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Posts Tagged ‘business school’

Digital & Export Business School di UniCredit

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Brescia 18 novembre 2019 presso la sede API Industria, prenderà il via il tradizionale percorso formativo della Digital & Export Business School di UniCredit, giunto con questo appuntamento al suo nono anno.L’iniziativa è articolata in tre mezze giornate di lezioni e approfondimenti, tenute da specialisti della banca ed esperti provenienti dal mondo della ricerca e dell’imprenditoria, per fornire ad export manager e imprenditori approfondimenti e spunti di riflessione sul rapporto tra export e digitalizzazione, sulle nuove geografie per l’export, sulle strategie di marketing a supporto del posizionamento all’estero, su big data, intelligenza artificiale, machine learning e e-commerce. Un approfondimento sarà dedicato anche a temi quali la contrattualistica e la fiscalità internazionale, il credito documentario e la digital trade chain.Sarà possibile seguire le lezioni in diretta streaming da 37 sedi Confapi e UniCredit distribuite su tutto il territorio nazionale, grazie al collegamento da remoto via webinar. Una piattaforma di instant-feedback consentirà l’interazione con i docenti in tempo reale da ogni location. Nel Lazio verranno coinvolte le sedi di Roma e Latina.
La Digital&Export Business School è uno dei percorsi di formazione offerti dalla Banking Academy di UniCredit, il programma di financial education e formazione su innovazione, export e digitalizzazione che la banca offre gratuitamente a clienti e non.
UniCredit vanta una presenza capillare garantita da banche leader in 14 mercati strategici e uffici di rappresentanza in 18 Paesi nel mondo, e mette a disposizione delle imprese unità specializzate, come gli International Center, in grado di proporre ai clienti un’offerta completa di servizi e prodotti di supporto ai processi di internazionalizzazione.
La Confederazione italiana della piccola e media industria dal 1947 tutela e promuove la piccola e media industria privata italiana. 83mila sono le imprese che applicano i contratti nazionali di lavoro sottoscritti da Confapi e che impiegano quasi un milione di addetti. Le Pmi del sistema Confapi rappresentano un modello non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale. Centro di aggregazione nel quale l’imprenditore svolge anche una funzione guida all’interno del territorio di appartenenza in termini di conoscenza dei fabbisogni e delle specificità nonché del mercato del lavoro.

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CUOA Business School approva il bilancio 2017 con un utile che conferma il trend positivo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

Altavilla Vicentina (VI), Il 2017 segna una ulteriore conferma della solidità del CUOA, con un risultato di esercizio di 430 mila euro. CUOA è sempre di più il punto di riferimento per l’alta formazione, non solo a livello locale, come territorio di elezione, ma anche nazionale. Sempre più ampie sono anche le attività rivolte e svolte con l’estero.
Nel 2017 CUOA ha realizzato oltre 225 proposte formative, per un totale di più di 15.000 ore di lezione, superando il numero di 7.000 allievi.Positiva e in crescita anche l’iniziativa CLUB Member, il network di Soci Sostenitori al quale aderiscono aziende di diversi settori e Regioni, che riconoscono il CUOA come scuola di riferimento per lo sviluppo delle competenze del top e middle management. Il progetto è partito nel 2014, con un piccolo gruppo di aderenti, 14, ed è cresciuto di anno in anno raggiungendo oggi oltre 100 soci.Nel 2017 CUOA ha inoltre attivato numerose iniziative gratuite e aperte al pubblico, che hanno permesso di coinvolgere e avvicinare ai temi dell’alta formazione manageriale oltre 1.300 partecipanti con eventi dedicati alle community tematiche lean, finance, digital e oltre 1.000 partecipanti con gli eventi delle community Alumni, JobLeader e CLUB Member.Il 2017 è stato un anno di grande impegno per il CUOA, che oltre a confermare il trend dell’anno precedente, si è impegnato nell’acquisizione, in totale autofinanziamento, del 100% delle quote del College Valmarana Morosini, la struttura alberghiera annessa alla sede storica di Villa Valmarana Morosini. Fin dagli anni Ottanta il College offre servizi di ristorazione e pernottamento, alcune aule didattiche, la caffetteria e il bar, il tutto strettamente connesso con le attività del CUOA.“Il risultato di questo esercizio nasce da una strategia di consolidamento e crescita che il CUOA si è dato da qui al 2020 – afferma Federico Visentin, Presidente di CUOA Business School – Ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando ancora con convinzione su diversi fronti, dall’acquisizione e gestione del College Valmarana Morosini, agli investimenti per il potenziamento della nostra capacità commerciale e di comunicazione, fino ai progetti per l’evoluzione delle nostre offerte formative, sotto il profilo del contenuto e delle metodologie. Siamo riconosciuti dal mercato di riferimento per qualità, metodo e per la nostra elevata capacità di personalizzare l’offerta. Abbiamo adottato un approccio flessibile, che parte dall’ascolto dell’esigenza delle persone e delle aziende, per arrivare a proporre soluzioni integrate e combinate e dare una risposta puntuale. È una caratteristica che non riguarda solo l’offerta custom per le aziende, ma anche l’intero catalogo”.Secondo l’analisi condotta dalla rivista World Excellence, nel 2017 CUOA si conferma una tra le migliori Business School d’Italia. Le viene riconosciuta l’eccellenza del modello formativo flessibile, adattabile alle specifiche esigenze di aziende e persone e la capacità di interpretare e adeguare i suoi modelli didattici ai contesti mutevoli, sviluppando e proponendo soluzioni attente a dare risposte concrete. In particolare, CUOA mantiene il suo primato come Centro nazionale di riferimento sui temi del Lean Management.

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La Toulouse Business School lancia un nuovo Master in Digital Intelligence & Marketing Analytics

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2016

Master DIMATolosa, Giugno 2016 – Se l’esplosione del volume di dati è una realtà, la capacità delle imprese di sfruttare il loro potenziale e di trasformarlo in un vantaggio strategico e competitivo è ancora in fase di sviluppo. Il trattamento dei dati sarà basato su appropriate competenze tecniche e il cambio di paradigma dell’azienda sulla consapevolezza dei manager che i “dati” sono al centro del processo decisionale. Dedicato alla Digital Marketing Intelligence e agli Analytics, il nuovo Master DIMA della Toulouse Business School è stato progettato in stretta collaborazione con l’industria, favorendo una dimensione applicata e operativa, attraverso la convalida di tre certificazioni internazionali di alto livello. Il Master DIMA sarà dispensato in lingua inglese e sarà lanciato nel gennaio 2017.
La quantità di dati generati dal progresso tecnologico servirà come base per la competitività del futuro della società, permettendo di supportare i sistemi decisionali, di acquisire conoscenze, ottimizzare le proprie attività, ma anche l’innovazione. Vera rivoluzione nella gestione della società, questo cambiamento dovrà essere basato sulle competenze combinate in marketing/business, matematica/statistica e informatica, ma il mercato della formazione offre molto poco in Europa.
Le aziende consapevoli di questi problemi sono sempre più alla ricerca di nuovi profili manager, come spiega Hammou Messatfa, IBM Europe Government Technical Leader:”Recenti studi dimostrano che vi è un enorme potenziale di reclutamento nel settore analitico (data scientists) e il 66% delle posizioni aperte non sono riempite. Per rispondere a queste sfide, IBM supporta il lancio del Master “Digital Marketing Intelligence e Analytics”, dispensando un corso di Watson Analytics per gli studenti. La ricchezza degli insegnamenti e dei profili offerti dalla Toulouse Buisness School è una risorsa importante per soddisfare le esigenze dei nostri clienti”.Il Master DIMA, progettato all’incrocio tra marketing, informatica, matematica applicata e statistica, si distingue per una combinazione unica di competenze manageriali, scientifiche e tecniche. Il programma mira a fornire agli studenti la conoscenza approfondita e la padronanza avanzata nei settori del marketing relazionale, esperienziale o comportamentale (neuromarketing). La conoscenza tecnica delle leve fondamentali del marketing data-driven, del marketing digitale e della gestione dell’innovazione digitale permetterà a questi futuri manager di diventare protagonisti nei processi decisionali in azienda. Saranno inoltre capaci di gestire progetti complessi e innovativi in ambienti internazionali e multiculturali.“I Big Data sono una risorsa strategica per le aziende. E sconvolgono i modi di pensare, i modelli di business e di gestione. Tuttavia, oggi vi è una mancanza di esperienza globale e competenza in questo settore e le imprese consapevoli del problema sono alla ricerca di manager esperti, in grado di organizzare i dati ed estrarre informazioni rilevanti al fine di prendere decisioni strategiche. L’obiettivo di questo nuovo programma è quello di soddisfare le esigenze delle imprese, fornendo ai nostri studenti forti competenze nel settore dei Big Data, per ottimizzare le attività commerciali e l’innovazione”, spiega Kevin Carillo, Responsabile del Master DIMA alla Toulouse Buisness School.
Nell’ambito del programma, gli studenti potranno interagire con professionisti di alto livello nel settore del marketing data-driven provenienti da aziende del calibro di IBM, SAP, SAS, Capgemini, Tableau, Dataiku, Synomia, Inbox, Data&Data, Ekito.Gli studenti, oltre alle competenze manageriali, scientifiche e tecniche, avranno anche la possibilità di ottenere tre certificazioni professionali riconosciute a livello internazionale nel settore dei Big Data: INFORMS – Certified Analytics Professional (CAP) ; EMC – Prove Professional Data Scientist Associate (EMCDSA) ; SAP- Design Thinking for Business Innovation (THINK 1).Il nuovo programma sarà lanciato a gennaio 2017 e sarà destinato a laureati (laurea triennale o equivalente). La formazione comprenderà due semestri di corsi a tempo pieno e uno stage di sei mesi in azienda. Il Master DIMA verrà dispensato interamente in lingua inglese. (foto: Master DIMA)

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Warwick Business School EU referendum experts

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2016

Warwick Business SchoolProfessor Christian Stadler can talk on multinationals (07576 131168). He is the author of Enduring Success, which involved researching Europe’s biggest companies.He says: “If the UK votes to leave In the short-term rather than expanding in the UK, large multinationals are likely to do that in mainland Europe instead, particularly for businesses which export to the EU.”In the long-term if the UK leaves and takes a tough stance on immigration it will be a disaster for multinationals and big business as the EU will retaliate. For UK business it will be a nightmare as access to the EU will become difficult and they will have to deal with complicated bureaucracy.”
Professor Stephen Roper can talk on SMEs. He researches SME growth and innovation and has advised the OECD, DTI and the Department for Business. He says: “The gains for small firms from Brexit are probably 2-5 years away. There is potential for reduced regulation and new trade deals, but the timing and effects of both remain uncertain.”Outside the EU the UK will also be free of EU competition and state aid rules, allowing the UK government to provide more direct support to SMEs.”
Professor John Thanassoulis can talk on the banking sectorHe is a member of the UK Competition Commission Academic Panel, an academic advisor to OFCOM, and on the steering panel for the Department of Business Innovation and Skills research into Metrics and Models for Long-Term Investment.
Professor Kamel Mellahi can talk on China’s reaction. He researches emerging markets and business strategy in China.He says: “If one goes by what has been widely reported by Chinese corporate leaders, Brexit would dampen the appeal of the UK for Chinese investors.
“A significant number of Chinese businesses see the UK strategically placed as a gateway to EU markets. In the event of a Brexit they may put on hold investment in the UK until a clearer picture over trade deals with the EU emerges. This may not be the case for sectors that are more detached from EU markets such real estates and higher education.”
Warwick Business School has in-house broadcasting facilities for TV and radio. We have an ISDN line for radio and for television interviews we have the Globelynx TVReady network, a list of Warwick experts is available.

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Expert comment on Three’s takeover of O2 being blocked by the EU

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2016

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John Colley, is a Professor of Practice in the Strategy and International Business group and researches large takeovers. He is also a former MD of a FTSE 100 company. Professor John Colley said: “It comes as little surprise that the EU competition authorities have said enough is enough on the rapid concentration of the UK mobile telecoms sector. “Following the merger of T-Mobile with Orange, subsequently purchased by BT, the industry was reduced to four players. The proposed merger of Three with O2 would have made it three players and the evidence from markets elsewhere shows that three players results in higher prices for consumers compared to four. In effect competition reduces and the consumer pays the price for that. “It is clear that the merger would have substantially reduced costs in requiring less shops, marketing, administration, head offices and there would have been benefits in terms of reduced network operating costs. However, the reduced competition would have meant that Three/O2 would not have to pass those savings on to the consumer.”

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Expert comment on Alibaba’s fourth quarter results

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

shanghai-chinaQing Wang, of Warwick Business School, is a Professor of Marketing and Innovation, and is Director of the Marketing, Innovation and the Chinese Economy (MICE) Group.Professor Qing Wang said: “Alibaba’s rapid sale growth is still largely from China. For this fiscal year, only about 10 per cent of the total sales of £101bn are generated from outside China. The sales growth rate in China is about 35 per cent, while outside China it is roughly 20 per cent. “This indicates that Chinese consumption is still growing despite the decline in GDP growth. This is largely due to an explosive growth of the Chinese upper middle class. According to a McKinsey report on China, consumers with household incomes in the 106,000 to 229,000 renminbi (£10,000 to £23,000) range are upper middle class and those with household incomes from 60,000 to 106,000 (£6,000 to £10,000) renminbi are mass middle class. “In 2012, the upper middle class segment accounted for just 14 per cent of urban households. It is estimated that by 2022, the upper middle class will account for 54 per cent of urban households. The mass middle class will dwindle to 22 per cent of urban households.
“In the meantime, the evolution of the middle class poses a threat to Alibaba’s current business model, which is based on cost advantage rather than quality and brands. The rise of the upper middle class means that these sophisticated and seasoned shoppers are able and willing to pay a premium for quality and to consider discretionary goods, not just basic necessities.”These shoppers will soon emerge as the dominant force and they are highly educated, highly mobile and globally minded. Alibaba needs to transform its business model to meet this growing segment and innovation and branding are the key for its long term success.”Alibaba has been working on innovative ideas and on diversifying the company’s businesses to include high-tech services such as cloud computing, big data platforms and music. But most importantly, it needs to expand business overseas to reduce its reliance on the Chinese market.”

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IMD announces inspirational keynote speakers for Orchestrating Winning Performance

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

lausanneLAUSANNE IMD, a top-ranked business school and worldwide expert in executive education, announces an inspiring agenda of keynote speakers for its largest business leadership program Orchestrating Winning Performance (OWP). Taking place June 27 – July 1, 2016 the program keynotes will include:
· Kofi Annan, former Secretary General of the United Nations and founder and Chair of the Kofi Annan Foundation
· Yassmin Abdel-Magied, mechanical engineer, social advocate and the 2015 Queensland Young Australian of the Year
· Alexander Osterwalder, famed entrepreneur, bestselling author and co-founder of Strategyzer
· Mehdi Jomaa, former Prime Minister of Tunisia, and recipient of the Nobel Peace Prize in 2015
To provide real world insight, OWP gathers this unique group of leaders in order to provide executives with inspiration and ideas for the future of business. Since leaving the United Nations, Kofi Annan has been active pressing for policies that will meet the needs of the poorest and most vulnerable, particularly in Africa. He continues to use his experience to mediate and resolve conflict.
Yassmin Abdel-Magied advocates for the empowerment of youth, women and those from culturally and linguistically diverse backgrounds. She founded the non-for-profit Youth Without Borders at age 16.Successful entrepreneur Alexander Osterwalder believes that CEOs need a partner for innovation inside their companies. He calls this person the Chief Entrepreneur (CE). Co-founder of Strategyzer, his company helps organizations develop new growth engines, better value propositions and powerful business models via online applications.The personal leadership journey of Mehdi Jomaa, who trained first as a mechanical engineer and rose to become Tunisia’s prime minister, is a model for international business and transformational leadership. His achievements in government and across industrial groups give insight to how political and business goals can work together.In addition to these keynotes, OWP will offer an update on world competitiveness and the ranking of nations in a keynote with Professor Arturo Bris, Director of the IMD World Competitiveness Center.Designed to develop leadership capabilities, OWP is a unique program in its flexible design, allowing participants, both individuals and teams, to create their own schedules. The 2016 edition of OWP offers more than 20 business and leadership topics to select from.Some of the topics to be presented include marketing in the digital era, how to cope with digital disruption, doing business in Africa, understanding China’s new normal, how to change employee behaviour, governance around the world and more. In addition, the program will provide special activities designed for fitness and creativity for in order to help executives sustain high performance on both in and out of the office. IMD’s OWP program is offered twice per year, once in Lausanne and once in Singapore.

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Sette Business School Britanniche dominano la Top 10

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2016

Warwick_Business_School_Scarman_road_viewLondra. La più importante classifica dei corsi online/a distanza di Master of Business Administration – QS Distance Online MBA Rankings – è stata pubblicata oggi dagli analisti della QS Quacquarelli Symonds, esperti di istruzione universitaria e della formazione in business. Dato il crescente numero di professionisti ​​che aspira a bilanciare i propri obiettivi educativi con le proprie carriere e vite personali, i programmi MBA online stanno diventando sempre più popolari tra i candidati e anche i datori di lavoro ormai riconoscono il valore del titolo di studio di un MBA conseguito con il supporto della tecnologia. La classifica QS Distance Online MBA Rankings vuole fornire a queste figure professionali informazioni dettagliate, per aiutarle a prendere la migliore decisione per la propria formazione e carriera.
’offerta online della sale in cima alla classifica, prendendo il primo posto alla spagnola IE Business School. L’edizione di quest’anno è anche la più completa della QS, con trenta MBA online classificati.Delle trenta università in classifica, poche riescono a competere con il duopolio di Regno Unito e Stati Uniti, che contano rispettivamente nove e diciassette presenze. Nove delle prime dieci istituzioni provengono da Stati Uniti o Regno Unito. Questo sottolinea come le università di questi due Paesi abbiano saputo prendere particolari iniziative nel tentativo di aumentare l’accesso alla formazione online di alta qualità. Delle prime trenta posizioni, solo quattro non provengono da Stati Uniti o Regno Unito: il programma della IE (Spagna) rimane il più alto in classifica rispetto all’offerta della CENTRUM Católica Graduate Business School (Perù, quest’anno classificato 14 °), della Deakin Business School (Australia, classificato 16°) e dell’EuroMBA Consortium (18 ° posto).

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Urgent need to rethink supply chains as global business environment changes

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2015

oxford universitySaïd Business School, University of Oxford. With ongoing conflicts in countries such as Syria and growing uncertainty, inequality and political instability around the world, not only are we seeing a critical humanitarian situation but also a worsening economic one for the countries directly and indirectly affected. There is an urgent need to rethink supply chains, as the disruption to business increases with longer waiting times at border crossings, workforce and consumers lost and the potential for corruption to become more widespread.
A leading industry advisor on supply chain management, Wojciech Piotrowicz who has helped to inform the EU’s transport policy, along with Richard Cuthbertson, both from Oxford Saïd, have identified the major barriers to efficient and effective supply chain management in emerging markets and offer insights which many organisations will find valuable in the current climate. They highlight the need for a greater understanding of the business environment and the growing complexities and costs associated with it. Wojciech says: ’Operating in developing countries involves a high degree of uncertainty. While most businesses extending their supply chains into emerging markets appreciate that there will be significant differences from developed markets, many lack detailed information on the specific challenges they are likely to face. Here we offer insights into the unique characteristics of supply chains in emerging markets and outline the issues for businesses to consider. The risks associated with operations in emerging markets have the potential to impact the whole of the supply chain so it is critical that organisations are as informed as possible as they plan their operations, especially today when we can witness increasingly volatile changes in the business environment in Europe and beyond.’
A new book ‘Supply Chain Design and Management for Emerging Markets’,edited by Wojciech and Richard, helps organisations navigate through the differences between markets, emphasising the key issues that should be considered when extending supply chains to developing markets.
The analysis will help organisations identify the barriers they can remove or reduce, what areas they can control and those which they need to mitigate for. The authors differentiate between ‘hard’ factors which are relatively easy to identify and quantify (such as geographical environment, measurement, productivity and IT), to soft, intangible and difficult to quantify barriers (such as human resources and policies).

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Private Equity institutional buyouts see wages drop by £10,000 four years later

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 dicembre 2014

OLYMPUS DIGITAL CAMERAWorkers will not only be worse off when their firm is taken over by private equity through an institutional buyout (IBO), but their company’s performance will fall behind its rivals.New research has discovered that IBOs – defined as a highly leveraged transaction where one or more institutional investors act together to initiate a buyout deal – result in staff losses and a decrease in overall productivity.Geoffrey Wood, Professor of International Business at Warwick Business School, said: “Our findings suggest IBOs and their impact on managerial practices do not appear to be an effective mechanism for turning round failing firms.“I would argue, far from the notion they revitalise the acquired organisation and unlock dormant capabilities and value, our research suggests more often than not the opposite occurs.“Our core finding shows a significant loss in employment in firms subject to an IBO immediately following the takeover. What’s more, wages tend to fall well below the market rate.“Perhaps this could be partly excused from a business perspective if there was an increase in productivity and profitability, but we found even in that regard there was no evidence to suggest such improvements subsequent to the takeover.”In the paper The employment consequences of private equity acquisitions: The case of institutional buy outs Professor Wood, Marc Goergen, of Cardiff Business School, and Noel O’Sullivan, of Loughborough University’s School of Business and Economics, examined changes to employee numbers, employee productivity and employee remuneration as well as profitability over an 11-year window for 106 IBOs.They looked at IBOs undertaken in the UK between 1997 and 2006, investigating the monitored firms’ performance and employment and wage figures six years before takeover through to four years afterwards. They compared these organisations, against a group of firms with similar performance and another group from the same industry.The IBO companies’ median employment growth was 11 per cent five years before acquisition, falling down to 4.8 per cent the year after the deal.Figures on salary suggest a similar trend with companies seeing a salary reduction from a mean of £29,460 before the IBO to £28,520 following it. By contrast in that same period industry and sized matched companies saw the mean salary surge from £30,170 to £38,430 while performance matched companies saw their mean salary rise from £30,890 to £33,810. Four years after the IBO the mean salary was at £34,010, while in the control firms it was at £44,210 and £42,860 respectively, suggesting the mean workers’ salary at the IBO companies was as much as £10,000 less.The research also highlighted productivity, measured in the research by calculating real turnover over employees, was lower for the IBO firms than both industry and size-matched companies and performance-matched companies.Professor Wood commented: “Despite – or because of – pay cuts and job losses, productivity in the sample firms remained significantly lower than in the control firms.“This suggests that any supposed disciplinary benefits from job cuts, either in terms of ejecting the lowest strata of performers or incentivising surviving staff, have not resulted in material gains.“Indeed, the productivity and profitability of the IBO firms remain lower than for the control firms during the four-year period following the takeover, suggesting that a climate of insecurity in tenure and reward reduces employee productivity and firm profitability.”
Report co-author, Professor Goergen, Professor of Finance at Cardiff Business School, argues: “This new study does indeed uncover several negative effects on employment from private equity acquisitions. It is important to note that this is for a particular type of private equity acquisition, ie so called institutional buy-outs (IBOs). While we can’t deny the research revealed a post-IBO drop in employment and wages, the study doesn’t imply that all private equity acquisitions are bad. In truth, the debate on the effects of private equity acquisitions going forward needs to be much more nuanced, with a view to distinguishing between the types of private equity acquisition and the positive and negative impacts they generate.”

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LUISS Business School e Oracle lanciano il Master in Big Data Analytics

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 agosto 2014

luiss business schoolCinisello Balsamo (MI). LUISS Business School, la scuola di alta formazione manageriale dell’Università LUISS Guido Carli e Oracle lanciano il Master in Big Data Analytics, master universitario di II livello in lingua inglese che si propone di formare figure professionali specializzate nell’analisi delle enormi quantità di dati oggi a disposizione di aziende ed enti pubblici. Il Master, della durata di dodici mesi (otto in aula e 4 di stage) si terrà presso la sede dell’ateneo romano e prenderà il via nel novembre 2014.
Con il contributo dei docenti della LUISS Business School e degli esperti di Oracle nel campo dei Big Data, il corso seguirà tre filoni di formazione: Business Process Analytics, Metodi e Tecnologie. L’obiettivo è fornire così agli studenti un bagaglio di conoscenze e competenze in campo informatico, statistico e manageriale che consenta loro di rispondere pienamente alla richiesta delle organizzazioni, oggi alla ricerca di specialisti nell’analisi dei dati. I cosiddetti Data Scientist sono chiamati in particolare a supportare l’organizzazione nel cogliere particolari opportunità o nel risolvere specifiche problematiche, traendo dai Big Data indicazioni utili a orientare la strategia e l’azione di business. Per fare questo, il professionista deve essere in grado di selezionare le fonti di dati potenzialmente utili, di leggere opportunamente i dati raccolti (anche attraverso visualizzazioni grafiche avanzate) e di trasformarli così in informazioni che sostengano le decisioni manageriali nel contesto organizzativo specifico.
Oltre a mettere a disposizione i propri esperti, Oracle contribuirà al Master anche attraverso le proprie tecnologie. Durante il corso gli studenti potranno infatti sviluppare concretamente le loro conoscenze di soluzioni e tecnologie di Advanced Analytics e di gestione dei Big Data: da Oracle Big Data Appliance ad Hadoop, da Oracle RDBMS a Oracle Data Integrator, da Oracle Endeca Information Discovery a Oracle Essbase.
Il percorso formativo verrà completato attraverso un lavoro sul campo: quest’ultimo consisterà in un progetto da realizzare in un’azienda (diverse le organizzazioni che verranno coinvolte in accordo con la LUISS Business School), in un business plan da sviluppare con il supporto dei docenti della Scuola o in un lavoro di ricerca focalizzato su temi specifici.
Il Master è aperto a un massimo di 25 studenti, che dovranno aver conseguito una laurea in Economia, Statistica, Ingegneria, Scienze Informatiche o Matematica e dimostrare di possedere già alcune conoscenze di programmazione informatica di base.
Gli interessati al Master possono reperire maggiori informazioni sul corso collegandosi al seguente link: http://www.lbs.luiss.it/mabda. Il Master prevede anche quattro borse di studio con copertura parziale delle spese di iscrizione al corso, che verranno assegnate sulla base del merito.

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Export Business School 2011

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Roma, 8 giugno 2011 Ore 11.30 Palazzo De Carolis, Via Lata 3 Un percorso formativo con focus sull’internazionalizzazione d’impresa che UniCredit ha organizzato per circa 60 piccole e medie aziende di Roma e Lazio, in partnership con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il MIP – Politecnico di Milano. Lo scopo è quello di offrire agli imprenditori strumenti e metodologie per percorrere le strade dell’export in modo efficace e competitivo. Parteciperanno Antonio Muto, Responsabile del Territorio Centro di UniCredit Tiziana Bernardi, Responsabile Lifelong Learning Center UniCredit Attilio Tranquilli, Vice Presidente Unindustria

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Monopoly sale in cattedra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Milano Università Bocconi. La business school per eccellenza ha scelto il gioco di simulazione imprenditoriale più famoso del mondo per una speciale lezione dedicata ai manager del futuro. Insomma, il Monopoly, dopo aver divertito milioni di persone nei suoi oltre 70 anni di storia, diventa un vero e proprio oggetto di studio, mentre esce in tutta Italia la nuova edizione Tricolore dedicata al 150° anniversario dell’Unità.  Prodotto in 40 lingue, diffuso in 106 paesi, circa 300 milioni di scatole vendute nei suoi 76 anni di vita. Sono i numeri di quello che ormai non è più solo un gioco da tavolo, ma un vero oggetto di culto. Ed è così che l’Università Bocconi ha deciso, in collaborazione con Hasbro, di proporlo come caso aziendale da fare analizzare ai propri studenti nel corso di una lezione insolita e dinamica, che si è tenuta proprio oggi nelle severe aule del prestigioso ateneo.La storia dell’edizione dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia ha inizio nel maggio del 2010, quando gli italiani sono stati chiamati a votare, tra 140 candidate, le 22 città italiane che sarebbero andate a comporre la versione nazionale del tabellone del Monopoly. Un referendum popolare svoltosi sul sito monopolyitalia.it con un successo incredibile e sfide all’ultimo click: basti pensare che hanno votato circa 100 mila persone, per un totale di 2 milioni di voti. Alla fine della votazione, chiusa ufficialmente il 21 luglio 2010, le sorprese non sono mancate: prima fra tutte la rivincita della provincia rispetto alle grandi città.  Roma, Bologna, Venezia e Firenze non hanno raggiunto i voti necessari a entrare nel tabellone, mentre tra le big solo Torino e Milano sono riuscite ad affermarsi.   Un successo che ha superato ogni aspettativa e sbaragliato la concorrenza di analoghe operazioni fatte all’estero, dalla Germania all’Inghilterra. Ed è così che Hasbro ha pensato di premiare le città vincitrici con il Monopoly on tour, un viaggio tra imprevisti e probabilità nel cuore della provincia italiana che ha toccato le 22 città che compongono il tabellone del nuovo Monopoly Italia. Un’epopea che ha trovato un nuovo riconoscimento proprio nella speciale lezione universitaria che la Bocconi ha dedicato oggi al caso Monopoly.

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London Business School

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

London This morning, the growth partnership company, Frost & Sullivan announced two prestigious supporters of GIL Global, the organization’s flagship community which provides senior executives access to tools, strategies and best practices to assist them in drive Growth, Innovation and Leadership. This year’s congress, GIL 2011: Europe – The Global Community of Growth, Innovation and Leadership, which will be held at Emirates Stadium 17-18 May 2011, will integrate a newly formed Corporate Venturing Symposium in co-operation with London Business School and media resource Global Corporate Venturing, the community’s strategic partners. In its third consecutive year, GIL 2011 will see many of its members – the CEOs and their management teams – joining some of today’s most renowned visionaries, innovators and leaders to share, engage and inspire one another across a multitude of strategic and best practice disciplines.GIL 2011: Europe will kick off on 17th May with a keynote address from Frost & Sullivan’s Chairman David Frigstad who will present the Six Platforms of GIL (Growth, Innovation and Leadership), a methodology that empowers companies to develop a solid visionary perspective for the future of their industry. Through this new understanding, organizations will be able to effectively reposition themselves for success and accelerate growth well above average industry growth rates This year’s programme will also present an in depth look at top mega trends which are driving rapid change in today’s markets as well as present various scenarios which will transform society, markets, business and cultures by the year 2020.Frost & Sullivan, the Growth Partnership Company, enables clients to accelerate growth and achieve best-in-class positions in growth, innovation and leadership. The company’s Growth Partnership Service provides the CEO and the CEO’s Growth Team with disciplined research and best-practice models to drive the generation, evaluation, and implementation of powerful growth strategies. Frost & Sullivan leverages 50 years of experience in partnering with Global 1000 companies, emerging businesses and the investment community from more than 40 offices on six continents. To join our Growth Partnership, please visit http://www.frost.com.

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Business school unica in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

A solo un’ora da Parigi, il campus dell’EDHEC a Lille riunisce tutti i vantaggi economici di una grande città con il plus dell’immersione nella calma e nella natura. Per la città di Lille l’apertura di questo campus rappresenta una grande opportunità, perché la scuola ha scelto di collaborare solo con partner (imprese e associazioni) locali per la gestione e la manutenzione del sito. Queste iniziative ne fanno un campus a etichetta “responsabile”, al servizio della comunità e dell’economia, un protagonista importante dello sviluppo economico, sociale e culturale di tutta la regione.  L’influenza positiva dell’EDHEC non si ferma alle frontiere della regione, ma si estende ben oltre grazie – fra gli altri – all’incubatore d’impresa installato nelle anziane stalle del parco, che offrirà agli studenti e ai diplomati la possibilità di avviare le proprie imprese per contribuire alla crescita dell’economia globale. L’EDHEC si pone inoltre al servizio della comunità internazionale attraverso le relazioni con le multinazionali partner, prestando ascolto alle loro esigenze, impegnandosi a formare gli studenti per rispondere nel modo più adeguato ai bisogni strategici globali e preparandoli ad affrontare una carriera internazionale.
L’apertura del Campus di Lille, che accoglierà un 50% di studenti stranieri entro il 2015, non è che l’inizio del piano di espansione internazionale del Gruppo EDHEC. I tre «part-time executive campuses» che saranno aperti a Parigi, Londra e Singapore, sono gli altri pilastri di questo progetto, espressione dell’ambizione del Gruppo EDHEC d’accogliere un gran numero di studenti stranieri, tessendo al contempo dei legami con organizzazioni e società in tutto il mondo. I campus «executive» nelle principali capitali d’affari del mondo, dove si formeranno quadri e dirigenti, contribuiranno a rinforzare la strategia «EDHEC for Business» che si pone come ponte fra il Gruppo e le principali multinazionali. Le attività di ricerca di questi campus daranno un ulteriore contributo agli obiettivi di sviluppo internazionale dell’EDHEC. In linea con questi obiettivi, il PhD in finanza sarà dispensato dall’autunno 2010 anche nel campus di Singapore. Parte della stessa strategia è l’imponente progetto di ampliamento del campus di Nizza, al quale saranno aggiunti altri 3.500m² di superficie entro la fine dell’anno.

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Top 200 business school al mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Londra. Il nuovo rapporto annuale di QS sulle 200 migliori business school al mondo é stato pubblicato su http://www.topmba.com e molte delle scuole di questa classifica parteciperanno al QS World MBA Tour di Milano il prossimo 21 Ottobre. Le QS Global 200 Top business schools sono state selezionate da  2,145 recruiter in un sondaggio che é il piú grande condotto sinora su scala globale. La selezione effettuata da queste societá e compagnie internazionali si basa sulla loro esperienza e preferenza per l’assunzione di staff che possieda una qualifica Mba. Ursula Schwarzmann, Staffing Manager di GE Energy Europe afferma  che la sua societá  assumerá per un totale di circa 1300 posizioni nel 2010. Lo scorso anno il 20% dei neo-assunti possedeva una qualifica Mba o un master. “In questo momento stiamo assumendo in tutta europa e in particolare in Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Russia.” L’Mba é una qualifica a prova di recessione, con una media di compensi riportata dai recruiter europei di  87.500 US$.  Quest’anno le societá farmaceutiche hanno riportato la media piú alta tra  gli stipendi base per Mba, 92.264 US$, seguite dai servizi finanziari (90.926 US$), dale societá di consulenza (87.627 US$). Le societá tecnologiche hanno pagato una media di 85.815 US$ e la grande industria  82. 443 US$. Molte top Business schools riportano compens molto piú alti delle medie indicate qui sopra. Le seguenti business school sono presenti nella classifica  QS Global 200 Top Business Schools. La tabella in calce illustra la classifica dei programmi Mba  che hanno dichiarato la media piú alta di compensi ottenuti dai propri ex-studenti. E’ importante notare che questi dati non includono i bonus e altri incentivi che spesso vengono retribuiti a possesori di una qualifica Mba, specie negli Stati Uniti.

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Hult International Business School

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

London. Hult International Business School has appointed Luis Umana Timms as Dean of Hult’s newly-established San Francisco campus, and Ian Dougal as Dean of its London campus. The San Francisco outpost, which will open in September 2010, will become an integral part of Hult’s stable of campuses in London, Boston, Dubai and Shanghai. Mr. Timms joined Hult in August 2009 as London Associate Dean and Director of Graduate Business Programs. Previously, he was Director of the Global Executive OneMBA Program at the Rotterdam School of Management, Erasmus University. Dr. Dougal has been with Hult since 2000 and has served as Head of International Relations, then Director of Academic Quality Assurance, and later was involved in various master and undergraduate degree programs. Hult’s expansion to San Francisco addresses surging demand for Hult’s one-year MBA program and the school’s unique global rotation program which allows academic study in multiple, international locations. San Francisco, regarded as a high-technology center, will add an innovative advantage to the Hult curriculum.
Hult International Business School (formerly known as the Arthur D. Little School of Management) is the first global business school with operations in Boston, San Francisco, London, Dubai, and Shanghai. The school offers a range of business-focused programs including MBA, Masters, and Undergraduate degrees. Hult is ranked 5th for International Mobility and 6th for International Business by the Financial Times, and is among the Top 50 best business schools in the world and Top 25 in the U.S. by the Economist. The school is a fully accredited member of the New England Association of Schools and Colleges and the Association of MBAs.

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La Prima MBA Career Fair European

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

La prima European MBA Career Fair si terrà il 26 Aprile 2010 presso il Berlin Congress Center. Per la prima volta, la fiera, chiamata precedentemente MBA Career Fair, darà il benvenuto ad altre Business School Europee.  Circa 290 studenti di 6 programmi MBA Full Time che si tengono in Francia, Germania, Italia e Regno Unito, tutti accreditati a livello internazionale, avranno la possibilità di incontrare recruiters di selezionate aziende internazionali. L’MBA Career Fair originale si svolge annualmente dal 2004 ed è nata da un’iniziativa comune di due tra le migliori business school tedesche: Gisma Business School, Hannover, e HHL – Lepzig Graduate Schol of Management. Le altre business school che parteciperanno nel 2010 sono Audencia Nantes (F), Goethe Business School (G), MIP Politecnico di Milano (I) e Warwick Business School (UK). I media partner che supportano l’evento sono MBA Channel e Jobguide (www.mba-channel.com  http://www.jobguide.de. http://www.mba-career-fair.com

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MBA program business school

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2010

London Hult International Business School announced today that applications for its MBA program had more than doubled due to an improved sentiment about the global economy. Overall applications for Hult’s intensive one-year MBA program increased 115 percent year-on-year. The largest regional increases were seen in applications from the Americas, Europe and the Middle East which increased by 102, 165 and 132 percent respectively. In contrast, applications from Asia increased slightly less at 66 percent. Dr. Hodges commented, “The relatively low increase seen in Asia probably reflects that this region remains the most cautious in its outlook about employment prospects”. Hult’s unique global rotation program, in which students can opt to move between Boston, San Francisco, London, Dubai and Shanghai during their program also contributed to the rise in applications. An overall trend towards globalization by universities and graduate schools prompted the marked interest in Hult, who has spearheaded a strategy to become the world’s first global business school. Hult International Business School (formerly known as the Arthur D. Little School of Management) is the first global business school with operations in Boston, San Francisco, London, Dubai, and Shanghai. The School offers a range of business-focused programs including MBA, Masters and Undergraduate degrees. Hult is ranked 44th in the world and 23rd in the U.S. by The Economist, and 6th for International Mobility by the Financial Times. The School is a fully accredited member of the New England Association of Schools and Colleges and the Association of MBAs. http://www.hult.edu

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Esperti di lusso Made in Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Il MIP, la business school del Politecnico di Milano, ha definito con l’Antai College of Economics & Management della Jiaotong University di Shanghai un Corso Executive di formazione sulla gestione dei brand di lusso italiani destinato a 20 top manager cinesi, che partirà a Shanghai il 18 dicembre.  Il programma, che consiste in due weekend di studio a Shanghai (uno a dicembre e uno a gennaio) e di una settimana di soggiorno a Milano a marzo, è pensato per un gruppo di top manager che abbia conoscenza ed esperienza del mercato del lusso ed è arricchito dal contributo di aziende italiane eccellenti che la faculty internazionale della business school ha individuato e coinvolto, sia a Shanghai che a Milano. I partecipanti avranno dunque l’opportunità di entrare in contatto con le maggiori aziende italiane del lusso e della moda – come Loro Piana, Ferrari, Ermenegildo Zegna, Dolce & Gabbana, Ducati, Salvatore Ferragamo, Armani, Bulgari, Damiani, Missoni – e visiteranno le loro sedi e/o i loro negozi monomarca. Tra gli obiettivi del corso: capire il mercato del lusso, gli elementi chiave e le sue declinazioni nei mercati occidentali, saper costruire e gestire brand e sviluppare le relazioni con clienti.  L’Antai College di Shanghai, già ai primi posti tra le business school cinesi, è stata riconosciuta come una delle migliori school of management dell’Asia, nota e apprezzata a livello mondiale.Il MIP è dal 1979 uno dei più prestigiosi Enti di Formazione manageriale per laureati di tutte le discipline, orientati verso il mondo delle imprese e della pubblica amministrazione. Insieme al Dipartimento di Ingegneria Gestionale, fa parte della School of Management del Politecnico di Milano, che da dicembre 2009 è entrata nella classifica delle migliori Business School d’Europa come unica scuola italiana presente con tre master: Executive MBA, MBA Full time, Master of Science in Ingegneria Gestionale. L’Executive MBA è l’unico master italiano per manager presente nel ranking.

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