Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Posts Tagged ‘cambiamento’

Venezia La ricerca che cambia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2016

veneziaVenezia Giovedì 1 Dicembre 2016, ore 9:00 / 2 Dicembre 2016 Università IUAV di VeneziaPalazzo Badoer La Prof.ssa Lucia Nucci, in rappresentanza del Dottorato Paesaggi della Città contemporanea. Curriculum architetture dei paesaggi urbani, partecipa al tavolo La ricerca nell’area della Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale: temi, problematiche, potenzialità coordinato dal Prof. Michelangelo Savino, che si terrà giovedì 1 dicembre nell’ambito del secondo convegno nazionale dei Dottorati italiani dell’Architettura, della pianificazione e del design La ricerca che cambia che si terrà all’Università Iuav di Venezia il 1° e 2 dicembre 2016.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il bluff di Renzi: Equitalia cambia solo nome, i pignoramenti rimangono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

EquitaliaSe la minestra è rancida non basta cambiare l’etichetta sul barattolo per renderla commestibile. Il governo, su Equitalia, sceglie il principio gattopardesco del ‘tutto cambi per non cambiare nulla’. Sparisce il riscossore di Stato? No, sparisce il nome, ma resta un soggetto non integrato ed esterno all’Agenzia delle entrate che eredita e incorpora tutto il carrozzone Equitalia, che si prende baracca, burattini (e burattinai), compresi i famigerati aggi e gli spietati obiettivi quantitativi di riscossione.Al di là della sanatoria sulle vecchie cartelle, senza una modifica strutturale delle norme rimarranno balzelli pesantissimi sui nuovi ruoli e rimarrà lo sbilanciamento delle prerogative nel rapporto cittadino-fisco. Il M5S ha presentato una proposta di legge in tal senso, a prima firma Carlo Sibilia accanto a quella di Azzurra Cancelleri, che abolisce davvero Equitalia e che riporta le funzioni in seno ad Agenzia delle Entrate. Con il decreto del governo, invece, dal 2017 ci saranno le stesse problematiche che ci sono oggi: resterà il carrozzone clientelare, resteranno i favori agli amici degli amici, le cartelle insabbiate e quelle pazze, le ganasce facili e i pignoramenti veloci.E tempo qualche mese, i cittadini chiederanno l’abolizione anche di Agenzia delle entrate-Riscossione. La sanatoria delle cartelle, poi, è un condono per i grandi evasori, perché saltano le sanzioni. Un vero favore a chi non dichiara affatto (tipico dei furbetti, mentre invece l’artigiano che non ce la fa a pagare, di norma dichiara ma non versa). Inoltre, una rateazione così serrata, in appena quattro soluzioni al massimo, non può essere allettante per professionisti e piccole imprese che comunque hanno problemi di liquidità. Mentre non rappresenta un problema per i grandi soggetti che evadono in modo fraudolento cifre molto alte. Al premier piacerebbe copiare il M5S. Ma non può, perché ha le mani legate da lobby e potentati. La propaganda non funziona, gli italiani non abboccano. Noi invece andremo al governo, e renderemo finalmente lo Stato a misura di cittadino. (fonte: blog grillo)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

On. Tassone: non basta un cambiamento se non è vero e positivo!

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

respect-costituzioneSul referendum ho registrato opinioni le più varie. Un argomento che prevale fra i sostenitori del Sì sarebbe che la riforma della Costituzione, varata dal Parlamento, è il primo cambiamento che si fa dopo decenni di tentativi e promesse. Si dice, votiamo Sì perché c’è “finalmente” qualcosa di nuovo. Questo non è assolutamente vero. La legge elettorale nel 1994 (Mattarellum) avviò una sostanziale e di fatto modifica costituzionale. I fautori presentarono il nuovo sistema elettorale come la panacea di tutti i mali che avrebbe interrotto la proliferazione dei governi, assicurato la stabilità e l’alternanza. Un sistema ingessato, quindi, sarebbe andato, dopo la caduta del muro di Berlino. verso la normalizzazione agganciandosi alle democrazie più evolute. Sappiamo come è andata a finire. Dal ’94 si sono succeduti più governi e quella legislatura si esaurì dopo due anni. Non è andata meglio con il “Porcellum” anzi tutto è naufragato nella instabilità e nella girandola degli esecutivi. La riforma formale della costituzione attraverso la legge elettorale (indicazione attraverso la scheda del presidente del consiglio, un premio di maggioranza smisurato ecc.) ha prodotto un mostro. È un mostro fu prodotto dalla riforma della Costituzione del 2001, auspice le sinistre (i “genitori” di Renzi e compagni), in vigore fino ad oggi. Nel 2005 fu varata una riforma che prevedeva il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione dei parlamentari ma fu respinta dal corpo elettorale nel referendum. Non è vero quindi che non ci siano state “novità”. Quando si dice che dopo tanti anni di mancate riforme costituzionali oggi si fa qualcosa non è giusto. È vero che le commissioni parlamentari costituite “ad hoc” sono saltate ma riforme ci sono state. Ma i cambiamenti non presuppongono il meglio e le modiche hanno prodotte il peggio. La legge oggi sottoposta a referendum chiude definitamente gli spazi della politica e assottiglia la democrazia. Ma tutti i malanni del nostro sistema non possono essere guarite attraverso scorciatoie. Il dato è politico. Riguarda i processi di partecipazione che vanno rafforzati. Il cambiamento vero e positivo si assicura attraverso un recupero culturale dove una Nazione si ritrovi con la forza del suo passato e nella volontà di andare avanti senza iattanza. Altrimenti la stabilità è solo desiderio. Se non c’è volontà politica e coscienza non si va da nessuna parte. Per questo ci battiamo per il No perché la Politica non scompaia!

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’istruzione cambierà il mondo se cambia il mondo dell’istruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

istruzionePolonia, USA, Italia; tre realtà assolutamente diverse e per certi aspetti lontane, ma accomunate dalla stessa consapevolezza: la trasmissione della cultura, l’istruzione e la formazione non possono più restare al palo, ferme agli strumenti ed alle metodologie del secolo scorso. “E-learning”e “Digital teaching” non sono più una scelta, ma una necessità, perché ai ragazzi di oggi è necessario insegnare a pensare in termini nuovi, giacchè hanno bisogno di crescere a contatto con l’innovazione: è questo uno dei temi al centro dell’International Inventors Exhibition, in corso di svolgimento, fino a domenica, al Palaexpo di Venezia Marghera Konrad Maj, dell’Università di studi sociali di Varsavia, ha illustrato il caso concreto del quartiere, nel quale ha sede il suo istituto ed ha dimostrato come un approccio innovativo, fondato sulla costituzione di una specifica piattaforma Internet, abbia permesso di operare concretamente per il rilancio di quell’area. Da una condizione di vecchio e degradato artigianato, grazie ad un approccio innovativo, ci si è evoluti ad una compartecipazione di progetti di sviluppo sociale ed economico.Scala più ampia è quella affrontata dal MIT di Boston, la celebre università statunitense: Claudia Urrea ha raccontato come, nel suo ateneo, l’E-learning abbia una ‘storia’ che inizia nel 1983 e che oggi arriva a coinvolgere 200.000 studenti di varie università, l’85% degli studenti del MIT, 18 programmi di altre istituzioni accademiche d’oltreoceano. «L’istruzione che diamo ai nostri figli – afferma la professoressa Urrea – non è adeguata per risolvere i problemi, che domani loro dovranno affrontare: dalla tutela dell’ambiente ai problemi economico sociali di un mondo che cambia». Ecco allora il riuscito tentativo di ‘reinventare’ l’università con l’uso della rete e di protocolli affidabili per nuovi modi di insegnare e di imparare.In Italia, Verona qualcosa sta già realizzando in questa direzione: Matteo Cristani ha creato all’ateneo scaligero, una ‘connessione documentale’ che, sulla base di strumenti a standard internazionale, genera un collegamento innovativo tra gli argomenti che vengono di volta in volta affrontati. Basta aprire un documento che, all’upload, viene a formarsi una catena di riferimenti utili sia a chi insegna, sia a chi deve imparare. La tecnologia ha cambiato completamente il modo di insegnare anche nelle scuole salesiane di alta formazione. Come ha spiegato Alberto Grillai, l’introduzione in aula di un i-Pad per ciascun studente ha cambiato radicalmente il lavoro degli insegnanti, chiamati oggi a governare una rete chiusa interna e ad insegnare ai ragazzi, che ben conoscono l’uso dei tutorial Youtube, a condurre una ricerca via web. In quattro anni, le scuole salesiane coinvolte sono diventate 26 a livello nazionale, con oltre 2.500 studenti chiamati a ‘imparare il futuro’. (foto: istruzione) (fonte: D-nest web srl)

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quando si dice “Cambiamo la costituzione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

logo-fidest-jpgLa nostra Costituzione è stata redatta in un periodo storico molto importante per gli italiani in particolare. Eravamo da poco usciti da una guerra fratricida, con immani distruzioni e da una dittatura che aveva scavato un solco profondo tra le due anime del paese: i fascisti e gli antifascisti. E’ nata, quindi, con la forte idea di trasmetterci i sani principi di una democrazia, nella libertà, nella giustizia e nella salvaguardia dei più deboli. Tutto questo si ottiene se sono garantiti il buon governo e i necessari contrappesi per evitare l’arbitrio del potere. Non possiamo dimenticare che Mussolini è andato al governo del paese mentre c’era la democrazia e gli italiani potevano esprimere la loro volontà politica con il voto e fare le loro scelte partitiche. Questo lo sapevano bene i nostri padri costituenti tanto che hanno pensato a una costituzione che sapesse scongiurare tale evenienza con opportuni bilanciamenti tra i vari poteri dello stato. Tutto questo oggi con la proposta di un nuovo modello costituzionale non c’è più garantito. E’ questo il pericolo, la vera ragione per dire No all’avventurismo e agli interessi di parte. (Riccardo Alfonso Centro studi Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La televisione è cambiata negli ultimi venti anni

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

guzzantiPaolo GenoveseDa quindici anni non compare in video con un suo programma e al Giffoni Film Festival Sabina Guzzanti incontra i giurati di Generator +13, quei ragazzi che non hanno mai potuto vederla perciò sul piccolo schermo, ma che comunque ne conoscono le gesta. Quelle cinematografiche di “Viva Zapatero” e de “La trattativa” fino all’epopea web di TG Porco che le ha consentito di ritornare in tv nella prossima stagione di La7.
Accoglienza calorosissima quella che le riserva Giffoni e la Guzzanti recepisce e rilancia: “Sono commossa”. E poi entra subito nel merito della questione: “Ho qualche problema a lavorare in televisione – ha così esordito – mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia, con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni”.
Inevitabile il riferimento alla politica: “Non mi sono mai candidata, non ho mai fatto politica. Mio padre è stato senatore di Forza Italia per un periodo. Forza Italia non mi è mai piaciuta. Su questo io e i miei fratelli abbiamo rotto molto le scatole a nostro padre. La politica nel mondo sta vivendo un momento molto basso, il problema è che da un po’ di tempo a questa parte si registra un indebolimento della democrazia. Il neo-liberismo ha fatto fa sì che la democrazia diventi come una formalità, il voto dei cittadini conti sempre meno, la partecipazione sia impossibile, l’informazione censurata, la cultura di regime. Tutto ciò indebolisce la politica e così fanno politica sempre più spesso i disinteressati al bene comune, coloro, cioè, che sono interessati più ai fatti propri”.Oggi che ruolo ha la tv? Per Sabina Guzzanti l’evasione a tutti i costi ha ucciso la televisione: “Quando era libera – ha dichiarato – la tv scatenava una grande partecipazione, la gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c’è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono Next Generationfatti apposta per renderci passivi. La vita si è fatta angosciante e l’istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente. Dovremmo smettere di farci riempire la testa di cose stupide”. Se la morte della satira è una banalità che ciclicamente si ripete, per la Guzzanti l’Italia vive un momento di difficoltà sotto il profilo della qualità e della tenuta democratica del Paese: “Penso – ha detto sollecitata dai ragazzi – che con Berlusconi ci sia stato un arresto dello sviluppo democratico. Siamo tornati a mettere in discussione il diritto allo studio che è un fondamento della democrazia. Sono riemersi i fantasmi del passato. Oggi il fascismo sembrerebbe non esserci più, ma in realtà alla fine le soluzioni prospettate, come quelle per l’immigrazione, sono le stesse, sono violente”.
Nelle domande dei ragazzi di Giffoni emerge l’apprezzamento per Sabina Guzzanti non solo come artista, ma come donna libera: “Per quindici anni – ha spiegato – non ho lavorato in tv. Anche per questo ho iniziato a fare cinema, poi a fare documentari e poi ho fatto altri film. Non c’è nulla che si possa fare per fermare una persona. La tenacia è tutto nella vita. Il futuro si costruisce, non lo si attende. Se tu attendi fai in modo che il tuo futuro lo decida qualcun altro al posto tuo e, invece, noi dobbiamo riuscire a costruire il futuro che vogliamo”. foto: guzzanti, Paolo Genovese, Next Generation)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le amministrative che fanno riflettere

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

raggi ceLe recenti votazioni per le amministrative possono avere più modi per essere lette dai soliti commentatori politici che a seconda delle loro “inclinazioni” esaltano, da una parte il successo di Cinque stelle a Roma e a Torino in chiave antigovernativa o sono più propensi ad evidenziare la vittoria a Bologna e a Milano del Pd e a giustificare l’exploit di Cinque stelle asserendo che vi sia riuscito per l’appoggio avuto dal popolo del centro destra. La verità, quella che si vuole esorcizzare mandando segnali contraddittori ai rispettivi lettori è che gli italiani sono stanchi di questo “teatrino della politica” che sta sommergendo l’Italia, nella corruzione diffusa, nelle false riforme, nella scarsa attenzione ai problemi veri che affrontano quotidianamente le persone con città sommerse dall’immondizia, dalla mancanza di sicurezza nelle case e per le strade, dalla povertà diffusa, dall’alto tasso di disoccupazione e dalle frodi bancarie che succhiano i risparmi e di una giustizia ai limiti del collasso.
Mi chiedo cosa possono fare di diverso i sindaci pentastellati rispetto ai loro predecessori con questo andazzo che pesa come un macigno sulle loro teste se la stessa mentalità della gente non cambia e si comincia a pensare che il vero cambiamento deve partire dall’idea che a governare una comunità non si fa delegando gli altri ma tutti insieme, coralmente.
Per anni siamo stati “educati” alla disubbidienza, al poco rispetto delle regole, al discredito dei tutori dell’ordine, all’anarchia. Quante volte abbiamo, come cronisti, denunciato gli abusi, le violenze di strada e ci siamo accorti che si arrestano un giorno i delinquenti per poi vederseli il giorno successivo nei stessi luoghi a fare con più arroganza le stesse cose. In alcune città ci dicono che non vi sono posti nelle carceri e che, quindi, è necessario essere cauti nei provvedimenti restrittivi. Se è questo il modo per far rispettare le regole di convivenza civile e non quello di avvisare gli inadempienti che possono essere individuati e sanzionati severamente, in specie se recidivi, mi chiedo se non abbiamo toccato il fondo e trasformato le nostre città in una sorta di farwest.
Oggi la risposta dell’opinione pubblica è scoordinata. Si è votato Renzi dando fiato a un imbonitore votati come siamo alla disperata ricerca di un’ancora di salvataggio, ma alla fine ci siamo accorti che è stata solo un’operazione gattopardesca: tutto cambiare per nulla cambiare. Oggi, allo stesso modo, guardiamo i pentastellati ma questa volta è diverso perché essi ci mettono davanti a una cruda realtà: se vogliamo salvarci da un sistematico disfacimento della società civile, da una ruberia generalizzata non basta limitarci a mettere una scheda nell’urna ma è necessario rimboccarci le maniche perché non è più il tempo di lasciarci condurre per mano come dei bambini ma di essere i veri protagonisti del cambiamento, tutti insieme, nessuno escluso. E’ il popolo degli onesti che per nostra fortuna è ancora maggioranza in Italia come nel mondo a doverlo fare per non essere soffocati dal fango che già tende a sommergerci del tutto. Siamo avvisati. Rendiamoci artefici del nostro futuro. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

Posted in Confronti/Your opinions, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Museums & new marketing strategies: incontro con Laura Miller, Solomon R. Guggenheim NY

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

teatrino di palazzo grassiVenezia Mercoledì 29 giugno 2016, ore 18.00 teatrino di Palazzo Grassi Conferenza in lingua inglese. Ingresso libero. La conferenza si concentrerà sulla gestione del cambiamento all’interno delle istituzioni culturali, in particolare del marketing come strumento di strategie per incrementare i diversi target di pubblico.La conferenza è il secondo appuntamento organizzato al Teatrino in collaborazione con Innovation Foundries – azienda italiana che promuove l’innovazione integrando educazione, ricerca e project management – e fa seguito all’incontro dedicato al ruolo delle tecnologie digitali nel mondo dei musei che a luglio 2015 ha visto protagonista Sree Sreenivasan, Chief Digital Officer del Metropolitan Museum of Art. L’incontro con Laura Miller si inserisce nel programma della Summer School Italia Innovation Program, organizzata da Innovation Foundries e volta a far interessare giovani menti imprenditoriali e innovative al futuro del Made in Italy. Palazzo Grassi, che anche quest’anno rappresenterà il settore Arts and Culture, accanto ad altri 9 partner di eccellenza appartenenti al Food and Wine, Fashion, High-End Manufacturing e Design, sfiderà i partecipanti provenienti dalle migliori università del mondo nella risoluzione di un progetto innovativo, accompagnati da lezioni e sessioni di mentorship tenute da docenti ed esperti di business internazionali.Un gruppo di studenti della Summer School avrà l’opportunità di sviluppare un progetto legato al marketing museale in collaborazione con lo staff di Palazzo Grassi della durata di un mese. All’interno di questo percorso, l’incontro con Laura Miller del 29 giugno sarà un momento di approfondimento e un’occasione per aprire il confronto sul marketing museale al pubblico.
Dopo una brillante carriera all’interno di American Express, Laura Miller è entrata a far parte nel 1995 dell’organico del Solomon R. Guggenheim Museum. Una professionalità proveniente dal mondo dei servizi finanziari – apparentemente molto distante dal quello culturale – capace però di portare in dote al museo la sua profonda conoscenza dei differenti target di pubblico.
Laura Miller, inoltre, insegna alla New York University nel Department of Arts dal 2004. Il suo corso più recente è High Impact Marketing and Media Relations for New Museum Ventures. (foto: teatrino di palazzo grassi)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Amministrative Roma: Qualche consiglio ai candidati Raggi e Giachetti prima del ballottaggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2016

la sapienzaIl prof. Di Donato A. Limone, Ordinario di informatica giuridica e Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche, Università degli studi di Roma “Unitelma Sapienza” ci ha fatto pervenire un interessante comunicato che riproduciamo con la speranza che i candidati romani al ballottaggio riescano a tovare il tempo “nella saggia tradizione politica italiana (quella seria) quando i consigli si danno e si ascoltano: soprattutto quando si tratta di consigli utili, funzionali al cambiamento dei modelli di “Governance” e “Government”. E non facciamoci illusione. Senza il cambiamento istituzionale ed organizzativo Roma Capitale rischia di sprofondare ancora di più in una condizione di totale ingovernabilità.
“Abbiamo già in dettaglio analizzato l’attuale statuto del comune di Roma Capitale – esordisce il professore – (per approfondimenti leggi PAdigitale. Osservatorio dei candidati sindaci per Roma 2016: serve un nuovo Statuto che non ignori il digitale e anche Elezioni a Roma. I programmi? Una lista di impegni senza tempi, costi, trasparenza e innovazione) e lo abbiamo “distrutto” in quanto lo statuto non supporta una Città Capitale, nemmeno un comune di 10.000 abitanti.Lo statuto deve essere cambiato con un testo moderno, semplice, comprensibile, su concetti della società dell’informazione, su misura della Capitale d’Italia, della Città Metropolitana, di un sistema di Municipi veri e non “finti” tenuti in piedi per sistemare qualche buca stradale, di una amministrazione moderna e digitale, semplificata, trasparente. Con una governance partecipata ed un management fatto da funzionari pubblici ad “esclusivo servizio di Roma Capitale”. Uno statuto per i cittadini e le imprese e non per la burocrazia. Prima azione dunque del nuovo sindaco: cambiare lo statuto subito. E’ una vergogna tenere uno statuto come quello attuale anche solo per un fatto linguistico (grammatica, sintassi, semantica) ed estetico. Il modello di amministrazione della Città Capitale dovrà essere progettato e realizzato su due livelli: il primo, con un gruppo ristretto di dirigenti responsabili dell’attuazione del programma di governo capitolino, della totale semplificazione e decertificazione amministrativa, della realizzazione dell’amministrazione digitale.
Si tratta di un modello “dimagrito” ed essenziale che opera per “progetti” approvati dalla Giunta e non più per “pratiche” (vecchia amministrazione anni 70). Con una mobilità “naturale” (almeno annuale) e premi a seguito di verifica di obiettivi raggiunti e con una produttività valutata sulla qualità dell’azione amministrativa e sulla soddisfazione dei cittadini. Ovviamente nominare un Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) che sia in grado di valutare con sistemi di analisi delle performance, sia riferite al singolo dirigente sia riferita alla/alle strutture di sua competenza. Progetti pubblicati sul sito all’atto della approvazione degli stessi; pubblicazione del sistema di valutazione dei dirigenti e dei dipendenti e delle valutazioni dell’OIV dei dirigenti durante la realizzazione dei progetti (almeno ogni 4 mesi); pubblicazione sul sito dei CV dei componenti dell’OIV dai quali risulta la reale capacità degli stessi di valutare, avendo per esempio partecipato almeno ad una ristrutturazione totale di una amministrazione comunale (altrimenti non sanno di cosa stanno parlando!). Tutte le regole sono nella legge 241/90 (chi la conosce?), nel dlgs 150/2009 (per la valutazione dei dirigenti e per l’OIV); legge 183/2011, art. 15 (decertificazione totale); dlgs 33/2013 e sm (per la pubblicazione sul sito ed il massimo della trasparenza verso i cittadini: oggi c’è la tendenza a creare le condizioni per non pubblicare gli atti, i dati, i documenti, i progetti, gli appalti pubblici, i verbali di collaudo dei lavori, delle forniture, dei servizi ecc.”
E soggiunge: “Il modello organizzativo non può non essere strettamente correlato al “metamodello” dell’amministrazione digitale. Il modello di base che supporta qualsiasi modello di organizzazione specifico di una amministrazione. Prima di tutto un’amministrazione nativamente digitale, con procedimenti semplificati e digitalizzati, con istanze digitali che si avviano dal sito di Roma Capitale. Un sito facile da consultare con procedure/procedimenti semplificati e decertificati. Un’amministrazione pubblica in rete: poco costosa e per niente ridondante, che opera per il benessere dei cittadini e che rende “pulito” e facile il lavoro di ufficio (senza contorsioni burocratiche di sapore psicoanalitico). Una organizzazione che opera nella logica del telelavoro. Le regole dell’amministrazione digitale sono tutte definite dal Codice dell’Amministrazione digitale (dlgs 82/2005 e sm).”
Una parola, ovviamente, va spesa anche per i Municipi: “I Municipi o sono autonomi con budget certo e finalizzati ai servizi diretti ai cittadini oppure è meglio ritornare alle “circoscrizioni”. Allora il sindaco deve affrontare subito questo problema sia a livello di statuto sia a livello organizzativo e dei servizi in rete.”
Per arrivare a questa sintesi:
Le azioni da “avviare” nel primo mese di governo (è possibile):
Nuovo statuto da mettere in cantiere immediatamente.
Scelta del nuovo modello di organizzazione con un approccio “positivo” ma deciso: pochi dirigenti responsabili del programma politico.
Operare per “progetti”: nuova metodologia da diffondere formando i dirigenti e i funzionari.
Avviare la semplificazione amministrativa per eliminare carta, costi di procedure tortuose e dannose, oneri per i cittadini.
Realizzare un sito per i cittadini e non per la burocrazia.
Adottare un nuovo modello istituzionale ed organizzativo per i Municipi.
Con i comuni della Città metropolitana avviare una pianificazione strategica della stessa Città metropolitana. Il sindaco pubblica sul sito tutte le azioni da avviare nel primo mese e il cronoprogramma delle stesse azioni nelle fasi di attuazione. Se queste azioni non saranno avviate nel primo mese rischiano di non essere mai realizzate. I cittadini apprezzeranno il cambio di stile, di comunicazione, di relazione con la comunità locale.” (fonte: Key4biz Focus)
(n.r.) E ora da cronista che da anni ha preso nota dai vari amministratori di Roma e dei loro programmi regolarmente disattesi mi domando se devo ancora illudermi che ci potrà essere un cambiamento. Prevale nella capitale la convinzione che se vincerà Giacchetti riprenderanno fiato i soliti affaristi mentre se vince la Raggi le creeranno tali e tanti ostacoli che alla fine o vivacchierà, come i suoi predecessori, o dovrà gettare la spugna. 

Posted in Spazio aperto/open space, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2015

climateMilano. “La risoluzione approvata è sostanzialmente condivisibile ma l’impegno della Regione Lombardia per contrastare il cambiamento climatico deve essere meno timido: non ci possiamo permettere titubanze o timidezze, ne va del benessere dei figli e dei nipoti dei lombardi di oggi”, così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia. “Per questo – continua – abbiamo presentato numerosi emendamenti, tutti approvati, che rafforzano molto il documento e rendono ben più incisiva la posizione di Regione Lombardia nel dibattito di Parigi. In particolare abbiamo chiesto e ottenuto investimenti economici superiori rispetto al passato e l’impegno di chiedere al Governo di escludere dal Patto di Stabilità tutte le spese legate alla misure di riduzione delle emissioni. La Regione si è inoltre impegnata ad introdurre nel dibattito internazionale l’abbandono del paradigma della crescita economica infinita, misurata con il PIL e che al suo posto vengano adottati indicatori di sostenibilità ambientale come il BES (benessere equo e sostenibile). Stesso discorso per la Carbon Tax, cioè l’inserimento del costo del disinquinamento all’interno del prezzo dei prodotti climalteranti al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”. “Ora grazie a queste migliorie i problemi e le soluzioni sono inquadrati in modo chiaro e incisivo; peccato però che fino ad oggi siano state stanziate risorse finanziarie inadeguate. Per esempio, nel bilancio che andremo a discutere, tra le principali spese per investimento 2016-2018 non vengono menzionati investimenti per il controllo emissioni climalteranti, per i piani d’azione per la qualità dell’aria e per tutela delle risorse idriche. Insomma il cambiamento climatico non deve essere combattuto solo a parole, su questo continueremo ad essere una spina nel fianco per Maroni”, conclude Corbetta.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Il papa e le prerogative del matrimonio: nessun cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vaticano“Ieri sera Piazza San Pietro era davvero uno spettacolo: la veglia di preghiera era già cominciata da almeno due ore con le testimonianze di tante famiglie quando si è sentita la voce del Papa. Era sua la voce che tutti volevano ascoltare, per capire una volta di più che modello di famiglia il Papa presenterà durante i lavori del sinodo. Far famiglia appare sempre più difficile e i racconti di tante coppie, pur unite da un vincolo di reciproca fedeltà, hanno evidenziato la complessità di gioie e di dolori attraverso cui passa ogni famiglia nel corso degli anni. Ma la crisi della famiglia ha un prezzo altissimo, perché ne aggredisce l’identità, ne spegne la vitalità e la condanna ad una solitudine senza precedenti, che di fatto ricade su tutta la società, riducendone la coesione e la naturale solidarietà”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area popolare (Ncd-udc).
“Il dibattito mediatico, a distanza di oltre un anno, – continua – sembra ancora polarizzato su due aspetti: la comunione ai divorziati e il matrimonio per le coppie omosessuali. Le interviste che oggi trovano un’eco mediatica più intensa, e forse più sconcertante, sono quella al Cardinal Ruini e quella a monsignor Krzysztof Olaf Charamsa. La prima perché ribadisce la dottrina di sempre, con la chiarezza dei suoi valori e delle sue posizioni, ma anche con la prospettiva della misericordia, tipica della paternità e della maternità della Chiesa. L’altra, quella di Monsignor Charamsa, per la sua confessione pubblica e per le sue dichiarazioni provocatorie con cui interpella il papa, sollecitandolo a schierarsi durante il sinodo dalla parte degli omosessuali.
E conclude: “Il tempismo di entrambe non sorprende: sappiamo già che accanto al sinodo dei padri sinodali ci sarà un sinodo che si svolgerà sui giornali, sui social media, nella pubblica opinione, che inevitabilmente prenderà posizione in un senso o nell’altro. Eppure il Papa è stato chiarissimo anche a Filadelfia, dove ha ribadito che le prerogative del matrimonio, e non solo del matrimonio cattolico, sono quelle di sempre e non possono essere cambiate neppure da un sinodo straordinario sulla famiglia a cui fa seguito un sinodo ordinario. Ciò che può cambiare è il nostro atteggiamento di accoglienza e di inclusione, concretamente verso i divorziati risposati e verso gli omosessuali, dal momento che sono loro ad essere stati messi al centro della scena mediatica. Un atteggiamento di inclusione e di apprezzamento per tutto ciò che fanno di bene, e spesso di molto bene, in tanti campi della nostra società. E’ questo il senso di sentirci tutti Chiesa, con la prospettiva del Giubileo della misericordia, che non giudica, non condanna, ma non stravolge neppure le categorie della verità consolidata della tradizione”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Papa Francesco: E’ necessario un cambiamento radicale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

vaticanoPapa Francesco, nel saluto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato che l’esclusione sociale ed economica è un attacco ai diritti umani e al nostro ambiente naturale. Il Papa ha evidenziato come sia il cattivo uso del potere ad escludere molte persone e popoli e a degradare l’ambiente che sostiene la stessa vita umana. “L’abuso e la distruzione dell’ambiente sono, allo stesso tempo, accompagnati da un processo inarrestabile di esclusione sociale. In effetti, un desiderio egoistico e illimitato per il potere e il benessere materiale porta sia all’abuso delle risorse naturali disponibili, sia all’esclusione dei più deboli […]”.Il Papa ha ripetutamente parlato dell’effetto devastante che gli eventi climatici estremi stanno avendo sulle comunità, in diverse parti del mondo. Sul cambiamento climatico il Papa ha detto che: “ La crisi ecologica, assieme alla distruzione di gran parte della biodiversità del mondo, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana. Questo, assieme alle conseguenze dannose di un’irresponsabile cattivo governo dell’economia globale, guidato dalla unica ambizione per la ricchezza e il potere, deve costituire un richiamo ad una profonda riflessione sull’uomo”. Il Papa si appella alle istituzioni finanziarie internazionali affinché diano priorità allo sviluppo sostenibile dei paesi e non si sottomettano ciecamente ai dettami dei mercati finanziari.Ispirati dalle parole del Santo Padre, CIDSE e FOCSIV si rivolgono ai nostri leader politici affinché prendano un’azione urgente e decisa per prevenire il cambiamento climatico che porterà molte popolazioni verso la povertà. “I leader internazionali devono prestare attenzione alle parole del Papa. I diritti umani e il rispetto dell’ambiente devono essere centrali nell’applicazione dei nuovi obiettivi per lo sviluppo sostenibile e dell’accordo sul clima che si redigerà a Parigi in Dicembre” afferma Bernd Nilles, segretario generale di CIDSE. “A questo riguardo, il bisogno di un accordo equo e vincolante sul cambiamento climatico al vertice di Dicembre è essenziale per cambiare rotta”.A sua volta Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, sottolinea come “sia necessario nutrire i movimenti dei cittadini preoccupati per il nesso povertà-ambiente e capaci di proporre alternative percorribili rispetto all’economia dello scarto. Per questo la FOCSIV è impegnatissima nel pellegrinaggio dei popoli che partirà da Roma il 30 Settembre, dopo la benedizione di Papa Francesco, e che attraverserà oltre 25 città italiane con eventi e incontri con i cittadini, per poi passare per la Svizzera e la Francia, arrivando a Dicembre al Vertici di Parigi. Se non si muovono i cittadini, cambiando anche i nostri stili di vita, non si muoveranno neanche i nostri politici. Camminiamo per un mondo nuovo, ispirati dal messaggio di Papa Francesco”.
Ricordiamo, infine, che due giorni prima del vertice ONU sullo sviluppo sostenibile, CIDSE con FOCSIV hanno lanciato una dichiarazione, firmata da più di 50 rappresentanti della società civile, scrittori e leader religiosi. L’appello chiede una maggiore ambizione nell’affrontare l’ingiustizia sociale e nel dare più enfasi ai concetti di benessere, di una nuova cultura per la cura e una prosperità condivisa. Come ci ricorda Papa Francesco, c’è “bisogno di un cambiamento radicale nelle politiche economiche e sociali al fine di rispondere ai bisogni dei più vulnerabili nel mondo”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Adozioni: Binetti (Ap): con nuova legge più garanzie per i bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

camera deputati“Adozione ed affido restano due modalità diverse di venire incontro alle esigenze dei bambini, ma questa legge va verso un nuovo punto di equilibrio. Vuole orientare le differenze tra adozione ed affido verso un unico obiettivo: la continuità affettiva del bambini, requisito essenziale per la sua piena maturità”. Lo scrive in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).”L’adozione consiste nel cambiamento dello stato giuridico del minore, che diventa a tutti gli effetti figlio legittimo della coppia adottante, mentre l’affido ha carattere di temporaneità e non prevede un cambiamento nello stato giuridico del bambino, che mantiene un rapporto concreto con i suoi genitori naturali. Oggi però occorre prendere coscienza di un nuovo dato di fatto- spiega Binetti- :l’affido, per sua natura a tempo determinato, non è più «temporaneo», ma si prolunga, dando origine a rapporti solidi e profondi tra affidato e famiglia che lo accoglie. Questa l’osservazione alla base della legge che stiamo discutendo e che mira a sfumare la distinzione fin qui assoluta tra affidamento e adozione, per non spezzare il principio della ‘continuità affettiva’.
Proprio la possibilità che il rapporto dell’affido tipicamente a tempo, tra genitori e ragazzo, si trasformi in un rapporto stabile che fa del bambino un figlio legittimo della coppia adottante richiederà una maggiore selezione delle famiglia affidatarie, privilegiando proprio quelle che hanno una struttura il più simile possibile a quella della famiglia naturale, con un papà e una mamma, magari dei fratelli e dei nonni!”.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un Master per favorire la convivenza in contesti interculturali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

università europea romaIl mondo sta cambiando. Sempre più spesso, nella vita quotidiana, ci capita di incontrare persone provenienti da altri Paesi, con la loro cultura e il proprio vissuto, spesso anche difficile e doloroso. Per favorire il dialogo e l’accoglienza l’Università Europea di Roma ha dato vita ad un Master per l’Educazione, l’inclusione e l’interazione in contesti interculturali, realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici e con Enti e Imprese attivi in contesti interculturali e interreligiosi.
Questa nuova attività didattica vuole rispondere alla crescente domanda di formazione su temi e problemi che si pongono in conseguenza dei grandi flussi migratori in atto e per effetto di modalità globalizzate di azione nel mondo del lavoro.
Offre un percorso basato su contenuti teorico scientifici e su esperienze di tirocinio e di progetti attuati in situazioni concrete, valorizzando le esperienze e le competenze dei singoli partecipanti in collaborazione con gli enti e le associazioni coinvolti.
Il Master ha l’obiettivo di promuovere le competenze culturali, pedagogiche, metodologiche e didattiche necessarie per attivare positivi processi di interazione interculturale. I professionisti formati dal Master saranno in grado di operare all’interno di organizzazioni pubbliche e private, in enti governativi e Onlus, in istituti scolastici e di formazione, nelle realtà del terzo settore.
Il percorso di studio ha la finalità di fornire una preparazione culturale di base di carattere storico e sociologico sui fenomeni migratori e sulle globalizzazioni, nonché gli strumenti metodologici per un approccio alle differenze culturali e religiose e alle interazioni fra diverse identità. Ha inoltre l’obiettivo di mettere gli iscritti in contatto diretto con realtà e situazioni in cui forme di interazione interculturale e interreligiosa vengono sperimentate positivamente, favorendo in loro lo sviluppo consapevole di capacità di interazione in contesti complessi, con particolare riferimento alla scuola, al mondo del no profit e del volontariato, alle professioni sanitarie, agli enti e alle aziende in cui operano gruppi a forte connotazione internazionale e interculturale.
Il Master è destinato agli insegnanti, agli operatori del terzo settore, agli operatori di enti e istituzioni che operano in contesti multiculturali, a giovani diplomati e laureati che vogliono arricchire la loro formazione con contenuti ed esperienze operative legati all’inclusione sociale e alle metodologie di interazione in contesti complessi. E’ inoltre rivolto a chi lavora in aziende che internazionalizzano e hanno rapporti con l’estero; a chi opera in ambito sociale e sanitario; a chi lavora nel mondo dei media e delle pubbliche relazioni, a tutti coloro che vogliono specializzarsi nella comunicazione e nella mediazione interculturale.Il Master inizierà nel mese di ottobre 2015 e si concluderà nel mese di giugno 2016. Le iscrizioni si chiudono il 30 settembre 2015. Per ulteriori informazioni si può consultare la pagina del sito dedicata al Master: http://www.universitaeuropeadiroma.it/ateneo/1899

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Caso Azzolini: Il cambiamento che non c’è stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

aula senato“Oggi al Senato avrei votato secondo le indicazioni della Giunta per Immunità, senza impedire l’arresto di Azzollini”. Lo afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, dopo il no del Senato alla richiesta di arresto di Antonio Azzollini.
“Non solo mi sembra corretto rispettare l’approfondito lavoro della Giunta, che così risulta quasi svilito, ma – aggiunge Serracchiani – resto convinta che la politica abbia il dovere di mantenere la massima trasparenza nei confronti dei cittadini e della giustizia. Temo che si sia persa un’occasione per dare un buon segnale di cambiamento”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Rai cambia? Mah! Intanto difendiamoci

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

Rai: sede di romaGrandi discussioni sulla Rai. Bloccata l’Opas di Fininvest su Raiway, e’ in atto un confronto sulla riforma organizzativa e di governance, intorno al quale si sente e si legge di tutto e di piu’… con le corporazioni in prima linea nel difendere le proprie posizioni di rendita.
Su Raiway, come avrebbe potuto essere altrimenti? Non e’ in discussione la privatizzazione, visto che a decidere l’amministratore delegato sara’ sempre il ministero del Tesoro, e la riorganizzazione dei telegiornali e’ comunque una questione interna aziendale. Certo, e’ un’azienda di capitale pubblico, ma non abbiamo dubbi che l’ottica di riorganizzazione sara’ piu’ attenta agli attuali equilibri e numeri politici/partitici piuttosto che al mercato; del resto, chi decide e’ convinto (e allo stato non potrebbe -tecnicamente- essere altrimenti) che i partiti siano ancora l’espressione politica dei cittadini, per cui o radicalizza la situazione o si comporta come sta facendo. Gli elementi per questa radicalizzazione ci sarebbero. Il corpo elettorale italiano, nel 1995 con un referendum, aveva indicato la propria preferenza per una gestione privata della cosiddetta informazione pubblica radiotelevisiva, ma forse e’ ancora troppo presto perche’ il legislatore faccia caso a quanto accaduto 20 anni fa. Del resto, non ci hanno messo 28 anni fa per dare attuazione al referendum sulla responsabilita’ civile dei magistrati, perche’ con l’informazione e intrattenimento di Stato dovrebbero metterci meno? Una battuta? Mica tanto! L’attuale discussione sul destino della Rai segue quella che, negli ultimi mesi del 2014, aveva avvampato gli animi e le fantasie sul cosiddetto canone o abbonamento (l’imposta che si paga per il possesso di un apparecchio tv). Anche li’ c’era di tutto e di piu’. Alla fine non e’ cambiato nulla. E a casa dei contribuenti continuano ad arrivare le richieste/minacce della Rai che pretende il pagamento dell’imposta perche’ presume l’esistenza di un apparecchio tv nella casa di ogni residente. Immaginiamo che tutto sia rimandato alla prossima indagine e al prossimo incarico al sottosegretario Antonello Giacomelli, attore politico/mediatico in quei mesi (e anche oggi) in cui sembrava che dovessero farci pagare questa imposta perche’ esalavamo un respiro.
Finira’ nel nulla anche la discussione di questi primi mesi del 2015? Chissa’! Di certo non sara’ abolita l’imposta/canone. Questo vuol dire che la Rai continuera’ a non essere sul mercato, ad agire in abuso di posizione dominante rispetto ai propri concorrenti che si devono accontentare solo della pubblicita’ oppure devono far pagare i loro abbonati (veri, perche’ pagano per aver scelto di voler vedere dei programmi, e non finti come quelli della Rai, che chiama tali i contribuenti fiscali).
Nel frattempo, per i cittadini/utenti, dispensiamo un consiglio gia’ dato in altre occasioni: visto che siamo in tanti ad avere Internet anche nelle tasche dei pantaloni e nelle borsette, se proprio vogliamo vedere dei programmi Rai, e’ bene ricordarsi che la visione di questi attraverso la Rete (dove vengono trasmessi in diretta) non comporta il pagamento dell’odiata imposta/canone. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giustizia: giovedì 26 febbraio confronto a Roma con i Giovani di Confapi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 febbraio 2015

campidoglioRoma Campidoglio giovedì 26 Febbraio dalle 16 nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini. Nel corso dell’incontro il presidente nazionale dei giovani di Confapi Angelo Bruscino si confronterà tra gli altri con Sottosegretario al Ministero della Giustizia Cosimo Ferri, il Capogruppo dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, il componente della Commissione Giustizia al Senato Nico D’Ascola, il componente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati Gianfranco Chiarelli , con l’Ambasciatore Repubblica di Serbia Ana Hrustanovic, il Primo Segretario Ambasciata Stati Uniti d’America John Barbian, il Presidente Cassa Forense Nunzio Luciano, il Presidente di Federnotai Carmelo Di Marco e il Presidente Fondazione C.R.E. Roma Europa Domenico Naccari. “Da anni dichiara il presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi Angelo Bruscino- i si parla di riforma della Giustizia, in un’ottica di revisione costituzionale. A noi imprenditori, invece, piacerebbe parlare di un cambiamento della giustizia finalizzato a obiettivi pragmatici, come quelli di ridare efficienza e modernità a un paese come il nostro, nel quale la durata dei processi civili di primo grado è di 493 giorni, mentre nei paesi aderenti al Consiglio d’Europa è di 287 giorni.
Oggi l’Italia è inserita secondo la classifica “Doing Business 2013” della Banca Mondiale, al 160° posto, sui 185 paesi analizzati, per la durata di una normale controversia commerciale. Meglio di noi fanno nazioni come l’Iraq, il Togo e il Gabo, peggio solo l’Afghanistan …” Cosa significa per questo paese una giustizia civile inefficiente? Si traduce in una riduzione degli investimenti, soprattutto di quelli provenienti dall’estero; crea asimmetrie nei tassi d’interesse tra diverse regioni del paese; comporta rigidità nel mercato del lavoro; limita la concorrenza nei settori produttivi, nei servizi, e nelle professioni; provoca una distorsione della struttura delle imprese. Per fermarsi solo ai danni più rilevanti! Secondo uno studio della Banca d’Italia, la lentezza del nostro sistema di giustizia equivale alla perdita di un 1% del Pil, altre stime calcolano che smaltire l’enorme mole di cause pendenti frutterebbe alla nostra economia il 4,9% del Pil.Per attuare-continua Bruscino- una riforma della giustizia che ridia a questo paese anche la dignità giuridica che merita e che rilanci l’economia e gli investimenti utili per la crescita basterebbero poche cose: disincentivare l’abuso processuale che rallenta le cause reali adeguando ad esempio il tasso legale a quello di mercato; incentivare la sottoscrizione di polizze di tutela legale a copertura dei costi processuali, sul modello di diversi paesi europei; introdurre i sistemi di Alternative Dispute Resolution, come la negoziazione diretta con valore di titolo esecutivo in presenza degli avvocati, tavoli paritetici, mediazione e arbitrato; incentivare i tribunali che adottino più rapidamente il processo telematico; introdurre la pratica dei giovani nell’Ufficio del Giudice, ossia laureati selezionati secondo criteri qualitativi che affianchino il giudice, configurando la pratica (tra l’altro positivamente sperimentata a Milano) come normale procedura concorsuale per ottenere l’accesso alla magistratura e come tirocinio abilitante per l’avvocatura.
Basterebbe poco, per dare una sterzata al nostro sistema. Il governo sembra già volere candidarsi a voler far sue alcune di queste proposte, noi ci auguriamo che con la stessa forza dimostrata nel portare avanti le altre riforme, si avanzi velocemente sulla strada che porti questo paese ad avere la Giustizia che merita.” “Il tema della giustizia civile e dei meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie-dichiara il Coordinatore Dipartimento ADR e Arbitrato Fondazione AIGA Massimiliano Castellone- si pone, in questo preciso momento storico, in una posizione di assoluta centralità. L’accesso alla giustizia ordinaria diventa sempre più difficile ed oneroso, i tempi sono sempre più lunghi, l’inefficienza della macchina–Giustizia è sempre più marcata ed evidente. Ciò impone ad una avvocatura lungimirante e propositiva di lavorare per il perseguimento di strumenti alternativi di risoluzione delle controversie realmente moderni ed innovativi, oltre che efficaci, che partano dal coinvolgimento diretto dei primi operatori del Diritto, cioè gli avvocati. Abbiamo organizzato quest’evento, che vede relatori illustri sul piano nazionale ed internazionale, anche al fine di discutere delle recenti novità legislative, che hanno introdotto importanti ed innovativi strumenti alternativi al giudizio civile ordinario, quali l’arbitrato endo-processuale e la negoziazione assistita. Il tema verrà peraltro trattato raffrontando la nostra legislazione con ordinamenti di altri Paesi, dove c’è una maggiore consapevolezza del tema. Partendo da tutto ciò, saranno elaborate proposte di miglioramento dell’attuale normativa italiana; proposte che verranno sottoposte, sin dalle prossime settimane, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero della Giustizia.”

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dura lex sed lex

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2013

Se non vogliamo andare molto lontani nel tempo e ci limitiamo alla storia italiana di questi ultimi anni dobbiamo riconoscere che avrebbe avuto un diverso corso se chi è stato eletto in una lista fosse rimasto coerente con il suo mandato elettorale. Tralasciamo, per carità di patria, i volta gabbana a pagamento. Mi riferisco a chi ha affermato di averlo fatto per libera scelta, per un caso di coscienza, ecc. Sono persone che meriterebbero apprezzamento se fossero stati conseguenti dimettendosi dalla carica assunta per volontà popolare. Costoro hanno, invece, disatteso il mandato ricevuto perché chi li ha votati lo ha fatto aderendo a un progetto politico di cui ne facevano parte e si ponevano come fedeli interpreti. La stessa costituzione che rispetta chi può cambiare opinione dovrebbe aggiungere che lo stesso parlamentare dovrebbe ripresentarsi al suo elettorato e farsi giudicare dallo stesso per le sue mutate idee su quello che è stato il suo partito o movimento che sia. Questa è coerenza e mi pare che anche in altri ambiti della vita da quella civile a quella economica se un manager esce dalla linea guida aziendale è rimosso, se non licenziato. A tutto questo dovremmo aggiungervi il noto vizietto tipicamente italiano e che un politico di lunga militanza aveva così riassunto: se due italiani scendono in politica avremmo di certo due nuovi partiti e tre correnti. E allora che i facciano pure i due partiti e relative correnti, ma vadano a farli altrove. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Paesaggi del cambiamento tra scienza e esistenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2013

Lugano, il 22 gennaio 2013, nel 2° Simposio organizzato dall’Università L.U.de.S. in memoria del suo fondatore, Professor Paolo Sotgiu.
Il Simposio, dal titolo “Scientia et Juventus. Paesaggi del cambiamento tra scienza ed esistenza”, intende affrontare il concetto di cambiamento, cercando di intercettarne natura e figure, quali si manifestano nella medicina, nella biologia, nella filosofia, nell’arte, nell’economia, nella scienza e
nelle dinamiche sociali e storiche. Tra i relatori, tutti di alto profilo, ricordiamo:
• Umberto Veronesi, Direttore scientifico IEO, Presidente Fondazione Umberto Veronesi, “L’evoluzione della ricerca tra genetica, robotica, informatica e nanotecnologie”
• Isabella Bossi Fedrigotti, Scrittrice, giornalista – “Corriere della Sera”, “L’evoluzione del
giornalismo nell’epoca tecnologica”
• Ivan Capelli, Giornalista ed ex-pilota F1,“Dalla Formula 1 alla Formula Uomo: un passaggio antropologico ineludibile”
• Gaetano Pecorella, Senatore della Repubblica Italiana, Dir. Dip. Scienze Giuridiche e SocilaiUniv. L.U.de.S. “Il Giudice come protagonista del cambiamento”

Posted in Cronaca/News, Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politica: italiani pronti al cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Il nuovo movimento nazionale deve nascere subito, gli italiani sperano in un cambiamento totale ed epocale alle prossime politiche. Non è uno scatto in avanti, ma una deci­sione ponderata presa, non da ieri, da tutto il Terzo polo”. Lo afferma la senatrice di Futuro e Libertà, Barbara Contini, in un’intervista pubblicata oggi sul “Il Futurista”.“Urgono persone leali, one­ste e pulite per contrastare l’antipolitica venuta fuori nell’ultimo biennio. All’interno di molti partiti, datati o seminuovi, riscontro la presenza di galantuomini rimasti però in silenzio, così come molti cittadini: è giunto il momento di restituire loro la parola”, aggiunge la senatrice”. “Sui nomi la priorità deve essere la competenza di chi amministra; in questi quattro anni in Senato ho registrato grandi scoraggiamenti, che ho contrastato con la forza di rimanere indenne da ogni collusione con gen­te che francamente non mi piaceva e non mi piace. In questo senso dovrà andare la nuova proposta: competenza, novità e trasparenza. Gli italiani sono pronti al cambiamento, – conclude la Contini – la politica si dimostri all’altezza di un compito a cui non ha assolto né nella prima né nella secon­da repubblica”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »