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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

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Chiesa, magistrati, notai uniti per una consulta anticorruzione

Posted by fidest press agency su martedì, 24 ottobre 2017

raffaele cantone“Una consulta anticorruzione che vedrà insieme movimenti e gruppi ecclesiali, istituzioni culturali e società civile per rispondere al magistero del Papa e agli appelli dei vescovi italiani e all’inizio del 2018 Ainc promuoverà un grande forum sul tema con esponenti della Chiesa, professioni, università”. Lo ha annunciato il presidente di Ainc il notaio Roberto Dante Cogliandro durante l’incontro su “Giustizia, lotta alla corruzione e promozione di una cultura della legalità, al tempo di papa Francesco” che ha visto protagonisti davanti al cardinale Walter Kasper, Raffaele Cantone, Presidente Anac, il Cardinal Francesco Coccopalmerio, Francesco Cananzi, membro CSM.Un tema di grande attualità, che ha visto dialogare alti esponenti della Santa Sede, e delle istituzioni moderati da Raffaele Luise, Direttore del Corso di Perfezionamento in Dialogo interculturale ed interreligioso.L’incontro, promosso dall’Università Telematica Pegaso, dall’Ainc e dal Regno dei SS Pietro e Paolo, si è svolto a Roma presso il Centro Russia Ecumenica.Le linee guida del Seminario sono date dai numerosi pronunciamenti di papa Francesco sulla “malattia” della corruzione e dal recente libro di Raffaele Cantone La corruzione spuzza.Sullo sfondo il dibattito acceso che si è prodotto attorno al varo da parte del Governo del Codice Antimafia, che prevede anche per i corrotti che agiscano in gruppo il sequestro preventivo dei beni, sull’esempio di quanto avviene nei confronti della mafia.E’ la prima volta , dopo l’approvazione del Codice Antimafia e della proposta vaticana di comminare la scomunica anche ai corrotti, che rappresentanti del Vaticano, delle Istituzioni italiane e della società civile si confrontano su questo tema. Infine è stata lanciata l’idea che Ainc, l’associazione italiana dei notai cattolici, si farà promotrice della consulta anticorruzione.

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Inps: Cantone indaga sulle nomine di Boeri e lui alza il tiro su migranti e aspettativa vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

raffaele cantoneIncredibile il tempismo del presidente Inps Tito Boeri: spara due bordate su migranti e aspettativa di vita costringendo i media a dare ampio risalto alla presentazione del rapporto annuale dell’INPS proprio mentre Raffaele Cantone sta valutando la congruità delle nomine dei dirigenti generali dell’ente di previdenza con il parere della Commissione esterna, voluta dal presidente, che ha vagliato i curricula e avanzato una rosa di proposte per ciascun incarico.“Sembrerebbe che in diversi casi la scelta sia ricaduta su un nome diverso da quelli proposti dalla Commissione per la specifica funzione – commenta Luigi Romagnoli di USB Pubblico Impiego INPS –Particolare attenzione sembra richiami la promozione di Luciano Busacca a capo della Segreteria tecnica unica, una specie di braccio destro di Boeri che rischia di mettere in ombra il Direttore generale. Il presidente dell’INPS alla presentazione del Rapporto annuale ha dichiarato che senza le entrate contributive dei migranti in vent’anni mancherebbero 38 miliardi alle casse previdenziali non spendendo una parola sui diritti di quei lavoratori, considerati evidentemente utili solo a far quadrare i conti dei fondi di previdenza”.“Boeri si è detto anche contrario a bloccare la crescita dell’età pensionabile che oggi è legata all’aumento dell’aspettativa di vita – insiste il sindacalista USB – Il presidente dell’INPS è preoccupato che non ci siano risorse per pagare le future pensioni ai giovani e così li vorrebbe far lavorare ben oltre i settant’anni, fino a crepare prima di aver raggiunto il diritto all’assegno. Un’ultima perla Boeri l’ha regalata quando ha sterilizzato l’IRPEF dalla spesa per il personale dell’ente, visto che sono soldi che tornano allo Stato. Perché non fa la stessa cosa con la spesa previdenziale? Scoprirebbe che ogni anno ci sono almeno 40 miliardi di prelievo fiscale, riferiti esclusivamente alle prestazioni derivanti dal pagamento dei contributi, che tornano nelle disponibilità dello Stato. Una bella cifra, no?”

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