Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘capire’

In intellectu et in sensu. Scrivere per capire, scrivere per fare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

pennaRoma Giovedì 27 Aprile 2017, ore 16:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo 11/b si terrà la presentazione di un progetto di ricerca che prosegue quello sviluppato negli ultimi tre anni e denominato Nulla dies sine linea. Il nuovo progetto è indicato col titolo In intellectu et in sensu e comprende tre esperimenti:
il primo è una riproposta dell’esperimento Nulla dies sine linea centrata sull’incremento della capacità di scrivere, oltre che a fini descrittivi, per compiere inferenze e usare simboli. Sono interessati allievi sia della scuola elementare, sia della scuola media;
il secondo esperimento (Verba sequentur) intende promuovere la scrittura per comporre la capacità di comprendere con quella di fare;infine, il terzo esperimento (In interiori puero) vuol essere l’inizio di un’esplorazione che nel tempo potrebbe condurre al rafforzamento dell’autonomia di bambini e ragazzi.
Il progetto prevede che gli allievi scrivano rigorosamente a mano, come già era avvenuto nel primo esperimento, con effetti decisamente positivi sia sulla capacità di produrre i segni, sia sulla qualità dei testi prodotti. Sono effetti che si è giunti a stabilire tramite l’analisi di un archivio di oltre 28.000 documenti. L’incontro per la presentazione del progetto In intellectu et in sensu avrà luogo il 27 aprile: per altre informazioni può rivolgersi al Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell’Università Roma Tre. Per iscriversi è necessario contattare il Laboratorio di pedagogia Sperimentale per l’invio di una scheda di partecipazione. http://lps.uniroma3.it

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Mercati azionari un’overview per capire

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

mercatiA cura del team di asset allocation di MoneyFarm SIMI mercati azionari sono scesi negli ultimi mesi, a partire dagli emergenti per poi continuare con gli sviluppati.Tra le aree sviluppate che hanno perso maggiormente terreno si notano il Giappone e l’area Euro, le due zone che più erano salite negli ultimi due anni sulla spinta di politiche di quantitative easing e di un inizio di ripresa.Questa fase negativa è partita in primavera con il declino dei mercati emergenti dovuto al rallentamento dell’economia cinese e al calo del prezzo delle materie prime.Nel corso dell’estate il mercato ha cominciato ad interrogarsi sulle future scelte della banca centrale americana. Dal 2014 la Fed sta preparando un rialzo dei tassi, con una lunga strategia di comunicazione per chiarire che la fase restrittiva sarebbe arrivata in contemporanea con il miglioramento del mercato del lavoro e dell’economia americana. Il miglioramento del mercato del lavoro statunitense è confermato dagli ultimi dati, ma nel frattempo la debolezza sui mercati internazionali e il forte rallentamento delle economie dei paesi emergenti ha complicato la situazione, cosicchè fino a metà settembre i mercati rimarranno incerti sull’eventualità di un rialzo.Il rapporto Prezzo/Utili correnti (P/E) permette di fare confronti tra le varie aree geografiche: a circa 11 volte gli utili, l’area emergente è nettamente più a buon prezzo di quella sviluppata (15,8).Lo sconto a cui trattano i mercati emergenti rispetto agli sviluppati non è una eccezione se si guarda a dati storici e, considerando anche gli anni ‘90, in termini di dimensione è in linea con la media storica.Tra i mercati sviluppati, gli Stati Uniti restano i più cari sulla base del Prezzo/Utile corrente, seguiti da Europa e Giappone. Questa graduatoria è mediamente coerente con la profittabilità relativa (ROE) delle aziende operanti nelle varie aree geografiche.L’analisi dei dati mostra quindi che da un punto di vista delle valutazioni i mercati mostrano una certa coerenza con i dati aziendali e tra aree geografiche, in linea con un quadro economico mediamente buono per l’area sviluppata e debole per l’area emergente.
Nonostante i cali degli ultimi trimestri su tutti i mercati globali, nessun area geografica presenta livelli di valutazione nettamente sotto la media, relativamente ad altri mercati o alla sua storia passata. (mercati: La tabella mostra la situazione attuale sui mercati azionari globali, in termini di valutazioni e profittabilità)

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Capire e raccontare la Chiesa

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Roma 9 febbraio 2011, ore 18.00 Libreria Paoline Multimedia – Via del Mascherino, 94  In collaborazione con Rai Vaticano e la Libreria Paoline Multimedia, sarà presentato il libro La Chiesa di carta. I vaticanisti raccontano, di Rodolfo Lorenzoni e Ferdinando Tarsitani, pubblicato dalle Paoline con la Presentazione di Joaquin Navarro-Valls Il libro raccoglie le molte e variegate esperienze di giornalisti vaticanisti della televisione, delle agenzie e della carta stampata. Dai veterani alle nuove generazioni. Un lungo passo che racconta come si è trasformata la Chiesa in questi anni: il rapporto con i media, l’impronta data da Giovanni Paolo II e il pontificato di Benedetto XVI.  Attraverso il raccontarsi dei vaticanisti è possibile capire quanto e come sia cambiata la comunica-zione dentro e fuori la Chiesa.  Interverranno al dibattito:  Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo religioso della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo di Terni; Marco Simeon, Direttore delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai-Radiotelevisione Italiana, Responsabile di Rai Vaticano; Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della sera: Moderatore: Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1.

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Capire e raccontare la Chiesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Roma 9 febbraio 2011, ore 18.00 Libreria Paoline Multimedia – Via del Mascherino, 94.  In collaborazione con Rai Vaticano e la Libreria Paoline Multimedia, sarà presentato il libro La Chiesa di carta. I vaticanisti raccontano, di Rodolfo Lorenzoni e Ferdinando Tarsitani, pubblicato dalle Paoline con la Presentazione di Joaquin Navarro-Valls Il libro raccoglie le molte e variegate esperienze di giornalisti vaticanisti della televisione, delle agenzie e della carta stampata. Dai veterani alle nuove generazioni. Un lungo passo che racconta come si è trasformata la Chiesa in questi anni: il rapporto con i media, l’impronta data da Giovanni Paolo II e il pontificato di Benedetto XVI.  Attraverso il raccontarsi dei vaticanisti è possibile capire quanto e come sia cambiata la comunica-zione dentro e fuori la Chiesa.  Interverranno al dibattito:  Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo religioso della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo di Terni; Marco Simeon, Direttore delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai-Radiotelevisione Italiana, Responsabile di Rai Vaticano; Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della sera: Moderatore: Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1.

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Capire e raccontare la Chiesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Roma 9 febbraio 2011, ore 18.00 Libreria Paoline Multimedia – Via del Mascherino, 94 In collaborazione con Rai Vaticano e la Libreria Paoline Multimedia, sarà presentato il libro La Chiesa di carta. I vaticanisti raccontano, di Rodolfo Lorenzoni e Ferdinando Tarsitani, pubblicato dalle Paoline con la Presentazione di Joaquin Navarro-Valls Il libro raccoglie le molte e variegate esperienze di giornalisti vaticanisti della televisione, delle agenzie e della carta stampata. Dai veterani alle nuove generazioni. Un lungo passo che racconta come si è trasformata la Chiesa in questi anni: il rapporto con i media, l’impronta data da Giovanni Paolo II e il pontificato di Benedetto XVI.  Attraverso il raccontarsi dei vaticanisti è possibile capire quanto e come sia cambiata la comunica-zione dentro e fuori la Chiesa.  Interverranno al dibattito:  Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo religioso della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo di Terni; Marco Simeon, Direttore delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai-Radiotelevisione Italiana, Responsabile di Rai Vaticano; Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della sera: Moderatore: Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1.

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Smaniosa vocazione

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Lettera al direttore. “La Stampa del 31 dicembre 2010, pubblica la seguente lettera: “Ognuno sia libero di fare le sue scelte, per carità, ma quando in un mondo già sovrappopolato si ha la possibilità di non avere preoccupazioni per la propria moltiplicazione non capisco la smaniosa vocazione per «il figlio a ogni costo» che cattura cantanti maturi come Gianna Nannini ed Elton John. Il travaglio nel parto di canzoni non è stato sufficiente?”. Il nome dell’autore è puntato, però c’è da supporre che sia un uomo, giacché di norma sono gli uomini a non capire, e a definire il desiderio di procreare una smania. Forse potrei illuminare coloro che non capiscono, con un’analogia:  la Creazione è il frutto dell’amore divino; la procreazione è il frutto dell’amore umano. Precisazione necessaria per coloro che non capiscono: intendo l’amore verso la creatura desiderata, non l’amore che unisce gli sposi. Così,  se riguarda una coppia omosessuale, la “smaniosa vocazione” si comprende meglio. (Francesca Ribeiro)

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Una critica costruttiva ci aiuta a capire

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Lettera al direttore. Solo oggi mi capita sotto gli occhi il commento ad un mio pezzo intitolato “La festa di Cristo Re contro la peste del laicismo” (Fidest del 22 novembre 2009). Il commento (TellusFolio del 24 novembre 2009), è firmato con la sigla mb. Ne trascrivo un brano: “Pio XI era un volgare anti-laicista, si sa. Benedetto XVI sembrerebbe più equilibrato ma, se si legge il suo Gesù di Nazaret, si resta fulminati dal fatto che questo papa «non ha affatto abbandonato l’idea che chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di realtà e può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Così Miriam Della Croce, nemica della festa del Cristo Re. E c’è di che ridere, perché come potrebbe il papa affermare, per esempio, che è meglio abbandonare l’idea di Dio e che solo abbandonando l’idea di Dio si potrebbe raggiungere una più sicura comprensione della realtà? e magari che il bene si trova al di là di Dio? Strana pretesa”. L’autore del commento non ha capito nulla del mio ragionamento, e, beato lui, ride, e tenta di fare lo spiritoso. Io non ho indicato che cosa Benedetto XVI avrebbe dovuto dire, bensì che cosa c’è di errato nel suo ragionamento, che cosa avrebbe dovuto non dire. Nel maggi del 2007, Benedetto XVI, durante il viaggio in Brasile, ebbe a dichiarare: «Chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di ‘realtà’ e, in conseguenza, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Ora, la storia, e le persone che ci circondano, dimostrano chiaramente che l’affermazione è priva di fondamento. Non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifichi la realtà, così come non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte finisca in strade sbagliate e con ricette distruttive. Abbiamo assistito a nefandezze inimmaginabili, e a fallimenti, in ogni parte del mondo, a prescindere dalla fede in Dio. Inoltre possiamo constatare che intorno a noi esistono “moltissime bravissime persone che, pur non avendo fede, si adoperano per il bene della società, per la giustizia, per la libertà. In qualche modo sono con Dio. Per contro, esistono persone che credono in Dio, e fanno ciò che gli pare, e mandano il mondo in rovina” (ho citato dal mio pezzo del 22 novembre). Ed ora vorrei consigliare al mio commentatore un metodo intellettualmente onesto di critica costruttiva. Innanzi tutto evitare spiritosaggini (“volgare anti- laicista”; “più equilibrato”; “si resta fulminati”; “Miriam Della Croce nemica…”), che servono solo a confondere il lettore. Poi: quando non si è d’accordo su alcune affermazioni, occorre confutare punto per punto le stesse, con validi chiari concisi argomenti. Ma io queste cose le insegnavo ai miei ragazzi a scuola, e dispiace doverle ripetere a “mb”, che certamente un ragazzo non è. Ma chi è? (Miriam Della Croce)

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Informare per capire: il caso Gheddafi

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

Jivis Tegno ha scritto un lungo editoriale che riproponiamo in sintesi ma che si può leggere in versione integrale su sulla prima pagina di informazione su Facebook Italia “Informare  per  resistere”:  “Il presidente libico Muammar Gheddafi, è arrivato a Roma domenica scorsa per celebrare il secondo anniversario del trattato italo – libico. Un trattato che permette azioni dirette da parte del governo italiano come la realizzazione per un periodo di 25 anni, di varie infrastrutture in Libia per una cifra di circa 5 miliardi di dollari. Il trattato inoltre favorisce gli scambi commerciali tra i due paesi. La Libia dal canto suo, dovrebbe combattere il fenomeno del terrorismo internazionale, del traffico di droga, ma soprattutto quello dell’immigrazione clandestina, fenomeno che preoccupa le autorità italiane, quando si sa che, la maggior parte dei gommoni ed altre imbarcazioni che arrivano in Italia  cariche di clandestini, partono dalle coste libiche.
Tuttavia, questo trattato non arriva per caso. Entra nella logica delle scuse fatte dall’Italia per la sua occupazione coloniale in Libia. Con questa ultima visita in Italia per il secondo anniversario del trattato italo – libico, non si è certo smentito. Già durante la seconda lezione di corano davanti a 200 ragazze presso l’Accademia libica di Roma, il colonnello Gheddafi ha prima richiesto alle ragazze di convertirsi all’Islam, poi ha dichiarato che: “ in Libia, le donne sono più libere che in Italia”, poi ha aggiunto che: “ l’Islam è l’ultima religione e che bisogna credere in una sola fede: quella di Maometto”. Da quando Gheddafi si trova in Italia, ci sono ogni giorno polemiche nella classe politica per il comportamento poco diplomatico dell’ingombrante ospite. Mi sono chiesto perché Gheddafi fa tutto questo? La risposta è semplice: “Dio denaro” comanda il mondo! Da quando gli è possibile dopo la revoca dell’embargo nel 2004 dall’Unione Europea, che durava dal 1986, la Libia è diventata uno dei partner privilegiati di molti paesi industrializzati e uomini d’affari del pianeta. Il paese è molto ricco con i sui pozzi petroliferi. Solo l’anno scorso, i fondi sovrani libici ammontavano a più di 40 miliardi di euro. Fondi che permettono alla Libia di acquistare azioni in molte società occidentali. La Libia attraverso la sua holding finanziaria che è la “Lybian Investment Authority” possiede il 7,5% del capitale della Juventus, il 7% di UniCredito, il 5% di Mediobanca, il 2% dell’ENI con trattative per portarlo a 10%.
Gheddafi ha capito bene la cultura occidentale, sa perfettamente che il pilastro della società è il potere economico, ovvero i soldi e lui ne ha tanti. Ecco perché si comporta soprattutto con loro in questo modo: arroganza, prepotenza e mancanza di rispetto alle loro istituzioni. Anche la maggior parte dei giornalisti italiani, che tradizionalmente non dedicano nessun articolo nei loro mezzi di informazioni agli altri presidenti africani (poveri) che visitano l’Italia, riservano invece ogni volta che viaggia il colonnello Gheddafi nel bel paese, ampi servizi sui giornali e cosi, continua lo “show” del presidente libico. Che miseria professionale !!!   Forse ho sbagliato nella mia analisi? Ditemi voi!  (Jivis Tegno)

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Capire l’economia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Il 70 per cento dei risparmiatori italiani dichiara un senso di inadeguatezza sui temi relativi alle decisioni finanziarie. Non stupisce dunque che, in una scala da 1 a 10, la cultura economica-finanziaria dell’Italia ottenga un voto pari a 3,5 punti, contro i 5,18 della Germania, i 4,68 del Regno Unito e i 3,87 della Francia. Pare necessario, allora, diffondere capillarmente il senso di una cultura finanziaria consapevole e le Bcc del Fvg hanno predisposto un apposito percorso formativo che, in questi giorni, sta diventando operativo. «Il nostro – afferma il presidente della Federazione delle Bcc, Giuseppe Graffi Brunoro – è un progetto di lungo periodo, che si prefigge di accrescere la consapevolezza finanziaria della cittadinanza. Siamo coscienti – prosegue Graffi Brunoro – che per raggiungere questo risultato sia necessaria un’azione corale da parte di tanti attori e, per tale motivo, abbiamo sottoscritto un Protocollo d’intesa con la Regione, l’Anci e l’Ufficio scolastico regionale, che sta dando i suoi frutti». Dopo aver completato la fase di preparazione dei formatori, le Bcc pubblicheranno un sito internet (www.capireleconomia.it), che conterrà, oltre al glossario dei principali termini economici, anche gli estratti del materiale informativo, il programma degli incontri e i questionari di autovalutazione per verificare il grado di conoscenza delle materie economiche e finanziarie. “Capire l’Economia”, prevede un piano di interventi formativi distribuiti su tutto il territorio regionale, sui temi di interesse generale: il risparmio, l’indebitamento responsabile, i sistemi di pagamento e la previdenza complementare. Diverse Bcc hanno già impostato il programma e, a partire dall’11 marzo, in collaborazione con i Comuni, sono stati organizzati i primi incontri sul territorio, aperti a tutta la cittadinanza, interpretati dal team di specialisti messi a disposizione delle Bcc.

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Libro: Per tornare a vincere

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Roma, 16 febbraio, ore 17.00 Fondazione Giuseppe Di Vittorio, Via Donizetti 7/b. Ne discutono con l’autore Alfiero Grandi  Giovanni Berlinguer, Paolo Ferrero, Mario Tronti,   Livia Turco  introduce e coordina Carlo Ghezzi Collana Materiali, Formato 12 x 20, Pagine 240, Prezzo 12,00 Con questo libro Alfiero Grandi sviluppa l’impegno avviato con il precedente, Ripartire da Prodi, con il quale si era posto l’obiettivo di avviare una ricerca-verità sulla sconfitta del centro sinistra nel 2008 cercandone le ragioni nei limiti e negli errori dell’esperienza del secondo governo Prodi. La speranza era che anche altri contribuissero a questa ricerca partendo da un diverso punto di vista. Ma troppi di quelli che potevano spiegare, indagare, far capire hanno preferito il silenzio. Si spiega anche così l’enorme area di astensionismo prodottasi nell’elettorato di centro sinistra. Per tornare a vincere si propone di contribuire ad una fase già diversa, che vede in difficoltà la destra che ha vinto nel 2008, mentre una pesante crisi finanziaria ed economica ha appena iniziato a far pagare prezzi sociali pesantissimi. In questa situazione un nuovo centro sinistra potrebbe essere chiamato prima del previsto alla costruzione di un’alternativa politica per offrire una speranza a chi rischia di essere travolto. Alternativa da costruire qui ed ora per incalzare la destra in difficoltà, per affermare che le forze di progresso sono in campo e che possono tornare ad avere fiducia, che si può tornare a vincere.
Alfiero Grandi, già segretario confederale della CGIL, è stato sottosegretario nei governi D’Alema II, Amato II, Prodi II, deputato nella XIV legislatura, componente dell’esecutivo nazionale PDS e responsabile nazionale Lavoro del partito.

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Festival del film di Locarno

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

62° Festival internazionale del film di Locarno dal 5 al 15 agosto 2009. Per tale data sarà proiettato  “In un altro mondo”, film documentario prodotto da Parco Nazionale Gran Paradiso e Fondation Grand Paradis, realizzato da Joseph Péaquin.  La proiezione avverrà in HD Digital Cinema 2K, il nuovo formato che assicura una qualità pari al 35mm; si tratta della prima volta che un film prodotto e realizzato sul territorio valdostano viene proiettato in cinema digitale. Il film segue per un anno Dario Favre, guardaparco in servizio nel Parco Nazionale Gran Paradiso, nella sua quotidiana attività di salvaguardia e monitoraggio dell’area protetta. Un trailer del film può essere scaricato sul sito internet di Fondation Grand Paradis http://www.grand-paradis.it e sul sito del Parco Nazionale Gran Paradiso http://www.pngp.it. Il progetto è stato cofinanziato da BIM (Bacino Imbrifero Montano) e BCC (Banca di Credito Cooperativo Valdostana).
Dario Favre è un guardaparco. Seguendolo giorno dopo giorno, accompagnandolo nell’osservazione degli animali del Parco, nel salvataggio di stambecchi o camosci feriti o semplicemente standogli a fianco, in silenzio, nelle lunghe camminate, la natura del Parco del Gran Paradiso acquista una profondità che la cartolina più bella non sa raccontare. Per capire quali storie si nascondono dietro la divisa di chi ha scelto di vivere la montagna, basta guardare negli occhi di Dario: occhi rivolti verso l’alto, verso il cielo, o verso la casa dove sua figlia lo attende.
Joseph Péaquin, regista del film documentario, afferma: “Con questo film, ho voluto riprendere la realtà della vita di un Guardaparco per un anno intero, rappresentandolo nella sua vita quotidiana. Una vita particolare, scandita da esperienze emozionanti e avventurose in montagna e da lunghi momenti di attesa in cui il tempo si ferma. Vivere la montagna è anche affrontare una grande solitudine interiore e le difficoltà di comunicazione che ne derivano.”

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Libri per capire, riflettere, amare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

Il primo è “Africa Blu” di Daniela Maccari, appunti di un diario africano, Il racconto di una vita scritta in Blu. Dal  blu del Golfo Ligure da cui l’autrice parte giovanissima, al lungomare di Alessandria d’Egitto, alla spiaggia di Cesarea, alla Costa Azzurra e Barcellona. C’è poi il blu dell’Oceano Atlantico e del Pacifico, e quello che contrasta con il rosso del deserto a La Paz, in Bassa California… Il blu oceano di Puntarenas in Costa Rica e quello di Puerto Limon sulla costa atlantica. Senza dimenticare il colore intenso dello Stretto di Messina quando il mare è mosso. Il blu del mare è filo conduttore di questo viaggio, nel tempo e nello spazio, che raccoglie le esperienze di una vita donata alla missione e soprattutto all’Africa, il continente che si scopre dipinto di colori diversi e che cancella quel “nero” con il quale noi bianchi lo abbiamo battezzato. Il secondo è “Ritorno in Tanzania”, di Francesco Giannola un libro per chi vuole intraprendere il viaggio di missione in Africa; cosa significa, cosa aspettarsi, come prepararsi Francesco accompagna il lettore alla scoperta di qualche frammento del continente africano. Lo fa in punta di piedi, senza pretendere di comprendere e spiegare tutto, ma col desiderio di condividere la pienezza di vita sperimentata;Nel “Lontano Presente”  invece Anna Di Sapio e Marina Medi, guardano all’Africa attraverso la lente del colonialismo Italiano ed affrontano il  passato con nuove prospettive: insieme all’approfondimento storico le autrici, da anni impegnate nella formazione nelle scuole, utilizzano l’arte, la letteratura, le fonti orali e le memorie per raccontare il clima di quell’epoca e descriverla a chi quel mondo e quei decenni non ha conosciuto. Ricordo inoltre “Guarigione di Popoli” di Maria Chiara Rioli, dedicato ad un approfondimento in vista del Sinodo Africano che descrive il ruolo delle Chiese e Comunità Cristiane nelle commissioni per la verità e la riconciliazione in Sudafrica e Sierra Leone.

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