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Posts Tagged ‘bombe’

Le “bombe” del nostro tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

Pur di restare nel clima bellicoso dei nostri tempi le bombe diventano altrettante mine vaganti nei nostri mari e in quelli altrui. L’Italia, nello specifico, sta sperimentando l’uso da parte di milioni di disperati di servirsi della “bomba demografica” per approdare lungo le nostre spiagge. Nel vicino oriente la minaccia lungo la via dei Balcani proviene dalla Turchia con i suoi quattro milioni e passa di profughi siriani. Lo stesso sta accadendo tra il Messico e gli Stati Uniti e in Asia dall’India alla Cina e con una loro migrazione strisciante in Europa e nella parte restante del mondo. Si aggiungono altrettanto inquietanti e devastanti le “bombe d’acqua” con il seguito di temporali, tornado et similia e poi, tanto per completare il quadro, ci pensano i terroristi per un verso e le guerre civili scatenate più per avidità e sete di potere che non per riscattare un diritto alla vita e al vivere decentemente.
Impedire queste invasioni, in specie quelle migratorie, senza freno, è impresa che diventerà sempre più difficile se non impossibile. Su questo punto, però, bisogna essere chiari. E’ giusto soccorrere in mare i naufraghi e foraggiarli, una volta sbarcati, ma è una pura follia pensare che il diritto all’ospitalità possa in tal modo esaurirsi. Dovremmo garantire loro un lavoro, un’assistenza sanitaria, un alloggio alla pari degli autoctoni. E’ un genere di trattamento che, se parliamo del caso Italia, è irrealizzabile perché dobbiamo fare sempre più i conti con i problemi di casa nostra che non sono indifferenti come il lavoro, l’abitabilità, l’assistenza e la previdenza.
Vi è poi, non certo trascurabile, la variabile dipendente di una società che sta diventando più tecnologica e dove il livello culturale degli addetti diventa sempre più elevato. Già in questi ultimi anni il nostro paese si trova con un triste primato dove ha accolto in questi ultimi tre anni oltre seicentomila immigrati con un livello d’istruzione mediamente molto basso e nello stesso tempo oltre duecentomila nostri connazionali lasciano il paese per cercare lavoro altrove. E si tratta, questa volta, di personale per lo più specializzato e con un livello culturale medio-alto. Questo depauperamento del sistema Italia non è più tollerabile e se l’Europa comunitaria non se ne fa una ragione il problema non sarà solo italiano perché come le masse premono lungo le spiagge del nostro paese un domani si riverseranno sul resto del vecchio continente e allora sarà troppo tardi correre ai ripari.
(Riccardo Alfonso)

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«Le bombe sono cessate, ma l’emergenza è la stessa»

Posted by fidest press agency su martedì, 17 ottobre 2017

aleppoAleppo. Così il vicario apostolico di Aleppo, monsignor Georges Abou Khazen, scrive personalmente a decine di migliaia di Benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre, descrivendo la drammatica situazione nella martoriata città siriana, dove per i cristiani «ogni aiuto può fare la differenza tra partire e rimanere».È in questa realtà che ACS sostiene da quasi tre anni il progetto Goccia di latte, che ogni mese assicura latte in polvere a 2850 bambini al di sotto dei 10 anni, appartenenti a 1500 famiglie cristiane. In questi giorni la Fondazione pontificia ha lanciato una nuova campagna per garantire il latte ai bambini nel 2018.«Un’iniziativa essenziale che si rivolge alle principali vittime del conflitto, i bambini – spiega il presule – Molti di loro sono infatti rimasti traumatizzati dalle violenze e tanti hanno perso dei familiari o addirittura dei compagni di scuola. Almeno così potranno crescere sani e forti». Una Goccia di latte è un contributo importante anche per i genitori, che hanno ritrovato la serenità di poter dare del latte ai propri figli. Con la svalutazione della lira siriana, tanti generi alimentari sono infatti divenuti beni di lusso. Incluso il latte in polvere il cui costo è di 3mila lire siriane a confezione. Una cifra che può sembrare modesta, ma che per molte famiglie è insostenibile, dal momento che uno stipendio medio è di appena 30mila lire siriane, 50 euro, e molti dei cristiani sono rimasti disoccupati a causa della guerra.La fine dei bombardamenti su Aleppo spinge alcune delle famiglie cristiane che hanno abbandonato la città a farvi ritorno. «Ma perché questo accada – scrive monsignor Abou Khazen ai Benefattori ACS – e affinché anche le altre famiglie restino, dobbiamo aiutarle. Un padre che non può dare da mangiare ai propri figli andrà ovunque pur di garantirglielo».Il sostegno concreto offerto ai cristiani siriani dai loro fratelli nella fede occidentali, è anche fonte di speranza. «È grazie al vostro aiuto se possiamo rimanere qui e sostenere la nostra povera gente. E così non ci sentiamo una minoranza piccola e perseguitata, ma parte di quella grande famiglia che è la Chiesa universale».

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Bombe su un ospedale di Medici senza Frontiere in Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

Maria Pilar Perèz AspaMacerata. Un nuovo attacco contro un ospedale in Siria miete ancora vittime tra i medici e i pazienti. Un ospedale sostenuto da Medici Senza Frontiere (Msf), partner del Macerata Opera Festival, centro di riferimento specializzato in pediatria che forniva cure mediche essenziali a circa 70.000 persone nella città siriana di Millis, nella provincia di Idlib. Sabato 6 agosto è stato distrutto, quattro membri dello staff dell’ospedale e altre nove persone – tra cui cinque bambini e due donne – sono stati uccisi nei due attacchi aerei che hanno centrato direttamente l’ospedale e nei due attacchi che hanno colpito le vicinanze dell’edificio. Altri sei membri dello staff sono rimasti feriti.È sempre maggiore l’intensità del conflitto nella zona che ha distrutto la maggior parte dell’edificio: la sala operatoria, l’unità di terapia intensiva, il reparto di pediatria e circa l’80 per cento dei dispositivi medici, le ambulanze e il generatore.
Macerata Opera Festival esprime tutta la solidarietà al Partner Medici senza Frontiere per il grave attacco subito e fa appello al pubblico del Festival perché doni in questa ultima settimana a favore dell’organizzazione umanitaria Premio Nobel per la Pace. È possibile farlo liberamente in occasione di ogni serata e spettacolo del Festival, all’ingresso dello Sferisterio durante le Opere, e infine sarà possibile farlo giovedì 11 agosto partecipando allo spettacolo Medea, a favore di MSF. Per ogni biglietto acquistato saranno devoluti 2€ alla campagna Milioni di Passi. (foto: Maria Pilar Perèz Aspa)

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Libia: bombe sui manifestanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

“Le ultime notizie giunte da Tripoli relative all’utilizzo dell’aviazione militare contro i manifestanti che in questi giorni chiedono a gran voce la cacciata del dittatore Gheddafi, rappresentano un fatto di una gravità senza precedenti”. Lo ha affermato Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e già sottosegretario agli Affari esteri. “L’Italia non può continuare a tacere di fronte agli orribili massacri compiuti dall’esercito del dittatore Gheddafi contro migliaia di giovani che stanno manifestando per chiedere democrazia e rispetto dei diritti umani”, sottolinea Vernetti, che conclude: “Chiedo al Governo, e in particolare al ministro per gli Affari esteri Franco Frattini, di convocare immediatamente l’ambasciatore di Libia in Italia ed esprimergli la più dura protesta del Governo italiano per le violenze di queste ore”.

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Il coraggio delle bombe

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

Lettera al direttore. Sergio Romano, sul Corriere della Sera (11 febbr.), ad un lettore che propone di aiutare i nostri militari in pericolo in Afghanistan, fornendo di bombe gli aerei dell’Areonautica militare, risponde: “Occorre un atto di coraggio che il governo, in questo momento, non ha il tempo e la voglia di fare”. Il coraggio di sganciare bombe, soprattutto oggi, è una sorta di contraddizione in termini. Il vero coraggio per aiutare i nostri soldati, è quello di affrancarsi dalla soggezione agli americani; di prendere decisioni per conto proprio, di riconoscere che la democrazia non si esporta bombardando. Il vero coraggio è far rientrare immediatamente i soldati in patria, ché solo la necessità e l’inevitabilità giustificano la facoltà di uno Stato di mettere a repentaglio la vita dei propri soldati. E solo chi è in mala fede può sostenere che la guerra in Afghanistan sia necessaria ed inevitabile. Basterà, infatti, la decisione degli Americani di ritirarsi, per far sì che necessità ed inevitabilità svaniscano d’incanto. (Veronica Tussi)

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Bombe nucleari americane in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

I capi di stato della NATO s’incontreranno in Portogallo questo fine settimana per discutere un piano segreto: raggruppare tutte le bombe nucleari americane presenti in Europa in Turchia e in Italia, che ne conta già 80. Nonostante il mondo vada verso il disarmo nucleare, e la Germania e il Belgio abbiano chiesto lo smantellamento degli armamenti nucleari americani dopo un allarme sicurezza, il segretario della NATO e altre voci influenti vogliono mantenere l’arsenale europeo a tutti i costi. E il nostro governo sembra disponibile a trasformare l’Italia in un enorme magazzino nucleare per la NATO. http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl
Sul suolo europeo ci sono ancora 200 bombe nucleari americane, che originariamente servivano da deterrente durante la guerra fredda. Secondo le stime degli esperti in Italia ci sarebbero dalle 70 alle 90 bombe, alcune addirittura 10 volte più potenti di quella di Hiroshima. L’anno scorso il Presidente Obama fece un appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari. Da allora, il Belgio, la Germania e l’Olanda sono stati contagiati dallo slancio per il disarmo e i loro parlamenti e alti funzionari hanno richiesto alla NATO di ritirare le bombe nucleari americane. Ora, lontani dall’attenzione dei media, i leader della NATO potrebbero lanciare un nuovo piano per raggruppare in un unico sito tutte le armi nucleari, e ci sono forti indicazioni che potrebbero portare proprio all’Italia e alla Turchia. ( n.r. Questa notizia ci è pervenuta da  Luis Morago – Avaaz.org e abbiamo cercato di verificarne l’autenticità ma gli organismi interessati: Ministero della Difesa, presidenza del consiglio, ministero degli Esteri non hanno inteso rilasciare dichiarazioni)

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Afghanistan: un po’ di buon senso

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm. “Finalmente un po’ di buonsenso da un esponente di questo Governo. Evidentemente i nostri appelli contro l’uso delle bombe e degli aerei non sono passati inosservati e ci fa piacere che un esponente di Governo come il sottosegretario Crosetto abbia sostanzialmente affermato l’inutilità dell’uso del mezzo aereo in Afghanistan  e che abbia anche fatto riferimento all’inutilità del supercaccia JSF. Adesso ci auguriamo che Crosetto sia anche capace di suggerire al Governo di prendere attentamente in considerazione non la nostra proposta di sospensione temporanea e di riduzione del programma di acquisizione dei 131 aerei JSF che abbiamo lanciato da molti mesi e consentirebbe di ottenere risparmi per 3,6 miliardi di Euro, ma bensì quella americana annunciata dalla commissione presidenziale voluta da Obama che suggerisce di tagliare del 15% il budget per le armi del Pentagono per riuscire a tenere in piedi il bilancio federale Usa. Mentre gli americani tagliano le spese “inutili” qui in Italia il Governo continua a spendere soldi, che forse neanche ci sono, per armamenti sicuramente inutili per un paese che non è in guerra, e ci riferiamo agli ultimi 933,8 milioni di euro che la IV  Commissione permanente della Camera ha licenziato frettolosamente e favorevolmente, senza neanche avere a disposizione i chiarimenti che aveva richiesto al Ministro della Difesa.
3,5 miliardi di Euro non sono assolutamente una risorsa da trascurare in un momento di evidente crisi, come  è quello attuale, dove il Governo sta  raschiando il fondo del barile per riuscire ad evitare l’assalto popolare al Palazzo.”.

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L’aiuto migliore per i nostri soldati

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Lettera al direttore.  Il ministro La Russa,  intervenendo a “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, su Rai3, a proposito del recente attacco contro i militari italiani in Afghanistan,  ha detto che accetterebbe «qualsiasi decisione», compreso l’impiego delle bombe, «se mi convincessero che questo aiuta i nostri ragazzi sul territorio».  Ma che a che tipo di bombe si pensa? Forse a quelle a grappolo, quelle proibite dall’Onu; quelle che disperdono 150, 170 frammenti che non sono schegge qualsiasi, bensì trappole micidiali, colorate per incuriosire chi fruga fra le macerie o le ritrova fra l’erba dei campi? Quelle che l’Italia continua tranquillamente a vendere? Io però suggerirei una misura più efficace ed innocua ad un tempo. Lanciare sul nemico migliaia di volantini con la fotografia del ministro La Russa col suo mefistofelico sorriso. I musulmani, come i cristiani, temono il diavolo e sicuramente si daranno a precipitosa fuga. Scherzi amari a parte, l’aiuto migliore per i nostri ragazzi è di farli rientrare immediatamente a casa, senza aspettare altre inevitabili bare, e funerali a Santa Maria degli Angeli. (Elisa Merlo)

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