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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

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Riaprono al pubblico, con un nuovo allestimento, il bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 luglio 2018

Terminati gli interventi di recupero e riallestimento, tornano fruibili al pubblico i rifugi antiaerei e il bunker di Mussolini, nascosti nel sottosuolo di Villa Torlonia. I lavori sono stati effettuati dall’Associazione Roma Sotterranea, aggiudicataria del bando pubblico indetto nell’agosto 2017, a seguito del quale è stata firmata con la Sovrintendenza Capitolina la convenzione per la gestione congiunta dei bunker di Villa Ada – Savoia e di Villa Torlonia per i prossimi tre anni. I 2 rifugi antiaerei sono stati allestiti inserendo alcuni pezzi originali dell’epoca, mentre nel bunker vero e proprio è stato realizzato un allestimento che permetterà di rivivere una “Air Raid Experience”. Le 3 sale dedicate alla pannellistica sono state allestite puntando sulle immagini, con riproduzioni di documenti originali dell’epoca (giornali, manifesti di propaganda, volantini, etc.), piuttosto che su testi. Un filmato realizzato per l’occasione dal noto documentarista storico Fabio Toncelli ripercorrerà il piano, non portato a termine, della Royal Air Force, di eliminare Mussolini, bombardando contemporaneamente Villa Torlonia e Palazzo Venezia.All’interno del bunker si proporranno infine spettacoli teatrali di rievocazione storica e attività didattiche in collaborazioni con altre Associazioni.
Le modalità di visita al bunker sono pubblicate sul sito http://www.bunkertorlonia.it
A Villa Torlonia esistono tre strutture sotterranee realizzate fra il 1940 e il 1943 per garantire un riparo alla famiglia Mussolini in caso di bombardamenti aerei: due rifugi antiaerei e un bunker.
Il primo rifugio in ordine temporale è stato realizzato nel 1940, riadattando degli ambienti sotterranei già presenti all’interno del parco, che si sviluppavano sotto il laghetto del Fucino, utilizzati in origine dai Torlonia come cantine per la conservazione del vino; non sarebbe da escludere che in antichità questi cunicoli sotterranei fossero stati scavati dai romani per essere utilizzati come cimiteri. In un primo momento lo spazio sotterraneo era dotato di un solo ingresso, seguito da un corridoio e poi da una scala, ma per essere adattato a rifugio fu costruita una seconda uscita di sicurezza con rampa e un camino a pioli.
Superata una porta antigas si arriva a un corridoio centrale in pendenza, ai cui lati sono disposte delle brevi diramazioni, in una disposizione a bracci, nelle quali, con ogni probabilità, trovavano alloggio le botti. Oltre quest’area centrale, un pozzetto dotato di una scala a pioli in metallo sale fino in superficie; superato il pozzetto, attraverso un breve corridoio e altre scale, si esce all’esterno, di fronte al Campo da Tornei. Nonostante fosse dotato di doppie porte antigas in ferro, impianto di filtrazione d’aria da azionarsi a mano a mezzo di una manovella, linea telefonica diretta, luce elettrica e gabinetto, questo spazio mal si prestava a essere utilizzato come rifugio, anche perché non fu realizzato alcun rinforzo che potesse rendere il posto realisticamente sicuro contro un’azione di bombardamento mirato. Inoltre, per raggiungerlo dal Casino Nobile bisognava percorrere circa 150 metri nel parco.
Nel 1941 si decise pertanto di realizzare un secondo rifugio nella sala centrale del seminterrato del Casino Nobile, dove si trovavano le cucine, che fu rinforzata con muri di cemento armato di 1 metro e 20 di spessore. Il rifugio, che si trovava esattamente al di sotto della sala da ballo, fu dotato di porte antigas in ferro e di impianto di filtrazione d’aria. L’essere posizionato al di sotto dell’edificio, però, se da una parte agevolava l’accesso, dall’altra non lo rendeva un luogo sicuro nel caso di bombardamento mirato sulla villa.
A partire dall’autunno del 1942, dopo trenta mesi di guerra, le città del Nord Italia iniziarono a essere pesantemente bombardate e con la conquista del nord Africa anche le città del Centro-Sud Italia diventarono potenziali obiettivi. É in questo frangente che Mussolini, conscio che i due rifugi antiaerei non avrebbero potuto mettere al riparo lui e la sua famiglia dai potenti ordigni in possesso delle forze Alleate, decise di dotarsi di un vero e proprio bunker: una struttura moderna e all’avanguardia.
I lavori per la realizzazione del bunker iniziarono nel novembre 1942: furono i Vigili del Fuoco a realizzare lo scavo. Ben presto si scoprì che il terreno prescelto era inconsistente e fu pertanto necessario scavare ancora più in profondità: – 6,50 metri dal piano campagna. Furono così alla luce vari reperti: anfore, scheletri e frammenti di marmo. Al di sopra e intorno al bunker fu realizzata una gettata di ben 6 metri di spessore di cemento armato. Per accedervi direttamente dal Casino Nobile, si realizzò una ripida scala sul lato orientale del seminterrato. Il bunker ha una pianta a croce e i quattro bracci sono a forma cilindrica, per meglio resistere alle sollecitazioni dei bombardamenti. È dotato anche di un’uscita secondaria, lungo il muro destro della tribuna con fontana e di un’uscita di emergenza, tramite una scala a pioli (non più presente) all’interno di un pozzetto.A proposito del bunker, quasi fosse una preveggenza, il Duce scrisse: «È curioso che, mano a mano che i lavori si avviavano al compimento, la mia antipatia per il rifugio aumentava, e non soltanto per la spesa, oramai raddoppiata, ma per qualche cosa di oscuro che sentivo in me. Sentivo, cioè, che una volta finito, quel rifugio sarebbe stato completamente inutile».Il 25 luglio, quando il Re lo fece arrestare dopo la drammatica seduta del Gran Consiglio del Fascismo, i lavori del bunker non erano ancora terminati: rimase così incompiuto, senza porte blindate, copertura esterna del pozzo e senza sistema di filtrazione d’aria. Fu comunque utilizzato dagli abitanti della villa durante i frequenti allarmi e bombardamenti che si susseguirono fino all’ingresso a Roma degli Alleati, il 5 giugno 1944.

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La vergogna del Bunker di Villa Torlonia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

bunkerbunker2Roma Sono passati 200 giorni dalla chiusura al pubblico – lo scorso novembre – del circuito di visita al Bunker e ai rifugi antiaereo di Villa Torlonia. Il Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce aveva assicurato la definizione di un nuovo bando “entro poche settimane”, per avviare una nuova gestione da inizio 2017. Ma dopo sei mesi del bando non c’è traccia.Nel frattempo si sta vanificando e disperdendo tutto il lavoro realizzato dall’Associazione Sotterranei di Roma per la valorizzazione culturale e il lancio turistico di questo importante sito di memoria bellica. Un lavoro di recupero, documentazione e divulgazione che in due anni aveva portato nei sotterranei di Villa Torlonia oltre 12 mila visitatori e 2.500 studenti.Il trascorrere del tempo e l’assenza di manutenzione mettono a rischio i delicati restauri che erano stati compiuti sulle antiche dotazioni tecnologiche delle strutture antiaereo (in particolare i sistemi antigas e le porte blindate) con un imperdonabile e inaccettabile sperpero di denaro pubblico.La nostra Associazione denuncia con forza l’insensato stop burocratico ad un’esperienza inedita e vincente di sinergia tra pubblico e privato culturale, che aveva dato ottimi frutti e lustro alla città, segnalando il preoccupante stato di abbandono di questo originale sito di memoria storica di valenza nazionale, che sta tornando preda del degrado, dei vandalismi e dei rifiuti.Chiediamo alla Sindaca Virginia Raggi, al Vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo e al Sovrintendente Claudio Parisi Presicce che si proceda subito ad una nuova gara che porti in tempi rapidissimi alla riapertura alla cittadinanza e ai turisti del Bunker di Villa Torlonia. (foto: bunker)

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Visitatori al bunker di Villa Torlonia

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2015

bunkerSono stati diecimila i visitatori che in un anno hanno percorso l’avvincente viaggio nel tempo con la discesa nel bunker e nei rifugi antiaerei realizzati durante la Seconda Guerra mondiale a Villa Torlonia per proteggere Mussolini e la sua famiglia. Tra i visitatori molti romani di tutte le età, tanti turisti provenienti da altre città italiane o dall’estero e 1.400 studenti (con tariffa agevolata). Diverse anche le visite dedicate a persone con disabilità mentale e uditiva.
Questo il bilancio più che positivo dei primi mille turni di visita curati dall’Associazione culturale CRSA-Sotterranei di Roma a partire dal 31 ottobre 2014, grazie ad una innovativa sinergia voluta dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Un successo turistico, (il sito è stato inserito fra le eccellenze di TripAdvisor) e mediatico, con 50 testate di ogni parte del mondo che hanno parlato del bunker e dei rifugi della famiglia Mussolini.
Il tour, con visita guidata per piccoli gruppi e prenotazione obbligatoria sul sito http://www.sotterraneidiroma.it, offre spunti di approfondimento multidisciplinari: dalla storia alla tecnologia, dalla protezione antiaerea sino al vissuto della memoria bellica di Roma. Il percorso è arricchito da audio e arredi d’epoca, pannelli illustrativi con rari documenti d’archivio e una proiezione video con una panoramica completa di tutti i bunker presenti a Roma. A breve sono previste alcune novità, con l’inserimento nei locali sotterranei del sistema antigas originario del Rifugio del Casino Nobile, che è in corso di restauro. Sarà infine resa fruibile ai visitatori anche una grande sirena antiaereo proveniente dal sistema di allerta della Capitale. (foto: bunker)

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Gli aiuti dell’UNHCR raggiungono Luhansk, mentre la situazione in Ucraina orientale continua a peggiorare

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2015

rifugiati sirianiL’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime grave preoccupazione per il peggioramento della situazione umanitaria in Ucraina orientale, in particolare nelle zone non controllate dal governo ucraino, dove la mancanza di accesso alle prestazioni e ai servizi precedentemente forniti dalle autorità centrali ha provocato un drastico peggioramento delle condizioni della popolazione civile. Ad aggravare ulteriormente la situazione, si aggiungono le restrizioni alla circolazione di persone e merci.
Le condizioni a nord di Donetsk e a Luhansk sono particolarmente gravi. La fornitura di acqua ed energia elettrica viene spesso interrotta a causa di attacchi e bombardamenti. Giungono continuamente notizie di pesanti bombardamenti che provocano morti tra i civili, in particolare intorno alla città di Debaltseve, che a febbraio è stata teatro di pesanti scontri. I combattimenti rendono estremamente difficile la consegna degli aiuti umanitari ai molti civili intrappolati nelle zone di conflitto. La scarsità di generi di prima necessità, tra cui cibo, carburante e medicine, ha fatto salire i prezzi delle scorte disponibili. Le condizioni di vita, in particolare delle persone che hanno le case danneggiate o che si stanno rifugiando nei bunker e negli scantinati sotto le macerie delle loro case o condomini, sono aggravate dal freddo e dalle basse temperature.
La libertà di movimento viene spesso negata e i civili rimangono sovente intrappolati nelle zone di conflitto. La mancanza di mezzi di trasporto economicamente accessibili, l’insicurezza delle vie di fuga e gli ostacoli burocratici sono alcuni dei fattori che impediscono ai civili di raggiungere luoghi sicuri e che li fanno sentire abbandonati. Le autorità ucraine hanno evacuato più di 11.000 persone (tra cui 2.246 minori e 348 persone con disabilità) da Donetsk e Luhansk, ma l’assistenza agli sfollati continua a essere molto inferiore rispetto alla domanda, in particolare nella fornitura di alloggi, trasporti, informazioni e per quanto riguarda la possibilità di mantenere l’unità familiare. Nonostante i rischi per la sicurezza, l’UNHCR e i suoi partner ha fornito beni di prima necessità ad alcuni dei civili che ne avevano più bisogno, anche nelle zone sottoposte a frequenti bombardamenti. Per la prima volta, l’Agenzia è riuscita a consegnare aiuti in due zone di Luhansk – Novopskov e Markivka – che fino ad ora erano state inaccessibili alle organizzazioni umanitarie. Secondo le autorità locali, circa il 30 per cento della popolazione di sfollati a Novopskov e Markivka ha ricevuto assistenza. La distribuzione è avvenuta anche a Debaltseve e nel vicino villaggio di Nikishyne, dove molte case sono state danneggiate o distrutte dai recenti combattimenti. A febbraio, inoltre, l’UNHCR ha distribuito generi non alimentari di prima necessità a circa 11.500 persone nella regione di Donetsk. L’UNHCR sta incrementando la propria presenza nella città di Donetsk e sta attualmente esaminando le possibilità di incrementarla anche a Luhansk. Come parte della risposta globale delle Nazioni Unite alla situazione in Ucraina, l’UNHCR partecipa al coordinamento del Cluster di protezione insieme all’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR) e coordina il Cluster per l’accoglienza e i generi non alimentari. Il numero di sfollati provocati dal conflitto in Ucraina ha raggiunto quota 1,1 milioni, mentre il numero totale di ucraini che hanno presentato domanda di asilo o di permessi di soggiorno o altre forme di soggiorno legale nei paesi limitrofi è attualmente pari a 674.300 unità, tra cui 542.800 in Russia e 80.700 in Bielorussia.

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Il bunker di Villa La Certosa

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2013

English: SARDINIA. With Silvio Berlusconi at V...

English: SARDINIA. With Silvio Berlusconi at Villa Certosa. Русский: САРДИНИЯ. На вилле «Чертоза» с Сильвио Берлускони. (Photo credit: Wikipedia)

La petizione promossa da Rosario Amico Roxas riguarda la villa La Certosa di Berlusconi, per la quale si mobilitò la Procura di Tempio Pausania per accertare gli abusi; i magistrati inquirenti vennero messi alla porta perché, nelle more, il presidente del consiglio Berlusconi coprì il tutto con lo scudo del “segreto di Stato.La motivazione fu la sicurezza del premier, per cui sarebbero stati i “servizi” a imporre tali lavori, che comprendono costruzioni abusive, un porto turistico privato, nonché un approdo sottomarino per sommergibili, il tutto realizzato su aree demaniali che oggi rientrano nella proprietà privata di Berlusconi.La petizione mira ad una indagine approfondita che, fin ora, nessuno ha voluto svolgere, malgrado parecchi articoli stampa in merito.

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Bünker: Minorities characterise Europe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

The Dealing of European Countries with Minorities is a Measure of their Constitutionality, said the General Secretary of the Community of Protestant Churches CPCE, Bishop Michael Bünker, during Celebrations in Zilina, Slovakia.  In 1606 the Lutheran and Reformed Evangelical Churches were given recognition in what was then Hungary. The Lutheran Church celebrated this in 1610 with the first Synod in today’s Slovakia. Since then, these events in Hungary and Slovakia have been remembered as an example of the peaceful overcoming of religious and political differences. “The churches became the initiators of reconciliation because they subordinated their national identities to their common faith”, stressed the host Bishop of the Lutheran Church in Slovakia, Milos Klatik, and Tamás Fabimy, Bishop of the Lutheran Church in Hungary.  In today’s Europe the challenge of different forms of belief, of religious, cultural and ethnic diversity, is presenting itself anew, said Bünker. Several hundred minorities characterise Europe. “How the European countries deal with their minorities is a measure of their constitutionality.” Around 15% of the European population is protestant, so the protestant churches in Europe feel themselves committed to raising their voice for the minorities.  For this reason the protestant churches in Europe explicitly welcomed the EU Treaty of Lisbon, Bünker emphasised. There the EU committed itself to a transparent, open and regular dialogue with the religions and world-views. Bünker: “The protestant churches make a contribution to life together in pluralistic societies; they teach attention and respect for the faith convictions of others and stand up for human rights.”  Bünker described the celebrations in Zilina as a successful example of unity in reconciled diversity among the European protestant churches. The Lutheran Churches from Hungary and Slovakia had set up a clear sign over against the political tension between their countries: “Protestants build bridges where others want to erect walls.

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Ascanio Celestini: Lotta di classe

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

Roma 13 gennaio, ore 18.30 Teatro India Presentazione del libro di Ascanio Celestini Lotta di classe edito da Einaudi Intervengono:   Ascanio Celestini e Lorenzo Pavolini  Ingresso libero Un libro in cui perdersi. Un saliscendi di storie, su e giù per le scale di un condominio di periferia. Sono torrenti di voci che corrono verso un burrascoso racconto corale, una miscela irripetibile di affabulazione, politica e poesia. Oltre allo scrittore sarà presente anche Lorenzo Pavolini. «Io passo attraverso i muri. Attraverso le villette antiladro controllate dagli allarmi antizingaro, protette da inferriate antinegro con vernice antiruggine dove antipatici padroni antisemiti con crema antirughe fanno antipasti antiallergici in bunker antiatomici. Attraverso le banche videosorvegliate. Attraverso i muri delle caserme, dei manicomi, delle galere. E mi viene da ridere mentre una guardia prova a fermarmi, perché attraverso anche lei con la sua divisa. Lei che si girerà dicendo: – Brigadiere, che facciamo? Questa è stregoneria! E io le risponderò: – No, questa è lotta di classe».

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