Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Commento sulla reazione dei mercati alla bozza DEF

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Commento di Antonio Ruggeri, gestore del fondo OYSTER European Corporate Bonds di SYZ Asset Management: “La reazione degli investitori non dovrebbe sorprendere, dopo che il governo italiano ha approvato la bozza del Def che stabilisce al 2,4% il deficit per i prossimi 3 anni. Di per sé non si tratta di un deficit di bilancio enorme (anche confrontandolo con quello di altri paesi), ma i titoli delle banche italiane e Ie obbligazioni subordinate sono stati colpiti duramente all’apertura della Borsa. È ancora difficile stabilire se la reazione del mercato sia ragionevole o eccessiva, ma la motivazione è evidente ed è collegata con l’impatto sui titoli di debito sovrano presenti nei bilanci delle banche e con l’impatto più indiretto sul processo in corso di pulizia dei bilanci dagli NPL.La quantità di debito italiano detenuta dalle banche inoltre è cresciuta durante l’estate di circa 400 miliardi di euro e ciò, combinato con l’aumento degli spread, avrà di certo un impatto sulle entrate già nel 2018. Allo stesso tempo, l’impennata degli spread comporta costi di finanziamento più alti e uno scenario più difficile per la gestione degli NPL.D’altro canto, vogliamo sottolineare anche come molto sia già stato fatto in termini di ricapitalizzazione e di dismissione degli NPL, e come ciò abbia reso le banche italiane molto più attrezzate di quanto non lo fossero nel 2011. Le prime 5 banche hanno accumulato più di 30 miliardi di nuovo capitale e perciò, quando tornerà la calma, potrebbero anche aprirsi delle opportunità nel settore, in cui al momento i titoli hanno visto un ribasso del 15% da inizio anno.Nel breve termine, comunque, il problema principale rimarrà il debito sovrano. Ci sono almeno tre ragioni, a nostro parere, per cui i mercati stanno colpendo così duramente i titoli di stato italiani. Innanzitutto, e non è di certo una notizia, l’Italia ha oggi un rapporto debito/PIL molto alto (sopra il 130%) che, viste le attuali stime di crescita, probabilmente aumenterà ancora nei prossimi 3 anni.In secondo luogo, fissare un deficit per i prossimi 3 anni mostra una certa volontà di sfidare le istituzioni europee, cosa che innervosisce sempre gli investitori.Infine, il deficit fissato è molto più alto di quell’1,6% che il ministro dell’Economia aveva promesso durante tutto il mese di settembre, cercando di rassicurare i mercati dopo che lo spread era balzato di nuovo a 300 punti base in agosto. Tria non si dimetterà, ma è inevitabile che la sua credibilità ne esca in parte danneggiata, essendosi dovuto arrendere alle pressioni delle forze politiche che costituiscono il governo.

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Infermieri, dubbi sulla bozza ministeriale anche dall’Ipasvi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

La bozza di proposta che riscrive ruolo e ambiti della professione infermieristica lascia perplessa anche l’Ipasvi. È la sintesi del parere che il presidente della Federazione dei collegi degli infermieri, Annalisa Silvestro, ha trasmesso giovedì al Ministero nell’incontro disertato dalla Fnomceo (impegnata nelle stesse ore in una consultazione con i sindacati medici). «Nel colloquio» spiega Silvestro a Doctornews «abbiamo ribadito i nostri dubbi sul documento e abbiamo chiesto un posticipo di almeno due mesi della scaletta di marcia fissata dal dicastero. Questo per permetterci di avviare una consultazione con la nostra base, in fibrillazione perché colta di sorpresa dalla proposta, messa sul tavolo senza la minima condivisione preventiva». Per il presidente dell’Ipasvi, poi, non c’è nessuna preclusione a partecipare al tavolo che i sindacati dei medici hanno chiesto al Ministro per un confronto a tutto campo sul documento. «Io sono disponibile a discutere con tutti» è, però, il suo avvertimento «ma sia chiaro che qui stiamo parlando di competenze dell’infermiere, non del medico. Quindi l’argomento riguarda innanzitutto noi». Intanto dal fronte delle sigle mediche giungono nuove prese di posizione dopo l’incontro di giovedì in Fnomceo. È il caso di Sumai-Assoprof, che per bocca del suo presidente, Giuseppe Nielfi, critica l’assenza di concertazione sulla bozza ministeriale. «Siamo consapevoli della necessità di una rivisitazione delle competenze della professione infermieristica» spiega Nielfi in un comunicato «ma riteniamo che ciò non si possa realizzare attraverso processi di confronto unidirezionali. Cosa che invece è avvenuta con il documento emerso dal tavolo di lavoro tra ministero della Salute e Regioni, in cui non si è adottato assolutamente un metodo condiviso e da cui è emerso un testo con troppe ombre». Per Sumai, invece, il tema dovrebbe essere affrontato «in modo collegiale, definendo chiaramente le competenze e ricordando che spetta unicamente ai medici la titolarità della diagnosi e della cura e la responsabilità nel percorso clinico-assistenziale».(fonte doctornews33)

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Parlamento Europeo: “Inaccettabile” la bozza sull’accordo per l’Unione economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2012

Alliance of Liberals and Democrats for Europe

Image via Wikipedia

“L’ultima bozza del trattato sull’Unione economica rafforzata è inaccettabile. Il Parlamento europeo non può accogliere un testo redatto in questo modo.” Così hanno affermato oggi gli eurodeputati Roberto Gualtieri (S&D, IT), Elmar Brok (PPE, DE), Guy Verhofstadt (ALDE, BE) e Daniel Cohn-Bendit (VERDI-EFA/ FR), rappresentanti del Parlamento europeo alle trattative per la stesura del nuovo trattato. “L’ultima proposta del trattato è incompatibile con i Trattati UE in vigore e non rispetta il metodo comunitario dei processi decisionali”, hanno aggiunto.

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Manovra economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Prime anticipazioni:
Ticket sanitario. Dal 1 gennaio 2012 torna il ticket sanitario da dieci euro per le visite specialistiche ambulatoriali e di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. La manovra conferma le disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, cioè l’introduzione dei ticket su specialistica ambulatoriale e prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.
Età pensionabile. Si prevede nella bozza l’aumento progressivo dell’età pensionabile delle donne fino a 65 anni a partire dal 1 gennaio 2012. Per le lavoratrici dipendenti e per le lavoratrici autonome il requisito anagrafico di 60 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia è aumentato di un anno. Un altro aumento di un anno è previsto dal primo gennaio 2014 e un ulteriore anno per ogni biennio successivo fino al raggiungimento dei 65 anni. Ma con una nota il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nega. La misura era contenuta nella manovra dello scorso anno e prevedeva l’applicazione a partire dal 2015.
Badanti e pensioni. Dal primo gennaio 2012, la pensione di reversibilità “è ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a 70 anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni, del 10% per ogni anno di matrimonio mancante rispetto al numero di 10”.
Cattedre bloccate. A decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell’anno scolastico 2011/2012.
Insegnanti di sostegno. L’organico degli insegnati di sostegno, attribuito alle singole scuole o a ‘reti di scuole’, dovrà prevedere in media un docente ogni due alunni disabili.
• Istituti unici per materne, elementari e medie. Le scuole materne, elementari e medie saranno raccolte in istituti unici. Gli istituti compresivi per acquisire l’autonomia, si spiega, devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.
‘Spending review’ dal 2012. Il ciclo è mirato alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato.
Tassa sui ricorsi. Presentare ricorso presso le commissioni tributarie potrà costare fino a 1.500 euro. Secondo la bozza per i ricorsi avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: 30 euro per controversie di valore fino a 2.582,28 euro; 60 euro per controversie da 2.582,28 e fino a 5.000 euro; 120 euro per controversie di valore superiore a 5.000 euro e fino a 25.000 euro; 250 euro per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a 75.000 euro; 500 euro per controversie di valore superiore a 75.000 euro e fino a 200.000 euro; 1.500 euro per controversie di valore superiore a euro 200.000.
Finanziamento missioni all’estero. Previste nuove risorse per alcune spese di quest’anno, in scadenza alla fine del mese. Settecento milioni di euro per finanziare le missioni all’estero fino al 31 dicembre del 2011. “Ai fini della proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali a decorrere dal primo luglio 2011 e fino al 31 dicembre 2011, la dotazione del fondo – si legge nella bozza – è incrementata di 700 milioni di euro”.
Liberalizzazione professioni. “Le restrizioni in materia di accesso e esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore dal presente decreto”.
Taglio cause pendenti Inps fino a 500 euro. Nella bozza la misura per ridurre la mole di arretrati nel contenzioso tra cittadini e Istituto di previdenza, già annunciata dal governo. “Per i processi in materia previdenziale nei quali sia parte l’Inps, pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31 dicembre 2010, per i quali, a tale data, non sia intervenuta sentenza, il cui valore non superi complessivamente euro 500,00, si estinguono di diritto, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente”. L’estinzione è dichiarata con decreto dal giudice, anche d’ufficio.
Protezione civile. Arrivano 64 milioni di euro nel 2011 per la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della protezione civile. “Al relativo onere – si legge nella bozza della manovra – si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa, relativamente alla quota destinata allo Stato dell’8 per 1000 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche”.
Agenzia infrastrutture strade e autostrade. Sarà istituita dal 1 gennaio 2012 presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e avrà sede a Roma. Il potere di vigilanza e di controllo sull’Agenzia “è esercitato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché dal ministro dell’Economia e delle Finanze per i profili di competenza”.
• Dal 2012 privatizzazione Croce Rossa. “A decorrere dal primo gennaio 2012” viene privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l’anno tutti i contratti a termine.
Sentenze di condanna solo online. Niente più pubblicazione sui giornali – ma solo sul sito internet del ministero della Giustizia – per le sentenze di condanna. Una misura volta a “ridurre le spese di giustizia”: una quota dei risparmi così ottenuti, nei limiti del 30%, “sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo per l’editoria”. Due gli articoli destinati ad essere modificati: l’articolo 36 del codice penale e l’articolo 729 del codice di procedura civile.
Istituto Luce Cinecittà diventa srl. Nasce l’Istituto Luce Cinecittà srl, con un capitale di 15mila euro, controllata dal Tesoro, col ministero dei Beni Culturali che esercita i diritti del socio. Allo stesso tempo si provvede alla liquidazione della società scaturita dalla trasformazione dell’ente cinema, oggi Cinecittà Luce. La società in liquidazione è trasferita nel gruppo Fintecna. Entro 30 giorni saranno individuati ‘risorse umane, strumentali e patrimioniali’ da trasferire a titolo gratuito alla nuova srl.

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Giustizia: i paletti di Futuro e libertà

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Sulla riforma della Giustizia Futuro e Libertà pone i paletti. Tre, in tutto, i no’ dei finiani: alle nuove funzioni della composizione a maggioranza laica del Csm, ai nuovi poteri conferiti al ministro della Giustizia e alla nuova collocazione della polizia giudiziaria non piu’ alle dirette dipendenze della magistratura. Per l’onorevole Benedetto Della Vedova, deputato di Fli, il punto di partenza è comunque la condivisione, con il Pdl, di obiettivi generali. La bozza del Pdl è in gran parte condivisa da Fli, ma ci sono i tre punti che vi stanno dando da pensare In realta’ riguardo alla bozza condividiamo quasi tutto con il Popolo delle Liberta’, ma è chiaro che l’approccio deve essere equilibrato, mentre ora su alcune questioni si rischia di avere uno squilibrio rispetto a punti delicati come l’autonomia della magistratura dal potere politico. Io parto dal principio che dobbiamo pensare ai prossimi 50 anni, non ai prossimi 5 mesi, e tengo a sottolineare che qui non è in discussione il ministro Alfano. Sull’indipendenza della magistratura è necessaria piu’ di una riflessione. E’ giusto rivedere il Csm, ma prima bisogna fare in modo che abbia una
prevalenza di non togati. Un elemento su cui riflettere ancora. Io sono convinto che non si debba fare una riforma punitiva, ma di sistema. Per quanto riguarda gli altri punti contestati, la separazione delle carriere non è una novita’, in quanto principio da tanto predicato e mai perseguito. E’ un argomento presente nella storia del centrodestra italiana degli ultimi 16 anni, ma va fatto bene, seguendo rigorosamente dei principi di equilibrio. Magari verificando la possibilità di fare questo tipo di riforme allargando il sostegno parlamentare. Come si procedera’ ora con l’approvazione della bozza? Adesso si dovra’ vedere se viene confermata la presentazione in Consiglio dei Ministri la prossima settimana oppure se si vorra’ attendere per una stesura più condivisa. E’ necessario comunque seguire l’iter parlamentare. Per finire, Berlusconi ha dichiarato di non essere stato lui a chiedere il Lodo Alfano e che è pronto a ricandidarsi… Forse non è stato lui, ma il suo centrodestra non è di certo estraneo al Lodo Alfano. Per quanto riguarda la sua candidatura, certo, ha il diritto e la possibilita’ di riproporsi, del resto se venisse di nuovo eletto sarebbe il presidente del consiglio piu’ longevo della storia democratica italiana! Ma non bisogna dimenticare che non sara’ il solo a candidarsi. (fonte: intervista che l’Onorevole Benedetto Della Vedova di Futuro e Libertà ha rilasciato a Clandestinoweb)

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Manconi: il Pd approvi il ddl Alfano sul carcere

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto, già sottosegretario alla Giustizia: “Il responsabile del dipartimento Giustizia del Partito democratico, Andrea Orlando, ha cominciato a elaborare un progetto in cinque punti per la riforma del sistema della Giustizia. Si tratta ancora di una bozza, ma che va nella giusta direzione. Mi auguro, pertanto che un partito di centro-sinistra, come quello democratico, ispirato a una concezione garantista dello stato di diritto, sappia fare proprie quelle proposte e incalzare su questo terreno un partito come il Pdl, titolare – pur con molte eccezioni – di un’idea  autoritaria e classista dell’amministrazione della giustizia. Il Pd ora ha una grande opportunità: il disegno di legge del ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla messa in prova e sulla detenzione domiciliare per il residuo pena di un anno. Quel ddl ha molti limiti e una incerta copertura finanziaria. Ma è emendabile e migliorabile. E, soprattutto, è una opportunità preziosa che sarebbe sciagurato e irresponsabile  lasciar cadere. Già i giustizialisti di destra e di sinistra (che, a ben vedere, risultano comunque patentemente di destra) gridano allo scandalo, evocando un “minindulto”. Ignorano, evidentemente, che l’indulto del 2006, pur con molti limiti, ha evidenziato tra i beneficiari una recidiva pari a un terzo della recidiva registrata tra coloro che scontano interamente la pena in cella. In ogni caso , il disegno di legge del ministro Alfano non è in alcun modo un “minindulto” e non ha nulla a che vedere con un provvedimento di clemenza. È solo ed esclusivamente una misura, certo perfettibile, che risponde a criteri di razionalità e di intelligenza politico-istituzionale. Solo un omonimo inconsapevole può aver pronunciato il commento attribuito ad Antonio Di Pietro: “I domiciliari sono la sconfitta dello Stato che dice, vabbuò, ti levo un anno”. No, non può essere stato il leader dell’Italia dei Valori a dire una simile corbelleria (qualche esame di diritto, magari al Cepu, deve averlo pur sostenuto).”

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Riordino carriere dello Stato Magg Difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

(fonte sito internet Sergenti.it), pubblichiamo la notizia riguardante la pubblicazione sul riordino che ci assicurano essere quella elaborata dallo Stato Maggiore della Difesa.  In genere GrNet.it non pubblica “bozze” di provvedimenti, attendendo l’emanazione della norma definitiva, ma questa eccezione viene fatta per dare conto agli operatori del comparto della reale situazione in merito all’annoso problema che si trascina ormai da troppo tempo.  Sgombriamo il campo da ogni equivoco: il documento citato non è, in sostanza, il riordino delle carriere come se lo aspetta ogni operatore del comparto, cioè un progetto ben articolato di riassetto di compiti e funzioni, ma appare essere una bozza di disegno di legge delega al Governo.  Questa “bozza” non ci entusiasma particolarmente, per due motivi:  1) non è detto che la delega al governo si trasformi in un provvedimento di legge perchè sono ben poche quelle che  rispettano i tempi canonici per produrre effetti legislativi (12 mesi)  2) la copertura finanziaria è largamente insufficiente per  dare corpo ad un vero riordino.  In merito al secondo punto, giova ricordare che per varare un progetto serio di riordino per tutto il comparto Sicurezza e Difesa, è necessaria una copertura finanziaria che si stima essere superiore al miliardo di euro. Le risorse disponibili sono ad oggi le rimanenti stanziate dal governo Prodi, che si aggirano intorno ai 180 milioni di euro, quindi largamente insufficienti.  Nel frattempo nelle varie commissioni si affollano proposte di legge che, se possibile, contribuiscono ad elevare il livello di incertezza e confusione. Tra quelli più invise sicuramente le proposte di legge che intendono, tout-court, accorpare il ruolo Sovrintendenti/Sergenti/Brigadieri con quello subordinato degli Agenti/Sottocapi/Appuntati.  La sovrabbondanza di proposte di legge insomma sembra rispecchiare una superficialità imbarazzante che serve, a nostro avviso, per creare un gran polverone che nasconda agli occhi degli interessati il vero problema.  Non ci sono i soldi per fare il riordino delle carriere. Le nozze coi fichi secchi tutti sanno come vanno a finire, ma per adesso sembra l’unica strada che il governo è disposto ad imboccare – stante l’evidente calo di consensi registrato nelle fila degli operatori  del comparto, nelle cui orecchie risuonano ancora i proclami e le promesse fatte loro in campagna elettorale – è quello della cortina fumogena farcita da spot più o meno convincenti.  Naturalmente speriamo che l’esecutivo, in tempo di crisi, riesca a raggranellare le somme necessarie alla bisogna, magari intensificando la lotta all’evasione fiscale invece di cedere nuovamente alla tremenda tentazione rappresentata dall’emanazione di condoni, per come riportano alcuni organi di stampa (La repubblica e il Sole 24 Ore) (M.F.)

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