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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘bugie’

BERNHARD SCHLINK, Bugie d’estate

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Da Bernhard Schlink, l’autore di Olga e Il lettore, entrambi bestseller a livello internazionale, arrivano sette storie provocatorie e magistralmente calibrate. Un’acuta dissezione dei modi in cui giochiamo con la verità e la menzogna nelle nostre vite.
Bugie d’estate si configura palcoscenico ideale di delusioni, passioni, esplosioni di rabbia e giustificazioni a volte irrazionali che le persone mettono in scena relazionandosi con l’arte del mentire.
C’è un uomo che si innamora perdutamente di una donna che incontra sulla spiaggia ma, dopo aver scoperto la ricchezza di quest’ultima, lotta furiosamente contro il proprio senso di inadeguatezza.
C’è un figlio che cerca di mettere a tacere il suo risentimento verso un padre emotivamente distante proponendo un viaggio insieme, salvo poi rendersi conto che tutti i suoi sforzi per riconciliarsi con il genitore sono vani. Un commediografo fedifrago è accusato di infedeltà da sua moglie, ma le sue scuse sono solo un modo per allontanarsi ulteriormente.
Infine, un professore diventa complice – non del tutto inconsapevolmente – della fuga temporanea di un fuggitivo su un volo in ritardo da New York a Francoforte.
Con la prosa superba che lo ha reso il più importante autore tedesco contemporaneo, Schlink mette i suoi lettori dinnanzi a una inconfutabile realtà: «la verità può essere bella e orribile, può renderti felice e torturarti, ma è sempre liberatoria».Traduzione dal tedesco di Susanne Kolb Euro 17,00 288 pagine
Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei. Ha esercitato la professione di giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia sino al 2006. Nel 2006 è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino. È autore di una raccolta di racconti, Fughe d’amore (Garzanti 2002), e di numerosi romanzi tra i quali I conti del passato (Garzanti 2004), L’inganno di Selb (Garzanti 2005), L’omicidio di Selb (Garzanti 2004), La nostalgia del ritorno (Garzanti 2007), Il fine settimana (Garzanti 2010), Il lettore (Neri Pozza 2018) e Olga (Neri Pozza 2018).

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Bernhard Schlink: Bugie d’estate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 giugno 2019

Da Bernhard Schlink, l’autore di Olga e Il lettore, entrambi bestseller a livello internazionale, arrivano sette storie provocatorie e magistralmente calibrate. Un’acuta dissezione dei modi in cui giochiamo con la verità e la menzogna nelle nostre vite.
Bugie d’estate si configura palcoscenico ideale di delusioni, passioni, esplosioni di rabbia e giustificazioni a volte irrazionali che le persone mettono in scena relazionandosi con l’arte del mentire.C’è un uomo che si innamora perdutamente di una donna che incontra sulla spiaggia ma, dopo aver scoperto la ricchezza di quest’ultima, lotta furiosamente contro il proprio senso di inadeguatezza. C’è un figlio che cerca di mettere a tacere il suo risentimento verso un padre emotivamente distante proponendo un viaggio insieme, salvo poi rendersi conto che tutti i suoi sforzi per riconciliarsi con il genitore sono vani. Un commediografo fedifrago è accusato di infedeltà da sua moglie, ma le sue scuse sono solo un modo per allontanarsi ulteriormente. Infine, un professore diventa complice – non del tutto inconsapevolmente – della fuga temporanea di un fuggitivo su un volo in ritardo da New York a Francoforte. Con la prosa superba che lo ha reso il più importante autore tedesco contemporaneo, Schlink mette i suoi lettori dinnanzi a una inconfutabile realtà: «la verità può essere bella e orribile, può renderti felice e torturarti, ma è sempre liberatoria». Traduzione dal tedesco di Susanne Kolb Euro 17,00
288 pagine
Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei. Ha esercitato la professione di giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia sino al 2006. Nel 2006 è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino. È autore di una raccolta di racconti, Fughe d’amore (Garzanti 2002), e di numerosi romanzi tra i quali I conti del passato (Garzanti 2004), L’inganno di Selb (Garzanti 2005), L’omicidio di Selb (Garzanti 2004), La nostalgia del ritorno (Garzanti 2007), Il fine settimana (Garzanti 2010), Il lettore (Neri Pozza 2018) e Olga (Neri Pozza 2018).

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TARI: Le bugie del Comune di Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Il Comune di Milano ha comunicato, qualche giorno fa, che non potrà rimborsare automaticamente la Taripagata in più sulle pertinenze (quota variabile) per colpa del parere negativo della Corte dei Conti. Aggiunge poi che i cittadini dovranno ricorrere alla giustizia. Peccato, perché l’intenzione del Sindaco, Beppe Sala, era nobile, rispettosa dei cittadini, ispirata a criteri di efficienza della pubblica amministrazione. Ma la burocrazia, ahinoi, l’ha impedito.Bene, è tutta una bugia.Non è vero che la Corte dei Conti abbia dato parere negativo sui rimborsi automatici, né che abbia demandato “ad altre giurisdizioni” la questione. Sul punto, la Corte ha detto, in estrema sintesi: noi ci occupiamo di contabilità, è il Comune che deve decidere se agire in autotutela o no, non possiamo interferire coi suoi poteri, sulla sua discrezionalità amministrativa. Quindi dichiara inammissibile il quesito.Sul secondo quesito posto dal Comune invece – se i rimborsi possano essere effettuati con denaro preso dalla fiscalità generale – trattandosi di questione che riguarda la contabilità pubblica, ammette il quesito e risponde che sì, il Comune di Milano lo può fare.Quindi il Comune potrebbe rimborsare in modo automatico come aveva annunciato, ma ha evidentemente cambiato idea.Non solo non rimborserà in modo automatico, ma non rimborserà affatto! Addirittura non sprecherà nemmeno tempo per rigettare le istanze di rimborso ma si limiterà a tacere, come siamo tristemente abituati a subire dalle pubbliche amministrazioni ignave. Il cittadino che volesse ottenere comunque il rimborso dovrà allora, trascorsi 90 giorni dalla presentazione della domanda di rimborso, ricorrere alla commissione tributaria. Costo dell’operazione se non si è assistiti da un avvocato e si é in grado di redigerlo: 38 euro (contributo unificato e marche).A complicare la vita del cittadino, e a ulteriormente dissuadere i già pochi temerari che agirebbero in via di principio, si aggiunga che il Comune di Milano non specifica nelle richieste di pagamento l’importo relativo alla quota variabile sulle pertinenze. Quindi il contribuente dovrà calcolarla da sé, perché la richiesta di rimborso non deve essere generica ma specifica, richiedendo la restituzione dell’importo esatto al centesimo.
Perchè questa scelta? Lo spiega lo stesso Comune di Milano nella richiesta di parere: si tratta di importi “magari di pochi euro, per decine di migliaia di posizioni”. Plausibile quindi che abbiano verificato che gli importi, per singolo utente, sono bassi e di conseguenza hanno stimato che in pochi si avventureranno davanti alla commissione tributaria. Insomma, il Comune di Milano si comporta come i big delle telecomunicazioni, che rosicchiano illecitamente pochi spiccioli ciascuno, che nel complesso però fanno un bel gruzzoletto.A questo sconfortante quadro si aggiunge un’altra notizia, che non riguarda i rimborsi ma la TARI 2018: il Comune di Milano continuerà ad applicare la quota variabile sulle pertinenze come ha fatto finora: “detti regolamenti sia sul piano formale che sostanziale, per ciascuna annualità della loro vigenza, sono quindi validi e operanti”.Ultima osservazione a margine. Il Comune di Milano sostiene di aver trovato la collaborazione delle associazione dei consumatori “in questa direzione”, cioè informare i cittadini (sul fatto che dovranno fare causa) e compilare i moduli per presentare istanza di rimborso: le associazioni anziché tutelare il cittadino e dirgli le cose come stanno si rendono complici dell’amministrazione in cambio della quota associativa che verrà pagata dal cittadino per usufruire del loro aiuto nella compilazione del modulo. Aduc -ovviamente- non partecipa alla concessione di queste prebende… e denuncia questo costume di mala amministrazione.(Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Manovra: le 5 bugie sulla finanziaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

renato-brunetta“Con la presentazione della sua terza, e speriamo ultima, Legge di bilancio, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è confermato ancora una volta per quello che è: un uomo della prima Repubblica”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato dal “Quotidiano Nazionale”.“La sua è una Legge di bilancio tutta in deficit, elettoralistica, indecente, laurina. Fatta di mance e mancette, priva di una strategia strutturale, in cui l’indebitamento netto cresce di circa un punto di Pil rispetto agli impegni originariamente presi con l’Unione europea (nel 2017 era previsto essere dell’1,4% ma ora è stato portato fino al 2,3%). Una Legge di bilancio che fa crescere il debito, il che comporta bassa crescita e incoerenza dei numeri, come ha fatto notare l’Ufficio parlamentare di bilancio e come dimostrano le preoccupazioni crescenti della Commissione europea. Nessun taglio vero, entrate tutte aleatorie legate a condoni. Laddove le uscite sono di tipo strutturale. E alla fine del 2017 pagheremo il conto, con una manovra correttiva che peserà sulle tasche di tutti gli italiani.Alle slide propagandistiche di Renzi non abbocca più nessuno: ormai ha perso qualsiasi credibilità ed è conosciuto, in Italia e all’estero, come l’uomo dell’azzardo morale, vale a dire dei comportamenti opportunistici post contrattuali, per cui fa promesse che sa di non poter mantenere. Aspettiamo di vedere i provvedimenti relativi alla Legge di bilancio, non ancora noti, ma sappiamo già che si riveleranno dei boomerang. La maggior parte dei «risultati» propagandati da Renzi per i suoi quasi tre anni di governo sono smentiti dai fatti, su cui noi continuiamo a fare serio e scrupoloso fact-checking. Ci sono almeno 5 grandi «bufale» che lui va ripetendo pensando di prendere in giro gli italiani.
1) Non è vero che con Renzi la pressione fiscale è diminuita perché, come è scritto nell’ultima Nota di aggiornamento del Def, passa dal 42,6% del 2016 al 42,8% del 2017. In valore assoluto, solo tra il 2016 e il 2017, le entrate fiscali passeranno da 786 a 800 miliardi: 14 miliardi di tasse, imposte e contributi in più.
2) Non è vero, come vorrebbe farci credere Renzi, che con il suo governo il debito è diminuito perché da quando si è insediato fino ad agosto 2016 (ultimi dati disponibili) è aumentato di 127 miliardi, toccando il record di 2.225 miliardi di euro.
3) Negli anni del suo governo, inoltre, Renzi ha sovrastimato i valori della crescita economica 10 volte su 10, trovandosi poi costretto a rivedere al ribasso le stesse stime nei documenti successivi.
4) Non è vero che Renzi ha ridotto la spesa pubblica corrente, che invece è aumentata di più di 8 miliardi solo dal 2015 al 2016, da circa 760 miliardi a oltre 768.
5) Infine, non è vero, come dice Renzi, che con il suo governo sono stati spesi più soldi per la scuola, per gli ammortizzatori e per il sociale. Non dimentichiamo, per esempio, che nel 2015 il governo ha effettuato tagli alla sanità per 2,3 miliardi di euro, provocando una stretta su analisi, visite ed esami per i cittadini, specialmente i più poveri, che ne hanno pagato il prezzo.
Sull’economia Renzi e Padoan mentono sapendo di mentire. Prima vanno a casa meglio è per tutti”, conclude Brunetta.

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Renzi su ILVA bugie senza ritegno

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

ilva“Dopo l’ennesimo decreto legge sull’ ILVA, teso cocciutamente a privilegiare i grandi poteri industriali a scapito ( in ordine sparso) di lavoratori, piccole imprese e cittadini della Puglia, Renzi ha avuto la faccia tosta di svendere i suoi numeri iperbolici e iperuranei proprio a Taranto, inneggiando a mirabolanti sintesi fra lavoro e salute”. Lo afferma, in una nota, il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto. “Non è giusto approfittare del ruolo di Presidente del Consiglio – continua – per mortificare così pesantemente una città in sofferenza che proprio lui continua a far soffrire, una regione come la Puglia che paga la guerra personale di Renzi stesso con il governatore Emiliano, il Mezzogiorno intero ormai bollato dal Governo come “terra di nessuno”. La perdita del pur minimo senso di misura da parte di Renzi ha un solo antidoto: il “no” al referendum, che oggi vale doppio, perché respinge il subdolo attacco alla democrazia parlamentare e, al tempo stesso, ci libera di un leader mai eletto, mai umile, mai capace, mai sincero”.

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Cattedre di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

La Gelmini, ma non è una novità, parla di un argomento che non conosce per sostenere che un diritto sin troppo negato verrebbe utilizzato in maniera scorretta dalle famiglie dei disabili Tra le molte bugie proferite nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa” del 13 marzo scorso dal ministro Gelmini, spiccano alcune notevoli considerazioni sul sostegno che la scuola pubblica dovrebbe fornire agli studenti diversamente abili. Vale la pena riportare per intero la frase del ministro: “Per quanto riguarda la disabilità, io sono anche stufa di ripetere questa cosa […] Perché mancano gli insegnanti di sostegno? E’ un problema di distribuzione degli insegnanti di sostegno e, qualche volta, di qualche eccessiva superficialità nel riconoscere in alcune regioni disabilità che non esistono. Per cui qualcuno ha l’insegnante di sostegno pur non avendo, di fatto, bisogno dell’insegnante di sostegno e qualcun altro resta senza perché qualcun altro ha fatto il furbo.” Il pensiero (sic!) del ministro si svolge in perfetta continuità con quanto sostenuto dall’Onorevole Aprea il 29 ottobre 2010 nel corso della trasmissione televisiva “Articolo 3”. Anche in questo caso merita citare quanto dice la deputata PDL, Presidente della VII Commissione della Camera: “Il problema è che le ASL dichiarano troppo facilmente problemi che in un certo senso hanno a che fare con l’handicap e quindi costringono l’amministrazione ad assegnare insegnanti di sostegno anche in casi […] meno gravi che in una scuola più flessibile, che in una scuola che magari è organizzata diversamente questi ragazzi potrebbero trovare delle soluzioni.”In primo luogo ci piacerebbe che il ministro chiarisse il seguente arcano: in una qualunque struttura organizzativa, a maggior ragione se articolata verticisticamente, chi sarà mai il responsabile della (presunta) distorta distribuzione delle risorse? Certo il ministro, che ha quella responsabilità, dovrebbe almeno conoscere la materia di cui parla. Così non è. Infatti sia il deputato Aprea, sia il ministro Gelmini sembrano ignorare completamente che l’attribuzione dell’insegnante di sostegno non dipende dalle scuole o dalle ASL, ma sostanzialmente dalla decisione delle famiglie di avvalersene. E assicuriamo loro che nessuna famiglia affronta la certificazione di handicap di un proprio componente a cuor leggero. Detto questo appaiono davvero incomprensibili e insultanti le affermazioni secondo cui “qualcuno” possa fare “il furbo” allo scopo di farsi riconoscere “in alcune regioni disabilità che non esistono.” Si resta davvero stupiti di fronte ad un simile concentrato di palese insipienza, nonché di larvato razzismo (Quali sarebbero le regioni furbette? Che il ministro, già nota per i suoi pregiudizi nei confronti delle scuole del Sud, stesse pensando a quella in cui ha temporaneamente trasferito la propria residenza per conseguire l’abilitazione alla professione di avvocato?) Conveniamo che una scuola più “flessibile” potrebbe rispondere alle necessità di studenti con disturbi di lieve entità – tenuto fermo il fatto che a stabilirlo sia un medico e non un politico. Tuttavia, in bocca agli esponenti di questa maggioranza che aumenta gli studenti per classe e riduce insegnanti e finanziamenti, affermazioni del genere appaiono quantomeno ironiche. Si dice “flessibilità” ma si intende “arrangiatevi”. La realtà, che nessun contorcimento dialettico di Gelmini o di Aprea può mascherare, è che in troppe occasioni i genitori di alunni portatori di handicap, anche gravissimi, hanno dovuto ricorrere ai tribunali per vedersi garantire il diritto all’integrazione e allo studio per i propri figli. Le bugie della Gemini ci indignano ma non ci stupiscono. Cos’altro aspettarsi da un ministro dell’istruzione che sostiene la scuola privata privando di risorse quella statale, millantando una “qualità” che qualsiasi logica dimostra sia impossibile da conseguire senza investimenti? A questo ministro e alla sua boriosa mediocrità noi non ci stuferemo mai di chiedere: Dimissioni! (CUB Scuola)

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Maroni: i sindacati di polizia esagerano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

“E’ proprio un vizio di questo Governo: quando non riesce a dare risposte alle istanze della gente dice che queste sono esagerate. Esagerato è chi non riesce a fare la spesa perché non può arrivare a fine mese, esagerati sono i magistrati, gli avversari politici, ora persino la chiesa. La verità è che di esagerato in questo Paese ci sono solo le bugie di un esecutivo ormai allo sbando e i comportamenti quanto meno discutibili anche del Presidente che lo guida”. E’ questa la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole del Ministro Maroni che, nel corso della conferenza stampa in Prefettura a Caserta, al termine della riunione di coordinamento delle Forze di Polizia delle province di Napoli e Caserta, alle domande dei cronisti in merito alle difficoltà rilevate dai Sindacati di Polizia a causa della mancanza di fondi, ha affermato “…Stiamo intervenendo per risolvere alcune criticità, che ci sono, ma di dipingere una situazione di sfacelo totale è un’esagerazione”.  “La smetta ministro – continua Maccari – di raccontare lei delle esagerazioni o meglio, scusi l’espressione ma rende bene, delle colossali balle! Di grazia – continua il Segretario Generale – potremmo sapere quali sono le criticità che lei avrebbe individuato ed alle quali starebbe ponendo rimedio? E soprattutto in che modo vorrebbe porvi rimedio?” “La verità – conclude il Segretario Generale del Coisp – è che Lei è troppo impegnato a far l’uomo di partito, quanto con tanta foga chiede che si discuta e si approvi una legge federalista che molti ritengono devastante per il Paese, tanto da dimenticare di avere la responsabilità di uno dei dicasteri più delicati e importanti per la tenuta democratica di quel Paese che lei e il suo partito state pericolosamente  tentando di dividere. La stessa foga, signor ministro, la metta per difendere e rafforzare il comparto che dovrebbe sentirsi onorato di guidare e forse di lei resterà un segno quando questo governo imploderà seppellito dalle macerie delle esagerazioni, quelle sì esagerazioni, del capo di Governo e dei suoi colleghi che minacciano e insultano non sapendo confrontarsi con la realtà!”

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Se devi dire una bugia dilla grossa

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

San Maurizio d’Opaglio 26 e sabato 27 marzo alle ore 21, presso il Teatro degli Scalpellini sarà di scena La Compagnia delle Chiacchiere, formazione locale nata nel 2001 da un gruppo di appassionati. Da allora la compagnia ha messo in scena 5 spettacoli a scopo benefico, che hanno toccato anche Ancona e Firenze. Come è difficile tradire la moglie quando si è personaggi in vista, quando il tradimento si deve consumare in un albergo affollato e quando a complicare tutto concorrono le coincidenze… Sono questi, in sintesi, gli elementi della brillante trama di Se devi dire una bugia dilla grossa, in scena venerdì e sabato a San Maurizio d’Opaglio. Ray Cooney, autore del testo, si specchia nei vizi e nelle ipocrisie della società contemporanea, utilizzando trucchi, colpi di scena, gag e battibecchi tipici della più esilarante commedia.  La Compagnia delle Chiacchiere torna dunque protagonista tra le mura di casa. Il biglietto d’ingresso allo spettacolo è gratuito fino ai 5 anni, costa 5 euro dai 5 ai 10 anni e 7 euro dai 10 anni in su. Sul palcoscenico saliranno Alessio Atzeni, Chiara e Simone Caldognetto, Ilaria Chiabotti, Caterina Comoli, Anna Guidotti, Vilma Piralla, Paola Racis e Maurizio Zago. Dietro le quinte, a dirigere il tutto, ci saranno Mela e Mauro. Lo spettacolo sarà replicato al Teatro Nuovo di Borgomanero il 28 Maggio e al Borsa di Novara il prossimo 12 giugno. Il ricavato andrà a sostegno delle famiglie più bisognose di San Maurizio d’Opaglio. (compagnia delle chiacchiere)

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Le bugie hanno le gambe lunghe

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Roma Dal 26 gennaio al 14 febbraio 2010Teatro Allo Scalo via dei Reti 36 –  Martedì/sabato h 21 – domenica h. 18  “Le bugie hanno le gambe lunghe e pure i tacchi a spillo” commedia brillante in due atti scritta da Perelli, Giuffrida e Grutt    con   Sergio Giuffrida  e   Fabian Grutt con la partecipazione straordinaria di   Federica Picone regia  Paolo Perelli   Pasquale Cannavuolo (Fabian Grutt) e Rocco Pastoni (Sergio Giuffrida) condividono lo stesso appartamento e il sogno di diventare attori di successo,  in più, sono innamorati della stessa donna Giulia (Federica Picone) e da questa riamati.   I due, messi alle strette dall’intraprendenza e dalla voglia di felicità di lei, decidono di accettare questo improbabile e trasgressivo menàge a tre con risultati assolutamente esilaranti e inaspettati…. perchè se è vero che le bugie hanno le gambe corte, in questa commedia ce l’hanno decisamente lunghe e pure con i tacchi a spillo.   Una commedia degli equivoci che  racconta, in una girandola di situazioni e colpi di scena, la vita di questi due strampalati aspiranti attori alla ricerca del loro spazio di notorietà e della loro solare amante. Le bugie sono il modo per difendersi da questo mondo che a loro sembra troppo brutto per essere vero. E perciò lo cambiano e lo colorano, a loro immagine e somiglianza. Si ride, si litiga e ci si commuove pure.  La regia di Paolo Perelli, riesce con semplicità a dare un tocco di poeticità e di atmosfera sognante, raro nelle commedie di oggi, senza nulla togliere alla comicità dello spettacolo. (bugie)

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Lo stigma sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Esclusione, pregiudizio, discriminazione sono allarmismi difficili da sradicare nel disagio psichico! Non abbiamo bisogno di ipocrisie, ma di soluzioni concrete   Non si può  passivamente “sentire” che “ i valori della legge 180 e 833”( quelle leggi che hanno “chiuso” i manicomi), “ sono veri, validi e vanno verificati nella pratica e che il malato non è un paziente da ospedalizzare” ! Ma sono passati 31 anni, tra chiacchere e bugie, ed il malato è stato lasciato solo!.) Da troppo tempo si sente questo eterno ed inesauribile “ritornello”!…Basta con le inutili parole! Provate a chiedere al cittadino comune, all’uomo che transita per le strade, alla massaia al mercato rionale o nelle botteghe dove ogni giorno devono fare i conti con la vita sempre più cara e con legittime ansie per il futuro anche in tema di sicurezza, cosa ne pensano degli episodi folli che avvengono nelle famiglie e nel quotidiano. Potrebbero rispondere in maniera volgare o non rispondere, perché potrebbero pensare( ma questo è vero!) che le Istituzioni (le “Caste”) sono “qualcosa lontane” dalla vita quotidiana e fatte di burocrazia enfatica, di grondante retorica, che pensano solo ad un subdolo proliferare di parole, di ipocrisie, di organismi, azioni che dimostrano sempre di essere utilizzate a vantaggio delle stesse ed a danno della collettività, senza contare litigiosità vergognose ed infinite. 31 anni or sono la legge Basaglia cambiò radicalmente il concetto e la cura della malattia mentale esaltando, giustamente, la dignità della persona sofferente, ma quelle poche “indicazioni” non sono state concretizzate perché hanno permesso di occuparsi, forse, più del malato e trascurare la malattia. Su questi concetti alcuni affermano che l’Italia è ancora oggi collocata nel panorama internazionale in evidenza per la cura dovuta ai psicolabili senza ricorrere al “manicomio”, ma con servizi territoriali diversificati e che il “paziente” è da ritenersi persona e quindi in diritto di esternare le proprie necessità. Ecco che il cittadino della strada o la massaia ritengono che è giusto riconoscere il sofferente persona e nel diritto di far valere la sua dignità, ma non concepiscono “l’impossibile” sancito da quella legge che questo “malato” possa scegliere di sua volontà, tra altre “rivoluzionarie normative”, “ il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura” ( art. 1/legge n. 180, art. 33/legge n. 833). Il principio basilare del Basaglia era quello di : curare e non segregare il paziente e questo è un ottimo concetto pratico e proficuo, ma non su ipotetiche strategie non bene concretizzate né dal Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, né dalle “Linee di indirizzo” del PON (Progetto-Obiettivo Nazionale) del marzo 2008 che l’allora Ministro della Salute nella presentazione evidenziava con convinzione che la presa in carico delle persone sofferenti mentali non spetta solo ai Servizi, ma deve essere attuata anche dalla comunità.(???). E’ necessario l’incontro a più voci, ( nessuno è depositario della verità), che si inseriscono in un rapporto, in un cammino comune, con punti di equilibrio e spazi di dialogo, che vogliono offrire riflessioni e sollevare interrogativi allo scopo di trovare strade nuove da percorrere verso una autentica cooperazione tra iniziative diverse, ma con l’obiettivo del bene comune. Questo incontro deve intendersi come uno spazio di confronto con la realtà del mondo della sofferenza con una prospettiva più ampia, nella consapevolezza che solo attraverso una comprensione libera da pregiudizi, stigma sociale, esclusioni, discriminazioni, luoghi comuni di una epidemia d’inciviltà, di una certa “filosofia” che vuole diffondere, ma non sviluppare proposte operative, serie e valide anche in Europa.. E’ necessaria : umanità, ma chiarezza. Chi ha orecchie da intendere, intenda! (Franco Previte) http://digilander.libero.it/cristianiperservire

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Le bugie di chi ci governa

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Danilo Tosarelli delegato RSU CGIL Polizia Locale Milano ha emesso il seguente comunicato: “Nei giorni scorsi il Presidente della Banca d’Italia Draghi è tornato alla carica sulle pensioni. Il materasso da battere è sempre quello. Lo spauracchio è l’imminente crollo del sistema pensionistico. Adesso Tremonti, Ministro dell’Economia, dichiara che finchè ci sarà lui non ci sarà nessun taglio alle pensioni. Ancora una volta si fa volutamente confusione, affinchè i cittadini non capiscano più nulla. Oggi si afferma una cosa e il giorno dopo la si smentisce. Berlusconi ne è gran maestro. Sarà bene allora far parlare i numeri. Quei numeri che ben danno l’idea di come vanno le cose e che raramente vengono portati a conoscenza dell’opinione pubblica. Ecco perchè ce li nascondono. L’INPS non è in crisi. Nel 2009 l’avanzo economico sarà di circa 6 miliardi di euro. L’INAIL non è in crisi. L’attuale positivo è di circa 1,5 miliardi di euro. L’INPS è uno dei più grandi contribuenti dello Stato. Visti i pesanti prelievi fiscali a danno dei pensionati, l’INPS versa al Ministero del Tesoro circa 28 miliardi. In compenso l’INPS vanta crediti accertati, nei confronti di aziende che non versano i contributi, pari a 30 miliardi. L’evasione contributiva è di decine di miliardi ogni anno. Nonostante tutto ciò l’INPS è in attivo. Non c’è motivo per tagliare le pensioni.  Aumenta l’aspettativa di vita. E allora? Perchè si dovrebbe lavorare di più? Non bastano 40 anni o 65 anni d’età? Non tutti i lavori sono uguali. Basta con la demagogia di chi svolge lavori intellettuali. Davvero è paragonabile l’usura di un operaio con quella di un giornalista o di un politico? Questo cinismo è davvero inaccettabile. E’ uguale l’aspettativa di vita? Per favore… Si inizi invece una seria lotta all’evasione fiscale e contributiva. Non è esagerata la proposta di assumere 40000 ispettori, come è assolutamente indispensabile migliorare gli strumenti operativi della Guardia di Finanza. Costano troppo? E qui si misura la reale volontà politica di questo governo. Si pensi che l’evasione fiscale veleggia verso i 150 miliardi all’anno… *Consiglio a chi non si ritiene un imbecille, ma ha scarsa memoria, di tenersi in tasca queste cifre. Sono preziosissime per sbugiardare ingenui e serpenti.

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