Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘cambiamenti climatici’

Per prevenire gli eventi atmosferici estremi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

<Nell’esprimere vicinanza alle famiglie delle vittime e solidarietà alle genti siciliane colpite dalla violenza degli eventi atmosferici delle scorse ore, sento il bisogno di evidenziare come tali accadimenti non siano più eventi isolati, bensì conseguenza dei cambiamenti climatici sulla Penisola, caratterizzati da piogge violente, concentrate nel tempo e nello spazio. Di fronte a tali evenienze, la  generale condizione idrogeologica del territorio è inadeguata e, per quanto di nostra competenza, richiede urgentemente il varo di un Piano nazionale di manutenzione straordinaria della rete idraulica, che A.N.B.I. richiede da anni e per il quale, ancora oggi, non sono previste risorse da parte dello Stato.> A dichiararlo è Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.). Secondo il Ministero dell’Ambiente,  il 69,7% dei Comuni siciliani ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico, interessando 20.590  ettari di superficie. Lo stesso Ministero dell’Ambiente stimò in Sicilia, nel 2003, un fabbisogno complessivo per la difesa del suolo di 1.800 milioni di euro.  La fragilità del territorio siciliano è aggravata dalla progressiva contrazione della Superficie Agricola Utilizzata (S.A.U.) e dalla crescita, spesso disordinata, dell’urbanizzazione con  il conseguente aggravarsi delle condizioni di manutenzione idraulica del territorio. Il Censimento dell’Agricoltura, nel 1990, rilevava una S.A.U. pari a 1.508.901 ettari, equivalente al 62,2%  della superficie della Sicilia (2.570.723 ettari). Il  rilevamento ISTAT-INEA del 2003 indicava una riduzione della Superficie Agricola Utilizzata a 1.249.015  ettari con una perdita, in 13 anni, pari a 349.886 ettari, pari al 21,8%. Ipotizzando un’analoga riduzione anche per i prossimi anni, nel 2016 si avrebbe una S.A.U. di  975.694 ettari con una perdita, rispetto al 1990, di 623.207 ettari,  pari al 24,2% della intera superficie regionale, vale a dire una superficie superiore a quella delle province di Palermo e Trapani.<Di fronte a tale quadro, nei cui confronti non emergono segnali di inversione di tendenza – conclude Gargano – è evidente il ruolo fondamentale, che i Consorzi di bonifica, rimasti l’unico presidio territoriale permanente, svolgono ed il cui riconoscimento passa, in Sicilia, anche attraverso un rapido ritorno all’ordinario regime democratico. E’ di fondamentale importanza assumere la consapevolezza che la sicurezza del territorio e dei cittadini, non più rinviabile nel tempo, è condizione indispensabile per qualsiasi ipotesi di sviluppo. Ricordo che, proprio un anno fa, analoga sciagura aveva colpito il cagliaritano; da allora poco o nulla è cambiato e la situazione idrogeologica del Paese continua a peggiorare.>

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Cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

sculture ghiaccioPechino In occasione dell’apertura dei negoziati di Copenaghen sui cambiamenti climatici, Greenpeace ha posizionato cento sculture di ghiaccio presso il “Tempio della Terra” a Pechino. Le sculture raffigurano dei bambini e simboleggiano il futuro incerto di oltre un miliardo di persone in Asia la cui sopravvivenza è minacciata dalla mancanza di risorse idriche. I cambiamenti climatici, infatti, stanno causando la perdita dei ghiacciai himalayani che riforniscono i fiumi  Gange, Yangtze, Mekong, il Fiume Giallo e altri importanti bacini.  Allo stesso tempo un’altra scultura di ghiaccio, che raffigura il numero “100” su un mappamondo gigante, è stata inaugurata a Nuova Delhi, per segnare l’inizio del conto alla rovescia per Copenaghen. Le sculture sono state realizzate con le acque dei fiumi himalayani. Le stime dell’IPCC indicano che agli attuali tassi di aumento delle temperature, l’80 per cento dei ghiacciai dell’Himalaya, il “terzo polo” del Pianeta dopo Artico e Antartide, andrà perduto nel giro di trent’anni.  Per evitare i peggiori impatti del clima, i più recenti studi scientifici mostrano che occorre fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 e devono essere portate il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050. Greenpeace esorta i Paesi industrializzati, come gruppo, a ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. I Paesi in via di sviluppo devono invece ridurre la crescita delle proprie emissioni del 15-30% entro la stessa data. I Paesi industrializzati devono aiutare i Paesi in via di sviluppo a centrare questo obiettivo contribuendo con circa 110 miliardi di euro all’anno fino al 2020. Oltre alle attività a Pechino e Nuova Delhi, continua la spedizione nell’Artico della nave rompighiaccio “Arctic Sunrise”, per documentare la rapidità della perdita delle masse glaciali dell’Artico. Sul Monte Rosa, infine, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto un banner di 5.200 metri sul ghiacciaio di Gorner, con il messaggio “Our climate, Your decision”, e hanno installato un campo di protezione del clima con lo scopo di mostrare la necessità di un’azione urgente.

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Intesa Italia Usa per le tecnologie pulite

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, l’Ambasciata USA a Roma, l’Istituto nazionale per il Commercio Estero ed il Centro Euro – Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici hanno organizzato presso la Sede dell’Ice a Roma il workshop sulle “Tecnologie a basso contenuto di carbonio in Italia e Stati Uniti: accelerare il passaggio dalla fase di ricerca a quella del mercato”.   Il workshop si inserisce nella più ampia collaborazione tra Italia e Stati Uniti lanciata nel 2001 e focalizzata sia sulla promozione della ricerca per i cambiamenti climatici che sullo sviluppo di collaborazioni per la definizione di tecnologie pulite. Proprio l’importanza di sviluppare collaborazioni internazionali tra il mondo scientifico e quello dell’impresa è stato al centro del discorso di apertura dei lavori del Presidente dell’ ICE, Ambasciatore Umberto Vattani, il quale ha anche sottolineato come esista piena corrispondenza tra i temi in discussione nel workshop e le priorità identificate dai Ministri dell’Energia del G8 allargato nella giornata di ieri a Roma e dai Ministri dell’Ambiente nella riunione di Siracusa. Il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini ha richiamato i risultati già raggiunti dalla collaborazione tra Italia e Stati Uniti sullo sviluppo delle tecnologie a basso contenuto di carbonio, ed ha auspicato l’estensione della collaborazione a paesi terzi, a cominciare dalla Cina, nell’ambito dei nuovi programmi internazionali dell’Amministrazione Obama.  Efficienza energetica, bioenergie e “green building” sono i settori nei quali questa collaborazione potrà svilupparsi.    L’Amministrazione degli Stati Uniti, come annunciato da Jonathan Shrier, Principal Deputy Assistant Secretary, Politiche ed Affari Internazionali, del Dipartimento dell’Energia USA, ha collocato ingenti somme di finanziamento per lo sviluppo di tecnologie innovative e per la promozione dell’efficienza energetica nei piani di stimolo economico. La strategia del Presidente Obama è quella di puntare sulle tecnologie energetiche di nuova generazione per ridurre la produzione di CO2 e creare nuova occupazione. Il workshop di Roma è un esempio concreto di forte interazione tra il mondo della ricerca e del settore privato per la realizzazione della “new green economy”.

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G8 Ambiente: cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

Siracusa, “Il riscaldamento globale sta facendo aumentare l’incidenza di siccità e alluvioni e l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo è il settore più vulnerabile. Il sostegno ad una’agricoltura sostenibile è la chiave per garantire la sicurezza alimentare e l’adattamento ai cambiamenti climatici per i milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà estrema”, questo il commento di Magdalena Kropiwnicka, food policy officer di ActionAid, nel giorno di apertura dell’incontro dei Ministri dell’agricoltura riuniti a Siracusa. Le comunità più povere – spiega ActionAid – devono poter adattarsi ai cambiamenti climatici  Il 70% delle persone che vivono in estrema povertà sono agricoltori, la maggior parte donne, e sono i più vulnerabili ai disastri causati da eventi climatici. Alcuni dati devono far riflettere: una persona su 19 nei paesi in via di sviluppo è vulnerabile ai cambiamenti climatici contro l’una su 1500 nei paesi sviluppati; se il livello dei mari si innalzasse anche solo di un metro, il 17,5% della superficie del Bangladesh scomparirebbe, mettendo a rischio la sopravvivenza di 70 milioni di persone; se gli attuali trend verranno confermati, nel 2020 il 50% della produzione agricola in Africa sarà messa a rischio dalla siccità. “Nel corso degli ultimi cento anni, il Gruppo degli Otto paesi più industrializzati è stato responsabile di uno sproporzionato livello di emissioni di anidride carbonica, e oggi chi affronta le maggiori difficoltà a causa del riscaldamento climatico sono invece proprio i paesi in via di sviluppo”, prosegue Kropiwnicka.  “Il Giappone, gli Stati Uniti e L’Europa sono oggi responsabili del 40% delle emissioni globali”. “Per evitare che i cambiamenti climatici mettano ulteriormente a rischio la sicurezza alimentare di milioni di persone, i Ministri dell’ambiente del G8 riuniti a Siracusa devono fare importanti passi avanti nell’assicurare maggiori finanziamenti per l’adattamento, sostenendo pratiche virtuose verso un’agricoltura sempre più sostenibile. Ci auguriamo inoltre che una particolare attenzione venga rivolta alla condizione delle donne, responsabili del 70% della produzione agricola mondiale ma che raramente hanno accesso a terra, credito e tecnologia”, conclude Kropiwnicka.

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Greenpeace: dalla maggioranza analfabetismo sul clima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

“La mozione presentata al Senato da alcuni esponenti della maggioranza che nega i cambiamenti climatici- interviene Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace Italia- rappresenta la promozione del più becero analfabetismo scientifico. Questo è un altro segno del profondo declino culturale e politico della classe dirigente del nostro Paese”. “L’Italia ospiterà il prossimo G8, nel quale il Presidente USA Barak Obama ha chiesto di porre in agenda il tema dei cambiamenti climatici. – Continua Onufrio- Con quale proposte si presenterà il governo italiano? Forse Berlusconi vorrà aiutare il G8 facendo presentare a Marcello Dell’Utri, o a qualche altro esponente della maggioranza, le interessanti teorie sul fatto che il clima non sta cambiando e che anche se cambiasse migliorerà la nostra situazione. Ci attendiamo una chiara presa di posizione del governo” conclude Onufrio.

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Greenpeace: non basta dimezzare le emissioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

In vista dei negoziati sul clima a Bonn, dal 29 marzo al 9 aprile, Greenpeace avverte che per rispondere alla gravità dei cambiamenti climatici i Paesi industrializzati devono impegnarsi a ridurre le proprie emissioni di gas serra maggiormente e più velocemente di quanto ritenuto necessario fino ad oggi. In seguito alle più recenti prove scientifiche sull’accelerazione dei mutamenti del clima e sull’accresciuto rischio di impatti irreversibili e catastrofici, Greenpeace chiede ai Governi dei Paesi industrializzati, di impegnarsi da subito a ridurre le proprie emissioni del 40% al 2020. Anche i Paesi in via di sviluppo devono adottare obiettivi di riduzione ambiziosi   Per evitare cambiamenti climatici fuori controllo, le emissioni globali di gas serra non solo devono essere stabilizzate entro il 2015,  ma devono poi essere portate il più vicino possibile allo ZERO entro la metà del secolo. I dati scientifici di recente pubblicazione costringono Greenpeace a rafforzare le proprie richieste: fino ad oggi Greenpeace aveva sostenuto che le emissioni di gas serra dovevano essere dimezzate entro la metà del secolo, ma questo non è più abbastanza. “I cambiamenti osservati, tra cui la rapida perdita dei ghiacci della calotta polare artica in estate, mostrano chiaramente che la possibilità di una catastrofe climatica è molto più imminente di quanto si immaginava” sostiene Martin Kaiser, direttore sul Clima di Greenpeace International. “L’unico modo per intervenire è ridurre drasticamente e velocemente le emissioni”. Raggiungere un accordo globale sul clima a Copenhagen sarà assolutamente cruciale. “La crisi economica ha dimostrato che i Governi sono in grado di prendere le decisioni necessarie per affrontare l’emergenza. Lo stesso deve avvenire per il clima” afferma Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. “I Paesi industrializzati hanno la grande responsabilità di salvare il Pianeta da impatti catastrofici e lo devono fare ora perché il tempo utile per agire sta rapidamente svanendo”. A Bonn si terrà la prima sessione preparatoria alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici di Copenhagen. L’incontro è fondamentale per l’intero processo che dovrà portare a un accordo globale sul clima. Nello spirito di un progressivo rafforzamento e ampliamento degli impegni internazionali, anche i Paesi in via di sviluppo dovranno impegnarsi a ridurre la crescita delle proprie emissioni del 15-30% al 2020. Per ottenere questo impegno è tuttavia necessario che i Paesi industrializzati garantiscano aiuti economici ai Paesi in via di sviluppo per circa 110 miliardi di euro (140 miliardi di dollari) all’anno.

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Greenpeace e il clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Bruxelles, I leader europei, appena riuniti al Summit di primavera, hanno deciso di stanziare risorse finanziarie per combattere i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo, ma non hanno indicato alcuna cifra concreta a supporto di questo proposito. In questo modo la possibilità di giungere ad un accordo internazionale sul clima il prossimo dicembre a Copenhagen diventa sempre più remota. “Senza nessuna cifra concreta sul tavolo, i Paesi in via di sviluppo ci penseranno due volte prima di firmare un accordo a Copenhagen e prendere impegni per la riduzione dei gas serra” afferma da Bruxelles Joris den Blanken, Direttore della Campagna Energia e Clima per Greenpeace EU. Il Summit di primavera ha dato la sua approvazione a nuovi meccanismi finanziari per raccogliere le risorse economiche da versare ai Paesi in via di sviluppo per promuovere le fonti rinnovabili, per fermare la deforestazione e per misure di adattamento. Tuttavia i leader europei non hanno specificato l’ammontare delle risorse pubbliche da stanziare per finanziare tali meccanismi.Secondo Greenpeace, i Paesi industrializzati dovrebbero investire almeno 110 miliardi di euro l’anno fino al 2020 per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici. L’Europa dovrebbe contribuire con 35 miliardi di euro all’anno, pari a 1,30 euro a settimana per ogni cittadino europeo, il costo di un cappuccino.

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Elezioni europee del 4-7 giugno 2009

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

La strategia di comunicazione del Parlamento europeo per le elezioni 2009 è stata svelata ai media. I Vicepresidenti Alejo Vidal-Quadras e Mechtild Rothe hanno sottolineato il messaggio principale: l’Unione europea è confrontata a scelte politiche importanti che si ripercuoteranno sulla vita quotidiana dei cittadini europei – recandosi alle urne, i cittadini possono essere coinvolti in tali scelte.  I due Vicepresidenti hanno evidenziato alcuni degli strumenti che saranno utilizzati nella campagna di comunicazione, pensati per sottolineare alcune delle scelte future che saranno influenzate dalla composizione politica del prossimo Parlamento europeo:  Poster su temi come energia, carburanti/cambiamenti climatici, alimentazione/agricoltura, frontiere/migrazione, standardizzazione, sicurezza, protezione dei consumatori, bilancio e mercati; Installazioni tridimensionali a complemento della campagna di poster, riguardanti energia, frontiere/migrazione, protezione dei consumatori e sicurezza. Choice box: una scatola multimediale delle dimensioni di una stanza dove gli elettori possono registrare i loro punti di vista – una selezione di questi sarà trasmessa quotidianamente sullo schermo esterno del box, a Bruxelles e attraverso EuroparlTV e YouTube;  TV e radio;  il sito web delle elezioni aperto a gennaio : http://www.elezioni09.eu ;  il ricorso a “social media”, quali MySpace, Facebook, Flickr e EU Tube.  Il Vicepresidente Alejo Vidal-Quadras (PPE/DE, ES) ha affermato: «L’unico messaggio della campagna riguarda la scelta. Non fa appello al dovere dei cittadini, ma mette in luce che vi sono scelte di grande rilevanza europea che si ripercuotono sulle vite dei cittadini, decise a livello europeo con il concorso determinante del Parlamento. I cittadini possono quindi influenzare queste scelte recandosi alle urne e votando per i candidati che riflettono le loro preferenze politiche». Ha inoltre aggiunto che si tratta di una campagna istituzionale non di parte, incentrata sul concetto della scelta, ma senza favorirne una in particolare: «Si rivolge deliberatamente a tutta la gamma di opinioni politiche, da quelle più integrazioniste a quelle più preoccupate per la salvaguardia della sovranità nazionale».  La Vicepresidente Mechtild Rothe (PSE, DE) ha dichiarato: «Il principio chiave è quello di usare un linguaggio comprensibile a tutti, non solo quello ufficiale, tenendo anche conto delle sensibilità e delle differenze politiche e culturali dei diversi Stati membri».  Ha proseguito affermando: “Comunicheremo forte e chiaro che il Parlamento europeo è importante per i cittadini e che la loro voce conta nell’UE. Ogni elettore può scegliere: usa il tuo voto»”.

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