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Sarà inaugurato domani a Capaci il primo festival del teatro amatoriale Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Capaci (Palermo) E’ stato organizzato dai Teatranti Instabili. Una manifestazione pensata e realizzata da chi è nato e cresciuto a Capaci e vuole dare nuovo impulso al territorio, proprio nel giorno in cui si ricorda un eroe: Giovanni Falcone. Otto compagnie teatrali in concorso e quattro spettacoli fuori concorso sul palco allestito nell’atrio interno della scuola elementare Alcide De Gasperi dd Gaetano Longo (via J.F. Kennedy). Alle 21 il taglio del nastro, segue un intervento musicale del mezzosoprano Lorena Scarlata Rizzo che canterà “Colapisci” accompagnata da Francesco Davì alla chitarra. “Abbiamo scelto di aprire in questo modo il nostro festival – dice Maria Ansaldi, direttrice artistica della manifestazione che insieme al direttore tecnico Francesco Davì ha lavorato instancabilmente per donare a Capaci il suo festival – perché Colapesce è un eroe siciliano e questa vuole essere una festa dedicata a due eroi che hanno investito la loro vita a combattere la mafia per un futuro migliore. Il nostro vuole essere un contributo, una memoria attiva affinché il loro sacrificio non resti fine a se stesso. Il festival è finanziato esclusivamente da commercianti del territorio e non, singoli cittadini e dai bambini della scuola elementare che ci ospita”. Presenta la serata la giornalista Giada Lo Porto che indosserà un abito creato da Francesco Davì per conto dei Teatranti Instabili e che rappresenta Capaci. Iniziano a intrattenere il pubblico i bambini della scuola elementare che diventano poeti per una sera e Myriam De Luca. Ospiti della prima serata Dario Greco, presidente Aiga (associazione italiana giovani avvocati); il procuratore Alfredo Morvillo; il professore Pippo Romeres; il consigliere comunale Giulio Cusumano; Matteo Pezzino, vicepresidente Confartigianato Imprese Palermo e membro del comitato nazionale antiracket e antiusura; Rocco Battaglia, presidente associazione Terra Vecchia che si occupa di recuperare e tramandare la storia di Capaci e Vincenzo Perricone, presidente dell’associazione Siciliano. Presenti il sindaco di Capaci Sebastiano Napoli, il comandante della caserma dei carabinieri di Capaci Paolo Antonio Conigliaro e il vice comandante Antonio La Rocca. La prima serata prosegue con un dialogo tra la presentatrice e gli ospiti dal titolo “La bellezza salverà il mondo”. Poi a intrattenere il pubblico lo spettacolo “Incontri” di Gino Bonanno Chiude la serata il duetto scoppiettante delle Serio Sister. Presente anche Davide Morici, presidente della categoria “Turismo e Spettacolo” di Confartigianato Palermo che ha dato il gratuito patrocinio alla manifestazione: “Sono fermamente convinto che l’unico modo per superare la mafia è la cultura – dice – chiunque crea con le mani e con la mente è un artigiano, solo la cultura ci può salvare, può allontanare le persone dalla strada e dalle logiche che ancora oggi esistono. Nei giovani vedo già voglia di cambiamento ed è importante che il cambiamento parta proprio da Capaci”. Partner della manifestazione Radio Time, Rta Radio tivù azzurra, Rpc Radio Palermo centrale e Trm. Ogni serata a partire dalle 21 si esibirà una compagnia diversa. Tra quelle in concorso L’Armonia (17 giugno), Gli amici dell’arte (24 giugno), Spes In Arte (30 giugno), La compagnia del divano (1 luglio), Associazione Culturale Capuana (8 luglio), Associazione Vivi il territorio (15 luglio), I Frastornati (19 agosto), F.I.T.A. Roma (26 agosto). Fuori concorso: La piazza degli artisti con la partecipazione di Fabrizio Romagnoli (22 luglio), A spasso con l’opera con Rosolino Claudio Cardile (tenore), Natasa Kàtai (soprano) e Lorena Scarlata Rizzo (mezzosoprano) (29 luglio), I Teatranti Instabili (5 agosto) e La Compagnia dei Vitelloni (12 agosto). Il festival termina il 2 settembre con la serata di gala. Domina la passione del tango argentino con Silvina Larrea e Pablo Pouchot che danzeranno sul palco scaldando gli animi. Seguono le premiazioni. A scegliere i vincitori una giuria di settore più uno spettatore sorteggiato ogni sera. La serata d’apertura è gratuita. Il costo di ogni singolo evento è 3,50 euro, previsto un abbonamento per l’intero festival al costo di 30 euro.

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Primo festival Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

Capaci (Palermo) 23 maggio la serata di apertura. Alle 21 il taglio del nastro, segue un intervento musicale del mezzosoprano Lorena Scarlata Rizzo che canterà “Colapisci” accompagnata da Francesco Davì alla chitarra. “Abbiamo scelto di aprire in questo modo il nostro festival – dice Maria Ansaldi, direttrice artistica della manifestazione che insieme al direttore tecnico Francesco Davì lavora giorno e notte per donare a Capaci il suo festival – perché Colapesce è un eroe siciliano e questa vuole essere una festa dedicata a due eroi che hanno investito la loro vita a combattere la mafia per un futuro migliore. Il nostro vuole essere un contributo, una memoria attiva affinché il loro sacrificio non resti fine a se stesso. Il festival è finanziato esclusivamente da commercianti del territorio e non, singoli cittadini e dai bambini della scuola elementare che ci ospita”. Presenta la serata la giornalista Giada Lo Porto. Ospiti della prima serata Dario Greco, presidente Aiga (associazione italiana giovani avvocati), il procuratore Alfredo Morvillo, il professore Pippo Romeres, il consigliere comunale Giulio Cusumano, Rocco Battaglia, presidente associazione Terra Vecchia che si occupa di recuperare e tramandare la storia di Capaci e Vincenzo Perricone, presidente dell’associazione Siciliano. Presenti il sindaco di Capaci Sebastiano Napoli, il comandante della caserma dei carabinieri di Capaci Paolo Antonio Conigliaro e il vice comandante Antonio La Rocca. La prima serata prosegue con un dialogo con gli ospiti presenti dal titolo “La bellezza salverà il mondo”. Poi a intrattenere il pubblico lo spettacolo “Incontri” di Gino Bonanno, i bambini della scuola elementare che diventano poeti per una sera. Chiude la serata il duetto scoppiettante delle Serio Sister. Ogni serata a partire dalle 21 si esibirà una compagnia diversa. Tra quelle in concorso L’Armonia (17 giugno), Gli amici dell’arte (24 giugno), Spes In Arte (30 giugno), La compagnia del divano (1 luglio), Associazione Culturale Capuana (8 luglio), Associazione Vivi il territorio (15 luglio), I Frastornati (19 agosto), F.I.T.A. Roma (26 agosto). Fuori concorso: La piazza degli artisti con la partecipazione di Fabrizio Romagnoli (22 luglio), A spasso con l’opera con Rosolino Claudio Cardile (tenore), Natasa Kàtai (soprano) e Lorena Scarlata Rizzo (mezzosoprano) (29 luglio), I Teatranti Instabili (5 agosto) e La Compagnia dei Vitelloni (12 agosto). Il festival termina il 2 settembre con la serata di gala. Domina la passione del tango argentino con Silvina Larrea e Pablo Pouchot che danzeranno sul palco scaldando gli animi. Seguono le premiazioni. A scegliere i vincitori una giuria di settore più uno spettatore sorteggiato ogni sera. La serata d’apertura è gratuita. Il costo di ogni singolo evento è 3,50 euro, previsto un abbonamento per l’intero festival al costo di 30 euro.

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Una strage di stampo mafioso con finalità terroristiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

auto falconeEcco come viene definito nelle pronunce giudiziarie il tragico eccidio che a Capaci, il 23 maggio del 1992, spazzò via un tratto dell’autostrada siciliana A29 e con esso le vite dei Magistrati Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, e degli Agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, sconvolgendo per sempre anche le vite dei superstiti scampati miracolosamente alla morte, l’autista giudiziario Giuseppe Costanza, e gli altri Agenti di scorta Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello. Una strage che si inserì in un ampio progetto di vera e propria “guerra allo Stato”; una strage che nella sentenza del cosiddetto “Capaci-bis” (n°2006/2008 rgnr – n° 674/2014 r.g. gip stralcio 1220/2009) il Giudice ha ascritto “ad un disegno criminoso connotato anche da fini terroristici”, e che non a caso, dunque, ha portato ad attribuire ai morti lo status di Vittime di terrorismo sia pur a seguito di un’azione commessa dalla criminalità organizzata. Ma non tutte. Sono state così “inquadrate” le Vittime che facevano capo al Ministero della Giustizia, e quindi i due magistrati e conseguentemente le loro famiglie, nonché l’autista giudiziario dei coniugi Falcone, ma gli altri no. Non i Poliziotti sopravvissuti né i familiari di quelli deceduti. Quelle che facevano capo al Ministero dell’Interno sono state “inquadrate” come Vittime della Criminalità, così ottenendo un trattamento notevolmente meno favorevole perché, come è noto, le Vittime di terrorismo godono di maggiori benefici.
“Una faccenda che definire incresciosa è davvero un eufemismo – si infuria Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) -. Un’ingiustizia gravissima e inspiegabile che, da oggi, è stata risolta quantomeno nei confronti dell’amico Angelo Corbo, che proprio sulla base delle pronunce giudiziarie che hanno formalmente confermato la finalità terroristica, ha finalmente ottenuto dal Ministero dell’Interno il riconoscimento dello status di Vittima del terrorismo, con tutto quanto ne consegue”.“E’ una notizia che ci procura moltissima soddisfazione – aggiunge Schio -, e che giustamente Angelo definisce una ‘vittoria morale’, perché davvero troppo ha dovuto ‘combattere’ per avere ciò che gli spettava di diritto e che, ripeto, del tutto inspiegabilmente è stato fin qui negato a lui ed ai colleghi che portavano e portano la divisa. Per lui oggi si compie un cammino che è stato troppo lungo e troppo tortuoso verso un ristoro che comunque non potrà mai neppure avvicinarsi al risarcimento che lo Stato deve a questi uomini come anche a tutti gli altri che danno la vita o la salute per esso. E di questa sua fatica potranno adesso beneficiare anche gli altri sopravvissuti e le famiglie dei Poliziotti che a Capaci sono rimasti Vittime del Dovere, i quali, seguendo le orme di Angelo, potranno ottenere lo status più ‘favorevole’ se così di può dire parlando di certi argomenti…”.
“E però – insiste Schio – non possiamo evitare di rilevare come ancora una volta dobbiamo gioire per la conquista di ciò che in realtà era assolutamente dovuto. E’ sconcertante che all’interno del medesimo Stato esistano cittadini e Servitori di serie A e di serie B; che un Ministero garantisca un certo riconoscimento e un altro no; che le Istituzioni e le leggi di un Paese che si definisce civile ancora perpetuino una disparità di trattamento assurda fra Vittime della violenza altrui, che si chiami terrorismo o che si chiami criminalità ciò da cui essa promana. Questa vicenda non fa che riportare prepotentemente alla ribalta, infatti, l’assoluta necessità che a monte venga spazzata via l’assurda disparità di trattamento fra Vittime del terrorismo e Vittime della criminalità e del Dovere che davvero non ha alcun motivo di esistere come insistiamo a sostenere nella nostra interminabile e infaticabile battaglia, ma rappresenta un’onta intollerabile per lo stesso onore dello Stato di fronte ai suoi Servitori in divisa”.

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Strage Capaci 23 maggio 1992: anniversario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2012

“Ricordare la storia di chi ha creduto nello Stato e’ un dovere morale”, “Un personaggio come Falcone avrebbe avuto bisogno di una presenza forte al suo fianco da parte dello Stato”, “Giovanni Falcone non diede la sua vita per essere imbalsamato da morto”, “Falcone e’ stato una sorta di mito, e non soltanto per gli addetti ai lavori”, “E’ stato un personaggio fondamentale per l’Italia, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso durante il suo lavoro”. Sono questi i pensieri principali di alcuni tra i piu’ importanti scrittori di libri dedicati a Giovanni Falcone, il giudice ucciso in un attentato il 23 maggio 1992.
A vent’anni dalla strage di Capaci, Libreriamo (www.libreriamo.it), il primo social book magazine ideato e diretto dal mood maker e presidente di Comunicazione Perbene Saro Trovato, volto alla promozione della lettura e dei libri, dedica uno speciale dedicato alla figura di Giovanni Falcone, attraverso le piu’ prestigiose firme italiane, da Saverio Lodato a Francesca Barra, che hanno parlato di lui raccogliendo testimonianze dirette e materiale riguardante la sua vita. La giornalista e scrittrice Francesca Barra ha di recente realizzato il libro “Giovanni Falcone, un uomo solo”. L’autrice sottolinea l’importanza di ricordare una figura importante come quella del giudice morto a Capaci 20 anni fa. “Ricordare la storia di qualcuno che crede nello Stato e nell’applicazione delle leggi, quando oggi sembra che le leggi siano contro la societa’ civile e lo Stato non piu’ un punto di riferimento, ho pensato che fosse un dovere morale”. Un ricordo che assume un significato ancora piu’ forte a pochi giorni di distanza dall’attentato di Brindisi, dove ha perso la vita la giovane Melissa. “Ci sono uomini che hanno calpestato il sangue di altri uomini e uomini che sono chiamati a pulirlo. Quello che e’ successo sabato a Brindisi e’ terribile, aberrante. Colpisce una generazione che stava smettendo di avere paura e tentando di tornare a combattere. Ma i giovani oggi vogliono pulire quel sangue versato. Non ignorano assolutamente cosa sta succedendo e questo e’ un grande valore della nostra societa’”.
Il giornalista e autore televisivo Giammaria Monti, oltre ad aver scritto il libro “Falcone e Borsellino: la calunnia il tradimento la tragedia”, nel 2007 ha realizzato il libretto dell’opera sinfonica “Falcone e Borsellino. Il coraggio della solitudine”, rappresentata in giro per l’Italia e all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, alla presenza degli studenti e con Remo Girone a leggere il testo. A 20 anni dalla strage, Monti sottolinea l’importanza di non ripetere l’errore fatto con Falcone e Borsellino, ossia quello di delegittimare i magistrati che lottano contro la mafia. “Un personaggio come Falcone avrebbe avuto bisogno di una presenza forte al suo fianco da parte dello Stato, di un supporto. La cosa peggiore che puo’ accadere a uno che combatte la mafia e’ essere isolato”. “Ricordare quegli attacchi, le infamie, e’ un dovere nei loro confronti. Come diceva Primo Levi, chi non ricorda la propria storia, e’ condannato a riviverla”.
Il giornalista e saggista Saverio Lodato, autore di “Ho ucciso Giovanni Falcone: la confessione di Giovanni Brusca”, “La mafia ha vinto” e “Quarant’anni di mafia”, si chiede cosa penserebbe Falcone oggi della situazione italiana. “Giovanni Falcone non diede la sua vita per essere imbalsamato da morto. Lo infastidirebbero gli elogi retorici e ipocriti. Sapeva che a lui, e ai suoi colleghi del pool antimafia di Palermo, era toccato il compito di aggredire innanzitutto il profilo militare di Cosa Nostra. Ma sapeva altrettanto bene che sarebbe dovuto venire il tempo di recidere le complicita’ istituzionali economiche e politiche di Cosa Nostra. Che questo, a vent’anni dal suo sacrificio, resti in Italia un limite invalicabile, e’ la spiegazione del perché Cosa Nostra sia sopravvissuta a Falcone. Il che, in uno Stato moderno e civile, non sarebbe dovuto accadere”. Il giornalista palermitano Leone Zingales ha scritto in collaborazione con le sorelle del giudice il libro “Giovanni Falcone, un uomo normale”. “Scrivere di e su Falcone ha rappresentato un momento di riflessione sui temi della legalita’ e della lotta alla mafia. Falcone e’ stato una sorta di mito, e non soltanto per gli addetti ai lavori”. Zingales sottolinea l’importanza di ricordare una figura come Giovanni Falcone, soprattutto per i piu’ giovani. “Ritengo che conoscere il lavoro di una persona come il giudice Falcone e’ importante per le nuove generazioni, perché l’uomo Falcone ha sacrificato la sua vita privata nel nome del suo difficile lavoro ed il magistrato Falcone ha sacrificato tutto se stesso per debellare il cancro mafioso in Sicilia come nel resto del Paese.
John Follain, corrispondente del «Sunday Times» e prima dell’agenzia Reuters, scrive sull’Italia da anni. Ha gia’ pubblicato diversi libri, tra i quali “I 57 giorni che hanno sconvolto l’Italia” e “Gli ultimi boss”. Durante il suo lavoro, ha avuto l’onore di conoscere direttamente Giovanni Falcone. “Lo intervistai sette mesi prima che fosse ammazzato. Fui subito impressionato dal suo coraggio e dalla sua determinazione. Aveva degli ideali forti. E’ stato un personaggio fondamentale per l’Italia, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso durante il suo lavoro. Non aveva voglia di parlare di se – lui era semplicemente un servitore dello stato. Alla domanda su cosa lo spingesse ? Solo la consapevolezza che ognuno deve fare il proprio lavoro. Basta.” “E’ importantissimo ricordarlo e parlare di figure come la sua, soprattutto per le nuove generazioni. Il suo ideale, la sua stima per lo Stato, dovrebbe rappresentare un modello per i giovani”.

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Anniversario strage Capaci

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2012

The aftermath of the bomb attack that killed G...

The aftermath of the bomb attack that killed Giovanni Falcone, his wife and three bodyguards (Photo credit: Wikipedia)

“Maggio è un mese importante per il nostro costante impegno nei confronti delle vittime di ogni violenza, compresi i tanti colleghi caduti nell’adempimento del dovere, e dei loro familiari. E’ un mese importante perchè ricorre la data che, simbolicamente, ricorda tutti i drammi che da Nord a Sud hanno visto l’Italia insanguinata per mano di criminali di ogni genere e che, non a caso, ci vedrà accorrere da ogni angolo del Paese. Questo 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, il Coisp ci sarà, come sempre del resto”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, anticipa l’iniziativa che annualmente vede impegnato il Sindacato Indipendente di Polizia, nel giorno che forse più di tutti esprime il significato profondo del “Memory Day”, un’occasione dedicata al doveroso ricordo, perché gli insegnamenti del passato possano governare il presente e preparare un migliore futuro nel segno di chi ci ha preceduto lasciandoci eredità d’amore, coraggio e onestà. Una manifestazione dedicata alle Vittime della strage di Capaci, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo ed i Poliziotti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, assassinati barbaramente dalla mafia, ma che contemporaneamente abbraccia tutte le Vittime di ogni violenza e forma di criminalità, ricordandole in quello che, ogni volta, si snoda come un vero e proprio percorso del ricordo. “Purtroppo – spiega Maccari -, praticamente in ogni luogo dove celebriamo il Memory Day c’è un percorso del ricordo da seguire, fatto di tappe che ci riportano alla mente gli omicidi di tanta, troppa gente onesta, di tanti Servitori dello Stato trucidati nel nome del bene comune, che hanno vissuto in ogni angolo di questo Paese. Ma quei tanti percorsi noi oggi li seguiamo con animo positivo, non con la tristezza di chi resta sottomesso dalla violenza, ma con la forza di chi vuol continuare a camminare nella giusta direzione. E quest’anno il percorso della memoria sarà in Sicilia, in tanti luoghi di morte che noi tramuteremo in luoghi di speranza. Saremo tanti, tantissimi – conclude il Segretario del Coisp -, arriveranno da ogni dove i colleghi che da vent’anni, ormai, prendono parte all’organizzazione del Memory Day, condividendo un messaggio ed un pensiero che ha dilagato per tutta l’Italia, come un virus buono che ha contagiato una città dopo l’altra. Il Coisp ci sarà, assieme agli amici dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), a tributare il doveroso ricordo a chi ha perso il bene più grande e così onorare la vita, perché ‘Muore solo chi si dimentica, ma i loro ideali rivivono con noi ogni giorno’”.

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Il papa si ferma a Capaci

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Palermo. Durante il percorso da Palermo verso l’Aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi, il Papa ha voluto che il corteo si fermasse a Capaci, nel punto dove avvenne il tragico attentato contro il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta. E’ sceso dalla sua macchina per deporre un mazzo di fiori presso una delle stele erette in ricordo delle vittime, e ha sostato in preghiera silenziosa, ricordando tutte le vittime della mafia e delle altre forme di criminalità organizzata. Poi ha ripreso la strada verso l’Aeroporto per rientrare a Roma.

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