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La Sicilia sta diventando un grande campo profughi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Sulla Tendopoli di Vizzini – si dichiara contrario il sindacato autonomo della Polizia (Sap) «Non si può trasformare la Sicilia in un “ingestibile” campo profughi. Sarebbe una replica ancor più pericolosa dell’esperimento fatto anni fa a Mineo – sottolinea il segretario nazionale della sigla sindacale Giuseppe Coco- con il più grande “Cara d’Europa”, fortunatamente chiuso dall’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini» I timori degli agenti di polizia sono dover gestire e vigilare, una tendopoli in aperta campagna, costringendo giovani tunisini, in prevalenza di età non superiore ai 30 anni, ad una convivenza forzata in una tendopoli, isolati, costretti ad una quarantena in piena campagna, con temperature che nel periodo estivo superano spesso i 40 gradi. Un compito che per le forze di polizia diventa quasi impossibile. La tendopoli rappresenta una vera e propria polveriera per l’ordine e la sicurezza pubblica ma soprattutto un rischio inaccettabile sotto il profilo sanitario legato al Covid 19, in una regione che già rischia di affondare economicamente e dove la curva dei contagi, specie negli ultimi giorni, tende a risalire in maniera esponenziale, (in molti casi anche per via dei migranti positivi sbarcati).«È assodato che tenteranno in tutti i modi di fuggire – prosegue il segretario nazionale Coco – come del resto è già avvenuto nel mese di luglio negli altri centri siciliani. Il problema è che non essendovi regole d’ingaggio non si comprende quali dovrebbero essere le azioni che gli agenti di vigilanza dovrebbero applicare per trattenerli in caso di un tentativo di fuga, Si potrà usare la forza? Anche con mezzi di coazione fisica? Il personale della Polizia di Stato è allo stremo – prosegue il segretario – È stata una estate da dimenticare per i poliziotti impegnati nella gestione degli sbarchi. L’emergenza ha fatto saltare tutto: regolamentazione dei turni di servizio, riposi settimanali, ferie. In alcune province siciliane maggiormente esposte al fenomeno, vedi Ragusa e Agrigento, Trapani, Siracusa, Caltanissetta e Messina, molti uffici che offrono servizi al cittadino hanno ridotto in maniera considerevole la loro funzionalità. Il personale dei Reparti Mobili è esausto. In sostanza – rileva Coco- parliamo di una emergenza che per la sua portata e la sua complessità, ha una incidenza sui servizi garantiti dalla Polizia di Stato insostenibile. Sottrae quotidianamente risorse importanti al controllo del territorio, alle indagini che contrastano la mafia, alla lotta allo spaccio di droga, ai servizi in materia di licenze e autorizzazioni che vengono erogati ai cittadini». La tendopoli andrebbe gestita dalla Questura Etnea che già è in affanno per garantire i servizi ordinari. Per la città di Catania rappresenta una disdetta, per la sua complessità. Una metropoli con una forte e mai sopita presenza di criminalità organizzata mafiosa, con un elevato tasso di criminalità diffusa e con la pandemia che ha aggravato il disagio sociale, non può permettersi un ulteriore peso così gravoso. «E non è nemmeno pensabile – conclude il segretario nazionale – ridare l’onere della gestione al commissariato di Caltagirone , che soffre una cronica carenza di personale (e quello in servizio con una media di età elevata), che aveva preso un po’ di respiro grazie alla chiusura del Cara di Mineo e che oggi viene nuovamente gravato dalla vigilanze al neo istituito centro d’accoglienza di Scordia. Giuseppe Coco segretario nazionale Sap

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Le Pantere in campo per la solidarietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Roma. In questo periodo di emergenza sanitaria si parla molto di sport, soprattutto per discutere sulla possibile ripresa del campionato di calcio e delle altre discipline.Ma c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: quello della solidarietà e della generosità.
Recentemente Papa Francesco ha sottolineato i valori dello sport, con queste parole: “In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo” (Angelus del 5 aprile 2020).Anche l’Università Europea di Roma ha dovuto sospendere le sue attività sportive per l’emergenza sanitaria: calcio maschile, calcio femminile, basket, volley e rugby. Ma tutti gli studenti che partecipano a queste discipline non hanno voluto fermarsi e si sono impegnati in attività di solidarietà. Fra queste, un invito a donare fondi per sostenere l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, impegnato nella lotta al Coronavirus.“Nell’Università Europea di Roma lo sport fa parte delle attività di Formazione Integrale”, spiega il responsabile Matteo Anastasi, che per cinque anni ha anche allenato la squadra di calcio maschile. “I nostri ragazzi hanno voluto seguire l’invito del Papa, anche in questo momento di pausa, scegliendo la strada della solidarietà. Aderire al gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, le Panthers (Pantere) educa all’impegno, alla collaborazione, alla condivisione, al sacrificio e, nondimeno, al rispetto. Lo sport rappresenta un linguaggio universale volto a favorire l’intesa tra i giovani e può essere considerato pietra angolare per la maturazione professionale e individuale”.Il nome del gruppo sportivo dell’Università Europea di Roma, Panthers, è stato scelto dagli stessi studenti.“Ha un significato simbolico”, spiega Matteo Anastasi. “Fra le virtù cui devono ambire le Panthers, c’è proprio la resistenza indicata da Papa Francesco. Infatti la pantera, una volta adulta, impara a resistere ad ogni condizione. Un’altra virtù importante, in cui crediamo, è l’integrità. Non a caso i simbolisti cristiani medievali evidenziavano come la pantera fosse sinonimo di integrità, risultando incorruttibile”.

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Il campo: Robert Seethaler

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

C’è stato un tempo in cui il campo era un semplice fazzoletto di terra disseminato di pietre e ranuncoli velenosi, tanto che l’agricoltore a cui apparteneva era stato felice di sbarazzarsene donandolo alla comunità. Ora, al riparo di un muro sgretolato e infestato di cespugli di sambuco, tra cui cantano i merli, il campo ospita le tombe degli abitanti di Paulstadt. L’erba è alta, l’aria pervasa dal ronzio degli insetti e nel vecchio cimitero non si reca piú nessuno, eccetto un uomo che, quasi ogni giorno, siede su una panca sotto una betulla e lascia vagare i pensieri. Le mani intrecciate sullo stomaco e il mento affondato nel petto, l’uomo pensa ai morti, a quelli che ha conosciuto di persona o incontrato almeno una volta. La maggior parte erano semplicemente abitanti di Paulstadt: artigiani, commercianti o impiegati in uno dei negozi in Marktstrasse o nelle stradine intorno.Se qualcuno lo vedesse in quei momenti, magari uno dei giardinieri, potrebbe credere che l’uomo stia pregando. La verità è che lui è convinto di sentirli parlare, i morti. Non capisce cosa dicano, eppure ne percepisce levoci, nitide come il cinguettio degli uccelli. A volte riesce a cogliere anche delle singole parole o dei frammenti di frase, e si domanda che cosa racconterebbero quelle voci se avessero la possibilità di essere ascoltate ancora una volta. Parlerebbero della vita, ora che se la sono lasciata alle spalle? Discuterebbero della morte, di cosa voglia dire trapassare, o forse continuerebbero a lamentarsi come facevano da vivi, a parlare di sciocchezze, di inezie, dei loro malanni?Intimo e commovente affresco delle emozioni umane, Il campo è uno struggente romanzo corale attraversato da ventinove voci – liriche e suggestive – che mettono in scena, ora e per sempre, il grande teatro della vita e della morte, formando un diorama insuperabile di sentimenti, vizi e passioni. Cantore delle vite comuni, Robert Seethaler, che ha dominato le classifiche dei libri piú venduti in Germania con questo romanzo, «dimostra come raffinata qualità letteraria e grande successo non si escludano affatto» (Die Zeit).
Robert Seethaler è nato a Vienna nel 1966. Autore e sceneggiatore, nel 2007 il suo romanzo d’esordio è stato premiato con il prestigioso premio del Buddenbrookhaus. Ha ottenuto numerose borse di studio, tra cui la Alfred Döblin dalla Academy of Arts, e il film tratto dalla sua sceneggiatura (Die zweite Frau) ha ricevuto un importante riconoscimento al Festival del Cinema di Monaco di Baviera nel 2009. Una vita intera è stato un grande successo di critica e pubblico. Attualmente vive tra Vienna e Berlino.
Pagine: 192 Tradotto da: Riccardo Cravero Prezzo: €16,50 Neri Pozza Editore.

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Antonello De Pierro scende in campo per la vita a Mondo Fitness

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

Renata MarzedaRoma. Uno straordinario e intenso messaggio a favore della vita in tutte le sue forme. E’ stato questo il tema portante di un indimenticabile evento ideato dall’onorevole Gilberto Casciani, che ha avuto luogo l’altra sera a Roma, nella suggestiva cornice della manifestazione estiva Mondo Fitness. Il significato profondo dell’esistenza è stato esplicitato esaustivamente dall’attore Enio Drovandi (chi non lo ricorda in Sapore di Sale e in I Ragazzi della III C?), il quale ha aperto dal palco la kermesse, che ha visto esibirsi numerosi altri artisti, magistralmente presentati da Angelo Martini e Vasilica Gavrilas Burlacu. L’intera serata si è svolta sotto la supervisione di Alessandro Casciani, figlio di Gilberto, che l’ha curata nei minimi dettagli per garantirne la perfetta riuscita, che è stata ineccepibile. Un momento che ha fatto impennare significativamente il termometro delle emozioni è stato rappresentato dalla sfilata di costumi a bordo piscina, quando è stata svelata, quale eccezionale inno alla vita la presenza di una modella incinta della nascitura Sara. Scroscianti applausi e qualche lacrima furtiva scivolata sulle gote di qualcuno tra i presenti, hanno accompagnato questa esternazione. Amico di Casciani da tempo immemore, ha aderito con entusiasmo alla commendevole iniziativa anche il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, da sempre impegnato contro tutto ciò che rappresenta socialmente una minaccia all’incolumità dei cittadini e quindi alla vita, in primis stalking e sicurezza stradale. L’ex direttore e voce storica di Radio Roma è giunto in compagnia della stupenda ex modella e affermata cantante di pianobar Sara Cardilli, ex moglie del noto imprenditore di Fiumicino Diego Consiglio, reduce dal grande successo ottenuto proprio nei giorni scorsi con l’inaugurazione del suo nuovo locale Cielo nella cittadina aeroportuale. Tanti scatti per i due da parte dei fotografi, come per gli altri ospiti tra cui Antonietta Di Vizia, Conny Caracciolo, Pierfrancesco Campanella, Aline Pilato, Mariano Cherubini, Erika Kamese, Anna Iannucci, Letterio Magazzù, Michele Simolo, Giò Di Giorgio, Rita Rondinella, Anna Nori, Ester Campese, Paola Pisani, Sabina Tamara Fattibene, Patrizia Venturi, Adriano Di Benedetto, Natalia Simonova, Riccardo Bramante, Elisabetta Viaggi, Valentina Martella, Arianna De Angelis, Stefania Beninato, Mara Keplero, Cinzia Loffredo e Nicola Vizzini. Per Gilberto Casciani, che si è commosso quando ha presentato la neolaureata figlia Eleonora, è stata anche un’occasione per brindare ai suoi 30 anni da personaggio pubblico. (Foto di Renata Marzeda)

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Malawi riapertura ex campo per rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2016

MalawiL’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con favore la decisione del governo del Malawi di riaprire un ex campo per rifugiati per far fronte al crescente numero di persone in fuga dal Mozambico. Circa 10mila rifugiati sono stati registrati finora nel sud del Malawi.La maggior parte dei nuovi arrivati, che sono entrati in Malawi da metà dicembre, si trovano in un unico villaggio, Kapise, circa 100 chilometri a sud della capitale del Malawi, Lilongwe. Altri sono sparsi in tutto il vicino distretto di Chikwawa. Fino ad oggi, 9.600 persone sono state registrate dal personale dell’UNHCR e del governo, ma altri sono in attesa di essere registrati. Complessivamente si stima la presenza di quasi 11.500 rifugiati.I tassi giornalieri di arrivi in Malawi sono cresciuti nel corso del mese scorso. Da circa 130 persone al giorno prima di fine febbraio, ora gli arrivi quotidiani a Kapise sono pari a circa 250 persone. I mozambicani che sono arrivati ​​nella prima parte dell’anno dichiarano di essere fuggiti a causa di attacchi mortali sferrati contro i loro villaggi. Le persone arrivate più di recente hanno dichiarato di essere partite per paura degli scontri in atto nel mese corrente tra le forze governative e la RENAMO, il principale gruppo di opposizione, che vuole prendere il controllo di sei province del nord (Manica, Sofala, Tete, Zambezia, Nampula e Niassa).La decisione del governo del Malawi è stata annunciata nella giornata di venerdì e riguarda la riapertura del campo per rifugiati di Luwani, dove è possibile garantire servizi di base e sicurezza. Se Kapise si trova a soli cinque chilometri dal confine, Luwani è collocato circa 65 chilometri all’interno del Malawi.Il campo di Luwani precedentemente ospitava rifugiati mozambicani durante la guerra civile (1977-1992) ed è stato definitivamente chiuso nel 2007. I preparativi sono in corso per consentire i trasferimenti, che l’UNHCR auspica di iniziare a breve. Luwani dispone di più di 160 ettari di spazio, in parte ricoperto da foresta. I rifugiati avranno strutture e servizi migliori in questo sito, tra cui servizi sanitari, istruzione, accesso all’acqua e alla protezione. E, soprattutto, sarà più sicuro. L’UNHCR apprezza la generosità del Malawi ad ospitare così tante persone. L’Agenzia ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere le porte aperte a persone in fuga da situazioni di pericolo.Diversi partner, tra cui UNICEF, PAM e MSF, stanno fornendo servizi essenziali a Kapise, tra cui pozzi per l’acqua, cibo e assistenza sanitaria. Ciò ha contribuito a migliorare le condizioni generali che tuttavia rimangono molto difficili. In futuro tale sito sarà utilizzato principalmente come un campo di transito.La mancanza di fondi per l’UNHCR e per gli altri attori sul campo rappresenta un problema. Sono necessari 1.8 milioni di dollari USA per soddisfare i bisogni immediati, ma saranno necessari altri fondi per far fronte al crescente numero di arrivi. Il Malawi ospita già circa 25mila rifugiati, per lo più provenienti dalla regione dei Grandi Laghi e del Corno d’Africa, in un campo che si trova a circa 50 chilometri da Lilongwe – il campo di Dzaleka – che ora è al completo. Le razioni di cibo sono state tagliate del 50 per cento dal mese di ottobre e le risorse per assistere i rifugiati sono limitate.

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Dichiarazione dell’UNHCR sul futuro del campo di Dadaab, in Kenya

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2015

Displaced People At Dadaab Refugee Camp As Severe Drought Continues To Ravage East AfricaIl governo del Kenya ha annunciato la chiusura del campo profughi di Dadaab entro tre mesi e il rimpatrio dei 350.000 rifugiati somali residenti nel loro paese di origine. La decisione del governo è stata annunciata lo scorso fine settimana in seguito al terribile attacco all’Università di Garissa, verificatosi all’inizio di questo mese.L’UNHCR ha espresso shock e orrore per l’attacco di Garissa. L’Alto Commissario Guterres e il suo staff hanno espresso solidarietà al popolo del Kenya. L’Agenzia ribadisce inoltre il suo cordoglio alle famiglie di tutte le vittime.Da più di due decenni il Kenya accoglie e protegge con generosità i rifugiati dalla violenza e dalle persecuzioni in Somalia. L’UNHCR collabora strettamente con il governo del Kenya e ben comprende le attuali condizioni di sicurezza regionale e la gravità delle minacce terroristiche che il Kenya si trova ad affrontare. L’Agenzia riconosce anche che il governo ha l’obbligo di garantire la sicurezza dei suoi cittadini e delle altre persone che vivono in Kenya, inclusi i rifugiati.
L’UNHCR esprime tuttavia preoccupazione per l’improvvisa chiusura del campo di Dadaab e per il rimpatrio dei rifugiati, costretti a ritornare in Somalia: questi fatti potrebbero avere conseguenze umanitarie e pratiche estreme, e costituirebbero una violazione degli obblighi internazionali del Kenya.
L’UNHCR invita pertanto le autorità kenyote a considerare con maggiore attenzione la questione. L’Agenzia è pronta a lavorare con ancora maggiore collaborazione con il governo del Kenya per rafforzare l’applicazione della legge a Dadaab e per sostenere ulteriori misure per proteggere i rifugiati e i cittadini kenyoti contro possibili intrusioni da parte di soggetti armati da oltre confine.
Nel mese di dicembre 2014 è stato lanciato un progetto pilota per i rimpatri volontari, mirato appunto a sostenere le persone che cercano volontariamente di rimpatriare in una delle tre aree relativamente sicure della Somalia, cioè Luuq, Baidoa e Kismayo. L’UNHCR è pronto a lavorare con i governi del Kenya e della Somalia per intensificare questo programma laddove ci sia la possibilità di mettere in atto un rimpatrio volontario. Tuttavia, per ora l’Agenzia ritiene che i ritorni su vasta scala non siano un’opzione praticabile in molte parti del paese, in particolare nella zona centro-meridionale della Somalia.
L’UNHCR ribadisce il suo continuo impegno nel supportare il governo del Kenya nelle sue azioni di protezione dei rifugiati somali.

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La crisi economica raccontata dal cinema

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2012

Palazzo Salimbeni the headquarters, in piazza ...

Image via Wikipedia

Siena – dal 22 al 24 marzo – presso il Complesso museale Santa Maria della Scala. Proiezioni, dibattiti e tavole rotonde. La crisi economica raccontata dal cinema. E’ il tema al centro della rassegna “O la borsa o la vita – 1929/2011: la crisi nell’occhio del cinema”. Tre giorni di proiezioni, dibattiti e tavole rotonde – promossi dall’associazione Amici del Cinema in Terra di Siena presieduta da Antonio Sclavi imprenditore ed ex docente di Economia dell’Università di Siena e inserita nel Campo e Controcampo Siena Film Festival – con la presenza di grandi personalità del mondo dell’economia e del cinema che si confronteranno su come il linguaggio cinematografico ha raccontato e racconta le crisi economiche passate e presenti. La direzione artistica è di Giovanni Maria Rossi, presiede il comitato scientifico Claudio Carabba.
Ognuna delle giornate previste analizzerà attraverso dibattiti e proiezioni specifiche una crisi storica. Si comincia, giovedì 22 marzo con “Ma cos’è questa crisi: 1929, ’30, ’31…” si prosegue, venerdì 23 marzo, attraverso la riflessione sulle crisi attuali con “I peggiori anni della nostra vita: Novanta-Duemila” per poi chiudere la rassegna con la terza e ultima giornata, sabato 24 marzo, dedicata al tema “2011-2012 – Una storia non ancora finita” con una tavola rotonda alla quale parteciperanno alcuni illustri esponenti del mondo dell’economia, dell’imprenditoria e del cinema.
“O la borsa o la vita” è una produzione di Campo e Controcampo. L’evento, che si svolgerà nella Sala Calvino del Santa Maria della Scala di Siena, è patrocinato con un contributo di Comune di Siena, Provincia di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Camera di Commercio di Siena e Bassilichi Spa. Le antologie dei film sono state realizzate in collaborazione con la Mediateca Regionale Toscana.

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In libreria: Walter Ferreri

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

“La verità sul 2012”, La Zisa, Pagine: 112, euro 8,90 (ISBN: 978-88-95709-55-0) Dalla lettura di questo libro ognuno di noi potrà rendersi perfettamente conto “come il 2012 sia un anno come gli altri e che la sua elezione a “anno del giudizio” non sia nient’altro che un’invenzione di alcuni autori, scaturita da una loro interpretazione acritica del calendario Maya, al quale si è voluto attribuire un significato che non trova riscontro tra gli studiosi di questo popolo. Il motivo che li ha indotti a fare queste previsioni è essenzialmente di tipo economico […]: un libro che tratta di future catastrofe di eventi spettacolari o eccezionali ha molto facilmente più successo di uno […] che si limiti a raccontare la realtà dei fatti”. “La storia è permeata da “profeti” e “veggenti” che hanno previsto innumerevoli volte la fine del mondo. Spesso questi comportamenti sono stati dettati da una interpretazione letterale di scritti antichi, ai quali si attribuiscono grande autorità o addirittura infallibilità. Anche nel caso dei Maya, […] la tendenza è stata quella di sopravvalutare molto le loro possibilità di previsione, […] I Maya avevano una notevole conoscenza del cielo, ma […] La loro scienza non gli permetteva di fare previsioni precise su molti avvenimenti astronomici futuri”. (dalle Conclusioni dell’Autore) Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia “Orione”, della cui versione attuale – “Nuovo Orione” – ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l’Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome “Ferreri” all’asteroide 3308 EP. http://www.lazisa.it/ferreri.html

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Sgombero di 250 Rom a Tivoli

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

Tivoli (Roma) Da ieri mattina le ruspe sono in azione nel campo Rom di Stacchini. Numerose abitazioni in cui erano rifugiate le famiglie Rom sono state distrutte, mentre le operazioni proseguono, nonostante le proteste della Caritas Diocesana di Tivoli e delle ong locali, che da tempo si adoperavano con ottimi risultati per l’assistenza umanitaria e un progetto di inclusione sociale. Lo sgombero è condotto dalla Polizia di Tivoli e dalla Questura di Roma, coadiuvate da polizia locale e protezione civile. L’area in cui si svolge l’evacuazione, nonostante i numerosi casi umanitari, è interdetta ai difensori dei diritti umani, mentre il Comune di Tivoli non ha diramato alcun comunicato in merito all’azione poliziesca contro la comunità Rom, che conta circa 250 persone, con bambini, donne incinte e malati. Agenti di polizia locale hanno affermato che le baracche distrutte erano abbandonate da tempo, ma i Rom di Tivoli testimoniano il contrario e spiegano che alcune famiglie si sono allontanate spontaneamente prima dell’arrivo delle ruspe, dopo essere state informate dello sgombero dalla polizia locale, per timore di essere denunciate per occupazione abusiva, con il rischio di perdere la patria potestà sui bambini. Secondo fonti locali, le autorità proporranno alle famiglie ospitalità per donne e bambini presso il centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, mentre nessuna alternativa umanitaria riguarderà gli uomini e i ragazzi maggiorenni. Poiché le donne Rom quando si sposano secondo il loro rito, giurano di non separarsi dai familiari, neanche nella malasorte, è prevedibile che – come di consueto – il “piano accoglienza” sarà rifiutato. Il Gruppo EveryOne, dopo aver appreso dello sgombero, ha allertato la rete per i diritti umani del Lazio con l’obiettivo di recuperare le tracce di alcuni bambini portatori di gravi patologie, nonché di pazienti oncologici che ricevevano cure necessarie alla sopravvivenza.

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Questura di Cagliari, carenza cronica di personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

“Non possiamo che fare un plauso, da uomini di legge, all’iniziativa che il governo ha preso in questi giorni, in merito alla regolarizzazioni di colf e badanti. E’ un primo passo – dice Giuseppe Pilichi, Segretario Generale Provinciale del Coisp – per mettere ordine in un campo che troppo spesso è stato terra di repressione e non di prevenzione”.  “Ciò che ci stupisce però – continua Pilichi – è che nei numerosi documenti stilati, nelle trattative avviate, nelle Istituzioni coinvolte, manchi un qualsiasi riferimento alle Questure, come se queste, appunto, siano avulse dal meccanismo burocratico che le esigenze di regolarizzazione delle persone extracomunitarie comporteranno”. “Non abbiamo ben capito – dice ancora Pilichi – come sia accaduto che l’anello più importante della catena, perché quello di congiunzione, quali sono appunto le Questure d’Italia, sia stato praticamente ignorato. Dimenticando il fatto che alla fine saranno gli uffici della Polizia di Stato che dovranno rilasciare 800.000 titoli si soggiorno elettronico”!  “Non una sola parola è stata spesa sulle difficoltà che potrebbero incontrare i Questori ed i loro collaboratori dell’Immigrazione (ma sappiano che sarebbe meglio dire incontreranno….) nell’espletamento di un compito che diventa gravoso nei numeri, ancor di più se si tiene conto dei tagli, in termini di risorse umane e finanziarie, che il Governo ha operato nel comparto sicurezza”. “Sfugge infatti a qualcuno – conclude Pilichi – che si parla di 800.000 rilievi foto-dattiloscopici da effettuare trattandosi di primi rilasci, più 800.000 rilevazioni impronte con lo Spaid per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico e 800.000 consegne (si chiama attivazione e consegna per gli addetti ai lavori) del PSE: un totale quindi di 3.200.000 contatti in più fra utenti e Questure d’Italia, i nostri più stretti colleghi potrebbero rispondere “usi obbedir tacendo, e tacendo mori” (usi obbedir tacendo e tacendo anche morir”), ma nella circostanza ci sentiamo di dire “ad impossibilia nemo tenetur”. (nessuno è tenuto a fare cose impossibili”.) e gli uffici immigrazioni delle questure nelle condizioni in cui si trovano – conclude Pilichi – non potranno mai smaltire la mole di lavoro che verrà affidata a loro, Cagliari compresa, non foss’altro che a causa del lungimirante piano di razionalizzazione delle risorse umane, l’organico di quell’Ufficio è stato ridotto ad una decina di unità, con una mole di lavoro che negli anni, per contro, è triplicata e nemmeno agevolata dalle complesse procedure di regolarizzazione”.

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Incontro Internazionale delle religioni

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Cracovia dal 6 all’8 settembre su invito della Comunità di Sant’Egidio e del card. Stanislao Dziwisz, Incontro Internazionale delle religioni per la pace “Lo spirito di Assisi a Cracovia” La città di Giovanni Paolo II,  dove il grande papa si è formato culturalmente, umanamente e spiritualmente diventa così crocevia dei leader delle grandi religioni , nel settantesimo anniversario dell’inizio della Seconda Guerra mondiale, per trovare vie di pace e di riconciliazione. Un gesto significativo è il pellegrinaggio inedito per dimensioni e rappresentanza al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, che si tiene martedì 8 settembre (live su internet): segno di riconciliazione e di pace, per sottolineare un radicale rifiuto della violenza e della guerra come strumento per la soluzione dei conflitti internazionali. Tutto l’evento è trasmesso in diretta video su web dal sito http://www.santegidio.org

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I mondiali antirazzisti

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

Casalecchio di Reno (Bo) 8 e 12 luglio XIII edizione dei Mondiali antirazzisti Verranno allestiti 17 campi di calcio nel Centro sportivo Salvador Allende, alle porte della città, e parteciperanno 204 squadre con rappresentanze dai cinque Continenti.  Dopo un primo giorno di accoglienza e ambientamento per tutte le squadre, il fischio d’inizio “ufficiale” verrà dato alle ore 15 di giovedi 9 luglio con la stretta di mano tra tutti i partecipanti sul campo centrale:  un “quarto tempo” che si prevede molto partecipato e spontaneo. Nel pomeriggio del 12 luglio sono previste le finali e verranno assegnate le 12 Coppe del torneo. Non ci sarà una ma tante classifiche: si premia chi ha avuto l’atteggiamento più corretto, chi ha preso più gol, chi viene da più lontano. I valori dello sport per tutti vivranno in un grande progetto internazionale di amicizia, multiculturalità, inclusione. E soprattutto l’impegno di tutti perchè il nemico comune da sconfiggere è il razzismo. I Mondiali antirazzisti sono organizzati da Progetto Ultrà e Uisp in collaborazione con Istoreco e Rete Fare, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna, del Comune di Casalecchio di Reno. http://www.mondialiantirazzisti.org

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