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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘candidati’

Concorso DSGA: Oggi si parte, tantissimi i candidati giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Si entra nel clou, parte la selezione: 103 mila candidati si sfideranno in tre giorni – 11, 12 e 13 giugno – per affrontare i 100 quesiti della dura prova preselettiva concorso Dsga da cui soltanto 6 mila di loro passeranno alla prova successiva, quella scritta. Molti dei candidati sono giovanissimi. La partita si concluderà con la nomina dei 2.004 vincitori probabilmente dal 1° settembre 2020. Ma ecco l’altra faccia della medaglia, poiché sino a qui è stata tanta la confusione: infatti sono tante le inesattezze e le risposte errate nella batteria dei 4mila test. Inoltre il giovane sindacato lancia i ricorsi per tutelare i candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientreranno nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi in regione.
Marcello Pacifico (Anief): Abbiamo proposto un ricorso avverso la previsione del bando di ammettere all’ammissione alla prova scritta un numero di candidati triplo rispetto ai posti disponibili e non di tutti i candidati che avranno superato la prova preselettiva con un punteggio finale pari o superiore a 60/100. Altresì, il bando commette una grave illegittimità nella parte in cui prevede che si proceda alla prova preselettiva se il numero dei candidati partecipanti in regione supera le 4 volte il numero dei posti banditi e poi specifica che ammetterà alle prove scritte coloro i quali supereranno la preselettiva e si collocheranno entro le 3 volte il numero dei posti banditi
Si entra nel clou, al via la selezione: 103 mila candidati si sfideranno oggi, domani e giovedì per affrontare i 100 quesiti della dura prova preselettiva concorso Dsga. Soltanto 6 mila di loro passeranno alla prova successiva, quella scritta. Come riporta la rivista specializzata Tutto Scuola, rappresentano una buona fetta di partecipanti i “giovani laureati di età compresa tra i 22 e i 35 anni: ben 47.300, pari al 45% di quell’esercito di candidati. In diverse regioni settentrionali la quota di quei giovani ha addirittura raggiunto o superato il 50% del totale, come, ad esempio, in Piemonte dove è stato raggiunto il 53,4%, o in Lombardia (50,4%) oppure in Emilia Romagna (50%)”. All’interno della porzione di giovani, è “di ulteriore interesse la quota di giovanissimi di età inferiore a 30 anni: sfiorano le 17 mila unità, per una percentuale superiore al 16% (un giovanissimo ogni sei candidati)”. I candidati concorso Dsga di età superiore ai 55 anni sono soltanto l’1,7%. Anief ha deciso di ricorrere per tutelare i candidati che dopo le prove preselettive si ritroveranno esclusi dalla prosecuzione del concorso, nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientreranno nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi in regione.

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‘Ndrangheta: Scopelliti (Ap) “Dopo arresti amministratori, politica rifletta su candidati prossime elezioni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

catanzaroCatanzaro. “L’imponente operazione della Dda di Catanzaro ha dato un colpo significativo al clan Farao-Marincola di Cirò Marina. Un plauso e un sincero ringraziamento vanno al procuratore Gratteri e ai Ros dei Carabinieri di Crotone. Una notizia che rappresenta, allo stesso tempo, l’occasione per una riflessione in vista della campagna elettorale. Premesso il principio di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio, il fatto che tra gli arrestati ci siano alcuni amministratori attuali o passati di quel territorio chiama in causa anche noi. Noi, cittadini, nessuno escluso, e chi come me ha avuto in questi anni responsabilità politiche. I cittadini, in quanto va superata una volta per tutte la logica delle raccomandazioni, del pretendere qualcosa in cambio del voto, perché anche così si alimenta il malaffare e la mala politica. Adesso, con il nome del candidato stampato sulla scheda elettorale, abbiamo la possibilità di scegliere persone capaci e oneste. E la politica, da parte sua, non deve cedere al ricatto del consenso facile. Deve avere invece la forza di candidare solo persone oneste e competenti. Deve fare pulizia al proprio interno prima che intervenga la magistratura. I candidati alle prossime elezioni politiche, quindi, saranno un banco di prova importante per verificare chi avrà fatto scelte coraggiose. Personalmente non ho ancora deciso se mi ricandiderò, ma se ci metterò la faccia sarà la mia, non quella di altri”. È quanto dichiara la deputata di Ap Rosanna Scopelliti.

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Politica: lettera aperta a un amico

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

eduardo de filippoCaro Rosario, non nascondo la mia preoccupazione per il come vanno le cose in politica. Qui rischiamo che, per le prossime elezioni, si vada a finire solo con una gran confusione e il rischio di ingovernabilità diventa molto serio. Il primo sconcerto deriva dalla sfacciataggine di chi è stato colto con le mani nella marmellata e dichiara, negando l’evidenza, che non è vero. Questi signori non hanno nemmeno il pudore di tacere. Denota una decadenza dei costumi che si amplia sempre di più provocando quell’effetto domino che per gli onesti significa allontanarsi maggiormente dalla politica e dai loro faccendieri. Da qui deriva l’altra preoccupazione è che la “qualità” dei candidati cali ulteriormente.
Cosa possiamo fare noi per arginare questa valanga che nel suo precipitare a valle coinvolge tutti nel bene e nel male? Credo che a questo punto prevalga la necessità che le candidature, che i partiti propongono agli elettori, siano “testate” da un garante che validi la moralità e la serietà dei soggetti presentati. Ma chi potrebbe essere? D’altra parte non siamo degli “sceriffi” che indagano sugli eventuali scheletri nell’armadio di chi si presenta apparentemente pulito e invece ha ben nascoste le sue malefatte. A questo punto si dovrebbe richiedere una sorta di “patto d’onore” impegnando il candidato eletto a dimettersi se dovessero venire a galla degli illeciti a suo carico. Ma vorrei aggiungere qualcosa di più. Sino ad oggi abbiamo capito che le candidature, per lo più, presuppongono un facile arricchimento, una volta eletti. Ma se stabiliamo che l’indennità non debba superare una certa soglia e che tutto debba essere certificato pubblicamente compresi i redditi personali ritengo che sarebbe un’iniziativa in grado di scoraggiare molti tra i vari faccendieri di professione.
Come dire: il gioco non vale la candela soprattutto se gli accertamenti fossero immediati e le pene severe e definitive. In altri termini occorre dare un segnale forte e chiaro ma temo che i partiti oggi non siano ancora consapevoli di tale necessità. E da qui la mia preoccupazione ritorna a riprendere fiato sempre più gravida di scenari tenebrosi. E le sceneggiate di questi giorni lo dimostrano, purtroppo.
Possibile che non siamo in grado di capire i guasti provocati da trenta anni a questa parte da una certa classe politica solo interessata ad arricchirsi con il denaro pubblico ed è stata solo capace di generare un debito sovrano da capogiro? Possibile che non si ravveda e si renda conto che con quest’andazzo stiamo recitando il de profundis alla democrazia se si pensa che oggi il 50% dell’eletto-rato cerca di dissociarsene non andando a votare o votando scheda bianca?
E che il restante 50%, a parte le frange affaristiche, si presenta alle urne turandosi il naso per la puzza che emanano certe scelte rivoltanti e cerca di salvare il salvabile ammesso che ci sia ancora qualcosa da salvare. Sono troppo pessimista? Ho perso la speranza? Dovrei dire con Eduardo de Filippo: la speranza è na’ fetenzia? (Riccardo Alfonso)

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Cercasi il Macron italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 2 maggio 2017

ParigiSalvo sorprese, sempre possibili ma alquanto improbabili, tra poche ore Matteo Renzi tornerà ad essere il segretario del Pd, e tra una settimana Emmanuel Macron sarà il nuovo presidente della Repubblica francese. C’è una relazione, al di là della coincidenza temporale, tra queste due cose? Purtroppo no. Basterebbe mettere a confronto la mestizia dell’unico appuntamento televisivo dei tre candidati al vertice Democrat – risposte imbarazzanti a domande deludenti – con le scene della campagna elettorale transalpina, per avere la plastica rappresentazione non solo di come l’Italia sia ferma e la Francia “en marche”, ma anche del fatto che a questo punto il nostro rischi di diventare l’unico paese europeo in cui prevalgono le forze populiste-sovraniste-protezioniste-cyberfasciste.
Dalle presidenziali francesi, giustamente definite storiche, emergono infatti una serie di indicazioni importanti anche per l’Italia, oltre che per l’Europa intera. La prima è la fine del vecchio bipolarismo continentale – sancita a Parigi, ma iniziata a Roma e Madrid come pure con l’esplosione del bipartitismo inglese – sostituito, come su TerzaRepubblica andiamo sostenendo da tempo, da un nuovo bipolarismo, che divide le forze di governo, siano esse di sinistra, di centro o di destra, da quelle anti-sistema. Poli che si scontrano non solo su temi decisivi come Europa, economia e immigrazione, ma anche sulla concezione stessa della democrazia, per cui a quella rappresentativa si contrappone una non meglio definita (e peggio praticata) democrazia diretta. L’unico paese fuori da questo schema è la Germania – non a caso quello più solido ed economicamente in buona salute – che da anni ha risolto l’involuzione della vecchia alternanza tra socialdemocratici e popolari con l’adozione della “grande coalizione”, lasciando che la competizione sia solo per chi la guida. Ma la seconda indicazione, fortemente correlata alla prima, è non meno importante: la consacrazione della crisi dei grandi partiti tradizionali, da cui discende quella non meno dirompente delle famiglie politiche europee. Qualcuno, come Massimo Cacciari, ha parlato di “fine della socialdemocrazia europea, come prima forza organizzata di massa della storia moderna”. È un’analisi corretta, sempre con l’eccezione tedesca. Ma anche le altre forze che hanno fatto la storia del Novecento non se la passano molto meglio. E Macron vince anche, se non soprattutto, perché ha rinunciato a stare con un partito, quello socialista, che lui ha giustamente giudicato troppo compromesso nella pratica del potere e troppo consunto nella capacità di elaborazione programmatica, per poter avere idee vincenti e comunque la credibilità per affermarle. Qui scatta una terza considerazione, che Riccardo Perissich ha efficacemente sintetizzato così: “le famigerate élites possono battere i populisti misurandosi con i problemi che ne alimentano il consenso, affrontandoli a viso aperto e non rincorrendoli sul loro terreno”. E già, cara intellighenzia nostrana, cara borghesia illuminata che in Italia hai da tempo ammainato le vele e abdicato alle tue funzioni di guida come un Vittorio Emanuele III qualsiasi, la vicenda Macron dimostra che se la partita politica si gioca lungo il crinale “nazionalismo-europeismo”, “localismo-globalizzazione”, “chiusura-apertura”, “nostalgia del passato-ricerca del futuro”, e dunque in ballo ci sono gli interessi – economici, ma anche culturali – che la modernità rappresenta, le élites hanno il dovere di prestare dei propri figli al Paese e di costringere moderati e riformisti a trovare un programma comune. Ma se dopo le elezioni olandesi e alla fine del doppio turno francese si potrà dire che la minacciosa marea populista che negli ultimi tempi ha invaso l’Europa e l’intero Occidente, avrà cominciato a regredire, si potrà fare analoga affermazione dopo le elezioni italiane? Il nostro timore – lo sanno coloro che ci seguono da tempo – è che l’Italia faccia eccezione. E la stessa ridicola pantomima stile “specchio, specchio delle mie brame, chi assomiglia di più a Macron nel reame?” che si è scatenata da noi dopo il primo turno francese, la dice lunga sui pericoli che corriamo. Perché le forze anti-sistema, sia in Olanda che in Francia, hanno incrementato la loro forza, ma per fortuna c’è stato chi ha saputo contrastarle e batterle. Da noi, invece, rischia di non essere così. Da un lato Berlusconi non ha posto un argine al duo sovranista Salvini-Meloni e continua a blaterare di centro-destra unito. Il centro montiano si è da tempo liquefatto e resiste solo quello alfaniano, che da solo fatica a presidiare un’area che dovrebbe essere il perno di una “grande alleanza”. Mentre nel centro-sinistra, Renzi finirà per vincere senza convincere la corsa alla segreteria del Pd, che avrebbe dovuto invece lasciare al suo destino (non diverso da quello dei socialisti francesi) per costruire una nuova “casa della modernità”. Come ha fatto – con i tempi giusti – Macron.
Nel 2012 suggerimmo all’allora figlio della prima Leopolda e candidato premier del Pd – poi battuto da Bersani – di cogliere l’occasione del cambiamento in corsa delle regole di competizione interna per uscire da partito e crearne uno nuovo, basato sul presupposto del superamento dei vecchi ancoraggi di sinistra e destra. Renzi, che pure aveva alcune delle caratteristiche che sarebbero servite per quell’impresa, preferì restare dentro il Pd, illudendosi che conquistarne la leadership avrebbe significato potersi comunque permettere un approccio post-ideologico. Ma un partito nato dall’unione di post comunisti e post democristiani di sinistra non avrebbe mai potuto, né potrà oggi o domani, tollerare di perdere le stigmate dei suoi fondatori, tant’è che è proprio con la sua gestione che il Pd approda nella casa socialista europea. Ora, dopo la batosta del referendum e gli errori marchiani commessi nella gestione della sconfitta – a cominciare dall’idea di ricandidarsi alla segreteria per essere di nuovo indicato premier, come se la stagione del maggioritario non fosse finita – imitare Macron è troppo tardi. Anche perché del francese gli mancano due cose: la statura personale e la straordinaria preparazione – Macron è un uomo colto, un economista sofisticato, vanta solide esperienze professionali – e l’appoggio, a nostro avviso determinante nella corsa all’Eliseo, di un Francois Bayrou, che con il suo MoDem è l’unico alleato della prima ora di “En Marche”. O per meglio dire, il Bayrou di Renzi c’è, e si chiama Francesco Rutelli – che del francese è fraterno amico e con lui condivide la guida del Partito Democratico Europeo – ma oggi è fuori dall’agone politico e soprattutto trova molto più ascolto in Gentiloni che in Renzi. Non a caso Rutelli dice che oggi “non c’è bisogno di un Renzi bis, ma di un Renzi nuovo, inclusivo, aperto, che non abbia un gruppo dirigente troppo ristretto e che non finisca per scegliere persone pescandole da vari ambienti e che poi nella gran parte dei casi lui stesso sconfessa”. Parole sante, ma che con tutta probabilità rimarranno inascoltate.Ecco, se dopo le primarie, Renzi sarà tentato di scimmiottare l’esperimento liberal-democratico di Macron asserendo di aver liberato il Pd dalle zavorre del passato, deve sapere fin d’ora che, a parte ciò che gli manca per recitare quel ruolo, comunque glielo impediranno. E che il tentativo di portare quel partito altrove non solo segnerà per lui una nuova e forse decisiva sconfitta, ma sarà l’ennesimo pantano in cui farà bloccare la politica italiana, proprio mentre avrebbe bisogno di trovare intorno ad un nuovo centro la forza di costruire la coalizione capace di sconfiggere gli anti-sistema. Non ci si fa Macron da dentro il Pd. Né da dentro Forza Italia. Ma di un Macron abbiamo disperatamente bisogno. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Test medicina: aumentano i candidati calano i posti disponibili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

test medicinaSono 60.372 i candidati iscritti ai testi che sosterranno domani in 38 atenei l’esame di ammissione congiunto per i corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria. Il 5,6% in più rispetto allo scorso anno quando le domande furono 57.144. Confermato il calo dei posti disponibili per gli aspiranti medici 9.215, di cui 8.372 per Medicina e 843 per Odontoiatria, contro i 9.530 nel 2015 e i 10.083 nel 2014, quasi mille in più. La costruzione dei quiz per i test di quest’anno replica quella dell’anno scorso (60 domande per 100 minuti a disposizione) confermando il potenziamento rispetto al passato delle materie “disciplinari”. Le domande di cultura generale sono scese da 4 a 2, quelle di ragionamento logico da 23 a 20, mentre sono passate da 15 a 18 le domande di biologia, da 10 a 12 quelle di Chimica. Sono invece rimaste 8 le domande di Matematica e Fisica. La prova inizierà alle 11.00 in tutta Italia, ma i candidati sono convocati qualche ora prima per permettere alle commissioni di svolgere le procedure di identificazione.L’Unione degli universitari (Udu) è già sul piede di guerra e oltre a ribadire il suo no ai testi di ammissione, considerati lesivi del diritto allo studio sancito dalla Costituzione, si dichiara pronto a «raccogliere ogni segnalazione di irregolarità». Una prova non è considerata valida, come specificato nei badi del test di medicina 2016: se il candidato svolge la prova in un’aula diversa da quella nei cui elenchi d’aula il candidato è iscritto, a meno che la variazione sia stata autorizzata dalla Commissione d’esame e di tanto sia dato atto a verbale; se il candidato introduce nell’aula telefoni cellulari, palmari, smartphone o altra strumentazione similare, manuali, testi scolastici, appunti manoscritti e materiale di consultazione; se un candidato firma il modulo risposte o ci appone contrassegni identificativi suoi o di un componente della commissione; se, infine, un candidato non sottoscrive in calce alla scheda anagrafica la dichiarazione di veridicità dei dati anagrafici e di corrispondenza dei codici delle etichette applicate. (Marco Malagutti fonte doctor 33)

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Roma è ancora senza giunta comunale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

campidoglio“Bloccata dai veti e dalle guerre intestine tra i vari staff e Direttori del M5S. Questa sarebbe la famosa diversità grillina? A me sembra siano cose da vecchia, vecchissima politica. Siamo addirittura, e i quotidiani oggi sono lì a testimoniarlo, a veri e propri dossieraggi. Che impediscono la nascita della giunta capitolina. Siamo al ridicolo che, purtroppo, diventa tragico per questa città. Che ha bisogno di ripartire. Auguri Roma!”. Così il senatore del Pd, Stefano Esposito commenta alcuni articoli apparsi sui quotidiani questa mattina, in merito alla mancata definizione della giunta Raggi a Roma. (n.r. Se proprio la Raggi vuole evitare che sui nomi candidabili in giunta si possano incrociare i veti da parte dei soliti “anonimi” competitors, perché non cerca i rappresentanti tra le tante persone oneste che, nonostante tutto, continuano a popolare la capitale anche se non hanno la “patacca” di fedelissimi o quanto altro?)

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CornerJob raggiunge quota due milioni di utenti attivi e 100mila contratti di lavoro siglati

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

CornerJobA poco meno di un anno dal suo lancio, CornerJob, l’app più scaricata in Italia, Francia e Spagna che semplifica e ottimizza la relazione fra datori di lavoro e candidati, annuncia i primi traguardi: oltre due milioni di utenti attivi sulla piattaforma e 100mila contratti di lavoro siglati. Il turismo è il settore trainante con circa il 30% del totale delle offerte andate a buon fine. Solo nel mese di maggio le offerte di lavoro in ambito turistico transitate sulla piattaforma in Italia sono state oltre seimila. Chi sono i candidati? La maggioranza ha meno di 34 anni, con una scolarizzazione a livello di formazione professionale di base. Dalla parte dell’offerta, il 70% degli annunci proposti su CornerJob riguardano impieghi a tempo pieno e per periodi ampi, mentre il 30% riguarda lavori temporanei.
Con tali risultati e con un ritmo di crescita di 500mila download al mese e quasi 24mila annunci pubblicati in Italia nel solo mese di maggio, CornerJob si è definitivamente affermata come l’app di riferimento per chi offre e cerca lavoro. Il segreto di tale successo? “La semplicità, risponde Mauro Maltagliati, Country Manager per l’Italia e Co-Founder dell’azienda. “Disponibile su smartphone IOS e Android, CornerJob rende rapida ed efficace la relazione fra chi offre e cerca lavoro. In un minuto il candidato può inserire, guidato passo dopo passo, il proprio profilo con le informazioni chiave che davvero possono essere interessanti per un datore di lavoro. Dall’altra parte le aziende possono caricare la propria inserzione. La candidatura si sottopone con un semplice clic e l’azienda ha 24 ore per dare un feedback. In caso di riscontro positivo, candidato e azienda possono dialogare e approfondire il contatto grazie a una chat integrata. Un altro aspetto importante è la geo-localizzazione degli annunci, che naturalmente varia a seconda delle dimensioni e dei contesti territoriali”.
“Anche se le offerte di lavoro presenti su CornerJob corrispondono a profili professionali di medio-bassa qualificazione – conclude Maltagliati – preferirei non parlare di colletti blu. In realtà la missione di CornerJob, proprio perché l’app vive sugli smartphone, è di offrire un punto d’ingresso ai giovani nel mondo del lavoro o anche di soddisfare le esigenze lavorative in linea con il proprio work-life balance”, commenta Mauro Maltagliati, Co-founder e Country Manager per l’Italia. “L’aspetto più interessante di CornerJob è il superamento della sindrome da “Le faremo sapere” che spesso rallenta o addirittura frena la ricerca dell’occupazione giovanile e non solo…”.
L’anima di CornerJob è una squadra di 40 collaboratori di cinque diverse nazionalità operanti dalle sedi di Milano, Barcellona e Parigi. Miguel Vincente, Gerard Olivé, David Rodriguez e Mauro Maltagliati sono i quattro cofondatori, Monica Comalrena è la CFO e la Responsabile Sviluppo mentre la Direzione Strategica è affidata a Sergio Gonzalez. La missione dei cofondatori, fin dall’inizio, è stata quella di fluidificare il contatto tra datori di lavoro e candidati, di accompagnare l’evoluzione sociale del mercato del lavoro e di contribuire alla riduzione del tasso di disoccupazione. Sono già molte le aziende che utilizzano CornerJob, tra cui, ad esempio, Bata, Eataly, Generali, Geox, Lidl, Randstad, Page Personnel, Tecnocasa Franchising Network.
Attualmente l’app CornerJob è disponibile in Italia e Francia e scaricabile gratuitamente da App Store (iOS) e da Google Play (Android). (foto: CornerJob)

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Roma, è molisana la candidata più anziana alle amministrative

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

dario tescarolloSi chiama Isolina Rossi, ha 90 anni, è nata a Bagnoli del Trigno nel 1926 e vive a Roma in zona Pineta Sacchetti, “feudo” della comunità bagnolese nella Capitale, la realtà molisana più numerosa ad esclusione dei capoluoghi. E’ la più anziana candidata alle prossime elezioni amministrative. “Corre” in due municipi, i 15 “mini-parlamentini” in cui è divisa la Capitale, esattamente il XII e il XV. La lista si chiama “Lega Centro con Giovanni Salvini” ed è considerata tra quelle “di disturbo”, cioè con nomi che richiamano partiti sicuramente più affermati (tra le altre: “Viva l’Italia con Tiziana Meloni” e “Lista del Grillo parlante no euro”). Insomma, una candidatura nata più per fare numero che non per ipotizzare possibilità di successo. Comunque un primo risultato l’ha raggiunto: la notorietà a 90 anni.
Non mancano, a farle compagnia, altri candidati molisani nelle liste in gara nelle prossime elezioni amministrative a Roma. Ecco una rapida panoramica, diffusa dall’associazione “Forche Caudine”, il quasi trentennale circolo dei molisani a Roma sempre particolarmente attento alla molisanità tra le pieghe della Capitale..
Si parte dal Campidoglio, che vede tre “sfidanti” molisani. In ordine alfabetico, il primo è Felice Dell’Armi, nato a Capracotta nel 1959, candidato del Partito comunista. Abita in zona Trullo e corre anche per il suo municipio, l’undicesimo. E’ invece candidato con Rivoluzione Cristiana, lista che francesco d'ascenzoappoggia il candidato sindaco Marchini, l’agnonese Franco Fabrizio, classe 1965, residente in zona Fidene. Terzo nome è quello di Mario Mancini, nato a Castropignano nel 1950, abita nella zona di viale Kant ed ha una lunga esperienza politica essendo stato a lungo consigliere municipale sempre con formazioni di destra. E’ ora candidato con Fratelli d’Italia. Ha un buon seguito grazie anche alla gestione di un bar.
Particolarmente articolata la presenza nei Municipi.
Si comincia dal primo, il più importante, cioè il centro storico di Roma. Qui spicca la candidatura del giovanissimo socialista Francesco D’Ascenzo, classe 1988, di Termoli, residente a Roma da una decina d’anni in zona Monteverde. La lista, a sostegno del candidato sindaco Giachetti, si chiama “Una rosa per Roma” e riunisce personalità d’area socialista. D’Ascenzo nei giorni scorsi è stato protagonista di un incontro di presentazione presso la sede della Cim, la Confederazione degli italiani nel mondo, con l’onorevole Angelo Sollazzo. Sempre in primo municipio corre con l’Italia dei Valori Orazio La Rocca, classe 1950, di Poggio Sannita e, con Roma Popolare (Marchini) Maria Carla Di Cintio, classe 1961, di Montenero di Bisaccia, presente anche nelle liste per il II Municipio.
Nel secondo municipio – un’ampia zona di Roma che va dai Parioli a San Lorenzo passando per la Stazione Termini – il Pd candida il giovane e apprezzato giornalista parlamentare Dario Tescarollo, molisano d’adozione in quanto ha sposato la figlia dell’ex sindaco di Frosolone, paese che il giovane professionista – che lavora in Senato – frequenta con assiduità. Il suo “feudo” è il Villaggio Olimpico, dove ha abitato a lungo prima di trasferirsi in zona Africano e conduce battaglie contro il degrado.
Due presenze molisane nel terzo municipio (Montesacro): Rosanna Toti di Campobasso, classe 1976, nella lista “Con Giorgia Meloni sindaco” e Giuseppe Pagliaroli di Isernia, che nonostante abbia 27 anni è nella lista dell’Unione pensionati.
Nel IV municipio (Tiburtina-Nomentana) il Pd candida Flavia Garzia, classe 1960, campobassana.
Nel VII Municipio (Appio-Tuscolano) due candidati presidenti sono legati al Molise: Valeria Vitrotti (Pd), 33 anni, ha il compagno di Salcito con cui aspetta un figlio, mentre Andrea De Innocentis (Sinistra per Roma), 36 anni, è di Vasto e frequenta il Molise. In questo municipio, che registra la più alta percentuale di molisani, sono candidati anche Cosmo Di Nezza di Frosolone, classe 1961, con “Roma torna Roma” (area Giachetti) e Antonello Ciancio, 55 anni, consigliere uscente Pd, legatissimo al Molise in quanto la moglie, Letizia Battista, è di Campobasso.
Chiudono il quadro Pasquale Mattozzi di Campobasso, classe 1970, che corre con la “Lega – Noi con Salvini” nell’ottavo municipio e Michele Saia di Agnone, classe 1959, nel XIII municipio con la lista Marchini. A questa lista vanno aggiunti una cinquantina di candidati nati a Roma con origini molisane. (foto: dario tescarollo, francesco d’ascenzo)

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Elezioni: i candidati parlano poco di sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

«Oggettivamente si sente poco parlare in questa campagna elettorale di sanità». È quanto fa rilevare il presidente nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) Angelo Testa, sostenendo che in tal modo i cittadini non vengono informati sulle posizioni dei candidati su uno dei temi più importanti. Toccata da tagli economici progressivi, la sanità italiana «si trova sul piatto della bilancia molti e scottantiargomenti: federalismo, ticket, piani di rientro, Lea, ospedale e territorio». Eppure, secondo il presidente dello Snami, parte dei candidati non accenna alla questione sanitaria, altri si limitano ad affermazioni generiche e superficiali, pur dichiarandosi generalmente favorevoli alla difesa del Servizio sanitario nazionale; alcuni poi si avventurano in proposte avventate come quella secondo cui i medici di famiglia dovrebbero lavorare all’interno degli ospedali. Lo Snami intende prima di tutto «difendere la natura pubblica e solidale del nostro sistema
sanitario ricordando che l’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale». Il territorio, secondo Angelo Testa deve essere rilanciato «attraverso la tutela dei medici che vi operano, partendo da una pregiudiziale: fuori i partiti politici dalle nomine della sanità». Le ingerenze partitiche nella Sanità sono particolarmente sentite dai cittadini, dalle associazioni e dai sindacati. Lo Snami ha realizzato un sondaggio tra coloro che si sono collegati al loro sito Internet e ha rileva to una maggioranza schiacciante, secondo cui là sanità sarebbe diventata una riserva di caccia della politica. Proprio l’abbondanza di “azzeccagarbugli di partito” e la carenza di “professionisti seri, liberi e autonomi” viene considerata tra le cause delle prestazioni insoddisfacenti offerte dal servizio sanitario.(fonte doctornews33)

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Conferenza candidati Alleanza universitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Catania 11 aprile ore 9.30, presso la facoltà di lettere e lingue dei Benedettini di Catania  – si terrà la conferenza stampa di presentazione del programma elettorale dei candidati di Alleanza Universitaria – per le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Facoltà del prossimo 13- 14 aprile. Tra i punti principali alla base del programma che sarà presentato dai candidati di AU, associazione da sempre vicina alle esigenze e ai diritti degli studenti:
• Assicurare il completamento del corso di studi, a Catania,  a tutti gli immatricolati nei corsi di studio di Lingue e Culture Europee e di Scienze per la Comunicazione Internazionale.
• Garantire che il titolo di studi conseguito nella facoltà di lingue sia mantenuto tale e non diventi un semplice indirizzo di studi della facoltà di lettere.
• Miglioramento del laboratorio linguistico per l’ascolto e per la consultazione del materiale didattico on-line.
• Servizio di vigilanza per garantire la sicurezza e l’ordine all’interno e in prossimità del monastero. Contestualmente alla conferenza stampa, sarà inaugurata una mostra dal tema “ I 150 ANNI DI UNITA’ D’ITALIA, per celebrare ancora una volta, uno dei traguardi più importanti e significativi della nostra storia

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I tre candidati alla vigilanza finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Bruxelles, Parlamento europeo. Dopo il dibattito di mercoledì durante il quale numerosi gruppi politici hanno criticato il Consiglio, i deputati hanno ricevuto un impegno scritto del Consiglio stesso che va incontro alle richieste del Parlamento in termini di trasparenza, d’indipendenza di tutti i dirigenti delle autorità, di bilancio e risorse umane consoni alla missione delle autorità e di una procedura di selezione del personale più efficace.
Steven J. Maijoor, olandese, ha ricevuto 530 voti a favore per guidare l’ESMA, l’European Securities and Markets Authority;
Gabriel Bernardino, portoghese, ha ricevuto 434 voti a favore per la presidenza dell’EIOPA, l’European Insurance and Occupational Pensions Authority, e
Andrea Enria, italiano, ha avuto 530 voti a favore per la presidenza dell’EBA, l’European Banking Authority.
Parlando subito prima delle votazioni, la presidente della Commissione per gli affari economici del PE Sharon Bowles (ALDE, GB), ha spiegato che Il Parlamento ha chiesto e ottenuto garanzie in quattro aree:
L’indipendenza delle autorità: Commissione e Presidenza hanno ribadito il rispetto per le norme di indipendenza per il presidente, i dirigenti e i membri del consiglio d’amministrazione.
Rappresentanza del consiglio: la Commissione sarà attenta a rispettare il regolamento in merito alla designazione dei capi delle autorità di vigilanza al consiglio di vigilanza, e la Presidenza sostiene la posizione della Commissione.
Adeguate risorse di bilancio: la Commissione riconosce la necessità di fornire adeguate risorse finanziarie e umane alle autorità, e, con la Presidenza, ha concordato l’importanza del rispetto da parte degli Stati membri dei loro obblighi.
La nomina procedura: tutte le parti in causa sono d’accordo nel dire che i vincoli derivati dal regolamento sono inadeguati, come ad esempio i criteri di anzianità calcolata alla fine del mandato. Questa tematica sarà affrontata nel corso delle revisione sulla quale Commissione e Presidenza sono d’accordo.
La Commissione affari economici insiste nel voler un ruolo nella procedura di selezione dei candidati.

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Primarie: Quanti sono i candidati del pd?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (PD) “Nonostante il PD abbia stabilito regole precise per le primarie la confusione regna sovrana. Pertanto mi permetto di chiedere: ma quanti sono i candidati del PD?  Infatti, accanto ai quattro esponenti democratici che, nel rispetto delle regole fissate, stanno raccogliendo le firme tra i tesserati, altri due iscritti al PD dichiarano di volersi candidare alle primarie seguendo, però, percorsi diversi da quelli stabiliti dal partito.  Ora un conto è un partito aperto e plurale, altro è una libera aggregazione di persone ognuna delle quali si ritiene legittimata a fare quello che meglio le aggrada. In questo secondo caso diventerebbe inutile convocare assemblee e direzioni per discutere ed approvare documenti che poi non vengono osservati. I nostri iscritti ed elettori meritano un po’ più  di serietà e di rispetto. Infine, stiamo lavorando tutti insieme per una bella affermazione del candidato di Sel o crediamo ancora in un esponente del PD senza ridurre il tutto a una demolizione reciproca e permanente?”

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U.E.: allargamento e integrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Roma, 25 novembre 2010, ore 15.30 Sala delle Bandiere, via Quattro Novembre, 149 presentazione della nuova  strategia dell’ Allargamento 2010-2011, illustrata dalla Commissione europea. L’evento sarà anche un’occasione utile per approfondire i temi relativi al processo di espansione dell’Unione europea e le sue future prospettive e sfide nonché di analizzare il progresso compiuto dai Paesi candidati e potenziali tali.   Partecipano Stefano Sannino,  Vice-Direttore generale per l’Allargamento e la Politica di vicinato della Commissione europea e Raffaele Trombetta,  Direttore generale per l’Integrazione europea del Ministero degli Affari  esteri della Repubblica Italiana. Modera Gerardo Pelosi, inviato de Il Sole 24 Ore .

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Onu: nuovi membri consiglio diritti umani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2010

Il  13 maggio l’Assemblea generale dell’ONU eleggerà 14 nuovi membri su 47 seggi del Consiglio per i Diritti Umani. Tra i nuovi candidati risulta, per il continente africano, la Libia che perseguita e deporta sistematicamente i cittadini dell’Africa nera e che nega diritti fondamentali alla popolazione berbera che costituisce il 10% della popolazione libica. Anche la Mauritania è candidata a un seggio nel Consiglio nonostante continui a minacciare e perseguitare chi osa criticare e denunciare la pratica della schiavitù ancora diffusa nel paese. Altri candidati sono l’Angola che governa con pugno di ferro nell’ex colonia portoghese di Cabinda e l’Uganda, le cui forze di sicurezza si sono macchiate di detenzione e traffico illegale di armi e di massacri di popolazioni nomadi sospettate di furto di bestiame.I paesi candidati dell’Asia non possono certo essere considerati garanti dei diritti umani. La Thailandia punta sulla violenza nella guerra civile in corso nel sud del paese contro la minoranza musulmana e garantisce l’impunità alle forze di sicurezza che violano i diritti umani. La Malesia distrugge da decenni sistematicamente lo spazio vitale delle sue popolazioni indigene e coloro che si attivano per i propri diritti subiscono arresti arbitrari. L’Emirato del Qatar non solo nega la formazione di partiti politici nel proprio paese ma blocca anche le sanzioni dell’ONU contro il Sudan, vanifica la persecuzione penale di criminali di guerra nello Sri Lanka e si oppone a osservatori ONU per i diritti umani nel Congo. Tra i paesi americani risulta candidato il Guatemala continua a chiudere gli occhi di fronte a gravissime violazioni dei diritti umani contro la popolazione indigena e che non è disposto a chiarire fino in fondo i massacri commessi contro le popolazioni Maya. Le violazioni dei diritti delle popolazioni indigene continuano anche in Ecuador, il cui governo è considerato a livello internazionale difensore delle foreste nonostante le popolazioni indigene riportino con regolarità l’avvio di nuovi progetti per lo sfruttamento di risorse naturali nelle loro terre e che mettono in pericolo la loro sopravvivenza. Se paesi persecutori potranno sedere nel maggiore gremio per i diritti umani dell’ONU, la credibilità dell’impegno per i diritti umani dell’ONU è praticamente nulla.

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Regionali Lazio: “Possibile annullamento del voto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani: “Prendo atto che ieri il Parlamento non ha convertito il decreto legge n. 29  del 2010 c.d. “salva liste” e che, dunque, le norme in esso contenute non sono più presenti nell’ordinamento e, anzi, come prevede la Costituzione, è come se non fossero mai esistite. Questa situazione di fatto espone il procedimento elettorale per le  elezioni regionali del Lazio ad un vizio sopraggiunto nella misura in cui le norme del DL abbiano allora costituito il presupposto per il concreto svolgimento delle procedure elettorali. In particolare, la norma che prevedeva la riduzione da 45 a 6 dei giorni prima del voto entro i quali i Sindaci del Lazio avrebbero dovuto affiggere gli elenchi dei candidati e le liste, è stata alla base del rigetto della richiesta di rinvio delle elezioni operata da Sgarbi e rigettata dalla Regione Lazio. Occorre dunque una verifica giuridica e politica al fine di valutare se un eventuale ricorso per chiedere l’annullamento del voto possa avere un esito positivo.”

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Elettori e candidati alle urne

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

Roma 28 marzo. La giornata di domenica si sta concludendo in maniera tranquilla. Al cronista non resta da fare che inseguire i politici per una dichiarazione al foto-finish. Non mancano, ovviamente, le battute ad effetto. Sul taccuino annota che Berlusconi si è presentato al seggio alle 11,40 e si è trattenuto giusto il tempo di votare e di scambiare qualche battuta con i giornalisti. Di Pietro, da Curno, non trascura qualche sua “frecciatina” con la punta al vetriolo nei confronti del capo del governo reo, a suo avviso, di violare le leggi e la democrazia”. Bersani ci regala un quadretto familiare mentre si reca al seggio a Piacenza con la moglie Daniela e la figlia Elisa. Poi vengono Formigoni, la Polverini e la Bonino. Il primo a Milano e si preoccupa di far sapere che auspica una forte partecipazione degli elettori, e le altre a Roma rispettivamente nel quartiere San Saba e alla scuola “Virgilio”. Sono serene e ci dicono, nonostante l’ora legale che ha fatto spostare le lancette in avanti, d’aver dormito bene e a lungo. In modo più discreto si muove la candidata alla presidenza della Regione Piemonte Mercedes Bresso recandosi nel seggio della Scuola Olivetti a Torino. Vendola, il governatore uscente della Puglia, si fa sorprendere dai fotografi mentre mette la scheda nell’urna dispensando, al tempo stesso, un largo sorriso. Domani mattina avremo un’altra tornata elettorale e nel pomeriggio incomincerà lo spoglio delle urne e la ricorsa degli exit pool nel tentativo d’anticipare le linee di tendenza dell’elettorato e di indicarci la vittoria degli uni e la sconfitta degli altri o un possibile pareggio.

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Grillo e i candidati del MoVimento 5 stelle

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2010

Milano 24 marzo ore 15 Conferenza stampa con Beppe Grillo  e i Candidati 5 Stelle (in luogo da definirsi) ore 18 Appuntamento in Piazza del Duomo per il Comizio del MoVimento 5 Stelle  Beppe Grillo Presenterà i candidati della lista MoVimento 5 Stelle. Parteciperanno i candidati alla Presidenza delle Regioni Campania (Roberto  Fico), Piemonte (Davide Bono), Veneto (David Borrelli), Emilia Romagna  (Giovanni Favia) e Lombardia (Vito Claudio Crimi). A conclusione del tour elettorale, mercoledì alle 18.00 in piazza del Duomo si troveranno tutti e 5 i candidati Presidenti del MoVimento 5 Stelle in un grande evento nazionale. I candidati 5 Stelle saranno accompagnati da Beppe Grillo che il 4 ottobre 2009 insieme a duemila persone confluite a Milano ha lanciato una sfida alla partitocrazia promuovendo la nascita di un Movimento politico di cittadini.  Il Movimento 5 Stelle presenta un nutrito programma d’intenti, esemplificato nelle cinque stelle (acqua pubblica, tutela dell’ambiente, sviluppo sostenibile, mobilità sostenibile, connettività libera e gratuita), e propone di fare proprie e replicare le tante “buone pratiche” che già esistono, nel nostro paese e nel mondo.  Il tentativo è inoltre quello di proporre non un nuovo partito, ma una rete di cittadini; di riportare l’impegno politico ad essere un “servizio” invece che un “potere”. Primo obiettivo: permettere ad almeno un candidato di entrare in consiglio, per essere gli occhi e la voce di una partecipazione democratica diretta, tramite appunto una rete, dove ognuno conti uno; ogni persona potrà proporre, discutere e votare le scelte portate avanti nel tempo.  Beppe Grillo non è né candidato né candidabile nel Movimento di cui è il principale promotore, per via delle regole che la lista si è data. Solo persone incensurate; già questa è, nel quadro politico nostrano, una bella novità. Tramite assemblee e votazioni aperte a tutti, si è definita una lista di cittadini dell’età media di 35 anni, non politici di carriera e che, se eletti, non potranno superare i due mandati.  Questi e tanti altri temi caldi verranno affrontati mercoledì a Milano: il nucleare, gli inceneritori, l’agonia del pubblico nella scuola come in altri settori, lo strapotere dei partiti, l’allargamento della frattura fra politica e cittadini e l’informazione. Con l’auspicio che siano i segni di un nuovo Rinascimento, di cui si sente, oggi più che mai, un disperato bisogno e desiderio.

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Elezioni e rete romana di Mutuo soccorso

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Roma 09 marzo 2010, ore 11.00 via della Greca 5 Sala consiliare del municipio centro storico La campagna elettorale per l’elezione del nuovo Presidente  e del nuovo Consiglio Regionale della Regione Lazio è entrata nel vivo, come sempre numerosi sono i candidati, le coalizioni, che si confrontano, con i relativi programmi elettorali. Rispetto ad essi gli oltre 80 Comitati di Quartiere e le Associazioni aderenti alla Rete Romana di Mutuo soccorso, in quanto espressione autorganizzata territoriale e tematica di cittadini di diverse convinzioni politiche, non operano alcuna scelta di campo ma al tempo stesso non intendono assolutamente abdicare a quella che ritengono una delle loro missioni fondanti: promuovere sempre ed ovunque il confronto politico, sociale e culturale tra coloro che, candidati oggi ed eletti domani, dovranno  assumere le responsabilità di governo della nostra Regione ed i cittadini che ritengono un proprio diritto ma anche un preciso dovere dare il proprio contributo di idee e proposte al bene comune.  Lo intendiamo fare anche nel corso di questa campagna elettorale, certi di contribuire anche così concretamente ad un rinnovamento della politica basato da un lato sul rispetto del ruolo delle forze politiche e delle istituzioni e dall’altro sul diritto dei cittadini di partecipare alle scelte di governo e sulla messa in discussione della delega illimitata ed autoreferenziale agli eletti. Abbiamo predisposto, per questo, un documento condiviso da noi tutti che raccoglie i punti di vista che i comitati e le Associazioni aderenti alla RRMS hanno elaborato in questi anni sui temi al centro delle nostre iniziative e delle vertenze aperte dai noi sul territorio quali: partecipazione,  trasparenza, legalità, mobilità, gestione dei rifiuti, inquinamento, assetto del territorio, casa ed emergenza abitativa, spazi e beni comuni.

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Esclusione lista PdL da Regionali Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

“È sicuramente triste quanto insolito assistere a una esclusione di questo tipo, e in qualche modo ciò potrebbe disegnare uno scenario elettorale privo di una lista competitiva e rappresentativa come quella del PdL. Però, eccezion fatta per queste considerazioni da cittadino, la vicenda ha messo in evidenza un’incapacità gestionale preoccupante da parte di un partito che da ormai due anni afferma di governare l’Italia, anche se poi nei risultati, eccetto i proclami, tali affermazioni non trovano riscontri apprezzabili”. È quanto dichiarato dal presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che esplicita pubblicamente la sua posizione sulla possibile esclusione della lista dei candidati della provincia di Roma del PdL, che risulta a tutt’oggi non ammessa alla competizione elettorale per irregolarità nei tempi previsti sulla consegna delle opportune documentazioni. Dopo il rigetto dell’istanza di riammissione, per il partito del premier e la sua candidata alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, c’è la possibilità di presentare ricorso all’Ufficio centrale presso la Corte d’Appello. “Alla luce dei fatti – rimarca il numero uno del movimento in difesa dei diritti civili – una conduzione così dilettantistica di un passo molto importante quale quello della presentazione delle liste denota incompetenza e incapacità di gestione. Perciò, non ritengo all’altezza gli eventuali eletti di questa lista di poter aspirare al governo di una regione complessa e problematica come il Lazio, nonostante i tanti soldi spesi dai numerosi candidati, che fanno pensare più a un investimento di promozione aziendale che non a una competizione dove spicchi la capacità di autodeterminazione da parte degli elettori”. Poi, entrando nel merito della vicenda il leader dell’Italia dei Diritti attacca: “Va da sé che, qualora le regole non siano state rispettate, come sembra, sia giusta l’eliminazione di tale lista dalla tornata elettorale. Credo, inoltre, che anche chi è deputato a decidere dovrà basarsi su dei fatti concreti e inoppugnabili, e quindi, se tutto corrisponde a quanto riportato dagli organi di informazione, la decisione non potrà che essere quella della definitiva esclusione. Mi auguro – conclude De Pierro con tono polemico – che non intervenga qualche provvedimento ‘ad listam’, dopo che la parte politica in questione ci ha abituati, per lunghi e tristi anni, al fenomeno tutto italiano delle leggi ad personam”.

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Liste elezioni regionali Toscana

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali-Pd La lista Bonino-Pannella in Toscana è impegnata in una corsa contro il tempo per raccogliere le firme e presentare i candidati a sostegno di Alfonso De Virgiliis a candidato governatore, inviando i moduli ai Comuni e organizzando banchetti… le altre liste che fanno? Forse -finalmente- anch’esse cominceranno a rendere noti i nomi dei rispettivi candidati? A 9 giorni dalla presentazione, le oltre 11 mila firme da raccogliere in calce alle liste e ai candidati, evidentemente per ‘questi altri’ non sono un problema: molto probabilmente, infatti, contro le leggi fatte da loro stessi, le liste vengono firmare in bianco, cioe’ coi nomi dei candidati aggiunti dopo che un cittadino ha gia’ firmato per presentare quei medesimi candidati… Quando sapremo i candidati di ‘questi altri’ potremo conoscere in anticipo anche i nomi  dei designati dai partiti per i prossimi 5 anni a sedere in Consiglio regionale: 33 per il Pd e alleati, 20 per il Pdl, 2 per l’Udc e si potrebbe anche evitare di andare a votare…. a meno che, anche alla lista Bonino-Pannella, non fosse data la possibilita’ di concorrere alle elezioni, una possibilita’ che dovrebbe essere scontata in democrazia… Ma che, se fosse per qusti partiti non ci sarebbe: tranne rare e lodevoli eccezioni non si riesce neppure a trovare chi dovrebbe autenticare le firme per presentare le liste. Consiglieri comunali, provinciali, presidenti di circoscrizione e loro vice: alcuni non sanno di poter svolgere un ruolo fondamentale per le elezioni, in altri, invece, lo spirito di servizio non prevale sull’appartenenza di partito. Oggi sono ancora piu’ evidenti le motivazioni che hanno spinto maggioranza e opposizione in consiglio Regionale a votare insieme una legge elettorale specchio della spartizione partitocratica di potere e amministrazione. In una Regione in cui le regole del gioco si cambiano per decidere non solo i partecipanti ma anche il finale di partita, come la legge elettorale che consegna nelle mani del monopartito Pd-Pdl la composizione del prossimo Consiglio Regionale, forse quei radicali ignorati, sbianchettati, potrebbero essere utili ai cittadini toscani per la caparbietà, la trasparenza e la certezza di veder applicato lo Stato di Diritto, unica possibilità per provare a rianimare quella democrazia oggi soffocata da un sessantennio partitocratico.

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