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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘Buenos Aires’

Bernardino Osio: Tre anni a Buenos Aires

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Torino Mercoledì 15 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Sulla base di suoi ricordi e di documenti conservati nel suo archivio personale, Bernardino Osio, all’epoca giovane diplomatico in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, in un momento particolarmente tragico della storia argentina, descrive come visse un periodo irto di difficoltà e di grande disagio, sia all’interno dell’Ambasciata che all’esterno: e non nasconde le viltà e le ottusità della vita diplomatica di quegli anni, sottolineando le colpevoli omissioni dei governi italiani dell’epoca. Ripercorriamo quegli anni tramite il racconto dell’autore, ospite del Circolo dei lettori mercoledì 15 maggio, ore 18, insieme a Gianni Oliva, giornalista e storico, ed Edoardo Greppi, professore ordinario di Diritto internazionale, a partire da Tre anni a Buenos Aires: 1975-1978 (Viella).Nei ricordi di Bernardino Osio sfilano, in un insieme spesso terribile ma a volte anche grottesco, le figure ambigue del mondo politico argentino e italiano della seconda metà degli anni Settanta, assieme a quelle dolenti dei parenti italiani e italoargentini di prigionieri politici e di desaparecidos. Fanno da sfondo numerose personalità della grande cultura argentina con le quali l’autore intrattenne rapporti amichevoli, e le cui case spesso furono per lui oasi di pace nella tragica realtà di Buenos Aires.Bernardino Osio ha prestato servizio diplomatico dal 1960 al 2008 in Svizzera, Argentina, presso la Santa Sede, in Francia, Ecuador, Spagna e Perù. Da ultimo è stato Segretario Generale dell’Istituto Italo-Latinoamericano e, a Parigi, dell’Unione Latina. Come riconoscimento del suo impegno in Argentina, nel 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha decorato, motu proprio, con il grado di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica. Tra le sue opere: Ande e Monasteri. Tre anni in Ecuador (Centro Di, 2010), Calagrande, ovvero degli Hortuli Hosiani (Centro Di, 2011) e Lettere da Costantinopoli (1914-1915). Carteggio familiare di Bernardino Nogara (Centro Di, 2014).

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Attacco a una sinagoga di Buenos Aires, feriti. “Ebrei, dovete morire tutti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Un atto palesemente antisemita a Buenos Aires davanti alla sinagoga Mikdash Yosef, ubicata nella strada Bulnes, tra Avenida del Libertador e Cerviño nel quartiere di Palermo. L’attacco, di cui si è appreso solo nelle ore tra sabato e domenica, si è verificato la sera di venerdì 5 aprile, poi ‘battuto’ da Visàvis, un sito di riferimento della comunità ebraica argentina.Mentre la gente usciva dalla sinagoga al termine della preghiera del venerdì sera, una coppia si è avvicinata e, come hanno informato i presenti, uno dei due, una donna, ha cominciato a correre verso il tempio urlando “ebrei, dovete morire tutti, uccisi”. I due, come hanno spiegato, erano stati notati giorni prima mentre scattavano foto alla sinagoga.
Gli addetti alla sicurezza sono riusciti a portare la donna fuori dalla sinagoga. L’uomo che era con lei, armato di coltello a serramanico, ha attaccato alcuni presenti procurando loro ferite medicate in ospedale anche con punti di sutura.L’intervento delle guardie, anche ricorrendo all’uso di spray anti aggressione, ha evitato un epilogo che avrebbe potuto essere ancor più drammatico. I due aggressori avevano cominciato ad allontanarsi mentre continuavano a inveire contro gli ebrei, quando sono stati definitivamente bloccati con l’arrivo della polizia. Ma, da quello che scrive lo stesso sito, sono stati rimessi in libertà nelle ore successive.Duro, ma anche legittimamente preoccupato il rabbino Uriel Husni, che parla di fatto grave: “Non so perché lo stiano minimizzando. Ora c’è il timore che i due vogliano vendicarsi”. Husni sottolinea invece che si è evitato il peggio grazie alla presenza della sicurezza privata, “da tempo stiamo chiedendo che la polizia presidi l’ingresso della sinagoga”. Quella di Buenos Aires è una delle comunità ebraiche più grandi del mondo.

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G20 di Buenos Aires: pericolosi passi indietro

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

I partecipanti al recente summit del G20 di Buenos Aires possono dichiararsi soddisfatti per il fatto di essere riusciti a terminare il meeting con una dichiarazione unitaria. Il contenuto della stessa, però, sembra non solo annacquato ma anche di secondaria importanza.
Evidentemente si è cercato in tutti i modi di non ripetere ciò che è successo due settimane prima al summit dei paesi dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC), a Papua Nuova Guinea. Infatti, quel meeting, con la partecipazione degli Usa, della Russia e della Cina, non è approdato a nulla e non vi è stato alcun comunicato congiunto.
Nella memoria di alcuni c’è stato anche l’ultimo G7 in Québec, Canada, quando, poche ore dopo la sua conclusione, Trump ricusò i contenuti della dichiarazione finale, rendendola così un documento vuoto, sostanzialmente inutile. Probabilmente molti hanno ricordato anche la precedente sconcertante decisione americana di non sottoscrivere il trattato di Parigi sul clima. Nonostante il G20 sia la sede per eccellenza dove affrontare discussioni e proposte a livello multilaterale per trovare soluzioni condivise alle problematiche mondiali e alle sfide politico-economiche più difficili e urgenti, il summit di Buenos Aires ha, secondo noi, segnato un pericoloso arretramento e un ritorno alla pratica dei negoziati bilaterali. In proposito, il presidente americano Trump e quello cinese Xi Jinping hanno convenuto di posticipare di tre mesi la decisione americana di portare dal 10 al 25% i dazi su molti prodotti cinesi per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari e di evitare le conseguenti ritorsioni cinesi. Una decisione modesta, se persino la banca Goldman Sachs, che ha parecchi uomini nell’amministrazione Usa, dà un misero 20% di probabilità a un futuro successo di un accordo tra le due superpotenze.
Intanto, l’andamento dell’economia mondiale si sta raffreddando. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) stima che i dazi del 10% nei confronti della Cina, e la conseguente risposta cinese, produrrebbero una diminuzione dello 0,2% del pil mondiale e che, se portati al 25%, i dazi farebbero aumentare la perdita fino all’1%.
Segna, inoltre, quasi plasticamente, il ritorno al bilateralismo, la cancellazione dell’incontro con il presidente russo Putin da parte di Trump.
In una situazione mondiale di gravi squilibri, lo svuotamento del ruolo di dialogo propositivo dei massimi organismi internazionali non può che suscitare grandi e diffuse preoccupazioni. Si ricordi che il G20, che rappresenta l’85% del pil e i due terzi della popolazione mondiale, fu convocato la prima volta dieci anni fa, al culmine della Grande Crisi della finanza e dell’economia globale, per cercare le soluzioni più efficaci alla grave situazione creatasi. Si temeva, giustamente, che lo sconquasso del sistema finanziario potesse mettere in discussione anche il già precario equilibrio politico e militare mondiale. Oggi, invece, nonostante molti denuncino le avvisaglie di una nuova crisi finanziaria sistemica, irresponsabilmente, secondo noi, Washington e altri vorrebbero “smantellare” le uniche istituzioni internazionali dove è possibile dialogare sui temi più delicati. In Argentina, purtroppo, sembra che il concetto di multilateralismo sia scomparso, così come ogni riferimento ai pericoli del protezionismo economico. Si menziona soltanto la necessità di una generica riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, perché “il sistema multilaterale del commercio adesso non è in grado di rispettare i suoi obiettivi”. La riforma è indubbiamente giusta e urgente. Sui contenuti della stessa, però, sembra esserci una vera e propria guerra ideologica: protezionismo e unilateralismo o accordo multipolare di libero e più giusto mercato?
L’Unione europea, attraverso una nota a firma del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker e del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, si è correttamente schierata contro il rischio che “la lotta contro il protezionismo e l’appoggio al sistema commerciale multilaterale diventino delle parole vuote”. L’Europa vuole, invece, una “cooperazione coordinata” per una “globalizzazione più giusta” e una “riforma delle regole finanziarie globali”. Si rammenti che, se venisse meno la volontà degli Stati di collaborare, ne risentirebbero anche i tanti progetti, annunciati nella dichiarazione finale di Buenos Aires, relativi alla realizzazione delle infrastrutture, alla modernizzazione tecnologica, alle nuove energie, alla digitalizzazione del sistema economico, al maggiore rispetto del lavoro e dei diritti civili. Il mondo di oggi non si può permettere una simile involuzione. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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SACE e SIMEST in Argentina per supportare il Made in Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

buenos airesBuenos Aires. SACE e SIMEST, le società del Gruppo CDP unite nel Polo dell’export e dell’internazionalizzazione, prendono parte oggi – rappresentate da Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE – alla Missione di Sistema in Argentina, confermando il proprio impegno a supporto dell’export e degli investimenti italiani nel Paese sudamericano.SACE è tra le prime società di credito all’esportazione ad aver rimosso il blocco dell’operatività assicurativo-finanziaria a sostegno di transazioni commerciali con controparti sovrane argentine, adottando un atteggiamento di “apertura senza condizioni”, lasciando a una valutazione “caso per caso” il proprio intervento in operazioni con controparti bancarie e corporate. Una decisione presa in considerazione del nuovo piano di riforme varato dal governo, del ritorno del Paese sul mercato internazionale dei capitali, del rispetto dell’accordo per la ristrutturazione del debito siglato con i membri del Club di Parigi nel 2014 e degli esiti positivi delle ultime missioni.«Questa missione è l’occasione per consolidare una relazione, non solo commerciale, fra due paesi che hanno molto in comune – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE -. Siamo stati tra i primi, a livello internazionale, a riprendere l’operatività assicurativa in Argentina e abbiamo già diversi importanti progetti di export o investimenti allo studio in favore di imprese italiane. Progetti in settori chiave per lo sviluppo economico del Paese – come le infrastrutture, la meccanica strumentale e le energie rinnovabili – che auspichiamo possano tradursi a breve in operazioni concrete».Per SACE e SIMEST gli incontri di Buenos Aires saranno occasione per presentare alle imprese italiane interessate alle potenzialità del mercato argentino gli strumenti messi a disposizione dal Polo dell’export e dell’internazionalizzazione per crescere sui mercati esteri. Il Gruppo CDP, infatti, può intervenire a sostegno delle operazioni di investimento e di interscambio commerciale tra Italia e Argentina, mediante un sostegno finanziario a 360 gradi alle imprese italiane ed argentine, dall’intervento nel capitale all’erogazione di finanziamenti, al rilascio di garanzie e coperture assicurative.L’Italia è il terzo partner commerciale europeo dell’Argentina dopo la Germania e la Spagna. Nel 2016 le esportazioni italiane nel Paese sono aumentate dell’8,8%, attestandosi intorno a 1,16 miliardi di euro, con il settore della meccanica strumentale che, da solo, realizza circa il 50% della quota esportazioni italiane nel Paese. SACE prevede che l’export italiano crescerà in media del 4,5% annuo nel periodo 2017-19, con un +3,2% per il solo 2017. Tra i principali settori di esportazione e di opportunità per le aziende italiane rientrano la meccanica strumentale (motori e turbine, macchine per la movimentazione e il sollevamento, macchine per l’industria alimentare), gli apparecchi elettrici e i mezzi di trasporto.

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Smoking rises in Argentina heart attack patients as cigarettes “among cheapest in world”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

Buenos Aires, Argentina 13 Oct 2016: Levels of smoking are rising in heart attack patients in Argentina, according to a study presented today at the Argentine Congress of Cardiology (SAC 2016). The finbuenos airesdings coincide with a 100% increase in affordability in the last decade, which have made cigarettes among the cheapest in the world.1 Researchers also report improved treatment for heart attacks but no decrease in mortality. The annual congress of the Argentine Society of Cardiology is being held in Buenos Aires from 13 to 15 October. Experts from the European Society of Cardiology (ESC) will present a special programme. The study compared risk factors, treatment and outcomes of heart attack patients using the SCAR (2011) and ARGEN-IAM-ST (2015) surveys conducted by the Argentine Society of Cardiology. The analysis included 676 patients with ST-segment elevation acute myocardial infarction (STEMI), of which 222 were from SCAR and 454 participated in ARGEN-IAM-ST. Only patients from centres participating in both registries were included.There were no significant changes between the two surveys in age, gender, diabetes, high cholesterol or hypertension. Patients who had a heart attack were 60 years old on average, around one-quarter were women, 20% had type 2 diabetes, around half had high cholesterol, and more than half had hypertension.Smoking increased from 42% of heart attack patients in 2011 to 69% in 2015. “Sales of cigarettes in Argentina increased by almost 17% between 2011 and 2015,” said Dr Claudio Higa, leader of the SCAR survey and a cardiologist at Hospital Alemán in Buenos Aires.
“The rise of cigarette prices during the last decade was lower than the increase in incomes, making Argentina one of the countries with the cheapest cigarettes in the world,” he continued. “Our study was observational so we cannot say this caused the increase in smoking but it likely contributed.”Treatment for STEMI improved between the two time periods. The rate of primary angioplasty, the recommended treatment, increased from 89% to 95%. The use of fibrinolytic agents, which are a second option when primary angioplasty is not possible, decreased from 11% to 4%. Regarding the use of antithrombotic and antiplatelet drugs, the use of bivalirudin increased and there were decreases in the use of clopidogrel and glycoprotein IIb/IIIa inhibitors between the two time periods.Looking at outcomes, the prevalence of cardiogenic shock was halved in 2015 compared to 2011, as was postinfarct angina. But there were no differences in the rates of mortality and reinfarction during hospitalisation. Around 6–9% of patients died in hospital after their heart attack and 2% had another event. Dr Higa said: “Treatment for heart attacks has improved in Argentina but unfortunately this has not translated into a reduction in deaths or repeat heart attacks. It could be that more time is needed for better therapy to show an impact, or that the study was too small to show any difference.”He concluded: “Our results confirm that reperfusion therapy is improving in Argentina, as well as the use of evidence based medications. It is also encouraging that the mortality rate is still below 10%, which compares favourably to European surveys. Studies are ongoing to monitor the quality of treatment for heart attacks in Argentina, patient risk factors, and clinical outcomes.”Dr Raúl Alfredo Borracci, a past director of the SAC Research Area and current co-director of the Argentine Journal of Cardiology and professor of biostatistics at Austral University of Argentina, said: “Only if we consider that urgent angioplasty is a better approach than primary fibrinolysis, then, comparative data of SCAR (2011) and ARGEN-IAM-ST (2015) show that reperfusion therapy is improving in Argentina. Nevertheless, antithrombotic and antiplatelet drugs use appears to have been neglected in this same period of time. For instance, the increased use of new drugs such as bivalirudin did not compensate for the reduction of clopidogrel and glycoprotein IIb/IIIa inhibitors.” “Although the authors found no statistical difference between the two mortality rates, it should be emphasised that the sample size is underpowered,” added Dr Borracci. “In fact, the mortality risk of infarction appears to have increased by 33% in the ARGEN-IAM-ST (2015) compared to 2011 (relative risk 1.33, 95% confidence interval 0.73–2.40).”“Some concerns arise regarding smoking rates, since the National Surveys on Risk Factors in Argentina showed a steady decline through 2005 (29.7%), 2009 (27.1%) and 2013 (25.1%) for the general population,” he continued. “Consequently, it is difficult to explain the variation of smoking rates found in the patient cohorts.”Dr Borracci said: “It is well known that smoking rates may vary significantly in times of economic or social crisis; but I do not think that was the situation of Argentina between these periods. A more plausible explanation would be a lack of proper medical advice on the need to quit smoking after a heart attack. This aspect should be emphasised in the care of patients by Argentinean cardiologists.”
Professor Michel Komajda, a past president of the ESC and course director of the ESC programme in Argentina, said: “Smoking is one of the main risk factors for first and repeat heart attacks.3 The chance of dying from cardiovascular disease over a ten year period is approximately doubled in smokers. Kicking the habit is the best thing you can do to reduce your risk, together with being physically active and eating healthy food.”

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Ciclo di conferenze della Scuola di Posgrado del Collegio degli Avvocati di Buenos Aires

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Downtown Buenos Aires, from the Sheraton Hotel.

Downtown Buenos Aires, from the Sheraton Hotel. (Photo credit: Wikipedia)

in collaborazione con L’ITALIANO, su aspetti giuridici e culturali La Scuola di Posgrado del Collegio degli Avvocati di Buenos Aires ha stabilito vincoli di mutua collaborazione col quotidiano L’ITALIANO e con le principali istituzioni italiane in Argentina, specialmente con l’Ambasciata e col Consolato Generale di Buenos Aires.
Frutto di questa collaborazione è un ciclo di conferenze su aspetti del diritto italiano comparato, focalizzati sugli aspetti anche culturali, che servono alla formazione dei professionisti in ciascun ambito dei temi trattati, che spaziano dalla cittadinanza alle pensioni, alle piccole e medie aziende, al sistema giudiziario italiano, alla gastronomia ed ai programmi universitari, La data d’inizio del ciclo di sei conferenze inizio sarà il 23 Settembre.

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Ukash now Available Throughout Whole of Argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2012

London, February 13, 2012 (PRNewswire) Ukash, the international e-commerce cash payment method, has announced consumers across the whole of Argentina will now be able to use their cash online with Ukash. Ukash had been available in Buenos Aires since February 2011: now its presence has been extended to the entire country because of a partnership with More in Argentina, made possible via its LATAM partners Raberil Trading S.A. The entire network of More stores went live this week, bringing over 100 nationwide outlets where the consumer can now purchase Ukash in Argentina. Ukash empowers people worldwide to use cash electronically, irrespective of status, device or boundary, and is available at 420,000 retail locations. Globally, Ukash is active in more than 50 countries. David Hunter, chief executive of Ukash, said: “Our research indicated that Ukash is perfect for the Argentinean market. For example, over 60% of the population access the internet regularly, with rates of internet access and e-commerce also growing”. “Furthermore, bank account penetration in Argentina is relatively low, with cash transactions accounting for 42% of all purchases, compared to just 4.6% card transactions – as an alternative cash payments business, we were very interested to discover this. “For all these reasons, we knew the opportunity to shop online using cash would be well received, and that Ukash could provide a safe, secure and convenient solution for many consumers across Argentina.”
In order to shop, pay and play online with Ukash, customers will be required to give their full name, ID number and address the first time they visit More stores.Once this registration process is completed, customers can simply confirm their name and address verbally in order to purchase Ukash vouchers. Customers will be able to locate their nearest Ukash outlet via the website: http://www.ukash.com/latin-america/es/home.aspx http://www.ukash.com/business/press-and-media/news/ukash-now-available-throughout-whole-of-argentina.aspx

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Destinazione Argentina: la nuova spedizione Mini Darwin

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Charles Darwin. 1 negative : glass ; 5 x 7 in....

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Dal 26 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012 sette bambini, italiani e argentini, un paleontologo e un biologo marino andranno a esplorare alcuni tra i siti paleontologici più importanti, dall’Oceano Atlantico alle Ande, tra cui la Valle dei Dinosauri, per riscoprire insieme la storia della vita sulla Terra Sulle tracce di Charles Darwin, destinazione Argentina. Parte lunedì 26 dicembre la spedizione Mini Darwin, realizzata da Sissa Medialab con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator. L’Argentina è uno dei luoghi dove è stata rinvenuta la maggior quantità di fossili e dove sono stati scoperti alcuni tra i dinosauri più grandi del mondo, fossili di mammiferi giganti estinti, conchiglie marine in cima alle montagne, boschi pietrificati risalenti a epoche remotissime e molto altro. Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, è stato tra i primi a scoprire e descrivere queste meraviglie. Rivivendo il viaggio straordinario compiuto in questa terra dal padre dell’evoluzionismo, sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni), insieme al paleontologo Marco Avanzini e al biologo Alfred Beran, percorreranno oltre 4000 chilometri per riscoprire la storia della vita sul nostro pianeta. Il loro viaggio toccherà alcuni dei siti paleontologici più interessanti, alcuni dei luoghi dove Darwin, tra il 1832 e il 1835, ha rinvenuto fossili straordinari che lo hanno convinto che la vita ha cambiato forma nel corso del tempo, attraverso lente e continue trasformazioni tuttora in corso. Prima tappa Buenos Aires, al Museo de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia”. Si sposteranno poi 600 chilometri a sud, a Punta Alta, sull’Oceano Atlantico, dove Darwin scoprì fossili di giganteschi mammiferi, i megateri, specie di enormi bradipi terrestri. I giovani esploratori saranno accompagnati dagli esperti del Museo de Ciencias Naturales “Carlos Darwin” di Punta Alta. Sarà poi la volta della zona di Neuquén, detta anche Valle dei Dinosauri: al Centro Paleontológico Lago Barreales, al Museo “Carmen Funes” di Plaza Huincul e al Museo “Ernesto Bachman” di Villa El Chocón dove sono conservati i fossili di Argentinosauro e di Gigantosauro carolinii rinvenuti nelle vicinanze. In questa regione argentina, considerata la terra promessa dei paleontologi, i mini Darwin festeggeranno l’arrivo del 2012.Si fermeranno poi a Uspallata sulle Ande, a 85 chilometri dalla città di Mendoza, dove si trova El Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato scoperto da Darwin stesso e che oggi porta il suo nome. Infine, tornando verso Buenos Aires si fermeranno in una estancia, una specie di grande fattoria, dove i gauchos allevano le mucche. Tutto il viaggio sarà documentato giorno per giorno sul sito http://www.minidarwin.it, inoltre saranno realizzati materiali didattici, giochi, video e un libro.
Mini Darwin è un progetto di Sissa Medialab: una serie di spedizioni durante le quali scienziati e ragazzi lavorano insieme per esplorare, scoprire ed elaborare una personale interpretazione degli ambienti e dei fenomeni osservati. Nasce nel 2006 con la spedizione alle Galápagos, dove Darwin ha elaborato i primi elementi della teoria dell’evoluzione. Nel 2008, è stata organizzata una spedizione sui vulcani italiani, e nel 2010 nella foresta amazzonica. Il 2011 è la volta dell’Argentina, dove Darwin è stato per circa un anno e mezzo e ha fatto importanti scoperte in paleontologia. L’idea di fondo è utilizzare il viaggio per affrontare in modo anche avventuroso argomenti fondamentali della scienza di oggi: la storia della vita e la storia del pianeta. Dalle spedizioni alle Galápagos e sui vulcani italiani sono state inoltre prodotte due mostre itineranti, interattive e multimediali dedicate ai ragazzi: Mini Darwin alle Galápagos e Avventura sui vulcani. La Terra raccontata dai bambini.

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Roma: world trade market

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2011

From top left: Shinjuku, Tokyo Tower, Rainbow ...

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Roma, sensazionale da sempre. E’ una Capitale ricca di un’offerta rinnovata quella che si presenta al World Travel Market di Londra: turismo, cultura e sport per un’offerta a 360°. Molti i punti all’ordine della conferenza stampa che si è svolta presso lo spazio Enit, dove Gazzellone ha illustrato i dati relativi all’analisi dei flussi turistici che continuano a registrare un trend positivo per la Capitale. «Già nel 2010 – ha detto Antonio Gazzellone – secondo i dati Ebtl è stato registrato un aumento di un milione di turisti in più rispetto al 2009, pari a circa il 10% in più. Stesso trend anche per i primi 9 mesi del 2011. Complessivamente si può quindi dire che in due anni Roma ha avuto una crescita complessiva di presenze pari a circa 2 milioni. Un risultato che premia la strategia messa in atto fin dal 2008 dall’amministrazione Alemanno con il senatore Mauro Cutrufo – ha detto Gazzellone – che punta essenzialmente sul miglioramento dei servizi all’accoglienza, utilizzando le più moderne tecnologie nell’approccio con il turista. In questo ambito si inquadrano attività come la Roma Pass, la card turistica valida tre giorni che consente l’utilizzo gratuito del trasporto urbano e l’ingresso ai musei; la nuova card Omnia Vatican&Rome, realizzata in collaborazione con Opera Romana Pellegrinaggi, lo 060608, contact center turistico e culturale che orienta sulla ricca offerta di eventi, mostre e spettacoli e consente anche di prenotare e acquistare i biglietti; il sito http://www.turismoroma.it che oltre a garantire il massimi dell’informazione consente anche di prenotare e acquistare servizi diversi a cominciare da quelli ricettivi. A fianco a questi servizi già consolidati, ogni anno una nuova sorpresa: ecco allora i Tourist angels, giovani ragazzi che vanno incontro al turista girando per le piazze della città con piccoli veicoli elettrici denominati segway per offrire informazioni, orientamento, aiuto in caso di necessità». Gazzellone ha illustrato poi ai giornalisti ed agli addetti ai lavori lo stato di avanzamento del Secondo polo turistico della Capitale: «il progetto che, con la creazione di cinque nuovi sottosistemi turistici (congressuale fieristico convegnistico, nautico diportistico crocieristico, golfistico, dei parchi a tema e dei parchi verdi attrezzati), abbinati ai due già in essere che sono quello monumentale archeologico e quello religioso, si pone l’obiettivo del raddoppio delle presenze turistiche entro il 2020. Roma punta sul golf come segmento turistico di grande eccellenza» ha aggiunto. «E’ proprio questo infatti il primo dei segmenti del Secondo polo che prende forma, grazie alla creazione del Golf district di Roma Capitale che mette in rete 14 campi a 18 buche ai quali si può accedere attraverso una prenotazione on line sul sito http://www.golfaroma.it. Dopo i servizi ecco le attività di promozione che consentiranno a Roma di continuare a rafforzare la propria immagine nel mondo: dal 20 al 30 novembre – annuncia Gazzellone – Roma Capitale sarà a Buenos Aires con un ricco programma di eventi e di appuntamenti a cominciare da “Toccata & Fuga, vacanze romane” la kermesse itinerante, realizzata in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e già presentata a Tokyo, New York e Shanghai oltre che ogni anno a Natale e in estate a Roma

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El Día del Inmigrante

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Buenos Aires Planetarium

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Buenos Aires. El pasado domingo 18, más de 50 colectividades desplegaron todo su color, gastronomía, trajes típicos, bailes tradicionales y alegría en los bosques de Palermo, en ocasión del “Festival de las Colectividades” que la Dirección General de Relaciones Institucionales del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires organizó para homenajear a los inmigrantes, que hacen de esta ciudad porteña un verdadero mosaico multicultural.
La jornada comenzó a las 11 horas cuando unos 1.500 representantes de las distintas colectividades desfilaron con sus vestimentas tradicionales desde el Museo Sívori, en Infanta Isabel al 500, hasta el Planetario Galileo Galilei, acompañados por 60 autos antiguos. Allí los esperaban más de 100 stands y un gran escenario, en el que se presentaron la banda de música de la Policía Metropolitana y unos 500 bailarines de 40 colectividades que ejecutaron danzas típicas.
Las Nuevas Generaciones de Origen Italiano (NGI), que ya habían participado de la VI Fiesta de Colectividades en el Hotel de Inmigrantes días atrás, estuvieron presentes con su propio stand, donde ofrecieron prodotti fatti in casa, objetos artesanales y láminas con imágenes de Italia y sus Regiones, entre otras cosas. Pero fundamentalmente aprovecharon la oportunidad para promover la participación e inserción de los jóvenes en la comunidad italiana. Asimismo las NGI, junto con el grupo “La Calabrisella”, mostraron sus dotes artísticas bailando una tarantela típica calabresa en el imponente escenario ubicado frente al Planetario. Los bailarines hicieron vibrar sus cuerpos al compás de la tarantela “U`ventu” (El viento). El público aplaudió calurosamente la entrega y la pasión del grupo.

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