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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Tabacci: “Pisapia? Secondo me è molto vicino a mollare

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

TABACCIImmaginava che si potesse ripetere l’esperienza di Milano ma qui è un guazzabuglio, mettere insieme quelli che non vogliono stare insieme è difficile”. A dirlo è Bruno Tabacci, leader di Centro Democratico e sostenitore di Giuliano Pisapia, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Avete perso definitivamente le speranze? “No, ma le cose sono oggettivamente molto complicate. Aspettiamo comunque le regionali in Sicilia, perché quel risultato darà un segnale: se si vuole andare avanti su questa strada si va un baratro, bisogna cambiare radicalmente l’impostazione”, ha spiegato a Rai Radio1 Tabacci. Nel centrosinistra, il Pd che ‘posizione’ ricopre? “Dovrebbe essere il centro, ma con le ultime uscite rischia di essere la retroguardia, perché fatica a mettete insieme una coalizione in grado di competere”. Renzi, oggi, può tornare a fare il premier? “Certamente non è nelle condizioni per farlo. In questo momento non ci sono le condizioni”. Cosa ne pensa dei Mdp? “Sono presi solo dal contrasto con Renzi, una cosa autolesionistica. E D’Alema, più di Bersani – ha concluso Tabacci a Un Giorno da Pecora è quello che mena la danza”.(foto:tabacci)

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Fucsia Nissoli Fitzgerald: La mia intervista sul Corriere Canadese

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

Fucsia Nissoli FitzgeraldTORONTO – «Il partito in cui sono stata eletta, Scelta Civica, si è dissolto. In queste condizioni è praticamente impossibile riuscire a lavorare per gli italiani all’estero». Angela Rosaria detta Fucsia Nissoli Fitzgerald è appena passata a Forza Italia dopo quasi quattro anni nel gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico di Lorenzo Dellai e Bruno Tabacci. Una scelta, quella di Nissoli, apparsa ai più improvvisa, visto che solo il 12 aprile scorso veniva annunciato il suo ingresso nel movimento politico nordamericano Insieme per gli italiani, ma che la deputata difende con forza.
«La mia non è stata una scelta improvvisa – dice al Corriere Canadese la deputata appena tornata a Roma dopo essere stata presente in tutte le quattro tappe del viaggio in Canada del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – è stata una scelta meditata. Mi sono confrontata con molte persone sul territorio, con persone che ho conosciuto durante il mio percorso e con persone che mi avevano votato. A loro ho chiesto: “Mi ricandido con un altro partito o mollo tutto?”. Il supporto della gente mi ha portata dove sono oggi».
A dare il via a tutto, racconta Nissoli, è stato un incontro avvenuto a gennaio col presidente Silvio Berlusconi, «col quale mi sono intrattenuta a parlare delle problematiche degli italiani all’estero». «Ho trovato Berlusconi molto sensibile all’argomento – spiega – e lui stesso mostrando entusiasmo per le politiche dell’emigrazione mi ha detto: “Lei se lo ricorda che quando io ero al governo gli italiani all’estero non pagavano l’Imu sulla prima casa?”. Dopo questo incontro mi sono chiesta se fosse stato giusto continuare il mio impegno a livello politico oppure abbandonare l’attività visto che il mio gruppo parlamentare si sta dissolvendo». «In questi mesi ho valutato cosa fare – continua – e la mia è stata una scelta meditata, dalla parte degli italiani all’estero. Infatti, ho trovato nelle politiche che il presidente Berlusconi mi ha prospettato quella necessaria e saggia moderazione che già era presente nelle politiche che con la lista Monti avevamo prospettato agli elettori del Nord e Centro America».
Non sono però mancate le critiche per la scelta della deputata nata a Treviglio. «Qualcuno ha scritto che sono andata in Forza Italia per mantenere la poltrona – ammette Nissoli – e voglio dire che questa è una bella bugia». Resta però il fatto che solo pochi mesi fa la deputata aveva annunciato la sua adesione al movimento “Insieme per gli italiani” di cui, scriveva in una nota inviata dal suo addetto stampa, “condivido i principi, il progetto ed il programma portati avanti da persone di qualità, che amano profondamente l’Italia e vogliono servire gli italiani all’estero oltre gli schemi e le divisioni partitiche”.
«Ho buonissimi rapporti con Carmelo Cicala (presidente del movimento, ndr) – spiega Nissoli – è un movimento che lavora per gli italiani all’estero e condivido il loro percorso. Piuttosto voglio dire che chi mi accusa di voler mantener la poltrona è veramente una persona di basso livello. Prima di tutto perché non ho bisogno e poi perché ho sempre visto la politica come un servizio per la comunità e chi mi conosce lo sa».
Qualcuno ipotizza che questo potrebbe essere il prima passo di una futura intesa elettorale in Nord America tra Forza Italia e movimenti come Insieme per gli italiani e magari anche il Maie di Riccardo Merlo. Nissoli però evita di prendere posizione. «Sono cose che verranno valutate con l’avvicinarsi delle elezioni politiche – dice – Io adesso sono iscritta a Forza Italia, tutto il resto si valuterà strada facendo». Intanto, spiega, «ho avviato un confronto serio col presidente Berlusconi discutendo con chiarezza i punti su cui occorre agire con forza, convinzione e coesione politica. Cittadinanza, mobilità dei giovani e parità fiscale sono i tre punti essenziali del mio programma politico e dalla scorsa settimana sono diventati tre punti essenziali anche nel programma di Forza Italia». «Sono convinta di aver fatto una scelta buona per gli italiani all’estero e questo mi dà anche la forza per continuare a lavorare – conclude Nissoli – In questi giorni in cui sono stata in Canada ho parlato con tante persone e la maggior parte delle persone che ho incontrato hanno appoggiato la mia decisione. Io mi sto impegnando molto per il bene della comunità e spero che Forza Italia mi dia questa possibilità».

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Incontro interculturale a San Cataldo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

bruno_tabacciSan Cataldo. Il 18 gennaio c.a. alle ore 17 si terrà un incontro interculturale su temi di attualità politica presso l’Auditorium della Bcc «G. Toniolo» di San Cataldo. L’intervento più significativo, almeno dal mio punto di vista, sarà quello di Bruno Tabacci, che affronterà il tema: Potere e politica.Questa mia nota non pretende essere una presentazione del politico e dell’intellettuale, non ne ho l’autorevolezza necessaria, ma solamente un chiarimento sulla coerenza del politico, che ama l’ombra della zona “grigia” della politica , pur riuscendo ad attirare l’attenzione di quanti non privilegiano le analisi superficiali, ma prediligono quelle approfondite.
Il mio riferimento a tali analisi approfondite riguarda, principalmente, una definizione che fu di Toni Negri, che identificava Tabacci e la cerchia dei suoi sostenitori (tra i quali il sottoscritto) come “i marxisti per Tabacci”. Una definizione calzante, credibile, ma solo se si approfondisse la scelta dei termini, infatti Negri non dice “i comunisti per Tabacci”, ma “i marxisti per Tabacci”, dimostrando una carenza ideologica inaccettabile. Si tratta di un errore ideologico perché trascura 150 anni di evoluzione culturale dal tempo della prima edizione de “Il Capitale” . Fu il testo di Marx che ispirò il manifesto del partito comunista di di Karl Marx e Friedrich Engels, ponendo il proletariato al centro dell’indagine socio-politica, ma limitatamente al periodo storico di riferimento
Se Karl Marx e Friedrich Engels avessero potuto seguire l’evoluzione della classe operaia fino ai nostri giorni, lo stesso Toni Negri avrebbe dovuto accettare la collocazione di Karl Marx nell’alveo della democrazia liberale socialdemocratica. Sta in ciò l’errore di fondo nel quale si è ritrovato Toni Negri, nel non aver capito la storia e i suoi mutamenti, con gli adattamenti imposti dalle evoluzione socio-culturale.I sostenitori di Bruno Tabacci lo hanno (abbiamo) capito, accettando la centralità politica del liberalismo ,differenziato dal liberismo di stampo berlusconiano con tutte le sue carenze di welfare, soppiantato, quest’ultimo da una eccessiva attenzione verso le libertà di mercato svincolate dal controllo dello Stato. Il vero liberalismo, di matrice crociana, è in grado di coniugare le libertà di mercato, controllate dalla Stato, con la socialdemocrazia, non più marxista, ma portatrice di valori sociali ed etici.
L’introduzione alla serata di incontri è affidata a don Massimo Naro, direttore del Centro Studi Cammarata di San Cataldo e docente di Teologia sistematica presso la Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo, e Teologia trinitaria e Escatologia presso l’Istituto Teologico-Pastorale «Guttadauro», che rappresenta una garanzia di continuità con le quotidiane sollecitazioni di Papa Francesco.
Un commento finale è d’obbligo: i seguaci di Bruno Tabacci dimostrano una ben più concreta capacità analitica e valutativa rispetto ad approssimative e incerte definizioni. (Rosario Amico Roxas)

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Milano: … con la presenza di persone sagge e forti…

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Paderno Dugnano - Cardinale Tettamanzi alla Cava

Image by bibendum84 via Flickr

Nella giunta di Giuliano Pisapia a Milano potrebbe entrare anche il terzopolista Bruno Tabacci. Conoscendo la libertà di pensiero di Bruno Tabacci, mi viene proprio difficile intuirlo come un fomentatore infiltrato di Al-Qā’ida ( القاعدة ) , come vorrebbe Berlusconi, in uno dei tanti suoi incubi notturni e diurni. Piuttosto mi sarebbe piaciuto vederlo candidato a Sindaco di Milano, ma capisco adesso che avrebbe corso il rischio di… essere eletto con l’appoggio di larghi strati del PdL che ne avrebbero tentato il condizionamento. Accade così l’inverso di ciò che indica l’adagio popolare: Uscito dalla finestra ecco che l’on Tabacci rientra dal portone, perché una sua presenza nella giunta Pisapia ne caratterizzerebbe il percorso indirizzato al bene comune di una città come Milano, diventata la base logistica dell’economia creativa e finanziaria, collocandosi agli antipodi della concreta economia del lavoro.
In uno degli incontri che ho avuto la fortuna di avere con Bruno Tabacci, mi disse che i miei interventi scritti alternativi alla “politica” della religione vaticana, gli apparivano esagerati… Nell’ultimo incontro, sempre a Caltanissetta, dove viene spesso per intrattenere con il suo consueto garbo attenti ascoltatori, si corresse e riconobbe che “forse hai ragione”. Fu alla luce dalla mia affermazione circa l’operato del cardinale Tettamanzi, che in una sola frase scrisse l’epitaffio del berlusconismo.
Milano è in una fase di cambiamento e credo che resterà degna della sua storia. La città è chiamata oggi ad essere coraggiosa e a camminare in termini positivi, restando sempre fedele alla sua tradizione, con la presenza di persone sagge e forti che non avvieranno la città verso il viale del tramonto, ma verso il viale della primavera. E ancora:
Non si può non vedere la differenza tra chi guarda al futuro con speranza e chi invece guarda al futuro con paura. Tra chi vuole vederci sperare e costruire un domani migliore e chi vuole restare aggrappato all’oggi senza un minimo di lungimiranza. Con la presenza di persone sagge e forti…. Credo proprio che Tettamanzi (il pontefice mancato), fosse già al corrente dei progetti futuribili di Pisapia: rafforzare la giunta meneghina con la competenza e l’onestà di uno dei pochi politici credibili. (Rosario Amico Roxas)

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Antonello De Pierro conquista Facebook

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Molte le pagine di politici eccellenti già superate dal leader dell’Italia dei Diritti. Tra questi Bruno Tabacci, Giulio Tremonti, Francesco Rutelli, Leoluca Orlando, Roberto Castelli, Piero Fassino, Italo Bocchino, Franco Frattini, Massimo D’Alema, Gianni Alemanno, Gianfranco Fini e Roberto Maroni
Che l’Italia dei Diritti, il movimento extraparlamentare fondato e presieduto da Antonello De Pierro, avesse aumentato vertiginosamente i suoi consensi era chiaro ormai a tutti, anche ai più scettici. Tutto ciò nonostante il feroce silenzio censorio che da sempre viene opposto dai grandi media nazionali soffochi le denunce e le iniziative condotte a beneficio dei cittadini e che naturalmente danno fastidio alla maggioranza di governo, ma anche a chi l’opposizione dovrebbe farla nelle aule istituzionali anche se fa solo finta di esercitarla. Per fortuna la rete riesce a travalicare le montagne censorie e se si sa sfruttare, le verità scomode che da sempre l’Italia dei Diritti e il suo presidente De Pierro cercano di portare alla luce, spesso riescono a infilarsi negli spiragli comunicativi offerti e raggiungono un discreto numero di persone. http://www.facebook.com/pages/Italia-dei-Diritti/104245710918 su Facebook, in continua crescita, che si attesta su circa 26.500.
Se tutto ciò era ormai scontato, fa un certo effetto, pur se prevedibile, la crescita esponenziale di consensi del leader del movimento Antonello De Pierro, in soli cinque mesi, nella sua pagina ufficiale http://www.facebook.com/pages/Antonello-De-Pierro/129358573744920 sul numero uno dei social network, che al momento segna il numero di 10.400. Un risultato straordinario se si pensa che si attesta così al 39° posto tra i politici più amati, naturalmente secondo l’indice di gradimento sancito dalle pagine dei personaggi politici di Facebook. A capo di un movimento non presente in Parlamento col proprio simbolo, soffocato dalla censura e per di più ottenuto in pochi mesi.

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“Rivoluzione Quirinale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Roma 15 ottobre 2010 – Ore 13.30 Palazzo di Montecitorio Sala Aldo Moro Nell’ambito dell’iniziativa  “Il volume della democrazia: giornate del libro politico a Montecitorio” Rivoluzione Quirinale di Giuseppe Sangiorgi (Gaffi 2010)  Insieme all’autore interverranno L’On. Bruno Tabacci e Angelo Mellone
Lo iato tra l’Italia dei privilegi e l’Italia dei cittadini è una piaga che occupa ormai costantemente le cronache quotidiane lasciando la sfera strettamente politica e invadendo l’attualità. Il libro di Giuseppe Sangiorgi è un libro scomodo: si appella direttamente alla prima carica dello Stato proprio in qualità di garante della Costituzione e della democrazia, chiedendo al Presidente della Repubblica di dare il via col suo esempio personale all’unica vera rivoluzione moderna che si possa mettere in atto in questo paese: la rinuncia ai privilegi, l’avvicinamento agli elettori attraverso un pari trattamento davanti alle leggi e alle istituzioni, sventando così una crisi democratica dai risvolti oscuri. Rivoluzione Quirinale è lo studio attento e fondato di un secondo Paese dentro il Paese che, attraversando tutte le cariche istituzionali, si legittima attraverso un proprio ordinamento dentro l’ordinamento, si alimenta attraverso una propria finanziaria dentro la legge finanziaria e si perpetua attraverso una propria legge elettorale dentro la legge elettorale. Una deriva che è necessario arginare prima che diventi regime.
Giuseppe Sangiorgi (Roma, 1947), giornalista parlamentare, è stato direttore responsabile del quotidiano “Il Popolo”. Ha collaborato con numerosi giornali e riviste ed ha realizzato programmi per la televisione e per la radio. Negli anni Novanta è stato presidente dell’Istituto Luce, realizzando la “Storia d’Italia del XX secolo” per la regia di Folco Quilici. Nel 1998 la Camera dei Deputati lo ha eletto commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, incarico che ha ricoperto fino al 2004. Ha pubblicato Il romanzo del “Popolo” (Gangemi, 2002) e Piazza del Gesù (Mondadori, 2005).

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Rutelli in terapia intensiva

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

L’esordio di un nuovo movimento proposto da Rutelli ha rischiato di arenarsi nelle spiagge dell’inconsistenza se non fosse intervenuta l’esigenza di salvare l’idea malgrado l’uomo. Vedremo gli sviluppi di una tale idea che ha assunto i toni di una riscossa nazionale alternativa alle derive populiste, autoritarie, anticostituzionali imposte dal cavaliere in nome e per conto della personalissima esigenza di pararsi le terga dalle conseguenze dei suoi stessi reati. Rutelli non avrebbe mai ottenuto un credito politico autonomo se non fosse intervenuta una salutare terapia intensiva a base di   “tabaccellina” che ha sostenuto le difese funzionali  e organiche in grado di fronteggiare la pandemia cavalleresca, che ha toccato il momento culminante dell’ascesa, iniziando l’irreversibile fase dell’immunizzazione.  Lo aveva preannunciato Montanelli che il berlusconismo sarebbe crollato solo a seguito di una vaccinazione collettiva; la vaccinazione è avvenuta e sta dilagando l’immunizzazione, proprio mentre il cavaliere cerca una personalissima immunità…ma dalle leggi.L’adesione di Tabacci all’idea/movimento di Rutelli appare come una missione all’estero per dare corpo e credito alla inconsistenza ed evitare di finire dentro la raccolta indifferenziata dei rifiuti politici che il cavaliere sta intensificando. E’ proprio la presenza dell’on. Bruno Tabacci a fornire credibilità istituzionale a questa “Alleanza per l’Italia”, per farne una vera alleanza per l’Italia  scongiurando il pericolo di diventare una sudditanza  dell’altra Italia. (Rosario Amico Roxas)

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Lascio il Pd

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Dichiarazione dell’On.  Marco Calgaro Ho preso la decisione di uscire dal Partito Democratico ed aderire ad “Alleanza per l’Italia”, la nuova formazione politica lanciata da Lorenzo Dellai, Francesco Rutelli, Bruno Tabacci ed altri promotori tra cui il sottoscritto.  E’ stata una decisone molto sofferta perché sancisce, dal mio punto di vista, il fallimento di una scommessa, quella del PD come partito che avrebbe dovuto portare una boccata di aria fresca e di novità nel panorama del centrosinistra italiano ed europeo.  La collocazione culturale e politica del PD va, invece, sempre più chiaramente configurandosi come la prosecuzione della storia del PCI, PDS, DS e la scelta di entrare nel gruppo del Partito Socialista Europeo ne è stata la naturale evoluzione.  Questa collocazione è rispettabile ma, secondo me, allontana il partito dal consenso di tutti quei cittadini, e sono tanti, che non vanno più a votare perché alla ricerca di un soggetto politico moderato e riformatore, che, anziché persistere in questo bipolarismo caratterizzato dallo scontro e dalla delegittimazione continua degli avversari, ponga di nuovo al centro della sua prospettiva il senso dello Stato, il rispetto delle istituzioni ed il confronto con gli avversari su progetti e proposte precise, alla ricerca di quel bene comune che oggi la politica pare avere perso di vista.

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