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Caldo estivo, i campanelli d’allarme per la salute e i consigli su idratazione, sali minerali e stili di vita

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

Per combattere il gran caldo si parte necessariamente dalla tavola con una alimentazione sana ed equilibrata e una buona idratazione. Occorre bere almeno 1,5-2 litri al giorno o anche di più se si suda molto, e mantenere un corretto equilibrio idro-salino. I sali minerali, potassio e magnesio in particolare, svolgono un ruolo fondamentale nel nostro organismo per la regolazione della contrattilità muscolare, compresa quella del cuore. Molti malesseri provocati dal caldo sono proprio dovuti al pericoloso mix di disidratazione e ipopotassiemia, in presenza dei quali è consigliabile arricchire la propria alimentazione con potassio e magnesio, mangiando ortaggi e frutta fresca (almeno 500-600 gr al giorno) e, nel caso ciò non fosse possibile, ricorrendo ad integratori salini contenenti potassio e magnesio.Il caldo influenza anche la circolazione delle gambe: sensazione di pesantezza agli arti inferiori, formicolii, gonfiore a piedi e caviglie e capillari in evidenza sono solo alcuni dei sintomi che molti riportano.Per diminuire il rischio di problemi circolatori, anche in questo caso non si può prescindere da una sana alimentazione e una buona idratazione, senza dimenticare la regolare attività fisica. Inoltre, è bene evitare indumenti molto stretti, scarpe scomode o con tacchi troppo alti, stare troppo tempo seduti o in piedi.Alcuni consigli pratici possono aiutarci in questa stagione così afosa. Il consiglio è di privilegiare alimenti ricchi di antiossidanti che agiscono sul tono e sull’elasticità dei vasi e dei capillari. È fondamentale la Vitamina C,presente in kiwi, pomodori, limoni, fragole. La loro azione antinfiammatoria protegge i vasi sanguigni. Grande importanza riveste anche la Vitamina A come in carote, pesche, albicocche, peperoni, che migliorano la circolazione. Non dimentichiamo gli Omega 3degli sgombri e alici che svolgono un’azione preventiva sulla salute delle vene.Infine, l’Osservatorio di Integratori & Salute, ricorda anche le semplici ma importanti abitudini e misure di prevenzione diffuse dal Ministero della Salute per contribuire a ridurre le conseguenze nocive delle ondate di calore: non uscire nelle ore più calde(tra le 11.00 e le 18.00); migliorare l’ambiente domestico e di lavoro schermando le finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili; l’aria condizionata e/o ventilatori meccanici vanno usati con attenzione, perché quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso dei ventilatori è sconsigliato perché non efficace a combattere gli effetti del caldo; Bere molti liquidi è fondamentale; Moderare l’assunzione di bevande contenenti caffeina ed evitare bevande alcoliche; Fare pasti leggeri; Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche); In auto, ricordarsi di ventilare l’abitacolo prima di iniziare un viaggio, se la vettura è dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata (specie se l’auto non è climatizzata) e tenere sempre in macchia una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi; Evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata; Offrire assistenza a persone a maggiore rischio (come gli anziani che vivono da soli, i lattanti etc.) e segnalare ai servizi sociosanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento; Dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarli in una zona ombreggiata. By Cristoforo Zervos (Fonte Doctor33)

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Caldo soffocante ed assenza di piogge

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Dopo laghi e corsi d’acqua stanno compromettendo anche le riserve d’acqua sotterranea del Centro-Nord Italia, proseguendo un deficit pluviometrico, che si protrae dall’anno scorso e che conferma i caratteri di una siccità endemica in territori, dove serviranno anni per riequilibrare il bilancio idrologico: lo segnala l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, in base ai dati del report settimanale.Ne è esempio l’Emilia Romagna, dove le portate dei fiumi Enza (mc./sec. 0,4) e Reno (mc./sec. 0,6) scendono sotto i minimi storici: sulle pianure a Nord della foce del fiume Reno sono finora caduti, da inizio d’anno, solo 205 millimetri di pioggia, una quantità molto simile a quello registrata nei primi 6 mesi del 2021, influendo sulla ricarica della falda e sulla risalita del cuneo salino nelle zone costiere. Un’analoga condizione si registrò a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, ma ad aggravare l’attuale contingenza c’è l’aumento esponenziale delle temperature in un’Europa flagellata da disastrosi incendi. I bacini piacentini trattengono 6,2 milioni di metri cubi d’acqua, praticamente dimezzati rispetto alla media del recente quinquennio e lontanissimi dalla capacità massima di Mmc. 21,5.I dati fotografano una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura e quindi per la produzione di cibo: in una sola settimana, il volume d’acqua nel lago Maggiore è calato di ben 48 milioni di metri cubi, portando a quasi 3 miliardi di metri cubi, il deficit rispetto alla media del periodo. Non va meglio per gli altri grandi bacini settentrionali, tutti abbondantemente sotto media: il lago di Como (riempimento: 0,6%) è ai minimi storici, quello d’Iseo è al 5% di riempimento e precipitano i livelli del Garda, attestandosi al 34,3% della capacità d’invaso.In Piemonte, i fiumi sono ai minimi termini: il Tanaro scende ad una portata di soli mc./sec. 2,5 vale a dire il 10% circa di quella del 2021, anno già di grave crisi; un importante calo si registra anche sulla Sesia mentre, tra gli altri corsi d’acqua, sono praticamente azzerati i flussi negli alvei di Agogna, Chisola, Ellero, Sangone, Orba, Bormida, mentre Chisone e Dora Riparia sono dimezzati rispetto all’anno scorso ed il Toce è al 30% della portata 2021. Le dighe della Baraggia Biellese e Vercellese (Ingagna, Ostola e Ravasanella) trattengono 6,35 milioni di metri cubi d’acqua, quando ne dovrebbero contenere circa il doppio.In Valle d’Aosta, dove a Luglio non è praticamente piovuto, si riduce la portata della Dora Baltea, che rimane però sopra la media storica.In Lombardia, le portate del fiume Adda sono dimezzate anche rispetto a quelle del “annus horribilis” 2017 ed alle riserve idriche regionali manca ben 1 miliardo di metri cubi rispetto alla media (fonte: ARPA Lombardia).Scendono ancora i livelli del fiume Adige in Veneto e si attestano su valori oltre 2 metri inferiori a quelli dell’anno scorso; è di quasi un metro e mezzo, invece, la differenza con il livello del 2021 per la Livenza, mentre il Piave è calato di oltre 60 centimetri in soli 7 giorni.Grave è anche la situazione del Centro-Italia, dove sul Lazio è eccezionale il deficit pluviometrico, fin qui registrato principalmente sulle province di Roma e Viterbo (in particolare, lungo il litorale): quasi dappertutto sono caduti un centinaio di millimetri di pioggia in quasi 8 mesi ed il record negativo è detenuto da Ladispoli con soli mm. 94! Costante è il calo dei laghi di Bracciano, arrivato a -32 centimetri rispetto all’anno scorso e di Nemi, che ha raggiunto –cm. 96 sul 2021, ma anche il bacino di Turano cala di quasi un centimetro al giorno. Nettamente inferiori alla media restano le portate del fiume Aniene, mentre quelle di Liri e Sacco sono ai minimi dal 2017; sono tornati sostanzialmente in linea con gli anni scorsi, invece, i livelli del Tevere. In Umbria, dove è piovuto pochissimo, i laghi di San Casciano e di Chiusi permangono a livelli minimi, mentre il bacino di Corbara è sceso di 58 centimetri in 7 giorni.Permane grave la condizione dei corsi d’acqua in Toscana, dove il fiume Serchio registra una portata addirittura più che dimezzata rispetto a quella del Deflusso Minimo Vitale, così come l’Ombrone, da settimane in condizioni critiche (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana). In Lucchesia, il 2022 è stato finora il quinto anno più secco da oltre un secolo, ma il più siccitoso degli ultimi 19 anni per quanto riguarda la città di Lucca (fino a Giugno 2022 sono caduti solo mm. 302,8 di pioggia a fronte di una media di mm. 568,9). Nel bacino del lago di Massaciuccoli la pioggia caduta è stata invece di 221 millimetri, cioè la metà di quanto piove normalmente; a risentirne è proprio il bacino lacustre, dove sono stati ridotti i prelievi idrici. Per quanto riguarda il Sud Italia, in Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele e Volturno appaiono in calo, mentre è stabile il Sarno; si segnalano in discesa i volumi idrici nei bacini del Cilento (l’invaso di Piano della Rocca è al 53% del riempimento e trattiene quasi il 20% in meno rispetto al 2021) e nel lago di Conza (quasi 5 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso). Pertanto, permane stabile la condizione di siccità nel bacino idrografico del Liri-Garigliano e Volturno.Infine, in 7 giorni, l’acqua trattenuta negli invasi di Basilicata è calata di quasi 13 milioni di metri cubi, raggiungendo un deficit di oltre 38 milioni sui livelli dell’anno scorso (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale), mentre è di circa 11 milioni di metri cubi la discesa di risorsa idrica nei bacini della Puglia, dove però si registra un confortante +Mmc. 10,22 sul 2021.

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Caldo soffocante ed assenza di piogge

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2022

Dopo laghi e corsi d’acqua stanno compromettendo anche le riserve d’acqua sotterranea del Centro-Nord Italia, proseguendo un deficit pluviometrico, che si protrae dall’anno scorso e che conferma i caratteri di una siccità endemica in territori, dove serviranno anni per riequilibrare il bilancio idrologico: lo segnala l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, in base ai dati del report settimanale.Ne è esempio l’Emilia Romagna, dove le portate dei fiumi Enza (mc./sec. 0,4) e Reno (mc./sec. 0,6) scendono sotto i minimi storici: sulle pianure a Nord della foce del fiume Reno sono finora caduti, da inizio d’anno, solo 205 millimetri di pioggia, una quantità molto simile a quello registrata nei primi 6 mesi del 2021, influendo sulla ricarica della falda e sulla risalita del cuneo salino nelle zone costiere. Un’analoga condizione si registrò a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, ma ad aggravare l’attuale contingenza c’è l’aumento esponenziale delle temperature in un’Europa flagellata da disastrosi incendi. I bacini piacentini trattengono 6,2 milioni di metri cubi d’acqua, praticamente dimezzati rispetto alla media del recente quinquennio e lontanissimi dalla capacità massima di Mmc. 21,5.I dati fotografano una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura e quindi per la produzione di cibo: in una sola settimana, il volume d’acqua nel lago Maggiore è calato di ben 48 milioni di metri cubi, portando a quasi 3 miliardi di metri cubi, il deficit rispetto alla media del periodo. Non va meglio per gli altri grandi bacini settentrionali, tutti abbondantemente sotto media: il lago di Como (riempimento: 0,6%) è ai minimi storici, quello d’Iseo è al 5% di riempimento e precipitano i livelli del Garda, attestandosi al 34,3% della capacità d’invaso.In Piemonte, i fiumi sono ai minimi termini: il Tanaro scende ad una portata di soli mc./sec. 2,5 vale a dire il 10% circa di quella del 2021, anno già di grave crisi; un importante calo si registra anche sulla Sesia mentre, tra gli altri corsi d’acqua, sono praticamente azzerati i flussi negli alvei di Agogna, Chisola, Ellero, Sangone, Orba, Bormida, mentre Chisone e Dora Riparia sono dimezzati rispetto all’anno scorso ed il Toce è al 30% della portata 2021. Le dighe della Baraggia Biellese e Vercellese (Ingagna, Ostola e Ravasanella) trattengono 6,35 milioni di metri cubi d’acqua, quando ne dovrebbero contenere circa il doppio.Appare senza fine la crisi del fiume Po, che settimanalmente segna record negativi di portata, arrivando a toccare mc./sec. 113,7 (ben 123 metri cubi al secondo in meno rispetto al precedente minimo storico!) al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro, cioè circa il 10% della portata media (mc./sec. 1140) ed il 75% in meno della portata limite per l’intrusione del cuneo salino.In Valle d’Aosta, dove a Luglio non è praticamente piovuto, si riduce la portata della Dora Baltea, che rimane però sopra la media storica.In Lombardia, le portate del fiume Adda sono dimezzate anche rispetto a quelle del “annus horribilis” 2017 ed alle riserve idriche regionali manca ben 1 miliardo di metri cubi rispetto alla media (fonte: ARPA Lombardia).Scendono ancora i livelli del fiume Adige in Veneto e si attestano su valori oltre 2 metri inferiori a quelli dell’anno scorso; è di quasi un metro e mezzo, invece, la differenza con il livello del 2021 per la Livenza, mentre il Piave è calato di oltre 60 centimetri in soli 7 giorni.Grave è anche la situazione del Centro-Italia, dove sul Lazio è eccezionale il deficit pluviometrico, fin qui registrato principalmente sulle province di Roma e Viterbo (in particolare, lungo il litorale): quasi dappertutto sono caduti un centinaio di millimetri di pioggia in quasi 8 mesi ed il record negativo è detenuto da Ladispoli con soli mm. 94! Costante è il calo dei laghi di Bracciano, arrivato a -32 centimetri rispetto all’anno scorso e di Nemi, che ha raggiunto –cm. 96 sul 2021, ma anche il bacino di Turano cala di quasi un centimetro al giorno. Nettamente inferiori alla media restano le portate del fiume Aniene, mentre quelle di Liri e Sacco sono ai minimi dal 2017; sono tornati sostanzialmente in linea con gli anni scorsi, invece, i livelli del Tevere. In Umbria, dove è piovuto pochissimo, i laghi di San Casciano e di Chiusi permangono a livelli minimi, mentre il bacino di Corbara è sceso di 58 centimetri in 7 giorni. Adempiendo al compito di dare acqua alle campagne, calano i livelli nei bacini delle Marche, scesi di circa 1.300.000 metri cubi in una settimana, contenendone ora poco più di 42 milioni, ma rimanendo al di sopra dei livelli del 2021. Permane grave la condizione dei corsi d’acqua in Toscana, dove il fiume Serchio registra una portata addirittura più che dimezzata rispetto a quella del Deflusso Minimo Vitale, così come l’Ombrone, da settimane in condizioni critiche (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana). In Lucchesia, il 2022 è stato finora il quinto anno più secco da oltre un secolo, ma il più siccitoso degli ultimi 19 anni per quanto riguarda la città di Lucca (fino a Giugno 2022 sono caduti solo mm. 302,8 di pioggia a fronte di una media di mm. 568,9). Nel bacino del lago di Massaciuccoli la pioggia caduta è stata invece di 221 millimetri, cioè la metà di quanto piove normalmente; a risentirne è proprio il bacino lacustre, dove sono stati ridotti i prelievi idrici. Per quanto riguarda il Sud Italia, in Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele e Volturno appaiono in calo, mentre è stabile il Sarno; si segnalano in discesa i volumi idrici nei bacini del Cilento (l’invaso di Piano della Rocca è al 53% del riempimento e trattiene quasi il 20% in meno rispetto al 2021) e nel lago di Conza (quasi 5 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso). Pertanto, permane stabile la condizione di siccità nel bacino idrografico del Liri-Garigliano e Volturno.Infine, in 7 giorni, l’acqua trattenuta negli invasi di Basilicata è calata di quasi 13 milioni di metri cubi, raggiungendo un deficit di oltre 38 milioni sui livelli dell’anno scorso (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale), mentre è di circa 11 milioni di metri cubi la discesa di risorsa idrica nei bacini della Puglia, dove però si registra un confortante +Mmc. 10,22 sul 2021.

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Caldo record: Ci rende più stupidi?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Non si tratta solo di folclore: numerosi studi neuroscientifici hanno ormai dimostrato il legame tra alte temperature e cambiamento nel comportamento e nelle performance mentali delle persone. «Uno studio dell’Università dell’Iowa aveva dimostrato già nel lontano 2001 l’associazione tra aumento di temperatura ed aggressività – spiega Lorenzo Dornetti, psicologo e neuroscienziato, direttore del Neurovendita Lab -. In estate aumentano il numero di crimini violenti. Chi ha un’auto con aria condizionata spenta o poco efficiente suona il clacson più spesso di chi guida al fresco. Il numero di pensieri contraddistinti da rabbia cresce se la temperatura supera 30 gradi». Non solo, studi più recenti hanno posto l’accento sul legame tra caldo e velocità mentale. Nel 2016, un’estate già caldissima, una ricerca condotta dall’Università di Harvard aveva dimostrato l’impatto negativo della calura sulla lucidità cognitiva. La ricerca applicava il test di STROOP, uno strumento che rileva i tempi impiegati per risolvere compiti di crescente complessità, su due gruppi di studenti simili in tutto, tranne che per un aspetto: la presenza o l’assenza di aria condizionata nella stanza in cui si realizzava l’esperimento. Le performance risultavano stabilmente inferiori in quella senza aria condizionata, mentre erano in linea con le attese nell’edificio a 23 gradi. Le neuroscienze confermano dunque i luoghi comuni: quando fa caldo si diventa più aggressivi e meno lucidi. Da cosa dipende questa variazione? «Quando fa più caldo del normale – prosegue Dornetti -, si verifica l’alterazione di alcuni circuiti neurali. Gli studi neuroscientifici hanno verificato che le aree cerebrali più colpite sono la corteccia orbito-frontale e quella prefrontale, due aree del sistema nervoso connesse al controllo di sé e alle performance mentali complesse». Il Neurovendita Lab ha studiato l’effetto del caldo sul comportamento dei consumatori confermando come le temperature giochino un ruolo fondamentale nelle scelte d’acquisto. Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori confermano quanto ipotizzato sul Journal of Marketing da Amar Cheema e Vanessa Patrick: ad alte temperature, i clienti scelgono l’opzione che richiede minor sforzo mentale, prediligono prodotti che già conoscono e soluzioni meno complesse e rimandano le decisioni impegnative. Il global warming, insomma, oltre che sul pianeta impatta anche su come le persone si comportano, scelgono e acquistano.

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I consigli del Ministero della Salute per difendersi dal caldo

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2022

Non uscire nelle ore più calde (tra le 11.00 e le 18.00) Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro schermando le finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. Efficace anche l’impiego dell’aria condizionata e i ventilatori meccanici che tuttavia vanno usati con attenzione. Quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso dei ventilatori è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo. Bere molti liquidi: soprattutto per gli anziani è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete. Esistono tuttavia particolari condizioni di salute (come l’epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) per le quali l’assunzione eccessiva di liquidi è controindicata. Se si è affetti da qualche malattia o si sta seguendo una cura che limita l’assunzione di liquidi o ne favorisce l’eliminazione, è necessario consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi. Moderare l’assunzione di bevande contenenti caffeina, evitare bevande alcoliche Fare pasti leggeri: la digestione è per il nostro organismo un vero e proprio lavoro che aumenta la produzione di calore nel corpo. Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. Proteggere anche gli occhi con occhiali da sole con filtri UV. Particolare attenzione ai bambini. In auto, ricordarsi di ventilare l’abitacolo prima di iniziare un viaggio, anche se la vettura è dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata (specie se l’auto non è climatizzata) e tenere sempre in macchia una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi. Evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata. In ogni caso, se si fa attività fisica, bisogna bere molti liquidi. Per gli sportivi può essere necessario compensare la perdita di elettroliti con gli integratori. Offrire assistenza a persone a maggiore rischio (come gli anziani che vivono da soli, i lattanti etc.) e segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Negli anziani un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi) che può indicare un peggioramento dello stato di salute. Controlla la temperatura corporea dei lattanti e bambini piccoli, abbassandola con una doccia tiepida e quando possibile aprire il pannolino. Dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarli in una zona ombreggiata.

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Allarme caldo africano con punte di 38-40 gradi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

L’estate non è ancora iniziata, ma sul fronte caldo è già allarme. Dopo una breve tregua, da venerdì di questa settimana gli esperti prevedono una vera e propria fiammata africana che porterà nel nostro paese punte di 38-40 gradi. Il Ministero della Salute ha già attivato, come ogni anno, il suo sistema di rilevazione delle ondate di calore per tenere i cittadini aggiornati sulle giornate ad alto rischio. Ecco il link per consultarlo: https://www.salute.gov.it/portale/caldo/bollettiniCaldo.jsp?area=emergenzaCaldo&id=4542&lingua=italiano&menu=vuoto. E’ fondamentale per la sicurezza di tutte le persone più vulnerabili, monitorare costantemente il bollettino del Ministero per essere aggiornati sulla situazione nella propria città. Il primo consiglio è quindi quello di consultare quotidianamente il bollettino e correre ai ripari con le dovute accortezze nel caso di giornate a rischio. E affidarsi ai consigli del Decalogo salva-vita di Senior Italia FederAnziani, ovvero: 1) Non uscire nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 17. 2) Bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, in modo da reintegrare le perdite quotidiane di sali minerali. Evitare bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde. Non eccedere con caffè o tè. 3) Consumare pasti leggeri. Preferire pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta. Evitare cibi grassi e piccanti. 4) Arieggiare l’ambiente dove si vive, anche con l’uso di un ventilatore, evitando di esporsi alla ventilazione diretta. 5) Tenere il capo riparato dal sole. 6) Indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e tessuti naturali perché le fibre sintetiche ostacolano il passaggio dell’aria. 7) Non esporsi al sole in modo prolungato. Se, in seguito a un’eccessiva esposizione, dovesse insorgere mal di testa, fare impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea. 8) Non restate all’interno di automobili parcheggiate al sole. 9) Non interrompere le terapie mediche, né sostituire i farmaci che si assumono abitualmente, di propria iniziativa. Consultare sempre il medico per ogni eventuale modifica delle cure che si stanno seguendo. 10) Se è possibile, è consigliabile andare in vacanza in località collinari o termali. E infine, l’undicesima e non meno importante regola rivolta ai familiari, amici, figli, nipoti dei nostri insostituibili ‘nonni’: “Non lasciateli soli!”, è l’invito del Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “State vicino ai nostri senior.

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Il caldo anticipato aumenta le preoccupazioni idriche

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

Ormai i cambiamenti climatici obbligano ad aggiornare pure il lessico popolare perché, di fronte all’anticiclone africano in una primavera già eccezionalmente calda, non si può certo dire “piove sul bagnato”, ma vero è che l’anticipo d’estate cancella anche le ultime speranze riposte sulle piogge di Maggio, utili a riequilibrare il clamoroso deficit idrico invernale.Era invece accaduto così l’anno scorso, quando la prima metà del mese era stata caratterizzata da importanti perturbazioni primaverili, che avevano rimpinguato i corpi idrici del Centro-Nord Italia, tralasciando però il versante adriatico e la Sicilia, destinate a soffrire di siccità fino all’arrivo delle piogge ottobrine: nel Ferrarese, ad esempio, dove si sta velocemente tornando sotto ai minimi storici pluviometrici (così come nei bacini montani tra i fiumi Parma e Trebbia), le piogge cumulate nel 2021 da Gennaio a Maggio e quelle cadute nello stesso periodo di quest’anno sono praticamente identiche (poco sopra i 150 millimetri), facendo presagire un’altra stagione di grave sofferenza idrica (fonte: ARPAE).In tutta l’Emilia-Romagna tornano a calare vistosamente le portate dei fiumi e, dopo i picchi della scorsa settimana, il Secchia ridiscende ai limiti del minimo storico (2,8 metri cubi al secondo), sotto il quale è già sceso l’Enza (oggi mc/sec 2,9).Confrontando i dati 2021-2022 dei grandi bacini naturali del Nord, oggi tutti sotto media, si può notare come, ad eccezione del lago di Como, le differenze siano notevoli: 12 mesi fa, Garda ed Iseo erano quasi al colmo di piena come il Maggiore, cui oggi manca invece un buon 50% del volume d’acqua presente l’anno scorso (attualmente è al 39,5% di riempimento) e che, permanendo le attuali condizioni, segnerà prossimamente nuovi record di altezza idrometrica minima. A segnalare gli allarmanti trend idrici in un periodo tradizionalmente piovoso ed oggi addirittura afoso è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

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Caldo: cautele per gli anziani e altri soggetti a rischio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

L’estate porta con sé condizioni climatiche solitamente più gradevoli di altri periodi dell’anno, ma per gli anziani e le persone più fragili il caldo estivo può rappresentare un rischio, in particolare durante le ondate di calore. Questo fenomeno si verifica quando si registrano temperature molto elevate, diurne e notturne, protratte per un tempo superiore alle 48 ore, in combinazione ad un livello elevato di umidità. La Società Italiana di Neurologia raccomanda di combattere in modo efficace le ondate di calore per tutelare anziani e in particolari gli anziani affetti da demenza o da altre condizioni croniche da malori, svenimenti o, nei casi più gravi, anche dal decesso.“In questa stagione – afferma il Prof. Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia – sono maggiormente esposti i pazienti più fragili, avanti con l’età, soli o parzialmente soli, quelli con avanzata perdita delle autonomie e con la necessità di assumere farmaci per più patologie. Si tenga conto che già nelle persone sane le temperature elevate causano uno stress al nostro organismo e provocano sensazioni di facile affaticamento, vertigini, difficoltà di concentrazione, riduzione del quantitativo di urine emesse, alterazioni del sonno, facile irritabilità e uno stato di agitazione e di disagio. Tutto questo ha maggiori conseguenze nei pazienti con demenza, i quali generalmente tendono a idratarsi poco e a concentrare l’alimentazione nei pasti principali. Molto importante invece preferire pasti piccoli e frequenti, il più possibile variegati, cercando di accompagnare il pasto con liquidi”.In verità, la disidratazione è il fattore di rischio maggiore di peggioramento e nella maggior parte dei casi non è adeguatamente prevenuta o contrastata. Spesso le persone anziane hanno una ridotta percezione della sete e spesso non ne avvertono la necessità. Nelle persone con demenza si aggiunge la difficoltò di esprimere i propri bisogni e spesso l’opposizione alle sollecitazioni. Rimane il fatto che l’idratazione deve essere garantita e promossa in tutti i modi possibili, prediligendo bevande non zuccherate e soprattutto succhi oppure estratti di frutta e di verdura. Tra questi, possono essere proposte succhi di arancia, melagrana, mirtilli, ananas, e tra le verdure pomodori, sedano, carote, cetrioli. Meritano di essere inclusi in questa lista anche l’anguria, il melone, e le pesche. Frutta e verdura contengono fino all’80% di liquidi e sono anche ricche di sali minerali, vitamine, antiossidanti e fibre, che, insieme all’acqua, consentono un buon funzionamento dell’apparato digerente.A causa del rallentamento del metabolismo e dei farmaci, molti anziani soffrono di stipsi quindi frutta e verdura forniscono loro le fibre per aiutarli anche per questo ulteriore problema della vecchiaia. Giova ricordare che nelle persone con demenza, è fondamentale evitare di somministrare bevande alcoliche le quali aumentano la sudorazione, la sensazione di calore e la frequenza cardiaca.Infine, vale la pena riassumere alcuni altri semplici consigli quali evitare di far uscire le persone anziane nelle ore più calde, prediligere abiti o indumenti leggeri in lino e cotone, dotare l’abitazione di condizionate o deumidificatore, cercando comunque di arieggiare nelle prime ore del mattino. In questo contesto, un ultimo consiglio riguarda i farmaci: con il caldo potrebbe essere indicato controllare la pressione arteriosa e ridurre o sospendere, laddove possibile, farmaci come i neurolettici, gli anticolinergici e gli antiipertensivi al fine di evitare che si manifesti un eccessivo abbassamento pressorio così come una crescente spossatezza.

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Roma: Piano caldo e sostegno persone anziane

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

Al via il Piano Caldo di Roma Capitale per offrire alle persone anziane momenti di svago, intrattenimento e socializzazione durante i mesi estivi, con un programma di iniziative intenso e variegato.Otto associazioni coinvolte, con date diverse tra il 28 giugno e il 19 settembre propongono possibilità differenti, con prenotazione obbligatoria per rispettare le misure di sicurezza sanitaria. Attività ricreative, culturali, sportive, anche all’aperto per un’estate da vivere in relax e sicurezza, tra mare, piscina, circoli di lettura, laboratori, corsi e momenti di socialità ricreativa.L’associazione “Sentieri popolari” (06-31079007) propone, dal 1° luglio al 19 settembre, presso la libreria Todomodo in via Bellegra 46, nel vicinissimo parco di Villa Gordiani (via Prenestina 325), e presso altri parchi della città un percorso di sostegno della terza età con attività ludico-didattiche, motorie e culturali, ma anche visite del territorio, laboratori riciclo creativo, corso di scacchi, alfabetizzazione informatica, circolo di lettura e altre attività culturali. Dal 28 giugno al 10 settembre, la Uisproma work in progress s.s.d. a.r.l. (06-4182111) organizza attività motoria in acqua presso la piscina dell’impianto sportivo Fulvio Bernardini (via dell’Acqua Marcia, 51) e attività motoria e ricreativa fuori dall’acqua nello spazio ombreggiato nei pressi della piscina. Dal 12 luglio al 3 settembre, il Circolo Montecitorio s.s.d. in via dei Campi Sportivi, 5 (06-8084776) mette a disposizione l’utilizzo della piscina e delle aree verdi annesse, con fruizione dell’area ristoro, libero accesso alla biblioteca, sala carte e TV, corsi in acqua ed eventi culturali gratuiti. Dal 1° luglio al 3 settembre anche la Free sport s.s.d. a.r.l. presso la sede dello Sporting Club Ostiense in via del Mare, 128 (06-5923306) offre lezioni di acqua fitness, uso di lettino e ombrellone, ping pong, biliardino e palestra.Dal 1° luglio al 10 settembre la Baila dance s.s.d. a.r.l. in via Gregorio XI, 211 (06-45677924) dà il via ad attività motorio-sportive, in particolar modo la danza; attività ludico-ricreative e giochi di abilità (quiz e tornei di carte), ma anche a laboratori teatrali con spettacolo finale. Alcune attività saranno svolte nel Parco di Val Cannuta in via Vezio Crisafulli n. 68/72. Dal 28 luglio al 10 agosto 2021 l’Associazione educativa pedagogica “Petrarca” in via delle Dalie, 13 (392 840 4895) propone un soggiorno diurno marino presso lo stabilimento Orsa Maggiore Cral Poste (Lungomare Amerigo Vespucci 32, Lido di Ostia) con servizio navetta inclusa. Previste attività motorie, ludico/ricreative e di socializzazione: corso di ginnastica in acqua e\o sul bagnasciuga, attività di canto e ballo, giochi socio-ricreativi, spazio di ascolto di gruppo. Sono inoltre inclusi: servizio di trasporto (sarà garantita la partenza da punti di raccolta da definire in base alla zona di appartenenza), pranzo, servizio spiaggia comprensivo di ombrellone e lettino, servizi igienici, cabine di spogliatoi e la presenza di un accompagnatore e un educatore. Dal 1° luglio al 30 settembre l’Accademia nazionale di cultura sportiva (06-40410287) presso il CSA “Giardinetti” (via Carlo Santarelli angolo via Casilina) e presso il CSA “Pierino Emili” (via Bompietro, 19), propone attività motorie di tipo aerobico (ginnastica educativa/posturale, camminate di gruppo, balli di gruppo) e ludico-ricreative, nonché seminari su attività motoria, sanitaria e alimentare. E ancora, dal 1° luglio al 3 settembre, accesso libero alla piscina e utilizzo dell’ampio spazio verde attrezzato dello Sporting Club Ostiense in via del Mare, 128 (06-5923306). Un ventaglio di possibilità per ogni tipo di esigenza e di interesse, per garantire anche a chi resta in città durante l’estate di vivere nel migliore dei modi i mesi caldi.

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Anziani: Allerta caldo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Non solo Covid: con l’estate crescono le condizioni di rischio per la salute dei nostri anziani. Due i nemici principali: le ondate di calore appunto, che incidono direttamente sulla salute delle persone fragili, i malati cronici, gli anziani, e la solitudine, che per diverse cause colpisce maggiormente in questa stagione molti over 65. Il Ministero della Salute ha attivato, anche quest’anno, il sistema di rilevazione delle ondate di calore, e il primo consiglio è ovviamente quello di consultarlo costantemente per sapere quali saranno le giornate più a rischio e adottare di conseguenza un comportamento adeguato.Ecco il decalogo di Senior Italia FederAnziani per far fronte all’emergenza caldo:
1) Non uscire nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 17.
2) Bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, in modo da reintegrare le perdite quotidiane di sali minerali. Evitare bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde. Non eccedere con caffè o tè.
3) Consumare pasti leggeri. Preferire pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta. Evitare cibi grassi e piccanti.
4) Arieggiare l’ambiente dove si vive, anche con l’uso di un ventilatore, evitando di esporsi alla ventilazione diretta.
5) Tenere il capo riparato dal sole.
6) Indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e tessuti naturali perché le fibre sintetiche ostacolano il passaggio dell’aria.
7) Non esporsi al sole in modo prolungato. Se, in seguito a un’eccessiva esposizione, dovesse insorgere mal di testa, fare impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea.
8) Non restate all’interno di automobili parcheggiate al sole.
9) Non interrompere le terapie mediche, né sostituire i farmaci che si assumono abitualmente, di propria iniziativa. Consultare sempre il medico per ogni eventuale modifica delle cure che si stanno seguendo.
10) Se è possibile, è consigliabile andare in vacanza in località collinari o termali.
E infine, undicesima e non meno essenziale regola, l’esortazione di Senior Italia FederAnziani rivolta ai familiari, amici, figli, nipoti dei nostri insostituibili ‘nonni’: “Non lasciateli soli!”, dichiara il Presidente Messina.

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Anziani e i rischi del caldo

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

L’estate è cominciata, e con essa i disagi causati dalle alte temperature in tutte le città italiane. “Le ondate di calore non sono una novità, perché si possono prevedere, ma mancano le reti a protezione dei più vulnerabili”, ha detto Marco Impagliazzo durante la conferenza stampa dedicata alla condizione degli anziani a Roma e in Italia. Ricordando che secondo l’Istat, al 1° gennaio 2019, nel nostro paese ci sono circa 13 milioni di anziani, e di questi 4 milioni vivono da soli, il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha osservato: “Siamo uno dei paesi più longevi al mondo e per far fronte all’invecchiamento della popolazione, c’è bisogno di unire le forze del welfare pubblico e privato. Sant’Egidio sta lavorando al contrasto dell’isolamento degli anziani, cercando di creare quelle reti che mancano o che si sono assottigliate, nella famiglia e nella società”.Di fronte ai dati sulla condizione degli anziani, in particolare ai 2,5 milioni di non autosufficienti, occorre rendersi conto che l’Italia non ha un numero adeguato di persone in grado di assistere gli anziani a casa o negli istituti”, ha detto Impagliazzo, che ha sottolineato l’esigenza di investire sulla formazione di figure professionali nel campo della cura della persona. “Quando questo paese non fa una politica di visti per motivi di lavoro, per formare le persone che assistano i nostri anziani, mi chiedo se il nostro paese non stia veramente dimenticando i cittadini”, ha osservato il presidente di Sant’Egidio. “Questo è un problema molto serio che la Comunità vuole porre all’attenzione del governo italiano e dei paesi dell’Unione Europea: non immaginare la presenza di persone straniere professioniste, per la cura delle persone è secondo noi una politica miope”, ha affermato.Da 16 anni, anche grazie al sostegno di Enel Cuore Onlus, è attivo il programma “Viva gli Anziani!”, una rete di monitoraggio ed interventi rivolti agli anziani over80 in diverse città italiane: Roma, Napoli, Catania, Genova, Novara, Brindisi, Sassari, Amatrice e Civitavecchia. A Roma il programma è attivo nei quartieri di Esquilino, Monti, Testaccio e Trastevere, con reti di prossimità che coinvolgono medici, operatori sociali, negozianti, vicini di casa, volontari, di cui numerosi in età avanzata. In complesso il Programma raggiunge più di 14.000 anziani ultraottantenni, di cui circa 6.500 a Roma, grazie al sostegno di 40.000 attivisti, di cui 25.000 a Roma. “La forza del Programma è la replicabilità e i costi assai contenuti, solo 81 euro a persona all’anno”, ha detto Impagliazzo, che ha elencato i risultati positivi: contenimento della mortalità, anche nei mesi più caldi, riduzione dell’ospedalizzazione e dei ricoveri in istituto e casa di riposo, con conseguente risparmio per i servizi pubblici di assistenza. “Mentre le politiche pubbliche non riescono a raggiungere i più isolati, il programma si rivolge proprio a loro e aumenta la loro possibilità di sopravvivenza con una buona qualità di vita. Se la società si individualizza, la risposta è vivere insieme”, ha concluso il presidente di Sant’Egidio.

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Col caldo diventiamo più aggressivi, colpa di un ormone: Scienziati confermano

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

La canicola scalda gli animi rendendo le persone più scontrose e meno predisposte a parlare e lavorare. La scienza ha visto che il caldo influisce sul comportamento negativo derivato dalla disidratazione e dall’esaurimento causato proprio dal caldo eccessivo. Non stiamo parlando però solo di noi che, per colpa del caldo, rispondiamo male ai nostri amici o partner, ma come anche violenza e alti tassi di criminalità siano collegati proprio al caldo estivo. Lo conferma il dottor Hanns-Christian Gunga dell’Ospedale universitario della Charité di Berlino: «Aumenta il nostro potenziale di aggressività, e siamo più pronti alla violenza».Il motivo è da ricercare nella vasopressina, un ormone che ci garantisce la conservazione dei liquidi. «Se il nostro bilancio idrico cala, aumenta la produzione dell’ormone. Che porta anche a un aumento dell’aggressività. L’organismo attiva, per così dire, la modalità “sopravvivenza”». Che il caldo incida sull’aggressività delle persone è un dato di fatto. E lo stesso avviene sulle strade, come sostengono gli esperti: «Gli automobilisti rispettano meno la distanza di sicurezza o frenano più tardi». Si effettuano quindi manovre che in giornate più fresche si considererebbero rischiose. Anche la psiche è messa a dura prova dalla canicola. Queste temperature inaspettate di questi giorni stimolano stress e irritabilità, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, capaci di influenzare negativamente il sonno, l’appetito e la concentrazione. Questo va a influire sulle nostre prestazione quotidiane aumentando le probabilità di liti e discussioni, in particolare in ufficio e in mezzo al traffico.

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Caldo e farmaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Il calore dei mesi estivi può comprometter l’efficacia e la sicurezza delle cure farmacologiche, sia per interazione diretta con i farmaci, sia perché altera lo stato di alcune patologie croniche. Questa segnalazione è importante in questi giorni in quanto abbiamo subito gli alti e bassi della temperatura con picchi eccessivi. Un discorso che vale sia per chi si porta dietro i farmaci sia per quelli lasciati a casa nell’eventualità che siano stati esposti a temperature troppo alte.
Lo ricorda l’Aifa in una guida all’uso, trasporto e conservazione dei medicinali in viaggio e in vacanza, dalla quale segnaliamo gli spunti meno comuni, che spetta al farmacista segnalare ai pazienti.
I farmaci possono compromettere direttamente i meccanismi centrali e periferici della termo-regolazione, come gli anticolinergici che sono dei potenti inibitori della sudorazione. Gli antipsicotici, in aggiunta, possono interferire con il controllo centrale della temperatura corporea; compromettere le vie nervose riguardanti ed efferenti e causare sudorazione o vasodilatazione cutanea; compromettere la gittata cardiaca e in tal modo l’eliminazione del calore; aggravare le patologie da calore, per esempio i vasodilatatori, che includono nitrati (antianginosi) e bloccanti dei canali del calcio (antipertensivi e antianginosi) possono peggiorare l’ipotensione in pazienti vulnerabili.
D’altro canto l’esposizione al caldo può: aumentare la tossicità e/o ridurre l’efficacia dei farmaci, per esempio aumenta la tossicità dei farmaci con un limitato indice terapeutico, come digossina o litio; aumentare o causare disidratazione e cambiamenti nella distribuzione del volume del sangue. La risposta termoregolatoria può influenzare le caratteristiche cinetiche, l’assorbimento e l’escrezione dei farmaci e quindi la loro attività farmacologica. Per i farmaci che provocano fotosensibilizzazione, specie se in forma topica, è importante non esporre la parte trattata al sole o a lampade abbronzanti, anche per due settimane dalla fine della terapia. (Servizio Fidest)

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Disidratazione: il nemico numero uno per la salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Le ondate di calore rappresentano un importante rischio per la salute pubblica specie per la popolazione anziana cui manca lo stimolo della sete quando il corpo si disidrata. Le ondate di calore sono tanto più pericolose quanto maggiore è l’intensità, il tasso di umidità, la durata e quando il caldo persiste nelle ore notturne. I rischi del caldo sono legati agli effetti della disidratazione, condizione fisiopatologica che comporta una serie di effetti sul rene, sul cervello e sull’apparato cardiovascolare. Il rischio principale delle ondate di calore è rappresentato dal colpo di calore che si caratterizza per una grave alterazione dei meccanismi di termoregolazione e per l’incapacità dell’organismo di disperdere calore. La temperatura interna può salire fino a 40/41 gradi, mentre la sudorazione diminuisce fino ad arrestarsi. Compaiono cefalea, confusione mentale, fatica a respirare. Nei casi gravi compaiono insufficienza renale, collasso cardiocircolatorio, aritmie, danno cerebrale e coma. Il colpo di calore può portare a morte in poche ore dall’inizio dei sintomi e miete vittime nei soggetti defedati e in quelli affette da patologie croniche. Prima dell’arrivo del soccorso medico, il trattamento consiste nel porre il paziente in ambiente fresco e ventilato, al riparo dal sole; nel toglierli i vestiti, bagnargli il corpo con asciugamani inumiditi, nell’applicargli una borsa di ghiaccio sul capo. Il trattamento medico deve prevedere il monitoraggio della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, del volume sanguigno e della funzionalità renale. Per prevenire il colpo di calore e gli altri danni da calore specie negli anziani occorre soprattutto non lasciarli soli ad affrontare l’ondata di calore, occorre limitarne l’esposizione al caldo dotando qualche ambiente di aria condizionata, ventilando le stanze in cui vivono, aiutandoli a fare docce frequenti e soprattutto aiutandoli a bere acqua in quantità sufficienti a evitare la disidratazione, L’assunzione di acqua deve avvenire nell’intero corso della giornata senza aspettare lo stimolo della sete per una quantità totale di 1,5-2 litri che può variare a seconda delle condizioni cliniche del soggetto e dello stato di salute. L’assunzione di bicchieri di acqua durante l’intero arco della giornata deve essere considerata una misura salva-vita. I pasti devono essere leggeri, ricchi di frutta e verdura. Da evitarsi le bevande zuccherine, specie quelle ricche di caffeina e teina in quanto aventi effetti diuretici. L’acqua deve essere fresca per abbassare la temperatura interna. (Da un articolo del dott. Walter Pasini Presidente della Società Italiana di Medicina del Turismo) (Redazione Fidest)

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Come difendersi dal caldo a partire dai soggetti più deboli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

I consigli di Gerardo Foglia, responsabile del pronto soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli di Erba. Il caldo non è sempre killer e non tutti gli sbalzi di temperatura possono essere definiti “ondate di calore”, ma, soprattutto gli anziani, di fronte all’impennarsi della temperatura devono adottare precisi comportamenti anti-calura. Come spiega il responsabile della unità Operativa di Pronto Soccorso e Accettazione e Area di Emergenza Cardiovascolare dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Gerardo Foglia. «In questi giorni, è necessario aumentare il controllo della temperatura degli ambienti in cui si soggiorna – sottolinea – , assicurarsi che la persona anziana consumi una quantità di liquidi opportuna (non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia), e fare in modo che beva acqua o spremute di frutta anche nel caso non li richieda esplicitamente, sospendere qualsiasi tipo di attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18) e stare attenti alla comparsa di sintomi come confusione mentale e agitazione, che possono indicare sofferenza dovuta alle elevate temperature».
Consigli destinati agli anziani, ma dei quali si deve tenere conto anche quando si è giovani. Perché, se è vero che le temperature più elevate della stagione estiva consentono all’organismo di vivere in condizioni di minore stress rispetto ad altri periodi dell’anno, in condizioni particolari, il clima estivo può mettere in pericolo la salute. L’“ondata di calore” si verifica quando si registrano livelli di umidità elevata e quando le alte temperature permangono durante le ore notturne e per un periodo superiore alle 48 ore. In tali casi, particolarmente nell’anziano, «la regolazione della temperatura cutanea attraverso la produzione di sudore può essere poco efficiente, oppure l’assunzione di acqua può essere inadeguata. Molti anziani non avvertono o avvertono poco il senso di sete e, anche quando sudano molto, non bevono abbastanza; di conseguenza, il loro organismo si disidrata e ciò spiega perché si debbano seguire gli accorgimenti che abbiamo segnalato, vestendo leggero, in cotone o lino, esponendosi il meno possibile al sole ed evitando bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici), come pure le bevande ghiacciate, gassate e zuccherate. È opportuno preferire la frutta e la verdura e abolire cibi grassi e conditi e bere molta acqua» conclude Foglia, che richiama l’attenzione anche sui farmaci: «è bene ricordare che, indipendentemente dalla stagione, è buona norma non esporre i prodotti farmaceutici ai raggi solari o a fonti di calore e conservarli sempre all’interno delle confezioni originali. Alcune medicine vanno tenute in frigorifero (assolutamente mai nel freezer), ma questa indicazione si trova sempre specificata sulla confezione del farmaco».

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Sclerosi Multipla e Alzheimer: come affrontare l’estate

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Il caldo estivo rappresenta una nota dolente per la maggior parte delle persone, ma in particolare per coloro che sono affetti da una patologia neurologica come Sclerosi Multipla e Alzheimer. L’aumento della temperatura, infatti, può influire – spesso negativamente – sui sintomi e sulle manifestazioni cliniche di queste due patologie, molto sensibili alle variazioni climatiche.Nella Sclerosi Multipla, ad esempio, malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale ed è responsabile dei disturbi della motilità, dei sistemi sensoriali, della sensibilità di alcune parti del corpo o delle funzioni sfinteriche, l’aumento della temperatura aggrava i sintomi già esistenti o facilita la comparsa di nuovi disturbi.“D’estate le persone affette da Sclerosi Multipla – afferma il Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente della SIN e Direttore Clinica Neurologica Università di Genova – hanno maggiori difficoltà a camminare, possono lamentare disturbi visivi e molto spesso accusano una fatica maggiore. Il consiglio è quello di climatizzare bene la casa e di trascorrere, se possibile, le vacanze in montagna. Anche l’assunzione di bevande fredde o di granite è fortemente raccomandata; un abbassamento della temperatura corporea può essere, infatti, molto utile. Non bisogna dimenticare, comunque, che si tratta di problemi transitori, legati al caldo, che non interferiscono con il decorso generale della malattia”. Anche nelle persone molto anziane, soprattutto se affette da malattia di Alzheimer, possono insorgere problematiche legate alle alte temperature estive. “In questi casi – sottolinea il Prof. Mancardi – la percezione delle variazioni di temperatura e la termoregolazione corporea sono alterate; le persone con queste patologie possono non rendersi conto del calore e, di conseguenza, non mettere in atto le normali contromisure, come indossare abiti più leggeri o aumentare l’assunzione di liquidi per compensare la disidratazione dovuta al caldo. Questo può causare un aumentato rischio di complicanze infettive o di squilibri metabolici che, seppur lievi, in situazioni cliniche già compromesse possono avere conseguenze negative”.Il caldo, inoltre, aumenta la sensazione di stanchezza che, unita all’assunzione di farmaci, accentua alcuni sintomi della malattia stessa. Nell’anziano, in questi periodi estivi, sono più frequenti gli stati confusionali e il peggioramento dell’orientamento così come delle funzioni cognitive. Bisogna dunque prestare attenzione a quei piccoli accorgimenti che servono ad aiutare il paziente ad alleviare il decorso della sua malattia durante l’estate: rinfrescare gli ambienti in cui soggiorna, garantire un’adeguata idratazione, bilanciare la dieta variandola sia nella scelta degli alimenti che nelle modalità di cottura.
La Società Italiana di Neurologia conta tra i suoi soci oltre 3000 specialisti neurologi ed ha lo scopo istituzionale di promuovere, in Italia, il progresso della conoscenza delle malattie neurologiche, al fine di promuovere lo sviluppo della ricerca scientifica, di migliorare la formazione, di sostener l’aggiornamento degli specialisti e di elevare la qualità professionale nell’assistenza alle persone colpite da condizioni morbose che coinvolgono il sistema nervoso. (fonte: Ufficio stampa SIN)

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Caldo in arrivo: i consigli dell’esperto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 Maggio 2017

climateCon l’arrivo delle alte temperature una corretta idratazione è fondamentale per conservare l’equilibrio idrico del nostro organismo, soprattutto per i più piccoli, che proprio per la loro età necessitano di una maggiore attenzione da parte dei loro genitori e di chi se ne prende cura.In età infantile l’acqua assume un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo psico-fisico dell’organismo, ma abituare un bambino a seguire una corretta idratazione può essere difficile: nei bambini lo stimolo della sete è meno sviluppato rispetto agli adulti e spesso i più piccoli preferiscono bere bevande diverse dall’acqua. Come riportato da HydrationLab.it (www.hydrationlab.it/news) ecco dagli esperti dell’Osservatorio Sanpellegrino alcuni preziosi consigli per assicurarsi che i più piccoli bevano una quantità d’acqua adeguata a soddisfare il loro fabbisogno giornaliero:
1. Assicurarsi che il bambino abbia sempre con sé una bottiglietta di acqua. Un semplice controllo consentirà ai genitori di monitorare quanta acqua è stata assunta durante la giornata
2. Prima di andare a dormire lasciare sul comodino un bicchiere pieno di acqua, in modo da rendere più semplice al bambino dissetarsi
3. Coinvolgere il bambino in attività ludiche che prevedano l’utilizzo dell’acqua e che abbiamo come finalità comprendere l’importanza di questa preziosa risorsa per la loro crescita.
4. Associare il gesto di bere a precisi momenti della giornata, agevolando un’idratazione costante nel corso della giornata.
5. Con i più piccoli, può essere utile utilizzare bicchieri e cannucce colorate, per catturare la loro attenzione e indurli a bere acqua più spesso
“Si tratta di semplici consigli, o trucchi, che possono essere molto utili per trasmettere ai bambini in maniera giocosa la buona abitudine di idratarsi correttamente” – commenta il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation – “In questo periodo, con l’arrivo del caldo e delle prime giornate passate all’aperto, è importante bere in maniera costante, soprattutto per i bambini che sudando, perdono liquidi e sali minerali, che se non reintegrati possono aumentare il rischio di disidratazione.” Anche una modesta disidratazione (2%) può influenzare negativamente il benessere psico-fisico del nostro corpo, con effetti che variano dal mal di testa e senso di stanchezza alla diminuzione della capacità di concentrazione e di esecuzione di semplici atti. I neonati ad esempio hanno una pelle molto sottile e la superficie della testa, dalla quale si disperde molto sudore, maggiore in proporzione al resto del corpo, ciò vuol dire che sono soggetti ad una sudorazione proporzionalmente più intensa rispetto agli adulti e necessitano quindi di un più attento controllo da parte dei loro genitori.
“Per calcolare la quantità di acqua che un bimbo deve assumere nel corso della giornata bisogna considerare diversi fattori, alcuni legati alla persona, come l’età, le condizioni di salute, il tipo di attività fisica svolta, e altri a variabili esterne come il clima, la temperatura e il tasso di umidità dell’ambiente circostante.” – precisa il Dottor Zanasi – “Come per le persone adulte, anche per i bambini (7-10 anni), il consiglio per assicurare il mantenimento dell’equilibrio idrico è bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno, con riferimento ad un bicchiere “a loro misura” (150 ml)”.
Sanpellegrino è l’azienda leader nel campo del beverage in Italia, con acque minerali, aperitivi analcolici, bibite e tè freddi. I suoi prodotti, sintesi di benessere, salute ed equilibrio, sono presenti in 150 Paesi attraverso filiali e distributori sparsi nei cinque continenti.

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Caldo d’estate e risparmio energetico

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

energiaQuando il caldo è più intenso, semplici azioni facili da realizzare possono portare ad un risparmio energetico del 45%. A metterlo in evidenza è l’ingegner Giovanni Campaniello, esperto in efficientamento energetico nonché fondatore e amministratore unico di Avvenia (www.avvenia.com), società attiva nel settore della white economy che ha stilato un decalogo delle raccomandazioni più utili per risparmiare energia durante l’estate.
1) Ridurre il numero di ore in cui è acceso il condizionatore. D’estate è possibile mantenere la casa più fresca chiudendo le finestre nelle ore più calde e scegliendo piante che aiutino ad assorbire il calore. Altro accorgimento è l’utilizzo della funzione di deumidificazione del condizionatore che consente all’apparecchio di lavorare di meno e di rimuovere l’umidità, che è uno dei componenti dell’indice di calore percepito. «In questo modo -sostengono gli esperti di Avvenia- è possibile ridurre del 75% i consumi e il condizionatore diventa non solo più economico ma anche meno dannoso per la salute».
2) Mettere un coperchio sulle pentole quando si cucina e spegnere il forno e i fornelli in anticipo. Utilizzando un coperchio il cibo raggiunge più in fretta la temperatura necessaria e si risparmia energia. Le pentole a pressione sono ancora più efficienti: fanno risparmiare fino al 70%. Ma per una maggiore efficienza energetica il consiglio di Avvenia è anche quello di spegnere il forno e i fornelli qualche minuto prima del termine della cottura dei cibi, lasciando che il calore residuo completi la cottura.
3) Sbrinare regolarmente frigoriferi e congelatori. Un frigorifero sbrinato ha un’efficienza energetica maggiore. Ma se il frigorifero è vicino al forno o in una stanza calda consuma fino a un 10% in più. Il suggerimento di Avvenia è dunque anche quello di posizionare adeguatamente i frigoriferi e i congelatori.
4) Usare la lavastoviglie e la lavatrice a pieno carico, lavando il bucato a 30 gradi. «Il 90% dell’energia elettrica consumata da una lavatrice -osservano gli esperti di Avvenia- viene usata per scaldare l’acqua del lavaggio, ma le temperature più basse non sono meno igieniche di quelle più elevate».
5) Non lasciare gli apparecchi elettrici in stand-by. Un televisore acceso per 3 ore al giorno e lasciato in stand-by per le rimanenti 21 ore consuma altrettanta energia mentre è in pausa. I televisori, i lettori di CD, i caricabatterie e in generale tutti gli apparecchi in stand-by sono grandi consumatori di energia elettrica, il consiglio di Avvenia è quello di staccare completamente le spine.
6) Acquistare solo apparecchi ad alta efficienza energetica. Gli elettrodomestici ad alta efficienza consentono di spendere meno e aiutano a ridurre l’inquinamento ambientale.
7) Spegnere le luci quando non sono necessarie. Non tenere le luci accese nelle stanze dove non c’è nessuno e negli ambienti dove la luce naturale è sufficiente.
8) Preferire le pile ricaricabili. Un set di pile ricaricabili ad alta capacità costa circa due volte e mezzo il prezzo delle pile normali, includendo il caricabatterie. Ma dopo 3 ricariche si ammortizza già l’investimento iniziale e si inizia a risparmiare.
9) Installare i doppi vetri alle finestre. A fronte di un piccolo investimento iniziale, con i doppi vetri è possibile risparmiare fino al 70% di energia.
10) Fare la doccia nelle ore meno calde. Facendo la doccia quando fa meno caldo si evita che i vapori producano un aumento dell’umidità e quindi della percezione di calore.

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Arriva il grande caldo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2013

Le previsioni meteo parlano chiaro. Il caldo di questi ultimi giorni annuncia un fine settimana, quello di sabato 27 e domenica 28 luglio prossimi, rovente con temperature che saliranno ben oltre le medie del periodo e che si protrarranno anche nella prossima settimana. Si registreranno sul territorio valori dai 31 ai 34 gradi centigradi soprattutto nelle ore centrali della giornata e fino a 13 ore giornaliere in cui potrebbe essere avvertito disagio dovuto al caldo.
L’attenzione si rivolge, quindi, alla fascia di popolazione più fragile costituita dagli anziani e dai bambini più esposti ai disturbi provocati dalle temperature elevate. A loro, in particolare, si ricordano gli accorgimenti necessari per contrastare gli effetti del caldo; consigli validi, comunque, anche per tutte le altre persone.
In casa
· scegli le prime ore del mattino per rinfrescare i locali dell’abitazione;
· impedisci l’ingresso dei raggi solari con tende alle finestre, persiane, veneziane e scuri per controllare la temperatura delle stanze;
· soggiorna nelle zone più fresche della casa e preferisci gli ambienti ventilati;
· cerca di trascorrere poco tempo ai piani alti delle abitazioni con tetti e solai non bene isolati e nelle zone esposte al sole: non ricevono la giusta areazione;
· limita l’uso dei fornelli e del forno che tendono a riscaldare l’ambiente domestico;
· lavati con acqua tiepida: rinfresca e dà una sensazione di benessere;
· privilegia l’uso di un condizionatore d’aria, ma è buona regola non abbassare eccessivamente la temperatura rispetto all’esterno per evitare bruschi sbalzi termici;
· se usi ventilatori meccanici non indirizzarli direttamente sulle persone e regolali in modo che l’aria circoli in tutto l’ambiente;
· bevi molti liquidi e preferisci bevande non alcoliche e senza caffeina. Adotta un’alimentazione leggera a base di frutta, verdura, pesce e conserva al fresco gli alimenti;
· a letto evita coperte e pigiami aderenti, meglio un lenzuolo.
Fuori casa
· evita di uscire nelle ore calde della giornata (dalle 11 alle 17) ed evita l’esposizione diretta al sole;
· preferisci i vestiti di colore chiaro, non aderenti e possibilmente di cotone e lino (evita fibre sintetiche). Non dimenticare occhiali da sole e cappello;
· se svolgi attività fisica, programmala al mattino presto o dopo il tramonto;
· trascorri più tempo possibile in ambienti climatizzati (negozi o altri luoghi pubblici).
In auto
· se l’auto non ha climatizzatore, evita di viaggiare nelle ore più calde della giornata;
· se hai parcheggiato l’auto al sole, prima di iniziare il viaggio, ventila l’abitacolo per abbassare la temperatura interna;
· se devi fare un lungo viaggio porta dell’acqua con te, potrà essere utile soprattutto nel caso di code o rallentamenti;
· non lasciare persone o animali, nemmeno per brevi periodi, nell’auto parcheggiata al sole;
· se l’auto è climatizzata, prima di fermarsi per la sosta, regola la temperatura su valori di circa 5°C inferiori a quella esterna;
· usa tendine parasole;
· evita di orientare le bocchette della climatizzazione verso il conducente e i passeggeri.
Uso dei farmaci
· leggi attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci. Qualora non fossero esplicitate, conserva i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta e, comunque, a temperatura inferiore ai 30°C;
· il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci utilizzati per la cura dell’ipertensione e di molte malattie cardiovascolari. E’ opportuno quindi effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa ed eventualmente richiedere il parere del medico curante. Ogni decisione sulla terapia deve essere presa sempre in accordo con il medico alla luce di ogni singola situazione clinica.

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Caldo e farmaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

Il calore dei mesi estivi può comprometter l’efficacia e la sicurezza delle cure farmacologiche, sia per interazione diretta con i farmaci, sia perché altera lo stato di alcune patologie croniche. Lo ricorda l’Aifa in una guida all’uso, trasporto e conservazione dei medicinali in viaggio e in vacanza, dalla quale segnaliamo gli spunti meno comuni, che spetta al farmacista segnalare ai pazienti. I farmaci possono: compromettere direttamente i meccanismi centrali e periferici della termoregolazione, per esempio gli anticolinergici sono potenti inibitori della sudorazione, gli antipsicotici, in aggiunta, possono interferire con il controllo centrale della temperatura corporea; compromettere le vie nervose afferenti ed efferenti e causare sudorazione o vasodilatazione cutanea; compromettere la gittata cardiaca e in tal modo l’eliminazione del calore; aggravare le patologie da calore, per esempio i vasodilatatori, che includono nitrati (antianginosi) e bloccanti dei canali del calcio (antipertensivi e antianginosi) possono peggiorare l’ipotensione in pazienti vulnerabili. D’altro canto l’esposizione al caldo può: aumentare la tossicità e/o ridurre l’efficacia dei farmaci, per esempio aumenta la tossicità dei farmaci con un limitato indice terapeutico, come digossina o litio; aumentare o causare disidratazione e cambiamenti nella distribuzione del volume del sangue. La risposta termoregolatoria può influenzare le caratteristiche cinetiche, l’assorbimento e l’escrezione dei farmaci e quindi la loro attività farmacologica. Per i farmaci che provoca no fotosensibilizzazione, specie se in forma topica, è importante non esporre la parte trattata al sole o a lampade abbronzanti, anche per 2 settimane dalla fine della terapia.

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