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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

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“Se non riuscivano a uccidere Borsellino, uccidevano me”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Esce oggi il libro dell’ex magistrato antimafia di Palermo Antonio Ingroia, con Pietro Orsatti, intitolato “Le trattative. Dal sistema criminale alla trattativa Stato-mafia. Ventisei anni di attacchi ai pm e di ricerca della verità”, edito da Imprimatur. Prefazione di Marco Travaglio e introduzione dell’ex capo della Direzione nazionale antimafia Franco Roberti. “Il collaboratore Vincenzo Calcara sul fronte trapanese raccontò a Borsellino del progetto di attentato che era stato organizzato qualche anno prima quando lui era a Marsala, tra l’altro un progetto di attentato era previsto nei miei confronti, come a dire: io ero il candidato di riserva, se non riuscivano a uccidere Borsellino, uccidevano me. Borsellino una volta mi disse che questo andava sicuramente a mio merito, ma forse in realtà stavo cominciando un po’ troppo presto, perché io a quell’epoca avevo solo trent’anni, mentre lui la scorta la aveva avuta intorno ai quaranta…”.
Sono le parole dell’ex magistrato antimafia di Palermo Antonio Ingroia che, nel suo ultimo libro “Le trattative. Dal sistema criminale alla trattativa Stato-mafia. Ventisei anni di attacchi ai pm e di ricerca della verità”, racconta in prima persona come è nato uno dei processi più importanti d’Italia. Per 27 anni Ingroia ha avuto la scorta. Nei primi giorni di maggio, questa tutela gli è stata tolta, nonostante il lavoro svolto per contrastare la criminalità organizzata. È stato lui l’iniziatore delle indagini sulla trattativa Stato-mafia, concluso ad aprile in primo grado con pesanti condanne. “La mafia e i poteri che colludono con la mafia non dimenticano”, ha detto il magistrato Nino Di Matteo sottolineando come la scorta, per Ingroia, sia ancora estremamente utile. Nel suo libro, Ingroia traccia un quadro completo di quel pezzo di storia a cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica, quando pezzi dello Stato sono scesi a compromessi con i capi di Cosa nostra. L’ex magistrato, ora avvocato, racconta l’ascesa politica di Berlusconi.“Forza Italia – scrive Ingroia – costituì, ancor prima di nascere, un punto di ‘interesse politico’ per Cosa nostra”. Racconta le difficoltà di portare avanti le indagini nella procura di Palermo e, durante la stagione Grasso, i tentativi di ‘normalizzazione’ ogni volta che le inchieste toccavano la politica. Ingroia non fa sconti, racconta in modo diretto e ricostruisce i pezzi di un puzzle che per troppo tempo sembrava impossibile da ricomporre.

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Sarà inaugurato domani a Capaci il primo festival del teatro amatoriale Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Capaci (Palermo) E’ stato organizzato dai Teatranti Instabili. Una manifestazione pensata e realizzata da chi è nato e cresciuto a Capaci e vuole dare nuovo impulso al territorio, proprio nel giorno in cui si ricorda un eroe: Giovanni Falcone. Otto compagnie teatrali in concorso e quattro spettacoli fuori concorso sul palco allestito nell’atrio interno della scuola elementare Alcide De Gasperi dd Gaetano Longo (via J.F. Kennedy). Alle 21 il taglio del nastro, segue un intervento musicale del mezzosoprano Lorena Scarlata Rizzo che canterà “Colapisci” accompagnata da Francesco Davì alla chitarra. “Abbiamo scelto di aprire in questo modo il nostro festival – dice Maria Ansaldi, direttrice artistica della manifestazione che insieme al direttore tecnico Francesco Davì ha lavorato instancabilmente per donare a Capaci il suo festival – perché Colapesce è un eroe siciliano e questa vuole essere una festa dedicata a due eroi che hanno investito la loro vita a combattere la mafia per un futuro migliore. Il nostro vuole essere un contributo, una memoria attiva affinché il loro sacrificio non resti fine a se stesso. Il festival è finanziato esclusivamente da commercianti del territorio e non, singoli cittadini e dai bambini della scuola elementare che ci ospita”. Presenta la serata la giornalista Giada Lo Porto che indosserà un abito creato da Francesco Davì per conto dei Teatranti Instabili e che rappresenta Capaci. Iniziano a intrattenere il pubblico i bambini della scuola elementare che diventano poeti per una sera e Myriam De Luca. Ospiti della prima serata Dario Greco, presidente Aiga (associazione italiana giovani avvocati); il procuratore Alfredo Morvillo; il professore Pippo Romeres; il consigliere comunale Giulio Cusumano; Matteo Pezzino, vicepresidente Confartigianato Imprese Palermo e membro del comitato nazionale antiracket e antiusura; Rocco Battaglia, presidente associazione Terra Vecchia che si occupa di recuperare e tramandare la storia di Capaci e Vincenzo Perricone, presidente dell’associazione Siciliano. Presenti il sindaco di Capaci Sebastiano Napoli, il comandante della caserma dei carabinieri di Capaci Paolo Antonio Conigliaro e il vice comandante Antonio La Rocca. La prima serata prosegue con un dialogo tra la presentatrice e gli ospiti dal titolo “La bellezza salverà il mondo”. Poi a intrattenere il pubblico lo spettacolo “Incontri” di Gino Bonanno Chiude la serata il duetto scoppiettante delle Serio Sister. Presente anche Davide Morici, presidente della categoria “Turismo e Spettacolo” di Confartigianato Palermo che ha dato il gratuito patrocinio alla manifestazione: “Sono fermamente convinto che l’unico modo per superare la mafia è la cultura – dice – chiunque crea con le mani e con la mente è un artigiano, solo la cultura ci può salvare, può allontanare le persone dalla strada e dalle logiche che ancora oggi esistono. Nei giovani vedo già voglia di cambiamento ed è importante che il cambiamento parta proprio da Capaci”. Partner della manifestazione Radio Time, Rta Radio tivù azzurra, Rpc Radio Palermo centrale e Trm. Ogni serata a partire dalle 21 si esibirà una compagnia diversa. Tra quelle in concorso L’Armonia (17 giugno), Gli amici dell’arte (24 giugno), Spes In Arte (30 giugno), La compagnia del divano (1 luglio), Associazione Culturale Capuana (8 luglio), Associazione Vivi il territorio (15 luglio), I Frastornati (19 agosto), F.I.T.A. Roma (26 agosto). Fuori concorso: La piazza degli artisti con la partecipazione di Fabrizio Romagnoli (22 luglio), A spasso con l’opera con Rosolino Claudio Cardile (tenore), Natasa Kàtai (soprano) e Lorena Scarlata Rizzo (mezzosoprano) (29 luglio), I Teatranti Instabili (5 agosto) e La Compagnia dei Vitelloni (12 agosto). Il festival termina il 2 settembre con la serata di gala. Domina la passione del tango argentino con Silvina Larrea e Pablo Pouchot che danzeranno sul palco scaldando gli animi. Seguono le premiazioni. A scegliere i vincitori una giuria di settore più uno spettatore sorteggiato ogni sera. La serata d’apertura è gratuita. Il costo di ogni singolo evento è 3,50 euro, previsto un abbonamento per l’intero festival al costo di 30 euro.

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Primo festival Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

Capaci (Palermo) 23 maggio la serata di apertura. Alle 21 il taglio del nastro, segue un intervento musicale del mezzosoprano Lorena Scarlata Rizzo che canterà “Colapisci” accompagnata da Francesco Davì alla chitarra. “Abbiamo scelto di aprire in questo modo il nostro festival – dice Maria Ansaldi, direttrice artistica della manifestazione che insieme al direttore tecnico Francesco Davì lavora giorno e notte per donare a Capaci il suo festival – perché Colapesce è un eroe siciliano e questa vuole essere una festa dedicata a due eroi che hanno investito la loro vita a combattere la mafia per un futuro migliore. Il nostro vuole essere un contributo, una memoria attiva affinché il loro sacrificio non resti fine a se stesso. Il festival è finanziato esclusivamente da commercianti del territorio e non, singoli cittadini e dai bambini della scuola elementare che ci ospita”. Presenta la serata la giornalista Giada Lo Porto. Ospiti della prima serata Dario Greco, presidente Aiga (associazione italiana giovani avvocati), il procuratore Alfredo Morvillo, il professore Pippo Romeres, il consigliere comunale Giulio Cusumano, Rocco Battaglia, presidente associazione Terra Vecchia che si occupa di recuperare e tramandare la storia di Capaci e Vincenzo Perricone, presidente dell’associazione Siciliano. Presenti il sindaco di Capaci Sebastiano Napoli, il comandante della caserma dei carabinieri di Capaci Paolo Antonio Conigliaro e il vice comandante Antonio La Rocca. La prima serata prosegue con un dialogo con gli ospiti presenti dal titolo “La bellezza salverà il mondo”. Poi a intrattenere il pubblico lo spettacolo “Incontri” di Gino Bonanno, i bambini della scuola elementare che diventano poeti per una sera. Chiude la serata il duetto scoppiettante delle Serio Sister. Ogni serata a partire dalle 21 si esibirà una compagnia diversa. Tra quelle in concorso L’Armonia (17 giugno), Gli amici dell’arte (24 giugno), Spes In Arte (30 giugno), La compagnia del divano (1 luglio), Associazione Culturale Capuana (8 luglio), Associazione Vivi il territorio (15 luglio), I Frastornati (19 agosto), F.I.T.A. Roma (26 agosto). Fuori concorso: La piazza degli artisti con la partecipazione di Fabrizio Romagnoli (22 luglio), A spasso con l’opera con Rosolino Claudio Cardile (tenore), Natasa Kàtai (soprano) e Lorena Scarlata Rizzo (mezzosoprano) (29 luglio), I Teatranti Instabili (5 agosto) e La Compagnia dei Vitelloni (12 agosto). Il festival termina il 2 settembre con la serata di gala. Domina la passione del tango argentino con Silvina Larrea e Pablo Pouchot che danzeranno sul palco scaldando gli animi. Seguono le premiazioni. A scegliere i vincitori una giuria di settore più uno spettatore sorteggiato ogni sera. La serata d’apertura è gratuita. Il costo di ogni singolo evento è 3,50 euro, previsto un abbonamento per l’intero festival al costo di 30 euro.

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La guerra fotografie di Tony Gentile l’autore delle celebre foto di Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 dicembre 2017

Capaci 23 maggio 1992. _©T_GentilePordenone 9 dicembre 2017 – 14 gennaio 2018 Spazi Espositivi di Corso Garibaldi (Apertura mostra: venerdì 16.00-19.00, sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00. Il 24 e il 31 dicembre apertura solo al mattino) mostra La guerra fotografie di Tony Gentile a cura di Giuseppe Prode.
Ci sono foto che diventano subito icone, di un’epoca, di un sentimento, di un ideale. Una di queste è l’ultima foto scattata a Falcone e Borsellino insieme, il 27 marzo 1992, sorridenti e quasi complici mentre si bisbigliano all’orecchio. Fu l’obiettivo di Tony Gentile a cogliere quel momento che li ritrae nella loro profonda umanità di due servitori dello stato e della legalità, sicuramente consci dei pericoli cui andavano incontro, ma che non si aspettavano di diventare degli eroi. Oggi sono tali per noi, al sud come al nord, e lo sono per diverse generazioni: dai cittadini palermitani che la stamparono su migliaia di lenzuoli bianchi appesi alle loro finestre dopo Capaci e dopo via D’Amelio ai giovanissimi membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Porcia, che hanno voluto intitolare la loro sede ai due giudici, suggellando la dedica con un mosaico riproducente la celebre foto commissionato alla Scuola mosaicisti di Spilimbergo, attualmente in lavorazione. E dallo stesso stimolo del Consiglio dei ragazzi, seguito dalla tutor Lucia Tomasi, responsabile del Servizio affari generali del Comune di Porcia, è partita l’idea di allestire una mostra che sotto il titolo “La guerra. Una storia siciliana” raccoglie una quarantina di scatti realizzati in Sicilia da Tony Gentile che, come sottolinea il curatore Giuseppe Prode, coniugano fotografia e memoria.
Palermo 1992 Falcone e Borsellino_©T_GentileLa mostra sarà allestita per iniziativa di Comune di Porcia e Comune di Pordenone, grazie alla collaborazione dei rispettivi assessorati alla cultura retti da Roberto Calabretto e Pietro Tropeano, col sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, negli Spazi Espositivi di Corso Garibaldi a Pordenone dal 9 dicembre (inaugurazione alle 17) fino al 14 gennaio, con ingresso libero.
Un percorso nel quale Tony Gentile racconta il quotidiano di una città, Palermo, e di un’isola piena di contraddizioni: vita di strada, politica, omicidi, fino alla testimonianza diretta e inconsapevole di una guerra non dichiarata. Ma anche di una vita che scorre e colta nei momenti più diversi, intimi e divertenti. Un racconto che tratteggia – passo dopo passo – lo scorrere di una città e dei suoi abitanti che dal 1989 al 1996 hanno vissuto una realtà di sconvolgimenti politici, di violenza e di stragi, ma anche di reazione e rabbia della società civile e dello Stato contro la straripante violenza. I fotogrammi, messi insieme uno dopo l’altro a distanza di 25 anni, ricostruiscono un piccolo frammento di storia del nostro Paese quando Palermo fu il campo di battaglia di una guerra non dichiarata pubblicamente, ma tangibile, e ogni cittadino una potenziale vittima. Era una guerra di mafia, tra le mafie di Corleone e di Palermo, ed era guerra alla mafia, che per la prima volta veniva nominata. Una testimonianza importante che permette soprattutto alle nuove generazioni di conoscere fatti e personaggi la cui conoscenza dovrebbe essere corredo fondamentale per i giovani.
Palermo 1992 via D'Amelio©T_GentileLa mostra nasce da un libro – pubblicato da Postcart nel 2015 e premiato nel 2016 come miglior libro dell’anno dal GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionali) nell’ambito del Premio Amilcare Ponchielli – che porta lo stesso titolo: esso raccoglie le foto di strada di un fotoreporter che nei suoi primi anni di gavetta inciampò nella Storia, quella vera, quella grande. Feste di paese, e morti ammazzati. L’occhio di Gentile ha visto tutto: i funerali di Sciascia, il maxi processo e i comizi di Craxi; la faccia di Andreotti e la solitudine – profetica – di Falcone ai funerali di Livatino, il giudice ragazzino, macchine bruciate e crateri sulle strade. Nel libro anche un racconto di Davide Enia, attore e drammaturgo, palermitano come Gentile, che in quegli anni era un ragazzino e racconta la Palermo degli anni Novanta, vista coi suoi occhi alla vigilia delle stragi di mafia che squarciarono il paese e segnarono in modo indelebile l’anima della città: lo si potrà ascoltare inquadrando col cellulare un apposito Qr code. Altro contenuto multimediale messo a disposizione dei visitatori con la stessa tecnologia sarà il video “Con i miei occhi”, che racconta come è nato il progetto “La guerra. Una storia siciliana”; in mostra anche un estratto dall’ultima puntata dell’edizione 2016 della trasmissione I dieci comandamenti di Rai 3 – a cura di Domenico Iannacone – dedicata a Tony Gentile.
Il fotografo sarà presente all’inaugurazione della mostra e farà personalmente dono al Consiglio Comunale dei Ragazzi di Porcia, della fotografia dei due giudici – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – da lui stesso stampata per l’occasione. Tony Gentile e’ nato a Palermo e ha iniziato a lavorare come fotografo di news nel 1989 con il Giornale di Sicilia e con l’Agenzia fotografica Sintesi di Roma pubblicando le sue fotografie sulle maggiori testate nazionali ed internazionali. Attualmente e’ di base a Roma dove segue per la Reuters i maggiori eventi di cronaca, politica e sport di livello internazionale. (foto: capaci, falcone borsellino, palermo via d’amelio)

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L’Opera “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

falcone-borsellinoTrapani andrà in scena venerdì 17 e domenica 19 novembre sul palco del Teatro “M° Tonino Pardo” presso il Conservatorio “A. Scontrino”, dopo un’anteprima rivolta alle Scuole giovedì mattina (una seconda matinée è in calendario per lunedì 20 novembre). Chiuderà così la 69ª Stagione Lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, per il quarto anno sotto la direzione artistica di Giovanni De Santis affiancato dal M° Andrea Certa, responsabile della programmazione lirica dell’Ente.
“Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” è “un dramma in musica ispirato alla cronaca”, un’opera in un solo atto per commemorare e tramandare due tra i più eclatanti delitti di mafia che hanno sconvolto l’Italia e che ancora restano vividi nella memoria collettiva, nonostante siano trascorsi più di 25 anni da allora. Era, infatti, il 23 maggio del 1992 quando un timer a distanza fu azionato per provocare la strage di Capaci, facendo saltare in aria l’auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo insieme con tre agenti di polizia, sull’autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Ed erano trascorsi solo 57 giorni quando, il 19 luglio, un’altra esplosione, stavolta in città, a Palermo, in via D’Amelio, uccise il giudice Paolo Borsellino, che stava andando a trovare la madre, insieme ai cinque uomini della sua scorta.L’Opera, interamente prodotta dall’Ente Luglio Musicale Trapanese che la presenta in prima assoluta regionale, è frutto della collaborazione tra due autori che appartengono alla stessa terra di Falcone e Borsellino: Antonio Fortunato, il compositore, e Gaspare Miraglia, il librettista, sono infatti entrambi siciliani ed hanno già lavorato insieme ne “La baronessa di Carini”, uscita nel 2011. Con le parole degli autori, «L’opera vuole essere un omaggio ai due magistrati uccisi dalla mafia e a tutte le vittime della mafia, insieme ad un messaggio di rinnovamento e di rinascita attraverso la musica e la poesia». Tale messaggio, di riscatto tramite l’arte, è reso tangibile anche dall’essenziale elemento scenografico: un muro, edificato sulle macerie e sul quale scorrono i nomi dei tanti martiri di mafia, ideato da Antonella Conte, scenografa e costumista, e realizzato con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. trapani-villa-margheritaFortemente caratterizzante, la scelta della regista, Maria Paola Viano, di unire, nel prologo dell’Opera, l’enfasi poetica alla realtà, registrando le voci fuori campo non di attori ma di magistrati e avvocati attivi al Palazzo di Giustizia di Trapani: fondamentali, in tal senso, la disponibilità della Presidenza del Tribunale e della Procura della Repubblica, e la collaborazione fattiva dell’ANM, Associazione Nazionale Magistrati – sottosezione di Trapani, della Camera Penale “G. Rubino”, dell’Ordine degli Avvocati (che accredita l’evento con 2 crediti formativi).
Protagonisti dell’Opera, il soprano Clara Polito nel ruolo di una Madre di vittima della mafia, il baritono Luca Bruno nei panni di un Padre, Francesco Palmieri, basso, che impersona la Mafia – in questo caso un vero e proprio personaggio – e, a dar vita alle voci di Falcone e Borsellino, gli attori Edoardo Siravo e Claudio Lardo.La Direzione musicale è affidata al M° Elio Orciuolo che dirigerà l’Orchestra, insieme con il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, diretto da Fabio Modica, e con il Coro di Voci Bianche “Carpe Diem”, guidato da Roberta Caly.La regia, di indiscussa sensibilità e professionalità, è di Maria Paola Viano, supportata dalla creatività di Antonella Conte per scene e costumi. Le luci sono di Giuseppe Saccaro.

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“Venticinque anni fa moriva una parte dell’Italia migliore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

borsellino falconeVenticinque anni fa la restante buona Italia ‘rinasceva’ riscoprendo il coraggio, trovando una nuova voce per dire ‘fuori la mafia dallo Stato’, raccogliendo un’eredità inestimabile di idee, valori, principi, da continuare a far vivere nella memoria, nelle coscienze. Da venticinque anni – tanti ne ha questo nostro Coisp – quelle idee camminano sulle nostre gambe. Da venticinque anni quelle idee continuano a camminare sulle gambe dei Poliziotti italiani che già le condividevano, perché solo se una cosa ti appartiene sei disposto a morire per essa. Continuano a camminare in ogni quotidiano gesto di ogni Poliziotto al servizio dei cittadini, della legalità, della democrazia, delle Istituzioni; in ogni sforzo per continuare a ripetere che ricordare è un dovere, perché quelle morti non siano vane, perché non si arretri mai nel cammino di educazione, di cultura, di civiltà”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp Sindacato Indipendente di Polizia, in occasione del 25° anniversario degli eventi che segnarono inesorabilmente la storia del Paese quando, nelle stragi di mafia di Capaci e via D’Amelio del 1992, nel giro di quei drammatici 57 giorni persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e gli Agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, il 23 maggio, e in seguito il Giudice Paolo Borsellino e gli Agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, il 19 luglio.
Questo anniversario così importante ricorre proprio quando anche il Coisp compie i suoi 25 anni, “in una coincidenza di date – aggiunge Maccari – che simboleggia perfettamente l’assoluta e totale ispirazione e dedizione di questa Organizzazione a quell’eredità straordinaria lasciataci da uomini e donne che da mezzo secolo onoriamo, celebriamo in ogni angolo del Paese, in ogni modo,con iniziative concrete volte a cementare sempre di più il legame della buona Italia con chi l’ha rappresentata appieno e che propongano alle nuove generazioni un vero e concreto ideale a cui ispirarsi”.
“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini, diceva Giovanni Falcone. E noi oggi, guardandoci indietro, siamo umilmente ma pienamente soddisfatti di aver tenuto fede a questo monito. Non solo con ogni cippo commemorativo, con ogni targa scoperta, con ogni struttura dedicata, con ogni intitolazione di strada, con ogni incontro, convegno, colloquio con le scuole, ma anche con ogni servizio svolto con amore, con dedizione, con fedeltà, con caparbietà, con sacrificio, dentro le volanti, dietro alle scrivanie,in mezzo ai vicoli, nelle piazze e nelle strade, ad ogni corteo, ad ogni operazione, ad ogni sbarco, ad ogni calamità, ad ogni cerimonia, ogni volta che guardiamo con volti rigati da lacrime di orgoglio feroce un tricolore sventolare. Quelle identiche sensazioni le proviamo anche guardando davanti a noi, certi che, un passo dopo l’altro, altre gambe continueranno a far camminare quelle idee che in questi 25 anni abbiamo contribuito fedelmente a portare avanti”.

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XXV Anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

borsellino falcone“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana.” Frase di John Fitzgerald Kennedy citata da Giovanni Falcone che raccontò di aver letto in un posto di polizia nell’aeroporto di Milano, in cui viene racchiusa tutta la vera essenza della sua vita: il suo impegno, la sua dedizione al lavoro, il senso del dovere, la sua determinazione ma soprattutto il suo ideale di Giustizia. Da questa citazione nasce il titolo del concorso per l’anno scolastico 2016/2017 bandito dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che culminerà il 23 maggio 2017 – XXV anniversario della strage di Capaci.
Il concorso, rivolto a tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado, mira a stimolare, attraverso la memoria, la riflessione degli studenti che oggi siedono tra i banchi di scuola, ma che ancora non erano nati negli anni in cui la storia d’Italia è stata segnata da tragici eventi, omicidi e stragi, di stampo mafioso.
Le scuole vincitrici del concorso saranno premiate a Palermo durante il convegno presso l’Aula Bunker del Carcere Ucciardone alla presenza delle più alte cariche istituzionali. Le scuole che intendono partecipare al concorso dovranno iscriversi entro e non oltre il 14 gennaio collegandosi al sito http://www.fondazionefalcone.it.

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Il caso Borsellino-Crocetta

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

lucia borsellino“Il contenuto della conversazione, intercettata dagli inquirenti, tra il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, ed il suo medico personale Matteo Tutino, arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di falso, abuso d’ufficio, truffa e peculato, apre uno spaccato inquietante sulla realtà politica siciliana, che ancora oggi, nella migliore delle ipotesi, fatica a prendere le distanze dalla sotto-cultura mafiosa. E’ agghiacciante il fatto che il presidente Crocetta sia rimasto impassibile di fronte alla considerazione espressa dal suo interlocutore, secondo cui Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso da Cosa Nostra, dovrebbe essere fatta fuori come suo padre.” E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “Bene ha fatto Lucia Borsellino a lasciare la giunta Crocetta. Ritengo che sul presidente della Regione Sicilia, terra impoverita e devastata dalla mafia e bagnata dal sangue di tanti che l’hanno combattuta, non debbano esserci ombre di collusioni, connivenze, anche solo di una malcelata tolleranza verso espressioni di malaffare o peggio di criminalità. Non si può non reagire di fronte a chi auspica la morte di una donna impegnata nelle Istituzioni, che porta il nome di un magistrato che ha sacrificato la propria vita per combattere la mafia. Io credo che debba essere verificata l’estraneità del presidente della Regione a relazioni illecite con un soggetto come Tutino, su cui pendono le gravi accuse della magistratura, ma ritengo che una prima immediata risposta Crocetta debba darla ai siciliani, dimettendosi immediatamente dal proprio incarico, e scusandosi pubblicamente per il suo comportamento indegno di chi è stato chiamato dai cittadini a costruire per la propria terra un futuro di sviluppo, di legalità, di rifiuto di ogni forma di criminalità”.

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Teatro: Orazione per Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Roma  10 aprile ore 21.00 e 11 aprile ore 17.00 Teatro Tor Bella Monaca – via Bruno Cirino, angolo Duilio Cambellotti. L’Associazione Culturale Seven Cult in collaborazione con Associazione Culturale Salvo Licata  presentano  Orazione per Giovanni Falcone  e Paolo Borsellino   di Salvo Licata regia Filippo d’Alessio e Maddalena Rizzi  con Andrea Murchio  Filippo d’Alessio Giuseppe Butera musiche del gruppo Al Madina Costanza Licata voce, violino, mandolino, percussioni Rosemary Enea pianoforte, fisarmonica, percussioni, chitarra Rosario Punzo voce, percussioni video proiezioni a cura di Maddalena Rizzi Sul palcoscenico si rincorreranno in gesti ed in parole la memoria storica e la speranza che una simile strage di uomini ed umanità non abbia più luogo. Nel giorno del santo degli appestati, San Rocco, lo spettacolo si propone come attenta riflessione non già sul tragico evento di una cronaca che si è fatta storia, ma sull’humus culturale e sociale che ha prodotto i fatti.   “Il mafioso che non ha brindato alla notizia della strage fatale – racconta Umberto Cantone –  mette in scena come una figura brechtiana, soprattutto la sua emblematica retorica. Egli è il simbolo di una ambiguità tragica e ridicola insieme, l’espressione di una visione della vita capace di generare mostri, retto da una morale inaccettabile”. Biglietti: intero 10 € – ridotto 5 € – per i bambini sotto 11 anni 2 €  http://www.teatrotobellamonaca.it  (falcone-Borsellino)

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