Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘campi’

Basta con la schiavitù nei campi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Il 3 settembre scorso l’Unione Sindacale di Base si era confrontata con il governo a Foggia durante la prima riunione del tavolo interministeriale sul lavoro agricolo, chiesto a lungo e a gran voce da USB. Si era parlato dell’importanza di costruire un intervento articolato su tutta la filiera agricola agricola e della necessità di rafforzare i centri per l’impiego, unici strumenti reali ed efficaci contro il sistema marcio dell’intermediazione agricola. Da allora nulla più è accaduto. In compenso lo sfruttamento e la schiavizzazione dei lavoratori dilagano ovunque e i sei arresti di questa mattina a Sezze stanno lì a dimostrarlo: di qualità – e che perversa qualità! – c’è solo la rete che ha ideato un sistema efficientissimo per lo sfruttamento di centinaia di braccianti, soprattutto migranti – africani ed europei, anche provenienti dai Centri di accoglienza straordinaria – che si dannavano l’anima e il corpo nei campi di tutta la regione per la miseria di 4 euro l’ora, anche per più di 12 ore al giorno. Il fatto che tra gli arrestati ci siano un ispettore del lavoro e il segretario provinciale di Latina della Fai Cisl rende tutto ancora più raccapricciante. Chi aveva il compito preciso della tutela dei lavoratori, lucrava invece sulla pelle dei non garantiti, con battute che riportano alla memoria gli speculatori del terremoto: “A Babbo Natale ho chiesto 4.000 disoccupazioni e un gatto” è parente stretto di “Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto”. “4.000 disoccupazioni”, a 60 euro la pratica per gente costretta a iscriversi alla Cisl, fa 240.000 euro, un bel bottino per gente senza scrupoli, che per mascherare i traffici sporchi ha creato la Agri Amici Società Cooperativa di Sezze. È ora di stroncare definitivamente sfruttamento e malaffare, è tempo di espellere dalla vita di questo paese il caporalato. Si può fare soltanto riprendendo i discorsi avviati il 3 settembre a Foggia, rafforzando gli ispettorati del lavoro ed espellendone le mele marce, facendo ripartire il tavolo interministeriale. Questo chiederemo venerdì, inoltrando al ministro Di Maio la richiesta urgente di ricevere l’Unione Sindacale di Base. Coordinamento nazionale Lavoro Agricolo USB

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libro: “Gli umili figli della terra”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

Gli umili figli della terra.jpg1Raffaele Ferraris – Riccardo Alfonso Edizioni Sete – Vercelli pag. 156. Un libro scritto a quattro mani tra un sanguigno sindacalista della Cisl e un giornalista in erba. E’ la storia delle lotte dei braccianti agricoli e delle mondine nell’agro vercellese sul finire del XIX secolo e fino alla vigilia della prima grande guerra (1915-18) Il testo ben presentato con stile giornalistico ci riporta agli anni a cavallo tra il finire del XIX secolo e quello successivo. Momenti particolari dove sulla piazza di Vercelli si “vendevano” i bambini da genitori stremati dalla miseria e che i “padroni” utlizzavano per il lavoro dei campi. E ancora bambini in tenera età lasciati giocare tra le pozzanghere di acqua putrida e il fango frammisto al letame degli animali. Madri distrutte dalla fatica e mangiate dalle zanzare. Fu una lotta per la conquista della dignità umana, di impegno sindacale per un giusto salario e per migliorare il tenore di vita e l’ambiente dei posti di lavoro. E’ stato il prezzo del progresso per questi lavoratori della terra. (pubblicato su Amazon)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Rifugiati in fuga dal Burundi: necessari ulteriori terreni per allestire nuovi campi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

burundi_mapMentre centinaia di rifugiati burundesi continuano a fuggire ogni settimana verso i Paesi confinanti, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha rivolto un appello ai governi dei Paesi di accoglienza affinché mettano urgentemente a disposizione altri terreni per allestire nuovi campi, altrimenti si rischia un drastico deterioramento delle loro condizioni.Nelle prime settimane dell’anno, il numero di persone in fuga dal Burundi, dove i negoziati di pace sono in fase di stallo, è aumentato costantemente. C’è quindi bisogno di nuovi terreni nei Paesi d’accoglienza, in particolare in Tanzania, in Ruanda, e nella Repubblica Democratica del Congo. La maggior parte delle persone in fuga è costituita da donne, minori e persone con bisogni specifici. Dall’aprile 2015 all’inizio di febbraio, il numero di rifugiati burundesi arrivati è di 386.493. Le proiezioni dell’UNHCR per il 2017 indicano che la cifra sorpasserà il mezzo milione. Attualmente la Tanzania accoglie 222.271 persone, il Ruanda 84.866 e la Repubblica Democratica del Congo 32.650. Se non verranno concesse terre per l’estensione dei campi esistenti o per la costruzione di nuovi, questi Paesi faticheranno a garantire un numero sufficiente di ripari e servizi salva-vita all’interno dei campi che sono al momento operativi. Inoltre, in questi campi le strutture devono essere rimodernate: è necessario costruire ulteriori case, scuole, presidi medici e reti fognarie migliori per ridurre i rischi di epidemie.Le condizioni di sovraffollamento nei campi esistenti alimentano carenze e problemi rispetto all’accesso ai servizi sociali essenziali, alle misure di protezione dei minori, misure contro la violenza sessuale e di genere, insufficienti aule scolastiche, assenteismo e abbandoni scolastici, assistenza alle persone con bisogni specifici.L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati sta cooperando coi governi di accoglienza e riconosce l’impegno e la generosità che stanno dimostrando. Tuttavia, sono necessari interventi ulteriori per evitare che gli standard e le condizioni peggiorino, col rischio che gli spazi destinati all’accoglienza si riducano sempre di più a fronte dell’aumento del numero di persone in arrivo. Contemporaneamente, l’UNHCR chiede agli Stati sostenitori di incrementare l’assistenza e i finanziamenti. L’anno scorso l’Agenzia ha ricevuto contributi pari a 96,1 milioni di dollari statunitensi, il 53% della somma richiesta, un importo vitale per la gestione della situazione in Burundi.
In Tanzania, che ha accolto più rifugiati di ogni altro Paese, si è registrata la pressione maggiore. Il numero di persone arrivate è stato elevato durante tutto il mese di gennaio, con una media di circa 600 arrivi al giorno. Tutti e tre i campi sono sotto pressione. L’UNHCR, insieme ai partner, chiede che il governo conceda con urgenza nuovi terreni su cui allestire altri campi.
Il campo di Nduta, l’unico, per ora, ad accogliere le ultime persone in arrivo, ha già superato la sua capienza massima di 100.000 posti ed è il campo sottoposto a pressione maggiore. Le organizzazioni umanitarie faticano a garantire i servizi essenziali e temono lo scoppio di epidemie a causa del sovraffollamento se le strutture non saranno adeguate. L’UNHCR e le altre agenzie umanitarie continuano a rivolgere appelli al governo della Tanzania affinché metta immediatamente a disposizione altri campi (con sufficiente disponibilità d’acqua) per garantire ai rifugiati un’accoglienza dignitosa, assistenza umanitaria e protezione.
Repubblica Democratica del Congo
Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), sono necessari nuovi terreni presso il campo di Lusenda, dove nel 2016 la popolazione rifugiata è quasi raddoppiata arrivando a 25.000 persone. A gennaio, qui sono stati registrati circa 1.040 burundesi; mentre un numero crescente di persone attende nei campi di transito di esservi trasferita.
La maggior parte dei rifugiati burundesi presenti nella RDC vive a Lusenda, a circa 70 km dal confine col Burundi. Il campo è stato ampliato diverse volte nel corso del 2016, ma ormai è quasi pieno. Gli alloggi sono attaccati l’uno all’altro e l’UNHCR teme il rischio di incendi se dovessero venirne costruiti altri. La mancanza di terreni ha reso impossibile la distribuzione ai rifugiati di lotti di terra da adibire alle coltivazioni, una misura che permetterebbe loro di autosostentarsi.
Ruanda.Il campo di Mahama ha oltrepassato la capacità prevista di 50.000 rifugiati e, al momento, ne accoglie oltre 53.000. Dei 38.000 burundesi rifugiati nelle aree urbane, molti stanno chiedendo di essere trasferiti a Mahama, dal momento che non riescono più a mantenersi nelle città. A causa del numero di persone in arrivo, con più di 160 a settimana nel mese di gennaio (il doppio dell’anno passato), in molti vivono in capannoni sovraffollati sotto teloni di plastica, in attesa di essere traferiti in alloggi per famiglie. In questi capannoni, oltre a livelli di igiene inadeguati, le stesse condizioni abitative pongonoo rischi in termini di protezione data la mancanza di privacy.
Nel campo di Mahama altre problematiche serie sono rappresentate dal peggioramento delle condizioni del terreno, dalla mancanza di illuminazione e da un sistema fognario inadeguato che causano rischi per la salute e la sicurezza. Infatti, a seguito alle forti piogge si formano voragini nel terreno e questo causa il deterioramento della condizioni igienico-sanitarie. Ciò comporta rischi per la salute, danni agli alloggi e potrebbe essere pericoloso per i bambini. L’UNHCR intende allestire sistemazioni migliori, ma è necessario che ulteriori terreni vengano concessi con urgenza.
L’Uganda, che accoglie circa 44.000 rifugiati burundesi, adotta un approccio che permette una migliore gestione e protezione dei rifugiati, estendendo in modo progressivo le aree adibite all’accoglienza. All’arrivo vengono distribuiti ai rifugiati terreni su cui costruire le proprie case e poter coltivare, permettendo loro di vivere a contatto con le comunità di accoglienza. Il governo ha destinato determinati lotti di terra esclusivamente per l’accoglienza dei rifugiati, tuttavia sono necessari ulteriori investimenti nelle infrastrutture locali per garantire che i rifugiati abbiano accesso ai servizi di prima necessità.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Campi a banda ultra larga

Posted by fidest press agency su domenica, 22 febbraio 2015

alessandra serioA Bari, è stato presentato il programma per la realizzazione, in Puglia, della rete di nuova generazione in fibra ottica, che ha l’obiettivo di fornire connettività con banda ultra larga in 148 comuni, allo scopo di favorire il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. Il progetto, presentato dal Presidente della Regione Nichi Vendola e dall’Assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, è stato illustrato da Giuseppe Recchi, Presidente esecutivo di Telecom Italia e da Salvatore Lombardo, Amministratore delegato di Infratel Italia. Telecom Italia, che si è aggiudicata il bando indetto dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel per la Regione Puglia, sarà tenuta a realizzare, entro il primo semestre 2016, le infrastrutture di rete passiva in fibra ottica nei 148 comuni previsti dal bando. L’investimento complessivo è di 95 milioni di Euro, di cui 61,7 milioni di finanziamento pubblico e 33,3 milioni a carico di Telecom Italia. Oltre 1,2 le unità immobiliari che saranno abilitate alla fornitura di servizi digitali innovativi con connessioni da 30 a 100 Megabit al secondo per circa 2,7 milioni di abitanti. “Il Comune di Campi, presente all’incontro, entra a pieno titolo – spiega Alessandra Serio, Consigliere comunale delegata alle Nuove tecnologie e Politiche giovanili – nel progetto regionale della banda ultra larga, cogliendo in pieno le opportunità di sviluppo sottese a questa tecnologia, che mette a disposizione delle famiglie, delle realtà imprenditoriali di ogni dimensione e della pubblica amministrazione le infrastrutture adeguate che possono accompagnare lo sviluppo del territorio. Oggi l’accesso alla rete rappresenta uno dei modi di esercitare pienamente i diritti di cittadinanza, perché l’accesso alla rete garantisce l’accesso alla conoscenza ed al sapere, all’informazione e al mercato, alla cultura e alla formazione, e non solo. Per la nostra comunità –svolta digitale sottolinea ancora Alessandra Serio – è importante essere parte del progetto della banda ultra larga, strumento fondamentale per garantire un diritto all’accesso ai servizi digitali, pubblici e privati, a quelli già presenti in rete e soprattutto a quelli che, sostenuti da questa nuova tecnologia, potranno essere creati e implementati sul nostro territorio, per far viaggiare fino a 100 Megabit al secondo in special modo idee e progetti vincenti e innovativi, che possano davvero creare le premesse per uno sviluppo sostenibile del nostro territorio. E la speranza è che le potenzialità di questo prezioso strumento siano colte da tutti, dall’artigiano all’imprenditore, dal venditore al dettaglio al coltivatore diretto, dall’impiegato al medico, ma soprattutto dai giovani, che spero accolgano con entusiasmo una sfida che ha la possibilità di proiettare le loro idee verso il futuro, attraverso un’autostrada digitale su cui è più facile far correre i loro progetti”. (foto: alessandra serio, svolta digitale)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Corno d’Africa: a rischio i campi dei rifugiati

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Original caption states "An outdoor schoo...

Image via Wikipedia

Cresce la preoccupazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per l’insicurezza all’interno e intorno ai campi che accolgono centinaia di migliaia di rifugiati somali nel Corno d’Africa.La situazione appare particolarmente preoccupante, complessa e delicata nei campi per rifugiati dell’area di Dadaab, nel nord del Kenya dove permane alta la minaccia di ordigni esplosivi improvvisati, rapimenti, dirottamenti di veicoli e banditismo. Oltre alle uccisioni di agenti di polizia e rapimenti di operatori umanitari, si registrano anche atti contro i rifugiati. Due leader di rifugiati che volontariamente contribuivano al mantenimento della pace e della sicurezza nei campi sono stati uccisi all’inizio dell’anno. Entrambi collaboravano con i Team per la pace e la sicurezza della comunità (Community Peace and Safety Teams, CPST) negli insediamenti di Hagadera e Ifo, a Dadaab. Le autorità keniane stanno investigando sulle uccisioni, oltre che su altre minacce e abusi nei confronti dei rifugiati. Dalla fine del mese di ottobre, questi e altri episodi stanno danneggiando la vita dei 460.000 abitanti del più popoloso insediamento di rifugiati al mondo. La capacità delle agenzie umanitarie di fornire servizi è seriamente ostacolata. Gli operatori umanitari devono poi fare i conti con le restrizioni ai loro spostamenti dalla città di Dadaab ai campi: una scorta della polizia è diventata essenziale. Nonostante queste difficoltà la fornitura dei servizi di base – salute, cibo, acqua, sistemi igienico-sanitari, istruzione e protezione – è preservata grazie alla programmazione e alla stretta collaborazione tra le agenzie partner e le comunità di rifugiati di Dadaab. In collaborazione con i partner, l’UNHCR sta valutando modalità alternative per fornire assistenza, tra cui un più ampio coinvolgimento della comunità locale, maggiori coinvolgimento e responsabilità per gli operatori rifugiati, oltre al rafforzamento delle comunicazioni con la comunità di rifugiati. In Etiopia, inoltre, mercoledì mattina si è verificato un incidente di sicurezza vicino ai campi di Dollo Ado. Tre uomini armati in abiti civili hanno tentato di bloccare un veicolo appartenente a un’organizzazione non governativa internazionale lungo la principale strada che collega la città di Dollo Ado con il campo di Bur Amino, il quinto e più recente campo di rifugiati dell’area. Il veicolo – con a bordo 4 persone – non si è fermato e gli uomini hanno aperto il fuoco. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Si tratta del primo episodio del genere nell’area di Dollo Ado, che durante tutto l’esodo si era rivelata relativamente tranquilla. Sebbene si tratti di un caso isolato, le agenzie umanitarie hanno ridotto tutti i servizi tranne quelli essenziali in tutti i 5 campi della zona, dove attualmente sono accolte 140.000 persone. Sono misure temporanee, per il periodo in cui le autorità etiopiche svolgeranno le indagini e ulteriori provvedimenti verranno presi per aumentare la sicurezza del personale umanitario. I team dell’UNHCR continuano a operare nei campi più lontani dal confine, oltre che nei centri d’accoglienza e di transito, dove i nuovi arrivati dalla Somalia vengono registrati e ricevono protezione e assistenza. I rifugiati somali nei paesi limitrofi sono oltre 955.000. Si trovano soprattutto in Kenya (520.000), Yemen (203.000) ed Etiopia (186.000). Un terzo di loro è fuggito dalla Somalia nel corso del 2011. Altri 1,3 milioni di somali sono sfollati all’interno del proprio paese.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Roma: sgomberati due campi rom

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

I conti non tornano. Neppure sulla carta. All’alba di mercoledì sono stati sgomberati i primi 2 degli oltre 200 campi Rom abusivi a Roma. Tempo stimato per l’intera operazione: una settimana. Le strutture destinate ad accogliere i nomadi – 6 per 6000 posti – saranno pronte «entro il 2011». Tempo previsto per l’operazione: molto di più.  «Basta proclami – tuona Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori – sono più di due anni che si parla di campi attrezzati. C’è un problema di fondo. Questi campi bisogna avere la forza, anche politica, di farli».
All’indomani dell’operazione, la comunità di Sant’Egidio esprime preoccupazione per una politica che, in mancanza di alternative più dignitose, è destinata a creare «nuova sofferenza».  «Non si risolve una situazione del genere mortificando le persone – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – a meno che l’unico interesse sia quello di regalare all’opinione pubblica, ai cittadini, la sola illusione di veder risolto un problema».  Ad atti di forza si risponde col dialogo, alla politica unilaterale si reagisce disegnando una via di condivisione. «Molti Rom sono da tempo inseriti nella società – rilancia Tortosa – ci sono professionisti stimati, per esempio tra i giostrai. Dobbiamo aiutare gli altri ad integrarsi, a diventare parte viva della città, pur nel rispetto della cultura d’origine. Rispetto, certo, da ricambiare. Roma è una città da sempre aperta ai problemi delle minoranze, ma questo non vuol dire che ci si può fare quello che si vuole».  Equilibri politici da tempo di crisi: generale e particolare, benessere e sicurezza, tutela di minoranze discriminate e rispetto dei bisogni del cittadino. «È sicuramente bene che l’amministrazione preveda la giusta assistenza, sociale ed igienica – ribadisce il vicesegretario laziale IdV – tragici casi di cronaca come la recente morte di un bambino di 3 anni nel rogo accidentale di una baracca non devono ripetersi. Però ci sono milioni di italiani che vivono sotto la soglia della povertà. Anche loro si aspettano una risposta dalle istituzioni. Soprattutto dalle amministrazioni comunali».

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cultura e legalità nei campi nomadi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Roma “E’ necessario trasmettere  la cultura della legalità nei campi nomadi insistendo nei controlli e nelle sanzioni e allontanando coloro che non vogliono rispettare le regole pretendendo di trasformare gli insediamenti in centri di illegalità e abusivismo. Il costante impegno dimostrato dalla Giunta Alemanno anche attraverso il neocostituito Ufficio di coordinamento per l’attuazione del Piano Nomadi è la garanzia che il lavoro andrà avanti con fermezza e regolarità”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori, in merito all’intervento di oggi nel campo nomadi di via di Salone, dove gli agenti dell’VIII Gruppo, guidati dal comandante Antonio Di Maggio, hanno effettuato una serie di ispezioni fermando 11 persone. “Chi non vuole stare alle regole deve essere allontanato, dobbiamo evitare che alcune mele marce rovinino l’impegno e la buona volontà di molti che accettano di rimanere nella nostra città nel rispetto reciproco condividendo le norme. Il controllo degli accessi, dei tentativi di subaffittare stanze nei container, la regolarità dei documenti e le provenienze dei veicoli, le attività di chi frequenta i campi saranno costantemente monitorate, così come prevede il piano nomadi, per impedire la formazione di sacche di illegalità e garantire il decoro e l’igiene degli insediamenti”, conclude Santori.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Campi elettromagnetici

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

San Lazzaro (Bo) 24 maggio, alle ore 18, la Sala Eventi della Mediateca (via Caselle, 22) ospita “Campi elettromagnetici: il monitoraggio delle nuove tecnologie per salvaguardare il territorio e la salute dei cittadini”, iniziativa promossa dagli Assessorati alla Qualità Ambientale e alla Qualità della Salute del Comune. All’incontro, moderato da Giulio Dall’Olio (ingegnere della Pyramis), intervengono Giorgio Archetti, vicesindaco e assessore alla Qualità Ambientale, Maria Cristina Baldacci, assessore alla Qualità della Salute, Adelaide Corvaglia, direttore provinciale dell’Arpa, Claudio Dellucca, presidente Legambiente Bologna, Fiorenzo Marinelli, Pyramis, Claudio Po, dipartimento di Sanità pubblica Ausl Bologna, e Morando Soffritti, direttore scientifico Istituto Ramazzini.  «L’iniziativa di lunedì – hanno dichiarato il vicesindaco e assessore alla Qualità Ambientale Giorgio Archetti e l’assessore alla Qualità della Salute Maria Cristina Baldacci – è una ulteriore testimonianza dell’attenzione che il Comune di San Lazzaro ha nei confronti di questo tema. Parlare di campi elettromagnetici implica non solo una riflessione sull’inquinamento ambientale, ma anche un dovuto approfondimento sugli aspetti legati alla salute dei cittadini. Per questo ne parleremo insieme a tecnici e medici».

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

In bicicletta alla scoperta delle cascine storiche

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Rivanazzano Terme. L’associazione Occasioni di Festa termina la propria stagione culturale estiva con una nuova iniziativa: domenica 13 settembre, in occasione della festa di fine estate sull’aia, accompagnerà un gruppo di cicloturisti alla scoperta delle cascine storiche di Rivanazzano Terme.  L’appuntamento è alle 8 al Cortile Sacchetti, in via Malaspina. I cicloturisti seguiranno un percorso nella pianura che si estende a nord-ovest di Rivanazzano, su strade strette circondate da campi e fossati, una zona da secoli votata all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. Nonostante la vicinanza con grossi centri e vie di comunicazione, questo territorio non è ancora stato conquistato dall’industrializzazione, ed ha saputo così preservare tutto il suo fascino. Qui, dove il lavoro viene ancora cadenzato dai ritmi delle stagioni, sono rimaste alcune storiche cascine, la più antica risalente al XV secolo, condotte ancora, anche se con moderni macchinari, come nei secoli passati. Barbabietole, mais, pomodori, foraggi, ma anche cavalli da corsa: le cascine di Rivanazzano sapranno riservare qualche piacevole sorpresa a chi deciderà di passare qualche ora pedalando nel loro territorio. I meno giovani ed i cinefili potranno riconoscere, tra queste cascine, il set di “Cavalleria”, uno dei più famosi film di Amedeo Nazzari, girato nel 1936. La biciclettata fa parte di quel pacchetto di escursioni organizzate dall’Associazione Occasioni di Festa in collaborazione con il Gruppo Naturalistico Rivanazzanese per far conoscere Rivanazzano Terme e per proporre un modo nuovo, almeno per il nostro territorio, di fare turismo. Non solo terme e non solo enogastronomia, quindi, ma “turismo ecocompatibile”, a piedi, come per le due precedenti uscite a Buscofà e alla chiesetta di Madonna del Monte, e in bicicletta.  I proprietari delle cascine Rosano, San Carlo, La Bidella e La Marchesina, per l’occasione, oltre ad aprire le loro case e le loro aziende ai cicloturisti, ospiteranno alcuni produttori del territorio che allestiranno così dei punti di ristoro e di valorizzazione delle produzioni locali che sarà poi possibile acquistare al rientro, al cortile Sacchetti. La pedalata durerà poco più di due ore su un terreno interamente pianeggiante, adatto a tutti. Non sarà necessario avere biciclette da corsa o super tecnologiche: si potrà partecipare con qualunque mezzo a due ruote … non motorizzato! In alcuni tratti si pedalerà sotto antichi viali di querce, pioppi e cipressi, e a qualche albero di noce di nuovo impianto, si consiglia comunque di portare un cappello e sufficiente scorta d’acqua. Al rientro al cortile Sacchetti sarà servito l’aperitivo, e alle 12,30 il pranzo: ad attendere gli escursionisti un menù che ancora una volta esalta i prodotti del territorio: salame, agnolotti, bollito con le salse, budino pere e cioccolato, accompagnati da vini dell’Oltrepò Pavese. Prenotando entro il 6 settembre, gruppi di cicloturisti di almeno 5 persone possono usufruire di un trattamento speciale per il pranzo, mentre la partecipazione all’escursioni è gratuita. Chi avrà risparmiato sufficienti energie, per pomeriggio potrà dilettarsi con gli ormai tradizionali balli sull’aia. (Rosita Viola)

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il più potente supercomputer universitario del Regno Unito

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

La ricerca universitaria presso la University of Southampton – una delle più affermate al mondo – riceverà un’ulteriore spinta al suo sviluppo grazie a un investimento di diversi milioni di sterline nell’acquisto di un nuovo Supercomputer, costruito usando la tecnologia dei server iDataPlex di IBM e capace di oltre 74 trilioni di calcoli al secondo.  Il nuovo supercomputer, che contiene più di 2000 processori, sarà utilizzato da ricercatori ad altissima specializzazione di tutta l’Università per eseguire elaborazioni complesse in campi che spaziano dalla ricerca sul cancro ai cambiamenti climatici. Sarà il primo IBM System iDataPlex in un’università del Regno Unito e uno dei 100 supercomputer più potenti al mondo, secondo la classifica dei Top 500 di giugno 2009 (disponibile all’indirizzo internet http://www.top500.org).  Il computer – disegnato appositamente per il cliente da OCF plc (www.ocf.co.uk), integratore di storage e computer ad alte prestazioni, che provvederà anche alla sua costruzione, rapida implementazione e configurazione – ha una capacità equivalente di circa 4.000 computer da ufficio standard, che operino simultaneamente.  Sarà di grande aiuto ai ricercatori medici dell’università, come commenta il docente di genetica Andrew Collins: “Abbiamo bisogno di livelli estremamente elevati di potenza di elaborazione, per il nostro lavoro di mappatura dei geni delle malattie implicati nel cancro al seno, IBD e glaucoma. Con il ritmo annuale di aumento nel volume di dati genetici, il lavoro di analisi richiede le strutture più sofisticate.”  Uno dei gruppi di engineering chiave della ricerca che userà il computer sarà lo University Technology Centre for Computational Engineering, dove il direttore Professor Andy Keane e il suo staff sfrutteranno la potenza del sistema per migliorare il design di motori per aerei. Il supercomputer  Una volta operativo, sarà il più potente HPC universitario in tutto il Regno Unito.  Sarà una risorsa condivisa da tutti i dipartimenti dell’università, ma con un particolare focus su scienza e engineering. La costruzione di un HPC unico e condiviso sta prendendo piede nel mondo universitario e inverte il trend storico di installazioni di piccole dimensioni a livello di dipartimento. La costruzione di un unico sistema ha dimostrato di essere più efficiente dal punto di vista dei costi.  L’hardware include:  IBM System x™ iDataPlex™ server – il primo del suo genere nel settore pubblico nel Regno Unito.    La forma innovativa, di tipo half-depth, riduce il flusso di aria necessario nei suoi componenti, diminuendo l’alimentazione richiesta per il raffreddamento mentre, allo stesso tempo, raddoppia il numero di server nell’unità di spazio in uno standard 42u rack.  Il Rear door di un iDataPlex dispone di un heat exchanger integrato che usa l’acqua per raffreddare il calore espulso prima che venga immessa nel data center, rendendo il tutto ancora più rispettoso dell’ambiente rispetto all’utilizzo del solo condizionamento ad aria.  L’equivalente di 26 normal racks; 1000 nodes; 2000 processori (4 core CPUs) = 8000 cores; 100 TB di capacità storage con utilizzo di IBM DS4700  L’uso della Cluster Resources Adaptive HPC Suite per fornire, a richiesta, un carico di lavoro misto tra Linux e Windows.
La University of Southampton è una delle principali nel Regno Unito, con una reputazione a livello mondiale grazie al livello della sua ricerca in diversi settori, quali engineering, scienza, scienze sociali, salute e scienze umane.    Con oltre 22.000 studenti, circa 5.000 persone nello staff, e un giro d’affari annuale di oltre £370 milioni, la University of Southampton è riconosciuta come una delle principali istituzioni nei campi della engineering, computer science e medicina. Combina l’eccellenza accademica con un approccio innovativo e imprenditoriale alla ricerca, con un approccio che impegna e sfida gli studenti e lo staff all’approfondimento della conoscenza. L’università ospita anche una serie di centri di ricerca di livello mondiale, inclusi il National Oceanography Centre, Southampton, l’Institute of Sound and Vibration Research, l’ Optoelectronics Research Centre, il Web Science Research Initiative, il Centre for the Developmental Origins of Health and Disease e il Southampton Statistical Sciences Research Institute.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »