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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘burocrazia’

Dl Semplificazioni: Nardi, ora superbonus più facile e con meno burocrazia

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

“Il decreto semplificazioni rende più agevole l’utilizzo dei superbonus al 110% da parte delle famiglie. Per esempio: ora è chiaro che per procedere basta una ‘semplice’ Cila, cioè la comunicazione di inizio lavori, e non la Scia, necessaria quando l’intervento riguarda elementi strutturali. Si tratta di una svolta importante”. Lo dichiara Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera, che ha presentato un emendamento all’articolo 33 bis del decreto semplificazioni, ottenendo il parere positivo del Governo.“Non sono più possibili interpretazioni discrezionali – spiega la Presidente Nardi – Da ora è ufficiale che non c’è più l’obbligo della dichiarazione di conformità urbanistica sia in caso di superbonus 110% sia in caso di sisma-bonus per opere di intervento strutturale come ad esempio il rifacimento del tetto o del solaio o delle scale. Questo determina evidenti ripercussioni positive sia per i professionisti sia per i cittadini, che vengono liberati da numerosi passaggi burocratico-amministrativi”.“Altre innovazioni molto importanti – aggiunge la Presidente Nardi – riguardano il cappotto termico e il cordolo anti-sismico, che d’ora in avanti andranno in deroga alle distanze minime fra edifici previste per legge. Viene poi chiarita la questione dei tetti fotovoltaici: si potranno installare i pannelli anche nei centri storici, o meglio in quelle Zone A che i Comuni hanno individuato successivamente al 1968, purché ovviamente si tratti di pannelli integrati e non riflettenti, cioè che non snaturino la zona dal punto di vista visivo.”.“In pratica – spiega la presidente Nardi – l’emendamento chiarisce dei passaggi che potevano essere oggetto di interpretazioni restrittive da parte dei Comuni. Si tratta di modifiche suggerite dal confronto con il mondo delle imprese, con i cittadini e con gli amministratori locali. È una vittoria importante, frutto di un lavoro di tessitura e mediazione che ha riunito varie proposte emendative della maggioranza. È la prova che quando il Parlamento lavora bene si possono produrre risultati positivi per i cittadini”.“Non dimentichiamo mai – conclude Nardi – che gli interventi legati al superbonus servono a migliorare le abitazioni delle famiglie italiane, rendendole sia più sostenibili, e quindi anche meno costose, sia più sicure. Il risultato è anche la ripartenza del settore edile, con ripercussioni molto incoraggianti sui livelli occupazionali”.

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Le comiche macabre della burocrazia: I morti possono fare ricorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Inps. La Pietra (FdI): “Siamo alla follia: da una parte l’Inps scrive ai morti per comunicare che non hanno più diritto alla pensione ma nel caso possono fare ricorso, dall’altra si prende settimane di tempo prima di procedere alla cancellazione di un imprenditore anche quando non vi sono dubbi sul fatto che sia deceduto. Un comico potrebbe scriverci un intero spettacolo su una cosa così e sarebbe un grosso successo”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra. “Sono numerose le famiglie che hanno ricevuto una lettera dall’Istituto nazionale di previdenza con la comunicazione che il titolare della pensione, siccome morto, non ha diritto a ricevere il trattamento, ma può sempre presentare ricorso se ritiene di dover dire qualcosa; poi se riceve la comunicazione di un commercialista che dice che un suo assistito si è suicidato e occorre cancellarlo dagli elenchi, risponde di dover verificare. E’ il caso dell’imprenditore di Seano che si è tolto la vita qualche mese fa: l’Inps ha risposto al commercialista che sono necessari approfondimenti. Siamo al teatro dell’assurdo! Una vergogna che va rimossa subito, fatti intollerabili che servono solo a dare argomenti per due risate, se non fosse che dietro ogni lettera c’è un morto e quindi dolore e spesso difficoltà economiche”, conclude il senatore La Pietra. (n.r.Ci mancava solo questa notizia. C’eravamo fermati alla vicenda di un’omonimia con un defunto che ha indotto l’inps a togliere la pensione al pensionato vivo e per riaverla l’interessato ha dovuto attendere oltre due anni e a sostenere delle spese non indifferenti per dimostrare di là di ogni dubbio “burocratico”, che era in vita.)

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La commistione politico-burocratica: un ostacolo per il Recovery Plan

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2021

Di Giuseppe Bianchi. Nella Nota Isril precedente (n. 4 – 2021) ho commentato le “Confessioni di un capo Gabinetto” ministeriale, di lungo corso, che ha raccolto le sue esperienze, in forma anonima, in un volume edito da Feltrinelli. Confessioni in merito all’intreccio di poteri tra chi esercita autorità di Governo e un’aristocrazia burocratica portatrice di una iniziatica cultura amministrativa pubblica che trova i suoi santuari nel Consiglio di Stato, nella Corte dei Conti, nell’Avvocatura di Stato e nei Tar. Questa testimonianza offre uno squarcio di conoscenze sulla commistione, ai piani alti, tra politica e amministrazione, che poi tracima sui piani bassi della nostra P.A.Diventa più facile, allora, capire le ragioni per cui i progetti di riforma della P.A. che si sono avvicendati anche con provvedimenti innovativi (contrattualizzazione dei rapporti di lavoro, nuove regole del bilancio dello Stato per missioni, innesto di nuove strutture di audit), non abbiamo sortito risultati di sistema. Non c’è stato un corretto bilanciamento tra obiettivi di riforma e capacità amministrativa di gestirli. L’ostacolo è una pervasività di intrecci tra politica e amministrazione che trova la sua legittimazione in un ordinamento che rende il Ministro responsabile dei singoli atti della sua amministrazione e che affida alla legge le attribuzioni e l’organizzazione burocratica.Occorre ricostruire una capacità istituzionale ed amministrativa che tagli il cordone ombelicale della commistione politico-burocratica. I paesi di cultura anglosassone (Gran Bretagna, Usa), con un diritto pubblico meno invadente, hanno adottato soluzioni drastiche: il Ministro, dotato di un corposo e competente Gabinetto, definisce gli obiettivi da perseguire, coerenti con il programma del Governo, e concorda con i capi di dipartimento e con le Agenzie (che occupano oltre il 75% del personale pubblico) i “patti di prestazione del servizio” con i quali si definisce l’autorità autonoma della dirigenza pubblica nel predisporre i piani di attività, rispondendo al Ministro dei risultati ottenuti.Sono intuitive le ragioni che impediscono il travaso di queste esperienze in Italia: l’invadenza tentacolare del nostro diritto amministrativo e l’indisponibilità del Ministro protempore di privarsi del potere politico di governare le strutture burocratiche alla sua dipendenza.Questi fattori di resistenza devono oggi fare i conti con le indicazioni di metodo fissate dalla Commissione Europea nell’impiego dei fondi di cui si è parlato: le risorse vengono erogate in funzione dello stato di avanzamento dei vari progetti. In altre parole, per ottenere i risultati attesi la pianificazione finanziaria deve essere accompagnata da una pianificazione organizzativa e del personale che ricostruisca i processi operativi e di controllo e che predisponga le competenze manageriali tecniche e digitali richieste. Un problema ancora aperto nel dibattito politico, dal momento che la proposta di Conte di affidare la regia del Recovery Fund ad una struttura esterna alla P.A. è stata ritirata.Da decenni la nostra economia è in panne e le politiche pubbliche sono intralciate nella loro attuazione da una P.A. imbrigliata da norme e vincoli sindacali che producono inefficienze gestionali. L’interrogativo è: quando avremo un Governo tanto autorevole da impegnarsi in una tale partita, che richiede, tra l’altro, un ridisegno dei rapporti fra politica ed amministrazione pubblica?

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Burocrazia e sistema politico

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Di Tom Corradini. Nella Cina del Partito Comunista esiste un funzionario pubblico ogni 9 lavoratori privati. Nella Francia di Macron (non doveva stupire il mondo?) vi è un funzionario pubblico ogni 3 lavoratori privati. Nella Germania, arrotondando, vi è un funzionario pubblico ogni 5 lavoratori privati. In altre parole la Cina, in proporzione, ha meno burocrati delle due più grandi economie europee.La moda del linguaggio politico italiano dell’estate 2020 è: “Meno burocrazia” cosa sui cui ci troviamo più o meno tutti d’accordo, ma nessuno spiega cosa farne dei burocrati. Il risvolto viene evitato con destrezza, la burocrazia non vota ma i burocrati sì e questo è un problema complicato. Con la caduta delle ideologie il politico part-time (massimo 2 mandati) e semi-professionista (reclutato tra assicuratori, baristi, segretarie, e dee-jay) non pesa più le idee ma i voti. E quelli dei burocrati pesano.Continuiamo il nostro ragionamento condividendo il linguaggio teatrale (dato che mi occupo prevalentemente di teatro). Vi sono parole che producono automaticamente un’immagine e una carica emotiva: se si dice sangue, mamma, sole queste vengono immediatamente associate, a seconda della nostra esperienza, ad un incidente stradale, all’abbraccio di nostra madre, o a una calda giornata in spiaggia. Ora prendiamo la parola burocrate, la maggioranza l’assocerà ad una persona con un completo grigio, prevalentemente maschio, di mezza età, in sovrappeso, chiusa in un triste ufficio pieno di moduli e con un fare noioso sia nel parlato che nei movimenti. E’ un tragico errore.Il burocrate 2020 è l’esatto contrario, è grintoso, fa sport, va in bici, sa usare il computer e lo smartphone, spesso è donna, sa ballare la salsa e lindy hop. È laureato, perennemente abbronzato, segue una dieta sana, a volte è persino vegetariano. Associare la parolaburocrate a questa immagine fa capire perché sconfiggere la burocrazia è una battaglia persa e incompresa. Parliamo di un esercito di persone fisicamente e intellettualmente dotate, con una rete di conoscenze fittissima, il politico va e viene ma il burocrate resta. Con un esercizio di empatia guardiamo il mondo dal suo punto di vista e capiremo che il suo ideale è avere una classe politica debole, spaventata, senza idee, che non vuole prendersi assolutamente nessun rischio.L’indicazione appropriata, allora, dovrebbe essere “riformiamo il sistema politico”, “eliminiamo la burocrazia” è uno slogan vacuo e perenne, oggi ridotto a moda passeggera. Ed é noto che quando si parla di moda l’Italia non è seconda a nessuno, il nostro presidente del consiglio ne è un superfluo testimone. (fonte Società Libera online)

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Scarcerazione malavitosi con la burocrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 Maggio 2020

«Prima il governo spalanca le porte del carcere per i boss mafiosi, poi tenta di riparare al danno con la burocrazia, introducendo con un nuovo decreto un contorto meccanismo di scambi di pareri tra magistrati prima di decidere l’eventuale concessione dei domiciliari. Un modo come un altro per non assumersi la responsabilità dei propri errori, e non dire chiaramente che i capimafia reclusi al 41bis non possono tornare a casa con il pretesto del coronavirus. Con i nostri parlamentari abbiamo denunciato da subito le responsabilità del direttore del Dap Basentini, che ha avuto l’onestà di dimettersi, e quelle del ministro Bonafede che, molto meno dignitosamente, ha saputo soltanto scaricare le colpe sui magistrati. Il governo avrebbe potuto bloccare le scarcerazioni semplicemente cancellando l’articolo 123 del “Cura Italia”, che, come effetto indiretto, ha portato a un sostanziale indulto di cui hanno beneficiato alcuni tra i più pericolosi capimafia».

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Cassa integrazione lavoratori e intoppi burocratici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Sono 10 le regioni italiane che non consentono ancora di presentare le domande di Cassa Integrazione in Deroga a causa di intoppi burocratici o trattative con le parti sociali che vanno per le lunghe. Abruzzo, Bolzano, Sicilia, Trento, Umbria, Valle d’Aosta non hanno ancora ufficializzato la data da cui sarà possibile inoltrare le istanze; mentre in Basilicata e Sardegna sarà possibile farlo dall’8 aprile; in Calabria e in Emilia-Romagna dal 6 aprile, ma in quest’ultima regione l’invio delle richieste per le 4 settimane precedenti si è concluso solo nei giorni scorsi. L’esasperazione sociale inoltre, in costante crescita, sta creando anche tensioni diffuse, sfociate in tentativi di aggressione a Consulenti del Lavoro, erroneamente percepiti o ritenuti dai lavoratori quali responsabili della mancata percezione delle somme maturate a titolo di ammortizzatori sociali. Per questo, la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, ha scritto al Ministro dell’Interno, Prefetto Luciana Lamorgese, per segnalare episodi di violenza o minaccia alla Categoria.

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Coronavirus e burocrazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Mentre il decreto ‘Cura Italia’ è ancora sotto la lente degli analisti, noi di Soggetto Giuridico vogliamo riportare all’attenzione l’annosa questione della semplificazione burocratica, sempre annunciata e mai realizzata, che durante e dopo l’emergenza deve diventare una priorità assoluta. In queste settimane di crisi è emerso con evidenza uno dei più seri problemi del nostro modello di gestione: troppe leggi, troppi enti, procedure poco chiare e complicate.Con l’ultimo decreto il Governo ha cominciato a dare le prime risposte alla crisi economica che l’emergenza coronavirus è destinata a lasciar dietro di sé. Per aiutare famiglie, lavoratori e imprese, l’esecutivo ha messo subito in campo 25 miliardi di euro, a cui – secondo quanto dichiarato dal premier Giuseppe Conte – bisogna aggiungere un’immissione di flussi per complessivi 350 miliardi.Il presidente del Consiglio Conte ha spiegato che questo primo provvedimento non basterà per rilanciare l’economia. Crediamo che con la stessa consapevolezza si debba affrontare l’emergenza burocratica, che attanaglia la nostra economia anche quando la vita economica e sociale non deve subire le restrizioni imposte in questi giorni.Solo se imprese e famiglie potranno beneficiare delle risorse messe a disposizione dal Governo in modo semplice e rapido, avvalendosi anche di procedure telematiche, il Paese potrà cominciare a lavorare quanto prima per la ripresa, evitando ulteriori inutili ritardi dopo la quarantena che ha paralizzato il nostro sistema produttivo.

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Poste Italiane e burocrazia inutile: il ‘certificato di congrue generalità’ non esiste

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Non sono più un ente pubblico dall’oramai lontano 1998, ma a distanza di oltre un ventennio le Poste ancora fanno fatica a dimenticare il passato, denotando atteggiamenti che provengono dritti dall’epoca “Ministeriale” e che in non poche occasioni mostrano i sintomi di burocrazia ottusa. Accade che una cliente si rechi allo sportello per incassare un vecchio Buono Fruttifero Postale regalatole trent’anni addietro dalla nonna, la quale non si accorse di come il mese di nascita riportato sul titolo non fosse quello corretto. E’ un caso non infrequente, che risale a tempi in cui i dati venivano raccolti soltanto tramite modulistica cartacea, e quindi facilmente soggetti ad errori da parte di chi la compilava e di chi poi la lavorava. Per risolvere il problema, in agenzia richiedono alla cliente un certificato di congrue generalità rilasciato dal Comune, ma agli sportelli dell’Anagrafe si sente rispondere che una simile certificazione non è prevista da alcuna norma. Insomma, il documento richiesto dalle Poste non esiste. In non pochi uffici anagrafici si rilascia un’attestazione di analogo tenore, in altri si afferma che il rilascio è possibile ma non in casi del genere, mentre ancora altrove si propone la compilazione di un certificato di notorietà col quale dichiarare il dato corretto ed allo stesso tempo attestare la coincidenza tra il soggetto che risulta intestatario dal modulo con dati errati e il soggetto cui effettivamente si intendeva intestare il rapporto. Attraverso tale documento è, infatti, possibile escludere l’esistenza di omonimie con eventuali altri soggetti aventi i dati anagrafici forniti erroneamente in sede di sottoscrizione. I problemi sorgono perché alle Poste insistono con la richiesta del certificato di congrue generalità ed affermano che le attestazioni di cui sopra, pur sembrando adatte allo scopo, si caratterizzano invece esclusivamente per la certezza della firma apposta innanzi a funzionario incaricato e non certo per il merito delle asserzioni in essa contenute. Lo zelo degli addetti postali appare eccessivo: una volta in possesso di dati corretti del beneficiario, devono prenderli per buoni senza “indagare” oltre. Peggio ancora se per risolvere in via definitiva si chiede ai clienti ed agli uffici il rilascio di documenti non previsti dalla normativa. Cosa fare in caso di diniego? E’ possibile anche adire a vie legali, ma in una situazione del genere non dovrebbe davvero esserci bisogno di arrivare a tanto. E’ sufficiente il buon senso. Di Poste Italiane. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Imprese in costituzione: meno tasse e burocrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

“Ho letto l’intervista a Licia Mattioli, molto bella, ed i cui contenuti condivido in larga parte. È giunto il momento di sdoganare il ruolo centrale dell’impresa riconoscendogli quello di chi crea valore nella società. Credo si debba avviare una riflessione seria sul tema, arrivando anche ad inserire il concetto in Costituzione. Il nostro Paese è grande, nel mondo, anche grazie alle nostre imprese, al settore manifatturiero, al Made in Italy. E questo ruolo dobbiamo riconoscerglielo esplicitamente, con politiche dedicate.Il 32% del nostro PIL deriva dall’export, è il segno inequivocabile della bontà della nostra produzione. Nonostante le difficoltà quotidiane che il mondo dell’impresa deve affrontare, c’è chi non si è mai arreso.Meno burocrazia e meno tasse, è quello che ci chiedono ed è quello che dobbiamo garantire all’intero sistema Paese. Aumentando anche la difesa dell’interesse nazionale, all’interno di regole europee che dobbiamo contribuire a migliorare.Sono proprio questi i temi principali su cui stiamo lavorando al Tavolo di Governo per realizzare una ampia e rivoluzionaria riforma fiscale, che ci permetta non solo di ridurre le tasse alle imprese, ma anche di rivedere il nostro fisco, troppo complesso ed articolato.
Serve una visione di lungo periodo, non una politica elettorale fatta di slogan. Servono politiche strutturali, non norme che cambiano ogni giorno.Questo è il lavoro che stiamo portando avanti, con un confronto costante con le parti sociali, perché dal benessere delle nostre aziende, sul territorio, dipende la salute e il benessere dei nostri cittadini”.Così il Vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Fondi Ue all’agricoltura e la burocrazia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

I nostri agricoltori dimostrano di essere beneficiari affidabili delle risorse dell’Europa. Il reale ostacolo sono le normative e le procedure troppo complesse, che moltiplicano le possibilità di errore rallentando le attività produttive – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso.A gettare nuova luce sui fondi Ue per l’agricoltura è l’ultimo rapporto del Colaf, l’organismo italiano per la lotta alle frodi sul bilancio comunitario. Tra il 2006 e il 2018, su 5.620 casi sospetti solo 21 sono risultati vere frodi per un valore di 2,55 milioni di euro. Per contro, un ammontare complessivo di aiuti agricoli di diverse decine di miliardi di euro va a buon fine. I fondi europei, in altre parole, sono quasi sempre ben spesi dagli agricoltori italiani, con una percentuale di frodi ridottissima rispetto al totale degli stanziamenti – spiega Tiso.La maggior parte delle sospette frodi – sottolinea il rapporto – dopo un’attenta analisi si sono rivelate più semplici irregolarità amministrative, spesso conseguenza di normative stratificate che moltiplicano le possibilità di errore. I numeri ufficiali smentiscono dunque la percezione comune di un alto tasso di truffe nella gestione dei fondi europei, tutelati da ben tre livelli di controllo: regionale, nazionale ed europeo. I veri nodi da sciogliere sono quindi a livello politico, dove si identificano le risorse e gli obiettivi prioritari per l’agricoltura, e a livello amministrativo, dove è urgente semplificare procedure farraginose di assegnazione e adempimenti troppo complessi.

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Per far ricrescere l’economia italiana è necessario abbattere la burocrazia e il fisco

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli intervenendo agli Stati Generali di Valore Impresa in corso a Roma al Teatro Eliseo.
“C’è bisogno di un cambiamento di paradigma culturale nella pubblica amministrazione. Si può fare a costo zero. La burocrazia deve diventare amica delle imprese, soprattutto quelle piccole, e non porsi di traverso o peggio ostacolarne la nascita. Semplificare la burocrazia significa soprattutto combattere la corruzione che vi si annida, ottenendo insieme due straordinari risultati”. “L’abbattimento delle tasse con l’introduzione della tassa piatta deve essere l’altro obiettivo da perseguire e sul quale giudicheremo il governo – ha aggiunto Rampelli – perché si deve procedere a un allineamento delle regole fiscali almeno a livello europeo per stroncare concorrenza sleale e conseguenti delocalizzazioni.
In Italia è opportuno rammentare che le imprese chiudono a un ritmo di 36 al giorno.
Soltanto lo scorso anno aziende e professionisti italiani hanno dovuto affrontare ben 200 scadenze fiscali. Assumendo una politica di riforme in questa direzione, si possono sviluppare nuova impresa, nuova ricchezza, nuova occupazione, nuovo Pil. Ma soprattutto si può contribuire a rendere finalmente l’Italia un Paese in grado di competere con i partner europei rispetto ai quali oggi è destinata a soccombere”.
“Non abbiamo bisogno di farci invadere dai migranti economici per irrobustire la nostra economia, come ha detto – azzardando soluzioni improprie – il presidente dell’Inps Boeri. Ci auguriamo che – ha concluso il vicepresidente – il nuovo Governo sappia imprimere una svolta –
Restituendo centralità all’economia reale, contestandone la finanziarizzazione ma anche l’automatizzazione selvaggia e senza garanzie sociali, perseguendo l’obiettivo della crescita e di una diversa capacità negoziale con l’Ue”.

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La cultura a Roma rischia lo sfratto per colpa della burocrazia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

meraviglie di romaMentre gli Uffici del Dipartimento Patrimonio – in attuazione della Deliberazione di Giunta Capitolina 140 del 2015 – mandano lettere di sfratto e richieste di canoni esorbitanti a molte associazioni di volontariato, realtà culturali romane e teatri di periferia rischiano di chiudere i battenti, privando i cittadini di presidi culturali vivaci e frequentatissimi. Proseguono gli sgomberi, quindi, ma non si sa neanche come procedere per concedere gli stabili ad altri soggetti. Con il rischio, quasi certezza, di occupazioni abusive degli immobili abbandonati dai precedenti utilizzatori. Allo stato attuale, infatti, esiste solo una bozza di Regolamento per le concessioni, redatta dagli Uffici in piena autonomia ma sconosciuta anche ai Consiglieri di maggioranza.
Si rischia di dilapidare un patrimonio culturale diffuso fatto di giovani, volontari, sperimentazioni ed esperienze costruite nel corso degli anni.Come consiglieri capitolini, ed insieme alle associazioni che operano nel settore, chiediamo che un tema così delicato sia affrontato seriamente e con la giusta attenzione da parte dei due assessorati competenti: Patrimonio e Cultura.Una mozione, proposta dalla cons. Svetlana Celli, ed approvata all’unanimità il 9 febbraio dall’Assemblea Capitolina ha impegnato Sindaco e Giunta ad adottare gli atti necessari per la temporanea sospensione di tutte le istanze di rilascio degli immobili del Comune in concessione per attività senza fine di lucro, fino alla redazione di un apposito nuovo Regolamento.
La priorità è quella di preservare e tutelare le attività sane che rappresentano una risorsa per i territori ed i cittadini dal punto di vista dell’offerta culturale e della creazione di posti di lavoro ed indotto.Vogliamo inoltre che il nuovo Regolamento proceda in maniera spedita, senza intoppi e che sia il frutto di un’ampia partecipazione, aperta al prezioso contributo delle associazioni culturale ed alle Onlus che da anni operano in un settore troppo spesso sottovalutato.

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La burocrazia e l’arroganza ci ammazzano. Casi fiorentini e non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

buche firenzeOgni giorno ci sono i nostri amministratori che ci rassicurano sul loro operato e il loro impegno per farci vivere meglio. E noi ci stiamo molto attenti, anche perche’ sono le apparenti piccole cose del nostro quotidiano che ci fanno capire bonta’ e onesta’ di chi abbiamo scelto perche’ ci amministri. Oggi vogliamo portare, al di la’ dei confini della specifica citta’, un fatto che sta accadendo a Firenze: un concentrato di inezia, burocrazia e ignoranza, dove l’amministratore locale non ci pensa proprio a riconoscere il proprio torto, e quindi ristabilire il rapporto di fiducia coi suoi amministrati, ma insiste nel far finta che il problema non esista, che e’ marginale, che “lui ha cose piu’ importanti a cui pensare”, e bla bla… insomma un concentrato di mala-amministrazione.
Nei giorni scorsi nella citta’ di Firenze aveva fatto notizia una transenna che erano tre anni che era in piazza Pitti per arginare l’accesso a delle pietre sconnesse, e dopo la piccola buriana mediatica, grazie al direttore della Galleria degli Uffizi i lavori di sistemazione di queste pietre e’ cominciato e dovrebbero durare pochi giorni. Meglio tardi che mai? No, questa filosofia non ci appartiene. Aspettiamo che paghi il responsabile (ammesso che, nei meandri della burocrazia esista la possibilita’ di individuarlo.. ne dubitiamo, ma denunciamo lo stesso questa schifezza!).
Ma come se non bastasse, ecco un altro caso simile: un cartello di pericolo che da due anni (2 ANNI!!!) avvisa di stare attenti. Anche questo cartello e’ in una strada gioiello della citta’, Borgo San Lorenzo, che congiunge l’omonima piazza con altrettanta piazza del Duomo, una strada che chiunque sia stato a Firenze ci sara’ passato per forza. Ovviamente l’assessore fa sapere che i lavori cominceranno a breve, mentre la societa’ partecipata (Sas) a cui e’ stato demandato il posizionamento del cartello dice che non e’ compito suo levarlo se i lavori non sono ultimati, perche’ se il cartello costituisce un pericolo spetta ai vigili valutarlo e non a loro.
Insomma, nessuno e’ responsabile di niente, ed e’ -eventualmente- sempre colpa di quell’altro. Il gioco e’ a tre: Comune/assessorato, Sas e vigili… e non sappiamo se le azioni di questi tre, per essere tali, abbiano bisogno di un qualche coordinamento con altre istituzioni e societa’ partecipate coinvolte che ne diano assenso… Noi siamo consapevoli che si possa sbagliare, ma quando qualcuno te lo fa notare, decenza civica e amministrativa vorrebbe che si intervenisse subito, soprattutto scusandosi con gli amministrati… ma questo e’ roba da Pianeta di altra Galassia di utopie fantascientifiche e fantapolitiche, probabilmente. Casi fiorentini che e’ bene che ognuno si stampi nella sua mente e se li ricordi. Temiamo che non saranno gli ultimi, e non solo a Firenze.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc) (n.r. E’ un aspetto che contagia molte città. Potrei citare Roma tra le tante  grandi e piccole del nostro Paese dove gli esempi segnalati a Firenze sono diventati una costante e costringono i romani a vivere male mentre si potrebbe, con qualche accorgimento, legato alla tempestività dell’intervento, rendere la nostra esistenza meno tribolata. Faccio un solo esempio tra i tanti che ho annotato e mi riferisco ai lavori iniziati sei anni fa lungo la via Tiburtina nel pressi dell’omonima stazione e che non sembrano finire a breve. Per non parlare dell’attigua strada che dal ponte Portonaccio porta alla stazione chiusa da sette mesi per lavori ma di lavori non se ne vede l’ombra. Non sono mancate le proteste, i capannelli di cittadini arrabbiati ma come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e alla fine subentra non solo al rassegnazione ma la sfiducia per i nostri amministratori che sembrano messi al loro posto per indispettirci e provocarci sempre di più.)

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Le aziende italiane soffocano nelle spire del fisco e della burocrazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

TasseE – quel che è peggio – in un modo che non ha pari in nessun altro paese d’Europa, con grave danno per la competitività sui mercati. Sarà pur vero dunque che, come ha recentemente dichiarato il premier, «la priorità di questo governo è abbassare le tasse sul lavoro per far lavorare più giovani», ma finora di cali delle tasse, così come di significative semplificazioni burocratiche, non s’è vista neanche l’ombra. Per quanto riguarda la burocrazia «Negli ultimi anni per complicare la vita delle imprese» sono state varate «qualcosa come circa 300 norme fiscali, un numero pari al 58,7 per cento di tutte le disposizioni di natura tributaria (491) introdotte attraverso tanti provvedimenti». C’è poi il solito capitolo dedicato alla pressione fiscale: quella sulle famiglie e i cittadini ha raggiunto il 44,6 per cento, quella sulle imprese anche il 70 per cento». Ogni 100 euro guadagnati da un imprenditore, in pratica, 70 li incassa il fisco. A chi lavora e produce lavoro, invece, restano 30 euro. Tutto questo mentre in Germania la pressione fiscale sulle imprese è pari al 46,8 per cento, in Spagna del 38,7 e nel Regno Unito del 35,5 per cento. Che il regime fiscale italiano si fosse esteso nel tempo in maniera incontenibile, fino a esplodere in un’indigeribile costellazione di tasse, imposte e gabelle si sapeva, ma quello che è più avvilente è l’immobilismo della politica che promette e non mantiene. In ogni meandro della vita civile, infatti, si annida un obolo da destinare allo Stato. Tra parentesi quando metti in piedi una (re)pressione fiscale del genere, con tanto di fustigazione pubblico-mediatica, come minimo lo STATO, le sue istituzioni e la sua burocrazia DOVREBBERO ESSERE IRREPRENSIBILI ed EFFICIENTI, dovrebbero erogare servizi ad un elevato livello di qualità.
E’ illusorio pensare che la lotta all’evasione fiscale possa avere successo senza un parallelo processo di restituzione fiscale: servono allo scopo precisi meccanismi di restituzione ai contribuenti in regola delle maggiori imposte riscosse attraverso la lotta all’evasione e all’elusione.
FenImprese lavorerà insieme a tutti i soggetti preposti per migliorare il sistema tributario. Diminuire i circa 220 giorni di lavoro all’anno che servono alle imprese per pagare le tasse. Chi fa impresa deve essere tutelato e non martoriato. Vogliamo dare dignità a chi imprende, a chi da posti di lavoro, a chi genera economia, perché senza tutto questo non esiste futuro.(foto: luca mancuso)

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“La cattiva burocrazia allunga la distanza tra nord e sud Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Maggio 2012

Parma, Emilia Romagna, Italia

Parma, Emilia Romagna, Italia (Photo credit: Wikipedia)

“C’è una buona burocrazia e c’è ne è una meno buona come, ad esempio, quella che da tempo, ritarda, senza ragioni, l’avvio del Piano Irriguo Nazionale nelle regioni meridionali del Paese”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo a Castel Bolognese, nel ravennate, all’inaugurazione del nuovo impianto di distribuzione plurima (usi irriguo e potabile) delle acque del C.E.R., realizzato dal Consorzio di bonifica Romagna Occidentale.
“Il rapporto con la Regione Emilia Romagna è – prosegue Gargano – un esempio, utile al territorio, di proficua valorizzazione delle sinergie istituzionali e dell’attività dei consorzi di bonifica; così come nell’applicazione del sistema irriguo “intelligente” Irriframe, i nuovi orizzonti di collaborazione, che si stanno aprendo per la manutenzione dei territori montani, pongono la Regione EmiliaRomagna, come punto di riferimento a livello nazionale per il mondo della Bonifica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che vivrà questo week-end il suo momento finale – conclude il Presidente A.N.B.I. – presenta quest’anno una grande novità: lo stretto rapporto fra consorzi di bonifica e sindaci, entrambi quotidiani “sportelli” per i cittadini. Forte di questa rinsaldata collaborazione con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), incontreremo il Ministro dell’Ambiente, Clini, per chiedere l’attenzione dovuta e le risorse, che sono ferme, per il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico, da noi redatto a partire dalle esigenze espresse da un territorio, la cui valorizzazione (turistica, agroalimentare, artistica…) non può che essere il perno della tanto auspicata crescita dell’Italia. I consorzi di bonifica, per le loro competenze, offrono risposte concrete a pre-requisiti per qualsiasi ipotesi di sviluppo: la sicurezza dalle acque e la loro disponibilità, oltre che la sensibile riduzione del rischio frane.”

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Alla guerra non chiedere perché

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

The government building in the centre of Saraj...

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Roma mercoledì 20 aprile 2011 ore 19.00 centro congressi – dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale via Salaria 113 – Franco Di Mare, giornalista Rai e già inviato di guerra, incontrerà gli studenti per presentare il suo primo romanzo Non chiedere perché. Le vicende narrate, ambientate a Sarajevo durante la guerra dell’ex Jugoslavia, sono ispirate a fatti realmente accadute. Un percorso emozionale che ruota attorno a un atto d’amore che, a dispetto delle bombe e della burocrazia, si è potuto compiere grazie all’aiuto di due donne e alla determinazione di un uomo.

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Roma: rilascio documentazione anagrafica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

«Con l’avvio del servizio di certificazione anagrafica online dedicato agli avvocati, Roma Capitale compie un nuovo importante passo verso lo snellimento della burocrazia». Lo dichiara in una nota, l’assessore ai Servizi tecnologici e Reti informatiche, Enrico Cavallari, a margine della firma del protocollo d’intesa tra l’amministrazione capitolina e l’Ordine degli avvocati di Roma per il rilascio della documentazione anagrafica digitale dedicata all’attività forense. «Ottenere certificati autentici dal proprio pc significa, tanto per i cittadini quanto agli avvocati che li assistono, recuperare il tempo che si perde in coda davanti allo sportello dell’anagrafe nonché eliminare i disagi dovuti allo spostamento per reperire i documenti, riducendo così il traffico a vantaggio di un miglioramento della mobilità» aggiunge Cavallari. «Il progetto dedicato agli avvocati – prosegue Cavallari – rappresenta un’importante evoluzione del servizio di certificazione anagrafica a disposizione di tutti i nostri cittadini, lanciato a marzo dello scorso anno, che ci ha già permesso di portare a casa degli utenti oltre 13mila documenti. L’obiettivo è quello di far in modo che siano i documenti a spostarsi, non le persone. Per questo rinnovo l’invito a tutti i romani, che ancora non lo avessero fatto, a registrarsi sul portale http://www.comune.roma.it per ricevere a domicilio la password di accesso ai servizi anagrafici via web: in questo modo potranno richiedere e stampare da casa tutti i certificati che desiderano relativi a se stessi e al proprio nucleo familiare, 24 ore su 24, e senza alcun costo aggiuntivo. Chi lo preferisce può chiedere le proprie credenziali per accedere al servizio anche presso tutti gli sportelli anagrafici dei Municipi» conclude Cavallari.

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La burocrazia costa 21 miliardi l’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Il fisco lunare costerà, nel 2011, 21,1 miliardi all’anno ai contribuenti italiani titolari di partita iva, +3,8 MLD rispetto al 2010, quando gli adempimenti viaggiavano intorno ai 18,3 MLD. Questo sarà il costo complessivo annuo che sosterranno, nel 2011, gli artigiani, i liberi professionisti e le PMI a causa della burocrazia fiscale in Italia. Una “tassa occulta” di 5.979 euro l’anno. Mediamente quattro volte di quanto pagano i francesi, tedeschi, inglesi e spagnoli. L’indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto del magazine “Contribuenti.it” dell’ Associazione Contribuenti Italiani, ha preso in considerazione tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, dello spesometro, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquist o dei software fiscali, della tenuta della contabilita’, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per la privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale. La burocrazia fiscale costa cara ai contribuenti italiani specialmente se messa a confronto con quella europea. L’indagine di KRLS evidenzia che ogni contribuente italiano per esercitare una attivita’ economica paghera’ una “tassa occulta”, nel 2011, di 5.979 euro all’anno, contro i 1.370 euro dei francesi, i 1.310 euro dei britannici, i 1.250 euro dei tedeschi, i 1.190 euro degli spagnoli, i 1.120 euro degli olandesi ed i 860 euro degli svedesi. La “tassa occulta” della burocrazia fiscale incide sulle aziende in maniera inversamente proporzionale alla grandezza della stessa Per le micro imprese, quelle con meno di 5 dipendenti, costa medi amente l’10,1% del fatturato, per le piccole imprese, con meno di 50 addetti, il 8,9%, mentre le medie, con meno di 250 addetti, il 8,5%. La classifica del peso della burocrazia fiscale, non avvantaggia le micro imprese neppure quando si parla di numero di adempimenti medi eseguiti ogni anno. Si va cosi’ dagli 11,4 adempimenti per addetto per le micro imprese, ai 7,6 per le piccole imprese fino ai 4,3 adempimenti per addetto per le medie imprese. L’indagine, che sarà pubblicata integralmente sul magazine “Contribuenti.it”, ha analizzato anche il tempo richiesto dalla burocrazia fiscale, sottratto alla produzione. In media, si perdono 114 ore, pari a quattordici giornate lavorative, per ciascun addetto, nelle micro aziende, per scendere a 89 ore, pari a 11 giornate, per ciascun addetto, per le piccole aziende, a 81 ore, pari a 10 giorni, per ciascun addetto, per le medie imprese. ”L’inefficienza della amministrazione finanziaria, l’applicazione spesso cervellotica di l eggi, circolari e regolamenti vari – commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – richiede una svolta epocale. Bisogna smetterla di vessare i contribuenti trattandoli come sudditi. Serve un rapporto piu’ equo tra fisco e contribuente incentrato sulla tax compliance, come avviene da tempo nei principali paesi europei”. (fonte Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Mammuth

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Firenze 22 ottobre ore 10.00 proiezione stampa cinema Odeon ore 12.00 Piazza Strozzi 1 incontro stampa con il  regista Gustave Kervern ore 20.30 proiezione per il pubblico Mammuth un film di  Benoît Delépine & Gustave Kervern e con la partecipazione di  Isabelle Adjani  con Miss Ming e Anna Mouglalis. Narra la storia di un operaio che compie 60 anni e decide di andare in pensione. Scrupoloso lavoratore dall’età di 16 anni, non ha mai fatto un giorno d’assenza, mai un giorno di malattia. Ma appena prova a ritirare la meritatissima pensione, si imbatte nel muro implacabile della burocrazia. Scopre così che molti datori di lavoro hanno “dimenticato” di versargli i contributi. L’unica soluzione per ricevere tutti i benefici pensionistici è quella di far visita a tutti i vecchi datori di lavoro e chiedere le dichiarazioni mancanti. Incoraggiato dalla moglie, il nostro eroe monta sulla sua vecchia moto degli anni Settanta, una Mammuth, da cui prende il soprannome, e parte. Torna nei luoghi della sua adolescenza, in un viaggio che lo riporta da vecchi datori di lavoro, amici e parenti perduti. È durante questo viaggio che si accorge che la gente lo ha sempre considerato un incolto imbecille. Attanagliato dal dubbio e allucinato dalle apparizioni di Yasmine, il suo primo amore, morta in un drammatico incidente motociclistico, il compito di recuperare i documenti mancanti appare, poco a poco, futile. La salvezza arriva tramite la sua nipotina, che risveglia in lui il dormiente poeta felice.  Invece di avviarsi lentamente verso la morte, Mammuth decide di abbracciare la vita e ricominciare.

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Imprese e burocrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Con il Dpr n.160 del 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. del 30 settembre 2010, viene riordinata e semplificata la disciplina degli Sportelli unici per le attività produttive. Lo Sportello unico, da attivarsi presso ogni comune, assicura al richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, comprese quelle preposte alla tutela ambientale, al patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Il Decreto entra in vigore il 15 ottobre 2010, ma per rendere operativi gli Sportelli unici i Comuni hanno sei mesi di tempo, che diventano dodici per le procedure più complesse. Le aziende avranno a disposizione anche un altro strumento, le Agenzie per le imprese, introdotte dal Regolamento n. 159, anch’esso pubblicato nella G.U. n.229 del 30 settembre 2010. Si tratta di soggetti privati accreditati dal Ministero dello sviluppo economico a cui gli imprenditori potranno rivolgersi per attestare la presenza dei requisiti richiesti dalla legge per realizzare, trasferire o cessare un’attività. Lo Sportello unico, in sostanza, sarà il soggetto pubblico di riferimento per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività.

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