Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘canone’

Canone Rai resta in bolletta. Arrivano le multe Ue?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2022

Entro la fine del 2013 il canone Rai avrebbe dovuto essere levato dal pagamento tramite bollette elettriche: lo aveva stabilito la commissione Ue perché considerato onere improprio che mina la concorrenza del settore. Se n’è parlato e contro-parlato, tant’è che uno dei leader del Governo, Matteo Salvini, in campagna elettorale si era impegnato per la sua abolizione. Il ministro dell’Economia (quota leghista) interviene ieri per dirci che sono solo voci, non è un onere improprio – dice – e, rispondendo ai sindacati Rai preoccupati per i soldi, fa sapere che il canone resta in bolletta. Due cose sono sicure: il ministro dell’Economia, ammesso che si chiarisca col suo segretario, dovrà chiarire agli elettori… ammesso che se ne ricordi… in sede Ue, dove in materia “oneri impropri” sono stati chiari e hanno dato tempo perché gli inadempienti vi provvedessero in tempo senza arrivare alla scadenza di fine anno, non potranno far altro che aprire una procedura sanzionatoria verso il nostro Paese. Bene, ora ci toccherà non solo continuare a pagare il canone ma anche pagare i multoni che ci arriveranno perché il ministro dell’Economia non sa rispondere alle preoccupazioni dei sindacati Rai e quindi, cosa di meglio che rassicurare con lo “status quo”? Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Canone Rai. Disdirlo per non pagarlo nel 2023

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Il canone Rai dall’anno prossimo non potrà più essere riscosso tramite bolletta della luce e, al momento, non ci sono novità. Tra le ipotesi c’è anche quella di abolirlo e di attingere il dovuto più o meno attraverso la fiscalità generale… ma è un chiacchiericcio, lo stesso che parla di aumento dell’importo. La certezza è che oggi tutti i possessori di un tv devono pagare il canone quando l’apparecchio è collegato tramite antenna al sistema digitale.Ma siamo sicuri che vale la pena vedere i programmi tv attraverso l’antenna? Mediamente la qualità tecnica è migliore di, per esempio, lo streaming via Internet, e ci sono alcuni canali che non sono visibili in streaming… ma è realmente quanto serve al nostro desiderio/esigenza di informazione e spettacolo? Quanti, per esempio, vedono film solo attraverso piattaforme come Netflix o usano YouTube per i tg di varie emittenti, musica e intrattenimento? Fatta questa valutazione è bene ricordarsi che se si vuole disdire il pagamento del canone, liberandosi della tv collegata all’antenna, si può fare entro il 31 gennaio 2023, meglio (per evitare magari di dover chiedere rimborsi, visti i tempi non fulminei della registrazione di queste richieste) entro il 31 dicembre 2022… dove “entro” significa anche farlo domani indicando la data di fine anno come cessazione del rapporto. (fonte: http://www.aduc.it

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Canone Rai. Verso l’aumento dell’importo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2022

I 90 euro che oggi paghiamo tramite bolletta elettrica non verranno più riscossi così dalla fine dell’anno dopo che l’Ue ci ha imposto di non mescolare “il sacro col profano” (mercato e imposte), visto che si tratterebbe di oneri impropri, fuorvianti per il mercato energetico.Ci sono vaie ipotesi allo studio, anche quelle di una regionalizzazione che potrebbe anche esentare del tutto dal pagamento. Ma, vista la continua fame di fondi più volte reclamata dall’ad della tv di Stato, è probabile che venga colta questa occasione per aumentare il canone, anche perché, senza la riscossione automatica in bolletta elettrica (che pochi si azzardano a non pagare viste le conseguenze del taglio della luce), potrebbero aumentare gli evasori.L’occasione in proposito sembra proprio che ci sia: la ristrutturazione della sede generale della Rai in viale Mazzini a Roma. Il comunicato con cui la Rai dà l’annuncio dell’incarico ad una società – “Passo doveroso a razionalizzare gli spazi dell’Azienda” – è esplicito e non dà adito a scelte di risparmio, bensì una “profonda ristrutturazione” con mega interventi con, ovviamente, tutti gli annessi e connessi per dare lustro, tecnologia e valore – incluse le gallerie di dipinti che sono in quella sede – a quella che l’amministratore delegato Rai, Carlo Fuortes, considera la più grande impresa culturale del Paese.Vuoi che questa non sia occasione d’oro per “ritoccare” l’importo di un canone che, sempre Fuortes, considera terribilmente basso e non in linea con altri Paesi Ue in cui ancora sussiste questa imposta? In campagna elettorale siamo certi che non se ne parlerà. Figurati se qualcuno, nell’orgia di regalie (sempre senza copertura finanziaria) in corso, osa parlare di un aumento di un’imposta. Per cui, prendiamoci una pausa fino al nuovo governo e poi ne vedremo delle belle. Vincenzo Donvito Maxia

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Canone Rai. Le repliche estive. Un motivo per odiarlo di più

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2022

L’imposta per il possesso di un apparecchio tv, il cosiddetto canone, si paga a prescindere del proprio gradimento per il risultato del servizio di Stato di informazione e intrattenimento. La “più grande organizzazione culturale italiana”, o “l’offerta editoriale più ampia d’Europa”, come più di qualcuno osa chiamare il caravan serraglio dei partiti che la governano, prende più di 1,7 miliardi di euro all’anno per garantirci un servizio che, però, è fatto molto di repliche durante la stagione estiva. Quest’anno, a differenza degli scorsi, i tg hanno da parlare delle elezioni dei loro partiti, per cui sono meno monotematici degli altri anni (estate bla bla). A occhio e croce, 5 dei miliardi che prendono, in estate servono per mandare in onda repliche che, volendo, sarebbero visibili a scelta su Rai Play.Scelte editoriali che non hanno riflessi sull’importo del canone di 90 euro annuali che viene implacabilmente prelevato dalla bolletta elettrica. E’ giusto? Domanda che possiamo solo auspicare venga fatta propria dalla Commissione parlamentare di vigilanza, ché noi sudditi non abbiamo voce in capitolo… si pensi che nel 1995 (caso unico in cui come utenti fu consentito di dire la propria sulla tv di Stato) fu vinto un referendum in cui si chiedeva la privatizzazione della Rai… stiamo ancora aspettando. Temiamo che nessuno consideri questa richiesta. I parlamentari sono impegnati – vigente l’ordinaria amministrazione delle istituzioni fino al voto – per farsi rieleggere, e temiamo che questa richiesta sia proprio straordinaria. Qui il canale web di Aduc sul canone Rai: https://tlc.aduc.it/rai/ Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Canone Rai. L’eterno problema irrisolto… che non sarà risolto

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Il fatto che entro la fine dell’anno le istituzioni dovranno decidere come dovrà essere pagato il cosiddetto canone Rai è occasione per ripensare il nostro sistema pubblico di informazione radiotelevisiva? Occorrerebbe volontà politica. Tutti i partiti (governo e opposizione) hanno tornaconto dalla spartizione Rai e, al momento, non sembra che vogliano rinunciare agli interessi di bottega, ovviamente spacciati per interessi collettivi. Il nostro sistema di gestione e finanziamento della Rai (circa 1.630 milioni di euro all’anno) è erede di un mondo che non esiste più, quando i partiti erano espressione viva dei cittadini e tutto passava attraverso essi. Oggi i partiti sono gruppi di potere e di “clienti” che, a malapena votati dalla maggioranza degli elettori, parlano a se stessi, tant’è che anche le massime cariche esecutive delle istituzioni sono affidate a persone a loro esterne e che, proprio per questo, ispirano maggiore fiducia e credibilità… anche agli stessi partiti. Le comunicazioni e le informazioni oggi hanno molteplici canali di distribuzione, soprattutto quelli della Rete, ma il nostro sistema pubblico si finanzia ed è impostato come quando c’era il monopolio. Tant’è che la Rai è oggi in abuso di posizione dominate con i suoi concorrenti (essenzialmente mercato pubblicitario) che non fruiscono del canone: tutti lo sanno, autorità di controllo incluse, ma fanno salti mortali per dire che invece è tutto a posto… essere Stato, sembra che dia diritto a violare leggi che, altrimenti, sono applicate – solo per loro – ai concorrenti Rai.I sommovimenti a cui assistiamo, anche di partiti (Lega) che in passato hanno fatto iniziative per l’abolizione del canone, sono sempre nella logica di una migliore spartizione del potere. E’ di questi giorni, per esempio, un’interrogazione della Lega per sapere se i paventati aumenti del canone siano dovuti al fatto che un nuovo collaboratore Rai percepisce un compenso di 50mila euro al mese. Iniziativa in teoria nobile ma ad orologeria, visto che questo collaboratore viene tirato in ballo perché politicamente inviso ai leghisti, e altrettanto non viene richiesto per tanti collaboratori e giornalisti a libro paga dell’informazione di Stato. Non si discute e non si propongono, per esempio, cambiamenti radicali che, di per sé, non potrebbero che mettere la parola fine a questa gestione Parlamento/partiti. Sembra che, più che informazione istituzionale, l’interesse sia per uno strumento di propaganda, gestito da fedeli, spaziando anche sullo spettacolo. Gli elettori alcuni fa (1995 – 4) furono chiamati ad esprimersi sul modello di gestione con un referendum, e indicarono al legislatore la privatizzazione. Considerazione=zero! Vari tentativi di confronti e cambiamenti parlamentari sono rimasti lettera morta… il fatto che tutti i partiti (che mirano alla propria sopravvivenza) sono equamente rappresentati in Rai ha, di fatto, comprato le loro politiche.La fine della riscossione del canone in bolletta elettrica, quindi, sembra che non porterà a nulla di nuovo. La maggiore rivoluzione potrebbe essere (come avviene in Svezia, Norvegia, Finlandia, Belgio, Olanda e Spagna) che i mille e seicento milioni e rotti necessari alla gestione, invece di riscuoterli direttamente fossero presi dalla fiscalità generale. Canone quindi abolito! Ma da qualche parte questi proventi andranno presi e non ci stupiremmo, per esempio, qualche balzello sulla benzina (fonte eterna delle fiscalità più varie…). E comunque resterà l’irrisolto ed eterno problema: l’informazione come strumento di esercizio di potere e consenso e non come servizio… magari affidato ad una gara di appalto…François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Canone Rai non più in bolletta energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Sembra che la riscossione del canone Rai rimanga in bolletta elettrica solo fino alla fine del 2022. Oggi fa parte dei cosiddetti “oneri impropri” dei costi energetici. L’attuale metodo di riscossione lederebbe gli impegni presi in Ue con il Piano di ripresa e resilienza. La cancellazione dovrebbe avvenire con la riforma per rendere il mercato energetico al dettaglio più concorrenziale, levando oneri non legati al settore elettrico.Una bega per il Fisco che dovrà inventarsi un nuovo metodo per la riscossione di questa imposta per il possesso di un tv. Vista la sfrontatezza dei metodi utilizzati fino ad oggi, non ci sarà da stupirsi per quello che verrà inventato. Di certo non sarà occasione per ripensare tutto il sistema di informazione e intrattenimento di Stato, magari facendo fede ad un referendum che alcuni anni fa suggerì al legislatore che la Rai sarebbe meglio privatizzarla e farla concorrere al pari coi suoi avversari dell’etere generalista. Intanto, però, i contribuenti e i legislatori che ritengono vessatorio l’attuale sistema di radio-tv di Stato, possono cominciare ad organizzarsi per un eventuale referendum. Non per sostituirsi al legislatore, ma per aiutarlo a comprendere il danno che l’attuale regime provoca a libertà di informazione e all’economia di mercato. Per capirci sui tempi: nell’attuale “ingorgo” di scadenze istituzionali, una eventuale raccolta di firme referendarie non può partire prima del 2024. Tanto, nel frattempo, ci sembra difficile che la Rai venga meno ai propri presupposti monopolisti; anzi: ci sono tutte le avvisaglie per un peggioramento, anche e proprio in virtù del nuovo metodo di riscossione del canone che dovrà essere inventato. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC URL: http://www.aduc.it

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Imposta/canone Rai. Referendum per libera informazione e fisco non-predatore

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

L’amministratore delegato della Rai ha bussato cassa e vorrebbe estendere il cosiddetto canone anche a telefonini, tablet e pc. In diversi gli hanno fatto notare che “non va bene”. Ma Carlo Fuortes insiste. Occasione perché l’unico partito non al governo, Fratelli d’Italia, si è erto a difensore dello status quo di contribuenti e utenti tlc. Il canone è, a singhiozzo, campo di battaglia (storico – di vari partiti, e il partito della Meloni si è buttato a capofitto per l’occasione, basta dire il contrario di chi è al potere, anche se nei fatti FdI in Rai ha le proprie “poltrone”. Nulla di cui stupirsi. Informazione e intrattenimento di Stato (governo e opposizione) funzionano così. Sembra che l’imposta/canone sia tra le più odiate dai contribuenti, immaginiamo, trasversalmente rispetto ai partiti che poi vengono mandati in Parlamento… ma questo non intacca il compatto partito unico padrone della Rai. Siamo quindi in uno dei casi in cui chi rappresenta gli elettori nelle istituzioni fa cose diverse da ciò che pensano e desiderano i propri elettori. Nulla di cui stupirsi. Riforme all’orizzonte a parte le richieste di soldi di Fuortes e – sempre il nostro – che dice di amministrare la tv di Stato senza farsi condizionare dai partiti… lui che è dov’è per decisione dei partiti? Nulla. Dobbiamo rassegnarci e, come fanno tante associazioni e simili, dimenticarci del problema in cambio di qualche boccone della torta? Anche perché in passato, visto che il Parlamento era sempre insensibile in materia e i cittadini avevano tentato dei referendum, questi ultimi non hanno dato effetto? No, non ci rassegniamo e rilanciamo per tre motivi: – i danni dell’informazione e intrattenimento di Stato sono sempre peggiori in una società dove la mediaticità è dominante per consapevolezza, consenso e salute mentale di ognuno; – i danni del trust/monopolio inquinano mercato mediatico e pubblicitario (unica fonte di introiti per i concorrenti Rai); – il Parlamento continua ad essere insensibile (o lo è col metodo FdI…) alle istanze dei cittadini e quindi è tempo di aiutarlo ad essere più attento e disponibile. Così come in questi ultimi e prossimi mesi è e sarà aiutato coi referendum giustizia giusta, cannabis, eutanasia e caccia. Referendum che nel metodo – la rivoluzione della raccolta firme con lo spid – sono diventati più accessibili, funzionali e consoni per l’aiuto degli elettori al processo legislativo. Occorre quindi mettersi a studiare come, facendo tesoro del passato dare il nostro contributo ad una informazione e un fisco non da sudditi.

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Canone/imposta Rai. Verso l’abolizione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Il Ddl Concorrenza, nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri, dovrebbe eliminare le incrostazioni che frenano l’economia, impegno verso l’Ue contenuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza inviato a Bruxelles (pilastro dei 200 e passa miliardi di prestiti e sovvenzioni che l’Italia riceverà nei prossimi anni). Tra queste la cancellazione dell’obbligo per i venditori di elettricità di “raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia” . L’imposta/canone Rai (9 euro mensili per dieci mesi) tra queste. Il Ddl dovrebbe essere approvato entro fine mese, ma per la sua operatività può slittare anche a fine 2022, e alcune novità potrebbero essere introdotte nell’esame parlamentare.Il cosiddetto canone (1,8 miliardi di euro all’anno) è finito in bolletta nel 2016, ed è l’imposta che si paga per il possesso di un tv per il servizio monopolista di informazione e spettacolo della Rai. Prima era tra le imposte più odiate e, di conseguenza, abbastanza evasa. Poi si è stabilizzata.La Rai è quello che è: gestita dai partiti del Parlamento, illegale perché viola norme Antitrust (abuso di posizione dominante: compete in un mercato, anche pubblicitario, in cui i suoi concorrenti non hanno canone), e perché, nonostante referendum e legge, continua a non essere privatizzata .Ora il Parlamento deve scegliere se tener fede agli impegni verso Bruxelles (e prendersi gli oltre 200 miliardi) o continuare con la gabola della riscossione tramite bolletta elettrica, inventarsi un’altra gabola (probabile) o far rientrare il finanziamento della tv di Stato nella fiscalità generale (difficile che venga ripristinato il vecchio metodo di esattori che rincorrevano evasori).Sulla gabola non osiamo “dare consigli” ma la creatività in materia non è loro assente. Sulla fiscalità generale (quasi 2 miliardi l’anno), nel caso, aspettiamoci di tutto (iva, benzina, rc-auto in prima fila).Rimane IL PROBLEMA che in Parlamento non vogliono affrontare. Nel 2021, ha ancora senso una tv di Stato così com’è? Informazione faziosa spartita tra i partiti in Parlamento, marchette a go-go dallo sport alle ballerine e ai notiziari, spese di gestione da baraccone pubblico (la vicenda Rai Play/ItsArt grida vendetta – 3) con un numero di giornalisti e tecnici e un rapporto produzione/costi da incubo. E’ possibile e credibile che in una democrazia economica la maggiore impresa Tlc sia dello Stato?Forse – FORSE – la cancellazione del canone in bolletta luce farà tornare i decisori (Parlamento e non solo) sulla via maestra di un’economia di mercato smettendo di violare le leggi e bandendo, per esempio, una gara per l’affidamento del servizio pubblico? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Canone Rai. Combattiamolo a partire da noi stessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Spesso “ci costringiamo” a pagare il canone Rai (imposta su possesso di un tv) anche quando non ci serve il tv: lo usiamo poco o vediamo altri canali, o addirittura non abbiamo l’apparecchio. Il canone è incluso nella bolletta della luce e… o non sappiamo come levarlo o ci fa fatica farlo.Aduc ha consigliato a Governo e Parlamento, impegnati nella riforma fiscale, di valutare la cancellazione del canone come iniezione di fiducia e prospettiva per contribuenti e mercato. Ma prima che questo “prezioso” consiglio venga considerato…. Siamo disposti a continuare a regalare alla Rai 90 euro l’anno? Se la risposta è sì!… ognuno si paga la propria pigrizia e ingiustizia. Se la risposta è no! … si può fare. Anche senza dover rinunciare a guardare Rai e altre emittenti: tutti abbiamo Internet a casa e tutto si può vedere in streaming (per il quale non c’è obbligo di pagare canone), e i nostri piccoli schermi di telefonino, tablet e pc sono collegabili anche a grandi schermi/monitor non legati all’antenna tv. Ovviamente, il Fisco non-amico che abbiamo ha ben pensato come scoraggiarci. Occorre fare un’autodichiarazione, da inviare ogni anno tramite raccomandata A/R all’Agenzia delle Entrate. Metodo incivile e arrogante, lo sappiamo. Ma al momento c’è solo questo. Una decina di euro e un po’ di fastidio a fronte dei novanta del canone e il pagamento di un servizio che spesso non ci serve e che, comunque, possiamo fruire altrimenti e gratis.Qui il modulo per l’esenzione: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/Schede/Agevolazioni/Canone+TV/Dichiarazione+sostitutiva+canone+TV/?page=schedeagevolazioni Qui il canale web di Aduc sul canone: https://tlc.aduc.it/rai/ (comunicato stampa Aduc)

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Richard Powers: Canone del desiderio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana Oceani, trad. Licia Vighi, pp. 800, 25 euro. In libreria dal 25 giugno. Dall’autore Premio Pulitzer per Il sussurro del mondo, arriva per la prima volta in Italia uno dei suoi libri fondamentali. Un romanzo-mondo sulla scienza e i suoi limiti, sull’arte e la creatività, l’amore che resiste al potere dell’ordine scientifico e tecnologico. In contemporanea usciranno anche le nuove edizioni cartacee di Il dilemma del prigioniero e Tre contadini che vanno a ballare, e in ebook Generosity. Alla fine degli anni ’50, Stuart Ressler, giovane e brillante scienziato, si unisce a un gruppo di ricerca dell’Illinois nel tentativo di scoprire i misteri del codice del DNA; ma, quando si innamora perdutamente di un’altra ricercatrice, i suoi studi sono distratti dal tentativo di comprendere tutto un altro tipo di codici – sociali, morali, spirituali, musicali. Quasi trent’anni più tardi, quando la bibliotecaria Jan O’Deigh e il programmatore informatico Franklin Todd si imbattono nell’enigmatica figura dello scienziato, decidono di indagare sul suo conto e di scoprire cosa sia stato a far sfumare la sua promettente carriera, cadendo loro stessi in una spirale di desiderio. In questo romanzo dalla scrittura cesellata alla perfezione – intelligente, furiosa e commovente – Powers costruisce una saga affascinante capace di intrecciare musica, scienza, linguaggio e arte per raccontarci la storia di due amori, due giovani coppie lontane venticinque anni.

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Luca Vitone: Il Canone

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Parma 4 aprile – 30 maggio 2020 Inaugurazione: 4 aprile 2020, ore 11.00 Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna 1, lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta il secondo appuntamento del programma di residenze d’artista Through time: integrità e trasformazione dell’opera, realizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, che vede la partecipazione di Massimo Bartolini, Luca Vitone ed Eva Marisaldi.
L’Archivio-Museo CSAC conserva a partire dal 1968 oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo. Dopo Massimo Bartolini, che il 16 febbraio scorso ha presentato l’installazione On Identikit, a confrontarsi con questo patrimonio preziosissimo sarà Luca Vitone, già protagonista di una residenza presso lo CSAC nel 2017 nell’ambito del progetto #GrandTourists. In quell’occasione, Luca Vitone aveva potuto letteralmente immergersi negli archivi e nelle collezioni CSAC, confrontandosi al tempo stesso con la città di Parma e una rete di altri archivi e musei.Vitone, artista che da sempre lavora sull’idea di luogo, produzione culturale e memoria, propone nell’ambito di Through time l’esito espositivo di quella residenza: Il Canone, un omaggio al concetto stesso di archivio a partire dal furgone utilizzato fino all’inizio degli anni 2000 dallo CSAC per il trasporto e l’acquisizione delle opere e degli archivi. Il mezzo di trasporto – metafora dell’azione del prelevare e dell’agire per la raccolta e la costruzione dell’archivio – sarà allestito nell’imponente navata centrale della Chiesa abbaziale, seguito da una lunga “parata” di lavori e progetti che rappresentano un ampio spettro della ricerca artistico-culturale italiana del Novecento, selezionati dall’artista con un criterio del tutto personale, quasi a ricostruire immaginari legami tra le opere conservate allo CSAC e le proprie vicende biografiche.
Per l’artista, “entrare nell’archivio del CSAC è come immergersi in un mare tropicale, di quelli noti per lo snorkeling. Impossibile non rimanerne affascinati, anche se non si riconoscono i pesci si è frastornati dai colori, dalle forme e soprattutto dalla quantità di animali da osservare. […] Ma c’era una cosa che mi tornava sempre alla mente: un furgone bianco, parcheggiato nell’angolo più lontano del piazzale, come fosse abbandonato, stava lì con la sua scritta sulla portiera ‘Università di Parma’ a testimoniare il suo ruolo passato”.
Nella visione di Luca Vitone il furgone rimanda concettualmente all’opera Das Rudel di Joseph Beuys del 1969, in cui 24 slitte in legno fuoriescono da un vecchio furgoncino Volkswagen. Come per Beuys, anche in questo caso, le 24 opere e oggetti che il furgone dell’Università di Parma lascia dietro di sè sono collegate a episodi autobiografici dell’artista oppure ad autori che hanno profondamente segnato la sua crescita artistica, riscoperti all’interno degli archivi CSAC. Tra questi figurano Ugo Mulas, Alighiero Boetti, Gianni Colombo, Lucio Fontana, Mario Schifano, Mario Nigro, Pietro Consagra, Alberto Rosselli, Afro Basaldella, Luigi Ghirri, Erberto Carboni, Archizoom Associati/Lucia Bartolini, Walter Albini, Giosetta Fioroni, Michelangelo Pistoletto, Maddalena Dimt, Franco Albini, Danilo Donati/Sartoria Farani, Ettore Sottsass jr./Sottsass Associati, Andrea Branzi, la rivista satirica “Il Male” e persino un anonimo, autore un’imitazione di una lampada di Vico Magistretti. Sarà poi allestito nell’abside della Chiesa anche un monocromo eseguito dallo stesso Vitone con le polveri dello CSAC, realizzato in occasione della residenza e donato al centro.

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Canone d’affitto corretto per la propria abitazione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Housing Anywhere, la piattaforma internazionale di affitti, presenta RentRadar, un algoritmo di previsione dei prezzi per il mercato immobiliare, potenziato dall’apprendimento automatico. Disponibile al momento per Milano, Barcellona, Berlino, Bruxelles, Madrid, Rotterdam e Vienna, a breve il tool sarà disponibile anche per altre città.Grazie a questo strumento innovativo per gli affitti di medio e lungo termine, proprietari e gestori immobiliari potranno ora ottenere una stima veritiera di quanto potrebbero guadagnare con le loro proprietà. “Con il lancio del RentRadar, i nostri utenti hanno ora a disposizione una nuova tecnologia all’avanguardia per gestire i propri affitti su HousingAnywhere” afferma Djordy Seelmann, CEO di HousingAnywhere. “Stabilire il canone di affitto adeguato può richiedere diverse ore; grazie al RentRadar chi dispone di una proprietà non correrà più il rischio di proporre un prezzo troppo alto o troppo basso e risparmierà tempo prezioso, non dovendo condurre lunghe ricerche di mercato”.Lanciando il primo algoritmo di previsione dei prezzi per il mercato immobiliare, HousingAnywhere fornisce una soluzione a questo problema. “Volevamo creare uno strumento per aiutare chi dispone di una proprietà a stabilire un canone di affitto adeguato, in modo rapido e accurato” continua Seelmann. “Durante gli anni la nostra piattaforma ha registrato centinaia di migliaia di interazioni tra domanda e offerta a livello globale, interazioni che si sono convertite in prenotazioni o che non sono andate a buon fine. Sappiamo quindi quali prezzi hanno più probabilità di generare prenotazioni, e quali invece sono fuori mercato. Dopo aver alimentato per mesi il nostro algoritmo abbiamo sviluppato uno degli strumenti più impressionanti mai visti nel mercato immobiliare, e siamo felici di renderlo disponibile al pubblico in maniera totalmente gratuita”. Su HousingAnywhere, ogni annuncio è definito da una serie di criteri (come posizione, superficie e caratteristiche dell’immobile) che ne influenzano il canone mensile. Ad esempio, a Milano gli utenti preferiscono case con l’aria condizionata, e sono disposti a pagare caro per averla, mentre a Berlino sono altre le caratteristiche richieste. Il RentRadar considera anche elementi esterni, ad esempio la distanza rispetto a punti di riferimento importanti, come per esempio fermate della metro e università.
Combinando tutti questi dati in modo intelligente, il RentRadar suggerisce un canone di affitto adeguato, competitivo e in linea con il mercato di riferimento. L’analisi dei dati è fondamentale nel mercato immobiliare e permette di prendere la decisione giusta e di risparmiare tempo: grazie al RentRadar, chi dispone di una proprietà può determinarne il prezzo ottimale in pochi secondi. Essendo migliorato dall’apprendimento automatico, il tool RentRadar fornisce sempre risultati aggiornati, risparmiando agli utenti il tempo necessario per condurre lunghe analisi di mercato, tempo che può essere utilizzato in altri modi per aumentare il tasso di occupazione della proprietà.

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Rai: canone e informazione pubblica. Gli intoccabili contro la libertà di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Sulla Rai sembra proprio che tutti i politici, di maggioranza e di minoranza, non riescano ad esprimersi se non in termini di potere e lottizzazione. E’ di ieri l’audizione del vice-premier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione vigilanza della Rai. E il nostro incipit è banalmente confermato. Nonostante le guerre guerreggiate del suo partito e del suo incaricato, Vito Crimi, sottosegretario a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, col piano di decrescita del finanziamento pubblico all’editoria per “disintossicare le testate dai soldi pubblici e dalla politica” … nonostante questo, quando si è di fronte alla Rai, scatta il meccanismo degli intoccabili, categoria in cui si annoverano tutti coloro che, per nomina partitica, amministrano e lavorano alla tv di Stato. Certo, il nostro ministro, che è populista dichiarato, non può fare a meno di sostenere che uno degli obiettivi del suo governo è
far calare il canone/imposta della Rai dagli attuali 90 euro all’anno, ma al di là dell’esternazione che lui ritiene le porti popolarità, tutto quello che riguarda la Rai, e solo preoccupazione per meglio spartirsela, dando un pezzetto a tutti, sì da tenerseli buoni, ma tenendo il grosso per sé.
Questa sarebbe l’alternativa per l’informazione: meno soldi ai privati, conferma del carrozzone della tv di Stato e migliore spartizione. “Non c’é alcun cenno di privatizzazione dei canali Rai nel contratto di servizio”; e sulle accuse di dumping per la pubblicità: “consiglio ai privati di rivolgersi all’Antitrust”…. Che – ricordiamo noi – sulla materia si è ampiamente pronunciata in passato, confermando lo stato dei fatti.
Il referendum del 1995 che chiedeva la privatizzazione della Rai… inesistente… e dire che più popolari dei referendum cosa ci dovrebbe essere…. forse noi abbiamo un concetto e una pratica diversa di “popolare”?
Niente, ordinaria amministrazione. I politici che, quando erano all’opposizione, facevano gli alternativi e che una volta al potere sostengono di voler “disintossicare le testate dai soldi pubblici”… certo, danno loro meno soldi, visto che sono quasi tutte testate di opposizione alla politica del governo, tanto loro -oggi al potere – non ne hanno bisogno, chè la Rai basta e avanza. Questa la chiamano libertà di informazione.

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Il canone del telefono fisso va pagato ogni mese e non dopo 28 giorni

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

telefono“La decisione dell’Agcom che ha stabilito che il canone del telefono fisso va pagato ogni mese e non dopo 28 giorni ci soddisfa pienamente, in linea con la battaglia che Ap ha portato avanti in Parlamento. Avevamo infatti già sottoposto la questione al Governo nei giorni scorsi, attraverso una specifica interrogazione in commissione Finanze alla Camera, proprio perché contrari a questa discutibile operazione portata avanti unilateralmente da diverse compagnie telefoniche a discapito della trasparenza e della chiarezza verso gli utenti e a danno di milioni di famiglie e imprese”. Così il capogruppo di Ap in commissione Finanze alla Camera, Filippo Piccone.
“Sollecitiamo il Governo a continuare a vigilare sui modi in cui le imprese fornitrici di servizi di telecomunicazioni, che ovviamente sono essenziali per cittadini e imprese, modificano i contratti. Di fronte ai ricorsi e alle probabili contestazioni, ci aspettiamo che l’Esecutivo si ponga al fianco di Agcom e a difesa dei consumatori”.
Per Dino Cimaglia, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori: ” E’ una delibera dell’Autorità per le Comunicazioni che ha stabilito per la telefonia fissa la fatturazione deve essere mensile, mentre per la telefonia mobile la cadenza non può essere inferiore ai 28 giorni.
“Bene che alcune regole siano state messe nero su bianco dall’Authority, ma si poteva fare di più. Sul credito residuo, ad esempio, le compagnie dovrebbero mettere a disposizioni degli utenti tutte le opzioni elencate, dall’sms alle app, così da dare un’ampia gamma di scelta ai clienti. Rispetto alla cadenza di fatturazione non inferiore ai 28 giorni per la telefonia mobile, si tratta di una mera ratifica di quanto già deciso dalle compagnie”.

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Canone Rai: attenti alle 2 scadenze del 31 gennaio 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

Rai: sede di romaEntro il 31 gennaio ci sono due importanti scadenze per quanto riguarda il canone Rai. E’ il termine ultimo, infatti, sia per presentare la dichiarazione di non possesso della tv che per pagare il canone in unica soluzione con modello F24. In particolare:
A) Dichiarazione di non possesso della tv. I titolari di utenze per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale che non hanno la tv devono presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione dell’apparecchio televisivo entro il 31 gennaio 2017, altrimenti saranno costretti a pagare come minimo il canone del primo semestre, pari quest’ anno a 45,94 euro (il canone annuale è passato da 100 a 90 euro).
Ricordiamo che non ha alcuna importanza se la dichiarazione era già stata fatta per il canone 2016. A differenza della dichiarazione di addebito su altra utenza (ossia il quadro B del modellino), quella di non detenzione della televisione, con la quale si deve dichiarare che nessun componente della famiglia anagrafica ha una tv in alcuna casa, ossia il quadro A del modellino (“Dichiarazione sostitutiva di non detenzione” della televisione), va ripresentata ogni anno.
Il periodo di presentazione della dichiarazione, per essere esonerati dall’intero canone 2017, va dal 1° luglio 2016 al 31 gennaio 2017. Se, quindi, non è stata già inviata in questo lasso di tempo, si deve provvedere entro la fine del mese.
Se la dichiarazione non è stata inviata con un certo anticipo (20 dicembre per l’invio con plico raccomandato), le prime rate del canone 2017, con tutta probabilità sia quella di gennaio che di febbraio, pari a 9 euro al mese, saranno nel frattempo addebitate dalla compagnia elettrica.
In tal caso, il consumatore ha una doppia possibilità:
1) effettuare il pagamento parziale della fattura, saldando la sola quota energia, secondo le modalità definite da ciascuna impresa elettrica, indicando nella causale di versamento l’imputazione del pagamento.
2) effettuare il pagamento integrale della bolletta e poi presentare domanda di rimborso.
B) Pagamento con modello F24. In alcuni casi particolari è previsto il pagamento del canone in unica soluzione con modello F24. Mentre nella fase transitoria, ossia nel 2016, questa modalità di versamento andava effettuata entro il 31 ottobre, a regime, ossia dal 2017 in poi, il pagamento va effettuato entro il 31 gennaio.
Di seguito i principali casi di chi deve versare entro il 31 gennaio con modello F24:
1) Quando nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al versamento del canone, è titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale.

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Gettito canone Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

Rai: sede di romaIl Mef ha comunicato che nel periodo gennaio-novembre 2016 le entrate per il canone televisivo finora pervenute ammontano a 2.050 milioni di euro. “Si tratta di un dato certamente positivo in termini finanziari, da noi ampiamente previsto fin dal novembre 2015. Il metodo adottato, infatti, non è mai stato da noi contestato rispetto alla sua efficacia nella lotta all’evasione, quanto rispetto all’onere a carico degli onesti contribuenti costretti a fare dichiarazioni per le doppie utenze elettriche diversamente intestate o a dover dichiarare a vita, di non avere una tv” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In ogni caso si tratta di un extragettito di 300 milioni che attesta anche la bontà di una seconda previsione da noi fatta. Ossia che il canone è ancora troppo elevato, nonostante la riduzione da 100 a 90 euro prevista per il 2017. Per avere un gettito invariato rispetto al 2015, infatti, il canone, prendendo per definitivo il dato di oggi, dovrebbe essere al massimo di 85 euro, ossia 5 euro in meno” conclude Dona.L’associazione ricorda, infine, che l’art. 1 comma 153 della legge n. 208/2015 prevede che per superare la presunzione di detenzione di un apparecchio tv è ammessa una dichiarazione da inviare all’Agenzia delle entrate ma questa “ha validità per l’anno in cui è stata presentata”. A differenza della dichiarazione di addebito su altra utenza (ossia il quadro B del modellino), quindi, la dichiarazione di non detenzione (quadro A) va ripresentata ogni anno e va inviata entro il prossimo 31 gennaio.

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Imposta/Canone Rai. Attenzione alle fregature per il nuovo anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

Rai: sede di romaSi potrebbe dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. In materia di imposta per il possesso di un apparecchio tv, il cosiddetto (a sproposito) canone, credevamo che il regime fiscale nostrano si fosse acquietato con il nuovo sistema di esazione in bolletta elettrica e, per quanto balzano, sempre credevamo fosse servito ad evitare tutti gli aspetti piu’ odiosi e vessatori che hanno caratterizzato la riscossione in questi anni. Ma appunto: credevamo, peccando di ingenuita’.
Ora hanno trovato un metodo per vessare ancora di piu’ i contribuenti, con un metodo in cui primeggia l’abitudine normativa che vede sempre lo Stato che ha ragione e il contribuente che ha sempre torto fino a prova contraria (il contrario di come dovrebbe essere l’impostazione del nostro sistema giuridico).
Chi non possiede un apparecchio tv, quest’anno, come ogni anno, deve inviare la dichiarazione (non bastava una prima volta e caso mai l’invio della modifica del proprio status? No: perche’ rinunciare a quelli che se ne dimenticano e a quelli che sbagliano….) entro il 31 gennaio 2017. Tutto normale? No! C’e’ la fregatura. Se non si invia la dichiarazione telematica entro il 31 dicembre (20 dicembre per quella postale), l’addebito mensile in bolletta di 10 euro (9 se passa la riduzione del canone prevista in finanziaria) per il mese di gennaio, verra’ comunque addebitato e andra’ pagato; per riaverlo indietro bisognera’ fare domanda che non esclude la raccomandata A/R per chi non e’ in possesso di mezzi telematici certificati.
Quindi. Tra il sistema costoso -in tempo e denaro- di richiesta di rimborso, con costi che vanno ben oltre i 9/10 euro, e il balletto delle date (31 gennaio 2017 la scadenza, 31 dicembre per l’invio telematico dell’esenzione senza addebito in bolletta, 20 dicembre per l’invio postale sempre dell’esenzione), il contribuente medio… diciamo che potrebbe essere portato a fare confusione e/o a rinunciare ai 9/10 euro perche’ forse nella vita ha qualcosa di piu’ importante da fare.
Ecco che il cerchio e’ chiuso. Ed e’ altamente probabile che l’Erario incassi qualche milioncino di importi non dovuti, si’ da poter meglio finanziare i programmi della Rai, le testate giornalistiche che altrimenti sarebbero in difficolta’ perche’ sono poco viste o poco acquistate, le associazioni di consumatori coi loro giornalini, e “compagnia cantando”… cioe’ tutto quello che attinge come un lattante al seno della “prosperosa e benigna balia”.Bella porcata! E noi che -sempre e perennemente ingenui- avevamo fatto un pensierino per elogiare un sistema pulito ed equo e giusto di riscossione che veniva dopo decenni bui di malvessazioni. Ci siamo illusi. Benvenuti -o ben rimasti- nel sistema fiscale che tutti, appena possono, cercano di fregare, anche perche’ hanno imparato da chi dovrebbe essere il loro maestro di rettitudine. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Imposta/canone Rai. Interpellanza parlamentare sulla violazione della legge di Stabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

Rai: sede di romaFirenze. Tra pochi giorni partira’ la riscossione del canone Rai in bolletta, un meccanismo concepito dalla legge di stabilita’ che prevede la presunzione del possesso di una tv se nel luogo di residenza di ciascun contribuente e’ attiva una utenza elettrica.Si e’ trattato di un provvedimento emesso in tutta fretta, che non ha consentito per la sua attuazione di effettuare tutte le necessarie verifiche sui contribuenti, cio’ chiedere alle anagrafi comunali la composizione dei nuclei anagrafici, per evitare doppie imposizioni di canone/imposta Rai nello stesso nucleo familiare. Probabilmente ci sarebbe voluto troppo tempo, o forse le anagrafi comunali non erano pronte e organizzate per inviare i dati di 23 milioni di famiglie anagrafiche.Per ovviare, Ministero dello Sviluppo economico e Agenzia delle Entrate hanno trovato una soluzione alternativa, che viola la legge di stabilita’ e che danneggia i cittadini: anziche’ fare i dovuti controlli anagrafici hanno attribuito il canone a tutte le utenze residenziali, onerando i cittadini contribuenti a dichiarare se e’ al contrario e il canone non fosse da loro dovuto perche’ pagato gia’ da altro familiare.Cosi’ facendo Agenzia delle Entrate e Ministero dello sviluppo economico hanno violato in un colpo solo la legge di stabilita’, lo Statuto del Contribuente e la legge sul procedimento amministrativo.Per fare chiarezza su tali violazioni, e per chiedere al Governo come intenda porre rimedio a tali violazioni e se sia intenzione del Governo assumere iniziative normative urgenti al fine di posticipare la riscossione in bolletta elettrica del canone Rai e consentire una corretta e compiuta informazione dei contribuenti, e’ stata presentata ieri – su segnalazione dell’Aduc – una interpellanza parlamentare da parte dei Deputati Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Mirella Liuzzi, Vincenzo Caso, Emanuele Scagliusi, Giuseppe L’Abbate e Manlio di Stefano.Cuore dell’interpellanza e’ il meccanismo di individuazione dei soggetti tenuti al pagamento che la legge di stabilita’ individua nella residenza del contribuente e nell’esistenza in quel luogo di utenza elettrica e che AdE e Ministero stravolgono trasformandolo in titolarita’ di una utenza elettrica residenziale. La conseguenza di questo stravolgimento e’ che il contribuente paghera’ un canone Rai non dovuto oppure – in caso di invio della dichiarazione sostitutiva – si esporra’ al recupero di 5 anni di importi pregressi da parte della societa’ elettrica.
Si tratta a nostro avviso di un meccanismo non casuale, pensato per batter cassa – soldi non dovuti nelle casse dell’erario oppure un aiuto economico indiretto alle societa’ elettriche (che si aggiunge ai 28 milioni di euro che riceveranno per il servizio reso).
L’Agenzia delle entrate ha infatti deciso di partire non e’ come previsto dalla legge di stabilita’ – dal dato anagrafico messo a disposizione dei comuni, ma dall’intestazione di una utenza elettrica residenziale. Tale dato tuttavia non necessariamente rispecchia l’effettiva residenza dell’intestatario in quell’immobile, poiche’ per le piu’ varie ragioni (da un mancato aggiornamento incolpevole ad una consapevole omissione nella comunicazione contrattuale con la societa’ elettrica), e’ possibile che questi sia titolare di utenza elettrica intestata ma abbia residenza anagrafica altrove, con il proprio nucleo familiare che gia’ paga il canone Rai. L’intestatario si trova quindi davanti ad una scelta: puo’ inviare la dichiarazione sostitutiva per non dover pagare illegittimamente il canone Rai gia’ pagato dal familiare, cosi’ esponendosi alla modifica della tariffa elettrica applicata e al ricalcolo degli ultimi 5 anni di consumi con la tariffa non residenziale oppure si vede
costretto ad accettare di pagare una imposta non dovuta di 100,00 euro (importo probabilmente di gran lunga inferiore all’ipotesi di ricalcolo delle tariffe elettriche).Cosi’ facendo, l’Agenzia delle entrate pone il cittadino nella condizione di pagare una imposta non dovuta, intromettendosi nella gestione di un rapporto contrattuale di tipo privatistico e favorendo indebitamente o l’erario o le casse dei gestori elettrici, quale indiretta remunerazione ulteriore rispetto a quella gia’ cospicua (almeno 28 milioni di euro in due anni) prevista dal decreto ministeriale.Si obiettera’ che e’ giusto che chi ha usufruito di tariffe piu’ basse cui non aveva diritto e’ giusto che paghi.
Corretto, indubbiamente. Non corretto invece che lo Stato approfitti di questo “ricatto” per introitare imposte non dovute. E il fatto che il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, audita l’8 giugno scorso innanzi alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria della Camera dei deputati, abbia candidamente affermato che “il problema si avrebbe qualora il cittadino abbia piu’ di un’utenza intestata come prima casa, il che vorrebbe dire che e’ scorretto, perche’ ne puo’ avere solo una. Quindi, o varia, o paga il canone. Lo dico scherzando, ma la legge cosi’ e’”, e a nostro avviso e’ particolarmente grave.Qui il testo dell’interpellanza: http://parlamento.aduc.it/iniziativa/imposta+canone+rai+interpellanza+parlamentare_24571.php
Emmanuela Bertucci, legale Aduc

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Imposta/canone Rai. Siamo arrivati alla scadenza del 16 maggio… ora comincia il bello

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2016

Rai: sede di romaLunedi’ 16 maggio scade la possibilita’ di inviare l’autodichiarazione alla Rai per chi non deve pagare il canone in quanto non possiede un apparecchio tv e, soprattutto, per chi deve stare attento a capire come funziona il tutto ed evitare di pagarlo due o tre volte. Il tutto connesso alla presunzione di possesso di un apparecchio tv per il solo fatto di essere intestatario di una bolletta della luce. Un meccanismo complicato e confusionario che, da quando e’ stato deciso con la legge di Stabilita’ dello scorso 1 gennaio, non solo e’ cambiato diverse volte, ma a tutt’oggi manca ancora la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto che disciplina le modalita’ attuative del pagamento, decreto che doveva essere approvato lo scorso 15 febbraio. Ma si sa, le scadenze per il contribuente sono tassative, mentre per lo Stato sono indicative: quindi se il primo sbaglia/ritarda sono dolori al portafogli, mentre se altrettanta manchevolezza la fa lo Stato,nonsuccede nulla… e se ci sono le conseguenze, queste ultime ovviamente le paga solo il contribuente. Niente di nuovo. E’ il nostro Stato e il nostro regime fiscale. Ma -stìano attenti lor signori- noi non ci rassegniamo, anche se e’ questo che si vuole che accada. E al momento, oltre a declamare, borbottare, rilevare, sottolineare, denunciare, cerchiamo di operare al meglio per la riduzione dei danni che i contribuenti/sudditi sono costretti a subire… e proprio in virtu’ di quelli che -se per altri sono dei limiti- per noi sono elemento di distinzione a apprezzamento positivo da parte dei piu’: il nostro essere associazione di volontariato senza scopo di lucro e che per scelta non accetta nessuna forma di finanziamento pubblico.
Riduzione del danno -dicevamo. In questi mesi, da quando e stata piu’ o meno definita questa modalita’ di pagamento del canone tramite bolletta elettrica, abbiamo risposto a centinaia di migliaia di richieste di consigli. Diffuso decine e decine di comunicati talvolta ripresi dai media. Partecipato a centinaia di trasmissioni radiofoniche e televisive, e ringraziamo chi, invitandoci, ha svolto un vero servizio pubblico di informazione che la Rai invece non ha svolto; se non con scarsissima informazione, basata quasi esclusivamente su spot pubblicitari sulle proprie reti e in rarissime apparizioni in trasmissioni in fasce orarie secondarie, in cui sono stati invitati ad esporre le nuove modalita’ solo funzionari dello Stato (contravvenendo cosi’, in modo spudorato e fazioso, alla loro cosiddetta funzione oggettiva di informazione pubblica. Il contraddittorio -a nostro modesto avviso- e’ l’anima dell’informazione).Se oggi una piccola informazione in merito c’e’ stata, e quindi non solo propaganda, questo e’ stato grazie ad associazioni come la nostra e alle poche emittenti tv (nazionali e locali) che hanno sfidato il tacito patto di non belligeranza che sembra vigere tra chi vive solo dei propri introiti pubblicitari e deve competere con chi -la Rai- oltre alla pubblicita’ (la cui presenza in una sede istituzionale come quella dell’emittente di Stato, di per se’ distorce, narcotizza e sovraespone il medesimo mercato) ha i soldi dello Stato.L’ultima nostra impresa di informazione -e quindi di servizio pubblico non retribuito- e’ stata la diffusione di un video tramite il nostro canale YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=rWDT9kNFRPE), con cui ci siamo limitati a tre informazioni -le piu’ rispondenti alle migliaia di casistiche in merito- per evitare che i contribuenti facciano errori e paghino il non dovuto o piu’ dello stesso.Ma la vicenda non finisce qui: lo sanno -a nostro avviso furbescamente architettato- anche gli inventori di questo nuovo metodo di presunzione di possesso di un apparecchio tv e di pagamento della relativa imposta, Ora comincia il bello. Non tanto perche’ ogni anno, entro il 31 gennaio, ogni singolo contribuente dovra’ ripetere le autodichiarazioni che avra’ ora inviato entro lunedi’ 16 maggio, ma perche’ visto il contesto burocratico e amministrativo confusionale, impreciso, strutturalmente difettoso e incomprensibile, crediamo che le contestazioni che i singoli contribuenti saranno costretti a presentare per gli “errori” loro e dell’amministrazione, saranno molto numerose. E siccome la procedura di rivalsa, per quanto non impossibile e non particolarmente costosa (una raccomandata A/R e il proprio tempo), e’ concepita per scoraggiare i creditori dello Stato ad attivarla, noi ci stiamo attrezzando per renderla piu’ semplice e fruibile, tramite i nostri abituali servizi di informazione e modulistica specifica. La solita riduzione del danno, quindi. Ma con la piu’ che mai marcata consapevolezza che non abbiamo nessuna intenzione di trasformarci in una sorta di centro clinico ospedaliero volontario e permanente (cosi’ come avviene per molti settori dello Stato che, senza il volontario, collasserebbero, ma siamo solo una sorta di ambulatorio da campo, provvisorio e duttile a tutte le esigenze, proiettato per estirpare il cancro alla sua radice, cioe’ l’abolizione del canone/imposta (con l’attuale e con ogni altro metodo di riscossione che potra’ essere architettato). E quindi la fine del servizio pubblico d’informazione radiotelevisivo gestito dal medesimo Stato, servizio oggi in aperto e famigerato abuso di posizione dominante con gli altri attori del mercato radiotelevisivo. Visionari, utopisti, assertori della fine dello Stato sociale che si esprime anche attraverso informazione e intrattenimento del medesimo Stato? No, semplicemente democratici, per dare attuazione a quella volonta’ popolare che, grazie ad un referendum del 1995, avrebbe dovuto imporre allo Stato la privatizzazione del servizio di informazione pubblica, magari mettendolo all’asta per il miglior offerente, senza showman, showgirl e intrattenimenti demenziali concepiti per spartire gli spazi tra le fazioni partitiche che si sono impossessate del nostro Stato.Qui il nostro canale web specifico sul canone rai con tutte le informazioni del caso e in prospettiva: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Canone RAI: la tragica commedia

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

Rai: sede di romaNon me ne vogliano quelli che pensano che Matteo Renzi sia un riformatore perché ogni giorno, su ogni tema che annuncia poi assistiamo a provvedimenti che vengono cambiati in corso d’opera, anche di notte perché anche per loro ultime ammissioni – ci sono degli errori (esempio ultimo le pensioni di reversibilità che sparivano). Ai grandi proclami di cambiamento di Matteo Renzi segue sempre l’incapacità di trasformarli in leggi operative, chiare e rispettose del cittadino che è sottoposto a pagare i relativi contributi, tasse, imposte e via dicendo. Sul canone RAI l’ennesima telenovela con colpi di scena degni del Goldoni, infatti, tracciato il canovaccio (da parte di Matteo Renzi), poi gli attori (ministri, sottosegretari, funzionari, addetti e via dicendo) improvvisano sulla scena, di confusione in confusione, sperando nel lieto finale ma a farne le spese sono i cittadini, quelli che pagano sempre e puntualmente con grandi sacrifici. Purtroppo queste commedie, incredibile ma vero, ci fanno rimpiangere le gestioni democristiane e socialiste del 900 e che vedevano i cittadini partecipare direttamente scendendo in piazza contro decreti capestro e contro gli intrallazzi. Oggi il novello Goldoni la fa franca perché la maggioranza dei cittadini si incavola solo davanti al televisore e/o al computer. Per la verità alcuni settori, alcuni lavoratori hanno capito e sono andati a manifestare sotto casa di Matteo Renzi invece di bloccare Roma e i romani, ma sono stati un’eccezione che conferma la “regola” del NONimpegno fisico in strada, in piazza da parte dei cittadini ignorati, vessati. Indubbiamente c’è bisogno di fermare l’Italia, c’è bisogno di un paio di cittadini che partano a piedi, uno da Bolzano e uno da Trapani, meta ROMA per chiedere che questo Parlamento sia mandato a casa e si vada subito a nuove elezioni. Una marcia invitando i cittadini a unirsi a loro per la dignità e il rispetto delle regole, del buon senso, della Costituzione della Repubblica Italiana e personalmente se accade io sarò con loro. Un GRAZIE agli attivisti dell’ADUC che come in questo caso ci informano delle vicende con i loro comunicati stampa. (A leggervi, Pier Luigi Ciolli)

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