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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Il devoto cammino dei sacri monti

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

L’obiettivo perseguibile – è di rendere integralmente percorribile quello che si presenta come il più grande sistema transalpino a mobilità slow. 705 Km di percorso e 33 tappe in terra piemontese, un unicum che si innerva sulle grandi direttrici d’’Europa: la Francigena (Canterbury, Roma e Gerusalemme) e la Via Jacobi, il tratto svizzero tedesco del Cammino verso Santiago. Avendo come fulcro quegli straordinari poli di fede, storia ed arte che sono i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, patrimonio UNESCO, in un ambiente ad elevatissimo valore culturale, naturalistico e turistico.
Sulla cartina ufficiale dei Cammini Italiani pubblicata dal Mibact, il Piemonte è presente con brevi percorsi in area alpina e naturalmente con la lunga dorsale della via Francigena che attraversa da nord a sud la Regione nel suo antico percorso tra Canterbury, Roma e oltre sino a Gerusalemme.
Quella mappa è destinata ad essere presto decisamente implementata. Questo è l’’auspicio e l’obiettivo dell’Assessore Antonella Parigi e dell’Ente Sacri Monti del Piemonte.
E lo sarà con un percorso che per fascino, storia, tradizione non ha molti competitors, e non solo in Italia. Quello che l’Assessore Parigi e la Presidente Lodari annunciano è il Devoto Cammino dei Sacri Monti: 705 km di arte e fede, da percorrere in 33 tappe (quanti, non a caso, gli anni di Cristo), in ambienti di fascino davvero unici, per storia e ambiente. Da percorrere sul Cavallo di San Francesco, cioè a piedi, o in bici o utilizzando, se proprio si vuole, il cavallo. Comunque e solo in modo slow. Con questo Progetto il Piemonte diventa protagonista della rete europea dei Cammini, conclude l’Assessore Parigi.
“Un comparto del turismo che in tutta Europa mostra grande vitalità. Il Cammino di Santiago ha assegnato, lo scorso anno, più di 300 mila Compostele ad altrettanti pellegrini che ne avevano percorso tutte le tappe canoniche. E gli italiani, tra i pellegrini dei 147 Paesi ospiti, hanno rappresentato il gruppo più folto”.
La Francigena cresce a 2 cifre ogni anno. In Italia si moltiplicano i percorsi: da est arriva la Romea Strata e ovunque Cammini e Vie che richiamano antiche devozioni o consuetudini che affondano nel tempo. Tutti itinerari da conquistare passo dopo passo, tra i quali il Cammino dei Sacri Monti potrà avere un ruolo da protagonista.
“Abbiamo voluto unire, congiungere, Cammini dalla tradizione millenaria, vie di Peregrinatio, come quella che unisce i Sacri Monti di Varallo e Orta, da secoli percorse e vissute dalle popolazioni delle vallate, anticipa la Presidente dell’Ente Sacri Monti, Renata Lodari.
Vie ovunque punteggiate da segni del Sacro, chiese e cappelle, piccoli sacelli, cippi, Crocefissi. Con l’obiettivo di comporre, meglio ricomporre, un Cammino che unisce tutti e sette i Sacri Monti del Piemonte ma che, utilizzando l’antico traghetto sul Verbano, si espande verso quelli lombardi di Varese e Ossuccio e il Santuario della Madonna del Sasso. Ma territori anche unici per importanza e bellezza, com’è testimoniato dal fatto che chi percorrerà il Devoto Cammino incrocerà nel suo percorso ben 20 luoghi o contesti che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità: una concentrazione altrove impensabile”.
Regione e Ente Sacri Monti hanno affidato la individuazione del Devoto Cammino dei Sacri Monti a Franco Grosso, uno specialista del settore, esperto di promozione territoriale e ideatore del Cammino di San Carlo.

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Storie in cammino con la musica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

Paolo RumizModena domenica 4 febbraio, alle 17.30 al BPER Forum Monzani Rumiz, giornalista per “la Repubblica” e “Il Piccolo” di Trieste presenta il suo nuovo libro “La Regina del Silenzio” (ed. La Nave di Teseo). Per questo evento ha voluto con sè il maestro Igor Coretti-Kuret, il pianista serbo Marko Bodanovic e la giovane violinista Aleksandra Latinovic, di soli 16 anni, che eseguiranno alcuni brani live citati nel romanzo. Lo scopo è quello di regalare al pubblico una serata sulla forza dell’arte e del coraggio, sull’importanza di credere nel proprio talento, contro ogni forma di violenza.
Il libro – suddiviso in 20 capitoli, tutti accompagnati da un consiglio musicale da Wagner a Beethoven, da Stravinskij a Grieg – è dedicato all’amico musicista triestino Alfredo Lacosegliaz, scomparso un anno fa, l’artista che anticipò l’interesse per la musica balcanica e le contaminazioni con i suoni che venivano dall’Oriente: su di lui e il suo codino grigio è modellato uno dei protagonisti della storia, il bardo Tahir, discendente di un popolo guerriero che canta la nostalgia e con la sua tambùriza seduce uomini e animali. Il malvagio re Urdal scende da Nord, invade col suo esercito la pianura dei Burjaki e proibisce loro ogni forma di musica. Con tre mostri – Antrax, Uter e Saraton – terrorizza la popolazione. Eco, il mago dai lunghi capelli bianchi che suscita i suoni della terra, viene fatto prigioniero e nella terra dei Burjaki cala il silenzio assoluto. Mila, la figlia del valoroso cavaliere Vadim, ha il dono innato della musica e cresce ascoltando la melodia della natura. Con il suono della sua voce sfida il divieto di Urdal e decide di cercare il bardo la Tahir, l’uomo che le ha insegnato il canto, per guidare insieme la battaglia più importante, nel nome della musica e della libertà. (foto: rumiz)

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Il difficile cammino dei cattolici italiani in politica e nel sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

Chiesa_di_S.Maria_della_PaceE’ stata, a ben vedere, sempre un aspetto controverso e solo a tratti stemperato dal rispetto per le gerarchie ecclesiastiche che sul territorio hanno cercato di comporre con discrezione le varie “liti” tra fratelli. Ora che le tensioni si sono attenuate sotto il profilo ideologico, emerge la consapevolezza che si sta sviluppando una nuova forma di laicismo che coinvolge anche i cattolici. In nome di questa aconfessionalità si maturano le convinzioni più trasgressive sotto l’aspetto dell’ortodossia religiosa. Pensiamo al divorzio, ma anche all’aborto, alle ingegnerie genetiche e riproduttive e alle varie disinvolture sessuali sia etero che omo. Certe battaglie di “costume”, tuttavia, vanno viste dalle gerarchie religiose in un modo meno rigido e se vogliamo più riflessivo. Non per questo, di certo, venendo meno ai principi, ma nel trovare almeno in qualche forma di trasgressione una via di compromesso onorevole per entrambe le parti. Pensiamo al divorzio. Quante coppie di cattolici hanno divorziato e sono considerate per la Chiesa in peccato mortale? Forse troppe per non cercare di fare qualcosa che le riporti nella comunità ecclesiale prendendo atto che talune scelte sono state fatte per sanare dolorose situazioni familiari che si trascinavano da tempo. Il dover distinguere tra la “moda” il “capriccio” e la “necessità” è un primo passo per non fare di tutta l’erba un fascio e di ricercare un modo di comprendere il senso proprio di quel grande sentimento che si chiama amore. Sentimento, intendiamoci bene, e non altro.(Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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ATAC. Piccolo (PD): “Il nuovo ‘cammino europeo del caro incarico’ premia la funzionaria 5 stelle”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

atac trasporti roma“Dalla candidatura alle elezioni Europee 2014 nel M5S a capo dell’ufficio antifrode di ATAC. E’ il cammino europeo a 5 stelle intrapreso dalla funzionaria Bianca Maria Zama nell’azienda capitolina. Dopo i cammini continentali dei pellegrinaggi, i ‘grillini’ hanno inaugurato a Roma anche il nuovo cammino dei ‘caro incarico’.
Manuel Fantasia, amministratore unico di Atac, dopo aver concesso premi milionari ai dirigenti, ora procede con avanzamenti di carriera a dir poco scandalosi. Mentre ATAC è sempre più in difficoltà, con fornitori non pagati, mezzi fermi, linee sospese e corse che saltano il M5S fa razzia di posti di eccellenza per i propri adepti. La tanto sbandierata trasparenza e lo streaming hanno lasciato posto ad opacità e basse trame di palazzo.” E’ quanto dichiara in una nota la consigliera capitolina del PD Ilaria Piccolo.

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Il Futuro ha ripreso il Cammino

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

livorno1Livorno.livorno C’era anche la sezione di Cori intitolata ad ‘Enrico Berlinguer’ alla manifestazione nazionale organizzata per il 96° anniversario del Partito Comunista Italiano. Nell’anno del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, le compagne e i compagni provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento a Livorno, dove iniziò la storia del PCI il 21 Gennaio 1921.
Un lungo corteo ha attraversato nel pomeriggio le strade della città. È partito dal Teatro San Marco, dove il PCI fu fondato da Antonio Gramsci, Amedeo Bordiga e gli altri componenti dell’ala di sinistra del PSI, quella che si riconosceva nel Comintern, nei 10 punti del Programma di Milano e nella necessità di costituire un vero Partito di classe.
Sul palco di piazza Attias ha parlato, tra gli altri, il Segretario Nazionale Mauro Alboresi, che ha anticipato le prossime mobilitazioni per la riduzione dell’orario e dell’età di lavoro, per la completa gratuità dell’istruzione e della sanità pubblica. Sono queste le priorità politiche per i comunisti, per i quali al primo posto ci sono i diritti del popolo e la loro effettività.
Con questa iniziativa, alla quale ha partecipato anche FGCI – Federazione Giovanile Comunista Italiana, il PCI ha dato prova della sua vitalità e presenza su tutto il territorio nazionale. Ha dimostrato che è ancora viva la prospettiva comunista e le istanze da cui nacque. Oltre a riaffermare i diritti del lavoro, il progetto punta alla rottura dell’Ue e dell’euro e alla sovranità nazionale. (foto: livorno)

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Ripartire dalla famiglia per un cammino di speranza

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2016

alberto gambinoRoma lunedì 18 aprile 2016, alle 19,15, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, “Ripartire dalla famiglia per un cammino di speranza” è il tema di un incontro, con ingresso libero, che si terrà dai Circoli Culturali Giovanni Paolo II.
Sarà anche un’occasione di dialogo e di riflessione sull’Esortazione Apostolica postsinodale “Amoris laetitia”.
Nel 2014 Papa Francesco, in un suo discorso, ha definito la famiglia “cellula fondamentale della società umana”, sottolineandone il valore e l’importanza per il domani di tutti noi. “Quello che oggi ci è chiesto – ha detto il Papa – è di riconoscere quanto è bello, vero e buono formare una famiglia, essere una famiglia oggi; quanto è indispensabile questo per la vita del mondo, per il futuro dell’umanità”.
Ne parleranno i relatori della conferenza all’Università Europea di Roma: il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, Emma Ciccarelli, Vice-Presidente del Forum delle Associazioni familiari, e Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma. L’incontro sarà aperto da un saluto del Rettore Padre Luca Gallizia LC. (foto: alberto gambino)

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L’unità fra cristiani in cammino

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

pontificia università gregorianaRoma. Da Martedì 20 ottobre 2015 (ore 18.00) – ogni 15 giorni – Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta 4. «L’unità dei cristiani non sarà il frutto di raffinate discussioni teoriche nelle quali ciascuno tenterà di convincere l’altro della fondatezza delle proprie opinioni. Verrà il Figlio dell’Uomo e ci troverà ancora nelle discussioni…». Un discorso schietto, quello di Papa Francesco a chiusura dell’ultima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che invitava a dare priorità ad altre strade: «Dobbiamo riconoscere che per giungere alla profondità del mistero di Dio abbiamo bisogno gli uni degli altri, di incontrarci e di confrontarci sotto la guida dello Spirito Santo, che armonizza le diversità e supera i conflitti».A partire da questa indicazione, il ciclo di conferenze proposto quest’anno dal Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Gregoriana sarà “L’Unità fra cristiani in cammino”. I 14 incontri, a cadenza quindicinale, offriranno riflessioni e testimonianze del vissuto ecumenico nel presente e nella comune esperienza del martirio. «Questo consentirà di riconoscere ciò che già ci unisce, che è più grande di ciò che ci divide, e di ricordarci del sangue di coloro che ne hanno dato testimonianza fino alla morte» commenta il direttore del Centro, il gesuita Sandro Barlone. Che aggiunge: «Il Concilio Vaticano II aveva posto al proprio cuore il desiderio di Gesù dell’unità tra i suoi discepoli: una chiesa di Cristo che fosse in grado di mostrare e servire l’intima unione con Dio e l’unità di tutto il genere umano. A 50 anni di distanza l’appello è divenuto ancora più pressante: come possiamo vivere e testimoniare un’unità di vite, di preghiera, di pensieri che davvero sia per il mondo uno dei volti della misericordia di Dio?»
Martedì 20 ottobre il primo incontro, con il Prof. Alberto Melloni che introdurrà il ciclo da una prospettiva storica (“Il desiderio e l’unità: la traiettoria storica dell’ecumenismo”). Tra le voci chiamate a intervenire negli incontri successivi P. Etienne Vetö (Comunità Chemin Neuf), Enzo Bianchi (Comunità di Bose), Fr. Alois (Comunità di Taizé), i cardinali Peter Turkson e Kurt Koch, il Dr. Paul Bhatti, il Prof. Fulvio Ferrario, mons. Claudio Gugerotti e mons. Matteo Maria Zuppi.
Le conferenze, gratuite ed aperte a tutti, si svolgeranno il martedì, ogni 15 giorni, dalle ore 18:00 alle 20:00. Il programma annuale: http://goo.gl/dHOHTH

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Donne della Pasqua

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

Il genio femminile nella storia del popolo di Dio. La Chiesa vanta un grande numero di donne eccellenti e sante, disseminate nella Bibbia e nel tempo, le cui memorie dobbiamo custodire con cura, riconoscendo quanto nella loro testimonianza di santitā possano offrire a nutrimento delle donne di oggi. Questo libro sulle donne ci mette in ascolto di figure femminili belle, forti, coraggiose, ricche di umanitā e soprattutto innamorate di Dio. Sono donne della Bibbia (Rut, Ester, Maria di Magdala…) e donne della storia (Chiara d’Assisi, Edith Stein, Gianna Beretta Molla…): donne che hanno aperto nuove vie al cammino dell’umanitā sulle tracce di Cristo risorto.
Autori: Salvi Emilia Piccotti Mariano Vissani Anna Maria N.ro pagine: 120 – prezzo: € 7.00

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Opus gay: La chiesa cattolica e l’omosessualità

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Roma, 16 dicembre 2010 alle ore 18.00, presso la sede dei Radicali in via di Torre Argentina 76 la giornalista Ilaria Donatio presenta il suo libro.  Nelle 240 pagine di ‘Opus gay’ (ed. Newton, 2010) l’autrice, attraverso interviste a teologi, sacerdoti e a donne e uomini che vivono il loro essere cattolici ed omosessuali, cerca di affrontare temi fondamentali e attuali quali: l’omofobia ecclesiastica, il ruolo e il cammino degli omosessuali cattolici, la tradizione delle Sacre Scritture, della teologia e della morale sessuale cattolica sull’omosessualità ed anche il cambiamento in corso, tra i fedeli e nel clero più che nelle gerarchie vaticane, sull’accoglienza delle persone omosessuali. Tra i contributi presenti nel libro spiccano le riflessioni offerte da alcuni tra i più autorevoli rappresentanti del cattolicesimo conciliare come Enrico Chiavacci e Giannino Piana, che cercano di spiegare i tanti aspetti, spesso contradittori, in cui si articola oggi il rapporto che lega la Chiesa cattolica e l’omosessualità.   Si confronteranno all’ombra del Vaticano, Giovedì 16 Dicembre 2010, su questi temi l’autrice Ilaria Donatio con Sergio Rovasio dell’Associazione Certi Diritti, Giovanni Gennari del giornale cattolico Avvenire e Natascia Esposito del gruppo di cristiani omosessuali Nuova Proposta di Roma. Coordinerà gli interventi Alessandro Litta Modignani.

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La via lattea illumina il cammino per Santiago

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Chiasso, 10 novembre 2010, ore 20.30 Cinema Teatro  La via lattea illumina il cammino per Santiago  Piergiorgio Odifreddi e Sergio Valzania sono i protagonisti di un incontro-dibattito su La Via Lattea, il cammino di Santiago che, da centinaia d’anni, pellegrini di tutta la cristianità percorrono, testimoniando fisicamente una volontà di ricerca comune.  La tematica porta sul palcoscenico del Cinema Teatro  di Chiasso, due  intellettuali conosciuti anche per la loro antitetica visione di alcuni fondamentali aspetti  filosofico-religiosi  della storia dell’umanità: il matematico e ateo impenitente  Piergiorgio Odifreddi,  autore  di libri cult come Teoria della Calcolabilità e  Il Vangelo secondo la Scienza,  si confronterà con  Sergio Valzania, giornalista e autore televisivo (dal 1999 direttore di Rai RadioDue). Al confronto partecipa anche lo storico Franco Cardini, che insieme a Odifreddi e Valzania ha percorso gli 800 chilometri del Cammino, raccontati nel libro La Via Lattea. Modera l’incontro Maria Grazia Rabiolo. Ingresso libero

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Tra terra e arte: inizio di un cammino

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2010

Brescia 22 maggio 2010 dalle ore 16.30. presentazione Studio d’Arte Zanetti, presso la Sala del Teatro Oratorio San Filippo Neri Bagolino (via Parrocchia,14) (23 maggio- 4 luglio 2010) Opere di  Antonio Stagnoli – Luciano Zanoni –  Ivan Zanoni A cura di Mario Zanetti La mostra è il primo evento della nuova galleria Studio d’Arte Zanetti, che accoglierà nei suggestivi spazi  di un palazzo cinquecentesco situato nel cuore dell’antico borgo di Bagolino mostre ed eventi legati all’arte e alla cultura antica, moderna e contemporanea. Lo studio d’Arte Zanetti vuole mantenere uno stretto e profondo legame con il territorio, ricco di storia e tradizione, e diventare un motore di incontri e progetti culturali.  Interverranno tra gli altri a presentare l’iniziativa il poeta Franco Loi, il giornalista e critico d’arte Fausto Lorenzi e il critico d’arte e giornalista Domenico Montalto. (Antonio stagnoli)

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Festival di Musica Cristiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Montebello Vicentino 15 maggio 2010 alle ore 20.30 verrà presentato allo Stadio Comunale, la seconda tappa del Tour 2010 del Festival Internazionale di Musica Cristiana “il Mondo Canta Maria” organizzato dall’emittente cattolica Radio Kolbe SAT di Schio. Una manifestazione canora presentata in questi anni con continuità in varie città d’Italia e che ha portato il Festival a culminare questo graduale cammino, presentando il concerto nel 2008 nella Basilica di Lourdes e lo scorso 2009 presso il Piazzale della Basilica di Loreto, tempio della Spiritualità Mariana in Italia. E’ aumentata negli organizzatori la convinzione che questo progetto musicale può raggiungere molti altri cuori, con l’intento di testimoniare e valorizzare con la musica e con la testimonianza la grandezza di Maria. L’atteso concerto di Montebello, seconda tappa del Tour 2010, sarà presentato da Anna Maria Pozza di Radio Kolbe SAT. Conosceremo alcuni volti noti del panorama italiano della musica cristiana come il cantautore milanese Roberto Bignoli, un artista che attraverso la sua testimonianza di fede e i suoi conosciuti brani, è divenuto un simbolo della musica cristiana in Italia e nel mondo. E’ stato anche l’ideatore e direttore artistico del Festival “il mondo canta Maria” sino al 2002. Vincitore di 4 premi Oscar Unity Hawards negli Stati Uniti come miglior interprete e migliore canzone. Ha ottenuto importanti riconoscimenti partecipando a Festival e meeting religiosi in varie parti del Continente. Nel 2003 ha ricevuto a Roma il prestigioso premio Golden Graal dedicato all’evangelizzazione. Ha tenuto concerti in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Jugoslavia, Spagna, Malta, Canada, Stati Uniti, America latina e Argentina.   Da Foggia presenzierà  il francescano Frà Leonardo Civitavecchia, un cantautore con all’attivo già alcune pubblicazioni discografiche. La musica per Frà Leonardo è un importante strumento di comunicazione e di evangelizzazione soprattutto per i giovani. Una compagna fedele per far conoscere o riscoprire alle persone la grandezza di Dio. E’ stato invitato a vari concerti, meeting e concorsi di musica cristiana. Nel 2008 ha presenziato al Festival “il mondo canta Maria” alla prestigiosa tappa nella Basilica di Lourdes. Grande attesa per la presenza dell’artista romana Giada Nobile che darà vita e voce alla grandissima figura di Madre Teresa di Calcutta presentando uno special di brani tratti dall’omonimo musical. E’ stata una delle piacevoli sorprese dell’ultimo Tour 2009 del Festival. Un concentrato di qualità ed emozione.

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Università: contro i corsi inutili

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

Roma: “L’Italia ha bisogno della riforma universitaria, il Ministro Gelmini prosegua con decisione e coraggio sulla strada intrapresa del taglio dei corsi inutili e sulla razionalizzazione delle risorse senza farsi frenare dall’opposizione delle baronie, tanto scontata quanto puntuale e dannosa” così Giovanni Donzelli e Andrea Volpi, presidente nazionale e capogruppo in CNSU di Azione Universitaria, commentano la notizia uscita su La Stampa di un rinvio del decreto che taglia i corsi inutili. “Il cammino intrapreso ¬ aggiungono i leader della destra universitaria ¬ è quello giusto, occorre soltanto resistere alle ovvie pressioni della casta accademica e non impantanarsi nella palude di chi ha ucciso l’università. Un anno di ritardo non è un dramma, ma che si porti a termine la riforma più coraggiosa e rivoluzionaria di sempre in campo universitario, altrimenti sarà troppo tardi ed anche l’ultimo treno per rilanciare il Paese sarà perso per sempre”

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Un anno di Sudan

Posted by fidest press agency su domenica, 3 gennaio 2010

Il 2009 è stato un anno importante per il Sudan, ricco di avvenimenti che ne determineranno la storia futura e la posizione nel contesto internazionale. Alcuni  hanno avuto anche una buona copertura dai nostri mezzi di informazione, cosa che succede molto di rado con gli avvenimenti africani. Il più dibattuto è stato certamente il mandato di cattura contro il presidente Omar el Bashir, spiccato dalla Corte penale internazionale, che lo accusa di crimini di guerra e contro l’umanità compiuti in Darfur. Il provvedimento ha scosso il Sudan, ma non ha impedito il proseguimento del cammino, difficile e tormentato, verso le prime elezioni libere dal 1989, quando proprio Bashir prese il potere con un colpo di stato militare.  Le elezioni, previste per l’aprile del 2010, sono considerate il momento centrale del processo di democratizzazione concordato nell’accordo di pace del 2005 che ha chiuso la guerra tra il Nord e il Sud del paese, durata oltre vent’anni.  Gli avvenimenti del 2009 e in particolare il durissimo dibattito tra i due contendenti (Ncp per il Nord e Splm per il Sud, ora associati nel governo di unità nazionale) sulle leggi che devono preparare un terreno favorevole allo svolgimento di elezioni libere e democratiche prima e al referendum per l’autodeterminazione del Sud poi, hanno dimostrato una volta di più che si tratta di una pace fragile: finora ha resistito, nonostante tutto, ma avrebbe bisogno di un ben più costante, attento e disinteressato sostegno della comunità internazionale. Intanto il Sud Sudan ha faticosamente cercato di gestire la propria autonomia, affrontando problemi disparati: dal bilancio che non torna, alla corruzione ufficialmente riconosciuta come un peso ormai insopportabile, ai numerosi scontri interetnici, fomentati da personalismi e tentativi di destabilizzazione, che hanno provocato migliaia di vittime nel corso dell’anno.  Mentre per il Darfur anche quest’anno si chiude senza pace; anche il processo volto alla firma di accordi riconosciuti sembra essersi perso tra le cancellerie dei numerosi – troppo numerosi – paesi che si dicono interessati a favorirlo; intanto le condizioni degli sfollati, nei campi, si fanno sempre più critiche. Il 2010 vedrà momenti cruciali per il Sudan: le elezioni, innanzitutto, che segneranno un momento storico per il  paese e per tutta la regione, e la preparazione per il referendum al Sud. Questo avverrà in un contesto  internazionale sempre più preoccupato dall’accaparramento delle risorse disponibili, dai problemi causati dai  cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale, dagli imponenti flussi migratori determinati da crisi  politiche e ambientali. Problemi tutti che investono con forza anche il Sudan e i paesi dell’area, che determinano  la nascita o la risoluzione di crisi e conflitti, e su cui la Campagna italiana per il Sudan cercherà di portare  un’informazione che tenga conto delle fonti più autorevoli, accanto alle voci dei diretti protagonisti e in  particolare della società civile che faticosamente si organizza per rispondere ai bisogni del proprio paese e della  propria gente; società civile che è stata, da sempre il nostro referente privilegiato. Pensiamo che ci siano ottimi motivi per seguirci per un altro anno, che, ci auguriamo, sia foriero di pace e in cui si possano costruire le premesse per la risoluzione di alcuni dei problemi che fanno del Sudan e del Corno d’Africa una delle aree più  difficili del mondo. (Campagna italiana per il Sudan)

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Imparare a leggere la realtà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

Cristiani e laici hanno bisogno di definirsi in modo univoco. Essi hanno, tanto per cominciare, un punto in comune. Il primo passo sta nella formazione della coscienza. La dimensione  formativa ed educativa delle coscienze, ed in particolare dei giovani che rappresentano il nostro avvenire depurato dalle incrostazioni del passato, rimane un primato ed il punto essenziale di ogni rinnovamento. La proposta sempre coerente e nuova delle motivazioni capaci di sostenere contro corrente una dedizione al bene comune è un impegno a cui prepararsi. Da qui partono i segni di speranza che costellano il cammino della storia dell’uomo. Per il credente, non c’è nessuna realtà umana e sociale completamente abbandonata da Dio e che quindi il mondo così com’è, merita la nostra attenzione (“la simpatia diaconale verso il mondo”), la nostra sollecitudine, la nostra competenza, il nostro entusiasmo. Vi è l’occhio di vedere nelle piccole cose la possibilità delle cose grandi che stanno nascendo e che nasceranno. Non si può essere, quindi, buoni profeti se la bontà non è ricercata, maturata e praticata nella vita di tutti i giorni non come un obbligo ma una libera scelta, un valore inalienabile e che va coltivato e preservato.

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L’individualismo sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Lo stesso bene nazionale non si può costruire in maniera autonoma, distinta dal bene delle altre nazioni, ma, per sua intima essenza, si completa nel promuovere il bene della comunità dei popoli. Un esempio lo abbiamo avuto dopo la seconda guerra mondiale, quando l’Europa era ridotta ad un unico campo di battaglia; intervenne l’America con il Piano Marshall, che aiutò le nazioni europee a risollevarsi ed a riprendere il cammino dello sviluppo. Non fu un atto di gratuita generosità, ma un tornaconto imposto dalle regole e dalle leggi della macroeconomia; una nazione ricca in mezzo a tutte le altre nazioni povere non avrebbe trovato mercati, commerci, possibilità di ulteriore sviluppo, per questo quel Piano Marshall venne indirizzato solo ai Paesi che possedevano il potenziale per risollevarsi e diventare Paesi consumatori, oltre che produttori. Il concetto di universalità deve riflettersi nel senso della solidarietà dilatata a tutto il mondo e non limitatamente a quella parte del mondo che può restituire con gli interessi gli aiuti ricevuti; la solidarietà, se non diventa sinonimo dello sviluppo integrale dell’umanità, resta, limitatamente, un calcolo ben studiato per fini assolutamente diversi da quelli che la sociologia cattolica propone.La questione sociale, oggi più di quaranta anni addietro, quando venne emanata la PP, è diventata di dimensioni mondiali, mentre l’accelerazione dei tempi l’ha resa non più differibile, cosa peraltro intuita da Papa Montini, perché frutto di personali esperienze vissute già da Arcivescovo di Milano. Tale indifferibilità è stata compresa dal successore Giovanni Paolo II, il Pontefice che ha portato in giro per il mondo, da missionario a tempo piano, la sociologia che la Chiesa aveva sviluppato in quasi un secolo di evoluzione. Già il nome stesso che volle assumere Karol Woitiwa racchiude interamente il suo programma; sentì di dover essere il continuatore di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Fra non molto tempo, quando Giovanni Paolo II avrà concluso il suo pellegrinaggio terreno, si verseranno fiumi di inchiostro per descriverne l’operato, per esaltarne la missione e, da qualche parte, anche per criticare talune scelte intransigenti. Saranno fiumi d’inchiostro più per scrivere che per ‘dire’, perché Giovanni Paolo II ha solamente portato a compimento tutta la costruzione sociale della Chiesa, iniziata con la RN di Leone XIII, che si sviluppò dentro i limiti del riconoscimento del diritto di associazionismo da parte delle classi più deboli, per riuscire a contrastare l’avanzata del capitalismo. Furono poi i pontefici Pio XI e Pio XII a proseguire l’evoluzione, anche se le guerre intermedie e l’espansionismo colonialista ne limitarono l’opera. Successivamente Giovanni XXXIII, con l’intuizione del Concilio Ecumenico Vaticano II e con la Constitutio Conciliaris Gaudium et Spes, aprì le porte a tutti i popoli della terra; possiamo dire che fu il primo a parlare di globalizzazione, ma dell’umanesimo, non dei mercati. Paolo VI estese a tutto il mondo i cardini della sociologia del Nuovo Umanesimo, indicando in tale sociologia il punto di partenza del ‘Progresso dei popoli’. Giovanni Paolo II ha girato più volte il mondo intero per portare ai più deboli la parola della solidarietà, predicando la teologia della Croce, della sofferenza, perché in essa c’è la purificazione e la compassione, intesa nel senso letterale della parola passio, come atto di amore che porta a soffrire dei mali altrui come se fossero propri. Ormai vecchio, malato, ha proseguito la sua missione suscitando egli stesso compassione, in tutti quelli che lo ascoltavano, quella stessa compassione che lui stesso ha vissuto e che lo ha guidato verso il mondo dei derelitti, verso il popolo dei vinti. Malgrado sofferente, ha sempre offerto la sua sofferenza perché sia alleviata quella degli altri. Ha insegnato al mondo intero che non c’è nulla di più pesante della compassione, nemmeno il nostro dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro; è un dolore moltiplicato dalla partecipazione e dalla immaginazione, prolungato da una lunga teoria di echi che risuonano nell’intimo della coscienza.  Alla soluzione, o al tentativo di impostazione programmatica, della questione sociale si oppongono aspre tensioni e implicazioni non troppo oscure, provocate dall’egoismo impositivo di pochi contro l’esigenza di solidarietà di molti. Ai tempi della PP le piaghe dei popoli arretrati non erano così visibili come lo sono oggi; l’accelerazione della storia, della società, dei mezzi di comunicazione hanno ristretto il mondo.. Oggi le comunicazioni in tempo reale ci fanno partecipi della vita di ognuno e anche i popoli più remoti o arretrati sono sotto i nostri occhi, così come il livello di vita dei popoli occidentali è sotto gli occhi di quanti patiscono letteralmente la fame. Il divario economico e di qualità della vita è così grande da far sentire i popoli del terzo mondo esclusi anche dalla dignità di vivere; è l’umanesimo esclusivo, che Papa Montini chiamò ‘umanesimo inumano’, che si oppone ad uno dei cardini della nuova sociologia umana, che chiameremo, per usare un termine ormai alla moda, ‘globalizzazione della solidarietà’. Sono questi i motivi che emergono e che propongono il cammino della tranquillità nell’ordine, spegnendo le tensioni e soffocando i conflitti, specialmente quando nascono per volontà di sopraffare solo per fini economici o di maggior ricchezza a discapito di quei deboli che non trovano difesa. Nel discorso già citato all’Assemblea dell’ONU il Pontefice indicò in quell’organismo lo strumento di promozione e di equilibrio fra tutti i popoli della terra e incoraggiò l’ONU:’a diffondere la cultura, a dare una moderna assistenza, a mettere a servizio di tutti le risorse della scienza e della tecnica ai fini di giustizia sociale e  internazionale’.(Rosario Amico Roxas)

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