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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°158

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Le regioni non devono essere lasciate sole ad affrontare la Brexit

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Gli enti locali e regionali dell’Unione europea non devono essere “lasciati soli” ad affrontare le sfide poste dal recesso del Regno Unito dall’UE: questo il messaggio lanciato dal Comitato europeo delle regioni il 17 maggio, in una risoluzione che esprime la preoccupazione del CdR per lo stallo dei negoziati tra il Regno Unito e l’UE.La risoluzione , adottata all’unanimità, pone “in primo piano” la necessità di evitare il crearsi una frontiera fisica nell’isola d’Irlanda. In essa, inoltre, il CdR sostiene che, per “mitigare” gli effetti negativi della Brexit sulle economie regionali, l’UE dovrebbe mantenere una politica forte di sviluppo regionale, potrebbe avvalersi delle sue politiche in materia di agricoltura e di pesca e può aver bisogno di rendere più flessibili le regole in materia di aiuti di Stato. Nella risoluzione il CdR esorta altresì la Commissione europea a valutare “l’eventuale necessità di un fondo di stabilizzazione per le regioni maggiormente colpite dal recesso del Regno Unito dall’UE”.Il CdR non ha alcun ruolo formale nei negoziati con il Regno Unito, ma alcuni dei suoi membri e gli enti che essi rappresentano adotteranno una posizione formale in merito – anche per quanto riguarda gli aspetti legati al commercio – all’interno dei rispettivi quadri giuridici nazionali.In proposito il Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz ha dichiarato che “il recesso del Regno Unito dall’UE il 29 marzo 2019 rischia di causare gravi problemi per gli enti locali e regionali in tutta l’UE. I negoziati sulla Brexit hanno finora dedicato troppo poca attenzione alle implicazioni della Brexit per le regioni e le città di tutta Europa. Dato che ad oggi vi sono ancora scarse indicazioni circa il futuro delle relazioni tra Regno Unito e UE, gli enti locali e regionali stanno già sforzandosi di elaborare dei piani. Ma il punto di partenza deve essere quello di evitare una frontiera fisica in Irlanda e di proseguire i programmi dell’UE – come EU PEACE e Interreg – che hanno contribuito a costruire la pace nell’isola fin dall’accordo del Venerdì santo”.”Questo” ha aggiunto il Presidente Lambertz “dovrebbe essere il momento di essere pragmatici, tanto nei negoziati con il Regno Unito quanto nel bilancio dell’UE dopo la Brexit; e invece ad oggi vediamo proposte volte a ridurre i nostri fondi più importanti per la solidarietà e gli investimenti – quelli della politica di coesione – anziché scorgere indicazioni chiare e concrete che i fondi sociali, per l’agricoltura e per la pesca saranno utilizzati per attenuare l’impatto della Brexit”.Lambertz e i rappresentanti dei cinque gruppi politici del CdR si recheranno in visita a Dublino il 22 maggio e il giorno dopo in Irlanda del Nord per incontrare i rappresentanti dell’associazione degli enti locali e delle imprese di quei territori e visitare la frontiera che attraversa l’isola.Due indagini, una condotta dal CdR tra gli enti locali e regionali in esso rappresentati e l’altra condotta da Eurochambres tra una più ampia selezione di enti subnazionali e camere di commercio di tutta l’UE, indicano che, dopo lo stesso Regno Unito, il paese probabilmente più colpito dagli effetti della Brexit sarà proprio la Repubblica d’Irlanda. Sempre secondo tali indagini – nonché secondo uno studio accademico commissionato dal CdR – altre regioni particolarmente esposte a questi effetti saranno quelle di Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia. Nella risoluzione il CdR fa notare come il lavoro svolto indichi che, finora, la maggior parte delle regioni non è riuscita a valutare il possibile impatto dell’uscita del Regno Unito dall’UE, data in particolare l’incertezza che circonda i negoziati e le future relazioni tra le due parti.La mappatura delle ripercussioni della Brexit è uno dei frutti dell’impegno – assunto dal CdR in una risoluzione precedente, adottata nel marzo 2017 – “ad intensificare attivamente il dialogo con gli enti locali e regionali maggiormente interessati da tale processo, in modo da poter tracciare, per il negoziatore dell’UE. un quadro completo degli sviluppi della situazione a livello locale e regionale”.

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Transition: the hitchhiker’s guide to the brexit galaxy

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

By Elvire Fabry, Marco De Toffol. Brexit will enter into force on 29 March 2019. Without an agreement on the terms of future relations between the European Union and the United Kingdom, the UK will revert to accessing the EU single market under WTO rules and reestablishing customs controls. This scenario is known as a “fall from the cliff-edge”, as tariff and non-tariff barriers will penalise companies significantly. This scenario of economic chaos cannot be ruled out as the UK government is stalling in making clear its priorities between recovering its sovereignty and losing its access to the single market.
This Policy paper by Elvire Fabry, senior research fellow at the Jacques Delors Institute, and Marco de Toffol, research assistant at the Jacques Delors Institute, analyses the terms of this transition, the arrangements of this uncomfortable asymmetry which are still under debate (free movement of people, possible recourse mechanism for the UK to protect its interests, etc.) as well as the policy areas for which a post-Brexit agreement must be found now, without waiting for the transition to come to an end (civil aviation, ring-fencing of the UK contribution to the EU’s framework programme for research and innovation, etc.). Added to this is the challenge of transitioning all free trade agreements signed by the EU with third countries. Negotiations are moving from bilateral to trilateral aspects. Lastly, a transition of limited duration would be relatively easy to negotiate if it mainly consists of maintaining the status quo ahead of the development of the future UK-EU relations into a steady state of operation. It will prove more delicate and could become a Brexit purgatory if a longer transition period has to be envisaged. The stakes at play during this transition can only be appreciated by considering the British dilemma and the complex choice they will have to now make to avoid a long transition. It is only when London decides on the level of regulatory convergence it wishes to maintain with the EU that negotiators will be able to begin to draft a post-Brexit agreement and prevent the no deal scenario which may still be possible at the end of the transition.

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Parlamento europeo :Agenda Settimana 5 – 11 marzo 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

Riunioni delle commissioni, Bruxelles
Brexit. La Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo (Presidente del Parlamento europeo e leader dei gruppi politici) presenterà un progetto di risoluzione sul quadro delle future relazioni UE-Regno Unito, che sarà votato dal Parlamento la settimana successiva. Il presidente del PE Antonio Tajani e il coordinatore della Brexit Guy Verhofstadt terranno una conferenza stampa alle 17:30. (Mercoledì)
Giornata Internazionale della donna 2018 I deputati europei e i deputati nazionali si ritroveranno in occasione della conferenza “Affermazione delle donne e delle ragazze nei media e nelle TIC: la chiave per il futuro”. Vilija Blinkevičiūtė, presidente della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, Věra Jourová, la commissaria europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere saranno tra i relatori. Saranno presenti inoltre il direttore di “Les suffragettes” Sarah Gavron e il fondatore del festival MadwomenFest Pilar Jurado. (Giovedì 8 marzo)
Per la Giornata internazionale della donna, il servizio stampa del PE organizza un seminario per giornalisti sulle donne nei media e nelle TIC. L’obiettivo di questo evento è generare un dibattito tra i principali attori dei media, gli eurodeputati e gli esperti invitati. (Mercoledì)
Migrazione – Libia I rappresentanti dell’UNHCR che lavorano in Libia, paese attraversato dalla maggior parte dei migranti e richiedenti asilo che raggiungono l’UE, discuteranno con la commissione per le libertà civili, la commissione per gli affari esteri e la delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb sulla situazione dei migranti nei centri di detenzione. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, l’approccio della guardia costiera libica per le operazioni di salvataggio in sicurezza e il sostegno finanziario dell’UE alle autorità libiche per la gestione delle migrazioni. (Lunedi)
Elezioni in Sierra Leone. Una delegazione di eurodeputati si recherà in Sierra Leone per osservare la regolarità delle elezioni presidenziali, parlamentari e amministrative locali che si terranno il 7 marzo. Incontreranno, tra gli altri, la Commissione elettorale nazionale e il National Election Watch il giorno prima delle elezioni. I deputati assisteranno alle votazioni, al conteggio e all’elaborazione dei risultati. Infine, terranno una conferenza stampa venerdì. (Lunedi al venerdì)
Preparazione della plenaria I gruppi politici si prepareranno per i dibattiti della plenaria di marzo e voteranno, tra l’altro, sullo stato dei negoziati Brexit, il vertice UE che si terrà il 22 e 23 marzo, il bilancio a lungo termine dell’UE dopo il 2020, il pacchetto servizi transfrontalieri, il piano d’azione della Commissione sulla strategia per i combustibili alternativi, il coordinamento delle politiche economiche e della base imponibile comune per le società. I deputati continueranno inoltre le loro discussioni con i capi di Stato o di governo dell’UE sul futuro dell’Europa, questa volta con il primo ministro portoghese António Costa.

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WNS DecisionPoint Launches Dedicated Section on Brexit

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

WNS (Holdings) Limited (NYSE: WNS), a leading provider of global Business Process Management (BPM) services, today announced it has launched a dedicated section on Brexit through DecisionPoint, the company’s thought leadership platform designed to provide organizations with strategic business insights.The new Brexit section outlines the history of Brexit, discusses Article 50 and the Great Repeal Bill, and provides insights into possible Brexit scenarios moving forward. In addition, DecisionPoint analyzes potential impacts on five key sectors of the UK economy: Healthcare, Financial Services, Airlines, Automobiles, and Travel & Leisure. For each of these areas, a unique five-year forecast is provided which looks at potential differences between “hard” and “soft” Brexit scenarios.“WNS DecisionPoint was established to provide organizations with timely access to unique business insights based on empirical evidence and domain knowledge,” said Keshav R. Murugesh, Group CEO, WNS. “Given the significant global impact of the Brexit referendum and subsequent Brexit process, we felt it was important to help uncover unique sector-specific insights for senior executives with significant business and investment interests in the U.K. and EU.” WNS DecisionPoint combines WNS’ research-driven analytics and domain expertise with contributions from some of the world’s leading institutions, including Knowledge@Wharton, the online business analysis journal of the Wharton School of the University of Pennsylvania. WNS DecisionPoint provides executives with access to a unique repository of industry insights, market research and strategic analysis to help generate improved performance.

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L’uscita del Regno Unito dall’UE è un evento sopravvalutato

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

london-centralLondra. Richard Colwell, Responsabile azioni britanniche. Nel 2017 le azioni britanniche hanno raggiunto i massimi storici, ma hanno perso terreno rispetto ai listini globali (in termini di dollari USA). L’esposizione degli investitori globali alle azioni britanniche è scesa ai bassi livelli del 2009, quando il sistema bancario era a rischio. Se è vero che ciò riflette i timori riguardo al calo della sterlina e alle prospettive economiche per il Regno Unito riconducibili alle ripercussioni negative dei negoziati sulla Brexit, è altrettanto vero che ha schiuso nuove opportunità per il 2018.I mercati azionari scontano le previsioni sull’andamento futuro, per cui il clima di incertezza politica trova già ampio riscontro nelle valutazioni. Per gli investitori attivi, non contano i flussi di notizie ma le valutazioni. È impossibile prevedere in che modo procederanno i negoziati sulla Brexit o in che modo incideranno sull’economia. Occorre in ogni caso tenere presente che il mercato azionario britannico è il terzo maggiore al mondo e che vi opera anche una folta schiera di società multinazionali, per cui non si limita a riflettere le sorti britanniche. Oltre il 70% del fatturato delle società incluse nell’indice FTSE 100 proviene da altri paesi. Questi titoli scambiano a sconti elevati rispetto ai loro omologhi europei e statunitensi, il che offre alle azioni britanniche un cuscinetto in grado di proteggerle contro gran parte delle flessioni anticipate.
Ironia della sorte, anche se il mercato britannico ha raggiunto un massimo in termini assoluti, le opportunità di acquistare titoli poco costosi sono ora più numerose rispetto agli anni passati. Oltre ad accusare un ritardo rispetto all’ascesa dei mercati internazionali, il mercato azionario britannico ha evidenziato anche forti divari di performance al suo interno. Interi segmenti del mercato sono fortemente penalizzati perché sono considerati vittima della Brexit o suscettibili di risentire di turbolenze legate alle tecnologie.Considerando una serie di parametri di valutazione, che si tratti del rendimento da dividendi o del rapporto prezzo/utili, le azioni britanniche sono convenienti rispetto ad altri mercati sviluppati. In base al rapporto prezzo/valore contabile, le valutazioni rispetto agli Stati Uniti hanno toccato minimi che non si registravano dall’apice della bolla del 2000 nei comparti delle telecomunicazioni, dei media e della tecnologia. In effetti, 85 dei titoli compresi nell’indice FTSE 350 hanno di recente archiviato minimi relativi su un arco di 53 settimane.Se gli investitori continuano a evitare le azioni britanniche e le valutazioni restano relativamente basse, le aziende internazionali dovrebbero continuare a sfruttare lo sconto in termini di valutazione offerto dal Regno Unito, nonché la debolezza della sterlina, e presentare offerte di acquisto per le loro omologhe britanniche. Tra gli esempi di questo tipo per il 2017 figurano WS Atkins, un’azienda che offre servizi di ingegneria, e Berendsen, una società operante nel settore delle lavanderie, entrambe acquistate da controparti internazionali. Senza dimenticare le mire di Kraft nei confronti di Unilever.Le aziende comunemente descritte come vittime della Brexit sono tra quelle maggiormente sottovalutate. Alcuni titoli azionari in settori come il tempo libero, il commercio al dettaglio e i media viaggiano su valutazioni osservate l’ultima volta durante il rallentamento congiunturale del 2009. Quali di essi riusciranno a destreggiarsi in un contesto congiunturale che si preannuncia più debole, e conquistare quote di mercato? In alternativa, quali azioni scontano già uno scenario economico catastrofico? O forse queste azioni nazionali britanniche stanno assistendo a un momento simile a quello verificatosi nel primo trimestre del 2009 – che si è poi rivelato essere l’ultima importante occasione di acquisto?
L’andamento dei negoziati sulla Brexit non è facilmente prevedibile, ma i vertici delle aziende dovrebbero sempre prepararsi in vista del futuro anziché lamentarsi dello scenario caotico associato alla Brexit. Del resto, l’incertezza è una caratteristica intrinseca del mondo degli affari. Anziché attendere di avere chiarezza, i gestori dovrebbero pertanto vagliare la capacità di tenuta dell’azienda nel futuro, e all’occorrenza rivederne il modello aziendale.

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Brexit: i deputati preoccupati per le priorità del governo britannico

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

european parliamentBruxelles, Parlamento europeo.
· Parte più difficile delle trattative sulla Brexit inizia ora
· Il governo del Regno Unito non dovrebbe dare per scontato l’accordo sulle disposizioni transitorie
· I deputati sostengono una maggiore cooperazione sulla difesa dell’UE
In un dibattito con il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, sulle conclusioni del Vertice UE del 14-15 dicembre, i deputati hanno avvisato il governo britannico a non dare per scontato un accordo di transizione sulla Brexit e hanno sottolineato la necessità di formalizzare l’accordo di ritiro il più rapidamente possibile.
Hanno inoltre invitato il governo britannico a definire chiaramente la sua visione per le future relazioni con l’UE, evitando di celebrare appratenti novità come la possibilità di scegliere il colore dei passaporti, possibilità che è sempre esistita. Alcuni deputati hanno chiarito che nessun paese che è al di fuori dell’Unione europea può avere condizioni migliori di chi ne è membro.
I negoziati UE-Regno Unito sono destinati ad essere difficili, ma ciò è dovuto al fatto che tutte le parti interessate stanno cercando di trovare le soluzioni migliori per i cittadini. Il coordinatore della Brexit del Parlamento europeo, Guy Verhofstadt (ALDE, BE), ha evidenziato la necessità di garanzie per quanto riguarda le procedure di richiesta di soggiorno per i cittadini UE che desiderano vivere nel Regno Unito in futuro, ribadendo che il nuovo status di residenza proposto dal governo britannico non dovrebbe entrare in vigore prima della fine del periodo di transizione.I deputati hanno inoltre espresso il loro sostegno i passi concreti recentemente compiuti verso una maggiore cooperazione in materia di difesa tra i Paesi dell’UE e hanno chiesto di avanzare nella riforma della zona euro e di predisporre di nuove misure UE per affrontare le sfide migratorie e la disoccupazione giovanile.

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“Riflettere sul futuro dell’Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

europa-comunitariaMilano. “Nel corso della mattina abbiamo affrontato le questioni relative alla Brexit, e vorrei sottolineare che dobbiamo ragionare sul perché c’è stata la Brexit: quali sono le ragioni sociali che hanno portato alla Brexit? Non è, infatti, sufficiente dire che il Regno Unito nei prossimi anni subirà delle conseguenze pesanti dal punto di vista economico in seguito alla scelta di uscire dell’Europa per evitare che ci siano altre rotture nell’UE. Dobbiamo, invece, fare i conti con le ragioni di fondo della Brexit e queste stanno in una rottura del rapporto di fiducia tra i cittadini, le istituzioni europee e l’Unione stessa. Questo rapporto è in crisi da tempo. L’Europa nella sua fase iniziale di costruzione è stata vissuta per una gran parte dei cittadini come una straordinaria opportunità ed è stata davvero una straordinaria opportunità. Le giovani generazioni vivono come normali cose che si sono costruite nel tempo (la libera circolazione, l’Erasmus…). Oggi, però, di fronte alla crisi e all’incertezza del futuro, l’Europa è stata vissuta e presentata come un vincolo. Si è discusso dei vincoli di bilancio, il controllo sulla spesa pubblica, le norme che impongono agli Stati di sistemare in tempi certi i conti e questo si è tradotto nell’avere meno risorse da investire e interventi pesanti per riequilibrare il sistema previdenziale. L’Europa, dunque, è stata vissuta dai cittadini esclusivamente come una costrizione. Oggi, quindi, il punto è capire come si ricostruisce un’Europa che deve essere vissuta come fonte di opportunità”. Lo ha detto il senatore PD Franco Mirabelli (Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato) all’incontro “Riflettere sul futuro dell’Europa” organizzato dal Consiglio Regionale della Lombardia.“Abbiamo bisogno di costruire un’Europa politica perché l’Europa economica e finanziaria oggi hanno creato un distacco. Proseguendo in questa direzione, l’Europa si indebolirà ulteriormente. – ha proseguito Mirabelli – Di fronte alla crisi, alle difficoltà dell’oggi e di fronte ai grandi problemi che l’Europa mostra di non saper affrontare in maniera unitaria, si sono create delle situazioni per cui ha prevalso la risposta antistorica e sbagliata del tornare indietro, rinchiudendosi nei vecchi confini nazionali e nel protezionismo che è il contrario di ciò che occorrerebbe fare”.“Sono molti i grandi temi su cui l’Europa può fare bene la propria parte. – ha puntualizzato il senatore PD – La sicurezza è uno di questi. Oggi c’è una grande domanda di sicurezza di fronte agli attacchi terroristici e l’Europa deve saper dimostrare di poter affrontare questo problema in maniera coesa. Lo sforzo che si sta facendo per costruire una difesa europea è sicuramente un segnale importante in questo senso. Un altro segnale importante è rimettere mano al Trattato di Dublino perché implica l’affermare che tutti si devono occupare dell’immigrazione, in quanto non può essere un problema che viene delegato soltanto ai Paesi di confine o di approdo dei migranti. Un altro grande tema riguarda la possibilità di costruire davvero un ragionamento unitario sulla fiscalità ma, soprattutto, dobbiamo occuparci di Europa sociale in maniera un po’ diversa da come è stato fatto fino ad ora se si vuole ricostruire una credibilità. La questione dei diritti dei lavoratori, ad esempio, è un tema di cui l’Europa deve tornare ad occuparsi. L’Europa, infatti, non può soltanto affermare che il sistema previdenziale italiano deve stare in equilibrio ma deve anche sostenere che i salari in Italia e negli altri Paesi abbiamo lo stesso livello. Non ci può essere una competizione tra Paesi europei sui diritti del lavoro o sul costo dei salari”.“Un aspetto importante – ha concluso Franco Mirabelli – riguarda l’assetto istituzionale dell’Unione Europea. Costruire un’Europa politica vuol dire costruire un meccanismo diverso da quello attuale rispetto alla rappresentanza. Oggi ci sono tre organismi: Parlamento Europeo (eletto dai cittadini), Commissione Europea e Consiglio Europeo (formato dai Governi dei singoli Stati) e chi decide realmente è sempre il Consiglio mentre dobbiamo spostare sul Parlamento Europeo il potere decisionale perché è lì che i cittadini hanno scelto i propri rappresentanti attraverso il voto. Probabilmente anche il Presidente della Commissione Europea sarebbe bene che venisse eletto dai cittadini per dare un vero peso politico all’Europa. L’Europa deve diventare, quindi, un luogo in cui un vero organismo democratico decida per tutti sulle grandi questioni e agli Stati nazionali siano riservate alcune competenze”.

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Fatturato immobiliare in aumento ovunque in UE, tranne in UK per la Brexit

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

fondo immobiliareIn Europa fondi immobiliari e Reit rappresentano i veicoli più idonei a intercettare la domanda di servizi di gestione professionale da parte dei detentori di patrimoni immobiliari, e svolgono un ruolo di crescente importanza nell’ambito dell’attività di Asset management. Nei principali Paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera), il 2017 si dovrebbe chiudere con un patrimonio di oltre 550 miliardi di euro, in aumento di circa l’8 per cento rispetto all’anno precedente. A fronte di una situazione di stabilità o incremento modesto in alcuni Paesi, come Italia, Olanda o fondi aperti tedeschi, la crescita acquista maggiore vigore in altri mercati. É il caso dei fondi riservati tedeschi, dei fondi non quotati francesi e dei veicoli lussemburghesi. Questi sono alcuni dei dati emersi oggi a Roma nel corso della presentazione dell’aggiornamento del Rapporto 2017 “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei che ha curato la parte di analisi finanziaria.I principali mercati immobiliari europei confermano la fase positiva evidenziata a partire dal 2016. Nonostante lo scenario economico e politico incerto, il fatturato immobiliare è aumentato ovunque, fatta eccezione per il Regno Unito, dove il brusco rallentamento dell’attività nel periodo post-Brexit ha comportato una consistente flessione. Italia e Francia hanno registrato un aumento analogo nel 2016 con un’accelerazione nel 2017. La Germania ha evidenziato una fase di stabilizzazione, mentre la Spagna è tra i Paesi caratterizzati da un ritmo di crescita sostenuto, che proseguirà nel biennio a seguire.
La crescita del mercato immobiliare italiano, che si lascia alle spalle una lunga crisi, consolida il buon andamento del settore dei fondi immobiliari (407 quelli attivi). Secondo le proiezioni, sulla base dei dati delle semestrali e delle indicazioni dei gestori, il nav a fine anno sarà vicino o poco sopra i 50 miliardi di euro. Si tratta di uno stock superiore a quanto detenuto dal sistema assicurativo, previdenziale e bancario italiano. E ha avuto un incremento del 4,2 per cento rispetto all’anno precedente. Il patrimonio immobiliare diretto arriva a quasi 55 miliardi di euro, comprese le operazioni di sviluppo. Le previsioni per il 2018 sono di un leggero incremento di nav e patrimonio, visto che il flusso in uscita sarà significativo. A fine anno il saldo dovrebbe essere positivo, anche per la presenza di nuovi operatori di matrice estera. (foto: fondo immobiliare)

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Brexit: mancanza di progressi significativi sui termini di divorzio

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

londraLondra. Nel documento approvato giovedì dalla Conferenza dei Presidenti del Parlamento (Presidente del Parlamento e leader dei gruppi politici) si stabilisce che, a meno che il quinto round di colloqui non porti a un considerevole passo in avanti, il Consiglio europeo dovrebbe statuire che non si sono registrati “progressi soddisfacenti” per quanto concerne i tre principali obiettivi dell’UE, vale a dire salvaguardare i diritti dei cittadini dell’UE e del Regno Unito, chiarire gli impegni finanziari del Regno Unito e risolvere la questione della frontiera tra la Repubblica dell’Irlanda e l’Irlanda del Nord.
La proposta, elaborata dal gruppo di coordinamento del PE su Brexit, sarà discussa e posta in votazione martedì in Plenaria a Strasburgo.Il Presidente del Parlamento, Antonio Tajani ha dichiarato: “Accogliamo con favore l’approccio costruttivo del Primo Ministro May nel suo recente discorso a Firenze. La tutela dei diritti dei cittadini è assolutamente prioritaria per il Parlamento europeo. L’accordo di uscita deve garantire tutti i diritti di cui godono attualmente i cittadini, come stabilito nella pertinente legislazione dell’Unione europea. Altre garanzie supplementari sul rispetto del diritto europeo fino al ritiro del Regno Unito sono fondamentali per assicurare una rapida conclusione della prima fase dei negoziati”.Il coordinatore del PE per Brexit, Guy Verhofstadt, ha aggiunto: “nel suo discorso a Firenze il 27 settembre, il Primo Ministro ha aperto uno spiraglio per avanzare, ad esempio sul ruolo della Corte di giustizia europea. Ma vorremmo che il governo britannico fosse più chiaro. Stiamo ancora aspettando risposte su questioni vitali, come ad esempio il mantenimento dell’Irlanda del Nord nell’Unione doganale, oppure su come trovare un accordo speciale che impedisca l’inasprimento del confine. Per quanto riguarda invece i diritti dei cittadini e l’accordo finanziario, siamo in attesa di risposte concrete alle proposte avanzate dalla squadra negoziale dell’UE”.

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Gran Bretagna: le questioni degli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

london-centralLondra. “Si svolgerà da oggi a giovedì 14 settembre la missione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato della Repubblica nel Regno Unito nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente a cui partecipo in qualità del relatore. Si tratta di un’occasione irripetibile per conoscere nei dettagli lo scenario politico, sociale ed istituzionale entro il quale sta prendendo forma il complesso percorso della Brexit e le soluzioni percorribili per tutelare i diritti acquisiti dai nostri connazionali residenti”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, memebro del Cqie e relatore per l’indagine conoscitiva del Comitato. “La concomitanza dell’inizio della nostra missione a Londra con la prima votazione della Camera Britannica sul progetto di legge che porrà fine alla preminenza della legislazione dell’Unione Europea su quella britannica, che dovrebbe annullare il Testo delle Comunità europee del 1972, alla cui sessione parlamentare avremo opportunità di assistere – spiega Di Biagio – rappresenta una segnale non trascurabile per il nostro lavoro di indagine e confronto istituzionale in un momento delicato e ricco di spunti di approfondimento di un fenomeno socio-politico tra i più complessi della storia dell”UE. “L’agenda della missione sarà caratterizzata da diversi momenti di incontro dapprima presso la Scuola Italiana di Londra e nel pomeriggio presso la Camera dei Comuni – sottolinea – dove incontreremo Sir Edward Leigh, Presidente della Commissione di amicizia Italo-Britannica, l’on. Alberto Costa membro della medesima commissione, l’On. Hilary Benn. Presidente della Commissione parlamentare per l’uscita del Regno Unito dall’UE e l’on. Catherine West”.

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Brexit: La Commissione europea pubblica i principi guida relativi all’Irlanda e all’Irlanda del Nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

European CommissionBruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi i principi che guideranno il dialogo politico relativo all’Irlanda e all’Irlanda del Nord nei negoziati sulla Brexit. Il documento odierno indica la necessità di continuare a tutelare e consolidare in ogni sua parte l’Accordo del Venerdì Santo dopo il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea così come di continuare a riconoscere la zona di libero spostamento, che facilita l’interazione fra le persone in Irlanda e nel Regno Unito. Fra gli aspetti fondamentali occorre garantire: che le istituzioni politiche congiunte sulle isole di Gran Bretagna e Irlanda, create con l’Accordo del Venerdì Santo, continuino ad operare; che la cooperazione (in particolare la cooperazione Nord-Sud fra Irlanda e Irlanda del Nord) sia tutelata in tutti i settori rilevanti; che sia tenuto in piena considerazione il diritto di nascita dei Nordirlandesi di identificarsi come Britannici o Irlandesi, o entrambi. La peculiare situazione dell’Irlanda nei negoziati sulla Brexit richiede una soluzione altrettanto peculiare. Nella prima fase dei negoziati l’UE vuole raggiungere un’intesa comune con il Regno Unito sulle conseguenze del suo ritiro sull’Accordo del Venerdì Santo e sulla zona di libero spostamento. Una volta compiuti sufficienti passi avanti sui principi presentati nel documento odierno, le discussioni potranno poi vertere sulla seconda fase dei negoziati, volta a trovare soluzioni flessibili e creative per evitare l’insorgere di una frontiera fisica sull’isola di Irlanda. Queste soluzioni devono rispettare il corretto funzionamento del mercato interno e dell’unione doganale, così come l’integrità e l’efficacia dell’ordinamento giuridico dell’UE. Poiché la decisione di uscire dall’Unione è stata presa dal Regno Unito, ad esso spetta proporre soluzioni a riguardo. Michel Barnier, capo negoziatore della Commissione europea, ha dichiarato: “Il documento pubblicato oggi sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord è un testo conciso e completo, redatto in stretta cooperazione con il governo irlandese. Il nostro scopo è ridurre al minimo le conseguenze, per l’isola di Irlanda, della decisione britannica di uscire dall’UE. Tale decisione è stata presa dal Regno Unito: spetta quindi al Regno Unito presentare soluzioni per superare le difficoltà cui è esposta l’isola di Irlanda.” Il documento di oggi si basa sugli orientamenti del Consiglio europeo, concordati dai 27 capi di Stato o di governo il 29 aprile 2017, e sulle direttive di negoziato del Consiglio del 22 maggio 2017. Entrambi i testi riconoscono le “circostanze specifiche dell’isola d’Irlanda” e la necessità di trovare “soluzioni flessibili e creative” che rispettino al contempo l’integrità dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea. La risoluzione del Parlamento europeo dell’aprile 2017 riconosce anch’essa la posizione unica e le circostanze particolari dell’isola di Irlanda.

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«Brexit, continueremo a cooperare con i paesi membri dell’Ue»

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

Jill_Morris_960«Abbiamo una visione chiara della stretta cooperazione che intendiamo mantenere con i paesi membri dell’Unione europea. Siamo stati parte dell’Unione per quarantaquattro anni. Partiamo dunque da una posizione di totale armonia, che intendiamo mantenere, specie dal punto di vista commerciale. Riteniamo che questo scenario sia il migliore possibile nell’interesse di tutte le parti coinvolte. Vogliamo raggiungere un’intesa doganale in grado di garantire una libera circolazione di beni e servizi senza alcun tipo di “frizione”, tariffa o barriera»: Jill Morris, Ambasciatore britannico in Italia si inserisce nel dibattito sulla Brexit con un’intervista concessa a “Civiltà del Lavoro”, il periodico della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro in distribuzione in questi giorni e disponibile in versione elettronica e completa sul sito della Federazione (www.cavalieridellavoro.it). «La Gran Bretagna sta uscendo dall’Unione Europea, non dall’Europa. Personalmente sono orgogliosa di essere gallese, britannica ed europea – aggiunge il diplomatico -. Noi stiamo lasciando le istituzioni dell’Unione Europea, ma non i valori condivisi: il rispetto dell’uomo, della sua libertà di pensiero, della democrazia, del diritto. Tutti valori che il Regno Unito, un’antica e grande nazione che gode di un retaggio secolare di cultura cosmopolita, intende promuovere e difendere anche a livello internazionale, nelle sedi opportune, come ad esempio le Nazioni Unite, la Nato, il G7 o il G20». L’intervista all’Ambasciatore britannico in Italia è inserita nell’ambito dei servizi di presentazione del Convegno Nazionale che la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e il Gruppo Triveneto organizzano il prossimo 23 settembre a Verona. Un appuntamento, quello nella città scaligera, intitolato “La sfida alle democrazie occidentali. Il quadro delle nuove relazioni internazionali. Il ruolo dell’Europa e dell’Italia”. L’evento, concluso dall’intervento del presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato, si articolerà in due relazioni di scenario (curate dal politologo David Held e dall’economista Carlo Cottarelli), interventi istituzionali (quelli del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani) e due tavole rotonde (La prima: Democrazie, populismi e autoritarismi – La seconda: L’Europa difronte al bivio tra crescita e rigore: un falso dilemma). Nel numero di “Civiltà del Lavoro” in distribuzione, anche le interviste al Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dopo gli interventi per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano, e al segretario della Cei, Monsignor Nunzio Galatino in vista della Settimana sociale dei cattolici a Cagliari prevista nel prossimo mese di ottobre. Completano il periodico i profili dei neo Cavalieri del Lavoro nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 1 giugno e un forum sullo stato di salute e le potenzialità dell’industria del turismo italiana.

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Elezioni UK: il commento delle due affiliate obbligazionarie del gruppo Legg Mason

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

city of londonLondon. By Andrew Belshaw, Head of Investment Management London di Western Asset (Gruppo Legg Mason) “Devi sapere quando continuare a giocare e quando lasciare la mano. Un concetto che il primo ministro Theresa May avrebbe fatto meglio a tenere a mente, quando ha deciso di giocarsi la sicurezza di tre anni di governo con la possibilità di un mandato più forte e duraturo. Il risultato di è chiaro: May ha scommesso e ha perso. Dopo aver fatto una delle peggiori campagne di sempre, il partito conservatore ha ottenuto meno seggi di quanti ne avesse nel Parlamento uscente, insufficienti per formare una maggioranza assoluta, ma abbastanza per rimanere il primo partito in Gran Bretagna. E’ probabile che i Conservatori restino al potere, o con un governo di minoranza o in coalizione con il Northern Ireland’s Democratic Unionist Party (DUP).Adesso entriamo in un periodo di incertezza. La questione più importante è capire che cosa significa per la Brexit. May ha deciso di fare le elezioni anticipate per ottenere un mandato più forte. Ora non ce l’ha. Questo significa che la Brexit sarà più morbida e che il Paese rimarrà all’interno dell’unione doganale europea? Possibile, e la risposta relativamente diversa della sterlina (che ha perso solo il 2% circa rispetto a dollaro e euro) potrebbe riflettere questa eventualità. Ma potrebbe anche non succedere, dato che il DUP è a favore della Brexit e il governo sarà riconoscente con la sua frangia più euroscettica per far passare la legislazione. Vista la portata del voto anti-austerity, un atteggiamento fiscale più morbido/accomodante non può essere escluso dall’agenda del governo, perciò i premi al rischio sui Gilt e altri asset britannici potrebbero aumentare. Qualsiasi governo si formerà nei prossimi giorni, il prossimo primo ministro dovrà fare i conti con altre elezioni a breve termine. Dovrà essere un premier abbastanza forte da guidare il parlamento nei prossimi mesi, anche se è chiaro che il Paese ha perso fiducia nei confronti di Theresa May e della sua leadership.
Siamo sottopesati sulla duration britannica e generalmente neutrali sulla sterlina nei portafoglio dei nostri clienti, e con i rendimenti dei Gilt e i differenziali delle obbligazioni corporate UK che sono un po’ mutati, non anticipiamo nessun cambio immediato nelle strategie di portafoglio. Continueremo a valutare il mercato una volta che le conseguenze politiche diventeranno più chiare.”
By Jack McIntyre, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason)
“Fino al voto, i mercati avevano prezzato una maggioranza del partito conservatore, compresa la possibilità di aumentare il numero di seggi all’interno del Parlamento. Il Primo Ministro May e il partito conservatore non potranno più godere di quella maggioranza e probabilmente dovranno affrontare una situazione di blocco legislativo nei negoziati per la Brexit. Riteniamo che la retorica del Primo Ministro sia stata utilizzata semplicemente a fini politici, per cui forse un parlamento “sospeso” potrebbe portare la May a rivalutare il suo stile e a cambiare approccio nell’affrontare i negoziati per la Brexit, dato che un divorzio con attriti con l’UE non sarebbe nell’interesse del partito.
Tuttavia, i mercati non vedono di buon grado la mancanza di una salda leadership governativa, quindi ci aspettiamo un crollo nella sterlina nel breve periodo, così come nei rendimenti dei Gilt. Sebbene la nostra view di lungo periodo suggerisca che una migliore crescita economica consentirà alla Banca d’Inghilterra una politica più restrittiva, riteniamo che la BoE mantenga il suo attuale atteggiamento accomodante alla prossima riunione del 15 giugno e, più in generale, nel breve termine. Questa elezione è stata sicuramente più impattante sulla sterlina che sull’euro, quindi non ci aspettiamo che l’euro si muova molto contro il dollaro Usa in conseguenza di questi risultati. Ci sono stati altri fattori, come una più forte crescita della zona euro e la recente riunione della BCE che potrebbero influenzare la valutazione dell’euro.”

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European Business Summit explores the future of the technology industry

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

londonLondon. As the EU General Affairs Council meet to discuss Brexit today, the Rt Hon Philip Hammond and members of the European Commission, such as Pierre Moscovici, and Jykri Katainen, will meet to debate what is next for Europe at the European Business Summit. Topics of discussion will include the future of the single market, retaining and attracting young talent in Europe, and future-proofing European industry.One of the hot topics is the future of the technology industry, with a planned roundtable discussion focussing on how to develop an industrial strategy for Europe. FacilityLive, an Italian start-up that is transforming information through unique ‘human language search’ technology, will be speaking for the third year running. They are amongst a group of ambitious firms who are helping revolutionise their individual sectors, by strengthening the business environment for start-ups and creating an ecosystem that nurtures world class leaders in technology. Gianpiero Lotito, the CEO and co-founder of FacilityLive, comments “We are now seeing more multinational companies investing in UK technology start-ups, such as with Japan’s SoftBank financing Improbable. This type of investment highlights Britain and Europe’s exciting potential to produce world-leading technology innovations, but we need to create the right conditions to ensure that companies succeed in Europe and stay in Europe.”
At the European Business Summit, Lotito will shed light on how to develop a successful technology strategy for Europe. With its objective to open up digital opportunities for business and people, he will place emphasis on how the Digital Single Market will allow Europe to become a world leader in the digital economy. Lotito continues: “Europe is a greenfield of opportunity for technology innovators. However, in the current post-Brexit landscape, Europe shouldn’t be looking to simply emulate Silicon Valley or the Asian model. We need to think about distinctive models to encourage growth in Europe.” “The Digital Single Market is crucial to the creation and facilitation of a model made up of ‘small valleys’. We must strive to protect and promote collaboration within Europe’s small towns and also cross-communication between them. Our world class small cities built around leading universities, offer the perfect ecosystem for incubating and cross-fertilising innovation. It is possible to create a multitude of small valleys, where digital innovators work in conjunction with students, entrepreneurs, young skilled professionals and vibrant local institutions. If given the chance to develop and expand, it will pave the way for European technology companies to pursue opportunities that would have been inconceivable a few years ago.”
FacilityLive is an Italian high tech startup with global ambitions, based in Pavia, London and Brussels, which develops a next generation technology for the organisation, management and search of information with patents granted in 44 countries worldwide Founded in 2010 by Mariuccia Teroni and Gianpiero Lotito, innovators for over twenty years in the testing of digital technologies in the publishing world, FacilityLive is already adopted by leading Global and Pan-European companies and world-class system integrators.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

parlamento europeoPrincipali temi all’ordine del giorno:
Negoziati Brexit: dibattito con Tusk. I deputati discuteranno mercoledì mattina i risultati dell’ultimo Summit europeo che ha approvato le linee guida per i negoziati relativi all’uscita del Regno Unito dall’UE con il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e con la Commissione.
Il segretario generale dell’ONU António Guterres interverrà in Parlamento
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in carica dal gennaio scorso, terrà mercoledì a mezzogiorno un discorso in Parlamento.
Si potranno guardare film e TV online dall’estero
Le nuove regole che consentiranno ai cittadini UE con sottoscrizioni online a pagamento per film, serie TV, musica ed eventi sportivi di accedere a questi contenuti durante un soggiorno all’estero, saranno discusse mercoledì e votate giovedì.
Futuro dell’Europa: gestire la globalizzazione
In un dibattito previsto per martedì, i deputati discuteranno, a seguito delle proposte elaborate dalla Commissione, come l’UE può contrastare gli effetti negativi della globalizzazione.
Ridurre lo spreco alimentare
I deputati proporranno misure mirate a dimezzare lo spreco alimentare nell’UE, pari a 88 milioni di tonnellate di cibo all’anno, entro il 2030. Fra queste, si richiede alla Commissione di rimuovere le restrizioni esistenti sulle donazioni di alimenti e di porre fine alla confusione creata dalle etichette alimentari “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”.
Votazione sulla situazione dei diritti fondamentali in Ungheria
La situazione dei diritti fondamentali in Ungheria sarà valutata in una risoluzione in votazione mercoledì, in seguito al dibattito svolto durante la scorsa sessione plenaria.
Discussione sulla persecuzione LGBT in Cecenia
Le persecuzioni, detenzioni, sparizioni e omicidi di omosessuali in Cecenia, denunciate dai media indipendenti russi e da organizzazioni per i diritti umani, saranno discusse martedì sera.
Ricollocazione dei rifugiati: i deputati spronano i Paesi UE a onorare gli impegni presi
Il Parlamento reitererà la richiesta agli Stati membri di dare seguito agli impegni presi sulla ricollocazione dei rifugiati dall’Italia e dalla Grecia verso altri Paesi UE. La scadenza prevista dall’accordo è settembre di quest’anno.
Opzioni per porre fine alla guerra in Siria
Medio Oriente: i deputati spingono per la soluzione dei due Stati
OGM: il Parlamento chiede di vietare le importazioni di mais e cotone
La “lista nera” degli Stati a rischio di riciclaggio di denaro potrebbe essere nuovamente respinta.

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Citizens’ rights must come first in Brexit talks, says Civil Liberties Chair

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Bruxelles“The European Parliament will fulfil its role in ensuring knowledge and transparency on the rights of EU citizens in the UK and UK citizens in the EU”, Civil Liberties Committee Chair Claude Moraes says ahead of today’s hearing on the “The situation and rights of EU citizens in the UK”. The public hearing will analyse the situation of EU citizens living in the United Kingdom and British citizens residing in the EU-27. These citizens – about four million in total – are a key factor in the Brexit negotiations, the outcome of which will have a direct impact on their daily lives.Civil Liberties Committee Chair, Claude Moraes (S&D, UK) says: “There is compelling and building evidence since the Brexit vote, that many EU citizens in the UK are experiencing great uncertainty about their position. We can detect this from some 28% of EU citizens who have applied for UK citizenship since the referendum, who have had their applications rejected or declared invalid. But this is only one example in a complex patchwork which we today want to unpick.“It is crucial to create clarity for the many families and individuals who unwillingly have found themselves in a very precarious and highly insecure situation for almost a year now.Today’s hearing serves as a clear indication that the European Parliament stands ready to fulfil its role in the negotiations by working hard with our constituents, our home governments and the EU institutions to ensure the voices of concerned citizens are being heard. Human beings come first, we are not commodities and what happens on citizens’ rights sets the tone for the entire negotiation and relationship for a generation to come so we must get it right”.
Everyone is aware that the European Parliament will play a key role in the negotiations. The hearing is an important opportunity for the Parliament to gather our own evidence on this important issue. It will help inform the work that we do here, the work of the Parliament Brexit negotiation team and hopefully bring our work in this area to a wider audience”, ends Mr Moraes.

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Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

exeuntRoma 17 maggio a Roma, presso la Sala della Stampa Estera in via dell’Umiltà verrà presentato il nuovo libro di Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”.
Lucia Annunziata condurrà un dibattito che si prospetta di grande interesse al quale parteciperanno l’Ex Ministro Giulio Tremonti; l’Ambasciatore Sergio Vento, il giurista Fulco Lanchester e l’ex giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nonché giurista e docente universitario Enzo Moavero Milanesi.
Il libro di Caporale rappresenta per molti versi una sorta di terza via rispetto al dibattito attuale sul destino dell’Europa accelerato negli ultimi mesi dall’inizio della procedura di uscita da parte della Gran Bretagna. E’ possibile – si chiede l’autore – salvare l’Unione europea dalla dissoluzione senza intonarsi ai cori benpensanti del “serve più Europa”? Ed è possibile criticarne le realizzazioni e le sue stesse basi senza confondersi con il ringhio dei nuovi demagoghi, che scoprono con ventennale ritardo le malformazioni del progetto europeo? In «EXEUNT» Caporale fornisce una risposta positiva a entrambe le domande e, dopo una critica serrata e impietosa condotta tra cronaca e storia, elabora proposte chiare, concrete e attuabili per uscire dall’impasse in cui versa il processo di aggregazione europea dopo la Brexit. L’Unione Europea va principalmente salvata da se stessa, dalla sua natura utopica e post-democratica, dalla sua autocratica albagia, dall’aver incarnato quella che l’autore definisce una paradossale “globalizzazione inutile”. Solo così si potrà disinnescare l’uso distorto e pericoloso della critica euroscettica, oggi tanto alla moda, che si sta affermando con i successi di movimenti politici illiberali, accomunati da posizioni antimoderne e protezioniste, che avversano il mercato e la solidarietà Atlantica. L’azione da compiere consiste nell’utilizzare “granelli che blocchino davvero gli ingranaggi e invertano il moto, piuttosto che le martellate date a casaccio dell’uscita dall’euro e del recesso dai Trattati, inferte con vent’anni di ritardo”, cioè con poche misure chiave che intervengano chirurgicamente su ciò per cui il progetto europeo è oggi a un passo dal baratro: la violazione sistematica del principio di sussidiarietà, la pervasività di normativa irragionevole e dannosa, la mancanza di elasticità intrinseca del processo di integrazione. Nell’ultimo capitolo del libro le proposte su questi temi sono analizzate in modo approfondito. Si tratta, in sintesi, della realizzazione di una nuova meccanica istituzionale, che ruoti su un organismo tecnico che non risponde alla Commissione, capace di garantire l’enforcement del principio di sussidiarietà e che si occupi anche della revisione delle norme che costituiscono l’acquis. Questo nuovo assetto istituzionale va accompagnato con la riforma delle procedure mediante le quali i parlamenti nazionali possono bloccare nuova legislazione e con una drastica semplificazione delle modalità di partecipazione alle cooperazioni rafforzate.L’ordinamento giuridico europeo è già oggi definito da confini incerti che includono elementi di flessibilità senza i quali l’Unione europea sarebbe già finita. In futuro questa tendenza si rafforzerà: il punto è, allora, se subire questo processo o gestirlo, se continuare ad assistere all’erosione del progetto originario di un’Europa uniforme o se, al contrario, inserire gli attuali elementi della sua destabilizzazione in un sistema coerente, che ne rinnovi la missione e ne confermi gli ideali. Un’evoluzione nella quale la contrazione dello spazio di manovra politica della Commissione è necessaria ma coincide con il tentativo di rafforzare l’Unione, confermando che è possibile conciliare princìpi liberali e valori Atlantici con una posizione europeista. (foto: exeunt)

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Effetto dirompente della Brexit sulle imprese europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

londra

The Bridges Not Walls movement drop a banner reading “Bridges Not Walls’ from Tower Bridge in London to coincide with banner drops all over the UK sending a clear message to Donald Trump the 45th president of the United States to build bridges not walls on the day of his inauguration. (photo by Andrew Aitchison)

Londra. Una recente indagine di Willis Towers Watson rivela che circa i due terzi (59%) delle imprese europee con interessi nel Regno Unito vede la Brexit come “ennesimo momento di discontinuità” piuttosto che come una “sfida fondamentale” il 26% degli intervistati, inoltre, dichiara di aver timori al riguardo per il proprio business.La survey, che ha coinvolto circa 100 dirigenti HR europei, appartenenti principalmente a grosse multinazionali, evidenzia inoltre preoccupazioni relative al recruitment, alla retention, alle retribuzioni e ai benefits dei talenti di cui necessita il Regno Unito.
I risultati dell’indagine arrivano in un momento cruciale della Brexit, il governo del Regno Unito ha invocato l’articolo 50 e lo scorso 29 marzo sono iniziati i negoziati formali per lasciare l’UE.Edoardo Cesarini, Amministratore Delegato di Legacy Towers Watson, Willis Towers Watson, commenta: “La Brexit è una questione cruciale per le imprese che hanno forti interessi economici nel Paese ma piuttosto che essere vista come una sfida è percepita come un disagio. Questa relativa fiducia è incoraggiante per la pianificazione e la crescita, ma molte aziende sono chiaramente preoccupate su come mantenere nel Regno Unito personale qualificato e su come attrare e ricompensare i talenti provenienti dal resto dell’Unione Europea”.Più di un terzo (36%) degli intervistati ha dichiarato che le imprese per cui lavorano sono più preoccupate riguardo l’attrarre e trattenere nel Regno Unito cittadini europei con competenze specifiche. Una percentuale simile (31%) sta attualmente affrontando il un problema della mobilità del personale di alto livello tra il Regno Unito e l’Unione Europea e il 29% evidenzia come sia più di una priorità per tutto il resto dei dipendenti.
Inoltre, da quando c’è stato il referendum, il 24% delle imprese ha già valutato la tipologia delle competenze e il numero del personale minimo necessario nel Regno Unito, mentre il 29% lo sta facendo o ha intenzione di farlo entro i prossimi tre mesi.Edoardo Cesarini aggiunge: “Le imprese sono preoccupate per gli ostacoli alle competenze che potranno essere messi in atto nel post-Brexit e stanno facendo il punto della situazione. Molti hanno indicato la mobilità del personale come un problema, sia per le posizioni manageriali senior che per ruoli specialistici.“L’ansia di mantenere personale non britannico è già palpabile. L’abbassamento del valore della sterlina ha avuto come conseguenza retribuzioni meno attraenti. Di fronte a questo, alcune aziende stanno cercando di affrontare la questione aumentando la retribuzione e gli incentivi”.Dall’indagine è emerso inoltre che uno su cinque degli intervistati (20%) ha ammesso che la questione della retribuzione nel Regno Unito è diventata più di un problema per i non residenti nel Regno Unito. Allo stesso modo, quando gli viene chiesto se hanno fatto delle variazioni al costo della vita per gli expatriate, il 15% dichiara di averle fatte o di averle progettate per realizzarle entro i prossimi tre mesi, il 16% ha dichiarato di prendere in considerazione la questione.Per maggiori informazioni: willistowerswatson.com

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Esce in libreria per Rubbettino “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

Exeunt“Exeunt”, se ne vanno. È emblematico il titolo del nuovo libro di Roberto Caporale, un monito e allo stesso tempo una constatazione. Un volume che affronta la svolta europea del post-Brexit in una chiave certamente originale, una sorta di terza via tra i cori benpensanti del “Serve più Europa” e i ringhi dei nuovi demagoghi che scoprono (in ritardo) le deficienze del progetto europeo. Un libro che esce in concomitanza con un momento di accelerazione dello strappo della Gran Bretagna alla bandiera stellata su campo azzurro, strappo che già molti mettevano in dubbio e che ora invece dà nuova linfa ai movimenti antieuropei. Per Roberto Caporale, economista e manager con un bagaglio di importanti esperienze internazionali, si è entrati ora in una fase complicatissima durante la quale si farebbe bene ad “abbassare la voce” e depoliticizzare il negoziato.
Una scelta, quella della Gran Bretagna, che non apre così facilmente la stura agli antieuropeisti del Bel Paese. Sempre Caporale mette in guardia dall’associare la Gran Bretagna agli altri paesi UE. La prima ha una proiezione globale di gran lunga superiore a quella degli altri paesi membri. È una potenza nucleare, è membro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Per la Gran Bretagna l’Unione Europea è più un canale commerciale attraverso il quale vendere merci e servizi. Le uscite di altri Paesi dall’Eurozona sono da considerarsi catastrofiche e irrealistiche.
Come se ne esce allora? Riformando l’Europa con granelli di sabbia non con le martellate: rivedendo il principio di sussidiarietà, dando maggiore importanza ai parlamenti nazionali e riducendo al contempo il potere della Commissione, semplificando drasticamente la normative comunitaria, considerando le cooperazioni rafforzate come “regola” e non come eccezione, ma soprattutto recuperando una dimensione diplomatica che probabilmente qualcuno aveva erroneamente giudicato superflua.
Quella dell’Unione europea è la storia di due piani che si sovrappongono, si confondono e si inseguono nella cronaca e nella storia. Il primo, pragmatico e tutto da salvare, consiste nello spazio di libertà creato dal Mercato unico, dalla pace e dal dialogo voluti dai suoi fondatori, dal viaggiare senza controlli, dal lavorare, comprare ed esportare ovunque. Il secondo è quello del “credo europeista” che non ammette eresie ma solo abiure finanziarie, officiato da una sovrastruttura autocratica che nulla ha a che vedere con le ragioni dell’efficienza economica, che mette a rischio i nostri rapporti atlantici, che vuole creare un Mondo Nuovo. Grazie alla Brexit si può finalmente parlare d’Europa in modo desacralizzato, in un percorso tra passato e futuro, lontano dal confronto ormai stereotipato tra europeisti ed euroscettici. Roberto Caporale, economista e manager, ha lavorato in istituzioni bancarie internazionali e ricoperto posizioni di vertice in diverse aziende pubbliche. Ha svolto attività di Consigliere per il Ministro dell’Economia e delle Finanze e per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha scritto di economia e politica per numerosi quotidiani nazionali. (foto: Exeunt)

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BREXIT – BDO: sterlina debole, inflazione e IVA spine nel fianco della Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 aprile 2017

sterlinaLondra. Rallentamento dei consumi e inflazione galoppante sono i primi nodi che la Gran Bretagna in fase di transizione verso Brexit si trova a dover affrontare. Secondo BDO, network internazionale di revisione contabile e consulenza aziendale, infatti, l’impatto economico di una sterlina sempre più debole nei confronti dell’euro porterà più dolori che benefici.Il recente studio Manufacturing Outlook Q1 2017 di BDO rivela che la prima vera sfida per l’economia inglese si giocherà sul terreno dei salari e dei consumi. Il settore alimentare sarà quello che avrà un impatto maggiore sulle tasche dei consumatori inglesi: i costi di importazione, alla luce della debolezza della sterlina, faranno lievitare i costi retail del food&beverage tra il 5 e il 10%. Ci si aspetta che gli inglesi reagiscano a questo trend nella maniera più immediata, ovvero frenando il consumo di questi beni.
L’inflazione in aumento, a cui non sta corrispondendo un aumento dei salari, porterà quindi a un rallentamento dei consumi. La sterlina rimarrà debole, continuando a spronare l’export britannico ma anche il segmento del turismo. Per l’inflazione, in particolare, si stima un aumento del 2,8% nel corso del 2017. Bisognerà attendere il 2018, secondo BDO, perché l’inflazione faccia qualche passo indietro.
Il 2016 è stato un anno di crescita per la manifattura britannica, con un +0,7% fatto segnare dalla produzione industriale nazionale: un risultato oltre le aspettative. Negli ultimi mesi dell’anno scorso, le statistiche hanno mostrato un incremento in più della metà dei segmenti industriali, segno che il referendum su UE non ha causato danni irreparabili all’industria inglese. Gli indicatori di questo inizio d’anno fanno pensare che questi trend positivi siano stati trasportati anche nel 2017, con la sterlina debole che continua a gonfiare le vele dell’export britannico. Le aziende in Gran Bretagna pianificano investimenti e assunzioni per il prossimo futuro, segno che il manifatturiero inglese ha le capacità e le abilità per rispondere alle esigenze dei clienti a livello internazionale.Le previsioni di BDO per il primo trimestre del 2017 in UK sono tutte positive: sia il mercato domestico sia il mercato estero vengono stimati in crescita, così come la fiducia delle imprese, il livello occupazionale e gli investimenti. Esaminando i soli dati economici, i trend positivi dovrebbero continuare anche nel corso del secondo trimestre dell’anno, grande influenza sullo scenario generale la avranno i negoziati dopo l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, prevista per il 29 marzo, che segnerà l’inizio della “Brexit” ufficiale, ovvero l’uscita ufficiale della Gran Bretagna dalla UE.Il report di BDO Business Trends ci dà un quadro preciso della situazione inglese in piena Brexit di questi primi mesi del 2017. Salvo l’indice relativo all’occupazione, rimasto stabile rispetto al mese precedente al valore di 101,9, tutti gli altri indici registrano in febbraio un calo rispetto al mese precedente. L’indice sull’occupazione rimane ai livelli più alti registrati dal maggio 2016, con un tasso di occupazione che rimane al livello record di 74,6% e un tasso di disoccupazione di solo il 4,8%. A ciò non corrisponde, tuttavia, un adeguato incremento della media dei redditi dei lavoratori. Si prevede un possibile indebolimento del mercato del lavoro nei prossimi mesi, a causa del clima di incertezza generale, che potrebbe portare a un ritardo nei processi di assunzione. “I rapidi cambiamenti dal punto di vista tecnologico e regolatorio, la crescita di movimenti politici populisti, un rapporto incerto con i Paesi UE e le opportunità nascenti di accordi commerciali in tutto il globo stanno facendo sì che i confini che una volta davano forma al modo di fare business del manifatturiero inglese stiano cambiando o scomparendo – prosegue Del Bianco di BDO Italia. – I risultati di questo Q1, tuttavia, mostrano quanto l’industria britannica si stia rivelando resiliente a tutti questi cambiamenti in atto.” Nel mese di febbraio, l’output index ha subito un leggero calo rispetto al mese precedente, passando dal 97,5 di gennaio al 97,2 di febbraio…[…]

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