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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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JUREK BECKER, Jakob, il bugiardo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

1945. In un piccolo ghetto ebraico della Polonia occupata dalle truppe naziste la vita si trascina tra infiniti stenti. Jakob Heym, proprietario di un caffè chiuso da tempo, si aggira smarrito tra le botteghe abbandonate dagli ebrei che hanno trovato riparo all’estero o non sono riusciti a scampare alla tragica sorte dei campi di sterminio.
Un giorno, per non aver rispettato il coprifuoco, si ritrova negli uffici del comando dell’«amministrazione tedesca» dove, in attesa dell’ufficiale di picchetto, gli capita di ascoltare una radio. Tra fatti di scarso rilievo su un quartier generale nazista, lo speaker ad un certo punto annuncia che le truppe tedesche hanno «eroicamente» respinto «l’attacco bolscevico a venti chilometri da Bezanika». Bezanika… un paese non a due passi, ma nemmeno tanto lontano.Come comunicare agli altri una simile notizia? Dire: Rallegratevi fratelli, impazzite di gioia, i russi sono giunti a venti chilometri da Bezanika? E annunciare di aver sentito il tutto al comando nazista, col rischio di passare per una spia?
Jakob Heym sceglie un’altra via, la via della menzogna, utile in circostanze in cui non esistono altre strade. «Ho una radio», dice all’amico Mischa annunciandogli la lieta novella dei russi a quattrocento chilometri dal ghetto.La notizia si diffonde in un baleno. Perfino i bambini, nel ghetto, vengono a conoscenza del grande segreto. La gente si presenta da Jakob, dal possessore di radio Heym, per apprendere ogni dettaglio della liberazione in arrivo. E Jakob fa trapelare finti bollettini di guerra, inventa avvenimenti e situazioni incoraggianti, perché la speranza rinasca e il ghetto si rianimi. Pubblicato per la prima volta nel 1969, e da allora una delle opere più importanti sulla Shoah, oggetto anche di una fortunata trasposizione cinematografica con Robin Williams nei panni di Heym, Jakob il bugiardo mostra come la letteratura, non rinunciando a nessuno dei suoi registri, persino a quello della commedia, possa restituire, più di mille saggi e trattati, il senso autentico di una delle più immani tragedie delle StoriaTraduzione dal tedesco di Mario Devena Euro 15,00 252 pagine. Neri pozza editore.

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JUREK BECKER: Jakob, il bugiardo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

Memoria e invenzione, una dolorosa ironia e una tensione narrativa sempre raffrenata, mai eccessiva, danno un respiro ampio al primo romanzo di Becker, il quale coglie nella vicenda del commerciante polacco Jakob un paradosso esistenziale che trascende ogni contingenza storica e può rinnovarsi sempre e ovunque. Dal momento che vive in un mondo stravolto, degenerato, dove paradossalmente ciò che era normale risulta impensabile e la più orribile realtà diviene una necessità quotidiana, per essere creduto Jakob deve mentire e per dare una vera buona notizia deve inventare una storia fasulla. Grazie infatti alla bugia di possedere una radio, può comunicare agli altri membri del ghetto che i russi stanno riconquistando i territori occupati e che si avvicina così la liberazione. Ciò mette in moto una serie di reazioni a catena, emotive e pratiche, di cui il povero venditore si trova a essere il centro. Rinasce la speranza, il ghetto si rianima, e tuttavia la pietà da cui era nata la bugia non riesce a scongiurare il dramma, e l’illusione generale di riprendere una vita normale non impedisce il viaggio finale su un carro stretto e soffocante, verso una destinazione non a tutti ignota. Traduzione dal tedesco di Mario Devena
Euro 15,00 252 pagine. Neri pozza editore.

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JUREK BECKER: Jacob, il bugiardo

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Memoria e invenzione, una dolorosa ironia e una tensione narrativa sempre raffrenata, mai eccessiva, danno un respiro ampio al primo romanzo di Becker, il quale coglie nella vicenda del commerciante polacco Jakob un paradosso esistenziale che trascende ogni contingenza storica e può rinnovarsi sempre e ovunque. Dal momento che vive in un mondo stravolto, degenerato, dove paradossalmente ciò che era normale risulta impensabile e la più orribile realtà diviene una necessità quotidiana, per essere creduto Jakob deve mentire e per dare una vera buona notizia deve inventare una storia fasulla. Grazie infatti alla bugia di possedere una radio, può comunicare agli altri membri del ghetto che i russi stanno riconquistando i territori occupati e che si avvicina così la liberazione. Ciò mette in moto una serie di reazioni a catena, emotive e pratiche, di cui il povero venditore si trova a essere il centro. Rinasce la speranza, il ghetto si rianima, e tuttavia la pietà da cui era nata la bugia non riesce a scongiurare il dramma, e l’illusione generale di riprendere una vita normale non impedisce il viaggio finale su un carro stretto e soffocante, verso una destinazione non a tutti ignota. Traduzione dal tedesco di Mario Devena Euro 15,00 /252 pagine (Neri Pozza Editore)

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Il patto del bugiardo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

camera deputatiIn 20 anni, gli italiani, di “promesse truffa” fatte da Silvio Berlusconi ne hanno sentite tante, a partire da quel taglio delle tasse sempre annunciato e mai realizzato. Alle elezioni del 2013 il condannato per frode fiscale lanciò addirittura un “Patto del parlamentare” rimasto lettera morta. Delle promesse che conteneva, non ne è stata mantenuta nemmeno una. Era solo il Patto del Bugiardo. La credibilità delle promesse di Berlusconi è pari a zero. Queste le promesse del Patto del Parlamentare mai mantenute né da Berlusconi né dai suoi parlamentari:
1) “Impegnarmi al servizio del Paese per non più di due legislature a partire da questa”. Una autentica truffa dal momento che gran parte dei parlamentari aveva già diversi mandati elettivi prima del 2013. E ad oggi l’89% dei parlamentari uscenti di Forza Italia ha più di 2 mandati elettivi come dimostra questo studio, a conferma che quei ‘professionisti della politica’ che a Berlusconi fanno tanto schifo (parole sue) sono proprio i suoi parlamentari. Nel MoVimento 5 Stelle, invece, si fanno due mandati e poi si va a casa.
2) “Votare il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari”. Nessun parlamentare berlusconiano si è mai tagliato lo stipendio. Al contrario dei portavoce del Movimento 5 Stelle, che ad oggi si sono tagliati gli stipendi e hanno rendicontato le spese restituendo 24.795.190 euro di cui 23,1 milioni di euro finiti nel fondo per il microcredito, grazie al quale sono state finanziate 7.250 piccole imprese ed esercizi commerciali e sono stati generati 17.000 posti di lavoro. Tutto questo lo abbiamo fatto senza aspettare che ci fosse una legge.
3) “Approvare la riforma della Costituzione con il dimezzamento dei parlamentari”. Una truffa anche questa, a Silvio Berlusconi del dimezzamento del numero dei parlamentari non è mai importato un fico secco.
4) “Votare una legge che azzeri il finanziamento pubblico ai partiti”. Una truffa anche questa. Forza Italia ha votato a favore del 2 x mille ai partiti (che il M5S rifiuta), dal 2013 al 2017 si è intascata 38 milioni di euro di rimborsi elettorali ed ha votato la legge Boccadutri per intascarli senza alcuna trasparenza. In 20 anni si è intascata 784 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che ha rinunciato a 42,7 milioni di euro di rimborsi elettorali, a cui si aggiungono 4,7 milioni di euro di rimborsi nelle Regioni.
5) “Non tradire il mandato degli elettori passando ad altro gruppo parlamentare”. Qui siamo alle comiche. Berlusconi è stato implicato in processi per “compravendita di parlamentari” dove solo la prescrizione lo ha salvato dall’accusa di corruzione. In questa legislatura, sono stati decine i parlamentari di Forza Italia che sono andati in altre formazioni politiche e che hanno sostenuto governi del Pd (NCD, poi Area Popolare, per poi magari fare ritorno in FI a fine legislatura…). Forza Italia ha accolto nel suo gruppo addirittura degli ex Pd (si trovano in perfetta simbiosi).
6) “Impegnarmi alla totale trasparenza sulla mia attività e sui miei redditi”. Anche qui zero assoluto. Non risulta che i parlamentari di Forza Italia rendicontino le loro spese come invece fanno tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle. (fonte il Blog delle stelle)

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