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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Arriva la teleriabilitazione per l’Alzheimer

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Brescia. Con il nemico invisibile, in tempi di Covid19, bisogna trovare soluzioni alternative per garantire ai pazienti un costante monitoraggio nel decorso delle demenza, come l’Alzheimer. Perciò nel laboratorio di neuropsicologia dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni Di Dio Fatebenefratelli di Brescia è stata messa in atto la valutazione neuropsicologica somministrata da remoto e la teleriabilitazione, ovvero la riabilitazione delle funzioni cognitive deficitarie nel paziente affetto da Alzheimer, mediante un supporto tecnologico (uno speciale tablet) ed esercizi mirati a mantenere attiva costantemente la memoria. Una scommessa vinta che viene annunciata nella giornata mondiale dell’Alzheimer (21 settembre). «Grazie ai finanziamenti del Ministero della Salute abbiamo acquistato nuovi strumenti digitali che ci consentono di continuare a seguire i nostri pazienti anche a distanza, attivando un protocollo di teleriabilitazione. In tal modo siamo in grado di assicurare la continuità della cura nello spazio (ospedale-casa) e nel tempo (dopo le dimissioni e intensificando le prestazioni a domicilio). Al paziente viene fornito un tablet e mediante uno speciale software può esercitare le proprie abilità cognitive, come la memoria e l’attenzione, con esercizi ad hoc creati in base al suo deficit. Noi monitoriamo a distanza il decorso e possiamo intervenire in ogni momento, assicurando così al paziente il nostro supporto clinico», spiega Maria Cotelli, responsabile dell’unità di neuropsicologia al Fatebenefratelli. Obiettivo finale è di agevolare l’accesso alle cure e la continuità terapeutica ad un numero sempre maggiore di pazienti ed in particolare a coloro che per varie ragioni potrebbero presentare difficoltà nel raggiungimento dei luoghi di cura. Portare per via telematica servizi sanitari in famiglia, presso il proprio domicilio, diventerà un anello fondamentale nella presa in carico assistenziale dei nostri pazienti, in modo particolare per i più fragili. (foto: teleriabilitazione autorizzata la pubblicazione dall’Irccs di Brescia)

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A Brescia monitoraggio Alzheimer ereditario

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Un malato di Alzheimer su cento contrae una demenza di tipo familiare, cioè una forma ereditaria della malattia, che nella maggior parte dei casi, invece, si presenta come “caso isolato” all’interno di una famiglia ed esordisce dopo i 65 anni, senza ereditarietà. In questo 1% dei casi siamo di fronte alla malattia di Alzheimer ereditaria autosomica dominante (DIAD), causata da una mutazione genetica autosomica dominante presente sin dalla nascita. All’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è partito uno studio su questa forma rara, che si presenta solitamente in età presenile. Il progetto Dian Italia – avviato in collaborazione con la Washington University di St. Louis e la Federazione Alzheimer Italia, è rivolto a tutte le famiglie italiane in cui siano presenti più casi di Alzheimer. A Brescia è attivo un contact point cui rivolgersi. E’ particolarmente importante questo monitoraggio, in quanto la persona portatrice di una mutazione genetica per l’Alzheimer ha la quasi assoluta certezza di sviluppare i sintomi della malattia nel corso della propria vita e ciascun figlio ha una probabilità del 50% di ereditare tale mutazione, indipendentemente dal sesso del genitore e del figlio. È quindi fondamentale riuscire ad identificare le persone portatrici di una mutazione genetica prima che i sintomi esordiscano, al fine di testare interventi farmacologici “preventivi”, che possano impedire o ritardare l’insorgenza della malattia. Per sapere di più sull’Alzheimer di tipo familiare e sul progetto di ricerca, visita questo sito.
L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI (www.fatebenefratelli.it) è presente in 50 paesi dei 5 continenti, con circa 400 opere apostoliche. La Provincia Lombardo Veneta, essendo parte di questa grande comunità ospedaliera, realizza la propria vocazione religiosa dedicandosi al servizio della Chiesa prestando, senza scopo di lucro, attività sanitarie ed assistenziali in particolare nei confronti di malati e bisognosi. La mission della PLV è in primo luogo l’ospitalità realizzata attraverso interventi appropriati di prevenzione, promozione della salute, cura e riabilitazione, che garantiscano ad ogni utente la cura più adeguata al proprio bisogno di salute, in una logica di corretto ed economico uso delle risorse. La PLV esplica la propria attività assistenziale in 4 contesti regionali differenti (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), attraverso 9 strutture sanitarie/socio-sanitarie accreditate presso il SSN per 2192 posti letto complessivi. I Fatebenefratelli, sulle orme del loro fondatore San Giovanni di Dio, si impegnano a garantire un’assistenza integrale, che pertanto consideri e abbracci tutte le dimensioni della persona umana: fisica, psichica, sociale e spirituale. Tale assistenza umanizzata viene agita ogni giorno grazie alla compartecipazione alla missione da parte dei Fatebenefratelli e dei circa 2200 collaboratori assunti a vario titolo all’interno della Provincia Lombardo Veneta.

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Quattro imperdibili eventi in Provincia di Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Brescia. La suggestiva ambientazione del piazzale della Locomotiva nel Castello di Brescia farà da quinta, dal 1 al 6 settembre, al Festival dei Sapori, l’appuntamento annuale legato al progetto East Lombardy, che metterà in scena quanto di meglio e più tipico offre in tavola la provincia di Brescia. La manifestazione, che rientra nella rassegna We Love Castello, si articolerà in una serie di appuntamenti, per grandi e per piccini, fra cui presentazioni del territorio bresciano con degustazioni dei relativi prodotti e vini, Laboratori per famiglie con Slow Food, Arte e food (tutti i giorni a partire dalle 16.00). Domenica 6 settembre, dalle 10.00 alle 21.00, si chiuderà con un grande Mercato dei sapori a cura dei produttori East Lombardy.
La Centomiglia del Garda tornerà il 5 e 6 settembre con la sua 70a edizione, confermandosi la regata più longeva della vela italiana e la più lunga su laghi europei. I migliori equipaggi europei scivoleranno sulle acque del Garda nella combattutissima e spettacolare sfida sulla distanza che dà il nome alla regata, che richiama ogni anno un foltissimo gruppo di spettatori per quella che è una grande festa dello sport. A fare da preludio sarà, domenica 30 agosto, il Test Event del 54° Trofeo Gorla-50 Miglia del Garda. Grande spazio sarà riservato alle classi monotipo dei laghi, quelle barche che da sempre affollano la partenza dal porticciolo di Bogliaco di Gargnano, Asso, Dolphin, Ufetti 22, Protagonist. Non mancheranno velisti stranieri, che arriveranno da Austria, Svizzera, Germania e Ungheria, troppo innamorati del lago per non essere al via delle sue regate regine. Sia al Trofeo Gorla, sia alla Centomiglia (sabato 5 settembre) si salperà alle 8.30 dal porticciolo di Bogliaco. L’attuale record di percorrenza è del catamarano The Red, barca per metà ungherese del lago Balaton, per metà di un equipaggio dello Yacht Club di Cortina d’Ampezzo. Dopo la Centomiglia, il 13 settembre si correrà la festa della Childrenwindcup, di cui da 13 anni sono protagonisti i piccoli del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale dei bambini di Brescia. Sarà il ringraziamento da parte della gente del Garda agli eroi del Covid, operatori, volontari, infermieri e medici del Civile di Brescia.
Il 12/13 e il 19/20 settembre appuntamento con il Festival Franciacorta in Cantina. Cantine aperte, gustose proposte gastronomiche, coinvolgenti iniziative culturali e sportive: un doppio weekend per immergersi appieno nella magica atmosfera della Franciacorta, dove tra monasteri, castelli e dimore storiche immerse nei vigneti, nasce un vino unico. 62 le cantine partecipanti, che organizzeranno visite guidate con degustazione ed eventi speciali come tour nei vigneti, pic nic tra i filari, gite in bicicletta… La prenotazione sarà obbligatoria, contattando direttamente le singole aziende. Un appuntamento adatto a tutti: dagli enoappassionati, che potranno partecipare a verticali e degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godranno delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. La sera di sabato 19 settembre ci sarà una “Open Night” in occasione della quale alcune cantine e ristoranti rimarranno aperti fino a tarda sera con proposte esclusive.
Dalla primavera all’autunno: anche in quest’anno così particolare la 1000 Miglia, la “corsa più bella del mondo”, non ha voluto mancare all’appuntamento con i suoi fans e, in luogo della consueta data di maggio, svolgerà la sua 38° e attesissima edizione da giovedì 22 a domenica 25 ottobre. A sfilare e gareggiare saranno stupende auto costruite fra il 1927 e il 1957. Momenti clou saranno la punzonatura e la partenza: circa 400 equipaggi provenienti da una trentina di paesi del mondo si ritroveranno per dare vita a un corteo di auto storiche che attraverserà i suggestivi paesaggi del lago di Garda attraversando Desenzano e Sirmione, si spingerà fino a Roma per poi fare ritorno a Brescia. La competizione si concluderà sulla pedana di arrivo di Viale Venezia, dove tutto ebbe inizio 93 anni fa con la prima Coppa delle 1000 Miglia.Per saperne di più su questa affascinante gara entrata nel mito, si può visitare il Museo della Mille Miglia, ricavato dalla ristrutturazione di uno splendido ex monastero benedettino nella zona di S. Eufemia, a est del centro cittadino, e diventato custode della sua storia. Il museo coinvolge non solo gli appassionati di auto storiche e della celebre corsa, ma anche visitatori e famiglie che percorrendo i suoi ampi spazi si trovano immersi in un’epoca che ormai non c’è più, qui custodita con la massima cura. Le auto in esposizione (dal 1927 agli anni ’60), sfilano metaforicamente, avvolte da allestimenti e scenografie che richiamano i vari periodi e le epoche toccati dalla corsa. Ai visitatori viene fornito un tablet audioguida che illustra le varie sezioni del museo con spiegazioni e filmati. http://www.visitbrescia.it

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L’Irccs Fatebenefratelli di Brescia torna alla normalità

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

Il direttore Ardissone illustra la ripartenza dell’Istituto di via Pilastroni: “Il 5,5% degli operatori dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è risultato positivo agli anticorpi Covid 19 (11 operatori su 200) e tutti i positivi agli anticorpi sono risultati negativi al tampone nasofaringeo. Lo screening volontario è una delle azioni effettuate dall’Irccs e dalla Regione Lombardia per partecipare all’indagine di siero prevalenza con l’obiettivo di meglio conoscere e descrivere l’epidemia da Covid 19. «Abbiamo cercato di contenere la diffusione del contagio con tutti gli strumenti possibili ed adeguati alla situazione – dichiara il direttore, Mariagrazia Ardissone – e la scelta di considerare il reparto Alzheimer zona di cura dei positivi COVID è maturato in considerazione del fatto di creare un’area protetta e facilmente isolabile dal resto dell’istituto, fornita di erogazione di ossigeno, personale qualificato alla gestione di questi pazienti. L’Istituto bresciano ha partecipato alla rete delle strutture regionali che hanno offerto posti letto per l’accoglienza di pazienti post acuti, guariti clinicamente dall’infezione COVID 19 ma ancora positivi al tampone, trasferiti dai nosocomi cittadini per il completamento del percorso di cura. «Naturalmente, abbiamo un piano di sorveglianza e di screening degli operatori che a qualsiasi titolo sono impiegati nell’assistenza. Tuttora è in corso lo screening giornaliero per la rilevazione della temperatura che comporta, se positiva (T ≥ 37,5 °C), la sospensione dell’attività lavorativa e l’esecuzione del test per la ricerca di SARS-CoV-2».Le attività ambulatoriali dell’IRCCS Centro San Giovanni di Dio sono in ripresa graduale nelle diverse specialità, seppur con una riduzione iniziale del numero degli appuntamenti e degli ambulatori attivi. E’ attivato un triage telefonico preventivo da parte del personale front office, che richiama i pazienti il giorno precedente la data della prenotazione, per assicurarsi che non abbiano sintomi respiratori simil influenzali e febbre; in caso positivo vengono invitati ad annullare l’appuntamento ed eventualmente a chiamare il proprio medico di famiglia. Nel caso in cui il triage preventivo abbia dato esito negativo viene richiesto ai pazienti di accedere in Struttura con un solo accompagnatore, muniti di mascherina chirurgica e rispettando rigorosamente gli orari indicati. Le UO di Riabilitazione Specialistica Psichiatrica ed Alzheimer stanno riprendendo l’attività di ricovero ordinario, come da Accreditamento, aprendo i ricoveri programmati per un massimo iniziale del 70% della propria capacità di saturazione. I reparti attivati saranno Covid free ma verranno garantiti posti letto di isolamento per pazienti “grigi” in attesa di diagnosi tramite tampone naso – faringeo. In caso di procedura di ricovero presso le U.O, nei giorni precedenti, i pazienti verranno sottoposti a pre – screening con tampone naso faringeo per accertarne la negatività. E’ in fase di valutazione la fattibilità e sostenibilità di riapertura dei CDI. Guardando al futuro, Ardissone spiega che «si riparte dal ripristino delle attività assistenziali e dalla ripartenza a pieno regime delle attività di ricerca che hanno similmente subito il contraccolpo dell’emergenza sanitaria, ivi compresi i clinical trials legati all’arruolamento di pazienti tramite i percorsi ambulatoriali. Durante emergenza i nostri ricercatori hanno partecipato a bandi ministeriali, regionali ed europei per affrontare le problematiche legate alla pandemia e per contribuire con la loro expertise alla definizione dell’impatto del Covid sulla salute mentale. Si riparte con l’auspicio di un rafforzamento delle attività di ricerca in relazione al Covid, potenziando le già fiorenti attività progettuali, al fine di coniugare nella traslazionalità delle cure anche l’approccio scientifico all’emergenza vissuta».

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Il grande flagello: Covid-19 a Bergamo e Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Arriva in libreria un’ampia inchiesta del giornalista Massimo Tedeschi: tra interviste, testimonianze esclusive e un diario completo della pandemia. Bergamo e Brescia sono i territori che, in Italia, hanno pagato al Covid-19 il prezzo più alto. Due delle province più dinamiche economicamente e più avanzate per la qualità degli ospedali, tra la fine di febbraio e il maggio del 2020 hanno retto l’urto spaventoso di un virus che in quest’area e in poche settimane ha visto più vittime dell’intera Seconda Guerra mondiale e scene strazianti inimmaginabili. Sin dall’inizio Massimo Tedeschi si è fatto cronista e interprete di questo drammatico periodo. Giornalista e saggista, già caporedattore del “Corriere della Sera” e responsabile del dorso bresciano del quotidiano, ha raccolto il suo lavoro nelle pagine de “Il grande flagello. Covid-19 a Bergamo e Brescia” edito da Scholé (pp. 327, euro 19,90) ricostruendo le vicende dell’epidemia con testimonianze dirette, sopralluoghi, interviste, ma pure attingendo al lavoro di colleghi della carta stampata, delle radio, della tv, visitando siti, passando in rassegna social network, ecc. per offrire un percorso, una chiave di lettura e un racconto che è già storia.
Dalla pluralità di voci e dalla vasta messe di dati emerge una catena di sottovalutazioni iniziali, errori, sottostime, lacune organizzative e sviste strategiche che hanno dilatato gli effetti dell’epidemia. Dalla ricostruzione offerta da Il grande flagello emerge al tempo stesso la capacità tecnico-scientifica degli ospedali locali, la dedizione del personale sanitario, la generosità diffusa e la capacità di riorganizzazione sociale con cui Bergamo e Brescia hanno risposto alla tragedia. L’allarme iniziale ampiamente sottovalutato, l’inefficacia del piano epidemico regionale, la diversità dei modelli di risposta della Lombardia e del Veneto, ma anche la “chiusura” di questa seconda regione a pazienti provenienti da altre, la mobilitazione degli ospedali di Brescia e Bergamo e la débacle della medicina di territorio, la sottostima delle vittime e la “strage silenziosa” nelle Rsa, la mancata creazione di una “zona rossa” in Bassa Valseriana e l’allestimento dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo, le scelte delle amministrazioni locali e i gesti dei due vescovi, sono solo alcuni dei temi affrontati dal libro e riuniti in un racconto incalzante e che spinge a riflettere, oltre la narrazione.
Il libro è costruito in tre parti. La prima, di carattere introduttivo, offre una storia sintetica della pandemia nella Lombardia orientale e indica i temi di discussione di oggi futuri; la seconda è costituita da interviste che consentono di ascoltare le voci e le analisi di alcuni dei protagonisti: i due sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono; il direttore del Dipartimento emergenza urgenza area critica dell’ospedale Papa Giovanni, Luca Lorini, e il direttore dell’Unità operativa Malattie infettive presso gli Spedali Civili, Francesco Castelli; il presidente dell’Ordine dei medici di Brescia Ottavio Di Stefano e la presidente dell’Ordine degli infermieri Stefania Pace; i vescovi alla guida delle due diocesi, Pierantonio Tremolada e Francesco Beschi; la terza è di fatto un diario di bordo che con ritmo tambureggiante consente di rivivere l’accavallarsi degli eventi, dei lutti, degli appelli, dei segnali di speranza a Bergamo e Brescia. Il Grande flagello consegna alla memoria collettiva il ricordo di una enorme tragedia, ma anche le chiavi interpretative per capire cos’è accaduto e perché. Un esempio di come il giornalismo di qualità possa offrire, in presa diretta, pagine di cronaca storica e di passione civile.

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Brescia e Bergamo si candidano a Capitali italiane della cultura 2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Brescia e Bergamo lanciano un’alleanza strategica, che parte dalla cultura. In uno dei momenti più cupi della loro storia, le due città, che hanno pagato un tremendo tributo all’epidemia Covid-19, hanno deciso simbolicamente di candidarsi insieme a Capitale italiana della Cultura nel 2023.Due territori affini, una sofferenza comune, una volontà unica di risollevarsi dal dolore e progettare un domani sereno, in un percorso che veda cittadini, istituzioni e imprese accomunati dalla consapevolezza che la cultura sintetizza e simboleggia valori fondamentali per qualunque società.I tragici fatti degli ultimi mesi hanno comportato la sospensione di quasi tutte le attività culturali, imponendo una riflessione epocale e sistemica su perché, per chi, come e che cosa significherà “fare cultura” nei prossimi anni, posto che non è pronosticabile il momento del ritorno a una situazione di normalità per come la si intendeva solo pochi mesi fa.La sfida, oggi, è creare qualcosa di nuovo, andare avanti con una consapevolezza differente e stimoli inediti.Le due città e i loro territori intendono cogliere l’occasione per ripensare il proprio sistema di produzione e offerta culturale, a tutti i livelli, cooperando con il tessuto associativo e imprenditoriale, conservando e incrementare il patrimonio, attirando turisti, creando nuove opportunità di sviluppo e formazione.Questi obiettivi implicano un cambiamento di ciò che tradizionalmente è stata la politica culturale e suggeriscono un ripensamento dei compiti e delle strutture delle istituzioni culturali, senza determinare una distrazione rispetto alle missioni originarie. Si tratta di un lavoro che non può essere svolto individualmente ma deve essere, necessariamente, il risultato di un’attivazione complessiva delle energie del territorio. Servono quindi adeguati livelli di integrazione gestionale e politica e la piena collaborazione del tessuto imprenditoriale, non inteso come mero erogatore di risorse economiche, ma come detentore di una cultura del lavoro che unisce competenza, innovazione, creatività e cosmopolitismo.Dal 2016 ad oggi il progetto “Capitale Italiana della Cultura”, nato dalla riproduzione dell’omologo formato europeo nato nel 1985, ha conosciuto una forte evoluzione, trasformandosi da generico incentivo all’incremento della notorietà mediatica e dell’attrattività turistica a strumento strategico per condividere la riprogettazione di svariati asset territoriali per lo sviluppo socio-economico locale.Un’occasione rara per ascoltare le voci delle comunità residenti e degli operatori culturali e raccogliere le idee, le energie e gli stimoli che il processo di candidatura innesca, a prescindere dagli esiti della virtuosa competizione con le altre città tricolori.Brescia e Bergamo si candidano quindi a Capitale Italiana della cultura nel 2023, decise a creare una nuova strada per la fruizione della cultura nel nostro Paese. Il progetto ha già incassato il primo sì: è quello di UBI Banca, istituto bancario che a Bergamo e Brescia affonda le proprie radici storiche e che sarà partner dell’iniziativa sostenendo concretamente le istituzioni culturali delle due città.

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Covid-19: Al via a Brescia ai test sierologici per privati e aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Brescia. La delibera della Regione Lombardia, che autorizza i laboratori privati a eseguire i test sierologici, è stata approvata solo martedì e Fondazione Poliambulanza è già in pista. Il provvedimento dà infatti la possibilità sia ai cittadini privati che agli impiegati delle aziende convenzionate di sottoporsi al test e, quando necessario, a tampone. I cittadini si potranno recare – in fascia pomeridiana – nella sede di via Bissolati e – in fascia mattutina – sempre a Brescia in altri due punti prelievo, Casa di Dio e S. Angela, e a Castiglione delle Stiviere. Ai dipendenti delle aziende il test sierologico sarà eseguito presso la sede in cui prestano servizio. Il sistema è quello di Abbott e consiste in un semplice prelievo del sangue, volto ad analizzare la presenza delle immunoglobuline G (IgG), gli anticorpi che si attivano in risposta al virus. Se il test rileva le IgG specifiche nel sangue, dà esito positivo il paziente è tenuto – a suo carico – all’esecuzione del tampone per la ricerca del genoma virale. Il Sistema Abbott garantisce un’affidabilità del 96% e non è necessario rispettare il digiuno prima della sua effettuazione. Il test va prenotato, obbligatoriamente, tramite l’app “Prenoting” o telefonicamente e il costo ammonta a 35 euro mentre il costo del tampone a 70 euro. Prenoting https://mypoli.poliambulanza.it/prenoting/

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Psichiatria: I giovani studiano i giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

L’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia è l’unico tra gli IRCCS ad avere riconoscimento specifico da parte del Ministero della Salute sul tema alle Malattie Psichiatriche e impegna numerosi giovani ricercatori. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, è stato fatto il punto sulle ricerche che conducono sull’età evolutiva e l’adolescenza, una delle frontiere più importanti della psichiatria contemporanea.
Il Laboratorio di Psichiatria Biologica, coordinato da Annamaria Cattaneo, è impegnato in diversi progetti nazionali ed internazionali: un progetto di Ricerca Finalizzata Estero, finanziata dal Ministero della Salute, (finanziamento totale di 448.400€) in cui pazienti depressi che non rispondono al loro trattamento farmacologico e che presentano elevati livelli di infiammazione verranno trattati con farmaci anti-infiammatori in aggiunta alla loro terapia antidepressiva; un progetto Europeo H2020 (finanziamento totale di 412.000€) dove pazienti con disturbo bipolare verranno seguiti durante il trattamento con il Litio per identificare marcatori in grado di predire la risposta al trattamento.
La ricerca presso l’IRCCS sta avanzando per intercettare sempre più precocemente bisogni di cura oltre che per favorire azioni di prevenzione. Proprio in quest’ottica Laura Pedrini dell’Unità di ricerca Psichiatria ha recentemente vinto un bando del Ministero della Salute presentando un progetto focalizzato sulla disregolazione emotiva negli adolescenti (finanziamento totale di 425.000€). Durante il convegno ha presentato una relazione sui risultati preliminari di uno studio condotto in un campione di studenti di alcuni istituti scolastici della città di Brescia. I dati presentati permettono di comprendere il fenomeno della disregolazione emotiva che si caratterizza principalmente la manifestazione di comportamenti impulsivi, difficoltà nella gestione delle emozioni, autolesionismo, e comporta difficoltà a perseguire obiettivi oltre che difficoltà nelle relazioni interpersonali. Questo tema è di particolare rilievo in quanto la disregolazione emotiva è uno dei fattori chiave implicati nello sviluppo e nel mantenimento di vari disturbi mentali, tra i quali in primis il Disturbo Borderline di Personalità. Il progetto si inserisce nel filone delle attività del gruppo di lavoro coordinato da Roberta Rossi, psicologa-psicoterapeuta che da tempo si occupa di progetti di ricerca e percorsi clinici per il trattamento di persone con Disturbo Borderline di Personalità. Il progetto approvato dal Ministero della Salute coinvolgerà diversi istituti scolastici e permetterà di svolgere attività di prevenzione attraverso un percorso di addestramento all’utilizzo di strategie di regolazione emotiva che verrà condotto direttamente all’interno del contesto scolastico.
Un altro tema centrale riguarda la valutazione dell’efficacia oltre che la diffusione dei trattamenti evidence-based per i pazienti con disturbi mentali. Il progetto presentato da Valentina Candini dell’U.O. di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa (responsabile Dott. Giovanni De Girolamo) si è focalizzato sul trattamento del Disturbo Bipolare e ha permesso, in questi 10 anni di attivazione, di coinvolgere oltre 400 pazienti e 200 familiari afferenti ai servizi di Salute Mentale dei DSM di Brescia e Desenzano, offrendogli un trattamento evidence-based, quale la psicoeducazione strutturata secondo il modello di Colom e Vieta all’interno di un setting ambulatoriale di routine. L’approccio integrato infatti, ovvero la terapia farmacologica combinata al supporto psicologico, è quello prescritto da tutte le linee guida nazionali ed internazionali, alla luce di dati di efficacia presenti ormai da diversi anni nel panorama scientifico. Solo attraverso tale approccio integrato, il paziente può beneficiare al massimo di un percorso di trattamento efficace, che gli permette di stabilizzare l’umore migliorando il decorso del disturbo, attraverso l’azione della terapia farmacologica, ma anche attraverso la comprensione, l’accettazione e la gestione ottimale del proprio disturbo, limitando i fattori di rischio e potenziando quelli protettivi. Il progetto è stato reso possibile attraverso un finanziamento di Regione Lombardia, all’interno dei Programmi Innovativi per la Salute Mentale (128.880 euro annui).

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Nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

blocco operatorio bresciaBrescia. Unica in Italia per dimensioni complessive, ben 124 mq, e per tecnologie all’avanguardia, la nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza è funzionale per l’interventistica cardiovascolare tradizionale e per quella mininvasiva. La sala operatoria si inserisce all’interno del nuovo blocco cardiovascolare che viene inaugurato oggi nell’ospedale bresciano.
Punta di diamante del nuovo distretto, è dotata di un robot angiografico di ultima generazione in grado di acquisire immagini tomografiche tridimensionali che consentono al medico di “navigare” nel cuore e nei vasi sanguigni come un perfetto “Tom Tom”.Una tecnologia all’avanguardia che si avvale di un accurato lavoro di pianificazione che inizia con la TAC del paziente. Il medico importa le immagini acquisite in un software di navigazione che simula il percorso endovascolare in 3 dimensioni. In sala operatoria l’angiografo fonde le immagini precedentemente elaborate con quelle live, orientando l’operatore nei vari passaggi e riducendo al massimo il margine di errore. Una vera e propria rivoluzione che trasforma ciò che fino a pochi anni fa era fantascienza in realtà. Ma se la sala ibrida è il valore aggiunto del nuovo blocco cardiovascolare è l’intero progetto che si rivela ambizioso. Poliambulanza concentra in un unico distretto complanare tutte le specialità chirurgiche e interventistiche del dipartimento cardiovascolare e crea così un ambiente unitario aperto alla multidisciplinarietà.
Del blocco fanno parte, oltre alla sala ibrida, altre 5 sale dedicate alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare, all’elettrofisiologia e all’emodinamica e un’area di 3 sale operatorie per la chirurgia a bassa complessità.
“La tecnologia aerospaziale ha influenzato la medicina in molti settori, tra cui l’area cardiovascolare – chiarisce Walter Gomarasca, Direttore Sanitario di Fondazione Poliambulanza –. Innovazioni che oggi permettono di trattare ad esempio la stenosi aortica, una riduzione della capacità di apertura della valvola aortica, sia con tecniche tradizionali che con approcci mininvasivi, cioè per via percutanea senza aprire il torace. L’approccio operatorio più adeguato viene deciso in funzione delle caratteristiche del paziente ed è frutto di una valutazione multidisciplinare in cui convergono le competenze di chirurghi, cardiologi interventisti, anestesisti, radiologi, geriatri e cardiologi clinici”. La valutazione multidisciplinare del paziente, prassi consolidata in Poliambulanza, si avvale nell’ambito cardiovascolare di tre team: coronary-team, valve-team e aortic-team. La vicinanza e l’ampiezza dei nuovi ambienti favoriscono un confronto continuo fra gli specialisti dei vari team, sia in fase di pianificazione che durante gli interventi. La prossimità con il Pronto Soccorso favorisce inoltre la gestione immediata delle emergenze cardiovascolari.
“Il nuovo blocco operatorio – afferma Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza – è un’ulteriore garanzia di qualità per il nostro Istituto che vanta risultati clinici di rilievo nazionale”.
Prima in Italia, secondo i dati Agenas, nel trattamento della cardiopatia ischemica e del bypass coronarico, tra i primi 4 ospedali italiani e prima in Lombardia per gli interventi di sostituzione e riparazione delle valvole, nel 2018 Poliambulanza ha registrato circa 3.500 interventi nell’area cardiovascolare.
“Con il supporto delle nuove avanzate tecnologie e di medici sempre più specializzati – conclude Triboldi – ci prepariamo ad affrontare le nuove sfide in vista del nostro obiettivo più importante: la salute del paziente. Ringraziamo perciò Fondazione Alessandra Bono che con la sua donazione ha contribuito ad allestire il nuovo blocco operatorio cardiovascolare, permettendoci di curare, con modalità sempre più appropriate ed al passo coi tempi, le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel nostro Paese”.
“La Fondazione Alessandra Bono Onlus – spiega il Cavalier Valerio Bono, che insieme alla moglie ha dato vita alla Fondazione in memoria della figlia – nasce per promuovere e sostenere la ricerca medica affinché i malati mantengano viva la speranza e possano trovare conforto nel sapere che c’è qualcuno che sta combattendo al loro fianco. Un progetto come quello realizzato e inaugurato oggi in Poliambulanza – sottolinea il Cavalier Bono – è un traguardo che ci rende particolarmente felici, perché un progetto così significativo dal punto di vista scientifico, e con immediato beneficio per tanti pazienti, si realizza nel territorio di Brescia, in una struttura di eccellenza”. (blocco operatorio brescia copyright poliambulanza brescia)

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Cinquantottesima edizione dei Convegni di Scholé

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Brescia 5-6 settembre 2019 promossa dall’editrice Morcelliana proprietaria del marchio Scholé, si svolgerà la Cinquantottesima edizione dei Convegni di Scholé. Il Comitato scientifico ha convenuto di dedicare il consueto appuntamento annuale – che porta a Brescia oltre un centinaio di pedagogisti da tutti gli atenei italiani – al tema “Nuovi bisogni educativi e nuove responsabilità pedagogiche”. I lavori dopo i saluti e la presentazione del professor Luciano Pazzaglia, Segretario di Scholé, avranno inizio nel pomeriggio di giovedì 5 settembre con la presidenza della professoressa Loredana Perla. Alle 14,45 l’intervento dal titolo “Crisi dello Stato sociale e nuove responsabilità educative”, relatrice la professoressa Lucia Boccacin, discussant il professor Giuseppe Tognon. Alle 16,45 l’intervento dal titolo “Denatalità e impoverimento della famiglia”, relatore il professor Alessandro Rosina, discussant la professoressa Paola Milani. A seguire dibattito. Il giorno dopo, venerdì 6 settembre, la seconda sessione, con la presidenza affidata alla professoressa Giuseppina D’Addelfio. Alle 9 la prima relazione dal titolo “I nuovi bisogni educativi”, relatore il professor Davide Zoletto, discussant il professor Fabio Bocci. Alle 10,45, la seconda relazione “Dipendenza mediatica e povertà cognitiva”, relatore il professor Pier Cesare Rivoltella, discussant il professor Davide Parmigiani. Alle 12,15 le conclusioni del convegno affidate al professor Luigi d’Alonzo.

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Il duo Moceri-Bonetti del team Alfa Romeo si aggiudica la 1000 Miglia 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 18 maggio 2019

Brescia, 18 maggio 2019 – Giovanni Moceri e Daniele Bonetti del Team Alfa Romeo si aggiudicano la 1000 Miglia 2019. Il duo a bordo di una Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928 – di proprietà del Museo Alfa Romeo di Arese – ha conquistato così la trentasettesima rievocazione storica, totalizzando 74752 punti. Moceri, medico palermitano, e Bonetti, giornalista bresciano, hanno avuto la meglio sul Team Villa Trasqua, l’equipaggio composto dai due bresciani Andrea Vesco e Andrea Guerini che, a bordo di una Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, hanno totalizzato 73611 punti. In terza posizione, con 72786 punti, Juan Tonconogy e Barbara Ruffini, a bordo di una Bugatti Type 40 del 1927, la coppia detentrice del titolo dello scorso anno. A ridosso del podio, al quarto posto, Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini, su una O.M. 665 S Superba 2000 del 1926.

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Fisica, a Brescia: 5° Convegno dell’ANFeA

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

fisica bresciaBrescia, 23-24-25 maggio 2019, presso l’ Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (via Trieste 17) si terrà il 5° Convegno di ANFeA, l’Associazione Nazionale di Fisica e Applicazioni, sul tema: “Fisici e impresa: una collaborazione sinergica”.Il congresso intende promuovere le relazioni tra gli operatori della fisica applicata e le realtà imprenditoriali.Il programma dei lavori sarà intenso e coinvolgerà sia fisici che imprese, in un confronto di proposte e analisi, con una visione aperta alle esigenze di trasformazione del mondo del lavoro.Il fisico professionista si pone come anello di congiunzione fra la ricerca di avanguardia e il mondo produttivo contribuendo a introdurre nelle imprese le innovazioni che il mercato oggi sollecita, aiutando la loro crescita. In questi anni di trasformazione, la figura del fisico non è più identificata solo nella ricerca e/o nella didattica ma è anche proiettata verso importanti esperienze di collaborazioni aziendali.Forte del particolare approccio sistemico nel problem solving, tale figura è molto apprezzata dalle imprese che necessitano sempre più di personale in grado di operare con metodo, precisione e competenza, capace di trasformarsi in modo dinamico per accompagnare l’innovazione tecnologica di un’azienda. L’assetto formativo di base della figura del fisico ben si accompagna a tali esigenze nell’impresa moderna sempre più orientata agli aspetti innovativi e concorrenziali sul mercato.L’esposizione dei lavori congressuali prevede:
Giovedì 23 maggio h.10.00-18.00, in collaborazione con Compagnia delle Opere di Brescia (C.d.O.): “Sarò un Fisico Professionista” – giornata introduttiva, dedicata ai giovani e alle prospettive ad essi fornite da attività svolte all’interno delle aziende come figura di fisico professionista. Sono previsti momenti di incontro tra i ragazzi e i fisici che già operano oggi presso alcune realtà operative. La giornata si concluderà con la visita (previa prenotazione) dell’azienda Feralpi Siderurgica sita a Lonato (BS).
Venerdì 24 maggio h. 9.30-18.00, in collaborazione con Confartigianato di Brescia e Lombardia orientale e con l’Associazione Industriale di Brescia (A.I.B.): “ANFeA e IMPRESA” – giornata dedicata agli aspetti operativi dei fisici all’interno delle aziende a vantaggio dello sviluppo produttivo delle imprese. Una successione di Ted-Talk tra fisici e aziende terranno alto l’interesse e indagheranno gli aspetti più peculiari e sinergici. Gli interventi si concluderanno con una presentazione ANFeA sulle novità legislative riguardo il nuovo Ordine dei Chimici e Fisici di recente definizione. A finire, cena sociale presso Villa Fenaroli – BS (www.villafenaroli.it).
Sabato 25 maggio h. 9.00-12.00: Aggiornamento interno, continuo e permanente, per i fisici iscritti ad ANFeA.Le giornate di congresso saranno quindi concluse con l’Assemblea Generale dei Soci ANFeA. Web: http://www.anfea.it

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Religiosità e psichiatria: se ne parla a Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Brescia. E’ risaputo anche in ambito clinico che la malattia mentale comporta una grande sofferenza non solo a livello psico emotivo ma anche spirituale: in un momento culturale, come quello che stiamo vivendo, nel quale la sofferenza sembra aver perso ogni significato e la preparazione professionale sembra avere una valenza quasi esclusivamente tecnica, l’operatore sanitario, oltre all’impegno etico della preparazione scientifica, necessita di una formazione umana, che risponda alle diverse dimensioni dell’uomo, compresa quella spirituale. Da anni i Fatebenefratelli approfondiscono questo tema con un corso sull’accompagnamento spirituale del malato come obiettivo terapeutico e il 30 ottobre promuoveranno un corso per le professioni sanitarie su “Neuroscienze, psichiatria e spiritualità” che condividerà numerose esperienze del rapporto tra religiosità e psichiatria. Il corso si terrà presso l’Irccs Fatebenefratelli a Brescia. Iscrizioni aperte.

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Training Family Connections a Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Brescia 26 e 27 maggio presso la sede di via Pilastroni 4 terzo training per Psicologo, Medico (Psichiatra, Psicoterapeuta, NPI, Neurologo, Igiene, epidemiologia e sanità pubblica), Fisioterapista, Infermiere, Educatore, Tecnico della Riabilitazione P., Logopedista, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva organizzato dall’Irccs Fatebenefratelli di Brescia. La riforma introdotta nel 1978 con la legge Basaglia purtroppo non risolse il problema delle famiglie dei malati psichiatrici e il ruolo dei familiari è centrale anche nei pazienti con Disturbo Borderline di personalità (DBP): uno dei modelli eziopatogenetici più accreditati che spiega l’insorgenza del DBP vede una coniugazione di aspetti biologici, la cosiddetta vulnerabilità emotiva, e ambientali (Linehan, 1993). Gli individui con DBP sono infatti caratterizzati da un’instabilità emotiva che in genere si innesca in risposta ad eventi relazionali spiacevoli (un rifiuto, una critica o una semplice disattenzione da parte degli altri). Questi aspetti di ordine più biologico, presenti in genere fin dalle prime fasi della vita, vanno naturalmente ad intersecarsi con un ambiente familiare che si è visto avere delle caratteristiche peculiari. Si parla di ambiente invalidante per descrivere un contesto in cui il soggetto è esposto a svalutazione dei propri stati mentali (pensieri, emozioni e sensazioni fisiche), dove l’esperienza emotiva non è mai valorizzata ma più spesso banalizzata, ridicolizzata o semplicemente negletta (Linehan 1993). L’ambiente invalidante, così come ben descritto dalla letteratura, è caratterizzato dalla presenza di interazioni caotiche ed inappropriate, espressioni emotive intense, carenze di cure, e possono essere anche caratterizzate da maltrattamenti e abusi fisici o sessuali (Crowell et al 2009). È quindi necessario poter pensare ad un intervento rivolto ai familiari per migliorare le modalità relazionali e interrompere dei circoli viziosi che diventano dei fattori di mantenimento del disturbo. Una seconda ragione per promuovere l’inclusione dei familiari nei percorsi di cura, ha a che fare con il carico emotivo a cui essi sono sottoposti, carico che alcune ricerche dicono essere superiore a quello legato ad altri disturbi psichiatrici.Da quest’analisi nasce il training Family Connections Tm, un programma che fornisce formazione e supporto a persone che sono in relazione con persone con DBP. Family Connections Tm fornisce: informazioni aggiornate sul funzionamento dei pazienti con DBP e delle famiglie; formazione sulle strategie individuali di coping basate sulla terapia dialettico comportamentale; abilità familiari e supporto per la creazione di gruppi all’interno di una rete di familiari. Family Connections Tm è coordinato a livello internazionale dal National Education Alliance for Borderline Personality Disorder (NEA-BPD) e di basa su una ricerca finanziata dall’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH)

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Grandi eventi per la seconda edizione del Brescia Photo Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Brescia martedì 15 maggio, ore 11,30. In contemporanea con Mille Miglia Brescia Photo Festival dedicata a Collezioni e Collezionisti, conquista anche Franciacorta, Garda e Montichiari. Sono presenti grandi collezioni di Ferdinando Scianna e Mario Trevisan al Museo di Santa Giulia, di Paolo Clerici al Ma.co.f oltre a tante straordinarie mostre non solo in città.
Stimolati dal clamoroso debutto dello scorso anno, il Brescia Photo Festival, alla sua seconda edizione, accende i riflettori sull’affascinante svelamento delle grandi collezioni nascoste. Il Festival promosso e organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Ma.Co.f. Centro della fotografia italiana con il sostegno di Comune di Brescia, Provincia di Brescia, Mo.Ca., Mille Miglia, e con la collaborazione di LABA Libera Accademia di Belle Arti, Silvana Editoriale, Contrasto e comuni di Desenzano, Coccaglio e Montichiari – quest’anno esplora l’universo del collezionismo fotografico. Al centro dell’attenzione è dunque l’arte del collezionare immagini. Dall’accumulo quantitativo alle scelte mirate, dall’approccio monotematico a quello enciclopedico, collezionare è una pratica fondata su una profonda passione, sulla volontà di possedere e di custodire oggetti preziosi, sull’appropriazione, atteggiamento tipico anche dello sguardo del fotografo.
Numerose le mostre e gli eventi collegati al Brescia Photo Festival ad oggi confermati per un programma che quest’anno viene arricchito sia dalla collaborazione con la Provincia di Brescia che dall’inaugurazione in un momento di grande festa per la città, la partenza della Mille Miglia. Si estende fino alla fine dell’estate, e viene ospitato non solo da prestigiosi spazi cittadini come il Museo di Santa Giulia e il Ma.Co.f. Centro Italiano della Fotografia e del Mo.Ca., ma anche da luoghi preziosi del territorio provinciale i musei di Desenzano, Coccaglio e Montichiari. Due le mostre principali al Museo di Santa Giulia: Ferdinando Scianna. Cose, a cura di Luigi Di Corato e Percorsi paralleli. La Collezione Mario Trevisan, a cura di Mario Trevisan con Renato Corsini e Luigi Di Corato.
Ferdinando Scianna, il primo grande fotografo Magnum italiano, è indagato lungo un doppio percorso: le immagini di una collezione ideale di ottanta oggetti trovati e fotografati, accompagnati da una selezione della propria collezione di oggetti acquistati nei corso dei suoi innumerevoli viaggi, in Italia e nel mondo, accompagnati da foto e testi dell’autore che raccontano il suo personalissimo rapporto con le cose, dalle cere votive di Polsi agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu, ai toreri madrileni.
La manifestazione coinvolge anche altre istituzioni e spazi espositivi della città: oltre al Museo di Santa Giulia e al Mo.Ca., partecipano infatti il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia con due mostre: Mario De Biasi, monografica composta da 30 immagini in bianco e nero vintage del grande fotografo italiano che fanno parte della collezione FIAF Grandi Mostre, e un’’esposizione di scatti realizzati sul set del film Ossessione di Luchino Visconti del 1943 dall’archivio di Pietro Delpero; l’AAB Associazione Artisti Bresciani – con la mostra 1976-2018. Foto di gruppo con bresciani, che espone i grandi ritratti vintage che furono fatti ai visitatori della mostra organizzata nel 1976 dal Collettivo Fotografi costituitosi negli anni ’70, presso lo Spazio Contemporanea (Corsetto Sant’Agata 22); l’Università Cattolica con il progetto espositivo ospitato presso la propria sede di via Trieste Immagini oltre la storia. Da Jünger a oggi, riflessioni contemporanee sul reale dedicato alla collezione di immagini fotografiche realizzata da Ernst Jünger nel volume Il mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro tempo; la Fondazione Berardelli nel proprio spazio espositivo di via Milano 107 con la mostra Volti, Azioni, Oggetti. La Poesia Visiva nelle fotografie della collezione Berardelli e Planet Vigasio con la mostra Fotografia moderna. La collezione di Ivano Catini a cura di Renato Corsini, collezione di apparecchi fotografici raccolti in un ampio lasso di tempo che raccontano, dal professionista al dilettante, l’evoluzione della macchina fotografica negli ultimi cinquant’anni. Gli oggetti veri e propri si accompagneranno a fotografie di autori vari che documentano persone nell’atto di usare appunto quelle macchine fotografiche in una sorta di gioco sul tema del fotografo ergo sum.

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A Brescia si studia un test per la psichiatria di precisione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

ospedale bresciaSui tumori la caratterizzazione molecolare si fa da tempo e serve a mirare la terapia. Anche nella cura delle malattie mentali il test di farmacogenetica viene applicato, ma finora per profilare la risposta dell’organismo ai farmaci utilizzati nei casi di depressione maggiore erano disponibili solo dei kit commerciali, sui quali non è mai stato effettuato uno studio pubblico. In questi giorni a Brescia parte il progetto di ricerca per la validazione clinica di un approccio farmaco-genomico combinatorio, che permetterà di applicare la medicina di precisione anche in quest’ambito. Come spiega il coordinatore, Massimo Gennarelli, ordinario di genetica medica all’Universita di Brescia e responsabile dell’unita di genetica dell’Irccs Fatebenefratelli «un paziente che non ha risposto a una prima terapia è sottoposto al test che cerca di capire se la mancata risposta è legata al profilo farmacocinetico, se cioè metabolizza più meno velocemente; in un paio di giorni il medico ha a disposizione un ulteriore aiuto per avere l’indicazione che gli serve sui farmaci più efficaci o con minor rischio di effetti collaterali, una sorta di semaforo dei farmaci». Per giungere a questo test – e validarlo pubblicamente – si effettuerà uno studio su 300 pazienti (costo circa 400.000 euro). Si tratta di una collaborazione tra IRCCS Fatebenefratelli (Prof. M. Gennarelli, Dr. GB. Tura), Ospedali Civili/Università di Brescia (Prof. A. Vita),Policlinico G. Martino, Messina (Prof. E. Spina). «La personalizzazione della terapia farmacologica per il trattamento dei disturbi depressivi in termini di efficacia e sicurezza – spiega Gennarelli – rappresenta un obbiettivo cruciale in psichiatria. In questi ultimi anni sono stati identificate numerose varianti genetiche associate alla risposta al trattamento e agli effetti collaterali di numerosi farmaci antidepressivi. Questo progetto si propone di validare nella pratica clinica un nuovo test di farmacogenetica basato su un algoritmo complesso predittivo. Questa sperimentazione potrebbe quindi fornire uno strumento di “medicina di precisione” di supporto allo psichiatra per la cura dei pazienti affetti da depressione maggiore».

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Export d’acciaio per la bresciana ASO Group

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

aso groupL’azienda siderurgica ottiene da UniCredit e BNL Gruppo BNP Paribas un finanziamento da €16 milioni di euro, garantito da SACE, per l’acquisto di macchinari che produrranno barre d’acciaio destinate in USA, Messico, Cina, India, Sudafrica e Unione EuropeaUniCredit, BNL Gruppo BNP Paribas e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 16 milioni di euro per sostenere l’export di ASO Group. La linea di credito, erogata dalle due banche e garantita da SACE, è finalizzata all’acquisto di un’innovativa linea di forgiatura per la produzione di barre in acciaio tonde che saranno destinate a diversi mercati internazionali come USA, Messico, Cina, India, Sud Africa e Unione Europea.“Questa operazione, quale investimento strategico – ha dichiarato Paola Artioli, Amministratore Delegato di ASO Holding – rafforzerà la presenza delle nostre aziende sui mercati internazionali. Concepito in ottica 4.0 a completamento della gamma di offerta del nostro prodotto di più elevata qualità, consentirà di ottimizzare la performance complessiva e di aumentare il turnover degli esercizi futuri”.“Supportando un’azienda come ASO confermiamo il nostro impegno nei confronti di un territorio che da sempre esprime un tessuto industriale dinamico e votato ai mercati internazionali. Questa operazione conferma che innovazione tecnologica e internazionalizzazione sono in binomio imprescindibile per competere e vincere le sfide dei mercati esteri – ha dichiarato Simonetta Acri, Chief Sales Officer di SACE (Gruppo CDP) -. Solo in Lombardia, con i nostri uffici di Brescia e Milano, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione serve più di 5 mila aziende e, solo nel primo semestre del 2017, ha mobilitato risorse a sostegno dello sviluppo internazionale delle imprese lombarde per oltre 6 miliardi di euro”.ASO, fondata a Ospitaletto (BS) nel 1971, è una multinazionale “tascabile” che produce acciai speciali e innovativi, con proprietà fisiche e chimiche specifiche, per il mercato della forgiatura.

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La Depressione che viene da lontano

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ospedale bresciaAnnamaria Cattaneo, ricercatrice dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha pubblicato su Molecular Psychiatry un articolo intitolato “FoxO1, A2M e TGFB1: tre nuovi geni che predicono la depressione come conseguenza dell’interazione tra geni di vulnerabilità’ e condizioni ambientali avverse”. Si tratta di uno studio sul tema della Depressione Maggiore che dimostra come fattori ambientali, ed in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico. Questo studio rafforza l’idea che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie.«Nel nostro studio, recentemente pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, al fine di identificare nuovi geni di vulnerabilità – dichiara Cattaneo – abbiamo condotto un nuovo approccio dove abbiamo intrecciato dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Abbiamo quindi identificato un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress come possibili geni di vulnerabilità per la depressione. Il risultato più interessante è stato quando abbiamo osservato, in due diverse corti cliniche (un corte americana di pazienti con depressione ed esposti ad eventi traumatici e una corte norvegese di soggetti adulti che durante l’adolescenza erano stati separati dai genitori a causa della seconda guerra mondiale) che individui con determinate varianti geniche in questi geni, se esposti ad eventi stressanti durante l’adolescenza, erano quei soggetti che avevano sviluppato sintomi depressivi in età adulta. Il nostro studio sottolinea l’importanza di comprendere i meccanismi mediante i quali una predisposizione genetica (intesa sia come predisposizione al rischio o alla resilienza/protezione) possa interagire con eventi ambientali avversi, ed esercitare un effetto a lungo termine che viene poi smascherato in età adulta, con la manifestazione della malattia. Questo contribuirà non solo ad una migliore comprensione di come i nostri geni interagiscono con l’ambiente esterno, ma porterà anche all’identificazione di soggetti più a rischio, e anche di nuovi bersagli utili per lo sviluppo di nuovi farmaci, che se somministrati in via preventiva, potrebbero essere utili per minimizzare il rischio di sviluppare questa patologia».

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Brescia, Mantova. Collettore del Garda: La Lombardia non deve firmare l’intesa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

santa_giulia_brescia_010_choistro_san_salvatoreBrescia. Con una lettera inviata all’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi e al presidente Maroni, i consiglieri regionali del M5S Lombardia Giampietro Maccabiani e Andrea Fiasconaro chiedono che la regione Lombardia il prossimo 20 dicembre non firmi l’Intesa con la regione Veneto e il ministero dell’ambiente per l’avvio delle procedure di progettazione del collettore del Garda, che ad oggi prevede un progetto di massima che porterebbe i reflui fognari della sponda bresciana del lago di Garda al depuratore di Visano “Il progetto in discussione ormai da anni è inutile e costoso. Se davvero siamo in emergenza non si comprende come l’unica alternativa presa in considerazione da tutta la politica (regione e Stato) e dagli enti gestori sia un progetto megalomane che nella migliore delle ipotesi, in uno slancio di ottimismo, sarà operativo fra 10 anni. Il costo stimato per questa opera dannosa che porterebbe i reflui fognari di oltre 200.000 persone per un tratto di 30 km in un paese bresciano di 2000 persone è di oltre 220 milioni di euro. La politica sa solo spostare i problemi verso i più deboli e assicurare i maggiori guadagni possibili verso gli amici. La tubazione di oltre 30 km rappresenta un rischio ambientale inaccettabile per tutta la zona che rappresenta”, spiega Maccabiani.Per Andrea Fiasconaro, “a subirne le conseguenze sarà il fiume Chiese, che vedrà sversato tutto il depurato dal depuratore di Visano. Il Chiese è un fiume a carattere torrentizio che in estate spesso è in secca, proprio quando l’attività del depuratore dovrebbe essere massima per il grande afflusso di turisti sul lago: che qualità di acque avremo? Le spese le faranno i comuni, soprattutto mantovani, che seguono il corso del fiume e tutta l’agricoltura”.”La soluzione alternativa esiste ed è più rapida, meno costosa e più rispettosa dell’ambiente: sistemazione del collettamento dei comuni rivieraschi bresciani, separazione efficiente delle acque bianche e nere, costruzione in loco di 2 o 3 depuratori decisamente più piccoli di quello in programma senza il bisogno di trasporto ad elevate distanze dei reflui. Questo deve pensare e attuare una politica che metta al primo posto il rispetto dei cittadini e dell’ambiente.
Per questo chiediamo all’assessore Terzi e a Maroni di non firmare quella intesa e di farsi promotori di ipotesi alternative ad una opera priva di ogni logica funzionale e dai costi esorbitanti”, concludono i consiglieri regionali.

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Verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense

Posted by fidest press agency su martedì, 14 novembre 2017

università bresciaBrescia il 22 e il 23 novembre al centro Probrixia di Brescia (“Dipartimenti di Salute Mentale e REMS: verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense” riunirà i massimi esperti della materia si propone innanzitutto di fornire i risultati conclusivi del progetto ‘VIOlence Risk and MEntal Disorders’ (VIORMED), finanziato dalla Regione Lombardia, promosso e coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli. Il progetto VIORMED rappresenta il primo studio prospettico mai fatto in Italia per valutare e seguire, con una metodologia particolarmente rigorosa, un’ampia coorte di pazienti in trattamento, caratterizzati da una storia di gravi comportamenti violenti. Inoltre l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia ha appena vinto un progetto europeo dedicato appunto ad un analisi dei percorsi assistenziali e delle caratteristiche delle strutture psichiatrico-forensi in 5 paesi europei (oltre l’Italia, Austria, Germania, Gran Bretagna e Polonia). La presentazione dei risultati del VIORMED fornirà lo spunto per una sessione interamente dedicata alla presentazione di progetti ed esperienze condotte sino ad oggi nelle REMS e nei DSM, e sarà poi seguita da un’accurata revisione delle conoscenze ad oggi disponibili per la prevenzione ed il trattamento di pazienti con disturbi mentali gravi a rischio di comportamenti violenti.
La recente chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e il contestuale avvio delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) ha rappresentato un cambiamento epocale nel campo della psichiatria forense italiana, sino a pochi anni fa caratterizzata da una pratica asilare degradante, parallela ad una intensa generazione di ‘perizie’, spesso di limitato valore scientifico e conoscitivo. Oggi c’è lo spazio teorico-pratico per un significativo cambiamento in questo delicato settore, che implica un profondo rinnovamento delle conoscenze e delle pratiche assistenziali.
Le competenze e le responsabilità assistenziali per i Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm) si sono accresciute, anche se essi erano e sono solo in parte attrezzati a trattare efficacemente pazienti con una storia di comportamenti violenti, o a rischio di comportamenti violenti. Inoltre, in Italia la ricerca nel campo della psichiatria forense è stata sino ad oggi estremamente limitata, e ciò non ha favorito un approccio scientificamente rigoroso ai delicati problemi che quest’area assistenziale pone. Malgrado questo, i Fatebenefratelli restano in prima linea in un settore che incarna perfettamente la loro secolare tradizione di impegno assistenziale – San Giovanni di Dio iniziò il proprio apostolato tra i malati di mente, che spesso, nella Spagna del XVI secolo, venivano “curati” nelle carceri – ed infatti gestiscono a San Maurizio Canavese (Torino) una delle nuove REMS.

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