stato anche per quei loro clienti che non le avevano versate. Situazione che aveva portato alla chiusura di alcune aziende (Esperia, Gala fra le piu’ note). Lo Stato aveva a suo tempo fatto una riforma sugli oneri di sistema e l’Arera ha provveduto di conseguenza.“Una socializzazione di una fetta degli insoluti”, scrive il quotidiano di Confindustria.La vicenda e’ preoccupante e sintomatica nello stesso tempo.
Preoccupante perche’ ogni utente non ha certezza su quelli che sono i costi del servizio che acquista. Quanti sono gli oneri fiscali dei morosi che gli verranno caricati sulla bolletta? Per quanto tempo? E -visti gli andazzi diffusi dello Stato in materia- si ricorderanno di levarli o farli diminuire quando avranno soddisfatto lo specifico prelievo fiscale, oppure semplicemente li lasceranno li’ o li trasformeranno in qualcos’altro?
Sintomatica, perche’ lo Stato dimostra per l’ennesima volta la sua arroganza nei confronti dei cittadini. Perche’ un utente che paga le proprie utenze deve farsi carico della fiscalita’ di chi non paga la stessa e i consumi? Perche’ lo Stato e’ incapace -attraverso la giustizia e la sua applicazione- di avere leggi che consentano, facilmente e con burocrazia e costi minimi per i creditori, di far pagare i morosi. Non solo, ma questa situazione diventa un esempio che sempre piu’ utenti seguono: “tanto non mi fanno nulla”. Per l’ennesima volta la Giustizia dimostra di essere uno dei punti piu’ deboli del nostro sistema, debolezza che come conseguenza porta a situazioni come questa. E intanto gli utenti e i consumatori pagano. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Il “Governo del presidente” ci ha già fatto pagare 3miliardi in più sulle bollette

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

quirinaleDi Davide Crippa. Le nostre bollette sono state utilizzate come un bancomat a flusso continuo: in sette anni, Berlusconi e il Pd, hanno caricato sui nostri bilanci familiari 3 miliardi di euro per finanziare le più disparate voci di spesa e più della metà sono stati depredati dai governi Berlusconi. Per l’esattezza il centro destra ha finanziato così, prelevando dalle nostre tasche, le leggi finanziarie del 2005 e del 2006, i provvedimenti per il contenimento della spesa nel 2010 per un totale di un miliardo, 450 milioni e 728 mila euro. Sì, li abbiamo pagati noi, con le bollette. Ma non finisce qui. Il partito di Berlusconi ha votato favorevolmente ai prelievi decisi dal governo Monti. Non rendendocene conto, abbiamo dato soldi per la spending review del 2012, il decreto carceri del 2011, gli aiuti per l’Alcoa, Eurallumina, Portovesme (2011) e abbiamo pagato di tasca nostra, con 500 milioni, anche le sbandierate misure per la crescita del paese volute da Monti e votate da tutti gli altri (Pdl, Pd, Udc). A conti fatti si deve alla compagine di Berlusconi quasi 2 miliardi di euro di aggravio in bolletta. Una batosta di cui magari non ci rendiamo conto mese per mese, ma tirare le somme fa venire i brividi. Anche il Pd ha fatto la sua parte: Letta con il decreto Imu (votato anche dal Pdl) e il governo Renzi con la spending review dà 196 milioni (a spese nostre), gli aiuti all’Ilva e la legge di stabilità del 2015. Promettono, annunciano e prelevano. Tanto il portafogli è il nostro. Ecco cosa ci aspetta col “governo del Presidente” frutto dell’inciucio fra Pd e Forza Italia. (fonte: movimento 5 stelle)

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Consumatori: ecco le ultime norme 2018 su viaggi, bollette, lampadine e caldaie

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

viaggiatoriIl 2018 potrebbe essere un anno di piccole grandi conquiste per i consumatori. Sono infatti entrate in vigore diverse norme volute dalla Comunità Europea che potranno incidere in maniera diretta (e positiva) sulla nostra vita di tutti i giorni: si va da nuove regole legate agli investimenti a disposizioni sull’acquisto di alimenti nei supermercati; dai pacchetti turistici alla privacy. Oggi ci soffermeremo sulle più interessanti novità in termini di viaggi, bollette, lampadine e caldaie.
VIAGGI. Secondo la nuova norma chi acquista un pacchetto turistico tramite internet da oggi potrà godere esattamente degli stessi diritti riconosciuti a chi lo acquista in agenzia: si va dalla possibilità di disdire il viaggio con rimborso del prezzo in caso di circostanze imprevedibili (problemi di salute, nuovi incarichi lavorativi ecc.) a quella di trasferire il proprio biglietto ad un familiare o un amico. Inoltre il venditore non potrà più annullare viaggi a causa di biglietti invenduti con meno di 24 ore di preavviso.
BOLLETTE. Arriva un nuovo procedimento di conciliazione per contestare la bolletta della luce. Il cliente dovrà comunque inviare un reclamo scritto al proprio fornitore ma, in caso di mancata risposta o risposta ritenuta insoddisfacente, potrà attivare la procedura di conciliazione: o presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità Garante, o presso associazioni iscritte nell’elenco degli organismi ADR dell’autorità o presso le camere di commercio. Un’altra buona notizia riguarda i tempi ed i costi della procedura di conciliazione: oggi infatti è completamente gratuita e dovrà concludersi entro e non oltre 90 giorni.
LAMPADINE, SCALDABAGNI E CALDAIE. Sono andate fuori commercio le lampade alogene ad incandescenza. Il 2018 segna dunque l’inizio ufficiale anche in Italia dell’era del LED, la cui durata può durare fino a 20 anni e che può fare risparmiare al consumatore decine, se non addirittura centinaia di euro.
Buone notizie, sia sul versante economico che su quello ambientale, anche per quello che riguarda scaldabagni e caldaie: questi infatti, già dal 26 settembre 2017, devono emettere meno ossido di azoto (ovvero la sostanza inquinante che producono anche i tubi di scarico delle automobili).

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Casette dell’acqua: Bene mozione M5S per eliminare il loro costo dalle bollette

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

aceaRoma. Plauso di Codici per la mozione proposta da Pacetti, consigliere del M5S, che recepisce interamente quanto affermato ieri in un nostro comunicato stampa.
E’ giusto eliminare il costo delle casette dell’acqua dalle bollette di tutti gli utenti di Roma e provincia, in modo che a pagare sia solamente chi realmente usufruisce del servizio, turisti compresi, ad un costo irrisorio, ma Acea deve comunque restituire ai romani i 3 milioni di euro spesi per l’installazione in occasione del Giubileo.
La storia delle “Casette dell’acqua” a Roma inizia qualche anno fa, quando Irace e Tomasetti, ex rappresentanti di Acea, decisero l’installazione di questi punti di erogazione, al fine di “rifare il make up” all’azienda in un momento non particolarmente fiorente. Per finanziare tale servizio venne utilizzata la tariffa del Servizio Idrico Integrato, e vennero spesi ben 3 milioni di euro, prelevati direttamente dalle tasche dei romani. Ciò da subito apparve come un’iniziativa lesiva per il consumatore, dunque, va benissimo non aggiungere un ulteriore onere in bolletta per il pagamento delle casette dell’acqua, ma pretendiamo che venga restituito quanto già speso agli utenti. Abbiamo richiesto un incontro al nuovo presidente Acea, Luca Lanzalone, per esprimere le nostre perplessità e presentargli un quadro chiaro ed esaustivo delle criticità che riguardano l’azienda e, soprattutto, per evidenziare gli enormi e continui disagi segnalati quotidianamente dai consumatori.L’incontro, però, è stato rinviato a settembre, mentre gli utenti romani si ritrovano nella più totale disperazione a causa di interruzioni di fornitura, perdite, guasti e bollette spropositate. Se questo non interessa alla presidenza, ci auguriamo sia priorità per il Comune di Roma, il proprietario dell’azienda. Chiediamo, dunque, un incontro con il consigliere del M5S, Giuliano Pacetti, per dare un apporto di natura tecnica alla delicata questione, che ha bisogno di essere affrontata con serietà, competenza e tecnica, affinchè il servizio idrico, di depurazione e fognatura sia all’altezza degli altri Paesi europei. Codici per tutelare gli interessi di tutti i consumatori presenterà un secondo esposto all’Antitrust, come già accadde nel 2014, per denunciare il perpetrarsi di pratiche commerciali scorrette.

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Unione Naz Consumatori su canone Rai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

Rai: sede di romaArrivate le bollette pazze sul canone Rai: consumatori che hanno regolarmente inviato la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione e che si sono ritrovate ugualmente l’importo di 70 euro (cfr segnalazioni sotto riportate).
“Non era difficile prevedere che qualcosa si sarebbe inceppato. Consumatori che hanno dichiarato di non avere la tv o che il canone andava pagato su un’altra utenza elettrica, si sono ritrovati, rispettivamente, uno e due canoni Rai in bolletta” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ci sono anche persone che non hanno dichiarato nulla, dato che hanno la tv e sapevano di dover pagare, ma che non hanno ricevuto nella bolletta di luglio i 70 euro del canone e che ora ci chiedono cosa devono fare” prosegue Dona.
“L’Agenzia delle entrate ha tempo fino al 4 agosto per emanare il provvedimento sui rimborsi. Ma le bollette di luglio stanno ormai per scadere. Nessuno ha ancora spiegato ai contribuenti, una volta sospesa la domiciliazione di tutta la bolletta e pagata la sola luce, cosa devono fare per contestare l’addebito senza incorrere in problemi. Non è accettabile che si debba pagare e poi chiedere il rimborso, riavendo i soldi non si sa quando” conclude Dona.L’Unione Nazionale Consumatori ricorda quello che per il momento è noto:
1) Domiciliazione. L’utente ha la facoltà di revocare l’autorizzazione all’addebito diretto sul conto corrente bancario delle fatture per la fornitura di energia elettrica, ma deve farlo nel suo complesso. Ossia, per revocare la domiciliazione del canone, si deve revocare anche quella della luce. Cosa si debba fare dopo aver sospeso il pagamento, non è noto!
2) I soldi vanno prioritariamente per la luce. In caso di pagamento parziale della fattura elettrica, se non c’è l’indicazione da parte dell’utente dell’imputazione delle somme pagate, l’imputazione avviene prioritariamente alla fornitura elettrica. Ossia, se non si dice cosa si sta pagando, i soldi vanno per il pagamento della luce, evitando, così, problemi come il distacco della fornitura. Il pagamento parziale della fattura è effettuato secondo le modalità già ordinariamente definite dalle imprese elettriche per i pagamenti parziali, indicando l’imputazione nella causale di versamento.
3) Solleciti di pagamento. “In caso di mancato pagamento totale o parziale della fattura per la parte relativa ai consumi elettrici, l’impresa elettrica provvede ad inviare solleciti al cliente con le modalità ordinariamente utilizzate, anche per la parte relativa al canone”. Per quanto attiene alla quota di canone, le sanzioni e gli interessi eventualmente dovuti, sarà comunque l’Agenzia delle entrate ad applicarli. Se, entro l’anno solare, ossia entro 365 giorni, il cliente non ha provveduto al pagamento del canone, le azioni di recupero, con le relative sanzioni ed interessi, sono effettuate dall’Agenzia delle entrate.
4) No al distacco della luce. In nessun caso il mancato pagamento del canone comporta il distacco della fornitura di energia elettrica.
5) Niente sanzioni se il ritardo non dipende da noi, ma quando non dipende da noi? Nei casi in cui il tardivo versamento del canone “non dipenda da cause imputabili all’utente non si procede all’applicazione di sanzioni e interessi a suo carico”. Peccato che non si sappiano quali cause sono imputabili e quali no: se non ricevo l’addebito in bolletta fino ad ottobre e non segnalo nulla, sono colpevole?
6) Rimborsi. Il rimborso del canone addebitato al cliente dall’impresa elettrica ma non dovuto, avverrà, una volta che l’Agenzia delle entrate avrà verificato i presupposti della richiesta, mediante accredito della somma sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità, purché sia assicurata all’utente l’effettiva corresponsione della somma entro 45 giorni (dalla ricezione da parte delle imprese elettriche dei dati trasmessi dall’Agenzia delle entrate). Manca, purtroppo, la tempistica entro la quale l’Agenzia dovrà verificare la spettanza, ossia pronunciarsi.

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Canone Rai: arrivate le prime bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

Arrivate le prime bollette della luce con inseriti i 70 euro del canone Rai. Peccato che la voce sia praticamente invisibile, per non dire introvabile. Nella prima pagina, l’unica che il consumatore solitamente legge, non vi è traccia del canone Rai (cfr bolletta sotto riportata). Né nel riepilogo delle spese né nel grafico a torta, dove si vede la scomposizione dell’importo, compare la scritta: abbonamento tv. Il canone, infatti, è inglobato in “Altre voci”. Peraltro, in questo specifico caso, la cifra non è nemmeno di 70 euro, ma di 67,75, dato che vengono scorporati altri importi, come l’adeguamento della rata costante (?!?) . Per trovarne traccia bisogna arrivare a pagina 4 della fattura (è a disposizione l’intera fattura, su richiesta).
“Ci domandiamo perché il contribuente debba organizzare una caccia la tesoro per scoprire che sta pagando anche il canone Rai. E se poi l’abbonamento non fosse dovuto ed il cittadino non si accorgesse che lo sta già pagando? Questa mancanza di trasparenza rende più difficile far valere i propri diritti. Ci preoccupiamo, in particolare, degli utenti più deboli e fragili. Per questo avevamo chiesto che nelle fatture di luglio venisse uniformato il modo di evidenziare l’inserimento del pagamento del canone, per evitare che ogni operatore facesse a modo suo, che fosse inserita una lettera di spiegazioni, con anche le istruzioni per poter effettuare pagamenti parziali della fattura. Appello rimasto inascoltato” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Nuovo aumento delle bollette elettriche?

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

energia-elettricaDopo l’allarme lanciato dall’Autorità per l’Energia, secondo la quale il decreto Ilva rischia di provocare un aumento delle bollette elettriche di famiglie e imprese, il viceministro allo Sviluppo Teresa Bellanova ha assicurato in una nota che “non è previsto nessun aumento delle bollette poiché la norma è chiara: ha natura temporanea e prevede che il rimborso dell’importo sia effettuato dal 2018”.Peccato che per l’Authority l’aumento ci sarà se il rimborso dell’importo non sarà effettuato “nel 2018”.
“Tra nel 2018 e dal 2018 c’è una bella differenza. Non sappiamo se sia un refuso o una presa in giro dei consumatori. In ogni caso ribadiamo la nostra richiesta di chiarimento. Cosa intende fare il Governo, visto che la norma dice: “i predetti importi sono rimborsati nell’anno 2018, ovvero successivamente”. Rimborserà nel 2018 o dal 2018? (fonte: Unione Nazionale Consumatori)

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