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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘caos’

Inaugurazione mostra “Caos” dell’artista francese Alain Eugène Régnier

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

caoscaos1Milano. Sabato 18 novembre dalle 15.30 alle 19.30 inaugura in anteprima italiana a Milano, al centro culturale La Casa di Vetro via Luisa Sanfelice, 3, la personale dell’artista Alain Eugène Régnier, pittore francese con un passato nella pubblicità che ama la pittura astratta e concettuale almeno quanto la grafica e il fumetto. (Periodo di esposizione: Dal 18 novembre 2017 al 2 dicembre 2018Giorni e orari:
Da lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Ultimo ingresso alle 19:00 Giovedì dalle 15:30 alle 18:00
Ultimo ingresso alle 17:30 Domenica chiuso) La mostra “Caos”, in programma fino al 2 dicembre, riunisce le sue passioni e la sua ricerca artistica in un’unica grande esposizione. In mostra infatti sono esposte le sue opere, dal piccolo al grandissimo formato, tratte in parte dalla sua serie dedicata alla nascita e alla vita e in parte dalla sua serie dedicata al personaggio, di sua invenzione, del “Grognon”.Il contenuto del primo gruppo di opere rappresenta il caos primordiale da cui non solo si è generato l’intero universo ma continua in ogni momento a ri-generarsi la vita. È infatti attraverso il caotico riprodursi a livello cellulare degli esseri viventi che la vita si rinnova nell’eternità. A rappresentare simbolicamente il concetto, è mostrata sulla tela, in una personale e immaginaria interpretazione personale, l’eterna danza tra spermatozoi maschili e ovuli femminili che permette alla nostra specie di riprodursi e perpetuarsi nel tempo.Nel secondo gruppo di opere a essere protagonisti sono i “Grognons”, personaggi stilizzati e fumettistici pieni di vitalità umana che brontolano e grugniscono tutto il tempo come suggerisce il loro stesso nome. Sono loro a rappresentare invece cosa viene dopo il caos creativo dell’universo e della fecondazione. Cioè la vita quotidiana in ogni sua sfumatura emozionale e umorale. Ad affiancare il personaggio del “Grognon”, anzi a interagire con lui nella pantomina su tela della vita, un papavero rosso, il fiore di Morfeo, il dio del sonno, ma anche fiore simbolo, per l’artista, della fertilità.A caratterizzare l’arte di Alain Eugène Régnier, dai cromatismi estremamente saturi e brillanti, un uso di grande impatto del colore, reso denso e materico dalle ripetute pennellate sulla tela. (foto: caos)

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Lavoro: Governo nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

infortuni-lavoro“Oggi apprendiamo dai giornali dell’ennesima giravolta del governo: Gentiloni sconfessa Renzi. Non più incentivi temporanei e riduzione del cuneo fiscale, ma decontribuzione solo per giovani e solo per tre anni. Un nuovo imbroglio del governo”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“A parte l’effetto spiazzamento sul mercato del lavoro, a parte un ulteriore scasso del regime previdenziale, a parte che non si interviene su altre fasce di età, sul mercato del lavoro la confusione regna sovrana.Non si capisce più chi sia il ministro del Lavoro, non si comprende cosa si voglia fare tra sanatorie e stabilizzazioni di massa per centri impiego, un confuso e fallimentare assegno di ricollocazione, 200 tavoli di crisi irrisolti, il ritorno del sommerso dopo l’abolizione dei voucher, la confusione del sistema duale di alternanza scuola-lavoro. Insomma, tra caos e imbrogli si crea solo sfiducia. E come si finanzia tutto ciò? Ancora con deficit e debito… e restiamo ultimi in Europa per crescita”.

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Ottaviani: caos profughi. Presentiamo le denunce

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

frosinoneFrosinone. Dopo l’ultima vicenda verificatasi a Frosinone, nel corso della quale una ventina di profughi, per evitare la multa da parte dei controllori del Cotral, si sono scagliati contro un dipendente dell’azienda di trasporto pubblico, travolgendo anche quanti si trovassero davanti alle uscite del bus, è intervenuto il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, con iniziative clamorose volte a ripristinare la normalità nelle relazioni civili e nella sicurezza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, in cui si stanno registrando, da mesi, situazioni di criticità connesse al comportamento di alcuni profughi. “Qualche tempo fa, quando, come sindaco di Frosinone, ho posto l’accento su alcuni episodi di sopraffazione registratisi all’ingresso del cimitero comunale, da parte di alcuni profughi che, stranamente, facevano la spola, giornalmente, da Fiuggi a Frosinone, venni preso come visionario – ha dichiarato Nicola Ottaviani – La settimana scorsa, però, tutti hanno potuto constatare come quei timori fossero fondati, poiché all’interno di uno dei centri ospitanti di Fiuggi è scoppiato quello che, secondo una lettura superficiale, è apparso come caos, mentre risulta, invece, la conseguenza inevitabile dell’ennesima speculazione, economica e finanziaria, in danno dei contribuenti, oltre che a discapito della stessa solidarietà in materia di assistenza internazionale per i profughi. Quello che è accaduto, dunque, durante l’ultimo fine settimana, a Frosinone, sui mezzi pubblici che transitavano nella zona del capolinea di piazza Pertini, rischia di essere, soltanto, il più recente ma non l’ultimo dei fatti di gravi soprusi subiti dalla nostra comunità locale che, considerata anche a livello provinciale è, di fatto, la vera ed unica comunità ospitante”. “E allora – ha continuato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – dobbiamo ormai ragionare in termini strettamente giuridici, poiché non stiamo discutendo, qui, di chi sia a favore o contro l’assistenza sociale internazionale, nei confronti dei profughi abbandonati in mare dai mercanti di essere umani, ma stiamo discutendo se sia giusto o meno assistere con inerzia all’utilizzo criminale di una legge che sta finendo per alimentare le casse private dei soliti furbetti, senza scrupoli, con un business ormai fuori controllo. In altri termini, se all’interno di un asilo d’infanzia convenzionato un direttore, anziché preoccuparsi di fornire adeguata assistenza agli alunni in fasce, si preoccupa, invece, soltanto di ‘ammucchiare’ bambini dentro le stanze, al fine di aumentare le iscrizioni e gli incassi, è tenuto ad assumersi responsabilità giuridiche rilevanti per la propria condotta, poiché amministra provvidenze pubbliche e genera situazioni di pericolo per i piccoli ospiti, allora lo stesso criterio deve valere per quelle imprese e per quelle associazioni di finto volontariato, che stanno trasformando alcuni settori della nostra comunità in autentiche polveriere sociali e relazionali. Del resto, se alcuni operatori privati percepiscono dallo Stato dai 38 ai 40 euro al giorno, per l’assistenza completa per ogni profugo, per poi abbandonarli a vagabondare quotidianamente, nell’ozio più totale, in giro per i quartieri, dovrà pure esserci un meccanismo minimo per ripristinare la legalità e anche la decenza. A breve, per monitorare quanto sta avvenendo e per attenuare la degenerazione di questo fenomeno, non più tollerabile, istituiremo al Comune di Frosinone – visto che l’assistenza ai profughi non è materia di diretta competenza dei sindaci – un numero verde per segnalare gli episodi e gli elementi che saranno trasferiti alla conoscenza dell’autorità giudiziaria, oltre che della Prefettura e della Questura, affinché le vere espulsioni, almeno dal circuito economico, siano relative a quei soggetti che fanno mercimonio illecito delle disavventure che colpiscono i profughi, unitamente alla presentazione delle denunce verso i singoli soggetti responsabili di sopraffazioni e violenze verso i cittadini, italiani o stranieri, della nostra collettività”. (n.r. Queste sono le conseguenze, a prescindere dagli immigrati, di una società volutamente permissiva che ci ha fatto dimenticare cosa significa ordinato svolgersi della vita di una comunità. Se non corriamo ai ripari la situazione creerà seri danni e, purtroppo, irreversibili).

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Scuola: Immissioni in ruolo nel caos

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnief raccoglie denunce per cattiva gestione di graduatorie concorsuali e ad esaurimento. Baraonda alle convocazioni: a una settimana dall’inizio delle operazioni di immissioni in ruolo mai come quest’anno le forze dell’ordine sono state chiamate a intervenire durante le convocazioni dei docenti. L’ultima denuncia, in ordine di segnalazione, arriva sabato 5 agosto 2017: Napoli, convocazioni per immissioni in ruolo da Gae per la scuola secondaria. Manca la pubblicazione delle graduatorie dopo le domande di aggiornamento delle riserve e la confluenza delle classi concorsuali. Convocazioni al buio, pertanto, per gli aspiranti che non conoscono il proprio punteggio o la propria posizione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si comprende, perché il Miur non disponga la riassegnazione dei posti resi liberi in queste ore, perché assegnati da Gae negli anni passati e ora abbandonati per le nuove proposte accettate da GM da alcuni docenti. Al caos presso la struttura periferica del Miur si aggiunge la scelta incomprensibile del Governo di riconoscere l’idoneità all’ultimo concorso 2016 solo per la secondaria (dlgs. 59/17) e non per la primaria (L. 107/2015), tanto da costringere il giovane sindacato Anief a promuovere nuovi specifici ricorsi, mentre per il secondo anno consecutivo diversi vincitori dell’ultimo concorso si ritrovano al palo perché i posti banditi sono stati sottratti dal contratto sulla mobilità straordinaria.

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Banche: Caos maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

BANCA

“Caos maggioranza sul decreto per il salvataggio delle banche venete. Nella mattinata di ieri, infatti, il relatore e il governo avevano presentato, in Commissione Finanze a Montecitorio, propri articoli aggiuntivi, i quali erano stati trasmessi ai gruppi parlamentari affinché potessero svolgere su di essi la propria attività subemendativa. Successivamente, dopo poche ore dalla presentazione, il governo ha ritirato la propria proposta emendativa, dopo aver di fatto strozzato il normale dibattito sul merito del provvedimento. Un comportamento assolutamente inqualificabile”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Tra l’altro l’emendamento (poi ritirato) del governo, sostituendo gli articoli 2, 4 e 5, riscriveva sostanzialmente il testo del decreto legge, in spregio delle prassi e delle norme che regolano l’attività emendativa delle Commissioni in sede referente, con l’effetto di far decadere tutti gli emendamenti presentati dai gruppi. In tutto ciò, nel pomeriggio di ieri, la Commissione Finanze ha comunque conferito mandato al relatore senza concludere l’esame degli emendamenti, e senza approvare l’emendamento del relatore sulle misure di ristoro ai risparmiatori.Il provvedimento arriverà dunque all’esame dell’Aula di Montecitorio lunedì. Ma è già chiaro come sia solo un passaggio formale per l’immediato ritorno in Commissione, per chiudere le questioni in sospeso (che evidentemente nel fine settimana l’esecutivo dovrà chiarire, in primis con Intesa), e poi tornare in Aula, dove, a quanto si apprende in queste ore, sarà posta l’ennesima questione di fiducia.Una situazione assurda e inammissibile su un provvedimento chiave per il sistema bancario ed economico del nostro Paese. Padoan in confusione mentale, il Mef alla frutta, la maggioranza in preda a una crisi di nervi. Il tutto con il Parlamento trattato a uso e consumo degli affari del governo, che fa e disfa come meglio crede, senza alcun rispetto per le istituzioni né serietà nei confronti dei cittadini italiani”, conclude Brunetta.

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Mobilità, graduatorie definitive interne d’istituto nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

scuolaMolti penalizzati dalla mancata piena considerazione del servizio pre-ruolo. Dopo la presentazione della domanda per l’individuazione dei soprannumerari, è importante ricorrere al giudice del lavoro con i legali Anief, per far riconoscere tutto il servizio dichiarato precedente all’immissione in ruolo e che invece è considerato utile per la mobilità provinciale, interprovinciale e per i passaggi di ruolo. Per aderire gratuitamente al ricorso, vai al seguente link. Per informazioni ulteriori telefonare allo 091 7098355. Cerca anche la sede Anief più vicina a te.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sarebbe bastato che i sindacati rappresentativi della scuola avessero concesso tale possibilità, invece l’hanno negata. Oggi bisogna ricorrere in tribunale, domani, appena vinceremo le prossime elezioni Rsu, cambieremo il contratto. Non presentare ricorso, soccombendo alle valutazioni errate della propria scuola, significherebbe infatti esporsi a un pericolo non indifferente: ci si potrebbe trovare invischiati nella lotteria dei trasferimenti, finendo pure nel girone infernale degli ambiti territoriali. Perdendo quindi pure la titolarità su cattedra.
Anief ricorda che a essere penalizzati in graduatoria interna d’istituto sono anche coloro che hanno prestato servizio nella paritaria e pure i docenti che hanno conseguito titoli abilitanti riconosciuti dalle università (SSIS, TFA, Sostegno e per il servizio militare svolto non in costanza di nomina) ma a cui è stato negato il punteggio in graduatoria. Contro tutte queste ingiustizie, il sindacato ha predisposto un apposito ricorso al Giudice del Lavoro.

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P.D. nel caos

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

“Sul provvedimento sulla legittima difesa il Partito democratico ha fatto un pasticcio. Il centrodestra il modo unitario ha detto ‘no’ ad un testo scritto male e confuso. La maggioranza ha approvato il testo, hanno esultato. E poi cosa succede? Renzi, neo segretario del Pd disconosce la legge, ironizza su ‘notte-giorno’ e dice che la norma va cambiata al Senato. Renzi come un Brunetta, un Gasparri o una Meloni. Tutta la stampa ha evidenziato la confusione di questa norma. Che governo è questo? Caos totale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo ad un incontro pubblico organizzato dal partito azzurro, con amministratori e attivisti, a Mestre (Venezia).

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“E’ tornato Renzi ed è aumentato il caos nella politica italiana”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

renato-brunetta“Sono aumentate le comparsate dell’ex presidente del Consiglio, dell’ex segretario di partito in televisione, si rivede un film già visto da Fazio”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“A che titolo poi Renzi sia andato da Fazio non si sa, però questi sono i tempi, la Rai sempre asservita all’ex-ex. Ce ne faremo una ragione. Mentre il Consiglio d’amministrazione della Rai, giustamente, dice: applicate il tetto dei 240.000 euro anche alle star. Noi siamo per questa strategia: trasparenza, tetto, basta con i privilegi per poche decine di persone che hanno fatto il bello, il brutto e il cattivo tempo nella televisione di Stato, che ricordiamo essere un servizio pubblico e non al servizio delle star.Ieri a ‘Che tempo che fa’ abbiamo sentito l’intervista di Renzi a Fazio, ed è stata molto interessante, come al solito”, ha concluso, ironicamente, Brunetta.

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Caos nei pronto soccorsi della capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

ospedaleRoma “Il caos che si sta registrando nei Pronto soccorso della Capitale e della sua provincia purtroppo non ci sorprende, ma sicuramente continua a indignarci. Il fallimento sul fronte sanitario del presidente Zingaretti emerge evidente da questa condizione vergognosa, per questo rinnoviamo il nostro invito al ministro della Salute Lorenzin per un intervento concreto nei nosocomi della Regione Lazio mandando gli ispettori o i Carabinieri del Nas per una verifica preventiva dello stato dei luoghi. Promiscuità, condizioni di lavoro per il personale sanitario indegne, barelle sui corridoi e stanze sovraffollate questo è il panorama che si presenta in una qualsiasi delle strutture sanitarie d’emergenza. Serve un intervento immediato per far uscire il Lazio da questa situazione di pericolo per i propri cittadini. Le lacrime di coccodrillo a eventi consumati non potranno essere accettate” E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.“Da mesi denunciamo l’assoluta incapacità degli ospedali regionali di garantire livelli accettabili di cure ai cittadini, a causa del sovraffollamento delle strutture e di organici insufficienti. Solo poche settimane fa avevamo segnalato oltre cento persone in attesa nei pronto soccorso di ben sei nosocomi romani, con ricoveri improvvisati su barelle e assenza di privacy. Questa situazione è intollerabile anche oggi con numeri indegni di una città civile: addirittura con una media di 150 persone in attesa al Policlinico Umberto I e picchi di 120 al Policlinico Torvergata, al Gemelli e al Santa Maria Goretti di Latina. Se poi a tutto ciò si aggiunge anche l’assurdità delle numerose ambulanze ferme e impossibilitate a fornire l’assistenza dovuta, allora il quadro dell’emergenza si definisce ancora meglio. Anche nella provincia di Roma da Subiaco fino ad Anzio e Nettuno passando per Colleferro la situazione è insostenibile e ormai l’intero sistema è al collasso” conclude Santori.

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Tornano sui banchi 8 milioni di studenti: troveranno il caos

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

scuolaDa un lato i vincitori del concorso, chissà quando in cattedra; dall’altro, TFA e concorso per presidi e Dsga di cui si sono perse le tracce. Lo stesso vale per le leggi delega della Buona Scuola. Riprendono, intanto, le lezioni con le classi ‘orfane’ di almeno un docente e tanti di essi con la valigia in mano. Bisognerà attendere non poche settimane, poi, prima di vedere i consigli di classe al completo, visto che il 70-80 per cento delle 100mila supplenze annuali sono decretate da graduatoria d’Istituto e che i contratti potranno essere sottoscritti solo dopo il via libera degli uffici scolastici periferici del Ministero. Meno Ata, anche, all’interno degli uffici scolastici e nei corridoi a sorvegliare. Non va meglio per il sostegno. Gli alunni di una scuola su tre si dovranno accontentare di un preside ‘a metà’ con un altro istituto, viste le 200 assunzioni.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): a 14 mesi dall’approvazione della Legge 107/2015 non abbiamo visto approvata neanche una delle undici leggi delega. Dai vertici del Governo e del Ministero ci continuano a dire che i testi delle deleghe attuative della Legge 107/2015 sono pronti e che le coperture finanziarie ci sono, ribadendo che tutto è sul punto di essere approvato. Il tempo, però, passa e la supplentite non arretra, così come le “classi pollaio” e, ora, anche il personale di ruolo è diventato precario. Per non parlare del contratto fermo da quasi sette anni: l’aumento di qualche euro che non coprirà nemmeno l’inflazione riguarderà solo un docente su tre.

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Scuola – Minardo (Ap): “In Sicilia è caos insegnanti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

sicilia“Un’interrogazione dell’on.Nino Minardo al Ministro della Pubblica Istruzione per chiedere immediata chiarezza sulle problematiche riguardo i docenti siciliani, considerato che sul tema regna il caos assoluto insieme al malcontento di tantissimi insegnanti “deportati al nord”, molti non più di giovane età. Tutto ciò non è l’ inizio della “Buona Scuola”, dice Minardo, ma è l’amara conferma che questo è solo l’avvio, completamente sbagliato di una scuola, che solo nell’idea dovrebbe seguire i parametri europei ma che nella realtà non è così. Oggi ci troviamo di fronte a situazioni di forte disagio per chi è costretto ad allontanarsi grazie ad un piano di assunzioni poco ragionato e per certi aspetti “assurdo”: si spezzano legami, si allontanano di forza persone, come detto molte non più in giovane età, da impegni familiari che non si possono delegare. A questo si aggiunge il fatto che si priva la nostra Regione di efficienze essenziali per lo sviluppo sociale e civile. Energie e risorse di cui c’è bisogno.
Da chiarire, inoltre, continua l’on, Minardo, la questione delle assegnazioni provvisorie in Sicilia, che, come appreso da notizie stampa, permette ai docenti di poter accedere alle classi di concorso per il sostegno. Quali sono i criteri e quante persone possono accedere a questi contratti che sarebbero in fase di stipula in Sicilia? C’è bisogno di avere chiarimenti; gli interessati hanno diritto a precise spiegazioni anche da noi parlamentari ai quali si rivolgono come rappresentanti del Governo per i territori. Queste nuove assegnazioni, peraltro, già sul nascere presenterebbero contorni oltre che confusi anche paradossali. La maggior parte dei posti in deroga sono quasi tutti a Catania e Palermo a fronte di un esiguo numero di posti disponibili ad esempio nelle province di Ragusa, 74 ed Enna, 73. A questo si aggiungerebbe la non possibilità di richiedere l’assegnazione in altra provincia della stessa Regione per cui chi ha la specializzazione su sostegno rischia di rimanere fuori; il risultato è sempre quello: la penalizzazione della province più piccole. Necessarie a questo punto urgenti delucidazioni per evitare di seminare illusioni a quanti sono costretti ad allontanarsi anche a 50 anni dalle loro famiglie, dopo anni di sacrifici e continua incertezza lavorativa”.

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La Spagna e l’autogestione del caos

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

spagnaLa Spagna è tornata alle urne. Il voto di dicembre, appena sei mesi fa, ha generato una situazione di stallo, le quattro forze politiche che si contendono il governo non hanno trovato un accordo. Non c’è stato verso. Fra loro c’è anche Podemos, che questa volta ha corso con quel che resta di Izquierda Unida. Strano, perché meno di un anno fa, prima del voto, Pablo Iglesias aveva detto: “Si tengano le bandiere rosse e ci lascino in pace. Iovoglio vincere”. A dicembre non ha vinto, pur avendo ottenuto un gran risultato. Dal lontano Messico Gustavo Esteva era stato caustico. “Iglesias ha vinto quel che ha vinto: il sacro diritto a sgomitare. Non si tratta di cinismo, &egra ve; la realtà del gioco elettorale: per vincere è indispensabile vendere l’anima, una volta arrivati in cima non è consentito tenersela. È per questo che la lotta è altrove”. “Ma come?”, dice oggi con sincera esasperazione un nostro amico lettore: “Posso capire che non vi entusiasmi la creatura di Grillo e Casaleggio ma perché non vi va bene nemmeno Podemos? Allora, ditelo! Ditelo che non vi piace niente!”. Non è vero. Qualche giorno fa, un altro nostro amico, Amador Fernández-Savater ci ha mandato un dossier dedicato a pensare il “comune” in spazi complessi realizzato da Alexia. Già a partire dal nome, che sta lì ad indicare una lesione cerebrale che provoca la perdita parziale o totale della capacità di leggere e scrivere, Alexia s’interroga in modo straordinario sul senso di quel che la galassia dei mezzi di comunicazione del nostro tipo potrebbe o dovrebbe inventare per raccontare i mondi nuovi che si affacciano o esistono in potenza. Sono le bandiere rosse, per dirla con Iglesias, che vorremmo tenerci strette. Quella che segue è la prima parte del dossier, la Spagna che ci piace e oggi non vincerà ma inventa nuove relazioni sociali ogni giorno, un regalo prezioso dedicato ai nostri lettori più curiosi e pazienti, a quelli esasperati e a quelli più convinti di dover lottare per riprendersi la politica (AMADOR FERNÁNDEZ-SAVATER)

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Roma rifiuti: caos raccolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2016

rifiutiRoma. «Forti disservizi nella raccolta dei rifiuti differenziati e turni di spazzamento non rispettati da oltre due settimane stanno creando situazioni insostenibili nelle periferie del Municipio IX».
Lo ha dichiarato il presidente Andrea Santoro, che ha documentato in un video postato sulla sua pagina facebook i disservizi nei quartieri Laurentino, Colle dei Pini, Falcognana, Santa Felicola e Cecchignola.
«Il sopralluogo di stamane ha evidenziato inaccettabili disfunzioni: bidoncini della differenziata stracolmi, una microdiscarica di rifiuti abbandonati di fronte al Centro Culturale Elsa Morante al Laurentino, rifiuti stipati sui balconi di un’abitazione privata per l’impossibilità di conferire nei bidoncini già colmi. Una situazione intollerabile che mi ha convinto a chiedere ad Ama una Conciliazione paritetica per violazione della Carta dei Servizi. Se Ama non ristorerà il danno causato dai disservizi, e il danno d’immagine già arrecato all’Amministrazione, mettendo in campo immediatamente un piano chiaro di servizi aggiuntivi ed un calendario di interventi, o riducendo la Tari ai cittadini del municipio, adiremo alle vie legali intentando una causa civile che individui tutte le responsabilità» ha continuato Santoro.
«Io non ho competenze dirette sull’organizzazione di Ama ma in questo municipio, grazie allo sforzo enorme dei cittadini, abbiamo il record della raccolta differenziata, con più del 60% di rifiuti avviati al riciclo. Apprezzo lo sforzo di riorganizzazione che Ama sta compiendo in questi ultimi tempi ma non è sufficiente e mi chiedo se la natura dei disservizi non sia un fatto intenzionale – ha concluso Santoro».

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Idomeni: tensione e caos al confine con la Macedonia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

idomeniNel campo di Idomeni, al confine con la Macedonia, sono bloccate più di 11.000 persone e solo a circa 100 persone al giorno è permesso di passare. MSF sta attualmente spendendo 50.000 euro al giorno per fornire ripari, sacchi a pelo, tende e assistenza di base.
Il 29 febbraio una protesta è degenerata rapidamente quando la polizia macedone ha iniziato a lanciare gas lacrimogeni sui rifugiati: i nostri team hanno trattato 22 casi, inclusi nove bambini, affetti da problemi respiratori. C’erano anche sette persone ferite dal filo spinato, inclusi tre bambini.Le persone sono ansiose e stressate perché hanno visto l’attuazione di restrizioni inaspettate contro gli afghani e vogliono attraversare il confine prima che sia troppo tardi per loro. Questa tensione al confine è il risultato di strategie irresponsabili messe in atto da pochi stati europei e balcanici per arginare il flusso di persone che cerca protezione in Europa, ad ogni costo, senza alcuna considerazione per le loro esigenze umanitarie e di protezione.Gli effetti prevedibili di queste restrizioni, di cui siamo testimoni adesso a Idomeni, sono un maggiore caos e ulteriore sofferenza per gli uomini, donne e bambini che hanno già vissuto la guerra e affrontato viaggi molto pericolosi in cerca di sicurezza.
Migliaia di uomini, donne e bambini sono bloccati tra Grecia e Balcani dopo l’improvvisa imposizione di nuove, arbitrarie restrizioni per i rifugiati afghani lungo la rotta balcanica. A queste persone, bloccate alle frontiere, non viene data alcuna informazione, l’assistenza umanitaria è quasi nulla e sono a rischio di violenza e abusi.“Abbiamo denunciato più volte le conseguenze umanitarie di questo effetto domino alle frontiere, ma i governi europei continuano a inventare criteri nuovi e arbitrari con l’unico scopo di ridurre il flusso di persone sulla rotta balcanica, a qualunque costo e senza alcuna considerazione dei loro bisogni umanitari” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti di MSF per la migrazione. “Il fallimento dei governi europei nel trovare risposte collettive e umane sta producendo caos, arbitrarietà e discriminazione.” Le prime restrizioni sono state attuate a novembre, quando la possibilità di muoversi lungo i Balcani è stata limitata alle sole persone di nazionalità siriana, irachena o afgana. Ma nel fine settimana, le autorità della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM), Serbia, Croazia, Slovenia e Austria hanno implementato una nuova serie di criteri per ridurre ulteriormente il flusso di rifugiati e migranti nei loro territori. Per esempio agli afgani, che rappresentano fino al 30% degli arrivi in Grecia, viene ora impedito di attraversare sia la frontiera tra Grecia e FYROM, sia la frontiera tra FYROM e Serbia. (foto: idomeni)

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Conti pubblici: Governo nel caos

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

Ministro brunettaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Era lo scorso lunedì che Renzi ha dichiarato, con mirabile sicumera, di avere già in tasca, in quanto concesso dalla Commissione europea, un extra deficit, in termini di flessibilità per la prossima Legge di stabilità, di 17 miliardi, pari a oltre un punto di Pil. Nessuno aveva replicato. Solo noi avevamo chiesto al presidente del Consiglio e al suo ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, di confermare o smentire tale affermazione, francamente surreale. Per tempi, quantità e modalità.
Per tutto il giorno ieri abbiamo incalzato il ministro. Silenzio di tomba. Oggi leggiamo un retroscena di ‘Repubblica’ che dice che il governo sta faticosamente negoziando con Bruxelles per avere qualche decimale di deficit in più. E, paradosso dei paradossi, a fronte di una informazione giornalistica a nostro parere corretta, Palazzo Chigi, coda di paglia, smentisce le trattative in corso.
Delle due l’una: o il governo ha già ottenuto tutto e ha ragione Renzi (e a questo punto siamo noi a chiedere alla Commissione europea su quale base giuridica e tecnica questo sia avvenuto e quando, visto che i documenti contabili governativo-parlamentari dell’Italia sono ancora di là da venire); oppure non solo Bruxelles non ha concesso nulla a Renzi, smentendo dunque il presidente del Consiglio italiano, ma non ha intenzione di dare niente di più di quanto già concesso lo scorso anno.
Qualunque sia la risposta, Renzi è in un mare di guai. Stretto fra le sue affermazioni false, al limite della manipolazione del mercato, e una trattativa con Bruxelles che, a detta della smentita di Palazzo Chigi, evidentemente appare ancora tutta in salita.
Stando così le cose, chiediamo ufficialmente alla Commissione Ue, nelle persone di Jyrki Katainen, Pierre Moscovici, Valdis Dombrovskis e dello stesso presidente Jean Claude Juncker, di fare chiarezza.
Ha la Commissione europea già concesso al presidente del Consiglio italiano 17 miliardi di extra deficit? Ha intenzione di concederglieli? O questi 17 miliardi sono solo frutto della fervida fantasia di Renzi e del suo governo? Non è pensabile che l’opinione pubblica, il Parlamento, i mercati, italiani ed europei, vengano così platealmente presi in giro. Se il ministro Padoan non risponde, risponda almeno la Commissione europea”.

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Giustizia: caos ricorsi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2013

Chiunque ci abbia provato sa che fare ricorso al giudice di pace contro una multa costa denaro e soprattutto tempo. Spesso, per un’udienza di pochi minuti si perde un’intera mattinata sgomitando in piedi tra ricorrenti, avvocati e testimoni. Quando non si ha fortuna, dopo aver atteso delle ore, ti viene comunicato il rinvio dell’udienza all’anno successivo.E se qualcuno non può permettersi di aspettare ore perché deve rientrare a lavoro o deve andare a prendere il figlio all’uscita di scuola, rischia di vedersi respinto il ricorso per il solo fatto di non essere presente quando viene chiamato … nonostante la legge preveda che il giudice debba esprimersi comunque nel merito.
Una banale modifica legislativa permetterebbe di risolvere buona parte di questo desolante spettacolo: abolire l’obbligo dell’udienza per i ricorsi al giudice di pace. Come già avviene per i ricorsi al Prefetto o alla Commissione tributaria, l’udienza si tiene solo se espressamente richiesta dalle parti. Il ricorrente, cioè, può decidere se richiedere o meno l’udienza. Molto spesso, infatti, le motivazioni sono chiaramente esposte nel ricorso scritto, e l’udienza diviene del tutto superflua. E’ proprio l’obbligatorietà di presenziare all’udienza che scoraggia molti cittadini a chiedere giustizia, magari perché non possono permettersi di perdere un giorno di ferie dal lavoro o di viaggiare centinaia di chilometri per ripetere le stesse cose già scritte nel ricorso.
Una semplice modifica alla procedura di cui beneficerebbe anche il funzionamento degli uffici del giudici di pace, riacquistando preziose energie da dedicare ad una giustizia più rapida.(Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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Caos Pronto soccorso. Caprino: ci sono anche le farmacie

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Per sgravare i pronto soccorso di accessi impropri e sovraffollamento non ci sono solo gli ambulatori h12. Ci sono anche le farmacie del territorio e i nuovi servizi previsti dal decreto legislativo 513/2009, che per diventare realtà hanno però bisogno di una convenzione tra regioni e farmacie. Di qui l’appello del presidente di Federfarma Lazio, Franco Caprino, perché i governi locali rompano gli indugi e aprano al più presto un confronto. «Con il decreto voluto dall’allora ministro Fazio» ricorda Caprino «le farmacie sono autorizzate a erogare ai cittadini analisi di prima istanza, prestazioni di telemedicina e servizi infermieristici, anche a domicilio. Con un’offerta di questo genere, riusciremmo a intercettare una fetta consistente di quei pazienti, soprattutto anziani e cronici, che oggi affollano i pronto soccorso di Roma e delle altre città perché sul territorio non trovano ciò di cui hanno bisogno. La capillarità della rete delle farmacie consentirebbe un servizio di prossimità come nessun altro sa offrire».
Per partire, tuttavia, è necessario un accordo con le Regioni, una convenzione che stabilisca le modalità di erogazione dei servizi tramite il Ssn. «Alcune recentissime sentenze del Tar Lazio» osserva ancora Caprino «hanno confermato che le farmacie sono perfettamente qualificate per offrire prestazioni di primo livello sul territorio. Anche a dispetto di alcune vecchie interpretazioni delle Regioni sui servizi di autoanalisi». Ed ecco allora l’appello che Federfarma regionale rivolge al governatore del Lazio, Renata Polverini: «Sappiamo che è al lavoro per cercare di risolvere il problema dell’intasamento dei pronto soccorso» conclude Caprino «sappia che le farmacie sono pronte a fare la loro parte. Basta che ci sediamo attorno a un tavolo e discutiamo di come organizzare i nuovi servizi».(fonte farmacista33)

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Caos pensioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

La manovra del Governo Monti provoca continui guai ai titolari di pensioni, in particolare modo a tutti coloro i quali hanno da sempre percepito l’assegno in contante presso gli sportelli postali. Sono circa tre milioni i pensionati che, oltre che tartassati, rischiano di non percepire la pensione dal 1° gennaio prossimo perché titolari di assegni superiori alle 980 euro e sprovvisti di conto corrente. Così facendo il Professore Monti ed il suo Ministro dell’Economia pensano di eliminare l’evasione fiscale, avendo introdotto con l’articolo 12 del decreto il divieto di riscuotere in contanti importi superiori a 980 euro ed imponendo di fatto l’obbligo di aprire un conto corrente, per la felicità della banche tanto care al Presidente del Consiglio. E’ a tutti noto che, tra la richiesta di accredito della pensione su di un conto corrente e l’avvenuto versamento occorrono circa tre mesi, con la paura di poter restare senza pensione per tutto il periodo. L’ulteriore beffa sta nel fatto che vi sarebbe tempo solo fino a febbraio per l’apertura del conto. Cosa succederà a tutti quei pensionati che, poco esperti con pin, iban, bancomat, carta di credito e conto corrente, rischiano di non percepire il loro assegno da gennaio? Sono domande che, come S.a.pens., abbiamo posto al Governo ed agli Enti di Previdenza. Basta con questi atteggiamenti vessatori !!! Attendiamo risposte urgente e certezze per tutti i pensionati, nonché il nostro sacrosanto diritto di continuare a ritirare in contanti la pensione!!!

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Caos pronto soccorso

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

“Siamo pronti a rispondere alle esigenze della medicina del territorio. Vi sono tra i 5 e i 10mila medici di famiglia pronti a organizzarsi in maniera avanzata, in una rete, per fare da filtro ai codici bianchi e verdi e alleviare i problemi di sovraffollamento dei pronto soccorso del nostro Paese”. Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), respinge con forza l’accusa mossa dalla SIMEU (Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza). “Non si può affermare – spiega il dott. Cricelli – che una della cause delle attese infinite e dei boom di accessi nei reparti di emergenza dei nostri ospedali è rappresentata dalla scarsa voglia di lavorare dei medici di famiglia, che, secondo la SIMEU, dovrebbero assumersi maggiori responsabilità. L’organizzazione dell’ospedale non è assolutamente sovrapponibile a quella delle cure primarie. E per aprire un ambulatorio 7 giorni su 7 occorrono le risorse. La nostra categoria è quella che affronta i carichi di lavoro più pesanti dell’intera sanità italiana”. Come emerso dall’ultimo rapporto Health Search promosso dalla SIMG infatti ogni medico di medicina generale esegue in media 30 visite al giorno (da 6,6 contatti all’anno per paziente del 2003 si è passati a 7,1 del 2009). “Il problema – conclude il dott. Cricelli – è da ricercare nella arretrata organizzazione sanitaria del nostro Paese. Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, si è mosso e si sta muovendo concretamente ed ha affrontato più volte i problemi della modellistica di H24 e continuità assistenziale nei piani sanitari degli anni passati allocando per la prima volta risorse concrete. Nel piano sanitario nazionale 2011-2013, inoltre, per la prima volta, è stata riconosciuta la centralità delle cure primarie. Noi mettiamo a disposizione le nostre capacità, a patto però che le risorse che il Ministro ha allocato alle Regioni siano poi utilizzate per finanziare queste iniziative”.

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Bondi e il governo Berlusconi

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Il “Corriere della sera” di stamani ha pubblicato una lettera del ministro per i Beni culturali e coordinatore del Pdl, Sandro Bondi nella quale ribadisce il suo convincimento che “solo il Pdl di Berlusconi e la Lega di Bossi possono guidare oggi l’Italia attraverso i marosi dell’attuale crisi e garantire una politica di modernizzazione. E so per certo che non vi è un’alternativa a questa politica e a questo governo. L’unica alternativa è il caos e il ritorno alla palude della vecchia politica, che porterebbe rapidamente l’Italia verso il baratro e la rinuncia definitiva al cambiamento”.
Per quanto possa apparire indigesto ai suoi critici una dichiarazione del genere anche noi “ab torto collo” dobbiamo riconoscerla realistica. Il punto, credo, meno critico non sarebbe tanto auspicare un ribaltamento degli schieramenti politici quanto la necessità di un cambio della leadership. E’ questo il vero nocciolo del dibattito politico in atto. Se immaginiamo solo per un momento le dimissioni di Berlusconi e l’avvicendarsi contestuale di Gianfranco Fini non credo che dovremmo parlare di ribaltone se la maggioranza resta compatta sul fronte del Centro destra. Diversamente si dovrebbe parlare di una coalizione trasversale che, inevitabilmente, comporterebbe il coinvolgimento delle opposizioni. La verità è che Fini nel Pdl è visto, da molti, come il “fumo negli occhi” mentre restano fortemente ostili i leghisti e che, per giunta, in forza del loro crescente peso elettorale, possono oggi accettare Berlusconi come presidente del consiglio ma non la vedono allo stesso modo con un successore che non fosse uno dei loro. In altri termini ciò che si vuole sostenere, e a ragione, è che allo stato con tutti i veti incrociati ci ritroviamo con una lotta interna al centro destra per stabilire il delfino del capo. E a complicare le cose vi è la diffidenza di Berlusconi nei confronti di chi potrebbe sostituirlo. Come fidarsi? Persino i leghisti con un loro candidato potrebbero tradirlo alla prova dei fatti. Oggi, sia chiaro, la politica di modernizzazione non si potrà fare senza un impegno congiunto della maggioranza e delle opposizioni. Occorre contrastare un nemico potente: le corporazione, alias “poteri forti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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