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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Brexit e mercati: ed ora? Investec Asset Management

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

borsaAlla luce di questo risultato sorprendente riteniamo che si registrerà una notevole volatilità nel breve periodo. In particolare pensiamo che a preoccupare particolarmente i mercati saranno i seguenti aspetti:Volatilità valutaria: La sterlina è crollata rapidamente dai livelli che stavano scontando la possibilità di una vittoria del “Remain”. Fattori fondamentali del Regno Unito, quali il deficit di conto capitale corrente crescente e un mercato immobiliare in difficoltà, stanno diventando sempre meno elementi di supporto.Turbolenze sul mercato azionario UK: i titoli azionari UK sono scesi in maniera repentina sul mercato dei futures ed un clima di incertezza continua andrà ad influire negativamente su multipli e valutazioni. Sarà fondamentale selezionare con attenzione tra i titoli che hanno una maggiore probabilità di essere colpiti da un’ampia gamma di fattori ciclici interni, che per natura non sono di lunga durata, e società, come ad esempio i titoli bancari, che potrebbero essere colpite in maniera più strutturale. Difficilmente il mercato è in grado di fare questa netta distinzione in una prima fase e quindi, per i gestori in grado di adottare un approccio di selezione dei titoli molto scrupoloso, in grado di esaminarli uno ad uno, questo potrebbe rappresentare un notevole vantaggio nel lungo periodo. Molte società UK quotate potrebbero in realtà beneficiare di una sterlina debole o grazie ad un incremento della competitività o dalla conversione degli utili provenienti dall’estero.Calo del mercato immobiliare UK: gli asset immobiliari UK quotati, che erano già stati negativamente influenzati dalle preoccupazioni di “Brexit” a partire dall’ultimo trimestre del 2015, è probabile che vedano una inversione di tendenza dei propri recenti guadagni. Una ulteriore debolezza è possibile alla luce del re-rating dovuto a tassi di interesse strutturalmente più bassi nel lungo periodo.Stabilità macroeconomica e Fed accomodante: riteniamo che gli investitori a livello globale siano posizionati in linea di massima in maniera cauta alla luce delle preoccupazioni su la crescita. L’esito del refendum, oltre a creare un problema in particolare per gli asset UK, getta delle ombre su la recente stabilità macroeconomica e sull’atteggiamento più accomodante sui tassi da parte della Fed. Gli asset difensivi, come i bond governativi, potrebbe registrare un rally momentaneo mentre gli asset più rischiosi saranno probabilmente impattati in maniera negativa nel breve periodo. D’ora in avanti entrambi saranno influenzati dai fondamentali globali e dalle scelte degli investitori.
I mercati tendono ad aggiustarsi rapidamente e talvolta a reagire meglio del previsto. Gli investitori generalmente preferiscono non muoversi nell’immediato sulla scia del referendum. Nel lungo periodo i fondamentali economici e aziendali guideranno i rendimenti.
Gli elettori hanno votato per l’uscita del Regno Unito dall’UE nel referendum di ieri. Seguiremo la reazione iniziale dei mercati dei capitali con interesse. Riteniamo comunque che i movimenti valutari siano probabilmente più significativi, come abbiamo già osservato nella reazione immediata al risultato del referendum.
Aspettiamo che il reale impatto sugli accordi commerciali si dispieghi. Per quanto riguarda gli attuali accordi commerciali, ci sono segnali che indicano che si potrebbero attendere almeno due anni prima che nuovi accordi diventino effettivi. Riteniamo che a subire il maggiore impatto dei cambiamenti nelle tariffe commerciali probabilmente saranno l’agricoltura e la manifattura, poiché i servizi non conoscono un export specifico dell’industria. Sia il settore agricolo sia manifatturiero sono di dimensioni ridotte nella prospettiva del prodotto interno lordo UK (rispettivamente corrispondono allo 0.7% e all’11% del PIL). Riteniamo comunque che le incertezze determineranno un rinvio delle decisioni di investimento e acquisto di consumatori e società.Il grado di pragmatismo nel complesso detterà gli sviluppi nel breve periodo. Gli abitanti del Regno Unito hanno dato il loro messaggio e osserveremo il ritmo al quale la nuova agenda si svilupperà. Sarebbe sorprendente registrare ostacoli alla ripresa economica che l’Europa sta attraversando. Con una politica monetaria accomodante, esistono sia il rischio di rialzo che ribasso nel mercato dei titoli. Con i rendimenti dei mercati azionari di molto superiori a quelli dei mercati obbligazionari, riteniamo che vi siano settori che possono far crescere i dividendi anche in ambiente più difficile. (by Luca Maranesi)

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Due borse di ricerca per il sostegno degli studenti nel campo dell’accesso alla pratica sportiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Mag 2016

parma universitàParma. Scadono il 13 maggio due bandi pubblicati dall’Ateneo per l’assegnazione di due borse di ricerca dedicate al sostegno degli studenti italiani e stranieri dell’Università di Parma nel campo dell’accesso alla pratica sportiva.
La prima borsa di ricerca (bando al link http://www.bioscienze.unipr.it/sites/st02/files/ bando_ 10_bios_2016.pdf) sarà assegnata per il progetto Ricerca e sperimentazione dei sistemi di tutoraggio e assistenza più idonei per l’attuazione del progetto “riconoscimento dell’attività sportiva” agli studenti sportivi di rango nazionale, studenti arbitri o studenti allenatori di rango. Tra le tematiche del progetto: normative europee per gli studenti atleti, arbitri, allenatori di rango nazionale; loro necessità ed esigenze di tutoraggio.
La seconda borsa di ricerca (bando al link http://www.bioscienze.unipr.it/ sites/st02/files/bando_09_ bios_2016.pdf) sarà assegnata per il progetto Analisi e gestione delle richieste degli studenti dell’Università degli Studi di Parma richiedenti il riconoscimento dei crediti sportivi. Miglioramento della attrattività dell’Ateneo verso gli studenti stranieri. Collegamenti tra aree di riferimento. Tra le tematiche del progetto: principi informativi dei diritti allo studio degli studenti universitari; conoscenza del progetto “Riconoscimenti dei crediti sportivi” e del suo inserimento nel piano triennale di Ateneo.
Le borse, entrambe di 12 mesi, sono di 15mila euro. Per l’accesso alla selezione è richiesto il diploma di laurea triennale / magistrale / vecchio ordinamento.L’attività dei borsisti si svolgerà al Dipartimento di Bioscienze, sotto la responsabilità del Delegato allo Sport dell’Università di Parma, prof. Nelson Marmiroli, Direttore del Dipartimento.

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Borse ex specializzandi, ricorsi in continuo aumento: urge legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

università cattolicaUna legge per fermare i ricorsi e pagare il dovuto ai medici ex specializzandi che hanno intrapreso un’azione legale per le borse di studio non corrisposte tra 1983 e 1993 e solo in parte onorate tra 1993 e 2006: sempre più esponenti del mondo medico la chiedono allo Stato, e i progetti in senato ci sarebbero, ma lo Stato rinvia le preoccupazioni. E i conti rischiano di saltare perché – fino a prova contraria – possono ancora intraprendere un’azione legale non solo tutti e 160 mila i medici interessati dai mancati pagamenti fra 1983 e 2006 ma anche i circa 50 mila immatricolati alle scuole di specialità a partire dal 1978. Secondo dati Fnomceo riferiti dall’Ufficio Stampa Consulcesi in una conferenza stampa a Milano, dove sono stati consegnati gli assegni di Bankitalia ad alcuni ricorrenti vincitori in Lombardia, sarebbero 97.300 i medici che hanno intrapreso azione legale tra 1983 e 2006, e ventuno le cause fin qui vinte (per un totale di 400 milioni di euro) dalla sola Consulcesi, collegio di avvocati che tutela circa 70 mila casi individuali. Su una platea di 160 mila potenziali ricorrenti ci sarebbe posto per altri 62 mila e rotti ricorrenti, né la chance di avere successo con un’azione datata 2015 sarebbe preclusa a priori. Spiega l’avvocato Sara Saurini dell’Ufficio legale Consulcesi: «Per le cause intentate prima del 2009 c’è una giurisprudenza consolidata. Chi ha intrapreso azione legale prima di quell’anno non ha problemi; sulle cause successive per alcune interpretazioni la prescrizione decorre, ma non per tutte, e non esiste una normativa ad hoc che escluda la possibilità di azioni legali». Tra l’altro la recente sentenza 17434 del 2 settembre 2015 ha reso ancora più fosco il quadro per lo Stato. «La Cassazione, attuando una prassi giuridica già utilizzata nel recepimento delle direttive Ue, ha riconosciuto che il bacino degli aventi diritto alla borsa si estende anche a chi nel 1983 aveva già iniziato il corso di specialità e ricomprende gli immatricolati ai corsi dal 1978 in poi», dice Saurini. Che puntualizza come ai ricorrenti non spettino le sole quote riferite alle annualità a partire dal 1983, anno in cui l’Italia avrebbe dovuto attuare la direttiva, «ma tutte le annualità in modo da non creare diseguaglianze in base all’anno d’immatricolazione». Il Senato ha prodotto tre disegni di legge (due a prima firma di Luigi D’Ambrosio Lettieri, Pdl, e un terzo del senatore Carlo Lucherini, Pd) che prevedono un indennizzo omnicomprensivo di 13 mila euro per annualità frequentata, non rivalutabile né passibile d’interessi. Considerata una media di 10 mila specializzandi l’anno – 60 mila in tutto da aggiungere ai 160 mila interessati dalle borse – se tutti ricorressero si arriverebbe alla stima astronomica di 8 miliardi di euro. Consulcesi ha anche accennato ai ricorsi intrapresi con i medici del Ssn per il rispetto degli orari di lavoro e dei turni di riposo, altra direttiva disattesa dall’Italia, puntualizzando che anche in questo caso l’obiettivo delle azioni legali è lo Stato e non l’azienda ospedaliera che ha applicato la normativa vigente e “irregolare”. (Mauro Miserendino fonte doctor33)

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6000 borse di studio per scuole specializzazione medicina

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

Paola-Binetti“E’ con una certa soddisfazione che ho trovato nella legge di stabilità 2015 la stabilizzazione di 6000 borse di studio per le scuole di specializzazione in Medicina e chirurgia. E’ vero non sono ancora sufficienti, perché i laureati in medicina sono almeno 7.500 ogni anno. Ma è il doppio di quanto veniva stanziato solo 2-3 anni fa”.Lo afferma in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).
“Un bel salto di qualità di cui i futuri specializzandi debbono ringraziare il Ministro Giannini, che ha mantenuto quanto aveva promesso in questo campo. Da quando sono in Parlamento tutti gli anni faccio la stessa battaglia a favore dei giovani medici- spiega Binetti- ricordando con tutti i mezzi a disposizione: interrogazioni, interpellanze, emendamenti, che la facoltà di medicina andrebbe considerata come una facoltà a ciclo unico della durata minima di 10 anni, perché la specializzazione è parte integrante della formazione del giovane medico. Senza specializzazione non c’è spazio per un lavoro professionale stabile e dignitoso. Il numero di borse messe a disposizione dei giovani laureati deve coincidere con il numero di posti messi a bando al momento della iscrizione, sei anni prima, perché si tratta di un processo di formazione unico ed unitario. E’ indispensabile avere una specializzazione per poter esercitare in una struttura pubblica o accreditata la propria professione di medico. Più volte interpellata il ministro Giannini ha sempre dato rassicurazioni in tal senso, ma quello di oggi è un fatto concreto che va oltre le generiche rassicurazioni. Per questo la stiamo sollecitando da tempo ad abolire il tirocinio di sei mesi che separa laurea ed abilitazione, essendo quest’ultima conditio sine qua non per accedere al concorso nazionale per le scuole di specializzazione. Meglio saldare la fase formativa di base: i sei anni del corso di laurea, alla fase specialistica successiva, 4-5 anni, senza interruzioni di sorta. In un ciclo che dura almeno 10 anni di formazione, occorre evitare ritardi e dispersione”, conclude la parlamentare.

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Borse di studio per giornalisti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

UGIS-Unione giornalisti italiani scientifici indice il bando per tre borse di studio “Paola de Paoli” del valore di 8 mila euro ciascuna al fine di promuovere e incoraggiare la formazione e la crescita professionale dei giovani nel campo del giornalismo scientifico. La prima borsa viene assegnata nel 2015; le altre due nel 2016 nell’ambito del programma per il Cinquantenario dell’UGIS. “In una situazione di crisi dell’editoria”, commenta Alberto Pieri, vicepresidente vicario UGIS e segretario generale Fast, “è encomiabile il gesto della presidente onoraria di UGIS di pensare ai giovani e al loro futuro”.Il bando si rivolge a quanti hanno meno di 35 anni il 31 ottobre dell’anno di assegnazione dei riconoscimenti (2015 o 2016), che abbiano frequentato o stiano seguendo corsi delle scuole di formazione riconosciute dall’Ordine nazionale dei giornalisti; in alternativa, a giornalisti che abbiano o stiano comunicando la scienza e le sue applicazioni.Le domande vanno inviata in forma elettronica via e-mail a ugis@ugis.it e in formato cartaceo via posta (fa fede il timbro postale) o consegnate a mano a: Segreteria tecnica UGIS, Bando borse di studio Paola de Paoli, p.le R. Morandi, 2 – 20121 Milano, specificando: cognome e nome del candidato; data e luogo di nascita; indirizzo per la corrispondenza; telefono cellulare; email; curriculum vitae sia formativo che professionale; lista pubblicazioni, ovvero fino a 10 scritti o articoli più significativi; eventuale tesi a conclusione del percorso formativo; prodotti online o altro. Occorre allegare documento di identità e codice fiscale.Le candidature per la prima borsa vanno presentate entro il 31 ottobre 2015, per le successive due entro il 30 settembre 2016. Il risultato delle valutazioni viene comunicato ai partecipanti entro il 30 novembre. L’assegnazione delle borse è prevista a inizio dicembre dell’anno di riferimento in occasione dell’Assemblea annuale UGIS.

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Borse di studio Sogeea

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2015

universita-la-sapienza-romaRoma Tre borse di studio verranno assegnate da Sogeea SpA per frequentare il corso di alta specializzazione su Due diligence e regolarizzazione dei patrimoni immobiliari che l’azienda ha varato in collaborazione con il Centro interdipartimentale dell’università La Sapienza di Roma, C.I.T.E.R.A.. Una borsa di studio darà diritto all’integrale gratuità del corso, mentre con le altre due si potrà beneficiare di un abbattimento del 50% dei costi. La partecipazione è aperta a neolaureati; dirigenti e tecnici di enti pubblici, istituti bancari, società di servizi immobiliari e imprese di costruzioni; architetti, ingegneri, geometri e liberi professionisti che operano nell’ambito del real estate. Per avanzare la propria candidatura alle borse di studio, va inviata una mail all’indirizzo info@drpi.it allegando il proprio curriculum vitae sottoscritto e con l’autorizzazione al trattamento dei dati. L’assegnazione avverrà in base a una graduatoria stilata in considerazione dei seguenti criteri: titolo di studio e votazione, conoscenza delle lingue straniere, esperienze professionali, situazione economico-finanziaria. Il corso, in programma dal novembre 2015 al giugno 2016, prevede 200 ore di lezioni da tenersi il venerdì dalle ore 15 alle 20 e il sabato dalle ore 9 alle 14 presso il centro convegni di Sogeea SpA in via Sabotino 45, a Roma. Obiettivo primario la formazione del professionista sul processo di analisi del patrimonio e la regolarizzazione urbanistica e catastale affrontando tutti gli aspetti pratici che riguardano Catasto, Comuni, Regioni, Sovrintendenze ed Enti Parco.

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Borse di studio salve: la Camera elimina tassa sulla specializzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Salta la tassazione sulle borse di studio: in commissione Finanze della Camera è stato approvato all’unanimità un emendamento che ha corretto la norma del Decreto semplificazioni fiscali passata in Senato sull’equiparazione delle borse di studio superiori agli 11.500 euro annui ai redditi da lavoro dipendente, con conseguente imposizione Irpef e un aggravio di circa 200-300 euro mensili sulla busta paga dei medici in specializzazioni. Esprime soddisfazione il Segretariato dei giovani medici, che, insieme a Federspecializzandi, aveva indetto due giornate di astensione da tutte le attività di assistenziali e di ricerca e che sarebbero culminate oggi con un Sit-in al Parlamento. La norma d’altra parte avrebbe danneggiato non poco i giovani «già oggetto di politiche non sempre virtuose in tema di valorizzazione del merito e di visione di sistema». Con il rischio, per altro, di un incremento di chi trova più «vantaggioso esercitare la professione all’estero e ancor prima completare o cominciare la formazione fuori dai confini Italiani». Già ieri, comunque, da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che aveva incontrato gli specializzandi a Torino, c’era stato un segnale di apertura, con la promessa di un incontro e l’avvio al più presto di un tavolo. Sulla vicenda è intervenuto anche Amedeo Bianco, presindente Fnomceo: «Si tratta di una correzione di un palese errore di valutazione. Ora ci auguriamo che si possa avvire una riflessione responsabile e matura sul nostro sistema di formazione specialistica, che deve saper produrre competenze di alto profilo tecnico-professionale, a vantaggio di tutti i cittadini, e di garantire serenità e prospettive di lavoro ai nostri giovani, che impegnano una parte rilevante della loro vita in questo cammino lungo e difficile».(fonte doctor news33)

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Borse di studio dedicate esclusivamente alle donne

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

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Image by bpsusf via Flickr

La Cass Business School, parte della City University di Londra, aumenta il numero delle borse di studio per il programma Full Time MBA dedicate esclusivamente alle donne. L’obiettivo della Business School londinese è quello di implementare il suo programma di borse per le donne denominato “Women in business” offrendo quattro borse nel 2012, una in più rispetto all’anno accademico in corso, che ne prevede tre. Ciò significa che il numero di borse di studio “rosa” per il Full Time MBA è quadruplicato dal 2010, quando una sola borsa era disponibile. Tale aumento ha luogo in un momento in cui il numero delle donne che frequentano il programma Full Time MBA è balzato dal 38 % nel 2010 al 45% nel 2011. La Dottoressa Sionade Robinson, direttrice del Full Time MBA, sostiene che questa iniziativa è importante per poter attirare un numero maggiore di candidate e per contribuire a colmare il divario di genere nelle alte sfere delle carriere manageriali. “Le Business Schools hanno un ruolo fondamentale da svolgere, devono contribuire ad aiutare le donne a raggiungere alte posizioni di leadership. Per molte donne, un MBA rappresenta una scalata verso l’apice della propria carriera. L’ultima Association of MBAs’ global 2010 Careers Survey mostra infatti che l’MBA continua ad avere un impatto significativo sui salari e sulla progressione della carriera, in particolare molti anni dopo la laurea.”
“Aumentando il numero di borse di studio per le donne, ci proponiamo di aiutare le candidate di sesso femminile, ambiziose e con un’importante esperienza professionale alle spalle, ad accelerare la loro carriera, permettendo così una più grande rappresentanza globale del genere femminile nelle alte sfere della City ” Le borse del programma “Women in Business” sono destinate a donne altamente competenti che dimostrano di possedere il potenziale per eccellere nella formazione MBA e nella loro futura carriera. Ogni borsa di studio vale 17.250 £ (all’incirca 21.000 €). L’aumento del numero delle borse di studio va di pari passo alla crescita record del numero di donne iscritte al Full Time MBA della Cass Business School. La direttrice dei Programmi MBA, Erica Hensens, spiega così l’aumento di iscrizioni femminili: “Abbiamo preso una serie di misure di reclutamento e di marketing per sfatare il mito dei programmi MBA a dominanza maschile. Ciò include l’organizzazione di una serie di eventi mirati, come i seminari MBA “Women as Leaders” che esaminano le dinamiche di leadership da una prospettiva femminile. “Abbiamo anche cercato di rendere il corso più interessante e accessibile alle donne, aumentando la percentuale di docenti di sesso femminile nel nostro corpo docente MBA, favorendo un clima di collaborazione piuttosto che di competitività spinta ed eccessiva, in modo che le donne possano sentirsi maggiormente a proprio agio.” Anche l’ubicazione e l’architettura contemporanea della scuola influiscono, secondo Hensens. “Cass è un luogo dinamico – lo si percepisce non appena si entra – ed è anche per questo che attiriamo donne dinamiche e ambiziose. Alla Cass non si avverte quella sensazione di chiuso universitario – è un ambiente dinamico, luminoso ed accogliente.

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Donazione borse di studio a medicina

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Mag 2010

Parma. Presso la Sala del Senato del Palazzo Centrale dell’Ateneo, si è tenuta la conferenza stampa per la donazione di borse di studio alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma in memoria dell’imprenditore Quinto Degano, di cui ricorre il 25 maggio il secondo anniversario della scomparsa. Alla conferenza stampa sono intervenuti il Pro Rettore dell’Ateneo per la Ricerca Alessandro Mangia, il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Loris Borghi, don Luigi Valentini, della Comunità Betania di Marore, Sergio Tagliavini, medico e amico di famiglia, Pietro Vitali, in rappresentanza della direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, e Carlo Quinto Degano, in rappresentanza della famiglia.  Si tratta di borse di studio dell’importo di 12.000 euro l’anno destinate a sostenere la ricerca medica, e in modo particolare gli studi nel campo delle patologie cardio-vascolari, erogate da FORA S.p.A., società specializzata nella distribuzione di articoli sanitari e medicali. Alla conferenza stampa era infatti presente anche Giancarlo Viaroli, socio di FORA, che ha condiviso con la famiglia la donazione di borse di studio in ricordo del fondatore della società.

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Nuove regole anticrisi

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Inizia a Ginevra la Settima ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio.  Arci, l’organizzazione equosolidale Fair e Legambiente lanciano, in quest’occasione,  un appello in cui  chiedono di “dare un taglio” alle liberalizzazioni, ma anche alle emissioni climalteranti, visto che a ridosso dei negoziati della Wto si aprirà a Copenhagen l’altra grande partita sul futuro del pianeta legata ai cambiamenti climatici.  Questo è un vertice diverso dai precedenti, perché arriva in piena crisi economica, finanziaria, sociale ed ambientale. Eppure, mentre nelle riunioni di G8 e G20 i leaders globali fanno a gara per mettere faccia e firme sotto proposte di ri-regolazione di borse e mercati finanziari, ai negoziati Wto non si presentano. Affidano alle discrete mani dei loro ministri al commercio, nella defilata cornice di Ginevra, la missione  di chiudere un nuovo pacchetto di liberalizzazioni che, lungi dal ristabilire un riequilibrio Nord-Sud, come denunciano anche i leaders dei Paesi in via di sviluppo, rischia di rafforzare il predominio di pochi interessi forti, a Nord come a Sud, a spese dei diritti di tutti gli altri.  L’ultima crisi economico finanziaria ha dimostrato l’insostenibilità di un sistema dove la finanza ed i capitali si sganciano dall’economia reale, dove persino il cibo diventa oggetto di speculazione finanziaria condannando alla fame oltre un miliardo di persone.  Secondo le tre organizzazioni per questi motivi è arrivato il momento di “dare un taglio” alle vecchie e fallimentari politiche a Ginevra come a Copenhagen, ed è questo il messaggio che ribadiranno fino alla chiusura della Ministeriale con un’azione di mail bombing sui negoziatori italiani attivabile dal sito http://www.faircoop.net/faircoop

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I fili della memoria mediterranea

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

Molto si è parlato in questi ultimi anni di quella Europa i cui confini meridionali si affacciano sul Meridionale ed intravedono la faccia del dirimpettaio e sovente non ne avverte la sofferenza o ne è conseguente stendendovi un ponte di solidarietà più vicino ad un legame fraterno che a un’operazione di natura formale e quasi dovuta per opportunità di varia natura, compresa quella di scongiurare una migrazione selvaggia da quelle terre. Ancora una volta dobbiamo ammettere i nostri limiti di comprensione per eventi di questo genere. Eppure non siamo lontani nel tempo allorché l’Università di Firenze, ai tempi dei Colloqui mediterranei di La Pira, era ricca di migliaia di studenti provenienti dai Paesi mediterranei e che attualmente ne ospita meno di un centinaio di unità e ancora, che il Murst e La Farnesina su questo punto sono in piena ritirata. Perché abbiamo abbandonato una strada così promettente? Le università possono molto su questa strada e la Comunità europea dovrebbe farsi carico di una più intensa circolazione di studenti provenienti dai paesi del terzo mondo favorendoli con borse di studio e con una attenta logistica con alloggi e quanto altro. Ma essere, come La Pira portatori di una cultura di confronto e non di scontro, di solidarietà ma anche di comprensione per i problemi che lo studente straniero porta con sé e con una idea di società occidentale più portata a predicare bene e a razzolare male. Più volte siamo stati definiti dei predicatori ipocriti. E dobbiamo adontarcene? Non di certo perché stiamo qui a dimostrare che molte volte i nostri comportamenti lo dimostrano in tutta la loro evidenza e soprattutto mostriamo un’arroganza culturale che ci fa pretendere di parlare in nome e per conto dei popoli meno fortunati con la pretesa di voler capire i loro problemi ma poco o nulla facciamo per risolverli.

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