Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 140

Posts Tagged ‘cambiamento’

Cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2015

climateMilano. “La risoluzione approvata è sostanzialmente condivisibile ma l’impegno della Regione Lombardia per contrastare il cambiamento climatico deve essere meno timido: non ci possiamo permettere titubanze o timidezze, ne va del benessere dei figli e dei nipoti dei lombardi di oggi”, così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia. “Per questo – continua – abbiamo presentato numerosi emendamenti, tutti approvati, che rafforzano molto il documento e rendono ben più incisiva la posizione di Regione Lombardia nel dibattito di Parigi. In particolare abbiamo chiesto e ottenuto investimenti economici superiori rispetto al passato e l’impegno di chiedere al Governo di escludere dal Patto di Stabilità tutte le spese legate alla misure di riduzione delle emissioni. La Regione si è inoltre impegnata ad introdurre nel dibattito internazionale l’abbandono del paradigma della crescita economica infinita, misurata con il PIL e che al suo posto vengano adottati indicatori di sostenibilità ambientale come il BES (benessere equo e sostenibile). Stesso discorso per la Carbon Tax, cioè l’inserimento del costo del disinquinamento all’interno del prezzo dei prodotti climalteranti al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”. “Ora grazie a queste migliorie i problemi e le soluzioni sono inquadrati in modo chiaro e incisivo; peccato però che fino ad oggi siano state stanziate risorse finanziarie inadeguate. Per esempio, nel bilancio che andremo a discutere, tra le principali spese per investimento 2016-2018 non vengono menzionati investimenti per il controllo emissioni climalteranti, per i piani d’azione per la qualità dell’aria e per tutela delle risorse idriche. Insomma il cambiamento climatico non deve essere combattuto solo a parole, su questo continueremo ad essere una spina nel fianco per Maroni”, conclude Corbetta.

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Il papa e le prerogative del matrimonio: nessun cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vaticano“Ieri sera Piazza San Pietro era davvero uno spettacolo: la veglia di preghiera era già cominciata da almeno due ore con le testimonianze di tante famiglie quando si è sentita la voce del Papa. Era sua la voce che tutti volevano ascoltare, per capire una volta di più che modello di famiglia il Papa presenterà durante i lavori del sinodo. Far famiglia appare sempre più difficile e i racconti di tante coppie, pur unite da un vincolo di reciproca fedeltà, hanno evidenziato la complessità di gioie e di dolori attraverso cui passa ogni famiglia nel corso degli anni. Ma la crisi della famiglia ha un prezzo altissimo, perché ne aggredisce l’identità, ne spegne la vitalità e la condanna ad una solitudine senza precedenti, che di fatto ricade su tutta la società, riducendone la coesione e la naturale solidarietà”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area popolare (Ncd-udc).
“Il dibattito mediatico, a distanza di oltre un anno, – continua – sembra ancora polarizzato su due aspetti: la comunione ai divorziati e il matrimonio per le coppie omosessuali. Le interviste che oggi trovano un’eco mediatica più intensa, e forse più sconcertante, sono quella al Cardinal Ruini e quella a monsignor Krzysztof Olaf Charamsa. La prima perché ribadisce la dottrina di sempre, con la chiarezza dei suoi valori e delle sue posizioni, ma anche con la prospettiva della misericordia, tipica della paternità e della maternità della Chiesa. L’altra, quella di Monsignor Charamsa, per la sua confessione pubblica e per le sue dichiarazioni provocatorie con cui interpella il papa, sollecitandolo a schierarsi durante il sinodo dalla parte degli omosessuali.
E conclude: “Il tempismo di entrambe non sorprende: sappiamo già che accanto al sinodo dei padri sinodali ci sarà un sinodo che si svolgerà sui giornali, sui social media, nella pubblica opinione, che inevitabilmente prenderà posizione in un senso o nell’altro. Eppure il Papa è stato chiarissimo anche a Filadelfia, dove ha ribadito che le prerogative del matrimonio, e non solo del matrimonio cattolico, sono quelle di sempre e non possono essere cambiate neppure da un sinodo straordinario sulla famiglia a cui fa seguito un sinodo ordinario. Ciò che può cambiare è il nostro atteggiamento di accoglienza e di inclusione, concretamente verso i divorziati risposati e verso gli omosessuali, dal momento che sono loro ad essere stati messi al centro della scena mediatica. Un atteggiamento di inclusione e di apprezzamento per tutto ciò che fanno di bene, e spesso di molto bene, in tanti campi della nostra società. E’ questo il senso di sentirci tutti Chiesa, con la prospettiva del Giubileo della misericordia, che non giudica, non condanna, ma non stravolge neppure le categorie della verità consolidata della tradizione”.

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Papa Francesco: E’ necessario un cambiamento radicale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

vaticanoPapa Francesco, nel saluto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato che l’esclusione sociale ed economica è un attacco ai diritti umani e al nostro ambiente naturale. Il Papa ha evidenziato come sia il cattivo uso del potere ad escludere molte persone e popoli e a degradare l’ambiente che sostiene la stessa vita umana. “L’abuso e la distruzione dell’ambiente sono, allo stesso tempo, accompagnati da un processo inarrestabile di esclusione sociale. In effetti, un desiderio egoistico e illimitato per il potere e il benessere materiale porta sia all’abuso delle risorse naturali disponibili, sia all’esclusione dei più deboli […]”.Il Papa ha ripetutamente parlato dell’effetto devastante che gli eventi climatici estremi stanno avendo sulle comunità, in diverse parti del mondo. Sul cambiamento climatico il Papa ha detto che: “ La crisi ecologica, assieme alla distruzione di gran parte della biodiversità del mondo, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana. Questo, assieme alle conseguenze dannose di un’irresponsabile cattivo governo dell’economia globale, guidato dalla unica ambizione per la ricchezza e il potere, deve costituire un richiamo ad una profonda riflessione sull’uomo”. Il Papa si appella alle istituzioni finanziarie internazionali affinché diano priorità allo sviluppo sostenibile dei paesi e non si sottomettano ciecamente ai dettami dei mercati finanziari.Ispirati dalle parole del Santo Padre, CIDSE e FOCSIV si rivolgono ai nostri leader politici affinché prendano un’azione urgente e decisa per prevenire il cambiamento climatico che porterà molte popolazioni verso la povertà. “I leader internazionali devono prestare attenzione alle parole del Papa. I diritti umani e il rispetto dell’ambiente devono essere centrali nell’applicazione dei nuovi obiettivi per lo sviluppo sostenibile e dell’accordo sul clima che si redigerà a Parigi in Dicembre” afferma Bernd Nilles, segretario generale di CIDSE. “A questo riguardo, il bisogno di un accordo equo e vincolante sul cambiamento climatico al vertice di Dicembre è essenziale per cambiare rotta”.A sua volta Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, sottolinea come “sia necessario nutrire i movimenti dei cittadini preoccupati per il nesso povertà-ambiente e capaci di proporre alternative percorribili rispetto all’economia dello scarto. Per questo la FOCSIV è impegnatissima nel pellegrinaggio dei popoli che partirà da Roma il 30 Settembre, dopo la benedizione di Papa Francesco, e che attraverserà oltre 25 città italiane con eventi e incontri con i cittadini, per poi passare per la Svizzera e la Francia, arrivando a Dicembre al Vertici di Parigi. Se non si muovono i cittadini, cambiando anche i nostri stili di vita, non si muoveranno neanche i nostri politici. Camminiamo per un mondo nuovo, ispirati dal messaggio di Papa Francesco”.
Ricordiamo, infine, che due giorni prima del vertice ONU sullo sviluppo sostenibile, CIDSE con FOCSIV hanno lanciato una dichiarazione, firmata da più di 50 rappresentanti della società civile, scrittori e leader religiosi. L’appello chiede una maggiore ambizione nell’affrontare l’ingiustizia sociale e nel dare più enfasi ai concetti di benessere, di una nuova cultura per la cura e una prosperità condivisa. Come ci ricorda Papa Francesco, c’è “bisogno di un cambiamento radicale nelle politiche economiche e sociali al fine di rispondere ai bisogni dei più vulnerabili nel mondo”.

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Adozioni: Binetti (Ap): con nuova legge più garanzie per i bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

camera deputati“Adozione ed affido restano due modalità diverse di venire incontro alle esigenze dei bambini, ma questa legge va verso un nuovo punto di equilibrio. Vuole orientare le differenze tra adozione ed affido verso un unico obiettivo: la continuità affettiva del bambini, requisito essenziale per la sua piena maturità”. Lo scrive in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).”L’adozione consiste nel cambiamento dello stato giuridico del minore, che diventa a tutti gli effetti figlio legittimo della coppia adottante, mentre l’affido ha carattere di temporaneità e non prevede un cambiamento nello stato giuridico del bambino, che mantiene un rapporto concreto con i suoi genitori naturali. Oggi però occorre prendere coscienza di un nuovo dato di fatto- spiega Binetti- :l’affido, per sua natura a tempo determinato, non è più «temporaneo», ma si prolunga, dando origine a rapporti solidi e profondi tra affidato e famiglia che lo accoglie. Questa l’osservazione alla base della legge che stiamo discutendo e che mira a sfumare la distinzione fin qui assoluta tra affidamento e adozione, per non spezzare il principio della ‘continuità affettiva’.
Proprio la possibilità che il rapporto dell’affido tipicamente a tempo, tra genitori e ragazzo, si trasformi in un rapporto stabile che fa del bambino un figlio legittimo della coppia adottante richiederà una maggiore selezione delle famiglia affidatarie, privilegiando proprio quelle che hanno una struttura il più simile possibile a quella della famiglia naturale, con un papà e una mamma, magari dei fratelli e dei nonni!”.

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Un Master per favorire la convivenza in contesti interculturali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

università europea romaIl mondo sta cambiando. Sempre più spesso, nella vita quotidiana, ci capita di incontrare persone provenienti da altri Paesi, con la loro cultura e il proprio vissuto, spesso anche difficile e doloroso. Per favorire il dialogo e l’accoglienza l’Università Europea di Roma ha dato vita ad un Master per l’Educazione, l’inclusione e l’interazione in contesti interculturali, realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici e con Enti e Imprese attivi in contesti interculturali e interreligiosi.
Questa nuova attività didattica vuole rispondere alla crescente domanda di formazione su temi e problemi che si pongono in conseguenza dei grandi flussi migratori in atto e per effetto di modalità globalizzate di azione nel mondo del lavoro.
Offre un percorso basato su contenuti teorico scientifici e su esperienze di tirocinio e di progetti attuati in situazioni concrete, valorizzando le esperienze e le competenze dei singoli partecipanti in collaborazione con gli enti e le associazioni coinvolti.
Il Master ha l’obiettivo di promuovere le competenze culturali, pedagogiche, metodologiche e didattiche necessarie per attivare positivi processi di interazione interculturale. I professionisti formati dal Master saranno in grado di operare all’interno di organizzazioni pubbliche e private, in enti governativi e Onlus, in istituti scolastici e di formazione, nelle realtà del terzo settore.
Il percorso di studio ha la finalità di fornire una preparazione culturale di base di carattere storico e sociologico sui fenomeni migratori e sulle globalizzazioni, nonché gli strumenti metodologici per un approccio alle differenze culturali e religiose e alle interazioni fra diverse identità. Ha inoltre l’obiettivo di mettere gli iscritti in contatto diretto con realtà e situazioni in cui forme di interazione interculturale e interreligiosa vengono sperimentate positivamente, favorendo in loro lo sviluppo consapevole di capacità di interazione in contesti complessi, con particolare riferimento alla scuola, al mondo del no profit e del volontariato, alle professioni sanitarie, agli enti e alle aziende in cui operano gruppi a forte connotazione internazionale e interculturale.
Il Master è destinato agli insegnanti, agli operatori del terzo settore, agli operatori di enti e istituzioni che operano in contesti multiculturali, a giovani diplomati e laureati che vogliono arricchire la loro formazione con contenuti ed esperienze operative legati all’inclusione sociale e alle metodologie di interazione in contesti complessi. E’ inoltre rivolto a chi lavora in aziende che internazionalizzano e hanno rapporti con l’estero; a chi opera in ambito sociale e sanitario; a chi lavora nel mondo dei media e delle pubbliche relazioni, a tutti coloro che vogliono specializzarsi nella comunicazione e nella mediazione interculturale.Il Master inizierà nel mese di ottobre 2015 e si concluderà nel mese di giugno 2016. Le iscrizioni si chiudono il 30 settembre 2015. Per ulteriori informazioni si può consultare la pagina del sito dedicata al Master: http://www.universitaeuropeadiroma.it/ateneo/1899

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Caso Azzolini: Il cambiamento che non c’è stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

aula senato“Oggi al Senato avrei votato secondo le indicazioni della Giunta per Immunità, senza impedire l’arresto di Azzollini”. Lo afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, dopo il no del Senato alla richiesta di arresto di Antonio Azzollini.
“Non solo mi sembra corretto rispettare l’approfondito lavoro della Giunta, che così risulta quasi svilito, ma – aggiunge Serracchiani – resto convinta che la politica abbia il dovere di mantenere la massima trasparenza nei confronti dei cittadini e della giustizia. Temo che si sia persa un’occasione per dare un buon segnale di cambiamento”.

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La Rai cambia? Mah! Intanto difendiamoci

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

Rai: sede di romaGrandi discussioni sulla Rai. Bloccata l’Opas di Fininvest su Raiway, e’ in atto un confronto sulla riforma organizzativa e di governance, intorno al quale si sente e si legge di tutto e di piu’… con le corporazioni in prima linea nel difendere le proprie posizioni di rendita.
Su Raiway, come avrebbe potuto essere altrimenti? Non e’ in discussione la privatizzazione, visto che a decidere l’amministratore delegato sara’ sempre il ministero del Tesoro, e la riorganizzazione dei telegiornali e’ comunque una questione interna aziendale. Certo, e’ un’azienda di capitale pubblico, ma non abbiamo dubbi che l’ottica di riorganizzazione sara’ piu’ attenta agli attuali equilibri e numeri politici/partitici piuttosto che al mercato; del resto, chi decide e’ convinto (e allo stato non potrebbe -tecnicamente- essere altrimenti) che i partiti siano ancora l’espressione politica dei cittadini, per cui o radicalizza la situazione o si comporta come sta facendo. Gli elementi per questa radicalizzazione ci sarebbero. Il corpo elettorale italiano, nel 1995 con un referendum, aveva indicato la propria preferenza per una gestione privata della cosiddetta informazione pubblica radiotelevisiva, ma forse e’ ancora troppo presto perche’ il legislatore faccia caso a quanto accaduto 20 anni fa. Del resto, non ci hanno messo 28 anni fa per dare attuazione al referendum sulla responsabilita’ civile dei magistrati, perche’ con l’informazione e intrattenimento di Stato dovrebbero metterci meno? Una battuta? Mica tanto! L’attuale discussione sul destino della Rai segue quella che, negli ultimi mesi del 2014, aveva avvampato gli animi e le fantasie sul cosiddetto canone o abbonamento (l’imposta che si paga per il possesso di un apparecchio tv). Anche li’ c’era di tutto e di piu’. Alla fine non e’ cambiato nulla. E a casa dei contribuenti continuano ad arrivare le richieste/minacce della Rai che pretende il pagamento dell’imposta perche’ presume l’esistenza di un apparecchio tv nella casa di ogni residente. Immaginiamo che tutto sia rimandato alla prossima indagine e al prossimo incarico al sottosegretario Antonello Giacomelli, attore politico/mediatico in quei mesi (e anche oggi) in cui sembrava che dovessero farci pagare questa imposta perche’ esalavamo un respiro.
Finira’ nel nulla anche la discussione di questi primi mesi del 2015? Chissa’! Di certo non sara’ abolita l’imposta/canone. Questo vuol dire che la Rai continuera’ a non essere sul mercato, ad agire in abuso di posizione dominante rispetto ai propri concorrenti che si devono accontentare solo della pubblicita’ oppure devono far pagare i loro abbonati (veri, perche’ pagano per aver scelto di voler vedere dei programmi, e non finti come quelli della Rai, che chiama tali i contribuenti fiscali).
Nel frattempo, per i cittadini/utenti, dispensiamo un consiglio gia’ dato in altre occasioni: visto che siamo in tanti ad avere Internet anche nelle tasche dei pantaloni e nelle borsette, se proprio vogliamo vedere dei programmi Rai, e’ bene ricordarsi che la visione di questi attraverso la Rete (dove vengono trasmessi in diretta) non comporta il pagamento dell’odiata imposta/canone. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Giustizia: giovedì 26 febbraio confronto a Roma con i Giovani di Confapi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 febbraio 2015

campidoglioRoma Campidoglio giovedì 26 Febbraio dalle 16 nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini. Nel corso dell’incontro il presidente nazionale dei giovani di Confapi Angelo Bruscino si confronterà tra gli altri con Sottosegretario al Ministero della Giustizia Cosimo Ferri, il Capogruppo dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, il componente della Commissione Giustizia al Senato Nico D’Ascola, il componente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati Gianfranco Chiarelli , con l’Ambasciatore Repubblica di Serbia Ana Hrustanovic, il Primo Segretario Ambasciata Stati Uniti d’America John Barbian, il Presidente Cassa Forense Nunzio Luciano, il Presidente di Federnotai Carmelo Di Marco e il Presidente Fondazione C.R.E. Roma Europa Domenico Naccari. “Da anni dichiara il presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi Angelo Bruscino- i si parla di riforma della Giustizia, in un’ottica di revisione costituzionale. A noi imprenditori, invece, piacerebbe parlare di un cambiamento della giustizia finalizzato a obiettivi pragmatici, come quelli di ridare efficienza e modernità a un paese come il nostro, nel quale la durata dei processi civili di primo grado è di 493 giorni, mentre nei paesi aderenti al Consiglio d’Europa è di 287 giorni.
Oggi l’Italia è inserita secondo la classifica “Doing Business 2013” della Banca Mondiale, al 160° posto, sui 185 paesi analizzati, per la durata di una normale controversia commerciale. Meglio di noi fanno nazioni come l’Iraq, il Togo e il Gabo, peggio solo l’Afghanistan …” Cosa significa per questo paese una giustizia civile inefficiente? Si traduce in una riduzione degli investimenti, soprattutto di quelli provenienti dall’estero; crea asimmetrie nei tassi d’interesse tra diverse regioni del paese; comporta rigidità nel mercato del lavoro; limita la concorrenza nei settori produttivi, nei servizi, e nelle professioni; provoca una distorsione della struttura delle imprese. Per fermarsi solo ai danni più rilevanti! Secondo uno studio della Banca d’Italia, la lentezza del nostro sistema di giustizia equivale alla perdita di un 1% del Pil, altre stime calcolano che smaltire l’enorme mole di cause pendenti frutterebbe alla nostra economia il 4,9% del Pil.Per attuare-continua Bruscino- una riforma della giustizia che ridia a questo paese anche la dignità giuridica che merita e che rilanci l’economia e gli investimenti utili per la crescita basterebbero poche cose: disincentivare l’abuso processuale che rallenta le cause reali adeguando ad esempio il tasso legale a quello di mercato; incentivare la sottoscrizione di polizze di tutela legale a copertura dei costi processuali, sul modello di diversi paesi europei; introdurre i sistemi di Alternative Dispute Resolution, come la negoziazione diretta con valore di titolo esecutivo in presenza degli avvocati, tavoli paritetici, mediazione e arbitrato; incentivare i tribunali che adottino più rapidamente il processo telematico; introdurre la pratica dei giovani nell’Ufficio del Giudice, ossia laureati selezionati secondo criteri qualitativi che affianchino il giudice, configurando la pratica (tra l’altro positivamente sperimentata a Milano) come normale procedura concorsuale per ottenere l’accesso alla magistratura e come tirocinio abilitante per l’avvocatura.
Basterebbe poco, per dare una sterzata al nostro sistema. Il governo sembra già volere candidarsi a voler far sue alcune di queste proposte, noi ci auguriamo che con la stessa forza dimostrata nel portare avanti le altre riforme, si avanzi velocemente sulla strada che porti questo paese ad avere la Giustizia che merita.” “Il tema della giustizia civile e dei meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie-dichiara il Coordinatore Dipartimento ADR e Arbitrato Fondazione AIGA Massimiliano Castellone- si pone, in questo preciso momento storico, in una posizione di assoluta centralità. L’accesso alla giustizia ordinaria diventa sempre più difficile ed oneroso, i tempi sono sempre più lunghi, l’inefficienza della macchina–Giustizia è sempre più marcata ed evidente. Ciò impone ad una avvocatura lungimirante e propositiva di lavorare per il perseguimento di strumenti alternativi di risoluzione delle controversie realmente moderni ed innovativi, oltre che efficaci, che partano dal coinvolgimento diretto dei primi operatori del Diritto, cioè gli avvocati. Abbiamo organizzato quest’evento, che vede relatori illustri sul piano nazionale ed internazionale, anche al fine di discutere delle recenti novità legislative, che hanno introdotto importanti ed innovativi strumenti alternativi al giudizio civile ordinario, quali l’arbitrato endo-processuale e la negoziazione assistita. Il tema verrà peraltro trattato raffrontando la nostra legislazione con ordinamenti di altri Paesi, dove c’è una maggiore consapevolezza del tema. Partendo da tutto ciò, saranno elaborate proposte di miglioramento dell’attuale normativa italiana; proposte che verranno sottoposte, sin dalle prossime settimane, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero della Giustizia.”

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Dura lex sed lex

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2013

Se non vogliamo andare molto lontani nel tempo e ci limitiamo alla storia italiana di questi ultimi anni dobbiamo riconoscere che avrebbe avuto un diverso corso se chi è stato eletto in una lista fosse rimasto coerente con il suo mandato elettorale. Tralasciamo, per carità di patria, i volta gabbana a pagamento. Mi riferisco a chi ha affermato di averlo fatto per libera scelta, per un caso di coscienza, ecc. Sono persone che meriterebbero apprezzamento se fossero stati conseguenti dimettendosi dalla carica assunta per volontà popolare. Costoro hanno, invece, disatteso il mandato ricevuto perché chi li ha votati lo ha fatto aderendo a un progetto politico di cui ne facevano parte e si ponevano come fedeli interpreti. La stessa costituzione che rispetta chi può cambiare opinione dovrebbe aggiungere che lo stesso parlamentare dovrebbe ripresentarsi al suo elettorato e farsi giudicare dallo stesso per le sue mutate idee su quello che è stato il suo partito o movimento che sia. Questa è coerenza e mi pare che anche in altri ambiti della vita da quella civile a quella economica se un manager esce dalla linea guida aziendale è rimosso, se non licenziato. A tutto questo dovremmo aggiungervi il noto vizietto tipicamente italiano e che un politico di lunga militanza aveva così riassunto: se due italiani scendono in politica avremmo di certo due nuovi partiti e tre correnti. E allora che i facciano pure i due partiti e relative correnti, ma vadano a farli altrove. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Paesaggi del cambiamento tra scienza e esistenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2013

Lugano, il 22 gennaio 2013, nel 2° Simposio organizzato dall’Università L.U.de.S. in memoria del suo fondatore, Professor Paolo Sotgiu.
Il Simposio, dal titolo “Scientia et Juventus. Paesaggi del cambiamento tra scienza ed esistenza”, intende affrontare il concetto di cambiamento, cercando di intercettarne natura e figure, quali si manifestano nella medicina, nella biologia, nella filosofia, nell’arte, nell’economia, nella scienza e
nelle dinamiche sociali e storiche. Tra i relatori, tutti di alto profilo, ricordiamo:
• Umberto Veronesi, Direttore scientifico IEO, Presidente Fondazione Umberto Veronesi, “L’evoluzione della ricerca tra genetica, robotica, informatica e nanotecnologie”
• Isabella Bossi Fedrigotti, Scrittrice, giornalista – “Corriere della Sera”, “L’evoluzione del
giornalismo nell’epoca tecnologica”
• Ivan Capelli, Giornalista ed ex-pilota F1,“Dalla Formula 1 alla Formula Uomo: un passaggio antropologico ineludibile”
• Gaetano Pecorella, Senatore della Repubblica Italiana, Dir. Dip. Scienze Giuridiche e SocilaiUniv. L.U.de.S. “Il Giudice come protagonista del cambiamento”

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Politica: italiani pronti al cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Il nuovo movimento nazionale deve nascere subito, gli italiani sperano in un cambiamento totale ed epocale alle prossime politiche. Non è uno scatto in avanti, ma una deci­sione ponderata presa, non da ieri, da tutto il Terzo polo”. Lo afferma la senatrice di Futuro e Libertà, Barbara Contini, in un’intervista pubblicata oggi sul “Il Futurista”.“Urgono persone leali, one­ste e pulite per contrastare l’antipolitica venuta fuori nell’ultimo biennio. All’interno di molti partiti, datati o seminuovi, riscontro la presenza di galantuomini rimasti però in silenzio, così come molti cittadini: è giunto il momento di restituire loro la parola”, aggiunge la senatrice”. “Sui nomi la priorità deve essere la competenza di chi amministra; in questi quattro anni in Senato ho registrato grandi scoraggiamenti, che ho contrastato con la forza di rimanere indenne da ogni collusione con gen­te che francamente non mi piaceva e non mi piace. In questo senso dovrà andare la nuova proposta: competenza, novità e trasparenza. Gli italiani sono pronti al cambiamento, – conclude la Contini – la politica si dimostri all’altezza di un compito a cui non ha assolto né nella prima né nella secon­da repubblica”.

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Una manovra per il cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Monti, tremonti o anarchia?

Image by Michele Ficara Manganelli via Flickr

(parte seconda) Mario Monti ci ha presentato una manovra che non convince. Non lo è per le ragioni che ritengo banali, anche se per i diretti interessati sono importanti e riguardano le pensioni e taluni inasprimenti fiscali. Ciò che delude riguarda la mancanza di una politica economica in grado di rilanciare la domanda, lo sviluppo e l’occupazione. Mi limito a questo riguardo a riprendere le parole contenute in una petizione rivolta ai parlamentari italiani da un gruppo di economisti e docenti universitari da quasi tutte le università italiane. Dopo una doverosa premessa nella quale senza mezzi termini si richiama la classe politica nazionale alle sue responsabilità, non avendo saputo attuare “politiche che favorissero lo sviluppo del paese” si rileva, come conseguenza, “la stagnazione dell’economia domestica”. Ma le ragioni vanno anche oltre nell’indicare “l’assenza, nella costruzione dell’Unione Monetaria, di un quadro di politiche fiscali e monetarie coordinate volte alla crescita, alla piena occupazione, all’equilibrio commerciale fra gli stati membri, e a una maggiore equità distributiva nei paesi e fra i paesi”. E si soggiunge: “La crisi europea e il suo aggravamento, in particolare con l’attacco ai titoli del debito pubblico italiano, trovano la loro origine in questa assenza e sono solo parzialmente riconducibili alla progressiva caduta di credibilità del governo sinora in carica. La mancata iscrizione tra i compiti della Banca Centrale Europea del tradizionale ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti dei debiti sovrani ha contribuito ad esporre all’attacco i titoli del debito italiano e di altri paesi europei. Le misure intraprese dai paesi dell’Eurozona per sostenere i debiti sovrani, e in primo luogo il cosiddetto Fondo Salva-Stati, risultano del tutto insufficienti anche per i debiti delle economie più piccole, e a maggior ragione per quelli dei paesi più grandi. Per di più le misure di restrizione dei bilanci pubblici che vengono richieste in cambio di quegli aiuti hanno aggravato la recessione e la stessa crisi finanziaria nei paesi beneficiari. Attualmente l’Eurozona è senza una bussola”. Manca quindi una politica europea che consenta “un più pieno coordinamento delle politiche fiscali, monetarie e salariali in Europa, che includa a pieno titolo la piena occupazione fra gli obiettivi”. Sta quindi al governo Monti “ottenere una garanzia ferma e illimitata della BCE sul debito sovrano italiano e degli altri paesi dell’Eurozona, volto a ricondurre i tassi di interesse ai livelli pre-crisi -intervento da tempo sostenuto anche dall’Amministrazione americana e da molti autorevoli economisti di diverso orientamento teorico”. Per contro: “Un nuovo esecutivo, tecnico o politico, che si configurasse invece come mero esecutore delle richieste europee, quali espresse nelle scorse settimane, determinerebbe un aggravamento della crisi economica e finanziaria in Italia e in Europa, con devastanti conseguenze sociali e l’insostenibilità degli attuali accordi, monetari e commerciali,nell’UE.” Ecco perchè la manovra presentata da Monti non ci convince più ancora dei tagli che preannuncia e dei sacrifici che richiede. Un paese non si deprime per accontentare qualcuno oltr’Alpe ma per ridargli fiducia riaccendendo i motori della crescita e riconciliandolo con le istituzioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)  per la parte prima clicca qui

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Peoples of Europe, rise up!

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

Roma - Via dei Fori Imperiali vista dal Vittoriano

Image via Wikipedia

Roma 15 ottobre – Partenza ore 14.00 da Piazza della Repubblica Ci siamo. Oggi è la giornata globale di mobilitazione che ha adottato come slogan “united for global change/uniti per il cambiamento globale”. Non solo in Italia e in Europa ma in tutto il mondo milioni di persone si mobiliteranno contemporaneamente: saranno infatti oltre 800 le manifestazioni che riempiranno le strade e le piazze di 719 città di 71 paesi sparsi nei 5 continenti per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell’occupazione, del welfare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali con il beneplacito dei governi nazionali.
Da questa notte diverse centinaia di autobus da oltre 70 città di tutto il paese partiranno per raggiungere la capitale, dove nel pomeriggio di sabato si snoderà il grande corteo unitario.
L’appuntamento è per le ore 14.00 a Piazza delle Repubblica. Il corteo attraverserà via Cavour, via dei Fori Imperiali, via Labicana e via E.Filiberto prima di raggiungere piazza San Giovanni. A San Giovanni saranno allestiti diversi speakers’ corner per dare ai manifestanti la possibilità di prendere parola. Dal punto voce principale si susseguiranno i rappresentanti delle principali lotte in corso in Italia, dai cassintegrati della Fiat, agli studenti, ai precari, ai lavoratori dello spettacolo, alle vertenze in difesa del territorio e dei beni comuni.
In Italia l’appello internazionale è stato raccolto da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre. La grande manifestazione nazionale non sarà che una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, necessario per cambiare l’Italia e il nostro continente e restituire democrazia, partecipazione, diritti.

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“L’Italia è il Paese che amo”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

Berlusconi: "Gli elettori? A noi!

Image by lordcima via Flickr

Era il Silvio Berlusconi degli esordi, quello delle calze sulle telecamere, dei videomessaggi distribuiti urbi et orbi come il verbo del nuovo messia liberale. Era il 1994 e il Cavaliere sfoderava sempre il sorriso a 100 denti, le sue intemerate erano al massimo il “mi consenta”. Erano bei tempi. C’era voglia di cambiamento. Poi venne eletto e l’Italia cambiò addirittura in peggio, perché il virus del berlusconismo ha contagiato istituzioni, politica, cultura, società. Ci vorranno anni per debellarlo. Insomma, quello era il Berlusconi degli esordi, con la carica pubblicitaria di un “Mastro Lindo” che voleva pulire il Paese. Oggi si riduce a parlare con unLavitola qualunque, che se non sbaglio ora è latitante, e a dire “vado via da questo paese di merda”. Uao, complimenti mister B. Proprio lei che lo governa da dieci anni (a parte i soli due anni di governo Prodi)?! Non si vergogna neanche un po’ di queste parole?! In quella frase c’e’ tutto il personaggio: uno che se ne fotte dei problemi dei cittadini e che pensa solo ai suoi interessi (i suoi affari sono saliti alle stelle da quando è in politica) e a salvare se stesso. Degli altri, degli italiani, non gliene frega niente. Presidente se lo ritiene opportuno se ne vada. Basta dare un’occhiata sulla rete per rendersi conto che moltissimi hanno preso questo sfogo (me ne vado) come un auspicio.Se ne vada mr B, ha già fatto troppi danni, ma non offenda l’Italia, che, nonostante questo governo di uomini piccoli piccoli, resta un grande paese. E si metterà alle spalle questo brutto periodo, dimentichera’ lei, Bossi, Tremonti, il dito medio, i “vaffanculo”, le mignotte, i bunga bunga, i ministeri al Nord (peraltro ancora chiusi perché l’importante è lo spot, la sostanza non conta). Se ne vada per la sua strada, l’Italia ha un lungo cammino da compiere. (Massimo Donadi deputato Idv)

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Paolo Ghelfi Metodi ed esperienze per l’organizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Come ottenere il massimo con minor fatica Geva Edizioni pp. 302, € 18,00 Organizzare. È questo l’argomento trattato nelle pagine di Metodi ed esperienze per l’organizzazione. Come ottenere il massimo con minor fatica, un saggio, edito da Geva edizioni, che tratta temi “ever green”particolarmente utili in tempi di ristrettezze economiche, stress e “vita di corsa” e propone ai lettori l’abitudine di interpretare il cambiamento, colto o ricercato, come una opportunità; con gli strumenti più idonei dell’organizzazione. Una sorta di manuale in cui vengono indicati metodi per ottenere il massimo dei risultati ottimizzando le risorse disponibili; nella vita lavorativa, di studio, sociale e nei piccoli grandi fatti che caratterizzano la vita di ognuno.
Paolo Ghelfi,nato a Genova, è consulente di direzione e organizzazione e docente in seminari di organizzazione e metodi di analisi, problem solving e project management. Autore di diversi saggi, già direttore di una rivista specializzata in software (Note di Software, realizzata da Honeywell Information Systems Italia e Università di Milano – Dipartimento di Scienze dell’informazione).
Nella Prefazione del saggio, Sandra Migliaccio evidenzia la volontà dell’autore di“insegnare” alle persone a prepararsi al cambiamento, anziché rifiutarlo; capire e affrontare e proporre l’innovazione con il giusto atteggiamento senza rifugiarsi dietro preconcetti negativi. Per non rimanere spiazzati, per non restare intrappolati nell’ormai comune concetto, come scrive l’autore, secondo cui «ciò che è nuovo non ci appartiene perché non idoneo alla nostra realtà».
Strumenti essenziali dell’organizzazione sono le informazioni e il loro trattamento ed utilizzo, le idee e gli spunti che nascono dal confronto, dallo scambio di opinioni, nell’ambito lavorativo, formativo, familiare, ludico e sociale:un concetto che va a rimarcare la veridicità dell’importanza della conoscenza e del sapere, che consente di guidare e “governare”. Con una prima parte dedicata alle decennali esperienze lavorative nel campo del management e dell’organizzazione imprenditoriale dell’autore, ricca di aneddoti storici e di attualità, il saggio prosegue documentando metodi organizzativi particolarmente efficaci e termina con la presentazione dei risultati di un’inchiesta incentrata sulla percezione che le persone hanno dell’organizzazione.
Il libro può essere acquistato nella propria libreria di fiducia, sul sito dell′editore http://www.gevasrl.com oppure sulle principali librerie on line.

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