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Corrado Passera: luci e ombre

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Corrado Passera Napolitano

Image via Wikipedia

Corrado Passera, amministratore delegato del Gruppo Intesa S.Paolo, sarà uno dei ministri più potenti del nuovo governo Monti, poiché riunirà in sé le deleghe dello “Sviluppo Economico” e delle “Infrastrutture e Trasporti”. Si tratta di ministeri cruciali anche per il sistema bancario da cui proviene.
Riporto di seguito le tante ombre e le poche luci della sua carriera. Alla luce di queste vicende, forse si poteva trovare, specie per un governo tecnico, un uomo con una vita professionale più cristallina. Corrado Passera è ex enfant prodige della finanza italiana, un ex Mc Kinsey, ex top manager del Nuovo Banco Ambrosiano, ex numero uno operativo prima di Poste Italiane e poi di Intesa già prima che questa si mangiasse in un boccone il San Paolo-IMI. Nella sua storia personale tuttavia non vi sono solo successi. Al tempo in cui era amministratore delegato del Banco Ambroveneto, avrebbe subito un tentativo di estorsione da parte di Florio Fiorini, il discusso finanziere rinchiuso nel carcere di Opera perche’ accusato di bancarotta fraudolenta ed altri reati per il fallimento del gruppo Sasea. Anche Corrado Passera viene indagato per bancarotta fraudolenta nell’ ambito di quell’inchiesta.
La ristrutturazione di Poste Italiane viene considerata uno delle sue maggiori performance. Ma qualche anno dopo il nuovo Presidente Sarmi incarica Mediobanca di verificare le operazioni in derivati effettuate dal 1999, l’ anno in cui le Poste, allora sotto la guida di Corrado Passera, hanno iniziato ad indebitarsi a lungo termine con l’emissione di bond. Sono gli stessi obiettivi dell’ inchiesta della Procura di Roma che sulla questione ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, momentaneamente affidato al procuratore reggente Ettore Torri. Sempre sotto la sua gestione, Poste Italiane trasformatasi celermente in immobiliarista di aree demaniali non sue, è riuscita a farsi pagare due volte, ad esempio, il Palazzo di Roma San Silvestro. Valutato a prezzi di mercato 89 miliardi, viene concordato con Passera a 165, ma avendo lo Stato (cioè i cittadini italiani) comprato dalle Poste immobili già suoi, in realtà il costo finale è stato di 330 miliardi di lire.
Nel periodo in cui è in Banca Intesa è interessato da molti nei. Nella vicenda Cirio la procura di Milano lo iscrive nel registro degli indagati per i bond Cirio, ma in buona compagnia: Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, Stefano Balsamo, manager di Jp Morgan, , oltre a Sergio Cragnotti. Neppure dalla vicenda Parmalat. Corrado Passera, esce nel migliore dei modi. Quando scoppia la bomba, dichiara che l’attività di compravendita di bond rientra nelle competenze di Nextra, la società di gestione del risparmio del gruppo ed il Presidente Giovanni Bazoli precisa che la vicenda Parmalat non poteva essere prevista all’interno dell’istituto e che “la crisi non si estenderà alle banche”. Ma i magistrati milanesi la pensano diversamente e quando chiudono le indagini con un avviso di garanzia di 20 soggetti – di cui 13 persone fisiche e 7 persone giuridiche – per il reato di concorso in aggiotaggio, tra questi c’è Nextra di Banca Intesa per aver diffuso false informazioni al mercato al fine di provocare “sensibili alterazioni dei prezzi dei titoli Parmalat”. Ma non basta, alla fine il gruppo guidato da Giovanni Bazoli e Corrado Passera più le ex controllate Cariparma e Biverbanca sono costretti a staccare un assegno all’amministratore delegato Enrico Bondi di 420 milioni di euro al fine di ottenere la rinuncia a tutte le azioni revocatorie e risarcitorie già promosse ed eventualmente proponibili nei confronti delle banche. Sempre in Banca Intesa gestisce la nascita di Banca Intesa Sanpaolo, ed una serie di interventi in sostegno di grandi e medie imprese dalla Fiat alla Piaggio, da Luxottica a Telecom. Le vicende Telecom sono fin troppo note e non sono certo un esempio di trasparenza e buona gestione Durante la Giornata nazionale della finanza etica del 2004, diversi sindacalisti contestano a Passera la aggressiva politica di incentivi commerciali praticata da Intesa, che – secondo i sindacati – spinge i dipendenti della banca a vendere ai clienti meno accorti prodotti a bassa qualità.
Il suo nome compare negli appunti trovati nel computer di Guglielmo Sasinini, l’ex giornalista di Famiglia Cristiana, finito agli arresti domiciliari per la vicenda dei dossier illegali della Sicurezza Telecom.
Quattro gruppi bancari italiani, attivi nel segmento dei derivati, sono finiti sotto la lente di Bankitalia e tra essi Intesa-Sanpaolo. Ma lui afferma: «Sul tema dei derivati siamo sereni, abbiamo già dato tutte le risposte». Alla luce di ciò che sta avvenendo oggi forse quella dichiarazione appare per lo meno incauta.
Passera entra anche nella faccenda che ha riguardato la sospensione del presidente di RaiFiction, Saccà, il quale coinvolge nel suo progetto personale Pegasus le aziende da cui il servizio pubblico acquista format e film televisivi. Il progetto vanta il sostegno del governatore della Calabria, Agazio Loiero, e l’appoggio di Berlusconi, di Confindustria, e appunto di Intesa San Paolo.
Intesa San Paolo è fortemente impegnata in operazioni bancarie collegate all’export di armi : è al secondo posto (97 milioni), banca d’appoggio, in particolare, per le forniture di munizionamento della Simmel Difesa agli Emirati Arabi Uniti. Quando viene bandita la gara per il Ponte sullo Stretto, come è noto vinta da Impregilo le intercettazioni disposte dalla magistratura rivelano l’intervento di Cesare Romiti su Corrado Passera, per la richiesta di prestiti. L´epilogo è noto: i nuovi soldi li misero nuovi soci – tra cui Autostrade, Gavio, – i nuovi padroni di Impregilo, e che hanno fanno parte anche della cordata Alitalia. Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, Carige, Banca Popolare di Lodi per la quota di prefinaziamento pari al 15%. Altra vicenda assai oscura è il crack da un miliardo di euro della Finmek. Le indagini rivelano che l’agonia era iniziata molto prima. Secondo la consulente tecnica del tribunale di Padova, Tiziana Pinaffo, i debiti erano ben oltre il livello di guardia già alla fine del 2001, quando scatta l’operazione bond. In sostanza, Caboto, merchant bank del gruppo bancario Intesa, piazza sul mercato obbligazioni Finmek per 150 milioni di euro, che vengono acquistate da oltre 5 mila risparmiatori. Il denaro rimane bloccato su due conti vincolati (cash deposits) come garanzia per una linea di credito concessa da Intesa alla stessa Finmek. Nel marzo del 2003 l’istituto chiede il rimborso del prestito al gruppo Fulchir, che per soddisfare la richiesta è costretto a consegnare a Intesa i 150 milioni frutto del collocamento del bond. Morale della storia: la banca recupera il suo credito, mentre le obbligazioni spazzatura restano in mano ai risparmiatori. Quando il governo Prodi si dichiara a favore dell’accordo Air France, Passera dichiara “Non mi brucia che abbiano detto no al piano Air-One da noi sostenuto, mi brucia che si sia deciso di buttare via l’Alitalia….”. Sulla sua proposta fu pungente il giudizio di Gianni Barbacetto: “Alitalia sarà di fatto fusa con l’AirOne di Carlo Toto, così la Banca Intesa di Corrado Passera salva Toto dal fallimento e recupera a spese della Stato (cioè nostre) i soldi che gli ha prestato.”Ma lui (Passera) sostenne che il piano era solido e serio. Disse “Dietro c’è una vera strategia-Paese, non un banale interesse di bottega. Per questo non accetto che si dica che è un imbroglio, o un favore fatto a Berlusconi. Semmai è un favore fatto all’Italia, alla sua industria, al suo futuro”. Addirittura si arroga il diritto di decidere, in luogo del decisore politico, che “enti pubblici o enti locali non hanno titolo per entrare nell’operazione di salvataggio” E se per caso qualcosa va’ storto come per i casi Parmalat, Cirio ed analoghi, c’è sempre la politica a cui chiedere aiuto: in questo caso rimborsando i clienti gabbati con i soldi dei conti dormienti (conti che nessuno reclama più), anzichè con quelli delle lautissime stock-options che si portano a casa amministratori come Passera, che è considerato da questo punto di vista uno degli uomini d’oro (38 milioni di Euro solo nel 2005 e 2006). Certo è che quei meccanismi non hanno mai previsto anche le contro-stock-options, quando invece di guadagni si fosse andati incontro a perdite (come nel caso Parmalat). Corrado Passera ha da sempre avuto un rapporto a doppio filo con il mondo politico, al quale raramente a detto di no. Magari ha stretto i cordoni della borsa quando si trattava di allargarlo per le piccole e medie imprese, ma non ha esitato a dire “si” quando a chiederlo era la politica, Come dimostra il caso Alitalia, ma anche quello del San Raffaele di don Verzè (dove Banca Intesa è creditrice di oltre 120 milioni di euro verso la procedura fallimentare). Ah! dimenticavo. E’ Cavaliere del Lavoro! (Antonio Borghesi deputato)

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“Caravaggio: La bottega del genio”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Roma, 22 dicembre 2010 – 29 maggio 2011 Palazzo Venezia – Sale del ‘400 (piano terra) Via del Plebiscito 118 Conferenza stampa: martedì 21 dicembre, sala altoviti, ore 12.30. Il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, presenta una mostra del tutto inedita e in forma sperimentale e didattica per ricostruire la bottega di Caravaggio nelle cosiddette “Sale Quattrocentesche” di Palazzo Venezia. La mostra, dal titolo “Caravaggio. La Bottega del Genio”, ideata da Rossella Vodret e curata da Claudio Falcucci, è organizzata dalla società Munus e ha come main sponsor Banca Etruria. L’idea nasce dal fatto che, nonostante l’imponente bibliografia su Caravaggio, la sua tecnica esecutiva – cioè in che modo Caravaggio realizzava i suoi splendidi capolavori – è ancora un mistero, oggetto ancora oggi di studi approfonditi e specialistici. Per cercare di capire meglio i suoi processi creativi ed entrare nei meccanismi delle sue composizioni e del suo singolare approccio alla realizzazione delle sue opere di sconvolgente modernità, sarà presentata nelle “Sale Quattrocentesche” un’ipotesi di allestimento dello studio di Caravaggio negli anni romani. Alla mostra sarà abbinato un ciclo di conferenze, che si svolgeranno tra gennaio e febbraio, a Palazzo Venezia, con cadenza settimanale, ideato da Rossella Vodret e curato da Marco Cardinali e da Maria Beatrice De Ruggieri. In esso, i curatori della mostra e i membri del comitato di studio avranno modo di spiegare e illustrare i processi creativi e tecnici di Caravaggio. Nell’iniziativa della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma rivivrà la sperimentazione ottica del grande artista lombardo e prenderà forma il suo modo di osservare la realtà, nella speranza di poter così afferrare con qualche certezza in più le motivazioni più profonde del suo “GENIO”. (caravaggio)

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Expo: Vita a Venezia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

Milano 13 febbraio – 20 marzo 2010 via Manzoni 45 Bottegantica, Colore e sentimento nella pittura veneta dell’800 a cura di Enzo Savoia La rassegna presenta 16 opere di ineguagliabile bellezza provenienti da importanti collezioni private, che successivamente all’esposizione milanese di Bottegantica, faranno parte del corpus di opere di due importanti mostre pubbliche a Roma e in Veneto volte a celebrare il grande collezionismo storico dell’Ottocento italiano. I dipinti qui presentati esemplificano perfettamente le tematiche ricorrenti nella pittura italiana dell‘800, fra cui: le scene di genere, il paesaggio e la ritrattistica. Esempi ne sono la suggestiva “Bottega della fioraia” di Favretto; la raffinata composizione “Allo specchio” di Ettore Tito; il pathos espressivo del “Refugium peccatorum” di Luigi Nono; il seducente movimento delle figure nella “Piazza S. Marco” di Ettore Tito. Rimarcano, inoltre, quella suggestione di vita quotidiana, matrice di opere straordinarie e coinvolgenti che nei maestri italiani dell’800 ha trovato la sua più alta espressione poetica e artistica, capolavori quali: “Mattino della Domenica” di Luigi Nono, “L’arrotino” di Alessandro Milesi, “In pescheria” di Cesare Laurenti ed “El va” di Giacomo Favretto. Straordinarie le vedute paesaggistiche che emergono dalle opere di Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo, Bartolomeo Bezzi, accomunate dalla ricerca della linea dell’orizzonte e da un’atmosfera lirica, intima, malinconica e volutamente alternativa a quella della consueta veduta che negli anni Ottanta ha ancora molti esponenti: da Grubacs a Querena a Caffi ad Antonietta Brandeis. Opere come “Piazza San Marco” di Ettore Tito, invece, testimoniano il ritorno in auge delle scene in costume tipico del revival settecentesco, grazie alla riscoperta della pittura tiepolesca e dei temi goldoniani avvenuta principalmente ad opera di Pompeo Gherardo Molmenti.  Chiude la rassegna lo splendido dipinto di Federico Zandomeneghi “La lecture” che mette a confronto la pittura veneta e la coeva pittura internazionale. (Tito E.)

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San Sebastiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

san sebastianoBologna fino al 29/11/2009 Strada Maggiore 44, Museo Davia Bargellini Una fedele copia da Annibale Carracci a cura di Silvia Battistini  Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna per celebrare il quarto centenario della morte di Annibale Carracci, il Museo Davia Bargellini propone una piccola esposizione con l’intento di valorizzare un quadro presente in museo, antica copia del San Sebastiano che oggi e’ conservato alla Gemäldegalerie di Dresda.  Il dipinto presente nella collezione del Museo Davia Bargellini e’ documentato già alla metà del Seicento nelle collezioni della famiglia Davia e una perizia dell’inizio del XVIII secolo lo ricorda come uscito dalla bottega dei Carracci, dipinto da due bravi allievi, che diventeranno illustri artisti: Guido Reni e Francesco Albani. La mostra, oltre a ricostruire la vicenda attributiva e collezionistica di questa pregevole tela, analizzerà il ruolo che veniva attribuito alle copie dagli artisti e dai collezionisti di un tempo, attraverso l’esposizione di due quadri del tardo Seicento, che riproducono due opere perdute di Annibale Carracci. (san Sebastiano)

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