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Posts Tagged ‘bomba demografica’

La bomba demografica

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

By Agostino Spataro. “… Ogni mattina, in questo nostro Pianeta si svegliano 7, 4 miliardi (mld) di persone che devono essere nutrite, vestite, istruite, curate, trasportate, occupate, ecc. Un drammatico risveglio per molti che devono districarsi in un contesto di forte disparità: fra la gran massa degli esseri umani che stenta ad accedere ai consumi primari e una striminzita minoranza che, va oltre il bisogno, e consuma beni non necessari e/o di lusso che, per altro, assorbono ingenti quantità di risorse che la Terra stenta a fornire. Com’è noto, gran parte di tali consumi si registrano nei paesi occidentali, a più alto reddito e a bassa natalità. Un privilegio che facilmente diventa fonte di “attrazione” per imponenti correnti migratorie provenienti dal resto del mondo, dove circa la metà dei suoi abitanti vive sotto la soglia di povertà e deve accontentarsi di un reddito complessivo di 426 mld di $, equivalente alla ricchezza detenuta dagli 8 uomini più ricchi del mondo. (fonte: Oxfam, 2018)Insomma, un mondo di miseria e d’ingiustizie sociali in cui sta “crescendo” una “bomba demografica” di cui poco si parla e pochissimo si fa per contenerla, per governarla. per disinnescarla.E dire che già agli inizi degli anni ’50, l’eclettico filosofo e Lord inglese Bertrand Russel mise in allarme i governi e l’opinione pubblica sulle conseguenze che tale crescita avrebbe potuto determinare.
“Il pericolo di una mancanza di cibo a livello mondiale può essere evitato per un certo periodo con il miglioramento della tecniche agricole. Tuttavia, se la popolazione continua ad aumentare al ritmo attuale, tali miglioramenti non possono, a lungo andare, essere sufficienti.Si creeranno così due gruppi, uno povero con una popolazione crescente, l’altro ricco con una popolazione stazionaria. Una simile situazione non può che condurci verso una guerra mondiale. Attualmente, la popolazione del mondo sta crescendo di circa 58.000 unità al giorno.Fino ad oggi le guerre non hanno prodotto un effetto considerevole su questo aumento, che è continuato per tutto il periodo delle guerre mondiali …… Da questo punto di vista le guerre fino ad ora sono state una delusione … ma, forse, la guerra batteriologica può dimostrarsi efficace. Se una Peste Nera potesse diffondersi in tutto il mondo una volta in ogni generazione, allora i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza rendere il mondo troppo affollato. La cosa potrebbe essere spiacevole, e allora?” (B. Russell- “Impact of Science on Society”, 1951).Non c’è che dire: un cinismo da lord inglese! In linea con un certo filone del “pensiero anglosassone” ancora infarcito di arroganza e supponenza e supportato da idee e sodalizi che si rifanno alla visione imperiale della Gran Bretagna.Sul finire della sua lunga vita, Russel cercò di far dimenticare questa stagione proponendosi come profeta di pace e addirittura di giudice delle nefandezze belliche creando il famoso “Tribunale Russel”, in coppia con il filosofo comunista J.P. Sartre. Meglio tardi che mai!Nel periodo a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, tali preoccupazioni furono riproposte, ma con un approccio assai diverso, da un illustre manager italiano, Aurelio Peccei, fondatore del “Club di Roma” un sodalizio di grande prestigio internazionale che intraprese, con successo, una serie di “studi sul futuro”. (http://www.treccani.it/enciclopedia/aurelio-peccei)
Peccei, partigiano combattente e perseguitato, era “uomo della Fiat” e membro di vari club internazionali (fra cui la “Trilaterale dei Rockefeller), tuttavia le sue idee fecero presa anche nell’ambito della sinistra e del nascente ambientalismo italiano ed europeo.
Il suo libro “I limiti dello sviluppo” divenne per molti di noi un’opera di riferimento. Ciò anche a dimostrazione che di fronte a idee buone e giuste cadono i pregiudizi e gli steccati ideologici.Alla base c’erano dati statistici, proiezioni attendibili, ipotesi di programmi innovativi, nel rispetto della dignità umana e della vita del Pianeta. C’era, soprattutto, un ragionamento logico, ispirato da un umanitarismo razionale, che metteva sull’avviso i “decisori” e le opinioni pubbliche sui pericoli che l’umanità stava correndo a causa del superamento dei limiti naturali dello sviluppo.Peccei vendette decine di milioni di copie di quel libro, ma dopo la sua precoce morte sarà dimenticato da tutti: dai potenti della Terra e dai tanti suoi seguaci ambientalisti. Semplicemente rimosso!Probabilmente, i suoi studi, i suoi libri furono considerati ostativi di un certo di tipo di sviluppo, che dilagò dopo ’89 e di cui si stanno scontando le conseguenze.Succede, specie alla gente onesta intellettualmente, ai veri filantropi. Figure sempre più rare nel panorama internazionale.Nemmeno certa “sinistra” si ricorda di questo autentico filantropo italiano, avendo preferito “adottare” quale novello “benefattore dell’umanità” George Soros, un finanziere d’assalto, il quale, dopo avere inflitto colpi durissimi alle finanze e alle economie di tanti Paesi (Italia compresa), vorrebbe salvarli con la sua “carità pelosa”, con finanziamenti ad ambigui personaggi, organismi e movimenti che si ritrovano in molte situazioni di crisi e/o che sono essi stessi fattori di crisi… (font: in “Occidente/Oriente- La Frattura” http://www.lafeltrinelli.it/…/frattura-occid)

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La “bomba demografica”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Oggi siamo più di 7,6 miliardi di persone sulla Terra (ultimi dati delle Nazioni Unite, nel suo rapporto di giugno 2017). Secondo le ultime proiezioni, entro il 2050 saremo 9,5 miliardi. Queste previsioni possono essere spiegate dall’esplosione demografica dei Paesi emergenti e dall’estensione della durata della vita nei Paesi sviluppati. la sovrappopolazione globale potrebbe portare a conflitti diffusi sull’oro blu. Gli scontri esistono già, poiché l’acqua è una delle principali cause di tensioni in Medio Oriente. Un conflitto globale per l’acqua avrebbe quindi conseguenze disastrose. Attualmente, 80 Paesi mancano di acqua e una persona su cinque non ha accesso all’acqua potabile. Per ovviare a questa carenza, esistono tuttavia soluzioni come la desalinizzazione dell’acqua di mare, che però è ancora costosa.
Attualmente, i Paesi più sviluppati hanno risorse sufficienti per sfamare tutti gli abitanti del Pianeta. Eppure non tutti sul Pianeta hanno fame perché il cibo è distribuito in modo diseguale. Una delle conseguenze della sovrappopolazione globale sarebbe quella di aggravare queste disuguaglianze, causando carestie.
L’inquinamento del pianeta non è direttamente correlato alla sovrappopolazione globale. I Paesi più sviluppati sono quelli che inquinano di più, ma anche quelli con i tassi di natalità più bassi. Un americano inquina 91 volte di più di un abitante del Bangladesh. Tuttavia, se la crescita dei Paesi emergenti continua e i Paesi sviluppati non limitano l’inquinamento che generano, la sovrappopolazione globale avrà un effetto disastroso sull’ambiente del nostro Pianeta. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La bomba demografica e le logiche della globalizzazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

La popolazione mondiale sta avvicinandosi a grandi passi ai sette miliardi e si prevede che nel 2050 toccherà i nove. Siamo in tanti, sicuramente troppi anche perché stiamo entrando alla grande nel mondo tecnologico e ciò presuppone che l’utilizzo delle risorse umane sarà gradualmente ma inesorabilmente ridimensionato al ribasso. Con un cinismo tipico di alcune categorie di persone che si considerano al passo con i tempi nuovi, e ne cavalcano le sue doti evolutive con una certa presunzione, esistono degli “scarti di magazzino” che vanno messi a parcheggiare in attesa di smaltirli in qualche modo ma non certo in meglio. E’ una tendenza che mostra già i suoi tratti distintivi se pensiamo alle periferie delle grandi città dove abbiamo emarginato milioni di esseri umani deprivandoli del loro futuro e si cerca d’imbrigliare i milioni di migranti che vagolano tra un continente o una nazione e l’altra creando dei campi profughi dove si pensa di ibernarli in attesa che malattie e quanto altro compiano il loro corso eliminandoli fisicamente.
Qualcuno ci fa notare, con una logica espositiva agghiacciante, che la selezione della specie passa proprio dall’eliminazione fisica dei soggetti più deboli con le pandemie, il non accesso ai farmaci salvavita, le carestie, le guerre tribali, xenofobe, religiose e la diffusioni di armi di distruzione di massa. In tutto questo bailamme se non riusciamo a cogliere in tempo i mutamenti in atto e il modo come si stanno sviluppando si rischia di vanificare le stesse logiche della globalizzazione delle merci, delle attività imprenditoriali e finanziarie. In altri termini o si parte con costi uniformi nelle loro varie componenti (lavoro, materie prime, cicli produttivi) o s’impone la necessità di spostarli in aree di maggiore convenienza in termini di profitti. E Trump negli Usa applicando i dazi ha ben individuato il rischio per il suo paese d’essere svuotato delle sue produzioni creando disoccupazione e instabilità politica. Lo stesso discorso varrebbe per l’Italia nei confronti degli altri partner europei. Logica vorrebbe che le imprese che lasciano l’Italia per approdare in lidi economicamente più convenienti e fanno poi rientrare le merci che producono altrove a prezzi più competitivi potendo pagare di meno la manodopera e gli oneri contributivi e fiscali, pagassero un dazio per pareggiare i conti. Lo stesso si potrebbe dire per gli emigranti economici considerato che il loro lavoro all’estero potrebbe valere, in termini retributivi sette o otto volte di più oltre alle maggiori tutele previdenziali e assistenziali e al proprio tenore di vita. (Riccardo Alfonso)

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