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Calais: MEPs demand solutions for migrants, truck drivers and local people

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

tendopoli-di-migranti-a-calaisThe situation in and around the port town of Calais is untenable for everyone: migrants and asylum seekers living in the informal camps, truck drivers crossing to the British Isles and the local population, said MEPs in a plenary debate on Tuesday. Most urged the EU Commission, France and the UK to work together to find a long-term solution. Many speakers pointed to the terrible conditions in the camp known as “the jungle” and showed special concern about the high number of unaccompanied minors in the area and the risks they face.“We are aware of the situation”, Commissioner Dimitris Avramopoulos assured MEPs, stating that his aims are to ensure that the border functions properly, improve the management of migration flows and guarantee better living conditions for migrants and asylum seekers.
Mr Avramopoulos welcomed the French government’s plans to dismantle “the jungle” by the end of the year and encouraged the French and UK authorities to coordinate the work of their border and security forces to ease traffic flows and guarantee safety in the area. (foto: Tendopoli-di-migranti-a-Calais)

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Safe and legal ways to Europe only solution to migrant situation in Calais

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

calais campMore must be done to open “safe and legal ways for people who are desperate to come to Europe so that they do not need to put their lives in the hands on human traffickers”, says MEP Ana Gomes (S&D, PT) who Wednesday headed a visit from the Civil Liberties Committee to facilities for refugees and migrants in the vicinity of Calais in Northern France. Only by creating safe alternatives to the lethal businesses of human smugglers through political asylum, legal migration and family reunification can the flow of refugees and migrants be managed, avoiding situations like Calais is currently experiencing, she added.An 8 MEP strong delegation from the European Parliament’s Civil Liberties Committee on Wednesday 13 July visited the refugee camp La Linière in Grande-Synthe and the day centre Jules Ferry close to “the Jungle” near Calais and met with local authorities, NGOs and the French-British border authorities.
After the visit, Ana Gomes (S&D, PT), who headed the delegation, commented:“We came to Calais to find out directly what is happening, what are the measures taken by the authorities, at the different levels, to deal in a human way with the afflux of migrants and refugees wishing to cross the channel into the UK.The situation in terms of inflow of people has not improved, because nothing has significantly disrupted the networks of smugglers, which make big money and reach far beyond the EU territory.Actually, all the security driven apparatus at the border only makes the criminal networks increase their smuggling prices and make more profit. And people keep coming… We saw two very different camps: One, in Grande-Synthe, has seen a reduction of people living in the camp and is successfully run by the mayor cooperating with civil society organisations, with no need for policing in the site. The other camp, in Calais, known as “the jungle” or “La Lande” provides now basic health services, protection for some unaccompanied minors and for women and schooling for some children but the lodging conditions are dire and there is heavy security and often inter-ethnic tensions.An increased administrative and social effort to persuade people to apply for asylum in France is needed. But it is also necessary to speed up in the UK the family reunification process for many of the inhabitants of those camps. Anyway, that does not solve the continuing inflow of new asylum seekers and migrants. Smugglers use any pretext – like Brexit – to feed the illusion that people will be able to cross the Channel. The only way to disrupt smugglers business is to open safe and legal ways for people to ask for asylum or migration permits into the EU in their countries of origin or of transit”.

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I rifugiati in Francia

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

rifugiatiSi stima che attualmente circa 4.000 rifugiati e migranti vivano nella “giungla” di Calais e circa 2.500 a Grande-Synthe, al confine con Dunkerque, spesso in situazioni disperate, che peggiorano drammaticamente durante i mesi invernali. L’UNHCR esprime particolare preoccupazione per le condizioni di vita dei bambini, soprattutto dei minori separati e non accompagnati, e valuta positivamente il fatto che siano stabiliti in via emergenziale posti aggiuntivi di accoglienza, come il centro per minori (Maison du jeune réfugié) a St Omer (gestito da France Terre d’Asile), o altre strutture in grado di fornire risposte al bisogno di protezione dei bambini, compresi i minori di 15 anni. Inoltre, dovrebbero essere urgentemente prese in esame ed esplorate possibili opzioni per semplificare le procedure di protezione dei bambini, in particolare per coloro che hanno familiari in un altro degli Stati membri dell’UE.
L’UNHCR si dichiara soddisfatto delle diverse misure messe in campo dalle autorità francesi per fornire assistenza d’emergenza ai rifugiati e migranti che vivono a Calais e Grande-Synthe e rispondere agli urgenti bisogni umanitari. Queste misure comprendono la decisione di stabilire un centro temporaneo chiamato “Centre d’Accueil Provisoire” (CAP), Centro di Accoglienza Temporaneo, a Calais, gestito da La Vie Active, e di organizzare il trasferimento volontario di rifugiati e migranti in centri di accoglienza chiamati “Centres d’Accueil et Orientation” (CAO), Centri di Accoglienza e Orientamento, distribuiti in tutto il paese. Questi ultimi centri offrono accoglienza temporanea a coloro che vogliano avvalersi di questa possibilità, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno presentato richiesta d’asilo. All’inizio di febbraio, più di 700 persone erano ospitate nel CAP di Calais e 2.431 persone hanno deciso di essere trasferite in uno dei 92 CAO da quando l’iniziativa è stata avviata, il 22 ottobre 2015.Alla luce della nostra analisi, le persone rifugiate e migranti che vivono a Calais e Dunkerque trarrebbero grande benefici se i servizi di informazione e consulenza legale fossero intensificati. Nella situazione attuale, i residenti della “giungla” di Calais ricevono informazioni confuse, a volte inaccurate e contrastanti, e da una serie di fonti diverse. Sarebbe invece cruciale rafforzare il coordinamento tra tutte le parti nel fornire assistenza e informazioni precise e oggettive, anche a coloro che sono ospitati nei CAO.Nel migliore dei casi, in questi luoghi viene fornita un’assistenza umanitaria attraverso interventi palliativi volti ad alleviare le sofferenze più gravi. In particolar modo, le persone coinvolte hanno bisogno di maggiori informazioni rispetto alle opportunità a loro disposizione in Francia, e coloro che hanno bisogno di protezione internazionale devono essere fortemente incoraggiati a chiedere asilo nel Paese. Occorre, inoltre, fornire informazioni accurate rispetto alle possibili conseguenze del non presentare richiesta d’asilo. Un’altra importante misura dovrebbe essere quella di assicurare strutture di accoglienza adeguate e servizi di supporto specifici, inclusi assistenza legale e psico-sociale.Un’altra misura che deve essere rafforzata è l’utilizzo delle disposizioni legali esistenti per coloro che hanno familiari in Stati membri dell’Unione Europea, così da accelerare le procedure per il ricongiungimento familiare. Un passo esemplare in questa direzione è stato fatto con la recente decisione della Corte Suprema del Regno Unito, in cui i giudici del tribunale di asilo hanno stabilito che tre bambini separati e non accompagnati e un fratello maggiore (da cui dipende uno dei minori) avessero diritto a ricongiungersi con i propri familiari in Gran Bretagna in attesa che le loro richieste di asilo fossero esaminate dal Ministero degli Affari Interni.
L’UNHCR da tempo sostiene l’implementazione proattiva del Regolamento di Dublino III e raccomanda agli Stati di usare questa opportunità per accelerare la procedura che consente ai minori separati e non accompagnati che si trovino in uno Stato membro dell’UE di ricongiungersi con i propri familiari in un altro Stato membro.L’UNHCR è pronto a supportare le autorità in tutte queste misure, e intensificherà la propria presenza nel campo di Calais a partire dall’8 Febbraio 2016.

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