Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘bufala’

Governo: Salvini e la bufala dei porti chiusi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha più volte dichiarato che i porti sono chiusi, riferendosi ai migranti. Se vogliamo essere precisi, la frase esatta è “I colleghi ministri possono dire quello che vogliono, ma finché faccio il ministro i porti in Italia rimangono chiusi”. Non è vero. I porti possono essere chiusi con un decreto del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, che oggi è Danilo Toninelli, il quale non ha emanato nessuna decreto in proposito.A conferma, citiamo l’art.83 del Codice della Navigazione, che recita:
“Il Ministro dei trasporti e della navigazione può limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende.”Quindi, la competenza per la chiusura dei porti non è del ministro Salvini.
Le frasi di Salvini, tipo “i porti sono chiusi”, che sentiamo nei vari telegiornali o che leggiamo nei giornali, sono propaganda elettorale.Come mai, allora, si chiederà qualcuno, le navi Diciotti e Sea Watch sono state fermate al largo dei porti italiani?Informiamo i lettori che i migranti sono stati in seguito sbarcati, quindi non è vero che sono stati respinti.Inoltre, l’aver imposto alla nave Diciotti di rimanere a largo, ha comportato l’accusa, da parte della magistratura, di “plurime violazioni di normative nazionali e internazionali”, per la quale è stata chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini (negata dal Senato), e per la nave Sea Watch è in corso una indagine della magistratura nei confronti dei ministri Salvini, Di Maio, Toninelli e dello stesso premier Conte.In sintesi, se i porti sono aperti e si costringe chiunque, anche i migranti, a rimanere su una nave al largo per giorni, si incorre nell’accusa di violazione di norme nazionali e internazionali.Siamo in piena campagna elettorale e il ministro Salvini racconta bufale, per il popolo che vuol crederci. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Euro più lira: Una bufala

Posted by fidest press agency su domenica, 22 ottobre 2017

liraeuro-areaL’idea era venuta anni fa alla Lega: due monete nel nostro Paese, il tallero e la lira. Come è andata a finire è noto. La Lega, ora, propone l’uscita dall’euro.In questi giorni Silvio Berlusconi (Forza Italia) ripropone le due monete: euro più lira. E’ un tentativo di venire incontro alle richieste della Lega, che ha subito risposto picche.Da ricordare che l’unica moneta che ha corso legale nell’Europa dell’euro è, appunto, l’euro, e che l’Italia ha il terzo debito pubblico mondiale che rimarrebbe espresso in euro. Come si pagherebbe il debito pubblico? E, vista la globalizzazione dei commerci, chi accetterebbe il pagamento in lire? Nessuno ovviamente! Berlusconi accetterebbe il pagamento in lire per le proprie attività? (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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La bufala delle perquisizioni in Campidoglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

visite-campidoglio2Il Movimento 5 Stelle è sotto attacco e presto, mano a mano che ci avvicineremo alle politiche, sarà molto peggio. Ora si inventano vere e proprie bufale. Quanto riportato oggi da tutti i media su Virginia Raggi è falso. Contrariamente a quanto riportato dai giornali e dalle tv non c’è stata nessuna perquisizione in Campidoglio. Si é trattato di una semplice acquisizione di atti. Hanno mentito ai cittadini facendo immaginare uno stuolo di forze dell’ordine che si aggira tra i corridoi e le stanze di Palazzo Senatorio, rovesciando scrivanie, aprendo cassetti e seminando il panico tra i dipendenti. Tutto falso.Si è trattato di una semplice acquisizione di documenti che il Campidoglio, come ha chiarito Virginia Raggi, ha messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria dopo formale richiesta. Nulla da nascondere.
Basta falsità e bugie, basta ricostruzioni fantasiose.
La Raggi non può neppure fare un di tweet di ringraziamento per la lettera inviata da Papa Francesco, come ha fatto anche la sindaca di Barcellona, che i giornali gridano allo scandalo. Ma che avete? Vi vietano di scrivere del governo fotocopia e vi sfogate così?
Il M5s è al lavoro per ripulire le macerie lasciate dal Pd e dagli altri partiti, supportati dai media, contro un’amministrazione finalmente trasparente e impegnata a curare le ferite lasciate da Mafia Capitale. Ci impegneremo a smascherare giorno per giorno tutte le falsità raccontate ai cittadini. Voi dateci una mano.

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La ‘bufala’ delle diete dimagranti basate sulle ‘intolleranze alimentari’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

intolleranze-alimentari● Le intolleranze alimentari sono una realtà scientificamente provata: quello che invece non ha alcun fondamento scientifico è che le pseudo-intolleranze diagnosticate con i metodi più fantasiosi – dall’iridologia ai test elettrodermici – farebbero ingrassare. E dopo aver pagato fior di quattrini, un esercito sempre più folto di ingenui e creduloni alla ricerca della dieta perfetta si ritrova affamato e con il portafoglio svuotato
● Di fronte al dilagare di queste diete pseudo-scientifiche la SID, insieme a numerose altre società scientifiche, ha deciso di scendere in campo con un documento di consenso che mira a smascherare i ‘ciarlatani delle diete’ e a proteggere i cittadini
L’epidemia planetaria di obesità, ma soprattutto la difficoltà di perdere peso e di mantenere una condizione di normopeso nel lungo termine hanno suscitato nel corso degli anni un sempre maggior interesse nell’opinione pubblica accompagnato purtroppo dalla moltiplicazione di approcci terapeutici proposti da figure professionali disparate per formazione e competenza. A queste si è andato affiancando un vasto e remunerativo mercato per la produzione di prodotti, strumenti, metodi e programmi finalizzati alla perdita di peso, la cosiddetta diet-industry. In molti casi, la diet-industry ha finalità meramente economiche poiché fa leva sull’esigenza delle persone che vogliono o devono perdere peso e sulla loro insufficiente conoscenza dei prodotti o delle procedure proposte. Per queste ragioni, il mercato dei prodotti ‘dietetici’ che promettono consistenti perdite di peso si è popolato di prodotti di dubbia efficacia e di diete prive di solide basi scientifiche.
In questo contesto è germogliato il cosiddetto fenomeno delle popular diets, o ‘diete alla moda’, che godono di un successo mediatico e di pubblico, in genere del tutto effimero e passeggero, e che promettono benefici poco credibili, supportati dalla testimonianza di personaggi del mondo dello spettacolo o dello sport. A rendere ancora più complesso e preoccupante il quadro è la diffusa idea che il sovrappeso e l’obesità siano conseguenza di una presunta condizione di allergia o intolleranza alimentare. Negli ultimi anni vi è stata una vera e propria esplosione, soprattutto sul web e sui social network, di regimi alimentari restrittivi, basati su test diagnostici di ‘intolleranza alimentare’ eseguiti su vari campioni biologici (sangue, saliva, capelli) e proposti come in grado di individuare le cause del sovrappeso. La maggior parte di queste informazioni derivano da siti internet dedicati alle cosiddette medicine non convenzionali, ma non esistono rigorose evidenze scientifiche che supportino l’utilizzo di questi test per diagnosticare reazioni avverse agli alimenti o per predire eventuali future reazioni.Muovendo da questo panorama, la Società Italiana di Diabetologia (SID) insieme con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), l’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE) e la Società Italiana dell’Obesità (SIO) ha realizzato un documento che analizza il rapporto tra allergie/intolleranze alimentari ed obesità. Scopo del documento è quello di fornire al mondo scientifico e professionale un utile riferimento per garantire una corretta comunicazione con i cittadini. Un documento che mira a fornire risposte chiare e scientificamente solide, per contrastare il rischio di informazioni parziali e spesso mosse solo da interessi di mercato Alla domanda se esista un legame tra intolleranza alimentare e sovrappeso/obesità gli esperti di questo position paper rispondono con un NO deciso. “Non esiste alcune legame – afferma la dottoressa Rosalba Giacco, redattrice del documento per la SID ed esperta di nutrizione – tra eventuali allergie alimentari e sovrappeso e non esistono prove scientifiche in grado di validare gli strumenti di ‘diagnosi’ spesso utilizzati per sostenere il nesso tra intolleranze e obesità. Tali metodologie diagnostiche, come ad esempio il dosaggio degli anticorpi IgG4 ‘alimento specifici’ – prosegue Rosalba Giacco – non sono infatti riconosciute dalla letteratura scientifica. La positività di questo test non indica infatti una condizione di allergia o intolleranza alimentare, ma una semplice risposta fisiologica del sistema immunitario all’esposizione ai componenti presenti negli alimenti”. Nel mirino degli esperti anche alcuni test quali quelli elettrodermici, la variazione della frequenza cardiaca, l’iridologia, solo per citarne alcuni, che non solo non sono specifici per la diagnosi di allergia e intolleranza alimentare, ma neppure per altri scopi diagnostici. “Per contrastare il sovrappeso – afferma il professor Giorgio Sesti, presidente della SID – c’è un solo modo: incrementare l’attività fisica e ridurre la quantità di calorie assunte con la dieta. La composizione in macronutrienti della dieta ha un minore impatto sul calo ponderale ma è fondamentale per l’adesione nel lungo termine e, tra l’altro, contribuisce a rendere più salutare il modello alimentare. I risultati migliori si ottengono utilizzando modelli alimentari che hanno radici culturali/tradizionali nella dieta mediterranea, ovviamente tenendo conto delle necessità individuali”. Alla terapia nutrizionale per la perdita di peso deve essere associato un cambiamento dello stile di vita, che includa anche un’attività fisica regolare di moderata intensità, della durata di almeno 30 minuti per cinque giorni a settimana. Per aiutare i bambini in sovrappeso, invece, è necessario che il cambiamento comportamentale coinvolga l’intera famiglia. In sintesi, creare un legame tra allergie/intolleranze alimentari e obesità rischia solo di essere un alibi pericoloso per la salute dei cittadini e un business per alcuni portatori di interesse. La sana e tradizionale dieta mediterranea resta sempre la risposta giusta e la migliore per uno stile di vita salutare.

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La giuria del World Cheese Awards assegna la medaglia d’oro al formaggio di Bufala Ubriacato al Glera

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 novembre 2014

Carlo-Piccoli-mastro-casaro-Latteria-PerenzinFormaggio-Bufala-Ubriacato-al-Glera-di-Latteria-PerenzinProdotto dalla Latteria Perenzin. L’azienda artigianale veneta si è distinta primeggiando fra oltre 3000 formaggi da tutto il mondo.La produzione casearia artigianale d’eccellenza della Latteria Perenzin è un habitué ai concorsi lattiero-caseari in terra londinese, sono di quest’anno infatti i numerosi riconoscimenti ottenuti al Global Cheese Awards di Frome e all’International Cheese Awards di Nantwich. Ma il premio più prestigioso ora arriva direttamente dal più importante concorso internazionale dedicato ai formaggi, il World Cheese Awards di Londra, dove una commissione composta da a oltre 250 giurati provenienti da 26 nazioni ha attribuito la Medaglia d’Oro al formaggio di Bufala Ubriacato al Glera della Latteria Perenzin, primeggiando fra oltre 3.000 formaggi provenienti da 33 diversi paesi, dall’Australia agli Stati Uniti, dal Sud Africa al Nord Europa. Il Bufala Ubriacato al Glera è un formaggio a pasta compatta, dalla crosta sottile e dagli aromi fruttati, dal dolce e delicato sapore dato dall’affinamento nelle vinacce Glera, un vitigno autoctono coltivato in Veneto dalle cui uve si produce un vino frizzante i cui sentori alcolici, quasi di grappa impreziosiscono questo formaggio ideato dal mastro casaro Carlo Piccoli di Latteria Perenzin, degustatore Onaf e dalla trentennale esperienza nella produzione casearia artigianale di qualità.“Siamo onorati di aver ricevuto questa ulteriore conferma della bontà dei nostri formaggi – afferma Carlo Piccoli di Latteria Perenzin – E grazie a questo nuovo premio ci sentiamo ancora più motivati a continuare con determinazione sulla strada intrapresa, quella di valorizzare e far conoscere all’estero il patrimonio unico di formaggi di qualità Made in Italy”. (foto formaggio e carlo piccoli)

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La mozzarella di bufala campana

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2012

Mozzarella, Italian food.

Image via Wikipedia

Milano da domenica 5 a martedì 7 febbraio negli spazi del MiCo-Centro Congressi (FieraMilanoCity). Giunto alla ottava edizione, il Congresso Internazionale di Cucina d’Autore si conferma come il palcoscenico più accreditato, e gradito, dai più importanti chef italiani ed esteri. Saranno 80 quelli che si alterneranno nei diversi incontri per raccontare e spiegare le più attuali tendenze in cucina. E in un simile contesto non poteva non avere un ruolo da protagonista la Mozzarella di Bufala Campana DOP, uno dei prodotti simbolo del made in Italy di qualità. “Veniamo da un biennio di grandi successi – sottolinea Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio di Tutela – con una produzione record sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Nonostante il periodo di contrazione economica che ha colpito tutti i Paesi, il nostro prodotto ha fatto registrare numeri di assoluto rilievo tanto nel consumo interno che nell’export. E per il 2012 abbiano in calendario tutta una serie di iniziative atte a promuovere sempre più la conoscenza di questa eccellenza del paniere agroalimentare italiano”. Una delle prime iniziative dell’anno è appunto la partecipazione a Identità Golose, dove il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP sarà presente con uno stand nel quale i visitatori potranno non solo degustare il prodotto ma anche ricevere in omaggio un prezioso ricettario contenente numerose ricette a base di Mozzarella di Bufala DOP “create” da importanti chef. Del resto nella tre giorni milanese saranno diversi gli artisti dell’alta cucina che proporranno, nelle loro esibizioni, piatti “bufalini”.
A partire da Viviana Varese che per l’occasione offrirà un assaggio di “Omaggio a Sofia”, una pizza fritta con Mozzarella di Bufala Campana DOP, Bavarese di Pomodorini Confit e Salsa di Basilico dedicata alla grande Sofia Loren, altra leggenda italiana. A lei si aggiungeranno Enzo Coccia e Nino Di Costanzo, mentre Franco Pepe esporrà una treccia di Mozzarella di Bufala Campana DOP sul proprio tavolo, insieme ad altri prodotti simbolo del territorio. Nell’ambito della sua partecipazione a Identità Golose, il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP terrà anche una conferenza stampa nel corso della quale verrà presentato e distribuito il ricettario. L’appuntamento è per martedì 7 febbraio, ore 11.30, presso la Sala Gialla 1.

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La bufala delle (finte) liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Gli ultimi vent’anni di liberalizzazioni sono costate agli italiani quasi 110 miliardi. Per le famiglie gli aumenti sono arrivati a 280 euro l’anno. Qui o si fa sul serio o è solo demagogia Il tema caldo di politica economica degli ultimi giorni, le liberalizzazioni annunciate che costituiranno la fase 2 del governo Monti, quale base per il rilancio dello sviluppo a lungo termine del Nostro Paese, necessita di una riflessione attenta alla luce dei dati forniti dalla CGIA di Mestre proprio sulle liberalizzazioni susseguitesi negli ultimi vent’anni. Secondo quanto rivelato dall’analisi in questione le aperture dei mercati delle assicurazioni, dei mezzi di trasporto, carburanti, gas, trasporti ferroviari e urbani e dei servizi finanziari avrebbero inciso sulle famiglie italiane per quasi 110 miliardi, non comportando, quindi, alcun vantaggio economico nei confronti dei consumatori cui i benefici dovevano essere rivolti. Le uniche note positive verrebbero dal solo mercato dell’energia elettrica che avrebbe segnato dei miglioramenti. Ciò che inquieta e che invita alla riflessione sulla necessità di evitare con i provvedimenti in corso di definizione danni maggiori per i consumatori rispetto alla situazione attuale, sono i dati relativi alle maggiori spese subite dalle famiglie a seguito di vent’anni di presunte ed annunciate liberalizzazioni: sarebbero ben 286 all’anno gli euro pagati in più all’anno dalle famiglie italiane che, moltiplicati per il numero degli anni trascorsi dall’avvio, agli inizi degli anni ’90, delle aperture dei mercati di ogni singolo settore e sino al novembre scorso hanno fatto salire l’ammontare complessivo a 4.576 euro per nucleo familiare. Ma venendo ai singoli settori, tra il 1994 e il novembre del 2011, le assicurazioni hanno pesato ben 2.462 euro in più nelle tasche delle famiglie italiane, con un aumento medio annuo pari a 154 euro.
Un altro mercato che ha colpito gravosamente i bilanci familiari è stato quello dei servizi finanziari (costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie e altro), con costi medi supplementari pari a 58 euro in più ogni anno con un aumento globale dal 1993 al novembre 2011 pari a 921 euro che, moltiplicati per il numero totale delle famiglie porterebbero alla spaventosa cifra di 21,9 miliardi di euro. Tra gli ultimi mercati ad aver visto attuati provvedimenti liberalizzativi è da segnalare quello del gas che però come gli altri due descritti precedentemente non ha subito degli effetti positivi dalla parte degli utenti: dal 2003 al novembre 2011 gli aumenti medi totali per ogni famiglia corrispondono alla cifra di 901 euro con una crescita annua d’importo pari a 56 euro in più, e costi globali esorbitanti che arrivano a 22,1 miliardi di euro per tutte le famiglie. Come detto, l’unico settore a salvarsi dagli esiti di quelle che appaiono come finte liberalizzazioni alla luce dei dati riportati, solo quello dell’energia elettrica dove nel complesso, il risparmio per le famiglie è stato di 6,7 miliardi di euro. Per tali ragioni, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, condivide l’analisi del segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi secondo cui “in Italia le liberalizzazioni, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno funzionato. Prezzi o tariffe sono cresciuti, con buona pace di chi sosteneva che un mercato più concorrenziale avrebbe favorito il consumatore finale. Purtroppo in molti settori si è passati dal monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie private”. Secondo Giovanni D’Agata, sull’assunto di quanto sostenuto dal segretario della Cgia di Mestre, se aperture dei mercati vi devono essere, devono essere aperture reali, efficaci ed effettivamente in grado di portare reali vantaggi ai consumatori. Non si può parlare di liberalizzazioni dei trasporti come quello urbano dei taxi o dell’orario di apertura dei negozi che potrebbero apparire come iniziative quasi demagogiche per non dire populistiche, se prima non s’interviene con vere liberalizzazioni nei confronti delle lobbies e delle corporazioni che dominano quasi incontrastate l’economia del paese quali assicurazioni, banche ed imprese del settore energetico.

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Terremoto a Roma: una bufala

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Mag 2011

«Care famiglie, non vi allarmate, mandate a scuola i vostri bambini». Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani Gianluigi De Palo, in merito alla notizia diffusa nei giorni scorsi di un possibile terremoto. «Voglio dare un messaggio distensivo, alla luce delle tante telefonate che anche oggi stanno arrivando in assessorato: Roma, come afferma l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, non è una città ad alto rischio sismico. Più del terremoto, è preoccupante l’allarmismo che si è diffuso. Non possiamo farci bloccare dalla paura perché non ci sono elementi scientifici a supporto di questa previsione per domani»

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Federalismo: La solita bufala

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

“Questa riforma garantirà che una parte consistente delle risorse rimangano sul territorio che le ha prodotte”. Cosi la dichiarazione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a proposito della proposta sul federalismo. Un’altra bufala, come quella della riforma forense che doveva liberalizzare il settore e invece si e’ tornati al corporativismo integrale, dopo quel minimo che si era fatto con la eliminazione delle tariffe minime. Come gia’ detto il cosiddetto federalismo portera’ all’aumento delle tasse locali, infatti e’ stata sbloccata la quota dell’addizionale comunale Irpef che i municipi si affretteranno ad applicare. C’e’ poi l’imposta di soggiorno che fa gola ai Comuni con forte afflusso turistico. Chi si esimera’ dall’applicarla? Si sposta inoltre il prelievo dai proprietari di case alle imprese e ai lavoratori autonomi e i tributi erariali sul trasferimento degli immobili che dovevano scomparire, invece, rimangono e i Comuni otterranno una compartecipazione al gettito. Insomma, il presidente Berlusconi e’ un bravo venditore. Di fumo.

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Alimenti. Etichettatura obbligatoria? Una bufala

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

La Commissione europea ha inviato nei giorni scorsi una lettera all’Italia in cui ritiene ‘non opportuna’ la norma italiana sull’etichettatura d’origine dei prodotti e chiede di soprassedere fino a quando non sara’ adottato un regolamento a livello comunitario. E’ il primo passo per l’avvio della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese. Il Parlamento italiano aveva approvato la legge su una nuova etichettatura dei prodotti alimentari che non potra’ essere attuata perche’ in contrasto con le direttive europee e che quindi sara’ bocciata dall’Unione europea. Gia’ nel 2004 fu approvata una legge che obbligava ad indicare le materie prime nelle etichette e la Commissione europea diffido’ l’Italia di applicarla. Nel gennaio 2010 il Governo Berlusconi invio’ a Bruxelles il testo di legge ora approvato e alle critiche mosse in sede europea non rispose. Oggi si ripropone lo stesso scenario, tenendo comunque presente che la legge in questione non potra’ avere alcun effetto senza i successivi decreti attuativi e poi dovrà superare lo scoglio di Bruxelles che gia’ si e’ messa di traverso. Sul merito della proposta siamo d’accordo, quello che ci lascia perplessi e’ il varo di una legge che non si concretizzerà, almeno per i prossimi due anni. Una bufala?

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Digitale terrestre. La bufala dei contributi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

Dare a chi non ne ha bisogno. Questa e’ la logica con cui il Governo, ovvero il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, affronta il problema dei contributi per l’acquisto del decoder per il  passaggio al digitale terrestre della televisione. Per l’acquisto dei decoder e’ previsto un contributo (sconto sull’acquisto) di 50 euro per gli abbonati Rai che abbiamo compiuto i 65 anni e che hanno un reddito lordo pari o inferiore a 10mila euro l’anno. Il trucco c’e’ perche’ il contributo e’ previsto solo per l’acquisto di un decoder interattivo e non per quello zapper. Il primo e’ quello dotato di lettore smart card per vedere anche i canali a pagamento e’ piu’ costoso (70-100 euro), il secondo capta solo i canali gratuiti ed e’ meno caro (30 euro). Ovvio che le persone anziane, con un reddito basso, preferiscano continuare a vedere i canali gratuiti (si fa per dire perche’ pagano il canone!) e non, anche, quelli a pagamento dell’interattivo, il cui decoder, ripetiamo ha un costo maggiore. Queste modalita’ di contributo non fanno che danneggiare proprio le persone piu’ anziane e meno abbienti, alla faccia delle proclamazioni governative di aiuti ai piu’ poveri e vecchi. Tra l’altro, il contributo statale avrebbe coperto integralmente il costo dello zapper, con un minor esborso per le casse erariali, 30 euro invece di 50 euro, o con una estensione maggiore della popolazione interessata. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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