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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘burnout’

Burnout tra i medici

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Nonostante il diminuire della fase emergenziale il burnout tra i medici rimane significativamente più elevato rispetto ai livelli pre-pandemici e potrebbe trasformarsi in una “emergenza di salute mentale”, con gravi ripercussioni anche per i pazienti. A confermarlo un recente sondaggio, condotto su 1509 medici statunitensi dal 24 giugno al 3 luglio 2022, che ha mostrato come il 60% abbia sofferto di burnout rispetto al 40% registrato nel 2018. I sintomi più comuni associati al burnout sono rabbia, pianto improvviso, ansia, frustrazione e mancanza di motivazione. C’è chi arriva a pentirsi della propria scelta medica e fa di tutto per cambiare vita. L’80% degli intervistati ha convenuto che esiste uno stigma associato ai medici che chiedono assistenza di qualche tipo riguardo la propria salute mentale e il 39% di loro conosceva almeno un collega che aveva paura di chiedere assistenza psicologica a causa delle domande poste dal datore di lavoro o dagli altri colleghi riguardo le proprie capacità lavorative. In modo analogo, il Medscape Physician Burnout; Depression Report di quest’anno ha rilevato che il 43% dei medici non chiederebbe aiuto per evitare che si sappia presso commissioni medico-lavorative e il 22% ha paura di essere evitato dai colleghi. I più a rischio di burnout sono i medici ospedalieri, di età compresa tra 31 e 50 anni, quelli che lavoravano in medicina d’urgenza e terapia intensiva, i meno esposti sono, invece, i medici di base. Ma lo stress dei medici, stanchi e meno motivati a lavorare si ripercuote anche sui pazienti. Lo raccontata nei dettagli la più ampia indagine sull’associazione tra burnout ed errori medici pubblicata sul British Medical Journal. La ricerca, basata sui risultati di 170 studi osservazionali che hanno coinvolto oltre 239mila medici, mostra come i medici psicologicamente esauriti dai turni di lavoro, dal carico di incombenze e dalla pressione dell’emergenza, hanno il doppio delle probabilità di essere coinvolti in errori che compromettono la salute dei pazienti e sono quattro volte più insoddisfatti del proprio lavoro in confronto ai colleghi che non hanno sofferto di burnout. Nel sondaggio della The Physicians Foundation solo il 36% degli intervistati ha affermato che la propria struttura lavorativa pone attenzione al benessere psicologico del medico e ancora meno (il 31%) ha affermato che gli strumenti di prevenzione e cura in questo ambito siano di facile accesso. “Dobbiamo ancora superare l’idea che i medici debbano essere ‘abbastanza forti’ per resistere alle pressioni della pratica medica e che ammettere di aver bisogno di aiuto o supporto emotivo sia un segno di debolezza”, ha affermato Gary Price, presidente della The Physicians Foundation, aggiungendo che “una mal formazione in tal senso (soprattutto durante la pandemia) ha solo ulteriormente radicato questa mentalità”. (fonte Doctor33)

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Dirigenti scolastici: Rischio burnout

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

I presidi italiani sono sempre più oberati da mansioni e responsabilità. Ne ha parlato anche il ministro dell’istruzione; infatti, Patrizio Bianchi ha affermato, come rileva la rivista specializzata Orizzonte scuola, che bisogna riconoscere la Scuola come istituzione. “Nella legge di Bilancio sono stanziati 240 mln e altri 18 mld nel PNRR, di cui 13 mld per l’edilizia e 5 mld per la riorganizzazione. Il 30 novembre, con il presidente del consiglio, presenteremo il programma di 5 mld, di cui 3 mld destinati ad asili e infanzia, 900 mln per le persone, 400 mln per creare delle scuole innovative, digitali e sostenibili e 500 mln per le ristrutturazioni. I fondi ci sono e la scuola è tra i 4 pilastri fondamentali per il Paese”.Come ha riportato Tutto scuola, “la scuola italiana sta affrontando un’emergenza di cui non si parla”, che è rappresentata dal livello di stress e di disagio tra chi lavora nella scuola”. Tale fenomeno è in salita; infatti il 52% del personale ha un alto rischio di esaurimento emotivo e il 23% di depersonalizzazione”. Del problema aveva fatto riflettere Tutto scuola attraverso il documentato dossier “La scuola che soffre/1. DIRIGENTI, CHE STRESS. Allarme presidi: troppi alunni e troppe incombenze”.Il sindacato Udir da sempre lotta affinché il ruolo dei dirigenti scolastici sia valorizzato, che vengano riconosciute le giuste tutele, a partire dallo scudo penale. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Udir, ha ribadito come “in tema di sicurezza c’è un problema grande che riguarda anche la responsabilità dei dirigenti scolastici, che Udir ha sempre denunciato e sempre visto come un problema non risolto. Sin dalla sua fondazione – spiega il leader del sindacato – Udir ha presentato delle proposte di modifica del testo unico sulla sicurezza, perché il dirigente scolastico è un datore di lavoro, ma non ha ancora oggi i poteri di spesa. E in un momento come questo, con la pandemia ancora nelle nostre vite, è evidente che i rischi diventano maggiori”.

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Burnout, come riconoscerlo e come intervenire

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Il fenomeno del burnout è una sindrome associata allo stress cronico nell’ambiente lavorativo; In particolare, il momento in cui qualcuno giunge al limite delle proprie forze mentali, emozionali e fisiche. Ha studiato il fenomeno del burnout Gympass, la più grande piattaforma di corporate wellness al mondo che integra non solo attività fisica ma anche terapia, meditazione e altre risorse per la salute mentale dei dipendenti. Come riconoscere la sindrome di burnout: calo nella qualità del lavoro e della creatività problemi interni tra colleghi come conseguenza di cinismo e apatia i compiti vengono rimandati e le consegne non rispettate Come affrontare il burnout: 5 consigli Gympass stimolare l’equilibrio della vita professionale dei propri dipendenti stabilire aspettative chiare aiutare i dipendenti a comprendere il valore che apportano all’azienda incentivare la pratica di attività fisiche lungo la giornata e promuovere uno stile di vita sano tenere sempre in considerazione i sentimenti e le preoccupazioni di ognuno.

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Burnout: +12% di ricerche di specialisti in quattro mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

A distanza di quattro mesi dal riconoscimento ufficiale della sindrome del burnout da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli italiani sembrano più attenti ai sintomi e alla cura delle conseguenze. Ad affermarlo è Dottori.it, sito e App leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche, che dal mese di giugno ha rilevato un incremento delle ricerche dei pazienti per questa patologia pari al 12%. La maggiore attenzione verso questa sindrome, si traduce anche in un aumento delle prenotazioni di visite per psicologi e psicoterapeuti specializzati in burnout e stress da lavoro che, nel corso dell’ultimo anno, sono cresciute del 24%. Ma quanto costa rivolgersi a un professionista della salute in grado di affrontare questo problema? Secondo l’analisi del portale la spesa media si aggira fra gli 80 e i 120 euro a seduta. Più che gli uomini, sono le donne a ricercare maggiormente l’aiuto di questi specialisti, tanto da generare il 62% delle richieste sul portale legate al burnout. Un paziente su tre di quelli che vogliono prenotare una visita per problemi di stress da lavoro ha un’età media compresa fra i 25 e i 34 anni. Il caos, i ritmi frenetici e gli impegni lavorativi, sembrano essere causa di stress e depressione soprattutto nelle grandi città del Nord Italia. È da Milano, ad esempio, che proviene oltre un terzo delle richieste sul portale per medici specializzati nel burnout (36%).

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Scuola: Il burnout entra nell’elenco dei disturbi medici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

L’Organizzazione mondiale della Sanità colloca il burnout nel suo grande elenco dei disturbi medici, aggiornato di anno in anno: è una “sindrome che porta a stress cronico impossibile da curare con successo”. Invece, in Italia si continua ad operare per fare finta di nulla: basta dire che i medici delle Commissioni Mediche di Verifica quasi sempre ignorano le patologie professionali dei docenti, finendo per riammettere in servizio prof con pesanti diagnosi psichiatriche. A denunciarlo è stato anche il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali della patologia tra gli insegnanti ed in generale sullo stress da lavoro.Dopo decenni di studi, a 45 anni da quando lo psicologo Herbert Freudenberger se ne occupò per primo, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha ufficialmente inserito il burnout nel suo grande elenco dei disturbi medici, aggiornato di anno in anno. Secondo gli esperti mondiali in fatto di salute, lo stress da lavoro non è una vera e propria malattia, ma un “problema associato alla professione” caratterizzato da evidenti sintomi: “spossatezza sul luogo di lavoro”, “cinismo, isolamento o in generale sentimenti negativi” ed “efficacia professionale ridotta”. La conclusione dell’Oms è però l’aspetto più importante dell’importante catalogazione del burnout: stiamo parlando, sostiene l’Organizzazione mondiale della Sanità, di una “sindrome che porta a stress cronico impossibile da curare con successo”, che in questo modo conferma la decisione dell’agenzia speciale dell’Onu per la salute di fornire precise direttive ai medici per diagnosticarlo. Il problema è che ci sono ancora dei Paesi, come l’Italia, che si professano moderni ma poi non fanno nulla per andare a rimuovere il motivo principale che, soprattutto in determinati ambienti di lavoro, è alla base di un numero crescente di patologie, quale è appunto il burnout. Tra le professioni più coinvolte in questo processo stressogeno, che se protratto per anni e anni favorisce l’insorgenza di malattie professionali anche invalidanti, risultano tutte quelle che hanno a che fare con persone in situazioni di disagio, in difficoltà e in crescita: quindi, necessariamente, anche l’insegnamento.
Secondo Marcello Pacifico, alla luce di quanto detto dall’Oms, non si può perdere altro tempo: occorre procedere ad un immediato adeguamento, anche attraverso una formazione apposita, delle Commissioni e dei Centri medici pubblici di competenza perché si adeguino alla consistenza e gravità delle patologie mentali. Inoltre, il personale della scuola, ad iniziare dai docenti, va mandato in pensione così come avviene nei Paesi europei, ovvero a 63 anni, non legando più l’uscita dal lavoro all’aspettativa di vita, ma collocando la professione docente tra quelle di tipo gravoso. Infine, bisogna permettere a tutti gli insegnanti che non ce la fanno più a gestire la classe con serenità, di passare ad un ruolo formativo alternativo, magari affiancandoli ai colleghi neo-assunti o bisognosi di specializzarsi o abilitarsi in altri insegnamenti.

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Scuola Burnout e Resilenza: Udir pianifica una serie di seminari per affrontare il problema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Il Burnout è una realtà, specialmente nella professione dell’insegnante: i perché sono moltissimi e spesso la gravità è anche legata alle capacità personali di resistere al quotidiano, utilizzando strumenti razionali ed emotivi per gestire lo stress che l’attività lavorativa comporta. Da cosa nasce il Burnout? Principalmente da un senso di inadeguatezza alle mansioni che vengono svolte, soprattutto quando le aspettative di risultato sono alte e in modo particolare quando le attività sono legate a temi importanti, quali la salute pubblica e la gestione della crescita dei giovani. Marcello Pacifico (presidente Udir): Spesso argomenti serissimi come Burnout e Resilenza degli insegnanti vengano minimizzati, ma purtroppo, dietro a questa superficialità, si cela una scarsa conoscenza dei fenomeni nell’ambiente scolastico. Per poter invece porre un rimedio al problema è necessario analizzare le cause, i sintomi e possedere i mezzi per poterli combattere fin da subito, non solo per il singolo individuo, ma per tutta la comunità scolastica. Sottovalutare il Burnout può essere davvero molto pericoloso: proprio per questo Udir, in collaborazione con Eurosofia, ha progettato una serie di importanti seminari che saranno avviati con l’inizio del nuovo anno scolastico, per permettere a tutti di apprendere le nozioni necessarie. Hanno altresì predisposto una sequela di convegni e seminari sia sul nuovo Ccnl che sui temi della sicurezza: anche questi convegni partiranno da settembre 2018.

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