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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘bond’

Assured Guaranty Wraps University of Leicester Bond Issuance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Assured Guaranty (Europe) plc (AGE)* announced that it has guaranteed principal and interest payments on £124 million of bonds issued by Freemens Common Village LLP. The bond issuance** will finance the construction of new student accommodation at the University of Leicester (the University). As a result of the guarantee from AGE, the bonds are rated AA by S&P Global Ratings. The underlying project is rated BBB-. The 45-year inflation-linked bond, which reached financial close on 2 August 2019, took advantage of low long-term rates and was issued as a private placement to UK investors.The bonds will finance a total of 1,164 new bedspaces for university students, a multi-storey car park and new teaching facilities. The halls are located on campus and are designed to house both undergraduate and postgraduate students in a wide mix of room types including en-suites, studios, micro rooms and townhouse units.Engie Regeneration Limited (Engie) will build and maintain the halls through wholly owned subsidiaries, delivering the accommodation in two phases over three years. Equitix is the main sponsor of the project company, with Engie as a co-sponsor. The University has a 10% stake in the project company.

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DLA PIPER, Mediobanca e AKIN GUMP con Bonfiglioli e Pricoa Capital Group per un bond da 125 Milioni USD

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

Bonfiglioli e Pricoa Capital Group hanno sottoscritto una Shelf Facility da 125 Milioni di USD attraverso la quale il Gruppo Bonfiglioli avrà facoltà di emettere, nei prossimi tre anni, Private Placements che saranno sottoscritti da parte di Pricoa Capital Group. Questa operazione segna il primo collocamento privato di Bonfiglioli.La fase fortemente espansiva di Bonfiglioli nel mondo (ca. +25% di fatturato dal 2015) insieme al sensibile aumento di profittabilità (EBITDA: ca. +60% dal 2015) permettono a Bonfiglioli di consolidare e rafforzare l’esecuzione del piano strategico del prossimo periodo.In questo contesto, la partnership con Pricoa aggiunge un finanziatore esperto e di lungo termine alla struttura del capitale di Bonfiglioli, aumentando al tempo stesso la diversificazione dei finanziamenti dell’azienda.
Bonfiglioli è stata supportata nell’operazione da DLA PIPER che ha agito con un team multi-jurisdictions coordinato dal partner del dipartimento Finance & Projects Chiara Anceschi con il lawyer Giorgio Paludetti e composto dal partner Luciano Morello coadiuvato dal lawyer Martina Antoniutti per la parte DCM, dal partner Tony Lopez coadiuvato dal lawyer Jenny Sugden per gli aspetti US, dal partner Andrea di Dio coadiuvato da Federico D’Amelio per gli aspetti tax. Sono stati coinvolti anche i team finance & projects di Francoforte e Bratislava.Advisor dell’operazione è stato Mediobanca con l’Head of Debt Coverage Roberto Turati insieme ad Andrea Borna.Per Prudential ha agito Akin Gump Strauss Hauer & Feld per la parte US con i partners Tom O’Connor e Chip Fischer mentre NCTM con Andrea De Tomas ha gestito la parte Italiana.Settlement Agent dell’operazione e’ stato BNY Mellon assistita da Hogan Lovells.

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Bond Portugal Telecom – Oi Brasil: disponibile il ‘Form of Acceptance Notice’

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Il “Form of Acceptance Notice” si deve presentare entro il 31 agosto. Venerdì 27 luglio è avvenuto il concambio dei titoli nell’ambito del “Recuperacao Judicial” del Gruppo Oi Brasil – Portugal Telecom.I creditori che hanno individualizzato il proprio credito entro l’8 marzo scorso, e soltanto loro, trovano il documento denominato “Form of Acceptance Notice” all’interno della propria area personale nel sito internet https://www.dfkingltdevents.com, precisamente nella sezione “My Entitlements”.
Il “Form of Acceptance Notice” è il documento che attesta il credito ammesso al passivo del concordato e il valore del nuovo credito che per i “Non Qualified”, vale a dire la maggioranza degli obbligazionisti, consiste in Loans denominati in Dollari USA ed emessi per il 50% del credito ammesso al passivo.
Alcuni istituti richiedono il documento in originale, ma trattandosi di un file da scaricare nel sito internet non esiste un originale, così come non esiste ulteriore documentazione da compilare, altra cosa che viene a volte richiesta.Ricordiamo anche l’ulteriore passo da compiere da parte degli aderenti alla “Non Qualified recovery” di cui ci occuperemo a breve, ossia accedere al sito internet dell’agent del titolo posseduto per compilare la “Individual onboarding form” oppure la “Corporate onboarding form”, a seconda se persone fisiche oppure giuridiche. (Anna D’Antuono, consulente legale Aduc)

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Bce: taglia bond a 15 mld/mese fino dicembre, poi stop

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

La Banca Centrale Europea ridurrà gli acquisti di titoli fatti attraverso il Qe a 15 miliardi al mese da ottobre a dicembre, per poi portarli a zero da gennaio in poi.”Una brutta notizia. L’Italia ora è nei guai. Nonostante lo slittamento da settembre a dicembre, la riduzione a 15 mld rischia di avere effetti immediati sullo spread” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Pagheremo il fatto di non aver saputo approfittare del QE e dei bassi tassi di interesse per abbattere il debito pubblico in valore assoluto. Ogni anno vanno in scadenza 400 miliardi di debito. Un punto in più di tasso di interesse, quindi, equivale ad una mini manovra da 4 miliardi” conclude Dona.

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Popolare Vicenza e Veneto Banca: come ricevere l’indennizzo per i bond subordinati

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

bancaE’ stato pubblicato il regolamento che disciplina l’accesso all’indennizzo forfettario per i possessori di bond subordinati di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. I possessori di bond subordinati delle due ex popolari venete possono presentare istanza al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che gestisce le pratiche, entro il 30 settembre. E’ facile ipotizzare che il termine sarà prorogato, come avvenuto per le richieste riguardanti i titoli subordinati delle quattro banche finite in risoluzione nel novembre del 2015.Nel frequente caso di titoli cointestati, la domanda deve essere presentata da tutti i cointestatari che siano in possesso dei requisiti sopra indicati. E’ possibile presentare un’unica istanza da parte di uno dei cointestatari se corredata di apposita delega.Il rimborso per gli aventi diritto è pari all’80% cui Intesa Sanpaolo aggiunge di suo (si fa per dire, dato che ha ricevuto in regalo le due banche da parte dei contribuenti) un ulteriore 20%. La percentuale viene calcolata su un valore pari al corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari subordinati al netto degli oneri e delle spese direttamente connessi all’acquisto e della differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un BTP in corso di emissione di durata finanziaria equivalente oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di BTP in corso di emissione aventi durata finanziaria più vicina.Il ristoro è destinato alle sole persone fisiche, agli imprenditori individuali e agricoli ed ai coltivatori diretti. E’ esteso ai loro eredi o coniugi, conviventi more uxorio e parenti entro il secondo grado che abbiano i bond per trasferimenti tra vivi.L’acquisto o sottoscrizione dei bond deve essere stato effettuato entro il 12 giugno 2014, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della Direttiva “Brrd” sui salvataggi bancari.L’acquisto deve essere avvenuto nell’ambito di un rapporto negoziale diretto dell’investitore con una delle due banche emittenti. Sono quindi esclusi tutti gli obbligazionisti che hanno sottoscritto oppure comprato i titoli presso altri intermediari, incluse le banche che facevano parte dei due gruppi Veneto Banca e Popolare Vicenza. Sono anche esclusi gli acquisti effettuati sul mercato mediante le due banche, quando queste hanno agito solo da intermediari.I titoli devono essere stati posseduti alla data del 25 giugno 2017.Ci sono poi dei parametri di natura patrimoniale oppure reddituale da rispettare. Essi sono
– Essere in possesso di un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 inferiore a centomila euro, escluso il valore dei titoli azzerati oppure:
– Disporre di un reddito complessivo ai fini Irpef anno 2014 (dichiarazione del 2015) inferiore a trentacinquemila euro.
E’ sufficiente rispettare uno soltanto dei due parametri, non per forza entrambi. Per maggiori informazioni o assistenza, gli interessati possono contattare Aduc tramite il canale Investire Informati del sito web. (Anna D’Antuono, legale consulente Aduc)

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Che cosa rimane dei “reflation trades”?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

borsa-merci-telematica-italianaA cura di Guglielmo Manetti, Vice Direttore Generale di Intermonte Advisory e Gestione, la divisione di Intermonte SIM che si occupa di risparmio gestito e advisory Analizziamo i cosiddetti “reflation trades” 7 mesi dopo l’elezione di Trump Le elezioni di Trump avevano innescato una fase rialzista delle attese di inflazione nel mondo, trascinando al rialzo i mercati e innescando una fase di switch importante da bond a azioni.
Il movimento dei mercati è stato accompagnato da un effettivo miglioramento della macro globale, in particolare in Europa (ma anche in Italia) e da revisioni al rialzo delle stime di utili, dando quindi maggiore giustificazione al rialzo dei mercati. Se migliora l’economia e migliorano gli utili delle aziende perché i mercati azionari non devono salire? Tuttavia, a distanza di 7 mesi, stiamo notando una significativa e preoccupante inversione del trend. In questo report analizziamo pertanto cosa rimane del cosiddetto reflationary trade (ovvero il movimento del mercato innescato da attese positive sull’inflazione) e vediamo quali messaggi arrivano oggi dalle principali variabili in esame: la macro, le performance dei settori/titoli e gli utili aziendali.
Partiamo dalla macro: buone notizie ma non più sorprendenti…
Le elezioni di Trump avevano innescato una fase rialzista delle attese di inflazione nel mondo, trascinando al rialzo anche molti indicatori di attività economica a livello globale, segnalando quindi un trend virtuoso e generalizzato di ripresa economica.
Una efficace rappresentazione grafica di questo trend è data dall’indice Citigroup Economic Suprise Index (CESI) che misure le sorprese positive o negative di un aggregato dei principali indicatori macroeconomici rispetto alle attese del mercato. Un indice sopra lo zero segnala un momentum macro positivo mentre sotto lo zero negativo.
Si vede come dalle elezioni americane (riga rossa) gli indici in Europa e USA siano molto migliorati, ma siano scesi di recente in Europa e addirittura crollati a -80 negli USA, un livello che non si vedeva dal 2015. (Indici Citigroup Economic Surprise Index in USA e Europa) – (fonte: Factset)

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Bond per la messa in sicurezza del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

terremotoLe devastazioni e la perdita di tante vite umane, a causa dei disastri che ripetutamente colpiscono il territorio del nostro Paese, naturalmente provocano emozioni forti, suscitano diffusa solidarietà e spingono gli stessi governanti ad assumere impegni. Ciò è quanto è accaduto anche a seguito del recente terremoto.
In verità la messa in sicurezza anti sismica è un problema antico che riguarda la gran parte del territorio italiano. La semplice ricostruzione delle aree colpite e la ristrutturazione anti sismica in tutto il territorio nazionale interesserebbero non meno di 12 milioni di unità abitative con investimenti prevedibili di circa 100 miliardi di euro.
Se si aggiungesse anche l’improcrastinabile intervento di stabilità idrogeologica dell’intero Paese, allo scopo di evitare le continue e devastanti alluvioni, frane e altri deterioramenti del territorio, bisognerebbe aggiungere almeno altri 40-50 miliardi di investimenti.
Indubbiamente si tratta di cifre molto importanti. Soprattutto se si considerano anche i costi delle perdite di vite umane e delle distruzioni di proprietà e di ricchezze provocate dai vari cataclismi.
Secondo l’ufficio studi della Camera dei Deputati in 48 anni sarebbero stati spesi circa 121 miliardi di euro per ricostruire ciò che i terremoti hanno distrutto!
Ovviamente il ruolo dello Stato, anche in questi casi, è insostituibile. Non c’è libero mercato che tenga. E’ compito dello Stato garantire la sicurezza ai propri cittadini. Perciò è sacrosanto, come fa il nostro presidente del Consiglio dei ministri, chiedere che gli investimenti per la ricostruzione e per la messa in sicurezza del territorio siano posti fuori dai ristretti parametri del Trattato di Maastricht.
La dimensione degli investimenti richiesti non potrebbe essere soddisfatta da una semplice flessibilità di bilancio!
Lo Stato, secondo noi, potrebbe emettere specifiche “obbligazioni per la ricostruzione” al fine di creare liquidità da destinare esclusivamente alla realizzazione del programma di investimenti. Potrebbe essere la Cassa Deposti e Prestiti a farsene carico, al fine di non farli rientrare nell’alveo del debito pubblico. Del resto la stessa Germania usa in tale senso la sua Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, la gigantesca banca di sviluppo tedesca che, con attivi per oltre 500 miliardi di euro, è da sempre considerata fuori dal bilancio statale. La KFW è stata il motore della ricostruzione e dello sviluppo dell’economia tedesca.
Tale scelta non potrebbe che essere condivisa perché, come noto, il debito sarebbe strettamente legato a politiche di sviluppo che creano non solo unità abitative sicure ma anche produzione, occupazione, aumento della produttività e maggiori introiti fiscali. Così lo stesso debito iniziale verrebbe in parte ripagato e creerebbe allo stesso tempo nuova ricchezza.
Ai sottoscrittori delle obbligazioni si potrebbe estendere la garanzia dello Stato fino al valore di 100.00 euro, così come avviene per i conti correnti bancari. Sarebbe una forma di forte incentivazione.
Importante che detti titoli siano di lungo termine, almeno 10 anni, con capitale nominale garantito, ad un tasso di interesse basso ma comunque superiore al tasso zero di oggi.
Un secondo strumento per sostenere i menzionati investimenti potrebbe essere simile a certi contratti di assicurazione sulle vita. Il risparmiatore verserebbe un capitale, ad un tasso di interesse stabilito, mantenendolo bloccato per un certo numero di anni. Alla scadenza avrebbe diritto alla restituzione del capitale investito più gli interessi maturati, oppure ad una rendita commisurata. In questo caso non si avrebbe alcuna emissione di obbligazioni ma si tratterebbe di “assicurazioni sulla stabilità del territorio”. Anche questo strumento potrebbe essere gestito dalla stessa CDP.
Per incentivare tali “polizze assicurative”, lo Stato potrebbe anche qui offrire una garanzia fino a 100.000 euro e altri eventuali incentivi.
Purtroppo i governi preferiscono creare un debito anonimo, e non mirato a settori specifici di intervento, perché in questo modo possono gestirlo come meglio credono, anche per coprire altri buchi di bilancio. Ma il disegno che dovrebbe stare alla base delle messa in sicurezza dell’intero territorio rappresenta una grande sfida ma anche l’opportunità di indirizzare e programmare l’economia in un modo differente dal passato, compatibile con la difesa della natura e dell’ambiente.
Naturalmente i controlli di qualità, di trasparenza e di rispetto delle regole sono fondamentali per la riuscita del progetto. Così come è indispensabile il coinvolgimento delle popolazioni interessate. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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I bond dei Paesi periferici: la scelta più efficiente in un mondo di rendimenti bassi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2016

graficoA cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm. Diciassette anni dopo l’adozione della moneta unica, permangono ancora notevoli differenze tra i Paesi che hanno deciso di fare dell’euro la loro nuova valuta, divisi sostanzialmente tra un nord Europa economicamente stabile e un sud indebitato che a stento riesce a crescere. Mentre le nazioni del nord come la Germania o la Francia possono giovarsi dell’avanzo delle partite correnti, un basso tasso di disoccupazione e un’economia solida, quelle dell’Europa periferica come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo soffrono tutte di notevoli deficit e di una grossa fetta di popolazione senza occupazione, priva di risorse economiche, quindi risparmi su cui poter contare.Nei mercati finanziari queste divisioni sono rese ancora più visibili dalla differenza nei tassi di interesse che i diversi governi riservano a chi presta loro denaro. Mentre in Germania i tassi sul debito pubblico si aggirano intorno al livello record dello 0%, in Italia si arriva all’1,43% e in Spagna all’1,47%. La Grecia ha raggiunto tassi pari al 18% durante la crisi del debito greco, per poi scendere fino al 7,6% (ancora molto alti se comparati alla Germania).Naturalmente questi tassi così elevati rispetto ai titoli di stato tedeschi, non fanno che riflettere l’alto rischio che caratterizza gli investimenti in aree economiche periferiche.In un mondo di tassi bassi i Titoli di Stato dei Paesi periferici diventano sempre più popolari.
Nonostante l’elevato grado di rischio a cui si va incontro con i titoli di stato dei periferici, gli investitori vedono nel “sud Europa” il giusto equilibrio tra rischio e rendimento se comparato ad altre asset class.
Nulla di sorprendente in realtà. Fino all’ultimo trimestre del 2015, il debole tasso di crescita, il clima di incertezza geopolitica e le politiche monetarie delle banche centrali mondiali, hanno alimentato tra gli investitori la ricerca di soluzioni in grado di generare rendimenti, di asset sicuri, di investimenti di lungo termine e titoli di stato di qualità.A marzo 2016 la BCE ha deciso di estendere il programma di quantitative easing tagliando ancora di piu’ i tassi, portando gli acquisti mensili dei titoli di Stato da 60 a 80 miliardi e inserendo nel piano anche i corporate bond (i bond denominati in euro emessi da società non finanziarie).
grafico1In particolare, per il 2016 l’offerta di nuovi titoli di stato governativi nell’Eurozona dovrebbe attestarsi secondo le stime intorno ai 744 miliardi di euro (meno dei 790 miliardi del 2015), e gli acquisti della BCE potrebbero superare le nuove emissioni, aggiungendo quindi una ulteriore pressione sui rendimenti di titoli di stato come ad esempio quelli dei bund tedeschi.
La BCE non è l’unica banca centrale ad aver adottato un piano di QE per favorire la ripresa della crescita economica, così circa un terzo degli esistenti titoli governativi dell’Eurozona ha già tassi negativi, per un ammontare pari a 10 trilioni di dollari. In questo caso gli investitori che comprano titoli governativi a tassi negativi sanno che portarli a scadenza significa andare in contro ad una perdita, per questo sperano in un profitto dato dalla vendita ad un prezzo più alto o scommettono in genere su movimenti valutari favorevoli.
MoneyFarm SIM S.p.A è una società indipendente di servizi finanziari – iscritta all’Albo Consob n. 281 e al Fondo Nazionale di Garanzia n. SIM 0429. Ad agosto 2012, la SIM è sbarcata sul web con MoneyFarm.com, aprendo la strada alla consulenza indipendente via Internet nel mercato italiano. La società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà può contare su un team di 35 professionisti di qualificato background e su oltre 50.000 utenti attivi. La mission di MoneyFarm è quella di permettere alle persone di gestire i propri soldi in maniera semplice ed efficiente e offre un servizio unico in Europa che propone la consulenza personalizzata su ETF e l’attività di trading. (foto: grafico)

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Gli italiani investono nei bond come nessun altro paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

mini bondLondra. Cambiano i mercati, le strategie di investimento, i tassi di interesse ma la passione degli investitori italiani più maturi per le obbligazioni resta immutata. Il 27% del portafoglio medio dell’investitore italiano è infatti allocato in bond: si tratta della più alta percentuale riscontrata tra gli investitori delle principali economie a livello globale (10% in Germania, 12% in Francia, 13% in UK e Cina, 14% in Spagna, 15% in USA).La restante parte del portafoglio medio si compone poi di: liquidità (23%), azionario (19%), investimenti immobiliari (16%), oro e metalli preziosi (5%) ed investimenti non tradizionali (5%).È quanto mostrano i nuovi dati rilasciati dall’edizione 2016 della Global Investment Survey realizzata da Legg Mason Global Asset Management, uno dei principali gestori globali diversificati. L’indagine è stata realizzata in 19 paesi e ha raccolto i dati di oltre 5000 rispondenti.Secondo gli investitori del nostro paese le asset class che offriranno le migliori opportunità di investimento nei prossimi 12 mesi saranno i titoli azionari internazionali (50%) seguiti da investimenti immobiliari e azioni domestiche (43%) e poi obbligazioni internazionali (39%). Anche in questo caso, nessun paese come l’Italia considera così diffusamente i bond come una asset class su cui investire: a livello globale la media si attesta infatti al 22% e – guardando all’Europa – i valori più elevati si rilevano in Spagna (25%), Francia (24%), UK (23%) e Germania (19%).Prendendo in esame i singoli paesi, estero è anche il podio delle nazioni che rappresentano le migliori opportunità di investimento nel 2016 per gli italiani: ai primi posti troviamo infatti Usa e India (40%), Australia (35%) e Giappone (30%).
L’investitore nostrano guarda invece con preoccupazione a Cina (43%), Brasile (41%) e Russia (34%). La passione degli italiani per gli investimenti oltre frontiera è confermata dal fatto che il 30% del portafoglio medio italiano è investito fuori dai confini nazionali, rispetto a una media globale del 16%: è la più alta percentuale tra i paesi Europei (17% in UK, 19% in Francia, 15% in Germania, 16% in Spagna).Il 63% degli italiani dichiara che sarà molto più focalizzato sugli investimenti oltre confine di quanto fatto nell’ultimo anno (la più alta percentuale riscontrata tra i paesi europei oggetto d’indagine), anche se esistono alcune preoccupazioni quando si investe fuori dal mercato domestico, in particolare l’incertezza sui mercati a livello globale (54%), il rischio valuta (40%) e la mancanza di trasparenza (23%).“Non stupisce vedere confermata dal nostro studio la passione italiani per le obbligazioni, frutto di convinzioni ‘storiche’ radicate negli anni, quando l’obbligazione era sinonimo di basso rischio e rendimento sicuro. L’investitore deve però essere consapevole che il contesto di mercato odierno è molto mutato ed è caratterizzato da una forte volatilità. Il che non vuol dire che il settore del reddito fisso debba essere evitato, ma che bisogna saper scegliere – all’interno di una proposta molto vasta – su quali obbligazioni puntare. Riteniamo perciò fondamentale per gli investitori avvalersi del contributo di professionisti del risparmio gestito che li consiglino e li seguano nei propri investimenti.” dichiara Marco Negri, country head Italia di Legg Mason Global Asset Management.

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“Il credito è un bene pubblico, deve essere dato a chi se lo merita” Fa più la trasparenza del conto economico

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

Banca europea per gli investimenti“Non definirei i mini-bond canali alternativi. Sono canali possibilmente complementari e anche in competizione”. Così Andrea Munari, Amministratore Delegato e Direttore Generale BNL, Responsabile Gruppo BNP Paribas in Italia, intervenuto questa mattina al 7° Forum Banca e Impresa organizzato da Il Sole 24 Ore. “Le banche probabilmente in questo momento sono gli istituti, le organizzazioni più trasparenti al mondo, perché siamo sotto i radar screen di qualsiasi tipo di regulator o ente pubblico o opinione pubblica ecc. E giustamente deve essere così. Che cos’è che chiediamo e perché pensiamo che dare credito oggi anche con i tassi bassi possa essere assolutamente profittevole? La stessa cosa. Le aziende che oggi possono essere finanziate, indipendentemente dal canale bancario o dai canali alternativi, sono sempre le stesse. Non è che un canale alternativo riesce a finanziare delle aziende diverse. – continua Munari dal palco del Sole 24 Ore – Noi dobbiamo cominciare a ragionare sul fatto che le aziende top rated non sono necessariamente solo le aziende che in quel momento hanno una determinata profittabilità, ma hanno tutta una serie di caratteristiche che sono veramente low cost: una governance molto più trasparente, amministratori indipendenti nei consigli, un livello di capitalizzazione leggermente più alto del solito”. Nel corso del suo intervento al 7° Forum Banca e Impresa del Sole 24 Ore, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale BNL, Responsabile Gruppo BNP Paribas in Italia Andrea Munari ha affermato che “Il credito è un bene pubblico: deve essere dato a chi se lo merita. Noi abbiamo finanziato aziende industriali soprattutto sulla base di progetti che riteniamo credibili e che avevano di partenza una struttura magari non perfettamente equilibrata, certamente prendendo in considerazione un premio a rischio più alto. Io credo che per poter dare modo alla banca piuttosto che all’investitore (di fare credito, ndr) l’azienda deve spiegarsi, deve comprendere che più è trasparente nei confronti dell’interlocutore finanziatore, più è facile ottenere il credito”. Alla domanda se faccia più la trasparenza del conto economico, Munari conclude: “Io non ho dubbi su questo, è un mantra, ripaga sempre alla fine”.

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Argentina: Tango bond

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

E’ stato pubblicato il prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di scambio dei bond promosso dalla Repubblica Argentina e relativo ai titoli non scambiati nell’offerta del 2005. L’offerta è sostanzialmente simile a quella del 2005 e prevede due opzioni: discount e par. Nel primo caso si ricevano titoli scadenti nel 2033 con un valore nominale pari al 33,7% del valore di scambio delle obbligazioni esistenti ed un tasso d’interesse del 7,82. Nel secondo caso si riceveranno titoli per un valore nominali pari al valore di scambio, ma i titoli hanno una scadenza più lunga, 2038, ed un tasso più basso pari al 2,26% fino al 2018, poi 3,38% fino al 2028 e poi il 4,74% fino alla scadenza.In entrambi i casi vengono riconosciuti una parte di interessi non percepiti, nel caso dell’offerta discount l’ammontare ricevuto è in titoli, nel caso dell’offerta PAR in denaro. Ovviamente gli interessi pagati in denaro, a parità di titoli scambiati, sono inferiori rispetto a quelli pagati in titoli.Il prospetto informativo completo è reperibile anche sul sito della Consob a questo indirizzo: http://www.consob.it/main/documenti/ opa_be/2010/ opa04_2010_2.htm Nel 2005, quando l’Argentina propose la prima offerta pubblica di scambio, noi usammo la metafora del “dilemma del prigioniero” ovvero quella situazione tipica, studiata in economia, nella quale l’esito di una scelta dipende dal comportamento degli altri. In questo caso, non si può parlare di dilemma del prigioniero. Nel 2005 un fallimento dell’offerta di scambio (improbabile, ma possibile) avrebbe avuto come conseguenza possibile un cambiamento dell’offerta stessa. Oggi questa ipotesi è da escludere e l’unica alternativa sarebbe la strada giudiziaria contro la Repubblica Argentina. Consigliamo, quindi, chi non ha aderito all’offerta del 2005 di farlo ora. (fonte Aduc)

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Bond: Insolvenza argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

I risparmiatori italiani creditori del governo argentino si rivolgono ai  Deputati della Repubblica Italiana per “prendere decisioni tali che la portino  a rispettare le obbligazioni contratte con i 450.000 cittadini italiani. L’Argentina ha tentato e sta tentando, finora riuscendoci in tutte le maniere, di sottrarsi alle sentenze emesse negli Stati Uniti e in Germania, sedi delle giurisdizioni che lei stessa ha scelto. La Corte Costituzionale di Germania ha sentenziato che l’Argentina non è in stato di emergenza e necessità come pretestuosamente dichiarato e in ogni caso non lo può far ricadere su privati cittadini . Infatti le ricchezze naturali argentine sono enormi in tutti i campi, dal bestiame all’agricoltura, dalle miniere di materiali speciali al petrolio. Alcuni cittadini ricorsi alla Corte di Francoforte hanno visto riconosciuto il diritto di ricevere il capitale e gli interessi pattuiti. Sentenze esecutive  a cui il paese si sottrae”.

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