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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘burocrazia’

Per far ricrescere l’economia italiana è necessario abbattere la burocrazia e il fisco

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli intervenendo agli Stati Generali di Valore Impresa in corso a Roma al Teatro Eliseo.
“C’è bisogno di un cambiamento di paradigma culturale nella pubblica amministrazione. Si può fare a costo zero. La burocrazia deve diventare amica delle imprese, soprattutto quelle piccole, e non porsi di traverso o peggio ostacolarne la nascita. Semplificare la burocrazia significa soprattutto combattere la corruzione che vi si annida, ottenendo insieme due straordinari risultati”. “L’abbattimento delle tasse con l’introduzione della tassa piatta deve essere l’altro obiettivo da perseguire e sul quale giudicheremo il governo – ha aggiunto Rampelli – perché si deve procedere a un allineamento delle regole fiscali almeno a livello europeo per stroncare concorrenza sleale e conseguenti delocalizzazioni.
In Italia è opportuno rammentare che le imprese chiudono a un ritmo di 36 al giorno.
Soltanto lo scorso anno aziende e professionisti italiani hanno dovuto affrontare ben 200 scadenze fiscali. Assumendo una politica di riforme in questa direzione, si possono sviluppare nuova impresa, nuova ricchezza, nuova occupazione, nuovo Pil. Ma soprattutto si può contribuire a rendere finalmente l’Italia un Paese in grado di competere con i partner europei rispetto ai quali oggi è destinata a soccombere”.
“Non abbiamo bisogno di farci invadere dai migranti economici per irrobustire la nostra economia, come ha detto – azzardando soluzioni improprie – il presidente dell’Inps Boeri. Ci auguriamo che – ha concluso il vicepresidente – il nuovo Governo sappia imprimere una svolta –
Restituendo centralità all’economia reale, contestandone la finanziarizzazione ma anche l’automatizzazione selvaggia e senza garanzie sociali, perseguendo l’obiettivo della crescita e di una diversa capacità negoziale con l’Ue”.

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La cultura a Roma rischia lo sfratto per colpa della burocrazia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

meraviglie di romaMentre gli Uffici del Dipartimento Patrimonio – in attuazione della Deliberazione di Giunta Capitolina 140 del 2015 – mandano lettere di sfratto e richieste di canoni esorbitanti a molte associazioni di volontariato, realtà culturali romane e teatri di periferia rischiano di chiudere i battenti, privando i cittadini di presidi culturali vivaci e frequentatissimi. Proseguono gli sgomberi, quindi, ma non si sa neanche come procedere per concedere gli stabili ad altri soggetti. Con il rischio, quasi certezza, di occupazioni abusive degli immobili abbandonati dai precedenti utilizzatori. Allo stato attuale, infatti, esiste solo una bozza di Regolamento per le concessioni, redatta dagli Uffici in piena autonomia ma sconosciuta anche ai Consiglieri di maggioranza.
Si rischia di dilapidare un patrimonio culturale diffuso fatto di giovani, volontari, sperimentazioni ed esperienze costruite nel corso degli anni.Come consiglieri capitolini, ed insieme alle associazioni che operano nel settore, chiediamo che un tema così delicato sia affrontato seriamente e con la giusta attenzione da parte dei due assessorati competenti: Patrimonio e Cultura.Una mozione, proposta dalla cons. Svetlana Celli, ed approvata all’unanimità il 9 febbraio dall’Assemblea Capitolina ha impegnato Sindaco e Giunta ad adottare gli atti necessari per la temporanea sospensione di tutte le istanze di rilascio degli immobili del Comune in concessione per attività senza fine di lucro, fino alla redazione di un apposito nuovo Regolamento.
La priorità è quella di preservare e tutelare le attività sane che rappresentano una risorsa per i territori ed i cittadini dal punto di vista dell’offerta culturale e della creazione di posti di lavoro ed indotto.Vogliamo inoltre che il nuovo Regolamento proceda in maniera spedita, senza intoppi e che sia il frutto di un’ampia partecipazione, aperta al prezioso contributo delle associazioni culturale ed alle Onlus che da anni operano in un settore troppo spesso sottovalutato.

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La burocrazia e l’arroganza ci ammazzano. Casi fiorentini e non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

buche firenzeOgni giorno ci sono i nostri amministratori che ci rassicurano sul loro operato e il loro impegno per farci vivere meglio. E noi ci stiamo molto attenti, anche perche’ sono le apparenti piccole cose del nostro quotidiano che ci fanno capire bonta’ e onesta’ di chi abbiamo scelto perche’ ci amministri. Oggi vogliamo portare, al di la’ dei confini della specifica citta’, un fatto che sta accadendo a Firenze: un concentrato di inezia, burocrazia e ignoranza, dove l’amministratore locale non ci pensa proprio a riconoscere il proprio torto, e quindi ristabilire il rapporto di fiducia coi suoi amministrati, ma insiste nel far finta che il problema non esista, che e’ marginale, che “lui ha cose piu’ importanti a cui pensare”, e bla bla… insomma un concentrato di mala-amministrazione.
Nei giorni scorsi nella citta’ di Firenze aveva fatto notizia una transenna che erano tre anni che era in piazza Pitti per arginare l’accesso a delle pietre sconnesse, e dopo la piccola buriana mediatica, grazie al direttore della Galleria degli Uffizi i lavori di sistemazione di queste pietre e’ cominciato e dovrebbero durare pochi giorni. Meglio tardi che mai? No, questa filosofia non ci appartiene. Aspettiamo che paghi il responsabile (ammesso che, nei meandri della burocrazia esista la possibilita’ di individuarlo.. ne dubitiamo, ma denunciamo lo stesso questa schifezza!).
Ma come se non bastasse, ecco un altro caso simile: un cartello di pericolo che da due anni (2 ANNI!!!) avvisa di stare attenti. Anche questo cartello e’ in una strada gioiello della citta’, Borgo San Lorenzo, che congiunge l’omonima piazza con altrettanta piazza del Duomo, una strada che chiunque sia stato a Firenze ci sara’ passato per forza. Ovviamente l’assessore fa sapere che i lavori cominceranno a breve, mentre la societa’ partecipata (Sas) a cui e’ stato demandato il posizionamento del cartello dice che non e’ compito suo levarlo se i lavori non sono ultimati, perche’ se il cartello costituisce un pericolo spetta ai vigili valutarlo e non a loro.
Insomma, nessuno e’ responsabile di niente, ed e’ -eventualmente- sempre colpa di quell’altro. Il gioco e’ a tre: Comune/assessorato, Sas e vigili… e non sappiamo se le azioni di questi tre, per essere tali, abbiano bisogno di un qualche coordinamento con altre istituzioni e societa’ partecipate coinvolte che ne diano assenso… Noi siamo consapevoli che si possa sbagliare, ma quando qualcuno te lo fa notare, decenza civica e amministrativa vorrebbe che si intervenisse subito, soprattutto scusandosi con gli amministrati… ma questo e’ roba da Pianeta di altra Galassia di utopie fantascientifiche e fantapolitiche, probabilmente. Casi fiorentini che e’ bene che ognuno si stampi nella sua mente e se li ricordi. Temiamo che non saranno gli ultimi, e non solo a Firenze.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc) (n.r. E’ un aspetto che contagia molte città. Potrei citare Roma tra le tante  grandi e piccole del nostro Paese dove gli esempi segnalati a Firenze sono diventati una costante e costringono i romani a vivere male mentre si potrebbe, con qualche accorgimento, legato alla tempestività dell’intervento, rendere la nostra esistenza meno tribolata. Faccio un solo esempio tra i tanti che ho annotato e mi riferisco ai lavori iniziati sei anni fa lungo la via Tiburtina nel pressi dell’omonima stazione e che non sembrano finire a breve. Per non parlare dell’attigua strada che dal ponte Portonaccio porta alla stazione chiusa da sette mesi per lavori ma di lavori non se ne vede l’ombra. Non sono mancate le proteste, i capannelli di cittadini arrabbiati ma come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e alla fine subentra non solo al rassegnazione ma la sfiducia per i nostri amministratori che sembrano messi al loro posto per indispettirci e provocarci sempre di più.)

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Le aziende italiane soffocano nelle spire del fisco e della burocrazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

TasseE – quel che è peggio – in un modo che non ha pari in nessun altro paese d’Europa, con grave danno per la competitività sui mercati. Sarà pur vero dunque che, come ha recentemente dichiarato il premier, «la priorità di questo governo è abbassare le tasse sul lavoro per far lavorare più giovani», ma finora di cali delle tasse, così come di significative semplificazioni burocratiche, non s’è vista neanche l’ombra. Per quanto riguarda la burocrazia «Negli ultimi anni per complicare la vita delle imprese» sono state varate «qualcosa come circa 300 norme fiscali, un numero pari al 58,7 per cento di tutte le disposizioni di natura tributaria (491) introdotte attraverso tanti provvedimenti». C’è poi il solito capitolo dedicato alla pressione fiscale: quella sulle famiglie e i cittadini ha raggiunto il 44,6 per cento, quella sulle imprese anche il 70 per cento». Ogni 100 euro guadagnati da un imprenditore, in pratica, 70 li incassa il fisco. A chi lavora e produce lavoro, invece, restano 30 euro. Tutto questo mentre in Germania la pressione fiscale sulle imprese è pari al 46,8 per cento, in Spagna del 38,7 e nel Regno Unito del 35,5 per cento. Che il regime fiscale italiano si fosse esteso nel tempo in maniera incontenibile, fino a esplodere in un’indigeribile costellazione di tasse, imposte e gabelle si sapeva, ma quello che è più avvilente è l’immobilismo della politica che promette e non mantiene. In ogni meandro della vita civile, infatti, si annida un obolo da destinare allo Stato. Tra parentesi quando metti in piedi una (re)pressione fiscale del genere, con tanto di fustigazione pubblico-mediatica, come minimo lo STATO, le sue istituzioni e la sua burocrazia DOVREBBERO ESSERE IRREPRENSIBILI ed EFFICIENTI, dovrebbero erogare servizi ad un elevato livello di qualità.
E’ illusorio pensare che la lotta all’evasione fiscale possa avere successo senza un parallelo processo di restituzione fiscale: servono allo scopo precisi meccanismi di restituzione ai contribuenti in regola delle maggiori imposte riscosse attraverso la lotta all’evasione e all’elusione.
FenImprese lavorerà insieme a tutti i soggetti preposti per migliorare il sistema tributario. Diminuire i circa 220 giorni di lavoro all’anno che servono alle imprese per pagare le tasse. Chi fa impresa deve essere tutelato e non martoriato. Vogliamo dare dignità a chi imprende, a chi da posti di lavoro, a chi genera economia, perché senza tutto questo non esiste futuro.(foto: luca mancuso)

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“La cattiva burocrazia allunga la distanza tra nord e sud Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2012

Parma, Emilia Romagna, Italia

Parma, Emilia Romagna, Italia (Photo credit: Wikipedia)

“C’è una buona burocrazia e c’è ne è una meno buona come, ad esempio, quella che da tempo, ritarda, senza ragioni, l’avvio del Piano Irriguo Nazionale nelle regioni meridionali del Paese”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo a Castel Bolognese, nel ravennate, all’inaugurazione del nuovo impianto di distribuzione plurima (usi irriguo e potabile) delle acque del C.E.R., realizzato dal Consorzio di bonifica Romagna Occidentale.
“Il rapporto con la Regione Emilia Romagna è – prosegue Gargano – un esempio, utile al territorio, di proficua valorizzazione delle sinergie istituzionali e dell’attività dei consorzi di bonifica; così come nell’applicazione del sistema irriguo “intelligente” Irriframe, i nuovi orizzonti di collaborazione, che si stanno aprendo per la manutenzione dei territori montani, pongono la Regione EmiliaRomagna, come punto di riferimento a livello nazionale per il mondo della Bonifica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che vivrà questo week-end il suo momento finale – conclude il Presidente A.N.B.I. – presenta quest’anno una grande novità: lo stretto rapporto fra consorzi di bonifica e sindaci, entrambi quotidiani “sportelli” per i cittadini. Forte di questa rinsaldata collaborazione con A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), incontreremo il Ministro dell’Ambiente, Clini, per chiedere l’attenzione dovuta e le risorse, che sono ferme, per il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico, da noi redatto a partire dalle esigenze espresse da un territorio, la cui valorizzazione (turistica, agroalimentare, artistica…) non può che essere il perno della tanto auspicata crescita dell’Italia. I consorzi di bonifica, per le loro competenze, offrono risposte concrete a pre-requisiti per qualsiasi ipotesi di sviluppo: la sicurezza dalle acque e la loro disponibilità, oltre che la sensibile riduzione del rischio frane.”

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Alla guerra non chiedere perché

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

The government building in the centre of Saraj...

Image via Wikipedia

Roma mercoledì 20 aprile 2011 ore 19.00 centro congressi – dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale via Salaria 113 – Franco Di Mare, giornalista Rai e già inviato di guerra, incontrerà gli studenti per presentare il suo primo romanzo Non chiedere perché. Le vicende narrate, ambientate a Sarajevo durante la guerra dell’ex Jugoslavia, sono ispirate a fatti realmente accadute. Un percorso emozionale che ruota attorno a un atto d’amore che, a dispetto delle bombe e della burocrazia, si è potuto compiere grazie all’aiuto di due donne e alla determinazione di un uomo.

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Roma: rilascio documentazione anagrafica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

«Con l’avvio del servizio di certificazione anagrafica online dedicato agli avvocati, Roma Capitale compie un nuovo importante passo verso lo snellimento della burocrazia». Lo dichiara in una nota, l’assessore ai Servizi tecnologici e Reti informatiche, Enrico Cavallari, a margine della firma del protocollo d’intesa tra l’amministrazione capitolina e l’Ordine degli avvocati di Roma per il rilascio della documentazione anagrafica digitale dedicata all’attività forense. «Ottenere certificati autentici dal proprio pc significa, tanto per i cittadini quanto agli avvocati che li assistono, recuperare il tempo che si perde in coda davanti allo sportello dell’anagrafe nonché eliminare i disagi dovuti allo spostamento per reperire i documenti, riducendo così il traffico a vantaggio di un miglioramento della mobilità» aggiunge Cavallari. «Il progetto dedicato agli avvocati – prosegue Cavallari – rappresenta un’importante evoluzione del servizio di certificazione anagrafica a disposizione di tutti i nostri cittadini, lanciato a marzo dello scorso anno, che ci ha già permesso di portare a casa degli utenti oltre 13mila documenti. L’obiettivo è quello di far in modo che siano i documenti a spostarsi, non le persone. Per questo rinnovo l’invito a tutti i romani, che ancora non lo avessero fatto, a registrarsi sul portale http://www.comune.roma.it per ricevere a domicilio la password di accesso ai servizi anagrafici via web: in questo modo potranno richiedere e stampare da casa tutti i certificati che desiderano relativi a se stessi e al proprio nucleo familiare, 24 ore su 24, e senza alcun costo aggiuntivo. Chi lo preferisce può chiedere le proprie credenziali per accedere al servizio anche presso tutti gli sportelli anagrafici dei Municipi» conclude Cavallari.

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La burocrazia costa 21 miliardi l’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Il fisco lunare costerà, nel 2011, 21,1 miliardi all’anno ai contribuenti italiani titolari di partita iva, +3,8 MLD rispetto al 2010, quando gli adempimenti viaggiavano intorno ai 18,3 MLD. Questo sarà il costo complessivo annuo che sosterranno, nel 2011, gli artigiani, i liberi professionisti e le PMI a causa della burocrazia fiscale in Italia. Una “tassa occulta” di 5.979 euro l’anno. Mediamente quattro volte di quanto pagano i francesi, tedeschi, inglesi e spagnoli. L’indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto del magazine “Contribuenti.it” dell’ Associazione Contribuenti Italiani, ha preso in considerazione tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, dello spesometro, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquist o dei software fiscali, della tenuta della contabilita’, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per la privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale. La burocrazia fiscale costa cara ai contribuenti italiani specialmente se messa a confronto con quella europea. L’indagine di KRLS evidenzia che ogni contribuente italiano per esercitare una attivita’ economica paghera’ una “tassa occulta”, nel 2011, di 5.979 euro all’anno, contro i 1.370 euro dei francesi, i 1.310 euro dei britannici, i 1.250 euro dei tedeschi, i 1.190 euro degli spagnoli, i 1.120 euro degli olandesi ed i 860 euro degli svedesi. La “tassa occulta” della burocrazia fiscale incide sulle aziende in maniera inversamente proporzionale alla grandezza della stessa Per le micro imprese, quelle con meno di 5 dipendenti, costa medi amente l’10,1% del fatturato, per le piccole imprese, con meno di 50 addetti, il 8,9%, mentre le medie, con meno di 250 addetti, il 8,5%. La classifica del peso della burocrazia fiscale, non avvantaggia le micro imprese neppure quando si parla di numero di adempimenti medi eseguiti ogni anno. Si va cosi’ dagli 11,4 adempimenti per addetto per le micro imprese, ai 7,6 per le piccole imprese fino ai 4,3 adempimenti per addetto per le medie imprese. L’indagine, che sarà pubblicata integralmente sul magazine “Contribuenti.it”, ha analizzato anche il tempo richiesto dalla burocrazia fiscale, sottratto alla produzione. In media, si perdono 114 ore, pari a quattordici giornate lavorative, per ciascun addetto, nelle micro aziende, per scendere a 89 ore, pari a 11 giornate, per ciascun addetto, per le piccole aziende, a 81 ore, pari a 10 giorni, per ciascun addetto, per le medie imprese. ”L’inefficienza della amministrazione finanziaria, l’applicazione spesso cervellotica di l eggi, circolari e regolamenti vari – commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – richiede una svolta epocale. Bisogna smetterla di vessare i contribuenti trattandoli come sudditi. Serve un rapporto piu’ equo tra fisco e contribuente incentrato sulla tax compliance, come avviene da tempo nei principali paesi europei”. (fonte Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Mammuth

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Firenze 22 ottobre ore 10.00 proiezione stampa cinema Odeon ore 12.00 Piazza Strozzi 1 incontro stampa con il  regista Gustave Kervern ore 20.30 proiezione per il pubblico Mammuth un film di  Benoît Delépine & Gustave Kervern e con la partecipazione di  Isabelle Adjani  con Miss Ming e Anna Mouglalis. Narra la storia di un operaio che compie 60 anni e decide di andare in pensione. Scrupoloso lavoratore dall’età di 16 anni, non ha mai fatto un giorno d’assenza, mai un giorno di malattia. Ma appena prova a ritirare la meritatissima pensione, si imbatte nel muro implacabile della burocrazia. Scopre così che molti datori di lavoro hanno “dimenticato” di versargli i contributi. L’unica soluzione per ricevere tutti i benefici pensionistici è quella di far visita a tutti i vecchi datori di lavoro e chiedere le dichiarazioni mancanti. Incoraggiato dalla moglie, il nostro eroe monta sulla sua vecchia moto degli anni Settanta, una Mammuth, da cui prende il soprannome, e parte. Torna nei luoghi della sua adolescenza, in un viaggio che lo riporta da vecchi datori di lavoro, amici e parenti perduti. È durante questo viaggio che si accorge che la gente lo ha sempre considerato un incolto imbecille. Attanagliato dal dubbio e allucinato dalle apparizioni di Yasmine, il suo primo amore, morta in un drammatico incidente motociclistico, il compito di recuperare i documenti mancanti appare, poco a poco, futile. La salvezza arriva tramite la sua nipotina, che risveglia in lui il dormiente poeta felice.  Invece di avviarsi lentamente verso la morte, Mammuth decide di abbracciare la vita e ricominciare.

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Imprese e burocrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Con il Dpr n.160 del 7 settembre 2010, pubblicato nella G.U. del 30 settembre 2010, viene riordinata e semplificata la disciplina degli Sportelli unici per le attività produttive. Lo Sportello unico, da attivarsi presso ogni comune, assicura al richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, comprese quelle preposte alla tutela ambientale, al patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Il Decreto entra in vigore il 15 ottobre 2010, ma per rendere operativi gli Sportelli unici i Comuni hanno sei mesi di tempo, che diventano dodici per le procedure più complesse. Le aziende avranno a disposizione anche un altro strumento, le Agenzie per le imprese, introdotte dal Regolamento n. 159, anch’esso pubblicato nella G.U. n.229 del 30 settembre 2010. Si tratta di soggetti privati accreditati dal Ministero dello sviluppo economico a cui gli imprenditori potranno rivolgersi per attestare la presenza dei requisiti richiesti dalla legge per realizzare, trasferire o cessare un’attività. Lo Sportello unico, in sostanza, sarà il soggetto pubblico di riferimento per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività.

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Accertamenti identità e burocrazia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Roma. “L’intervento degli Agenti del Gruppo XIX a Torrevecchia nei confronti di tre nomadi che avevano commesso furti in alcuni negozi è iniziata alle 12,45 e finita alle 23.00,  ha impegnato ben 7 Agenti della Polizia Municipale che hanno provveduto al fermo delle minorenni romene, al loro  accompagnamento e piantonamento all’Ospedale Gemelli per verificare l’età anagrafica tramite visite ed esami medici e al controllo della validità dei loro documenti presentati dai genitori solo in un secondo momento.” lo ha dichiarato in una nota Alessandro Marchetti, Segretario Generale aggiunto Sulpm
“Gia’ siamo pochi e per ogni intervento restiamo poi imbrigliati nella burocrazia.” ha concluso Marchetti “Il Corpo della Polizia Municipale di Roma dovrebbe avere un organico del 60% piu’ grande rispetto a quello attuale. A Milano  per esempio, gli agenti sono 3.500 su un territorio 4 volte più piccolo rispetto a quello della Capitale. Il Sindaco Alemanno ha fatto molto per la Polizia Municipale tra stabilizzazioni, assunzioni e indizione del nuovo concorso, ma è necessario  velocizzare l’ampliamento dell’organico  con i restanti 400 idonei in graduatoria, altrimenti si rischia che non possano entrare in servizio neanche per Natale.”

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La burocrazia costa 19,2 mld l’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Il fisco lunare costa 19,2 miliardi all’anno ai contribuenti italiani titolari di partita iva. Questo è il costo complessivo annuo che sostengono gli artigiani, i liberi professionisti e le PMI a causa della burocrazia fiscale in Italia. Una “tassa occulta” di 5.036 euro l’anno. L’indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani ha preso in considerazione tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA, Intrastat e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquisto dei software fiscali, della tenuta della contabilita’, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per l a privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale. La burocrazia fiscale costa cara ai contribuenti italiani specialmente se messa a confronto con quella europea. L’indagine di KRLS evidenzia che ogni contribuente italiano per esercitare una attività economica paga una “tassa occulta”, nel 2010, di 5.036 euro all’anno, contro i 1.320 euro dei francesi, i 1.270 euro dei britannici, i 1.210 euro dei tedeschi, i 1.160 euro degli spagnoli, i 1.070 euro degli olandesi ed i 850 euro degli svedesi. Spesa che nel 2010 è ulteriormente aumentata del 4%, rispetto al 2009, a causa di nuovi e onerosi adempimenti fiscali previsti dall’Amministrazione finanziaria, mentre la qualità dei servizi è diminuita del 18%. La “tassa occulta” della burocrazia fiscale incide sulle aziende in maniera inversamente proporzionale alla grandezza della stessa Per le micro imprese, quelle con meno di 5 dipendenti, costa mediamente l’8,5% de l fatturato, per le piccole imprese, con meno di 50 addetti, il 7,4%, mentre le medie, con meno di 250 addetti, il 6,8%. La classifica del peso della burocrazia fiscale, non avvantaggia le micro imprese neppure quando si parla di numero di adempimenti medi eseguiti ogni anno. Si va cosi’ dagli 9,8 adempimenti per addetto per le micro imprese, ai 5,6 per le piccole imprese fino ai 2,7 adempimenti per addetto per le medie imprese. L’indagine di Contribuenti.it ha analizzato anche il tempo richiesto dalla burocrazia fiscale, sottratto alla produzione. In media, si perdono 97 ore, pari a dodici giornate lavorative, per ciascun addetto, nelle micro aziende, per scendere a 85 ore, pari a 10 giornate, per ciascun addetto, per le piccole aziende, a 74 ore, pari a 9 giorni, per ciascun addetto, per le medie imprese. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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La burocrazia costa 19,2 mld l’anno

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2010

La burocrazia fiscale costa cara ai contribuenti italiani specialmente se messa a confronto con quella europea. L’indagine di KRLS evidenzia che ogni contribuente italiano per esercitare una attività economica paga una “tassa occulta”, nel 2010, di 5.036 euro all’anno, contro i 1.320 euro dei francesi, i 1.270 euro dei britannici, i 1.210 euro dei tedeschi, i 1.160 euro degli spagnoli, i 1.070 euro degli olandesi ed i 850 euro degli svedesi.Spesa che nel 2010 è ulteriormente aumentata del 4%, rispetto al 2009, a causa di nuovi e onerosi adempimenti fiscali previsti dall’Amministrazione finanziaria, mentre la qualità dei servizi è diminuita del 18%. La “tassa occulta” della burocrazia fiscale incide sulle aziende in maniera inversamente proporzionale alla grandezza della stessa Per le micro imprese, quelle con meno di 5 dipendenti, costa mediamente l’8,5% d el fatturato, per le piccole imprese, con meno di 50 addetti, il 7,4%, mentre le medie, con meno di 250 addetti, il 6,8%. La classifica del peso della burocrazia fiscale, non avvantaggia le micro imprese neppure quando si parla di numero di adempimenti medi eseguiti ogni anno. Si va cosi’ dagli 9,8 adempimenti per addetto per le micro imprese, ai 5,6 per le piccole imprese fino ai 2,7 adempimenti per addetto per le medie imprese.L’indagine di Contribuenti.it ha analizzato anche il tempo richiesto dalla burocrazia fiscale, sottratto alla produzione.In media, si perdono 97 ore, pari a dodici giornate lavorative, per ciascun addetto, nelle micro aziende, per scendere a 85 ore, pari a 10 giornate, per ciascun addetto, per le piccole aziende, a 74 ore, pari a 9 giorni, per ciascun addetto, per le medie imprese. Secondo l’Associazione Contribuenti Italiani la riforma fiscale italiana deve passare attraverso la semplificazione del fisco attraverso la reintroduzione del concordato preventivo fiscale, già sperimentato in Italia nel biennio 2003/4, che ha dato ottimi fritti, con l’ l’esonero dall’emissione dello scontrino fiscale, degli obblighi di tenuta delle scritture contabili e la determinazione delle imposte sul reddito in maniera preventiva, con delega ai Commercialisti dei poteri di accertamento oggi in capo all’Amministrazione finanziaria, per tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore, ovvero con un fatturato inferiore ad ? 7,5 MLN. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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La pubblica amministrazione costa cara agli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

Secondo l’indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – che ha messo a confronto tutti costi delle principali amministrazioni pubbliche europee – ogni italiano per mantenere la burocrazia ha pagato, nel 2009, 6.105 euro all’anno, contro i 5.730 euro dei francesi, i 5.120 euro dei britannici, i 4.110 euro dei tedeschi, i 3.200 euro degli spagnoli, i 3130 euro dei greci ed i 2735 euro dei turchi. “Rispetto al 2008, i costi della burocrazia in Italia sono aumentati del 10%, mentre la qualita dei servizi c diminuita del 16%” ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it, oggi a Sorrento all’apertura del simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei. “In Italia – continua Carlomagno – incidono sulla spesa pubblica in modo particolare gli interessi sul debito pubblico ed i costi relativi al funzionamento della macchina amministrativa che sono aumentati con l’introduzione del federalismo. Siano pronti a sottoscrivere con il ministro Brunetta un protocollo d’intesa sulla “tax compliance”, per consentire, ai contribuenti italiani, di capire come vengono amministrati e spesi i propri soldi, come già avviene da tempo nei principali paesi europei.

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Autocertificazione. Nuova scheda pratica dell’Aduc

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

E’ in linea sul sito Internet dell’associazione, una nuova scheda pratica su “Autocertificazione”, una serie di indicazioni pratiche e aggiornate per cercare di farsi meno male nei rapporti quotidiani con la burocrazia. A cura di Rita Sabelli, responsabile per l’Aduc dell’aggiornamento normativo. Nonostante la legge che ha istituito questa facilitazione nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione sia in vigore da marzo del 2001, ancora numerose sono le lacune interpretative e applicative; una situazione in cui chi ci rimette e’ sempre l’ultimo anello della catena, cioè il cittadino utente dei pubblici servizi. La conoscenza dei propri diritti e doveri e’, quindi, fondamentale per non farsi mettere i piedi in testa e per aiutare chi ci amministra a farlo meglio. Cosi’ la struttura della scheda pratica: – Dichiarazione sostitutiva di certificazioni. E’ una dichiarazione scritta su carta semplice, senza bolli ne’ timbri, con la quale il cittadino puo’ attestare sotto la propria responsabilita’  la data e il luogo di nascita, la residenza, la cittadinanza, il godimento dei diritti civili e politici, etc. – Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’. Occorre per attestare tutti gli stati, i fatti, le qualita’ personali non inclusi nella lista di cui sopra, ovvero per le quali non e’ sufficiente l’autocertificazione. – Presentazione di istanze e dichiarazioni. Qualsiasi dichiarazione o istanza che va presentata alla pubblica amministrazione (enti statali e/o locali comprese scuole, universita’, etc.) o ai gestori od esercenti di servizi pubblici (per esempio le poste, Trenitalia, Enel, i gestori nel settore dell’energia e telefonia, la Rai, la societa’ Autostrade, etc.) puo’ essere consegnata personalmente o inviata per posta, per fax o per via telematica.
– Impedimento alla firma. Se il soggetto e’ nell’impossibilita’ di avvalersi della forma scritta, perche’ analfabeta o perche’ fisicamente impossibilitato a firmare, la dichiarazione (escluse quelle fiscali) e’ raccolta dal dipendente addetto nelle vesti di pubblico ufficiale. – False dichiarazioni. Le dichiarazioni sono ovviamente rilasciate sotto la propria responsabilita’, e in caso di affermazioni mendaci o false sono applicabili sanzioni penali.Qui il link della scheda pratica: http://sosonline.aduc.it/scheda/autocertificazione_2368.php

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TLC: la banda larga per il futuro dell’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

“E’ assolutamente necessaria la creazione di una rete veloce che consenta a tutta Italia di cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione, migliorando così soprattutto il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, apprezzando l’iniziativa del ministro Scajola per sbloccare le risorse disponibili per l’internet veloce. “Per la banda larga -conclude Dona- sono previsti 800 milioni di euro, che potrebbero arrivare a 1.600 milioni: è una cifra sicuramente insufficiente per realizzare pienamente la ‘digitalizzazione’ del Paese, ma è comunque una buona base di partenza per modernizzare il Paese, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere più efficiente la burocrazia”.

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