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Posts Tagged ‘buoni pasto’

Nuovi buoni pasto e i vecchi?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, in una nota ha reso noto che dal 6 agosto riprenderà, con un nuovo fornitore, il servizio di buoni pasto.”Ottima notizia, ma non basta! Ora deve anche risolvere il problema dei buoni inutilizzabili ancora in possesso dei dipendenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La soluzione più semplice è che i lavoratori possano convertire i buoni pasto vecchi con quelli nuovi, restituendo quelli inutilizzati al datore di lavoro ed ottenendo in cambio quelli del nuovo fornitore” prosegue Dona.”Attendiamo, quindi, provvedimenti ulteriori. Altrimenti, in caso di violazione dei diritti dei dipendenti, saremo costretti ad intraprendere una class action contro la Pubblica Amministrazione” conclude Dona.

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Il mercato dei buoni pasto

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2015

buoni pastoUn morso da 500 milioni di euro, a tanto ammonta lo sconto che i committenti, pubblici e privati, pretendono ogni anno sul valore dei buoni pasto immessi sul mercato. “Il costo di questo gigantesco buco – dichiara Aldo Cursano, vicepresidente vicario Fipe-Confcommercio – è stato finora coperto sacrificando i margini degli esercenti fino ad azzerarli. Ma ora il sistema non è più sostenibile e diciamo che bisogna cambiare registro perché non siamo disposti a scaricare i costi su lavoratori e consumatori in genere alzando i prezzi o abbassando la qualità del servizio”. – Questa è la denuncia di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi.L’ultima gara indetta da Consip per i buoni pasto della pubblica amministrazione è stata aggiudicata con sconti fino al 22% sul valore dell’appalto pari a un miliardo di euro. Il risultato è che in circolazione ci saranno buoni pasto che valgono un miliardo di euro ma sono stati pagati circa 800 milioni dalla pubblica amministrazione. Chi paga i 200 milioni di euro di differenza? Di fatto gli esercenti che su ogni buono incassato si vedranno applicare la commissione necessaria a coprire la differenza. Oggi questa commissione, comprensiva di aggravi ingiustificati, arriva al 18%. Senza considerare, poi, i costi di gestione fatti di conteggi, fatturazione, spedizione, ecc.
“Non è questa la spending review che ci aspettiamo dallo Stato. Devono tagliare sprechi ed inefficienze – prosegue Cursano – non risparmiare facendo pagare il conto ad imprese e famiglie”. “Chiediamo a Governo e Parlamento di intervenire per sottrarre un mercato speciale come quello dei buoni pasto a gare che non garantiscono il valore del buono lungo tutta la filiera. Ci aspettiamo che lo Stato, sia attraverso Consip che attraverso l’Antitrust, assuma comportamenti virtuosi per tutelare la sostenibilità delle imprese e i diritti dei consumatori” continua Aldo Cursano.Il mercato dei buoni pasto, secondo Fipe, deve essere fondato su tre principi:
Integrità del valore lungo tutta la filiera, eliminando ribassi insostenibili coperti con l’imposizione di commissioni e servizi aggiuntivi a carico degli esercenti.
Corretto uso del buono pasto secondo quanto previsto dalle norme. Il buono pasto non può avere la stessa fungibilità del denaro e dunque va utilizzato esclusivamente per l’acquisto di prodotti alimentari pronti per il consumo immediato e per servizi di ristorazione nel rispetto del divieto di cumulabilità.
POS unico in grado di “leggere” tutti i buoni pasto di qualunque emettitore per evitare barriere che rischiano di trasformarsi in ulteriori e maggiori costi per esercenti e consumatori.
“Speravamo che col passaggio al buono elettronico si eliminassero aggravi di costi e di adempimenti burocratici. L’effetto, invece, pare essere esattamente quello contrario” prosegue Aldo Cursano, che spiega “Oggi i costi del buono elettronico sono fuori da ogni logica di mercato e sono scaricati interamente sull’esercente: basti dire che per ogni singola transazione si chiede fino a 0,48 euro a cui si aggiungono i costi di installazione del Pos ed il canone di noleggio. Inoltre, rischiamo di dover gestire 4-5 POS, uno per ciascun emettitore. Così non va bene, bisogna riscrivere le regole, oppure salta il sistema”.

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Buoni pasto: detassazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

buoni pastoDopo 17 anni torna a salire la soglia di detassazione per i buoni pasto, utilizzati oggi da circa 2,3 milioni di lavoratori in circa 150mila esercizi convenzionati, per un totale di oltre 500 ml di transazioni annue. Dal 1 luglio il valore esentasse dei soli buoni pasto elettronici passerà, quindi, da 5,29 a 7 euro, allineandosi così progressivamente al costo della vita, come accade in altri Paesi europei.Pochi giorni prima dell’entrata in vigore della legge, Edenred, inventore del Ticket Restaurant® e leader nel mercato italiano, registra già un sensibile aumento delle richieste di buoni pasto digitali“Rispetto ad un anno fa – spiega Andrea Keller, Amministratore Delegato di Edenred Italia – abbiamo l’85% in più di volumi derivanti da card elettroniche e da soluzioni mobile. Ciò significa che le aziende italiane hanno capito il potenziale insito negli incentivi introdotti a dicembre con la Legge di Stabilità e reputano il buono pasto uno strumento di welfare utile per contribuire al benessere, alla produttività e al potere d’acquisto dei propri dipendenti”.La riforma offre alle aziende l’opportunità di investire fino a 500 milioni di euro supplementari sul potere di acquisto dei propri dipendenti. Avere a disposizione 1,71 euro in più al giorno equivale infatti a circa 400 € in più all’anno di reddito netto disponibile per ogni lavoratore beneficiario. Se poi si moltiplica il valore del buono pasto per 220 giorni lavorativi, 2 milioni e 300mila dipendenti possono accedere ad un potere d’acquisto fino a 1.500 euro all’anno, spendibili nella filiera dei prodotti alimentari di immediato consumo a sostegno del commercio di prossimità del nostro Paese.
“Nel giro di tre anni – conclude Keller – i buoni pasto digitali, che oggi hanno una quota di mercato del 15-20%, saranno la metà di quelli in circolazione. Questa riforma contribuisce, inoltre, alla digitalizzazione della rete degli esercenti aprendo nuove opportunità per il pagamento elettronico. La nostra rete di terminali elettronici si estende del 30% all’anno e ha raggiunto circa 35mila POS capaci di accettare anche il pagamento tramite carta di debito, credito o bancomat. Si tratta oggi della rete di accettazione più diffusa del mercato”. Anche i lavoratori, infine, si dicono consapevoli dei benefici che possono scaturire da questa forma di welfare aziendale: da una recente indagine commissionata da Edenred all’istituto di ricerca Ipsos, infatti, emerge che più del 70% degli italiani è convinto che i buoni pasto sostengano i consumi e aumentino il potere d’acquisto. (foto: buoni pasto)

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La speculazione dei buoni pasto

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

“E’ inaccettabile la condanna a morte dei buoni pasto decretata dagli speculatori che si arricchiscono alle spalle di lavoratori e consumatori”. E’ quanto dichiara Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, fondato da Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori. “Se molti esercenti stanno cominciando a rifiutare di accettare i buoni pasto -incalza Casper- ciò accade infatti per colpa dei soliti approfittatori: sono proprio le grandi aziende con molti dipendenti (e cioè i gruppi bancari, le compagnie di assicurazione, le società telefoniche, ma anche le pubbliche amministrazioni) a selezionare le società emittenti dei buoni pasto sulla base di gare al ribasso, imponendo sconti fino al 20% del valore nominale del tagliando (un “buono” da 5 euro viene venduto di fatto a 4 euro). Le società che emettono i buoni pasto sono dunque costrette a rivalersi sugli esercenti, come bar, ristoranti, supermercati, etc. e così, essendo troppo costoso accettare buoni pasto, i ristoratori sono spesso costretti a smettere di farlo”. “Questa conclusione -afferma Casper- danneggia il lavoratore-consumatore che nell’uso del buono pasto ha una utilità data non solo dalla comodità di utilizzo ma anche dal fatto che, sotto un certo importo, i buoni non sono soggetti a tassazione”.  “Ma la speculazione delle grandi imprese con molti dipendenti -prosegue il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio- può portare a conseguenze ancora più gravi e cioè ad un indiscriminato aumento dei prezzi di vendita dei generi alimentari gonfiati allo scopo di ammortizzare il maggior costo delle convenzioni che si riversa però a danno anche di chi non utilizza i buoni pasto”.  “La speculazione dei buoni pasto -spiega Casper- dimostra una volta di più che il mercato ha bisogno di regole e di costanti verifiche della loro applicazione a garanzia di tutti gli attori del sistema, impedendo distorsioni che, in ultima analisi, ricadono sull’anello più debole del mercato e cioè i consumatori (ai quali, tuttavia, andrebbe ricordato che il “buono pasto” dovrebbe essere utilizzato per le esigenze alimentari quotidiane e non per acquistare ogni genere di prodotto al supermercato)”.“Ci sono circa 2,2 milioni di consumatori -conclude Casper- che utilizzano quotidianamente i buoni pasto per un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro: é davvero troppo per lasciare mano libera agli speculatori!”

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Foundation un aiuto concreto per l’Abruzzo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2009

Foundation un aiuto concreto per l’Abruzzo La fondazione genovese distribuirà 10.000 euro in buoni pasto alla popolazione terremotata, in collaborazione con le Istituzioni locali e in accordo con Consip S.p.A. Sono stati sufficienti venti secondi per cambiare migliaia di vite. Il terremoto che ha sconvolto L’Aquila e ha portato via con sé centinaia di innocenti, ha lasciato un segno indelebile nei cittadini di tutta Italia. La macchina dei soccorsi ha funzionato, i volontari della Protezione Civile hanno salvato molte vite e, grazie a loro, tanti abruzzesi vivono riparati nelle tende e usufruiscono di pasti caldi. E’ proprio grazie a una collaborazione con la Protezione Civile, che entra in gioco l’aiuto di QUI Foundation alle popolazioni terremotate. Infatti, l’organizzazione genovese distribuirà agli sfollati una serie di buoni pasto per un valore complessivo di 10.000 Euro. Sarà compito dei volontari incaricati dal Comune di Roseto degli Abruzzi consegnare alla popolazione colpita dal sisma i tagliandi, suddivisi in carnet da 5 o 10 Euro. Un aiuto concreto che QUI Foundation ha deliberato, decidendo di rimanere nel settore di sua competenza – quello dell’assistenza alimentare – e offrendo un valore aggiunto, considerato che molti cittadini delle zone terremotate non potrebbero disporre di denaro contante per acquistare di che sfamarsi. QUI Foundation si pone l’obiettivo di offrire sostegno a quanti necessitano di aiuto, operando nell’assistenza sociale, socio-sanitaria e di beneficenza, con un occhio di riguardo alle sorti di donne e bambini. Per fare ciò, QUI Foundation sposa e promuove progetti di solidarietà, aiuto umanitario, iniziative di fund raising e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche facendo ricorso ai canali mediatici. Tra le mission della fondazione c’è anche l’erogazione di fondi volti a sostenere i progetti di altre onlus che condividano le stesse finalità. QUI Foundation è presieduta da Gregorio Fogliani, patron di QUI! Group, azienda leader in Italia nei servizi alla persona e alle imprese. Al suo fianco verranno nominati un consiglio di amministrazione, un collegio dei fondatori che, tra le altre cose, definirà gli indirizzi generali delle attività della Fondazione e altri due organi, il collegio dei partecipanti ed il comitato dei sostenitori, che assolveranno un compito di indirizzo e valutazione sui singoli progetti.

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