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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘business ethics’

2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

“Tornano a solcare i mari italiani i mega Yacht intestati ai nullatenenti. Crescono a dismisura i poveri possidenti, +6,7% nel 2011. Il 64% degli yachts di lusso che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse.” Questo è quanto emerge da nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di “Contribuenti.it Magazine”, presentata oggi a Ischia all’apertura del convegno “Fisco in barca”. di Fisco Tour 2011. Sono poveracci, dalle dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di imprenditori e professionisti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata, i proprietari di dei più bei yacht che circolano in Italia. Secondo lo studio dell’Associazione Contribuent i Italiani che saranno prossimamente pubblicati sul magazine “Contribuenti.it”, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, oltre la metà degli italiani ha dichiarato meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,95% ha dichiarato oltre 100 mila euro, lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.
Una fotografia che stride con i dati relativi alle richieste di posti barca che sono cresciuti del 12,3% e agli acquisti di imbarcazioni di lusso. La spesa è cresciuta in Italia nel 2011 del 6,7%. I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata (240.000 fuoriserie e suv), yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante la strategia della tensione messa in atto dall’amministrazione finanzi aria. “L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Devono scendere in campo gli 007 del Secit per scoprire chi sono gli effettivi proprietari degli Yachts che puntualmente, nei mesi estivi, solcano i nostri mari sbeffeggiando il fisco italiano”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Rimborsi fiscali

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Lo Stato si conferma un pessimo e tardo pagatore. Le Amministrazioni finanziarie in Italia impiegano mediamente 14,1 anni per rimborsare le imposte, contro una media europea di 12 mesi.  E’ questa la sintesi della nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, che sarà prossimamente pubblicata su “Contribuenti.it Magazine”. Secondo la classifica stilata da KRLS Network of Business Ethics, l’Italia si aggiudica il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali con 14,1 anni, seguita dalla Turchia (4,2 anni), dalla Grecia (3,8 anni), dalla Spagna (2,3 anni), dalla Francia (1,6 anni), dall’Inghilterra i (1,2), dalla Germania (0,8 anno), dall’Austria (0,4 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1).Tra i contribuenti maggiormente penalizzati in Italia dai mancati rimborsi fiscali f igurano quelli residenti nelle regioni del Sud: Campania al primo posto, seguita dalla Puglia e Calabria. A seguire Lazio, Liguria, Basilicata, Molise, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Valle d’Aosta, Toscana, Piemonte, Marche, Abruzzo, Sicilia, Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia. Non fa sconti a nessuno, neanche ai terremotati dell’Abruzzo. Fa impressione il tempo il attesa dei terremotati italiani, 12,8 anni, contro il mese di attesa dei terremotati giapponesi. Tutto questo accade perché le Amministrazioni finanziarie, dopo 11 anni, non ha ancora dato attuazione all’art. 8 dello Statuto del contribuente, in dispregio della Carta Costituzionale.”Per esigenze di cassa non si può sempre far leva sui rimborsi fiscali – afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – I fondi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale debbono essere utilizzati per ripianare i debiti che lo Stato ha nei confronti dei contribuenti”. In attesa di seri provvedimenti, l’Associazione Contribuenti Italiani annuncia nel mese di maggio “Tea Parties” in tutta Italia, come in America, per promuovere una legge che impone alle Amministrazioni finanziarie di pagare entro 60 giorni, oltre i quali si applicano sanzioni ed interessi, gli stessi che applicano le esattorie ai contribuenti morosi. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

“Crescono a dismisura i poveri possidenti, +6,7% nel 2011, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 64% degli yachts che circolano in Italia, sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse.” Questo è quanto emerge da nuova inchiesta condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto del magazine “Contribuenti.it” dell’Associazione Contribuenti Italiani, che ha presentato oggi a Capri il nuovo inserto “Nautica & Fisco”. Sono poveracci, dalle dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di imprenditori e professionisti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata, i proprietari di dei più bei yacht che circolano in Italia.Secondo lo studio dell’Associazione Contribuenti Italiani che saranno prossimamente pubblicati sul magazine “Contribuenti.it”, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, oltre la metà degli italiani ha dichiarato meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,95% ha dichiarato oltre 100 mila euro, lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.Una fotografia che strida con i dati relativi alle richieste di posti barca che sono cresciuti del 12,3% e agli acquisti di imbarcazioni di lusso. La spesa è cresciuta in Italia nel 2011 del 6,7%. I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata (240.000 fuoriserie e suv ), yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante la strategia della tensione messa in atto dall’amministrazione finanziaria.  “Da sola la Guardia di Finanza non può combattere l’evasione fiscale che è diventato lo sport più praticato dagli italiani – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Devono scendere in campo gli 007 per scoprire chi sono gli effettivi proprietari degli Yachts che puntualmente, nei mesi estivi, solcano i nostri mari sbeffeggiando il fisco italiano”.Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Pensionati: poveri uno su due

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

In Italia una un pensionato su due è povero con una pensione che non supera la soglia dei 500 euro al mese. Sono quasi 14 milioni e mezzo le pensioni ed il 49% del totale pari a 7 milioni non superano la soglia dei 500 euro al mese. Di questi, quasi 1.800.000, pari al 12,4% del totale, non oltrepassano nemmeno la soglia dei 250 euro al mese. Lo studio sull’identikit dei pensionati, che sarà pubblicato in esclusiva sul magazine “Contribuenti.it”, è stato effettuato da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani.  Il risultato che emerge e’ molto allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall’altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, per la metà, non superano la soglia di povertà.
La media dell’importo mensile erogato dall’Inps ai pensionati italiani e’ di 655,95 euro.
Ad in nalzare la media ci sono i “pensionati d’oro”, circa 56mila titolari di pensioni, lo 0,39% del totale, che prendono più di 3.000 euro al mese. “I pensionati italiani ed in particolare quelli del sud sono tra i più poveri in Europa – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’ Associazione Contribuenti Italiani – Serve un’armonizzazione europea del sistema pensionistico ed una politica economica seria che ponga al centro del sistema economico l’uomo con i suoi bisogni.”(fonte Associazione Contribuenti Italiani)

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Rai la tassa più evasa

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

E’ la tassa concessione televisiva, meglio nota come Canone RAI, la tassa più evasa dagli italiani. Questo risultato emerso dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani, su un campione di 1500 cittadini maggiorenni residenti in Italia. Dalla ricerca è emerso che l’evasione del Canone RAI si attesta intorno al 38% con punte che arrivano fino al 87% in alcune regioni quali Campania, Calabria e Sicilia. L’evasione che già nel 2005 ammontava al 22%, è balzata, nel 2009, al 38% (contro l’8% della media europea) e, si stima che nel 2010 arriverà al 41%, anche a causa dell’aumento del canone RAI passato, nel 2010, da 107,5 a 109 euro.  Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano quelli residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l’evasione sfiora il 90% delle famiglie. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l’evasione si attesta al 12%.  In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, ma in buona posizione si piazzano anche quelli residenti nelle regioni meridionali dell’ Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna. L’Italia non ha il canone più alto. In Europa, il record del canone più esoso appartiene all’Islanda con 346 euro, seguita dalla Svezia e Finlandia dove la tassa è pari rispettivamente a 210 e 208,5 euro, dalla Germania con 206 euro, dall’Inghilterra con 176 euro e dalla Francia con 116 euro. All’estremo opposto troviamo la Spagna, il Portogallo, Olanda e Ungheria dove gli utenti non pagano il canone per vedere la TV pubblica. Perché si evade? Dall’ indagine di Contribuenti.it è emerso che il 36% non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica, il 31% per la scarsità dei controlli e la percezione che se chi evade non viene punito, il 24% per la scarsità qualità dei programmi e la troppa presenza della politica in TV e solo il 9% perché non ha soldi. “Neanche la pubblicità, i premi per gli abbonati, i numerosi inviti effettuati dall’Agenzia delle Entrate – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – hanno scalfito gli incalliti evasori. Gli italiani vogliono una tv pubblica di qualità, diversa da quella commerciale, dalla parte dei cittadini, che garantisca il diritto all’informazione e soprattutto vogliono i politici in tv solo durante le elezioni”.

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