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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘bonus’

Bonus vacanze: Tutto pronto per far fare soldi agli albergatori non certo per aiutare i consumi e l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Tutto è pronto per l’utilizzo del bonus vacanze, dal 1 luglio si potranno utilizzare i soldi dei contribuenti (anche quelli che restano a casa perché non hanno un becco di un quattrino o perché non hanno voglia) per dare un po’ di soldi a quei “poveri cristi” che gestiscono alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia.
A parte le difficoltà di tempi e logistiche per usufruire di questo bonus… ma crediamo che l’italiano medio abbia acquisto una dimestichezza con la burocrazia che riuscirà a superarle a pié pari…. Rimane un fatto importante: si tratta di un finanziamento ad alcuni operatori del turismo non al settore economico.
Il bonus infatti vale per le strutture ricettive elencate (mi raccomando, non attraverso Booking et similia, anche se in tantissimi lo utilizzano) e serve per finanziare le stesse, non certo i consumi turistici. Che sono quelli, per esempio, di chi va in vacanza anche prendendo solo un aereo o un treno o in auto o un’escursione dalla mattina alla sera (vista la penuria, crediamo sarà una delle scelte più gettonate), tutte attività turistiche che non possono essere rimborsate col bonus.
Per chi ci governa il turismo degno di essere aiutato “perché così si rilancia l’economia bla bla…” è solo quello dell’ospitalità di certe strutture. Prendiamone atto: questo è il loro concetto e la loro pratica di rilancia dell’economia turistica.
Noi crediamo che, come in qualunque ambito economico i motori debbano essere i consumi e i consumatori, a cui magari dare anche un buono che poi utilizzano come meglio credono, foss’anche per mangiare al ristorante nella località turistica. Ma forse stiamo parlando di un altro mondo, di un’altra economia che sembra non siano neanche prossimi. Per ora ci siano infilati in questo “cul de sac” che è molto probabile porterà al perpetuarsi della sopravvivenza stentorea e non al consolidamento di una economia di mercato. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Lavoro stagionale e bonus: perché serve una norma

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Tra le diverse criticità createsi con il lockdown e la conseguente crisi economica c’è quella dei lavoratori stagionali, che per una serie di incongruenze normative si sono ritrovati senza alcun sussidio con cui mantenere se stessi e le loro famiglie. Gli esperti della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con l’approfondimento del 17 giugno 2020, “Lavoro stagionale e bonus: perché serve una norma”, compiono un esaustivo e utile excursus normativo e definitorio delle attività stagionali e del tipo di inquadramento a cui sono soggette che rende chiaro il perché sarebbero necessarie regole chiare e definite. Questo al fine di evitare i problemi derivati, per la specifica categoria di impiegati del turismo e spesso anche del terziario in genere, dagli ultimi decreti legge 18 e 34 del 2020, cosiddetti rispettivamente “Cura Italia” e “Rilancio”.

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Scuola: Precari, salta il bonus da 300 euro per aggiornamento e acquisto pc

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Disco rosso del Senato all’estensione del bonus dell’aggiornamento annuale da assegnare anche ai docenti precari, oltre che al personale insegnante di ruolo: nelle ultime battute dell’esame dell’emendamento al Decreto Legge n. 22, promosso anche del sindacato Anief, la commissione Bilancio di Palazzo Madama ha deciso di bocciare il provvedimento, dopo i rilievi della Ragioneria dello Stato, con il suo parere al maxiemendamento al decreto, chiedendo quindi lo stralcio della norma. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si è persa l’ennesima occasione per sanare un errore palese del comma 124 della Buona Scuola, che ha negato la ‘formazione in servizio’ ad un docente italiano su quattro. Anche l’anno prossimo, i collegi dei docenti approveranno un piano dell’offerta formativa che assegnerà delle attività di formazione solo ad una parte degli insegnanti, che dopo essere discriminati in fase di reclutamento continueranno ingiustamente ad essere esclusi da una funzione che fa parte della loro professione. Il Mef non può continuare a decidere al posto del Parlamento. Sarebbe bene che le indicazioni che giungono dai dirigenti del ministero dell’Economia vengono poi valutate e filtrate da deputati e senatori, a cui spetta la responsabilità finale della disposizione, soprattutto quando si tratta di un provvedimento di giustizia e di equità. In questo caso, stiamo parlando di una esigenza particolarmente sentita, considerando che la didattica a distanza potrebbe purtroppo continuare ad essere esercitata anche nel prossimo anno scolastico”.

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Dl rilancio. Ruspandini (FdI): bonus monopattino?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

“Il governo rossogiallo conferma di non conoscere l’Italia e le sue periferie. Nella nostra Nazione esistono intere zone dove il trasporto pubblico è inadeguato e pressoché inaccessibile ad anziani e disabili. E invece di puntare a rafforzarlo, investendo risorse, si inventano provvedimenti assurdi, come quelli per favorire l’acquisto dei monopattini. Un vero spreco di cui ne beneficeranno le fasce di reddito medio-alte e quelle che certamente non hanno problemi di spostamento. Non i pendolari e i tanti lavoratori che sulla loro pelle misurano i disservizi quotidiani della rete dei trasporti pubblici. Senza dimenticare che i maggiori produttori del settore sono i cinesi. Ecco, non sarebbe stato meglio destinare ad altro queste risorse?”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini.

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Nasce nel padovano il bonus pro made in Italy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Impegnata a rispondere alle richieste di un mercato internazionale in grande crescita nel campo della sanificazione di interni ed esterni, Idrobase Group, con sede a Borgoricco in provincia di Padova, da 3 mesi sta operando su doppi turni di lavoro (dalle ore 6.00 alle ore 14.00 e poi fino alle ore 22.00) grazie anche all’incremento di circa il 20% nella propria forza lavoro, raggiungendo quota 55 dipendenti con l’assunzione di 10 giovani, tra cui un progettista; in particolare, è stata rinforzata la linea produttiva “Lince”, macchina di grande successo in Francia per la sanificazione degli ambienti scolastici.“Il successo della nostra azienda, soprattutto in questo periodo caratterizzato dalle difficoltà della pandemia, è frutto di un grande impegno collettivo e del lavoro di squadra – precisa Bruno Ferrarese, Co-presidente di Idrobase Group – Per questo, assieme al mio socio, Bruno Gazzignato, abbiamo deciso di gratificare i dipendenti con un bonus, finalizzato però al sostegno dell’economia locale e nazionale: servirà ad acquistare solo prodotti made in Italy, privilegiando i negozi al dettaglio e del territorio. Nel nostro piccolo, l’impegno è di contribuire al rilancio dell’economia locale. Invitiamo altre aziende che, come noi non hanno risentito della pandemia, a fare altrettanto, perché la ripresa, dell’Italia passa attraverso lo sforzo responsabile di tutti.” E’ di questi giorni, in Idrobase Group, il lancio di un nuovo prodotto della linea BKM destinato ad autobus e treni, grazie all’alimentazione a corrente continua 12 volt; nuovo anche il design per distinguersi dalle molte imitazioni presenti sul mercato. Tali macchinari, adattando una tecnologia NASA utilizzata nelle stazioni spaziali, emettono una coltre di ossidanti, che attacca e distrugge i virus presenti, tra cui il Covid-19. In queste settimane, la sede aziendale di Borgoricco è diventata un quartier generale della lotta industriale al Coronavirus: dall’Europa alla Cina, dal Marocco agli Emirati Arabi Uniti, dall’Algeria alla Korea.Non a caso è annunciata, nei prossimi giorni, la presentazione di uno specifico catalogo anti-Covid 19, in cui sarà presente anche la più recente idea targata Idrobase Group: archi gonfiabili sanificatori da posizionare all’ingresso degli stabilimenti balneari.“E’ di questi giorni, da parte del Ministero della Sanità, la classificazione, come presidio medico chirurgico, di un nostro prodotto disinfettante, che potrà essere utilizzato, attraverso nebulizzazione, per sanificare persone ed i loro indumenti. Così, l’Italia si adegua alle nuove, indispensabili frontiere igienico-sanitarie anche per i luoghi all’aperto. Il rischio era che, soprattutto nel settore turistico, si venisse superati dall’immagine di sicurezza dai contagi, offerta da altri Paesi.”

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Richiesti bonus sociali, settore idrico e rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, è già intervenuta con alcuni provvedimenti urgenti nel settore dell’energia, del gas, del sistema idrico integrato e dei rifiuti, per tutelare le famiglie a fronte all’emergenza Covid-19. Provvedimenti che hanno, però, carattere temporaneo. Ecco perché l’Autorità in una nota ha segnalato a Governo e Parlamento la necessità di introdurre nuovi strumenti di contenimento delle criticità che emergeranno nelle prossime settimane.
Misure che condividiamo, a maggior ragione se si considera che proprio in queste ore si decide sulle eventuali riaperture dopo il lockdown.Nel dettaglio, relativamente alle proposte sui bonus sociali, condividiamo la posizione dell’Authority che prevede il rinnovo automatico per ulteriori dodici mesi senza soluzione di continuità, ma è necessario a nostro avviso dare soluzione anche alla questione irrisolta dell’ISEE (chi deve presentare la domanda oggi si trova nella posizione assurda per cui non utilizzerà il bonus per il danno subito a causa del Covid-19, perché l’ISEE preso a riferimento è quello relativo all’anno scorso). Problema che si presenta anche in relazione alle tariffe dei rifiuti.Relativamente alle proposte avanzate nel settore Energia, siamo d’accordo con le misure previste per le PMI in tema di azzeramento degli oneri di sistema, ma è fondamentale e urgente che tali misure siano estese anche ai clienti domestici che si trovano in condizione di difficoltà.
Oltre alle giuste proposte dell’Autorità, vogliamo denunciare, però, alcuni comportamenti che richiedono una condanna urgente dell’ARERA:
– La situazione a dir poco inopportuna per cui alcune aziende di acqua, luce e gas hanno inviato agli utenti, in questa fase delicata, bollette con conguagli;
– La situazione assurda per cui in caso di richieste di rateizzazione, molte aziende rinunciano sì a chiedere gli interessi, per poi inserire in fattura 8 Euro per il piano di rateizzazione;
– Nonostante la prescrizione biennale, ancora alcune aziende inseriscono i conteggi fino al 4 e 5 anno, per poi eliminarli su richiesta degli utenti. Chiediamo che venga applicata la legge e che vengano eliminati automaticamente il 4 e 5 anno, ecc.
Si tratta di veri e propri abusi da parte delle aziende, ancor più intollerabili vista la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie e il Paese intero.

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Rinnovo del bonus per giovani agricoltori nella legge di Bilancio 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ una decisione lungimirante che mette al centro le nuove generazioni e può contribuire ad aprire nuove prospettive per chi decide di investire nel settore primario – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso.Grazie agli sgravi, i coltivatori diretti e gli imprenditori con meno di 40 anni che si iscrivono per la prima volta alla gestione agricola potranno beneficiare di un esonero contributivo di due anni. Si tratta di un incentivo importante, che può dare nuovo slancio al settore primario se collocato all’interno di un pacchetto coerente di misure – spiega Tiso.Anche in agricoltura i giovani sono chiamati ad affrontare le sfide lasciate in eredità dalle precedenti generazioni. Proprio in questi giorni, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja) ha diffuso un documento programmatico per definire gli obiettivi da perseguire con lo scopo di “partecipare a un dibattito cruciale per il rinnovamento generazionale e la sopravvivenza del settore agricolo”. In particolare, i giovani agricoltori europei dichiarano di voler essere innovativi per adattarsi al cambiamento climatico, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e contribuire alla capacità dei terreni agricoli di sequestrare il carbonio producendo alimenti sicuri e sani per una popolazione in crescita. Senza ricambio generazionale la nostra agricoltura non ha futuro. E’ indispensabile rendere protagonisti i più giovani, quelli che ora preferiscono cercare un impiego nel settore secondario o terziario piuttosto che investire tempo, energie e idee nella cura della terra.

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Nuovo digitale terrestre, bonus TV fruibile dal 18 Dicembre 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

Un decreto ministeriale di recente pubblicazione ha dato il via al cosiddetto “bonus TV”, un contributo per l’acquisto di apparecchi televisivi di nuova generazione nell’ambito del passaggio al nuovo sistema di digitale terrestre, il DVB-T2, che partirà a Settembre 2021 e si concluderà a Giugno 2022.Il contributo è destinato ai residenti in Italia appartenenti a nuclei familiari con valore ISEE non superiore a 20.000 euro per un solo acquisto (a nucleo) effettuato nell’arco temporale 18 Dicembre 2019 – 31 Dicembre 2022. Deve trattarsi di apparecchi TV o decoder idonei alla ricezione dei programmi trasmessi con le nuove tecnologie DVB-T2, per i quali fa fede la dichiarazione del produttore.
A tal proposito i produttori dovranno stilare elenchi dei propri prodotti ammessi al contributo, correlato dei codici identificativi, da pubblicare poi sul sito del Ministero dello sviluppo economico.Il bonus, di 50 euro, viene erogato dal venditore come sconto sull’acquisto, applicato sul prezzo finale comprensivo di Iva, fino all’esaurimento dei fondi dedicati (25 milioni di euro per il 2019, 76 milioni di euro il 2020 e 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022).La procedura di fruizione prevede:
– consegna al venditore da parte dell’utente di un’autocertificazione contenente il valore del proprio ISEE e la dichiarazione di non aver già fruito del bonus;
– l’invio telematico, da parte del venditore, dei dati della transazione al Ministero (MISE);
– verifica del Ministero, anche relativamente alla disponibilità dei fondi, con eventuale rilascio al venditore di un’attestazione riguardante la disponibilità dello sconto.
Il venditore poi recupera lo sconto concesso come credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Si fa presente che gli apparecchi in commercio dal 2017 dovrebbero già essere adatti e così molti di quelli commercializzati tra il 2013 e il 2017. Il Ministero dovrà in ogni caso informare gli utenti sia sul bonus sia sulle caratteristiche tecniche degli apparecchi adatti alla nuova ricezione, anche tramite un call center.
QUI la pagina del sito MISE dove dovrebbe presto apparire anche la lista dei prodotti ammessi: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/comunicazioni/bonus-tv (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Castelli: “Raddoppiamo bonus asili nido”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Roma. “Raddoppiamo il bonus degli asili nido, portandolo da 1.500 a 3.000 euro. Noi siamo per politiche strutturali, il raddoppio del bonus è abbinato agli investimenti per fare gli asili nido. Questo è un Paese dove ci sono Comuni con zero asili, come se in quei Comuni non fossero presenti bambini. Adesso abbiamo messo le basi per realizzare asili in tutti i Comuni italiani. Il mondo comincia dai bambini e noi, come Movimento 5 stelle, abbiamo avuto la forza di fare una cosa che mai nessuno aveva fatto. Fino a qualche mese fa c’erano realtà che non ricevevano risorse per gli asili, non sarà più così”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Omnibus.

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Scuola: Il bonus 500 euro per aggiornamento professionale spetta anche agli educatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Questa volta lo ha detto la Corte di Appello di Firenze che ha respinto l’appello del MIUR e confermato il diritto rivendicato dal ricorrente. Il personale educativo, infatti, è inquadrato nel contratto come personale docente. “Ora – chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – il Parlamento trovi nuove risorse nella legge di Bilancio per estendere tale facoltà a tutto il personale educativo ma anche al personale Ata e soprattutto a tutto il personale precario, perché la formazione è un diritto-dovere di tutti i lavoratori della scuola, indipendentemente dalla durata del contratto per garantire un’istruzione migliore”. Anief sostiene da tempo e crede tantissimo nella battaglia legale di certe professionalità. Gli educatori, del resto, sono a tutti gli effetti dei maestri della scuola primaria e non si comprende il motivo per il quale, anche se già di ruolo, debbano essere esclusi dal bonus di aggiornamento professionale. Considerato che dal Parlamento e dal Miur continuano a giungere segnali di chiusura, il giovane sindacato ha deciso da tempo di avviare il contenzioso al giudice del lavoro per il personale educativo che non ha beneficiato della decisione del Tar.
La scorsa estate, infatti, il Tar del Lazio, con la sentenza n. 9474/2019, ha dato il via libera alla partecipazione degli educatori interessati di prendere parte alle sessioni suppletive del concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, sia su posto comune che su sostegno. Ed il concetto adottato dai giudici è sempre lo stesso: risiede nell’art 38, comma 2, del CCNL scuola, ad iniziare dal contratto del 1994/97, il quale stabilisce chiaramente che “il personale educativo dei Convitti e degli Educandati rientrano nell’area contrattuale e nella funzione docente”. Inoltre, il personale educativo partecipa alla funzione di formazione e di istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, ed è collocato espressamente all’interno dell’area professionale del personale docente. Pertanto, è ormai acclarata la piena equiparazione, a ogni effetto di legge, del profilo professionale di educatore con quello di docente. “Siamo sempre stati convinti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che gli educatori operano in prevalenza nei convitti nazionali pubblici in qualità di docenti a tutti gli effetti. Tra l’altro, si tratta di un numero non altissimo di dipendenti: quindi, i risparmi per le casse dello Stato che deriverebbero dalla loro esclusione sarebbero davvero poco consistenti. La platea di beneficiari del bonus annuale, comunque secondo l’Anief, è destinata ad allargarsi: riteniamo, infatti, che anche il personale Ata e i precari debbano accedere alla somma introdotta dal Governo Pd con l’articolo 1 comma 12 della Legge 107/2015”.

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Bonus merito anche ai docenti non di ruolo, Anief: era ora

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Alla fine, il Governo sui precari ha ceduto all’evidenza: il bonus merito, rivolto ai docenti e introdotto con la Legge renziana 107/15, è stato allargato al personale non di ruolo. In un Paese, come il nostro, dove sempre più cattedre sono assegnate ai supplenti, ormai una ogni quattro, non aveva del resto alcun senso escludere a priori e per legge il personale precario dalla pur contestata formula del bonus merito approvata quattro anni e mezzo fa.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “Siamo stati sempre convinti che si trattasse di una discriminazione. La stessa di cui sono stati fatti oggetto anche i lavoratori Ata, gli educatori e altre figure professionali, pure loro meritevoli di accedere a un fondo economico che serve prima di tutto, vista l’esiguità degli stipendi, a dare un po’ di merito a chi si impegna di più e ottiene ottimi risultati a scuola. Rimane l’amaro in bocca per la scarsità di fondi finalizzati al bonus merito, i quali corrispondo oggi a meno della metà della metà dei 700 e oltre milioni stanziati nel 2015 con la Buona Scuola di Renzi”.
La nuova disposizione, che comunque lascia fuori dal bonus merito tutto il personale Ata e gli educatori, è contenuta nel comma 7 dell’articolo 7 (Disposizioni contabili) del decreto-legge appena approvato dal Governo e che ora è atteso dal parere del Parlamento: il testo approvato cita l’articolo 1, comma 128, della legge 13 luglio 2015, n. 107, a proposito del quale “dopo le parole «di ruolo» sono inserite – si legge nel decreto – le seguenti: «nonché con contratti a tempo determinato annuale o sino al termine delle attività didattiche»”. L’altissima presenza di docenti precari è confermata dall’identikit statistico della scuola italiana, pubblicato qualche giorno fa con numeri, tabelle e grafici divisi per regione e livelli di formazione, dal quale risulta anche che oggi in Italia vi sono 835.489 cattedre totali: solo che “degli oltre 684 mila posti comuni, 15.232 sono posti di “adeguamento”, mentre, dei 150.609 posti di sostegno, 50.529 sono “posti di sostegno in deroga”. Questo significa che, oltre ai posti rimasti vacanti, ve ne sono quasi 66 mila, un decimo delle cattedre, destinati con certezza alla supplenza. A questi numeri vanno aggiunti tutti quelli che derivano dal mancato turn over, dalla scarsità di candidati nelle graduatorie che portano alle immissioni in ruolo e dai ricorsi delle famiglie che, soprattutto a seguito della mancanza di docenti sostegno, ricorrono dal giudice per rivendicare nuove cattedre e ore.

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Il bonus Renzi da 80 euro entra nel mirino del Governo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

E stavolta non sono “voci del popolo”: ad ammetterlo è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria, sostenendo che “nell’ambito della riforma fiscale gli 80 euro saranno riassorbiti”. Il ministro spiega che “l’introduzione degli 80 euro da parte del governo Renzi fu una decisione sbagliata, anche tecnicamente fu un provvedimento fatto male e anche il precedente governo cercava di cambiarlo”. Su cosa intenda agire il titolare del Mef non è ancora però chiaro. Anief mette le mani avanti: si eviti la beffa per tanti lavoratori della scuola di aumentare lo stipendio, con il rinnovo del contratto, di 100 euro lordi, e perderne nel contempo 80 netti. Marcello Pacifico (Anief): “Se, come più di qualcuno teme, siccome nel Def non sono previste risorse da assegnare ai rinnovi contrattuali, si vuole in realtà solo trasferire il budget del bonus renziano in quello degli aumenti promessi, allora non ci siamo proprio”.La legge di bilancio ha confermato il bonus Renzi anche per il 2019, ma per il prossimo anno rimane molta incertezza. Oggi il bonus viene calcolato sulla base di 12 mensilità in base al reddito, ricorda la rivista Orizzonte Scuola. Con i limiti di reddito minimo e massimo così ripartiti: al di sotto di un reddito pari a 8.174,00 euro, non si ha diritto al bonus Renzi di 80 euro; tra il reddito di 8.174,01 e 24.600,00, si ha diritto al bonus in modo proporzionale fino ad arrivare al suo azzeramento con redditi fino a 26.600,00.
Ma c’è anche un altro motivo per il quale il bonus Renzi di 80 euro potrebbe venire meno per tanti lavoratori: tutti coloro che rientrano per poco nei massimali previsti per legge e leggermente incrementati dal Governo in carica, in caso di incremento stipendiale, perderanno il diritto al bonus. E molti dovranno anche restituire le somme eventuali percepite, a partire dalla data di incremento stipendiale.Se nel corso dell’anno il reddito annuale lordo dovesse superare le soglie minime e massime, il bonus dovrà essere restituito. Il Bonus Renzi 80 euro è diventato strutturale con il D.L. 66/2014 ma ancora oggi fa molto discutere perché in sede di dichiarazione dei redditi sono numerosi i cittadini costretti alla restituzione parziale o totale del credito Irpef erogato in busta paga: nel 2018 si tratta di 1.8 milioni di contribuenti. Il Ministro Tria pensa di intervenire proprio su questo aspetto, per evitare tali situazioni.

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Su bonus 80 euro resta fregatura

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

“Solo chiacchiere, resta la fregatura! Il Governo continua a lanciare il sasso e poi a nascondere la mano. Ieri il vice di Tria, on. Garavaglia, ha parlato di trasformazione, oggi Tria di riassorbimento, ma la sostanza è la stessa. Se si abbassano le aliquote per tutti, ma per i dipendenti che guadagnano meno di 24 mila euro si sottraggono 960 euro, è evidente che saranno penalizzati rispetto agli altri lavoratori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, replicando al Mef, secondo il quale il ministro Giovanni Tria oggi non ha mai parlato di taglio degli 80 euro, ma piuttosto di un possibile riassorbimento.”E’ certo possibile, in linea teorica, che i beneficiari del bonus alla fine non vengano penalizzati in valore assoluto, a fronte di un abbassamento dell’aliquota Irpef tale da compensare la perdita di 80 euro dalla busta paga, ma lo sarebbero comunque in termini relativi rispetto a chi oggi, essendo più benestante, non ha mai usufruito del bonus. Insomma, sarebbe una flat tax ancora più iniqua” prosegue Dona.”Tutto questo anche se si ipotizzasse che il riassorbimento non fosse fatto per fare cassa e per recuperare 10 miliardi, cosa difficile da credere” conclude Dona.

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Ristrutturazioni Casa: per il 2019 arrivano anche il Bonus Verde e il Sisma Bonus

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Anche per quest’anno è stata prorogata nella nuova legge di bilancio 2019 l’agevolazione fiscale che permette al contribuente di portare in detrazione il 50% delle spese sostenute per interventi di restauro, manutenzione e messa in sicurezza di un immobile. Ma non solo: quest’anno arrivano anche i nuovi bonus casa.Per tutto il 2019, infatti, i contribuenti potranno beneficiare della detrazione 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia, sostenute e pagate con bonifici parlanti e fino al limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, oltre ai Bonus mobili (ed elettrodomestici) e all’Ecobonus. La legge di bilancio 2019 riconferma il bonus mobili che include la possibilità di acquistare arredamento e anche e elettrodomestici per l’immobile oggetto dell’agevolazione.Si tratta di agevolazioni in vigore ormai dal 2012, prorogate per tutti i lavori di ristrutturazione casa effettuati fino al fino al 31 dicembre 2019. Oltre alla proroga dei bonus fiscali già esistenti, sono state introdotte anche tante altre novità. A partire dal nuovo Bonus verde che permette la detrazione del 36% (per un massimo di spesa pari a 5.000 euro) sui lavori di sistemazione di giardini, terrazzi e balconi anche condominiali, e i lavori di recupero di giardini d’interesse storico.Introdotto inoltre il così detto Sismabonus, con una detrazione che arriva al 100% per la diagnosi sismisca e fino al 75% per gli interventi di adeguamento antisismico sulle parti comuni degli edifici ubicati nelle zone ad alto rischio.Non solo: per quanto riguarda l’Ecobonus 2019, le detrazioni fiscali sono state rinnovate e anche modulate in base al livello di efficientamento energetico ottenuto con l’intervento edilizio, e inoltre è anche stata ampliata la tipologia d’interventi agevolabili, facendo rientrare nel nuovo Ecobonus 2019 anche i lavori rimozione dell’amianto dai tetti.
Inoltre, sempre nell’ottica di stimolare gli investimenti per aumentare l’efficienza energetica dell’abitazione, è stato introdotto anche il nuovo Bonus infissi 2019, che permette di usufruire della detrazione al 50% delle spese sostenute per acquistare ed installare nuovi infissi e finestre.In più, i contribuenti potranno utilizzare le detrazioni IRPEF del 50% anche sulle spese sostenute per l’acquisto di zanzariere con schermatura solare (Bonus zanzariere) e per installare le tende da sole (Bonus tende da sole).Per saperne di più rimandiamo a questo articolo dedicato alle Agevolazioni e Detrazioni Fiscali sul sito di Edilcostruzioni, dove è possibile trovare anche i documenti ufficiali 2019 dell’agenzia delle Entrate.

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Bonus occupazione, tra incentivi in vigore e misure in stand-by

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Bonus occupazione, tra incentivi già in vigore e misure in stand-by Il tema dell’occupazione è tra quelli centrali del dibattito politico e anche le misure in discussione in questi giorni di pensione Quota 100 e Reddito di cittadinanza dovrebbero portare qualche sviluppo al riguardo. Negli ultimi tempi, diversi sono stati gli interventi che hanno cercato di dare uno slancio alla creazione di nuovi posti di lavoro, in particolare verso giovani, ma alcune di queste misure, come per esempio quella contenuta nella Legge Dignità, non sono ancora operative a causa della mancanza di alcuni passaggi normativi. Vale la pena allora fare un punto tra quanto è in vigore e quanto invece è in stand-by. Un primo incentivo è quello che era stato introdotto dalla legge Bilancio 2018 che aveva reso permanente il bonus per assunzioni a tempo indeterminato a tutele crescenti per favorire l’occupazione giovanile. Un provvedimento stabile indirizzato agli under 30 ma che per tutto il 2018 era stato esteso agli under 35. La legge Dignità, come si ricorderà, aveva previsto il rinnovo dell’estensione agli under 35 anche per il 2019 e il 2020, ma al momento perché l’applicazione possa essere operativa, manca all’appello il decreto attuativo, che probabilmente dovrà anche prevedere un raccordo tra le due misure. Nel dispositivo, infatti, è previsto che «le modalità di fruizione dell’esonero siano stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione».
A ogni modo, quanto ai contenuti, come si legge nella legge Bilancio 2018, la misura è destinata «ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal primo gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti»: a essere «riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, è l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali complessivi (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche». A parte il riferimento all’età, di cui abbiamo detto, l’esonero spetta in occasione della «prima assunzione» per coloro che «non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato». Nel caso in cui per un lavoratore l’esonero sia stato solo parzialmente fruito, in occasione di una nuova assunzione a tempo indeterminato con altri datori di lavoro, «il beneficio eÌ riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni». In ogni caso, «l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva». In caso di applicazione piena, il contributo può quindi pari a 9 mila per tre anni. Anche nella legge Bilancio 2019 ci sono varie novità e misure in tema di assunzioni a tempo indeterminato, tra cui il Bonus Eccellenze, destinato a neolaureati «entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età» con «votazione di 110 e lode e una media ponderata di almeno 108/110» o a chi è in «possesso di un dottorato di ricerca conseguito prima del compimento del trentaquattresimo anno di età», entrambi ottenuti nel «periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019». Vale anche in caso di tempo parziale e per la trasformazione di un contratto da tempo determinato in indeterminato. Si prevede un «esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), per un periodo massimo di dodici mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata. Per la fruizione sarà necessaria una circolare Inps. Prorogato poi il Bonus Sud. (Francesca Giani by Farmacista33)

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Scuola: Bonus merito

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Il bonus merito introdotto nel 2015 con la Buona scuola deve essere allargato a tutto il personale docente, anche precario, perché spesso coinvolto dal Collegio dei Docenti in tutte quelle attività oggetto di valutazione da parte del dirigente scolastico, e dalle attività formative da esso predisposte, unitamente al personale ATA ed educativo, la cui formazione è predisposta nel PTOF. Sono due le proposte emendative illustrate da Anief in I e VIII Commissione del Senato al Decreto Legge Semplificazioni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Escludere a priori centinaia di migliaia di lavoratori è stato un atto inappropriato, perché si è negata l’assegnazione del bonus merito e dell’aggiornamento del personale coinvolto in alta percentuale in progetti a supporto della didattica e per promuove attività di svariato genere. Ancora di più se pensiamo che il precariato scolastico in Italia copre quasi il 15% del corpo docente e al fatto che tra il personale Ata vi sono oltre 200 mila lavoratori e che gli educatori dei convitti sono nel contratto inquadrati come dei maestri di scuola primaria.

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Scuola: Bonus merito, è fallimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2018

Il giovane sindacato torna a ribadire che rimangono per il 2018 soltanto le briciole, dopo la distribuzione a pioggia di 8 euro lordi a persona sottratta dal fondo con il Contratto collettivo nazionale di lavoro. Nel frattempo, gli stipendi sono rimasti dieci punti sotto l’inflazione, nonostante gli aumenti e gli arretrati. Come certificato dall’Aran. Pertanto continua la battaglia per sbloccare almeno l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale: scarica la diffida.Il processo di riduzione dei compensi assegnati si è andato a realizzare perché le somme destinate ai docenti italiani sono sempre le stesse, decisamente residuali rispetto al fabbisogno, mentre la platea di beneficiari si è nettamente allargata, a conferma che quella di limitare al 30% la platea di docenti supposti meritevoli era solo un artificio funzionale alle casse dello Stato. Ma non ha mai rappresentato la realtà dei fatti: quella che vede la stragrande maggioranza dei docenti meritevoli di buste paga in linea con gli importi degli altri Paesi moderni e non inferiori anche agli impiegati, come avviene oggi.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa prima apertura dell’amministrazione sul bonus merito conferma la debolezza dell’impianto approvato con l’ultima riforma. Viene data la possibilità ai lavoratori, attraverso i loro rappresentanti, di confrontarsi con il dirigente scolastico e mettere fine alla discrezionalità nella definizione delle fasce di compenso finalizzato alla valorizzazione dei docenti individuati in applicazione dei criteri deliberati dal comitato. Per questo motivo, abbiamo invitato le Rsr a concordare con le altre componenti Rsu, cui abbiamo inviato una apposita lettera, un’assemblea sindacale utile a far conoscere ai lavoratori dell’istituto le novità del Ccnl e raccogliere le loro opinioni al riguardo e contestualmente, presentare al dirigente scolastico formale richiesta di riapertura del tavolo contrattuale ancora su tale punto. Grazie alla rappresentatività Anief, oggi più che mai occorre puntare a migliorare le regole della scuola, sia con la contrattazione nazionale sia con quella d’istituto.

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Bonus merito docenti, basta segreti sulle assegnazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Nel nuovo Ccnl si torna a valorizzare finalmente il ruolo delle Rappresentanze sindacali, anche per la determinazione del cosiddetto “merito” previsto dalla Buona Scuola, sulle cui modalità di somministrazione continua quasi sempre a vigere il silenzio più assoluto: è il caso però che venga rispettato sin da subito. Affinché ciò sia possibile, Anef invita le Rsu elette ad accertarsi che tale procedura venga adottata in tutti quei casi in cui il contratto d’istituto non sia stato ancora sottoscritto, per vari motivi, in maniera definitiva. E, laddove la contrattazione si è conclusa, ad adoperarsi per riconvocare comunque le parti. A questo proposito, il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico, ha inviato una lettera a tutte le Rsu contenente delle indicazioni sulla riapertura della contrattazione integrativa d’istituto.

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Scuola: Bonus merito, con il nuovo contratto distribuiti per il 2018 la bellezza di 4,5 euro a lavoratore

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

Praticamente, poco più di tre caffè al mese. Perché nel tentativo maldestro, probabilmente mai avviato, di innalzare gli stipendi più bassi dell’area Ocse, dopo la Grecia, con il contratto sottoscritto lo scorso 9 febbraio all’Aran si è deciso di devolvere “a pioggia” una parte del fondo nazionale del merito: 60 milioni per l’anno in corso e ancora meno (40) per il futuro; mentre l’altra metà dei 200 milioni annui verrà assegnata attraverso la contrattazione d’Istituto, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo Brunetta 150/2009, dalla Legge Madia 124/2015 e dalla Legge 107 del 2015, con l’intento di introdurre valutazione e premialità anche tra i lavoratori meno pagati del pubblico impiego. Ma anziché evidenziare l’indecenza degli aumenti che vengono applicati, sottolineando che quanto disposto dalla Legge 107/2015 rimane in vigore per i restanti 130 milioni iniziali e 160 milioni a regime, secondo la FLCGIL “il nuovo Contratto, supera quanto indicato dalla legge 107/2015 per quanto riguarda il bonus merito per la valorizzazione del lavoro dei docenti”. Ma di cosa stiamo parlando? Pochi spiccioli subito e qualche euro in più ai docenti più fortunati, individuati annualmente come meritevoli, mentre il personale Ata viene da subito escluso da questo teatrino al ribasso perché reputato in partenza inadatto o inadeguato per vedersi riconoscere il bonus merito.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ancora una volta stupiscono i toni da campagna elettorale della CGIL sulla disapplicazione della Legge 107 e sui benefici presunti estesi ai precari che ancora attendono di sapere perché nel contratto non si è applicata la giurisprudenza sul precariato della Cassazione. La verità è che la legge non vietava l’attribuzione del merito, ma solo della card di aggiornamento ai precari, mentre continua a vietare ad essi gli scatti stipendiali e la ricostruzione per intero del servizio pre-ruolo: mancate disposizioni contro cui l’Anief non a caso ha presentato formale ricorso. Ad ogni modo, come ha ribadito il Miur, la contrattazione non può derogare alla legge per cui si forniscono interpretazioni che porteranno ad un nuovo inevitabile contenzioso.

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Bonus diciottenni: La politica delle “mancette”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

Palazzo chigi1Era fine novembre 2015, poco dopo gli attentati di Parigi. L’allora premier Renzi prometteva di combattere il terrorismo con la cultura e annunciava un bonus di 500 euro per tutti i diciottenni.Ad un anno dal proclama e a due mesi dal “taglio del nastro”, apprendiamo dalla stampa che esiste un mercato nero dei bonus di 500 euro per i diciottenni, che se li “rivendono” acquistando libri per conto di terzi e chiedendo l’accredito della somma equivalente (scontata per incentivare il mercato) su carta prepagata. Magari con i proventi si compreranno il telefonino di ultima generazione.Abbiamo criticato spesso l’uso di elargizioni economiche statali una tantum, conseguenza di una visione politica che non supera il proprio naso. In questo caso fa ancora più effetto, perché tocca il cuore dello sviluppo democratico di un Paese: scuola, educazione alla legalità, futuro. E ci fa vedere ancor più da vicino che la politica della mancetta è inutile e dannosa.Inutile perché cultura e istruzione devono essere oggetto di investimenti di lungo periodo e i 500 euro del bonus diciottenni (per un budget complessivo di 290 milioni di euro) potevano essere spesi meglio: più fondi alla scuola o borse di studio agli studenti più meritevoli e bisognosi, tanto per dirne qualcuna.Dannosa perché la possibilità di un uso deviato di quelle somme, pur ovviamente vietato dal Ministro e prima ancora dalle cosiddette norme vigenti, doveva essere previsto. Era prevedibile, quindi evitabile. Ora, i diciottenni che hanno messo sul mercato nero i propri bonus rischiano una condanna penale per truffa aggravata ai danni dello Stato, pena minima un anno di reclusione. Segno che c’è da lavorare (e molto) anche sulla educazione alla legalità e al rispetto della cosa pubblica, in modo adeguato, sistematico e lungimirante. Nel breve periodo invece, è indispensabile limitare i danni, poiché i buoni possono essere utilizzati fino a dicembre del 2017. Il Ministro della cultura deve immediatamente mettersi al lavoro per correre ai ripari ed inventarsi un modo che salvaguardi sia la destinazione d’uso delle somme stanziate (si inventi qualcosa, sistema di rendicontazione online degli acquisti, biglietti per concerti, musei, teatri ecc nominali e non cedibili…) sia –e soprattutto– i ragazzi stessi, tramite il sito istituzionale, spiegando loro le gravi conseguenze penali dell’uso improprio dei bonus. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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