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La proposta del budget di Biden: fra aspirazione e realtà

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

By Domenico Maceri. La manovra di bilancio del presidente Joe Biden è la “più spericolata e irresponsabile proposta di budget” della storia. Con queste parole Kevin McCarthy, parlamentare di Bakersfield, California, e leader della minoranza repubblicana alla Camera, ha espresso il suo giudizio di parte sull’annuncio dell’attuale presidente. Nancy Pelosi, parlamentare democratica di San Francisco e speaker della Camera, invece, ha controbattuto che si tratta di “un’evidente dichiarazione dei valori dei democratici” per i bisogni dei lavoratori e le famiglie americane. Nessuno dei due giudizi coglie appieno il piano di bilancio di Biden per il 2022 ma quello della Pelosi si avvicina molto di più.La manovra di budget per il 2022 di Biden costerebbe 6 mila miliardi di dollari e rappresenta una spesa che non si vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale. Quando vi si aggiungono agli investimenti di 1900 miliardi dell’American Rescue Plan, legge firmata da Biden per affrontare la pandemia, si cominciano a capire le sue priorità. L’attuale inquilino della Casa Bianca interpreta il ruolo del governo in modo attivo per il bene dell’America. Si tratta anche di una ridistribuzione delle risorse che mirano a ridurre, anche se in maniera leggera, il divario creatosi fra ricchi e poveri negli ultimi decenni. La spesa della manovra corrisponde a un aumento del 35 percento in comparazione a quella prima della pandemia. Biden investirebbe su programmi che sono popolari con gli americani incluso la pubblica istruzione, la ricerca, i ponti, le strade, la banda larga, asili nido e scuole per l’infanzia per tutti i bambini e l’ampliamento della sanità per gli anziani. Include inoltre investimenti per le ricerche necessarie per affrontare il riscaldamento globale e investimenti anche per coprire le rette dei primi due anni di università. I costi verrebbero coperti in parte da prestiti come pure da aumenti alle tasse dei redditi alti e le corporation.La manovra di bilancio di Biden riflette in buona misura la sua piattaforma elettorale ma non in maniera completa. Per la sanità il candidato Biden aveva respinto le richieste di Medicare for All, il sistema governativo per gli over 65, a tutti gli americani, come insistevano i due candidati liberal Bernie Sanders (Vermont) e Elizabeth Warren (Massachusetts). Il candidato Biden aveva promesso invece una “public option”, una opzione di assicurazione pubblica da comprare, con benefici simili a quelli del Medicare. Nel suo piano di bilancio questa “public option” non è menzionata. Manca anche l’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora, cavallo di battaglia dei due senatori liberal, sostenuto anche da Biden anche se in maniera poco convincente.Una delle critiche sollevate è stata la questione delle spese e l’impatto al deficit che aumenterebbe a 1800 miliardi nel 2022 e poi scenderebbe a 1300 nei prossimi dieci anni. Considerando i tassi di interesse a bassissimi livelli, però, Biden ha spiegato che questa è una buonissima opportunità per investire nel futuro. Nonostante tutto, però, le spese del governo americano continuerebbero a rappresentare una percentuale del Pil inferiore a quella di altri Paesi industrializzati dell’Europa Occidentale.Secondo Biden si tratta di investimenti che stimolerebbero la prosperità per le famiglie in un’economia globale in costante e rapido cambiamento. La classe media e i poveri ci guadagnerebbero senza però avere un impatto negativo sulla crescita. L’attuale inquilino alla Casa Bianca ha continuato spiegando che più soldi nelle tasche dei consumatori alla fine aiuterebbero anche le corporation con l’aumentata richiesta di prodotti e servizi.Il piano sul bilancio annunciato tipicamente dai presidenti americani non significa che sarà necessariamente approvato dalle due Camere legislative. Si tratta di una road map sulle priorità dell’inquilino alla Casa Bianca che saranno riprese dai legislatori. Non tutte le aspirazioni del presidente verranno effettuate anche se i democratici, persino quelli di sinistra, hanno benedetto il piano di Biden. L’eccezione verte sulle spese per la difesa. Il Congressional Progressive Caucus, l’ala sinistra dei parlamentari democratici, ha criticato il bilancio americano sulla difesa considerandolo eccessivo. Difatti, i costi per le spese militari superano il totale di quelle degli altri dieci paesi che più spendono per la difesa. Come si aspettava, i repubblicani hanno dissentito, asserendo che il budget di Biden riflette tagli alla difesa.Il nodo però rimane l’arduo percorso legislativo, tenendo conto delle leggerissime maggioranze del partito del presidente sia alla Camera che al Senato. L’altro ostacolo ovviamente rimane la salita nella Camera Alta, dove, secondo la regola del filibuster, ci vogliono non 51 dei 100 voti favorevoli ma 60, permettendo alla minoranza repubblicana di dare filo da torcere ai disegni di legge approvati dai democratici.In un discorso a Tulsa in Oklahoma per commemorare l’eccidio di più di 300 afro-americani avvenuto il 31 maggio 1921, Biden ha anche toccato il tema dei progressi fatti della sua amministrazione per la giustizia razziale. Ha però anche chiarito che le sue mani sono legate dal fare di più poiché ha solo una maggioranza risicata alla Camera di solo 4 voti e al Senato solo 50 dei 100 senatori sono democratici. Inoltre, Biden ha anche rilevato che con due senatori democratici che spesso votano con i repubblicani è difficile approvare leggi che favoriscano il diritto al voto. Il 46esimo presidente si riferiva senza però citare i nomi a Joe Manchin (West Virginia) e Kyrsten Sinema (Arizona), ambedue democratici i quali con frequenza si schierano con i repubblicani e difatti sono ambedue contrari all’eliminazione del filibuster. Questa regola che richiede 60 voti al Senato per procedere ai voti dà alla minoranza in Senato il potere di bloccare leggi favorite dalla Camera, dal presidente, e spesso dalla stragrande maggioranza degli americani. L’esempio più eclatante si è visto recentemente quando la legge sulla Commissione per gli assalti al Campidoglio ha ricevuto solo 55 dei 60 voti necessari. Biden non ha esplicitamente fatto richiesta di eliminare il filibuster ma lo ha suggerito, ricordando a Manchin e Sinema che ha bisogno del loro aiuto.Fino ad adesso questi due senatori democratici provenienti da Stati conservatori sembrano non sentire le parole di Biden. In una recente intervista Sinema ha risposto che il filibuster mantiene la protezione della minoranza e protegge anche la democrazia. La sua definizione di democrazia non richiede il 51 ma il 60 percento al Senato. Una definizione anomala di democrazia che dà alla minoranza troppo potere. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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La pandemia e il budget del ricoverato

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Esistono due aspetti dello stesso problema: il dovere dell’assistenza e il diritto di farsi assistere. Ciò significa che tale situazione è da considerarsi prioritaria nella gestione delle politiche per la salute della comunità internazionale. È un valore che non è secondo ad altri, così come lo sono il bisogno di alimentarsi e l’aria per respirare. Se noi trasformiamo questi bisogni primari e vitali in una merce di scambio per realizzare profitti possiamo, di fatto, limitare il diritto alla vita e alla salute di milioni di esseri umani e consentirne l’accesso solo a chi ha risorse economiche e vive in aree protette. È questo l’aspetto più doloroso e drammatico offerto dalle logiche consumistiche che, dalla rivoluzione industriale del XVI secolo, hanno, di fatto, disumanizzato il rapporto sociale e tracciato un solco sempre più profondo tra chi cerca il necessario per vivere e chi esiste nel superfluo. Questa pessima distribuzione delle risorse oggi raccoglie più i frutti del malessere che i benefici derivanti dal progresso delle scienze e della cultura della solidarietà. È una contraddizione che provoca gravi ricadute nel rapporto stato-cittadini. Qui non possiamo pensare che il disagio proviene perché mancano le risorse. È perché sono sprecate con i focolai di guerra che si accendono qua e là nel mondo. È perché favoriamo gli illeciti arricchimenti per l’interesse di pochi. È perché cerchiamo di concentrare le ricchezze nelle mani di una ristretta cerchia di persone favorendo un uso improprio di tali disponibilità. Il nostro è anche il periodo in cui si semina l’ipocrisia con una solidarietà di facciata, la disinformazione per non farci vedere la tempesta che si avvicina, e la politica delle promesse innescando la speranza, ma che si rende sempre più lontana nel tempo, per non onorarla. E lo facciamo nelle piccole e grandi cose. Da questa premessa partono taluni escamotage come quello del budget del ricoverato che non trova regole statuite, ma è, nei fatti, una realtà. Eppure, i segnali ci sono e sono molto preoccupanti. In altre parole, lungo questa filiera la parola d’ordine è quella che bisogna spendere di meno, bisogna restringere i tempi di degenza e si cercano delle priorità persino per fasce di età. Se spendiamo 100 per un 30/40enne dobbiamo, per la stessa malattia, utilizzarne la metà per un settantenne e giù di lì, tanto la speranza di vita, per quest’ultimo, è residua e il suo “esserci” diventa sempre più un costo senza benefici per la comunità. Lo stesso ragionamento vale per il tipo di malattie da curare che diventa trasversale alla stessa età. Esistono, infatti, patologie che ci portiamo, a volte, fin dalla nascita e che richiedono prestazioni sanitarie molto costose tanto che l’organismo erogatore cerca di sostenerle sempre meno. È questo l’aspetto che ci fa dire che esiste il budget del ricoverato e anche di chi si cura in casa e sta diventando una mina vagante nella cultura popolare che incomincia a generare “mostri” di cinismo, se ci lasciamo convincere che la vita è un bene solo se siamo sani e che i malati cronici i non sono altro che dei vuoti a perdere. E la rupe spartana è accanto a noi a farci il verso. (Riccardo Alfonso)

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Cala a €280 il budget medio di spesa per i regali di Natale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

La pandemia ha influenzato la vita di tutti e anche il Natale sarà inevitabilmente diverso, più sobrio, per molti più triste e rivolto principalmente alla famiglia e alle persone più care (per il 60%). Ma nonostante questo non si rinuncia del tutto ai regali, dato che solo il 16% non ne acquisterà.Sarà comunque un Natale più parsimonioso, sia per il budget previsto, che si è ridotto rispetto allo scorso anno a una media di €280 (-13%), sia per il numero dei regali (2,3), in calo per un italiano su due.Come per il Black Friday, gli acquisti si effettueranno principalmente online, con quasi un terzo (32%) che utilizzerà esclusivamente questo canale.Pessimisti gli esercenti del settore elettronica ed elettrodomestici: il 61% prevede un calo delle vendite nel periodo di Natale rispetto allo stesso periodo del 2019, con la concorrenza del web che incide del 27% in mancate vendite.Il desiderio degli italiani per il 2021? In assoluto che finisca la pandemia (74%), che arrivi il vaccino (48%) e che si attenui la crisi economica.Questo è quanto emerge dall’Osservatorio Compass, la ricerca promossa dalla società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca per indagare il comportamento di acquisto degli italiani in occasione del Natale. Cosa si regalerà a Natale e a chi? Al primo posto, il 42% indica l’abbigliamento, le calzature e gli accessori, seguiti dai libri e riviste (22%), giochi per bambini (20%), prodotti per la cura della persona (17%), alimentari (16%) e telefonia (13%). Ma se si guarda al budget dedicato per tipologia di regali, si spenderà di più per gli elettrodomestici e i prodotti di elettronica/informatica (32%) e per l’abbigliamento (31%). Il viaggio come regalo ha registrato ovviamente una flessione, ma resta sempre un desiderio importante per le famiglie: la metà di chi ha già pianificato nel 2021 almeno un progetto economico manifesta la voglia di evadere organizzando una vacanza.La persona più importante a cui dedicare i propri regali sono i figli (34%), e i partner (33%); in misura minore genitori (10%), altri parenti (11%) e amici (2%). A loro spetteranno in media oltre due terzi del budget (€187).Dove acquisteranno i consumatori? Il 32% degli intervistati dichiara che farà gli acquisti di Natale esclusivamente online e tra le categorie più comprate sul canale digitale troviamo smart speaker (86%), viaggi e biglietti aerei (83%), biglietti per concerti (74%), smartwatch (74%), musica e film (71%). In generale questo canale viene privilegiato per i prodotti elettronici più piccoli. Beni di lusso, prodotti alimentari, biciclette, gioielli e abbigliamento sono invece appannaggio dell’offline. Chi sceglie di acquistare in negozio lo fa principalmente per toccare con mano il prodotto (29% delle citazioni, che arrivano al 35% per gli over 55 anni) e per sostenere i negozianti e l’economia locale già molto provata dalla crisi economica in atto. Focus Elettronica ed elettrodomestici. Cosa ne pensano gli esercenti del settore? Sono piuttosto pessimisti, con il 61% che prevede per Natale un calo delle vendite rispetto al 2019. Solamente per il 4% andrà meglio. A incidere non solo la crisi economica del Paese, ma anche la concorrenza dell’online che si prevede impatterà sul giro d’affari per il 27%. Anche per il 2020 la telefonia si conferma il prodotto che traina le vendite del Natale (per il 55% degli intervistati). Seguono i televisori (34%) e i piccoli elettrodomestici (30%).Per quali acquisti si ricorre al credito al consumo nel settore dell’elettronica e degli elettrodomestici? In primis per i grandi elettrodomestici, caratterizzati da un prezzo di listino in genere più elevato: la metà degli esercenti cita infatti, tra i prodotti cui si ricorre maggiormente ad un finanziamento, i grandi elettrodomestici per la cottura (piani cottura, forni, ecc.), i grandi elettrodomestici del freddo (frigoriferi, congelatori e cantinette) e il 45% quelli per il lavaggio. La telefonia, che negli scorsi anni guidava la classifica, oggi conta solo il 27% delle citazioni degli intervistati, probabilmente per una diversa modalità d’offerta commerciale per il segmento.“Gli italiani hanno voglia di normalità e anche per questo non vogliono rinunciare a un momento emotivamente importante come il Natale – dichiara Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass – La famiglia rimane in cima ai pensieri per i regali a cui il credito al consumo darà un importante contributo, soprattutto per i prodotti di elettronica ed elettrodomestici, più costosi ma sempre molto desiderati. Siamo convinti che anche nel 2021 il nostro settore contribuirà a sostenere i consumi aiutando la ripresa economica del Paese: per questo siamo al lavoro per studiare sempre nuove forme di finanziamento in risposta ai bisogni crescenti e in continua evoluzione dei consumatori” Per il 2021 cosa si aspettano gli italiani? Interrogati sul futuro economico dell’Italia, gli italiani rispondono con un’accesa preoccupazione (41%). La maggior parte auspica una stabilità della propria condizione familiare nel 2021 mentre solo un terzo degli intervistati si aspetta una situazione più rosea. In generale, gli italiani desiderano che finisca la pandemia (74%), che si trovi un vaccino efficace contro il Covid-19 (48%) e che si attenui la crisi economica (46%). Più forte tra gli under 35 l’intenzione di trovare lavoro (26%) e di avere un figlio (14%).Nonostante il periodo di forte crisi, con il 52% degli intervistati che prevede un ulteriore calo del fatturato nel 2021, permane una decisa intenzione di progettualità imprenditoriale: il 72% dei convenzionati intervistati ha dichiarato di avere come obiettivo per il prossimo biennio di realizzare almeno un progetto per lo sviluppo del proprio business. In particolare, il 29% effettuerà investimenti di marketing e pubblicità, il 19% in nuove tecnologie rivolte alla clientela. Il 17% si dedicherà allo sviluppo di un canale digitale di vendita. Fabio Micali

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EP Group leaders endorse EU long-term budget and own resources agreement

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

The Conference of Presidents evaluated and endorsed the political agreement reached on the MFF 2021-2027 and the own resources proposal on 10 November 2020. Political group leaders also underlined the importance of the political agreement reached between Parliament and Council on the Rule of law Regulation.Parliament has fought hard in the past ten weeks to reach a good agreement to address the effects of the COVID-19 pandemic and to support the recovery and make European society more resilient. Yesterday, Parliament and Council reached a political agreement on the EU’s future financing, the next EU long-term budget (MFF 2021-2027) and Own Resources proposal.Parliament secured €15 billion for EU flagship programmes at the heart of citizens’ concerns that bring real benefits: research, health, climate and digital transitions and support for young people. €1 billion will increase flexibility to address future needs and crises.The provisional agreement includes also: • a joint declaration on Next Generation EU (NGEU) interest costs and repayments in the 2021-2027 MFF to ensure that expenditure covering the financing costs of NGEU shall not reduce EU programmes and funds; • a legally binding roadmap for the introduction of EU own resources to finance the repayment of the recovery debt and to finance future budgets; • enhanced scrutiny of NGEU funds by the budgetary authority, ensuring democratic accountability is included in the Inter-institutional Agreement; • a role secured for the European Parliament in new proposals based on Art 122 TFEU with potentially significant implications for the European Union budget, by means of a Joint Declaration, and • a Commission declaration on the climate-tracking methodology and the involvement of Parliament and Council as well as a Commission declaration regarding climate contributions per programme.

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Compromise on long-term EU budget: EP obtains €16 billion more for key programmes

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Bruxelles. On Tuesday, after ten weeks of intense negotiations, Parliament’s budget negotiators agreed with the Council Presidency on the outline of an agreement on the next Multiannual Financial Framework (MFF 2021-2027) and new Own Resources. The compromise needs to be endorsed by both institutions.In the compromise, Parliament obtained €16 billion on top of the package agreed by heads of state or government at their summit in July. €15 billion will reinforce flagship programmes to protect citizens from the COVID-19 pandemic, provide opportunities to the next generation, and preserve European values. €1 billion will increase flexibility to address future needs and crises.Parliament’s top priority was to secure an increase for flagship programmes that were at risk of being underfinanced under the European Council’s July 2020 agreement, jeopardising the EU’s commitments and priorities, notably the Green Deal and the Digital Agenda.The additional funds will be drawn mainly from amounts corresponding to competition fines (which companies have to pay when they do not comply with EU rules), in line with Parliament’s long-standing request that money generated by the European Union should stay in the EU budget. Thanks to this compromise, in real terms, the European Parliament inter alia triples the envelope for EU4Health, ensures the equivalent of an additional year of financing for Erasmus+ and ensures that research funding keeps increasing. Negotiators agreed to the principle that the medium- to long-term costs of repaying the debt from the recovery fund should neither come at the expense of well-established investment programmes in the MFF, nor result in much higher GNI-based contributions from member states. Therefore, EP negotiators have devised a roadmap to introduce new Own Resources during the next seven years. This roadmap is incorporated into the ‘Interinstitutional Agreement’, a legally binding text. In addition to the plastics-based contribution as of 2021, the roadmap includes an ETS (Emissions Trading System)-based Own Resource (from 2023, possibly linked with a carbon border adjustment mechanism), a digital levy (from 2024), and an FTT-based Own Resource as well as a financial contribution linked to the corporate sector or a new common corporate tax base (from 2026).Concerning the expenditure of Next Generation EU funds, Parliament secured that the three institutions will meet regularly to assess the implementation of funds made available on the legal basis of Art. 122. The expenditure will be spent in a transparent manner and Parliament, together with Council, will check any deviation from previously agreed plans.The recovery instrument (Next Generation EU) is based on an EU treaty article (Art. 122 TFEU) which does not provide for a role for the European Parliament. EP negotiators have also obtained a new procedure, setting up a “constructive dialogue” between Parliament and Council on the basis of an assessment by the Commission, in order to agree on the budgetary implications of any proposed new legal act on the basis of Article 122.

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2021 EU budget must focus on supporting a sustainable recovery from the pandemic

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Next year’s budget – the first of the 2021-2027 financing period – should “promote fair, inclusive and sustainable growth, high-quality job-creation and its long-term goal of socioeconomic convergence”, MEPs state in their draft resolution, which reflects and accompanies the outcome of the vote on budgetary figures of 15 October.They have set the overall level of the 2021 EU budget at just under € 182 billion in commitment appropriations, representing an increase of € 15 billion compared to the Commission’s proposal. Most of these increases will benefit the EU’s 15 flagship programmes, boosting many programmes and projects that will support the young, researchers, health workers, entrepreneurs, and many other citizens.Other major additions to next year’s budget were voted on in areas such as climate change, energy, digital and transport interconnectivity, SMEs, tourism, security, migration, fundamental rights, and external action. MEPs also aim to achieve a biodiversity spending level of 10% and a climate mainstreaming spending level of 30% for 2021.Details about the different headings, programmes and projects can be found in the draft resolution. The resolution prepared by the General Rapporteur for the Commission’s budget, Pierre Larrouturou (S&D, FR), and the rapporteur for the other institutions’ administrative budget, Mr Olivier Chastel (RENEW, BE), was adopted with 35 votes to 2 and 4 abstentions.

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Council’s budget conditionality “inadequate”, Commission’s report “a good first step”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

The Civil Liberties Committee discussed the proposed conditionality clause on the rule of law, ahead of negotiations with Council, and the first EC rule of law report.On Thursday, Justice Commissioner Didier Reynders debated with MEPs on the proposed clause to make EU funding conditional on respecting democracy, the rule of law and fundamental rights, and on the Commission’s first Annual Rule of Law Report, published on Wednesday.The negotiations between Parliament and Council on the final shape of the rules on conditionality to protect the EU budget should commence soon, following the adoption of the Council’s negotiating mandate on Wednesday. A relevant clause would be inserted into the next EU long-term budget to correct persistent shortcomings in relation to EU values in the member states.Almost every speaker who took the floor, including Parliament’s co-rapporteurs for the Multiannual Financial Framework Jan Olbrycht (EPP, PL) and Margarida Marques (S&D, PT), and the co-rapporteur for the rule of law conditionality mechanism Eider Gardiazábal (S&D, ES), criticised heavily the Council’s position. MEPs agreed that an effective conditionality clause is of utmost importance and that the scope of Council’s position and the definition of the rule of law in it are not fit for purpose. They were also adamant that the mechanism has to be based on reverse qualified majority voting.Many stressed that priority should be given to protecting the final beneficiaries of EU funding if such a mechanism is activated. Some speakers criticised the German Presidency for accusing Parliament of causing delays, highlighting that it has taken the Council years to agree on a common stance. Several MEPs pointed out that there is significant alignment between the Commission’s proposal and Parliament’s position, asking the Commissioner to work towards a viable conditionality mechanism in the upcoming negotiations.A few MEPs took a different approach, arguing that there is no legal basis for such a mechanism in the EU founding documents. The subsequent debate focused on the Commission’s first Annual Rule of Law Report, which aims to identify backsliding on EU values by establishing an objective, uniform review mechanism to monitor developments across all member states with the help of external experts and internal stakeholders. Most MEPs welcomed the publication of the report and commended its methodology and thorough approach, while pointing out that there is room for improvement after this first iteration. Comments revolved primarily around involving Parliament and additional independent experts in future versions, and on the practical impact of the tool. Many speakers argued that, once issues are identified, it is important that they lead to concrete recommendations, and to infringement procedures where appropriate.

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Budget del ricoverato

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Esistono due aspetti dello stesso problema: il dovere dell’assistenza e il diritto di farsi assistere. Ciò significa che tale situazione è da considerarsi prioritaria nella gestione delle politiche per la salute della comunità internazionale. È un valore che non è secondo ad altri, così come lo sono il bisogno di alimentarsi e l’aria per respirare. Se noi trasformiamo questi bisogni primari e vitali in una merce di scambio per realizzare profitti possiamo, di fatto, limitare il diritto alla vita e alla salute di milioni di esseri umani e consentirne l’accesso solo a chi ha risorse economiche e vive in aree protette. È questo l’aspetto più doloroso e drammatico offerto dalle logiche consumistiche che, dalla rivoluzione industriale del XVI secolo, hanno, di fatto, disumanizzato il rapporto sociale e tracciato un solco sempre più profondo tra chi cerca il necessario per vivere e chi esiste nel superfluo. Questa pessima distribuzione delle risorse oggi raccoglie più i frutti del malessere che i benefici derivanti dal progresso delle scienze e della cultura della solidarietà. È una contraddizione che provoca gravi ricadute nel rapporto stato-cittadini. Qui non possiamo pensare che il disagio proviene perché mancano le risorse. È perché sono sprecate con i focolai di guerra che si accendono qua e là nel mondo. È perché favoriamo gli illeciti arricchimenti per l’interesse di pochi. È perché cerchiamo di concentrare le ricchezze nelle mani di una ristretta cerchia di persone favorendo un uso improprio di tali disponibilità. Il nostro è anche il periodo in cui si semina l’ipocrisia con una solidarietà di facciata, la disinformazione per non farci vedere la tempesta che si avvicina, e la politica delle promesse innescando la speranza, ma che si rende sempre più lontana nel tempo, per non onorarla. E lo facciamo nelle piccole e grandi cose. Da questa premessa partono taluni escamotage come quello del budget del ricoverato che non trova regole statuite, ma è, nei fatti, una realtà. Eppure, i segnali ci sono e sono molto preoccupanti. In altre parole, lungo questa filiera la parola d’ordine è quella che bisogna spendere di meno, bisogna restringere i tempi di degenza e si cercano delle priorità persino per fasce di età. Se spendiamo 100 per un 30/40enne dobbiamo, per la stessa malattia, utilizzarne la metà per un settantenne e giù di lì, tanto la speranza di vita, per quest’ultimo, è residua e il suo “esserci” diventa sempre più un costo senza benefici per la comunità. Lo stesso ragionamento vale per il tipo di malattie da curare che diventa trasversale alla stessa età. Esistono, infatti, patologie che ci portiamo, a volte, fin dalla nascita e che richiedono prestazioni sanitarie molto costose tanto che l’organismo erogatore cerca di sostenerle sempre meno. È questo l’aspetto che ci fa dire che esiste il budget del ricoverato e anche di chi si cura in casa e sta diventando una mina vagante nella cultura popolare che incomincia a generare “mostri” di cinismo, se ci lasciamo convincere che la vita è un bene solo se siamo sani e che i malati cronici i non sono altro che dei vuoti a perdere. (Riccardo Alfonso)

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Transport and Tourism Committee insists on a budget line for sustainable tourism

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

In an open letter addressed to EU leaders, Transport and Tourism Committee MEPs call for dedicated funding for sustainable tourism in the next long-term EU budget.The openopen letter letter states: “The Members of the European Parliament’s Committee on Transport and Tourism have been voicing their urgent concern since the very start of this crisis, naming the coordinated relaunch of the tourism sector at EU level an immediate strategic priority both for the EU institutions and for the Member States.”The Committee regrets that calls for a dedicated budget line towards sustainable tourism have been repeatedly ignored.“At this crucial stage of negotiations on the EU Multiannual Financial Framework 2021-2027, and on the eve of the European Council meeting on July 17-18, the Members of Committee on Transport and Tourism call upon the EU Presidency and on each and every one of you, to reconsider how a dedicated budget line on sustainable tourism in the next multiannual financial framework could achieve a very significant difference for the sector,” adds the letter. “We recall here that the European Parliament’s mandate in the MFF negotiations specifically included a EUR 300 million allocation, earmarked towards sustainable tourism.”The letter explains that thousands of companies in the tourism sector are facing insolvency and many others are barely staying afloat. In some EU countries, this has led to significant decreases in the country’s GDP and tax income. It also underlines that while allocating funds to tourism from various funds is commendable, it does little to help micro-enterprises and SMEs, as they struggle to understand the myriad of different funding opportunities and how to access them.

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European Commissioners for budget, the internal market

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Bruxelles Johannes Hahn, the European Commissioner for the EU Budget, will discuss the European Union’s recovery plan and emerging long-term budget with local and regional leaders on 2 July, at a plenary session of the European Committee of the Regions shaped by the economic and health problems created by the pandemic. Three other European Commissioners will also discuss the EU’s political and policy responses to the crisis, with Vice-President Dubravka Šuica addressing issues of democracy and demography, Commissioner Thierry Breton responding to questions about the internal market, and Commissioner Janez Lenarčič reviewing some of the EU’s crisis-management actions.Local and regional leaders will vote on a resolution on the EU’s long-term budget – the Multiannual Financial Framework for 2021-27 – MFF and the Sustainable Europe Investment Plan, the investment pillar of the Green Deal developed by the European Commission to lead the EU to carbon-neutrality by 2050.Members of the European Committee of the Regions (CoR), which has six political groups, will also decide on the assembly’s political priorities for 2020-25. On his election to the presidency of the Committee in February, Apostolos Tzitzikostas (EL/EPP), the Governor of the region of Central Macedonia, said he would champion a “modernised” European democracy, efforts to respond to the “profound transformations” entailed by the “current green, digital and demographic revolutions”, and EU polices – such as cohesion policy – that have the “greatest regional and local relevance” in their impact.The Green Deal – and the need to place it at the heart of recovery plans for local and regional economies – will be the subject of a separate debate.Members of the European Committee of the Regions will also vote on eight reports containing recommendations from local and regional governments to the EU’s decision-making institutions. Several of the opinions were originally scheduled for adoption in May at a plenary session that was cancelled because of the EU-wide lockdown.Health-related constraints mean that only a limited number of members will be able to attend in person. Others will participate online. The move to a hybrid format will also entail a move to electronic voting. The plenary session will be spread over three days, rather than the usual two.The plenary session will be preceded, on 29 June, by a meeting of the CoR’s bureau, at which the next three presidencies of the Council of the European Union will present their common agenda. Ambassador Michael Clauss will represent Germany, which will hold the rotating presidency in the second half of 2020, Ambassador Nuno Brito will set out Portugal’s priorities for January-July 2021, while Ambassodor Iztok Jarc will discuss Slovenia’s aims during its six-month presidency in the second half of 2021.

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Nuovo Gruppo AQR conferma le previsioni di budget e guarda al rafforzamento finanziario e organizzativo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Il consiglio di amministrazione del Nuovo Gruppo AQR comunica i risultati aggregati del primo trimestre 2020. I risultati delle società confluite nel nuovo Gruppo lo scorso 7 maggio sono in linea con le previsioni di budget pur nel contesto di mercato condizionato dalla crisi sanitaria mondiale. Il fatturato aggregato si attesta a 14,5 mln di euro con Ebitda di 1,12 mln di euro pari al 7,7%. L’emergenza Covid-19 ha accelerato il passaggio al telelavoro, con il coinvolgimento del 70% degli addetti. Questa scelta ha determinato un cambiamento positivo ai fini del benessere dei lavoratori e delle performance. Il miglioramento ha consentito di mantenere i ricavi pur essendo inferiore il numero complessivo di ore lavorate. Questo importante e veloce passaggio massivo al telelavoro è stato accompagnato da attività formative e di supporto organizzativo da remoto, sostenute da soluzioni digitali. Questa nuova organizzazione del lavoro avrà continuità anche in futuro.A seguito dell’integrazione societaria tra Planet Group e AQR, il Nuovo Gruppo AQR, con sede direzionale a Milano, è cresciuto rafforzando il tratto caratterizzante della multicanalità.
Il Nuovo Gruppo AQR è impegnato nell’integrazione dei propri asset e nel contempo si sta focalizzando anche nello sviluppo del comparto retail, della vendita e della consulenza per i servizi finanziari e assicurativi con importanti progetti di investimento sia in Italia sia all’estero. Questi progetti si caratterizzeranno, in particolare, con l’apertura di nuovi punti vendita.

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Long-term EU budget: Parliament wants safety net for beneficiaries

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2020

MEPs adopted a legislative resolution by 616 votes in favour, 29 against and 46 abstentions, requesting that the European Commission submit a proposal for an MFF (Multiannual Financial Framework) contingency plan by 15 June 2020.While current budgetary ceilings would be automatically extended if no new MFF is in place next year, nonetheless many programmes will expire at the end of 2020, like cohesion, Erasmus or research programmes. The aim is to provide a safety net for citizens, regions, cities, farmers, universities or businesses who benefit from EU programmes, and rule out any risk of the current MFF and programmes being discontinued or extended in a disorderly way.MEPs say the plan should refocus the budget temporarily on addressing and mitigating the immediate economic and social consequences of the COVID-19 outbreak and on helping in the recovery by adding flexibility and funding, as was already done under this year’s budget.On 17 April, the EP called for a massive recovery and reconstruction package that involves increasing the MFF. According to today’s resolution, the contingency plan would provide a better basis than a late or inadequate MFF for the European Union’s recovery and political priorities.
Jan Olbrycht (EPP, PL), co-rapporteur: “The current situation needs extraordinary solutions. We are afraid that the new MFF 2021-2027 will not be ready on time due to accumulated, severe delays. Therefore, we urge the European Commission to propose a contingency plan for next year’s budget. In times of crises and instability, beneficiaries of the EU budget should have a clear vision of the next year. Members of the European Parliament are searching for all possible solutions to secure the stability of the EU budget.”Margarida Marques (S&D, PT), co-rapporteur: “Citizens, businesses and civil society would not understand why on 1 January 2021, we don’t have an EU Budget in place. If it was already difficult to accept this before this pandemic, it is much more difficult now with the severe impact of COVID-19 on families, schools, businesses and economies.
We call on the European Commission to present an ambitious EU budget proposal on time for the next seven years, with an anchored Recovery Fund that meets citizens’ expectations. The Commission is already delayed in presenting its new proposal; the European Council must reach an agreement and the European Parliament must give its consent. But we cannot take any further risks. We call once more on the European Commission to present a Contingency Plan. This plan must be effective and provide a safety net for beneficiaries of EU programmes.”

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Nissoli (FI): Comites/Il Governo rinvia la democrazia per mancanza di budget!!! Ma abbiate un minimo di rispetto!

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Roma “Ieri, il Sottosegretario agli Esteri, on. Manlio Di Stefano, ha risposto alla mia interrogazione in cui chiedevo certezza sulla data delle elezioni dei Comites che normalmente dovrebbe essere, a scadenza naturale, il 17 aprile 2020.Il Sottosegretario nella sua risposta non ha dato alcuna certezza, anzi ha evidenziato che le elezioni sono “strettamente condizionate dalla disponibilità di adeguate risorse finanziarie, rispetto alle quali potrà essere decisiva la manovra di bilancio in corso di esame da parte delle Camere”.
Una risposta inaccettabile per un Paese democratico! Infatti, non dovrebbe essere il Governo stesso ad assicurare il minimo budget per il funzionamento della democrazia? Immaginate se ad un Comune italiano si dice che il rinnovo del Consiglio comunale è subordinato alla legge di bilancio!? Insomma, se vogliono emarginare gli italiani all’estero dai loro diritti politici lo dicano chiaramente! Votare no, ma le tasse si! Beh questo sinceramente mi lascia senza parole, spero che il Governo, invece, trovi presto le parole adatte per indicare un cambiamento di rotta, un ravvedimento che lo porti a rispettare i connazionali che vivono all’estero e che, spesso, hanno dato lustro a quell’Italia che hanno dovuto lasciare per mancanza di lavoro!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Europe cannot afford more delays and cuts to future EU budget

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

European citizens want to live in a greener more inclusive and smarter continent and demand the EU play its part by providing sufficient investment. This is why, during the European Committee of the Regions’ plenary session (CoR) held in Brussels today, local and regional leaders, the EU’s budget Commissioner and leading members of the European Parliament urged national governments to drop any tactical positioning and agree a timely and forward looking agreement on the EU budget 2021-2027.
EU’s regional and local leaders raised serious concerns about the sluggish speed of the negotiations on the next Multiannual Financial Framework (MFF), which sets the expenditure ceilings for all EU policies over the years 2021-2027, during debates with EU budget Commissioner Gunther Oettinger and the Chair of the European Parliament’s Committee for Regional Development (REGI), Younous Omarjee. The cuts initially proposed by the European Commission also risk being much deeper if Member States do not agree to increase their contributions and introduce new revenues, such as plastic or web taxes, to fund new policies and fill the financial gap left by Brexit.”Austerity, stifling public investment and a lack of European solidarity has held back economic growth, social progress and regional equality which has exacerbated populism. The decision on the next EU budget will now be the ultimate test of the new European leadership and define the level of the EU’s ambition for the coming years. Cuts will hold back the ability of regions and cities to deliver an inclusive, cohesive and sustainable future at a time when citizens demand results”, CoR President Karl-Heinz Lambertz said. He added that EU national contributions of 1% of the EU27’s Gross National Income (GNI) – demanded by increasing number of national government– would be “pitiful for 500 million Europeans” as he reiterated the CoR’s call for a budget worth 1.3% of EU27 GNI, a position shared by the European Parliament
During the debate, Commissioner Oettinger explained that without securing EU27 national contributions of at least 1.114% of GNI in the next multiannual EU budget, as initially proposed by the European Commission, the support for the new EU priorities would be severely impaired. “Those who want to reduce the EU budget to 1% of the EU27 GNI ignore the need to provide a response to Europe’s new challenges and the Brexit gap which alone will leave a shortfall of €84bn over the next seven years”.He called on local and regional leaders to pressure their national governments to no longer delay making a decision on the next EU budget, “It is already 5 to midnight. If a decision is not agreed by the end of the year, we risk a significant delay in the start of the implementation of the new programmes that is even more needed as Europe is facing economic stagnation.”REGI chair, Younous Omarjee, said: “The European Union’s goal is to build an economy that delivers cohesion, serving the regions, territories and their citizens. Cohesion should not be at the service of economy but, on the contrary, the economy should be at the service of cohesion. We should not forget to remind the Heads of State and government and the European Commission of this”.The risk of further reductions to European Structural and Investment Funds were also discussed the day before on Tuesday 7 October, in a joint meeting between the European Parliament’s Committee on Regional Development and the CoR’s Commission for Territorial Cohesion Policy and EU Budget organised in the framework of the European Week of Regions and Cities 2019.

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Overshoot day: WWF, oggi umanità ha esaurito “budget” annuale del pianeta

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Secondo i calcoli del metodo dell’Impronta Ecologica promosso dal Global Footprint Network (www.footprintnetwork.org), oggi, il 29 luglio l’umanità avrà utilizzato il budget di risorse naturali che il nostro Pianeta ci ha messo a disposizione per quest’anno. Secondo questi calcoli l’umanità sta attualmente utilizzando le risorse del pianeta come se disponessimo di 1,75 pianeti.Si tratta di un sovrasfruttamento che è reso possibile perché continuiamo, anno dopo anno, a consumare il nostro capitale naturale. La ricchezza del nostro capitale naturale costituisce anche la base del nostro benessere e del nostro sviluppo. Non imboccare la strada dello sviluppo sostenibile (come indicato dall’Agenda 2030 approvata nel 2015 da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite e da tutte le grandi convenzioni internazionali, come quelle sul cambiamento climatico, sulla diversità biologica, sulla desertificazione, costituisce un errore gravissimo per il nostro immediato futuro.Non possiamo avere uno sviluppo umano con un Pianeta saccheggiato e che ha sempre più difficoltà a provvedere alle capacità di rigenerazione dei sistemi naturali per le generazioni future. I costi del nostro sovrasfruttamento li constatiamo nella continua deforestazione, nell’erosione del suolo, nella perdita di biodiversità, nell’accumulo di gas climalteranti (in particolare l’anidride carbonica) nell’atmosfera.Secondo il calcolo dell’impronta ecologica nel 1970 il nostro consumo di risorse naturali era pari alla produzione sostenibile delle risorse sul pianeta: da allora si è andato erodendo fino a raggiungere, anno dopo anno, l’attuale 29 luglio, la data più anticipata mai registrata.In questi giorni le Nazioni Unite hanno inoltre presentato l’ultimo World Population Prospects 2019, il 26° rapporto di questo tipo che include gli avanzamenti sulle stime della popolazione mondiale dal 1950 ad oggi, con le proiezioni circa l’entità della possibile popolazione a partire da quest’anno sino al 2100, anno per il quale il report 2019 prevede una popolazione di circa 11 miliardi di abitanti (per l’esattezza 10 miliardi e 875 milioni).La popolazione mondiale che oggi è di 7,7 miliardi di abitanti crescerà di altri 2 miliardi nei prossimi 30 anni e diventerà di 9,7 miliardi nel 2050. La popolazione mondiale attuale risulta essere quasi 10 volte di più degli 800 milioni di persone che si stima vivessero nel 1750, data indicata come inizio della Rivoluzione Industriale, e continua a crescere a un tasso di circa 83 milioni di individui l’anno.Anche la popolazione urbana è cresciuta con grande rapidità. È passata dai 746 milioni di abitanti del 1950 giungendo quasi ai 4 miliardi del 2014. Si prevede che la popolazione urbana incrementerà di 2,5 miliardi nel 2050, sorpassando quindi in quel periodo i 6 miliardi. Alla metà di questo secolo avremo una popolazione urbana equivalente alla popolazione globale che era presente sul pianeta nel 2002.Le nuove proiezioni del Prospects 2019 indicano che la popolazione mondiale continua a crescere anche se i tassi di crescita sono molto diversi a secondo dei paesi e delle aree geografiche. Nove paesi faranno più della metà della popolazione globale prevista da qui al 2050 e sono, in ordine decrescente dell’incremento atteso, India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, la Repubblica Unita di Tanzania, Indonesia, Egitto e Stati Uniti d’America. Per fare un esempio, l’Africa subsahariana passerà dagli attuali 1 miliardo e 66 milioni a 2 miliardi e 118 milioni nel 2050. Non possiamo continuare con la crescita della popolazione, la crescita dei consumi, la crescita della profonda ineguaglianza sociale ed economica che sta soffocando il nostro mondo. È fondamentale cambiare rotta e prima lo facciamo meglio è.L’intervento umano, come ci ha ricordato il recentissimo Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services dell’IPBES, l’organismo delle Nazioni Unite che svolge per la biodiversità, il ruolo svolto dall’IPCC per il clima) sta rendendo almeno un milione di specie viventi in via di estinzione nei prossimi decenni, su di una stima delle specie esistenti ritenuta intorno agli 8 milioni. Il tasso totale di estinzione delle specie è già oggi a un livello che supera dalle decine alle centinaia di volte la media del livello di estinzione verificatasi negli ultimi 10 milioni di anni. E’ già stato sin qui documentato persino il rapido declino di diverse popolazioni di insetti in alcune aree e in diversi paesi, in particolare di molte specie impollinatrici fondamentali per il futuro della nostra alimentazione (gli studiosi ritengono valida una stima del 10% complessivo di specie di insetti minacciati globalmente di estinzione).L’intervento umano ha inoltre trasformato significativamente il 75% della superficie delle terre emerse, ha provocato impatti cumulativi per il 66% delle aree oceaniche ed ha distrutto l’85% delle zone umide. Questo sconcertante tasso di cambiamento globale della struttura e delle dinamiche degli ecosistemi della Terra, dovuto alla nostra azione, ha avuto luogo in particolare negli ultimi 50 e non ha precedenti nella storia dell’umanità. Le cause principali sono, nell’ordine, la modificazione dei terreni e dei mari, l’utilizzo diretto delle specie viventi, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la diffusione delle specie aliene.Il WWF richiama l’attenzione sulla grande sfida per il 2020, anno in cui scadranno alcuni importanti target dell’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvata da tutti i paesi del mondo alle Nazioni Unite nel 2015, scadrà la strategia decennale (2010-2020) per la difesa della biodiversità mondiale in ambito della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica e inoltre si rivedranno gli impegni volontari presi da tutti i paesi per concretizzare l’Accordo di Parigi del 2015 della Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti Climatici. Già sappiamo, dalle attente analisi sin qui svolte, che i contributi volontari dichiarati dai vari paesi, anche se fossero tutti concretamente realizzati, non basterebbero a mantenere la temperatura media della superficie terrestre sotto i 2°C di crescita rispetto all’epoca preindustriale.
Un’occasione unica per mettere a sistema un insieme di proposte operative e concrete mirate soprattutto allo sforzo senza precedenti necessario per la nuova strategia decennale futura (2020-2030) destinata a fermare la perdita di biodiversità nel mondo, che costituisce l’assicurazione fondamentale per la vita di noi tutti. Dovremmo cercare di proteggere almeno il 50% della superficie del nostro pianeta entro il 2030 avviando per questo anche un’ampia operazione di ripristino degli ecosistemi mondiali come annunciato dalle stesse Nazioni Unite che hanno lanciato nel marzo scorso l’avvio del decennio dell’Ecosystems Restoration.Per questo il WWF sta cercando di mobilitare governi, parlamenti, imprese, organizzazioni, cittadini per un grande Global Deal per la Natura e la Gente (Global Deal for Nature and People) affinchè tutti si impegnino concretamente a ristabilire un equilibrio tra natura e umanità.L’Overshoot Day ricorda a ciascuno quanto umanità e natura e siano interdipendenti e tra di loro connesse e proprio per raccontare questa connessione, il WWF lancia in occasione della giornata di oggi un nuovo video “Noi siamo Natura” scritto e diretto da Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia (www.jackandrov.com) raccontato dalla voce di Flavio Aquilone con musiche di Cristiano Corradetti.

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Strengthened sanctions to deter fraud against EU budget

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

corte di giustizia europeaNew rules to tackle and punish fraud against the EU budget establishing criminal penalties, including imprisonment, for the more serious cases were approved on Thursday by the Civil Liberties and Budgetary Control Committees. The text, which was passed with 47 votes to 8, had been informally agreed with the Council in December 2016.MEPs ensured during the negotiation that the rules will also apply to VAT fraud, provided the total damage exceeds 10 million euros, involves more than one member state and is committed in a “structured way” (like carrousel fraud).
The legislation sets a common definition of fraud against the EU´s financial interests, which will include money laundering, passive and active corruption, and misappropriation. All these should be considered criminal offences when committed intentionally, and punished by “dissuasive criminal sanctions”, with a maximum of at least 4 years imprisonment if they involve damages or advantages over 100 000 euros.
Establishing a minimum level of maximum jail sentences should guarantee an equivalent protection of Union´s financial interests in all member states, states the text, adding that the sanctions will serve as a strong deterrent for potential criminals.The prescription period, within which fraud can be investigated and prosecuted, should be of at least five years for the criminal offences potentially subject to prison sentences.Both national and EU officials will be covered by the directive, as well as any other person assigned and exercising a public service function involving the management of EU funds, such as contractors.For offences involving damages below 10 000 and advantages under 100 000 euros, national authorities may choose to apply other than criminal sanctions.
The interinstitutional deal is set to be confirmed by Parliament as a whole, and formally adopted by the Council of Ministers, in the coming weeks. Member states will have two years to transpose the directive into national legislation.

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EU budget MEPs: don’t pocket extra revenue, match your promises on refugee crisis instead

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

A €9.4 billion reduction in member states’ contributions to the 2015 European Unionbudget should be used to help solve the refugee crisis by paying for member state promises made at successive European Councils, said on Thursday MEPs in charge of negotiating next year’s budget.
2016 budget co-rapporteurs Mr José Manuel Fernandes (EPP, PT) and Mr Gérard Deprez (ALDE, BE), as well as Ms Eider Gardiazábal Rubial (S&D, ES) in charge of the 2015 budget, call on member states to use the amount to match their promises and provide the money desperately needed to handle the refugee crisis. Member states are lagging behind by €2.3 billion in paying up for the financing to the trust funds and to UN agencies helping refugees on the ground, said the Commission on 4 November. Member states have not delivered the promised funds to the Africa Trust Fund, the Syria Trust Fund and to the various international organisations including the World Food Programme, UNHCR and UNICEF.
With just the additional revenue from fines and higher than expected customs duties these most urgent shortfalls could be already covered. The full amount of €9.4 could help member states to better manage the challenges posed by the reception of unprecedented numbers of refugees in Europe’s cities and regions. Negotiations on next year’s budget between Parliament and Council start on 9 November. The MEPs hope that the additional room for manoeuvre enabled by the lower contributions for 2015 will ease the conclusion of an agreement with the Council on the 2016 EU budget, in particular on another key priority of jobs.

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Valore economico della vaccinazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

lioneLione. “La prevenzione è una delle risposte più appropriate alle sfide per la salute e la crescita in Europa”, ha dichiarato Andrea Rappagliosi, Vice President Market Access, Health Policy e Medical Affairs di Sanofi Pasteur MSD. “I vaccini offrono grandi benefici agli individui, ai sistemi sanitari, alla società e all’economia e contribuiscono ad affrontare malattie infettive emergenti e riemergenti nonché a migliorare la salute di una popolazione che invecchia. Questa pubblicazione fornisce un’ulteriore prova della leadership di Sanofi Pasteur MSD in Europa come partner di scelta della Sanità Pubblica”, ha concluso.
Oggi, la vaccinazione rappresenta solo lo 0,3% della spesa sanitaria in Paesi dell’UE come la Francia e l’Italia[1]. Benché solo una piccola frazione del budget sanitario venga assegnata ai programmi di vaccinazione in Europa, essi giocano un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione e sono riconosciuti come uno degli interventi di Sanità Pubblica più virtuosi a favore dell’efficienza del sistema sanitario. Al di là dell’impatto riconosciuto sulla salute pubblica, il supplemento al Journal of Market Access and Health Policy illustra i benefici della vaccinazione sulla crescita economica, la sostenibilità e l’efficienza dei sistemi di assistenza sanitaria. Il supplemento evidenzia, inoltre, alcuni benefici invisibili forniti dalla vaccinazione e che sono ignorati dalle analisi economiche tradizionali.”Questa serie di articoli costituisce una fonte completa di informazioni sui benefici della vaccinazione e affronta la questione da diverse angolazioni e prospettive. Essi contribuiscono a ben comprendere l’ampio spettro di benefici e guadagni che le vaccinazioni apportano a vantaggio della salute, dell’economia e della società”, hanno dichiarato il Prof. Mondher Toumi e il Prof. Walter Ricciardi. “Trasferire questo messaggio ai pazienti e alle Autorità e aumentare la consapevolezza del valore reale della vaccinazione è di grande importanza al giorno d’oggi. Promuovere e rafforzare il ruolo dei vaccini è, infatti, in linea con il documento pubblicato di recente dal Consiglio dell’Unione Europea”, hanno aggiunto.”Sono numerosi e significativi i benefici generati dalle vaccinazioni in termini di salute ed economici. Eppure il loro valore reale è spesso sottostimato poiché si tratta di benefici non sempre tangibili o non immediatamente visibili e, per questo, difficili da quantificare e valorizzare adeguatamente”, ha affermato il Prof. Paolo Bonanni, Ordinario di Igiene dell’Università di Firenze.”Uno degli articoli dello studio che mi vede tra gli autori ha per l’appunto l’obiettivo di evidenziare alcuni benefici intangibili della vaccinazione che sono spesso trascurati nelle valutazioni economiche tradizionali e che potrebbero contribuire a una valutazione più accurata del pieno valore della vaccinazione”, ha concluso.”Lo stato di salute di una popolazione è importante anche per i riflessi sociali ed economici ed è, quindi, determinante per la crescita di un Paese. Molte vaccinazioni hanno le potenzialità per contribuire in modo sostanziale al miglioramento della salute della popolazione – in tutte le fasi della vita – e, dunque, allo sviluppo economico di uno Stato”, ha affermato il Prof. Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene dell’Università di Parma. “Bambini e adolescenti più sani saranno gli adulti produttivi del domani; adulti e anziani in buona salute invecchieranno attivamente, offrendo il loro contributo nell’ambito della propria comunità e allontanando il declino funzionale e il relativo impatto sulla spesa sociale”. E ha concluso: “L’articolo dello studio al quale ho offerto il mio contributo scientifico tratta di come efficaci programmi di vaccinazione per tutte le età in Europa possano contribuire al raggiungimento di fondamentali obiettivi sanitari ed economici da parte dell’Unione europea entro il 2020. In questa direzione si sono espressi diversi Organismi internazionali come OMS, EU e OCSE”.”La vaccinazione rappresenta uno degli interventi sanitari dal miglior profilo costo-beneficio”, ha aggiunto Marina Panfilo, Market Access & Institutional Affairs Director di Sanofi Pasteur MSD, tra gli autori dello studio. “Le vaccinazioni, infatti, grazie ai casi di malattia prevenuti e alle relative complicanze evitate, possono generare importanti risparmi per il Sistema Sanitario Nazionale oltreché per la società stessa. In Italia, abbiamo esempi di politiche vaccinali che hanno prodotto risultati eccellenti in termini di outcome, come quella relativa alla vaccinazione universale contro l’epatite B o contro la varicella nelle otto Regioni in cui è stata introdotta, in termini di riduzione della morbilità e dei costi correlati[5]. Inoltre – ha aggiunto – è sempre più urgente e necessario migliorare ed estendere l’offerta vaccinale a favore degli adulti e anziani, in quanto l’Italia, insieme a Germania e Giappone, rappresenta uno dei Paesi più longevi al mondo e gli anziani vanno considerati come una risorsa – e non soltanto un costo – per la società. Pertanto, alla luce dei numerosi benefici che la vaccinazione genera sulla popolazione e sul SSN, è auspicabile che gli sforzi da parte delle Autorità su questo tipo di intervento sanitario siano congiunti e sempre crescenti”, ha concluso.

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Ricciardi: medicina del territorio, ultimi in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2012

Siamo ultimi in Europa e anche con un bel distacco. Il grido di allarme è stato lanciato da Walter Ricciardi, della European public health association, e si riferisce alle organizzazioni complesse h 24 della medicina del territorio contenute nel Decreto Balduzzi. «In Gran Bretagna per esempio ormai da molti anni i general practitioner sono organizzati in gruppi che hanno un loro budget, che utilizzano per pagare il personale e acquistare materiale per allestire piccole sale operatorie o altro». Certo si tratta di esperienze che richiedono risorse: «Non si tratta solo di essere coinquilini» continua Riccia rdi. «I medici devono avere a disposizione delle risorse per gli strumenti e per il personale, altrimenti non riusciranno ad alleggerire i compiti del Pronto Soccorso, che è uno degli obiettivi della riforma». Sull’assenza di risorse è d’accordo anche Claudio Cricelli, presidente Simg, intervenuto nel dibattito: «In paesi come Portogallo, Spagna, Svezia e Norvegia, dove i medici dipendono dallo Stato, c’è comunque una forma di aggregazione. Dove invece possiamo essere innovativi è nella collaborazione con i medici specialisti, che è molto meno diffusa, e nel fatto che le aggregazioni da noi garantiscono che un medico di famiglia sia sempre disponibile, anche quando gli altri sono fuori magari per delle visite. Ma il nuovo sistema è molto di più che una semplice unione: i medici sono chiamati a definire degli obiettivi in relazione alla popolazione che devono seguire e alle patologie pre valenti. Si tratta di un’organizzazione complessa che da noi non era mai stata fatta a parte in alcune sperimentazioni. Serviranno risorse e penso che si potrà andare a regime nel 2015-2016, anche se entro un anno qualcosa inzierà a muoversi».

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Iorio taglia budget alla Cattolica di Campobasso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Campobasso E’ di qualche giorno fa la notizia che il Governatore del Molise Michele Iorio vorrebbe ridurre del 45% il budget assegnato alla struttura ospedaliera dell’Università Cattolica con sede a Campobasso, poiché sostiene che  i costi di gestione della sanità molisana sono eccessivi e occorre quindi mettere in campo un piano drastico di revisione e di contenimento dei costi. Se il Centro dovesse chiudere si tornerà ai cosiddetti viaggi della speranza per curarsi fuori Regione.  Anna Aurisano, la responsabile del Molise dell’Italia dei Diritti lancia un appello a Iorio: “Presidente, ascolti i cittadini molisani tutti, che vedono nel centro medico della Cattolica di Campobasso un polo d’eccellenza per il Molise, e per tutto il centro sud e un presidio altamente specializzato  in determinate patologie, tra cui un centro medico oncologico rivolto alle donne”. La rappresentante dell’Italia dei Diritti sposa le richieste formulate dal comitato spontaneo Pro cattolica e annuncia: “Scenderemo insieme in piazza a Campobasso martedì 14 settembre alle ore 17.30 per chiedere a Iorio di revocare le disposizioni del Decreto 2 agosto n. 53, che assegna alla struttura un budget complessivo di soli 33, 896 milioni di euro ed una riduzione drastica delle prestazioni erogabili. Chiediamo la formulazione di un piano sanitario che preveda una corretta integrazione tra tutte le strutture sanitarie del territorio, che tuteli esclusivamente gli interessi del paziente”. Sono certa – sottolinea e conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –  che Iorio ascolterà le voci dei molisani e tornerà indietro sui suoi passi”.

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