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Posts Tagged ‘canone rai’

Canone Rai: emanato decreto Agenzia entrate

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile il nuovo modello che i contribuenti con più di 75 anni di età e con un reddito fino a 8mila euro possono utilizzare per richiedere l’esenzione dal pagamento del canone tv. “Ottima notizia, sia perché il provvedimento è stato fatto a tempo di record, considerato che il decreto del ministero dell’Economia era del 16 febbraio 2018, sia perché è già previsto il modello per il rimborso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Chi, infatti, nel 2018 aveva un reddito tra 6.713,98 euro ed 8000 euro ha già pagato in bolletta le prime rate del canone Rai, pur avendo diritto all’esenzione. Ora, quindi, dovrà chiedere la restituzione dei soldi” prosegue Dona.”Chiediamo che il prossimo Governo renda permanente l’innalzamento della soglia reddituale, attualmente previsto per il solo 2018. Sarebbe assurdo se nel 2019 si tornasse alla vecchia esenzione di 6.713,98 euro. Infine, chiediamo il rispetto della legge di Stabilità 2016 e di estendere, quindi, anche al 2016 e al 2017 questa misura” conclude Dona.L’associazione di consumatori ricorda che la Legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208), all’art. 1 comma 160, prevedeva che le eventuali maggiori entrate per gli anni dal 2016 al 2018 fossero destinate all’ampliamento della soglia di esenzione per gli over 75.Il decreto, invece, lo prevede solo “per l’anno 2018”, nonostante ci siano state maggiori entrate più che sufficienti per estendere l’esenzione anche agli anni 2016 e 2017.

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Canone Rai: va restituito ai 75enni che hanno versato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Il Premier Paolo Gentiloni ha annunciato ora che è appena stato firmato da parte del ministro dell’Economia e del ministro dello Sviluppo economico il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del canone RAI per gli over 75.”Ottimo, era ora! Lo stiamo chiedendo, infatti, da quasi due anni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dobbiamo ancora vedere il decreto, ma diciamo subito che deve contenere la restituzione del canone per quei 75enni che dal 2016 ad oggi avevano una soglia di reddito superiore a 6.713,98 euro ma inferiore a 8000 euro e che, quindi, sono stati costretti a pagare per colpa della mancanza di questo decreto attuativo” conclude Dona.L’associazione ricorda, infatti, che la Legge di stabilità 2016, prevedeva, al comma 160, che le eventuali maggiori entrate per gli anni dal 2016 al 2018, fossero destinate all’ampliamento sino ad 8.000 euro della soglia reddituale di esenzione per chi ha un’età pari o superiore a 75 anni.Quindi chi ha pagato il canone in questi 3 anni, 2016, 2017 e 2018, pur avendo un reddito complessivo familiare non superiore a 8.000 euro, ha diritto ora alla restituzione del canone versato.

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Cambia il paniere dell’Istat per l’inflazione ed esce il canone Rai

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

istat“Al di là dei nuovi ingressi e delle uscite dal paniere, che quest’anno non presentano particolari novità, salvo la condivisibile uscita del canone Rai, considerato che si tratta di un’imposta sulla detenzione di un apparecchio televisivo, apprezziamo l’introduzione degli scanner data per la grande distribuzione, purché non vada a scapito della rilevazione sul territorio dei negozi tradizionali. Finalmente, poi, avremo anche una misurazione dell’inflazione per il Molise, che mancava ancora all’appello” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inspiegabili, invece, il calo di alcuni pesi, come “Altri servizi finanziari”, che include le spese bancarie e che crolla del 7,29%, o dell’rc auto, il cui peso registra una diminuzione del 3,91% o della fornitura acqua che scende del 3,6 per cento. Bene, invece, il rialzo del peso dell’energia elettrica, del gas e della raccolta rifiuti” prosegue Dona.L’associazione ricorda che secondo l’Arera, l’aumento medio della tariffa acqua è stato del 4,34% nel 2014, del 4,55% nel 2015 e del 4,6% nel 2016. Ci si domanda, quindi, come sia possibile che con questi rialzi, decisamente superiori a quelli medi delle altre voci, possa essere diminuito il peso della fornitura acqua.”Bene, invece, la nuova struttura di ponderazione, che vede salire il peso delle divisioni di spesa che più rappresentano spese obbligate, come i prodotti alimentari, l’abitazione ed i trasporti, e scendere spese non necessarie come Mobili e Abbigliamento. Per la stessa ragione, però, esprimiamo perplessità sul calo dei servizi sanitari e sul rialzo dei servizi ricettivi e di ristorazione” conclude Dona.

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Imposta/canone Rai: Verso l’abolizione elettorale?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

Rai: sede di romaIl segretario del partito Democratico ha annunciato che intende proporre l’abolizione dell’imposta sul possesso di un apparecchio televisivo, il cosiddetto canone che oggi si paga attraverso la bolletta elettrica. Come contropartita chiede l’abolizione del tetto pubblicitario perche’ la Rai meglio competa con gli altri attori del mercato, il tutto con una gradualita’ al ribasso dei contributi dello Stato.Qualcosa si muove li’ dove sembrava che, dopo l’avvio del nuovo sistema di riscossione, si fosse ampiamente risolto il problema dell’evasione, e messa una sorta di pietra tombale sulla piu’ che discussa e irrazionale vicenda fiscale e commerciale (a partire dal fatto che un’imposta venga chiamata -con tanto di conferma istituzionale- canone o abbonamento).
Si muove agli inizi della campagna elettorale. Bene: vuol dire che qualcuno ha capito che il tema e’ di quelli scottanti (anche irrazionale, per quanto ci riguarda), che fanno vibrare i nervi degli elettori e, perche’ no, magari catturare il consenso. Per ora la proposta viene dal partito di governo, ma ci risulta che anche diversi partiti di opposizione la pensano nello stesso modo (almeno lo dicono), speriamo che la di la’ di buttarsi accuse gli uni contro gli altri come sempre dovrebbe avvenire in campagna elettorale, siano concreti e chiari in merito, soprattutto sui tempi.
E’ importante che questo divenga un tema da campagna elettorale. Fino ad oggi in materia ha sempre dominato un magma consociativo, poiche’ tutti i partiti in qualche modo hanno il loro pezzo di potere all’interno del sistema pubblico di informazione radiotelevisiva e mai hanno manifestato intenzione di scardinarlo: vuoi per sistemare le loro persone nei posti chiave e non solo, vuoi per garantirsi pezzi di informazione.Aspettiamo con ansia l’avvio delle discussioni. Speriamo solo che, considerati svariati precedenti anche se non in materia specifica (ma in tema di riduzioni fiscali ad ampio spettro, c’e’ la gara a chi propone di piu’), non si tratti solo di un’abolizione elettorale.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc) Sul fronte politico l’on.le Brunetta capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati annota su twitter: “CarloCalenda schiaffeggia mister Etruria @matteorenzi. Per ministro Sviluppo economico abolizione canone sarebbe una ‘partita (presa) di (in) giro’. Buio per il Fiorentino. E comunque, per la cronaca, canone in bolletta è arrivato con suoi millegiorni. Dicesi incoerenza”.
Per Giorgio Lainati (Nci) vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai: “Com’era facilmente prevedibile la TV pubblica diventa da subito terreno di scontro per la campagna elettorale. La proposta del segretario PD Renzi sull’abolizione del canone è pura propaganda elettorale visto che comunque lo Stato continuerebbe a versare alle casse della RAI soldi pubblici per un periodo indefinito in attesa di una presunta e futuribile redistribuzione delle risorse pubblicitarie. La RAI, la più grande Azienda di informazione e di cultura del Paese merita di più e di meglio. Le forze politiche dovrebbero proporre per il futuro di un’Azienda così delicata per la tutela del pluralismo e della democrazia iniziative legislative serie e fattibili e non spot elettorali”. E per finire Giorgia Meloni su facebook scrive: “«Pare che Renzi, dopo aver messo in bolletta il canone Rai per far pagare a tutti gli italiani lo stipendio di Fabio Fazio, Benigni e Saviano, ora voglia abolirlo. Delle due l’una: o siamo di fronte a una folgorazione e quindi attendiamo che si scusi pubblicamente con i cittadini o è la solita televendita da campagna elettorale di Matteo “Do Nascimento” Renzi, che insieme all’abolizione del canone regalerà una bicicletta col cambio Shimano. Il 4 marzo gli italiani sceglieranno FdI e un governo di patrioti anche per non dover più sopportare queste prese per i fondelli».

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Canone Rai: arrivate le prime bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

Arrivate le prime bollette della luce con inseriti i 70 euro del canone Rai. Peccato che la voce sia praticamente invisibile, per non dire introvabile. Nella prima pagina, l’unica che il consumatore solitamente legge, non vi è traccia del canone Rai (cfr bolletta sotto riportata). Né nel riepilogo delle spese né nel grafico a torta, dove si vede la scomposizione dell’importo, compare la scritta: abbonamento tv. Il canone, infatti, è inglobato in “Altre voci”. Peraltro, in questo specifico caso, la cifra non è nemmeno di 70 euro, ma di 67,75, dato che vengono scorporati altri importi, come l’adeguamento della rata costante (?!?) . Per trovarne traccia bisogna arrivare a pagina 4 della fattura (è a disposizione l’intera fattura, su richiesta).
“Ci domandiamo perché il contribuente debba organizzare una caccia la tesoro per scoprire che sta pagando anche il canone Rai. E se poi l’abbonamento non fosse dovuto ed il cittadino non si accorgesse che lo sta già pagando? Questa mancanza di trasparenza rende più difficile far valere i propri diritti. Ci preoccupiamo, in particolare, degli utenti più deboli e fragili. Per questo avevamo chiesto che nelle fatture di luglio venisse uniformato il modo di evidenziare l’inserimento del pagamento del canone, per evitare che ogni operatore facesse a modo suo, che fosse inserita una lettera di spiegazioni, con anche le istruzioni per poter effettuare pagamenti parziali della fattura. Appello rimasto inascoltato” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Canone Rai: Agenzia entrate deve emanare il decreto sui rimborsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

Rai: sede di romaL’Agenzia delle entrate ha integrato oggi sul sito le Faq sul canone Rai. “Bene, ma non basta. La gran parte delle nuove Faq chiariscono solo un po’ meglio quello che avrebbero dovuto fare i consumatori entro il 16 maggio, per inviare la dichiarazione di non possesso. Per quanto i chiarimenti siano sempre graditi ed utili, sono tardivi. Quello che serve ora, invece, è chiarire cosa devono fare i contribuenti in caso di richiesta indebita del canone Rai” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’Agenzia delle entrate deve emanare subito il provvedimento sui rimborsi previsto dall’art. 6 comma 2 del decreto Mise n. 94 del 13/5/2016, anche se legalmente ha 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore del decreto stesso, avvenuta il 5 giugno 2016″ conclude Dona. “Chiediamo che il decreto non preveda solo come chiedere il rimborso dopo che i soldi sono già stati indebitamente riscossi, ma anche cosa devono fare gli utenti per evitare il prelievo del canone non dovuto e per presentare reclamo. Ecco perché il decreto è già in ritardo” conclude Dona.

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Canone Rai in bolletta

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

Rai: sede di romaHabemus decreto. Finalmente è stato pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dello Sviluppo economico sul canone Rai in bolletta. “E’ incredibile che il decreto entri in vigore solo oggi, ossia dopo ben 20 giorni dalla scadenza per l’invio dell’autocertificazione sul canone Rai, considerato che, a differenza di quanto sostenuto dal Governo, ha dirette conseguenze sulla dichiarazione che dovevano fare i contribuenti. In particolare, nel decreto è scritto che ai fini della dichiarazione di non detenzione gli utenti devono utilizzare ESCLUSIVAMENTE il modello approvato dall’Agenzia delle entrate il 24 marzo e le successive modificazioni. Una tesi assurda che ci lascia perplessi dal punto di vista legale. Non per niente, secondo quanto sempre sostenuto dall’Agenzia delle entrate, e che è ancora scritto nelle Faq sul sito dell’Agenzia, valgono tutte le dichiarazioni, anche quelle presentate precedentemente alla pubblicazione del modellino, purché rese ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000. Una tesi decisamente più ragionevole e che chiediamo all’Agenzia di confermare” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente che chiunque abbia presentato una dichiarazione esaustiva che contiene tutti gli elementi utili, non può essere costretto a pagare il canone solo perché non ha compilato il modellino appositamente predisposto. Sarebbe un cavillo burocratico assurdo. In ogni caso questo pasticcio, che immaginiamo e speriamo si risolva per il meglio, conferma che in questa vicenda si sono violati i diritti del contribuente, che avrebbe dovuto avere 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i provvedimenti di attuazione per presentare la dichiarazione, ossia 60 giorni a partire da oggi” ha concluso Dona.
Per l’art. 3 della Legge n. 212/2000, infatti, meglio noto come Statuto del contribuente, “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

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Canone/imposta Rai in bolletta. Ok del Consiglio di Stato al decreto… ma a denti stretti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

Rai: sede di romaIl Consiglio di Stato china la testa davanti al Ministero dello Sviluppo economico e approva il decreto sul canone Rai, ma resta fermo sulle sue posizioni critiche. Il Ministero non si è adeguato a quasi nessuno dei rilievi critici che i giudici avevano mosso al primo decreto, ma il parere del Consiglio di Stato è obbligatorio ma non vincolante quindi il Ministero fa un po’ come gli pare. E questo è ribadito, seppur con un linguaggio più formale, dagli stessi giudici, che prendono atto della mancanza di volontà del Ministero di adeguarsi alle modifiche richieste “trattandosi di una scelta che, non risultando comunque né illogica né irragionevole né in contrasto con la norma primaria di riferimento, non può che rientrare nella discrezionalità tecnica riservata al dicastero proponente”.Per il Ministero le informazioni rese ai cittadini sono evidentemente più che sufficienti, ma il parere ripercorre (e ribadisce) tutte le critiche già mosse prendendole in esame una per una, per poi arrivare alla conclusione: “la Sezione non può, quindi, che ribadire che le osservazioni contenute nel parere interlocutorio sono derivate dall’esigenza di consentire alla cittadinanza di comprendere meglio le modalità con cui l’Amministrazione procederà alla riscossione del canone televisivo, a seguito di una riforma che ha investito l’intero sistema di esazione di quest’ultimo, e ciò al fine di favorire una più efficace ed efficiente applicazione delle norme de quibus, che rivestono una particolare rilevanza in relazione alla grande diffusione del mezzo televisivo ed alla evasione del canone medesimo che appare tuttora elevata”.E sottolinea ancora una volta l’urgenza di una informazione chiara ai cittadini, visti i tempi stretti per l’invio delle autocertificazioni. E’ paradossale che il Ministero si sia giustificato sul ritardo nella emanazione del decreto che doveva essere emanato entro il 15 febbraio, termine ritenuto dal Ministero stesso “di impossibile rispetto”, e poi pretenda invece dai cittadini l’invio delle autocertificazioni entro il 16 maggio, quando settimanalmente vengono pubblicate informazioni nuove sul sito dell’Agenzia delle Entrate.L’ultima è, caso vuole, di ieri. L’agenzia delle Entrate ha pubblicato nelle FAQ del proprio sito ulteriori indicazioni per chi gestisce un Bed & Breakfast e per chi vive in una casa di riposo. I primi potranno pagare solo il canone speciale; i secondi invece dovranno pagarlo, anche se a casa loro non ci vivono più.
Altro chiarimento sul canone/imposta Rai dovuto dai conviventi. Che vuol dire “legati da vincoli affettivi”?
Bisogna aver reso all’Anagrafe una apposita dichiarazione di esistenza del vincolo affettivo, solo così si potrà essere “famiglia anagrafica” e quindi pagare un solo canone. Altrimenti se ne pagano due.Occhio però perchè il sito specifica anche che “La dichiarazione già resa sull’esistenza dei vincoli affettivi non può essere soggetta a continui ripensamenti”. Cioè, va bene le coppie di fatto, ma non cambiate troppo spesso idea, o partner. Se ci si vuole bene, quindi, deve essere un affetto stabile, altrimenti i canoni Rai sono due!Riflettiamo, ancora, su una pubblica amministrazione che procede non per atti e provvedimenti, ma tramite FAQ di un sito internet – benchè istituzionale. Per contro, il Ministero ritiene di non accogliere le critiche del Consiglio di Stato temendo un “eccesso di delega”. Due pesi e due misure, e il cittadino ha pochi giorni ancora per capire se e cosa autocertificare, pattugliando maniacalmente il web in attesa del prossimo aggiornamento. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Il Consiglio di Stato che ha bocciato il canone Rai in bolletta

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

Rai: sede di roma“Il governo dovrà sicuramente sospendere la prima rata del canone Rai se non si uniforma tutto quello che dice il Consiglio di Stato”. Così il presidente della Commissione vigilanza Rai Roberto Fico a 24Mattino su Radio 24, sul parere del Consiglio di Stato che ha bocciato il canone Rai in bolletta. “Non si va da nessuna parte andando sempre di fretta per fare annunci” ha aggiunto Fico. “Non è la prima volta che il governo scrive con i piedi leggi e decreti per andare di fretta, per fare annunci, senza avere una sostanza formale sui contenuti nel momento in cui vengono emanati. Il Consiglio di Stato ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto, anche perché oltre ai giudizi di merito ci sono quelli formali. Per esempio, nel decreto manca il concerto con il ministero dell’Economia. Senza questo passaggio previsto dalla legge, qualsiasi cittadino, quando dovrà pagare il canone, potrà fare ricorso e probabilmente vincerlo, lasciando la Rai con nulla in mano”. Fico ha anche commentato il futuro del M5S dopo la morte di Gianroberto Casaleggio: “I giornali in questi giorni hanno scritto tutto e il contrario di tutto. Non ci sarà nessuna elezione on-line a breve termine per il leader. Continueremo a fare quello che stavamo facendo il giorno prima della morte di Gianroberto. Dovremo lavorare cento volte di più perché Casaleggio valeva cento persone, ma nei principi, nel fondo e nella base non cambia nulla”.

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Imposta/canone Rai. Nuovo aumento?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Fatto fuori il programma “Anno Zero”, l’azienda Rai pensa a come rimediare per evitare il salasso della mancanza di un programma che realizza il 20,7 di share, un programma la cui ipotesi di passaggio alla concorrenza de La7 di Telecom, ha causato una crescita di valore delle azioni in Borsa del proprietario di ben 29 milioni di euro. Il rimedio sarebbe l’aumento dell’imposta/canone pagata dai “sudditi della Repubblica” colpevoli di possedere un apparecchio atto a ricevere trasmissioni tv. Come sempre in questi casi, la fantasia si scatena e, siccome anche questa e’ poca, ecco che riappare l’idea, per facilitare la lotta all’evasione, di collegarne il pagamento alla bolletta elettrica, ignari che la riscossione potrebbe costare un ulteriore salasso per il contribuente: i gestori di energia elettrica sono centinaia e, salvo improbabili imposizioni normative, il costo per il passaggio del dovuto dalle loro casse all’Erario e quindi alla Rai, non potrebbe che essere gravato sull’utente dei loro servizi. Siamo eccessivi quando chiamiamo “suddito della repubblica” il possessore di un apparecchio tv, che deve pagare per l’incapacita’ gestionale della Rai che si lascia sfuggire una trasmissione del calibro di “Anno Zero”, e per l’altrettanta incapacita’ di riscossione dell’imposta, si’ da imporla ad un mercato libero di aziende private che non c’entrano nulla, se non per il fatto di aver deciso di concentrare il proprio business su un prodotto di prima necessita’? C’e’ un atto di civilta’ giuridica e civica per impedire questa costante dimostrazione di incapacita’ governativa e vessazione del contribuente suddito? Temporanea abolizione del canone/imposta e sostituzione della stessa con prelievi indiretti da altre parti dopo aver sanato sprechi delle stesse altre parti. Il tutto come transito verso cio’ che gli italiani avevano chiesto con un referendum vinto dai proponenti alcuni anni fa: privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. Ma questo forse non potrebbe consentire ali partiti di maggioranza di opposizione che comandano e si spartiscono la Rai di decidere, per esempio, che “Anno Zero” e’ una trasmissione che non piace. Qui il nostro canale web per l’abolizione del canone: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Canone RAI non tutti sono tenuti a pagare

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2011

La Finanziaria statale del 2008 – dichiara Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – ha abolito il pagamento del canone Rai per gli over 75 anni con un reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità: una platea di persone più ampia di quello che si potrebbe immaginare ma poca pubblicità è stata data dai media e dagli uffici competenti alla circolare che stabilisce i requisiti per l’esenzione. Di fatto, hanno diritto alla esenzione del pagamento del Canone Rai tutti coloro i quali, avendo compiuto 75 anni di età prima della scadenza del pagamento del canone stesso,vivano da soli o con il coniuge, e abbiamo un reddito complessivo non superiore a € 6713,98. Il documento a cui fare riferimento per ottenere l’esenzione è il CUD dell’anno precedente.
• La domanda di esenzione deve riferirsi al canone Rai dell’apparecchio televisivo presente nell’abitazione in cui si ha la residenza “entro il 30.04.2011? per gli abbonamenti annuali ed “entro il 31.07.2011? per quelli semestrali. Con allegata copia di documento d’identità e precise indicazioni dell’Abbonamento in essere, deve essere inoltrata a: AGENZIA DELLE ENTRATE – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – 10121 – Torino.
• Gli over 75 possono ottenere “entro il 30.04.2011? anche il rimborso del canone versato nel triennio 2008-2010 (sempre che ci siano gli stessi presupposti), compilando l’apposito modulo messo a disposizione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
• Per i pensionati che non hanno ancora raggiunto l’età e non abbiano un reddito che superi i 18.000,00 €, il Canone si può pagare anche a rate con una detrazione dalle tasse, in massimo 11 rate.
La richiesta va presentata entro il 15/11 dell’anno precedente a quello cui si riferisce il canone Rai all’ente che eroga la pensione. L’ente comunica poi al pensionato l’accettazione della domanda entro il 15 del successivo mese di gennaio. L’addebito avviene come trattenuta sulla pensione, in 11 rate mensili a partire dal mese di gennaio dell’anno a cui si riferisce il canone Rai.
E’ facile immaginare che in molti, pur avendone diritto, non hanno fruito materialmente dell’esonero dal canone a causa le lungaggini burocratiche che ledono soprattutto i diritti di tutti quegli anziani con difficoltà motorie e problemi di salute, che trovano oggettive difficoltà negli spostamenti.
Pertanto lo Sportello Dei Diritti chiede ai mezzi di informazione di dare un’ampia informazione a tutti gli italiani che sono nelle condizioni di accedere a questo esonero per evitare che i cittadini siano costretti prima a pagare e poi a chiedere un improbabile rimborso.

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Canone/Imposta Rai e i suoi esattori

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Il ministero dell’Economia non è aggiornato sull’attività di un proprio esattore. Non un dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Rocca Cannuccia di Sopra che rincorre il fruttivendolo, ma la Rai, a cui è demandato il compito di riscossione dell’imposta piu’ odiata dagli italiani, cioe’ circa 1 miliardo e mezzo di euro che vengono pagati per il mero possesso di un apparecchio tv con cui non ci si sintonizza mai sulla tv di Stato. E’ successo che il ministero dell’Economia ha detto che nei primi due mesi del 2011 la Rai ha incassato il 37,5% in meno da canone/imposta. E subito dopo la Rai ha smentito dicendo che, invece, gli introiti sono aumentati di 15 milioni. Un “qui pro quo” che arriva dopo la mazzata della relazione di ieri della Corte dei Conti che ha detto alla Rai di spendere meno e meglio e di darsi una mossa per riscuotere l’imposta soprattutto dalle aziende (1 miliardo l’anno che, pur col ritmo attuale di spesa, basterebbe a colmare il disavanzo permanente). Un “qui pro quo” che la dice lunga su come tutta la riscossione e’ gestita: discrezionalita’ assoluta da parte dell’esattore, scarsa attenzione e cura da parte dell’Esecutivo. Ma perche’? Noi crediamo che cio’ accada perche’, se la legge fosse applicata, esploderebbe il tutto. L’esazione avviene in forza di una legge del 1938 (quando la tv non esisteva) che disciplina il pagamento dell’imposta per qualunque apparecchio atto o adattabile a ricevere trasmissioni. Legge che, nel 2011, se applicata comporterebbe il dovere di pagamento per i possessori di questi apparecchi: videoregistratore, registratore dvd, computer (con o senza scheda Tv e/o connessione Internet), videofonino, cellulari di nuova generazione, iPod e apparecchi mp3-mp4 provvisti di schermo, monitor a sé stante (senza computer annesso), monitor del citofono, modem, decoder, videocamera, macchina fotografica digitale, etc. E’ evidente che urgerebbe una modifica legislativa, ma… siccome sulla Rai, cosi’ com’e’, ci mangiano tutti i partiti, la sola idea di dover mettersi d’accordo per un nuovo assetto finanziario, fa venire i brividi a tutti, per cui e’ bene che rimanga cosi com’e’.Qui il nostro canale web dedicato al canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Le imposte più odiate… il solito canone Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Se qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio su quelle che sono le imposte piu’ odiate dai contribuenti italiani, la conferma arriva dalla ricerca Censis-Commercialisti: il 47,3% del campione della ricerca demoscopica odia il cosiddetto canone Rai!! Odia!! Una parola pesante che abitualmente e’ contrapposta ad “Amore” ma, nel settore “gradimento delle imposte”, crediamo che quest’ultima espressione di sentimento difficilmente potra’ essere affiancata a qualche emolumento. Le imposte sono malviste da quasi tutti i contribuenti, soprattutto quando se ne percepisce il cattivo uso o non si e’ informati sul reale uso. Sentimento che porta tutti gli italiani -alzi la mano chi e’ esente- ad essere evasori fiscali. Nel caso del canone Rai c’e’ piu’ di un’aggravante. Una sorta di cupola mafiosa in cui tutti i partiti sono seduti a banchettare, con l’eccezione di Radicali e qualche ‘cane sciolto’ a destra e sinistra dei cosiddetti schieramenti parlamentari. Poi ci sono gli ipocriti -Leganord soprattutto- che sostengono di fare campagne abolizioniste, ma sono finte e parlano male del canone solo quando la Rai non sta facendo il loro gioco. Eclatante, a piu’ riprese, il premier Silvio Berlusconi che, spalleggiato dai propri media, ha alluso all’opportunita’ di non pagare questa imposta perche’ la Rai aveva parlato male di lui. Insomma, un “magna magna” in cui c’e’ posto per tutti e il contrario di questi tutti. Poi ci sono le istituzioni non parlamentari, come Corte Costituzionale e varie Autorita’ di controllo che, con dotte dissertazioni giuridiche, ogni volta che viene loro posto il problema, con una faccia di tolla che non c’e’ confronto nella storia planetaria, ci dicono: “va bene che si chiami canone o abbonamento anche se e’ un’imposta, tanto ormai tutti la conoscono con quel nome…”. E’ come se un giudice -e senza esagerare da parte nostra- condannasse un reo all’ergastolo e poi lo giustiziasse a morte dicendo “tanto ormai tutti sanno che la pena di morte in Itala non e’ prevista”.
Risultato? Il 47,3% che odia questa tassa? “E chi se ne frega” continua a dire il legislatore, tanto quelli che continuano a votare poi lo fanno comunque per quei partiti che mantengono questo sistema ipocrita.Finisce qui e tutto come prima? Purtroppo no! I risultati a lunga gettata sono: – maggiori evasori di questa imposta; – maggiori spese dello Stato per scovarli; – maggiore illegalita’ dello Stato per scovarli: un funzionario medio della Rai addetto alla bisogna e’ altrettanto mediamente un “birbone” che appone firme false su dichiarazioni di contribuenti che dicono di possedere un apparecchio tv, cosi’ come sono altrettanto “birboni” sono i suoi colleghi in ufficio che mandano ingiunzioni di pagamento a chi e’ “colpevole” di avere una nuova residenza… da cui loro presumono che il televisore non puoi non averlo…; – maggiore evasione fiscale anche non-Rai: il cattivo esempio non giova al rispetto della legge; – maggiori spese dello Stato contro l’evasione fiscale in generale; – maggiore disaffezione dei cittadini verso le istituzioni in generale. Continuiamo a farci male….. Qui il canale web dell’Aduc per l’abolizione del canone: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Canone Rai. La farsa della Leganord

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Puntuale come una vacca svizzera, arriva anche quest’anno la mungitura della Rai per dar da bere agli italiani un latte avvelenato: quello del finto impegno della Leganord per l’abolizione del canone. Finto impegno che serve solo a catturare presunti (per loro) allocchi che -non informati- credono di ottenere un risultato con l’evasione fiscale spacciata come obiezione di coscienza. E’ quanto viene perorato anche da autorevoli rappresentati di questo partito che siedono nella commissione di vigilanza parlamentare della Rai, come l’on. Davide Caparini. Una farsa che, secondo gli artefici, dovrebbe servire a portar loro piu’ consensi. L’elemento scatenante e’ stato l’abituale ridicolo spot della Rai che ogni fine anno promette ricchi premi e cotillon per quei cittadini che faranno il loro dovere di contribuenti pagando l’imposta per il possesso di un apparecchio tv. Con la scusa dei dialetti incomprensibili  ai non indigeni, si e’ scatenata una finta battaglia di spot. E al ridicolo della Rai si e’ aggiunta l’istigazione a disobbedire alle leggi da parte della Leganord che invita a fare “obiezione di coscienza” non pagando l’imposta Rai. Questo dell’imposta da non pagare e’ un motivetto che viene fuori a singhiozzo da parte di chi, espressione del potere costituito, ogni tanto si lamenta perche’ la tv di Stato non gli da’ quello che lui ritiene lo spazio giusto (Berlusconi, per esempio) o da’ informazioni ritenute difformi dal proprio pensiero (Leganord e Berlusconi, sempre come esempio). Il canone/imposta, cioe’, e’ una sorta di “pannicello caldo” (come dicono a Roma…) che serve a confortare il presunti fustigati di turno. Ma da qui a fare battaglia e proposta politica per la sua abolizione, ci passa un oceano. Non solo, ma il Governo Berlusconi di cui la Leganord e’ parte determinante, sta per far approvare un sistema di esazione del canone da incubo: se non lo paghi nella bolletta elettrica, ti tagliamo anche la luce!
Non ce ne vogliamo i molti abolizionisti presenti un po’ in tutti gli schieramenti. Ma un contribuente medio italiano, come crediamo di essere anche noi con la nostra associazione, non puo’ continuare a farsi prendere in giro senza far sentire la propria indignazione.
Noi siamo per l’abolizione del canone, per la privatizzazione della Rai e per l’abolizione di un servizio pubblico d’informazione e trattenimento gestito, com’e’ oggi, in abuso di posizione dominante nel mercato radiotelevisivo. Non ci piace, solo per fare un piccolo esempio, che lo Stato paghi quei ciarlatani che ci predicono l’oroscopo, e poi tutto il resto, che e’ ampiamente risaputo, Lo Stato pretende da noi rigore e precisione. Siamo delinquenti perche’ anche noi pretendiamo altrettanto in uno dei punti chiave del sistema di potere, cioe’ l’informazione? Qui in nostro canale web per la battaglia abolizionista sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Canone Rai e contratto elettrico

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha ritirato fuori l’idea di legare il pagamento dell’imposta per il possesso di un apparecchio tv -il cosiddetto canone- al contratto di fornitura di energia elettrica di casa o dell’ufficio. Una sua vecchia idea che aveva già bocciato ma che, visto il prossimo avvio delle campagne pubblicitarie che ci prometteranno premi se paghiamo in tempo un’imposta, ha ritenuto di rimettere in gioco; probabilmente per avere qualcosa da dire di fronte al fatto che -come dice lui stesso- l’evasione di questa imposta e’ intorno al 30% di quelli che lui e la Rai considerano obbligati, cioe’ tutti coloro che, avendo una residenza anagrafica, sono per questo considerati possessori di un apparecchio tv. Un vuoto di proposta che, partendo dal presupposto “duro e forte” che nessuno si fara’ tagliare la corrente pur di non pagare questa imposta, si scontra con un banale problema tecnico: non esiste un unico fornitore di energia elettrica, ma centinaia e centinaia (2), piccoli e grandi, ognuno coi propri problemi, anche economici, e tutti dovranno versare all’Erario/Rai la relativa imposta. Lo faranno gratis o -come e’ scontato- i contribuenti pagheranno in piu’ perquesti nuovi esattori? Non solo, ve l’immaginate le migliaia di contenziosi che la Rai aprira’ con questo o quell’altro fornitore perche’ non paga in tempo o non paga affatto? Siamo noi pessimisti o c’e’ qualcuno che non ha considerato che la cosiddetta liberalizzazione del mercato elettrico e’ sostanzialmente una schifezza con varie aziende/banditi che si comportano illegalmente nei confronti degli utenti (le nostre denunce alle Autorita’ -Antitrust e Energia- sono prassi costanti) e che quando incassano soldi non dovuti, prima di sganciarli occorre “torturarli”?
Se il nuovo esattore dell’imposta per pagare il cosiddetto servizio pubblico radiotelevisivo e’ di tal fatta, perche’ andare ad infilarsi in un simile ginepraio? I casi sono due. O il ministro Romani non ha contezza di cio’ che propone o ha deciso che per incassare cento vale anche pagarne cinquanta (ad essere ottimisti). Come sempre restiamo basiti di fronte a tanta sfrontatezza e ignoranza e ci poniamo -gia’ da molto tempo- una domanda: perche’ non abolire l’imposta piu’ odiata dagli italiani e, per esempio, seguire modelli come quello spagnolo (i soldi al servizio pubblico arrivano attraverso la tassazione indiretta). Ovviamente il metodo per levarsi il problema c’e’ e rifugge da artifici vari: privatizzare la Rai e mettere sul mercato un bando per chi meglio potrebbe offrire un servizio pubblico di informazione, servizio che, pero’, non dovrebbe essere in competizione con la televisione cosiddetta commerciale, ma solo informare. Ma questa e’ fantascienza? (fonte http://tlc.aduc.it/rai/)

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Imposta-canone Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Il piano straordinario che il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha presentato ieri al Consiglio di amministrazione prevede di recuperare 100 milioni di euro dall’evasione dei canoni speciali, cioè il possesso di uno o piu’ televisori usati “fuori dall’ambito familiare nell’esercizio di un’attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto”.Per esempio, alberghi, bar, ristoranti, uffici, enti e amministrazioni pubbliche, imprese. I canoni speciali hanno vari importi, che arrivano fino a 6510,13 euro. A questo scopo la Rai usera’ la struttura gia’ esistente, composta da 120 accertatori, che sara’ potenziata con ulteriori 50 agenti mandatari, a costo zero per l’azienda in quanto verranno retribuiti a provvigione. Era ora che la Rai si accorgesse anche degli apparecchi tv che sono in luoghi diversi dalle abitazioni private: sono anni che denunciamo questa evasione fiscale, che era tale per esplicita mancanza di iniziativa della Rai stessa, iniziativa che, invece, e’ sempre stata continua nei confronti delle famiglie. A differenza, pero’, delle varie fantasie che vengono utilizzate per gli apparecchi domestici (dove intimano -non sempre, ma spesso- che si paghi anche per il pc, etc…. fantasie che noi puntualmente invitiamo a contestare), in questo caso si parla di apparecchi televisivi. Probabilmente perche’ non vogliono far esplodere il maleodorante -e diffusamente odiato- pentolone in cui cucinano quel minestrone che chiamano canone o abbonamento (pur trattandosi di vera e propria imposta…): ve l’immaginate gli uffici che devono pagare un’imposta per ogni computer e per ogni telefonino? Ma, nonostante le “miti” pretese e gli scarsi mezzi (170 accertatori per tutta Italia…), bisogna fare molta attenzione perche’ il direttore Masi ha precisato che queste persone verranno pagate a provvigione. Visto come questi signori -spesso da codice penale- si comportano con le abitazioni domestiche, perche’ non dovrebbero fare altrettanto per gli uffici? E’ frequente cioe’, che a persone che abbiano solo parlato con questi signori dopo aver aperto loro la porta di casa, sia stato chiesto di firmare un foglio che attestava il colloquio.. e poi si sono trovati una dichiarazione in cui ammettono di possedere un apparecchio tv oppure non firmano e poi si ritrovano su quella dichiarazione uno scarabocchio che la Rai dice essere la loro firma. Situazione di illegalità e truffa che ovviamente viene incentivata dal fatto che gli accertatori fiscali vengono pagati a provvigione…. Continuiamo a farci male continuando a mantenere questa imposta sempre piu’ odiata ed evasa? (fonte Aduc)

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Non si può continuare a finanziare il servizio pubblico televisivo RAI facendolo pagare solo alla metà dei cittadini. Occorre trovare – dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale di Adiconsum – al più presto, una soluzione, concordata con le associazioni rappresentative dei diritti dei consumatori e degli utenti. È inammissibile – continua Giordano – che nessuno si senta in dovere di tutelare coloro che pagano regolarmente la tassa sul possesso degli apparati di ricezione radiotelevisiva garantendo anche agli evasori di usufruire di un pubblico servizio. Il servizio radiotelevisivo pubblico è un bene comune che va salvaguardato e che sempre di più deve diventare meno commerciale e garantire trasmissioni che non siano il clone di format del mondo radiotelevisivo delle tv private. Cultura, approfondimenti, musica di qualità, dibattiti politici e sociali, sono solo alcuni esempi di un nuovo modo di intendere e concepire una televisione pubblica di qualità, sull’esempio di emittenti anglosassoni come la BBC o la CNN. Adiconsum chiede al contempo che ad esempio tutti i pensionati al minimo, siano esenti dal pagamento del canone, in quanto la tv per questa realtà socio-economica, non è solo un mezzo di comunicazione, ma anche uno strumento di socializzazione. Il Ministro Paolo Romani convochi le Associazioni Consumatori intorno ad un tavolo con i tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico per elaborare una proposta concordata. La RAI deve avere certezza delle risorse economiche disponibili, anche al fine di offrire agli utenti un servizio ad alta tecnologia (HD e 3D) e qualità, differenziando l’offerta pubblica da quella commerciale.

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Imposta/canone Rai e lotta all’evasione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Sembra un dibattito a distanza nel surreale quello tra il presidente dell’Agcom e il suo omologo della Rai. Corrado Calabro’, nella sua relazione annuale al Parlamento dice che la Rai “deve acquisire effettivamente le risorse del canone, con un sistema di riscossione che riduca l’evasione, anche per migliorare la qualita’; la soluzione c’e’; basta volerla”. Gli fa eco Paolo Garimberti: ‘Ha ragione Corrado Calabro’: gli strumenti ci sono, sono semplici, quasi banali. Basta soltanto volerli applicare. Rimando percio’ la palla al governo e al Parlamento: sanno benissimo come si puo’ fare, lo facciano’. I due presidenti stanno parlando di una delle gabelle più odiate dai contribuenti, il tributo che, spacciato senza ritegno civico come canone o abbonamento, è il simbolo del sistema televisivo italiano, basato su conflitto di interessi e abuso di posizione dominante:
– la maggior parte dei contribuenti paga il balzello, la Rai fa l’esattore spesso con metodi illegali (firme false di dichiarazioni di possesso dell’apparecchio) e arroganti (balle su come e perche’ sia dovuto il tributo);
– l’evasione di oltre un miliardo di euro all’anno che viene fatta da chi dovrebbe pagare il canone business, nonostante le nostre reiterate denunce, viene ignorata;
– le varie Agenzie delle entrate piu’ volte interpellate sulla spinosa questione se il canone sia dovuto anche per il possesso di un pc, se ne lavano le mani e, come il presidente Garimberti, rimandano la palla ai politici;
– la Rai continua ad essere fuorilegge per la mancata pubblicita’ dei compensi ai collaboratori;
– i Governi (quello attuale e i precedenti) ignorano le numerose interrogazioni che abbiamo fatto presentare negli anni e, quelle rare volte in cui rispondono, fanno i finti tonti, dicendo che faranno qualcosa, ma non fanno niente.
Come dice il presidente Corrado Calabro’: “la soluzione c’e’; basta volerla”….Qui il nostro specifico canale web per l’abolizione del canone e la privatizzazione della Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (fonte aduc)

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Canone/Imposta Rai

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

Sembrava una “boutade” estemporanea l’idea lanciata dall’assessore regionale veneto al bilancio, il leghista Roberto Ciambetti, nel corso di un convegno sulle telecomunicazioni, ma non e’ proprio cosi’. Trattenere in sede locale parte del canone Rai, al fine anche di sostenere l’emittenza locale e la Rai regionale -come chiosa il governatore del Veneto Luca Zaia- è sicuramente la strada da seguire. “Senza le televisioni locali, non possiamo parlare con i cittadini, soprattutto delle notizie del territorio’. Sono stato invitato in passato ad alcune trasmissioni a ‘Radio Padania’ proprio per perorare l’abolizione del canone/imposta della Rai, così come diverse volte il quotidiano la Padania si e’ occupato delle nostre specifiche iniziative, ma e’ acqua passata. Probabilmente la discesa e il perdurare al potere romano dei politici della Leganord ha mutato alcune loro caratteristiche. Ed oggi li troviamo in una nuova veste: disinformata e arraffona. Disinformata perche’ le emissioni regionali della Rai e’ noto che usufruiscono già dei proventi del canone/imposta. O forse il loro federalismo fiscale prevede che gli attuali proventi ai tg regionali siano insufficienti e quindi vadano ampliati, magari aumentando anche quanto pagano i contribuenti regione per regione? Arraffona perche’ con estrema disinvoltura la Leganord e’ passata dalle iniziali massicce campagne di disdetta alle minacce di campagne di disdetta quando la Rai trasmetteva cose a loro sgradite, fino all’approdo odierno dell’assimilazione e del possibile aumento del gettito per meglio informare i loro amministrati. Non e’ una novità. Gia’ l’attuale capogruppo in Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, prima di diventare ministro delle Comunicazioni qualche Governo Berlusconi fa, perorava la causa dell’abolizione del canone/imposta, tranne poi nell’alta veste istituzionale sostenere il contrario. L’appetito vien mangiando, direbbe uno schietto leghista nel suo linguaggio impolitico riferendosi a “Roma ladrona” e non solo. Da parte nostra auguriamo buon appetito, come facciamo anche ai nostri peggiori avversari e… tranquilli: non metteremo veleno nel vostro cibo perche’ ci state pensando da soli. Noi, con vigore e tenacia, continuiamo a credere che il canone sia un’imposta truffaldina e iniqua e che tutto il nostro Paese non abbia bisogno di una Tv di Stato, ma di una Rai privatizzata che competa sul mercato coi propri concorrenti senza l’attuale abuso di posizione dominante. Perche’? Solo perche’ crediamo che le persone divengano libere e mantengano la loro liberta’ solo quando hanno informazione libera da una libera economia. Qui il nostro canale web per la battaglia abolizionista del canone: (Vincenzo Donvito, presidente Aduc) http://tlc.aduc.it/rai/

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Canone Rai e anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

9 Luglio 2010 entrata in vigore del dl 78/2010 approvato lo scorso 25 maggio, “Misure urgenti in materia di stabilizzazione”, all’art.38 comma 8 prevede che per i pensionati con reddito annuale inferiore ai 18.000 euro, sara’ possibile pagare il canone Rai a rate senza interessi. Un provvedimento dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del dl, dovrà individuare termini e modalita’ per versamenti e certificazione. Dovemmo plaudere ad un provvedimento che viene incontro alle persone piu’ deboli… ma proprio non ci riusciamo, perche’ siamo certi che verrà disatteso. Il legislatore si sarà fatto bello alla faccia dei diritti delle persone piu’ deboli. Perche’ non dovrebbe essere cosi’ visto quanto è accaduto dal 2008 (e continua ad accadere) per una norma simile che prevedeva l’esenzione per gli ultra settantacinquenni con reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità? Norma che per lungo tempo e’ stata inapplicata perche’ la Rai diceva (e continua a dire) che mancavano i regolamenti attuativi, ma che poi, in seguito a varie interrogazioni parlamentari, si e’ scoperto essere operativa dall’approvazione e, nonostante questo, ancora violata da parte della Rai. Noi abbiamo anche predisposto un facsmile per mettere in mora la Rai, imporre l’esenzione e pretendere il rimborso degli arretrati.
Tra le tante odiosita’ del sistema fiscale, quelle che maggiormente irritano sono quando si abusa in modo arrogante del proprio potere esercitandolo contro i piu’ deboli. Nella fattispecie e’ il caso della Rai. La stessa dei compensi milionari, della sovrabbondanza di personale, della violazione delle norme che gli impongono la pubblicazione dei compensi dei collaboratori. Al peggio non c’e’ mai limite. Per questo siamo sicuri che la norma approvata nel dl 78/2010 non potrà che essere disattesa. Ovviamente speriamo di essere smentiti, ma e’ bene precisare che se questa norma fosse applicata e quelle dell’esenzione e della pubblicazione dei compensi ancora no, non escludiamo che dalle denunce “politiche” che facciamo da anni decideremo di passare a quelle penali. (fonte Aduc)

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