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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Molise, i servizi di Patronati e Caf in tempo di Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Tra le strutture che in queste difficili settimane hanno continuato a lavorare, con le dovute precauzioni, per assicurare servizi ai cittadini ci sono i Patronati, che si occupano sostanzialmente di pratiche previdenziali e di pensione, e i Caf, attivi negli adempimenti fiscali.Tali organismi, per poter garantire non solo le tradizionali prestazioni, ma anche quelle attivate con i nuovi decreti legati all’emergenza coronavirus, hanno dovuto applicare radicali cambiamenti, adattando le modalità organizzative e di lavoro alla tutela di dipendenti ed utenti.
“Una delle principali attività di questi giorni è la trasmissione delle richieste di indennità Covid, gli ormai famosi 600 euro – spiega Salvatore Mamone, presidente nazionale dell’Enasc, il patronato dell’Unsic. “Le indennità, come noto, sono richieste da liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri), lavoratori dello spettacolo, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli a tempo determinato, per i quali il requisito richiesto sono 50 giornate di effettivo lavoro in agricoltura nel 2019. Ci siamo imbattuti anche nei collaboratori sportivi per i quali il bonus viene richiesto e liquidato da ‘Sport e Salute’ e non dall’Inps”.Altra notizia importante è la proroga dei termini per la presentazione della disoccupazione agricola (1° giugno 2020) e della Naspi e della Disc. Coll , con prolungamento di 60 giorni rispetto ai termini ordinari.“Un altro provvedimento che sta occupando i patronati sono gli ammortizzatori sociali introdotti dal decreto 18/2020, cioè cassa integrazione, trattamento ordinario, assegno ordinario, cassa integrazione in deroga, regolamentata dalle regioni – continua Mamone. “Le aziende e i consulenti stanno richiedendo informazioni per l’applicazione corretta della norma che ha concesso la possibilità della cassa integrazione per nove settimane”.Per quanto riguarda i lavoratori, le richieste riguardano in particolare il congedo Covid/19, il congedo parentale e i congedi per disabilità, ai sensi della legge 104/92. Molte famiglie hanno richiesto informazioni e dettagli sul bonus Baby-Sitting. Nel settore dei congedi le maggiori criticità si sono evidenziate nelle compatibilità e cumulabilità tra le varie misure. Il messaggio Inps n. 1621 del 15 aprile 2020 ha finalmente chiarito alcuni aspetti oscuri dei provvedimenti.Un altro aspetto molto importante, tra le richieste dei lavoratori, è quello della tutela della salute con i riconoscimenti dell’indennità di malattia e nei casi di infezione da Coronavirus contratta in occasione di lavoro, di infortunio lavorativo. “L’Inail, con una recente circolare, ha precisato le modalità di riconoscimento dell’infortunio sul lavoro o in itinere a causa del famigerato virus – spiega ancora Mamone.Dall’Enasc fanno sapere che non mancano problemi irrisolti, come la tutela di colf e badanti, settore completamente escluso dagli interventi governativi.Il Patronato ha programmato videoconferenze sia come vademecum dei decreti “Cura Italia” e “Aprile”, sia per fornire un quadro d’insieme sulle norme introdotte dal legislatore a seguito della diffusione del virus, ad esempio le indicazioni operative per la gestione degli uffici territoriali (regolamentazione degli accessi attraverso appuntamenti, l’applicazione di smart working con la riduzione di operatori negli uffici e promozione di strumenti informatici per l’inoltro delle istanze.L’Enasc (https://enasc.it/cerca-sede-enasc/) è presente con oltre 500 sedi in tutta Italia e 15 all’estero. E’ presente anche in Molise.

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“Inserite norme che favoriscono il pluralismo di CAF e Patronati”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

“Stiamo facendo un grande lavoro per rimuovere tutti quegli ostacoli normativi che penalizzavano i piccoli CAF e Patronati. Senza incidere negativamente sulla professionalità degli stessi, durante l’iter di conversione del Decreto su Reddito di cittadinanza e Quota 100, siamo riusciti a far inserire misure tese a favorire il pluralismo e quindi la possibilità di offrire un servizio di prossimità ai cittadini, anche in previsione dell’impegno cui saranno chiamati per l’attuazione del Decreto.
Tra le norme ne è stata inserita anche una che sposta in capo al contribuente la responsabilità, oggi di CAF e Patronati, per dichiarazioni infedeli da parte dei contribuenti stessi. Con questo si ristabilisce la giustizia, visto che non riteniamo corretto che l’intermediario debba rispondere di responsabilità che non sono direttamente le sue.Così Laura Castelli, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, commenta l’inserimento delle misure nel testo di conversione in Legge del decreto sul Reddito di cittadinanza e Quota 100, licenziato dal Senato.

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L’importanza dei Caf

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

modello 730I Caf, spesso bistrattati dai diversi esecutivi che si sono succeduti in questi anni, svolgono il ruolo essenziale per tutelare i diritti e i bisogni dei cittadini. A dimostrarlo sono i numeri del 2017 pubblicati dalla Consulta dei Caf con i quali si evidenzia come oltre 17milioni di italiani si siano rivolti ai Centri di Assistenza Fiscale per le proprie dichiarazioni dei redditi riferiti all’anno 2016.
I tentativi di sostituire queste organizzazioni attraverso strumenti come le dichiarazioni online (il cui risultato è stato di 2,3milioni di pratiche) si sono verificati inefficaci. Tra le ragioni dell’impossibilità di annullare i Caf c’è un elemento che è spesso sottovalutato: ed è quello umano. I cittadini hanno infatti bisogno del supporto e della garanzia di persone competenti e disponibili.
Nel 2017 il Caf Labor, da noi costituito, ha ottenuto un risultato molto importante: quello di superare le 150mila dichiarazioni. Questi numeri, non solo confermano lo straordinario lavoro fatto dai nostri preziosi collaboratori che ogni giorno si spendono senza tregua per dare il miglior servizio possibile ai cittadini, ma confermano anche la centralità dei Centri di Assistenza Fiscale nel rapporto di intermediazione tra lo Stato e gli abitanti del Bel Paese.Il nostro auspicio è che i numeri forniti dalla Consulta dei Caf facciano comprendere al governo che il lavoro svolto da queste organizzazioni non va ostacolato, ma semmai potenziato ed utilizzato per avvicinare quelle tante persone che oggi si sentono abbandonate dalle istituzioni.

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