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Bomba contro il commissariato: unica strategia di odio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

bomba commissariato“Esprimiamo la massima solidarietà ai colleghi del Commissariato Prati, a Roma, bersaglio dell’ennesimo gravissimo gesto che manifesta, chiaramente, un intento assolutamente preciso, fondato nel totale rifiuto per tutto quello che le Forze dell’Ordine rappresentano e nell’odio vero e concreto verso chi vi presta servizio. Siamo sempre più convinti che i tanti episodi simili che in questi ultimi tempi non fanno che ripetersi con frequenza allarmante, debbano essere inquadrati in una sorta di strategia criminale, un diffuso, unico e complessivo nuovo piano di aggressione e ‘opposizione’ al lavoro delle Forze di polizia. Una ‘politica’ delinquenziale attuata in luoghi diversi, o per mano di autori mossi apparentemente da motivazioni diverse, che si traduce però in diffusi atteggiamenti di violenza che come mille rivoli si uniscono a ingrossare un fiume di odio. Qualcosa di pericolosissimo che non può essere assolutamente sottovalutato, ma che deve essere affrontato e combattuto con ferma severità”. Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, esprime così a nome suo personale e di tutto il Sindacato Indipendente di Polizia la solidarietà e la vicinanza ai colleghi del Commissariato Roma Prati oggetto, nella notte, di una vile aggressione da parte di un criminale che, a bordo di uno scooter, ha lanciato una bomba molotov contro l’edificio. Un episodio che giunge a pochi giorni di distanza dall’esplosione di un ordigno rudimentale davanti alla stazione dei carabinieri San Giovanni. “Che l’autore appartenga alle frange violente della tifoseria calcistica piuttosto che agli ambienti anarco-insurrezionalisti, ma fosse anche un soggetto arrabbiato per una multa, non fa troppa differenza – conclude Pianese -. Si tratta di un gesto gravissimo che ci trascina con la mente agli anni più bui della storia d’Italia e che rappresenta un chiaro ennesimo allarme. ‘Abituarsi’ alle notizie del lancio di bombe contro caserme e commissariati non si può. Serve reagire con estrema decisione andando molto a fondo in questa palude di odio e violenza in cui gli appartenenti alle forze dell’ordine sono costretti a muoversi”. (foto: Bomba contro il commissariato)

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La bomba della liquidità nei mercati finanziari è carica

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

previsioniSta facendo discutere, fra gli addetti ai lavori del settore finanziario, la recente presa di posizione di Nouriel Roubini, relativa al paradosso della liquidità che potrebbe trasformarsi in una bomba innescata, pronta a scoppiare, nel momento in cui matureranno le condizioni sui mercati finanziari. Qualche mese fa abbiamo recensito un bel libro (“Previsioni”, di Mark Buchanan) che è stato molto sottovalutato dal circuito mediatico, probabilmente perché a scriverlo non è stato un autore inserito nel giro accademico degli economisti, ma un fisico.Una delle tesi principali del libro è che le fondamenta delle teorie economiche dominanti, ovvero il concetto di equilibrio tra domanda ed offerta, è totalmente sbagliata. L’equilibrio domanda-offerta, in realtà, è solo un concetto teorico che non si manifesta praticamente mai nella pratica. Nella realtà abbiamo situazioni più o meno instabili esattamente come con il clima meteorologico. La condizione “normale” è l’instabilità, non l’equilibrio.Ci sono alcune condizioni che favoriscono manifestazioni di instabilità particolarmente forti. L’eccesso di liquidità è senza alcun dubbio una di queste.In altre parole, se noi avessimo una visione teorica dei mercati finanziari più aderente a quella che è la realtà, potremmo avere anche strumenti di gestione e prevenzione delle grandi turbolenze nei mercati finanziari così come abbiamo, in parte, strumenti di gestione e prevenzioni dei grandi fenomeni atmosferici come uragani e simili. Purtroppo, al contrario, abbiamo i principali organi di controllo dei mercati finanziari (cioè le banche centrali) che stanno creando le condizioni affinché si verifichino forti turbolenze.E’ un po’ come se la Protezione Civile modificasse le temperature dell’aria artificialmente, magari con lo scopo di favorire l’agricoltura, ma non si rendesse conto che così facendo favorisce la formazione di uragani.Tornando a Nouriel Roubini, l’economista si è guadagnato una certa fama nel settore finanziario per aver in qualche modo “previsto” la crisi del 2008. Sulla base di questa “fama” (viene chiamato anche Dr. Doom, cioè Dr. Destino) ha creato un po’ la sua carriera professionale e con questa sua nuova presa di posizione da cui abbiamo preso spunto, ci riprova ancora.
La tesi di Roubini è assolutamente sensata ed a noi sembra una “facile previsione”.Cerchiamo di spiegarla meglio per i non addetti ai lavori.Le banche centrali hanno immesso (in USA, UK, Giappone ed altre) e stanno immettendo (in Europa) una quantità impressionante di liquidità nel sistema finanziario.La base monetaria negli USA è quadruplicata rispetto ai livelli pre-crisi.In pratica le banche centrali comprano obbligazioni con denaro che prima non esisteva e quindi immettono nuovo denaro nel sistema. Con questo nuovo denaro si comprano altri titoli.Così tanta nuova moneta nel sistema crea ovviamente inflazione, ma poiché il denaro, in larghissima parte, rimane nel sistema finanziario, l’inflazione è sul prezzo dei beni finanziari (obbligazioni ed azioni) e non sui beni e servizi nel mondo reale.Tutta questa massa di liquidità crea un paradosso. Un eccesso di denaro nel sistema finanziario può rendere più difficile, in determinate circostanze, riuscire a negoziare i titoli per uno squilibrio troppo forte fra domanda e offerta. Espresso in modo sintetico e paradossale: troppa liquidità crea mercati illiquidi. Ecco che ci ricolleghiamo a quanto abbiamo accennato in relazione al libro di Buchanan. Se c’è tantissimo denaro nel sistema, ma tutto il denaro è orientato in fortissima prevalenza in una direzione, non si riesce a formare il prezzo perché non c’è adeguata quantità nella direzione opposta. Immaginiamo, ad esempio, il momento nel quale i mercati si formeranno la convinzione che i tassi siano destinati a salire, magari perché le banche centrali smetteranno di immettere liquidità nel sistema. Tutti vorranno vendere obbligazioni, ma chi comprerà? I prezzi crolleranno rapidissimamente, ma faticheranno a trovare un equilibrio proprio per l’eccesso di denaro che è stato immesso precedentemente nel sistema e che porterà ad un eccesso di persone che in quel momento vorranno uscire. In breve: l’eccesso di moneta immessa dalle banche centrali sta ponendo le condizioni per incrementare gravemente l’instabilità dei mercati finanziari, li sta rendendo, paradossalmente, meno liquidi di prima.Nel suo articolo Roubini ricorda alcuni episodi recenti che dovrebbero fungere da ammonimento rispetto a ciò che potrebbe accadere in futuro. Nel maggio del 2010 avvenne ciò che è passato alla storia come “flash crash”, quando, nel giro di mezz’ora i principali indici azionari americani crollarono del 10% per poi recuperare rapidamente. Nel mondo obbligazionario, qualcosa di simile avvenne nella primavera del 2013 quando Ben Bernanke, allora capo della FED, la banca centrale degli USA, fece capire ai mercati che il così detto QE (immissione di soldi nel sistema, semplificando brutalmente) sarebbe terminato a breve: nel giro di pochissimo i tassi schizzarono di 100 punti base. Una cosa che non si era mai vista prima. Lo scorso ottobre nel giro di pochi minuti il rendimento dei titoli di stato USA salirono di 40 punti base, una cosa che statisticamente avrebbe dovuto essere sostanzialmente impossibile. Questa carrellata di eventi “improbabili” potrebbe concludersi con l’episodio di poche settimane fa relativo ai rendimenti del Bund tedesco che nel giro di pochi giorni è passato a 5 punti base ad oltre 80 punti base.Il problema su cui Roubini cerca di far soffermare la nostra attenzione è che anche i mercati considerati i più liquidi del mondo come quello dei titoli di stato di grandi paesi occidentali o il mercato azionario USA, possono non essere più sufficientemente liquidi per far fronte all’impressionante aumento di denaro che è stato immesso nel sistema, specialmente quando tutta questa massa monetaria tende a muoversi nella stessa direzione .Quali possono essere le conseguenze di questo grave incremento dell’instabilità strutturale?
Tutti coloro che si occupano di mercati finanziari professionalmente sanno che, prima o poi, i mercati invertiranno la loro direzione. Non possiamo sapere quando ciò avverrà, ma sappiamo che ciò avverrà. Ebbene, quando ciò avverrà, è ragionevole attendersi che i movimenti saranno molto più violenti di quelli che abbiamo registrato fino ad oggi. Una “facile” previsione che possiamo abbozzare è la seguente: se le banche centrali non saranno bravissime nel gestire le aspettative, è probabile che assisteremo al più grande crollo del prezzo del bund tedesco che sia mai stato registrato dalla storia dei mercati finanziari.
In generale, potremmo assistere ad un aumento della volatilità molto forte un po’ su tutti i mercati. Per evitare questa turbolenza, le banche centrali dovrebbero riuscire a ritirare la liquidità molto gradualmente riuscendo a gestire le aspettative degli investitori affinché non si precipitino a vendere. Si tratta di un’operazione non impossibile, ma difficilissima. Per i piccoli risparmiatori, che poi sono il tipo di lettore al quale prevalentemente ci rivolgiamo su questo sito, il messaggio forte e chiaro che vogliamo far arrivare è quello di cercare di evitare di trovarsi nel mezzo della prossima turbolenza finanziaria. Già adesso i prezzi della maggioranza degli strumenti obbligazionari sono chiaramente folli. Potranno continuare ad esserlo anche per molto tempo, a causa del comportamento delle banche centrali. Ma ciò che dobbiamo domandarci è: quali sono i vantaggi ulteriori che percepisco tenendo i soldi in obbligazioni che rendono lo zero virgola, rispetto ai rischi che corro nell’ipotesi in cui vi sia una turbolenza finanziaria? (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Messaggio terroristico con pacco bomba

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Un pacco bomba prima di essere individuato ha avuto la possibilità di volare a bordo di un aereo della linea della Qatar Airways Airbus A320 da Sanaa a Doha e poi su un altro aereo, sempre di linea e della Qatar Airwas, fino a Dubai. E’ stato rintracciato solo dopo una soffiata dell’intelligence. A questo punto è scattato l’allarme su tutte le linee aeree provenienti dal Medio Oriente con destinazione Europa occidentale e Stati Uniti. Si ha il legittimo sospetto che analoghe spedizioni siano ancora in giro per il mondo in attesa di esplodere. L’allarme riguarda anche l’Italia sebbene a detta di Bin Laden le nazioni più prese di mira dal terrorismo sono la Francia e la Gran Bretagna oltre agli U.S.A. beninteso. Pare, questa volta, che la tecnica adottata è stata quella di servirsi di una inconsapevole studentessa ventiduenne in ingegneria informatica che ha portato, per fare un favore a un conoscente, i pacchi bomba ai corrieri. Costoro avrebbero poi consegnato i plichi a due sinagoghe della zona di Chicago.

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Roma ricorda bombardamento Hiroshima

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Il Comune di Roma ricorda le vittime della tragedia nucleare di Hiroshima, provocata il 6 agosto di 65 anni fa dal lancio della bomba atomica e seguito tre giorni dopo da quello su Nagasaki. Per l’occasione verrà esposto sulla piazza del Campidoglio lo stendardo che raffigura una gru di carta, simbolo di pace e speranza. La città di Roma prosegue così il percorso di scambio culturale con la città di Hiroshima, iniziato lo scorso anno con la visita di una delegazione di studenti romani in Giappone, organizzata nell’ambito dei viaggi nella Memoria, promossi dall’assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, con la collaborazione dell’Ambasciata del Giappone e la Fondazione Italia – Giappone, che ha permesso di ripercorre  e approfondire la storia e le tragedie del ‘900. Approfondimento, che ha visto i bambini e i ragazzi delle scuole romane impegnati in una serie di iniziative: dai laboratori sull’arte dell’origami, a conferenze con esperti della cultura giapponese,  fino alla “cerimonia delle mille gru”  dedicata alla cultura, alla storia e alle tradizioni del Giappone. “Ci troviamo di fronte ad una tragedia che ha segnato la storia del Giappone e di tutto il XX secolo. Perchè non si ripeta mai più occorre conoscerla. Il Comune di Roma rivolge il suo invito ai giovani, affinchè partendo dal ricordo di questo avvenimento, possano impegnarsi per un futuro senza conflitti e per la costruzione di una cultura senza le armi nucleari. Per quanto concerne l’impegno all’interno delle scuole, il progetto della memoria su Hiroshima viene riproposto anche per il nuovo anno. Al fine di consolidare lo scambio culturale vorremmo invitare a Roma  gli studenti delle scuole giapponesi, assieme al Sindaco di Hiroshima, Tadatoshi  Akiba”. È quanto dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù  del Comune di Roma, Laura Marsilio.

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Bomba Tiburtina: la parrocchia si mobilita

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Roma.14/3/2010,  La comunitá parrocchiale di San Romano Martire a L.go Beltramelli 18, in occasione della rimozione dell’ordigno bellico ritrovato nel cantiere della stazione tiburtina, si mobilita per garantire ai fedeli il normale svolgimento di tutte le attivitá festive. “Alle persone che, dopo aver partecipato alle S. Messe della domenica non potranno rientrare nelle proprie case fino al termine delle operazioni di despolettamento della bomba, sará   offerta accoglienza – scrive il parroco don Marco in una comunicazione affissa alle porte della chiesa. In particolare alle persone anziane o ammalate sará garantita l’assistenza dei volontari della parrocchia appartenenti alla Misericordia di S. Romano”. Le SS. Messe si svolgeranno come di consueto alle ore 8.30, 10 e 11.30 di domenica mattina nella chiesa parrocchiale, che non risulta inserita nell’elenco degli edifici sottoposti a ordinanza di evacuazione. qui La chiesa sará aperta a partire dalle ore 7 e fino alla conclusione dell’evacuazione come anche gli altri spazi della parrocchia. Nel teatro parrocchiale e in altri locali saranno accolte le persone che desiderano trascorrere la mattinata in ambiente riscaldato, mentre negli spazi all’aperto, campi da gioco e piazzali, le famiglie potranno giocare con i loro figli con l’animazione degli educatori dell’Azione Cattolica. Tutte le iniziative sono state concordate con la sala operativa della Protezione Civile, coordinata dalla Dott.sa Alessandroni, che ha offerto la massima disponibilitá per garantire ai fedeli l’accesso al luogo di culto. “Tutto questo é possibile – conclude il parroco – grazie alla collaborazione di tutti gli operatori pastorali della parrocchia, in particolare dei volontari della Misericordia, che offrono anche tutti i giorni un posto di emergenza con l’ambulanza del 118,  e degli animatori delle varie associazioni presenti nella comunitá: Azione Cattolica, Movimento Apostolico e Scout”

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Bomba al tribunale di Reggio Calabria

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

“Quanto accaduto a Reggio Calabria ha dell’inquietante che non può essere sottovalutato”. A dirlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, riferendosi all’attentato dinamitardo perpetratosi al Tribunale di Reggio Calabria, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi per le persone. “Il Coisp – afferma Maccari – esprime tutta la sua solidarietà ai Magistrati che lavorano nelle Procure “di confine” ed assicura che le Forze dell’Ordine non faranno mai mancare il proprio appoggio per portare avanti indagini, a volte delicatissime, intese a sgominare pericolose bande di delinquenti”. “Nessuno – continua il Segretario Generale del Coisp – può pensare di intimidire la giustizia o peggio ancora di colpirla al cuore. Però – conclude Maccari – questo episodio deve suggerire al Governo, così come ha anche sottolineato oggi dal Procuratore Grasso, che l’intelligence investigativa istituzionale deve essere rinforzato con uomini e mezzi, compresa la tecnologia adatta, e non attraverso scorciatoie che non assicurano sicurezza ma consentono di distogliere l’attenzione mentre, una delinquenza senza scrupoli, alza il tiro”.

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La bomba globale del debito pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Un nuovo fantasma si aggira nelle stanze dei governi e nelle borse dei maggiori mercati mondiali: il debito pubblico! Nel giro di pochi mesi è cresciuto a dismisura come una classica bolla pronta a esplodere. Si va ad aggiungere alle altre mine vaganti della finanza internazionale che fino ad ora si è sottratta a nuovi e più stringenti regole e controlli. Negli Stati Uniti il debito pubblico nel 2009 aumenterà di 2.000 miliardi, il 22% in più in un anno, arrivando a circa 11.500 miliardi complessivamente. Il PIL americano è intorno ai 14.000 miliardi, ma nei primi sei mesi dell’anno ha perso oltre 200 miliardi a causa della recessione economica che fa chiudere fabbriche, crea disoccupazione e riduce i livelli di vita della gente. L’incidenza del debito pubblico dell’82% sul Pil americano sembra contenuta rispetto al livello italiano del 115%, ma occorre non dimenticare che gli USA vantano anche un debito privato di oltre 14.000 miliardi. Si stima che nel 2009 l’Europa metterà sul mercato obbligazioni per 800 miliardi di euro. in massima parte per coprire i nuovi disavanzi. In Germania il debito pubblico aumenterà di circa 200 miliardi. In Spagna il disavanzo è aumentato di 50 miliardi di euro in 7 messi e si teme che a fine anno possa salire all’8-10% del Pil. In Francia il ministro del bilancio calcola un aumento del debito del 10% nel 2009, pari a circa 130 miliardi di euro. In Inghilterra, con un debito privato pari al 115% del Pil, la stampa denuncia che, a seguito delle nazionalizzazioni della Lloyds Bank e della Royal Bank of Scotland in crisi, il governo, accollandosi i loro titoli tossici, porterebbe il debito pubblico dal 46 al 150% del Pil! In Giappone il debitopubblico è già al 170% del Pil e aumenterà quest’anno di parecchie centinaia di miliardi di dollari. In Italia da gennaio a giugno il debito pubblico è aumentato di 90 miliardi raggiungendo la vetta dei 1752,2 miliardi. E le recenti proiezioni fatte dal FMI sul suo andamento nei paesi industrializzati sono ancora più cupe Non è quindi esagerato parlare di un aumento del debito pubblico globale nel solo 2009 di circa 4.000 miliardi di dollari che dovranno essere coperti da nuovi titoli dello stato. Non siamo dei monetaristi che vedono nel debito pubblico una perniciosa interferenza dello stato negli affari economici. Al contrario, crediamo che esso possa avere un importante effetto di stabilità e di stimolo, ma soltanto se viene usato virtuosamente per sostenere e promuovere i settori dell’economia reale, a cominciare dalle grandi infrastrutture che richiedono investimenti di lungo termine. Allo scoppio della Grande Depressione del 1929 il debito pubblico americano era del 17% del Pil. Salì al 40% nel 1934, al 43% nel 1938 e al 121% nel 1946 per il gigantesco impegno nella mobilitazione militare e nella ricostruzione. Però sosteneva investimenti nella produzione, anche quella bellica, che poi ebbe ricadute positive nei settori dell’economia civile, per cui il debito venne poi progressivamente riassorbito. In questi mesi invece si è creato nuovo debito pubblico, in maggior parte neanche per sostenere le spesi correnti, cosa di per sé già problematica, ma per acquistare titoli tossici dalle banche. Solo una piccola parte è andata ad aiutare in modo concreto l’economia produttiva. A partire dalla situazione patologica americana, molti si chiedono quale sarà l’effetto a medio termine di tanto debito e di tanta liquidità sull’inflazione. Inoltre, si stima che l’anno prossimo gli USA e l’Europa dovranno rifinanziare enormi quantità di Obbligazioni del Tesoro in scadenza, rispettivamente per circa 3.000 miliardi di dollari e per 300 miliardi di euro. Anche l’Italia nei prossimi 12 mesi dovrà rimborsare oltre 320 miliardi di vari titoli di stato in scadenza. E’ difficile non immaginare che simili movimenti non provochino serie turbolenze sui mercati e sui tassi di interesse. Il debito pubblico e i titoli di stato sono strumenti molto delicati e pericolosamente devastanti se usati male. L’emergenza della crisi ha erroneamente spinto molti governi a farne uso in modo sbagliato, cioè quasi esclusivamente per salvare istituti finanziari in bancarotta. L’idea che lo stato sia il creditore di ultima istanza funziona e crea stabilità se non se ne abusa. Il default dell’Argentina avrebbe dovuto insegnare qualcosa! (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi Paolo Raimondi, economista)

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