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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘bombardamenti’

Siria: strage degli innocenti e reazione USA

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

attacchi chimici siriani“I veri responsabili dei disastri accaduti in Siria sono Assad, il suo regime e tutti coloro che, per diverse ragioni, lo hanno sostenuto e continuano a sostenerlo. La reazione americana alle inammissibili violazione delle regole internazionali accadute con l’utilizzo di armi chimiche è stata inevitabile. Tutto ciò rafforza la convinzione che qualsiasi approccio unilaterale al tema del terrorismo è destinato al fallimento. Putin ha impugnato la bandiera della lotta al terrorismo per legittimarsi agli occhi della comunità internazionale, ma questo ha prodotto come solo effetto il fatto che ora i venti di guerra fredda non spirano più solo da est ma anche da sud”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare NATO e deputato di Alternativa Popolare.
E aggiunge: “Solo l’intera comunità internazionale, senza veti strumentali da parte della Russia e di qualche suo alleato, può risolvere il problema. È necessaria una soluzione politica condivisa e multilaterale. L’escalation bellica ha come unica conseguenza la sofferenza del popolo siriano, vera vittima di questa instabilità, che in realtà finora ha fatto comodo a molti attori nella regione medio orientale. Per questo occorre un impegno immediato e forte da parte delle Nazioni Unite e degli altri grandi organismi multilaterali come l’Unione Europea, la Lega Araba e l’Unione Africana”.

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“È stata una settimana terribile per i bambini siriani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

siriani sfollatiStanno vivendo e morendo sotto ininterrotti bombardamenti di scuole, case e ospedali. Gli ospedali nella parte orientale di Aleppo e Idlib sono stati presi di mira e gli attacchi alle scuole di Aleppo e Ghouta hanno causato la morte di nove bambini.
Abbiamo visto video di bambini che vengono curati per un’asfissia nella parte orientale di Aleppo. Qualche momento dopo, l’ospedale al-Bayan viene bombardato: madri terrorizzate portano i loro figli verso un sotterraneo, mentre bambini malati sono tirati fuori dagli incubatori per essere trascinati via di corsa, verso la salvezza. Non ci sono più ospedali operativi nella parte orientale di Aleppo, dove più di 100.000 bambini sono rimasti intrappolati sotto uno stato d’assedio e forti bombardamenti e inoltre l’accesso a cibo e medicine è in diminuzione. Hanno bisogno di questi ospedali per restare in vita. I bambini non dovrebbero morire negli ospedali a causa dei bombardamenti, né dovrebbero morire a scuola. Nella parte occidentale di Aleppo sono state attaccate due scuole: otto bambini sono morti e molti più sono stati i feriti. In una scuola, una classe di quarta elementare stava facendo una lezione di danza nel momento in cui un mortaio è caduto nel giardino della scuola. Nella scuola elementare di al-Qarma, nella parte orientale di Ghouta, vicino a Damasco, una ragazza, secondo quanto riferito, è stata uccisa, e sono stati almeno 15 i feriti quando l’edificio ha subito un colpo diretto. I bambini di dieci anni erano a lezione di matematica. Ad Idlib sono state colpite altre due scuole, provocando il ferimento di tre bambini.
Quest’anno, le Nazioni Unite hanno documentato 84 attacchi a scuole in Siria: i bambini deceduti sono stati almeno 69 e molti altri i feriti.Le parti in conflitto devono fermare i bombardamenti a scuole, ospedali e altre infrastrutture civili. Sono azioni che vanno contro il diritto internazionale, e molte di queste sono crimini di guerra.
Le parole rimaste per esprimere la nostra indignazione sono poche. Ci domandiamo se a tutti i responsabili siano rimaste parole per giustificare questi attacchi sui bambini.”

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Somalia: capitale sotto bombardamento mortai

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Mogadiscio. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) è preoccupato per i continui attacchi di mortaio nella capitale somala Mogadiscio, che ieri hanno provocato altre 3 vittime. Diversi colpi di mortaio sono stati lanciati sull’insediamento per sfollati di Beerta Darawiishta (Darwish) vicino al palazzo del Parlamento somalo nel distretto di Waardhiigley intorno alle 02:15 di lunedì mattina. Sono 3 – secondo quanto è stato riferito – gli sfollati rimasti uccisi, tra i quali un padre con suo figlio di 3 anni. Sono inoltre 8 i feriti gravi, tra cui 5 donne e 3 uomini. Si ritiene che l’obiettivo dell’attacco fossero le forze filo-governative insediate vicino al palazzo del Parlamento. Comunque, proprio come è avvenuto in un attacco simile la scorsa settimana sul palazzo presidenziale Villa Somalia – il primo del genere dallo scorso agosto, quando le forze anti-governative si sono ritirate dalla maggior parte dei distretti della capitale – i colpi di mortaio non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, atterrando invece tra gli sfollati. Durante il fine settimana si sono verificati inoltre attacchi di mortaio su Villa Baidoa e Villa Somalia. Non sono statti registrati feriti tra la popolazione civile. Le forze anti-governative – secondo quanto riferito – avrebbero istruito gli sfollati per spostarsi lontano dalle aree circostanti i palazzi presidenziali poiché sarebbe loro intenzione proseguire negli attacchi. L’UNHCR rileva che le forze filo-governative stanno attuando pratiche mirate a ridurre l’impatto del fuoco indiretto sulla popolazione civile ed evidenzia che questi ultimi sono stati informati in anticipo sulla recente attività militare ad Afgooye. Ciò ha consentito loro di lasciare l’area in sicurezza e di cercare assistenza a Mogadiscio e in altre aree.

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Antonio Quatela: Pippo vola sulla città

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

Partisans in Milan

Partisans in Milan (Photo credit: KarlMarx)

Ricordi e testimonianze di bambini e ragazzi milanesi tra fascismo, guerra e Resistenza
Le testimonianze di 23 milanesi che hanno vissuto la loro infanzia sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale quando Pippo, il piccolo aereo bombardiere, scandiva le giornate lanciando sopra la città, quasi ogni sera, i suoi «confetti» di morte. Dalla scuola militarizzata dal regime fascista alle leggi razziali, dall’occupazione nazista del settembre del ‘43 alla stagione della Resistenza, alla libertà riconquistata.
Pagine 194 (testo: 186 + inserto: 1/8) Euro 14,00 Codice 14255X EAN 978-88-425-4788-4

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Bombardamenti contro la popolazione curda

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2011

English: Map of the Anatolia region in AD 1300...

Image via Wikipedia

Ankara Sarebbero decine le vittime, tutte di nazionalità curda, di un bombardamento effettuato dall’aviazione turca nella provincia di Sirnak, nel sud est del Paese, al confine con l’Iraq. Secondo una fonte locale, le vittime del bombardamento facevano parte di un gruppo di una quarantina di persone che aveva oltrepassato la frontiera per attività commerciali con l’Irak. Le vittime sono bambini e giovani, di età compresa tra 12 a 18 anni, oltre ad alcuni pastori del villaggio. Attivisti locali e abitanti della provincia di Sirnex riferiscono che almeno 50 abitanti di Qılaban (Uludere) sono fuggiti per la loro sicurezza, quando gli F-16 turchi hanno cominciato a bombardare la zona questa notte. I residenti non hanno potuto constatare l’entità delle lesioni o raggiungere i feriti a causa del buio e della mancanza di elettricità nella regione. Le agenzia di stampa kurde Firat e Diha hanno pubblicato le foto della strage. Testimoni hanno riferito che i quattro caccia F-16 hanno bombardato il 28 dicembre alle 21,20 intorno al villaggio di Ortasu e a Uludere nella provincia di Sirnak. Lo Stato Maggiore Generale turco in un comunicato ha confermato il bombardamento. Il comando della divisione Gulyazi a Sirnak ha avvertito che queste persone erano conosciute e non erano combattenti del PKK. Il principale partito kurdo BDP ha decretato tre giorni di lutto e ha invitato i kurdi a scendere in piazza per protestare contro il massacro. Affermano Arturo Salerni, presidente di Europa Levante, e Mario Angelelli, presidente di Progetto Diritti: “Vi è necessità di un immediato cessate il fuoco nella regione del sud est dell’Anatolia, per questo chiediamo al Ministro degli Esteri Terzi di adoperarsi per favorire un intervento tempestivo dell’Unione Europea che spinga la Turchia al rispetto dei diritti civili e politici del popolo curdo e della sua richiesta di autonomia democratica, per porre fine ad un conflitto senza sbocco, e per giungere ad una soluzione pacifica e complessiva della questione curda che veda la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, unica garanzia di una pace stabile e duratura, e condizione di un auspicabile allargamento alla Turchia dell’Unione Europea ”

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Contro tutte le guerre

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

The nautic italian flag

Image by Chiara Marra via Flickr

“I Ministri La Russa e Frattini lo scorso 6 maggio sostenevano convintamente che i bombardamenti effettuati dai nostri aerei dell’Aeronautica e della Marina militare sarebbero cessati in tre o 4 settimane e invece è passato più di un mese senza alcun risultato positivo e dopo 11 settimane quella che doveva essere una guerra-lampo si rivela una guerra che non solo è destinata a durare ancora e chissà fino a quando, ma le cui conseguenze cominciano a pesare visibilmente sulle tasche degli italiani e su quelle degli stessi militari della marina e dell’aeronautica, come abbiamo già denunciato con le interrogazioni rivolte al ministro della difesa presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm. L’iniziale previsione di spesa di 700 milioni di euro per i primi tre mesi di campagna militare non era stata preventivata nel già anoressico bilancio della Difesa ed è destinata a crescere a dismisura se l’Italia continuerà a partecipare attivamente ora che la Nato l’ha prorogata di altri tre mesi. L’Italia è stata trascinata in una guerra pianificata e decisa a tavolino da altri, non per scopi umanitari ma per squallidi interessi economici che hanno trovato negli esponenti di un Governo debole e irresponsabile, quale è quello italiano, un soggetto facilmente manovrabile. Invece di spendere soldi per le bombe si spendano per finanziare adeguatamente la macchina dell’assistenza e dell’integrazione. Sicuramente gli Italiani sopporteranno meglio il sacrificio economico.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Libia: stop raid aerei

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

“I Ministri La Russa e Frattini sostengono che i bombardamenti effettuati dai nostri aerei dell’Aeronautica e della Marina militare potrebbero cessare in tre o 4 settimane perché evidentemente qualcuno – finalmente- li ha informati che il carburante e quanto altro serve per far volare i caccia si sta esaurendo con molta rapidità. Già dal 29 aprile scorso, giorno successivo all’inizio dei bombardamenti su obiettivi militari libici da parte dei caccia italiani, avevo dichiarato che se non sarà la logica a fermare l’intervento armato dell’Italia in Libia lo faranno i pesanti tagli effettuati sul bilancio della Difesa. Evidentemente non mi sono sbagliato e come il solito questo dimostra che per il Governo nelle politiche di difesa ed esteri l’improvvisazione è la regola.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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In guerra al ritmo del bunga-bunga

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Mag 2011

E’ il momento delle scelte politiche che non possono essere condizionate dai sondaggi, come è consuetudine di questo governo. Non discuto la scelta di partecipare ai bombardamenti, scaturita dopo la telefonata-ultimatum di Obama, metto in discussione la credibilità di questo presidente del consiglio che naviga a vista, secondo gli umori che più favoriscono i suoi personali interessi. Ora, evidentemente, gli interessi di Berlusconi coincidono con l’esigenza di non urtare il capo della casa Bianca, per cui rinnega quanto detto fino a ieri e scende a patti per mantenersi in sella. Berlusconi è l’ultima persona in grado di pilotare la nazione in un frangente nel quale necessitano decisioni, anche impopolari se necessarie; le scelte del capo del governo sono, invece, suggerite dalla paura fottuta di perdere le imminenti elezioni, cosa che sarebbe favorita ove scontentasse i desiderata USA. Non si può mandare l’aviazione a bombardare una nazione fino a ieri indicata come “esempio di democrazia”, al ritmo del bunga-bunga. Ognuno deve seguire le proprie tendenze specifiche, senza improvvisazioni che non gli competono: non si può transitare dalle cene porno alle decisioni politiche, dall’amicizia con annesso baciamano ai bombardamenti delle postazioni militari, da Ruby e Noemi al tavolo internazionale di crisi, a meno che non si accetti il ruolo passivo del buffone di corte. (Rosario Amico Roxas)

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Libia: lotta imperialista

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Il PMLI fin dal primo momento si è schierato fermamente e senza indugio con l’eroica rivolta del popolo libico contro l’oppressore e affamatore Gheddafi, che non è più, e da tempo, l’anticolonialista e l’antimperialista del 1969. Gradualmente, sposando gli interessi economici, finanziari e politici della cricca borghese e antipopolare che è al potere, ha instaurato una dittatura di tipo fascista. Alla fine ha causato la ribellione del suo popolo, che sta massacrando, persino sottoponendolo a incessanti bombardamenti, per rimanere al potere. E’ giusto, quindi, aiutare con tutti i mezzi il popolo libico, ma non con quelli militari, come ha deciso il Consiglio di sicurezza dell’Onu, violando così la sovranità nazionale della Libia. Per il PMLI è chiaro che ai paesi imperialisti non interessa tanto la salvezza del popolo libico quanto assicurarsi il petrolio e il gas libico e legare totalmente a sé il nuovo governo libico. In tal modo il popolo libico cadrebbe dalla padella alla brace. Il PMLI, pertanto, è risolutamente contrario a qualsiasi forma di intervento militare degli imperialisti, che costituirebbe in ogni caso un atto di guerra alla Libia, e chiede con forza al governo italiano di non prendervi parte. Né una base, né un aereo, né una nave, né un soldato italiani deve essere impiegato per l’aggressione imperialista alla Libia. Comprendiamo la fregola interventista del nuovo Vittorio Emanuele III, Napolitano, e del nuovo Mussolini, Berlusconi, che non vogliono perdere lo spazio economico, commerciale e politico che l’Italia imperialista si è conquistato in Libia, ma come è possibile che questi guerrafondai siano seguiti e appoggiati anche dai partiti, dai movimenti pacifisti, anche cattolici, e dai media della “sinistra” borghese?Che il popolo, gli autentici pacifisti e gli antimperialisti italiani facciano sentire la loro voce per fermare il boia Gheddafi e gli aggressori imperialisti della Libia. Con il popolo libico fino alla vittoria!Libia libera da Gheddafi e dagli imperialisti! (comunicato Pmli)

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Anniversario dei bombardamenti messinesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Mag 2010

‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” ricorda il 67° anniversario dei terribili bombardamenti che squassarono e sconvolsero la città di Messina nei giorni 24 e 25 maggio del 1943.  Non fu mai accertato il numero preciso delle vittime, nessuna parte della città, considerata obiettivo prioritario in vista delle successive operazioni militari ,fu risparmiata dall’Ospedale Piemonte al Porto, al Grand Hotel  allo stabilimento tipografico de “la Gazzetta”.  Ricordare oggi quegli eventi  significa onorare quei morti e quelli che ancora viventi ricordano quelle drammatiche ore ma anche dire che i Messinesi, Messina hanno coscienza della loro storia, del loro passato e della loro Memoria e che non possono accettare nessuna scelta che miri a svilirne la peculiare proiezione come Città Siciliana nel  Mediterraneo e nel Mondo.  Ecco perché coltivare il ricordo di eventi belli o brutti  (come appunto i bombardamenti dei giorni 24 e 25 maggio 1943) ci inducono a difendere l’integrità e la concretezza storica, politica, geografica di Messina per la quale e nella quale, da sempre, i suoi cittadini hanno vissuto e lottato.  Ecco perché Noi Indipendentisti du Cumitatu Missinisi du F.N.S. concordiamo con coloro che vorrebbero che le due giornate fossero dichiarate Giornate della memoria, ecco un altro motivo  perché diciamo decisamente No al ponte sullo stretto.

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