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Cercare un lavoro: Ecco di cosa si occupa il cacciatore di teste

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Una sua chiamata può rivoluzionare la carriera di un individuo. Parliamo ovviamente dell’head hunter, ovvero del cacciatore di teste, professionista specializzato nel reclutamento di personale qualificato. Ma quando, per un’azienda, è il caso di rivolgersi a un head hunter? Quali sono le figure professionali che possono essere selezionate da un cacciatore di teste? E come è possibile scegliere l’head hunter giusto per la propria azienda? A spiegarci chi è e lavora il cacciatore di teste Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati.
Chi è, dunque, l’head hunter?
«L’head hunter, in breve, è una figura professionale specializzata nella ricerca e nella selezione del miglior candidato per una specifica posizione» spiega Adami. «Non ci si limita, però, alla pura fase di reclutamento. Ancora prima di procedere con le attività di scouting e di screening dei candidati, tra i compiti del cacciatore di teste vi è infatti anche quello di analizzare le effettive esigenze dell’azienda, in modo da poter individuare davvero il talento più adatto. Le aziende non sempre si rivolgono a noi indicando una figura precisa da ricercare: spesso si limitano a descrivere i propri bisogni le proprie necessità e i propri obiettivi, lasciando che sia l’head hunter a individuare il profilo da ricercare in base a quelle precise esigenze». Il lavoro del cacciatore di teste, quindi, parte ancora prima della vera e propria ricerca e selezione del personale.
Quali sono i profili per cui le aziende si mettono in contatto con un head hunter? «Indubbiamente l’head hunter, non a caso chiamato spesso ‘executive recruiter’, viene contattato innanzitutto quando si parla di posizioni manageriali e direttive.
Soprattutto negli ultimi anni, però, si è capito che contattare il cacciatore di teste può essere premiante anche all’infuori delle pure posizioni manageriali, usufruendo dei suoi servizi per selezionare altre professionisti qualificati. Analisti, sviluppatori, buyer, agenti, tecnici, sono tutti profili che vanno selezionati con cura, per aumentare le probabilità di battere le aziende concorrenti».Affidarsi a un head hunter, quindi, può essere utile in molti casi, anche all’infuori della pura executive search. Resta da capire, però, come individuare il cacciatore di teste giusto per la propria azienda.
Quali sono i punti di forza dei migliori head hunter?
«I cacciatori di teste più efficaci sono quelli che scelgono di specializzarsi in settori specifici» sottolinea Adami «in modo da poter comprendere perfettamente le indicazioni fornite dal committente.Per questo motivo la nostra società di head hunting ad esempio può contare su diverse aree di specializzazione, che spaziano dal Banking al Sales, per arrivare al Fashion e all’IT. In questo modo, oltre da intuire i bisogni dell’azienda cliente e le effettive hard skills dei candidati, l’head hunter può coltivare una rete di contatti ampia ma allo stesso tempo profonda, potendo contare così su un esaustivo bacino di scelta» conclude la cacciatrice di teste milanese.

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Chi è cacciatore difficilmente diventa preda. Si immedesimano in esse per giocare di anticipo

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

siriaTra Russia e Stati Uniti siamo gia in guerra anche se è combattuta per interposta persona, Assad da un lato e i fondamentalisti islamici dall’altra. Credete che l’Isis se avessero voluto non lo avrebbero distrutto? È tutto un pretesto, “al lupo al lupo” funziona sempre per confondere il popolino, più pietanze ci sono e più la pancia si riempie rendendo difficile la digestione spesso accompagnata da torpore mentale. Il Penta-Cia sta giocando con Putin al gatto e il topo. Mosca sta affrontando una campagna militare in Siria costosissima che sta intaccando le riserve del paese. Quello che si prefigge il Penta-Cia è allungare il più possibile la campagna militare russa in Siria per indebolire la figura di Putin in casa. Putin non ha la forza economica di reggere i costi di anni di guerra in Siria e di questo se ne è reso conto, tanto che ha inviato i caccia che possono mettere fine alla guerra in Siria, oggi sono arrivati i Gladiator è più di qualche voce parla di batterie missilistiche S-500. Putin è furbo ha sempre un piano di riserva per spiazzare il Penta-Cia. Non avete capito che Bashar è solo la pagliuzza loro vogliono il tronco Maestro, Putin che impedisce il disegno del dominio euroasiatico. La frase che viene ripetuta in ambienti militari è “he must go out”. Putin è uomo di caccia sa bene come stanare le prede nella fredda Siberia figuriamoci quando le prede si nascondono nelle temperate stanze della White House e del Pentagono. Lui ha capito tutto e tiene duro in Siria, sta giocandosi la credibilitá anche in casa. Putin è uomo di parola vuole dimostrare al mondo che per lui una parola data è sacra. L’impegno preso con Bashar va avanti e questo innervosisce la Casa Bianca a cui Putin sta tenendo testa. La UE avalla questa sporca guerra degli Stati Uniti, forse credono che in virtù dell’alleanza che gli lega agli Stati Uniti, saranno invitati alla divisione della ricca torta. Non hanno capito che agli europei toccheranno sempre le briciole o peggio gli avanzi. Ho riletto tante volte la dichiarazione emanata ieri dal Cremlino è molto precisa: “Chiedo che gli Stati Uniti. Combatte per Assad ma anche, forse soprattutto, per se stesso: per non essere costretto a cedere a Mosca. Leggete attentamente la dichiarazione diramata ieri dal Cremlino: “Chiedo che gli Stati Uniti, abbandonino la politica ostile nei confronti della Federazione Russa, intendendo con questo: l’abolizione della cosiddetta Legge Magnitskij (sanzioni decise a Washington contro i protagonisti del caso dell’avvocato Serghej Magnitskij, morto in carcere a Mosca nel 2009) e delle sanzioni imposte per il ruolo assunto dai russi nella crisi ucraina ; e la compensazione dei danni subìti dalla Federazione Russa come conseguenza delle sanzioni. Mosca, è pronta a riprendere l’implementazione delle intese nucleari se Washington eliminerà completamente le ragioni dello squilibrio politico, militare ed economico nel mondo. I passi che la Russia è stata costretta a compiere non intendono peggiorare le relazioni con gli Stati Uniti. Vogliamo che Washington capisca che non puo con una mano introdurre sanzioni contro di noi, relativamente indolori per gli americani, e con l’altra mano continuare a cooperare nei settori in cui fa comodo. L’amministrazione Obama ha fatto di tutto per distruggere l’atmosfera di fiducia che avrebbe incoraggiato la cooperazione. Mosca delinea con straordinaria chiarezza la propria posizione, è finito – Washington – il tempo dei distinguo diplomatici e che non accetteremo il doppio linguaggio di Washington. O la pace è globale e totale o non se ne fa nulla”. Queste sono parole che non lasciano ad interpretazione. Mosca ha aperto la porta a Washington ora sta al Penta-NATO prendere posizione. Siamo nel punto del non ritorno, il Mediterraneo pullula di navi da guerra, tutte le capitali europee sono target degli ICBM di Mosca, in questo momento così delicato per il mondo e con gli Stati Uniti in vuoto di potere dove tutto è accentrato all’NSA-CIA-Pentagono e Biden c’è poco da sorridere. È proprio con il vuoto di potere che è decisioni terribili vengono prese. (Maurizio Compagnone Opinionista de “La Gazzetta italo brasiliana”)

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