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A tutto packaging per India e Brasile con Colines

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Colines, che è tra i primi cinque player al mondo con riferimento al livello tecnologico nel comparto dei macchinari per l’estrusione di materie plastiche, rafforza il presidio sui mercati emergenti ad alto potenziale, grazie a due nuove operazioni del valore complessivo di 2,2 milioni di euro con SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP.Queste operazioni confermano e consolidano la partnership con SACE SIMEST, già al fianco di Colines per commesse in mercati quali Arabia Saudita, Ecuador e Svizzera. Grazie al Polo SACE SIMEST, la società novarese ha la possibilità di associare alla propria offerta commerciale un pacchetto finanziario sempre più di interesse per la propria clientela. Inoltre, l’azienda ha beneficiato anche del supporto degli uffici internazionali di SACE SIMEST a Mumbai e Sao Paulo, che da diversi anni sono a sostegno delle imprese italiane nei due Paesi. Nella propria attività di progettazione e costruzione, Colines può vantare una presenza sul territorio italiano segnata da cinque stabilimenti di produzione, cui vanno aggiunte la sede operativa negli USA e i servizi commerciali e di assistenza nelle aree mondiali di diretto interesse.“La possibilità di rafforzare la nostra presenza – spiega il CEO di Colines, Eraldo Peccetti – in mercati come quello indiano e brasiliano, per noi altamente strategici al pari di quello statunitense, su cui abbiamo ampliato sensibilmente il nostro volume d’affari negli ultimi tempi, è per noi un aspetto fondamentale nell’ottica di un processo di crescita dell’azienda che è iniziato da tempo e che vogliamo proseguire nei prossimi anni. Per noi SACE SIMEST è un partner prezioso per crescere sui mercati internazionali”.
Attiva dal 1973, Colines è specializzata nella realizzazione e commercializzazione di macchinari per la produzione di materiali plastici quali pellicole per film medicale e barriera per alimenti, film estensibili, lastre da packaging destinati ai converters, i quali poi realizzano il prodotto finito per i grandi brand del settore automotive, logistica, grafica, edilizia e affini. Colines ha dimostrato nel tempo grande capacità innovativa, qualità testimoniata anche dai numerosi brevetti attivi. Nell’arco di quarant’anni di attività, l’azienda ha saputo trasformarsi da impresa familiare a grande realtà vocata all’export, riconosciuta a livello internazionale come un’eccellenza nel proprio settore. Ha visto crescere il suo giro d’affari da 25 a 42 milioni di euro negli ultimi quattro anni, con un incremento del 68%, e per l’esercizio in corso l’obiettivo è fissato a 60 milioni di euro, con l’export che vale circa il 98% del fatturato.
Nel 2018 è rientrata nella classifica delle “1000 companies to inspire Europe” stilata dal London Stock Exchange Group per segnalare le PMI più dinamiche e in crescita a livello continentale che hanno il potenziale per trasformare l’economia europea e offrire importanti opportunità alle nuove generazioni.

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Arresto Battisti: Aspettiamo che questo assassino entri in un carcere italiano per non uscirne più”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

“L’arresto di Cesare Battisti è un’ottima notizia che tutti aspettiamo da troppo tempo e che conferma oltre tutto come, quando c’è la volontà, la giustizia faccia sempre il suo corso e come l’attività di chi lavora per la legalità, caparbiamente e instancabilmente, come la nostra straordinaria intelligence, produca sempre i suoi risultati. Ora l’ottimismo c’è, ma cauto. Vogliamo credere in tutti i modi che non si verifichino problemi o lungaggini di sorta con l’estradizione. E’ chiaro che aspettiamo il prossimo determinante passo di vedere questo criminale arrivare in Italia ad occupare il posto che gli spetta in una cella dove dovrà restare fino all’ultimo dei suoi giorni. Nel passato abbiamo visto accadere in questa dolorosa vicenda delle cose indegne del rispetto dovuto a un Paese civile e democratico come l’Italia, e soprattutto delle tante famiglie che Battisti ha distrutto con la propria violenza. Un orrore che non ha proprio nulla di ‘politico’, ma che identifica semplicemente un crudele assassino che deve saldare il proprio debito senza sconti, senza ulteriori ritardi, e senza alcuna ulteriore possibile copertura. Nulla potrà attenuare la frustrazione di aver visto per tanto tempo un pluriomicida vivere in libertà, mentre le famiglie che ha devastato hanno subito la condanna del lutto e della sofferenza a vita, e mentre le Istituzioni che hanno tanto lavorato per far luce sui suoi crimini hanno subito la beffa dell’attesa. Ma adesso non è più tempo di vedere sfumare ciò che un intero Paese attende. Adesso deve arrivare inesorabile il momento di mettere questo criminale senza scrupoli davanti alle proprie responsabilità, al proprio vergognoso passato nel quale ha seminato orrore e lutto, per pagare finalmente il conto alla giustizia italiana”.Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo l’arresto in Bolivia dell’ex terrorista latitante Cesare Battisti, già condannato in Italia per quattro omicidi, commessi tra il 1977 e il 1979.

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Far conoscere gli autori Italiani in Brasile con gli ebook

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

In soli tre anni di attività editoriale i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno iniziano una nuova avventura editoriale di respiro internazionale anzi intercontinentale. Grazie all’intraprendenza del Direttore dell’Accademia Italiana Pellegrini (il link a fine comunicato) la Dott.ssa Ilaria Bisanti (salentina d.o.c.) che vive e lavora in Brasile come direttore dell’Accademia Pellegrini e la voglia di esportare cultura italiana all’estero dell’editore Stefano Donno ecco che arriva il primo ebook su Amazon Kindle. Ed ecco che The Doors, in direzione del prossimo whiskey bar: il libro di Giuseppe Calogiuri diventa un ebook per il Brasile e per tutti i lettori nel mondo di lingua portoghese. Si tratta di un’iniziativa nata nello spirito di portare avanti per la casa editrice un’idea di comunità letteraria che attivi collaborazioni e promuova cultura oltre i confini italiani. L’iniziativa ha incontrato il favore della Dott.ssa Ilaria Bisanti che ha voluto attivarsi anche per il futuro in una collaborazione che porterà gli autori interessati a farsi conoscere nella terra multicolore, multietnica e multiculturale del Brasile “Ci vuole coraggio. Sì, ci vuole molto coraggio nel chiedermi di scrivere una prefazione a un libro su di una band degli anni ’60. Perché, anche a voi che leggete, qual è il primo pensiero che vi viene in mente? Sicuramente uno di quegli insopportabili gruppi frikkettoni, hippie, pacifisti, lenti e insulsi sul modello di Mamas&Papas o Jefferson Airplane (ne sono certo). Per fortuna, anche in quegli anni terribili dal punto di vista musicale qualche luce affiorava nel buio. E, forse, una luce più di tutte, quella di The Doors! Ed è di questa luce che questo libro vi parla.iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

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Il Brasile intensifica le azioni di risposta per far fronte all’aumento di arrivi di cittadini venezuelani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Secondo le ultime stime del governo, più di 800 cittadini venezuelani arrivano in Brasile ogni giorno. Poiché la complessa situazione politica e socio-economica del paese continua a peggiorare, le persone in arrivo hanno un sempre più disperato bisogno di cibo, alloggio e assistenza sanitaria. Molti necessitano anche di protezione internazionale.
Dall’inizio del 2017 sono oltre 52.000 i venezuelani arrivati in Brasile. Si stima che 40.000 siano entrati dallo Stato del Roraima, situato nella zona settentrionale e piuttosto isolata del paese, e vivano nella capitale Boa Vista.
A fronte di un crescente afflusso di persone, sta diventando sempre più difficile fornire servizi pubblici come assistenza sanitaria e i servizi igienico-sanitari. Le autorità hanno recentemente dichiarato lo stato di emergenza e hanno stanziato 190 milioni di BRL (circa 58 milioni di dollari USA) per garantire l’assistenza umanitaria d’urgenza alle persone provenienti dal Venezuela.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) lavora a stretto contatto con il governo federale brasiliano per registrare i venezuelani e garantire che tutte le persone in arrivo abbiano documenti validi. Una volta registrati, i richiedenti asilo venezuelani e le persone munite di permessi di soggiorno speciali hanno il diritto di lavorare e accedere all’assistenza sanitaria, all’istruzione e ad altri servizi di base.La Commissione governativa federale brasiliana istituita per far fronte all’emergenza venezuelana e coordinare la risposta umanitaria nel Roraima, sta collaborando con l’UNHCR per garantire ai cittadini venezuelani l’accesso all’assistenza sanitaria, una sistemazione adeguata e la distribuzione di articoli di primo soccorso come kit per l’igiene personale e materassi.
L’UNHCR e le autorità brasiliane sono sempre più preoccupate per i crescenti pericoli che devono affrontare i venezuelani che vivono in strada, tra cui lo sfruttamento sessuale e la violenza. Per far fronte al fabbisogno di alloggi e attenuare tali rischi, nelle ultime due settimane sono stati aperti due nuovi punti di accoglienza a Boa Vista, ognuno dei quali è in grado di ospitare 500 persone ed è quasi al completo. Viene data priorità alle famiglie con bambini, alle donne incinte, alle persone anziane e alle persone con esigenze specifiche.
I due centri di accoglienza sono gestiti dall’UNHCR e gli operatori presenti in loco effettuano registrazioni biometriche e rilasciano tesserini di riconoscimento utili per ricevere aiuti alimentari e di altro genere. Allo stesso tempo le autorità federali, attraverso l’esercito brasiliano, distribuiscono tre pasti caldi al giorno e garantiscono la sicurezza fisica. Il governo municipale sta inoltre effettuando una serie di vaccinazioni sul posto.Nel frattempo, l’UNHCR sta lavorando con le autorità per identificare i cittadini venezuelani disposti a trasferirsi volontariamente dal Roraima in altre zone del Brasile. Tale ricollocamento rappresenta una soluzione a lungo termine per le persone bisognose e un alleggerimento della pressione sulle comunità locali e sui servizi forniti nello Stato di Roraima. In settimana sono previsti due voli in partenza da Boa Vista, organizzati dalla Forza aerea brasiliana. Uno è partito ieri, con a bordo 104 venezuelani diretti a Sao Paulo. Il secondo è programmato per oggi con destinazione Sao Pablo e Cuiabá, capitale dello Stato del Mato Grosso situato nel centro del paese.Ad oggi, sono circa 600 i venezuelani trasferiti in altre città, dove le autorità locali e gruppi della società civile li stanno aiutando nel percorso di integrazione e autonomia. Un’indagine UNHCR condotta dall’Università Federale di Roraima ha rivelato che il 77 per cento dei venezuelani attualmente residenti nel Roraima sperano di trasferirsi in altre zone del Brasile.L’UNHCR esprime la propria gratitudine al governo brasiliano per gli interventi attuati, tra cui mantenere i confini aperti ai cittadini venezuelani e garantire che tutti i rifugiati e richiedenti asilo in Brasile abbiano accesso ai diritti e ai servizi di base.
Di recente l’UNHCR ha rivolto un appello ai donatori finalizzato alla raccolta di 46 milioni di dollari USA per attuare il Piano di risposta regionale per i venezuelani nei principali paesi ospitanti, incluso il Brasile. Finora, ha ricevuto solo il 4 per cento dei finanziamenti necessari. Chiediamo alla comunità internazionale un maggiore sostegno al Brasile, che è stato generoso nella sua risposta e ha bisogno di ulteriore supporto per migliorare la capacità di accoglienza, prevenire la discriminazione contro i venezuelani e assicurare una coesistenza pacifica.

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Brasile sulla strada giusta, ma necessari ulteriori progressi per stabilizzare andamento debito

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

A cura di Paulo Salazar, Senior Equity Analyst Emerging Markets di Candriam Investors Group.  È stata una vera e propria montagna russa. Il quadro macroeconomico del Brasile è cambiato notevolmente dall’impeachment di Dilma Rousseff di circa 2 anni fa. Il Paese è stato in grado di superare la cattiva amministrazione generale e i grandi squilibri generati dagli esperimenti politici insoliti, pur dovendo al contempo confrontarsi con il più grande scandalo di corruzione della sua storia.Il governo attuale non è perfetto, ma è stato in grado di istituire un team economico di alto livello e di far passare in congresso una serie di mini-riforme che ha permesso al colosso latinoamericano di ritornare nel mirino degli investitori. Il Brasile è attualmente in un momento favorevole del ciclo economico e opera nel quadro di una serie di politiche convenzionali e ortodosse. Quest’anno la crescita ha messo a segno un picco considerevole, le dinamiche del mercato del lavoro e la fiducia dei consumatori stanno crescendo, mentre i tassi di interesse rimangono ai minimi storici grazie all’inflazione debole e a una divisa ben ancorata.
Eppure, sono necessari ulteriori progressi per stabilizzare l’andamento del debito, con la riforma pensionistica – altamente impopolare – attualmente in discussione che svolge un ruolo chiave in questo processo. La tempistica non è ideale, visto che i politici di strette vedute si iniziano a preoccupare delle elezioni di quest’anno. Gli investitori sono stati compiacenti sperando che, se non oggi, la situazione possa almeno risolversi quanto prima.Tutti vogliono una chance. La conferma della condanna di Lula per corruzione e riciclaggio di denaro ha praticamente eliminato un rischio di coda importante per i mercati. In uno scenario in cui nessun altro spicca, anche il Presidente Temer scommette su un prossimo mandato, malgrado un timido 5% negli indici di gradimento. Ad eccezione del membro del Congresso Jair Bolsonaro, gli altri candidati presentano un consenso imbarazzante a una sola cifra. Con il voto previsto non prima di ottobre, questa sarà la corsa presidenziale più aperta degli ultimi decenni!Una corruzione cronica e un sistema politico inefficace, violenza, servizi pubblici e infrastrutture da terzo mondo restano questioni di lungo corso da affrontare. Tuttavia, ogni viaggio inizia con un passo e, con il sentiment degli investitori che diventa più positivo, sembra che il peggio sia stato evitato. Malgrado il buon andamento dell’anno scorso, il Brasile è rimasto indietro rispetto ai suoi peer e vediamo un potenziale di rialzo per titoli specifici sull’onda di fondamentali in miglioramento.

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La tecnologia laser italiana sbarca in Brasile

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

san paolo brasileCon il supporto assicurativo di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, CYLASER ha esportato macchinari in Brasile per 1,5 milioni di euro.L’intervento di SACE ha consentito alla PMI vicentina, leader nella fabbricazione di impianti per il taglio laser in fibra ottica e sistemi di saldatura, di offrire al cliente brasiliano dilazioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il mancato pagamento per cause di natura commerciale e politica, e di ottenere liquidità immediata attraverso la cessione pro soluto dei crediti assicurativi.“Forte dell’esperienza acquisita negli anni e del proprio know-how, l’azienda ha deciso di ampliare la propria produzione aprendosi ai mercati internazionali” – ha dichiarato Martina Campana, Amministratore di CYLASER –. Anche grazie a SACE, CYLASER sta operando in America Latina, con una particolare attenzione al Brasile, un mercato con ottime prospettive per il futuro”. CYLASER è attiva dal 2004 nella produzione e commercializzazione di impianti industriali per il taglio laser in fibra di metalli e offre soluzioni personalizzate di automazione e movimentazione pezzi che contribuiscono al raggiungimento di alti livelli di produttività.

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Per comprare il loro posto al sole i paperoni italiani preferiscono Spagna e Brasile

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

Villa IbizaL’inverno è alle porte e per tutti è tempo di prepararsi ai mesi più freddi dell’anno. Per tutti o quasi: per qualche fortunato infatti le festività natalizie sono il momento perfetto in cui partire verso la seconda casa al caldo. LuxuryEstate.com (https://www.luxuryestate.com), partner di Immobiliare.it per il settore degli immobili di prestigio, ha analizzato le richieste dei nostri connazionali scoprendo come Spagna e Brasile siano i due Paesi più gettonati per comprare proprietà di lusso che consentano di svernare. E per un posto al sole in questi due Stati il budget medio degli italiani è pari rispettivamente a 3,5 e 2,5 milioni di euro.
Non sono queste però le cifre più alte per garantirsi una casa al caldo durante il nostro inverno: sono infatti gli Emirati Arabi il Paese dove si è disposti a spendere di più per comprare una casa di lusso, con budget medi di 4,5 milioni di euro.
Scorrendo la top 10 dei Paesi più gettonati dagli italiani che acquistano proprietà di lusso nei Paesi caldi (o perlomeno con un clima mite tutto l’anno), dopo Spagna e Brasile, seguono la Repubblica Dominicana e il Portogallo. Qui però i budget si riducono, pur rimanendo sempre al di fuori della portata dei più, e sono pari rispettivamente a 1,8 e 2,5 milioni di euro.
La Florida di Miami conquista il quinto posto: qui il budget medio dei ricchi acquirenti immobiliari è pari a 1,8 milioni di euro.
La vicina, ma più tiepida, Malta è al sesto gradino della classifica con budget medi di 3,5 milioni di euro. È pari a 3,5 milioni la cifra media che invece i paperoni del nostro Paese mettono in conto per comprare casa alle Barbados, la sesta meta esotica più ambita in assoluto.
La sua vicinanza geografica, insieme a un mercato che è ancora molto più economico di altri, ha portato nella top 10 anche la Grecia. Gli italiani che puntano alle isolette con un clima più temperato rispetto agli inverni italiani sono disposti a spendere in media 900.000 euro, la cifra più contenuta della classifica.Il Sud Africa chiude la classifica e attira paperoni italiani disposti a spendere, in media, 1,9 milioni di euro.
Andando nel dettaglio dei due Paesi caldi più amati dai ricchi italiani che vogliono comprare una seconda casa al sole, si scopre che per la Spagna la meta più ambita è senza dubbio Ibiza, in cui si concentra oltre una ricerca su tre (35%) di quelle relative a questo Stato. Il 20% di chi vuole comprare una proprietà di lusso in Spagna, invece, sogna Marbella e mette in conto budget medi che superano i 5 milioni di euro. Al terzo posto della classifica spagnola si trova l’isola di Palma de Mallorca con la sua Port d’Andratx.
Per quanto riguarda il Brasile la città più gettonata è quella di Salvador, che attira il 20% degli italiani che desiderano una casa in questo Stato. A seguire si trovano Florianopolis e Rio de Janeiro. In quest’ultima città si concentrano ricerche con budget stellari che, in media, superano i 6 milioni di euro. (foto: Villa Ibiza)

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Brasile: in aumento il numero di omicidi tra gli adolescenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 ottobre 2017

Rio de JaneiroRio de Janeiro. Il numero di omicidi tra gli adolescenti in Brasile continua a crescere, soprattutto negli stati nordorientali del paese e riguardano principalmente ragazzi neri. Queste sono le principali conclusioni di Indice de Homicidios na Adolescencia 2014 (IHA), studio realizzato in collaborazione tra UNICEF, il Ministero dei Diritti Umani (MDH), l’Osservatorio delle Favelas e Laboratorio di Analisi della Violenza e l’Università Statale di Rio de Janeiro (LAV-Uerj).Lo studio analizza gli omicidi di adolescenti tra i 12 e i 18 anni in 300 comuni brasiliani con più di 100mila abitanti. Secondo i dati raccolti, al 2014, per ogni mille adolescenti tra i 12 ei 18 anni, 3,65 ragazzi rischiano di essere uccisi prima di compiere 19 anni. Se le condizioni analizzate non cambieranno, entro il 2021, nei 300 comuni presi in analisi 43.000 adolescenti potrebbero esseri uccisi.
Il numero di morti di bambini sotto un anno di età è stato ridotto da 95.938 nel 1990 a 37.501 nel 2015. Nello stesso periodo, il numero di adolescenti di età compresa tra 10 e 19 anni uccisi è aumentato da 4.754 a 10.290, secondo Datasus (Dipartimento del Ministero della Salute Brasiliano).
Dal 2012, il numero di adolescenti morti per aggressione tra i 12 ei 18 anni è proporzionalmente più alto rispetto al numero di morti registrato nel resto della popolazione (nel 2014 ogni 100.00 adolescenti ne morivano 31,6, in generale nel resto della popolazione morivano 29,7 persone ogni 100.000).Un altro punto importante che lo studio mette in evidenzia è la concentrazione della violenza nel nord est del paese. Delle 10 capitali più violente per un adolescente, 7 sono nella regione nordorientale. Fortaleza registra il più alto IHA, con 10,94 omicidi ogni 1.000 adolescenti, seguita da Maceió (9,37). Le città di Rio de Janeiro e São Paulo hanno registrato le posizioni 19 e 22 tra le capitali (con tassi rispettivamente del 2,71 e del 2,19).Il sesso, il colore, l’età e i mezzi utilizzati negli omicidi incidono sulla probabilità per un adolescente di essere vittima di violenza letale. Nel 2014 gli adolescenti maschi avevano 13,52 possibilità in più di morire rispetto ad una ragazza adolescente, mentre un ragazzo adolescente nero aveva 2,88 probabilità in più di morire rispetto ad un adolescente bianco. Il rischio di essere ucciso per arma da fuoco è di 6,11 volte superiore rispetto ad altri mezzi.
Un altro studio condotto dall’UNICEF, l’Assemblea Legislativa dello Stato del Ceará e il Governo dello Stato del Ceará, Trajetoria Interrompidas, traccia un’analisi degli omicidi che si sono verificati a Fortaleza e in altri sei comuni del Ceará. La maggior parte delle vittime il 97,95% erano maschi, di questi il 65,75% erano neri o mulatti, residenti nelle periferie. La maggior parte degli adolescenti uccisi erano poveri: il 67,1% viveva in famiglie con uno o due salari minimi – e il 70% non frequentava la scuola da almeno sei mesi. A Fortaleza, la metà degli omicidi di adolescenti si è verificata in media a 500 metri da casa della vittima.

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Cittadinanza iure sanguinis? Dieci anni in lista d’attesa presso i Consolati italiani in Brasile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

san paolo brasileIl sottotitolo potrebbe essere: “Del Belpaese, delle sue inefficienze e di chi le paga”, perchè parliamo di nuovo di cittadinanza, questa volta per discendenza. Il discendente di cittadino italiano è a sua volta cittadino italiano (se l’avo non si ha ottenuto la naturalizzazione in altro stato e se non c’è interruzione nella trasmissione della cittadinanza italiana), anche se l’avo cittadino italiano è emigrato all’estero due secoli fa.Qui potremmo aprire – beninteso, solo provocatoriamente – una parentesi sull’attuale dibattito sullo ius soli per chi nasce e vive una vita in Italia e sull’assenza di dibattito circa l’opportunità di riconoscere la cittadinanza italiana a persone che da 4 generazioni non hanno alcun contatto con l’Italia (il classico bisnonno/a nato/a dopo la metà dell’ottocento).Per i fautori del binomio “cittadino italiano – sistema di valori italiani”, la norma che consente la cittadinanza iure sanguinis potrebbe (o dovrebbe?) essere abolita. Ma non diamo spunti, che c’è il rischio che vengono colti.Potremmo poi aprire una ulteriore parentesi sull’identikit del perfetto italiano sul quale misurare stranieri, discendenti di italiani e italiani doc, ma la mia riflessione riguarda altro. Per motivi di lavoro sto analizzando l’intera giurisprudenza italiana in materia di cittadinanza iure sanguinis. Le pronunce sono prevalentemente relative alla discendenza per linea materna, poiché prima dell’intervento della Corte costituzionale la donna nata prima del 1948 non trasmetteva la propria cittadinanza ai figli e la perdeva se si coniugava con cittadino straniero.Per la linea di discendenza maschile, non essendoci mai stata contestazione alcuna, sarebbe sufficiente rivolgersi al consolato italiano e chiedere il rilascio di un documento di identità della Repubblica Italiana.
Eppure, fra tutte le sentenze italiane sull’argomento, ogni tanto ce ne sono alcune anche per la linea paterna. Ci si aspetterebbe, in una situazioni di ordinario disbrigo delle pratiche dei nostri uffici all’estero, che il tribunale rigetti la domanda per carenza di interesse ad agire. Detto in parole povere, non puoi venire ad intasare i tribunali, chiedendo in giudizio qualcosa che un ufficio della pubblica amministrazione ti rilascia su semplice richiesta. Invece i tribunali accolgono le domande giudiziali sulla base di queste motivazioni:“Emerge tuttavia che l’attore abbia presentato sin dal 2006, al Consolato Generale d’Italia a San Paolo (SP-Brasile) la richiesta di riconoscimento del proprio status civitatis Italiano iure sanguinis, […] . L’ istanza è stata accettata dal Consolato e rubricata al “n.progressivo xxx” della “lista di attesa” delle richieste di riconoscimento della cittadinanza Italiana per l’anno “2006” […]. Ebbene, la documentazione prodotta dall’attore, consente di apprezzare che il Consolato Generale d’Italia a San Paolo (SP-Brasile) – voce “lista d’attesa per il riconoscimento della cittadinanza italiana”) […] alla data del 05.08.2015, aveva in corso la evasione le richieste formulate nel marzo 2005; dall’esame della lista richieste pubblicata sul website del Consolato Generale d’Italia a San Paolo si evince la dimensione del fenomeno, e la condizione di sostanziale paralisi in cui versano gli uffici competenti in ragione della mole delle domande presentate; in ogni caso la richiesta di […] non risulta presa in esame a 9 anni dalla sua presentazione, né vi è modo di ritenere che sia prossima ad una definizione; il decorso di un lasso temporale di tale irragionevolezza rispetto all’interesse vantato, equivale ad un diniego di riconoscimento del diritto, e per ciò solo giustifica l’interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale” (Tribunale di Roma, sentenza del 16 febbraio 2016)Le liste d’attesa per la cittadinanza italiana iure sanguinis possono essere consultate sul sito dei Consolati. Al solo consolato di San Paolo, la lista d’attesa delle prenotazioni fatte dal 2008 ad oggi contiene 49.150 domande di cittadinanza iure sanguinis (molte delle quali non riguardano un unico soggetto, ma anche altri richiedenti, ad esempio i figli); in tutto il Brasile le domande di cittadinanza iure sanguinis in attesa di evasione erano 111.058 al febbraio 2016.A marzo del 2016 lavoravano le domande di undici anni prima… La situazione ad oggi è la medesima, ed è anche stata oggetto di una interrogazione parlamentare del 2016, strumento che – si sa – serve più a “mettere agli atti” che altro, poiché quasi mai portano ad una reale soluzione del problema.E delle inefficienze della pubblica amministrazione italiana nelle sedi distaccate estere si fa carico il sistema giudiziario, che diventa ufficio della pubblica amministrazione. Tutto ciò, è chiaro, pagato comunque dai cittadini, che con le loro tasse fanno funzionare sia la macchina giustizia che la pubblica amministrazione.Quindi il cittadino paga gli stipendi degli uffici consolari, il sistema giudiziario e – oltre al danno la beffa – le spese legali di questi procedimenti poiché giustamente il Ministero dell’interno viene sistematicamente condannato al pagamento delle spese processuali, circa 3.000/4.000 euro a processo.Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se quei 111.058 futuri italiani in attesa decennale avessero il guizzo di rivolgersi ad un tribunale italiano: la condanna alle spese legali ammonterebbe almeno a 300 milioni di euro, sempre nostri.Sì, forse è proprio questo il vero identikit del perfetto italiano. Siete sicuri di voler ottenere la cittadinanza? (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Italia e Brasile uniti nel segno della pietra naturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

carrara cave di marmoSta per concludersi a Vitória, nello stato brasiliano di Espirito Santo la 43ª edizione di Vitória Stone Fair/Marmo+Mac Latin America, la manifestazione di riferimento in Sudamerica per l’industria di marmi, graniti e tecnologie di lavorazione.Un settore che vede la nazione verdeoro come 5° esportatore di materiali lapidei al mondo (dopo l’Italia) con oltre 1,1 miliardi di dollari di controvalore raggiunto nel 2016. Mercati di riferimento si confermano la Cina, per il granito grezzo (con il 62% delle vendite totali), mentre i marmi lavorati sono diretti per i 4/5 verso Stati Uniti, Canada e Messico. Per quattro giorni, fino al 9 giugno, 300 aziende espositrici da 19 paesi si danno quindi appuntamento a Vitória, in attesa di buyer e operatori specializzati nel campo di costruzioni, architettura e design in arrivo da quasi 80 nazioni. Si tratta di una fiera con radici nel più importante distretto della pietra in Brasile, responsabile dell’80% dell’export nazionale di marmi, ma che poggia su know how tutto italiano. Ad organizzarla, infatti, è Milanez&Milaneze, controllata di Veronafiere do Brasil che fa parte del gruppo Veronafiere.«Il Brasile si conferma una piazza strategica per la filiera lapidea internazionale – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere Spa –. Come organizzatori in Italia di Marmomac, salone leader a livello mondiale per il comparto della pietra naturale, abbiamo le competenze e l’esperienza per continuare a far crescere l’evento di Vitória. In questi anni abbiamo così supportato la presenza di aziende e operatori italiani in Brasile, favorendo al contempo l’incoming di buyer brasiliani a Marmomac, quasi 800 nel 2016, pari al 43% di tutti quelli provenienti dal Sudamerica».

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Concerto a Marsala per Wine Up Expo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Dire StraitsMarsala venerdì 16 Giugno in concerto a Marsala per Wine Up Expo Stadio Comunale Lombardo Angotta di Marsala inizio concerto: ore 22.00. Dopo lo strepitoso successo che stanno ottenendo nella serie di date in Brasile, i Dire Straits Legacy torneranno in Italia da fine maggio con due concerti speciali. Appuntamenti imperdibili per rivivere le magiche atmosfere della storica band inglese con uno spettacolo unico e coinvolgente che ripercorre i brani più famosi di tutti i tempi.
Il tour internazionale partito da Lugano a marzo, infatti, prosegue in questi giorni in Brasile e, dopo il Lussemburgo (26 maggio), arriverà in Italia per due concerti: DSL Speciale Telethon al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 28 maggio e concerto in occasione della prima edizione di Wine Up Expo, allo Stadio comunale di Marsala il 16 giugno.I “Dire Straits Legacy”, sono un progetto in continua evoluzione, lontani dal cliché della réunion o della tribute band, mantengono viva nei loro concerti la memoria di sonorità storiche e di brani unici ed indimenticabili come: “Romeo and Juliet”, “Sultans of Swing”, “Money for Nothing”, ” Tunnel of Love”, “Walk of life” e anche brani più di “nicchia” come “When it comes to You”, “You and Your Friend”, “On Every Street”, dal primo disco “Wild West End” e tanti altri successi. Tanti gli ex componenti dei Dire Dire Straits1Straits che nel corso degli anni hanno aderito con entusiasmo al “concept show”, ma nel 2016 ha fatto il suo ingresso nella formazione Alan Clark storico tastierista, che era entrato a far parte dei Dire Straits nel 1980 e presente per tutta la vita del gruppo.
Sul palco, insieme ad Alan Clark, ci saranno Phil Palmer (Musical Director, chitarra e voce), il percussionista Danny Cummings, entrambi presenti nell’On Every Street Tour ’91-’92 dei Dire Straits, e inoltre: il sassofonista Andy Hamilton, Andrew Tracey alla batteria e Mickey Feat al basso. Anche due italiani nella formazione: il cantante e chitarrista Marco Caviglia e il tastierista Primiano Di Biase. Il “concept show” è prodotto e distribuito da We4Show, a new concept 4 the show, società di eventi di Milano. I biglietti sono in vendita attraverso il circuito TicketOne. Il costo del biglietto è di € 20,00 + dir di prevendita. (foto: Dire Straits)

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Due italiani ai vertici del mondo nel volo libero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

volo-libero2Sono Aaron Durogati, che si aggiudica per la seconda volta in carriera la Coppa del Mondo di volo in parapendio, e Nicole Fedele ottima seconda nella classifica femminile della medesima gara. La finale mondiale della PWC (Paragliding World Cup) si è disputata presso Governador Valadares, cittadina di quasi 300.000 abitanti nella valle del Rio Doce, stato di Minas Gerais (Brasile), presenti 123 piloti da 21 paesi. Sono state disputate dieci giornate di gara, un volo cadauna, su distanze tra gli 80 e 112 chilometri. Il sito di volo prevedeva il decollo dei parapendio dall¹area di Ibituruna Peak a 1123 metri d¹altitudine, con un dislivello di 860 metri sopra il paesaggio circostante, relativamente piatto e contrassegnato da piccole colline ondulate di circa 200 metri.
durogativolo libero.jpgDurogati, trentenne pilota di di Merano (Bolzano), ha costruito il successo con ottime prestazioni durante tutte le prove, vincendone una e classificandosi ora secondo, ora terzo, e comunque nei primi posti durante le restanti. Dopo di lui nella classifica finale Adrian Hachen (Svizzera) e Charles Cazaux (Francia). Aaron, noto anche per le sue performances nelle gare di hike & fly, cioè volo ed escursionismo, come la celebre X-Alps, aveva già vinto la Coppa del Mondo 2012.
Nicole Fedele di Romans d¹Isonzo (Udine) non è stata da meno. Il suo parapendio ha gareggiato nelle prime posizioni durante tutta la competizione, fino a prendere il comando nella classifica generale. Solo dopo l¹ultimo giorno ed ultimo volo ha ceduto il passo alla fuori classe franco-nipponica Seiko Fukoka Naville. Terza un¹altra transalpina, Laurie Genovese. Nicole aveva già vinto la Coppa del Mondo 2012 insieme ad Aaron. Detiene il record del mondo femminile di distanza con 400 km ed ha vinto un titolo europeo.
Oltre a Durogati e Fedele, facevano parte del gruppo azzurro anche Michele Boschi, Marco Busetta, Antonio Golfari, Gianni Profiti, Alberto Vitale, Christian Biasi, Franz Erlacher, Luca Donini e Joachim Oberhauser. Complessivamente i piloti italiani si sono distinti con buoni risultati parziali. In particolare Oberhauser ha vinto una task e Donini ha conseguito diversi piazzamenti. (foto: volo libero, durogati)

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La Scuola di specializzazione IdO lavora con Brasile, Usa e Israele

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

rioLa Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell’Età Evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) è aperta alle relazioni internazionali. “La più antica e continuativa è con il Brasile, avendo promosso con l’Università Veiga de Almeida, e altre istituzioni, dei corsi sul primo approccio terapeutico evolutivo italiano all’autismo denominato Progetto Tartaruga. Attraverso un master annuale abbiamo formato delle persone sul nostro progetto Tartaruga, e alla fine del percorso sono venute da noi, in Italia, a svolgere il tirocinio”. Lo fa sapere Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttrice della Scuola di specializzazione dell’IdO che il 21 gennaio inaugura il nuovo ciclo di lezioni. Sarà, pertanto, possibile iscriversi entro questa data.
La collaborazione con il Brasile è ancora attiva. “Stiamo portando avanti delle ricerche insieme- precisa Di Renzo- e il prossimo anno si svolgerà un convegno a San Paolo”. Interessanti collaborazioni anche con Israele, “in particolare con il Milman Center di Haifa che si occupa di autismo e con l’Università di Haifa per dei confronti sulla terapia diadica”.
Infine, c’è la Monmouth University in New Jersey (Usa) “dove abbiamo svolto dei seminari- spiega la responsabile del Servizio Terapie dell’IdO- ed è attualmente attiva una ricerca con dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Vogliamo esaminare gli aspetti della prosodia del linguaggio- conclude- finora non tenuti. sufficientemente in considerazione”.

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Il soprano Chiara Taigi conquista il cuore del pubblico brasiliano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

chiara-taigichiara-taigi1Dopo lo straordinario successo riscosso al Teatro Colòn di Buenos Aires, nel ruolo di Lady Macbeth, e in seguito al ricordo offerto a Daniela Dessì, in occasione della sua esibizione a Domenica In, condotta da Pippo Baudo con Chiara Francini, il soprano di fama internazionale Chiara Taigi sbarca in Brasile in Fosca, l’opera lirica in quattro atti di Antônio Carlos Gomes. Fosca racconta un’affascinante e coinvolgente storia di pirateria nell’Adriatico ed è ambientata nel Medioevo. Lo spartito rivela una struttura vocale che tende al superamento della dicotomia recitativo-aria. L’opera è andata in scena al Theatro Municipal de São Paulo nei giorni 8, 10, 11, 13, 15 e 17 dicembre. La critica ha commentato così: “Una Fosca non si poteva considerare migliore, una donna Italiana dal temperamento corsaro, una voce in cui i filati stupiscono assieme ai gravi, un nome Chiara Taigi.”
Chiara Taigi ha dimostrato di adeguarsi ai più disparati tipi di repertorio, ha saputo plasmare il suo personaggio con grande talento, regalando al pubblico un’interpretazione di vibrante luminosità espressiva. Ascoltare la sua voce e osservare come essa esprime, attraverso la mimica e la dinamica, lo stato d’animo del suo personaggio è un’esperienza emozionante. Una voce limpida, potente, dominata, flessibile, ben controllata, morbida nel fraseggio. Semplicemente sublime! Al termine di ogni replica, applausi calorosi hanno accolto l’artista che con indiscutibile talento ha messo in evidenza le notevoli risorse coloristiche di cui dispone con una sorprendente varietà di accenti. Un’esperienza e un’opera che hanno arricchito ancor di più la sua brillante carriera. Ben 25 anni dedicati alla sua passione più grande: la musica.Chiara Taigi: “Mi è piaciuto ritornare a cantare il genio Carlos Gomes che profonde immense melodie, tutte splendide, specialmente i duetti. In particolare, sono felice di chiara-taigi2esser stata nella dimensione surreale del Maestro Stefano Poda che ci rende tutti immortali. La protagonista muore in piedi catarticamente ed è sempre accompagnata da mimi, attori e ballerini, trovando una dimensione eterica del suo essere un personaggio della leggenda. Cito anche il grande lavoro musicale con il Maestro Edoardo Strauss, un futuro astro nascente della direzione. Paolo Ciani, assistente del Maestro Poda, è stato indispensabile ai fini di una risoluzione concreta della drammaturgia. Oltre all’aspetto professionale, c’è da dire che tutte le compagnie con cui lavoro diventano le mie famiglie acquisite. Esiste una totale coesione di gioia e intenti con i miei colleghi, su tutti il soprano che interpretava la mia rivale, che tale non era per l’affetto che ci siamo volute, vale a dire il soprano Masamy Ganev. Tuttavia, sarei ingiusta se non citassi gli uomini della compagnia a cui tengo molto: Leonardo Neiva, Sun Kyushu Park, Lukas Golinski. Giorno dopo giorno, ho instaurato una bellissima amicizia con il Maestro del Coro Bruno Greco Facio e con tutta l’Orchestra. Di questa esperienza, porterò nel cuore la bellezza dello spettacolo del maestro Poda e tutto l’orgoglio del popolo Brasiliano. L’espressione che proporrò a tutti coloro che devono onorare il proprio lavoro senza lamentele è: “Buona Energia” e, come si dice qui, “Tudas Gioia”. Grazie San Paulo!”. Prossimamente, Chiara Taigi ritornerà in Italia con tanti nuovi progetti. Il 23 dicembre, alle ore 08:00, sarà ospite del programma “Bel tempo si spera”, in onda su TV 2000. Non perdete la trasmissione! (foto: Chiara Taigi)

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Zika: è lotta contro il tempo per il vaccino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

zibra-natalzibra-natal1Presentati i risultati di ZiBra, studio condotto da due anni in cinque Stati del Nord-Est del Brasile. Marta Giovannetti, ricercatrice che porta avanti il progetto: “Non abbiamo ancora abbastanza informazioni per correlare sintomi, effetti e genotipo virale”. Prosegue lo studio dei casi. Sperando che, nel frattempo, il virus non mutiÈ diventato ‘famoso’ poco meno di 70 anni dopo la sua scoperta, avvenuta in Africa nel 1947. Eppure, il genotipo che per primo ha fatto registrare casi significativi del virus Zika non è quello africano, ma asiatico. Zika ha scatenato, nei mesi scorsi, vere e proprie sindromi di panico per quanti dovevano recarsi nel sub-continente brasiliano, dopo l’esplosione di alcuni casi di particolare gravità, tra cui quelli che lo associavano alla microcefalia dei feti di alcune donne incinta infettate. “Un virus che comunque non è mortale”, come specificato oggi dalla dottoressa Marta Giovannetti, ricercatrice presso il laboratorio di Hematologia e Biologia Computational dell’Instituto Gonçalo Moniz a Salvador, nello Stato di Bahia, in Brasile.
Giovannetti ha parlato nell’ambito di un seminario dal titolo ZiBra, analisi in tempo reale sul virus Zika in Brasile, organizzato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, dove ha presentato, insieme con il Prof. Massimo Ciccozzi dell’ISS e la dottoressa Silvia Angeletti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, i risultati di due anni di studi sul campo.
“Con il progetto ZiBra – ha detto Giovannetti – abbiamo cercato e stiamo cercando di fare screening della popolazione potenzialmente infetta di cinque Stati del Nord-Est del Paese, quelli più poveri: Rio Grande do Norte, Paraiba, Algoas, Bahia e Pernambuco. Che sono, in generale, anche gli Stati in cui si è registrata la maggior parte dei casi dell’epidemia dell’anno scorso”.
Il primo anno è servito alla dottoressa e agli altri ricercatori coinvolti per standardizzare le procedure dei laboratori ‘di referenza nazionale’ dell’area, quella meno sviluppata dal punto di vista tecnologico, dove hanno trovato poche attrezzature di base e nessuna conoscenza del genotipo virale. Quindi, sono passati a dare una mano ai colleghi brasiliani con le diagnosi rapide e differenziali. “Al momento, nei cinque Stati in cui abbiamo lavorato sono stati notificati circa 10mila casi di possibile contagio Zika, ma quelli di persone realmente affette dal virus sono molti di meno”, spiega Giovannetti, che aggiunge: “Dopo l’epidemia sono arrivati tanti fondi per la ricerca. Ma, almeno all’inizio, non c’erano strutture adatte, personale qualificato, strumenti sensibili per riconoscere il virus. Non avevano protocolli standardizzati per un virus che era loro sconosciuto. Anche perché presenta sintomi simili a quelli di infezioni causate da altri virus correlati, come Dengue, Chikungunya e Febbre Gialla”.
Inizialmente si pensava che il virus fosse giunto in Brasile con il massiccio afflusso di persone volate nel Paese in occasione della Coppa del Mondo di calcio del 2014. “Ma poi, i nostri studi hanno dimostrato che verosimilmente Zika è arrivato lì già con la Confederations Cup del 2013”, chiarisce Giovannetti. Fino a pochi mesi prima, quando si sono registrati i primi episodi gravi in Polinesia francese, lo Zika-virus non era mai stato considerato dalla comunità scientifica internazionale come un problema di salute pubblica per l’uomo. “Ma in quell’anno – spiega ancora la ricercatrice – alcune persone infettate ebbero problemi seri, tra cui la sindrome neurologica di Guillain-Barrè, che causa gravi alterazioni a livello motorio e neurologico, fino ad arrivare alla paralisi”.
Per questo, Marta ha deciso di trasferirsi in Brasile, accedendo ai dati epidemiologici dei cinque Stati. “In due anni abbiamo valutato campioni di plasma e siero di oltre il 20 per cento dei casi segnalati nel Nord-Est: 1.500-1.600 in tutto, di cui circa 300 risultati positivi per Zika-virus: più o meno il 12 per cento della popolazione con sintomi”. “Ma di questi – specifica Giovannetti – meno del 2 per cento è andata poi incontro a conseguenze particolarmente gravi: qualche decina di persone in tutto. Il resto della popolazione è guarita senza strascichi”. Tra l’altro, la letteratura indica che l’80 per cento delle persone infettate risultano del tutto asintomatiche, cioè guariscono senza neppure avere segnali della malattia, che sono di solito febbre, mialgia, esantema e dolori articolari.
Lo Zika si trasmette solo attraverso la puntura di un “vettore competente”: un mosquito (o zanzara) femmina. “La sopravvivenza del virus è direttamente correlata a quella dei mosquitos”, spiega Giovannetti. “Anche per questo in Europa, dove il clima non è tropicale, la popolazione può stare abbastanza tranquilla: l’ambiente non è favorevole allo sviluppo dei mosquitos come in Brasile”, rimarca la ricercatrice.Perciò, secondo la ricercatrice “il danno mediatico generato per il Brasile dall’allarme-Zika è stato ben più grande rispetto alla realtà del rischio. Vivo in Brasile da due anni e, pur essendo stata punta da migliaia di mosquitos, non ho avuto nessun tipo di patologia o alterazione”.Oltre allo screening, i ricercatori sono riusciti a identificare 65 cloni identici del genoma del virus in altrettanti pazienti e stanno completando i test su altre 50-60 sequenze di DNA. “Prima, nelle banche dati erano presenti appena 5 genomi. Aumentare il numero di ‘carte d’identità’ uguali del virus riscontrate sulla popolazione e poterle legare a specifici sintomi consentirà, quando avremo raggiunto i 500-600 casi, di avere quella ‘massa critica’ di dati che servirà alla comunità scientifica internazionale per legare con certezza determinati sintomi al virus. Attualmente, ad esempio, nonostante la risonanza mediatica che si è avuta, non esiste una base scientifica certa che leghi l’infezione agli episodi di microcefalia registrati nei feti delle donne incinta. Stiamo lottando contro un fantasma”, spiega Giovannetti. Il virus, infatti, fa registrare spesso casi sporadici e sfugge, quindi, all’identificazione che porterebbe alla creazione di contromisure farmacologiche. I ricercatori di ZiBra hanno lasciato ai vari laboratori ‘di referenza nazionale’ dei cinque Stati in cui hanno condotto i test il loro know-how, numerosi reagenti e i protocolli ottimizzati, “gli stessi validati dall’Organizzazione Mondiale della zibra-natal2zibra-natal3Sanità”, specifica Giovannetti. Ora, in attesa della nuova ondata di epidemia, prevista per il prossimo marzo – quando tornerà la stagione delle piogge – per la ricercatrice e il team in cui opera è una lotta contro il tempo: “Per poter parlare di vaccini mancano troppi tasselli. Sono necessarie altre conferme e la riproduzione delle stesse condizioni d’infezione causate nell’uomo dal virus sia in vitro che in vivo. Ma, poiché i sintomi sono tanto variabili, non è stato ancora possibile arrivare a questa fase”. Una buona notizia, comunque, c’è: “Abbiamo vinto ulteriori finanziamenti per un nuovo progetto, ZiBra2 – fa sapere la ricercatrice –. Questo ci consentirà di ripetere quanto fatto finora nei cinque Stati sull’intero territorio del Brasile, estendendoci anche alle regioni Nord, Sud e Sud-Est. Così, potremo avere un’immagine complessiva di ciò che sta accadendo, sul fronte del virus, in tutto il Paese”. E il futuro della prevenzione? “Se – chiarisce Giovannetti – la seconda ondata dell’epidemia sarà portata dal medesimo genotipo virale, allora ci sono buone possibilità di approfondire in modo decisivo la sua conoscenza, oltre ad avere un’epidemia più lieve rispetto a quella del 2015, perché un buon numero di persone è già immunizzato”. “Se il virus rimane come quello dell’anno scorso – auspica la ricercatrice intervenuta all’UCBM – potremo comprendere i suoi meccanismi patogenetici, per cercare di disegnare linee guida e strategie di prevenzione che oggi non esistono. Ma se il virus muta talmente tanto da generare varianti nuove, dovremo ricominciare tutto daccapo”. (foto: Zibra Natal)

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Brasile: Cartoline dall’altra Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

brasileIn Brasile porta l’Italia, e Napoli, sul palco: Anita Mosca, attrice di teatro, vive a Belo Horizonte da circa sei anni dove lavora sulla scrittura del drammaturgo Enzo Moscato. “Le due culture si incontrano bene sul palco e ci sono tante collaborazioni tra i due Paesi che favoriscono scambi interessanti e residenze artistiche”, racconta Anita a “Cartoline dall’altra Italia”, la web serie realizzata dall’agenzia giornalistica 9colonne con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale-Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie. “I brasiliani – continua l’attrice – sono molto incuriositi dalla nostra cultura e dalla nostra lingua”. In Brasile ci sono circa 67mila studenti di italiano: a Belo Horizonte c’è una delle due scuole italiane del Paese; l’altra è a San Paolo. “Cartoline dall’altra Italia” è un racconto dinamico, spigliato, pratico e attuale dell’altra Italia, quella che vive oltreconfine: i sogni, le aspettative, i paragoni, le gioie e le delusioni dei giovani connazionali che hanno deciso di provare un’esperienza all’estero, per voglia o per necessità, mantenendo con le loro testimonianze quel filo indivisibile che li lega al loro Paese. Da Bruxelles a New York, da Rio de Janeiro a Shanghai: ogni settimana una nuova videointervista, visibile sul sito 9colonne.it, sul canale Youtube di Nove Colonne e sul sito del Ministero degli Esteri, per delineare l’identikit dei nuovi emigrati.

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Obesity trebles in Brazil schoolchildren over 30 years

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2016

fortaleza-brazilFortaleza, Brazil Obesity has trebled in schoolchildren in Brazil over the past 30 years, reveals research presented at the Brazilian Congress of Cardiology. The study in more than 5000 children in Rio de Janeiro found obesity rose from 6% in 1986 to 18% in 2016.  The annual congress of the Brazilian Society of Cardiology (SBC) is held in Fortaleza from 23 to 25 September 2016. Experts from the European Society of Cardiology (ESC) will present a special programme.“Our findings are worrying, given that adults who were obese in childhood and adolescence are the most common victims of early death from cardiovascular diseases such as heart attack and stroke,” said last author Dr Andréa Araújo Brandão, a cardiologist at the State University of Rio de Janeiro, Brazil, and abstract coordinator for the congress.The investigators evaluated the rates of obesity, overweight and high blood pressure in 3897 children aged 10 to 15 years attending schools in Rio de Janeiro in 1986 and 1987. They returned to the same schools 30 years later and conducted the same measurements in 1722 children of the same age.They found that the prevalence of overweight and obesity combined nearly doubled over the 30 year period, from 17% to 32%. There was a greater increase in obesity (6% versus 18%) compared to overweight (11% versus 14%) after 30 years.The prevalence of high blood pressure declined between the two periods (11% versus 8%). In 2016, central obesity was present in 46% of the schoolchildren and 60% did not take part in any physical activity.
“Unhealthy lifestyles are becoming more common in schoolchildren in Brazil, with increased intake of processed food that is high in calories and sugar,” said Dr Brandão. “Meals and snacks are often eaten away from home, physical activity is low and leisure time is often sedentary.” “We found a lower prevalence of blood pressure than 30 years ago which could be because we changed from the auscultatory to the oscilometric method of measurement,” she added. “It is worth noting that more children in 2016 had isolated diastolic hypertension and combined systolic/diastolic hypertension, which carry a poor prognosis.” “The high rates of obesity in children in Brazil today puts them at greater risk of type 2 diabetes, heart disease, low self esteem and even depression,” said Dr Brandão. “There is no doubt that we need to encourage healthier habits among these young people,” she continued. “It is of utmost importance to adopt public policies to regulate food in school canteens and impose restrictions on food advertising. Encouraging physical activity at schools and at home, and the reduction of sedentary leisure time, are also important measures.” Dr Brandão concluded: “Family involvement is critical and fundamental to successfully improving children’s lifestyle habits. Paediatricians are key players in the early diagnosis of excess weight and blood pressure changes. Starting at three years of age, every child should have their blood pressure measured each year.” Professor Fausto Pinto, ESC immediate past-president and course director of the ESC programme in Brazil, said: “Prevention of heart disease starts at a young age.2 Children should be encouraged to be physically active and avoid prolonged periods of sitting. Legislation is needed to restrict marketing of unhealthy foods to children and parents should avoid smoking when children are present.” (Authors: ESC Press Office)

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Al via le Olimpiadi: mai state così difficili per il Brasile

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

san paolo brasileRio de Janeiro. A cura di Roberto Rossignoli, Junior Portfolio Manager in MoneyFarm. Quando il Brasile riuscì ad aggiudicarsi i giochi olimpici nel 2009, non era certo questo il contesto con cui sperava di presentarsi. Tra inquinamento, pestilenze, corruzione, lavori interrotti, amministrazioni locali indebitate, recessione e scandali politici, le premesse non sono delle migliori. L’andamento della borsa brasiliana quest’anno è stata una delle anomalie più sorprendenti osservate sui mercati finanziari negli ultimi mesi. In valuta locale, l’indice Bovespa è salito del 32% da inizio anno, numero che diventa ancora più suggestivo se convertito in euro.Dato l’apprezzamento del Real Brasiliano nei confronti dell’Euro, un investitore italiano avrebbe guadagnato dall’investimento in Brasile il 58% in sette mesi. Contro il 4% dell’MSCI World (indice azionario per i mercati sviluppati) e il 12.5% dell’MSCI Emerging Markets (indice azionario per i mercati emergenti). Numeri impressionanti che restituiscono subito l’immagine di una greve recessione che stenta ad allentare le presa.Il Brasile sta attraversando la recessione più lunga degli ultimi 100 anni mentre cerca di gestire, al contempo, il più grande scandalo di corruzione della storia (con al centro la Petrobras, il gigante petrolifero controllato dallo stato) e con una leadership politica tra le più impopolari di sempre.Date le previsioni sul calo del PIL nel 2016 (-3.5% su base annuale), per la fine dell’anno l’economia brasiliana si sarà contratta dell’8% rispetto al primo trimestre (ultimo trimestre in cui il PIL è cresciuto); il GDP pro capite per la fine dell’anno sarà diminuito del 20% rispetto al picco del 2010. Il tutto mentre le tre maggiori agenzie di rating hanno già classificato il debito pubblico brasiliano al livello “spazzatura”.Dal 1985, quando il Brasile ha eletto democraticamente il primo presidente dopo 20 anni di governo militare, si sono susseguite diverse crisi politiche. Ma questa volta l’Impeachment di Dilma Rouseff e lo scandalo Petrobras hanno coinciso con un declino nei prezzi delle commodity senza precedenti.
Il Brazilian Commodity Index, pubblicato dalla Banca Centrale Brasiliana è crollato del 45% dal marzo 2011 al dicembre 2015. Il declino delle materie prime ha certamente impattato su tutti i mercati emergenti, ma il Brasile ha dovuto fare i conti anche con debolezze strutturali, poca produttività e una spesa pubblica insostenibile e incontrollata che hanno amplificato i danni.
Da inizio anno qualcosa è cambiato e per spiegare la performance dell’azionariato brasiliano si deve partire dal contesto globale, che negli ultimi mesi è stato favorevole per i mercati emergenti.Prima di tutto, il rimando continuo da parte della Federal Reserve del rialzo dei tassi d’interesse ha tenuto e sta tuttora tenendo il dollaro relativamente debole, aiutando in questo modo i Paesi che esportano commodity, come il Brasile. Oltre a questo, il 2016 ha visto anche un generale rimbalzo nei prezzi delle materie prime. Infine, con sempre più obbligazioni nei mercati sviluppati che pagano un tasso nullo o negativo, molti investitori si sono concentrati sui mercati in cerca di rendimenti più elevati.Il mercato, soprattutto quello obbligazionario, è stato sostenuto dai tassi molto invitanti, unitamente alle aspettative che la politica monetaria rimarrà accomodante per il prossimo futuro. E Paesi come il Brasile stanno già approfittando di questi flussi per abbassare i propri costi del debito. Recentemente lo stato ha venuto bond denominati in dollari statunitensi a 30 anni a un tasso pari a 5.875%, un rendimento addirittura inferiore al decennale emesso in marzo, solo quattro mesi fa.
Dopo molti alti e bassi sul fronte politico, osserviamo finalmente un importante assestamento verso un’agenda macroeconomica più liberale e fiscalmente responsabile. Il Congresso ha recentemente dato il suo appoggio al governo temporaneo di Michel Temer, aumentando quindi le possibilità di vedere approvate alcune riforme cruciali. Temer, nominato il 12 maggio ad interim finché l’impeachment del presidente Rouseff non sarà risolto, finora non ha deluso nel mostrare una volontà di riformare il Paese e sta prendendo misure per stabilizzare le finanze dello stato e ridurre le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito. Il voto finale del senato che deciderà le sorti giudiziarie e politiche di Dilma Rouseff è previsto per fine agosto, pertanto presto possiamo aspettarci più stabilità politica.
Dato questo contesto, anche uno svolgimento pacifico delle Olimpiadi può essere di grande importanza, unitamente a una soluzione politica efficace, per restituire fiducia a un Paese che per ora sembra abbandonato a sé stesso.

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Brasile: Senato approva impeachment, Rousseff sospesa. Subentra Temer

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Rousseff-TemerLa presidente brasiliana Dilma Rousseff è stata sospesa oggi dal suo incarico e dovrà affrontare un processo per l’impeachment, dopo anche il Senato del Brasile ha appena approvato la sua destituzione. Il Senato ha approvato il procedimento di impeachment con 55 voti favorevoli e 22 contrari. L’attuale vicepresidente e avversario politico della Rousseff, Michel Temer (nella foto con la Rousseff), assume le funzioni ad interim di capo dello Stato. (fonte: Web Tv “Il Mondo come io lo vedo”) (foto: Rousseff-Temer)

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Buone notizie per l’Amazzonia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2016

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Logged area in the Amazon rainforest to clear land for soya plantations. Greenpeace document a number of geographical locations in the Amazon, looking at the impacts of deforestation on various aspects of forest life. They look at people, natural wildlife and the landscape which has drastically altered as huge areas are cleared to meet agricultural demand. Soya plantations are the leading cause of deforestation in the region.

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Soya beans in the hands of Nilo Davila, a Greenpeace Amazon Campaigner, in a soya plantation.

La moratoria sulla coltivazione della soia negli Stati dell’Amazzonia brasiliana, avviata dieci anni fa su iniziativa di Greenpeace, prorogata finora di anno in anno, è diventata permanente. “Questo definitivo rinnovo della moratoria garantisce a produttori e rivenditori di potersi approvvigionare di soia che non contribuisce alla deforestazione in Amazzonia, anche in tempi di crisi ambientale e politico-economica in Brasile” afferma Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia.
Greenpeace è tra le firmatarie, insieme ad altre realtà della società civile, dell’industria e del governo brasiliano, dell’accordo che garantisce che la soia non è frutto della deforestazione, di pratiche schiavili e di minacce alle terre indigene. Questo legume è in testa alle commodities agricole brasiliane più esportate, per un fatturato di oltre 31 miliardi di dollari nel 2015. Dalla firma della moratoria, l’area coltivata a soia negli Stati dell’Amazzonia brasiliana è cresciuta da oltre un milione di ettari a 3,6 milioni, con appena lo 0,8 per cento di crescita in aree di recente deforestazione. “Questo aumento elevato della produzione, pur nel rispetto della moratoria, è la prova di quanto fare a meno di distruggere la foresta sia un buon affare” commenta Campione.
Deforestazione Zero è parte degli obiettivi fissati dalle Nazioni unite e sottoscritti da numerosi Paesi, tra cui il Brasile: la moratoria sulla soia è uno dei migliori esempi di come possa essere un obiettivo raggiungibile. Greenpeace continuerà a battersi per quest’obiettivo oltre che contro i cambiamenti climatici, l’altra grande minaccia alle ultime grandi foreste del pianeta. (foto: amazzonia)

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