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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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“La Politica non è una Professione” di P. Calamandrei

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Milano 16 aprile alle ore 18,30 Auditorium Piero Calamandrei via Correggio 43 presentazione dell’XI volume della collana Diritti • Società • Frontiere – Edizioni Henry Beyle, “La politica non è una professione” di Piero Calamandrei, interverranno Peter Gomez (direttore de “ilfattoquotidiano.it”), Giuseppe La Scala (avvocato), Sandro Neri (direttore de “Il Giorno”), Massimiliano Panarari (docente di Marketing politico Luiss School of Government) e parlamentari ed esponenti del Centrodestra, del Centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. L’incontro sarà coordinato da Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione presso l’Università Cattolica di Milano e la Lumsa di Roma. Il volume “La politica non è una professione” di Piero Calamandrei offre considerazioni inedite, pubblicate per la prima volta dalla casa editrice Henry Beyle. Lo scritto del grande giurista, avvocato, politico, scrittore, docente universitario, oltre che uomo di grande cultura, nasceva sotto forma di breve articolo che sarebbe dovuto uscire sulla rivista Argomenti, nell’agosto del 1943, subito dopo la caduta del fascismo, ma non andò mai in stampa.
Partendo dalle acute riflessioni di Piero Calamandrei, uno dei principali artefici della rinascita morale dell’Italia del secondo dopoguerra, relative al senso della politica, ai suoi profili etici e al ruolo di chi occupa posizioni pubbliche, i relatori analizzeranno il fenomeno del declino delle storiche ideologie politiche, cercheranno di rappresentare i possibili scenari futuri e proveranno a rispondere a quesiti molto stimolanti, ad esempio: Possiamo affermare che attualmente chi fa politica oggi sia mosso da una vera passione e non la consideri una semplice professione? Come si può formare la nuova classe dirigente?
“La politica non è una professione” è l’XI libro della collana Diritti • Società • Frontiere, promossa dalla Toogood Society – istituita da La Scala Studio legale nel 2013 per avviare un progetto di formazione culturale – in collaborazione con le Edizioni Henry Beyle. Tale iniziativa unisce la riscoperta di testi dimenticati all’attenta cura tipografica. “La Politica non è una Professione” è stampato in 575 copie numerate su carta carta Cotton Fedrigoni con caratteri Garamond monotype.“Il testo di Calamandrei sembra predittivo di un tema che è stato alla fine centrale nel ricambio della classe politica italiana ma quanto ciò sia avvenuto a vantaggio, o a svantaggio, della qualità della politica lo dobbiamo ancora scoprire. Di sicuro il Paese ha bisogno di competenze e come esse vadano formate e selezionate è forse uno snodo decisivo nel sistema”, ha detto Giuseppe La Scala, senior partner di La Scala.

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La Costituzione secondo i Padri Costituenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

padri-costituentiRiprendiamo una conversazione riprodotta dal blog di Grillo per significare l’impegno e la serietà riposta dai nostri costituenti per varare quella che è stata definita la “Costituzione più bella del mondo”. Calamandrei e Foa seduti ad una scrivania alle prese con la scrittura. Calamandrei, ha il viso appoggiato sulla sua mano e sonnecchia, mentre Foa è concentrato sul foglio, con la penna in mano. Foa dà una gomitata a Calamandrei.
F: oh, dai che dobbiamo finire l’articolo 70….
C: Vittorio, si lavora da stamane mattina, s’è fatto notte anche ieri, è notte pure adesso, ora riposiamoci un momento!
F: Piero, non possiamo riposarci, lo sai che importante. Pensa ai nostri fratelli morti per la libertà!
C: allora dai, Dove s’era rimasti?
F: Dunque, ti dicevo che 9 parole sono ancora troppe, e forse così è ancora troppo complesso. Lo sai che Il testo deve essere semplice, chiaro e comprensibile a tutti, anche a un bambino!
C:Ma più comprensibile di cosi! “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.
F: No,no, più semplice, più semplice e con meno parole. Ascolta: “Le leggi sono fatte dal popolo”.
C: E dai pure tu non esagerare, ti sei proprio fissato! E’ una repubblica parlamentare, ci sono degli eletti che fanno le leggi per conto del popolo, mica puoi portare tutto il popolo italiano in parlamento a fare le leggi, oh son quasi venti milioni…
F:Lo so, ma io vorrei che fosse chiaro il concetto che è il popolo che decide le leggi! Rafforziamo, rafforziamo il concetto!
C: e dai, faranno le leggi che vuole il popolo, sono eletti dal popolo! Noi tocca solo specificare che son fatte da due camere.
F:Si Piero, ma chi lo sa se fra 50, 60, che so, 70 anni, in parlamento saranno eletti ancora tutti galantuomini? Che faranno davvero ciò che vuole il popolo? Chi lo sa?
C:Ma che stai dicendo? L’abbiamo scritto apposta nell’art 1 no? “La sovranità appartiene al popolo”. Ora per quanto possano essere diversi, vuoi che vengano meno proprio al primo articolo della costituzione?
F: Beh effettivamente…
C: E’ compito dello stato rimuovere tutti gli ostacoli che impediscano il pieno sviluppo della persona umana, quindi dare lavoro a tutti, dare la scuola a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti…
F: giusto! Dare dignità, a tutti… Sì Piero, hai ragione, per quanto potranno essere diversi tra 70 anni, è impossibile che trasgrediscano proprio l’art 1 della nostra Costituzione. La sovranità apparterrà sempre al popolo. Certo che… pensa se nel futuro riuscissero addirittura a trovare il modo per far votare le leggi a tutti i cittadini…
C: oh ma stai scherzando? Si va sempre più verso la democrazia! La tecnologia sta facendo cose impossibili, s’è scisso l’atomo, vuoi che non si trovi il modo di far fare le leggi direttamente al popolo? Lo troveranno, lo troveranno, mica faranno di nuovo fare le leggi a uno magari neanche eletto dal popolo! Oh Vittorio, ci si è appena passati!
F: e lo sappiamo bene! Per carità, scherzuma nen!
C: eh?
F: non scherziamo!
C: allora, cosa avevamo scritto? L’ultima era…?
F: ”La funzione…”
C: “..legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”. Più semplice di così!
F: e va bene, va bene.… ma per me son ancora troppe parole, neh… (fonte: blog 5 stelle)

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