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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

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Il caos elettorale: strada di Trump per un secondo mandato?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

By Domenico Maceri. “Con questa risoluzione ribadiamo in pratica che la base della democrazia consiste del trasferimento ordinato del potere dopo il mandato di un presidente”. Così Joe Manchin, il cui cognome echeggia Mancini, quello dei nonni italiani, senatore conservatore democratico del West Virginia, spiegava la risoluzione da lui introdotta e approvata all’unanimità dal Senato. La risoluzione è strettamente simbolica ma riconferma il tradizionale cambio di potere da un presidente all’altro dopo le elezioni. L’unanimità al Senato è cosa inaudita di questi giorni ma il fatto che nessun senatore abbia obiettato dovrebbe mandare un segnale a Donald Trump il quale ha detto che la sua sconfitta alle elezioni il 3 novembre sarà possibile solo mediante la frode elettorale. L’attuale inquilino della casa Bianca aveva anche chiarito che non avrebbe abbandonato la presidenza per il fatto che l’elezione, secondo lui, sarà truccata dalle schede elettorali inviate per corrispondenza. In questo caso, Trump ha detto che non vi sarebbe cambio di presidente e che lui continuerebbe al comando.Il suggerimento che un presidente americano non rispetti l’esito dell’elezione dovrebbe fare paura che il Paese sia al precipizio di una futura dittatura. Trump, come si sa, ha già manifestato parecchie volte la sua ammirazione per governanti “forti” come Vladimir Putin ed altri in Paesi dove la democrazia esiste solo in teoria. Quindi alcuni analisti hanno già indicato la loro preoccupazione che se sconfitto da Joe Biden, Trump potrebbe escogitare qualche stratagemma per dichiarare l’elezione invalida e tracciare un percorso per rimanere presidente.L’attuale inquilino della Casa Bianca ha dato chiarissimi segnali che l’elezione non potrà essere affidabile perché i voti massicci per corrispondenza preannunciati, causati dalla pandemia, si tradurranno in brogli. Trump non ha dato prove, solo insinuazioni superficiali, suggerendo che è troppo facile votare due o tre volte con la posta. I fatti sono diversi e lui lo sa già. Trump, per esempio, vota lui stesso per corrispondenza come pure molti dei suoi collaboratori alla Casa Bianca. Lo fanno anche molti elettori anziani e membri delle forze armate, non pochi dei quali votano per lui. Commentando la sicurezza del voto per corrispondenza in Florida, il 45esimo presidente ha però spiegato che lì va tutto bene perché il governatore è repubblicano. Quindi nessun problema. Ovvio che la percentuale di anziani del Sunshine State gli sta a cuore perché si traduce in un voto a lui favorevole anche se questa volta i sondaggi ci dicono che anche fra gli anziani Biden gli sta dando filo da torcere.Il voto per corrispondenza è già usato da cinque Stati quasi esclusivamente da parecchi anni, due di questi, Utah e Arizona, red states, (conservatori) e gli altri tre, Washington, Hawaii e Oregon, blue states (liberal). Le procedure messe in atto da questi Stati e anche dagli altri impediscono brogli elettorali. Ricerche della Harvard University hanno dimostrato che la frode elettorale nel voto per corrispondenza è inesistente anche se una piccola percentuale di schede elettorali vengono scartate per il fatto che gli elettori non avranno seguito le direzioni appropriate.Trump però ha detto che il risultato dell’elezione dovrà essere noto il giorno dell’elezione, ossia la sera del 3 novembre. Ciò avviene di solito ma non sempre. L’elezione del 7 novembre del 2000 non si concluse fino al 12 dicembre perché il voto in Florida era stato contestatissimo. Alla fine la Corte Suprema decise a favore di George W. Bush il quale vinse lo Stato della Florida con cinquecento voti e la presidenza. Trump ha già chiarito che l’elezione del 2020 potrebbe benissimo andare a finire alla Corte Suprema per il fatto delle schede elettorali invalide, suggerendo che in caso di sconfitta, farebbe ricorso. Ecco come si spiega in parte la fretta dell’attuale presidente di confermare la nomina della giudice Amy Coney Barrett, da lui nominata per sostituire Ruth Bader Ginsburg, deceduta alcune settimane fa. I repubblicani al Senato stanno affrettando la conferma poiché darebbe loro una maggioranza di 6 a 3 alla Corte Suprema.Alcuni analisti hanno anche rilevato che la campagna di Trump per delegittimare l’elezione potrebbe aprire un’altra strada all’attuale presidente per rimanere alla Casa Bianca. Con il grande numero di schede elettorali inviate con la posta, Stati controllati dai repubblicani potrebbero dichiarare la votazione illegale. In tal caso la legislatura avrebbe, secondo la costituzione, il diritto di scegliere gli elettori dell’Electoral College, che non sarebbero basati sul voto popolare. Si presume che sceglierebbero elettori per Trump. Dei nove Stati in bilico, otto hanno legislature controllate dai repubblicani. Ci sarebbe ancora più caos se le legislature di Stati sotto controllo dei democratici farebbero qualcosa di simile. Il caos condurrebbe alle vie legali e la Corte Suprema potrebbe alla fine decidere. Per Trump sarebbe una situazione favorevole perché ha nominato due dei giudici e forse anche tre se Barrett sarà confermata al più presto.Trump si è dichiarato il presidente “law and order” (ordine pubblico) ma sta infatti facendo una campagna elettorale che conduce al caos. Sa benissimo che se costretto ad abbandonare la Casa Bianca perderà l’immunità che lo protegge dall’incriminazione per frode fiscale o altri reati. Una vittoria schiacciante di Biden sbarazzerebbe tutti i dubbi riconfermando il potere tradizionale della democrazia americana. In caso contrario Trump non esiterebbe a scegliere la sua sopravvivenza politica, con le buone o le cattive, invece di quella della democrazia americana.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Avvio anno scolastico: la scuola siciliana è nel caos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

In queste ore abbiamo letto un “comunicato” del nuovo direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia, Stefano Suraniti, in cui, con un misto di propaganda politica e di verve da televendita, si opera una narrazione sulla questione convocazioni GPS e avvio anno scolastico totalmente staccata dalle realtà.Noi che siamo stati negli Uffici Scolastici Territoriali e alle convocazioni dei precari, vi raccontiamo una storia diversa: a più di 1000 docenti siciliani che potevano essere a scuola il 2 settembre è stata tolta la possibilità dell‘assegnazione provvisoria, svuotando le scuole della Sicilia e “restituendoli”, dopo anni di assegnazioni provvisorie, alle scuole del Nord; GPS totalmente sbagliate ma con cui si sono operate le convocazioni e senza alcuna cura nella revisione dei punteggi; convocazioni del personale precario svolte dalle 8 di mattina alle due di notte, con ritardi ed assembramenti all’esterno delle scuole polo, senza alcun rispetto delle norme contrattuali sull’orario di lavoro dei funzionari degli UST, sottoposti ad un carico di lavoro da schiavisti; errori nelle dotazioni organiche dovute allo stress a cui l’USR Sicilia ha sottoposto i lavoratori degli UST provinciali, con posti assegnati e centinaia di colleghi che ritornavano dalle scuole dove veniva loro comunicata l’inesistenza di quei posti; assembramenti notturni del personale scolastico convocato con cinque/sei ore di ritardo rispetto all’orario previsto (basta guardare le foto che viaggiano sui social); scuole senza banchi, igienizzanti e mascherine, come denunciato da tanti dirigenti scolastici siciliani abbandonati a se stessi. Questa la realtà dell’avvio dell’anno scolastico siciliano, al di là della continua propaganda del nuovo direttore generale dell’USR Sicilia, a cui chiediamo semplicemente di rimboccarsi le maniche, ascoltare di più sindacati “veri” come il nostro, scendere tra i lavoratori per capire la realtà delle cose, abbandonare lo spirito “nordista” che lo ha portato ad esiliare centinaia di docenti al Nord in piena pandemia e lavorare solo ed esclusivamente per il bene della scuola siciliana. (fonte USB Scuola – Sicilia)

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Scuola. Iannone (FdI): unica certezza per la ripresa è il caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“Dell’incapacità del ministro Azzolina si è detto e quanto accaduto al Senato riguardo il decreto Scuola certifica l’esponente Cinquestelle come il peggior ministro di questo governo. Adesso però il rischio che corre tutto il settore scolastico è gravissimo. Mancano poche settimane alla ripresa e il caos è l’unica certezza che attendono alunni, famiglie, insegnanti e dirigenti scolastici. Dagli spazi agli arredi passando per il personale, tutto nella scuola italiana oggi è in alto mare. E dire che Fratelli d’Italia aveva più volte avvisato il governo sui rischi alla ripresa dell’anno scolastico, ma sistematicamente non siamo stati ascoltati e i nostri emendamenti bocciati. Tra questi anche quello che avevo presentato in Commissione in Senato al decreto Scuola che prevedeva uno scudo penale per i dirigenti scolastici, bocciato dall’intera maggioranza. Che invece ha preferito imporre un concorso che calpesta i diritti dei precari e aggiunge confusione a confusione. L’arroganza e l’incompetenza del ministro Azzollina e di questo governo, interessato soltanto a salvare la propria poltrona, ormai non è più tollerabile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo in Commissione Istruzione in Senato.

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Un caos diffuso e una flebile prospettiva

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

di Vincenzo Olita. Iran, Libia, Afganistan, Yemen, Somalia, ONU, Nato, Europa, Vaticano, Sciiti, Sunniti, Informazione e si potrebbe continuare con altri Paesi, Istituzioni, Religioni e Classi dirigenti, ma anche così si comprende che il ragionamento che andiamo sviluppando attiene alle crisi di estese aree geopolitiche. Già, la geopolitica, espressione utilizzata spesso a sproposito, indica compiutamente il rapporto tra geografia, quindi occorre conoscere almeno i confini, e situazione e condizioni politiche che insistono su quell’area. Va da sé che se il primo elemento è immutabile, il secondo, per sua stessa definizione, è una variabile dipendente. L’appropriata conoscenza di entrambi consente analisi corrette e valutazioni strutturate al di là di storiche e romantiche affezioni e di coazioni a ripetere. Credere, ad esempio, che l’Italia possa avere peso e ruolo nella crisi libica significa non aver compreso gli avvenimenti in quell’area dell’ultimo decennio, le nostre omissioni ed assenze, anche militari, su quel terreno, pensando di poter svolgere un’influenza diplomatica caratterizzata da prediche ed inviti a buoni propositi. Il silenzio sulle crisi iraniane e libiche dei vertici Nato, dei suoi Paesi membri e dell’ONU certifica le profonde difficoltà di quest’ultima e il tramonto dell’Alleanza Atlantica che, perso il ruolo di contrapposizione al Patto di Varsavia, stenta a rimodellare la sua missione. Nello stesso tempo appelli ed invocazioni all’Europa affinché “parli con una sola voce”, senza definire per dire cosa e quali posizioni sostenere sui vari teatri conflittuali, paradossalmente, rafforza la certificazione di uno stallo depressivo, frutto di divaricazioni strategiche tra i ventisette e un elevato tasso di nanismo politico della Commissione. Lo stato di tensione permanente tra i tre grandi imperi – USA, Russia e Cina; le turbolenze, un tempo classificate come regionali, innescate da potenze di secondo e terzo livello; la sanguinosa dicotomia nel mondo islamico; l’inefficacia delle grandi istituzioni/organizzazioni internazionali; la decadenza, in occidente, delle Chiese cristiane, ed in particolare di quella cattolica, che non assolvono più neppure ruolo e funzione di autorità morale; l’evidenza, come non mai nella sua storia, dell’equivoca funzione dell’informazione, che si caratterizza sempre più come sottoprodotto di riferimento delle parti politiche, determinano nelle genti occidentali uno stato di insicurezza, di incertezza e di anomia che influenza la visione prospettica del domani. Se a questo scenario sommiamo gli affanni per l’economia, per il lavoro e per la pochezza della classe dirigente europea, pena un penoso tramonto, s’impone di ridisegnare il futuro. Agli abitanti di questo continente storia e modelli su cui riflettere non mancano, l’Europa è stata la nostra storia, l’Europa potrà essere la nostra Utopia, il nostro futuro. L’abbiamo già conosciuta un’Europa con pochi confini, con un autorevole potere centrale, con una grande attenzione alla cultura con i monasteri e le abbazie cluniacensi, profondamente cristiana e nel contempo progenitrice delle libertà rinascimentali. Un’Europa con una visione e un’anima che tengano al centro la persona e le libertà individuali, i diritti umani, la libertà economica, in sintesi un liberalismo europeo in cui la sfera della politica abbia la sua nobile supremazia. Questa l’Europa da costruire, purtroppo la presidente Ursula von der Leyen, i commissari Borrell e Gentiloni non ne saranno i costruttori, quindi il nostro ragionamento è meno, molto meno, che flebile. (fonte: http://www.societalibera.org)

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Alda Merini: L’eroina del caos

Posted by fidest press agency su sabato, 4 gennaio 2020

Roma Giovedì 9 gennaio – ore 19.00 Libreria Tomo Via degli Etruschi, 4 presentazione del libro di di Annarita Briganti Cairo Editore. Nel decimo anniversario della scomparsa di Alda Merini, la giornalista e scrittrice Annarita Briganti ci racconta di lei in una biografia che entra nelle pieghe della vita di un’anima tormentata Una poeta, non una poetessa. Rock, ribelle, sopra le righe, contro ogni forma di convenzione e d’ipocrisia. Due matrimoni, quattro figlie, e una guerra mondiale, ricoveri in manicomio, telefonate notturne, amori celebri e indimenticabili furori, cicche di sigaretta, scrittura, solitudini. Alda Merini è impossibile da contenere entro i bordi di una pagina perché i suoi versi e la sua storia esondano, invadono la vita. Questa è una sua storia, narrata per le strade di Milano, tra le pareti della sua casa, nelle pieghe di decenni in cui le donne cambiavano, e con loro l’Italia. Grazie ad affascinanti ricostruzioni dell’epoca e a molte preziose interviste – agli amici, ai colleghi artisti, al fedele fotografo, alla figlia Barbara e a tanti altri – le voci di chi c’era si uniscono a quella dell’autrice per raccontare gli aneddoti, i pensieri, i retroscena, in presa diretta.
Annarita Briganti ci offre su Alda Merini uno sguardo originale, ricco di sfumature e di dettagli. E ne illumina la vita con un taglio sghembo e partecipe, come il sole che tramonta sui Navigli cari all’artista, facendo brillare l’acqua e regalando ai nostri giorni ordinari una nuova magia. Perché una biografia di Alda Merini? Perché non c’era, riordinata, sviscerata, completa. “In L’eroina del caos (Cairo), – dichiara l’autrice – ho ricostruito la vita e il cerchio magico della poeta, come si definisce lei, al maschile. Una donna vera, una madre alla quale tolgono le quattro figlie, una poeta candidata al Nobel, che è diventata Alda Merini nonostante il manicomio, e il suo disagio viene da lontano. A dodici anni la casa milanese in cui vive è distrutta dalle bombe, sfolla a Vercelli, torna a piedi a Milano, ricomincia da zero, cifra della sua esistenza. La mia Alda, l’Alda che i lettori amano/leggono/postano, non molla mai. Nel libro, che è anche il mio primo saggio, c’è Alda Merini che dopo una sessantina di elettroshock ricomincia a scrivere. Ci sono le sue telefonate notturne e i messaggi nelle segreterie: «Siete tutti fuori a divertirvi e mi avete lasciato sola». Le sue opere. I suoi: «Ti denuncio!». Il suo corpo segnato dalle cure, dal tempo, dalla poesia, esempio perfetto, oggi, contro il body shaming. Con una ventina di testimonianze inedite e un testo di Sua Eminenza il Cardinale Gianfranco Ravasi, che era il suo consigliere spirituale”.
Annarita Briganti è giornalista culturale per «Repubblica» e «Donna Moderna», scrittrice, traduttrice. Per Cairo sono usciti i suoi tre romanzi: Non chiedermi come sei nata (2014, vincitore del Premio Comoinrosa Opera Prima, poi divenuto uno spettacolo teatrale scritto dall’autrice), L’amore è una favola (2015) e Quello che non sappiamo (2018).

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La scuola nel caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Le dimissioni del ministro dell’istruzione, università e ricerca Lorenzo Fioramonti sono un fatto pressoché inedito per il palazzo della Minerva: ricordiamo un solo precedente, peraltro illustre, quello dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel luglio 1990 si dimise da ministro della Pubblica Istruzione insieme ad altri quattro ministri della sinistra DC non condividendo la linea assunta dal Governo (presieduto da Giulio Andreotti) favorevole alla legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Altri tempi. L’uscita di scena di Fioramonti crea notevoli problemi operativi per il funzionamento della scuola. Tuttoscuola passa in rassegna i principali.Oltre a diverse questioni che riguardano la scuola (dispersione scolastica, formazione dei docenti, stabilizzazione del sistema, procedure di avvio del prossimo anno scolastico, ecc.) ce ne sono alcune nuove conseguenti al recente decreto legge 126 sul salva precari e alla legge di stabilità (entrambi attesi alla pubblicazione in GU nei prossimi giorni). Tra questi:
• Regolamenti dei concorsi per nuovi dirigenti tecnici e per insegnanti di religione cattolica (il primo e unico concorso si è tenuto ben 15 anni fa).
• Eventuale integrazione degli attuali regolamenti dei concorsi (ordinario per docenti infanzia, primaria e secondaria, per 48 mila posti complessivi, e concorsi straordinari per scuola secondaria di primo e secondo grado) a seguito delle modifiche introdotte dal DL 126/19 (es. candidati in corso di specializzazione per il sostegno)
Decreto per definire l’attuazione della nuova legge sull’educazione civica
• Decreto per individuare i settori universitari preposti alla formazione della didattica digitale e alla programmazione informatica (coding).
• Decreto per nuova regolamentazione sulla sicurezza (molta attesa dai dirigenti scolastici)
• Utilizzo delle nuove risorse per la sicurezza degli edifici scolastici
• Regolamentazione dell’impiego del bonus docenti a favore di tutto il personale
• Stabilizzazione di una quota di posti per il sostegno pari ad oltre mille unità (un pannicello caldo per coprire gli oltre 73 mila posti in deroga, cioè assegnati ai precari)
• Decreto per la distribuzione di 390 posti dell’organico potenziato a favore della scuola dell’infanzia.
• Indicazioni per la formazione dei docenti per l’inclusione e la prevenzione del bullismo.
• Modalità di incremento del piano nazionale della scuola digitale (sul quale si scontano crescenti ritardi)
• Accordo per l’impiego di fondi di edilizia scolastica per asili nido e scuole dell’infanzia.
• Concertazione interministeriale per la definizione degli obiettivi per il rinnovo del CCNL
Le dimissioni del ministro impattano su tutti questi fronti, ai quali si aggiunge una situazione critica delle Direzioni generali del Ministero, che erano già in attesa di nuovi vertici. Le domande vanno presentate entro il 27 dicembre, ma senza un Ministro che scelga e sottoscriva le nomine, la macchina ministeriale resta bloccata. Chi firmerà i vari decreti direttoriali, salvo quelli più urgenti, per i quali subentrano i Capi dipartimento del Miur? (fonte: tuttoscuola)

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In Cile si respira un’atmosfera di paura e caos

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è preoccupata per l’atmosfera di paura e caos che si respira in Cile. Secondo l’Istituto Nazionale per i Diritti Umani cileno (INDH), dall’inizio delle proteste la settimana scorsa sono state uccide 5 persone, 584 sono rimaste ferite, di cui 245 da armi da fuoco, e 2.686 persone sono state arrestate, tra cui 297 bambini e adolescenti. Diversi cileni più anziani lamentano di sentirsi un po’ come ai tempi della dittatura militare di Pinochet (1973-1990) quando l’esercito pattugliava regolarmente le strade delle città. Anche a Temuco, capitale della regione dell’Auracanía i manifestantivengono aggrediti dalle forze di sicurezza con gas lacrimogeni e pallottole di gomma. Temuco è il centro degli indigeni Mapuche che con più di un milione di persone costituiscono il gruppo indigeno più grande del paese. I Mapuche sono circa il 10% della popolazione cilena e continuano a subire discriminazione e repressione. Gli attivisti mapuche sono gli unici a essere processati in base alla Legge sull’antiterrorismo, risalente ai tempi di Pinochet e criticata a livello internazionale. La stessa legge, che permette l’incriminazione sulla base di testimonianze anonime e non verificabili, permette alle autorità di estendere il carcere preventivo per mesi e addirittura anni. L’INDH riporta anche accuse di tortura e di trattamenti degradanti su base sessuale da parte delle forze di sicurezza. Il passo indietro fatto dal presidente Piñera sull’aumento dei prezzi dei mezzi pubblici e l’ammissione di aver valutato male la situazione arrivano troppo tardi. Di fatto le condizioni sociali di una fetta importante della popolazione cilena sono preoccupanti. Lo stipendio medio in Cile è di 500 Euro e per ca. il 60% delle famiglie questo non basta per arrivare a fine mese. Per i Mapuche, spesso tra i più poveri del paese, la situazione si aggrava a causa della perdita della propria terra e la distruzione delle loro basi culturali. A ciò si aggiunge l’arbitrarietà delle forze di sicurezza nei loro confronti che raramente viene perseguita legalmente. L’Europa dovrebbe approfittare delle proteste in corso per indagare sulle violazioni dei diritti umani in tutto il paese e in particolare nell’Araucanía e per chiedere al governo cileno di rispettare i principi di uno stato di diritto. L’ex presidente cilena e attuale Commissaria per i Diritti Umani dell’ONU Michelle Bachelet ha annunciato lo scorso 24 ottobre di voler inviare una commissione indipendente per indagare sulle accuse di violazioni dei diritti umani commessi durante le proteste in Cile.

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Caos magistratura in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

“Lo sconcerto per lo scandalo che sta travolgendo il Consiglio Superiore della magistratura si associa alle impudenti affermazioni del Pd, che ora reclama una riforma, sempre osteggiata, per poter esercitare a pieno il suo dominio. Nel sistema di nomina dei componenti laici hanno costantemente spadroneggiato e non a caso i direttamente coinvolti fanno parte del cerchio magico di Renzi-Lotti-Ferri, mentre le correnti della magistratura sono ben lontane dal costituire una forma di pluralismo culturale. L’emergenza contemporanea è quella di strappare il potere giudiziario da bande e sottobande legate alle varie costole della sinistra per dare centralità a quella maggioranza silenziosa di magistrati onesti e imparziali, veri servitori dello Stato, soffocati e inibiti da gruppi di potere che stanno mettendo a repentaglio l’intera credibilità del sistema. Spartizione delle procure, promozioni, consulenze pilotate, prebende sono diventati veri e propri cancri da estirpare. Uno scandalo al cubo se si pensa, con terrore, che è il Capo dello Stato a presiedere l’organo di autocontrollo dei giudici. È tempo di riforme radicali che ricostruiscano il rapporto fiduciario tra i cittadini e le toghe: separazione delle carriere, abrogazione delle nomine parlamentari, cambiamento del sistema elettorale dei collegi”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Rischio caos voli dal 6 all’11 maggio per e dalla Francia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Lo annuncia oggi la principale sigla sindacale francese dei piloti, ovvero Snpl (Syndicat National des Pilotes de Ligne), in sostegno alle loro richieste rivolte al governo di rivedere la legge sul trasporto aereo e in particolare di bloccare la legge che ridurrebbe il potere di rappresentanza dei sindacati nel settore dei trasporti. Una settimana, dunque, di astensione dal lavoro che interesserebbe tutte le compagnie aeree con sede e base in Francia che giunge dopo gli scioperi che hanno caratterizzato i primi mesi del 2018 e che hanno provocato una serie di difficoltà e forti perdite economiche alla principale compagnia del Paese,Air France. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” avvisa i passeggeri delle grandi difficoltà che l’eventuale astensione, se confermata, causerà al regolare funzionamento del servizio di trasporto. Prima di mettersi in viaggio è, pertanto, consigliabile controllare lo stato del proprio volo sul sito della compagnia aerea per restare indenni. Lo “Sportello dei Diritti” ricorda che il Regolamento CE n. 261/2004 all’art. 5, comma 3, pone una deroga al principio generale di responsabilità del vettore aereo stabilendo che “il vettore aereo operativo non è tenuto a pagare una compensazione pecuniaria a norma dell’art.7, se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso“ e che lo sciopero, in linea di principio, rappresenta una circostanza eccezionale. E’ tuttavia diritto del passeggero ottenere assistenza ed il rimborso del biglietto se non gli viene offerto un volo alternativo o se lo stesso diviene inutile rispetto al suo programma di viaggio iniziale.

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In Libia dobbiamo evitare il caos e una nuova crisi migratoria

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani riguardo gli accadimenti in Libia ha dichiarato: “Sono molto preoccupato per l’evoluzione della situazione in Libia. Mi appello a tutte le parti affinché si fermino e evitino qualsiasi azione violenta.Non vi può essere una soluzione militare alla crisi libica. Un nuovo conflitto causerebbe solo altre perdite di vite umane e danni enormi al Paese e alla sua popolazione. Rischiamo anche una nuova crisi migratoria, con l’aumento di flussi, principalmente verso l’Italia e gli altri Paesi mediterranei.Di fronte a questa escalation, l’Unione europea deve intervenire immediatamente e parlare con una voce unica e autorevole, contribuendo a una soluzione pacifica e democratica, nel quadro delle Nazioni Unite, come chiesto a più riprese dal Parlamento europeo.L’avanzata delle milizie di Haftar verso Tripoli e possibili scontri nella capitale, porterebbero il Paese al caos di una guerra civile, rompendo il fragile equilibrio instauratosi nel quadro del processo di pace guidato dall’ONU. Rischia anche di interrompersi definitivamente il percorso verso elezioni libere e democratiche, che devono essere le fondamenta su cui ricostruire uno Stato libico basato sulla partecipazione e la riconciliazione.Solo uno Stato di diritto, con istituzioni elette, può davvero garantire la sicurezza dei cittadini e rilanciare l’economia, dando solide prospettive al Paese.La Libia è un partner strategico dell’Unione europea. Quanto sta accadendo a Tripoli non può non avere ripercussioni sulla stabilità e la sicurezza di tutta l’area del Sud del Mediterraneo e del Sahel. Il Paese gioca anche un ruolo chiave nella gestione dei flussi migratori”.

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Scuola: Diplomati magistrale, caos nelle scuole

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

A Bergamo immettono in ruolo nuove maestre con riserva con diploma magistrale pur sapendo che le dovranno licenziare nei mesi avvenire. E Anief conferma la volontà di sostenere il loro diritto nei tribunali del lavoro dopo aver superato l’anno di prova, mentre si attende il giudizio della Cassazione e del Consiglio d’Europa sull’incapacità dello Stato italiano di assumere i precari italiani. Pronta una mega iniziativa risarcitoria contro il Governo per ripagare i tanti supplenti degli abusi subiti Non ha fine la tragica commedia di cui il Miur continua ad arruolare come attrici le maestre con diploma magistrale. Alcune di esse, prima di giugno, saranno immesse in ruolo con riserva, per pochi mesi, a Bergamo, mentre altre per la stessa ragione, il possesso del titolo, saranno licenziate per via della pronuncia dell’adunanza plenaria del consiglio di Stato, contraria a sette sentenze passate in giudicato dello stesso organo amministrativo. A distanza di alcune settimane dalla conferma da parte dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sulla loro assurda incompatibilità con le GaE, migliaia di docenti, anche già assunti a tempo indeterminato e con anno di prova svolto, continuano ad essere estromessi da quelle graduatorie attraverso appositi depennamenti; nello stesso tempo, però, giunge notizia che in questi giorni vi sono maestri che stanno per essere assunti in ruolo, sempre con riserva. Nella fattispecie l’ufficio Scolastico di Bergamo ha completato le operazioni di immissione in ruolo per la primaria solo in questi giorni. Peccato che tra non molto potrebbero essere licenziati, a meno che altri organismi di giustizia, come la Cassazione o il Consiglio d’Europa, non rimettano tutto in discussione. Marcello Pacifico (Anief): Questo accanimento verso i diplomati magistrale è vergognoso. Se a settembre saranno vuote le cattedre, specie in diverse regioni del Nord, non sarà colpa della mancata regionalizzazione, ma dell’incapacità del Ministro Bussetti di affrontare una situazione a lui nota da tempo, da quando era ex-provveditore, e di cui dovrà trarne le conseguenze.
Certo, osserva Orizzonte Scuola, “i contratti a tempo indeterminato dei docenti inseriti con riserva “T saranno stipulati dai Dirigenti scolastici con la clausola “fermo restando l’effetto risolutivo connesso all’eventuale soccombenza che dovesse risultare all’esito del giudizio di merito”. Inoltre, “ai fini dell’assegnazione della sede di servizio i docenti individuati dovranno presentare la domanda di mobilità ai sensi del C.C.N.I. sottoscritto il 6-3-2019 e nei termini dell’O.M. n. 203 del 8-3-2019”.

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Roma: “Caos aziende certifica fallimento giunta Raggi”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Lemmetti su Aziende Partecipate decide di non chiarire. La replica dell’Assessore oggi, in Aula Giulio Cesare, lascia in sospeso il futuro delle Aziende più importanti di Roma Capitale e dei lavoratori. Il caos che si sta determinando nelle aziende capitoline certifica il fallimento della giunta Raggi. Società senza contratto e AMA senza bilancio, Farmacap e Roma Metropolitane fuori dalla bozza del documento sul bilancio consolidato di Roma Capitale. E’ lo specchio del fallimento di M5s in Campidoglio, un disastro politico-amministrativo che si riversa giornalmente nel degrado che soffoca la città. Trasporti che non funzionano, buche, verde pubblico impraticabile e rifiuti che invadono tutti i quartieri di Roma, senza distinzione fra centro e periferia. Il mal governo grillino sulle Aziende Partecipate ricade sui cittadini della Capitale con un’offerta di servizi sempre più scadente o nulla. Roma è ferma e l’impossibilità di approvare il bilancio consolidato nei termini previsti dalla legge è la fotografia di una compagine politica non in grado di governare la città” Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Inaugurazione mostra “Caos” dell’artista francese Alain Eugène Régnier

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

caoscaos1Milano. Sabato 18 novembre dalle 15.30 alle 19.30 inaugura in anteprima italiana a Milano, al centro culturale La Casa di Vetro via Luisa Sanfelice, 3, la personale dell’artista Alain Eugène Régnier, pittore francese con un passato nella pubblicità che ama la pittura astratta e concettuale almeno quanto la grafica e il fumetto. (Periodo di esposizione: Dal 18 novembre 2017 al 2 dicembre 2018Giorni e orari:
Da lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Ultimo ingresso alle 19:00 Giovedì dalle 15:30 alle 18:00
Ultimo ingresso alle 17:30 Domenica chiuso) La mostra “Caos”, in programma fino al 2 dicembre, riunisce le sue passioni e la sua ricerca artistica in un’unica grande esposizione. In mostra infatti sono esposte le sue opere, dal piccolo al grandissimo formato, tratte in parte dalla sua serie dedicata alla nascita e alla vita e in parte dalla sua serie dedicata al personaggio, di sua invenzione, del “Grognon”.Il contenuto del primo gruppo di opere rappresenta il caos primordiale da cui non solo si è generato l’intero universo ma continua in ogni momento a ri-generarsi la vita. È infatti attraverso il caotico riprodursi a livello cellulare degli esseri viventi che la vita si rinnova nell’eternità. A rappresentare simbolicamente il concetto, è mostrata sulla tela, in una personale e immaginaria interpretazione personale, l’eterna danza tra spermatozoi maschili e ovuli femminili che permette alla nostra specie di riprodursi e perpetuarsi nel tempo.Nel secondo gruppo di opere a essere protagonisti sono i “Grognons”, personaggi stilizzati e fumettistici pieni di vitalità umana che brontolano e grugniscono tutto il tempo come suggerisce il loro stesso nome. Sono loro a rappresentare invece cosa viene dopo il caos creativo dell’universo e della fecondazione. Cioè la vita quotidiana in ogni sua sfumatura emozionale e umorale. Ad affiancare il personaggio del “Grognon”, anzi a interagire con lui nella pantomina su tela della vita, un papavero rosso, il fiore di Morfeo, il dio del sonno, ma anche fiore simbolo, per l’artista, della fertilità.A caratterizzare l’arte di Alain Eugène Régnier, dai cromatismi estremamente saturi e brillanti, un uso di grande impatto del colore, reso denso e materico dalle ripetute pennellate sulla tela. (foto: caos)

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Lavoro: Governo nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

infortuni-lavoro“Oggi apprendiamo dai giornali dell’ennesima giravolta del governo: Gentiloni sconfessa Renzi. Non più incentivi temporanei e riduzione del cuneo fiscale, ma decontribuzione solo per giovani e solo per tre anni. Un nuovo imbroglio del governo”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“A parte l’effetto spiazzamento sul mercato del lavoro, a parte un ulteriore scasso del regime previdenziale, a parte che non si interviene su altre fasce di età, sul mercato del lavoro la confusione regna sovrana.Non si capisce più chi sia il ministro del Lavoro, non si comprende cosa si voglia fare tra sanatorie e stabilizzazioni di massa per centri impiego, un confuso e fallimentare assegno di ricollocazione, 200 tavoli di crisi irrisolti, il ritorno del sommerso dopo l’abolizione dei voucher, la confusione del sistema duale di alternanza scuola-lavoro. Insomma, tra caos e imbrogli si crea solo sfiducia. E come si finanzia tutto ciò? Ancora con deficit e debito… e restiamo ultimi in Europa per crescita”.

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Ottaviani: caos profughi. Presentiamo le denunce

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

frosinoneFrosinone. Dopo l’ultima vicenda verificatasi a Frosinone, nel corso della quale una ventina di profughi, per evitare la multa da parte dei controllori del Cotral, si sono scagliati contro un dipendente dell’azienda di trasporto pubblico, travolgendo anche quanti si trovassero davanti alle uscite del bus, è intervenuto il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, con iniziative clamorose volte a ripristinare la normalità nelle relazioni civili e nella sicurezza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, in cui si stanno registrando, da mesi, situazioni di criticità connesse al comportamento di alcuni profughi. “Qualche tempo fa, quando, come sindaco di Frosinone, ho posto l’accento su alcuni episodi di sopraffazione registratisi all’ingresso del cimitero comunale, da parte di alcuni profughi che, stranamente, facevano la spola, giornalmente, da Fiuggi a Frosinone, venni preso come visionario – ha dichiarato Nicola Ottaviani – La settimana scorsa, però, tutti hanno potuto constatare come quei timori fossero fondati, poiché all’interno di uno dei centri ospitanti di Fiuggi è scoppiato quello che, secondo una lettura superficiale, è apparso come caos, mentre risulta, invece, la conseguenza inevitabile dell’ennesima speculazione, economica e finanziaria, in danno dei contribuenti, oltre che a discapito della stessa solidarietà in materia di assistenza internazionale per i profughi. Quello che è accaduto, dunque, durante l’ultimo fine settimana, a Frosinone, sui mezzi pubblici che transitavano nella zona del capolinea di piazza Pertini, rischia di essere, soltanto, il più recente ma non l’ultimo dei fatti di gravi soprusi subiti dalla nostra comunità locale che, considerata anche a livello provinciale è, di fatto, la vera ed unica comunità ospitante”. “E allora – ha continuato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – dobbiamo ormai ragionare in termini strettamente giuridici, poiché non stiamo discutendo, qui, di chi sia a favore o contro l’assistenza sociale internazionale, nei confronti dei profughi abbandonati in mare dai mercanti di essere umani, ma stiamo discutendo se sia giusto o meno assistere con inerzia all’utilizzo criminale di una legge che sta finendo per alimentare le casse private dei soliti furbetti, senza scrupoli, con un business ormai fuori controllo. In altri termini, se all’interno di un asilo d’infanzia convenzionato un direttore, anziché preoccuparsi di fornire adeguata assistenza agli alunni in fasce, si preoccupa, invece, soltanto di ‘ammucchiare’ bambini dentro le stanze, al fine di aumentare le iscrizioni e gli incassi, è tenuto ad assumersi responsabilità giuridiche rilevanti per la propria condotta, poiché amministra provvidenze pubbliche e genera situazioni di pericolo per i piccoli ospiti, allora lo stesso criterio deve valere per quelle imprese e per quelle associazioni di finto volontariato, che stanno trasformando alcuni settori della nostra comunità in autentiche polveriere sociali e relazionali. Del resto, se alcuni operatori privati percepiscono dallo Stato dai 38 ai 40 euro al giorno, per l’assistenza completa per ogni profugo, per poi abbandonarli a vagabondare quotidianamente, nell’ozio più totale, in giro per i quartieri, dovrà pure esserci un meccanismo minimo per ripristinare la legalità e anche la decenza. A breve, per monitorare quanto sta avvenendo e per attenuare la degenerazione di questo fenomeno, non più tollerabile, istituiremo al Comune di Frosinone – visto che l’assistenza ai profughi non è materia di diretta competenza dei sindaci – un numero verde per segnalare gli episodi e gli elementi che saranno trasferiti alla conoscenza dell’autorità giudiziaria, oltre che della Prefettura e della Questura, affinché le vere espulsioni, almeno dal circuito economico, siano relative a quei soggetti che fanno mercimonio illecito delle disavventure che colpiscono i profughi, unitamente alla presentazione delle denunce verso i singoli soggetti responsabili di sopraffazioni e violenze verso i cittadini, italiani o stranieri, della nostra collettività”. (n.r. Queste sono le conseguenze, a prescindere dagli immigrati, di una società volutamente permissiva che ci ha fatto dimenticare cosa significa ordinato svolgersi della vita di una comunità. Se non corriamo ai ripari la situazione creerà seri danni e, purtroppo, irreversibili).

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Scuola: Immissioni in ruolo nel caos

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnief raccoglie denunce per cattiva gestione di graduatorie concorsuali e ad esaurimento. Baraonda alle convocazioni: a una settimana dall’inizio delle operazioni di immissioni in ruolo mai come quest’anno le forze dell’ordine sono state chiamate a intervenire durante le convocazioni dei docenti. L’ultima denuncia, in ordine di segnalazione, arriva sabato 5 agosto 2017: Napoli, convocazioni per immissioni in ruolo da Gae per la scuola secondaria. Manca la pubblicazione delle graduatorie dopo le domande di aggiornamento delle riserve e la confluenza delle classi concorsuali. Convocazioni al buio, pertanto, per gli aspiranti che non conoscono il proprio punteggio o la propria posizione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si comprende, perché il Miur non disponga la riassegnazione dei posti resi liberi in queste ore, perché assegnati da Gae negli anni passati e ora abbandonati per le nuove proposte accettate da GM da alcuni docenti. Al caos presso la struttura periferica del Miur si aggiunge la scelta incomprensibile del Governo di riconoscere l’idoneità all’ultimo concorso 2016 solo per la secondaria (dlgs. 59/17) e non per la primaria (L. 107/2015), tanto da costringere il giovane sindacato Anief a promuovere nuovi specifici ricorsi, mentre per il secondo anno consecutivo diversi vincitori dell’ultimo concorso si ritrovano al palo perché i posti banditi sono stati sottratti dal contratto sulla mobilità straordinaria.

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Banche: Caos maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

BANCA

“Caos maggioranza sul decreto per il salvataggio delle banche venete. Nella mattinata di ieri, infatti, il relatore e il governo avevano presentato, in Commissione Finanze a Montecitorio, propri articoli aggiuntivi, i quali erano stati trasmessi ai gruppi parlamentari affinché potessero svolgere su di essi la propria attività subemendativa. Successivamente, dopo poche ore dalla presentazione, il governo ha ritirato la propria proposta emendativa, dopo aver di fatto strozzato il normale dibattito sul merito del provvedimento. Un comportamento assolutamente inqualificabile”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Tra l’altro l’emendamento (poi ritirato) del governo, sostituendo gli articoli 2, 4 e 5, riscriveva sostanzialmente il testo del decreto legge, in spregio delle prassi e delle norme che regolano l’attività emendativa delle Commissioni in sede referente, con l’effetto di far decadere tutti gli emendamenti presentati dai gruppi. In tutto ciò, nel pomeriggio di ieri, la Commissione Finanze ha comunque conferito mandato al relatore senza concludere l’esame degli emendamenti, e senza approvare l’emendamento del relatore sulle misure di ristoro ai risparmiatori.Il provvedimento arriverà dunque all’esame dell’Aula di Montecitorio lunedì. Ma è già chiaro come sia solo un passaggio formale per l’immediato ritorno in Commissione, per chiudere le questioni in sospeso (che evidentemente nel fine settimana l’esecutivo dovrà chiarire, in primis con Intesa), e poi tornare in Aula, dove, a quanto si apprende in queste ore, sarà posta l’ennesima questione di fiducia.Una situazione assurda e inammissibile su un provvedimento chiave per il sistema bancario ed economico del nostro Paese. Padoan in confusione mentale, il Mef alla frutta, la maggioranza in preda a una crisi di nervi. Il tutto con il Parlamento trattato a uso e consumo degli affari del governo, che fa e disfa come meglio crede, senza alcun rispetto per le istituzioni né serietà nei confronti dei cittadini italiani”, conclude Brunetta.

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Mobilità, graduatorie definitive interne d’istituto nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

scuolaMolti penalizzati dalla mancata piena considerazione del servizio pre-ruolo. Dopo la presentazione della domanda per l’individuazione dei soprannumerari, è importante ricorrere al giudice del lavoro con i legali Anief, per far riconoscere tutto il servizio dichiarato precedente all’immissione in ruolo e che invece è considerato utile per la mobilità provinciale, interprovinciale e per i passaggi di ruolo. Per aderire gratuitamente al ricorso, vai al seguente link. Per informazioni ulteriori telefonare allo 091 7098355. Cerca anche la sede Anief più vicina a te.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sarebbe bastato che i sindacati rappresentativi della scuola avessero concesso tale possibilità, invece l’hanno negata. Oggi bisogna ricorrere in tribunale, domani, appena vinceremo le prossime elezioni Rsu, cambieremo il contratto. Non presentare ricorso, soccombendo alle valutazioni errate della propria scuola, significherebbe infatti esporsi a un pericolo non indifferente: ci si potrebbe trovare invischiati nella lotteria dei trasferimenti, finendo pure nel girone infernale degli ambiti territoriali. Perdendo quindi pure la titolarità su cattedra.
Anief ricorda che a essere penalizzati in graduatoria interna d’istituto sono anche coloro che hanno prestato servizio nella paritaria e pure i docenti che hanno conseguito titoli abilitanti riconosciuti dalle università (SSIS, TFA, Sostegno e per il servizio militare svolto non in costanza di nomina) ma a cui è stato negato il punteggio in graduatoria. Contro tutte queste ingiustizie, il sindacato ha predisposto un apposito ricorso al Giudice del Lavoro.

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P.D. nel caos

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

“Sul provvedimento sulla legittima difesa il Partito democratico ha fatto un pasticcio. Il centrodestra il modo unitario ha detto ‘no’ ad un testo scritto male e confuso. La maggioranza ha approvato il testo, hanno esultato. E poi cosa succede? Renzi, neo segretario del Pd disconosce la legge, ironizza su ‘notte-giorno’ e dice che la norma va cambiata al Senato. Renzi come un Brunetta, un Gasparri o una Meloni. Tutta la stampa ha evidenziato la confusione di questa norma. Che governo è questo? Caos totale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo ad un incontro pubblico organizzato dal partito azzurro, con amministratori e attivisti, a Mestre (Venezia).

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“E’ tornato Renzi ed è aumentato il caos nella politica italiana”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

renato-brunetta“Sono aumentate le comparsate dell’ex presidente del Consiglio, dell’ex segretario di partito in televisione, si rivede un film già visto da Fazio”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“A che titolo poi Renzi sia andato da Fazio non si sa, però questi sono i tempi, la Rai sempre asservita all’ex-ex. Ce ne faremo una ragione. Mentre il Consiglio d’amministrazione della Rai, giustamente, dice: applicate il tetto dei 240.000 euro anche alle star. Noi siamo per questa strategia: trasparenza, tetto, basta con i privilegi per poche decine di persone che hanno fatto il bello, il brutto e il cattivo tempo nella televisione di Stato, che ricordiamo essere un servizio pubblico e non al servizio delle star.Ieri a ‘Che tempo che fa’ abbiamo sentito l’intervista di Renzi a Fazio, ed è stata molto interessante, come al solito”, ha concluso, ironicamente, Brunetta.

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