Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘brescia’

Nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

blocco operatorio bresciaBrescia. Unica in Italia per dimensioni complessive, ben 124 mq, e per tecnologie all’avanguardia, la nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza è funzionale per l’interventistica cardiovascolare tradizionale e per quella mininvasiva. La sala operatoria si inserisce all’interno del nuovo blocco cardiovascolare che viene inaugurato oggi nell’ospedale bresciano.
Punta di diamante del nuovo distretto, è dotata di un robot angiografico di ultima generazione in grado di acquisire immagini tomografiche tridimensionali che consentono al medico di “navigare” nel cuore e nei vasi sanguigni come un perfetto “Tom Tom”.Una tecnologia all’avanguardia che si avvale di un accurato lavoro di pianificazione che inizia con la TAC del paziente. Il medico importa le immagini acquisite in un software di navigazione che simula il percorso endovascolare in 3 dimensioni. In sala operatoria l’angiografo fonde le immagini precedentemente elaborate con quelle live, orientando l’operatore nei vari passaggi e riducendo al massimo il margine di errore. Una vera e propria rivoluzione che trasforma ciò che fino a pochi anni fa era fantascienza in realtà. Ma se la sala ibrida è il valore aggiunto del nuovo blocco cardiovascolare è l’intero progetto che si rivela ambizioso. Poliambulanza concentra in un unico distretto complanare tutte le specialità chirurgiche e interventistiche del dipartimento cardiovascolare e crea così un ambiente unitario aperto alla multidisciplinarietà.
Del blocco fanno parte, oltre alla sala ibrida, altre 5 sale dedicate alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare, all’elettrofisiologia e all’emodinamica e un’area di 3 sale operatorie per la chirurgia a bassa complessità.
“La tecnologia aerospaziale ha influenzato la medicina in molti settori, tra cui l’area cardiovascolare – chiarisce Walter Gomarasca, Direttore Sanitario di Fondazione Poliambulanza –. Innovazioni che oggi permettono di trattare ad esempio la stenosi aortica, una riduzione della capacità di apertura della valvola aortica, sia con tecniche tradizionali che con approcci mininvasivi, cioè per via percutanea senza aprire il torace. L’approccio operatorio più adeguato viene deciso in funzione delle caratteristiche del paziente ed è frutto di una valutazione multidisciplinare in cui convergono le competenze di chirurghi, cardiologi interventisti, anestesisti, radiologi, geriatri e cardiologi clinici”. La valutazione multidisciplinare del paziente, prassi consolidata in Poliambulanza, si avvale nell’ambito cardiovascolare di tre team: coronary-team, valve-team e aortic-team. La vicinanza e l’ampiezza dei nuovi ambienti favoriscono un confronto continuo fra gli specialisti dei vari team, sia in fase di pianificazione che durante gli interventi. La prossimità con il Pronto Soccorso favorisce inoltre la gestione immediata delle emergenze cardiovascolari.
“Il nuovo blocco operatorio – afferma Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza – è un’ulteriore garanzia di qualità per il nostro Istituto che vanta risultati clinici di rilievo nazionale”.
Prima in Italia, secondo i dati Agenas, nel trattamento della cardiopatia ischemica e del bypass coronarico, tra i primi 4 ospedali italiani e prima in Lombardia per gli interventi di sostituzione e riparazione delle valvole, nel 2018 Poliambulanza ha registrato circa 3.500 interventi nell’area cardiovascolare.
“Con il supporto delle nuove avanzate tecnologie e di medici sempre più specializzati – conclude Triboldi – ci prepariamo ad affrontare le nuove sfide in vista del nostro obiettivo più importante: la salute del paziente. Ringraziamo perciò Fondazione Alessandra Bono che con la sua donazione ha contribuito ad allestire il nuovo blocco operatorio cardiovascolare, permettendoci di curare, con modalità sempre più appropriate ed al passo coi tempi, le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel nostro Paese”.
“La Fondazione Alessandra Bono Onlus – spiega il Cavalier Valerio Bono, che insieme alla moglie ha dato vita alla Fondazione in memoria della figlia – nasce per promuovere e sostenere la ricerca medica affinché i malati mantengano viva la speranza e possano trovare conforto nel sapere che c’è qualcuno che sta combattendo al loro fianco. Un progetto come quello realizzato e inaugurato oggi in Poliambulanza – sottolinea il Cavalier Bono – è un traguardo che ci rende particolarmente felici, perché un progetto così significativo dal punto di vista scientifico, e con immediato beneficio per tanti pazienti, si realizza nel territorio di Brescia, in una struttura di eccellenza”. (blocco operatorio brescia copyright poliambulanza brescia)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cinquantottesima edizione dei Convegni di Scholé

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Brescia 5-6 settembre 2019 promossa dall’editrice Morcelliana proprietaria del marchio Scholé, si svolgerà la Cinquantottesima edizione dei Convegni di Scholé. Il Comitato scientifico ha convenuto di dedicare il consueto appuntamento annuale – che porta a Brescia oltre un centinaio di pedagogisti da tutti gli atenei italiani – al tema “Nuovi bisogni educativi e nuove responsabilità pedagogiche”. I lavori dopo i saluti e la presentazione del professor Luciano Pazzaglia, Segretario di Scholé, avranno inizio nel pomeriggio di giovedì 5 settembre con la presidenza della professoressa Loredana Perla. Alle 14,45 l’intervento dal titolo “Crisi dello Stato sociale e nuove responsabilità educative”, relatrice la professoressa Lucia Boccacin, discussant il professor Giuseppe Tognon. Alle 16,45 l’intervento dal titolo “Denatalità e impoverimento della famiglia”, relatore il professor Alessandro Rosina, discussant la professoressa Paola Milani. A seguire dibattito. Il giorno dopo, venerdì 6 settembre, la seconda sessione, con la presidenza affidata alla professoressa Giuseppina D’Addelfio. Alle 9 la prima relazione dal titolo “I nuovi bisogni educativi”, relatore il professor Davide Zoletto, discussant il professor Fabio Bocci. Alle 10,45, la seconda relazione “Dipendenza mediatica e povertà cognitiva”, relatore il professor Pier Cesare Rivoltella, discussant il professor Davide Parmigiani. Alle 12,15 le conclusioni del convegno affidate al professor Luigi d’Alonzo.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il duo Moceri-Bonetti del team Alfa Romeo si aggiudica la 1000 Miglia 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Brescia, 18 maggio 2019 – Giovanni Moceri e Daniele Bonetti del Team Alfa Romeo si aggiudicano la 1000 Miglia 2019. Il duo a bordo di una Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928 – di proprietà del Museo Alfa Romeo di Arese – ha conquistato così la trentasettesima rievocazione storica, totalizzando 74752 punti. Moceri, medico palermitano, e Bonetti, giornalista bresciano, hanno avuto la meglio sul Team Villa Trasqua, l’equipaggio composto dai due bresciani Andrea Vesco e Andrea Guerini che, a bordo di una Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, hanno totalizzato 73611 punti. In terza posizione, con 72786 punti, Juan Tonconogy e Barbara Ruffini, a bordo di una Bugatti Type 40 del 1927, la coppia detentrice del titolo dello scorso anno. A ridosso del podio, al quarto posto, Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini, su una O.M. 665 S Superba 2000 del 1926.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fisica, a Brescia: 5° Convegno dell’ANFeA

Posted by fidest press agency su sabato, 11 Mag 2019

fisica bresciaBrescia, 23-24-25 maggio 2019, presso l’ Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (via Trieste 17) si terrà il 5° Convegno di ANFeA, l’Associazione Nazionale di Fisica e Applicazioni, sul tema: “Fisici e impresa: una collaborazione sinergica”.Il congresso intende promuovere le relazioni tra gli operatori della fisica applicata e le realtà imprenditoriali.Il programma dei lavori sarà intenso e coinvolgerà sia fisici che imprese, in un confronto di proposte e analisi, con una visione aperta alle esigenze di trasformazione del mondo del lavoro.Il fisico professionista si pone come anello di congiunzione fra la ricerca di avanguardia e il mondo produttivo contribuendo a introdurre nelle imprese le innovazioni che il mercato oggi sollecita, aiutando la loro crescita. In questi anni di trasformazione, la figura del fisico non è più identificata solo nella ricerca e/o nella didattica ma è anche proiettata verso importanti esperienze di collaborazioni aziendali.Forte del particolare approccio sistemico nel problem solving, tale figura è molto apprezzata dalle imprese che necessitano sempre più di personale in grado di operare con metodo, precisione e competenza, capace di trasformarsi in modo dinamico per accompagnare l’innovazione tecnologica di un’azienda. L’assetto formativo di base della figura del fisico ben si accompagna a tali esigenze nell’impresa moderna sempre più orientata agli aspetti innovativi e concorrenziali sul mercato.L’esposizione dei lavori congressuali prevede:
Giovedì 23 maggio h.10.00-18.00, in collaborazione con Compagnia delle Opere di Brescia (C.d.O.): “Sarò un Fisico Professionista” – giornata introduttiva, dedicata ai giovani e alle prospettive ad essi fornite da attività svolte all’interno delle aziende come figura di fisico professionista. Sono previsti momenti di incontro tra i ragazzi e i fisici che già operano oggi presso alcune realtà operative. La giornata si concluderà con la visita (previa prenotazione) dell’azienda Feralpi Siderurgica sita a Lonato (BS).
Venerdì 24 maggio h. 9.30-18.00, in collaborazione con Confartigianato di Brescia e Lombardia orientale e con l’Associazione Industriale di Brescia (A.I.B.): “ANFeA e IMPRESA” – giornata dedicata agli aspetti operativi dei fisici all’interno delle aziende a vantaggio dello sviluppo produttivo delle imprese. Una successione di Ted-Talk tra fisici e aziende terranno alto l’interesse e indagheranno gli aspetti più peculiari e sinergici. Gli interventi si concluderanno con una presentazione ANFeA sulle novità legislative riguardo il nuovo Ordine dei Chimici e Fisici di recente definizione. A finire, cena sociale presso Villa Fenaroli – BS (www.villafenaroli.it).
Sabato 25 maggio h. 9.00-12.00: Aggiornamento interno, continuo e permanente, per i fisici iscritti ad ANFeA.Le giornate di congresso saranno quindi concluse con l’Assemblea Generale dei Soci ANFeA. Web: http://www.anfea.it

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Religiosità e psichiatria: se ne parla a Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Brescia. E’ risaputo anche in ambito clinico che la malattia mentale comporta una grande sofferenza non solo a livello psico emotivo ma anche spirituale: in un momento culturale, come quello che stiamo vivendo, nel quale la sofferenza sembra aver perso ogni significato e la preparazione professionale sembra avere una valenza quasi esclusivamente tecnica, l’operatore sanitario, oltre all’impegno etico della preparazione scientifica, necessita di una formazione umana, che risponda alle diverse dimensioni dell’uomo, compresa quella spirituale. Da anni i Fatebenefratelli approfondiscono questo tema con un corso sull’accompagnamento spirituale del malato come obiettivo terapeutico e il 30 ottobre promuoveranno un corso per le professioni sanitarie su “Neuroscienze, psichiatria e spiritualità” che condividerà numerose esperienze del rapporto tra religiosità e psichiatria. Il corso si terrà presso l’Irccs Fatebenefratelli a Brescia. Iscrizioni aperte.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Training Family Connections a Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 20 Mag 2018

Brescia 26 e 27 maggio presso la sede di via Pilastroni 4 terzo training per Psicologo, Medico (Psichiatra, Psicoterapeuta, NPI, Neurologo, Igiene, epidemiologia e sanità pubblica), Fisioterapista, Infermiere, Educatore, Tecnico della Riabilitazione P., Logopedista, Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva organizzato dall’Irccs Fatebenefratelli di Brescia. La riforma introdotta nel 1978 con la legge Basaglia purtroppo non risolse il problema delle famiglie dei malati psichiatrici e il ruolo dei familiari è centrale anche nei pazienti con Disturbo Borderline di personalità (DBP): uno dei modelli eziopatogenetici più accreditati che spiega l’insorgenza del DBP vede una coniugazione di aspetti biologici, la cosiddetta vulnerabilità emotiva, e ambientali (Linehan, 1993). Gli individui con DBP sono infatti caratterizzati da un’instabilità emotiva che in genere si innesca in risposta ad eventi relazionali spiacevoli (un rifiuto, una critica o una semplice disattenzione da parte degli altri). Questi aspetti di ordine più biologico, presenti in genere fin dalle prime fasi della vita, vanno naturalmente ad intersecarsi con un ambiente familiare che si è visto avere delle caratteristiche peculiari. Si parla di ambiente invalidante per descrivere un contesto in cui il soggetto è esposto a svalutazione dei propri stati mentali (pensieri, emozioni e sensazioni fisiche), dove l’esperienza emotiva non è mai valorizzata ma più spesso banalizzata, ridicolizzata o semplicemente negletta (Linehan 1993). L’ambiente invalidante, così come ben descritto dalla letteratura, è caratterizzato dalla presenza di interazioni caotiche ed inappropriate, espressioni emotive intense, carenze di cure, e possono essere anche caratterizzate da maltrattamenti e abusi fisici o sessuali (Crowell et al 2009). È quindi necessario poter pensare ad un intervento rivolto ai familiari per migliorare le modalità relazionali e interrompere dei circoli viziosi che diventano dei fattori di mantenimento del disturbo. Una seconda ragione per promuovere l’inclusione dei familiari nei percorsi di cura, ha a che fare con il carico emotivo a cui essi sono sottoposti, carico che alcune ricerche dicono essere superiore a quello legato ad altri disturbi psichiatrici.Da quest’analisi nasce il training Family Connections Tm, un programma che fornisce formazione e supporto a persone che sono in relazione con persone con DBP. Family Connections Tm fornisce: informazioni aggiornate sul funzionamento dei pazienti con DBP e delle famiglie; formazione sulle strategie individuali di coping basate sulla terapia dialettico comportamentale; abilità familiari e supporto per la creazione di gruppi all’interno di una rete di familiari. Family Connections Tm è coordinato a livello internazionale dal National Education Alliance for Borderline Personality Disorder (NEA-BPD) e di basa su una ricerca finanziata dall’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Grandi eventi per la seconda edizione del Brescia Photo Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Brescia martedì 15 maggio, ore 11,30. In contemporanea con Mille Miglia Brescia Photo Festival dedicata a Collezioni e Collezionisti, conquista anche Franciacorta, Garda e Montichiari. Sono presenti grandi collezioni di Ferdinando Scianna e Mario Trevisan al Museo di Santa Giulia, di Paolo Clerici al Ma.co.f oltre a tante straordinarie mostre non solo in città.
Stimolati dal clamoroso debutto dello scorso anno, il Brescia Photo Festival, alla sua seconda edizione, accende i riflettori sull’affascinante svelamento delle grandi collezioni nascoste. Il Festival promosso e organizzato da Fondazione Brescia Musei e dal Ma.Co.f. Centro della fotografia italiana con il sostegno di Comune di Brescia, Provincia di Brescia, Mo.Ca., Mille Miglia, e con la collaborazione di LABA Libera Accademia di Belle Arti, Silvana Editoriale, Contrasto e comuni di Desenzano, Coccaglio e Montichiari – quest’anno esplora l’universo del collezionismo fotografico. Al centro dell’attenzione è dunque l’arte del collezionare immagini. Dall’accumulo quantitativo alle scelte mirate, dall’approccio monotematico a quello enciclopedico, collezionare è una pratica fondata su una profonda passione, sulla volontà di possedere e di custodire oggetti preziosi, sull’appropriazione, atteggiamento tipico anche dello sguardo del fotografo.
Numerose le mostre e gli eventi collegati al Brescia Photo Festival ad oggi confermati per un programma che quest’anno viene arricchito sia dalla collaborazione con la Provincia di Brescia che dall’inaugurazione in un momento di grande festa per la città, la partenza della Mille Miglia. Si estende fino alla fine dell’estate, e viene ospitato non solo da prestigiosi spazi cittadini come il Museo di Santa Giulia e il Ma.Co.f. Centro Italiano della Fotografia e del Mo.Ca., ma anche da luoghi preziosi del territorio provinciale i musei di Desenzano, Coccaglio e Montichiari. Due le mostre principali al Museo di Santa Giulia: Ferdinando Scianna. Cose, a cura di Luigi Di Corato e Percorsi paralleli. La Collezione Mario Trevisan, a cura di Mario Trevisan con Renato Corsini e Luigi Di Corato.
Ferdinando Scianna, il primo grande fotografo Magnum italiano, è indagato lungo un doppio percorso: le immagini di una collezione ideale di ottanta oggetti trovati e fotografati, accompagnati da una selezione della propria collezione di oggetti acquistati nei corso dei suoi innumerevoli viaggi, in Italia e nel mondo, accompagnati da foto e testi dell’autore che raccontano il suo personalissimo rapporto con le cose, dalle cere votive di Polsi agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu, ai toreri madrileni.
La manifestazione coinvolge anche altre istituzioni e spazi espositivi della città: oltre al Museo di Santa Giulia e al Mo.Ca., partecipano infatti il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia con due mostre: Mario De Biasi, monografica composta da 30 immagini in bianco e nero vintage del grande fotografo italiano che fanno parte della collezione FIAF Grandi Mostre, e un’’esposizione di scatti realizzati sul set del film Ossessione di Luchino Visconti del 1943 dall’archivio di Pietro Delpero; l’AAB Associazione Artisti Bresciani – con la mostra 1976-2018. Foto di gruppo con bresciani, che espone i grandi ritratti vintage che furono fatti ai visitatori della mostra organizzata nel 1976 dal Collettivo Fotografi costituitosi negli anni ’70, presso lo Spazio Contemporanea (Corsetto Sant’Agata 22); l’Università Cattolica con il progetto espositivo ospitato presso la propria sede di via Trieste Immagini oltre la storia. Da Jünger a oggi, riflessioni contemporanee sul reale dedicato alla collezione di immagini fotografiche realizzata da Ernst Jünger nel volume Il mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro tempo; la Fondazione Berardelli nel proprio spazio espositivo di via Milano 107 con la mostra Volti, Azioni, Oggetti. La Poesia Visiva nelle fotografie della collezione Berardelli e Planet Vigasio con la mostra Fotografia moderna. La collezione di Ivano Catini a cura di Renato Corsini, collezione di apparecchi fotografici raccolti in un ampio lasso di tempo che raccontano, dal professionista al dilettante, l’evoluzione della macchina fotografica negli ultimi cinquant’anni. Gli oggetti veri e propri si accompagneranno a fotografie di autori vari che documentano persone nell’atto di usare appunto quelle macchine fotografiche in una sorta di gioco sul tema del fotografo ergo sum.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Brescia si studia un test per la psichiatria di precisione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

ospedale bresciaSui tumori la caratterizzazione molecolare si fa da tempo e serve a mirare la terapia. Anche nella cura delle malattie mentali il test di farmacogenetica viene applicato, ma finora per profilare la risposta dell’organismo ai farmaci utilizzati nei casi di depressione maggiore erano disponibili solo dei kit commerciali, sui quali non è mai stato effettuato uno studio pubblico. In questi giorni a Brescia parte il progetto di ricerca per la validazione clinica di un approccio farmaco-genomico combinatorio, che permetterà di applicare la medicina di precisione anche in quest’ambito. Come spiega il coordinatore, Massimo Gennarelli, ordinario di genetica medica all’Universita di Brescia e responsabile dell’unita di genetica dell’Irccs Fatebenefratelli «un paziente che non ha risposto a una prima terapia è sottoposto al test che cerca di capire se la mancata risposta è legata al profilo farmacocinetico, se cioè metabolizza più meno velocemente; in un paio di giorni il medico ha a disposizione un ulteriore aiuto per avere l’indicazione che gli serve sui farmaci più efficaci o con minor rischio di effetti collaterali, una sorta di semaforo dei farmaci». Per giungere a questo test – e validarlo pubblicamente – si effettuerà uno studio su 300 pazienti (costo circa 400.000 euro). Si tratta di una collaborazione tra IRCCS Fatebenefratelli (Prof. M. Gennarelli, Dr. GB. Tura), Ospedali Civili/Università di Brescia (Prof. A. Vita),Policlinico G. Martino, Messina (Prof. E. Spina). «La personalizzazione della terapia farmacologica per il trattamento dei disturbi depressivi in termini di efficacia e sicurezza – spiega Gennarelli – rappresenta un obbiettivo cruciale in psichiatria. In questi ultimi anni sono stati identificate numerose varianti genetiche associate alla risposta al trattamento e agli effetti collaterali di numerosi farmaci antidepressivi. Questo progetto si propone di validare nella pratica clinica un nuovo test di farmacogenetica basato su un algoritmo complesso predittivo. Questa sperimentazione potrebbe quindi fornire uno strumento di “medicina di precisione” di supporto allo psichiatra per la cura dei pazienti affetti da depressione maggiore».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Export d’acciaio per la bresciana ASO Group

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

aso groupL’azienda siderurgica ottiene da UniCredit e BNL Gruppo BNP Paribas un finanziamento da €16 milioni di euro, garantito da SACE, per l’acquisto di macchinari che produrranno barre d’acciaio destinate in USA, Messico, Cina, India, Sudafrica e Unione EuropeaUniCredit, BNL Gruppo BNP Paribas e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 16 milioni di euro per sostenere l’export di ASO Group. La linea di credito, erogata dalle due banche e garantita da SACE, è finalizzata all’acquisto di un’innovativa linea di forgiatura per la produzione di barre in acciaio tonde che saranno destinate a diversi mercati internazionali come USA, Messico, Cina, India, Sud Africa e Unione Europea.“Questa operazione, quale investimento strategico – ha dichiarato Paola Artioli, Amministratore Delegato di ASO Holding – rafforzerà la presenza delle nostre aziende sui mercati internazionali. Concepito in ottica 4.0 a completamento della gamma di offerta del nostro prodotto di più elevata qualità, consentirà di ottimizzare la performance complessiva e di aumentare il turnover degli esercizi futuri”.“Supportando un’azienda come ASO confermiamo il nostro impegno nei confronti di un territorio che da sempre esprime un tessuto industriale dinamico e votato ai mercati internazionali. Questa operazione conferma che innovazione tecnologica e internazionalizzazione sono in binomio imprescindibile per competere e vincere le sfide dei mercati esteri – ha dichiarato Simonetta Acri, Chief Sales Officer di SACE (Gruppo CDP) -. Solo in Lombardia, con i nostri uffici di Brescia e Milano, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione serve più di 5 mila aziende e, solo nel primo semestre del 2017, ha mobilitato risorse a sostegno dello sviluppo internazionale delle imprese lombarde per oltre 6 miliardi di euro”.ASO, fondata a Ospitaletto (BS) nel 1971, è una multinazionale “tascabile” che produce acciai speciali e innovativi, con proprietà fisiche e chimiche specifiche, per il mercato della forgiatura.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Depressione che viene da lontano

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ospedale bresciaAnnamaria Cattaneo, ricercatrice dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha pubblicato su Molecular Psychiatry un articolo intitolato “FoxO1, A2M e TGFB1: tre nuovi geni che predicono la depressione come conseguenza dell’interazione tra geni di vulnerabilità’ e condizioni ambientali avverse”. Si tratta di uno studio sul tema della Depressione Maggiore che dimostra come fattori ambientali, ed in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico. Questo studio rafforza l’idea che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie.«Nel nostro studio, recentemente pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, al fine di identificare nuovi geni di vulnerabilità – dichiara Cattaneo – abbiamo condotto un nuovo approccio dove abbiamo intrecciato dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Abbiamo quindi identificato un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress come possibili geni di vulnerabilità per la depressione. Il risultato più interessante è stato quando abbiamo osservato, in due diverse corti cliniche (un corte americana di pazienti con depressione ed esposti ad eventi traumatici e una corte norvegese di soggetti adulti che durante l’adolescenza erano stati separati dai genitori a causa della seconda guerra mondiale) che individui con determinate varianti geniche in questi geni, se esposti ad eventi stressanti durante l’adolescenza, erano quei soggetti che avevano sviluppato sintomi depressivi in età adulta. Il nostro studio sottolinea l’importanza di comprendere i meccanismi mediante i quali una predisposizione genetica (intesa sia come predisposizione al rischio o alla resilienza/protezione) possa interagire con eventi ambientali avversi, ed esercitare un effetto a lungo termine che viene poi smascherato in età adulta, con la manifestazione della malattia. Questo contribuirà non solo ad una migliore comprensione di come i nostri geni interagiscono con l’ambiente esterno, ma porterà anche all’identificazione di soggetti più a rischio, e anche di nuovi bersagli utili per lo sviluppo di nuovi farmaci, che se somministrati in via preventiva, potrebbero essere utili per minimizzare il rischio di sviluppare questa patologia».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Brescia, Mantova. Collettore del Garda: La Lombardia non deve firmare l’intesa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

santa_giulia_brescia_010_choistro_san_salvatoreBrescia. Con una lettera inviata all’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi e al presidente Maroni, i consiglieri regionali del M5S Lombardia Giampietro Maccabiani e Andrea Fiasconaro chiedono che la regione Lombardia il prossimo 20 dicembre non firmi l’Intesa con la regione Veneto e il ministero dell’ambiente per l’avvio delle procedure di progettazione del collettore del Garda, che ad oggi prevede un progetto di massima che porterebbe i reflui fognari della sponda bresciana del lago di Garda al depuratore di Visano “Il progetto in discussione ormai da anni è inutile e costoso. Se davvero siamo in emergenza non si comprende come l’unica alternativa presa in considerazione da tutta la politica (regione e Stato) e dagli enti gestori sia un progetto megalomane che nella migliore delle ipotesi, in uno slancio di ottimismo, sarà operativo fra 10 anni. Il costo stimato per questa opera dannosa che porterebbe i reflui fognari di oltre 200.000 persone per un tratto di 30 km in un paese bresciano di 2000 persone è di oltre 220 milioni di euro. La politica sa solo spostare i problemi verso i più deboli e assicurare i maggiori guadagni possibili verso gli amici. La tubazione di oltre 30 km rappresenta un rischio ambientale inaccettabile per tutta la zona che rappresenta”, spiega Maccabiani.Per Andrea Fiasconaro, “a subirne le conseguenze sarà il fiume Chiese, che vedrà sversato tutto il depurato dal depuratore di Visano. Il Chiese è un fiume a carattere torrentizio che in estate spesso è in secca, proprio quando l’attività del depuratore dovrebbe essere massima per il grande afflusso di turisti sul lago: che qualità di acque avremo? Le spese le faranno i comuni, soprattutto mantovani, che seguono il corso del fiume e tutta l’agricoltura”.”La soluzione alternativa esiste ed è più rapida, meno costosa e più rispettosa dell’ambiente: sistemazione del collettamento dei comuni rivieraschi bresciani, separazione efficiente delle acque bianche e nere, costruzione in loco di 2 o 3 depuratori decisamente più piccoli di quello in programma senza il bisogno di trasporto ad elevate distanze dei reflui. Questo deve pensare e attuare una politica che metta al primo posto il rispetto dei cittadini e dell’ambiente.
Per questo chiediamo all’assessore Terzi e a Maroni di non firmare quella intesa e di farsi promotori di ipotesi alternative ad una opera priva di ogni logica funzionale e dai costi esorbitanti”, concludono i consiglieri regionali.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense

Posted by fidest press agency su martedì, 14 novembre 2017

università bresciaBrescia il 22 e il 23 novembre al centro Probrixia di Brescia (“Dipartimenti di Salute Mentale e REMS: verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense” riunirà i massimi esperti della materia si propone innanzitutto di fornire i risultati conclusivi del progetto ‘VIOlence Risk and MEntal Disorders’ (VIORMED), finanziato dalla Regione Lombardia, promosso e coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli. Il progetto VIORMED rappresenta il primo studio prospettico mai fatto in Italia per valutare e seguire, con una metodologia particolarmente rigorosa, un’ampia coorte di pazienti in trattamento, caratterizzati da una storia di gravi comportamenti violenti. Inoltre l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia ha appena vinto un progetto europeo dedicato appunto ad un analisi dei percorsi assistenziali e delle caratteristiche delle strutture psichiatrico-forensi in 5 paesi europei (oltre l’Italia, Austria, Germania, Gran Bretagna e Polonia). La presentazione dei risultati del VIORMED fornirà lo spunto per una sessione interamente dedicata alla presentazione di progetti ed esperienze condotte sino ad oggi nelle REMS e nei DSM, e sarà poi seguita da un’accurata revisione delle conoscenze ad oggi disponibili per la prevenzione ed il trattamento di pazienti con disturbi mentali gravi a rischio di comportamenti violenti.
La recente chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e il contestuale avvio delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) ha rappresentato un cambiamento epocale nel campo della psichiatria forense italiana, sino a pochi anni fa caratterizzata da una pratica asilare degradante, parallela ad una intensa generazione di ‘perizie’, spesso di limitato valore scientifico e conoscitivo. Oggi c’è lo spazio teorico-pratico per un significativo cambiamento in questo delicato settore, che implica un profondo rinnovamento delle conoscenze e delle pratiche assistenziali.
Le competenze e le responsabilità assistenziali per i Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm) si sono accresciute, anche se essi erano e sono solo in parte attrezzati a trattare efficacemente pazienti con una storia di comportamenti violenti, o a rischio di comportamenti violenti. Inoltre, in Italia la ricerca nel campo della psichiatria forense è stata sino ad oggi estremamente limitata, e ciò non ha favorito un approccio scientificamente rigoroso ai delicati problemi che quest’area assistenziale pone. Malgrado questo, i Fatebenefratelli restano in prima linea in un settore che incarna perfettamente la loro secolare tradizione di impegno assistenziale – San Giovanni di Dio iniziò il proprio apostolato tra i malati di mente, che spesso, nella Spagna del XVI secolo, venivano “curati” nelle carceri – ed infatti gestiscono a San Maurizio Canavese (Torino) una delle nuove REMS.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nasce il concorso di idee

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

università bresciaBrescia. Ideare progetti che dovranno avere carattere innovativo, realizzabili attraverso l’impiego delle tecnologie costruttive industrializzate a secco, con l’ausilio, preferibilmente, di impianti tecnologici ecocompatibili, a basso dispendio energetico.
Questo l’obiettivo del “Concorso di Idee” lanciato da Wood Beton Spa, un vero e proprio bando patrocinato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Brescia e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia, aperto a tutti i professionisti di età inferiore ai quaranta anni, in possesso di titolo di laurea quinquennale in architettura o ingegneria, regolarmente iscritti ai rispettivi ordini professionali. E’ possibile partecipare, oltre che in forma individuale, anche in forma di raggruppamento (Associazione di Scopo). Il tema del concorso è l’elaborazione di un progetto di una “CASA SMART DOMUS PLUS”, che sia in grado di interpretare le necessità di un nucleo familiare, coniugandole con le relative esigenze di spazio, ambienti e distribuzione funzionale. Le proposte dovranno affrontare e approfondire l’aspetto costruttivo, estetico, funzionale ed organizzativo, promuovendo un modo abitativo sostenibile e di qualità.
I candidati potranno optare sia per edifici monopiano sia pluripiano, completi di almeno di un box auto per singola unità immobiliare.Il termine ultimo per le iscrizioni è previsto per il 30.09.2017 mentre, per la ricezione dei progetti, la scadenza è fissata alle ore 24:00 del 31.10.2017.In palio, per il progetto che si classificherà al primo posto, 7.000,00 euro; 5.000,00 euro andranno invece al secondo classificato e 3.000,00 al terzo.Questo bando rappresenta un’occasione di incontro di esperienze e di progetti, che lascia spazio alla menti delle giovani generazioni: un “Concorso di idee” nato con lo scopo di raggiungere la creatività dei “progettisti del domani”, legati al mondo dell’era contemporanea e in grado di offrire ottimi suggerimenti sulle scelte abitative del futuro.… Idee Smart, Idee Plus!

Posted in Recensioni/Reviews, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malati di solitudine

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

ospedale bresciaBrescia. Se ne parlerà a Brescia, il 21 aprile, nell’ambito di un corso con Antonino Carcione, fondatore e Direttore Scientifico del III Centro di Psicoterapia Cognitiva di Roma. «Siamo di fronte a un disturbo di personalità caratterizzato dalle vitale necessità di avere e mantenere dei rapporti personali che danno all’individuo la sensazioni di non essere mai solo – spiega la psicoterapeuta Roberta Rossi, responsabile scientifico del corso – e tipicamente i soggetti che presentano questo disturbo hanno l’idea di essere incapaci di vivere da soli e di non essere in grado di affrontare gli eventi della vita. Si sentono smarriti, vuoti e inutili senza la presenza di una persona al loro fianco. Sentono, inoltre, la necessità di essere costantemente presenti e fondamentali nella vita della persona a loro vicina. Per questo richiedono spesso rassicurazioni e conferme e tendono a vivere qualsiasi gesto di allontanamento, se pur minimo, come un possibile e doloroso abbandono. L’assenza di una relazione significativa ed accudente fa percepire, alla persona dipendente, un senso di vuoto, la sensazione di assenza di scopi e direzione fino, in alcuni casi, alla percezione di annientamento e di inconsistenza della propria persona».
Per evitare l’abbandono temuto, i soggetti dipendenti si adoperano per assicurarsi la presenza costante dell’altro, investono scopi ed energie nel mantenere i legami e rendersi indispensabili, per assicurarsi così un posto in primo piano nella vita della persona vicina. Questo disturbo colpisce con maggiore frequenza il sesso femminile e soggetti con un’età media superiore ai 40 anni. «E’ considerato tra i più frequenti nei disturbi di personalità, anche se poco studiato» osserva Rossi.
Il corso si inserisce sul filone dei disturbi di personalità, tema di grande attualità sui cui l’Istituto da anni è molto attivo, sia in termini di ricerca che di formazione. «Le persone che presentano un disturbo dipendente di personalità – commenta Rossi – si sentono sbagliate, inadeguate e incompetenti; tale considerazione di sé le rende insicure e le porta ad avere una bassa valutazione del proprio valore personale e delle proprie capacità. I soggetti con DDP manifestano, per questa ragione, un forte timore di essere abbandonati. Tale stato può portare allo sviluppo di emozioni, quali paura, terrore e ansia intensa, che inducono la persona ad avere dei comportamenti, anche compulsavi, volti ad evitare l’abbandono. Quando si sentono soli, o quando non hanno una relazione stabile e significativa, invece, lo stato mentale prevalente è uno stato di vuoto». Nello specifico, nel corso verrà illustrato il modello del disturbo nella cornice della Terapia Metacognitiva Interpersonale, sviluppata presso il Terzocentro di Roma, centro leader per lo studio e la cura dei disturbi di personalità.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convegno internazionale sulla depressione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ospedale bresciaBrescia 7 aprile in via Pilastroni 4 dalle 9.30 alle 13 in concomitanza con la Giornata mondiale della salute e vedrà intervenire Stefano Cappa (direttore scientifico Irccs Fatebenefratelli), Giovanni de Girolamo (Unità di Psichiatria epidemiologica e valutativa Irccs Fatebenefratelli), Diego De Leo (Emeritus professor di Psichiatria della Griffith University di Brisbane), Francesco Saviotti, direttore del dipartimento di salute mentale ASST del Garda e Vincenzo Zingaro, direttore del dipartimento di Salute Mentale ASST Valcamonica. Male oscuro, mal di vivere, la depressione ha assunto molti nomi pur di non farsi riconoscere: oggi però sappiamo che il tema scelto dall’Oms per la Giornata mondiale della Salute (7 aprile) è una delle principali cause dei disabilità a livello globale. La depressione è un disturbo mentale comune che può colpire chiunque, a tutte le età: incide sui rapporti interpersonali e sulla vita lavorative, sul tempo libero e in genere su tutte le attività delle persone che ne sono affette. Nei casi più gravi può condurre al suicidio, che rappresenta la seconda causa di morte dei giovani tra i 15 e i 29 anni in tutto il mondo. Del resto, proprio nei giovani, 6 delle 10 cause di disabilità o morte prematura sono ascrivibili a disturbi mentali. I centri di ricerca e di cura dei frati Fatebenefratelli lavorano da anni su questo problema e la conferenza internazionale di Venezia sulla salute mentale dei giovani nel 2014, organizzata dall’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio, ha segnalato l’esistenza di un forte ritardo nella diagnosi di disturbi come la depressione: «per questo abbiamo aderito con convinzione alla campagna Depression let’s talk dell’Organizzazione mondiale della sanità – spiega fra Marco Fabello, presidente dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – riunendo il 7 aprile alcuni dei maggiori esperti internazionali di questa problematica, allo scopo di sensibilizzare i professionisti del mondo sanitario e dare modo a utenti e famiglie di raggiungere una maggiore consapevolezza, anche con l’obiettivo di facilitare il riconoscimento dei segnali di sofferenza e favorire un intervento più tempestivo ed efficace».

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un italiano su tre ha la pressione alta

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

pressione arteriosaBrescia, 16 gennaio 2017 – L’ipertensione rappresenta oggi uno dei maggiori rischi di mortalità cardiovascolare. Un italiano su tre ha livelli elevati di pressione, una situazione che ha implicazioni non soltanto mediche ma anche sociali ed economici. E’ questo il messaggio di Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Medicina della Azienda Spedali Civili di Brescia e Presidente della ESH, European Society of Hypertension, in apertura del congresso dal titolo “ESH update on hypertension and cardiovascular protection”, promosso a Brescia dalla Fondazione Internazionale Menarini e di cui Agabiti Rosei è presidente.
«Stiamo parlando di una condizione che interessa l’apparato cardiovascolare che può portare a gravi conseguenze soprattutto a carico di arterie, cuore, rene e cervello. Si calcola che nel mondo provochi ogni anno oltre otto milioni di decessi. La Società Europea di Ipertensione è molto attenta a questo scenario ed è impegnata al miglioramento del controllo della pressione tra la popolazione generale. Uno degli strumenti principali è l’informazione, sia dei cittadini sia dei medici. E tra gli appuntamenti principali di quest’anno si segnala appunto il congresso di Brescia». Tra i temi principali, il miglior trattamento per ridurre il rischio cardiovascolare, l’analisi di nuovi fattori di rischio, l’associazione tra problemi cardiovascolari e altre condizioni, l’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, la differenza di trattamento tra uomini e donne.
«Le donne non percepiscono le malattie cardiovascolari come un importante problema di salute, nonostante sia evidente che le donne sono a maggior rischio rispetto agli uomini di morire per malattie del cuore associate a problemi di pressione» avverte Maria Lorenza Muiesan, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università di Brescia. «Una corretta strategia di prevenzione dovrebbe prevedere una maggiore conoscenza dei diversi fattori di rischio nella donna, come per esempio l’ipertensione in gravidanza e la presenza concomitante di malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso. Il sesso femminile rappresenta uno dei principali fattori associati a una maggiore prevalenza di “ipertensione da camice bianco”, caratterizzata da un aumento stabile dei valori pressori quando misurati in ambiente clinico e dalla pressoché completa normalizzazione dei valori pressori quando misurati al di fuori del contesto clinico. In ultimo non va dimenticato la progressiva perdita del fattore protettivo esercitato dagli ormoni femminili, riduzione che si verifica in post-menopausa con la riduzione degli estrogeni». Un’altra situazione in cui l’ipertensione può creare problemi è la gravidanza.
«L’ipertensione è presente in circa una gravidanza su dieci» conferma Renata Cifkova, del Centro per la Prevenzione Cardiovascolare all’Università di Praga, Repubblica Ceca.
«E’ importante distinguere i casi in cui la donna è già ipertesa prima della gravidanza, oppure se è proprio la gravidanza a indurre ipertensione (la cosiddetta ipertensione gestazione). Le linee guida della Società Europea di Ipertensione raccomandano il trattamento farmacologico nelle donne gravide se la pressione è superiore a 150 mmHg, mentre il trattamento antipertensivo deve iniziare già con un livello di 140 mmHg se la donna soffre di ipertensione gestazionale. Le donne con alto o moderato rischio di pre-eclampsia dovrebbero assumere 75 mg di aspirina ogni giorno nelle dodici settimane prima del parto. Donne che presentano ipertensione nella loro prima gravidanza hanno un rischio maggiore nella gravidanza successiva. Più precocemente si manifesta l’ipertensione nella prima gravidanza e più elevato è il rischio che l’ipertensione di manifesti nella seconda gravidanza. Le donne che sviluppano ipertensione gestazione o pre-eclampsia hanno un rischio più elevato di ipertensione, ictus e infarto in futuro. Per queste donne è raccomandato uno stile di vita sano e un controllo periodico, preferibilmente annuale, per misurare la pressione e tenere sotto controllo altri fattori metabolici».
Agabiti Rosei, infine, si sofferma sull’articolato problema della scarsa aderenza alla terapia. «È un aspetto che va affrontato sotto molti aspetti. La relazione medico-paziente non può essere limitata da tempi troppo stretti e richiede una precisa motivazione del curante. Il sistema deve poi favorire l’uso appropriato dei farmaci e se possibile risolvere i vari problemi economici e organizzativi. Spesso tutto ciò non basta e allora dovranno essere cercati sistemi più incisivi per favorire l’assunzione delle terapie in modo regolare, per esempio con l’aiuto, in vari modi, della telemedicina. C’è poi la semplificazione della terapia, in particolare con la riduzione del numero di compresse da assumere».
Una posizione condivisa anche da Michel Burnier, del Servizio di Nefrologia e Ipertensione dell’Università di Losanna, Svizzera. «Oggi la gestione clinica dell’ipertensione raccomanda un corretto stile di vita, con consigli che riguardano la perdita di peso, una minore assunzione di sale, maggiore esercizio fisico, cui si associa l’assunzione di farmaci per ridurre la pressione arteriosa» commenta Burnier. «Però l’aderenza del paziente alle indicazioni del medico rappresenta il maggiore determinante nel successo terapeutico, e i cambiamenti nello stile di vita necessitano di una perseveranza a lungo termine per essere efficaci. Allo stesso tempo, anche la terapia va seguita scrupolosamente, mentre secondo diverse ricerche i pazienti che smettono di assumere i farmaci rappresentano una percentuale molto alta. Ciò è dovuto al fatto che l’ipertensione è spesso asintomatica, ma anche perché i pazienti sono frequentemente affetti da più patologie e costretti ad assumere molti farmaci. Da questo punto di vista la disponibilità di farmaci in associazione contro l’ipertensione, e quindi poter assumere una sola compressa, può rappresentare un’arma in più per invogliare il paziente a proseguire la terapia».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Brescia un congresso della Società Europea di Ipertensione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

ospedale bresciaBrescia dal 12 al 14 gennaio 2017 in programma «L’ipertensione rappresenta oggi uno dei maggiori rischi di mortalità cardiovascolare. Sarà Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Medicina della Azienda Spedali Civili di Brescia, nonché Presidente della ESH, European Society of Hypertension, il presidente di un congresso internazionale . Un italiano su tre ha livelli elevati di pressione, una situazione che ha implicazioni non soltanto mediche ma anche sociali ed economici» spiega Agabiti Rosei. «La Società Europea di Ipertensione è molto attenta a questo scenario ed è impegnata al miglioramento del controllo della pressione tra la popolazione generale. Uno degli strumenti principali è l’informazione, sia dei cittadini sia dei medici. e tra gli appuntamenti principali di quest’anno si segnala il congresso dal titolo “ESH update on hypertension and cardiovascular protection”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Tra i temi principali, il miglior trattamento per ridurre il rischio cardiovascolare, l’analisi di nuovi fattori di rischio, l’associazione tra problemi cardiovascolari e altre condizioni, l’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, la differenza di trattamento tra uomini e donne». http://www.fondazione-menarini.it

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Brescia un congresso della Società Europea di Ipertensione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

ospedale bresciaBrescia dal 12 al 14 gennaio 2017 Sarà Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università di Brescia e del Dipartimento di Medicina della Azienda Spedali Civili di Brescia, nonché Presidente della ESH, European Society of Hypertension, il presidente di un congresso internazionale su «L’ipertensione che rappresenta oggi uno dei maggiori rischi di mortalità cardiovascolare. Un italiano su tre ha livelli elevati di pressione, una situazione che ha implicazioni non soltanto mediche ma anche sociali ed economici» spiega Agabiti Rosei. «La Società Europea di Ipertensione è molto attenta a questo scenario ed è impegnata al miglioramento del controllo della pressione tra la popolazione generale. Uno degli strumenti principali è l’informazione, sia dei cittadini sia dei medici. e tra gli appuntamenti principali di quest’anno si segnala il congresso dal titolo “ESH update on hypertension and cardiovascular protection”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Tra i temi principali, il miglior trattamento per ridurre il rischio cardiovascolare, l’analisi di nuovi fattori di rischio, l’associazione tra problemi cardiovascolari e altre condizioni, l’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, la differenza di trattamento tra uomini e donne».

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pubblicato il più grande studio sulla Pet per l’amiloide

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

ospedale bresciaBrescia. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha fatto grandi passi in avanti verso la comprensione dei meccanismi fisiopatologici dell’Alzheimer e verso la scoperta di una cura. Segnali incoraggianti dalla ricerca indicano che una cura efficace per l’Alzheimer potrebbe non essere troppo lontana. Alla luce di questa prospettiva, oggi è ancora più rilevante l’importanza della diagnosi precoce: riconoscere la malattia appena le prime alterazioni sono rilevabili. Ciò permette di intercettare i pazienti prima che la malattia abbia causato danni cerebrali e cognitivi irreversibili, e quindi di indirizzarli da subito verso i trattamenti più appropriati. La diagnosi precoce è possibile anche grazie al neuroimaging, cioè tecniche ed esami che servono a studiare in vivo il cervello delle persone che lamentano problemi cognitivi. Nello specifico, la PET per l’amiloide consente di valutare la quantità di proteina beta amiloide cerebrale. Tuttavia si tratta di un esame relativamente nuovo e, di conseguenza, ancora poco diffuso nella pratica clinica. Pertanto, attualmente, è difficile dire se e come la PET per l’amiloide possa essere utile per medici e pazienti.
Il 31 ottobre sono stati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA Neurology (una delle più prestigiose in questo settore della medicina) i risultati dello studio INDIA-FBP (“INcremental DIAgnostic value of amyloid-PET with 18F-Florbetapir”). Tale studio è stato il primo condotto interamente in Italia con uno dei nuovi traccianti per l’amiloide ed ha come obiettivo la valutazione dell’utilità clinica della PET per l’amiloide. Lo studio ha coinvolto 228 pazienti con sospetto diagnostico di malattia di Alzheimer, che si sono sottoposti alla PET per l’amiloide in aggiunta al loro normale percorso diagnostico. I risultati mostrano che la PET per l’amiloide ha avuto complessivamente un impatto significativo sui pazienti: il referto dell’esame ha guidato i medici verso la formulazione di una diagnosi più precisa e di un piano terapeutico più appropriato. Il coinvolgimento di un numero così grande di pazienti è stato possibile grazie alla collaborazione di 18 ospedali presenti in Lombardia, nelle province di Brescia, Cremona, Bergamo e Mantova. Il progetto è stato coordinato dal Laboratorio di Neuroimaging ed Epidemiologia Alzheimer (IRCCS Fatebenefratelli di Brescia) guidato dal professor Giovanni B. Frisoni e dall’Unità di Neurologia (Università degli Studi di Brescia e Spedali Civili) del professor Alessandro Padovani. Si tratta, ad oggi, del più grande studio sull’utilità clinica della PET per l’amiloide, valutato concretamente su casi reali, mai pubblicato nella letteratura scientifica.
Sebbene sia ancora necessaria un’accurata valutazione del rapporto costi/benefici, tali risultati suggeriscono che la PET per l’amiloide può essere uno strumento d’aiuto per una diagnosi precoce precisa e tempestiva e, in futuro, potrebbe essere in grado di indirizzare verso un trattamento farmacologico adeguato.
IRCCS Fatebenefratelli è finanziato dal Ministero della Salute ed è l’unico in Italia la cui missione sia rivolta specificamente alla malattia di Alzheimer. Nel 1991 è stato il primo centro nazionale a sviluppare, grazie a un progetto sperimentale della regione Lombardia, paradigmi innovativi di diagnosi e cura della malattia di Alzheimer e delle altre malattie dell’anziano che colpiscono memoria e capacità intellettive. Alla missione per la malattia di Alzheimer unisce quella di cura e studio delle malattie psichiatriche dell’età giovanile e adulta quali schizofrenia e depressione.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Convegno europeo di pastorale della salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2016

ospedale bresciaBrescia. «Le conseguenze del Magistero di papa Francesco ci sono e sono importanti anche nella pastorale della salute». E’ la testimonianza di padre José Manuel Pereira de Almeida, uno dei relatori al convegno europeo di pastorale della salute promosso dall’Irccs di Brescia Fatebenefratelli nel ventesimo anniversario della sua istituzione. Il 26 ottobre, l’Irccs metterà a confronto le esperienze delle diverse comunità ecclesiali d’Europa e padre Pereira porterà il contributo di quella portoghese. Il focus del convegno sarà la ricerca clinica nelle malattie mentali e neurodegenerative, che per i Fatebenefratelli costituisce un aspetto importante del carisma: «San Guovanni di Dio ci ha insegnato a dedicare le migliori cure ai malati poveri e i malati mentali sono gli ultimi degli ultimi in sanità» commenta fra Marco Fabello, direttore generale dell’Irccs.
«Cambiare mentalità e modo di operare, come ci chiede il Santo Padre, non è facile – ammette Pereira – e noi per prima cosa abbiamo cercato di lavorare pastoralmente in rete e imparare dagli altri, modificare il senso della costruzione comune: invece di applicare modelli e principi dall’alto oggi partiamo dalla realtà di ogni parrocchia, di ogni unità pastorale, di ciascuno dei centri di salute, degli ospedali, e tentiamo di coglierne le necessità oggettive: sentire la gente, spendere tempo con loro, capire i suoi desideri. Un altro passo importante è sostituire l’impegno del singolo con uno stile collaborativo: abbiamo imparato molto dai nostri fratelli spagnoli, al cui cogresso dell’Escorial abbiamo preso parte». Nel XXX Incontro Nazionale della Pastorale Social a Fatima (settembre 2016) sono state rivisitate le opere di misericordia e si è riflettuto sul nuovo stile di vita, mentre in quest’anno pastorale (2016-2017) – ci spiega padre Pereira, che interverrà al convegno insieme ad esperti tedeschi e spagnoli, oltre ovviamente agli italiani – la Chiesa portoghese lavorerà sulle dimensioni del curare e del consolare. «E’ un cammino di conversione non lineare. Non facile. Ma urgente. Infatti, come dice papa Francesco, non si possono lasciare le cose come stanno».

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »