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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘bullismo’

UNICEF/Bullismo, concorso per nuovo contest di fumetti: vince “Cipta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

cipta unicefRizka Raisa Fatimah Ramli è la studentessa di 17 anni di Makassar, Indonesia, che ha vinto il contest di fumetti internazionale “School Superhero Comic Contest” dell’UNICEF e della Comics Uniting Nations con la creazione di un personaggio che aiuta i bambini e i giovani a proteggersi dalle violenze a scuola e fuori.“Cipta” – nome del personaggio – è un supereroe immaginario che dà ai bambini un taccuino per disegnare oggetti che a loro volta prendono vita e fermano violenze e bullismo.
“Ho creato ‘Cipta’ per portare attenzione sulle violenze e sul bullismo che i bambini in Indonesia e nel mondo affrontano ogni giorno”, ha dichiarato Rizka Raisa Fatimah Ramli. “Attraverso il disegno, sento che il mio personaggio è vivo e posso avere controllo sui bulli. Spero di poter ispirare molte persone, soprattutto bambini, a raccontare le loro storie e, se non possono direttamente, a farlo attraverso il disegno.”Il contest di fumetti, lanciato dall’UNICEF e Comics Uniting Nations a ottobre 2018, chiedeva ai bambini e ai giovani di creare un supereroe dei fumetti che sconfiggesse “Silenzio” – un personaggio soprannaturale che usa il suo potere sui bambini perché non denuncino e agiscano contro la violenza a scuola e fuori. Sono arrivate circa 3.600 adesioni da giovani di oltre 130 paesi e più di 23.000 voti attraverso il sito web del contest per determinare il vincitore.Rizka adesso collaborerà con una squadra di professionisti per produrre un fumetto su “Cipta”. Il suo fumetto sarà presentato ai Leader del Mondo al Forum Politico di Alto livello sullo Sviluppo Sostenibile che si terrà a luglio 2019 alle Nazioni Unite, e sarà distribuito nelle scuole e ai bambini in tutto il mondo.“Il numero delle straordinarie adesioni ricevute rappresenta un grande messaggio da parte dei bambini e dei giovani che vogliono rompere il silenzio sulle violenze e sul bullismo a scuola,” ha dichiarato Paloma Escudero, Direttore della Comunicazione dell’UNICEF. “Congratulazioni a Rizka per la sua vittoria che ispirerà migliaia di studenti a denunciare e aiutare a porre fine alle violenze a scuola e fuori”.Dagli scontri fisici e il bullismo, alle molestie sessuali e punizioni fisiche, la violenza a scuola e fuori può avere conseguenze devastanti e di lungo periodo sulle vite dei bambini. Il contest di fumetti internazionale è stato ideato per incoraggiare i bambini e i giovani ad essere parte della campagna globale dell’UNICEF #ENDviolence con attività nelle scuole attraverso un mezzo innovativo come il fumetto. (foto cipta copyright unicef)

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Tavola rotonda sul fenomeno del bullismo e presentazione del “Vademecum di primo soccorso contro il bullismo”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

cover-calendarioRoma Mercoledì 14 dicembre ’16 alle ore 11,00 verrà presentato allo Stadio di Domiziano a Roma Via di Tor Sanguigna il calendario di Tiziana Luxardo dal titolo “Bulli e pupe” prodotto dalla Codacons, insieme ad un “vademecum di primo soccorso” elaborato da un pool di 23 neuropsichiatri infantili, coordinati dal Prof Santo Rullo, per supportare chi si trova in questa condizione .
La presentazione si svolgerà sotto forma di tavola rotonda alla quale parteciperanno: Tiziana Luxardo, Carlo Rienzi Presid. della Codacons, Mario Rusconi Vice Presidente della ANP (Associazione Nazionale Presidi), la Dott.ssa Silvia D’Oro funzionario del Dipartimento delle Pari Opportunità, Teresa Manes autrice del libro “Andrea oltre il pantalone rosa” Graus Editore, Marida Lombardo Pijola (giornalista – scrittrice), Dott. Santo Rullo (Psichiatra Neuro –infantile), l’ex pugile Cantatore.
Codacons e Tiziana Luxardo ancora una volta insieme. Una collaborazione tra l ‘Associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori e la fotografa di fama già collaudata da diversi anni. Arte fotografica che diventa strumento di comunicazione per trattare temi e argomenti di forte impatto sociale. Scatti forti, non politicamente corretti per denunciare temi come la prostituzione, la violenza sulle donne nei campi di lavoro, ed infine l’ultimo prodotto di questa sinergia, il calendario 2017 sul bullismo nelle scuole. Un tema che riempie le pagine dei quotidiani e la cronaca del nostro paese fino ad arrivare anche a tragici epiloghi. Un gemellaggio di denuncia vincente quello tra Codacons e Luxardo, un incontro che rappresenta un grido di protesta tramite l’uso sapiente dell arte visiva come mezzo di forte sensibilizzazione mediatica.
Il Prof. Santo Rullo insieme ad una Rete Informale di esperti costituita da un pool di 23 neuropsichiatri infantili e psicologi, impegnati nel delicato campo dell’età evolutiva, ha studiato e commentato le fotografie del Calendario di Tiziana Luxardo centrato sul fenomeno del bullismo, strutturando un “Vademecum di primo soccorso” che mette in luce: percorsi di individuazione precoce del disagio, di intervento in famiglia, di educazione tra pari e di trattamento delle conseguenze del bullismo su vittima ed aggressore. Da questo lavoro ne é scaturito uno strumento concreto ed utile a ragazzi e familiari, ad insegnanti ed educatori per contrastare il bullismo e per promuovere una cultura fondata sull’educazione alle emozioni.
I fenomeni sociali si manifestano in modi differenti, in epoche diverse e la sorpresa, che questa diversità suscita, viene interpretata ogni volta come novità assoluta. Il bullismo non si sottrae a questa regola. Il bullismo è da sempre un comportamento di prevaricazione nei confronti della persona, che si considera più vulnerabile e come tutti i fenomeni che avvengono in un gruppo ha un sua funzione sociale. Il bullismo di oggi si avvale di nuovi strumenti di comunicazione e di un contesto di coesione sociale in rapido cambiamento ed in forte crisi. Questo crea difficoltà alle agenzie educative degli adulti (famiglia, scuola, servizi sociali e sanitari) che non riescono ad intercettare le necessità dei ragazzi prima che esploda il fenomeno.
Il gruppo, specialmente in età evolutiva, propone la soluzione di una serie di problemi: il bisogno di esprimere vitalità ed aggressività, il bisogno di acquisire una posizione al suo interno, il bisogno di crearsi uno spazio sicuro dove fare esperienze di costruzione dell’identità. Il bullo e la vittima si pongono spesso come estremi in grado di offrire un campo efficace sul quale si giocano complesse dinamiche di relazione che rendono il bullismo una vera emergenza sociale, educativa e sanitaria.
Lo strumento proposto è una guida pratica alla soluzione dei diversi elementi del problema che delinea percorsi di aiuto per vittime, bulli, famiglie, insegnati e servizi socio-sanitari ed un’eventuale presa in carico. I percorsi informativi ed educativi verranno pubblicati sul sito web (www.reteinformale.net) della Rete Informale dei professionisti della salute mentale dell’età evolutiva aumentando la sensibilità al problema. Il Vademecum di primo soccorso, è un nuovo strumento, mai realizzato prima, atto a contrastare questo fenomeno dilagante; verrà presentato nelle scuole, da un rappresentate della Rete informale, insieme all’ex pugile Cantatore, inoltre si prevedono interventi di promozione dei percorsi educativi nelle scuole. (foto: cover calendario)

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Unicef: Vittime del bullismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

BullismoSecondo un nuovo sondaggio realizzato dall’UNICEF, più di nove giovani su 10 credono che il bullismo sia un problema diffuso nelle loro comunità; due terzi dicono di averlo subito in prima persona. Altri risultati del sondaggio U-Report:
• Un terzo degli intervistati ha ritenuto normale essere stato vittima di bullismo, così ha pensato di non dirlo a nessuno.
• La maggior parte degli intervistati che ha riferito di essere stato vittima di bullismo ha detto di aver subito bullismo a causa del loro aspetto fisico.
• Il bullismo è stato collegato anche al sesso, all’orientamento sessuale e all’origine etnica.
• Un quarto delle vittime ha dichiarato di non sapere con chi confidarsi.
Il sondaggio è stato realizzato attraverso U-Report, uno strumento di partecipazione dei giovani in rapida crescita, che fornisce una piattaforma ad oltre 2 milioni di giovani “U-Reporter” di più di 20 paesi. Attraverso il sondaggio sono state poste ai giovani via SMS, Facebook e Twitter, una serie di questioni relative all’impatto del bullismo nella loro comunità, le proprie esperienze personali di bullismo e quello che pensano si possa fare per porre fine a questo tipo di violenza. Più di 100.000 U-reporter, reclutati da partner come gli Scout e le Girl Guides, con un’età stimata tra 13 e 30 anni, hanno partecipato al sondaggio, con giovani provenienti da Senegal, Messico, Uganda, Sierra Leone, Liberia, Mozambico, Ucraina, Cile, Malesia, Nigeria, Swaziland, Pakistan, Irlanda, Burkina Faso, Mali, Guinea, Indonesia, Zambia e attraverso il canale Global U-Report.
“Il bullismo, compreso quello on-line, rimane un rischio in gran parte incompreso per il benessere dei bambini e dei giovani”, ha detto Theresa Kilbane. UNICEF Senior Adviser per la protezione dei bambini. “Per porre fine a questo tipo di violenza, dobbiamo migliorare la consapevolezza del pubblico sugli effetti nocivi del bullismo, fornire a insegnanti, genitori e coetanei competenze per identificare i rischi e segnalare violazioni, e fornire assistenza e protezione alle vittime”.
L’UNICEF lavora per coinvolgere i bambini e gli adolescenti sull’impatto del bullismo come parte dell’iniziativa #ENDViolence. L’UNICEF, insieme ai suoi partner, lavora anche per rafforzare i sistemi di istruzione nelle scuole e per stabilire sistemi di riferimento forte per il benessere dell’infanzia.

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Il bullismo: linee guida per comprendere e agire

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2016

claudia navarini

Roma Sabato 21 maggio 2016, dalle 9.15, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà il seminario “Le emozioni in classe. Il bullismo: linee guida per comprendere e agire”, organizzato con l’associazione “Il Sole esiste per tutti”.
Tra i fenomeni giovanili più preoccupanti c’è sicuramente il bullismo. Con questo termine si intende una serie di azioni, ripetute, che hanno lo scopo di creare un dominio psicologico dei più forti nei confronti dei più deboli. A lungo andare, può trasformarsi in una vera e propria persecuzione e causare danni gravissimi. Ne sono protagonisti ragazzi sempre più giovani, che esercitano una specie di oscuro potere nei confronti degli altri, attraverso differenti forme di violenza fisica o verbale.
Il risultato finale di questo insieme di piccole o grandi violenze è l’annullamento progressivo della personalità. A furia di essere perseguitata, la persona che subisce il potere del bullo comincia a smarrire la propria autostima. Ha perfino paura di chiedere aiuto, perché pensa che nessuno possa davvero darle una mano. Preferisce chiudersi in un guscio di silenzio, nel terrore di subire le eventuali vendette del suo carnefice. Nel seminario all’Università Europea di Roma saranno offerti strumenti e percorsi per la gestione della sfera emotiva di bambini e ragazzi. Fra questi anche la “Pet Therapy”, terapia con animali domestici.
Dopo il saluto dei Professori dell’ateneo Claudia Navarini e Luigi Russo, alle 9.30 Javier Fiz Perez, docente di Psicologia all’Università Europea di Roma farà un’introduzione al tema del fenomeno del bullismo. Seguiranno, dalle 10.00, gli interventi di Elisa Tempesta, psicologa e psicoterapeuta (“Prevenzione del disagio e gestione della classe”), Fabio Glielmi, psicologo e psicoterapeuta (“Comunicazione assertiva per educatori e insegnanti”), Loredana Giani, professore ordinario di diritto amministrativo (“Dentro il bullismo: aspetti legislativi”), Patrizia Sabbatini, psicologa e Tutor dell’apprendimento e Cristina Aprico, dottoressa e Tutor DSA (“Presentazione Progetto pilota gratuito”).
Alle 14 si terranno i Laboratori per la gestione della sfera emotiva degli alunni: “Pet Therapy”, interventi assistiti con gli animali, con Giorgia Caucci, psicologa e psicoterapeuta, “Emozioni e bullismo”, con Patrizia Sabbatini e Giulia Campennì, psicologa, “Emozioni e DSA”, con Cristina Aprico e Irene Frondoni, psicologa. (foto: claudia navarini)

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Bullismo, violenza, baby gang

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

bullismo1E’ il solito corollario di stupore per i fatti accaduti in città, oppure per quel ragazzo suicidato-si perché umiliato con intenzionalità, con persistenza, con asimmetria vergognosa. In questi ultimi tempi, si verificano fatti delinquenziali compiuti da adolescenti e giovani adulti, non piu’ e non solo di bassa estrazione sociale, ma provenienti da famiglie borghesi e benestanti. Da noi, per ora, bullismo non è sinonimo di devianza-criminalità, il nostro è un bullismo del benessere, è abuso dell’agio, persino chi non ha niente, possiede qualcosa al fondo delle tasche, non è disagio che picchia contro al mancato raggiungimento di un traguardo economico, è disagio relazionale, paura della vita, non della morte, è incapacità e rigetto della scelta.Quando poi l’irreparabile accade, l’illusione da parte del nucleo famigliare, di essere per-bene, perché si è raggiunto un benessere economico, crolla insieme alla convinzione che ciò non può comportare alcun tipo di rinculo. Eppure è in questo modo di vivere “ sempre in piedi “ che nasce l’iconografia del nuovo disagio, in un imperativo che contempla e avvolge come linguaggio contemporaneo, che sovverte i lignaggi, le religioni e le politiche, quel linguaggio che mette a soqquadro e drammaticamente inverte il concetto di “ essere con l’avere “. Quale famiglia resiste ai conflitti se gli stili educativi corrono sull’atomizzazione dell’ascolto, in rifugi costruiti a misura che deresponsabilizzano, così facendo è ben più stimolante non subordinare mai le passioni alle regole, a tal punto da trovarsi disarmati e arresi gia in partenza. Ci preoccupano i bulli, bene intruppati in baby gang nel vicolo cieco, invochiamo la frusta, ma l’avviso che ne dovrebbe derivare sta nel non incappare nelle superficialità che potremmo pagare a caro prezzo, c’è la necessarietà di attuare piani economici e politiche sociali che vedano coinvolti non solamente i ragazzi, ma anche gli altri, in quel famoso sostegno alla genitorialità troppe volte dimenticato a metà del guado. Le responsabilità penali sono sempre individuali, come le vite a perdere di tanti ragazzi, ma forse le armi usate nelle loro contese, sono quelle che i grandi lasciano senza protezione all’intorno, sono le armi delle parole, quelle parole che teatralmente condannano la violenza, per poi esortare i propri figli a non credere a nessuno, neppure alle tante storie anonime, drammatiche, devastanti, scritte e cancellate nella frazione di uno sparo. I bulli si moltiplicano nelle classi come nelle strade, le droghe sono intese come prodotti di uso comune, le regole un optional. Gli adolescenti si difendono attaccando, la famiglia alla finestra ad aspettare, la scuola ricompone la trama trascinando i piedi come un vecchio che ne ha viste troppe per rimanere almeno un po’ indignato. Forse occorre chiedersi se l’autorevole assente in questo protrarsi di contraddizioni e accuse incrociate, sul disagio e la devianza dei più giovani, non sia il fantasma della comunicazione, quella che sottoscrive la soglia di attenzione necessaria affinché la volontà ad ascoltare e discutere si propaghi nel rispetto dei ruoli e delle competenze, e non scompaia furtivamente alle prime stanchezze dovute ai fallimenti. Nel branco che colpisce, il bullo vince e impara a non fare prigionieri, la violenza è lo strumento di riordino delle idee piegate di lato, una sorta di potere rincorso per arginare chi deride, peggio, opprime con l’indifferenza. Ragazzi difficili ai quali consegniamo l’idolatria dell’immagine, grimaldello per ogni difficoltà che si presenti a sbarrare il passo.
Duri di cartone crescono intorno, nonostante i nostri sforzi, i consigli per gli “ acquisti “, pugni nello stomaco al più debole, violenza sulla ragazzina meno arrendevole, disvalori del libero mercato, la vita è interpretata come uno scherzo, perché non c’è nulla di buono da aspettarsi dalle proprie capacità. Cosa dire a un bullo arrabbiato, a un ragazzo impreparato, quando sostiene che occorre pestare duro per ottenere le cose, per non essere superati, che la droga è una specie di orgasmo. Forse siete troppo giovani per comprendere bene che la regina delle bugie è proprio la violenza, esattamente come la droga, che ti fa intendere la libertà come una prostituta da inseguire e pagare per avere una prestazione, un piacere dal valore di un’illusione già morta, un piacere come dici tu, scomparso prima ancora di averlo raggiunto. Bullismo che si rigenera, normalità della droga, infantilismo adulto, sono cronaca quotidiana di eventi drammatici, come se ogni tragedia e ingiustizia fosse disadorna della più misera motivazione, anche quando la realtà ci mette con le spalle al muro.
La violenza è compagna di viaggio di molta parte di umanità, in questo caso c’è il gesto di crudeltà fine a se stesso, la ricerca di prevaricazione, il dominio sull’altro, poco importa se ottenuto arrecando dolore al più debole, fragile, indifeso. Il branco usa tecniche ben collaudate, la bugia, l’inganno, il tradimento, esprime una caratura professionale consona alla sua età, per soggiogare, mettere sotto, rendere schiavizzata del proprio potere la vittima designata. La baby gang immobilizza il ragazzino, lo colpisce, gli urina addosso, tra scaracchi e risate sguaiate, poi è gia ora di ritornare a casa, ognuno con il proprio balzello ben calato nelle tasche vuote, e ciascuno conoscerà altre ferite, mentre il dolore del ricordo scaverà nelle carni un solco indelebile. Nella necessità di denudare di ogni giustificazione la violenza, c’è la chiave di accesso per ridefinire il problema di un disagio che riguarda tutti, non occorre trasformare il presente in una sorta di rivoluzione per veterani della morale e dell’etica, forse occorre solamente consegnare ai giovani buoni esempi, autorevoli perché credibili, smettendola di banalizzare le proprie mancanze, rifiutando di arrenderci all’avanzare di una vita troppo spesso travestita da fannullona, forse in questo modo saremo più vicini alla nostra libertà e alla nostra capacità di riscattarci. Minori a rischio tra trasgressione e devianza, nel mondo degli adulti che perde contatto con la pazienza della speranza, non scommette più sul potenziale dei propri figli, non ne supporta più la crescita, come a voler sottolineare che non tutte le persone sono preziose. Forse occorrerebbe imitare lo stile educativo di don Enzo Boschetti della Comunità Casa del Giovane di Pavia, il quale come un buon padre, pone domande ai suoi giovani ospiti, piuttosto che impartire ordini disimpegnanti, ciò per apprendere il valore di una strategia che parta dal rispetto per se stessi, per giungere alla considerazione e alla fiducia dell’altro.Ai giovani di oggi bisogna credere, e non soltanto per puro interesse collettivo, ma perché se ci si sente accettati, coinvolti a dare il meglio di sè, non si ha necessità di attirare l’attenzione con gesti eclatanti, destinati alla follia più lucida. Ho avuto modo di ascoltare tante voci sottolineare che si parla “troppo” di bullismo, che forse non è vero che sia un fenomeno esteso, un atteggiamento aggressivo che da statistica è diventato dato esponenziale. Ho sentito adulti, padri, madri, affermare che forse non è intelligente discutere di vittime e carnefici nelle scuole, negli oratori, nelle strade, perché da noi non accade, da noi non ci sono bulli, da noi non c’è disprezzo delle regole, da noi è ben compreso e condiviso il valore del rispetto per le persone e per le cose. “La mia scuola è esente da questi problemi, la mia famiglia è pulita, noi non facciamo uso di droga, né abbiamo prossimità con la violenza”, eppure tutto questo accade e pervade, dentro un paese piagato dall’ingiustizia, dalla prepotenza, dalla arroganza, per questo incapace di valorizzare ciò che è bene, incapace di farlo con il tono autorevole che gli compete. Però non ho sentito parlare di quegli adolescenti che invece dietro l’angolo fumano e calano giù, girano con il serramanico, sballano e menano, fuori dalle regole che invece sono tutela e garanzia per non soccombere ai singhiozzi che verranno. Branco, baby gang, teppisti e bulli, molte le declinazioni, come le giustificazioni travestite da attenuanti, è violenza che scardina la libertà di crescere insieme, che nega il diritto di vivere nel rispetto dell’altro, che disperde il dovere di resistere fino in fondo, per essere degni di vivere con lo sguardo in alto, con il domani ben cucito sulla pelle.Abitare la cattedra del colpevole, senza facili assoluzioni, è importante per rivedere il proprio passato, ritornare a ciò che è stato, rielaborando ogni trascorso, ancor di più è necessario farlo ora, per esser di aiuto davvero ai più giovani, ponendo termine a questo suicidio collettivo, quanto meno per non essere ancora una volta se non complici, corresponsabili nel silenzio. (vincenzo.andraous)

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Bullismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2015

BullismoUn altro video della serie ” violenza e giovanissimi straccioni dell’umanità”. Un altro video da fare vedere o nascondere, non sia mai che crei emulazioni o nuovi atti di imbecillità disumana. Un altro video da decidere se prenderlo a esempio su quanto abbiamo costruito in questi anni di bullismo sociale, oppure assemblarlo per qualche altra puntata-salotto buono in tv . Un altro video per fare accrediti sul proprio libricino della morale pedagogica e azione educativa, infatti il mondo adulto gonfia i polmoni, anche i bicipiti, quando rivendica il proprio ruolo di agente educativo, senza però riuscire a spostare di un solo millimetro le assi di s-coordinamento collettivo in cui sopravviviamo. Un altro video per non parlarne troppo, perchè potrebbe fare male a chi lo vede, ai ragazzini che scopiazzano, a chi insegna, a chi s’accontenta della scienza, un pò meno della coscienza. Un altro video per tentare una volta per tutte di smetterla con le teorie, le belle parole, le canzonette, le cattedre e i massimi sistemi, le slide, i lucidi, i colori sgargianti delle tecniche di apprendimento, riducendo questo disagio relazionale che miete vittime da una parte e dall’altra, a una semplice connotazione intenzionale, persistente, asimmetrica. Non è soltanto questo, ma storie anonime e blindate che ancora fanno testo per arginare lo spavaldo di turno. Un altro video per affermare che trasgressione non è devianza, che non subordinare mai le proprie incapacità, passioni, bisogni, desideri, alle regole, significa farsi male e soprattutto fare male agli altri, agli innocenti.
Un altro video per porre un freno al buonismo deleterio che non fa bene ad alcuno, ai ragazzi nè agli adulti, al mondo professorale, genitoriale, educativo. Un altro video per indicare esempi che non siano di cartapesta, che s’accartacciano e gettano via pochi istanti dopo averli letti e poco ascoltati. Un altro video per scacciare la paura creata ad arte dall’omertà, ma anche la paura di non parlarne troppo, perchè potrebbe ferire la sensibilità di tante anime belle, perchè c’è persistente l’insidia dei comportamenti copia incolla.
Un altro video per consigliare chi afferma “politicamente” che nella propria scuola, nella propria famiglia, nel proprio orticello, non ci sono assolutamente erbacce, di conseguenza perchè parlarne, perchè farne materia di “incontro” e di “relazione”.
Un altro video per fare i conti con le storie personali delle persone e non con i soliti giudizi affrettati da bar dello sport.
Un altro video per scardinare i recinti in cui ognuno entra e ciascuno non consente all’altro di vedere, sentire, dialogare.
Un altro video per comprendere che quel sangue nulla altro è che sangue della vergogna, di quella ragazzina di 12 anni vigliaccamente demolita: ma carissimo il mio bullo/a, questo te lo dico io, puoi credermi, la tua arroganza e presunzione potrebbe risultare il tuo sangue domani, alla meno peggio, fuori dalla scuola, in un carcere, in un ospedale, ma qualche volta pure con i piedi in avanti per sempre. Un altro video per disprezzare la platea plaudente tutt’intorno, che bestemmia, inveisce, grida di andare giù più forte, quanti partecipano ghignando beotamente al banchetto dei miserabili. Un altro video per riaffermare che infame ( un vocabolo assai in voga tra gli adolescenti che lo interpretano malamente senza ben sapere da dove arriva e che carichi di sofferenza comporta) non è chi si mette di traverso, di mezzo, per salvare quella ragazzina-vittima-predestinata, o chi denuncia questa piccola demente, infame è chi rimane in silenzio, chi fa da veterano di una guerra che non è mai stata sua, nè mai lo sarà. (vincenzo.andraous)

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Sms contro droga e bullismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 ottobre 2014

bullismo1Lo scorso lunedì è stato attivato praticamente in tutta Italia il 43002 un numero telefonico gratuito indispensabile per segnalare vicende di bullismo e di spaccio all’interno e nelle vicinanze delle scuole. Il numero è stato istituito dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno per il progetto ‘Un Sms contro droga e Bullismo’. Possono chiamare i diretti interessati, i genitori dei ragazzi coinvolti ma anche amici e parenti e chiunque sia a conoscenza di vicende di questo tipo.
Il Dj Aniceto, Uno dei dj piu impegnati nel sociale, membro della Consulta per le politiche Antidroga a Palazzo Chigi e testimonial dei sani valori in tv in numerosi programmi televisivi anche con Piero Chiambretti, entusiasta del progetto e consapevole dei suoi molteplici benefici ne ha sposato subito la nobile causa ed è diventato paladino di questa iniziativa, Inglobandola nella sua campagna di sensibilizzazione contro le dipendenze che attua da molti anni sui social network. Dj Aniceto infatti trascorre tutto il suo tempo libero informandosi, per evidenziare quei fatti e quelle notizie che possono aiutare i giovani a tenersi lontano dalle droghe e da tutte le forme di dipendenza, diffondendo consigli tramite twitter e Facebook. La sua campagna raggiunge centinaia di migliaia di followers. “E’ una delle iniziative piu’ importanti che lo Stato ha realizzato in questi ultimi anni – Ha affermato Aniceto – Tutti devono conoscere questo numero Sms che puo salvare veramente vite umane. Desidero ringraziare i tanti personaggi famosi che mi hanno aiutato ad amplificare e a diffondere questo numero su Twitter dimostrando una grandissima sensibilità verso queste problematiche; un grazie speciale, quindi, va a Laura Pausini, Giorgia, Alfonso Signorini, Massimo Boldi, stefano Gabbana, Lorella Cuccarini, Gianluigi Nuzzi e Costanza Caracciolo, Insieme abbiamo raggiunto quasi 4 milioni di followers. Tutti dobbiamo lottare con ogni mezzo, affinchè ad un giovane non venga calpestato il futuro; occorre una seria politica di informazione, bisogna partire dalle scuole, con l’aiuto indispensabile dei professori, ma il messaggio deve essere veicolato anche, come nel mio caso, attraverso internet e i social network ed anche dalle discoteche, ‘gli unici centri di aggregazione giovanili’. Ma bisogna fare presto. Dopo, quando ci sono di mezzo i morti, non serve più essere duri e determinati”.

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Maltrattamenti e atti di bullismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

bullismo1Che i maltrattamenti subiti nell’infanzia potessero avere conseguenze sulla salute mentale in età adulta era cosa nota. Ora nuove evidenze scientifiche dimostrano che questi incidono persino sulla durata della vita. Una overview di studi scientifici presentata al 70° Congresso Italiano di Pediatria in corso a Palermo nell’ambito della tavola rotonda dedicata ai diritti dei bambini, mette in luce che abusi, punizioni, negligenze e atti di bullismo provocano stress cronico nei bambini, invecchiamento precoce e un maggior rischio di sviluppare patologie come obesità, cefalea, sindromi dolorose, asma, malattie cardiache, tumori. Fenomeno sommerso “Una ragione in più per rafforzare la sorveglianza e prevenire gli abusi sui minori, un fenomeno che interessa circa 100.000 bambini ogni anno in Italia” (dati Cismai) afferma Pietro Ferrara, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma e Docente di Pediatria presso l’Istituto di Clinica Pediatrica dell’ Università Cattolica del S. Cuore e l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Si tratta comunque di una stima approssimativa in quanto nel nostro Pese non esiste un sistema di monitoraggio, gli unici dati certi sono quelli relativi agli abusi sessuali, ma il maltrattamento è un concetto molto più ampio che include molestie, abusi fisici e psicologici, negligenza nelle cure, atti di bullismo. L’OMS Europa ha stimato che i casi reali siano 9 volte più numerosi di quelli segnalati”. “Gli studi ancora una volta confermano come sia necessario rafforzare la prevenzione degli abusi”, afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello. “La SIP è da tempo impegnata a formare i pediatri a riconoscere i segni dell’abuso e identificare qualsiasi situazione sospetta in questo percorso. Ad esempio fratture delle ossa lunghe o rottura delle ossa costali posteriori in bambini di età inferiore a 18 mesi, fratture ricorrenti, incidenti domestici frequenti devono far suonare un campanello d’allarme: si stima che un quarto delle fratture delle ossa lunghe nei bambini molto piccoli sia la conseguenza di un maltrattamento”. GLI STUDI I danni a lungo termine: malattie e minore aspettativa di vita – “Una recente ricerca apparsa su Molecular Psychiatry ha rivelato che le conseguenze delle punizioni e delle violenze sono cicatrici invisibili che rimangono nella psiche e, sorprendentemente, nel DNA. Sono state intervistate le madri di 236 bambini che avevano subito violenze domestiche, assistito a comportamenti violenti tra i genitori o erano stati vittima di bullismo ed è stato misurata la lunghezza dei loro telomeri. Si tratta delle piccole porzioni di DNA che si trovano alle estremità dei cromosomi e che si accorciano ad ogni divisione cellulare fungendo da veri e propri indicatori della longevità dell’individuo. I ricercatori che hanno misurato la lunghezza dei telomeri del gruppo di bambini maltrattati hanno osservato un accorciamento di queste strutture pari ad un invecchiamento prematuro di circa 7-10 anni”.

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Il Bullismo tra valori e regole

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Da più tempo, ormai, mentre il pubblico svela i limiti della frammentarismo dei centri decisionali, mentre sul piano culturale si afferma la dimensione dello spettacolo, dell’immagine che fa notizia, si consuma in un giorno e lascia sempre meno spazio all’analisi e alla riflessione, si impoverisce e degrada la qualità della vita e delle persone, il quotidiano scade spesso nella violenza. Violenza in alcuni spettacoli e nella pubblicità, nelle proteste di piazza, nelle miserevoli condizioni delle periferie, sull’ambiente; violenza della velocità sfrenata su strada, dell’intolleranza e del razzismo. Sintomo di questi e altri mali profondi della società postmoderna, della frattura nella continuità con il passato e le sue regole e del non averle saputo rinnovare, adeguandole alle nuove necessità sociali a valenza universale, il bullismo individuale e di gruppo, il bullismo a scuola.
La scuola – e la famiglia dalla struttura destabilizzata – ha risentito in particolare dei legami sociali deboli, dell’inconsistenza dell’autorità, della riduzione del senso civico, delle riforme continue e trova difficoltà ad orientarsi e ad orientare, mentre il problema serio e grave del bullismo, del misconoscimento delle regole per il tutto lecito ci richiama alle responsabilità di una situazione di emergenza. Emergenza che chiama in campo tutte le istituzioni ad un ruolo di umanizzazione e civilizzazione credibili ed efficaci e, in particolare, la scuola: per la ricerca delle cause, per il controllo degli effetti perversi, la condivisione del disagio. E, passo dopo passo, per percorrere il cammino del diritto dovere di educare e recuperare le capacità comunque presenti in ogni alunno, con responsabilità, speranza e fiducia nelle sue risorse e nel proprio impegno e stabilendo il necessario equilibrio tra libertà e disciplina. Documento elaborato da Ciani Vittorio per l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.(Franco Inglese, direttore generale)

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Il partito della fiducia e dell’amicizia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

In una scuola alcuni ragazzi hanno messo sotto un coetaneo, lo hanno costretto a diventare un quadrupede, a mangiare sale, a leccare polvere, a strisciare sulle ginocchia, fino a rasentare il nulla, senza più neppure il senso di una dignità presa a gomitate. In una scuola dove parlare di violenza e di bullismo diviene stranamente difficile, forse perchè discuterne e farne strumento di prevenzione, sviscerarne i rischi e gli interventi più urgenti da apportare, sottende il pericolo di rimanerne additati, invischiati come parte ingombrante di una in cultura. Invece si dovrebbe parlarne di questo disagio relazionale, stili di vita aggressivi, riti e totem, trasgressione e devianza, una violenza che non è più un atteggiamento conflittuale accettabile. Non sono più sufficienti le pubblicistiche d’accatto, i sermoni svolti da cattedre impolverate, non è più aria di prediche precostituite, di costruzioni piramidali che non hanno un senso compiuto, forse occorre non limitarsi alla lezione spocchiosa, alla punteggiatura bucolica, che caricano oltremisura la creatività e intuizione del valore della gioventù. Affrontare il disagio relazionale senza interrogarsi sugli effetti che produce, sulle collateralità che favoriscono ulteriori decadimenti, significa parlarne per una sorta di costrizione contingente, quasi a volere rimanere fuori da una diatriba apparentemente innocua. Come la stessa richiesta di abbandonare la regina delle bugie, la droga, tutte le droghe, perché non esiste una sostanza buona e l’altra cattiva, sono tutte da evitare, oppure sull’uso smodato e malcelatamente autorizzato dell’alcol. Bulli e droga, stili educativi assenti e comportamenti aggressivi, sempre meno addomesticati, tutto e subito, mentre per la fatica e per l’impegno c’è tempo domani, sempre che domani abbia libero accesso nel cuore degli adulti, obbligandoli a piegare lo sguardo sulla realtà, a guardare i volti e gli occhi dei propri figli, non per generosità salvatempo, ma per coscienza di paternità. In quelle classi svuotate di regole, in quelle strade denudate di luci di emergenza, in quelle case ridotte a comodi rifugi, non ci sono delinquenti né criminali, ne ho incontrati tanti di giovanissimi in armi, di ragazzotti con le gambe larghe e le mani in tasca, non si tratta ancora di devianza, e come ha detto qualcuno più lungimirante di me “ fanno il male, ma sognano il bene “. Proprio da questa contraddizione ogni formatore, educatore, genitore, dovrà ripartire con energie sufficienti per ribadire che non esiste giustizia senza amore, infatti amore non è un gesto generico, ma consistenza di umanità da mantenere e custodire. Giustizia tra i banchi di scuola, alla fermata di un autobus, sulla pista di una discoteca, giustizia che non è una semplicistica destinazione esteriore, ma una dimensione costitutiva affinché indifferenza e distrazione non consentano il degenerare della fragilità delle persone più esposte, più deboli, dei più giovani. In quella classe, al mondo adulto, potrebbe essere di aiuto ripensare alle responsabilità che ci accomunano, che ci fanno diventare uomini, e per riuscire in questa impresa, forse bisogna condividere quella famosa “ partita mai terminata della fiducia e dell’amicizia, uniche manette e uniche sbarre che possono trattenere i ragazzi”. (Vincenzo Andraous)

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Aumenta il fenomeno del bullismo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Non solo nelle banlieues francesi ma bande di ragazzine tra i tredici ai sedici anni si aggirano purtroppo anche nelle Nostre città. Un fenomeno tutto nuovo ed in crescita quello delle baby gang femminili che pare stia prendendo piede anche in Italia e che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene utile portare all’attenzione affinché vengano adottate tutte quelle misure necessarie a debellarlo. È rilevabile, purtroppo, un progressivo cambiamento nella società ed in particolare tra i giovani. Se prima il cosiddetto bullismo era appannaggio quasi esclusivo dei ragazzi mentre le ragazze si dimostravano più inclini ad andare a suola, allo studio e comunque ad evitare la via della delinquenza, oggi pare sia avvenuta una certa omologazione nei comportamenti negativi che si sta diffondendo a macchia d’olio specie nelle grandi città ma si evidenziano degli episodi anche nei piccoli centri. Una sorta di emulazione degli atteggiamenti dei ragazzi da parte delle ragazze che appare, almeno a detta di autorevoli sociologi, una sorta di reazione per sfuggire alle periferie in cui erano cresciute e soprattutto alla cultura familiare e maschile che molto spesso le opprime. La natura del problema non va affrontato sotto un perimetro strettamente “culturale” entro il quale alcune scuole sociologiche vorrebbero ridurlo, ma soprattutto sotto quello educativo. Sono i luoghi di ritrovo, le famiglie e la scuola che devono dare il contributo decisivo per bloccare tali fenomeni. Ma è soprattutto la scuola che potrebbe essere la carta decisiva dove realizzare campagne permanenti di sensibilizzazione per favorire la socializzazione e valorizzare dei rispettivi ruoli di uomo e donna. Si avviino, dunque, laboratori e progetti scolastici prima che le cronache quotidiane riportino ulteriori episodi di bullismo al femminile che al momento appaiono ancora non di grande rilevanza.

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Maxi risarcimento a Genova per vittima bullismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

“Ritengo che la scuola non debba occuparsi soltanto di istruzione, ma abbia il preciso dovere di accompagnare i giovani a un livello di maturità consapevole”. Queste le parole di Antonella Silipigni, responsabile per la città di Genova dell’Italia dei Diritti, in merito alla sentenza emessa dal Tribunale Civile Del capoluogo ligure che ha riconosciuto a un giovane picchiato dai suoi compagni di classe durante l’intervallo un risarcimento pari a 50.756 euro. La vicenda è avvenuta il 7 aprile del 2001 e il ragazzo, a seguito alla violenza subita, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per rimuovere l’ematoma a seguito delle violenze.  “La responsabilità di questi avvenimenti è in primis dell’istituto e dell’intera classe docente – ha poi aggiunto l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – che probabilmente non sono intervenuti intervenuta con la giusta determinazione nel bloccare questa aggressione. Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e punisca con severità chi si è macchiato di questo atto inconsulto. Mi piacerebbe poi che la riforma della scuola fosse reale e non un pretesto per tagliare risorse e personale da un comparto così cruciale”.

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Convegno sul bullismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Trecate 4 marzo, alle ore 21.00, nell’Aula Magna della Scuola Media Statale “G. Cassano” si terrà il convegno dal titolo “Bullismo: lo conosco, lo evito”. La serata rientra nell’ambito della campagna di sensibilizzazione promossa dall’Amministrazione comunale per contrastare la diffusione del fenomeno del bullismo tra i giovani cittadini di Trecate promuovendo la cultura del rispetto e della non violenza. Il convegno, che si aprirà con i saluti del Sindaco Enzio Zanotti Fragonara e dell’assessore all’istruzione Federico Binatti, prevede l’intervento di esperti e addetti ai lavori tra cui: Maria Teresa Annovazzi, Dirigente scolastico della Scuola Media Statale “G. Cassano”; Ivana Medina, Comandante della Polizia municipale di Trecate; Giovanni Ferrara, Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri; Rosangela Carù, pedagogista;  Guglielmo Battisti, Commissario Capo della Polizia di Stato; Don Dino Campiotti, responsabile provinciale della Caritas Diocesana di Novara,  attivamente impegnato nelle problematiche giovanili. Il convegno affronta un tema di grande attualità sociale ed è rivolto, in particolar modo, alle famiglie degli alunni della scuola media.

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Bullismo in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

I dati che si riferiscono agli atti di bullismo nel Lazio sono preoccupanti: circa il 66,92% avvengono fuori dalla scuola e nel 26,3% dei casi le vittime principali sono considerate dei diversi per etnia, disabilità e status sociale. “Nei tristi episodi di bullismo – ha commentato il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli – non si rinviene nient’altro che i nuovi valori operanti nella nostra società. Un tempo andavano di moda concetti obsoleti come la solidarietà o ridicoli come l’amore universale e la fratellanza. Oggi invece dilaga l’arrivismo, la competizione, lo sfruttamento e l’egoismo. I ragazzi quindi non fanno altro che mettere in pratica quanto apprendono dai loro genitori e quanto vedono intorno ad essi. Per esempio a Roma, capitale mondiale per il numero di macchine rispetto alla popolazione, il comportamento intelligente per i nostri obesi teenager quello di andare a scuola a piedi oppure in bicicletta. Invece i giovani agognano la micro car o la macchinetta tout court, saltando di pari passo motorino, moto e altri simboli di libertà. Il modello di riferimento è il suv, un mezzo brutto ingombrante, pericoloso e soprattutto stupido – conclude il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – esattamente come il bullismo”.

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Io non vinco… tu non perdi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2009

Sanremo (Imperia)  30 Maggio dalle ore 8.30 alle ore 13.30 presso il Palafiori Convegno dell’Associazione Italiana Genitori Onlus sul Bullismo. La sinergia tra istituzioni e utenza per rispondere con efficacia all’emergenza-bullismo  I mezzi di comunicazione riferiscono, con insistenza, episodi di bullismo e di inaudita violenza che riguardano gli adolescenti e i giovani e che comportano terribili umiliazioni e addirittura la morte. Se ne discuterà nell’ambito dei lavori di cui interverranno Matteo Lupi – Pres. CESPIM; Giacomo Guerrera – Pres. Regionale Unicef; Daniele Novara – Pres. CCP Piacenza; Anna Maria Monti – Pres. Unicef Abruzzo; Gabriella e Marco Cappelletti – S.O.S. Associazione Bullismo; Paola Ravani – Polizia di Stato di Ventimiglia; Patrizia Lanzoni – Coordinatrice progetti e il Presidente nazionale A.Ge., Davide Guarneri.  “Come Associazione Italiana Genitori – ricorda Guarneri – ci occupiamo di educazione e qualità della formazione da quaranta anni e riteniamo doverso interrogarci su un fenomeno negativo, che appare peraltro in crescita allarmante. Gli adulti ed educatori, i genitori, la scuola, i media e le istituzioni sono chiamati a riflettere, guardandosi in faccia e senza cedere alla tentazione dell’inutile ricerca del capro espiatorio.   Tutti i genitori devono essere incentivati nell’impegno a fronteggiare l’emergenza, nei luoghi della formazione, della cittadinanza, dell’associazionismo e solidarietà familiare, mentre si attendono dalle istituzioni seri provvedimenti, con interventi da collocare in un quadro di progettualità ampia, che possiamo ritrovare nell’educazione alla cittadinanza, alla legalità, alla convivenza civile”. Nella scuola, tale progettualità si evidenzia ed innerva nei Piani d’Offerta Formativa, nella formazione di insegnanti e genitori, in azioni ripetute, su tempi medio-lunghi. Si rende evidente nella contrattazione-condivisione di Regolamenti d’Istituto e Patti di corresponsabilità educativa cui abbiano concorso, insieme, i docenti, i genitori, gli studenti stessi (regolamenti che definiscano valori condivisi, norme e sanzioni).   Il bullismo non è una novità, purtroppo. In Europa e negli USA i segnali allarmanti si ripetono da molti anni. In Italia il fenomeno è più eclatante da circa due anni, “il che evidenzia – conclude il Presidente – non tanto il bisogno di risposte estemporanee, quanto la necessità di una riflessione comune processi di fondo che riguardano la stabilità della famiglia, la sua capacità educativa, l’incidenza complessiva della qualità dei processi globali di formazione scolastica, le politiche sociali nazionali e territoriali, l’integrazione e il coordinamento dei vari progetti”.

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Io non ho paura. Storie di vittime e di bulli

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

Busto Arsizio (Va) Lunedì 18 maggio 2009 – ore 21  Museo del Tessile, via Volta 6/8  Convegno “Io non ho paura. Storie di vittime e di bulli” Saranno presenti: Adriana Battaglia e Giovanni Trinchero, autori del libro “Io non ho paura” Renata Scerbo, mamma di Francesco, vittima del bullismo Oliva Maria Boles, direttrice dell’ACOF Gigi Farioli, sindaco di Busto Arsizio Laura Ravetto, parlamentare Sentinella di un disagio sociale profondo, gli episodi di bullismo sono sempre più diffusi tra giovani e giovanissimi. Per discutere del fenomeno e analizzarlo con l’aiuto di esperti e testimoni, l’associazione Azzurro Donna ha organizzato il convegno “Io non ho paura. Storie di vittime e di bulli”. Durante la serata sarà presentato il libro “Io non ho paura”, di Franco Angeli Editori. I due autori della pubblicazione, Adriana Battaglia e Roberto Trinchero, saranno presenti al convegno per dare il proprio contributo alla discussione. Adriana Battaglia, dirigente scolastico di un istituto di istruzione superiore, racconta le storie di vittime del bullismo, per portarle fuori dalle pareti scolastiche o dalle pagine di una sentenza di tribunale. Roberto Trinchero, docente di Pedagogia sperimentale e metodologia della ricerca educativa alla facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Torino e la SSIS dello stesso Ateneo, offre invece a insegnanti ed educatori strumenti per capire a affrontare il fenomeno del bullismo. Durante la serata sarà proiettato un video con delle interviste realizzate a ragazzi, dai 14 ai 19 anni, appartenenti a diverse etnie, per comprendere il fenomeno dal loro punto di vista. Sarà inoltre presentato l’Osservatorio sul bullismo, per promuovere le strategie per combattere il fenomeno in diverse scuole, con modalità diverse dalle elementari alle superiori. L’iniziativa è promossa da Battaglia e Trinchero: “Il libro – anticipa Adriana Battaglia – è il primo passo di un progetto più articolato, che ha lo scopo di contrastare il fenomeno delle prepotenze e delle prevaricazione. Chi come me è in prima linea ogni giorno, sa che molti ragazzi vivono un inferno quotidiano: è importante promuovere l’educazione del rispetto e della legalità”.  Oliva Maria Boles, dirigente dell’ACOF, nel suo intervento racconterà la propria esperienza a contatto con i ragazzi di un istituto superiore. Il momento più atteso della serata è l’intervento di Renata Scerbo, madre di Francesco, morto nel 1995, all’età di 15 anni, per colpa di un episodio di bullismo.

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Bullismo, un fenomeno in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

Busto Arsizio 18 maggio alle 21 al Museo del Tessile.  È quanto emerge dalla Prima indagine nazionale sul bullismo, condotta nel 2008 dal Censis tra i genitori su incarico del Ministero della Pubblica Istruzione. L’indagine sarà uno degli argomenti trattati durante il convegno “Io non ho paura. Storie di vittime e di bulli – Le dinamiche sociali tra pari e le loro anomalie nel contesto familiare, educativo e sociale”, organizzato da Azzurro Donne. Punto di partenza dell’incontro sarà il libro appena pubblicato da Franco Angeli Editori “Io non ho paura”, che riporta, tra l’altro, i risultati dell’indagine. Alla serata saranno presenti gli autori della pubblicazione, Adriana Battaglia e Roberto Trinchero, che parleranno del fenomeno del bullismo visto da due prospettive diverse. Adriana Battaglia, dirigente scolastico di un istituto di istruzione superiore, racconta le storie di vittime del bullismo, per portarle fuori dalle pareti scolastiche o dalle pagine di una sentenza di tribunale. Roberto Trinchero, docente di Pedagogia sperimentale e metodologia della ricerca educativa alla facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Torino e la SSIS dello stesso Ateneo, offre invece a insegnanti ed educatori strumenti per capire a affrontare il fenomeno del bullismo.  Scopo dell’incontro è far capire che il bullismo è una realtà vicina e preoccupante, che fa vivere nella paura quotidiana molti ragazzi. In alcuni casi, di bullismo si può addirittura morire. È successo a Francesco, che nel 1995, all’età di 15 anni, è finito tra i binari e le rotaie di un treno per la crudeltà gratuita di un compagno. Durante la serata Renata Scerbo, mamma di Francesco, racconterà la propria testimonianza. Saranno presenti poi Oliva Maria Boles, direttrice del Centro di Formazione Professionale Acof (Associazione culturale Olga Fiorini), il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli e l’onorevole Laura Ravetto. Spesso i bulli uniscono prepotenze di diverso tipo (20,9%): in particolare offese ripetute (28,7%), scherzi pesanti e umiliazioni (25,9%), isolamento (24,6%), calci, botte e pugni nel 21,7%. Sta emergendo inoltre il cyberbullismo, atti di bullismo e molestia effettuati o diffusi tramite mezzi elettronici. Il fenomeno, di proporzioni modeste, è comunque allarmante: il 5,8% dichiara che nella classe del figlio vengono fatte riprese e diffuse umiliazioni tramite cellulare, il 5,2 sa di insulti inviati via sms o e-mail. Il bullismo è più diffuso nei centri di piccoli dimensioni: il 46,5% di segnalazioni viene da famiglie che vivono in città con meno di 30mila abitanti. La scena di prevaricazione è soprattutto la scuola (51,8% in classe, 52,8 in altri luoghi chiusi e meno sorvegliati, come palestra e corridoi), e il 29,2% nel tragitto tra casa e scuola. I genitori ne sono a conoscenza nella stragrande maggioranza perché il ragazzo si è confidato (77,8%). Il fenomeno è in continua crescita: il 68,8% degli intervistati è convinto che negli ultimi 3 anni gli episodi di bullismo siano cresciuti. I motivi che spingono i giovani studenti a comportarsi da bulli chiama in causa le famiglie d’origine e, non a caso, proprio il coinvolgimento delle famiglie è considerato (47,1%) una soluzione al problema. Positiva e tempestiva la risposta delle scuole: nel 22,6% dei casi sono stati realizzati progetti specifici in classe.

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