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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘caffè’

Il caffè sarà presto un lusso?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2021

Nel giro di pochi giorni gli speculatori hanno aumentato il prezzo del caffè del 50 % sul mercato mondiale. Cosa c’è dietro l’aumento dei prezzi? Il mercato del caffè sembra scatenato: il Vietnam, secondo maggior produttore al mondo di caffè e primo esportatore in assoluto della varietà cosiddetta “robusta”, i cui chicchi trovano grande utilizzo anche nella produzione delle miscele destinate alla preparazione di caffè istantaneo ed espresso,sta vivendo una fase complicata dell’emergenza pandemica, che ha spinto le autorità verso misure di contenimento particolarmente rigide per compensare il crescente numero di contagi e la scarsità di vaccini. E il lockdown, come si legge sul Financial Times, ha assestato un colpo durissimo ai torrefattori vietnamiti, innescando un repentino aumento dei prezzi e un’ondata di preoccupazioni che hanno travolto il settore dell’esportazione di caffè. Il grande timore, ha spiegato al quotidiano finanziario l’analista di Rabobank Carlos Mera, “è di non essere in grado di trasportare il caffè al di fuori del Paese”. Cifre alla mano, venerdì scorso il prezzo di una tonnellata di robusta all’ingrosso ha toccato il picco di 2’043 dollari; la vetta più alta da quattro anni a questa parte, con un incremento pari al 50% circa dall’inizio del 2021.L’associazione mantello dei produttori di caffè del Paese sud-est asiatico, unendosi al coro di altre associazioni di categoria, si è rivolta al governo di Hanoi chiedendo di allentare le restrizioni per consentire una ripresa più regolare dell’attività, in modo da evitare nuovi ritardi e ulteriori costi, riporta la BBC. Se il trend dei prezzi continuasse in tal senso il caffè della varietà cosiddetta “robusta”, i bevitori di caffè italiani ed europei vedrebbero prezzi al dettaglio più elevati per caffè in cialde e capsule. A tal fine, le imprese del caffè, non si sono ancore espresse e non si sono avventurate in nessuna previsione. Ancora una volta, la questione dell’aumento improvviso dei prezzi delle materie prime e delle derrate alimentari, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, comporta inevitabili conseguenze per i consumatori anche a causa delle speculazioni senza controllo che si verificano nei mercati globali sui quali, viene dimostrata l’assenza di qualsiasi regola che possa calmierare le fluttuazione. Non ci resta, dunque, che aspettare quello che accadrà sui prezzi al dettaglio della singola tazzina anche nel Nostro Paese, anche se confidiamo che le imprese italiane possano parare i colpi per una bevanda che non può mancare nei nostri bar e nelle nostre case.

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“Sei come il profumo del caffè”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

E’ l’album di esordio di Davide Marchi, cantautore sanguigno appartenente alla cosiddetta area emiliana, che strizza un occhio al rock internazionale. Sette canzoni vere e proprie, inquadrabili nel genere musicale tradizionale melodico italiano, arrangiate da Roberto Padovan (già co-produttore artistico di Luca Bonaffini) che spaziano da temi come amore e amicizia, fino a toccare argomenti più intimisti con punte di esistenzialismo. Tracce eccellenti, nessuna esclusa dove, a volte, atmosfere sudamericane e trasgressioni soul s’intrecciano in brani bellissimi come “Intensamente noi” e “Se avessi due ali per volare”, regalando all’ascoltatore energia e dolcezza.
(Long Digital Playing Edizioni Srls 2019).
Modenese, classe 1971, Davide Marchi è un grintoso songwriter che, fin da ragazzino, impugna la chitarra conoscendo – attraverso le amicizie e le radio – la musica dei cantautori italiani.Debutta come batterista, suonando per un’orchestra di ballo liscio e musica popolare, con la quale lavora per ben due anni, riuscendo così a pagarsi gli studi universitari che gli valgono una laurea breve come operatore zootecnico presso la facoltà di veterinaria. Ma la sua strada è segnata: la musica, tra pop melodico e rock d’autore, diventa sempre più importante finché, prima collaborando con Marco Baroni poi con la cantante emergente Sara Ciutto (che nel 2015 pubblica un suo brano intitolato “Tutti i desideri”) pubblica il suo primo singolo in veste di solista: “Briciole”.Il singolo piace e raggiunge 84.000 visualizzazioni su YouTube. L’album, composto da sette brani inediti, è un insieme di scatti rubati alla vita quotidiana, grazie a una sorta di macchina fotografica del tempo tra memoria e speranza, dove amore e amicizia, autostima e riscatto sociale, desideri e paure, fantasia e realtà, si mescolano in un gioco raffinato di melodie delicate e graffianti dentro le quali saltano e danzano testi raffinati ma pieni di energia.
Un po’ come il profumo del caffè….

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Salute: il caffè aiuta a prevenire il cancro alla prostata?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 agosto 2019

La notizia è stata presentata al congresso dell’Associazione europea di urologia a Barcellona, dopo la pubblicazione sulla rivista The Prostate (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/pros.23753).Il caffè è una complessa miscela di composti che ha dimostrato di influenzare la salute umana sia in modo positivo che negativo.E vi sono ormai prove crescenti che l’assunzione di alcuni tipi di caffè sia associata a una riduzione dell’incidenza di alcuni tumori, inclusi i tumori della prostata.
Ora gli scienziati giapponesi hanno studiato gli effetti di due composti trovati nel caffè, il kahweol acetato e il cafestol, sulle cellule tumorali della prostata e negli animali, dove sono stati in grado di inibire la crescita delle cellule resistenti ai comuni farmaci anticancro come il Cabazitaxel.Kahweol acetato e cafestol sono idrocarburi, naturalmente presenti nel caffè arabico e si è scoperto che il processo di preparazione del caffè influenza se questi composti rimangono nel caffè dopo la preparazione (come con l’espresso) o se vengono rimossi (come quando vengono filtrati).I ricercatori hanno inizialmente testato sei composti, naturalmente presenti nel caffè, sulla proliferazione delle cellule tumorali della prostata umana in vitro (cioè in una capsula di Petri).Hanno scoperto che le cellule trattate con kahweol acetato e cafestol sono cresciute più lentamente dei controlli. Hanno quindi testato questi composti su cellule tumorali della prostata che erano state trapiantate in 16 topi: 4 topi erano controlli, 4 sono stati trattati con acetato di kahweol, 4 con cafestol, mentre i topi rimanenti sono stati trattati con una combinazione di acetato di kahweol e cafestol.
“In questo interessante studio l’acetato di kahweol e il cafestol hanno inibito la crescita delle cellule tumorali nei topi, ma la combinazione sembrava funzionare sinergicamente, portando a una crescita tumorale significativamente più lenta rispetto ai topi non trattati. Dopo 11 giorni, i tumori non trattati erano cresciuti di circa 3 e mezzo volte il volume originale (342%), mentre i tumori nei topi trattati con entrambi i composti erano cresciuti di poco più di una volta e mezzo (167%) volte le dimensioni originali” ci dice l’andrologo e urologo Dr. Andrea Militello (www.urologia-andrologia.net). “È importante mantenere questi risultati in prospettiva. Questo è uno studio pilota, quindi questo lavoro mostra che l’uso di questi composti è scientificamente fattibile, ma necessita di ulteriori approfondimenti; non significa che i risultati possano ancora essere applicati agli esseri umani. E’ stata anche riscontrata la riduzione della crescita nelle cellule tumorali trapiantate, piuttosto che nelle cellule tumorali native. Ciò che mostra è che questi composti sembrano avere un effetto sulle cellule resistenti ai farmaci nelle cellule del carcinoma della prostata nelle giuste circostanze e che anche loro hanno bisogno di ulteriori indagini. Attualmente si sta valutando come si potrebbero testare questi risultati in un campione più ampio, e quindi nell’uomo” spiega ancora il professore.
“Questi sono risultati promettenti ma non dovrebbero far sì che le persone cambino il loro consumo di caffè. Il caffè può avere effetti sia positivi che negativi (ad esempio può aumentare l’ipertensione), quindi dobbiamo scoprire di più sui meccanismi alla base di questi risultati prima di poter pensare alle applicazioni cliniche. Tuttavia, se possiamo confermare questi risultati, potremmo avere candidati per il trattamento del carcinoma della prostata resistente ai farmaci” conclude il Dr Andrea Militello.

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Il caffè fa bene o male?

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Il consumatore è disorientato. Il caffè fa bene al cuore e riduce i rischi di ictus, perche “pulisce” le arterie. Il caffè è a rischio cancerogenicità perché contiene acrilammide, sostiene un giudice americano, il quale vorrebbe che tale indicazione sia riportata sui contenitori del caffè. L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature, come frittura, cottura al forno e alla griglia e anche durante i processi di trasformazione industriale a oltre 120° C e bassa umidità. L’acrilammide, oltre che nel caffè, si trova in alimenti come patatine, patate fritte a bastoncino, pane e biscotti.Dunque, che fare? Dobbiamo privarci della “nera bevanda”? Siamo un Paese ai vertici per longevità e il consiglio che possiamo dare ai consumatori è la moderazione, senza privarci del piacere di “na tazzulella ‘e cafè”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Per 8 italiani su 10 il caffè è il rito della mattina per iniziare positivamente la giornata

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2016

caffèNon bastano le coccole, gli abbracci, i baci, le fusa del gatto o le “feste” del cane, per svegliarsi con energia e positività gli italiani non possono fare a meno… di un buon caffè. Oltre 8 italiani su 10 (82%) infatti hanno ammesso che per battere stanchezza, sonno e stress bevono abitualmente una tazza di caffè ogni mattina. Un rito così amato e diffuso, da essere celebrato in tutto il mondo da star internazionali come Sofia Vergara, Patrick Dempsey e Taylor Swift che non possono proprio rinunciarvi ad ogni risveglio, e da artisti di fama mondiale come Frank Sinatra e Bob Dylan, oltre a stelle italiane come Alex Britti. Ma perché gli italiani non possono farne a meno? Oltre alle note proprietà benefiche, per 9 italiani su 10 basta una tazza di caffè appena svegli per ritrovare positività e buonumore, un antidoto giornaliero alle difficoltà del risveglio. Nella speciale top 10 degli elementi a cui gli italiani non possono rinunciare la mattina il caffè batte il buongiorno del compagno o della famiglia (66%) e le coccole al proprio amico a 4 zampe (58%). Tra i più affezionati al rito del caffè mattutino ci sono le donne (84%), che battono gli uomini (80%), soprattutto manager, professionisti e studenti nella fascia 25-40 anni (86%).

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Caffè e guida

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

Antico Caffè Greco in Roma - Italy.

Antico Caffè Greco in Roma – Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Ci sono prove convincenti che bere caffè, una fonte naturale di caffeina, possa aiutare ad innalzare i livelli di attenzione e concentrazione.
Infatti è stato dimostrato come caffè e un breve sonnellino siano le contro misure più efficaci per alleviare la stanchezza alla guida5:
Uno studio sull’efficacia del caffè paragonata a quella del sonnellino, per una guida notturna in autostrada, ha scoperto come bere 1 o 2 tazze di caffè sia equivalente a 30 minuti di sonno nel ridurre la compromissione della guida, senza comunque alterare né la qualità del sonno successiva né il tempo impiegato ad addormentarsi.
Uno studio meno recente ha dimostrato come 30 minuti di pausa dalla guida, incluso un sonnellino di circa 15 minuti, o 1-2 tazze di caffè fossero molto efficaci nel contrastare la stanchezza, e ancora di più con la combinazione dei due interventi. Ricerche hanno inoltre dimostrato che bere 1 o 2 tazze di caffè riduce il numero di incidenti automobilistici in test di simulazione, a seguito di privazione o limitazione del sonno. Uno studio recente ha scoperto che la qualità di guida individuale durante una simulazione di 2 ore su una monotona autostrada, è significativamente migliore nella prima ora dopo il consumo di una sola tazza di caffè. Uno studio caso controllo ha mostrato che le bevande con caffeina, come il caffè, possono essere associate a un rischio ridotto di incidenti tra i conducenti di mezzi pesanti a lunga percorrenza. Un ulteriore studio ha evidenziato come il consumo di caffè migliori significativamente la performance di guida notturna sia nei guidatori giovani che in quelli di mezza età, suggerendo come l’età non riduca l’effetto della caffeina11. Per maggiori informazioni su caffè, caffeina e attenzione, visitate il sito http://www.caffesalute.it

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Chicchi di caffé verde per dimagrire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

L’estratto di chicchi di caffè verde, quello non ancora tostato, potrebbe diventare l’ultima moda in termini di supplementi usati per dimagrire. Joe Vinson, professore di chimica dell’università di Scranton negli Stati Uniti, ha, infatti, sperimentato con successo la sostanza su un gruppo di volontari indiani, e ha presentato i risultati al meeting della American chemical society a San Diego. Il ricercatore ha utilizzato pillole con estratto di chicchi di caffè verde su 16 adulti sovrappeso, tra i 22 ed i 46 anni, c he non hanno cambiato la loro dieta o il tipo di esercizio fisico. I volontari hanno assunto a rotazione 700 mg o 1.050 mg dell’estratto di caffè oppure placebo, ogni giorno per 6 settimane, seguite da una settimana di wash out, per poi passare al trattamento successivo, così che ogni soggetto ha fatto da controllo a se stesso. Gli autori di questa ricerca hanno monitorato regolarmente la pressione sanguigna, il battito cardiaco e altri parametri ai partecipanti: dopo 22 settimane dall’avviso dei test, i volontari hanno evidenziato un dimagrimento pari al 10,5% del loro peso corporeo iniziale, senza effetti collaterali. Vinson ipotizza che a stimolare la perdita di peso sia l’acido clorogenico, presente nei chicchi di caffè interi, ma distrutto dai processi di tostatura. Tuttavia i dati sono ancora preliminari ed è già in programma uno studio su un campione più ampio per confermarli.(fonte farmacista33)

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Il consumo di caffè

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Ne parla la prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine, Volume 148, dello studio “The Relationship of Coffee Consumption with mortality”.   Nato, come scrivono gli autori, fra cui la ricercatrice madrilena Esther Lopez-Garcia, con il preciso obiettivo di ottenere elementi validi sulle possibili cause di decesso legate al consumo di caffè (elementi che, fino ad oggi, erano sparsi nella letteratura scientifica), lo studio analizza i dati di due famose coorti americane, uno sulle donne (Nurses’ Health Study) e l’altro sugli uomini (Health Professionals follow-up Study) e valuta quanto il consumo della bevanda più popolare al mondo, dopo il tè, possa essere messo in relazione con i decessi per malattie cardiovascolari.  Lo studio su oltre 86.000 donne, intervistate ogni 2 anni a partire dal 1980 (per un totale di 24 anni), e quasi 42.000 uomini, intervistati ogni 4 anni a partire dal 1986 (per un totale di 18 anni), ha messo in rilievo che esiste una associazione inversa fra consumo di caffè e rischio di decesso per malattia cardiovascolare. Tale associazione sembra non dipendere dalla caffeina, ma da altre sostanze presenti non solo nel caffè ma anche nel caffè decaffeinato. Inoltre il consumo di caffè non è risultato associato al rischio di decesso per tumore.  “I dati sono molto rassicuranti – commenta il Prof. Carlo La Vecchia, docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Milano e Capo del Laboratorio di Epidemiologia Generale dell’Istituto Ricerche Farmacologiche Mario Negri – perché confermano che il consumo di caffè non è associato a rischio di cancro. Essi inoltre suggeriscono un effetto favorevole sulla mortalità cardiovascolare. Se non dovuta a differenze di base tra bevitori e non di caffè, tale protezione può essere spiegata con un ruolo favorevole del caffè sull’infiammazione e sul diabete, due noti fattori di rischio per la patologia cardiovascolare”.  Lo studio ha preso in esame i parametri confondenti come età, abitudine al fumo e altri noti o potenziali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e i tumori associati anche al consumo di caffè.   “Infatti – sottolinea la Dr.ssa  Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” – uno dei motivi per cui il caffè è stato associato, in passato, ad aumenti di rischio di malattia cardiovascolare e di tumore, è che i forti bevitori di caffè sono spesso anche dei fumatori e hanno quindi un rischio aumentato di queste malattie a causa del fumo”. E prosegue: “Quando si tiene conto di questo nell’analizzare uno studio, come nel caso presente, e si elimina la componente del rischio dovuta al fumo, il caffè non solo non risulta far male, ma può addirittura ridurre il rischio di alcune malattie. Del resto il caffè contiene molte sostanze che possono produrre effetti benefici sulla salute”.  Pur con i limiti di ogni studio osservazionale, Esther Lopez-Garcia e colleghi concludono che i dati sul caffè sono piuttosto incoraggianti e che permettono di escludere un aumento di mortalità associato al consumo della bevanda, mentre suggeriscono che occorrono altri studi per confermare la protezione evidenziata sulla malattia cardiovascolare.  “E’ certo – aggiunge il Prof. Amleto D’Amicis, epidemiologo e Direttore dell’Unità di Documentazione e Informazione Nutrizionale dell’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) e Membro del Gruppo di Studio sul Caffè della Fo.S.A.N. (Fondazione per lo Studio degli Alimenti e della Nutrizione). – che lo studio in questione rappresenta un’importante tappa nelle ricerche sul caffè e sui suoi effetti sulla salute”. E conclude: “ I risultati confermano decisamente che un consumo moderato di caffé non danneggia la salute, anzi il caffè risulta persino utile a dosi anche elevate. Lo studio non consente di verificare se i consumatori sporadici di caffé, dove il rischio di morte per alcune malattie sembra aumentare, lo facciano per scelta o perché consigliati da un medico per le loro condizioni di salute. Una cosa è certa, il consumo moderato di 3-4 tazzine al giorno, pari a circa 300 mg di caffeina totale, non dà fastidio a nessuno e risulta addirittura benefico associandosi ad un ridotto tasso di mortalità per numerose patologie”.

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Movimenti di prezzo dei prodotti agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

ETF Securities pubblica un report sui significativi movimenti di prezzo dei prodotti agricoli che si sono verificati recentemente. Il report analizza trend degli investimenti, tematiche e potenziali implicazioni per il settore agricolo. In particolar modo, lo studio si focalizza su mais, grano, cacao, semi di soia, zucchero, caffè e cotone.
I prezzi del cibo, che hanno avuto i trend di crescita più alti e sono stati più volatili dal 2003, suggeriscono che la produzione è stata insufficiente per soddisfare i livelli della domanda in crescita nel medio periodo. Riflettendo questo trend, lo United Nations Food Price Index ha toccato il 27esimo mese di massimi ad ottobre. Allo stesso modo, gli ETC su prodotti agricoli hanno raggiunto la “leaderboard” per rendimenti all’interno della piattaforma di ETF Securities fino a questa parte dell’anno.
Il settore agricolo ha dimostrato storicamente la tendenza ad avere una bassa correlazione al ciclo economico a causa del ruolo “unico” giocato nella produzione del cibo. In aggiunta ai suoi collegamenti con i dati demografici di lungo periodo dei paesi emergenti, la sua bassa correlazione al ciclo economico lo ha reso molto popolare tra gli investitori in cerca di un investimento difensivo che abbia potenzialità di crescita nel lungo periodo. Nel medio termine, i prezzi del cibo hanno avuto i trend di crescita più elevati dato che i paesi emergenti hanno aumentato la loro quota di domanda mondiale di cibo a causa dell’aumento della popolazione e della crescita dei redditi. I prodotti alimentari sono sempre più privati di risorse limitate come acqua, terra e fertilizzanti che sono invece indirizzate verso applicazioni alternative come i bio-carburanti. Per fare un esempio, un terzo della produzione annuale di mais negli Stati Uniti viene utilizzato per produrre etanolo, in netta crescita rispetto al 5% di dieci anni fa. Il posizionamento attuale dei future in alcuni prodotti agricoli ha superato i livelli massimi raggiunti durante il boom delle commodity nel periodo 2007 – 2008. Gli investitori hanno esercitato largamente il take profit sulle posizioni costruite nel 2009 quando i prezzi erano ai minimi estremi.

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Espresso al bar. 80 milioni di tazzine al giorno

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

L’espresso al bar? E’ un rito. Per gli italiani il caffè al bar è diventato un culto, è altro rispetto a quello fatto in casa. Cosi’ ogni giorno si consumano 80 milioni di tazzine di caffè espresso che, a una media di  0,85 euro a tazzina, fanno 68 milioni di euro al giorno, cioè  circa 25 miliardi di euro l’anno. Un giro di affari che giustifica la presenza dei 130.000 bar nel nostro Paese. Ma e’ proprio buono il caffè al bar? Nei giorni scorsi l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (INEI) ha lanciato una iniziativa in merito e ha definito cosa e’ un caffè espresso fatto con tutti i crismi. La nera bevanda deve essere contenuta in “una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola tendente al testa di moro, resa viva da riflessi fulvi. L’aroma deve essere intenso e ricco di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato. In bocca l’espresso deve essere corposo e vellutato, giustamente amaro e mai astringente”. Oltre alla manualita’, all’acqua, alla macinatura, ovviamente, la qualità dipende dal… caffè, cioè dal prodotto base. La scelta, oltre che di gusto, e’ economica, riguarda cioe’ il prezzo. Ci sono sostanzialmente due varietà di caffè, l’Arabica e la Robusta. Quella Arabica che proviene dal centro America, e’ la piu’ pregiata e quindi la piu’ costosa, oltre ad essere piu’ aromatica e contenere meno caffeina. La Robusta proviene dall’Africa e dall’Asia, ha un gusto piu’ amaro, contiene più caffeina e soprattutto costa di meno. Utilizzare l’una o l’altra delle varietà incide notevolmente sui costi e sui guadagni degli esercizi commerciali. E’ utilizzata anche una miscela delle due varietà e, anche in questo caso, la percentuale di Arabica e Robusta determina la qualità del caffè e soprattutto i suoi costi. Dunque il consumatore, che si appresta a gustare  “na tazzulella ‘e cafè”, dovrebbe, parafrasando una nota pubblicità, chiedere: Arabica, Robusta o miscela? Se poi si vuole essere precisi si può chiedere l’eventuale composizione percentuale della miscela. Eccessivo? Non ci sembra. D’altronde sono soldi nostri, e tanti. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Espresso al bar

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2010

Oggi si celebra l’Espresso Italiano Day. Per gli italiani il caffè al bar è un rito, un culto, e altro rispetto a quello fatto in casa. C’è ovviamente caffè e caffè e al bar le informazioni sono piuttosto carenti, come una nostra indagine nella Capitale ha potuto verificare. Abbiamo rivolto ai baristi una semplice domanda: cosa c’è dentro la tazzina di caffè? La risposta è stata altrettanto semplice: caffè! Non intendevamo certo conoscere la composizione chimica della “nera bevanda”, ma sapere se la polvere era costituita dalla varietà Arabica o da quella Robusta, o da una miscela di entrambe ed in quale percentuale. La scelta, oltre che di gusto, e’ economica, riguarda cioè il prezzo. La varietà Arabica proviene dal centro America, è la più pregiata e quindi la più costosa, oltre ad essere più aromatica e contenere meno caffeina. La Robusta proviene dall’Africa e dall’Asia, ha un gusto più amaro, contiene più caffeina e soprattutto costa di meno. Utilizzare l’una o l’altra delle varieta’ incide notevolmente sui costi e sui guadagni degli esercizi commerciali. E’ utilizzata anche una miscela delle due varietà e, anche in questo caso, la percentuale di Arabica e Robusta determina la qualità del caffè e soprattutto i suoi costi. Dunque il consumatore, che si appresta a gustare  “na tazzulella ‘e café'”, dovrebbe, parafrasando una nota pubblicita’, chiedere: Arabica, Robusta o miscela? Se poi si vuole essere precisi si può chiedere l’eventuale composizione percentuale della miscela. Eccessivo? Non ci sembra. D’altronde sono soldi nostri.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Caffè a pranzo contro il diabete

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Coloro che consumano caffè a ora di pranzo sono meno esposti al rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Lo hanno stabilito alcuni ricercatori brasiliani prendendo in esame oltre 70mila donne francesi, d’età compresa tra 41 e 72 anni, le cui abitudini alimentari sono state seguite per oltre 11 anni. In breve, nelle partecipanti che hanno consumato almeno una tazza di caffé durante la pausa pranzo è stata riscontrata una riduzione del rischio di sviluppare la patologia diabetica di circa il 30% rispetto alle donne non consumatrici. Gli autori, però, sottolineano che per osservare l’effetto protettivo del caffé, la bevanda deve essere consumata rigorosamente senza nessuna aggiunta di altre sostanze, nemmeno di latte. «Non siamo ancora in grado di capire il meccanismo alla base della protezione offerta da questa bevanda nei confronti del diabete, ma il fatto che l’effetto si osservi solo se il caffé viene bevuto all’ora di pranzo lascia ipotizzare che ci sia qualche legame con il tipo di cibo consumato in questo momento della giornata» ha commentato Daniela S. Sartorelli, principale autore dell’indagine. Am J Clin Nutr. 2010 Feb 10. [Epub ahead of print] (fonte doctor news)

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No alle speculazioni sul caffè

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2009

“Non cominciamo a speculare sulla tazzina di caffè”. E’ quanto avverte l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale quasi ogni anno ricorrono catastrofiche geremiadi su presunte gelate, piogge o siccità che colpirebbero la produzione di caffè, facendo schizzare i prezzi alle stelle e dando pretesto ai bar di aumentare a sproposito il prezzo della tazzina. “Di quale caffè stiamo parlando -dice Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- della specie arabica o del robusta e di che qualità? Il caffè al bar è fatto con una miscela in cui prevale largamente lo scadente robusta e poi, ammesso che ci sarà un rialzo del prezzo all’ingrosso del 50%, l’incidenza sul prezzo di una tazzina al bar sarebbe meno di 2 cent, ma i baristi, approfittando degli allarmismi, saranno lesti a decuplicarlo.”

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