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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘Business and Economy’

Scienza e cura del dolore

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2013

Italiano: Dolore acuto e cronico

Italiano: Dolore acuto e cronico (Photo credit: Wikipedia)

Alcuni ricercatori australiani sperano di eliminare il dolore cronico con una gamma di farmaci di nuova generazione dopo la loro scoperta di un enzima responsabile della sensazione continua di agonia. Lo evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dopo aver appreso dell’importante scoperta effettuata ai nostri antipodi.
Un gruppo di enzimi che diventano attivi negli animali affetti da dolore cronico è stato scoperto dagli scienziati della Monash University di Melbourne, che ora stanno collaborando con i medici dell’ospedale The Alfred per determinare se si può fermare il dolore cronico nell’uomo.
I medici del The Alfred incominceranno a breve a prelevare campioni di liquido spinale da un massimo di 90 pazienti sottoposti a chirurgia che soffrono di dolore pre-esistente per determinare se le proteine, chiamate proteasi, sono anche responsabili del dolore negli esseri umani.
Gli scienziati della Monash potranno anche utilizzare i test per perfezionare farmaci per bloccare il processo del dolore, che hanno già provato con successo sulle cavie.
Il Responsabile della “terapia del dolore” presso l’ospedale, il dottor Nicholas Christelis, ha detto che la scoperta ha aperto la strada nuovi potenziali trattamenti e bersagli farmacologici per le persone che soffrono di dolore cronico, nelle quali il corpo diventa condizionato dalla sofferenza e intenso sentimento di agonia, anche dopo che la loro lesione è guarita. Il dottor Christelis ha evidenziato che “Il dolore non controllato porta a cambiamenti che si verificano nella colonna spinale e nel cervello, che può quasi diventare permanente”. “Se il dolore non è ben gestito, il sistema nervoso ne risente continuamente e cambia, adattandosi al dolore in modo che, anche se il tessuto è guarito, il dolore rimane”.
“Il dolore porta alla paura, all’inedia, a fobie, depressione, ansia -. Distrugge completamente la gente” . Il professor Nigel Bunnett, dell’Istituto Monash di Scienze Farmaceutiche, ha scoperto che le proteasi diventano attive nel fluido cerebrospinale dei topi quando stavano vivendo il dolore cronico. Dopo aver illuminato le proteasi, ”accendendole” con tag fluorescenti, è stato anche in grado di identificare le terminazioni nervose responsabili di inviare i messaggi al cervello, note come recettori attivi delle proteasi.
Mentre la collaborazione funziona per confermare lo stesso processo negli esseri umani, il professor Bunnett continuerà a lavorare su nuove terapie che spera possano bloccare sia l’enzima o il nervo che trasmette il messaggio del dolore al cervello.

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Fondi per la ciclabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Primi risultati positivi vengono registrati in alcuni paesi dell’Unione Europea, a sostegno della campagna promossa dall’European Cyclists’ Federation (ECF) “6 bilioni di fondi europei per la ciclabilità”.
Di che si tratta? L’ECF stima in 6 bilioni di euro, vale a dire 6 mila miliardi di euro, la cifra necessaria per moltiplicare in Europa i livelli di mobilità ciclistica, aumentando gli indici di sicurezza e sviluppando il cicloturismo. Come? Mediante la realizzazione di 50.000 km di nuove infrastrutture ciclabili o 1 milione di corsie ciclabili. E le risorse possono venire dai fondi europei.Nei prossimi mesi tutti i Governi a livello nazionale e regionale definiranno i programmi operativi per l’utilizzo dei finanziamenti europei per il periodo 2014-2020. Se tutte le regioni e tutti i Governi prevedessero misure specifiche per la mobilità ciclistica, nei prossimi anni l’intera Europa potrà finalmente aumentare la propria media di spostamenti in bici perseguendo così gli obiettivi indicati dalla UE: ridurre le emissioni climalteranti, limitare i consumi energetici, promuovere politiche della salute e dell’attività fisica.Ed è evidente che lì dove i Governi non ci pensano da soli devono essere le organizzazioni nazionali e regionali dei ciclisti, aderenti all’ECF, a farsi carico di presentare proposte, piani, programmi affinchè siano inseriti nella programmazione operativa assicurandosi che a ciascuna attività corrispondano relative risorse finanziarie.E così l’ECF informa che il Ministro dei Trasporti ungherese, Völner Pal, ha ufficialmente dichiarato sostegno alla “Carta” per lo sviluppo della mobilità ciclistica nel suo paese, elaborato da 7 organizzazioni ciclistiche no profit in stretta collaborazione con l’ECF. Tra i punti salienti del documento: sviluppo della rete ciclabile per la mobilità abituale e per l’attività ricreativa; attività di educazione, promozione e comunicazione; sostegno all’industria e al commercio delle bici; sviluppo del cicloturismo; creazione di un organismo di coordinamento e di governo delle attività.Nella Repubblica Ceca invece si è già tenuto un incontro sul tema presso il Ministero dei Trasporti; in Irlanda le associazioni dei ciclisti hanno già stabilito dei contatti con le due assemblee regionali relativamente alla predisposizione dei programmi operativi.In Olanda…piove sul bagnato. L’organizzazione olandese dei ciclisti Fietsersbond, ha presentato al Ministro dei Trasporti e a quello dello Sviluppo economico un piano per la realizzazione, entro il 2025, di 765 km di ciclovie “veloci” regionali. Il piano sarà inserito nella prossima programmazione di entrambi i Ministeri.

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Ottimi risultati semestrali per Assicura e Bcc Fvg

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2013

Crescita complessiva media del 97 per cento per le polizze assicurative Assicura distribuite dalle Banche di Credito Cooperativo, da Confartigianato e Confcooperative nel primo semestre del 2013, rispetto al 2012. Un ottimo risultato con il segno più davanti alla variazione produttiva di quasi tutti i comparti. «I dati sulla bancassicurazione – aggiunge Giuseppe Graffi Brunoro, presidente della Federazione regionale delle Bcc – rappresentano un segnale incoraggiante, in un contesto ancora molto problematico, con l’incremento significativo dei crediti deteriorati, che in questa congiuntura colpisce più del solito le banche del territorio». Per quanto riguarda l’operatività delle 15 Bcc del Fvg, la crescita è guidata dal comparto vita (+181 per cento), seguita dalle assicurazioni sulla casa (+60 per cento) e da quelle sull’auto (+ 23 per cento). Il comparto vita cresce anche in percentuale interna e rappresenta, nel primo semestre 2013, il 68 per cento della raccolta complessiva contro il 46 per cento del giugno 2012. Complessivamente, al 30 giugno 2013, sono stati stipulati 2.056 contratti di copertura danni per la casa (erano 1.453 nel 2012) e 1.747 assicurazioni auto (1.245, l’anno scorso). Assicura ha complessivamente registrato, in sei mesi, 11.292 nuove polizze per un valore della produzione pari a 18,331 mln di euro. Nel dettaglio sono state 4.549 le nuove polizze vita e finanziarie (per 15,135 mln di euro); 6.743 le polizze danni (per 3,196 mln di euro).
Assicura Group è la holding dell’intermediazione assicurativa a servizio dei soci e dei clienti delle Bcc, degli artigiani di Confartigianato e delle imprese aderenti a Confcooperative. Un gruppo assicurativo con un patrimonio di 7,5 mln di euro, una cinquantina di dipendenti divisi tra due società operative e una raccolta nuovi premi che, al 31 agosto, ha superato i 60 milioni di euro.

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Moneta cinese: nuova valuta

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2013

Italiano: Città di Shanghai in Cina. Fonte en....

Italiano: Città di Shanghai in Cina. Fonte en.wikipedia.org. (Photo credit: Wikipedia)

«Si apre all’orizzonte una fase storica, paragonabile all’affermazione del Dollaro e dell’Euro. Riconoscere prontamente le opportunità e saper gestire efficacemente i rischi che derivano dalle prospettive di affermazione del Renminbi come nuova valuta di scambio e di investimento influenzerà la competitività delle imprese italiane e dei portafogli di investimento» così dichiara Vincenzo De Luca, Console Generale d’Italia a Shanghai nella prefazione alla guida “Internazionalizzazione della valuta cinese” edita da Diacron Press, marchio editoriale del gruppo di consulenza contabile e fiscale internazionale, in collaborazione con AZ Investment Management, la sussidiaria a Shanghai del gruppo Azimut. «Per l’Italia la Cina è un mercato di importanza crescente» spiega il Console «vi sono oggi circa 2.000 aziende italiane in tutta la Cina e investimenti accumulati italiani in Cina pari a circa 10 miliardi di euro. Si tratta di una tendenza che aumenterà in futuro e che intendiamo alimentare incoraggiando gli scambi con l’Italia: siamo infatti il primo Paese Shengen per il rilascio dei visti in Cina nel 2012 con 285.000 visti rilasciati a cittadini cinesi».La pubblicazione, disponibile in formato e-book a partire da metà settembre, spiega opportunità e rischi del processo di internazionalizzazione della valuta cinese avviato nel 2009, con particolare riferimento alla gestione dei patrimoni societari e personali, alle iniziative commerciali delle imprese italiane e alla redditività complessiva degli investimenti.

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Prosegue il trend positivo per le esportazioni di marmi italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2013

Carrara, Toscana, Italia

Carrara, Toscana, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Anche nel primo semestre del 2013 sono aumentate quantità e valori. Il marmo che segna le performances più interessanti sia per i grezzi sia per i prodotti lavorati e il mercato americano si conferma leader per incremento percentuale. Continua invece la lunga fase negativa del granito.L’export italiano di materiali lapidei ha proseguito la sua fase positiva anche nel primo semestre del 2013. Lo rilevano le statistiche elaborate dall’ufficio studi dell’Internazionale Marmi e Macchine di IMM Carrara che ha operato sulle rilevazioni Istat confrontandole con la serie storica che ha realizzato nel corso degli anni. Nel primo semestre 2013 l’Italia ha esportato 2.111.520 tonnellate di materiali lapidei per un valore complessivo di 923.493.510 euro, in crescita tendenziale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sia in quantità (+2%) che in valore (+7,2%). In momenti non certo positivi per l’economia nazionale il comparto marca con forza la sua propensione all’export basata sulla vitalità delle aziende e sulla loro capacità di mettere sui mercati lavorati di qualità e ad alto valore aggiunto.A trainare il comparto sono soprattutto le esportazioni di marmo sia grezzo che lavorato. L’Italia ha, infatti, esportato, nel primo semestre, 699 mila tonnellate di marmo in blocchi e lastre per un valore di 158,7 milioni di euro con un aumento del +6,45% in quantità e del +10,64% in valore. Molto buono anche il trend dei lavorati con un export di oltre 451mila tonnellate di marmo lavorato per un valore di quasi 423,4 milioni di euro e con un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2012 sia in quantità (+4,5%) che in valore (+10,4%). (Vedi tavola numero 1).
Le esportazioni di granito in blocchi e lastre, da alcuni anni in fase di contrazione, sono state pari a 74mila tonnellate (-5%) nei primi sei mesi del 2013 per un valore di poco superiore a 20 milioni di euro, mentre si registra un export di 282mila tonnellate per i graniti lavorati con un aumento di quasi il +4% nei valori che sono stati di 269,4 milioni di euro. Per una sommaria valutazione della contrazione del comparto nazionale del granito è utile proporre un confronto dell’export graniti con quello dell’intero anno 2006 quando il settore esportò 189.000 tonnellate di graniti in blocchi e lastre per un valore di 49 milioni di euro e 943.754 tonnellate di graniti lavorati per un valore di ben 811 milioni come riportato da Stone Sector 2007 edito da Internazionale Marmi e Macchine.

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Bilancio UE 2014: nonostante le promesse, il Consiglio vuole tagliare la spesa per crescita e lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2013

I tagli proposti dal Consiglio alla spesa UE per ricerca e occupazione contraddicono le promesse fatte, secondo quanto hanno detto i deputati, commentando il progetto di bilancio per il 2014, presentato martedì dalla Presidenza lituana del Consiglio.Il Consiglio propone un bilancio di 142,5 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno e di 136,1 miliardi di euro in stanziamenti di pagamento, vale a dire tagli per 9 miliardi di euro (-6%) in impegni e 9,5 miliardi di euro (-6,6%) in pagamenti, rispetto a quest’anno.La posizione del Consiglio sul bilancio contraddice le sue promesse per una ripresa economica. Nonostante gli impegni recentemente presi di dare priorità all’occupazione (giovanile) e ai programmi di crescita per la ricerca, l’istruzione e le piccole e medie imprese, sono proprio questi i settori in cui il Consiglio propone i tagli più ingenti, per un totale di 426 milioni di euro (-3%). “Il Consiglio ha scelto di fare ‘business as usual’, tagliando il già limitato bilancio proposto dalla Commissione. È inaccettabile che il Consiglio proponga di fare i tagli più cospicui alle politiche di crescita quali la ricerca e l’innovazione”, ha dichiarato la relatrice sul bilancio 2014, Anne Jensen (ADLE, DK).Il Consiglio propone inoltre tagli per 157 milioni di euro per la politica estera (-2,5%) e 153 milioni di euro per l’amministrazione (-1,8%). I settori di spesa meno colpiti sono i fondi strutturali e l’agricoltura.Nel frattempo, l’annosa questione della carenza di pagamenti per il 2013 non è ancora stata risolta e i deputati temono che possa influenzare i negoziati sul bilancio 2014, se non si trova rapidamente una soluzione. All’inizio di quest’anno, la Commissione aveva stimato il deficit a 11,2 miliardi di euro per pagare i conti in sospeso di quest’anno, ma finora gli Stati membri si sono accordati solo per 7,3 miliardi di euro.Il Parlamento è anche preoccupato per l’aumento dei costi degli impegni in sospeso che devono ancora essere trasformati in pagamenti (i cosiddetti “arretrati da liquidare” ADL). Gli ADL saranno pari a 235 miliardi di euro entro la fine di quest’anno, cifra che si aggiungerà ai pagamenti futuri.

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L’anticoagulante Xarelto della Bayer

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2013

L’anticoagulante Xarelto della Bayer secondo quanto riportato da alcuni media tedeschi avrebbe causato alcuni casi di effetti collaterali negativi – quasi 1.000 di quest’anno, e fra questi si segnalerebbero ben 72 decessi.L’Istituto federale per i farmaci e i dispositivi medici tedesco (BfArM) ha registrato un numero crescente di casi sospetti che sarebbero connessi all’utilizzo dell’anticoagulante Xarelto della Bayer. Nel 2012, medici e pazienti avrebbero segnalato alla BfArM un totale di 750 casi sospetti per reazioni avverse, tra cui 58 decessi, mentre solo nei primi otto mesi di quest’anno sarebbero già 968 i casi di effetti avversi, con 72 morti, come ha annunciato l’autorità a seguito di un’inchiesta della rivista “Der Spiegel”. Tuttavia, la BfArM ha sottolineato che “un nesso causale tra farmaco e effetti collaterali non è certo.”Lo Xarelto è uno dei prodotti commercialmente più importanti della Bayer e dovrebbe portare più di due miliardi di euro l’anno nelle casse della multinazionale farmaceutica in tutto il mondo. Basti pensare che nella sola Germania, il numero delle dosi giornaliere prescritte è stato pari a 0,7 milioni di euro nel 2011, ma è aumentato a 25,5 milioni nel 2012, come risulta dal rapporto 2013 sulla prescrizione di farmaci che sarà pubblicato giovedì a Berlino.
Pur evidenziando che anche la Bayer non ha dato peso a tali eventi dal momento che sarebbero solo “segnalazioni spontanee” di medici e consumatori, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) a fare le opportune verifiche per eliminare ogni dubbio fra gli operatori sanitari ed i pazienti.

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Italia: competitività e austerità

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

English: Official logo of the World Economic F...

English: Official logo of the World Economic Forum. (Photo credit: Wikipedia)

La perdita di posizioni di competitività dell’economia italiana certificata dai dati del World Economic Forum – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non è che la prova di quanto male stiano facendo al paese le politiche recessive fino ad ora adottate e i ritardi nell’approvazione di quelle riforme in grado di ridisegnare in meglio l’assetto strutturale italiano. Il 49esimo posto tra le 148 economie censite – continua Tiso – è infatti il risultato di diversi anni di immobilismo, dell’adozione nell’ultimo quinquennio di politiche recessive, della mancanza di una visione strategica e della pesante struttura del mercato del lavoro: troppo ingolfato dalla burocrazia e da sistemi ormai superati. Esistono diverse autorevoli soluzioni alla difficile situazione economica venutasi a creare, ma prima di tutto c’è bisogno di una maggiore capacità di ascolto da parte dell’esecutivo, troppo impegnato in beghe interne che nulla hanno a che vedere con la vita dei cittadini. Investire nel mondo agricolo è una scelta che tutti i principali indicatori economici, considerate le specificità italiane, ritengono la più idonea per superare la crisi; ciò nonostante il governo non presta la giusta attenzione a questa ipotesi e rilega ancora oggi l’agricoltura ad un semplice aggregato economico. L’auspicio – conclude Tiso – è che si verifichi quanto prima una chiara inversione di tendenza e una presa di coscienza su cosa rappresenti il primario in Italia.

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TeamViewer amplia la propria gamma di prodotti ed annuncia una soluzione per il monitoraggio remotoe l’inventario degli asset IT delle imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2013

Goeppingen, TeamViewer®, uno dei principali fornitori di software per il controllo remoto e i meeting online, amplia la sua gamma di prodotti con il lancio di ITbrain™, una soluzione basata su cloud per il monitoraggio remoto e l’inventario degli asset IT aziendali. L’ultima novità nella famiglia di prodotti TeamViewer permette agli amministratori IT di monitorare da remoto gli asset IT per una regolare attività di manutenzione a PC aziendali, server e software. Allo stesso tempo, il software TeamViewer per il controllo remoto ed i meeting online è stato aggiornato ed offre ora un insieme di nuove funzionalità integrate per il monitoraggio da remoto, senza costi aggiuntivi.ITbrain è una nuova soluzione, sviluppata da TeamViewer, che fornisce agli amministratori IT un programma di controllo dei sistemi, inventario degli asset, alert, notifiche email e tutti gli strumenti necessari a massimizzare le performance delle risorse IT delle aziende direttamente dalla TeamViewer Management Console, soluzione web di facile utilizzo. L’integrazione tra le due soluzioni permette di lavorare senza interruzioni, raccogliendo ed aggregando i dati nel cloud.ITbrain aiuta ad assicurare un corretto e continuo funzionamento dei sistemi e l’integrità dei dati.

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N’ayez pas peur, nous y arriverons!

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2013

Jacques Delors est intervenu le 15 juin 2013 en tant que « Grand Témoin » lors du Forum des progressistes européens organisé à Paris par le Parti socialiste, la Fondation Jean Jaurès et la Fondation européenne d’études progressistes.Son discours s’est articulé autour de trois éléments clés :
1. mettre l’Europe à la relance
2. instaurer une coopération renforcée pour l’UEM
3. ne pas oublier la Grande Europe

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Il Parlamento sostiene il blocco temporaneo dei “permessi” di emissione CO2

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2013

La proposta di congelare la vendita all’asta di un certo numero di permessi d’emissione CO2 per incoraggiare le imprese a investire in innovazione a basse emissioni di carbonio è stata sostenuta mercoledì dal Parlamento, dopo la bocciatura di misura avvenuta in aprile. Questa volta, gli eurodeputati hanno introdotto condizioni più rigorose per il congelamento. La misura mira a ripristinare l’effetto d’incentivazione del sistema di scambio di emissioni, progettato per diminuire le emissioni di gas a effetto serra e contrastare i cambiamenti climatici.Il crescente surplus di quote di emissione – a causa di un eccesso di offerta e del rallentamento economico – ha visto la caduta del prezzo del carbonio ben al di sotto dei livelli stimati quando è stato creato il sistema UE di scambio di emissioni (ETS). Il Parlamento, sulla base di proposte della commissione ambiente, ha dato il suo accordo per consentire alla Commissione di rinviare la tempistica di una porzione dei crediti da mettere all’asta.”Ora abbiamo un mandato, poiché il Parlamento ha approvato le nostre proposte. Inizieremo i negoziati con i ministri UE il prima possibile per cercare una soluzione comune che permetterà all’ETS di raggiungere il suo scopo”, ha detto il relatore Matthias Groote (S&D, DE).”In tutti i continenti, l’esperienza europea di un sistema basato sul mercato per la riduzione delle emissioni di CO2 è presa in considerazione e vista come un’opzione credibile, come è avvenuto recentemente in Cina. Noi non dobbiamo lasciare che l’ETS sia vittima di preoccupazioni a breve termine. Una riforma strutturale del sistema seguirà, per assicurare che resti la pietra angolare della politica climatica ‘UE “, ha aggiunto.
La risoluzione legislativa è tata approvata con 344 voti a favore, 311 contrari e 46 astensioni.Negli emendamenti approvati presentati dalla commissione ambiente, i deputati dicono che la Commissione può, in circostanze eccezionali adattare il calendario delle aste, se una valutazione d’impatto dimostra che i settori interessati non dovranno subire un rischio “significativo” di delocalizzazione di imprese al di fuori dell’UE. La Commissione non potrà fare più di un adattamento di questo tipo, e per un massimo di 900 milioni di quote.

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Rete dati globale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

Fitness First, il più grande gruppo di palestre con centro benessere e fitness club a livello globale, ha concluso un importante accordo per la fornitura di servizi di rete con Telstra Global e Easynet Global Services, integratore di servizi di rete, hosting e cloud.A seguito di un contratto pluriennale del valore di 4,6 milioni di dollari Fitness First potrà usufruire di una rete MPLS (Multiprotocol Label Switching Network) completamente gestita per collegare più di 275 centri fitness in tutto il mondo.Secondo Mark Radley, Programme Manager di Fitness First, il nuovo servizio MPLS rappresenta un valido supporto per il gruppo a seguito della recente forte crescita del settore del fitness e benessere nei mercati emergenti, grazie ai data center in grado di supportare le operatività regionali e alle funzioni di reporting e gestione della rete estese a tutta la rete globale di Fitness First.“Stiamo vivendo un momento davvero emozionante, con l’ingresso in nuovi mercati e che ci porta a rafforzare ulteriormente il nostro marchio Fitness First,” ha dichiarato Radley “e per accompagnarci in questo percorso eravamo alla ricerca di partner qualificati che ci offrissero una soluzione integrata di comunicazione globale solida e affidabile”.
“Il nostro successo si basa sulla nostra capacità di comunicare in modo efficace sia internamente, sia con i soci dei nostri club. La nuova soluzione di comunicazione unificata fornitaci da Telstra e Easynet ci consente di migliorare la coesione, la collaborazione e l’integrazione a tutti i livelli in azienda e ci permette di fornire un servizio di qualità superiore, essenziale in un momento di crescita e sviluppo.”
Telstra Global gestirà oltre 100 siti in Asia, mentre Easynet gestirà la fornitura di servizi integrati a 160 siti in Europa e nel resto del mondo. Le competenze territoriali di entrambe le aziende si sono integrate per fornire un servizio completo con supporto locale dedicato affinché Fitness First possa operare in modo più competitivo in ogni regione. Telstra Global possiede una delle reti IP globali tecnologicamente più avanzate in Asia-Pacifico e attualmente supporta un ampio portafoglio di soluzioni end-to-end, tra cui voce, mobile, banda larga, IP, MPLS e servizi gestiti. Easynet fornisce soluzioni innovative di rete, hosting e cloud di portata globale e supportate da competenze locali. L’approccio collaborativo tra le due società nell’offerta di un’unica soluzione integrata è stato un elemento cruciale del processo decisionale di Fitness First.
Telstra Global è un fornitore globale leader nei servizi di rete gestiti e servizi internazionali di dati, voce e satellitari. È una divisione di Telstra Corporation Limited e possiede uno dei backbone di rete IP tecnologicamente più avanzati al mondo.

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Simoncini su offerta per Richard Ginori: tre i motivi di soddisfazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2013

Firenze – L’assessore regionale alle attività produttive e al lavoro, Gianfranco Simoncini, esprime apprezzamento per la presentazione del bando per la cessione della Richard Ginori. Lo ha detto al termine dell’incontro dell’incontro che ha avuto con il curatore fallimentare dell’azienda, Andrea Spignoli, che gli ha illustrato il bando che parte dalla proposta ricevuta da un gruppo che si è detto disponibile a pagare 13 milioni di euro e a riassorbire almeno 230 dei lavoratori.
“Mi sembra una prima buona notizia – ha spiegato l’assessore Simoncini – che induce ad un cauto ottimismo. Il primo motivo di soddisfazione è rappresentato dal riavvio della procedura che può portare alla vendita di un’azienda che rappresenta uno degli elementi portanti del manifatturiero toscano ed un simbolo della nostra regione. Il secondo deriva dalla certezza che oggi siamo di fronte ad almeno un soggetto disponibile a farsi carico di un rilancio di questo storico marchio. Il terzo è rappresentato dalla decisione del giudice di autorizzare l’esercizio provvisorio e di riattivare i forni, così da permettere di continuare a produrre”.“La Regione Toscana – ha concluso Gianfranco Simoncini – manifesta da subito tutta a sua disponibilità a sostenere tutti quei progetti che si presentino come credibili e che siano in grado di salvaguardare l’occupazione e la presenza di questa storica azienda a Sesto Fiorentino”.

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Eurodeputati: un’attenta mutualizzazione del debito sovrano farebbe bene all’euro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2013

Una risoluzione per reiterare la richiesta alla Commissione e agli Stati membri di esplorare tutte le strade possibili per introdurre strumenti di mutualizzazione del debito pubblico è stata approvata mercoledì. Il testo afferma che i rischi di “free-riding” potrebbero essere evitati con soluzioni designate ad hoc, in modo che la mutualizzazione del debito non diventi automaticamente un tabù. È stato inoltre evidenziato la contraddizione dell’Eurozona, che ha una moneta unica ma non un mercato obbligazionario comune.La risoluzione – firmata dalla liberale francese Sylvie Goulard – richiede alla Commissione di stilare una relazione sulle differenti opzioni per mutualizzare il debito pubblico dei paesi dell’Euro, accompagnandola se possibile con una tabella di marcia per la sua introduzione.I deputati richiedono l’istituzione di un fondo europeo di rimborso del debitoLa risoluzione fornisce varie opzioni. Alcune, come il fondo europeo di rimborso, potrebbero entrare in vigore immediatamente o nel medio termine, mentre per altre, come l’emissione comune di debito nazionale o la creazione di un debito comune europeo, si richiederebbero delle modifiche ai trattati.
La risoluzione rileva che il caso dell’Eurozona è unico: malgrado ci sia una moneta unica, manca un mercato obbligazionario o una politica di bilancio comuni. Per arrivare alla stabilità dell’eurogruppo, quindi, il processo di unione va completato e ciò sicuramente porterà degli effetti positivi sui mercati finanziari.

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“Sono in crisi? Faccio un debito e mi pago i dividendi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 dicembre 2012

La persistente recessione ha ridotto i mercati incidendo anche sui bilanci delle imprese e delle famiglie. Il costo del denaro vicino allo zero negli Usa e in Europa, tiene bassi i tassi di interesse delle obbligazioni e degli altri titoli. A seguito di ciò, da mesi molti fondi equity (quelli che investono principalmente in azioni), per poter remunerare i “capitali di ventura” che gestiscono, hanno sviluppato un forte appetito al rischio.Stanno rilanciando in grande alcune delle più spericolate operazioni di ingegneria finanziaria.Se le imprese non producono profitti, perché non fare dei debiti e poi utilizzare i soldi incassati per pagare lauti dividendi ai fondi equity- azionisti? Tra queste, una delle alchimie più velenose è il “dividend recap”, cioè la ricapitalizzazione dell’impresa con emissioni di bond, gran parte delle quali destinata a pagare i dividendi. Un’impresa normale e virtuosa di solito raccoglie nuovi capitali sul mercato attraverso il credito bancario, l’emissione di obbligazioni, ecc, per modernizzare i suoi impianti, per investire in ricerca o per far crescere la sua produzione e le vendite. Lo scopo evidente è quello di rendere meglio funzionante e più competitivo il suo sistema produttivo per aumentare la sua fetta di mercato e quindi anche i legittimi profitti. In tal caso chi lavora nell’azienda potrà godere anche di un premio di produttività e gli azionisti potranno ricevere un dividendo in proporzione ai profitti fatti. Il “dividend recap” è invece un modo per “truffare e inquinare” il sistema economico e distribuire profitti mai fatti. Negli Usa, nel solo periodo gennaio-ottobre, sarebbero state fatte circa 70 operazioni di “junk bond” che hanno dato artificialmente origine a oltre 30 miliardi di dollari di dividendi “allegri”. Certi analisti definiscono il 2012 come “l’anno dei dividendi”! La novità è che le imprese che vi hanno partecipato non provengono tutte dai settori speculativi dell’economia. Per esempio, è stata coinvolta la più importante catena ospedaliera privata americana, la Hca Inc., con quasi 300 tra ospedali e centri di chirurgia distribuiti in una ventina di stati. Vi sono poi la Domino’s Pizza, che nei mesi passati ha acceso un nuovo debito per 1,675 miliardi di dollari “garantito” da derivati “asset-backed security”, la Booz Allen, una grande società di consulenza tecnologica, la Homeward Residential, che gestisce ipoteche immobiliari ed altre società. Non è noto a tutti che queste imprese in passato, prima del 2007, furono oggetto di “leverage buyout”, furono cioè acquisite attraverso operazioni di finanza strutturata da alcuni fondi equity aggressivi. Essi, con un capitale di base limitato, usarono una elevata leva finanziaria di creazione di debito per portare a termine le acquisizioni. In altre parole, certi fondi hanno acquistato società senza avere tutte le risorse proprie necessarie ricorrendo ad indebitamente attraverso la sottoscrizione di prodotti finanziari speculativi in derivati. La “scommessa” su cui hanno puntato è stata la convinzione che l’acquisizione stessa avrebbe generato grandi profitti per ripagare anche gli impegni finanziari assunti e i debiti accesi. Ciò spiega, almeno in parte, il meccanismo di creazione dei junk bond emessi per pagare i dividendi. Non a caso sono chiamati titoli spazzatura, in quanto tutti conoscono il loro bassissimo rating. Il quesito che si pone è: perché simili titoli trovano compratori? La risposta è molto semplice: spesso chi compra fa parte della rete di quei fondi equity che riceveranno i dividendi. Di solito per questi bond, dato il loro alto rischio, la società emittente è tenuta ogni anno a mettere a bilancio interessi alti da pagare, non meno dell’8-10%. Quindi per gli speculatori i benefici a breve sono tanti. Si scommette sul rischio di default o sul suo salvataggio grazie agli interventi pubblici. Naturalmente vi sono anche i classici “polli da spennare”, cioè i normali risparmiatori ai quali viene offerto un titolo strutturato ad un tasso di interesse più attraente, nella cui pancia vi sono titoli solidi ma anche una parte di questi junk bond.Ancora una volta quindi siamo di fronte agli stessi comportamenti irresponsabili e non sanzionati che hanno scatenato la grande crisi del 2008. Operazioni di “dividend recap” stanno cercando di prendere piede anche in Europa, anche se, per fortuna, dei maggiori controlli le rendono più difficili. In giro sembra esserci una gran voglia di “sbornia bond” nella speranza che “l’oste” non chieda mai il conto finale ai suoi clienti ubriaconi. Come si vede certi fondi speculativi di private equity si pongono ormai ai margini del sistema finanziario. Sfruttano tutti i mezzi disponibili, le aree grigie e la mancanza di regole stringenti, tanto da diventare macchine di “distruzione economica di massa”. ( Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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Parlamento sloveno vara rigorose misure economiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Български: Географска карта на Словения. Deuts...

Български: Географска карта на Словения. Deutsch: Topographisch. English: Map of Slovenia. An enlargeable topographic map of Slovenia. Italiano: Mappa della Slovenia. Bahasa Melayu: Peta Slovenia. (Photo credit: Wikipedia)

Anche la Slovenia vara un pacchetto di rigore finanziario. Il piccolo stato confinante con l’Italia non si sottrae alle misure di austerity in vigore un po’ in tutta Europa e, dopo aver approvato il fiscal compact (il patto di stabilità europeo), il Parlamento sloveno ha approvato con 49 voti (sui 90 complessivi) misure molto dure con tagli praticamente in tutti i settori e la diminuzione dei salari dei dipendenti pubblici del 4 per cento. Il tutto in una cornice di sostanziale pace sociale, grazie ad un accordo con la maggioranza dei sindacati che a loro volta che si sono impegnati ad astenersi da nuovi scioperi e proteste contro i tagli e le altre norme che ridurranno alcuni benefici nel settore pubblico. La manovra ha lo scopo di dimezzare il crescente deficit dei conti pubblici e fermare l’indebitamento estero, per ottenere un giudizio positivo delle agenzie di rating e della Commissione europea che ieri ha stimato un nuovo ciclo di recessione per la Slovenia e la diminuzione del Pil dell’1,4 per cento nel 2012. La manovra avrebbe anche il merito di frenare la crescita del debito pubblico sloveno al momento attestato al 48%. (Piero Tatafiore) (fonte AICCRE)

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Caso Bondi e ragioni a monte

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2012

“Le veline di Palazzo Chigi lasciano intendere che il governo sarebbe stato indotto a nominare commissario Enrico Bondi perché la Ragioneria generale dello Stato non avrebbe fornito i dossier a Pietro Giarda (il quale peraltro e’ stato per anni alla presidenza della Commissione sulla spesa pubblica). E’ veramente un atto di grave irresponsabilità mettere in cattiva luce la RGS che e’ sicuramente uno dei “pezzi pregiati” dell’amministrazione pubblica, la cui azione si svolge da sempre con grandi qualità e rigore nell’interesse di quello Stato che deve restare anche quando i tecnici smetteranno di fare danni e se ne andranno”.(Giuliano Cazzola Deputato del PdL)

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Federconsumatori, risparmi da farmaci monodose

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2012

Dispensare tutti i farmaci di fascia C in parafarmacie e corner salute e avviare l’entrata in produzione delle confezioni conformi e monouso. Tutte proposte, queste, che dovrebbero permettere un risparmio per i cittadini e che Federconsumatori ha rilanciato all’indomani della pubblicazione delle elaborazioni di Federfarma sui dati sulla spesa farmaceutica. «Dal consuntivo emerge una forte riduzione della spesa per il 2011», che però «non è andata a vantaggio dai cittadini a causa dell’aumento del ticket. Ora ci aspettiamo che il ministero della Salute operi in maniera decisa perché si riducano i costi che i cittadini sostengono per i farmaci di cui hanno bisogno». E così, tra i progetti che potrebbero avere un’incidenza in questo senso, per Federconsumatori c’è la vendita in parafarmacia e corner salute di tutti i farmaci di fascia C, «che comporterebbe possibili risparmi di oltre 42 euro annui a famiglia» e poi «una riforma strutturale, che avvii finalmente l’entrata in produzione e in commercio delle confezioni conformi e monouso, dando applicazione a norme già esistenti». Tale provvedimento garantirebbe «minori sprechi e farebbe evitare avanzi che poi devono essere eliminati, con ulteriori costi di smaltimento, consentendo complessivamente un importante risparmio ai cittadini, pari a 600-700 milioni di euri annui».(fonte farmacista33)

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Bulgaria: green economy

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

Si chiama “Apulia Phoenix” ed è un programma di interventi che 12 aziende pugliesi e 3 bulgare realizzeranno in Bulgaria nei settori delle bonifiche ambientali, dell’efficientamento energetico, delle fonti rinnovabili e del ciclo di rifiuti. Le azioni si svolgeranno grazie ad una joint venture “Exxon centauri” che verrà costituita nei prossimi giorni, “una sorta di contratto di rete transnazionale”, ha riassunto il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi che ha aggiunto: “un tema su cui stiamo lavorando molto quello delle reti d’impresa. L’obiettivo è l’ottimizzazione delle risorse, la moltiplicazione delle occasioni e la reciprocità dei vantaggi, in termini di business e sviluppo. La Camera di Commercio continua così a sostenere ed affiancare le piccole e medie imprese nei percorsi di internazionalizzazione”.
“Apulia Phoenix” è stato presentato stamani nella sala giunta dell’ente camerale barese alla presenza di S.E. Todor Stoyanov, Ambasciatore pro tempore di Bulgaria in Italia. Il progetto è un’iniziativa della Confapi Bari e Bat e del Distretto delle Energie Rinnovabili della Regione Puglia. Sono intervenuti anche il consigliere economico dell’ambasciata di Bulgaria in Italia Boiko Kadrinov, il vice presidente vicario ed il segretario generale della Confapi Bari e Bat, Carlo Maria Martino e Riccardo Figliolia ed il vice presidente dell’Aicai, Salvatore Liso. “Bari è centro e motore delle crescita economica orientata verso i Balcani e l’area mediterranea. Una collaborazione quella fra Puglia e Bulgaria – ha detto S.E. Todor Stoyanov – che oggi in tempi di crisi si rivela strategica per aprire nuovi scenari e determinare nuovi investimenti che coinvolgano le imprese dei nostri territori. L’economia bulgara è in crescita, la tassazione è bassa, c’è molta fiducia fra i due Paesi e da questo progetto, che è già in stato avanzato, ci aspettiamo molto”.
Le azioni di intervento di “Apulia Phoenix” sono stato individuate sulla base di un’analisi del mercato bulgaro scaturita dopo una missione in Bulgaria, cui Confapi Bari e Bat ha partecipato due anni fa con lo sportello Sprint della Regione Puglia, Ice e Fiera del Levante. “Porteremo in Bulgaria il nostro know how tecnologico in settori importanti, in cui la Puglia vanta casi d’eccellenza, dalle rinnovabili all’ambiente. Know how che metteremo a disposizione delle imprese bulgare”, ha precisato Figliolia. Tre in particolare i progetti che hanno ottenuto interesse da parte del Governo della Bulgaria. Uno riguarda la creazione di una piattaforma tecnologica per biodisel e biofuel. “Recupereremo biomasse di scarto – ha precisato l’ideatore di “Apulia Phoenix”, Alessandro Legrottaglie – per fare biogas e quindi cogenerazione sul territorio. Un altro progetto riguarda i recuperi ambientali con bonifiche sul posto e ultimo ma non meno importante il progetto Green Energy, per recuperare anidride carbonica per usi agricoli e attraverso il carbone vegetale rendere più fertili i terreni”. Nel corso dell’incontro ci si è soffermati sulle notevoli prospettive che la Bulgaria offre alle imprese pugliesi anche in altri settori, in cui si può mutuare l’esperienza di “Apulia Phoenix”. (bulgari)

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Bibite dolci e rischio infarto. Assobibe: conta lo stile di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2012

Dagli Usa allarme per il consumo di bevande zuccherate, che siano gasate o a base di frutta o altro; un’assunzione quotidiana aumenterebbe i rischi di infarto per il sesso maschile. Lo rivela uno studio della Harvard public health school diretto da Lawrence de Koning: secondo i dati del rapporto, i rischi di infarto salgono del 20% per gli uomini che bevono una bevanda al giorno zuccherata sia essa gassata o meno, del 42% per chi assume due bevande, e addirittura del 69% per chi non va sotto i tre drink dolci al giorno. Pubblicata sulla rivista specializzata Circulation, la ricerca ha analizzato i dati provenienti da una indagine in corso da 22 anni che segue la salute di circa 43.000 uomini. Il rapporto ha osservato nei partecipanti che consumavano le bevande dolcificate, un aumento dei fattori indicativi di infiammazione nel sangue, legati a un incremento dei pericoli cardiovascolari, quali il tasso della proteina C reattiva. Pronta la replica di Assobibe, (associazione dei produttori italiani di bevande analcoliche) secondo la quale il consumo di soft drink non aumenta il rischio cardiovascolare. «Bere bevande zuccherate» si legge in una nota «non aumenta il rischio di malattie cardiache, né in base a questo studio, né sulla base di qualsiasi altro studio scientifico disponibile. Gli autori hanno identificato un’associazione tra il consumo di bevande zuccherate e il rischio cardiovascolare. Tuttavia, dato che lo studio ha preso in esame un campione di uomini tra i 44 e i 75 anni di età nel corso di 22 anni, l’associazione evidenziata potrebbe risultare da altri cambiamenti dello stile di vita dei soggetti analizzati». «Tali soggetti, indipendentemente dai quantitativi di bevande zuccherate consumati, erano inoltre caratterizzati» prosegue Assobibe «da abitudini non salutari potenzialmente impattanti sulla salute del cuore, tra cui prevalenza di fumatori e bassi livelli di attività fisica».(fonte fasrmacista33)

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