Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘broncopneumopatia’

La broncopneumopatia cronica ostruttiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

In Italia secondo i dati ISTAT, la BPCO colpisce il 5,6% degli adulti (circa 3,5 milioni di persone) ed è responsabile del 55% dei decessi per malattie respiratorie. Tuttavia, la prevalenza della malattia è verosimilmente più elevata perché la BPCO viene spesso diagnosticata nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate.L’impatto economico complessivo della BPCO sul SSN è molto rilevante, sia per la durata di malattia, sia per il notevole impiego di risorse nelle fasi di riacutizzazione, gestite per lo più con ricoveri ospedalieri. Infatti, il Programma Nazionale Esiti (PNE) riporta per il 2017 un tasso grezzo di ospedalizzazione per BPCO dell’1,94 per mille, per un totale di 109.674 ricoveri ordinari e 3.394 in day hospital che, in base ai dati sulla degenza media del Rapporto annuale 2017 sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della Salute, corrispondono ad oltre un milione di giornate di degenza ospedaliera. Il PNE documenta inoltre che i pazienti con BPCO riacutizzata hanno un tasso di mortalità a 30 giorni del 9,8% e del 13,45% di riammissioni ospedaliere a 30 giorni, per un totale di 73.222 ricoveri.
Per tali ragioni la Fondazione GIMBE ha realizzato la sintesi in lingua italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), aggiornate al luglio 2019, che saranno inserite nella sezione “Buone Pratiche” del Sistema Nazionale Linee Guida, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità. Le linee guida NICE, destinate prevalentemente ai professionisti delle cure primarie, in particolare a medici di medicina generale e infermieri, formulano raccomandazioni su vari aspetti della gestione della malattia: dalla diagnosi all’educazione e self management del paziente; dalla terapia inalatoria alla profilassi antibiotica; dall’ossigenoterapia ai criteri per la riduzione chirurgica del volume polmonare. Cinque i “pilastri” del trattamento della BPCO identificati dalla linea guida NICE, da considerare ad ogni visita di controllo ed offrire a tutti i pazienti, ove necessario:
Prescrivere un trattamento e fornire supporto per smettere di fumare
Condividere un piano personalizzato di self management
Effettuare le vaccinazioni anti-pneumococcica ed antinfluenzale
Prescrivere la riabilitazione polmonare, se indicata
Ottimizzare la terapia delle comorbidità
«Fondamentali le raccomandazioni sul coinvolgimento del paziente – puntualizza Cartabellotta – che prevedono sia di fornire un set standardizzato di informazioni scritte, sia di predisporre un piano di azione per prevenire e gestire le riesacerbazioni». Infatti, le evidenze scientifiche dimostrano che, grazie a questi strumenti, i programmi di self management migliorano la qualità della vita e riducono le ospedalizzazioni.«Auspichiamo che la versione italiana di questa linea guida del NICE – conclude Cartabellotta – rappresenti un’autorevole base scientifica sia per la costruzione dei PDTA regionali e locali, sia per l’aggiornamento dei professionisti sanitari, oltre che per una corretta informazione di pazienti, familiari e caregiver».Le “Linee guida per la diagnosi e la terapia della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti” sono disponibili a: http://www.evidence.it/BPCO.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Broncopneumopatia: solo uno su sei sa di essere malato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

broncopatiaVerona. L’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono le principali patologie respiratorie. e colpisce circa sei persone su cento in Italia, ma solo una di queste sei persone sa di esserne affetta. I dati epidemiologici e di conseguenza l’importanza di una diagnosi precoce sono stati uno degli argomenti del simposio dal titolo “Around COPD”, promosso a Verona dalla Fondazione Internazionale Menarini. Durante il simposio, presieduto dal Professor Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona, si è parlato anche dei principali fattori di rischio, non soltanto per la BPCO ma anche per l’asma, in particolare per i giovani. «In Italia, le malattie respiratorie, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, rappresentano la terza causa di morte e si prevede che, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, la prevalenza di tali patologie sia destinata ad aumentare» avverte Dal Negro.
Secondo dati del Ministero della Sanità, la prevalenza di asma e BPCO è pari, rispettivamente, a 6,10% e a 2,83%. Le malattie respiratorie in Italia (dati Istat) sono la terza causa di morte per gli uomini (77,1 morti per 100 mila abitanti); tra le donne, invece, sono la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100 mila abitanti. I dati degli ultimi anni, inoltre, segnano un trend in negativo rispetto a dieci-quindici anni fa: da 39.949 a 43.444, da 67,6 casi ogni 100mila abitanti ai 73. Le regioni con i maggiori decessi sono, per valori assoluti, Lombardia (6.529), Piemonte (3.886), Lazio (3.724), Emilia Romagna (3.612), Campania (3.195). I rapporti ogni 100mila abitanti, però, segnalano una forte incidenza nelle seguenti regioni: Valle D’Aosta (102,2), Liguria (97,7), Friuli Venezia Giulia (91,6), Toscana (82,6) e Umbria (82,4).
Per quanto riguarda il Veneto, sono oltre 600mila i veneti malati alle vie respiratorie: 270mila i malati di Bpco e 340mila quelli con asma grave. «Le malattie cronico ostruttive delle vie respiratorie nella regione rappresentano già la terza causa di morte» commenta Roberto Dal Negro. «Nonostante in tutto il mondo questa proporzione fosse attesa per il 2030, già oggi si registra un indice di mortalità dell’1,5%. Questi dati sono validi per tutte le sette province della Regione».
Il Veneto, inoltre, è tra le regioni in Italia che ricorre meno alle ospedalizzazioni per Bpco. «Un dato importante, che potrebbe sottolineare un sistema che, forse, va meglio rispetto ad altre regioni del nostro Paese» prosegue Dal Negro. «Non è dimostrato, né certo, però, che questi numeri corrispondano a un effettivo miglioramento delle condizioni di salute, perché potrebbe essere una conseguenza della forte limitazione delle ospedalizzazioni richiesto dalle istituzioni negli ultimi anni per contenere i costi del Sistema sanitario».
Per quanto riguarda le cause, Dal Negro sottolinea il ruolo che ancora oggi giocano non soltanto il fumo di sigaretta, ma anche l’inquinamento. «Nella Bpco il tabagismo è una delle cause importanti, forse la più importante, però va anche tenuto conto che il rischio ambientale e lavorativo contano un 15% del fattore di rischio, ma bisogna soprattutto ricordare che il rimanente è frutto di un ambiente inquinato, di aria non pulita. Fattori che se sono presenti insieme hanno un effetto sinergico. E questi sono addirittura fattori causali per la Bpco, cioè la malattia respiratoria si manifesta proprio perché una persona fuma o perché lavora in un ambiente lavorativo a rischio. Per quanto riguarda l’asma, invece, il fumo di sigaretta è un fattore scatenante e non il principale responsabile. L’asma, infatti, nella sua grande maggioranza dei casi, cioè il 60-65%, ha una matrice allergica, in cui il fumo e l’inquinamento sono un fattore che favorisce la comparsa dell’asma e il suo peggioramento. Questo aspetto è importante anche per prevenire gli attacchi d’asma e le persone che soffrono di questa condizione dovrebbero tenerne conto. In particolare i giovani sono poco informati riguardo questo aspetto. Non soltanto dovrebbero evitare di fumare, ma anche di esporsi all’inquinamento. Per esempio, l’asma coinvolge molti giovani sportivi, anche professionisti, e queste persone, spesso inconsciamente, si espongono a fattori di rischio. In particolare, non è consigliabile fare attività fisica all’aperto nei momenti della giornata di massimi picchi di inquinamento, perché si induce un aumento circa 30-40 volte più elevato del rischio di avere una crisi asmatica».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Broncopneumopatia, solo uno su sei sa di essere malato

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

verona-city-gateVerona 18 gennaio Sala Maffeiana, Teatro Filarmonico, Via Roma 1/G La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una delle principali patologie respiratoria e colpisce circa sei persone su cento in Italia, ma solo una di queste sei persone sa di esserne affetta. I dati epidemiologici e di conseguenza l’importanza di una diagnosi precoce saranno uno degli argomenti del simposio dal titolo “Around COPD”, promosso a Verona dalla Fondazione Internazionale Menarini. Durante il simposio, presieduto dal Professor Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona, si parlerà anche dei bisogni non soddisfatti dei pazienti con BPCO e di come tenere sotto controllo l’aggravarsi dei sintomi. I relatori saranno Giovanni Viegi, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, Peter Carverley, University Hospital Aintree di Liverpool, Regno Unito, e Jadwiga Wedzicha, Imperial College di Londra, Regno Unito.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

milanodavedereMilano Lunedì 12 dicembre 2016 10:30 – 12:00 Spazio Open Viale Monte Nero, 6 presentazione progetto editoriale Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), se la riconosci la curi meglio Viaggio nel pianeta di una malattia “misconosciuta”. L’idea nasce dalla volontà di coinvolgere tutti gli “attori” che ruotano attorno alla Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una grave patologia diffusa ma ancora sotto diagnosticata, i cui sintomi sono a tutt’oggi sottostimati o persino poco o per nulla conosciuti.
Le voci di pazienti, medici, ricercatori, scienziati, giornalisti, industria, associazioni, istituzioni sono state ascoltate e raccolte per definire un quadro d’insieme funzionale a contrastare la BPCO e le sue complicanze, e per migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari.Parteciperanno:
– Claudio Barnini, giornalista AGIR (curatore del libro e moderatore)
– Francesco Blasi, Professore ordinario Malattie Respiratorie, Università di Milano
– Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e Cure Primarie
– Salvatore D’Antonio, Presidente Associazione Italiana Pazienti BPCO
– Marco Zibellini, Direttore Medico di Chiesi Farmaceutici

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Firenze un simposio internazionale sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

firenzeFirenze. Dall’esame più semplice a quello pi complesso: sono diverse le armi diagnostiche disponibili per individuare precocemente la broncopneumopatia cronica ostruttiva, o BPCO, malattia respiratoria che rappresenta insieme all’asma una delle principali cause di ridotta qualità di vita e di mortalità. Età avanzata, abitudine al fumo di sigaretta, tosse, catarro, mancanza di fiato anche per compiere sforzi limitati: sono le condizioni che dovrebbero far sospettare la presenza di BCPO. Eppure la BPCO è una malattia poco diagnosticata o diagnosticata solo in fase avanzata. Questo è dovuto a una scarsa attenzione da parte dei pazienti ma anche dei medici verso sintomi spesso presenti da molti anni (la tosse o l’espettorazione) che sono ritenuti “normali” in pazienti fumatori, mentre un’accurata valutazione clinica potrebbe consentire al medico di sospettare l’ostruzione bronchiale e di indirizzare il paziente verso indagini di conferma del sospetto diagnostico, permettendo un intervento terapeutico quanto più precoce possibile.
Se ne è parlato al simposio dal titolo “International Symposium on COPD”. Esperti italiani e internazionali si sono confrontati sulla diagnosi della broncopneumopatia cronica ostruttiva e su quanto dica la spirometria, il primo esame diagnostico eseguito dai medici. E poi si è parlato delle novità offerte dalla genetica e delle prospettive future di trattamento grazie alle terapie personalizzate. Il Simposio è stato organizzato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Il primo, semplice e immediato test diagnostico è la spirometria, un esame molto semplice che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, e il tempo necessario per farlo» spiega Massimo Pistolesi, Docente di Malattie dell’Apparato respiratorio all’Università degli Studi di Firenze e Presidente del simposio.
Un recente progetto esecutivo finanziato dal CCM del Ministero della Salute, dal titolo “Ottimizzazione delle strategie preventive, diagnostiche e terapeutiche nella broncopneumopatia cronica ostruttiva”, portato a termine nel 2010 presso l’Università di Firenze, ha dimostrato che l’effettuazione della spirometria in soggetti arruolati mediante diffusione di informazioni utili per il riconoscimento precoce dei sintomi della malattia con un semplice questionario distribuito dai medici di medicina generale, permette di identificare soggetti affetti da BPCO in uno stadio precoce della malattia. Tra i ì pazienti arruolati per la spirometria sulla base di quattro semplici domande autosomministrate concernenti età, abitudine al fumo e presenza di sintomi respiratori (tosse, espettorato, dispnea) è stato possibile identificare 757 pazienti affetti da BPCO (64% del totale). Di particolare rilevanza è stata l’osservazione che il 71% dei soggetti affetti da BPCO identificati presentava la malattia negli stadi iniziali.
«I pazienti con BPCO giungono di solito all’osservazione dello specialista pneumologo in uno stadio più tardivo, quando l’intervento sanitario non permette di ottenere un risultato apprezzabile sulla progressione della malattia. Appare quindi evidente che nella popolazione generale la valutazione clinica iniziale effettuata dai medici di medicina generale, supportata dall’ausilio di un semplice questionario, sia fondamentale per la diagnosi della malattia nelle sue fasi meno avanzate, quando importanti sintomi quali tosse e catarro cronici sono spesso erroneamente attribuiti soltanto all’esposizione tabagica» aggiunge Pistolesi.
È vero che il fumo di sigaretta rappresenta la principale causa della BPCO. Non vanno però trascurate altre cause per la comparsa della malattia, dato che nel mondo il 25-45 per cento delle persone con BPCO non è fumatrice. E in questi casi, oltre a fattori genetici, vanno considerati altri fattori quali l’inquinamento, l’esposizione occupazionale a poveri e gas, le infezioni respiratorie durante l’infanzia.
«Oltretutto la spirometria semplice, comunemente usata, non è in grado di identificare i cambiamenti strutturali precoci del polmone, mentre la riduzione funzionale delle piccole vie aeree dei polmoni, che precede la comparsa di enfisema, è evidenziabile con la microTAC al torace» prosegue Pistolesi. «In questi casi la microTAC al torace consente di valutare lo stato di salute dei polmoni e di diagnosticare con precisione la presenza di enfisema, cioè l’ispessimento delle vie aeree e la conseguente perdita di elasticità dei tessuti polmonari e quindi la comparsa della malattia».
Un altro campo di studio della BPCO riguarda l’individuazione delle cause genetiche della malattia. «L’applicazione degli studi di associazione sull’intero genoma (GWAS), che forniscono una ricerca imparziale e completa in tutto il genoma per loci di suscettibilità comune, ha cambiato il paesaggio della genetica della BPCO. Grazie alle ricerche basato sul GWAS, tre loci genetici sono stati inequivocabilmente associati alla suscettibilità BPCO, che si trova sul cromosoma 4 vicino al gene HHIP, sul cromosoma 4 nel gene FAM13A, e sul cromosoma 15 in un blocco di geni che contiene diversi componenti del recettore per l’acetilcolina e la nicotina. Questi studi potranno in futuro contribuire a identificare i soggetti più a rischio di BPCO» conclude Pistolesi.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 novembre 2014

broncopatiaAlla luce della XIII Giornata Mondiale della BPCO del 19 novembre, i rappresentanti delle principali società scientifiche italiane in materia si sono riuniti a Milano per un approfondimento dedicato alla patologia, agli approcci terapeutici attuali e futuri e all’importanza di una gestione multidisciplinare e integrata che assicuri un’efficace presa in carico del paziente. “La BPCO si manifesta con ostruzione cronica delle vie aeree e diminuzione del flusso respiratorio, risultanti dalla combinazione di lesioni diverse e variabili per sede, tipo, gravità o estensione – afferma il Professore Carlo Mereu, Direttore Struttura Complessa di Pneumologia e Direttore Dipartimento Specialità Mediche ASL2 Savona, e Presidente SIMeR (Società Italiana di Medicina Respiratoria) – Tra le maggiori cause di questa condizione, va considerato il tabagismo, seguito dall’esposizione ad agenti inquinanti e dall’inalazione di sostanze nocive”.
I sintomi della BPCO (tra i più frequenti tosse protratta, presenza di catarro, dispnea, limitata tolleranza all’esercizio fisico e influenza o bronchiti che tardano a guarire) vengono spesso sottovalutati e trascurati, poiché ritenuti conseguenza pressoché naturale del fumo o dell’invecchiamento della persona. Ciò fa sì che la diagnosi avvenga in ritardo o non avvenga affatto. Il principale strumento diagnostico per la BPCO è la spirometria, esame che verifica l’ostruzione del flusso aereo, unita alla valutazione di sintomi respiratori e/o esposizione ai fattori di rischio, della qualità di vita e a eventuali altre indagini di funzionalità respiratoria. “Si pensi che in alcuni pazienti la BPCO viene diagnosticata attorno ai 60 anni, quando la malattia è ad uno stadio avanzato e la funzione respiratoria risulta già significativamente compromessa – prosegue Mereu – La spirometria, che richiede massima collaborazione da parte del paziente, nonché la presenza di personale adeguatamente istruito, è purtroppo un esame poco effettuato. Questo aspetto, insieme alla non adeguata valutazione dei fattori di rischio, contribuisce ad accrescere la problematica della sottodiagnosi”.Come per tutte le grandi cronicità, la corretta gestione della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) richiede un programma di monitoraggio della malattia che consenta di adattare il trattamento alla progressione della stessa e, soprattutto, un precoce intervento della riabilitazione respiratoria per prevenire l’invalidità polmonare. “La terapia del paziente con BPCO in fase stabile – precisa il Professore Fausto De Michele, Primario della U.O. di Pneumologia I e Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale Cardarelli di Napoli e Presidente Nazionale AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) – prevede innanzitutto la rimozione dei fattori di rischio, con particolare riferimento al fumo di sigaretta. Attualmente sono, inoltre, disponibili diversi farmaci broncodilatatori a lunga durata d’azione (LAMA, anticolinergici long acting, LABA, β2-agonisti a lunga durata d’azione associabili a steroidi inalatori) che sono molto efficaci nel controllo dei sintomi del paziente ed in grado di rallentare la progressione della malattia”.Nel corso della storia naturale della condizione patologica, il paziente con BPCO può andare incontro a riacutizzazioni, prevalentemente su base infettiva (virale e/o batterica) che rappresentano la principale causa di visite mediche, ospedalizzazioni e decessi. “Per la prevenzione delle riacutizzazioni è importante l’esecuzione in tutti i pazienti della vaccinazione antinfluenzale, associata al regolare trattamento farmacologico di base – afferma De Michele – Per quanto riguarda il trattamento delle esacerbazioni, quelle meno gravi possono essere trattate a domicilio con l’aumento del livello di trattamento basale e l’integrazione, se necessario, di antibiotici e steroidi. Nei casi più gravi bisogna ricorrere alla ospedalizzazione, possibilmente in ambiente specialistico pneumologico – conclude De Michele – per la possibilità di utilizzare, quando necessario, presidi quali l’ossigenoterapia continua e la ventilazione meccanica non invasiva al fine di ridurre il rischio di ricovero in area critica (rianimazione)”.Il paziente con BPCO richiede una gestione piuttosto complessa, soprattutto in considerazione del fatto che frequentemente si tratta di un paziente anziano, diagnosticato in ritardo, molto probabilmente fumatore (o ex fumatore) e con possibili comorbilità. Per la presa in carico ottimale di questo tipo di paziente è pertanto necessario un approccio multidisciplinare, che veda la massima collaborazione tra il medico di medicina generale e lo specialista pneumologo (ed eventuali altri figure professionali coinvolte nell’assistenza domiciliare) e che incontri un sistema di cure integrate sul territorio.“Il medico di medicina generale ricopre un ruolo fondamentale, innanzitutto nella prevenzione e nella diagnosi precoce della malattia – afferma il Dott. Germano Bettoncelli, Medico di Medicina Generale a Brescia e Responsabile Nazionale Area Pneumologica SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) – se si considera che in un anno ha la possibilità di visitare in media circa l’80% dei propri assistiti. Di fronte a un paziente con BPCO, è fondamentale che il medico di medicina generale imposti un piano di presa in carico globale, che tenga conto della cronicità della patologia, della sua progressiva evoluzione e del rischio di esacerbazioni della stessa. – conclude Bettoncelli – Soltanto una buona relazione tra medico di medicina generale e specialista, in un contesto di gestione integrata territoriale, purtroppo ancora in parte da costruire, permetterà di offrire al paziente la continuità assistenziale auspicabile”. E’ proprio con l’intento di sensibilizzare i medici di medicina generale sulla diagnosi precoce della BPCO e sulla gestione globale del paziente, che il board scientifico composto dai Presidenti delle Società AIPO, SIMeR, AIMAR e SIMG, con il contributo non condizionato di Biofutura, ha dato vita al progetto educazionale EUREKA, in occasione della XIII Giornata Mondiale della BPCO del prossimo 19 novembre. “Il progetto EUREKA – spiega il Prof. Fernando De Benedetto, Direttore dell’UOC di Pneumologia Presidio Ospedaliero Clinicizzato di Chieti e Presidente AIMAR (Associazione Scientifica Interdisciplinare per lo studio delle Malattie Respiratorie) – prevede lo svolgimento di 150 incontri ECM sul territorio nazionale che coinvolgeranno oltre 1.000 medici di medicina generale con l’intento, grazie anche al coordinamento di uno specialista pneumologo, di fornire un’opportunità educazionale sulla gestione clinica integrata della BPCO”.La ricerca clinica e farmacologica attuale nell’ambito della BPCO prosegue nell’impegno di valutare i benefici derivanti dall’associazione di farmaci broncodilatatori come i LABA (β2-agonisti a lunga durata d’azione) o i LAMA (anticolinergici a lunga durata d’azione), tra loro o eventualmente associati a steroidi.
“Recenti studi clinici hanno mostrato che la combinazione fissa di due broncodilatatori con meccanismo d’azione sinergico- conclude De Benedetto – ha dimostrato di migliorare la qualità di vita del paziente, grazie a un potenziamento dell’azione e a una duplice broncodilatazione. La monosomministrazione giornaliera dei due broncodilatatori assicura una maggiore compliance senza che aumentino gli effetti collaterali. Questa associazione, dunque, ha le potenzialità per diventare un’opzione terapeutica di riferimento nel trattamento della BPCO”.
La società Biofutura Pharma nasce nel 2001 con l’obiettivo di sviluppare prodotti etici, nutraceutici e medical device per la cura di patologie dell’apparato respiratorio, del sistema nervoso centrale, dell’apparato muscolo-scheletrico e del sistema vascolare, nell’intento di espandere la presenza del Gruppo Sigma-Tau, di cui fa parte, nel comparto farmaceutico.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ridurre il rischio di riacutizzazioni della BPCO

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

I risultati dello studio POET-COPDTM(Prevention Of Exacerbations with Tiotropium), pubblicati oggi sul New England Journal of Medicine (NEJM), dimostrano che tiotropio è superiore a salmeterolo nel ridurre il rischio di riacutizzazioni della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Lo studio POET-COPDTM è un ampio studio di confronto testa a testa, durato un anno, disegnato per confrontare gli effetti dell’anticolinergico a lunga durata d’azione tiotropio e del beta agonista a lunga durata d’azione salmeterolo sulle riacutizzazioni della BPCO di grado da moderato a grave. Le riacutizzazioni che, a causa delle loro severe ripercussioni sulla salute dei pazienti vengono anche chiamate ‘crisi respiratorie’, sono un chiaro indicatore della progressione della malattia e del deterioramento della funzione respiratoria. Per questo motivo la loro prevenzione è uno dei maggiori obiettivi terapeutici I risultati dello studio POET-COPDTM, che ha coinvolto 7.376 pazienti affetti da BPCO di grado da moderato a grave e una storia di riacutizzazioni, dimostrano che tiotropio ha ritardato in maniera significativa la comparsa della prima riacutizzazione della BPCO, con una riduzione del rischio del 17% (p<0,001) rispetto a salmeterolo.  Nell’ambito dello studio,  si sono verificate 4.411 riacutizzazioni di BPCO in 2.691 pazienti. Il 44% dei pazienti che hanno manifestato una riacutizzazione erano affetti da BPCO di grado moderato (es. Stadio II GOLD- Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease).  Le analisi dello studio POET-COPDTM confermano i profili di sicurezza di tiotropio e di salmeterolo come precedentemente descritti . Le percentuali di eventi avversi seri, che abbiano comportato l’interruzione della terapia o che abbiano avuto esito infausto, sono state simili in entrambi i gruppi in terapia.1 “Le riacutizzazioni della BPCO possono verificarsi anche nelle fasi iniziali della malattia (es. stadio II GOLD) e ripresentarsi lungo tutto il decorso della malattia stessa. Poiché costituiscono un considerevole onere economico per chi ne è colpito, per il servizio sanitario, e per la società, la prevenzione delle riacutizzazioni è un obiettivo terapeutico molto importante e centrale per i pazienti affetti da BPCO – ha dichiarato il Professor Klaus Rabe, del Dipartimento di Medicina dell’Università di Kiel, Ospedale Grosshansdorf, Germania – I risultati dello studio POET-COPD , che ha messo a confronto due broncodilatatori a lunga durata d’azione, dovrebbero guidare la pratica clinica per la gestione della BPCO e la prevenzione delle riacutizzazioni” (Maria Luisa Paleari – in sintesi)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »