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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘brexit’

«Brexit, continueremo a cooperare con i paesi membri dell’Ue»

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

Jill_Morris_960«Abbiamo una visione chiara della stretta cooperazione che intendiamo mantenere con i paesi membri dell’Unione europea. Siamo stati parte dell’Unione per quarantaquattro anni. Partiamo dunque da una posizione di totale armonia, che intendiamo mantenere, specie dal punto di vista commerciale. Riteniamo che questo scenario sia il migliore possibile nell’interesse di tutte le parti coinvolte. Vogliamo raggiungere un’intesa doganale in grado di garantire una libera circolazione di beni e servizi senza alcun tipo di “frizione”, tariffa o barriera»: Jill Morris, Ambasciatore britannico in Italia si inserisce nel dibattito sulla Brexit con un’intervista concessa a “Civiltà del Lavoro”, il periodico della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro in distribuzione in questi giorni e disponibile in versione elettronica e completa sul sito della Federazione (www.cavalieridellavoro.it). «La Gran Bretagna sta uscendo dall’Unione Europea, non dall’Europa. Personalmente sono orgogliosa di essere gallese, britannica ed europea – aggiunge il diplomatico -. Noi stiamo lasciando le istituzioni dell’Unione Europea, ma non i valori condivisi: il rispetto dell’uomo, della sua libertà di pensiero, della democrazia, del diritto. Tutti valori che il Regno Unito, un’antica e grande nazione che gode di un retaggio secolare di cultura cosmopolita, intende promuovere e difendere anche a livello internazionale, nelle sedi opportune, come ad esempio le Nazioni Unite, la Nato, il G7 o il G20». L’intervista all’Ambasciatore britannico in Italia è inserita nell’ambito dei servizi di presentazione del Convegno Nazionale che la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e il Gruppo Triveneto organizzano il prossimo 23 settembre a Verona. Un appuntamento, quello nella città scaligera, intitolato “La sfida alle democrazie occidentali. Il quadro delle nuove relazioni internazionali. Il ruolo dell’Europa e dell’Italia”. L’evento, concluso dall’intervento del presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato, si articolerà in due relazioni di scenario (curate dal politologo David Held e dall’economista Carlo Cottarelli), interventi istituzionali (quelli del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani) e due tavole rotonde (La prima: Democrazie, populismi e autoritarismi – La seconda: L’Europa difronte al bivio tra crescita e rigore: un falso dilemma). Nel numero di “Civiltà del Lavoro” in distribuzione, anche le interviste al Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dopo gli interventi per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano, e al segretario della Cei, Monsignor Nunzio Galatino in vista della Settimana sociale dei cattolici a Cagliari prevista nel prossimo mese di ottobre. Completano il periodico i profili dei neo Cavalieri del Lavoro nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 1 giugno e un forum sullo stato di salute e le potenzialità dell’industria del turismo italiana.

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Elezioni UK: il commento delle due affiliate obbligazionarie del gruppo Legg Mason

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

city of londonLondon. By Andrew Belshaw, Head of Investment Management London di Western Asset (Gruppo Legg Mason) “Devi sapere quando continuare a giocare e quando lasciare la mano. Un concetto che il primo ministro Theresa May avrebbe fatto meglio a tenere a mente, quando ha deciso di giocarsi la sicurezza di tre anni di governo con la possibilità di un mandato più forte e duraturo. Il risultato di è chiaro: May ha scommesso e ha perso. Dopo aver fatto una delle peggiori campagne di sempre, il partito conservatore ha ottenuto meno seggi di quanti ne avesse nel Parlamento uscente, insufficienti per formare una maggioranza assoluta, ma abbastanza per rimanere il primo partito in Gran Bretagna. E’ probabile che i Conservatori restino al potere, o con un governo di minoranza o in coalizione con il Northern Ireland’s Democratic Unionist Party (DUP).Adesso entriamo in un periodo di incertezza. La questione più importante è capire che cosa significa per la Brexit. May ha deciso di fare le elezioni anticipate per ottenere un mandato più forte. Ora non ce l’ha. Questo significa che la Brexit sarà più morbida e che il Paese rimarrà all’interno dell’unione doganale europea? Possibile, e la risposta relativamente diversa della sterlina (che ha perso solo il 2% circa rispetto a dollaro e euro) potrebbe riflettere questa eventualità. Ma potrebbe anche non succedere, dato che il DUP è a favore della Brexit e il governo sarà riconoscente con la sua frangia più euroscettica per far passare la legislazione. Vista la portata del voto anti-austerity, un atteggiamento fiscale più morbido/accomodante non può essere escluso dall’agenda del governo, perciò i premi al rischio sui Gilt e altri asset britannici potrebbero aumentare. Qualsiasi governo si formerà nei prossimi giorni, il prossimo primo ministro dovrà fare i conti con altre elezioni a breve termine. Dovrà essere un premier abbastanza forte da guidare il parlamento nei prossimi mesi, anche se è chiaro che il Paese ha perso fiducia nei confronti di Theresa May e della sua leadership.
Siamo sottopesati sulla duration britannica e generalmente neutrali sulla sterlina nei portafoglio dei nostri clienti, e con i rendimenti dei Gilt e i differenziali delle obbligazioni corporate UK che sono un po’ mutati, non anticipiamo nessun cambio immediato nelle strategie di portafoglio. Continueremo a valutare il mercato una volta che le conseguenze politiche diventeranno più chiare.”
By Jack McIntyre, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason)
“Fino al voto, i mercati avevano prezzato una maggioranza del partito conservatore, compresa la possibilità di aumentare il numero di seggi all’interno del Parlamento. Il Primo Ministro May e il partito conservatore non potranno più godere di quella maggioranza e probabilmente dovranno affrontare una situazione di blocco legislativo nei negoziati per la Brexit. Riteniamo che la retorica del Primo Ministro sia stata utilizzata semplicemente a fini politici, per cui forse un parlamento “sospeso” potrebbe portare la May a rivalutare il suo stile e a cambiare approccio nell’affrontare i negoziati per la Brexit, dato che un divorzio con attriti con l’UE non sarebbe nell’interesse del partito.
Tuttavia, i mercati non vedono di buon grado la mancanza di una salda leadership governativa, quindi ci aspettiamo un crollo nella sterlina nel breve periodo, così come nei rendimenti dei Gilt. Sebbene la nostra view di lungo periodo suggerisca che una migliore crescita economica consentirà alla Banca d’Inghilterra una politica più restrittiva, riteniamo che la BoE mantenga il suo attuale atteggiamento accomodante alla prossima riunione del 15 giugno e, più in generale, nel breve termine. Questa elezione è stata sicuramente più impattante sulla sterlina che sull’euro, quindi non ci aspettiamo che l’euro si muova molto contro il dollaro Usa in conseguenza di questi risultati. Ci sono stati altri fattori, come una più forte crescita della zona euro e la recente riunione della BCE che potrebbero influenzare la valutazione dell’euro.”

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European Business Summit explores the future of the technology industry

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

londonLondon. As the EU General Affairs Council meet to discuss Brexit today, the Rt Hon Philip Hammond and members of the European Commission, such as Pierre Moscovici, and Jykri Katainen, will meet to debate what is next for Europe at the European Business Summit. Topics of discussion will include the future of the single market, retaining and attracting young talent in Europe, and future-proofing European industry.One of the hot topics is the future of the technology industry, with a planned roundtable discussion focussing on how to develop an industrial strategy for Europe. FacilityLive, an Italian start-up that is transforming information through unique ‘human language search’ technology, will be speaking for the third year running. They are amongst a group of ambitious firms who are helping revolutionise their individual sectors, by strengthening the business environment for start-ups and creating an ecosystem that nurtures world class leaders in technology. Gianpiero Lotito, the CEO and co-founder of FacilityLive, comments “We are now seeing more multinational companies investing in UK technology start-ups, such as with Japan’s SoftBank financing Improbable. This type of investment highlights Britain and Europe’s exciting potential to produce world-leading technology innovations, but we need to create the right conditions to ensure that companies succeed in Europe and stay in Europe.”
At the European Business Summit, Lotito will shed light on how to develop a successful technology strategy for Europe. With its objective to open up digital opportunities for business and people, he will place emphasis on how the Digital Single Market will allow Europe to become a world leader in the digital economy. Lotito continues: “Europe is a greenfield of opportunity for technology innovators. However, in the current post-Brexit landscape, Europe shouldn’t be looking to simply emulate Silicon Valley or the Asian model. We need to think about distinctive models to encourage growth in Europe.” “The Digital Single Market is crucial to the creation and facilitation of a model made up of ‘small valleys’. We must strive to protect and promote collaboration within Europe’s small towns and also cross-communication between them. Our world class small cities built around leading universities, offer the perfect ecosystem for incubating and cross-fertilising innovation. It is possible to create a multitude of small valleys, where digital innovators work in conjunction with students, entrepreneurs, young skilled professionals and vibrant local institutions. If given the chance to develop and expand, it will pave the way for European technology companies to pursue opportunities that would have been inconceivable a few years ago.”
FacilityLive is an Italian high tech startup with global ambitions, based in Pavia, London and Brussels, which develops a next generation technology for the organisation, management and search of information with patents granted in 44 countries worldwide Founded in 2010 by Mariuccia Teroni and Gianpiero Lotito, innovators for over twenty years in the testing of digital technologies in the publishing world, FacilityLive is already adopted by leading Global and Pan-European companies and world-class system integrators.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

parlamento europeoPrincipali temi all’ordine del giorno:
Negoziati Brexit: dibattito con Tusk. I deputati discuteranno mercoledì mattina i risultati dell’ultimo Summit europeo che ha approvato le linee guida per i negoziati relativi all’uscita del Regno Unito dall’UE con il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e con la Commissione.
Il segretario generale dell’ONU António Guterres interverrà in Parlamento
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in carica dal gennaio scorso, terrà mercoledì a mezzogiorno un discorso in Parlamento.
Si potranno guardare film e TV online dall’estero
Le nuove regole che consentiranno ai cittadini UE con sottoscrizioni online a pagamento per film, serie TV, musica ed eventi sportivi di accedere a questi contenuti durante un soggiorno all’estero, saranno discusse mercoledì e votate giovedì.
Futuro dell’Europa: gestire la globalizzazione
In un dibattito previsto per martedì, i deputati discuteranno, a seguito delle proposte elaborate dalla Commissione, come l’UE può contrastare gli effetti negativi della globalizzazione.
Ridurre lo spreco alimentare
I deputati proporranno misure mirate a dimezzare lo spreco alimentare nell’UE, pari a 88 milioni di tonnellate di cibo all’anno, entro il 2030. Fra queste, si richiede alla Commissione di rimuovere le restrizioni esistenti sulle donazioni di alimenti e di porre fine alla confusione creata dalle etichette alimentari “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”.
Votazione sulla situazione dei diritti fondamentali in Ungheria
La situazione dei diritti fondamentali in Ungheria sarà valutata in una risoluzione in votazione mercoledì, in seguito al dibattito svolto durante la scorsa sessione plenaria.
Discussione sulla persecuzione LGBT in Cecenia
Le persecuzioni, detenzioni, sparizioni e omicidi di omosessuali in Cecenia, denunciate dai media indipendenti russi e da organizzazioni per i diritti umani, saranno discusse martedì sera.
Ricollocazione dei rifugiati: i deputati spronano i Paesi UE a onorare gli impegni presi
Il Parlamento reitererà la richiesta agli Stati membri di dare seguito agli impegni presi sulla ricollocazione dei rifugiati dall’Italia e dalla Grecia verso altri Paesi UE. La scadenza prevista dall’accordo è settembre di quest’anno.
Opzioni per porre fine alla guerra in Siria
Medio Oriente: i deputati spingono per la soluzione dei due Stati
OGM: il Parlamento chiede di vietare le importazioni di mais e cotone
La “lista nera” degli Stati a rischio di riciclaggio di denaro potrebbe essere nuovamente respinta.

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Citizens’ rights must come first in Brexit talks, says Civil Liberties Chair

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Bruxelles“The European Parliament will fulfil its role in ensuring knowledge and transparency on the rights of EU citizens in the UK and UK citizens in the EU”, Civil Liberties Committee Chair Claude Moraes says ahead of today’s hearing on the “The situation and rights of EU citizens in the UK”. The public hearing will analyse the situation of EU citizens living in the United Kingdom and British citizens residing in the EU-27. These citizens – about four million in total – are a key factor in the Brexit negotiations, the outcome of which will have a direct impact on their daily lives.Civil Liberties Committee Chair, Claude Moraes (S&D, UK) says: “There is compelling and building evidence since the Brexit vote, that many EU citizens in the UK are experiencing great uncertainty about their position. We can detect this from some 28% of EU citizens who have applied for UK citizenship since the referendum, who have had their applications rejected or declared invalid. But this is only one example in a complex patchwork which we today want to unpick.“It is crucial to create clarity for the many families and individuals who unwillingly have found themselves in a very precarious and highly insecure situation for almost a year now.Today’s hearing serves as a clear indication that the European Parliament stands ready to fulfil its role in the negotiations by working hard with our constituents, our home governments and the EU institutions to ensure the voices of concerned citizens are being heard. Human beings come first, we are not commodities and what happens on citizens’ rights sets the tone for the entire negotiation and relationship for a generation to come so we must get it right”.
Everyone is aware that the European Parliament will play a key role in the negotiations. The hearing is an important opportunity for the Parliament to gather our own evidence on this important issue. It will help inform the work that we do here, the work of the Parliament Brexit negotiation team and hopefully bring our work in this area to a wider audience”, ends Mr Moraes.

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Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

exeuntRoma 17 maggio a Roma, presso la Sala della Stampa Estera in via dell’Umiltà verrà presentato il nuovo libro di Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”.
Lucia Annunziata condurrà un dibattito che si prospetta di grande interesse al quale parteciperanno l’Ex Ministro Giulio Tremonti; l’Ambasciatore Sergio Vento, il giurista Fulco Lanchester e l’ex giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nonché giurista e docente universitario Enzo Moavero Milanesi.
Il libro di Caporale rappresenta per molti versi una sorta di terza via rispetto al dibattito attuale sul destino dell’Europa accelerato negli ultimi mesi dall’inizio della procedura di uscita da parte della Gran Bretagna. E’ possibile – si chiede l’autore – salvare l’Unione europea dalla dissoluzione senza intonarsi ai cori benpensanti del “serve più Europa”? Ed è possibile criticarne le realizzazioni e le sue stesse basi senza confondersi con il ringhio dei nuovi demagoghi, che scoprono con ventennale ritardo le malformazioni del progetto europeo? In «EXEUNT» Caporale fornisce una risposta positiva a entrambe le domande e, dopo una critica serrata e impietosa condotta tra cronaca e storia, elabora proposte chiare, concrete e attuabili per uscire dall’impasse in cui versa il processo di aggregazione europea dopo la Brexit. L’Unione Europea va principalmente salvata da se stessa, dalla sua natura utopica e post-democratica, dalla sua autocratica albagia, dall’aver incarnato quella che l’autore definisce una paradossale “globalizzazione inutile”. Solo così si potrà disinnescare l’uso distorto e pericoloso della critica euroscettica, oggi tanto alla moda, che si sta affermando con i successi di movimenti politici illiberali, accomunati da posizioni antimoderne e protezioniste, che avversano il mercato e la solidarietà Atlantica. L’azione da compiere consiste nell’utilizzare “granelli che blocchino davvero gli ingranaggi e invertano il moto, piuttosto che le martellate date a casaccio dell’uscita dall’euro e del recesso dai Trattati, inferte con vent’anni di ritardo”, cioè con poche misure chiave che intervengano chirurgicamente su ciò per cui il progetto europeo è oggi a un passo dal baratro: la violazione sistematica del principio di sussidiarietà, la pervasività di normativa irragionevole e dannosa, la mancanza di elasticità intrinseca del processo di integrazione. Nell’ultimo capitolo del libro le proposte su questi temi sono analizzate in modo approfondito. Si tratta, in sintesi, della realizzazione di una nuova meccanica istituzionale, che ruoti su un organismo tecnico che non risponde alla Commissione, capace di garantire l’enforcement del principio di sussidiarietà e che si occupi anche della revisione delle norme che costituiscono l’acquis. Questo nuovo assetto istituzionale va accompagnato con la riforma delle procedure mediante le quali i parlamenti nazionali possono bloccare nuova legislazione e con una drastica semplificazione delle modalità di partecipazione alle cooperazioni rafforzate.L’ordinamento giuridico europeo è già oggi definito da confini incerti che includono elementi di flessibilità senza i quali l’Unione europea sarebbe già finita. In futuro questa tendenza si rafforzerà: il punto è, allora, se subire questo processo o gestirlo, se continuare ad assistere all’erosione del progetto originario di un’Europa uniforme o se, al contrario, inserire gli attuali elementi della sua destabilizzazione in un sistema coerente, che ne rinnovi la missione e ne confermi gli ideali. Un’evoluzione nella quale la contrazione dello spazio di manovra politica della Commissione è necessaria ma coincide con il tentativo di rafforzare l’Unione, confermando che è possibile conciliare princìpi liberali e valori Atlantici con una posizione europeista. (foto: exeunt)

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Effetto dirompente della Brexit sulle imprese europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

londra

The Bridges Not Walls movement drop a banner reading “Bridges Not Walls’ from Tower Bridge in London to coincide with banner drops all over the UK sending a clear message to Donald Trump the 45th president of the United States to build bridges not walls on the day of his inauguration. (photo by Andrew Aitchison)

Londra. Una recente indagine di Willis Towers Watson rivela che circa i due terzi (59%) delle imprese europee con interessi nel Regno Unito vede la Brexit come “ennesimo momento di discontinuità” piuttosto che come una “sfida fondamentale” il 26% degli intervistati, inoltre, dichiara di aver timori al riguardo per il proprio business.La survey, che ha coinvolto circa 100 dirigenti HR europei, appartenenti principalmente a grosse multinazionali, evidenzia inoltre preoccupazioni relative al recruitment, alla retention, alle retribuzioni e ai benefits dei talenti di cui necessita il Regno Unito.
I risultati dell’indagine arrivano in un momento cruciale della Brexit, il governo del Regno Unito ha invocato l’articolo 50 e lo scorso 29 marzo sono iniziati i negoziati formali per lasciare l’UE.Edoardo Cesarini, Amministratore Delegato di Legacy Towers Watson, Willis Towers Watson, commenta: “La Brexit è una questione cruciale per le imprese che hanno forti interessi economici nel Paese ma piuttosto che essere vista come una sfida è percepita come un disagio. Questa relativa fiducia è incoraggiante per la pianificazione e la crescita, ma molte aziende sono chiaramente preoccupate su come mantenere nel Regno Unito personale qualificato e su come attrare e ricompensare i talenti provenienti dal resto dell’Unione Europea”.Più di un terzo (36%) degli intervistati ha dichiarato che le imprese per cui lavorano sono più preoccupate riguardo l’attrarre e trattenere nel Regno Unito cittadini europei con competenze specifiche. Una percentuale simile (31%) sta attualmente affrontando il un problema della mobilità del personale di alto livello tra il Regno Unito e l’Unione Europea e il 29% evidenzia come sia più di una priorità per tutto il resto dei dipendenti.
Inoltre, da quando c’è stato il referendum, il 24% delle imprese ha già valutato la tipologia delle competenze e il numero del personale minimo necessario nel Regno Unito, mentre il 29% lo sta facendo o ha intenzione di farlo entro i prossimi tre mesi.Edoardo Cesarini aggiunge: “Le imprese sono preoccupate per gli ostacoli alle competenze che potranno essere messi in atto nel post-Brexit e stanno facendo il punto della situazione. Molti hanno indicato la mobilità del personale come un problema, sia per le posizioni manageriali senior che per ruoli specialistici.“L’ansia di mantenere personale non britannico è già palpabile. L’abbassamento del valore della sterlina ha avuto come conseguenza retribuzioni meno attraenti. Di fronte a questo, alcune aziende stanno cercando di affrontare la questione aumentando la retribuzione e gli incentivi”.Dall’indagine è emerso inoltre che uno su cinque degli intervistati (20%) ha ammesso che la questione della retribuzione nel Regno Unito è diventata più di un problema per i non residenti nel Regno Unito. Allo stesso modo, quando gli viene chiesto se hanno fatto delle variazioni al costo della vita per gli expatriate, il 15% dichiara di averle fatte o di averle progettate per realizzarle entro i prossimi tre mesi, il 16% ha dichiarato di prendere in considerazione la questione.Per maggiori informazioni: willistowerswatson.com

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Esce in libreria per Rubbettino “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

Exeunt“Exeunt”, se ne vanno. È emblematico il titolo del nuovo libro di Roberto Caporale, un monito e allo stesso tempo una constatazione. Un volume che affronta la svolta europea del post-Brexit in una chiave certamente originale, una sorta di terza via tra i cori benpensanti del “Serve più Europa” e i ringhi dei nuovi demagoghi che scoprono (in ritardo) le deficienze del progetto europeo. Un libro che esce in concomitanza con un momento di accelerazione dello strappo della Gran Bretagna alla bandiera stellata su campo azzurro, strappo che già molti mettevano in dubbio e che ora invece dà nuova linfa ai movimenti antieuropei. Per Roberto Caporale, economista e manager con un bagaglio di importanti esperienze internazionali, si è entrati ora in una fase complicatissima durante la quale si farebbe bene ad “abbassare la voce” e depoliticizzare il negoziato.
Una scelta, quella della Gran Bretagna, che non apre così facilmente la stura agli antieuropeisti del Bel Paese. Sempre Caporale mette in guardia dall’associare la Gran Bretagna agli altri paesi UE. La prima ha una proiezione globale di gran lunga superiore a quella degli altri paesi membri. È una potenza nucleare, è membro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Per la Gran Bretagna l’Unione Europea è più un canale commerciale attraverso il quale vendere merci e servizi. Le uscite di altri Paesi dall’Eurozona sono da considerarsi catastrofiche e irrealistiche.
Come se ne esce allora? Riformando l’Europa con granelli di sabbia non con le martellate: rivedendo il principio di sussidiarietà, dando maggiore importanza ai parlamenti nazionali e riducendo al contempo il potere della Commissione, semplificando drasticamente la normative comunitaria, considerando le cooperazioni rafforzate come “regola” e non come eccezione, ma soprattutto recuperando una dimensione diplomatica che probabilmente qualcuno aveva erroneamente giudicato superflua.
Quella dell’Unione europea è la storia di due piani che si sovrappongono, si confondono e si inseguono nella cronaca e nella storia. Il primo, pragmatico e tutto da salvare, consiste nello spazio di libertà creato dal Mercato unico, dalla pace e dal dialogo voluti dai suoi fondatori, dal viaggiare senza controlli, dal lavorare, comprare ed esportare ovunque. Il secondo è quello del “credo europeista” che non ammette eresie ma solo abiure finanziarie, officiato da una sovrastruttura autocratica che nulla ha a che vedere con le ragioni dell’efficienza economica, che mette a rischio i nostri rapporti atlantici, che vuole creare un Mondo Nuovo. Grazie alla Brexit si può finalmente parlare d’Europa in modo desacralizzato, in un percorso tra passato e futuro, lontano dal confronto ormai stereotipato tra europeisti ed euroscettici. Roberto Caporale, economista e manager, ha lavorato in istituzioni bancarie internazionali e ricoperto posizioni di vertice in diverse aziende pubbliche. Ha svolto attività di Consigliere per il Ministro dell’Economia e delle Finanze e per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha scritto di economia e politica per numerosi quotidiani nazionali. (foto: Exeunt)

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BREXIT – BDO: sterlina debole, inflazione e IVA spine nel fianco della Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 aprile 2017

sterlinaLondra. Rallentamento dei consumi e inflazione galoppante sono i primi nodi che la Gran Bretagna in fase di transizione verso Brexit si trova a dover affrontare. Secondo BDO, network internazionale di revisione contabile e consulenza aziendale, infatti, l’impatto economico di una sterlina sempre più debole nei confronti dell’euro porterà più dolori che benefici.Il recente studio Manufacturing Outlook Q1 2017 di BDO rivela che la prima vera sfida per l’economia inglese si giocherà sul terreno dei salari e dei consumi. Il settore alimentare sarà quello che avrà un impatto maggiore sulle tasche dei consumatori inglesi: i costi di importazione, alla luce della debolezza della sterlina, faranno lievitare i costi retail del food&beverage tra il 5 e il 10%. Ci si aspetta che gli inglesi reagiscano a questo trend nella maniera più immediata, ovvero frenando il consumo di questi beni.
L’inflazione in aumento, a cui non sta corrispondendo un aumento dei salari, porterà quindi a un rallentamento dei consumi. La sterlina rimarrà debole, continuando a spronare l’export britannico ma anche il segmento del turismo. Per l’inflazione, in particolare, si stima un aumento del 2,8% nel corso del 2017. Bisognerà attendere il 2018, secondo BDO, perché l’inflazione faccia qualche passo indietro.
Il 2016 è stato un anno di crescita per la manifattura britannica, con un +0,7% fatto segnare dalla produzione industriale nazionale: un risultato oltre le aspettative. Negli ultimi mesi dell’anno scorso, le statistiche hanno mostrato un incremento in più della metà dei segmenti industriali, segno che il referendum su UE non ha causato danni irreparabili all’industria inglese. Gli indicatori di questo inizio d’anno fanno pensare che questi trend positivi siano stati trasportati anche nel 2017, con la sterlina debole che continua a gonfiare le vele dell’export britannico. Le aziende in Gran Bretagna pianificano investimenti e assunzioni per il prossimo futuro, segno che il manifatturiero inglese ha le capacità e le abilità per rispondere alle esigenze dei clienti a livello internazionale.Le previsioni di BDO per il primo trimestre del 2017 in UK sono tutte positive: sia il mercato domestico sia il mercato estero vengono stimati in crescita, così come la fiducia delle imprese, il livello occupazionale e gli investimenti. Esaminando i soli dati economici, i trend positivi dovrebbero continuare anche nel corso del secondo trimestre dell’anno, grande influenza sullo scenario generale la avranno i negoziati dopo l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, prevista per il 29 marzo, che segnerà l’inizio della “Brexit” ufficiale, ovvero l’uscita ufficiale della Gran Bretagna dalla UE.Il report di BDO Business Trends ci dà un quadro preciso della situazione inglese in piena Brexit di questi primi mesi del 2017. Salvo l’indice relativo all’occupazione, rimasto stabile rispetto al mese precedente al valore di 101,9, tutti gli altri indici registrano in febbraio un calo rispetto al mese precedente. L’indice sull’occupazione rimane ai livelli più alti registrati dal maggio 2016, con un tasso di occupazione che rimane al livello record di 74,6% e un tasso di disoccupazione di solo il 4,8%. A ciò non corrisponde, tuttavia, un adeguato incremento della media dei redditi dei lavoratori. Si prevede un possibile indebolimento del mercato del lavoro nei prossimi mesi, a causa del clima di incertezza generale, che potrebbe portare a un ritardo nei processi di assunzione. “I rapidi cambiamenti dal punto di vista tecnologico e regolatorio, la crescita di movimenti politici populisti, un rapporto incerto con i Paesi UE e le opportunità nascenti di accordi commerciali in tutto il globo stanno facendo sì che i confini che una volta davano forma al modo di fare business del manifatturiero inglese stiano cambiando o scomparendo – prosegue Del Bianco di BDO Italia. – I risultati di questo Q1, tuttavia, mostrano quanto l’industria britannica si stia rivelando resiliente a tutti questi cambiamenti in atto.” Nel mese di febbraio, l’output index ha subito un leggero calo rispetto al mese precedente, passando dal 97,5 di gennaio al 97,2 di febbraio…[…]

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Brexit e Articolo 50: Il dado è tratto

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

londra

The Bridges Not Walls movement drop a banner reading “Bridges Not Walls’ from Tower Bridge in London to coincide with banner drops all over the UK sending a clear message to Donald Trump the 45th president of the United States to build bridges not walls on the day of his inauguration. (photo by Andrew Aitchison)

Londra. Di Mark Whitehead, Head of Equity Income Martin Currie (Gruppo Legg Mason). La decisione della Gran Bretagna di avviare le procedure previste dall’articolo 50 ufficializza il divorzio dall’Unione Europea e autorizza l’inizio dei negoziati nel più breve tempo possibile. Che cosa significa questo per le imprese britanniche e quali rischi – o quali opportunità – possono nascere dalla Brexit?
Com’era prevedibile, la sterlina è stato il barometro principale sin dal referendum: la debolezza della valuta ha cominciato a impattare l’inflazione e a sollevare timori per le conseguenze sui salari netti. Le vendite al dettaglio hanno registrato buoni risultati nel complesso, ma il periodo di riferimento è secondo noi troppo breve per poter trarre conclusioni.
Nel mercato azionario, i settori dei beni discrezionali, dell’immobiliare (costruzioni edili) e dei servizi di pubblica utilità sono stati particolarmente sensibili, ed è probabile che rimangano tali. I primi due sono particolarmente vulnerabili a qualsiasi ulteriore contrazione sui redditi reali, mentre i margini dei servizi di pubblica utilità hanno risentito di un conto in sterline più salato sulle importazioni dell’energia. I timori di un esodo delle società internazionali, che sarebbero intenzionate a trasferire le proprie sedi centrali, sono forse eccessivi, ma è ingenuo pensare che le condizioni attuali non subiranno alcuna variazione.
Un esempio specifico è il recente avvertimento, arrivato dai piani alti dell’UE, secondo cui le compagnie aeree britanniche dovranno spostare la loro sede centrale se vogliono mantenere le rotte all’interno del continente europeo.Dall’altra parte, gli esportatori hanno beneficiato molto della debolezza della sterlina, ma potrebbe essere un vantaggio effimero se i negoziati si dovessero concludere con l’adozione di una linea dura (tra cui un ritorno dei dazi doganali) – ironicamente, una situazione che il mercato valutario sta già scontando.
Che cosa aspettarsi?La probabilità di una linea dura dei negoziati – ovvero l’uscita dal mercato comune europeo e l’unione doganale – sembra aumentare e i toni adottati finora suggeriscono che i politici stiano preparando i cittadini a uno scenario del genere. L’esatto costo in termini monetari di tale separazione, per il governo di Londra, non è ancora chiaro – anche se i media hanno anticipato delle prime stime – e cresce il rischio che questo tema richieda molti sforzi in futuro, a spese di discussioni più importanti e complesse come quelle inerenti alle relazioni commerciali. Per quanto riguarda l’agenda politica, non c’è alcun dubbio che i negoziati su Brexit distoglieranno l’attenzione dalle problematiche interne, nei due anni in cui questi si svolgeranno. Tra questi emergono gli ambiziosi piani di sviluppo industriale del primo ministro Theresa May, di cui uno dei pilastri è il rilancio degli investimenti infrastrutturali in settori come i trasporti, la banda larga e l’energia.
In breve, l’articolo 50 segna l’inizio di un processo di negoziazioni probabilmente movimentato e ci aspettiamo diversi periodi di volatilità, via via che i mercati inizieranno a comprendere gli impatti sulle imprese. Cercheremo di sfruttare le anomalie di mercato che potrebbero nascere durante questa fase.
Legg Mason è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 722,9 mld USD al 28 febbraio 2017. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

strasburgo-parlamento-europeoBrexit: i deputati fissano le condizioni per l’accordo d’uscita I gruppi politici presenteranno nel dibattito di mercoledì le loro priorità sulla Brexit, appena prima dell’avvio dei negoziati sull’uscita del Regno Unito dall’UE. I deputati voteranno successivamente una risoluzione per definire ufficialmente le condizioni e gli obiettivi del Parlamento nello svolgimento dell’intera procedura.
Il Presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier terrà un discorso al Parlamento Europeo Il neoeletto Presidente Federale della Germania, Frank-Walter Steinmeier, si esprimerà in Plenaria martedì a mezzogiorno durante una seduta solenne. In precedenza ministro degli esteri della Germania, Steinmeier è diventato il 12° Presidente Federale della Repubblica Tedesca il 12 febbraio 2017 ed è entrato in carica il 19 marzo.
Dispositivi medici: i deputati approveranno norme di sicurezza a livello UE più severe
Il Parlamento voterà mercoledì per introdurre procedure di controllo e certificazione più severe per garantire la piena conformità legale e la tracciabilità dei dispositivi medici, quali le protesi al seno e all’anca. I deputati inoltre voteranno una normativa più stringente sulle informazioni e i requisiti etici per i dispositivi medico-diagnostici utilizzati ad esempio durante i test di gravidanza e del DNA.
Emissioni auto: dibattito e votazione finale sulle raccomandazioni della commissione d’inchiestaI deputati discuteranno e voteranno martedì le raccomandazioni alla Commissione europea e agli Stati membri per rimediare alle falle nei controlli sulle case automobilistiche ed evitare ulteriori frodi nei test delle emissioni.
Ultimo passo verso l’abolizione del roaming. L’accordo informale tra il Parlamento e il Consiglio sui tetti ai prezzi all’ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming sarà discusso mercoledì sera, con votazione finale giovedì.
Olio di palma: i deputati chiederanno di vietarne l’uso nei biocarburanti Secondo una risoluzione non vincolante in votazione martedì, I deputati sostengono l’abbandono graduale, entro il 2020, dell’utilizzo degli oli vegetali nei biocarburanti, incluso l’olio di palma, che sono causa di deforestazione e un sistema unico di certificazione per l’olio di palma importato nell’UE.
Dibattito su incitamento all’odio, populismo e fake news sui social media. L’incitamento all’odio, il populismo e le fake news sui social media saranno discussi in Plenaria mercoledì pomeriggio. I deputati dibatteranno quale sia la risposta possibile dell’UE a questi fenomeni, così da prevenire interferenze nel processo democratico, in particolare durante le elezioni.
Migranti: i deputati chiedono misure multilaterali eccezionali. In una risoluzione che sarà discussa martedì e posta in votazione mercoledì, i deputati richiederanno misure multilaterali per controllare il numero, senza precedenti, di migranti in movimento in tutto il mondo e per far cessare le morti nel Mediterraneo.
Il Presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem invitato in Parlamento a discutere le riforme per la Grecia
Scandalo VW: revisione delle norme per omologazione auto per prevenire nuove frodi sulle emissioni
Proteggere i piccoli investitori e aiutare le PMI nell’accesso alle diverse fonti di capitali
Bilancio UE lungo termine: 6 miliardi di euro in più per affrontare l’occupazione, la crescita e la migrazione.

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Brexit: i deputati fissano le condizioni per l’accordo di uscita del Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

bruxelles-1Bruxelles. La Conferenza dei Presidenti ha adottato una mozione di risoluzione, proposta dai leader di quattro gruppi politici e dalla commissione per gli affari costituzionali, nella quale sono esposte le condizioni per l’approvazione finale da parte del Parlamento europeo di qualsiasi accordo di uscita con il Regno Unito. Il progetto di risoluzione sarà discusso e votato dal Parlamento mercoledì prossimo in Plenaria.Nella mozione si riserva grande importanza al trattamento equo dei cittadini dell’Unione e si sottolinea la necessità che non ci sia discriminazione tra i cittadini britannici che vivono nell’UE e i cittadini UE che vivono nel Regno Unito.
Il Regno Unito deve continuare a godere di tutti i suoi diritti e a rispettare tutti gli obblighi coperti dai Trattati UE finché non lascerà l’UE, inclusi gli impegni finanziari a lungo termine dell’attuale bilancio UE, e anche qualora quest’ultimi proseguissero oltre la data di uscita.
Il Regno Unito dovrà inoltre continuare, finché non lascerà l’UE, ad accettare le quattro libertà dell’UE (libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali), la giurisdizione della Corte europea di Giustizia, i contributi generali al bilancio e l’adesione alla politica commerciale comune dell’UE. I deputati insistono poi sull’importanza di affrontare la questione del confine tra l’Irlanda (Eire) e l’Irlanda del Nord.“Un’uscita ordinata è requisito assoluto e precondizione per qualsiasi partnership futura tra l’UE e il Regno Unito. Ciò non è negoziabile. Con il privilegio di appartenere all’Unione si assumono delle responsabilità e assumersi tali responsabilità significa garantire le quattro libertà. Le quattro libertà sono il collante di tutto e sono indivisibili”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
Secondo i gruppi politici e la commissione per gli affari costituzionali, l’avvio da parte del Regno Unito di accordi commerciali con Paesi terzi prima dell’uscita dall’UE sarebbe contro le regole. Si aspettano inoltre una sincera collaborazione del Regno Unito nei negoziati delle politiche dell’UE finché non lascerà l’Unione. Infine, avvisano che gli accordi bilaterali tra il Regno Unito e uno o più Paesi UE, per esempio riguardanti le istituzioni finanziare con sede nel Regno Unito, costituirebbero delle violazioni ai Trattati UE.“Per noi, è una priorità assoluta definire i diritti dei cittadini il più presto possibile. Deve essere la prima questione da affrontare nei negoziati. I cittadini non devono diventare merce di scambio”, ha sottolineato Guy Verhofstadt, coordinatore sulla Brexit per il Parlamento europeo.
I deputati sono fermamente convinti che i vantaggi di essere un membro dell’UE non possano essere gli stessi di un Paese che lascia. Secondo la mozione redatta da Manfred Weber (PPE), Gianni Pittella (S&D), Guy Verhofstadt (ALDE), Philippe Lamberts e Ska Keller (Verdi) e dal Presidente della commissione per gli affari costituzionali, Danuta Hübner, la relazione futura tra l’UE e il Regno Unito potrebbe essere un accordo di associazione. Tale accordo richiederebbe il rispetto costante, da parte del Regno Unito, degli standard europei in materia di ambiente, cambiamenti climatici, lotta all’evasione e elusione fiscale, concorrenza leale, commercio e politica sociale.
I deputati concordano sul fatto che i colloqui sulle eventuali disposizioni transitorie possano iniziare sulla base di piani per il futuro rapporto tra l’UE e il Regno Unito, tuttavia solo nel caso in cui siano stati compiuti buoni progressi per la procedura d’uscita. Un futuro accordo di relazione può essere concluso solamente quando il Regno Unito avrà effettivamente lasciato l’UE; un accordo transitorio non può durare più di tre anni.

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Brexit: avvio ufficiale delle trattative

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

teresa-may

“L’avvio ufficiale dell’iter di separazione da Bruxelles con la notifica britannica all’Ue dell’articolo 50 con la nota firmata ieri dal Premier May, invita ad affrontare la questione Brexit con pragmatismo, abbandonando definitivamente gli inutili commenti circa l’evitabilità o meno di questo percorso e concentrando invece l’attenzione sulle priorità del momento, in primis la tutela dei diritti dei cittadini Ue e dei 600mila italiani residenti sul territorio britannico, su cui molte garanzie sono state ventilate ma che al momento meritano interventi puntuale e risolutivi”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di AP-CE e relatore dell’indagine conoscitiva sugli esiti della Brexit sui cittadini italiani avviata presso il Comitato sulle questioni degli italiani all’estero in congiunta con le Commissioni Esteri e Politiche dell’Unione Europea. “L’istruttoria avviata in questi giorni al Senato, – spiega Di Biagio – con il coinvolgimento in audizione di referenti istituzionali italiani ed europei e dei Dicasteri competenti vorrà dare un contributo significativo all’attività del Governo italiano in sede Europea nella prospettiva di sollecitare gli opportuni interventi di garanzia e tutela dei nostri cittadini, al momento letteralmente abbandonati in una condizione di opacità informativa e di diffidenza amministrativa sul territorio britannico”.

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Brexit: Riunione del presidente e dei capigruppo del Parlamento europeo dopo l’attivazione dell’Articolo 50

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

european parliamentLa Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo si riunisce oggi 29 marzo 2017 alle ore 16 a Bruxelles per organizzare la sessione plenaria di Aprile a Strasburgo. Fra gli altri argomenti all’ordine del giorno, si discuterà anche della prevista notifica del Regno Unito riguardo l’attivazione dell’Articolo 50, con cui l’amministrazione britannica dovrebbe dare il via formale ai negoziati per lasciare l’Unione Europea.Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, i capigruppo, il rappresentante del Parlamento europeo ai negoziati con il Regno Unito Guy Verhofstadt e la presidente della commissione per gli Affari Costituzionali Danuta Hubner, si confronteranno sui primi passi da intraprendere e in particolare su una risoluzione che verrà probabilmente votata la prossima settimana a Strasburgo e che rappresenterà il punto di vista del Parlamento europeo sulle trattative future fra Ue e Regno Unito.Una conferenza stampa congiunta del Presidente Antonio Tajani e del rappresentante del Parlamento europeo ai negoziati Guy Verhoofstad (ALDE, BE) sarà tenuta alla fine dell’incontro (intorno alle 17.15) nella sala conferenze stampa Anna Politkovskaya (PHS 00A050).Il Servizio Audiovisivo del Parlamento seguirà gli arrivi e farà un giro di tavolo all’inizio della riunione della Conferenza dei Presidenti.

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Brexit, si prevedono tempi bui per la sterlina

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 marzo 2017

sterlinaTheresa May presenterà all’Unione europea la richiesta formale di attivare l’articolo 50, la procedura che dovrebbe portare la Gran Bretagna fuori dall’Ue, il prossimo 29 marzo. Giusto in tempo, insomma: May si era impegnata a procedere per la fine di marzo. Da quel momento serviranno circa due anni perché la Brexit sia effettiva: i 24 mesi servono per le discussioni tra autorità europee e britanniche per stabilire sia le modalità di uscita del Regno Unito sia il futuro rapporto tra Londra e Bruxelles.
Dal 23 giugno (giorno del referendum) la sterlina ha avuto un crollo verticale comparata alle valute del G10 e dei mercati emergenti. Anche peggio del peso messicano. Soltanto la lira turca, sulla soglia della guerra civile ha performato peggio della sterlina.Da gennaio 1999 (nascita dell’Euro) la Gran Bretagna è passata da un debito/PIL sotto il 40% all’89% di oggi. La media del debito/PIL dei paesi con l’Euro invece è passata da poco meno del 70% al 90%.
Dalla crisi del 2009 in poi sono ancora più evidenti i vantaggi della moneta unica dal punto di vista dei conti pubblici. Da quella data infatti la Gran Bretagna non è mai riuscita ad avere un deficit/PIL inferiore al 3% toccando anche punte del 10% nel 2010.
Il settore finanziario è quello più minacciato dalla Brexit e il rischio è che nonostante la discesa della sterlina l’Europa costringa le banche a traslocare. L’Europa è il primo partner commerciale con la Gran Bretagna, che senza accordi rischia di pagare in termini di inflazione gli eventuali dazi, specie nel settore agricolo.La Gran Bretagna, per far dimenticare gli svantaggi della Brexit, sta aumentando pericolosamente il suo debito alle prossime generazioni che non hanno votato al referendum.Si prevedono tempi duri per la sterlina. Il consiglio è di investire short sulla valuta a meno di eventuali accordi miracolosi in zona Cesarini, ma tutto sembra essere oramai deciso. (Commento a cura di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities)

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Brexit e gli italiani nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

gran bretagna“Verrà avviato presso il Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero, con richiesta di congiunzione con la Commissione Politiche dell’Unione Europea, l’esame dell’affare assegnato sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente nel Regno Unito al fine di analizzare le criticità che al momento condizionano i nostri connazionali ed individuare dei meccanismi di supporto informativo ed amministrativo, tramite il Maeci, ai nostri connazionali al momento privi di un riferimento chiaro circa le dinamiche di tutela dei propri diritti acquisiti sul territorio”. Lo dichiarano i senatori Claudio Micheloni e Aldo e Di Biagio, che sarà relatore per il Comitato. “Tra gli obiettivi vi è quello di sottoporre al Governo un dossier, arricchito da analisi delle singole fattispecie e dalle testimonianze raccolte attraverso audizioni e sul territorio attraverso incontri con le comunità e con i comitati di rappresentanza, al fine di definire un impegno dell’Italia a tutela dei connazionali nelle sedi di negoziato tra Bruxelles e Londra”. I senatori concludono: “L’istruttoria del comitato fa seguito all’interrogazione n. 4-07107 da noi presentata e sottoscritta da 25 senatori di ogni schieramento, a conferma dell’interesse condiviso e assolutamente trasversale dell’esigenza di tutela di oltre 600mila connazionali”.

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The multi-billion-euro exit charge that could sink Brexit talks

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

brexit-talksTHE mother of parliaments has spoken. On February 8th a large majority of MPs backed a bill authorising the government to begin Britain’s withdrawal from the European Union by triggering Article 50 of the EU treaty. (A few dissenters were told off for singing “Ode to Joy”, the EU’s anthem, in the chamber.) After approval from the Lords, it should become law in March. But a different sort of Brexit bill is approaching, and will be harder to manage. It could yet scupper the whole process. Before Britain’s referendum last June, Leave campaigners promised voters that Brexit would save the taxpayer £350m ($440m) a week. That pledge was always tendentious. But officials in Brussels are drawing up a bill for departure that could mean Britain’s contributions remain close to its membership dues for several years after it leaves. In a new report for the Centre for European Reform, a think-tank, Alex Barker, a Financial Times correspondent, puts the figure at anything between €24.5bn ($26.1bn) and €72.8bn.
The bill comprises three main elements. All, in Brussels’s view, derive from the legal obligations implied by Britain’s EU membership. The first, and largest, covers the gap between payments made in the EU’s annual budget and the larger “commitments” made under its seven-year budgetary framework, approved by Britain and the 27 other EU governments. This overhang has been steadily growing. Britain’s share of what Eurocrats call the reste à liquider (or amount yet to be paid) would be around €29.2bn, Mr Barker estimates.
The second element covers investment commitments to be executed after Britain leaves the EU in 2019. Most of this is “cohesion” funding for poorer countries (think motorways in Poland). Mr Barker reckons Britain’s share could amount to €17.4bn. The government will struggle to explain why voters should be on the hook for payments made after Brexit. But the European Commission will argue that Britain’s approval of the current budget, which runs until 2020, obliges it to cough up.Pensions make up the third component. The liabilities for the EU’s unfunded scheme stand at over €60bn. Britain may be prepared to cover its own nationals. But European officials insist that all liabilities are a joint responsibility, as Eurocrats work for the EU, not their national governments. This may be the fiercest row of all. Brussels’s demand will combine these three elements with a few miscellaneous items, and may adjust for Britain’s share of EU assets, its budget rebate and payments it is due from the EU (see chart). (by The Economist) (photo: Brexit talks)

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Brexit and the EU budget: threat or opportunity?/Brexit et budget de l’UE: menace ou opportunité?

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

brexit.jpgThe British decision to leave the European Union (EU) was influenced by the debate about the EU budget, but it is the opposite also true? Will British withdrawal have a decisive influence on the EU budget? In this policy paper, Jörg Haas, research fellow in our office in Germany, the Jacques Delors Institut – Berlin, and Eulalia Rubio, senior researcher on economic and social affairs, estimate how Brexit would impact the EU’s public finances. The authors draw up four scenarios that tline how the EU could react to the expected budget shortfall after Brexit and provide estimates of how the individual Member States might be affected by the different options. They analyse the political implications of these four scenarios for the upcoming negotiations about the next Multiannual Financial Framework (MFF), which will start in 2018. Overall, the policy paper concludes that Brexit could have a quite significant, although not devastating, impact on the EU budget and would likely deepen the existing cleavage between ‘net contributors’ and ‘net recipients’. This poses a number of tough challenges for the EU but could also support efforts to reform the current system.
La décision britannique de quitter l’Union européenne (UE) a été influencée par le débat sur le budget de l’UE, mais le contraire est-il également vrai ? Le retrait britannique aurait-il une influence déterminante sur le budget de l’UE? Dans ce policy paper, Jörg Haas, chercheur au Jacques Delors Institut – Berlin et Eulalia Rubio, chercheur senior à l’Institut Jacques Delors, analysent de quelle façon le Brexit aurait une incidence sur les finances publiques de l’UE. Les auteurs imaginent quatre scénarios qui exposent la façon dont l’UE pourrait réagir au déficit budgétaire escompté après le Brexit et présentent également des estimations de la façon dont chacun des États membres pourrait être affecté par les différentes options. Ils analysent les implications politiques de ces scénarios pour les prochaines négociations du cadre financier pluriannuel (CFP) qui débuteront en 2018.
Dans l’ensemble, le policy paper conclue que le Brexit pourrait avoir un impact important, bien que non dévastateur, sur le budget de l’UE et qu’il approfondirait probablement le clivage existant entre les « contributeurs nets » et les « bénéficiaires nets ». Il en résulte un certain nombre de défis difficiles pour l’UE, mais cela pourrait également soutenir les efforts de réforme du système actuel. (photo: brexit)

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Frost & Sullivan: Le aziende troveranno un modo per affrontare la Brexit

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

londraLondra. Gary Jeffery, Senior Partner di Frost & Sullivan, commenta le implicazioni per le aziende, nel Regno Unito e altrove, dopo il discorso del Primo Ministro britannico sulla Brexit.“Dunque, il governo ha presentato la sua prima mossa sulla Brexit, composta da quattro principi (sarebbero cinque in realtà, ma contiamo Certezza e Chiarezza come mezzo ciascuno) e dodici obiettivi. Il Primo Ministro britannico Theresa May ha delineato un piano ambizioso per mantenere un rapporto di libero scambio con l’UE, pur restando al di fuori del mercato unico, e stabilire accordi commerciali preferenziali con altre nazioni a livello globale, in particolare Cina e Stati Uniti, con Trump – un forte sostenitore della Brexit – che promette di negoziare rapidamente un accordo commerciale con il Regno Unito. Naturalmente, il messaggio era molto pro-UK e conteneva anche qualche critica delle istituzioni dell’UE.Tuttavia, la prima reazione dell’Europa è in qualche modo positiva. I leader europei vogliono vedere l’attuazione dell’Articolo 50. Una “hard Brexit” è percepita come migliore per l’UE, in quanto non compromette la sua ragion d’essere. Dovrebbe creare opportunità per continuare la collaborazione e il commercio. È inoltre più probabile che sia possibile concordare una “hard Brexit” entro il difficile limite dei due anni, piuttosto che un complicato rapporto più “soft”.Mentre Theresa May ha tentato di fornire chiarezza e certezza, la natura del nostro rapporto post-Brexit con l’UE e le altre nazioni commerciali globali è tutt’altro che certo e resterà tale per lungo tempo. Dopotutto, ci sono altri 27 punti di vista nazionali da prendere in considerazione prima che sia possibile un accordo. Come risponderanno all’idea del Regno Unito di un’uscita netta (“hard exit”) addolcita dalla continuazione di un trattamento preferenziale?Il nostro consiglio per le aziende (sia nel Regno Unito che altrove) resta lo stesso di quel giorno memorabile di giugno:
*Valutare l’impatto di diversi scenari di Brexit (in termini di tariffe e barriere, controlli di immigrazione, etc.) su tutti gli aspetti della catena di valore del proprio business e sul modello di business adottato.
*Cercare nuove opportunità di crescita per compensare le sfide future nei mercati esistenti.
*Unire le forze con altri soggetti nel proprio settore per fare pressione sui governi nazionali e negoziare nel proprio interesse. Il governo del Regno Unito sembra conoscere SUV, ali di aeroplani e servizi finanziari. Ma conosce anche prodotti chimici specialistici, compressori, strumenti ortopedici, terapeutici e simili?
Le aziende troveranno un modo per far fronte alla Brexit. Agendo ora, c’è la possibilità di aiutare a plasmare la Brexit in modo che possa offrire delle opportunità alla propria azienda e al proprio settore.”

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What does Brexit mean to Property Investors & Developers?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

brexitA commentary from Rick Nicholls, Managing Director, Bastien Jack Group Ltd, UK property developer.Initial shock at the prospect of leaving the EU sent the markets into decline, but have they not reacted pretty much as anticipated? Never letting a crisis go without opportunity, selling high to force a low, and then buy back? Since then there has been some indication stability is returning to the markets though GBP to USD and Euro are still trading lower. This is a good thing for UK exports, making them more competitive, assisting those companies that rely on export markets to grow. The UK vote for Brexit probably doesn’t mean that the housing market in the UK is about collapse either. While some uncertainty in the short term may reduce house price growth, for the longer-term property investor, this could be a good opportunity for investing.In the 24 hours after the Brexit vote, the value of sterling fell on foreign exchange markets. Not by as much as predicted but by around 6% against the euro and 8% against the dollar. As I’m writing this, the pound is now worth €1.11. This fall means the European property investor has more sterling to spend.Demand for property, specifically in London from foreign investors is still likely to increase, interest has been high from China and Asia as their currency exchange has automatically allowed them a discount on current prices. This though is likely to bea short window of opportunity as we see markets recover from the initial shock.
There is concern that demand for housing will fall in London and the UK. However, parliamentary research produced for the 2015 Parliament put demand at between 232,000 to 300,000 new housing units per year through to 2020. Demand for new homes is exceeding supply by around 150,000 every year. This demand, fed by the number of new households created each year, is unlikely to fall below the level of supply.
One of the main negotiations the UK and EU will have to discuss is the free movement of people. Despite the ‘Leave’ campaign suggesting a limit to immigration, we now understand there needs to be movement but objective negotiations will have take place. This will form a significant part of the negotiations to leave the EU.Outside the EU, the Prime Minister’s current visit to India has the subject of immigration firmly on the agenda for a post Brexit trade deal.The uncertainty of the exact outcome of Brexit may cause the property investor a little nervousness, but the fundamentals for UK property remain strong.In terms of capital growth, there are a number of comparable data choices but the Real House price tracker provides more meaningful guide to house prices and has been adjusted for the effects of inflation over the same period. Results confirm the increases in house prices have risen faster than inflation, and includes the last recession where the fall can be seen as a correction when compared to the overall property performance.There has been widespread comment as to the likely effects on house prices, with falls of between 5% and 10% for areas outside London, though little evidence can be found to support this so far.
Annual rent rises too have accelerated in recent years and these are not limited to London. Bristol and Brighton both enjoyed increases, averaging circa 18% in 2015 compared to the previous year. The insurer Homelet reported similar rises in the North (Newcastle upon Tyne and Edinburgh) with around 16% over the previous year. Ultimately the increases are attributable to what’s happening in their specific area and will be influenced by strong fundamentals. Perhaps Hull can expect some positive growth when it is crowned City of Culture?
Rents in London have continued to rise with greater pace than other areas in the UK but have slowed since 2014, therefore a narrowing of the rent inflation gap between London and the rest of the UK.Even with the recent policy change for buy-to-let investors paying additional stamp duty, more people have turned to BTL investments perhaps as an alternative to low interest rates, bolstered with the knowledge the pace of house building has not kept up with demand therefore sustaining their investment. At the time of the referendum result, there was speculation the base rate would reduce from 0.5% to 0.25% which did take place in August. The Bank of England indicated they would consider reducing further if the economy worsened, which so far has not been the case. It was also confirmed at the time, they also would add money to support confidence and restrict banks freezing liquidity, if not this would probably cause a further credit crunch and restrict mortgage finance. The governor of the Bank of England, Mark Carney, confirmed the reserve of £250bn can be made available if required.Carney further commented the substantial capital held and large liquidity gives banks the flexibility to continue to lend to businesses and individuals even during challenging times. This suggests provision and safeguards are in place to maintain current lending to suit demand.Since the referendum, the markets have rallied well and only recently fallen as investors are perhaps concerned that central banks around the globe are easing up on the monetary policies given the uncertainty of the US election result.In the UK, mortgage approvals by the main banks increased in September after a 19-month low in August. They were lower than the year before but speaking with our local agents, they suggest it’s down to a lack of supply of new build property rather than purchasing confidence.There are four main areas for focus as we get to grips with the prospect of the UK outside the EU.
1) Calm – we have some indication this is already with us; the markets do seem to have calmed. This is probably due to all the positions the markets took on ‘Remain’ have now well and truly played out. It’s not over yet though, the volatility is set to continue until Article 50 has been triggered and a new directional plan from the government for the UK to leave is known.
2) Change – Nothing ever stays the same, what works for today may not be right for tomorrow. A pertinent example is Kodak, they tried to ignore new technology hoping it would go away by itself on the basis of it being too expensive, too slow, too complicated etc. It wasn’t and their market changed irreversibly in a relatively short period of time, moving from wet film to digital technology.
3) Opportunity – Leaving the EU does provide opportunity. With price correction, there is opportunity to procure better land deals than prior to the referendum, as there may be fewer developers with available funding. Contractors had full order books and build costs had become very high prior to the referendum. We are aware some development contracts have been cancelled as a result of Brexit. Therefore, there might be more opportunity to reduce build costs as price elasticity plays out. The current volatility will ease. The fact the UK has to build more houses to meet demand won’t change.
Bastien Jack Group Ltd has a strong project pipeline and always procures sites which have strong fundamentals and in areas where people want to live. There is a huge amount of due diligence which goes into every site appraisal including courting many local agents and advisors to confirm local demand and Gross Development Values. Speaking with agents in our pipeline areas, they have confirmed confidence is still strong and enthusiastic house viewings are still going ahead. As long as lending is still being offered and liquidity remains within the economy, there remains a great opportunity for us to progress.

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