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Ricerca: scoperte inaspettate proprietà elettroniche e ottiche nascoste nel biossido di Titanio

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

UCBM - Vista aerea campus universitarioRoma Trigoria. Una nuova luce – è il caso di dirlo – è stata fatta sulle incredibili potenzialità dell’anatase, un particolare tipo di biossido di Titanio (TiO2) che potrebbe cambiare radicalmente il modo d’intendere le tecnologie che richiedono accumulo e utilizzo di energia ottenuta attraverso la luce. Il biossido di Titanio è un materiale coinvolto in numerose applicazioni pratiche, tra cui il fotovoltaico e la fotocatalisi, usata nei processi di purificazione di aria e acqua (è il meccanismo mediante il quale, ad esempio, le superfici a vetri si autopuliscono quando esposte alla luce). Celava ancora, tuttavia, molti segreti sulle sue proprietà elettroniche e ottiche, nonostante decenni di studi sui meccanismi che inducono la luce assorbita a convertirsi in cariche elettriche.A svelarne finalmente i contorni è uno studio internazionale, coordinato dall’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) e al quale ha lavorato anche Letizia Chiodo, ricercatrice di Fisica della Materia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. La ricerca, svolta in collaborazione con ricercatori del Max Planck Institute di Amburgo e dell’Università di Tor Vergata, è stata appena pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications.Per realizzare l’analisi sul biossido di Titanio, gli scienziati hanno utilizzato le più avanzate tecniche d’indagine sperimentale e teorico-computazionale. In questo modo, hanno scoperto caratteristiche che rendono l’anatase di TiO2 unico e diverso rispetto a molti semiconduttori tradizionali, quali il silicio, il materiale con cui viene attualmente prodotta, ad esempio, gran parte dei chip per i dispositivi tecnologici. Quando la luce colpisce l’anatase in esso non si creano solo singole cariche elettriche ‘libere’ – gli elettroni (negative) e le cosiddette ‘buche’ (le corrispondenti cariche positive). Grazie alla struttura del cristallo, si formano anche delle ‘coppie’ stabili di cariche opposte, chiamateeccitoni. Essi riescono a trasportare contemporaneamente energia e cariche elettriche, ponendosi come base per il settore della cosiddetta ‘eccitonica’, elettronica di nuova generazione.Ma la vera novità svelata dalla ricerca sta nel comportamento degli eccitoni presenti nell’anatase di TiO2: essi, infatti, si comportano incredibilmente in modo bidimensionale nello spazio tridimensionale del reticolo che forma il cristallo, un po’ come i singoli strati di una torta millefoglie. Ciò li rende estremamente stabili, al punto che né le variazioni di temperatura, né la riduzione del materiale a dimensioni nanometriche (al di sotto di quelle usate nell’elettronica di uso comune) e neppure gli eventuali difetti presenti sui cristalli intaccano, almeno per un certo tempo, la stabilità del loro ‘legame di coppia’.E, di conseguenza, non scalfiscono la loro efficienza nell’assorbimento e nella capacità di conservare energia. Una sorta di ‘immunità’ che non appartiene, invece, ai semiconduttori di uso comune nelle tecnologie attuali, in cui l’energia luminosa assorbita si dissipa velocemente, disperdendosi dal reticolo del cristallo sotto forma di calore.Inoltre, le proprietà dell’eccitone appena scoperto nel cristallo di TiO2 sono molto sensibili a stimoli interni ed esterni al materiale, come temperatura, pressione o eccesso di elettroni. Tutto ciò rende l’eccitone del TiO2 un promettente candidato per la realizzazione di sensori a lettura ottica insieme potenti, accurati ed economici.
“Il comportamento riscontrato nell’eccitone dell’anatase – spiega la ricercatrice Letizia Chiodo, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – potrebbe rendere possibili nel prossimo futuro nuove applicazioni tecnologiche, basate sul particolare accumulo di energia della luce che si crea attraverso la formazione di questa ‘coppia’. Anzi, si potrebbero usare le coppie che formano tali eccitoni facendole muovere nel materiale per creare veri e propri circuiti ‘eccitonici’, simili a quelli elettronici – in cui si muovono gli elettroni nell’elettronica convenzionale –, ma in grado di spingersi ben oltre le attuali capacità di accumulo dell’energia”.La portata della scoperta è tanto più ampia, in prospettiva, in quanto l’anatase di biossido di Titanio è un materiale molto economico e facile da fabbricare. “Per questo – conclude Chiodo – il nostro studio schiude interessanti possibilità per ottimizzare le attuali applicazioni che fanno uso del biossido di Titanio, immaginandone di future”.

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Focus sul virus ZIKA in Brasile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Roma Trigoria 20 dicembre, alle ore 11.00, presso l’Aula di Direzione Sanitaria al primo piano del Policlinico Universitario università campuss bio-medico di Roma (Via Alvaro del Portillo, 200 – Roma) si svolgerà un incontro per fare il punto sugli ultimi sviluppi della ricerca internazionale sul virus Zika, che fa ancora paura in Brasile e in parte dell’America Latina. Il titolo è “ZIBRA: analisi in tempo reale sullo ZIKA virus in Brasile”. Ospite dell’evento sarà la ricercatrice Marta Giovannetti, che lavora alla Fondazione ‘Osvaldo Cruz’ di Bahia e sta portando avanti un programma itinerante sulla circolazione del ZIKA virus. Parlerà, in particolare, dell’esperienza che sta conducendo a contatto con migliaia di donne in età fertile e mamme di bambini affetti dal virus in Brasile. L’argomento è molto attuale e d’interesse, specialmente per le donne in età da gravidanza, poiché come si sa, l’infezione contratta durante la gestazione è molto pericolosa per il feto.Promotori dell’incontro e presenti all’appuntamento sono la Prof.ssa Silvia Angeletti (Responsabile UOC del Laboratorio Analisi presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico) e il Prof. Massimo Ciccozzi (ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità).

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Università: al Job Day UCBM il consigliere economico del Governo declina il futuro dello Human Technopole

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

UCBM - Vista aerea campus universitarioRoma. Una giornata per focalizzare le criticità, ma anche e soprattutto le potenzialità del mercato del lavoro nell’epoca dei cosiddetti ‘post-Millennials’, la generazione cresciuta tra instabilità globale, insicurezza sul futuro ed enormi prospettive di professionalizzazione rese possibili da creatività, innovazione e sviluppo tecnologico: è stato questo il cuore del Job Day 2016 dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’evento che ha fatto incontrare, presso la sede dell’Ateneo, gli studenti di Ingegneria e Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana con oltre 30 aziende nazionali e multinazionali. L’importanza del legame tra università e impresa è stata declinata dal convegno ‘Generazione Z: Università e lavoro globale’, che ha visto una grande partecipazione di studenti, docenti e stakeholder imprenditoriali nell’Aula Magna dell’Università.Innovazione è stata la parola-chiave della mattinata, aperta dal Pro-rettore alla Didattica, Simonetta Filippi. “Cavalcare i cambiamenti – ha sottolineato la docente – vuol dire anche guardare il mondo con occhi più attenti e veloci, in grado di cogliere le richieste e le necessità che provengono dalle aziende per non farsi trovare impreparati. Il nostro Job Day, attraverso il workshop e poi la tavola rotonda, ha l’obiettivo di rispondere agli interrogativi che fanno tremare nel momento di passaggio tra la fine degli studi e l’inizio della ricerca del lavoro: quale sarà l’evoluzione di prodotti e business nei settori che incontrano i nostri Corsi di Studio? Qual è la predisposizione migliore per ricevere un feedback positivo dalle imprese?”.Grande attesa c’è stata per l’intervento che ha chiuso la mattinata, quello di Marco Simoni, consigliere economico di Palazzo Chigi. Simoni ha esordito dicendo che “l’Italia nei 40 anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale era il Paese che cresceva di più in Europa. Poi, dagli anni ’90, è diventato quello che cresce meno. Perché? È crollato il tasso d’innovazione”. Simoni, quindi, ha declinato il destino dei circa 70mila metri quadri, su un totale di 1 milione e 100mila, che hanno ospitato l’EXPO milanese. “Abbiamo chiesto a un gruppo di scienziati di scrivere un progetto per il più grande centro di ricerca sulle scienze della vita. Il progetto è stato valutato anonimamente da un certo numero di direttori di grandi centri di ricerca nel resto del mondo ed è stato approvato qualche mese fa. Martedì ci riuniremo con presidente dell’ISS, del CNR, i rettori delle università milanesi e tre scienziati di fama mondiale per ‘settare’ al meglio il Centro”. Che sarà più di un polo di ricerca. “Sarà – ha chiarito Simoni – una vera e propria infrastruttura scientifica articolata su quattro linee guida maggiori: genetica, nutrizione, analisi dei dati e oncologia. Disporrà di macchine talmente potenti, costose e rare che per poterle utilizzare faranno la ‘fila’ non solo i ricercatori italiani, ma anche quelli a livello europeo e mondiale”. Il piano del Governo Renzi è che lo Human Technopole vada a regime “entro tre anni, con circa 1.500 persone, di cui l’80 per cento ricercatori. Che vuol dire creare un centro di almeno 2mila persone, considerati dottorandi e altri ricercatori attivi con assegni di ricerca europei o internazionali. Sarà la ‘startup’ italiana per eccellenza, un elemento trasformativo profondo anche del carattere industriale del nostro Paese”.Nel salutare i presenti all’inizio dell’evento, il Rettore UCBM, Andrea Onetti Muda, ha citato i dati appena pubblicati da un sondaggio di SWG e Skuola.net in cui emerge come quasi 2 ragazzi italiani su 3 sono pessimisti sulle loro prospettive per l’avvenire, soprattutto per quanto riguarda lavoro, crescita e istruzione, auspicando che l’Università non generi persone che cercano un lavoro, ma creino posti di lavoro. “Le aziende – ha sottolineato Paolo Sormani, DG dell’Ateneo – cercano persone che si sono laureate bene e giovani. In questo senso, ci confortano i dati di Almalaurea sui nostri studenti, secondo i quali l’88 per cento dei nostri studenti si laureano in corso e circa l’80 per cento trovano un lavoro a un anno dalla Tesi. Dati molto positivi, che ci pongono ai vertici dei ranking nazionali delle università”. Un’affermazione confermata dal Rapporto ISTAT su ‘Studenti e Bacini Universitari’, appena reso noto, secondo il quale l’Università Campus Bio-Medico di Roma è al secondo posto nelle preferenze dei migliori studenti italiani per le aree di studio di cui dispone: il 38,7 per cento dei diplomati migliori d’Italia (usciti con un voto pari o superiore a 95/100) scelgono infatti di intraprendere la vita accademica in questo Ateneo.Il dibattito sulla ‘Generazione Z’ è stato aperto da Riccardo Pietrabissa, Docente di Bioingegneria industriale al Politecnico di Milano, che ha parlato dei legami tra formazione, creatività e innovazione. “Che cosa vuole il Paese dalla generazione futura? – ha chiesto – Questa è la domanda a cui un’università come istituzione deve rispondere. Vogliamo sempre più professionisti, avere sempre più avvocati o ingegneri, riempire il mondo di manager che lavorino per le multinazionali straniere? Le famiglie e gli immatricolati ci chiedono una preparazione per aree, specializzata, secondo figure legate alle scale sociali. Quello che invece dovremmo fare e dare una preparazione per competenze: formare chi sa risolvere problemi. Imprenditori, decisori, una classe politica competente. Che poi potrà anche fare l’avvocato o il medico. Ma non come obiettivo”. Quindi, il giurista e counselor Marco Vigini, Executive Career Advisor di Orienta Project Leader, ha citato uno studio della Harvard Business School secondo cui “la capacità di costruire un network di relazioni sempre più ampio sia uno dei tre paradigmi di gestione e produzione di risorse”. “Fatto 100 le opportunità di lavoro – prosegue – mediamente il 70 per cento passano attraverso il canale informale. Quindi, se sappiamo usare bene la nostra rete possiamo arrivare in appena 6 passaggi a proporci anche a interlocutori apparentemente molto distanti da noi, moltiplicando le opportunità di lavoro”. La relazione di Mauro Fontana, AD di Sorematec Italia, azienda del Gruppo Ferrero che fornisce alla ‘casa madre’ idee per il lancio di nuovi prodotti e per il miglioramento di quelli esistenti, è stata incentrata invece sui nuovi approcci per lo sviluppo continuo e concreto dell’innovazione, che passano inesorabilmente per l’Open Innovation, “un approccio mentale che permette di essere efficaci ed efficienti e consente di avere una visione aperta e internazionale sui trend del mercato del lavoro”. Quindi Sabrina Florio, Vice-presidente dell’Unione Industriali di Roma e Lazio e Presidente dell’associazione no-profit ‘Anima per il Sociale nei valori d’impresa’, ha approfondito il tema dei valori aziendali, chiarendo che “in un contesto estremamente globalizzato, internazionale e competitivo, quello che conta è il merito. Il mondo universitario dev’essere prioritario in un sistema-Paese che vuole crescere”.Sulla stessa linea d’onda Nicola Greco, Presidente di SITIE e CDA di Salini Impregilo e Permasteelisa, che ha chiarito il punto di vista delle multinazionali sul lavoro globale. Parlando a studenti e neolaureati ha posto l’accento sui “megatrends, che sono l’indirizzo del futuro: grandi clusters urbani, infrastrutture per connetterli, sharing economy, manifattura avanzata come droni o robot, biotecnologie: le aziende che sapranno coglierli saranno le grandi aziende globali”. Aggiungendo quello che potrebbe diventare un nuovo megatrend del futuro: “La capacità di generare occupazione di qualità. Anche se oggi non se ne preoccupa nessuno”.Nel suo speech Walter Ruffinoni, CEO di NTT Data Italia, leader mondiale nell’innovazione digitale, ha fatto il punto sulle opportunità oggi a disposizione nel proprio settore, concludendo con il duplice paradosso “che vivono la mia e la vostra generazione: noi 50enni siamo sempre stati troppo giovani per prenderci delle responsabilità e all’improvviso siamo diventati troppo vecchi. Per voi, invece, milioni di posti di lavoro nel prossimo futuro scompariranno, perché robot e Intelligenza Artificiale stanno arrivando e per alcuni lavori di routine, in Silicon Valley, ormai si trova un robot al posto dell’uomo. Ma la sfida della maggior incertezza vissuta negli ultimi 50 anni farà nascere altrettanti lavori ad alto contenuto cognitivo. E chi ha la migliore formazione potrà vedere le migliori opportunità lavorative del cinquantennio”. “Siate pionieri, provateci – ha concluso – ma soprattutto metteteci tanto cuore. Perché è quello che fa la differenza”.Gli spunti emersi sono stati approfonditi in una tavola rotonda dal titolo ‘Dall’impresa alla formazione’, moderata dal professor Pietrabissa. Si sono confrontati su ricerca dei giovani talenti, collaborazione pubblico-privato, aspettative aziendali per i profili dei candidati e valore della proprietà intellettuale Marco Ruini, Coordinatore del gruppo Giovani Industriali di Assobiomedica; Gaia Corso, Business Developement Scientific Liaison del gruppo Angelini; Luciano Mirarchi, Specialista di supporto europeo di Siemens; Pier Paolo Caruso, membro del CdA di Datalogic.Il Job Day è stata anche l’occasione per facilitare la comunicazione tra neolaureati e industrie: incontri dedicati tra responsabili di oltre 30 aziende nazionali e multinazionali e universitari si sono tenuti durante tutto il pomeriggio, con lo scopo di fornire agli studenti indicazioni utili sui profili e le competenze, anche diffuse, richieste dalle imprese del loro settore; da parte loro, le realtà aziendali hanno approfondito la conoscenza di potenziali talenti che hanno da poco completato o stanno completando gli studi presso l’UCBM, per seguirli nella fase finale del percorso universitario e poterli inserire fin dai mesi successivi alla laurea nel loro ambito lavorativo.

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Accordo Basilicata e Campus biomedico Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

“Una nuova alleanza della Regione Basilicata con un’importante struttura scientifica e universitaria del nostro Paese” – così il Presidente della Regione, Vito de Filippo, ha commentato l’accordo di collaborazione appena siglato con l’Università Campus Bio-Medico di Roma e che vedrà esperti della Facoltà d’Ingegneria dell’Ateneo lavorare a fianco del governo regionale sui temi dell’attività estrattiva e delle energie rinnovabili. Di sfondo all’accordo c’è la volontà del Governatore della Basilicata di costruire intorno al Piano Energetico Ambientale Regionale, varato nel 2010, una rete di esperti che “consentirà di accompagnare al meglio dinamiche di sviluppo che sono complesse”. Tra gli obiettivi più ambiziosi del piano: il raggiungimento dell’autosufficienza energetica per la Regione, la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 30 per cento del totale e la costruzione di un distretto tecnologico nella Val D’Agri – la zona in cui sono localizzati i progetti di estrazione petrolifera – dove avviare start–ups aziendali e programmi di ricerca. “Sulle energie rinnovabili il piano prevede investimenti per almeno 6 miliardi di euro – ha precisato Vito de Filippo – Con l’estrazione del petrolio, che abbiamo sfruttato finora solo parzialmente, abbiamo la possibilità di coprire più del 10 per cento del fabbisogno nazionale”. L’accordo impegna l’Università Campus Bio-Medico in azioni di trasferimento di know-how, innovazione e sviluppo nel settore petrolifero, del ciclo dell’acqua e delle energie rinnovabili e segna un passo importante per le strategie di crescita dell’Ateneo, che dal tradizionale ambito biomedico sta allargando le proprie attività didattiche e di ricerca al settore dell’ambiente. “La correlazione tra ambiente e salute ci sta portando a investire sui temi della sostenibilità e dell’energia – ha commentato il Presidente del Campus Bio-Medico di Roma, Paolo Arullani – Il contributo tecnico-ingegneristico che siamo ora chiamati a dare grazie a questo accordo, sarà sicuramente anche l’occasione per sviluppare insieme alla Regione Basilicata un confronto e una serie di progetti che abbiano al centro salute e ambiente” . Sul primo anno trascorso dal varo del Piano Energetico da parte della Giunta Regionale lucana, il Presidente Vito de Filippo ha espresso un bilancio positivo, ma anche un appello al governo nazionale: “In concomitanza con le politiche energetiche, abbiamo incentivato imprese, abbiamo sostenuto la nostra università locale e abbiamo attuato iniziative sul fronte delle politiche sociali. Questo però deve essere accompagnato, come stiamo chiedendo al governo nazionale, da un rilevante intervento in termini d’investimenti su ricerca, occupazione, formazione e infrastrutture. Una volta tanto il Sud non è un problema, ma una grande opportunità, sfruttata però non ancora abbastanza”.

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Campus bio-medico: per il nuovo centro di radioterapia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

Gianni Alemanno, Mayor of Rome.

Image via Wikipedia

E’ partita ufficialmente con una serata di gala presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma per la raccolta fondi, per il progetto che costerà alla struttura 8 milioni di euro. L’evento, promosso e sostenuto dall’Ordine Costantiniano di San Giorgio, sarà presenziato dai Principi Carlo e Camilla di Borbone. Sono intervenuti il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e il Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno. Il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico punta a realizzare entro un anno un nuovo Centro di Radioterapia Oncologica presso la propria sede di Trigoria. La nuova struttura si affiancherà a quella già funzionante presso il Polo Oncologico nel quartiere Prenestino della capitale. Le nuove tecnologie, delle quali sarà dotato il Centro di Radioterapia Oncologica, consentiranno d’irradiare il sito tumorale con maggiore precisione di oggi, massimizzando così l’efficacia terapeutica e riducendo contemporaneamente la tossicità del trattamento per gli organi sani. “Saremo anche in grado di trattare neoplasie oggi non aggredibili, come il mesotelioma pleurico, un tumore che si pone in correlazione con l’esposizione dell’organismo all’amianto – spiega il Prof. Lucio Trodella, Direttore dell’Area Specialistica di Radioterapia del Campus Bio-Medico – L’OMS stima che nei prossimi 10 anni la domanda di trattamenti radioterapici crescerà del 22 per cento. Quella per tumori ai polmoni del 25 per cento. Per il il mesotelioma pleurico ci si attende nei prossimi anni un picco epidemiologico.

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La Croce Rossa Italiana e Valore Salute

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2009

Roma 16 Aprile 2009 – Ore 12:00 Via Toscana 12 Comitato Centrale Croce Rossa Italiana – Sala Palasciano Conferenza Stampa di presentazione della Campagna Cibo & Salute Togli centimetri, aggiungi salute dedicata alla prevenzione della sindrome metabolica Intervengono Francesco Rocca Commissario Straordinario Nazionale CRI Giuliano Da Villa Consigliere del Commissario Straordinario Nazionale CRI, già Esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Epatologo Carlo Sensi Amministratore Delegato Spem Spa Eugenio Del Toma Nutrizionista, Docente in Scienza dell’Alimentazione Università Campus Biomedico, Roma Evelina Flachi Biologa, Specialista in Scienza dell’Alimentazione Giovanni Gasbarrini Professore Ordinario Medicina Interna, Università Cattolica Sacro Cuore, Roma Claudio Cricelli Presidente Nazionale SIMG Fabio Menicacci Segretario Nazionale ANAP Modera Luciano Lombardi La conferenza illustrerà le modalità di svolgimento della Campagna – in programma per il 25 e il 26 Aprile 2009 su tutto il territorio nazionale in oltre 300 piazze –, quali sono i servizi gratuiti che verranno offerti ai cittadini, cosa è la sindrome metabolica, i dati di diffusione della patologia nella popolazione italiana e l’importanza di condurre un corretto stile di vita e una corretta alimentazione

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